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Ricorrenze in pasticceria: Sal De Riso crea una linea dedicata alle feste di primavera

Le monoporzioni Cuori

A proposito di sfruttare le ricorrenze per far girare gli affari in pasticceria, prendiamo lezioni dal maestro Sal De Riso. Il quale, ancora una volta, dimostra di saperla lunga. Il titolare della pasticceria di Minori, in Costiera Amalfitana, ha scelto un tema: quello del cuore. Naturalmente richiama l'amore e la passione per la pasticceria che De Riso ha sempre messo nel suo lavoro. Ha dato così vita a una nuova linea di prodotti di alta pasticceria, chiamata Sapori d’Amore. Si tratta di una nuova linea di lievitati che celebra le feste, da San Valentino alla Festa della Donna, dalla Festa del Papà a quella della Mamma. Tutti gli appuntamenti che, in primavera, portano i clienti a cercare dolci da regalare, che stupiscano con estetica e gusto.

Per San Valentino cuori al cioccolato, vaniglia, mandorle e albicocche

Pezzatura da 500 g, prezzo di 25 euro: i nuovi dolci creati per San Valentino sono il Cuore al cioccolato fondente, albicocche del Vesuvio e vaniglia e il Cuore alle albicocche del Vesuvio, mandorle e vaniglia. Al primo, scuro come la terra vulcanica e dal gusto intenso dato dall’elegante cioccolato Guanaja 70% di Valrhona, si contrappone il secondo, più delicato, chiaro e aromatico, dove spiccano le note di vaniglia. Accanto ai nuovi lievitati, per San Valentino 2021 Sal De Riso propone anche alcuni dolci iconici dedicati agli innamorati, come le monoporzioni LOVE e CUORI (€ 5,00 cad.) e le torte, in versione lucida e vellutata (€ 32,00 al kg), realizzate con Pan di Spagna inzuppato al mandarino, crema leggera allo yuzu realizzata con Inspiration cioccolato yuzu di Valrhona, crumble alle nocciole e gelatina di fragole Candonga.

Festa della donna: il cuore diventa giallo ananas

La versione del nuovo lievitato per la Festa della Donna è il Cuore all’ananas con fragole Candonga e vaniglia. Fresco, solare e femminile, si propone come regalo per l’8 marzo.

Un classico per la Festa del Papà, lamponi e rose per la Festa della Mamma

Un dolce che sa di tradizione e di famiglia, che evoca il calore di un abbraccio. Per la Festa del Papà, invece, il Maestro propone una soffice Zeppola di San Giuseppe lievitata, con crema pasticcera e amarene. Per la Festa della Mamma, invece, De Riso ha creato un Cuore ai lamponi e ai petali di rosa, un dolce profumato ed elegante nella nuance del rosso più brillante.  

Versatili, pronti all’uso e naturali: i nuovi Sughi al Pomodoro Barilla

Sughi al Pomodoro Barilla
Due le ricettazioni della nuova gamma, pomodoro e basilico e pomodoro e cipolla, disponibili in latta da 2,5 kg e perfette per completare con gusto e qualità le più diverse preparazioni

Di alta qualità, pronti all’uso, versatili e sostenibili. Sono alcuni must dei nuovi Sughi al Pomodoro di Barilla for Professionals, il nuovo marchio globale del Gruppo Barilla per tutti i prodotti dedicati al mondo del fuoricasa.

La nuova linea è disponibile in due referenze, che propongono altrettante ricettazioni classiche della cucina mediterranea, Sugo al pomodoro e basilico e Sugo al pomodoro e cipolla, entrambe realizzate con pochi e selezionati ingredienti di qualità, tutti naturali, quindi senza utilizzo di materie prime ogm, e interamente di provenienza italiana: pomodori, basilico e cipolle. Priva di glutine, con un corretto profilo nutrizionale e senza aggiunta di conservanti, la nuova gamma è in linea con la missione Buono per Te, Buono per il Pianeta di Barilla, ovvero in linea con la volontà di proporre un’alimentazione sana, con prodotti preparati con materie prime provenienti da filiere pulite e responsabili.

Attenzione alla sostenibilità che si estende anche al packaging. I Sughi al Pomodoro vengono proposti in latte di alluminio, materiale 100% riciclabile, in formato da 2,5 kg (collo termoformato da 3 latte vendibili singolarmente). Pack impreziosito da una grafica che valorizza il contenuto sottolineandone le caratteristiche premium e che lo rendono perfetto anche per utilizzi successivi, per esempio come elemento di arredo dei locali, soprattutto per quelli in stile industrial-food, secondo le nuove tendenze architettoniche.

Altro punto di forza della gamma la sua versatilità. Pensati per sostenere lo sviluppo del consumi nel fuoricasa, i Sughi al Pomodoro si prestano a diversi utilizzi, dal classico condimento di primi piatti per la pausa pranzo a quello di pizze, tranci di pizza e focacce, in questo caso anche per la pausa di metà mattina o pomeriggio, o ancora come condimento per bruschette o come topping per appetizer per il momento dell’aperitivo. Assicurando all’operatore, in ogni caso, facilità e velocità nella preparazione, in quanto già pronti, caratteristiche che li rendono perfetti anche per completare le preparazioni per il delivery.

Gelateria Crema: i gelati di Bulgari arrivano a casa

gelateria crema
Aperta a Milano dallo scorso luglio, la gelateria Crema ha puntato su 50 gusti in carta, 15 variazioni sul cioccolato. E un delivery che punta a ricreare l'esperienza nel pdf
Si chiama Crema, ma non perché quello sia l’unico gusto proposto: tutto il contrario. Sono una cinquantina gli “stili di gelato” nel grande banco vetrina della gelateria di via Giovanni da Procida - zona Citylife/Fiera - a Milano. Una nuova apertura (ne avevamo parlato anche qui) che ha colpito per più di un motivo. Innanzitutto perché nasce su iniziativa di un imprenditore, Giorgio Bulgari, erede della famiglia che fondò il brand di lusso (poi ceduto a LVMH nel 2012), che ha voluto «riappropriarsi di una eccellenza gastronomica tutta italiana». Il gelato, appunto, con l’intento di portare il format all’estero dopo l’apertura, l’anno prossimo, di un secondo punto vendita a Milano. Poi perché i gusti sono tanti, in controtendenza rispetto a molte scelte più minimal di gelaterie cittadine che puntano ai classici e a pochi gusti particolari. E sono tutti senza lattosio, salvo i gusti al formaggio. Limone di Amalfi, fragola e basilico, castagna e rhum, sorbetti di pistacchio e di nocciola, variazioni sul tema cioccolato (una quindicina). La crema, lo zabaione, il caffè e il gelato alla ricotta, al the verde, al gorgonzola.

Claudio Torcè alle ricette

Sono creazioni di Claudio Torcè, pluripremiato artigiano romano del gelato. Niente coloranti, conservanti o semilavorati: si fa tutto in casa, nel laboratorio attiguo al punto vendita. Il quale è arredato con richiami anni ‘20-’30: un vestito particolare, che mixa legno e divise retrò, packaging studiato con la consulenza di una antica tipografia milanese, a metà tra storia e modernità. L’ispirazione è tratta da illustrazioni anni ’20 di Fortunato Depero e Leonetto Cappiello, ma i materiali sono ancorati alle esigenze di oggi: tutto plastic free e compostabile. Il locale è di circa 70 mq, conta 6 tavolini e pochi sgabelli. I gelati sono serviti - in stagione - in coni gluten free o coppette amiche dell’ambiente. Vaschette da 500 g, 750 g e 1 kg per l’asporto. Il logo della gelateria Crema contiene una coppa, non un cono, perché c’è la volontà di richiamare l’idea del servizio, della consumazione di gelato come evento/esperienza, in una boutique elegante. E di omaggiare un’icona del food italiano. «Siamo felici di aver intrapreso questa nuova avventura in un momento così delicato per l’economia e la ristorazione in particolare», ha spiegato l’imprenditore. «Siamo attivi con un servizio di delivery gestito internamente - spiega Fernando Papa, che dirige il primo punto vendita di Crema - e stiamo studiando una proposta di gusti stagionali, variazioni sul tema dei nostri gusti di alta qualità. Per la raccolta degli ordini ci siamo attivati così: dai nostri canali social si può richiedere di essere contattati e, con Whatsapp business, diamo il benvenuto e giriamo le nostre proposte. In genere facciamo consegne nell’arco di 5-7 km».

L’intervista a Fernando Papa

Che esperienze professionali hai vissuto prima di Crema? Ho lavorato nei bistrot di Claudio Sadler, da Andrea Berton e da Heston Blumenthal a Londra. Sono poi stato il direttore, a Milano, della Pâtisserie des Reves di Philippe Conticini (ora chiusa, ndr). Come è organizzato il lavoro in laboratorio? In laboratorio ci sono due persone, più l’apporto di Claudio Torcè che sta supervisionando tutto il nostro lavoro. Anche se dovessimo triplicare le quantità, il laboratorio adiacente alla gelateria è sufficiente. In caso di nuove aperture, ogni pdv avrà un suo laboratorio e sarà replicato questo schema. Al servizio siamo cinque. Ora, con la chiusura, c’è una persona in meno e ne abbiamo spostato una alle consegne. Puntate su servizio eccellente, ambiente e qualità: come si trasmette tutto ciò con le consegne? Non è semplice. Le nostre confezioni sono studiate, diamo le cialde in omaggio e alleghiamo materiali di comunicazione che raccontano cosa è Crema e cosa conferisce qualità al nostro gelato. L’attenzione ai particolari è il segreto.

Green Heros, la linea 100% vegana di Salomon per una nuova esperienza di gusto

Green Heroes - Salomon FoodWorld
Homestyle Burger, Crunchy Chik’n Burger e Knusper Schnitzel, i burger e cotoletta best seller di Salomon sono ora anche in versione 100% vegana, a base di proteine di frumento

Cambia la cultura alimentare e con questa le esigenze dei consumatori, sempre più orientati nelle loro scelte verso prodotti di qualità, che permettano di seguire una dieta corretta e che vadano in una direzione di maggiore sostenibilità. Cambiamenti che non lasciano indifferente Salomon FoodWorld, che proprio da questa evoluzione si è fatta ispirare per mettere a punto le novità per il 2021. Così Homestyle Burger, Crunchy Chik’n Burger e Knusper Schnitzel, i burger e cotoletta Salomon tra i best seller dell’azienda, ora hanno un gemello al loro fianco in versione vegetale. Si tratta, rispettivamente, di Green Heroes Homestyle Burger, Green Heroes Crunchy Chik’n Burger e Green Heroes Knusper Schnitzel, le tre referenze della nuova gamma Green Heroes: prodotti completamente vegani, composti al 100% da proteine di frumento e che conservano tutto il sapore di carne dei loro fratelli.

Nuove definizioni di gusto

Come specialista del food service e partner per il mondo dei locali per tutte le occasioni di consumo, Salomon FoodWorld conosce infatti i cambiamenti del mercato e le sfide che ne derivano per i ristoratori. Mangiare è molto più che il solo alimentarsi e gustare cibi nuovi: è parte di un'identificazione personale, parte di una convinzione. Inoltre, il gruppo target più importante per l'alimentazione fuori casa, la generazione Y e Z, non aderisce più ad abitudini e tempi di consumo fissi. La flessibilità è d’obbligo, con un contemporaneo aumento delle richieste.

Uno special per ogni gusto

Per i locali diventa quindi sempre più importante aprirsi a tali novità ed essere in grado di attrarre sia gli amanti della carne sia chi segue una dieta particolare, come flexitari, vegetariani, vegani, ma anche chi vuole sperimentare avventure culinarie di tendenza. Una vera e propria sfida per i gestori, che devono affrontare questa complessa e diversificata richiesta con le attrezzature di sempre.

Sfida che Salomon FoodWorld, con l’innovativa linea Green Heros 100% vegana aiuta a superare, permettendo agli operatori di ampliare la loro offerta per offrire piacevoli esperienze a una clientela diversificata ed esigente.

Il Green Heroes Homestyle Burger, granuloso, tenero e succoso proprio come un hamburger di manzo, per esempio, è un burger che si fa apprezzare da tutti, dagli amanti della carne ai vegani.

Così come il Green Heroes Crunchy Chik’n Burger stupisce con una chiave Chik'n indistinguibile dall'originale, al quale si aggiunge una leggera piccantezza e una croccante panatura di cornflakes che lo rendono irresistibile.

Mentre il Green Heroes Knusper Schnitzel è un vero e proprio gemello vegetale del classico Knusper Schnitzel, del quale conserva tutta la consistenza e il carattere artigianale della tipica impanatura croccante.

Tre nuove soluzioni che consentono al locale di differenziare la propria offerta e tenersi in linea con i nuovi trend di consumo. In più, senza nessuna necessità di riorganizzare il lavoro o dotarsi di nuove attrezzature, in quanto la gestione dei prodotti, dalla conservazione alla preparazione, resta la stessa.

Inoltre, con la nuova gamma vegana, i clienti Salomon possono ottenere facilmente tutto ciò di cui hanno bisogno, dagli hamburger ai panini alle salse per tutti i gusti da un unico fornitore di qualità.

Per qualsiasi ulteriore informazione e domande, inviare una mail all’indirizzo office-int@salomon-foodworld.com

 

Barlivery, il delivery solidale di Francesco Pirineo

Barlivery delivery solidale
La locandina di Barlivery disegnata da Giuseppe Liotti
Dal 6 febbraio, nei fine settimana, Pirineo si mette a disposizione dei locali di Roma per effettuare, in sella alla sua bici, le consegne a domicilio di cocktail e distillati

In questo momento particolarmente difficile per il mondo dei bar, a guardare bene, c’è almeno un aspetto positivo che merita di essere sottolineato: il fiorire di iniziative solidali a sostegno del comparto. Tra le ultime nate c’è Barlivery, che prenderà il via sabato 6 febbraio, un progetto di delivery solidale ideato e condotto da Francesco Pirineo.

Francesco Pirineo delivery solidaleIl bartender e brand ambassador di Compagnia dei Caraibi ha infatti deciso di “scendere in campo” in prima persona, mettendosi a diposizione, nei fine settimana, dei locali di Roma che necessitano di una mano per le consegne a domicilio di cocktail e distillati. Più che di una mano è più corretto dire di due gambe, in quanto sarà lo stesso Pirineo che, in sella alla sua bici, provvederà ad effettuare le consegne gratuitamente.

Un’iniziativa che nasce dall’unione di due passioni di Pirineo, quella per la bar industry e quella per la bicicletta, cementate dalla volontà di dare il proprio contributo a sostegno dei locali in questo momento di difficoltà. Contributo che tutti quelli animati dalla passione per i bar possono dare: all’iniziativa possono infatti aderire tutti i volontari muniti di bici e di voglia di pedalare, così da aumentare il numero dei rider, e quindi delle aree della Capitale che si potranno raggiungere,  e magari dare vita a progetti di delivery solidale anche in altre città.

Barlivery prenderà il via a Roma il prossimo sabato 6 febbraio e sarà attiva tutti i fine settimana dalle 18 con ultime consegna alle 21. I locali che vogliono fruirne possono contattare Francesco Pirineo attraverso il suo profilo Instagram @francescopirineo. Allo stesso indirizzo possono scrivere anche gli eventuali volontari che vogliono unirsi all’iniziativa.

Ultima nota, al progetto ha dato il suo contributo anche Giuseppe Liotti, noto fumettista e storyboard artist italiano, vincitore del premio La Pellicola d’Oro nel 2019 per lo storyboard di Dogman, film di Matteo Garrone, che ha realizzato la bella locandina (l’immagine in apertura) di Barlivery.

Bottega 0, le bollicine no alcol di Bottega

Bottega 0 no alcol
Fresca vivace e di carattere, questa nuova bevanda effervescente analcolica, ottenuta da mosto d'uva, apre il mondo degli spumanti al trend del no alcol

Prosegue all’insegna delle novità questo inizio di anno per Bottega. Dopo il lancio del liquore cremoso Panna Cotta Bottega (leggi: Panna Cotta, il liquore cremoso di Bottega ispirato al dessert) la cantina e distilleria di Bibano di Godega (Treviso) presenta ora Bottega 0, una bevanda rosé effervescente analcolica ottenuta da mosto d’uva.

La nuova bevanda strizza l’occhio alla grande tradizione degli spumanti, una delle produzioni di punta dell’azienda, dei quali rievoca tutto il fascino delle bollicine, ma in versione zero alcol, e nasce per andare incontro alle esigenze di quella parte di consumatori che amano bere bene, ma che non vogliono o possono assumere alcol. Un trend in forte crescita negli ultimi anni, al quale la stessa cantina veneta aveva già guardato in passato con il lancio, una decina di anni fa di Elisir 0, rilanciato lo scorso anno, un amaro analcolico alle erbe.

Tornando al nuovo prodotto, Bottega 0 è il frutto di una lunga ricerca degli enologi dell’azienda per arrivare a creare una bevanda che aprisse al trend del no alcol anche il mondo degli spumanti con un risultato finale di qualità. Non a caso il suo processo produttivo ricalca quello dei vini. La materia prima è costituita da uve raccolte solo quando hanno raggiunto un buon equilibrio tra zuccheri e acidità. Si procede quindi alla loro diraspatura e poi alla pressatura soffice, per ottenere un mosto che viene conservato in vasche refrigerate in modo da evitare che si avvii la fermentazione alcolica. Al mosto viene aggiunta l’anidride carbonica, il cui sapiente dosaggio dona freschezza, vivacità e carattere alla bevanda, che infine viene filtrata e imbottigliata.

Il risultato è una bevanda rosé, presto arriverà anche la versione bianca, dall’intenso aroma di mosto, accompagnato da fresche note fruttate e sentori floreali, ideale da proporre in ogni momento della giornata, servendola fredda a una temperatura di 4–5 °C. Perfetta come aperitivo, accompagnata con appetizer di formaggi, soprattutto freschi a base di latte di capra e di pecora, si sposa bene anche con preparazioni dolci, in particolare pasticcini e crostate e con frutta, ma si propone anche come nuovo ingrediente per la miscelazione, in particolare per la preparazione di cocktail con frutta.

Nicola Di Lena, pastry chef: «Mai sentirsi arrivati, per migliorare sempre»

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Come è lavorare in un luxury hotel ai tempi del covid? Risponde Nicola Di Lena, pastry chef del Mandarin Oriental, Milan
Il lavoro nel laboratorio di pasticceria di un hotel di lusso è molto più complesso e completo di quello di una pasticceria o un ristorante. Parola di Nicola Di Lena, blasonato pastry chef del Mandarin Oriental, Milan - la guida Pasticceri & Pasticcerie del Gambero Rosso 2020 lo ha nominato miglior pastry chef d’Italia - e storico collaboratore dell’executive chef Antonio Guida. «La nostra produzione abbraccia a 360 gradi le necessità delle strutture f&b dell’hotel: il ristorante fine dining Seta, il Mandarin Bar & Bistrot, la prima colazione, il room service, la banchettistica», racconta Di Lena. Sette le persone che lavorano al suo fianco per coprire tutti i servizi, compreso il pastry sous chef Marco Pinna.

Standard altissimi per la prima colazione

La prima colazione, di cui Di Lena va particolarmente fiero, è una delle più sontuose del panorama alberghiero meneghino. In tempi normali (cioè prima che la pandemia scompaginasse le carte, bloccasse i viaggi internazionali e mettesse fuorilegge i buffet self-service), ogni giorno il suo reparto sforna 6-7 tipi diversi di lievitati, tra cui croissant, pain au chocolat, girelle, veneziane. E poi una selezione di torte da credenza come Linzer, plumcake al cioccolato o al limone, cheesecake che cambiano con le stagioni. Senza dimenticare i dolci legati alle ricorrenze, come panettone, colomba, chiacchiere, frittelle o zeppole di San Giuseppe, che «da buon meridionale non manco mai di proporre», sorride Di Lena. Per gli ospiti del Mandarin Oriental, Milan c’è anche una piccola carta da cui ordinare waffles, crêpes, pancakes, French toast con crema alla vaniglia; a ulteriore testimonianza delle origini del pastry chef (mamma siciliana, papà pugliese) c’è anche la brioche con la granita di mandorla, un classico della pasticceria siciliana. La proposta di prima colazione, così ricca e variegata, è pensata per ingolosire una clientela internazionale che in un hotel di lusso si aspetta standard altissimi. «Il fatto di poter fare tutte queste cose per il breakfast mi rende felice», rivela Di Lena. Per il Mandarin Bar & Bistrot, invece, ha studiato una linea di monoporzioni ispirate ai classici della pasticceria italiana e francese, come St-Honoré, profiteroles, zuppa inglese, cheesecake, nocciola e l’immancabile tiramisù, «molto richiesto soprattutto dalla clientela internazionale», dice. Accanto alle monoporzioni ci sono anche gelati e sorbetti che ruotano in base alla stagionalità della frutta.

Al ristorante Seta, dessert studiati in sinergia con lo chef

Diverso l’approccio per la carta dei dessert del ristorante gastronomico Seta, due stelle Michelin. «Il dessert deve essere coerente con l’esperienza gastronomica complessiva - afferma Di Lena -. Valutiamo i dolci da inserire in carta in base ai menu elaborati dallo chef. Antonio Guida mi dà carta bianca. Lavoriamo insieme da 15 anni, con lui e il sous chef Federico Dell’Omarino c’è grande intesa, ci capiamo senza parlare». La cifra stilistica dei dessert firmati da Di Lena è la classicità nella modernità, con un ricorso a materie prime altamente selezionate e di stagione. «Mi piace usare prodotti freschi e italiani», afferma. Prima della pandemia, la carta dei dessert di Seta elencava cinque opzioni, oltre a un pre-dessert e alla piccola pasticceria. Ora l’offerta è limitata a due menu degustazione. Il primo comprende otto portate e si conclude con uno storico cavallo di battaglia di Di Lena, il Parfait alla liquirizia, con cristalli di foglie di tabacco Kentucky, pere alle spezie e crema al caffè. Lo scorso autunno, a chiusura del secondo percorso (di 7 portate) Di Lena ha invece optato per un dessert nato da poco: Sfoglia caramellata con nocciola, salsa alla zucca, anice stellato e sorbetto di melograno. Dunque, fino all’inizio di novembre (la nostra intervista è avvenuta poco prima dell’introduzione della zona rossa in Lombardia, ndr) erano due, oltre al predessert e alla piccola pasticceria, i dessert serviti al ristorante Seta, per il quale lo staff di Di Lena produce quotidianamente anche il pane e i grissini. La pasticceria del Mandarin Oriental, Milan dispone di un laboratorio di 60 mq e dal punto di vista organizzativo è divisa in due reparti: da una parte, chi lavora per il ristorante gastronomico, dall’altra chi si occupa di tutto il resto. Compresa una piccola produzione di 5-600 panettoni per Natale.

L'intervista a Nicola Di Lena

Quali caratteristiche deve avere il dessert del ristorante? Innanzitutto, deve essere in continuità con l’esperienza di degustazione che lo precede. Poi, deve essere ben equilibrato. Visto che il dessert arriva a fine pasto, è importante valutare il contenuto di zucchero e grassi, la freschezza e l’acidità. In un dessert lo zucchero ci deve essere, ma va ben bilanciato con tutti gli altri ingredienti. Che cosa significa per un pastry chef lavorare gomito a gomito con i cuochi del ristorante? Fare parte dello staff di una cucina è molto stimolante. Entri a contatto con ingredienti e tecniche che normalmente non vengono usati in un laboratorio di pasticceria. La contaminazione con la cucina è molto importante, fa crescere e favorisce la sperimentazione. Spesso i miei colleghi cuochi mi fanno conoscere un pepe o un peperoncino nuovi, un ortaggio insolito. È bello, per me, provare a usare prodotti di norma impiegati per piatti salati, come le verdure. Sono molto curioso.
La sua pasticceria è cambiata con l’arrivo a Milano? Moltissimo. In primo luogo, al contrario de Il Pellicano, il Mandarin Oriental, Milan è aperto tutto l’anno e questo ci consente di usare un ventaglio più ampio di prodotti e, quindi, di esprimerci al 100% in tutte le stagioni. Poi, Milano è una città cosmopolita, al centro dell’Europa. Chi considera suoi maestri? Il mio primo maestro è mio zio, da cui ho imparato i fondamenti della pasticceria siciliana. Durante la mia prima stagione al Pellicano ho avuto la fortuna di lavorare sotto il pastry chef francese Yvan Le Pape che mi ha insegnato tanto a livello di tecniche di lavoro, preparazione e presentazione. Che cosa suggerisce ai giovani che vogliono fare questo mestiere? Dico loro che più esperienze fanno con maestri diversi, più potranno conoscere le varie sfaccettature della pasticceria e poi potranno elaborare un proprio stile. Molti stagisti arrivano da noi dopo aver frequentato scuole validissime e si sentono già pasticcieri finiti. A volte bisogna essere umili per poter imparare.

Roma 4 Roma: il bartending capitolino dà appuntamento al The Court

The Court crew Roma 4 Roma
Il team di The Court
Superare uniti il difficile momento: con questo obiettivo dal 4 febbraio, ogni giovedì (ore 15-18), The Court ospiterà un bartender romano che proporrà la sua drink list

Ritrovarsi, sostenersi e mandare a tutto il settore un segnale di fiducia in questo momento difficile. È con questo obiettivo che nasce Roma 4 Roma, l’appuntamento settimanale per il bartending romano. Un’iniziativa partorita dalla mente di Matteo “Zed” Zamberlan, tra i big mondiali della mixology e bar manager del The Court, il cocktail bar di Palazzo Manfredi, hotel 5 stelle che sorge nel cuore della Capitale.

E proprio il cocktail bar con vista sul Colosseo sarà il palcoscenico dell’iniziativa: il suo bancone, ogni giovedì dalle 15 alle 18, a partire dal 4 febbraio, ospiterà un bartender in rappresentanza ogni volta di un diverso locale di Roma, che proporrà una sua selezione di suoi 4 signature.

Un’iniziativa che nasce per rinsaldare i legami tra la comunità romana e fare fronte comune in questa fase particolarmente difficile dove le misure anticontagio, oltre a limitare gli orari, hanno costretto alcuni locali alla chiusura. «Per nostra fortuna, nonostante le restrizioni, il The Court è attivo e lavora – spiega Zed a bargiornale.it -. Mi piaceva allora poter condividere gli spazi, anche se per qualche ora, con altri colleghi, alcuni rimasti senza lavoro, per dare loro la possibilità di continuare a fare quello che più amano: creare drink e accogliere gli ospiti, ognuno con il suo particolare stile».

E in effetti il The Court, per un giorno a settimana, si trasformerà di volta in volta nel locale del bartender ospite: questi, oltre a proporre la loro lista di drink, potranno accompagnarla con proposte food e appetizer che solitamente servono nei loro bar, e lo stesso servizio in sala potrà essere svolto dal personale dei vari locali. «Non si tratta quindi, e ci tengo a sottolinearlo, si una classica operazione di marketing con la guest altisonante – specifica Zed -. Al nostro bancone si alterneranno infatti bartender noti e meno noti, provenienti dai più diversi locali».

Gli appuntamenti in programma

Il programma di Roma 4 Roma al momento prevede 15 date. Si parte giovedì 4 febbraio con l’appuntamento con Mario Farulla di The Chapter, seguito l'11 da quello con Riccardo Rossi del Freni e Frizioni, il 18 con Roman Popovici del Jigger Drink Bistrot Wine e Silvia Carpene del Buseto e il 25 con Patrick Pistolesi del Drink Kong.

Quattro gli appuntamenti anche per marzo: il 4 sarà la volta di Andrea Pomo e Raimonda Basso Bondini del Jerry Thomas Speakeasy, l'11 di Marco Zampilli & Christian Ricci del Ru.De, il 18 di di Joy Napolitano di The Barber Shop Speakeasy e il 25 di Roberto Artusio & Cristian Bugiada de La Punta Expendio de Agave.

I pomeriggi proseguono ad aprile: l'1 con Pasqualino Viscito dell’Empire e Danele Arciello ed Edoardo Coticonidello Städlin, l'8 con Michele Ferruccio del Treefolk’s e Giulia Castellucci del Co.Co, il 15 con Valeria Bassetti ed Emanuele Broccatelli di Drink.it, il 22 con Luca De Nardo, Jacopo Pitanti e Lukasz Kloc del Drop e il 29 con Daniele Armaro e Luca Giovanrosa del Latta Fermenti e Miscele.

A maggio le altre due date confermate: il 6 con Egidio Fidanza e Mattia Ria del Blind Pig e Ludovico Lembo e William Santamaita del Tale.

Il programma è comunque in costante aggiornamento per le tante adesioni e le nuove guest con le date esatte saranno comunicate sul profili Instagram e Facebook di The Court.

Locandina Roma 4 Roma The CourtA sostenere l’iniziativa una serie di aziende sponsor, che hanno accolto con entusiasmo l’idea e che durante i pomeriggi omaggeranno le guest con alcuni regali e metteranno a loro disposizione, gratuitamente, i distillati e altri prodotti per la preparazione dei drink. Grazie agli sponsor (Perrier, Sanpellegrino, Campari, Mancino Vermouth, Disaronno, Tia Maria, Matusalem, DiFrutta, Roberto Cavalli Vodka, Ice Cube, Ginarte, Camellias’s Tea House, The Busker Irish Whiskey, Drink It, Pallini, Ysabel Regina), i cocktail di Roma 4 Roma avranno un prezzo calmierato rispetto allo standard del locale, tra gli 8 e i 10 euro, con l’aperitivo offerto dal The Court.

Altro obiettivo dell’iniziativa è dare la possibilità ai bartender e ai loro locali di mantenere, per quanto possibile, un filo diretto con i clienti più affezionati, quelli che torneranno ad affollare il bancone quando tutto questo lungo periodo complicato avrà avuto termine, e che intanto hanno comunque la possibilità di farsi servire dai loro beniamini.

Fondamentale sarà, dunque, la partecipazione del pubblico, ma sempre nel più assoluto rispetto delle regole anti-Covid. A questo proposito, per partecipare ai pomeriggi di Roma 4 Roma è consigliato contattare il The Courte e prenotarsi, scrivendo a info@thecourtrome.it o telefonando al numero 0669354581.

Competitive Data, numeri in crescita per le torrefazioni italiane

Report Caffè: l’analisi delle torrefazioni italiane nel 2020 di Competitive Data

Prende il via con una rapida istantanea del comparto il report Caffè: l’analisi delle torrefazioni italiane nel 2020 pubblicato da MonitoraItalia. All’interno del settore della lavorazione del  caffè operano 1016 aziende delle quali 604 sono società di capitali e 139 risultano in crescita. Molte torrefazioni sono registrate anche nel settore del commercio all’ingrosso di caffè, che conta 1695 aziende, delle quali 842 sono società di capitali e 173 in crescita.

Il blog di Competitive Data lo scorso ottobre ha definito lo scenario del mercato del caffè nell’horeca tra il 2017 e il 2021, evidenziando il distacco sempre più netto tra le imprese sempre più attive e organizzate e chi rimane in un sostanziale immobilismo. Quest’ultimo report presenta l’analisi dei bilanci delle prime 270 società di capitali del settore per il triennio 2017-2019.

Fatturato 2019 per area geografica
Fatturato 2019 per area geografica

Globalmente i ricavi cumulati registrano una lieve crescita dello 0,8%, dove primeggiano le regioni del Sud e delle Isole con una variazione positiva del 5,4%, seguite da quelle del Nord Est (+3,3%), mentre sono di segno opposto quelle del Centro (-1,1%) e del Nord Ovest (-1,8%). L’analisi dei ricavi per classi di fatturato favorisce le torrefazioni con ricavi compresi tra 10 e 30 milioni di euro (+3,4%), seguite da quelle con ricavi superiori ai 30 milioni (+0,5%); in controtendenza (-0,6%) le realtà con ricavi inferiori ai 10 milioni di euro. Risultano particolarmente premiate le aziende più focalizzate sulla produzione di cialde e capsule per il caffè, anche se non mancano le eccezioni. Le torrefazioni che hanno fatto registrare la crescita maggiore nel 2019 sono state: 1. Ultramar Caffè con un +61%, 2.Beyers Caffè Italia (+55,6%), 3. Caffè Borbone (+27,5%), 4. Le Piantagioni del Caffè (+18,3%); nell’offerta di quest’ultima non sono presenti formati monoporzione.

La crescita complessiva degli utili nel 2019 è stata del 31,1%, pari a un controvalore di 254,8 milioni di euro. Giocano un ruolo decisivo su questi dati gli utili di Lavazza (+83,8%) che hanno fatto registrare al Piemonte l’utile medio più elevato (7 milioni di euro) e Caffè Borbone con un +107,4%. L’incidenza dell’utile sul fatturato si porta al 5% nel 2019, in deciso aumento rispetto al 3,9% del 2018. In tale contesto, tuttavia, le aziende che chiudono l’esercizio in utile passano da 232 nel 2018 a 228 nel 2019, mentre quelle in perdita da 28 a 34. Globalmente flette anche il margine operativo lordo medio rispetto al fatturato, passato dal 14,0% del 2018 al 13,1% del 2019.

Barawards 2020: segui le premiazioni in diretta

Una cerimonia speciale per un anno speciale. Per celebrare il coraggio, l'inventiva e la resilienza dei tanti che non si arrendono neppure di fronte a difficoltà che possono apparire insormontabili. Sono i professionisti dell'ospitalità made in Italy di eccellenza.
Che, dietro i banconi, nelle cucine, nei laboratori e nelle hall vuote degli alberghi hanno dato fondo alle proprie doti imprenditoriali e di intraprendenza per resistere.
I professionisti e i loro locali - bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie e hotel - che si sono distinti, al punto da raccogliere la preferenza del nostro pool di esperti e i voti on line.

Raccoglieremo le loro testimonianze durante la cerimonia di premiazione di Barawards 2020, che andrà in onda in diretta mercoledì 10 febbraio dalle 16 sui canali Facebook @redazione.bargiornale e Instagram @redazione_bargiornale, ripresi dai canali delle altre riviste del gruppo Tecniche Nuove che promuovono il premio: dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti.

Due gli hashtag ufficiali dell'evento: #Barawards2020 e #nonchiamatelamovida, quest'ultimo pensato per sottolineare e far emergere la professionalità dei nostri candicati e dei nostri "campioni".

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Sveleremo 200 nomi che rappresentano l'eccellenza della nostra ospitalità: la top 10 delle 20 categorie di locali e professionisti che Barawards premia. Ci collegheremo in diretta con i tre protagonisti sul podio della classifica, per farci raccontare la loro esperienza (scopri i vincitori della passata edizione per i locali e i professionisti).

Nomi frutto delle valutazioni di 100 panelist superselezionati (il loro voto pesa l'80% sul punteggio finale) e dei voti raccolti on line (20% del totale).

I premi per i professionisti

Queste le 11 categorie per i professionisti (scopri tutti i nomi dei finalisti):

  • Premo Kimbo Barista dell'anno
  • Premio Campari Group Bar manager dell'anno
  • Premio Keglevich Bar team dell'anno
  • Premio Nonino Bartender dell'anno
  • Bartender italiano all'estero dell'anno
  • Bartender under 30 dell'anno
  • Brand Ambassador Coffe&more dell'anno
  • Brand Ambassador Spirits dell'anno
  • Premio Diplomàtico Cuoco dell'anno
  • Hotel manager dell'anno
  • Premio Van Houten Pasticcere/gelatiere dell'anno

I premi per i locali

Queste le nove categorie per i locali (scopri tutti i nomi dei finalisti):

  • Premo Bloom Coffee School Bar caffetteria dell'anno
  • Premo Royal Bliss Bar rivelazione dell'anno
  • Premo Roner Cocktail bar dell'anno
  • Premio Hotel dell'anno
  • Premio Hotel rivelazione dell'anno
  • Premio Bar d'albergo dell'anno
  • Premio Ristorante d'albergo dell'anno
  • Premio Ristorante rivelazione dell'anno
  • Premio Pasticceria/Gelateria dell'anno

Il Premio Innovazione dell'anno

Ma Barawards, da sempre, è anche una vetrina per le aziende dell'horeca capaci di innovazione, che con i loro prodotti e servizi cercano di portare nei locali quelle ventate di novità necessarie per rinnovare la propria offerta.

Sei i prodotti che riceveranno il Premio Innovazione sugli oltre 70 candidati (qui trovi l'elenco completo), vincitori di altrettante categorie:

  • bevande,
  • alcolici,
  • superalcolici,
  • foodservice,
  • accessori&strumenti di servizio,
  • attrezzature&tecnologie.

In più, novità di quest'anno, assegneremo una Menzione Speciale Green al prodotto/servizio votato come più sostenibile.

Anche per il Premio Innovazione, la classifica finale è data dall'accostamento tra i voti del panelist (abbiamo selezionato oltre 40 esperti tra consulenti, addetti ai lavori/opinion leader e figure di riferimento del mondo della distribuzione food e beverage), che pesa l'80%, e il voto on line (20%).

Prossimamente su premium.bargiornale.it potrete scaricale lo speciale con tutte le classifiche di Barawards 2020.

Ultime (buone) notizie dal mondo del clubbing

Il festival Decibel Open Air alla Visarno Arena di Firenze ha recentemente confermato lo svolgimento dell’edizione 2021, in calendario sabato 11 e domenica 12 settembre
Il festival Decibel Open Air alla Visarno Arena di Firenze ha recentemente confermato lo svolgimento dell’edizione 2021, in calendario sabato 11 e domenica 12 settembre

Tutto fermo nell’intrattenimento serale e nel clubbing legato ai dj e alla musica elettronica? Assolutamente no. Diversi sono gli esempi di imprenditori e realtà che sanno guardare avanti: Bargiornale ne ha selezionati tre, un festival italiano, una nuova emittente radiofonica e un festival albanese che ha stilato un protocollo Covid-19 che ha già avuto l’assenso ufficiale del governo di Tirana. Se si vuole vedere la luce in fondo al tunnel, sarà il caso di seguire l’esempio di chi ha le idee molto chiare sulla direzione da seguire e perseguire.

Decibel Open Air

Il festival in programma alla Visarno Arena di Firenze ha appena confermato lo svolgimento dell’edizione 2021, in calendario sabato 11 e domenica 12 settembre. Un annuncio impreziosito dall’annuncio di alcuni dei suoi artisti più importanti in cartellone, Paul Kalkbrenner su tutti; insieme al geniale artista tedesco, la line up propone 999999999 (live), Amelie Lens, Ben Klock, Fisher, Gioli & Assia (live), Giorgia Angiuli (live), Kölsch, Michael Bibi, Pan-Pot, Renie Zonneveld (live), Richie Hawtin e Wade. E si tratta soltanto del 40% di un cast artistico che ha ancora tantissimo da rivelare. Con l’annuncio delle sue date e di una buona parte della line up, Decibel Open Air lancia un messaggio molto preciso, di fiducia, determinazione e speranza.

UNUM Festival - foto Valeriu Catalineanu
UNUM Festival - foto Valeriu Catalineanu

UNUM Festival

Tra i primi festival europei del clubbing annunciati e confermati, spicca UNUM, in programma da giovedì 3 a lunedì 7 giugno a San Giovanni di Medua, in Albania. Tra i primi artisti annunciati, superstar come Ricardo Villalobos e Seth Troxler e l’italiano Leon. UNUM si caratterizza anche e soprattutto per usufruire di un sistema di test rapidi per il COVID-19, un protocollo allestito dalla società inglese Swallow Events e che già gode dell’imprimatur del Governo albanese. Un sistema realizzato in esclusiva con la multinazionale farmaceutica Roche, nel pieno rispetto delle linee guida indicate dalla MHRA, l’Agenzia regolatrice inglese dei farmaci, in grado di dare risultati nel giro di 15 minuti e di essere applicati per eventi su larga scala, sia in Gran Bretagna che nel resto del mondo.

RADIO HOUSE, la nuova radio dedicata alla musica da club

Radio House

Musica elettronica 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 sette: questa la missione di Radio House, che dallo scorso 23 dicembre trasmette attraverso il suo sito internet e tramite app. House e techno la fanno da padroni, grazie ad un’idea nata e sviluppata dal team di lavoro del locale Circolove di Pesaro, che in questa fase di prolungato lockdown si dedica alla radio e ad altri progetti, come Webo, spazio polifuzionale dedicato all’elettronica, al teatro e alla didattica. Radio House si dedica esclusivamente a sonorità clubbing, con particolare attenzione per house e techno in tutte le sue declinazioni, con un palinsesto che per i primi mesi prevedrà musica no-stop senza conduzioni, ma una selezione che sarà divisa in quattro fasce orarie. Entro l’estate Radio House introdurrà playlist e mixati dei dj e dei club di riferimento, spazi per novità discografiche, contenuti dedicati a passato, presente e futuro della musica elettronica.

 

Zini prepara una nuova linea di pasta con grano Senatore Cappelli a km zero

Zini grano Senatore Cappelli
Lo storico pastificio milanese ha avviato la coltivazione del grano Senatore Cappelli: la materia prima per una linea di tagliatelle in arrivo in autunno

 

L’alta qualità è da sempre il marchio di fabbrica delle proposte di Zini Prodotti Alimentari per le realtà del fuoricasa. Qualità ricercata in tutte le fasi del processo di produzione, a cominciare dalla scelta delle materie prime: solo ingredienti naturali da filiere italiane, selezionate e controllate. Una filosofia confermata dal nuovo progetto avviato dallo storico pastificio milanese che porterà l’asticella dell’eccellenza ancora più in alto: una nuova linea di tagliatelle di grano antico Senatore Cappelli che sarà lanciata sul mercato il prossimo autunno.

Peculiarità del prodotto è non solo l’utilizzo, insieme a uova fresche da galline allevate a terra, di questa varietà di grano antico, che rispetto al frumento tradizionale può vantare l’80% in più di sali minerali e l’84% in più di fibra, ma che il suo approvvigionamento sarà praticamente a km 0. Per la produzione del grano Senatore Cappelli Zini ha infatti scelto l’azienda agricola Dornetti di Cesano Boscone, situata a meno di due km dal pastificio, con la quale lo scorso mese di gennaio ha completato la semina del grano su 8 ettari di terreno. Una volta mietuto, il raccolto garantirà la produzione di 200 quintali di semola che, a loro volta, saranno trasformati in 250 quintali di tagliatelle. Tagliatelle che saranno pronte non prima del prossimo autunno, assecondando tutti i tempi della natura, e che si aggiungeranno alla già ricca offerta dell’azienda, che spazia dalla pasta fresca a quella ripiena, dal riso a Le Monoporzione (piatti monoporzione surgelati), dalle salse agli gnocchi, tutti prodotti già cotti e surgelati, per abbinare alla qualità un alto grado di servizio.

Il nuovo progetto nasce dalla volontà di Zini di ripensare la produzione, valorizzando il più possibile il proprio territorio, in un momento nel quale tante realtà sono colpite dalla crisi. Un’idea tradotta in realtà costruendo una vera e propria rete con le aziende vicine, specializzate ognuna in una diversa attività, e dando vita a progetti dove ciascuno è attore e quindi coinvolto in prima persona. Una nuova formula per ripartire.

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