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Theresianer eletta a New York come Brewery of The Year Italia

Antica Birreria Theresianer 1776 eletta Brewery of The Year Italia 2021 insieme con le birre Premium Lager e Vienna

Alla recente decima edizione della New York Beer International Competion la veneta Antica Birreria Theresianer 1766 ha ricevuto l'importante riconoscimento di Brewery of The Year Italia.

Con una giuria composta solo da buyer del mondo trade, l'edizione 2021 della New York Beer International Competition ha visto la partecipazione di oltre 800 birre provenienti da tutto il mondo, suddivise in 30 categorie. Antica Birreria Theresianer, nata a Trieste nel 1766, oggi a Nervesa della Battaglia (Treviso) guidata da Martino Zanetti del gruppo Hausbrandt, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di Brewery of The Year Italia come riconoscimento  della qualità e passione per la tradizione brassicola. Non a caso una Gold Medal è andata a Therersianer Premium Lager con 95 punti e una Bronze Medal a Theresianer Vienna con 90 punti.
Entrambe sono state premiate alla Berlin International Beer Competition 2019 e 2020 e, come le altre birre in gamma, sono state certificate Slow-Brewing dall'omonimo istituto dei birrai d'eccellenza di Monaco di Baviera nel 2012.

Ricordiamo che Theresianer si distingue anche per la costante ricerca di novità come le recenti Winter Beer 2020 e la Pale ale Special Dry Hopping Edition.

Theresianer Premium Lager è una birra chiara (6 Ebc), prodotta a bassa temperatura con orzo della Baviera, maturata 2 mesi, filtrata, dal colore giallo paglierino carico, sentori di luppolo e lievito, profumata e leggera, grado alcolico 4,8%, amaro leggero (20 Ibu). Da servire a 6-8 °C in abbinamento ad antipasti, primi piatti e pizze (meglio senza pomodoro), insalate, pizze. Disponibile nei formati bottiglia 33 e 75 cl, fusto in acciaio 20 lt, fusto PolyKeg 20 lt.

Theresianer Premium Lager nel bicchiere

Theresianer Vienna è una birra di colore ramato (33 Ebc), prodotta a bassa temperatura con orzo della Franconia (Baviera), maturata 3 mesi, filtrata, gusto pieno con buone note fruttate, di frutta secca e caramello, grado alcolico 5,3%, amaro leggero (20 Ibu). Da servire a 8-10 °C con piatti dai gusti decisi come minestre e zuppe di legumi, paella, peperonata, primi piatti e pizze con pomodoro.

Theresianer Vienna in calice

Axerve: Pos in comodato d’uso gratuito per i locali

Axerve Smart Pos Easy ok
La realtà, tra principali hub di pagamenti, ha rafforzato l'offerta Easy Pos a canone fisso, che adesso integra un Pos di ultima generazione concesso in comodato d'uso gratuito

Dopo il lancio, lo scorso autunno, di Axerve Pay by Link, una soluzione che permette ai consumatori di pagare il conto attraverso un link che riceve via e-mail all’acquisto o attraverso la scansione di un QR code (per saperne di più leggi Con Axerve Pay by Link il conto si paga con un link), Axerve interviene a sostegno dei locali con una nuova iniziativa. L’iniziativa riguarda l’offerta Easy a Canone, la formula di Axerve, tra i principali hub di pagamenti in Italia, per i pagamenti digitali tramite Pos. Formula nella quale adesso il Pos viene concesso in comodato d’uso gratuito.

In pratica, con Easy a Canone, il gestore, pagando un canone mensile fisso, oltre a non pagare nessuna commissione sulle transazioni, non paga neanche il noleggio del Pos. Con questa nuova iniziativa Axerve intende supportare la digitalizzazione dei locali, fondamentale per risollevarsi in questo momento di grande difficoltà, rendendo il percorso meno oneroso possibile ed eliminando un altro costo fisso, quello, appunto, legato al noleggio del dispositivo.

A beneficiare dell'iniziativa sono i nuovi utenti che sottoscrivono l'offerta, mentre per chi è già cliente Axerve il passaggio non è automatico: dovranno prima chiudere il contratto già in essere per attivare il nuovo con il Pos gratuito.

Altro aspetto importante dell’iniziativa è che il Pos concesso in comodato d’uso è un dispositivo di ultima generazione, lo Smart Pos Pax A920, con sistema operativo Android, che offre una serie di funzionalità e di servizi innovativi. Il Pos, con display touchscreen a colori, Gps, 4G, Wi-Fi, include una sim che si connette automaticamente alla rete 4G dell’operatore che ha la migliore copertura nella zona dove il locale si trova, anche in questo caso senza costi di chiamata e con traffico dati e stampante inclusi.

Ma soprattutto, il dispositivo rappresenta una tecnologia abilitante per la costruzione di servizi a valore aggiunto per la gestione dell’attività, che il gestore potrà implementare. Come la creazione di sistemi di cassa integrati,  per esempio con le casseforti intelligenti di Axerve o la soluzione Pay by Link, o il download di App utili per la digitalizzazione di diversi aspetti dell’attività al cui sviluppo l’azienda sta lavorando.

Nuovi servizi che si aggiungeranno a quelli già inclusi nell’offerta, ovvero la possibilità di accettare pagamenti con qualsiasi carta, bancomat, ticket elettronici, con il transato che viene accreditato su qualsiasi conto corrente, tramite bonifico, entro il giorno successivo a quello dell’incasso, senza necessità di dover aprir un conto corrente dedicato.

Inoltre, attraverso la dashboard online myStore, il gestore può avere sempre la situazione economica sotto controllo. Una volta entrato nella dashboard, da qualsiasi dispositivo mobile o desktop, grazie all’interfaccia intuitiva e semplice navigare può essere aggiornato in tempo reale su tutti i pagamenti incassati tramite Pos, monitorare le transazioni, gestire e stornare i pagamenti e visualizzare e scaricare le fatture.

Idee per salvare la Pasqua/2 – Il cioccolato alla sua massima espressione

Uovo Mezzasoma
Un'altra immagine delle uova decorate dal Maestro cioccolatiere Mezzasoma

Seconda puntata della nostra rassegna dedicata alle soluzioni più particolari a tema pasquale. Un momento in cui, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, la pasticceria sa dare il meglio di sé. I due pilastri della Pasqua sono la colomba e il cioccolato, naturalmente. Viste alcune delle prime, possiamo passare a una piccola rassegna di uova e idee in cioccolato che colpiscono per estetica e originalità.

L'Uovo di Tortora scava nella tradizione

Andrea Tortora, pasticcere pluripremiato e ora impegnato a sviluppare la sua linea di lievitati AT Patissier, punta su un mood elegante e minimal per le nuove creazioni pasquali. L’Uovo di Tortora Cioccolato ha una tiratura limitata di 500 pezzi e nasce da un lavoro quasi sartoriale. Il guscio di cioccolato al latte racchiude la Nocciola Tonda Gentile trilobata d’Alta Langa immersa nel gianduia. Ad uno ad uno i gusci vengono graffiati da Andrea, che vede in questo gesto «il simbolo dello scavare, dell’andare a fondo nella grande tradizione italiana». 

Pasticceria Bonci lascia sfogare la creatività di Mezzasoma

Le uova arcobaleno della Pasticceria Bonci di Montevarchi (fondata nel 1953 dai fratelli Giuseppe e Gino Bonci e oggi guidata da Sergio e Silvio Bonci) sono firmate dal Maestro cioccolatiere Michele Mezzasoma, che da oltre 30 anni collabora con l’azienda montevarchina e di cui fa parte come socio da alcuni anni. Le sue uova artigianali hanno tre strati di cioccolato: fondente e bianco marmorizzato all’esterno e fondente 70% arricchito con granella di nocciole tostate e pralinate all’interno. La decorazione è fatta a mano con il pennello e conferisce a ogni uovo una veste davvero unica. Per la Pasqua sono stati prodotte circa 1.200 uova di cioccolato, ognuno diverso dall’altro.

Peck punta sulle figure ammiccanti e giocose

Raffinatezza e gusto, ma anche una creatività "giovane", quella espressa dal team di pasticceria di Peck guidato da Galileo Reposo. Simbolo di questa offerta particolare è Chocolate Grape: un uovo che celebra il mondo dell’enologia così caro a Peck. Rappresenta un acino d’uva appena raccolto dal suo tralcio di vite. Decorato e dipinto a mano, è realizzato prevalentemente con cioccolato Manjari che si distingue per le sue note allo stesso tempo acide e fruttate, proprio come il sapore del frutto che rappresenta. All’interno di alcune uova sarà infatti possibile trovare un regalo a tema enologico. In aggiunta alle tradizionali uova è disponibile un piccolo universo di personaggi di cioccolato che reinterpretano con ironia l’iconografia pasquale. 

Marchesi 1824, l'eleganza qui è di casa

Una delle cattedrali del dolce a Milano, una pasticceria  guidata dal Maestro Diego Crosara - che propone non semplici uova in cioccolato, ma mini sculture di raffinatissima eleganza. Le uova di cioccolato bianco, al latte e fondente di Marchesi 1824 sono impreziosite da fini decori ed eseguiti a mano. Si trasformano in mongolfiere che celano al loro interno sorprese personalizzabili. Sono ospitate in nidi chic e delicati. Insomma, da gustare con gli occhi prima ancora che col palato.

L'artista del cioccolato celebra l'Inferno dantesco

Non è esattamente una idea pasquale legata ai temi classici della ricorrenza, ma l'estetica delle praline ideate da Paola Francesca Bertani, una collezionista di premi internazionali a tema cioccolato, colpisce. Bertani ha ideato un percorso di degustazione in 9 praline alla scoperta dei cerchi dell'Inferno. Dante, il cioccolato e i peccati (non solo di gola), di questo si tratta. La collezione di praline Infernvm è una limited edition in 700 scatole numerate che propone una personale interpretazione dell’inferno di Dante attraverso il gusto. Nel dettaglio, ecco i gironi danteschi tradotti in praline: Limbo: Ganache al latte di mandorla Lussuriosi: Ganache al mango e rum Golosi: Caramello salato e cannella Avari: Ganache al cioccolato bianco e noce moscata Iracondi: Ganache con pepe e peperoncino Eretici: Ganache al lampone e bacche di ginepro Violenti: Ganache alcolica alla grappa torbata Fraudolenti: Riduzione di aceto balsamico di Aleatico dell'azienda Arrighi e ganache alla ciliegia Traditori: Ganache 100% massa cacao e Amaretto Disaronno  

Vetrine frigorifere ecologiche, la nostra rassegna

Ecodesign e risparmio energetico sono i cardini delle nuove norme UE in tema di frigovetrine, che vi presentiamo nella nostra rassegna

L'etichetta energetica, in vigore da marzo, è fra le novità più significative per chi si trova ad acquistare una vetrina refrigerata per il proprio locale. Attrezzature che d'ora in avanti riporteranno anche informazioni importanti riguardo ai consumi energetici e alle nuove regole di ecodesign in merito alla progettazione che mira a un minor impatto ambientale dei prodotti (di tutte queste novità abbiamo parlato diffusamente qui). A seguire, la nostra rassegna di frigovetrine in linea con questi nuovi criteri ecologici.

1 - Best.Cold Arredamenti - Coibentazione super efficiente

Caratterizzata da un design essenziale, per privilegiare la massima visibilità delle vaschette di gelato o dei prodotti di pasticceria, Xenia di Best.Cold Arredamenti è altamente personalizzabile con diverse finiture, per consentire un design customizzato. Per i modelli refrigerati l’azienda ha aggiornato la parte tecnica ai nuovi regolamenti, in particolare per quanto riguarda il circuito refrigerante e per la coibentazione, resa più efficiente. Ma si è trattato di adattamenti minimi, perché il design dei prodotti era già in linea con le esigenze di ecosostenibilità più avanzate. Dati tecnici. Versioni per gelateria, pasticceria statica o ventilata, pralineria, caldo bagnomaria, caldo secco e neutra • Dimensioni tre altezze: 1.200 mm, 1.370 mm e 1.470 mm; profondità 1.200 mm • Vetrina tre tipologie: con vetri dritti, inclinati o curvi • Materiali basamento in acciaio tubolare verniciato; piani e vaschette in acciaio inox. 2 - Ciam - Banco a doppio fronte

Si tratta di un banco refrigerato combinato sia conservizio serve over da parte dell’operatore che self service da parte del consumatore. 6040 Combi di Ciam ha temperatura di esercizio è tra i 4 e 8 gradi C, ideale per la pasticceria fresca, confezionata, insalate e bibite. Ciam ha effettuato test secondo la normativa applicabile, UNI EN 23953-2, e il regolamento UE 2019/2018. La classe energetica di partenza è la F, ma grazie ad un’attenta revisione del prodotto è già stata progettata la versione in classe E. In futuro sono previsti ulteriori guadagni di classe energetica. Dati tecnici Dimensioni varie larghezze: 1.000, 1.300, 1.500, 1.700 o 2.000 mm x 830 mm (profondità) x 1.200 mm (altezza) • Pesoda160 da 250 kg• Potenza da 1.250 a 1.800 W • Tipo di gas R452A. 3 - Cierreesse - Comfort acustico ok

Le vetrine verticali Benius di Cierreesse per pasticceria e cioccolato associano l’impiego di tecnologia avanzata per la conservazione del prodotto con risparmio energetico e un elevato spazio espositivo. Su richiesta sono disponibili anche con tre lati vetrati per una maggiore visibilità del prodotto. Tra le soluzioni adottate, l’impiego di compressori semi-ermetici, di vaporizzatori maggiorati estesi dal tetto alla vetrina e di condensatore esterno e compressore silenziato in casse insonorizzate, che garantiscono un comfort acustico ottimale. Dati tecnici Modelli disponibili due linee, Duetto e Stokki (anche per cioccolato) • Materiali acciaio e cristallo • Colori bianco o nero • Dimensioni varie larghezze: 1.800, 2.275, 940 o 1.520 mm x 920mm (profondità) x 2.240 mm (altezza) • Potenza da 1.250 a 1.800 W • Tipo di gas R452A. 4 - Constan - Verticalità a libero servizio

I banchi frigo verticali Tango Next di Constan (www. costan.com) hanno un gruppo refrigerante incorporato a gas propano R290 e offrono grande visibilità al prodotto. Ideali per il libero servizio anche in bar o in esercizi di prossimità che contribuiscono ad arredare con eleganza. Fa parte della gamma SlimFit. Costan è un marchio del gruppo internazionale Epta, uno tra i primi ad adeguare le proprie gamme alla nuova normativa. Epta ha attivato anche blog, webinar e training per i clienti per prepararli al cambiamento. Dati tecnici Dimensioni tre larghezze: 1.250, 1.875 o 2.500 mm • Superficie espositiva 1,9, 2,86 o 3,81 m2 • Illuminazione led • Tipo di gas R290 • Temperatura positiva. 5 - FB - A ridotta profondità

Pulizia delle linee estetiche e ampia trasparenza dei vetri caratterizzano la nuova vetrina Grace di FB, pensata per trovare posto in diversi tipi di esercizi e in diverse versioni per dare la massima visibilità al prodotto. La gamma di vetrine si caratterizza per una profondità estremamente contenuta, 89 cm, e consente quindi un inserimento facile in praticamente qualsiasi spazio. Un mix di tecnologia e sapienza artigianale, con molte possibilità di personalizzazione nei colori e nelle texture. Dati tecnici Dimensioni lunghezza: 1.085, 1.610 o 2.135 mm x 896 mm (profondità) x 1.200 mm (altezza) • Temperatura 0°/-20 C per gelateria - +2°/+16°C per pasticceria • Altre versioni Ambiente e Caldo secco (fino a +70 C) per gastronomia. 6 - Frigomeccanica - Refrigerazione su ogni piano

La vetrina Vik Full Refrigeration di Frigomeccanica è progettata per avere la refrigerazione su tutti i piani in modo da avere un’uniformità di temperatura intorno ai 2/4 gradi C. L’illuminazione è a led su ogni piano del tipo ad elevata resa cromatica. Le pareti sono in vetrocamera trasparente e consentono un notevole isolamento e risparmio energetico. Il vetro anteriore è apribile con servomeccanismo elettrico per una facile pulizia. Le unità condensatrici (motori) ad alta efficienza possono essere interne o remote. Dati tecnici Dimensioni lunghezza: 1.000 o 1.350 mm; altezza: 1.200 o 1.400 mm • Temperatura 0°/+5°C per food o pasticceria - +14°/+16°C per pralineria (anche con controllo umidità al 55/60%) • Illuminazione led. 7 - Ifi - Compatta con remote control Al Volo di Ifi è una vetrina refrigerata da banco pensata per l’esposizione di gelato sfuso, ma anche di piccola pasticceria e pralineria, in base alla tipologia di allestimento che si sceglie. È dotata di refrigerazione ventilata e possibilità di controllo a distanza con il sistema Ifi Iot Remote Manager. Progettata dallo studio MM Design, Al Volo è stata selezionata tra circa 10.000 candidature tra i finalisti dell’iF Design Award 2021, conferito ogni anno dall’omonimo organismo indipendente di design, che ha sede ad Hannover, in Germania. Dati tecnici Dimensioni lunghezza: 953 mm; altezza: 588 mm; profondità 380 mm • Temperatura -18°/-2°C per gelato; +4°/8°C per pasticceria; +14°/18°C per pralineria • Materiali struttura in lamiera verniciata, cornice in Baydur, sportello in vetrocamera riscaldato. 8 - Isa - Apertura servoassistita

Stratos di Isa è una nuova vetrina di alta gamma che combina prestazioni tecniche a un’estetica elegante. Frontale e laterali sono in vetrocamera stratificato riscaldabile e con apertura manuale verso l’alto servoassistita. Isa sottolinea il grande sforzo compiuto per l’adeguamento ai nuovi regolamenti. La totalità della gamma dell’azienda italiana, molto completa e profonda, è stata sottoposta ai test e certificazioni richiesti per ecodesign ed etichetta energetica. Dati tecnici Dimensioni lunghezza: 1.200, 1.700, 2.200 mm; altezza: 1.250 mm; profondità 1.200 mm • Temperatura -20°/+2°C • Gas refrigerante R404A • Refrigerazione ventilata con compressore ermetico e sbrinamento a inversione di ciclo. 9 - Jordao - Due funzionalità in un modello

Un modello “due in uno” che combina il servizio assistito al self service in unica vetrina. Fresco Combi di Jordao, con refrigerazione ventilata, è adatta all’esposizione di bibite, panini, insalate. L’illuminazione è a led, la vetrina superiore in vetrocamera. Il modello è stato concepito per la massima funzionalità. La vetrina inferiore può essere chiusa con una serranda per la conservazione notturna e i componenti interni sono facili da rimuovere per la pulizia. Il gas refrigerante utilizzato è R290. Dati tecnici Dimensioni lunghezza: 937 o 1.250 mm; altezza: 1.300 mm; profondità 850 mm • Temperatura +2°/+7°C • Gas refrigerante R290 • Potenza 1.277 oppure 1.605 W secondo la versione. 10 - Merli Arredamenti - Castello vetri illuminato

Smart di Merli Arredamenti è una tipologia di vetrina canalizzabile per pasticceria e gelateria, dotata di castello vetri trasparente illuminato a led e autoriscaldante. All’interno della vasca consente di mantenere temperature fino a -15 C. Completamente sollevata da terra, con gruppo di compressori remoto, è dotata di un circuito frigorifero a gas ecologico sviluppato per rispettare le attuali normative ambientali. La vetrina nella foto è stata realizzata per Alisé Pâtisserie di Rimini. Dati tecnici Versioni per gelateria e pasticceria • Dimensioni su misura • Temperatura fino a -15 C • Illuminazione led • Vetrina in vetri riscaldati per evitare condensa. 11 - Orion - Ecofriendly a spalla stretta

Nine Plus di Orion vanta una profondità di appena 88 cm e spalle di appena 12 mm, che consentono ai professionisti dell’arredo-bar di inserire questa vetrina in qualsiasi progettazione contemporanea e in ogni ambiente. La vetrina è stata progettata secondo tutti i criteri di ecodesign ed eco-labelling, ma anche con nuovi materiali eco friendly per un impatto inferiore sull’ambiente nel momento in cui, giunta a fine vita, dovrà essere smaltita. Dati tecnici Dimensioni lunghezza: 1.110 mm, 1.630 o 2.150 mm; altezza: 1.200 mm; profondità 880 mm • Temperatura -20°/0°C; +2°/16°C con controllo umidità (per praline) e anche calda fino a +60°C • Personalizzazioni disponibili in gran numero di moduli e di finiture. 12 - Sagi - Led interni personalizzabili

Luxor di Sagi sono vetrine verticali caratterizzate da un vano espositivo interamente in vetro temprato serigrafato, riscaldato nei modelli a bassa temperatura. Il basamento nasconde la scheda comandi ma mostra il display per controllare il funzionamento. L’illuminazione led ad alta intensità luminosa può essere regolata in modo da armonizzarsi con l’ambiente e diventare elemento d’arredo. Un sensore di prossimità consente di modificare l’intensità della luce per attirare l’attenzione del pubblico. Dati tecnici Dimensioni larghezza: 805 mm (605 mm nella versione slim); altezza: 1.840 mm; profondità 645 mm • Temperatura -25°/-15°C; +2°/10°C; -22°/+5°C • Versioni tre versioni con sbrinamento manuale, ad aria o a gas caldo • Gas refrigerante R290. 13 - Sifa - Esposizione a tutta visibilità

Gravity, la linea di gelateria e pasticceria di Sifa è caratterizzata da un montante tridimensionale che, come una lampada d’arredo, illumina la vetrina e raccorda un castello di vetri perfettamente sigillato, così da garantire un’ampia visibilità del prodotto. Il sistema di vetri pensato per questa vetrina è sigillato per garantire anche una protezione perfetta del prodotto dall’ambiente esterno e per migliorare l’efficienza energetica. Disponibile con molte possibilità di personalizzazione e con altezza ridotta di 112 cm per comfort nel consumo e maggiore visibilità. Dati tecnici Dimensioni lunghezza: 1.150, 1.650, 2.150 mm; altezza: 1.120 o 1.350 mm; profondità 1.159 mm • Versioni vetrina per gelati e per pasticceria; disponibile anche il banco a pozzetti • Sbrinamento automatico a inversione di cicolo ed evaporazione condensa. 14 - Tecfrigo - Chek via Cloud

La linea di vetrine verticali Marilyn di Tecfrigo ha una termodinamica a gas R290. Tutti i modelli sono coperti da etichettatura energetica (classi diverse in funzione del modello). Sempre in ottica eco possono essere dotati di inverter per contenere il consumo di energia elettrica. Sono vetrine predisposte per essere equipaggiate di sistema di controllo remoto via Cloud, rispondendo così ai prerequisiti richiesti per accedere ai benefici fiscali Industria 4.0. Tecfrigo già dal 2017 ha introdotto gas ecologici come R290 o R600, anticipando le normative. Dati tecnici Varianti disponibili diversi modelli: 275, 450, 650 con misure, allestimenti e range di temperatura diversi • Dimensioni larghezze: 700 o 900 mm; altezze 1.510 o 1.910 mm; profondità 710 mm • Gas refrigerante R290 • Illuminazione led a colore modulabile.

 

Bttr n°1, il bitter no alcol di Jnpr Spirits

Bttr bitter no alcol
Dopo il lancio di Jnpr, distillato no alcol ispirato al gin, la seconda creazione del brand di spirit analcolici fondato da Valérie De Sutter è un bitter sviluppato con Flavio Angiolillo

Reinventare l’aperitivo, sempre all’insegna del bere bene, ma azzerandone o riducendone la gradazione alcolica. È con questa mission che all’inizio dello scorso anno nasceva Jnpr Spirits, marchio di spirit analcolici fondato da Valérie De Sutter. Il brand, dopo il fortunato lancio, sempre lo scorso anno, di Jnpr n°1, distillato analcolico ispirato al gin, presenta ora la sua seconda creazione: Bttr n°1, un bitter no alcol che guarda al mondo della miscelazione.

Il nuovo prodotto è stato infatti pensato, per offrire ai bartender un ingrediente di qualità per la preparazione di cocktail di ottimo livello, ma che siano per niente o poco alcolici, un trend in crescita e che risponde alle esigenze di un pubblico di consumatori che ha adottato uno stile di consumo consapevole. Ma anche, per essere utilizzato come elemento aromatico in cocktail alcolici, per dare un tocco di sapore in più, ma senza alzarne la gradazione.

Non a caso, la formula di Bttr è stata sviluppata, come anche nel caso di Jnpr, in collaborazione con Flavio Angiolillo, bartender di caratura internazionale e titolare dei cocktail bar Mag Café, 1930 e Backdoor 43 di Milano. Formula che prevede l’utilizzo di arancia dolce, arancia amara, limone, genziana, rabarbaro, liquirizia e cannella. Insomma, i tradizionali ingredienti dei celebri aperitivi italiani, ma senza alcol.

In bottiglia da 70 cl, è dunque perfetto sia per la creazione di nuove ricette sia per la rivisitazione in chiave no o low alcol di classici, a partire dai pezzi forte dell’aperitivo italiano, ma non solo. Un esempio sono le ricette messe a punto proprio da Angiolillo per il brand, Ceci n'est pas un Negroni e Bttr Mule, rivisitazioni del Negroni e del Moscow Mule. Il primo realizzato con Bttr miscelato a Jnpr e succo d’uva. Nel secondo invece il bitter no alcol si unisce a ginger beer e a succo di pompelmo fresco.

Le ricette

Ceci n'est pas un Negroni di Flavio Angiolillo

Ceci n'est pas un Negroni_Bttr bitter no alcol

Ingredienti:

20 ml Bttr n°1, 30 ml Jnpr n°1, 40 ml succo d’uva

Preparazione:

build

Decorazione:

rondella di arancia

Bicchiere:

old fashioned

Bttr Mule di Flavio Angiolillo

Bttr Mule_bitter no alcol

Ingredienti:

15 ml Bttr n°1 , 100 ml ginger beer, succo di pompelmo fresco

Preparazione:

build

Decorazione:

rondella di pompelmo

Bicchiere:

highball o mug

 

Natfood e Gruppo Gimoka-Sogedai insieme per supportare l’horeca

La gamma Gin-co di Natfood
La gamma Gin-co di Natfood

Per dare nuovo slancio alla propria attività, sulla quale la pandemia ha avuto spesso ripercussioni pesanti, i professionisti dell’horeca necessitano di ridisegnare il proprio modello di business e di effettuare un salto di qualità. Ciò può avvenire tramite servizi in grado di semplificare la gestione e di attirare sempre più consumatori nei punti vendita, puntando su una gamma di bevande calde e fredde di qualità e in linea con i nuovi trend di consumo, al fine di accontentare i consumatori più attenti ed esigenti. Con l’obiettivo di soddisfare le nuove richieste del mercato, Natfood e la holding di riferimento del Gruppo Gimoka-Sogedai hanno siglato una partnership per unire il proprio know-how industriale e distributivo, offrendo ai clienti di bar, caffetterie, ristoranti, hotel e catering soluzioni integrate e innovative per la somministrazione di bevande calde e fredde. I secondi garantiranno prodotti e attrezzature ai clienti horeca di Natfood, che può contare su una rete di operatori capillare e di alta professionalità, in grado di assicurare un livello di servizio di grande livello al mondo del consumo fuoricasa italiano.

GimokaGià nelle prossime settimane saranno introdotti nuovi progetti che aiuteranno i clienti ad affrontare il difficile momento grazie a questa unione, espressione della volontà delle famiglie di riferimento delle società coinvolte di investire nel settore horeca in un momento difficile. Infatti, ora più che mai è necessario unire gli sforzi e lavorare in sinergia anche in un’ottica di rafforzamento del made in Italy come osserva Giuseppe Lochis, presidente Natfood, che in questa operazione industriale vede anche un completamento dell’offerta beverage del brand. Inoltre, osserva, «questa partnership ci permetterà di conquistare nuove quote di mercato, offrendo ai nostri partner horeca (clienti e agenti) prodotti e attrezzature per renderli sempre più competitivi sul mercato». SogedaiLa partnership si inserisce nella più vasta strategia del Gruppo, che punta a raggiungere il consumatore finale in un’ottica di ampia integrazione della filiera, prosegue Ivan Padelli, presidente della holding che controlla Gruppo Gimoka e Sogedai e prosegue «riteniamo che le nostre competenze e la propensione a produrre soluzioni innovative per il food&beverage  porteranno valore aggiunto, supportando la ripresa di un settore profondamente colpito dalle misure di contenimento del covid, in cui crediamo fortemente».

Birre alcol free, l’Italia ancora a un passo indietro

Lattina di birra non alcolica

All’estero i numeri parlano chiaro: le birre analcoliche stanno crescendo in volumi di anno in anno e in quello che era un segmento riservato alle multinazionali stanno ora entrando diversi birrifici artigianali. Ma in italia stentano ad affermarsi. Forse però qualcosa si muove, almeno nel canale diurno. Salutisti, donne e millennials sono i clienti ideali per il segmento.

Sarà la nuova sensibilità salutista, sarà il timore dei controlli stradali con relativo alcol-test ma il segmento delle birre analcoliche non è più immobile come un tempo. I dati pubblicati da Global Market Insights lasciano adito a pochi dubbi: il mercato mondiale delle birre alcol free è stato stimato per un valore superiore ai 9,5 miliardi di dollari nel 2019 e la previsione è che la crescita si attesti sul 7,5% annuo fino al 2026. In Paesi birrari come Regno Unito e Repubblica Ceca, tanto per fare solo due esempi, sono sempre più numerosi i birrifici, anche artigianali o di medie dimensioni, che hanno iniziato a produrre birre analcoliche.
Lorenzo Fortini, titolare di Ales&Co. ovvero una delle più dinamiche aziende d’importazione e distribuzione di birre in Italia (nel suo portafoglio ci sono aziende come Brewdog, Moor, Stone Brewing, TO ØL e The Kernel) avrebbe solo l’imbarazzo della scelta tra i suoi fornitori: «Sono sempre più i birrifici partner che hanno a disposizione, e ci offrono, una o più birre a zero gradi. Il problema per noi è venderle. In Italia il segmento non si sta ancora muovendo in maniera sensibile». Ed è un peccato perché pur avendo un’immagine un po’ triste, le birre analcoliche sono state a lungo intese come scelte di ripiego obbligato, dal corpo assente e dal tenue sapore dolciastro, oggi ci sono sul mercato prodotti interessanti come Brewdog Punk AF (dove AF sta per Alcol Free), che pur restando una birra esile ha nei generosi profumi di luppolo aromatico quel “colpo di reni” che regala un minimo di soddisfazione alla bevuta.
Tra le altre birre importate, dobbiamo segnalare una protagonista come la tedesca Clausthaler, creata nel 1978 e diffusa in oltre 50 Paesi del mondo. Oltre a Clausthaler Original Non Alcoholic (meno di 0,49% alc), l'importatore Radeberger Gruppe Italia importa anche la versione Clausthaler Non Alcoholic Unfiltered.

Tuttavia, che per le birre analcoliche in Italia ci possa essere un futuro, vanno interpretate le mosse dei big player.
Nel 2019 Heineken Italia, azienda leader di mercato, ha rilanciato la sua Heineken 0.0 e recentemente è stata immessa nel mercato un box da 25 bottiglie da 33 cl dedicata al “Dry January” (Gennaio Senza Alcol), oltre ad aver presentato Birra Moretti Zero.
Come Heineken anche Birra Forst ha la Forst 0.0%, sbarcata in autunno pure nel canale gdo, e oggi birra ufficiale delle tappe italiane della Coppa del Mondo di Sci appena inaugurata a Cortina d’Ampezzo.
Anche la multinazionale Ab-Inbev è presente sul mercato alcol free con la versione Blue Non Alcoholic del suo prodotto di punta Beck’s.
Ma la conferma che rinforzare la presenza nel segmento possa essere lungimirante è sottolineata da Birra Peroni (passata ad Asahi Europe). Da più di ventanni Birra Peroni distribuisce la storica (1839) Tourtel Analcolica (meno di 0,5% alc), originaria della Lorena (Francia), la cui bottiglia 33 cl è stata recentemente rinnovata. Da pochi mesi Birra Peroni hga lanciato Nastro Azzurro Zero, insieme con Peroni Libera 0,0% (sponsor di Aston Martin Team in F1). Un segnale importante per chi, come l’azienda con sede a Roma, aveva scommesso già anni fa sulle analcoliche Tourtel. Oggi però il cambio di passo è dato proprio dall’aver allargato alla versione alcol free il suo brand di punta.
E il mercato horeca? Al momento il canale specializzato di pub e birrerie sembra freddino, in parte proprio per la propria specializzazione e in parte perché, tra gli amanti della birra “alcolica”, si sta assistendo a un ritorno di fiamma per le birre cosiddette “session” ovvero al di sotto della soglia dei 5% vol. Ma è nei bar diurni che si concentra lo sforzo delle birre alcol free e le loro possibilità d’affermazione: luoghi dove la pausa pranzo prevede un sorso privo di alcol ma dal gusto gradevole. Cosa che la nuova generazione di birre analcoliche può offrire. Almeno questo è ciò che pensano all’estero e, non sempre ma spesso, quello che diventa “fenomeno” fuori dai nostri confini, presto o tardi lo diventa anche dalle nostre parti. *

Artigianale analcolica? Si può fare…
Artigianale, italiana e con una gradazione alcolica inferiore, come prevede la legge, agli 1,2% Vol? Difficile, se non impossibile. Fino a qualche anno fa c’era un microbirrificio lombardo, Il Birrino, che produceva la Zero Virgola, ma l’azienda ha da poco spento le luci definitivamente. Sembra resistere, in quel di Trieste, il brewpub pizzeria Tazebao con la sua Tazzero da 0,5% vol. Per il resto, tabula rasa. Ma, anche in questo caso, non è tutto immobile. Un birrificio dal nome riconosciuto e dalla chiara affidabilità come il piemontese Croce di Malto sta riflettendo sulle chance di un suo prodotto privo di alcol. Certo, questi non sono esattamente tempi facili per lanciarsi in una nuova avventura e soprattutto in una fascia di mercato inesplorata. «Ma in effetti ci stiamo lavorando sul serio», conferma il birraio e cofondatore Alessio Selvaggio. «Siamo in una fase di studio ma con dei primi micro-batch che hanno dato risultati interessanti. Ora si tratta di vedere come strutturare il processo tecnologico affinché sia ripetibile e affidabile».

Coca-Cola più green con il nuovo pack KeelClip

Coca-Cola KeelClip
Grazie all'utilizzo del nuovo pack in carta, si abbattono drasticamente le emissioni di CO2 e si elimina la plastica dalle confezioni di lattine multiple

È anche con l’attenzione e la cura a ogni dettaglio che si vince la sfida della sostenibilità. Un esempio in tal senso arriva da Coca-Cola, con l’introduzione della tecnologia KeelClip, un innovativo sistema di imballaggio, protetto da brevetto, che permette di eliminare completamente l’involucro in plastica dalle confezioni multiple di lattine.

L’introduzione della nuova tecnologia è frutto di un investimento da 9 milioni di euro realizzato da Coca-Cola Hbc Italia negli stabilimenti di Nogara (Verona) e Marcianise (Cesare). Investmento che si aggiunge ai 100 milioni spesi negli ultimi 10 anni dall'azienda, principale imbottigliatore e distributore dei prodotti a marchio The Coca-Cola Company nel nostro Paese, per ridurre l’impatto ambientale delle sue attività (leggi Coca-Cola Hbc Italia, una realtà sempre più green).

Tra le soluzioni più avanzate per la gestione delle confezioni multiple, KeelClip è costituito da una parte superiore in carta Fsc proveniente da filiera responsabile e 100% riciclabile che si aggancia alle lattine e da una parte centrale che stabilizza la confezione. Una soluzione concettualmente semplice, ma che consente di ottenere importanti risultati sul piano ambientale: una riduzione del 50% delle emissioni di CO2 su queste confezioni e un risparmio di 450 tonnellate di plastica all’anno.

L’innovativo packaging è presente sulle confezioni delle lattine da 330, 150 e 500 ml regular di Coca-Cola Original Taste, Coca-Cola Zero Zuccheri, Fanta Original e Sprite.

La sua introduzione rappresenta un ulteriore passaggio del percorso dell’azienda e di The Coca-Cola Company verso una maggiore sostenibilità. Dopo le azioni sul packaging primario, ovvero quello diretto contatto con il prodotto, che già vede l’utilizzo di plastica, vetro e alluminio riciclabili al 100% e in parte già in materiale riciclato, l’attenzione si sposta ora verso il pack secondario. L’ultima innovazione si inserisce infatti in una stratega di lungo periodo, chiamata World Without Waste, che tra i vari impegni comprende l’utilizzo crescente di plastica riciclata nelle confezioni e la riduzione della materia prima negli imballaggi in vetro, alluminio e plastica per un’economia sempre più circolare.

Pasticceria e caffè, le proposte di Francesco Elmi e Gianni Cocco

Tra i format nati durante l'esperienza delle chiusure, lo scorso anno, c'è il binomio Pasticcere e bartender: due volti della stessa passione, iniziativa lanciata giusto un anno da Fabbri 1905. Ora scendono in campo Francesco Elmi e Gianni Cocco, già apprezzati protagonisti dell'edizione 2020. Il Maestro Ampi, titolare della pasticceria Regina di Quadri a Bologna, e del coffee trainer Aicaf collaborano per creare un abbinamento innovativo tra dolce e caffè. Il tema delle loro creazioni, che possono servire da ispirazione per tutti i professionisti del settore, è, naturalmente, pasquale. L'abbinamento è questo: la Colomba Pistacchio e Amarena Fabbri di Francesco Elmi e il Latte alla vaniglia di Gianni Cocco, nel quale non manca un riferimento proprio al lievitato di Pasqua. 

Pistacchio, amarena e latte alla vaniglia con "aroma" di colomba

«Per la mia colomba ho utilizzato Delipaste Pistacchio Bollo Oro, una pasta pura al 100%, e Amarena Fabbri in versione sgocciolata - spiega in una nota il pasticcere Francesco Elmi - Con il pistacchio l'amarena trova un abbinamento molto apprezzato dal pubblico, che ho consolidato nella mia pasticceria: l'acidità dell'amarena e la sapidità del pistacchio si sposano perfettamente. Per dare morbidezza, creo un cremino 50% Delipaste e 50% cioccolato bianco. Inserito a cubetti, rende l'impasto particolarmente scioglievole e in grado di valorizzare proprio l'amarena. A completare, finisco con un cremino al pistacchio e pistacchi pralinati».

Il Latte alla vaniglia di Gianni Cocco
Il Latte alla vaniglia di Gianni Cocco
Gianni Cocco spiega invece come nasce il suo latte alla vaniglia: «Ho scelto di arricchire il bouquet aromatico dato da pistacchio e amarena con le note del caffè e della vaniglia, dando una sensazione tattile sia vellutata che liquida, per completare la morbidezza della colomba. C'è anche un filo sottile che lega le due preparazioni: l'aroma della colomba, conferito grazie alla particolare tecnica sottovuoto applicata al latte».

Abbinamento sì, ma senza gerarchia

«Penso che quella di Gianni sia una proposta interessante e fresca - commenta Elmi - in linea con l'appuntamento primaverile e perfetta per il mio lievitato: un coffee drink in una versione particolare e creativa. La "quota colomba" fa da trait d'union col mio dolce, per un momento esperienziale di tutto rispetto». Insomma un dialogo che funziona, quello messo in pista da Fabbri 1905 (e, come sappiamo, anche quello tra pasticceria e mondo del caffè di alta qualità). Pasticcere e un bartender propongo dolce e cocktail in abbinamento, ma senza gerarchia. Quest'anno si erano già messi all'opera Fabrizio Fiorani e Bruno Vanzan, Isabella Potì e Cinzia Ferro.  

Fumetti, whisky e mezcal al Sazerac di Siracusa

Francesco Mandrà del Sazerac e la sua maschera
Francesco Mandrà del Sazerac e la sua maschera

Sazerac whisky&mezcal di Siracusa nasce da un progetto di Francesco Mandrà (ex gruppo MAG di Milano). Il locale, in via Bengasi, si è proposto da subito come un punto di riferimento in Sicilia per la diffusione e conoscenza del whisky e del mezcal, distillato che fino a non molto tempo fa era una perla più unica che rara da queste parti.

 

 

La carta dei drink, accompagnata ogni nuova uscita da una storia a fumetti creata dal fumettista Andrea Fusco, è improntato sul distillato messicano. La proposta del locale siracusano è in buon equilibrio tra signature drink del locale e grandi classici della miscelazione old school: «Perché ritengo - puntualizza Mandrà - che ogni cocktail bar debba in primis far conoscere ai propri clienti quella che è la storia del bere e del bar».

Una carta a fumetti

Il menu più recente s’intitola “Sonny part I”. Si apre con una selezione di 5 Martini (Martini Cocktail, Martinez, Tuxedo, Vesper e Dirty Mezcalini, una rivisitazione a base di mezcal, aglio dolce, tintura di eucalipto). Seguono le sezioni Old School e 90’s con rivisitazioni (Cosmo-Nauta; Rum e Pera? No! Mezcal; Fuck Trump and Long Island, Nico L’Angelo Azzurro) e un classico Brandy Alexander. Si prosegue con i Mezcal Base (tra i quali il Tommy’s, il Negroni del Marinaio del Mag, Emma con mezcal alla salvia, lime, zenzero, peperoncino, Chartreuse e altri). Completano la ben bilanciata selezione di drink (33 in totale) le sezioni Old Fashioned, Classici, Highball, Whiskey Base, Rum Base e Gin Base. I drink sono proposti con prezzi che vanno dai 7 agli 8 euro.

Il progetto

Sazerac Whisky&Mezcal Siracusa

Sazerac whisky&mezcal, nasce nell’ottobre 2019, con un elegantissimo progetto architettonico curato da Gianluigi Benanti.«L’idea di fondo - spiega Mandrà - è stata quella di non avere delle sedute in sala, ma solo sgabelli al banco per favorire il contatto tra bartender e cliente. Nello stesso tempo abbiamo voluto catturare gli occhi degli ospiti con una bottigliera che, tra i tanti prodotti, include 25 mezcal e 20 Scotch. Unica eccezione è una sala privata con annesso tavolo da biliardo creata per gli ospiti che desiderano una zona più intima». Al banco e in sala, con e senza "maschera antigas", si muovono sia Francesco Mandrà sia la bartender Giorgia Farinella. Una piccola squadra per un grande progetto di mixology e ospitalità chiamato Sazerac.

Francesco Mandrà

rancesco Mandrà al banco del Sazerac di Siracusa

Siciliano di nascita e milanese di adozione, inizia la gavetta come barback nei locali della Milano da bere a 19 anni. Dopo diversi anni passati nella nightlife milanese (Fashion Café in Brera, 35 Food & Drink, Refill, Swiss Corner, Lacerba ecc.) e brevi esperienze all’estero (Miami), entra nel team di Flavio Angiolillo e Marco Russo (al Mag Café e Backdoor43). Con loro starà diverso tempo per poi fare esperienze in altri locali milanesi. La nostalgia del mare lo richiama in Sicilia dove, dopo aver contribuito all’avviamento di due bar di Siracusa, apre il suo primo locale.

Emma, il bestseller del Sazerac whisky&mezcal 

Emma, bestseller del Sazerac di Siracusa

Ingredienti

3/4 oz lime

1 e 1/2 oz mezcal alla salvia

1/2 oz sciroppo di zenzero (2:1)

5 ml Chartreuse

2,5 ml Ancho Reyes

Preparazione

Shake and strain. Decorare con filamenti di peperoncino rosso

 

 

Molson Coors Italia rinnova e rilancia le birre premium

gamma Molson Coors

Con l’acquisizione nel 2017 del birrificio Birradamare di Fiumicino (Roma), la multinazionale nordamericana Molson Coors Beverage Company è entrata da protagonista nel mercato italiano con la sua ricca gamma di 23 specialità, frutto di 200 anni di storia produttiva, e di recente ha selezionato e rilanciato le più interessanti specialità premium. Dagli Usa arriveranno le bevande "leggere" hard seltzer.

Ad attirare l’attenzione del colosso nordamericano (terzo per valore aziendale, quinto per volumi di produzione), è stata la vivacità dell’azienda romana nata nel 2004 che ha saputo varcare i confini regionali grazie alle sue numerose referenze premium differenti per gusto, stile e gradazione alcolica, dalle originali otto ‘na birretta alle più sofisticate tre Birra Roma. Compresi tre distillati di birra come Weisse, Raaf e Rossa ricavati da altrettante specialità birrarie.

Gamma 8 'na biretta e 3 Birra Roma

Gamma ‘na birretta
Chiara 4,9% alc, 33 Ibu (amaro), 7 Ebc (colore)
Rossa 6,3% alc, 15 Ibu, 4 Ebc
Ipa/ale 5% alc, 48 Ibu, 10 Ebc
Bio/lager 4,5% alc, 18 Ibu, 7 Ebc
Forte/lager 7% alc, 24 Ibu, 24 Ebc
Nera/lager 5,5% alc, 20 Ibu, 75 Ebc
La Zia/ale 9% alc, 12 Ibu, 37 Ebc
Fortissima/belgian ale 9% alc, 12 Ibu, 37 Ebc.

Gamma Birra Roma
Bionda/pilsner 4,9% alc, 33 Ibu, 7 Ebc
Rossa/bock 6,3% alc, 37 Ibu, 4 Ebc
Ipa/ale 5% alc, 48 Ibu, 10 Ebc.

Il Senior Country Manager italiano di Molson Coors Brewing Company, Carlo Maria Vitali, ha a disposizione i seguenti grandi marchi premium, scelti tra la ricca gamma di specialità internazionali in portafoglio Molson Coors Brewing Co.
In bottiglia 33 cl
Lager Coors (Usa) 4,2% alc, Miller Genuine Draft (Usa) 4,7% alc e Staropramen (Rep. Ceca) 5% alc;
la birra di frumento Blue Moon Belgian White (Usa) 5,4% alc;
le italiane Birradamare come le otto ‘na birretta e le tre Birra Roma.
In lattina 33 cl
Lager Coors (Usa) 4,2% alc, Carling (Gran Bretagna) 4% alc e Bergenbier (Romania) 5% alc.
In fusto 24 litri Polykeg a perdere
Tutti i marchi sopracitati (tranne Bergenbier e Miller Genuine Draft).

Coors e Miller, protagoniste superpremium
Le protagoniste di gamma sono indubitabilmente Coors e Mille Genuine Draft.
Per birra Coors, birra chiara di gusto pulito e leggero, nella versione 4,2% alc, viene utilizzato un particolare metodo di produzione a freddo in tre fasi, ed è diventata iconica anche per l’utilizzo di un particolare inchiostro termocromico a due stadi che cambia colore alle montagne innevate in etichetta che diventano blu quando la birra è alla giusta temperatura (4 °C).
Nata a Milwaukee (Wisconsin, Usa) a metà Ottocento, patria di un altro grande marchio come Harley-Davidson a cui è sempre stata accostata, Miller Genuine Draft è una birra lager chiara, leggera (4,7% alc) ottenuta con quattro filtrazioni a freddo a 1,6 °C con filtri di ceramica per meglio conservarne l’aroma, senza additivi e conservanti, non ha bisogno di pastorizzazione.

Molson & Coors, una lunga e travagliata storia di intrecci societari
Fondato a Golden (Colorado, Usa) nel 1873 dagli immigrati tedeshi Adolph Coors e Jacob Schueler, il birrificio Golden Brewery passa nel 1880 in mano alla famiglia Coors che la ridenomina in The Adolph Coors Brewing & Manufactory Co.  Dopo il difficile momento del Proibizionismo degli anni Venti, l’aziende si distingue per una serie di innovazioni: nel 1959 lancia la prima lattina di birra in alluminio; negli anni Settanta introduce la linguetta da sollevare per aprire le lattine (push tab can). Per scelta aziendale, fino agli anni Settanta le birre Coors erano distribuite praticamente solo negli stati occidentali degli Usa (West Coast come Arizona, Colorado, Texas, California).

Nel 2001 viene firmato un accordo di fusione tra il birrificio statunitense Coors e quello canadese Molson, allargando così le relative espansioni in entrambi i mercati, assumendo nel 2005 l’insegna Molson Coors Brewing Company Plc.

Fondata a Montréal (Canada) nel 1786 dall’emigrato inglese John Molson, l’omonima società ha vissuto lunghi anni di varie diversificazioni industriali (distilleria, legname, trasporti, banca, costruzioni) assumendo solo nel 1911 la denominazione Molson Brewery Ltd.  Dopo il lancio di Crown e Anchor (1955), il birrificio canadese lancia nel 1959 birra Molson Canadian che ne diventa il prodotto di punta.

Negli anni Settanta rileva altri aziende di bevande (Beaver Lumber Co e Formosa Spring); nel 1989 si fonde con Elder (ribattezzata Foster’s Brewing), conglomerata australiana con marchi affermati come Foster’s e Carling, ottenendo l’ingresso in ben 80 Paesi. Nel 1993 Molson Breweries viene ceduta alla statunitense Miller di Milwaukee (Wisconsin). Dopo un vorticoso giro di scambi azionari, nel 2001 la fusione di Molson con Coors cui segue nel 2005 l’insegna Molson Coors Brewing Company Plc. Ma la sarabanda di incroci societari non finisce qui. Nel 2007 Molson Coors raggiunge un accordo di joint venture con la società di bevande alcoliche sudafricana-brasiliana-americana Saab-Miller. Ma nel 2015 Sab-Miller viene rilevata in borsa dal colosso Anheuser-Busch-Inbev (proprietaria dell’iconico brand Bud, leader di mercato Usa). Non basta. Obbedendo agli ordini dell’Antitrust Usa, Molson Coors riprende l’autonomia perduta, tornando a chiamarsi Molson Coors Brewing Company Plc.

Nel 2019 l’azienda cambia ancora nome in Molson Coors Beverage Company, contestualmente al trasferimento dalla storica sede Coors da Denver (Colorado) a Chicago (Illinois), con un fatturato 2020 di 7.867 milioni di dollari, realizzato con 31 birrifici di vari Paesi e 17.000 mila dipendenti. Un fatturato che ha dovuto registrare importanti perdite in Europa (Gran Bretagna in particolare) Molson Coors Beverage Company opera attraverso le società Molson Coors America e Molson Coors Europa in oltre 80 Paesi.

Come ha avuto modo di spiegare anche in un recente convegno a Pottsville (Pennsylvania, Usa) sede di una delle più antiche fabbriche di birra come Yuengling (1829) con cui è stata stretta una partnership, Gavin Hattersley, president and ceo di Molson Coors Beverage Company dal 2015, ha confermato che l’azienda, oltre che su prodotti top come Coors Light e Miller Lite, continuerà a investire su nuovi prodotti, visto il successo delle ultime proposte come birra Blue Moon Light Sky, le bevande Coors Seltzer e Vizzy Hard Seltzer e il wine spritzers Movo (tre gusti: Peach White, Rasperry Rosé e Blood Orange Sangria). A conferma che il mercato internazionale è sempre più alla ricerca di prodotti analcolici o poco alcolici, come le beer light, hard seltzer e spritzer, a base di birra o vino, soda e succhi di frutta.

Infine, ricordiamo che i marchi Molson Coors (a cominciare da Coors Light) sono presenti in qualità di sponsor nei più diversi eventi sportivi, dalle maglie di squadre di calcio (Chelsea, GB) alle gare di auto (Indycar e Nasca, Usa), al supporto della Nfl (National Football League, Usa).

Bombay Sapphire punta a diventare 100% sostenibile

Bombay Sapphire sostenibilità
Il gin premium di Gruppo Bacardi entro quest'anno sarà realizzato interamente con sole botaniche di origine sostenibile e certificate

Entro fine anno Bombay Sapphire sarà un 100% sostenibile e certificato come tale. Il gin premium del Gruppo Bacardi, distribuito in Italia da Martini, sta infatti per concludere l’iter di certificazione per tutte e 10 le sue botaniche: bacche di ginepro dalla Toscana, coriandolo dal Marocco, buccia di limone dalla Spagna, chicchi di paradiso dal Ghana, pepe di Giava, radice di giaggiolo, scorza di cassia, radice di angelica, liquirizia, mandorla e semi di coriandolo.

Botaniche accuratamente selezionate da Ivano Tonutti, master of botanicals del Gruppo, per le quali otto dei loro fornitori sono già certificati secondo lo standard For Life, assegnato a livello internazionale da Ecocert. Risultato raggiunto grazie al sostegno che Gruppo Bacardi ha assicurato ai fornitori per raggiungere gli elevati standard richiesti dalla certificazione. Standard che interessano quattro diverse aree: il benessere delle persone coinvolte nella raccolta e nella fornitura delle botaniche, la riduzione dell’impatto ambientale nella loro coltivazione e raccolta, le pratiche di acquisto responsabile e lo sviluppo sostenibile a livello locale e nelle fasi chiave della supply chain.

Certificazioni che si aggiungono a quelle già ottenute da Bombay Sapphire per la sua distilleria. Questa, realizzata nel 2014 a Laverstoke, nell'Hampshire (Regno Unito), attraverso la ristrutturazione di una antica cartiera risalente al XVIII secolo, è stata classificata come “Eccezionale” da Breeam (Building research establishment environmental assessment methodology), tra le più accreditate certificazioni ambientali per gli edifici a livello internazionale, per gli elevati standard di sostenibilità.

Attenzione alla sostenibilità, intesa nel senso più ampio, che vede il brand protagonista anche di diversi progetti finalizzati a migliorare il benessere delle comunità di agricoltori che forniscono le preziose materie prime e a investire in tecniche sostenibili per proteggere i territori dove vivono. Un esempio è il villaggio nel Ghana dove, per diversi anni, il Gruppo Bacardi ha lavorato con Aiesec, ong locale, per aiutare la comunità ad affermarsi come cooperativa agricola indipendente. Un processo partito dall’installazione di una pompa ad acqua, che ora rifornisce il villaggio di acqua fresca, per arrivare al reclutamento di un agronomo, per fornire consigli e linee guida sule coltivazioni a basso impatto. Così da questo villaggio, quest’anno arriverà il primo raccolto di grani del paradiso per l’iconico gin.

Inoltre, il Gruppo Bacardi ha l’ambizione di arrivare entro il 2025 ad acquistare il 100% dei suoi ingredienti chiave da fornitori certificati in modo sostenibile.

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