Il bello e il buono della Sardegna nei cocktail di Dario Olmeo

Drink a base di ingredienti sardi, realizzati in scenari affascinanti e immortalati in brevi video. La ricetta del bartender di Alghero per valorizzare le eccellenze dell'isola

Dario Olmeo

Raccontare il bello e il buono della Sardegna. È con questa mission che da qualche tempo Dario Olmeo, bartender e titolare, con il fratello Gavinuccio, del Maracaibo, cocktail bar collocato nel Lido San Giovanni di Alghero, percorre l’isola con l’intento di valorizzare le bellezze dei suoi luoghi, le materie prime e i prodotti della sua terra.

A legare insieme paesaggi mozzafiato ed eccellenze territoriali è la sua arte: la miscelazione. Che nel caso di Olmeo è miscelazione d’avanguardia, dove le tecniche di barchef vengono utilizzate per dar vita a cocktail che traggono ispirazione dai luoghi visitati e trasformare i migliori ingredienti che la Sardegna offre. I cocktail sono infatti preparati facendo ampio ricorso a materie prime locali e prodotti di alta qualità, spesso di nicchia, di produttori sardi.

Il tutto immortalato in brevi video, curati da Underskin Media Factory, agenzia di comunicazione di Alghero, che vengono poi diffusi su diversi canali social. Attraverso le varie “puntate”, la miscelazione diventa così la chiave per una serie di piccoli racconti che, unendo scenografie naturali uniche e cocktail, oltre a esprimere la passione del bartender per il suo lavoro e per la sua terra, vogliono contribuire a diffondere, appunto, la conoscenza di tutto il bello e il buono dell’isola nel panorama nazionale e internazionale.

Un esempio sono i drink Nettuno e Sir Smith, dedicati alla Grotta del Nettuno e creati rispettivamente da Olmeo e Riccardo Falchi, bartender e proprietario dell’Imbibe Drink Terapy, altro cocktail bar di Alghero, che lo ha accompagnato in questa occasione. A fare da scenario al video, il fiabesco mondo sotterraneo della grotta, che sorge sul promontorio di Capo Caccia, che sovrasta Alghero e che si affaccia sul Mediterrano, che a sua volta abbraccia l’antica città e l’area protetta di Porto Conte. Un paesaggio suggestivo che ha dato il “la“ alla creatività dei due bartender.

Connubio tra terra e mare, Nettuno è composto da Gin Macchia Selvaggio, a base di ginepro e botaniche dell’isola (tra le quali il mirto), infuso, con infusione istantanea in negativo, con alghe marine, miscelato a Elicriso CaRu, liquore ottenuto dall’omonimo fiore che cresce sui crinali del Supramonte, nel cuore della Sardegna, Electric Bitter, essenza di zafferano sardo e chiuso da un top di acqua tonica aromatizzata al mirto e pompia, una varietà di limone endemica dell’isola. Guarnito con fiori eduli in un tumbler alto con all’interno un Collins di ghiaccio realizzato dallo stesso Olmeo.

Sir Smith, ideato da Falchi, e dedicato al capitano inglese che fu tra i primi a esplorare la Grotta nel XIX secolo, è invece a base di Genesi Distilled Gin, altro gin fatto con botaniche sarde, unito a liquore di mirto bianco Rau, prodotto con le foglie della pianta (a differenza del più comune liquore di colore rosso ottenuto invece con le bacche di mirto), Amaro Sardo Rau, soluzione salina, soluzione citrica e miele di arancia sarda. Il drink è servito in una coppetta inserita in una sfera di vetro con pietre ed erbe aromatiche e ghiaccio secco.

Ma la creatività di Olmeo può spingersi anche a trasformare in cocktail alcuni piatti tipici della cucina sarda. È il caso del drink che ha avuto come palcoscenico l’affascinante isola de La Maddalenetta, The Golden Lobster, originale trasposizione in forma liquidi di una specialità, soprattutto dell’algherese, come l’aragosta alla catalana. Per farlo Olmeo ha utilizzato una base di vodka Adras, ottenuta dalla distillazione del grano coltivato nel Campidano, infusa in pomodoro sardo, unendola a un infuso al peperoncino, a Malvasia di Bosa, e a un’essenza al basilico, e completando con un’affumicatura in campana al timo. Il drink è accompagnato da un side composto da chips di verdure bio con polvere di cipolla bruciata, rondella di polpa di aragosta e bottarga di muggine. Side presentato in una piccola nassa, simile a quella usata dai pescatori di aragoste, realizzata con il giunco.

Altra trasposizione di un piatto in drink è Seada, omaggio all’omonimo dolce sardo per eccellenza, a base di semola, strutto, formaggio e miele. Per realizzarlo il bartender, ancora una volta, ha unito ingredienti terra e di mare. La base è infatti la vodka Adras infusa al pecorino miscelata con liquore all’elicriso e Moscato passito sardo, il tutto sormontato da una spuma al plancton. Il drink è presentato in un bicchiere da long drink a forma di corallo rovesciato ed lo accompagna un side composto da chips di pane carasau nero, miele e granella di nocciole

Le ricette

Nettuno di Dario Olmeo

Nettuno_Dario Olmeo

Ingredienti:

4 cl Gin Macchia Selvaggio infuso con alghe marine, 2 cl Elicriso CaRu, 2 dash Electric Bitter,

top acqua tonica aromatizzata alla pompia e mirto, essenza di zafferano sardo.

Preparazione:

shake & strain

Guarnizione:

fiori eduli

Bicchiere:

tumbler alto con all’interno un Collins in ghiaccio

The Golden Lobster di Dario Olmeo

Ingredienti:

4 cl infuso di Adras Vodka in pomodoro sardo, 2 dash infuso al peperoncino, 2 cl Malvasia di Bosa, essenza al basilico, affumicatura al timo.

Preparazione:

shake & strain

Bicchiere:

coppa

Side:

Seada di Dario Olmeo

Seada

Ingredienti:

4 cl infuso di Adras Vodka al pecorino, 1 cl Elicriso CaRu, 1 cl Moscato "Passito", spuma al plancton

Preparazione:

shake & strain

Bicchiere:

bicchiere da long drink a forma di corallo rovesciato

Side:

chips di pane carasau nero, miele e granella di nocciole

Sir Smith di Riccardo Falchi

Ingredienti: 4 cl Genesi Distilled Gin, 1 cl Mirto di Sardegna Bianco Rau, 1 cl Amaro Sardo Rau, 1 dash soluzione salina, 2 dash soluzione citrica, 1 barspoon miele di arancia sarda.

Preparazione:

throwing

Bicchiere:

coppetta inserita in una sfera di vetro con pietre ed erbe aromatiche e ghiaccio secco

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