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Lillet, l’aperitivo francese alla conquista dell’Italia

LILLET Blanc, Rosé, Rouge
Pernod Ricard rafforza la distribuzione in Italia dello storico aperitivo francese, disponibile nelle versioni Blanc, Rouge e Rosé

Da oltre un secolo e mezzo il Lillet rappresenta l’emblema dell’aperitivo alla francese. Un prodotto di alta qualità e dalla raffinata eleganza che ora marcia alla conquista dell’Italia. Pernod Ricard, il colosso francese del beverage, dal 2008 proprietario del brand, ha infatti deciso di puntare forte sul nostro Paese, rafforzandone la distribuzione per farne uno dei protagonisti anche del momento aperitivo dei locali della Penisola.

Obiettivo che il gruppo si prefigge di raggiungere grazie al carattere unico della collezione Lillet, che conta le tre versioni Blanc, Rouge e Rosé, frutto di un’attenta selezione degli ingredienti e di una raffinata combinazione di vini e infusioni di frutta elaborata a fine Ottocento dai fratelli Paul e Raymond Lillet e rimasta inalterata nel tempo.

Era infatti il 1872 quando i due fratelli fondavano la loro Maison a Podensac, un piccolo villaggio nella regione di Bordeaux, zona di grande tradizione vitivinicola. Il primo prodotto a vedere la luce è il Lillet Blanc (al 17% in vol), frutto dell’unione tra vini, francesi per lo più della stessa regione, da vitigni a bacca bianca, tra i quali il Sémillion, e liquori di frutta, prodotti grazie alla macerazione a freddo in alcol dei frutti, tra i quali arance dolce e amare, e china, separatamente per diverse settimane. Il blend viene poi fatto maturare per diversi mesi in botti di rovere, così da ottenere un prodotto dal colore dorato, dal caratteristico aroma floreale e dal gusto dal quale emergono note di arancia candita, miele, resina e frutta esotica. Peculiarità che ne hanno fatto da sempre un ingrediente principe nella miscelazione, basti pensare al Vesper (dove però originariamente era utilizzato il Kina Lillet, ora fuori produzione), la versione del Martini cocktail creata dallo scrittore Iam Fleming per il suo James Bond in Casino Royale, e che si può apprezzare al meglio anche in un long drink semplicemente con tonica, guarnito con ghiaccio, cetriolo, fragole e menta fresca.

Nel 1962 nasce invece il Lillet Rouge (alc 17% in vol), creato dalla maison per proporre al pubblico un prodotto dal gusto più corposo, strutturato, dedicato agli estimatori di vini rossi. La sua produzione è infatti simile a quella del fratello maggiore, ma i vini utilizzati sono, appunto, a bacca nera, tra i quali il Merlot. Dal colore rosso rubino, ha un aroma deciso di frutti rossi e un gusto corposo e strutturato di arance fresche, frutti di bosco, vaniglia e spezie delicate e si distingue per una maggiore presenza di tannino e per le note di frutta matura. Anche questa versione, ottima anche per la miscelazione, si può servire con tonica completata da una guarnizione di fetta d’arancia.

Al 2011 risale invece la creazione del Lillet Rosé (alc 17% in vol), che guarda alle nuove generazioni. La sua base di vino è la stessa del Blanc, con l’aggiunta però di alcuni frutti durante la macerazione alcolica, e a differenza di quanto avviene anche con il Rouge, non riposa in botte, ma viene imbottigliato non appena completato l’assemblage, per mantenere la sua freschezza e delicatezza e una raffinatezza aromatica unica. Il suo colore rosa brillante viene dall’aggiunta di Lillet Rouge, e si caratterizza per il sapore fresco, vivace e fruttato, con note speziate, ma dalla struttura bilanciata. Da servire on the rocks, con una fetta di arancia è perfetto anche con tonica e una fetta di lime.

Sanpellegrino nomina Fabiana Marchini Head of sustainability

Sanpellegrino_Fabiana Marchini
La manager, da 20 anni nel gruppo, è stata scelta per guidare la nuova task force di Sanpellegrino dedicata alla sostenibilità

È Fabiana Marchini la manager scelta da Sanpellegrino per accelerare il suo percorso verso un futuro sempre più green. Marchini, classe 1974, laureata in Economia alla Bocconi di Milano, e con un'esperienza ventennale nel comprato delle acque minerali, è stata infatti nominata Head of sustainability e in questo ruolo guiderà il nuovo team di Sanpellegrino dedicato alla sostenibilità.

Voluta dall’amministratore delegato di Sanpellegrino, Stefano Marini, la nuova task force si occuperà di portare avanti l’impegno dell’azienda, punto di riferimento nel settore delle acque minerali e delle bibite analcoliche, nella riduzione dell’impatto ambientale delle sue attività, focalizzandosi in particolare sulla risorsa acqua, sulla produzione, sul packaging e sui trasporti.

Fronte sul quale Sanpellegrino è impegnata da tempo (leggi: La sostenibilità al centro delle strategie di crescita di Sanpellegrino), lavorando a monte e a valle della filiera per ridurre l’impatto ambientale nel packaging, diminuendo il peso degli imballaggi e utilizzando materiale riciclato, e mettendo in campo piani per l’efficientamento dei sistemi produttivi con l’utilizzo del 100% di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili nei suoi stabilimenti.

Impegno che si manifesta anche nel campo della logistica, con importanti risultati. Il 41% dell’acqua del gruppo viaggia infatti già su rotaia, rimorchi ultraleggeri o su mezzi innovativi alimentati a Lng (gas naturale liquefatto), una scelta che ha portato negli ultimi 4 anni a una riduzione del 15% dell’anidride carbonica emessa per litro di acqua trasportata.

Attività che ora tocca a Marchini di potenziare, forte della sua ventennale esperienza maturata all’interno del gruppo. Entrata in Sanpellegrino nel 2001, in qualità di brand manager, Marchini ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, fino a diventare National account manager. In questo ruolo ha seguito il canale Take home gestendo le negoziazioni con i maggiori attori della grande distribuzione organizzata fino al 2014, quando è stata nominata Head of Ccsd department, funzione cross-canale dedicata all’elaborazione di strategie di categoria e di market & shopper intelligence.

Le ricorrenze di primavera in pasticceria: estetica pulita e tradizione per torte e mignon

La vetrina delle torte: in basso, la torta Jessica
I consigli della pluripremiata pasticceria di Fabrizio Galla e del centro di formazione The Lab: le ricorrenze diventeranno ancora più strategiche per la pasticceria artigianale, per sfruttarle bisogna giocare d'anticipo, proporre i classici con un'estetica pulita e lavorare sul servizio

Si avvicinano le ricorrenze di primavera, dopo San Valentino sarà presto il turno di Pasqua e Festa della mamma (una delle occasioni che "chiamano" di più i clienti in pasticceria). Sono momenti da valorizzare il più possibile per le pasticcerie, date-chiave su cui si basa buona parte del giro d'affari del negozio. Délifrance, nell'ambito del suo progetto The Lab - un format di discussione e confronto tra gli operatori del settore che propone anche dei momenti di approfondimento specifici online - ha dedicato una sessione al tema delle ricorrenze in collaborazione con la giovane responsabile del laboratorio della Pasticceria di Fabrizio Galla, Federica Russo.

Le torte: monopiano e con ingredienti che raccontano il territorio

Consigli, numeri e suggerimenti di gestione per non perdere il filo all'avvicinarsi delle ricorrenze. Primo focus sulle torte da ricorrenza. Ne hanno fatta di strada dai banchetti della corte dei Medici nel Cinquecento: si sono via via diffuse fra tutte le fasce sociali per celebrare cerimonie religiose e feste private. Sono state imponenti e multipiano, negli anni, in assonanza con tendenze estetiche che privilegiavano dimensioni e magnificenza. «Oggi ricordiamoci», spiega Federica Russo, «l'unica ricorrenza che ancora "chiede" la torta a più piani, quasi senza eccezione, è il matrimonio. Il 95% degli sposi vuole una torta monumentale a più piani, mai passata di moda». Per le altre ricorrenze, tradizione (ma con meno zuccheri e grassi) e torte moderne monopiano vanno per la maggiore. Le tendenze in atto includono porzioni più contenute che in passato e prodotti tipici locali che entrano a far parte della lista ingredienti. Quello delle torte di pasticceria - ma anche di pasticcini e monoporzioni - è un consumo saltuario, da occasione speciale, ed emozionale. È esattamente quello che il cliente cerca e si aspetta da una pasticceria di alta qualità, quindi il consumatore non va deluso. Più del 50% degli italiani acquista torte in pasticceria 3/4 volte l’anno, e il target di riferimento è quello più anziano o delle giovani famiglie di consumatori attenti a qualità e sicurezza dei prodotti. Gusto, ingredienti ed estetica sono i primi fattori di scelta. «Ma spesso l'estetica scavalca tutti gli altri», spiega Federica Russo, «notiamo sempre più clienti che si lasciano guidare dal "bello", dando per scontato che conterrà anche il "buono". Quindi va curata nei dettagli».

Attenzione al cliente e packaging curato ai primi posti fra le priorità

Vista la pluralità di canali di vendita dei dolci di medio-alta qualità, torte e dessert da ricorrenza diventeranno ancor più centrali per la pasticceria artigianale in futuro, a patto  che la stessa pasticceria resti garanzia di lavorazioni ricercate, alta qualità e attenzione al cliente. Portando anche l'esperienza della Pasticceria Galla, Federica Russo ha sottolineato che «non serve trovare gusti fuori dal mondo ma gusti semplici che piacciano alla gente, prodotti fatti bene e di alta qualità, agganciati alla tradizione. Un servizio gentile, informato e sempre disponibile, una bella atmosfera e un bel sorriso non possono mancare». Una pasticceria oggi si organizza attorno alle festività più sentite: il Natale, Carnevale, Pasqua, la Festa della Mamma. «Un mese prima, e usando la tecnica dell'abbattimento per avere le basi pronte e poterle rifinire al momento. Facendo attenzione a non interrompere mai la catena del freddo, si può sfruttare questa tecnologia per arrivare preparati a qualsiasi ricorrenza, con mignon, monoporzioni e torte che stupiscono». Un'ultima nota importantissima riguardo al packaging: «Per un dolce da ricorrenza non è secondario, ma fondamentale. Deve essere sì una leva di marketing - comunicando l'estetica e il brand della pasticceria - ma deve anche saper preservare l'estetica dei dolci e contenere una "chicca", un piccolo elemento in più inaspettato che conquista il cliente. E lo induce a tornare».

 

Masa, la nuova bakery nel segno del triangolo

Masa, bakery a Bogotà
Lo studio Cadena firma il secondo pdf della bakery Masa, a Bogotà. Cogliendo le esigenze delle sorelle Villega, titolari della catena

Non le solite finestre, ma aperture triangolari di diverse dimensioni sono il segno distintivo di un locale multitasking nella periferia Nord di Bogotà, in Colombia. Masa è la caffetteria, panificio, ristorante, nonché spazio commerciale e patio all’aperto delle sorelle Silvana e Mariana Villega, in uno dei quartieri residenziali benestanti della capitale colombiana. È questo il secondo avamposto - e il più grande - che lo Studio Cadena ha progettato per il marchio nella capitale colombiana (il primo è un piccolo caffè aperto nel 2014). I prospetti, una composizione scalare di volumi e di tagli vetrati che di notte riflettano una luce calda, sono impostati per essere un forte richiamo già dalla strada. Le finestre triangolari che dominano l’affaccio della caffetteria, infatti, rivelano quanto sia accogliente l’interno, da cui ammirare i dintorni durante le varie pause food che scandiscono la giornata, come espressamente richiesto dalla committenza.

Spazi luminosi e scenografici

L’involucro dal forte carattere contemporaneo racchiude spazi interni luminosi e ampi, caratterizzati da elementi ambientali di grande effetto: illuminazione scenografica, pavimento unico realizzato con grandi piastrelle di terrazzo fuse a mano incorporate nel seminato tradizionale, pareti in cemento armato gettato in opera e nastri di rete metallica color terra di Siena che scendono come drappi dal soffitto. Ad aumentare l’impatto dell’ambientazione interna, che vive in stretta relazione con l’esterno, concorrono le aperture circolari (in sostanza dei passavivande), gli specchi collocati in posizioni strategiche, l’ampio utilizzo del legno chiaro (boiserie a tutt’altezza, scaffalature, panche, tavoli e sedute) e le grandi porte scorrevoli. Il design definisce volumi spaziali distinti, ma consente di spostarsi attraverso di essi con la libertà di un open space. Seppur le dimensioni (700 mq) siano notevoli, non si percepisce la sensazione di vuoto che facilmente suscitano ambienti simili. Il lungo bancone per la vendita dei prodotti da forno e la postazione circolare della caffetteria, entrambi in cemento faccia a vista, sono posizionati all’ingresso insieme a una piattaforma a più livelli per la seduta, con l’intento di interrompere il flusso spaziale in orizzontale. Gli scultorei sistemi d’illuminazione distinguono i diversi volumi: grandi globi di carta illuminano il caffè all’angolo, mentre la rete metallica dipinta a mano che è appesa al soffitto cattura la luce naturale nel volume centrale. Come detto, il progetto si basa sulla stretta connessione fra interno ed esterno: ne sono chiaro esempio i lunghi tavoli comuni in legno, che presentano grandi ritagli circolari per piante e alberi, l’abbondanza di luce naturale e la grande finestra della cucina che si affaccia sul giardino.

Il bello e il buono della Sardegna nei cocktail di Dario Olmeo

Dario Olmeo
Drink a base di ingredienti sardi, realizzati in scenari affascinanti e immortalati in brevi video. La ricetta del bartender di Alghero per valorizzare le eccellenze dell'isola

Raccontare il bello e il buono della Sardegna. È con questa mission che da qualche tempo Dario Olmeo, bartender e titolare, con il fratello Gavinuccio, del Maracaibo, cocktail bar collocato nel Lido San Giovanni di Alghero, percorre l’isola con l’intento di valorizzare le bellezze dei suoi luoghi, le materie prime e i prodotti della sua terra.

A legare insieme paesaggi mozzafiato ed eccellenze territoriali è la sua arte: la miscelazione. Che nel caso di Olmeo è miscelazione d’avanguardia, dove le tecniche di barchef vengono utilizzate per dar vita a cocktail che traggono ispirazione dai luoghi visitati e trasformare i migliori ingredienti che la Sardegna offre. I cocktail sono infatti preparati facendo ampio ricorso a materie prime locali e prodotti di alta qualità, spesso di nicchia, di produttori sardi.

Il tutto immortalato in brevi video, curati da Underskin Media Factory, agenzia di comunicazione di Alghero, che vengono poi diffusi su diversi canali social. Attraverso le varie “puntate”, la miscelazione diventa così la chiave per una serie di piccoli racconti che, unendo scenografie naturali uniche e cocktail, oltre a esprimere la passione del bartender per il suo lavoro e per la sua terra, vogliono contribuire a diffondere, appunto, la conoscenza di tutto il bello e il buono dell’isola nel panorama nazionale e internazionale.

Un esempio sono i drink Nettuno e Sir Smith, dedicati alla Grotta del Nettuno e creati rispettivamente da Olmeo e Riccardo Falchi, bartender e proprietario dell’Imbibe Drink Terapy, altro cocktail bar di Alghero, che lo ha accompagnato in questa occasione. A fare da scenario al video, il fiabesco mondo sotterraneo della grotta, che sorge sul promontorio di Capo Caccia, che sovrasta Alghero e che si affaccia sul Mediterrano, che a sua volta abbraccia l’antica città e l’area protetta di Porto Conte. Un paesaggio suggestivo che ha dato il “la“ alla creatività dei due bartender.

Connubio tra terra e mare, Nettuno è composto da Gin Macchia Selvaggio, a base di ginepro e botaniche dell’isola (tra le quali il mirto), infuso, con infusione istantanea in negativo, con alghe marine, miscelato a Elicriso CaRu, liquore ottenuto dall’omonimo fiore che cresce sui crinali del Supramonte, nel cuore della Sardegna, Electric Bitter, essenza di zafferano sardo e chiuso da un top di acqua tonica aromatizzata al mirto e pompia, una varietà di limone endemica dell’isola. Guarnito con fiori eduli in un tumbler alto con all’interno un Collins di ghiaccio realizzato dallo stesso Olmeo.

Sir Smith, ideato da Falchi, e dedicato al capitano inglese che fu tra i primi a esplorare la Grotta nel XIX secolo, è invece a base di Genesi Distilled Gin, altro gin fatto con botaniche sarde, unito a liquore di mirto bianco Rau, prodotto con le foglie della pianta (a differenza del più comune liquore di colore rosso ottenuto invece con le bacche di mirto), Amaro Sardo Rau, soluzione salina, soluzione citrica e miele di arancia sarda. Il drink è servito in una coppetta inserita in una sfera di vetro con pietre ed erbe aromatiche e ghiaccio secco.

Ma la creatività di Olmeo può spingersi anche a trasformare in cocktail alcuni piatti tipici della cucina sarda. È il caso del drink che ha avuto come palcoscenico l’affascinante isola de La Maddalenetta, The Golden Lobster, originale trasposizione in forma liquidi di una specialità, soprattutto dell’algherese, come l’aragosta alla catalana. Per farlo Olmeo ha utilizzato una base di vodka Adras, ottenuta dalla distillazione del grano coltivato nel Campidano, infusa in pomodoro sardo, unendola a un infuso al peperoncino, a Malvasia di Bosa, e a un’essenza al basilico, e completando con un’affumicatura in campana al timo. Il drink è accompagnato da un side composto da chips di verdure bio con polvere di cipolla bruciata, rondella di polpa di aragosta e bottarga di muggine. Side presentato in una piccola nassa, simile a quella usata dai pescatori di aragoste, realizzata con il giunco.

Altra trasposizione di un piatto in drink è Seada, omaggio all’omonimo dolce sardo per eccellenza, a base di semola, strutto, formaggio e miele. Per realizzarlo il bartender, ancora una volta, ha unito ingredienti terra e di mare. La base è infatti la vodka Adras infusa al pecorino miscelata con liquore all’elicriso e Moscato passito sardo, il tutto sormontato da una spuma al plancton. Il drink è presentato in un bicchiere da long drink a forma di corallo rovesciato ed lo accompagna un side composto da chips di pane carasau nero, miele e granella di nocciole

Le ricette

Nettuno di Dario Olmeo

Nettuno_Dario Olmeo

Ingredienti:

4 cl Gin Macchia Selvaggio infuso con alghe marine, 2 cl Elicriso CaRu, 2 dash Electric Bitter,

top acqua tonica aromatizzata alla pompia e mirto, essenza di zafferano sardo.

Preparazione:

shake & strain

Guarnizione:

fiori eduli

Bicchiere:

tumbler alto con all’interno un Collins in ghiaccio

The Golden Lobster di Dario Olmeo

Ingredienti:

4 cl infuso di Adras Vodka in pomodoro sardo, 2 dash infuso al peperoncino, 2 cl Malvasia di Bosa, essenza al basilico, affumicatura al timo.

Preparazione:

shake & strain

Bicchiere:

coppa

Side:

Seada di Dario Olmeo

Seada

Ingredienti:

4 cl infuso di Adras Vodka al pecorino, 1 cl Elicriso CaRu, 1 cl Moscato "Passito", spuma al plancton

Preparazione:

shake & strain

Bicchiere:

bicchiere da long drink a forma di corallo rovesciato

Side:

chips di pane carasau nero, miele e granella di nocciole

Sir Smith di Riccardo Falchi

Ingredienti: 4 cl Genesi Distilled Gin, 1 cl Mirto di Sardegna Bianco Rau, 1 cl Amaro Sardo Rau, 1 dash soluzione salina, 2 dash soluzione citrica, 1 barspoon miele di arancia sarda.

Preparazione:

throwing

Bicchiere:

coppetta inserita in una sfera di vetro con pietre ed erbe aromatiche e ghiaccio secco

Isabella Potì è la nuova brand ambassador del caffè Julius Meinl

La giovane chef e pasticciera del ristorante Bros' di Lecce, Isabella Potì, è il nuovo volto del caffè Julius Meinl: diventa infatti il nuovo brand ambassador del brand in Italia. Un mix piuttosto originale, quello che vede protaognisti la giovane talentuosa - per metà pugliese e per metà polacca - e la torrefazione viennese, che ha un cuore produttivo tutto italiano. Nel suo ruolo di ambassador Julius Meinl, la Potì si unirà a Cristiano Tomei e Andreas Acherer, volti del brand in Italia da diversi anni.

Un ristorante e una trattoria per raccontare la Puglia

Isabella ha fatto della pasticceria il suo cavallo di battaglia: dopo esperienze all'estero (di cui ha parlato anche con Dolcegiornale, la troviamo qui), la giovane chef si è "stabilizzata" in Puglia, con due locali: il ristorante stellato Bros’ e la trattoria Roots. Isabella affiancherà il brand di caffè nel corso del 2021 in occasione di eventi e iniziative di comunicazione, oltre a servire caffè Julius Meinl all’interno dei propri locali.

«Abbiamo visto subito le differenze»

La decisione di iniziare un percorso di partnership con la torrefazione austriaca è avvenuta dopo l'analisi del prodotto: «Ho scelto Julius Meinl solo e unicamente dopo averlo comparato con altri tipi di caffè utilizzati nei nostri ristoranti: ci siamo immediatamente resi conto della differenza sostanziale in qualità e gusto - ha spiegato in una nota Isabella Potì. «La leggera acidità, la resa delle capsule Inspresso Professional e l’attenzione per la tostatura combaciano esattamente con quello che è il mio gusto personale ed è quindi ciò che vorrei proporre tutti i giorni ai miei clienti».

Nasce una monoporzione che esalta le qualità del caffè

Tra i primi progetti realizzati da Isabella per Julius Meinl, la nuovissima Tarte al caffè: una monoporzione a base di Vietnam – Whisky Barrel Aged Arabica, miscela parte del progetto Julius Meinl The Originals, che celebra l’artigianalità e l’origine dei chicchi con una produzione artigianale, sostenibile e di eccellenza in tutti i passaggi, dalla pianta alla tazza. La tarte esalta l’aroma del caffè combinandolo con latte e cardamomo verde, è parte della linea di dolci Sista, firmata da Isabella Potì e destinata al take-away, ordinabile online e ritirabile presso il ristorante Bros’ a Lecce.  

Gaggia Milano: una lunga storia di gusto

Gaggia Milano
Lo storico marchio della caffetteria italiana propone una nuova generazione di macchine che combina design e tecnologia all'avanguardia

Sono trascorsi oltre due anni da quando Gaggia Milano, storico marchio della caffetteria italiana e baluardo dello stile made in Italy, è entrato nell’orbita di Evoca Group, una tra le maggiori realtà multinazionali del settore delle macchine da caffè per l’out-of-home. Lo ha fatto proponendo una generazione di prodotti nuova di zecca, che integra tutti i valori dello storico marchio: un intreccio di tradizione e innovazione, nonché un mix di design che riprende gli elementi stilistici dei mitici anni Cinquanta con un’attenzione meticolosa alle tecnologie, studiate nel pieno rispetto dei valori dell’espresso italiano. La nuova proposta di prodotti si fonda su due gamme ben distinte: da un lato la linea tradizionale, che include La Reale, La Giusta, La Precisa, La Decisa, La Nera e Ruby, e dall’altro i modelli superautomatici, ad oggi rappresentati da La Radiosa.

La gamma tradizionale

Regina indiscussa delle macchine tradizionali è La Reale. Grazie al respiro internazionale del suo design, sviluppato da Bonetto Design Center, e alla possibilità di avvalersi del sistema brevettato Dynamic Flow Control (DFC), La Reale garantisce prestazioni ineguagliabili e al passo coi tempi, sempre nell’ottica di esaltare tutte le caratteristiche sensoriali del caffè. Ben si sposa allo scintillio della sua corona La Giusta, uno scrigno che racchiude la massima affidabilità in un'estetica ricercata, sintesi assoluta di design ed estrema funzionalità.

Grazie alla tecnologia dei loro componenti, La Precisa e La Decisa incarnano perfettamente i tratti che contraddistinguono Gaggia Milano. Disponibili nelle versioni con 2 o 3 gruppi, oltre che nella soluzione per tall cup, queste due macchine da caffè possiedono tutte le caratteristiche che si addicono a due medie di gamma: solo per citarne alcune, la tastiera capacitiva frontale retroilluminata, l'ampia area di lavoro illuminata a Led e una serie di altri accorgimenti che garantiscono un’ergonomia impareggiabile.

A completamento della gamma di macchine tradizionali troviamo La Nera e Ruby, al servizio delle tendenze e delle esigenze più moderne del mondo del caffè. Hanno tutto quel che serve per diventare il partner ideale del barista: un design compatto e robusto, così come una tecnologia collaudata, abbinate a un utilizzo semplice e intuitivo.

L’innovativa superautomatica

Il modello che forse più di tutti sa riassumere in sé il nuovo corso di Gaggia Milano è La Radiosa, la prima superautomatica del brand. Se l’attenzione al design e all’elettronica non può mancare, la vera rivoluzione sta nel sistema EvoMilk, in grado di preimpostare le dosi, la temperatura e la densità del latte fresco, così come di erogare bevande a base di latte caldo e freddo perfettamente montato. Ma non solo. Grazie a tale tecnologia, a fine giornata non è più necessario preoccuparsi di ripulire il circuito latte della macchina, visto che, una volta attivato, il ciclo di pulizia dedicato funziona in piena autonomia.

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Der Mixologist: illustriertes internationales Getränke-buch, 1909

Carl E. Seutter Manuale mixology

Nel campo del “Bartending” i barman di origine Tedesca hanno avuto un importante influenza; basti citare nomi di Hugo Ensslin, William Schmidt o Harry Johnson per dirne solo alcuni. Allo stesso modo vi sono importanti testimonianze storiche di alcuni ricettari di pubblicazione tedesca. Esemplare può essere considerato il libro del 1913 “Lexikon der Getränke” di Hans Schönfeld e John Leybold; primo ricettario a riportare la ricetta dell’italianissimi “Americano”

Molti sono i manuali dedicati alle bevande miscelate che sono stati pubblicati in Germania, già fin dalla fine XIX° secolo, ma uno che merita di essere presente negli archivi è indubbiamente quello di Carl E. Seutter; Professionista di settore che dopo anni di esperienza nel campo in America, Inghilterra e Germania, nel 1909 pubblica, su richiesta di molti, il suo unico libro dal titolo “Der Mixologist”; testo che nel futuro sarà ristampato più volte. Il manuale è suddiviso nelle varie categorie degli “American Drinks” e nel testo sono presenti interessanti illustrazioni e un breve glossario su termini usati nei bar: come Bartender, Barkeeper, Barman e Mixer. “La persona che gestisce il bar (buffet) e prepara e distribuisce le bevande.”
Bamboo, Gibson, Zaza sono alcuni dei cocktail presenti nel testo, interessante è che si trovi al suo interno traccia del Grasshopper un drink che, a dispetto della ricetta oggi conosciuta, in quegli anni, a quanto pare, era preparato a strati.

Grasshopper
(Usa un bicchiere da liquore).
1/2 bicchiere di Crema di Cacao,
1/2 bicchiere di Crema di Menta.
I liquori non devono essere mescolati.

Buona lettura dal Bibliotecario.

Titolo: Der Mixologist: illustriertes internationales Getränke-buch

Autore: Carl A. Seutter

Editore: P.M. Bluhers Verlag

Anno: 1913 (2° ristampa del 1909)

Numero di pagine: 106

Lingua: Tedesco

Peso: 16 Mb

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Gruppo Montenegro più forte in Belgio e Lussemburgo con Jet Import

Gruppo Montenegro
Gruppo Montenegro ha scelto Jet Import come importatore esclusivo dei suoi iconici brand sui mercati del Belgio e del Lussemburgo

Dare una forte accelerata al percorso di crescita sui mercati del Belgio e del Lussemburgo. Ha questo obiettivo la partnership siglata tra Gruppo Montenegro e Jet Import, diventato il nuovo importatore esclusivo per i due Paesi dell’intero portfolio di brand iconici della casa bolognese.

Un accordo, già operativo, che punta a rafforzare ulteriormente il posizionamento nel settore degli spirit premium dei prodotti di punta del gruppo italiano, quali Amaro Montenegro, Vecchia Romagna e Rosso Antico, e supportare il lancio di un’altra specialità della casa, quale il Select, per farne un punto di riferimento per una Spritz experience di alta qualità e dare quindi slancio al trend dell’aperitivo all’italiana anche in quei mercati.

La scelta di Jet Import come nuovo importatore e distributore è apparsa la più congeniale a tale strategia. Jet Import è infatti uno dei più importanti distributori indipendenti in Belgio per la categoria degli alcolici, bevande e snack premium. Punti di forza dell’azienda sono la struttura flessibile, lo spirito di squadra e un approccio con obiettivo alle vendite. Jet, inoltre, di recente, ha creato una nuova divisione, Grit from House of Jet, per ottimizzare dei segmenti di mercato e la monitorizzazione dei trend: un modello di business che le permette di anticipare e gestire in modo puntuale ed efficace un settore di mercato importante come quello degli spirit premium.

Un approccio che aiuterà a esprimere al meglio il potenziale dei prodotti del gruppo bolognese. Prodotti di eccellenza, come Amaro Montenegro, che vanta 130 anni di storia e la cui ricetta segreta, con 40 erbe aromatiche, fu creata a fine Ottocento da Stanislao Cobianchi, il fondatore dell’azienda, o il Select, il bitter creato a Venezia nel 1920 e ingrediente insostituibile, appunto, del classico Spritz veneziano e di altri aperitivi. O, ancora, come il brandy Vecchia Romagna, il brandy ottenuto con il tradizionale “metodo Vecchia Romagna” con i suoi tre passaggi (combinazione di acquaviti distillate con metodo continuo “a colonna” e discontinuo “charentais”, l’invecchiamento nelle storiche cantine di Bologna e, infine, il blending dei brandy invecchiati provenienti da diverse botti e barrique), e Rosso Antico, il vermouth che nasce dall’unione di vini bianchi selezionati e di 33 erbe aromatiche.

The Tonics di Three Cents, la linea di toniche per cocktail al top

Three Cents toniche
Pensata da bartender per i bartender, The Tonics di Three Cents, distribuita in esclusiva da OnestiGroup, è una linea di toniche premium artigianali prodotte solo con ingredienti naturali

Da qualche tempo il comparto delle toniche si rivela uno dei mercati più brillanti della bar industry. Merito di brand vecchi e nuovi che nel corso degli anni si sono dati molto da fare per spostare sempre più in alto la qualità delle loro produzioni. Tra questi ultimi rientra Three Cents, marchio di mixer premium per la mixology, distribuito in esclusiva in Italia da OnestiGroup, che in un breve volgere di anni di si è conquistato uno spazio di rilievo nei locali di tutto il mondo. A confermarlo l’ultimo rapporto report annale di Drink Internationals dedicato alle toniche, nel quale la linea The Tonics di Three Cents si è piazzata al terzo posto tra i Top Trading Brands, ovvero i marchi di tendenza, e al quarto tra i Best Selling Brand, quelli più venduti.

Dai bartender per i bartender

Un successo che si spiega alla luce dell’alta qualità dei prodotti. Il marchio Three Cents nasce infatti nel 2014 a opera di un gruppo di bartender greci, Vassili Kalantzis, George Bagos, George Tsirikos e Dimitris Dafopoulos, animati dalla volontà di creare e portare sul mercato dei mixer in grado di bilanciare gli ingredienti di un cocktail o di un long drink, esaltandone al tempo stesso sapori e aromi. Pensate da bartender per i bartender, la linea The Tonics è prodotta artigianalmente utilizzando ingredienti selezionati e di qualità: pura acqua di sorgente greca, senza uso di acqua depurata o demineralizzata, oli essenziali e aromi naturali freschi, quindi senza l’impego di aromi artificiali, polpe e concentrati, e senza alcun utilizzo di coloranti e conservanti. A questo si aggiunge un processo di carbonatazione ad alta pressione e l’imbottigliamento a basse temperature, in modo da mantenere la massima resa e finezza della bolla.

Quattro toniche premium

La linea The Tonics comprende quattro toniche, in bottiglia di vetro da 20 cl. Tonic Water, una tonica classica, ma caratterizzata dall’alto contenuto di chinino naturale, pensata per accompagnare gin e vodka premium e migliorare il sapore e la frizzantezza dei long drink. Dry Tonic Water, con il 50% di zuccheri in meno rispetto alla ricetta della classica, ma senza comprometterne sapore e carattere e ideale, con le sue note agrumate e vegetali, per sposarsi con vodka, London dry gin e craft spirit. Lemon Tonic, che unisce sapori e aromi di limoni gialli, lime e arance amare dell’area mediterranea e perfetta per dare una nota più citrica al Gin&Tonic. La fresca e delicata Aegean Tonic, con aromi di cetriolo fresco, basilico e menta e agrumi della Grecia, che regala un tocco mediterraneo e un carattere vibrante a long drink e cocktail.

La gamma di toniche esprime insomma una varietà di note di aromi e sapori che permettono di dare pieno sfogo alla creatività dei bartender, sia nella rivisitazione di cocktail classici sia nell’ideazione di nuove ricette. Qualche esempio sono i signature Perfect G&T, dove Tonic Water si abbina a Bobby's Gin o Portobello Road Gin, decorato con scorza di limone, oppure Ultimate Vodka Tonic, dove Dry Tonic Water si aggiunge a una base di vodka Three Sixty, il tutto completato da una fetta di pera come guarnizione. O, ancora, Vermouth Cooler, dove è invece Lemon Tonic a unirsi a Vermouth Bianco del Professore, utilizzando come guarnizione un rametto di menta, o Aegean Spritz, dove l’Aegean Tonic va a sposarsi con Bitter Del Professore e liquore ai fiori di sambuco Sureau Cartron, da decorare con una fetta di cetriolo fresco.

La linea The Sodas

Ma la linea di mixer firmata Three Cents comprende anche una gamma di soda artigianali premium, The Sodas, anche questa caratterizzata da un’elevata qualità, frutto di un’attenta selezione delle materie prime. La gamma, sempre in bottiglia di vetro da 20 cl, conta sei referenze.

Pink Grapefruit Soda, dal naturale colore rosa, fatta con scorze di pompelmo fresco e particolarmente indicata per la preparazione di un Paloma, cocktail fatto con tequila, succo di lime e soda al pompelmo, o accompagnare un gin per la creazione di altre ricette. Mandarin & Bergamot Soda, nata dalla combinazione di aromi di bergamotto e mandarino piccante, che con i suoi aromi intensi e complessi è perfetta per la creazione di drink aperitivi. Cherry Soda, fatta con ciliegie selvatiche e noccioli di ciliegie, dal carattere accattivante, grazie ai sapori complessi dolci, maturi e secchi della frutta, e ottima per i cocktail Collins. Sparkling Lemonade, che unisce le sfumature calde e dolci dei limoni mediterranei agli aromi piccanti e leggermente fermentati del pregiato finger lime australiano ed ottima anche per accompagnare coppette di frutta. Ginger Beer, prodotta con pepe verde e radici naturali di zenzero fermentato dell’India, senza aggiunta di capsicina, un esaltatore di piccantezza, una bevanda morbida che restituisce tutto il sapore dello zenzero fresco e con un lungo retrogusto speziato, perfetta per punch, cocktail analcolici e Mule. La fresca, frizzante e rinfrescante Two Cents Plain, una classica soda preparata con acqua attinta da una sorgente naturale della Grecia e subito carbonata.

Anche in questo caso, infinite sono le possibilità per la miscelazione. Esempio su tutti, il Paloma, dove Pink Grapefruit Soda va a sposarsi a Tequila Calle 23 Blanco, il tutto guarnito con uno spicchio di pompelmo rosa.

Le ricette di Three Cents

Perfect G&T

Perfect G&T

Ingredienti:

5 cl Bobby's Gin o Portobello Road Gin, 15 cl Three Cents Tonic Water, scorza di limone

Preparazione:

build

Guarnizione:

scorza di limone

Ultimate Vodka Tonic

Ultimate Vodka Tonic-Three Cents

Ingredienti:

4,5 cl Three Sixty Vodka, 12 cl Three Cents Dry Tonic Water, una fetta di pera

Preparazione:

build

Guarnizione:

fetta di pera fresca

Bicchiere:

highball

Vermouth Cooler

Vermouth Cooler Three Cents

Ingredienti:

5 cl Del Professore Vermouth Bianco, 10 cl Three Cents Lemon Tonic, foglie di menta

Preparazione:

build

Guarnizione:

rametto di menta

Bicchiere:

calice

Aegean Spritz

Aegean Spritz

Ingredienti:

4 cl Bitter Del Professore, 1 cl Cartron Sureau, 10 cl Three Cents Aegean Tonic, una fetta di cetriolo fresco

Preparazione:

build

Guarnizione:

una fetta di cetriolo fresco

Paloma

Paloma_ThreeCents

Ingredienti:

5 cl Tequila Calle 23 Blanco, 20 cl Three Cents Pink Grapefruit Soda, spicchio di pompelmo rosa

Preparazione:

build

Guarnizione:

uno spicchio di pompelmo rosa

Bicchiere:

highball

Cioccolato e vasocottura: le priorità di Andrea Fiori, pastry chef di Con.tro Bistrot

Andrea Fiori Con.tro
Andrea Fiori, pastry chef di Con.tro a Roma

Lievitati ad altissima digeribilità, ampia scelta di croissant - dalle classiche alle versioni vegane - crostate, biscotti, plum cake. Saranno sempre più i protagonisti del banco di pasticceria di Con.tro bistrot , locale romano aperto nel 2019 da Marco Tosti e Francesco Matteucci. All'epoca voller fortemente il pastry chef Andrea Fiori, per avviare l'attività, consolidare le operazioni e formare la squadra nel laboratorio dolce. Ora Fiori, consulente di fama, rientra stabilmente al timone della pasticceria.

Sottovuoto per i babà, spezie selezionate per i cioccolatini

Fiori porterà il suo "marchio di fabbrica", arricchendo l'offerta di pasticceria con i suoi lievitati ad altissima digeribilità e rafforzando uno dei cavalli di pattaglia di Con.tro, la linea dei babà in vasocottura, una tecnica di conservazione in sottovuoto (utilizzata con profitto anche da altri maestri della pasticceria, come Denis Dianin) che permette di trattenere invariate tutte le proprietà organolettiche e olfattive del dolce, preservandone la morbidezza. Altro focus sarà sul cioccolato: Fiori sta mettendo a punto la nuova proposta di pralineria con spezie provenienti da tutto il mondo, cremini stratificati, barrette di cioccolato artigianali e gianduiotti in quattro versioni: al latte, fondenti, mandorle e pistacchio.

«Una miscela di cacao solo per noi»

«Utilizziamo il cioccolato dell’azienda Barry Callebaut - spiega Fiori - con cui collaboro da circa 5 anni e che possiede una delle più grandi piantagioni al mondo di cacao. Loro ci permetteranno di creare una nostra personale miscela di cacao con tre fave diverse di qualità criollo, la più pregiata, che bilanceremo in acidità e dolcezza scegliendo anche la percentuale di massa di cacao. Lo utilizzeremo sia in previsione della Pasqua, quindi per uova e soggetti di cioccolato, ma anche in tutto ciò che implica l’utilizzo di cioccolato fondente, dal gelato alle torte, fino ai grandi lievitati delle feste. Grazie a questa azione potremmo definirci maestri cioccolatieri perché il cioccolato lo creeremo noi stessi con le fave selezionate». Il pastry chef sta anche studiando delle soluzioni di packaging performanti e in ottica green, per garantire una migliore trasportabilità e conservazione del prodotto, oggi un aspetto imprescindibile della progettazione dell'offerta.  

La pasticceria Casa Manfredi conquista il podio di Barawrds 2020. Con le sue torte on demand

 

La pasticceria Casa Manfredi, a Roma, non si è mai fermata. Il delivery, i croissant in co-branding, ora le torte personalizzate da ordinare via web. «Abbiamo sganciato piccole bombe per tenere sempre alta l’attenzione e farci conoscere da chi non era mai venuto da noi», afferma Giorgia Proia (nella foto in apertura), pasticcera e anima di Casa Manfredi insieme al marito Daniele Antonelli, che cura il banco e l’amministrazione della società. L’allargamento del raggio di azione, afferma la coppia, è stato uno degli obiettivi durante e dopo il lockdown: «Lavoriamo molto con gli uffici della zona e abbiamo un pubblico internazionale dal momento che siamo a due passi dalla Fao. Parliamo di 5mila dipendenti». Nonostante questo, dice Daniele: «Gli incassi sono sul 70% e rispetto al panorama cittadino non ci si può lamentare». Un successo confermato dal podio al nostro premio Barawards 2020, dove Casa Manfredi ha conquistato il primo premio per la categoria Bar Pasticceria/Gelateria dell'anno (per conoscere i premiati del mondo dolce puoi cliccare QUI).

Scarica su Premium.Bargiornale.it lo speciale Barawards 2020

Delivery curato di persona

Il servizio delivery è cominciato con le colombe la scorsa Pasqua. «Il delivery è stato apprezzato soprattutto dalla nostra clientela storica e il fatto che consegnassimo personalmente ha favorito quel contatto umano che in lockdown è mancato». Poi sono arrivate le brunch box a base di croissant salati, sfogliati da Giorgia e farciti da noti protagonisti della ristorazione romana: prima uscita con Sarah Cicolini di Santo Palato; seconda con lo chef del Pagliaccio, Anthony Genovese (che li ha firmati con la sua nuova avventura Turnè); l’ultima box della stagione con Jacopo Mercuro della pizzeria 180g, che ha proposto le farciture delle sue pizze in formato croissant. Tutte sempre andate in sold out.

Party dalla base, torte personalizzate on line

L’ultima fatica è stata la definizione di un menu digitale per comporre una torta customizzata via web. Lanciata il 15 giugno con il payoff “Party dalla base”, è particolarmente accattivante anche nella grafica, curata dalle sorelle Angelini di Doppio Tratto. Al costo di 60 €/kg (dose consigliata per 8-10 persone), la torta componibile prevede proprio di iniziare con la scelta della base, quindi i due strati centrali di inserto, la mousse e la glassa, Ogni strato è disponibile in 3 differenti opzioni, il che significa infinite combinazioni. Grande successo per l’abbinamento frutta e cioccolato, specie il mix lampone e cioccolato.

L’intervista a Giorgia Proia

Una pasticcera atipica, la vostra, che non parte da una scuola. Vengo da tutt’altro tipo di studi, poi a un certo punto ho fatto un corso professionale di gelateria con Angelo Grasso, da cui sono rimasta per un periodo in laboratorio, dove ho approfondito ulteriormente le mie conoscenze. Con Daniele, che è sempre stato nel commercio, abbiamo aperto nel 2015 Casa Manfredi, costruendola attorno a quello che avevo imparato e aggiungendo il settore pasticceria. Pian piano ho iniziato a “rubare” con gli occhi in laboratorio dai ragazzi che lavoravano con noi e mi sono così formata sul campo. Il segreto sta quindi nella formazione continua? Non si finisce mai di imparare, ma sono convinta che la più efficace sia la formazione nello stesso laboratorio in cui si lavora, perché è inutile studiare lavorazioni che nella pratica non si potranno replicare con gli spazi e i macchinari che si hanno in negozio. Il nostro, ad esempio è di 20 mq e ha dei limiti strutturali di cui dobbiamo tenere conto. L’ultimo approfondimento? Di recente abbiamo ospitato Andrea Tortora per mettere a punto i grandi lievitati, con lui abbiamo fatto tutto un lavoro sul lievito madre, studiato delle proposte di destagionalizzazione del panettone e naturalmente stiamo già lavorando sulle proposte di Natale. Inoltre abbiamo rimesso in discussione anche i lieviti della colazione, iniziando a fare nuove prove.  

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