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Il Progetto del Mese: Parentesi Concept Bar

Parentesi Concept Bar, il grande banco bar a forma di L

Carta da parati di ispirazione orientale, dettagli  in paglia di Vienna, colori primari, pezzi di design e un pavimento optical creano un mix intrigante capace di dare nuova vita al locale Parentesi Coincept Bar di Frattamaggiore, alle porte di Napoli.

È stata la particolare planimetria a mezzaluna a indicare il nome Parentesi per il concept bar di Frattamaggiore vicino a Napoli. Un locale che dagli anni ’80 ha subito un cambio di destinazioni d’uso per tornare a quella originaria dopo un’accurata ristrutturazione. Il nome scelto dall’architetto Carmine Abate riporta un concetto ricco di dettagli che fa riferimento a un modo di vivere il proprio tempo libero, concedendosi una pausa di degustazione fra centinaia di etichette di distillati e piatti unici all’interno di un ambiente raffinato dove le caratteristiche strutturali sono state risolte con soluzioni ad hoc. La pianta di 130 metri quadrati, una crasi tra un trapezio e una mezzaluna con un imponente setto portante al centro, è stata gestita in diverse aree: la zona d’ingresso (punta) è dedicata alla sala drink, la parte finale (poppa) alla sala dinner, mentre quella centrale al banco bar e ai servizi che risultano coperti dal piano ammezzato riservato al deposito e a un piccolo ufficio. All’esterno, il prospetto curvo verso la piazza accoglie tavoli e divanetti. Un sipario di colore blu con una corona di gelsomini.
Oltre al blu dell’esterno, tanti colori, tutti coordinati: bianco ottico, verdone, carta da zucchero. Una varietà che si ritrova anche nei materiali: legni naturali, come il rovere tinto nero oppure laccati come per il rivestimento scanalato del bancone verde lucido; seminati in marmo Palladio per il top del banco bar e Tonale, Grigio Carnico e Black Royal per gli inserti nei piani dei tavoli con diverse geometrie. Diverse ambientazioni in stile coloniale, ricco di contaminazioni e combinazioni. I rivestimenti murali di foggia orientale sono accostati alla paglia di Vienna e ai pavimenti bicolori (bianco/nero) posati a spina di pesce. I divani in morbido velluto trovano nella plastica lucida di colore nero di poltroncine e sedute chaise longue il loro contro altare. L’illuminazione dimmerabile crea scenari sempre nuovi e mutevoli.
Fra tutti gli elementi d’arredo, la zona bar gioca un ruolo di rilievo per posizione e struttura. Il bancone a L è incastrato tra i due setti portanti in muratura e risulta a servizio sia della sala drink sia della sala dinner. Il top è realizzato con lastre di graniglia di marmo mescolata a resina con finitura lucida. La parte frontale è in mdf, laccato in verde lucido con scanalatura su disegno, zoccolatura in alluminio con finitura oro satinato. La parte superiore del bancone è rivestita da una boiserie in rovere tinto nero con inserti in paglia di Vienna naturale che nasconde il piano ammezzato (deposito e ufficio) e diventa bottigliera con fondo di specchi per alleggerire la massa e sembrare più ampia. *

Illuminazione differenziata
La planimetria e l’impostazione del locale ha richiesto un’illuminazione in più punti
e completamente dimmerabili per ottenere scenari dettati dall’occorrenza. La sala dinner è dominata dall’ampio lampadario di 2 metri che crea effetti mobili a soffitto e sulle pareti dati anche dalla fluttuazione, provocata dall’aria, di nastri applicati alla fonte di luce. Sopra la zona divani sono posizionate sospensioni a cono con sfera iridescente alla base (in foto), mentre i parati firmati Gucci sono valorizzati da spot su disegno. La zona bar prevede due tipi di punti luce: retroilluminazione a led per le bottiglierie e faretti rgb che si accendono all’occorrenza per la consolle e il bancone.

Block Notes: Parentesi Concept Bar
Indirizzo Piazza Carmine Pezzullo 1, Frattamaggiore (Na)
Gestione Forman (Francesco Cavassi, Mario Cicatelli, Nunzio Moccia, Oreste Palmieri) Superficie interna 100mq + 35mq piano ammezzato (ufficio e deposito), esterna 30 mq
Numero posti a sedere 39 + 24 esterno
Numero addetti 7
Progetto Carmine Abate Architetto
Attrezzature Zanfardino
Allestimento Barra Infissi e Arredamenti Divani Cristiano Group
Rivestimenti murali Gucci
Illuminazione Petite Friture
Sedute Kartell
Superfici marmo e quarzo Santamargherita

Banco bar
Materiale graniglia di marmo mescolata con resina, mdf con scanalature su disegno, alluminio Caratteristiche materiali estetici e tecnici in quanto resistenti a graffi, urti e acidi oltre che di facile pulizia Lunghezza 10 m Realizzazione Barra Infissi e Arredamenti Disegno Carmine Abate Architetto Particolarità forma ad “L” per incastrarsi tra i due setti portati in muratura del locale e diventare parte della sala drink e della sala dinner.

Lampada a sospensione
Materiale fibra di vetro, acciaio, poliuretano, cavo in tessuto, presa e tazza a soffitto in plastica Caratteristiche Vertigo ha struttura in fibra di vetro e nastri in poliuretano posti a mano Dimensioni Ø 200 cm , h. 17 cm Realizzazione Petite Friture Disegno Constance Guisset Potenza illuminotecnica max 75W Particolarità grazie alla struttura leggera si muove con le vibrazioni dell’aria. Il gioco di ombre e nastri di luce sulle pareti ne rafforza la dimensione grafica.

Boiserie
Materiale rovere laccato nero, paglia naturale, specchi Caratteristiche diventa bottigliera nella parte del retro bar e nella parte superiore del bancone Realizzazione Barra Infissi e Arredamenti Disegno Carmine Abate Architetto Particolarità elemento su disegno che nasconde il piano ammezzato; uno dei pannelli è la porta di servizio.

il progettista

Carmine Abate, progettista Parentesi Concept Bar

Carmine Abate, dopo le esperienze professionali a Parigi e Lisbona, si stabilizza a Napoli dove si occupa principalmente di architettura di interni per abitazioni e spazi commerciali:
bar, show room, ristoranti e negozi. Tra i suoi numerosi progetti, la catena di pizzerie Malaterra a Roma.

La Gestione

i Soci di Parentesi Concept Bar, Francesco Cavassi, Mario Cicatelli, Nunzio Moccia, Oreste Palmieri

Quattro i soci di Forman che detiene Parentesi, la seconda attività commerciale della società. In foto, da sinistra, Francesco Cavassi, imprenditore nel settore
dei pellami, è l’amministratore di Forman, Mario Cicatelli, il facility manager,
Nunzio Moccia, il responsabile pubbliche relazioni, e l’avvocato Oreste Palmieri
che gestisce il personale e la consulenza del lavoro.

 

Digital Training Center, la formazione by Rancilio per ripartire al meglio

Davide Beccaglia Rancilio Group
Davide Beccaglia, Head of Customer Support di Rancilio Group
Davide Beccaglia, Head of Customer Support di Rancilio Group, illustra le attività del nuovo centro di formazione a distanza del Gruppo dedicato ai tecnici delle macchine per caffè

In un periodo di grande incertezza come quello che stiamo vivendo, siamo tutti consapevoli che solo i migliori interpreti del cambiamento riusciranno a emergere e a superare la crisi con slancio. Tra le azioni concrete che le aziende del mondo caffè hanno intrapreso per fronteggiare la pandemia, il lancio del nuovo Digital Training Center di Rancilio Group è sicuramente uno degli esempi più interessanti. A illustrare l’iniziativa è Davide Beccaglia, Head of Customer Support di Rancilio Group.

In situazioni così difficili le abilità di problem solving e lo spirito d’iniziativa sono fondamentali. Come avete affrontato questa situazione?

Dal desiderio di affrontare in modo positivo un momento così delicato è nato un progetto di corsi di formazione online rivolto ai tecnici e aperto alle aziende partner. Si tratta di una sfida molto complessa, ma armandoci di pazienza e, grazie allo sforzo dei tanti colleghi coinvolti, abbiamo messo in piedi il Digital Training Center.

Con quali obiettivi?

Con l’obiettivo di formare al meglio tecnici specializzati che operano nel settore macchine per caffè. Nella nostra professione non ci si può accontentare di essere dei bravi tecnici, ma è importante essere anche dei bravi trainer. Inoltre, in Rancilio Group la formazione della rete di assistenza è una delle leve più importanti per garantire l’affidabilità dei nostri prodotti.

Come funziona il Digital Training Center?

Si tratta di un’area per la formazione online che offre corsi tecnici sul corretto uso e la manutenzione delle nostre macchine. Da novembre 2020 a oggi abbiamo trasmesso circa 1.000 ore di formazione, offrendo ai partecipanti la possibilità d’intervenire e dialogare con i trainer Rancilio Group. Una volta terminata la sessione, rendiamo disponibile la registrazione dell’intero corso.

Ci sono altri progetti in cantiere?

Sulla scia di questo progetto è già nata la Digital Library. Un’area, accessibile dal nostro sito, dove carichiamo brevi video tutorial utili ai nostri partner e agli operatori per le operazioni d’installazione e manutenzione delle macchine.

Per ricevere informazioni o prenotare un corso di formazione online, scrivi a: service@ranciliogroup.com

 

Decreto aprile: locali chiusi fino a fine mese

decreto aprile
Foto di StockSnap da Pixabay
In vigore dal 7 al 30 aprile, il nuovo decreto conferma le restrizioni già in atto e lo stop alle attività dei locali, eccetto che per i servizi di asporto e delivery

L’Italia resta arancione e rossa per tutto aprile. Lo ha stabilito il nuovo provvedimento, il decreto aprile, ovvero il decreto legge 44 del 2021 (in fondo all’articolo il testo da scaricare), pubblicato in Gazzetta Ufficiale, emanato dal governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Decreto che estende le misure già introdotte con il Dpcm 2 marzo (leggi Il Dpcm 2 marzo con le misure fino a Pasquetta) e con il Decreto Pasqua (leggi Decreto Pasqua: nuova serrata per i locali), in scadenza il 6 aprile, fino alla fine del mese.

Pertanto, dal 7 al 30 aprile, viene eliminata la fascia gialla e nelle regioni che rientrerebbero in questa fascia contnuano ad applicarsi le restrizioni previste per le regioni in fascia arancione.

Tuttavia, lo stesso decreto aprile ha previsto che, in base all’evoluzione della situazione epidemiologica e dell’andamento della campagna vaccinale, il Consiglio dei ministri, con propria deliberazione, possa adottare determinazioni in deroga a tale disposizione o modificare le misure stabilite dal Dpcm 2 marzo. In sostanza, il Consiglio dei ministri potrà disporre che in alcune Regioni, dove l’andamento della pandemia e del piano vaccinale dovessero nel frattempo raggiungere numeri incoraggianti, tornino ad applicarsi le misure stabilite per la zona gialla.

Per quanto riguarda i locali, di conseguenza, la serrata viene estesa fino a fine mese: fino al 30 aprile si potrà infatti lavorare esclusivamente con i servizi di asporto, sebbene in questo caso ferme restando le limitazioni già introdotte per i bar, e di delivery.

Confermati i limiti agli spostamenti

Restano in vigore il coprifuoco, dalle ore 22 alle ore 5 del giorno successivo, e le limitazioni agli spostamenti tra regioni, permessi solo da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, così come è permesso il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Nelle regioni in fascia rossa sono anche vietati gli spostamenti tra comuni, mentre in quelle in fascia arancione solo consentiti verso centri con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri, ma non verso i capoluoghi di provincia.

Nelle regioni classificate in fascia arancione, inoltre, è possibile recarsi in altre abitazioni private abitate solo una volta al giorno (tra le ore 5 e le 22.00), restando all’interno dello stesso comune, ma solo due persone, che potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi. Le visite in altre abitazioni sono invece vietate nelle aree in fascia rossa.

Locali chiusi fino al 30 aprile

Fino al 30 aprile restano dunque sospese le attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali, negli aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Consentite inoltre le mense e il catering continuativo su base contrattuale.

I locali potranno lavorare esclusivamente con i servizi di asporto (cibi e bevande, compresi alcolici e superalcolici) fino alle ore 22, ma non le attività con codice Ateco 56.3, ovvero i bar e gli esercizi simili senza cucina, per i quali il limite orario è fissato alle 18, fermo restando il divieto per i clienti di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale, e di consegna a domicilio, in quest’ultimo caso senza limiti di orario.

Il decreto aprile conferma anche la sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in sale da concerto, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto, così come le attività in discoteche, sale da ballo, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente. Confermato anche il divieto di fare feste nei luoghi al chiuso e all’aperto.

Decreto aprile dl 44 del primo aprile 2021

La pasticceria è un’impresa: i corsi in Cast da non perdere ad aprile e maggio

pasticceria vetrina generica

Non è solo importantissimo tenersi aggiornati sugli aspetti più "tecnici" del mestiere: oggi più che mai bisogna approcciare l'attività artigianale come una impresa complessa, inserita in un contesto di mercato reso ancor più particolare dagli effetti della pandemia e dal boom delle nuove tecnologie. Per questo segnaliamo alcuni corsi a tema gestionale che sono particolarmente importanti per il buon proseguimento del business nel settore food, con indicazioni e consigli anche per l'ambito pasticceria. Cast Alimenti, nell'ambito del ciclo di webinar che organizza con la divisione Cast Impresa, propone alcuni appuntamenti interessanti da segnare in calendario ad aprile e maggio. Entrambi i corsi sono tenuti da Carlo De Paolis, esperto consulente del settore.

Le basi dell’e-commerce nel settore food

Come: webinar
Quando: 19 e 26 aprile, due ore per ciascuna lezione
Costo: 186 euro + iva I processi di digitalizzazione hanno pervaso e influenzato le nostre abitudini di acquisto e consumo: fondamentale che un imprenditore si doti delle necessarie competenze per essere in grado di sfruttare al meglio uno strumento come l’e-commerce.
Questi i contenuti delle due sessioni virtuali:
  • Introduzione: com’è cambiato il mondo della ristorazione con la pandemia
  • L’importanza di una strategia "cross-canale"
  • L’e-commerce come servizio per i propri clienti
  • I tanti modelli per vendere online
  • Consegna espressa o “prenotata”
  • Gli aspetti da valutare nella definizione dei propri bisogni
  • Esperienza cliente, navigabilità & pochi clic
  • L’importanza di comunicare la propria attività on & off-line
  • È inutile essere online se non si è visibili

Il controllo dei costi in un’attività artigianale

Come: webinar
Quando: 5 appuntamenti settimanali dal 17 maggio al 14 giugno
Costo: 490 euro + iva Nel corso verranno esaminate le fasi che devono essere percorse concretamente per introdurre nell’impresa di stampo artigianale un sistema di contabilità adeguata al grado di complessità gestionale. Il ciclo di webinar si concentra sugli aspetti fondamentali dei sistemi di controllo che normalmente rappresentano gli strumenti sui cui basare il governo dell’attività imprenditoriale e che, per questa ragione, devono essere progettati e realizzati con grande attenzione.
Ecco i contenuti delle lezioni:

  • L’importanza del controllo dei costi
  • I principali centri di costo
  • Food Cost: cos’è e perché è importante
  • Food Cost Attivo & Passivo
  • Casi pratici
  • Il prezzo giusto per il prodotto giusto

 

Ecovetrine in regola con l’etichetta energetica

particolare di una ecovetrina

Frigovetrine sempre più efficienti e trasparenti, in tutti i sensi, grazie all’etichetta energetica e alle nuove regole di ecodesign. Le ultime novità di settore.

Dall’inizio di marzo, chi acquista una vetrina refrigerata per il proprio bar, per i gelati o per la pasticceria, per il libero servizio da parte del pubblico o per la vendita assistita da un addetto, si trova di fronte a una serie di novità.
La più evidente è l’etichetta energetica, che, come per i frigoriferi domestici, d’ora in avanti accompagnerà tutti, o quasi tutti questi prodotti. Ma cambierà qualcosa anche riguardo a una serie di informazioni su consumi e prestazioni, che d’ora in avanti i produttori sono tenuti a comunicare ai loro clienti, in modo da consentire, a chi decide di dotarsi di un’apparecchiatura di questo tipo, di individuare quella che gli converrà di più dal punto di vista delle gestione e, in particolare, dei consumi.
Sempre da marzo, inoltre, i produttori devono attenersi a nuove regole di ecodesign, cioè di progettazione mirata a un minor impatto ambientale dei prodotti. Per le vetrine refrigerate commerciali questo non si traduce solo in una concezione più efficiente dei gruppi refrigeranti, ma anche nella scelta di gas meno impattanti sull’ambiente, in particolare sul clima e, in generale, in una ingegnerizzazione del prodotto che tenga in conto anche del suo “fine vita”, facilitandone lo smaltimento.

Per quanto riguarda l’etichetta energetica, una novità per il mondo commerciale, a parte le iniziative volontarie dei produttori, ciò che cambia rispetto al sistema adottato per i frigoriferi domestici è, soprattutto, la scala con cui vengono definite le classi energetiche. Viene mantenuta una distinzione basata sulle lettere dell’alfabeto, in cui la A indica la più efficiente, ma con periodici aggiornamenti, in modo da evitare che si verifichi quanto accaduto agli inizi del Duemila con i prodotti di largo consumo. In quel caso, la rapida evoluzione dei prodotti portò alla necessità di introdurre nuove categorie, come le classi A+ e A++, per individuare quelli più virtuosi dal punto di vista dei consumi.
Ora non sarà più così, per non creare un affollamento nelle classi migliori, che renderebbe più complicata la scelta per l’esercizio commerciale. Una prima conseguenza di questa decisione è che, all’entrata in vigore della normativa, cioè ora, in un momento in cui i produttori hanno perlopiù adeguato i loro prodotti già esistenti alla normativa, sarà difficile trovare prodotti in classe A. Questa si affollerà molto probabilmente in un prossimo futuro, quando usciranno sul mercato nuove vetrine refrigerate più performanti e ispirate ai nuovi regolamenti di ecodesign.

Un’altra conseguenza delle nuove regole è l’uscita dai canali commerciali dei prodotti più obsoleti. L’obiettivo dell’Unione Europea è, con questo pacchetto di normative, di indurre anche per gli apparecchi della refrigerazione commerciale il processo virtuoso che ha portato a una maggiore consapevolezza dei consumatori domestici quando fu introdotta la prima etichetta energetica, quella per i frigoriferi di casa. Allora il pubblico si orientò velocemente verso i modelli più efficienti e convenienti, innescando un processo che ha indotto i produttori a migliorare sempre di più i loro elettrodomestici. Detto questo, va anche considerato che molte imprese produttrici della refrigerazione commerciale non hanno le dimensioni dei colossi mondiali che producono gli apparecchi domestici. Questo va tenuto in conto soprattutto per l’enorme quantità di adempimenti che i nuovi regolamenti hanno imposto alle aziende del settore. Non si è trattato soltanto di predisporre le nuove etichette energetiche e inserire nuove informazioni nelle schede tecniche, ma anche di aggiornare tutti i manuali d’uso in tutte le lingue e, soprattutto, di certificare i loro prodotti, seguendo le procedure indicate dal regolamento di ecodesign, quindi con test appositi di laboratorio.

Se grandi gruppi di livello globale possono creare al loro interno laboratori attrezzati per effettuare le prove richieste, tutt’altro che banali, lo stesso non può avvenire per aziende di dimensioni più piccole, o anche artigianali. L’introduzione delle nuove norme ha quindi creato non poche difficoltà per il settore. Alcuni protagonisti del mercato ci hanno parlato di un impegno estremamente gravoso che ha impegnato interi reparti aziendali per mesi per tenere conto di tutte le novità. Qualcuno si è anche trovato in difficoltà, e probabilmente non tutti erano perfettamente pronti al primo marzo, anche perché le novità normative sono cadute nel momento storico peggiore per le aziende del settore, quello della crisi pandemica che, come ben sappiamo, ha messo in ginocchio una buona parte della clientela a cui si rivolgono tradizionalmente, in particolare i bar e i ristoranti. In definitiva, quali sono, dunque, i prodotti interessati dalla nuova etichetta energetica e dalla progettazione basata sui principi di ecodesign? Ci siamo rivolti a Efcem, l’Associazione dei produttori di attrezzature per la ristorazione e per l’ospitalità, che ci ha inviato, a questo proposito, una nota. I nuovi regolamenti UE di ecodesign (2019/2024) e di etichettatura energetica (2019/2018), spiega Efcem, chiariscono il perimetro di applicazione e, dunque i prodotti che saranno etichettati e, cioè, “gli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta”. Più precisamente, “i mobili frigoriferi dotati di uno o più scomparti regolati a temperature specifiche, raffreddati per convezione naturale o forzata mediante uno o più sistemi che consumano energia, e destinati all’esposizione e alla vendita ai clienti, con o senza servizio assistito, di alimenti e altri articoli (anche non alimentari) a temperature specifiche inferiori alla temperatura ambiente, direttamente accessibili attraverso aperture laterali e/o attraverso una o più porte o cassetti”.

L’associazione specifica anche che “nei regolamenti questi prodotti sono raggruppati nel cosiddetto Lotto 12, ossia armadi refrigerati (frigoriferi o congelatori) da supermercato, mobili plug-in a gruppo incorporato, refrigeratori per bevande, piccoli congelatori per gelati, vetrine per gelato sfuso e distributori automatici refrigerati”. Alcune, poche, categorie di prodotto sono escluse, come per esempio gli armadi frigoriferi e gli abbattitori, i frigo-cantina e i minibar degli alberghi o altri apparecchi alimentati da fonti di energia non elettrica. Esclusi anche i banchi bar o, meglio, come specifica Efcem, “banchi orizzontali a servizio assistito, con area integrata per la conservazione, progettati per funzionare a temperature di esercizio di refrigerazione”. Non ci si riferisce, quindi, ai banchi modulari, quelli ormai più diffusi in commercio, in cui le vetrine refrigerate sono elementi a sé stanti inseriti nella composizione, ma in sostanza a pezzi “monolitici”, banchi su misura che incorporano anche una parte refrigerata.

Come per ogni nuova normativa dovremo comunque osservare i prossimi aggiustamenti e assestamenti, accompagnati da chiarimenti delle associazioni per i possibili dubbi sui campi di applicazione. Chi acquisterà questi prodotti, d’ora in avanti, avrà comunque a propria disposizione strumenti per confrontare con precisione i consumi dei vari prodotti, non solo grazie ai dati di potenza e di assorbimento, ma anche a quelli dei consumi annui e di efficienza energetica. Quest’ultimo dato non rappresenta soltanto i consumi in kWh della vetrina, ma li mette in relazione alla superficie espositiva reale della vetrina, in modo da mettere in relazione i costi energetici con l’effettiva quantità di prodotto esposto. Informazioni estremamente interessanti, che finora i produttori non erano tenuti a comunicare all’acquirente. *

Gli apparecchi (pochi) esclusi dalle nuove norme
Dietro nostra richiesta, Efcem ha specificato le categorie di prodotti escluse dai nuovi regolamenti. Riportiamo qui, in particolare, quelli a cui non si applica la nuova etichetta energetica (Regolamento 2019/2018).
a) apparecchi refrigerati con funzione di vendita diretta alimentati solo da fonti di energia non elettrica;
b) apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta che non operano con un ciclo di refrigerazione a compressione di vapore;
c) componenti remoti a cui un armadio con sistema remoto deve essere collegato per poter funzionare, ad esempio unità di condensazione, compressori o unità di condensazione ad acqua;
d) apparecchi di refrigerazione per la trasformazione alimentare con funzione di vendita diretta;
e) apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta specificamente collaudati e approvati per la conservazione di medicinali o campioni scientifici;
f) apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta per la vendita e l’esposizione di alimenti vivi, come gli apparecchi di refrigerazione per la vendita e l’esposizione di pesci e molluschi vivi, gli acquari e le vasche d’acqua refrigerati;
g) saladette;
h) banchi orizzontali a servizio assistito con area integrata per la conservazione, progettati per funzionare alle temperature di esercizio per la refrigerazione;
i) apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta privi di sistema di raffreddamento integrato, che funzionano canalizzando l’aria fredda prodotta da un’unità esterna di raffreddamento dell’aria; ciò non include gli armadi con sistema remoto né i distributori automatici refrigerati;
j) armadi d’angolo;
k) distributori automatici progettati per funzionare alle temperature di esercizio per il congelamento;
l) banchi a servizio assistito per il pesce con ghiaccio in scaglie;
m) armadi refrigerati professionali, abbattitori, unità di condensazione e chiller di processo di cui al regolamento (UE) 2015/1095;
n) frigoriferi cantina e minibar.

BEST.COLD ARREDAMENTI: XENIA S

Xenia S di Best.Cold Arredamenti

LE COSE INTERESSANTI Una vetrina caratterizzata da un design essenziale, per privilegiare la massima visibilità delle vaschette di gelato o dei prodotti di pasticceria, e altamente personalizzabile con diverse finiture per consentire un design customizzato.
DA SAPERE Per i modelli refrigerati l’azienda Best.Cold Arredamenti ha aggiornato la parte tecnica ai nuovi regolamenti, in particolare per quanto riguarda il circuito refrigerante e per la coibentazione, resa più efficiente. Ma si è trattato di adattamenti minimi, perché il design dei prodotti era già in linea con le esigenze di ecosostenibilità più avanzate.
Versioni per gelateria, pasticceria statica o ventilata, pralineria, caldo bagnomaria, caldo secco e neutra Dimensioni tre altezze: 1.200 mm, 1.370 mm e 1.470 mm; profondità 1.200 mm Vetrina tre tipologie: con vetri dritti, inclinati o curvi Materiali basamento in acciaio tubolare verniciato; piani e vaschette in acciaio inox.

CIAM: 6040 COMBI

6040 Combi di Ciam

LE COSE INTERESSANTI Si tratta di banco refrigerato combinato sia con servizio serve over da parte dell’operatore che self service da parte del consumatore. La temperatura di esercizio è tra i 4° e 8°C ideale per la pasticceria fresca, confezionata, insalate e bibite.
DA SAPERE Ciam ha effettuato test secondo la normativa applicabile, UNI EN 23953-2, e il regolamento UE 2019/2018. La classe energetica di partenza è la F, ma grazie ad un’attenta revisione del prodotto è già stata progettata la versione in classe E. In futuro sono previsti ulteriori guadagni di classe energetica.
Dimensioni varie larghezze: 1.000, 1.300, 1.500, 1.700 o 2.000 mm x 830 mm (profondità) x 1.200 mm (altezza) Peso da 160 kg a 250 kg Potenza da 1.250 a 1.800 W Tipo di gas R452A.

CIERREESSE: BENIUS

Benius di Cierreesse

LE COSE INTERESSANTI Le vetrine verticali Benius di Cierreesse per pasticceria e cioccolato associano l’impiego di tecnologia avanzata per la conservazione del prodotto con risparmio energetico e un elevato spazio espositivo. Su richiesta sono disponibili anche con tre lati vetrati per una maggiore visibilità del prodotto.
DA SAPERE Tra le soluzioni adottate, l’impiego di compressori semi-ermetici, di vaporizzatori maggiorati estesi dal tetto alla vetrina e di condensatore esterno e compressore silenziato in casse insonorizzate, che garantiscono un comfort acustico ottimale.
Modelli disponibili due linee, Duetto e Stokki (anche per cioccolato) Materiali acciaio e cristallo Colori bianco o nero Dimensioni varie larghezze: 1.800, 2.275, 940 o 1.520 mm x 920mm (profondità) x 2.240 mm (altezza) Potenza da 1.250 a 1.800 W Tipo di gas R452A.

COSTAN: TANGO NEXT

Tango Next di Costan

LE COSE INTERESSANTI I banchi frigo verticali Tango Next di Costan hanno un gruppo refrigerante incorporato a gas propano R290 e offrono grande visibilità al prodotto. Ideali per il libero servizio anche in bar o in esercizi di prossimità che contribuiscono ad arredare con eleganza. Fa parte della gamma SlimFit.
DA SAPERE Costan è un marchio del gruppo internazionale Epta, uno tra i primi ad adeguare le proprie gamme alla nuova normativa. Epta ha attivato anche blog, webinar e training per i clienti per prepararli al cambiamento.
Dimensioni tre larghezze: 1.250, 1.875 o 2.500 mm Superficie espositiva 1,9, 2,86 o 3,81 m2 Illuminazione led Tipo di gas R290 Temperatura positiva.

FB SHOWCASES - CLABO GROUP: GRACE

Grace di FB Showcases -Clabo Group

LE COSE INTERESSANTI Pulizia delle linee estetiche e ampia trasparenza dei vetri caratterizzano la nuova vetrina Grace di FB Showcases - Clabo Group, pensata per trovare posto in diversi tipi di esercizi e in diverse versioni per dare la massima visibilità al prodotto.
DA SAPERE La gamma di vetrine si caratterizza per una profondità estremamente contenuta, 89 cm, e consente quindi un inserimento facile in praticamente qualsiasi spazio. Un mix di tecnologia e sapienza artigianale, con molte possibilità di personalizzazione nei colori e nelle texture.
Dimensioni lunghezza: 1.085, 1.610 o 2.135 mm x 896 mm (profondità) x 1.200 mm (altezza) Temperatura 0°/-20°C per gelateria - +2°/+16°C per pasticceria
Altre versioni Ambiente e Caldo secco (fino a +70°C) per gastronomia.

FRIGOMECCANICA: VIK FULL REFRIGERATION

Vik Full Refrigeration di Frigomeccanica

LE COSE INTERESSANTI La vetrina Vik Full Refrigeration di Frigomeccanica è progettata per avere la refrigerazione su tutti i piani della stessa in modo da avere uniformità di temperatura intorno ai 2-4 °C. L’ illuminazione è a led su ogni piano del tipo ad elevata resa cromatica.
DA SAPERE Le pareti sono in vetrocamera trasparente e consentono un notevole isolamento e risparmio energetico. Il vetro anteriore è apribile con servomeccanismo elettrico per una facile pulizia. Le unità condensatrici (motori) ad alta efficienza possono essere interne o remote.
Dimensioni lunghezza: 1.000 o 1.350 mm; altezza: 1.200 o 1.400 mm Temperatura 0°/+5°C per food o pasticceria - +14°/+16°C per pralineria (anche con controllo umidità al 55/60%) Illuminazione led.

IFI: AL VOLO

Al Volo di Ifi

LE COSE INTERESSANTI Al Volo di Ifi è una vetrina refrigerata da banco pensata per l’esposizione di gelato sfuso ma anche di piccola pasticceria e pralineria, in base alla tipologia di allestimento che si sceglie. È dotata di refrigerazione ventilata e possibilità di controllo a distanza con il sistema Ifi Iot Remote Manager.
DA SAPERE Progettata dallo studio MM Design, Al Volo è stata selezionata tra circa 10.000 candidature tra i finalisti dell’iF Design Award 2021, conferito ogni anno dall’omonimo organismo indipendente di design, che ha sede ad Hannover, in Germania.
Dimensioni lunghezza: 953 mm; altezza: 588 mm; profondità 380 mm Temperatura -18°/-2°C per gelato; +4°/8°C per pasticceria; +14°/18°C per pralineria Materiali struttura in lamiera verniciata, cornice in Baydur®, sportello in vetrocamera riscaldato.

ISA: STRATOS

Stratos di Isa

LE COSE INTERESSANTI Stratos di Isa è una nuova vetrina di alta gamma che combina le prestazioni tecniche a un’estetica elegante. Frontale e laterali sono in vetrocamera stratificato riscaldabile e con apertura manuale verso l’alto servoassistita.
DA SAPERE Isa sottolinea il grande sforzo compiuto per l’adeguamento ai nuovi regolamenti. La totalità della gamma dell’azienda italiana, molto completa e profonda, è stata sottoposta ai test e certificazioni richiesti per ecodesign ed etichetta energetica.
Dimensioni lunghezza: 1.200, 1.700, 2.200 mm; altezza: 1.250 mm; profondità 1.200 mm Temperatura -20°/+2°C Gas refrigerante R404A Refrigerazione ventilata con compressore ermetico e sbrinamento a inversione di ciclo.

MERLI ARREDAMENTI: SMART

Smart di Merli Arredamenti

LE COSE INTERESSANTI Smart di Merli Arredamenti è una tipologia di vetrina canalizzabile per pasticceria e gelateria, dotata di castello vetri trasparente illuminato a led e autoriscaldante. All’interno della vasca consente di mantenere temperature fino a -15°C.
DA SAPERE Completamente sollevata da terra, con gruppo di compressori remoto, è dotata di un circuito frigorifero a gas ecologico sviluppato per rispettare le attuali normative ambientali. La vetrina in foto è stata realizzata per Alisé Pâtisserie di Rimini.
Versioni per gelateria e pasticceria Dimensioni su misura Temperatura fino a -15 °C Illuminazione led Vetrina in vetri riscaldati per evitare condensa.

JORDAO: FRESCO COMBI

Fresco Combi di Jordao

LE COSE INTERESSANTI Un modello due in uno di Jordao che combina il servizio assistito al self service in unica vetrina. Con refrigerazione ventilata è adatta all’esposizione di bibite, panini, insalate. L’illuminazione è a led, la vetrina superiore in vetrocamera.
DA SAPERE Il modello è stato concepito per la massima funzionalità. La vetrina inferiore può essere chiusa con una serranda per la conservazione notturna e i componenti interni sono facili da rimuovere per la pulizia. Il gas refrigerante utilizzato è R290.
Dimensioni lunghezza: 937 o 1.250 mm; altezza: 1.300 mm; profondità 850 mm Temperatura +2°/+7°C Gas refrigerante R290 Potenza 1.277 oppure 1.605 W secondo la versione.

ORION: NINE PLUS

Nine Plus di Orion

LE COSE INTERESSANTI Una profondità di appena 88 cm e spalle di appena 12 mm consentono ai professionisti dell’arredo-bar di inserire la vetrina Nine Plus di Orion in qualsiasi progettazione contemporanea e in ogni tipo di ambiente.
DA SAPERE La vetrina è stata progettata secondo tutti i criteri di ecodesign ed eco-labelling, ma anche con nuovi materiali eco friendly per un impatto inferiore sull’ambiente nel momento in cui, giunta a fine vita, dovrà essere smaltita.
Dimensioni lunghezza: 1.110 mm, 1.630 o 2.150 mm; altezza: 1.200 mm; profondità 880 mm Temperatura -20°/0°C; +2°/16°C con controllo umidità (per praline) e anche calda fino a +60°C Personalizzazione disponibili un gran numero di moduli e di finiture.

SAGI: LUXOR

Luxor di Sagi

LE COSE INTERESSANTI Vetrine verticali di Sagi (gruppo Angelo Po) caratterizzate da un vano espositivo interamente in vetro temprato serigrafato, riscaldato nei modelli a bassa temperatura. Il basamento nasconde la scheda comandi, ma mostra il display per controllare il funzionamento.
DA SAPERE L’illuminazione led ad alta intensità luminosa può essere regolata in modo da armonizzarsi con l’ambiente e diventare elemento d’arredo. Un sensore di prossimità consente di modificare l’intensità della luce per attirare l’attenzione del pubblico.
Dimensioni larghezza: 805 mm (605 mm nella versione slim); altezza: 1.840 mm; profondità 645 mm Temperatura -25°/-15°C; +2°/10°C; -22°/+5°C Versioni tre versioni con sbrinamento manuale, ad aria o a gas caldo Gas refrigerante R290.

SIFA: GRAVITY

Gravity di Sifa

LE COSE INTERESSANTI La linea di gelateria e pasticceria progettata da Sifa caratterizzata da un montante tridimensionale che, come una lampada d’arredo, illumina la vetrina e raccorda un castello di vetri perfettamente sigillato, così da garantire un’ampia visibilità del prodotto.
DA SAPERE Il sistema di vetri pensato per questa vetrina è sigillato per garantire anche una protezione perfetta del prodotto dall’ambiente esterno e per migliorare l’efficienza energetica. Disponibile con molte possibilità di personalizzazione e con altezza ridotta di 112 cm per comfort nel consumo e maggiore visibilità.
Dimensioni lunghezza: 1.150, 1.650, 2.150 mm; altezza: 1.120 o 1.350 mm; profondità 1.159 mm Versioni vetrina per gelati e per pasticceria; disponibile anche il banco a pozzetti Sbrinamento automatico a inversione di circolo ed evaporazione condensa.

TECFRIGO: MARILYN

Marilyn di Tecfrigo

LE COSE INTERESSANTI La linea di vetrine verticali Marilyn di Tecfrigo ha una termodinamica a gas R290. Tutti i modelli sono coperti da etichettatura energetica (classi diverse in funzione del modello). Sempre in ottica eco possono essere dotati di inverter per contenere il consumo di energia elettrica.
DA SAPERE Queste vetrine sono predisposte per essere equipaggiate di sistema di controllo remoto via Cloud, rispondendo così ai prerequisiti richiesti per accedere ai benefici fiscali Industria 4.0. Tecfrigo già dal 2017 ha introdotto gas ecologici come R290 o R600, anticipando le normative.
Varianti disponibili diversi modelli: 275, 450, 650 con misure, allestimenti e range di temperatura diversi Dimensioni larghezze: 700 o 900 mm; altezze 1.510 o 1.910 mm; profondità 710 mm Gas refrigerante R290 Illuminazione led a colore modulabile.

Fascino e aroma della tostatura al bar Umberto I di Novara

I Caffè Gourmet del bar Umberto I di Novara
I Caffè Gourmet del bar Umberto I di Novara

Il bar Umberto I si trova nel cuore del centro storico di Novara, dove aprì nel 1901. In oltre un secolo ha avuto più gestioni, tra cui quella della famiglia dell’attuale proprietario, Mattia De Vecchi, tra il 1980 e il 1987. Era un lavoro troppo duro e i titolari preferirono trovare un impiego. Dopo nove anni di lavoro come tecnico, tuttavia, Mattia nel 2017 sceglie di tonare dietro il banco, che impone tanta fatica, ma sa anche dare tante soddisfazioni. Nella sala al primo piano e in quella principale l’arredo riporta indietro nel tempo, quasi a invitare a concedersi una pausa di tranquillità a colazione con un cappuccino e un buon dolce, a pranzo, proseguendo con tè biologici, cioccolato artigianale e del buon caffè, che qui ha decisamente un posto importante.

A lato del banco non si può non notare la parete con cinque silos di caffè tostato e, accanto, la tostatrice Genius K1 di Ing. Napoli. «Volevo offrire un prodotto particolare e di qualità - dice Mattia De Vecchi -, ma mi intimoriva l’idea di produrre un caffè mio, con il nome del locale: i clienti lo avrebbero compreso e accettato? Quando ho parlato con Angelo Napoli (che è stato il mio formatore ed è ancora il mio tutor), installato la macchina e compreso ciò che potevo ottenere, è svanito ogni dubbio. In un primo tempo avevo pensato di tostare a locale chiuso, ma la raccomandazione è stato di fare questa trasformazione tanto importante e spettacolare quando la clientela è nel locale: richiama l’attenzione, stupisce, fa scaturire tante domande e invita a gustare con più attenzione il caffè». Le prove si susseguono: trovare la quadra di ciò che si desidera ottenere in tazza  non è semplice, ma alla fine sono state messe a punto alcune miscele, tenendo conto prima di tutto dei gusti della clientela, che preferisce espressi con un buon corpo e una lunga persistenza. Così il blend che porta il nome del locale, sempre presente in offerta, è composto da 70 arabica (caffè provenienti da Nicaragua, Brasile, Etiopia, India) e 30% robusta (India Plantation A, India Plantation B, Costa d'Avorio, Indonesia) con tostatura tonaca di frate, bilanciato e persistente. Si alternano in un secondo macinacaffè altre quattro miscele classiche e tre gourmet, con origini più ricercate. In gamma è entrato anche uno specialty, che varia periodicamente, lavorato con una tostatura più chiara (city) rispetto alle miscele, per chi cerca maggiore ricchezza aromatica e la nota acida che non emerge con tostature più scure.

Come reagisce il cliente davanti a un’offerta così ricca? «Pochissimi conoscono il caffè - riprende Mattia De Vecchi -. Quando entrano nel locale per la prima volta, magari con la moneta in mano, pronti a chiedere semplicemente un espresso, rimangono frastornati. Propongo la miscela e piano piano guido a scoprire altri caffè. Ormai c’è chi arriva e chiede il “suo” caffè, e coglie particolari sfumature di gusto in tazza». L’e-shop ha permesso di vendere tra l’altro caffè per la casa, soprattutto per moka: è stata l’occasione per incontrare i clienti e mostrare loro la propria vicinanza. Da poco al bar Umberto I si possono richiedere anche estrazioni a filtro: «ho scelto di offrirlo per dare un ulteriore segno di professionalità che penso sarà vincente alla riapertura, quando assisteremo a una scrematura dei locali, con una sofferenza di quelli in fascia media» - afferma De Vecchi, al quale facciamo un’ultima domanda: consiglia ad altri operatori la sua esperienza? «È senz’altro un lavoro che dà tantissima soddisfazione, una strada che suggerisco di compiere, ma con criterio - risponde -. Dietro ci devono essere tanto studio, tanto lavoro e una buona organizzazione nel locale. Quando si dà il via alla tostatura, non la si può trascurare: il caffè è un prodotto complesso e delicato, da seguire con attenzione. Tostare nel locale permette di dare un’impronta personale al caffè: il cliente che entra nel locale scettico ed esce sorridendo, è un cliente conquistato». 

Arrivata la nuova limited edition della Legacy Series Jack Daniel’s

Jack Daniel's limited edition Old N 7
Lanciata la nuova limited edition della serie dedicata alle etichette storiche dell’iconico Old N°7

Nuova puntata del viaggio di Jack Daniel’s tra le storiche etichette della bottiglia dell’Old N°7, viaggio che va dall’anno della sua creazione, nel 1866, fino all’iconica nera e bianca, impressasi ormai nell’immaginario collettivo. Nuova puntata, la terza, che significa una nuova limited edition della Legacy Series Jack Daniel’s Old N°7.

L’etichetta di questa edizione è quella creata per il Tennessee whiskey all’inizio del secolo scorso, per la precisione nel 1904. Si caratterizza per la sua grafica, in un elegante mix di blu scuro e grigio. Una scelta fatta per richiamare l’elevata purezza dell’acqua utilizzata per la produzione del whiskey, ovvero l’acqua di Cave Spring Hollow, una sorgente naturale situata a Lynchburg, la stessa cittadina del Tennessee dove sorge la Jack Daniel’s Distillery. Un’acqua che deve la sua purezza al prolungato e naturale filtraggio attraverso le millenarie rocce sedimentarie che la circondano. Rocce calcaree che in più le conferiscono quella ricchezza di minerali che contribuiscono a formare il carattere del whiskey e, soprattutto, che ne eliminano il ferro, che invece lo rovinerebbe.

A impreziosire l’etichetta, poi, la presenza delle spighe, elemento che come tutti quelli presenti nelle storiche etichette ha un preciso significato. In questo caso si tratta di una sottolineatura dell’accurata selezione alla quale la Distilleria sottopone le materie prime, scegliendo da sempre solo quelle di maggiore qualità. In particolare, le spighe rimandano ai tre ingredienti che compongono il mash, ovvero la miscela di cereali, dal quale nasce questo whiskey: mais (80%), orzo (12%) e segale (8% di), tutti provenienti dalle migliori coltivazioni degli Stati Uniti. Ingredienti con i quali e nella stessa formulazione ancora oggi viene prodotto il classico Old N°7.

Dentro la bottiglia con la storica etichetta, all’interno dell’elegante custodia che ne riprende i colori, si trova infatti il tradizionale Tennessee whiskey, dal colore rosso ambrato, dal gusto morbido e rotondo e dall’aroma di vaniglia, frutta matura e leggeri sentori di menta e buccia d’arancia, con il tocco finale dato dalle note speziate e pepate, che accompagnano la caratteristica dolcezza di questo distillato.

Mineral Seltz, l’acqua di seltz minerale in fusti di Maniva

Mineral Seltz Maniva
Prodotta con acqua minerale alpina Maniva sovrasaturata di anidride carbonica, quest'acqua di seltz, in fusti, si caratterizza per l'elevata purezza e brillantezza

Guarda al mondo della miscelazione la novità di Maniva. Il gruppo attivo nel comparto delle acque minerali e delle bevande, sempre a base di acqua minerale, ha infatti appena lanciato Mineral Seltz, un’acqua di seltz minerale in fusti.

Un progetto innovativo, realizzato all’insegna della massima qualità per offrire ai bartender un’acqua di seltz perfetta per la preparazione di cocktail d’autore o per il servizio dei distillati. Mineral Seltz è infatti prodotta con acqua minerale naturale Maniva, un’acqua purissima, dall’ottimo equilibrio minerale e dal pH naturalmente alcalino, che sgorga dal Monte Maniva, al centro delle Alpi Retiche. Acqua che viene poi sovrasaturata di anidride carbonica per dare vita a un’acqua di seltz di alta qualità e purezza, che non va ad alterare le proprietà organolettiche del cocktail, e dall’altrettanto elevata brillantezza.

Qualità, in più, garantite dalla prima all’ultima goccia, grazie all’utilizzo di fusti di ultima generazione che ne mantengono invariate le caratteristiche di purezza e frizzantezza fino alla fine.

I fusti sono di due diverse tipologie, entrambe da 20 litri: il primo è in plastica vuoto a perdere ed è pensato per i locali dal medio/basso consumo di acqua di seltz; il secondo è invece in acciaio a rendere ed è pensato per i locali che hanno alte rotazioni del prodotto. Il fusto in acciaio, antiscivolo e impilabile, inoltre, incorpora anche un tag per la radiofrequenza Rfid, soluzione adottata per facilitare la gestione di magazzino ai distributori, ma soprattutto per garantire la completa tracciabilità di ogni singolo fusto.

A maggior comodità dei gestori, poi, entrambi i fusti sono stati dotati di attacco a baionetta tipo “S” di uso universale, in modo che possano essere facilmente utilizzati negli impianti di erogazione di birre o bevande gassate già presenti in qualsiasi locale. Altro vantaggio è che non necessitano di alcuna manutenzione, in quanto privi del carbonatore e del filtro, azzerando così le perdite di tempo e i costi legati a tale attività.

Scegli il cloud che fa per te: le soluzioni Vodafone Business

cloud
Foto di Mohamed Hassan da Pixabay

Vodafone Business

 

 

Tutte le imprese italiane, dalle più piccole a quelle più strutturate, hanno fatto i conti con l’improvvisa esigenza di trasformare digitalmente il proprio modello di business.

Uno dei temi più significativi da affrontare è il ruolo del cloud computing (leggi anche: "Il cloud: i perché di una scelta vincente"). È ormai chiaro, infatti, il ruolo cruciale delle infrastrutture digitali nel futuro (e nel presente) dell’economia nazionale.

Vodafone Business, forte di un know-how tecnologico e delle migliori connettività fisse e mobili al servizio del mondo delle piccole e medie aziende, si pone come partner chiave per affiancare gli imprenditori in questo movimento di transizione digitale.

Grazie ai suoi data center italiani, Vodafone Business offre performance ai massimi livelli e al tempo stesso rassicura sulla permanenza dei dati all’interno dei confini italiani.

Your Cloud, il server personale virtuale

Uno dei servizi chiave che Vodafone Business offre alle piccole e medie imprese italiane è Your Cloud: è un prodotto di Virtual Private Cloud pensato appositamente per le realtà di piccole dimensioni, che dà la possibilità di acquistare un server virtuale secondo le proprie esigenze, backup virtuale oppure on premise e supporto dedicato premium. Your Cloud consente di vedere tutti i server virtuali e ambiente backup acquistati con un semplice pannello di controllo.

Vodafone Business offre ampia scalabilità, che consente ai clienti di far crescere la piattaforma all’aumentare delle proprie esigenze. Al tempo stesso è possibile definire in totale autonomia le politiche di backup dei propri sistemi, in termini di frequenza e conservazione dei dati.

L’offerta commerciale messa a disposizione da Vodafone Business è flessibile. La soluzione è configurabile a partire dal sistema operativo dove si ha la possibilità di scegliere Windows piuttosto che Linux. A seguire si procede con la scelta delle taglie (S, M o L) andando a selezionare la quantità di vCPU, Ram e storage, e quindi il pacchetto, che rispecchia le proprie necessità in termini di potenza di calcolo, memoria operativa e capacità di immagazzinamento dati.

Al pacchetto scelto, è consentito un notevole livello di personalizzazioni: vCPU aggiuntive, più Ram e storage, licenze terminal server e supporto premium.

Il backup non è più un problema

Funzionalità di backup specifiche sono disponibili attraverso i servizi di backup opzionali di Your Cloud, che permettono di scegliere come impostare il backup e la conservazione dei dati, oltre che a procedere autonomamente alle operazioni di recupero dei dati.

Non solo: Vodafone Business ha pensato anche al disaster recovery con la soluzione Vodafone Your Cloud. In caso di un importante disservizio dell’infrastruttura virtuale, vengono messe a disposizione le risorse in un Data Center Vodafone per il ripristino da restore dei propri server.

Vodafone Your Cloud BaaS VM è invece la soluzione di backup e recovery dei server semplice ed affidabile per le Virtual Machine Your Cloud; per un backup e recovery dei server altrettanto efficace esiste invece Vodafone Your Cloud BaaS OP: il cliente deve solo scegliere la quantità di spazio di cui ha bisogno. Potrà quindi fare il backup dei server fisici, virtuali o in cloud e gestire tutto da un unico pannello di controllo.

E per i clienti che chiedono al cloud una funzione più semplice ma non per questo meno importante, e cioè di salvaguardare i propri dati? Vodafone Business ha pensato anche a questa esigenza e ha creato Your Backup.

Anche in questo caso i dati risiedono in Italia, nei Data Center Vodafone. Questo garantisce più controllo, sicurezza, trasparenza e maggiore performance di rete.
Vodafone Your Backup permette di fare il backup dischi di rete, dispositivi rimovibili e perfino dell’intero disco fisso del computer. Inoltre, è possibile anche sincronizzare i propri dispositivi fissi e mobili. Grazie alla funzione Time Machine è possibile navigare indietro nel tempo fino al primo backup e controllare le versioni dei dati, ripristinando quella di cui si ha bisogno.

L'attenzione alla privacy

La privacy trova ampia attenzione da parte di Vodafone Business: in Your Backup possono essere creati gruppi e sottogruppi, gestiti centralmente da un utente admin che non ha accesso ai dati degli utenti, ma può gestire le policy; è anche prevista una autenticazione indipendente e robusta con OTP virtuale.

La soluzione Your Backup parte con la possibilità di acquistare 1 TB di spazio e l’abilitazione di 20 utenze. Ogni TB aggiuntivo abilita ulteriormente 20 utenti.
Una dotazione completa e a prova di futuro, scalabile e affidabile per i dati aziendali.


Frutta surgelata in purea, la nuova linea premium di Valrhona

adamance pack

Novità in casa Valrhona Selection: da maggio sarà disponibile per i professionisti della pasticceria, della gelateria e della ristorazione una nuova linea premium di puree di frutta surgelata. Si chiama Adamance e include prodotti che si distinguono per l’assenza di zuccheri aggiunti e additivi. 

Servizio al professionista e produzione etica

Con questo marchio viene proposta una gamma di frutta in purea surgelata che mutua lo stesso percorso fatto con il cioccolato dall'azienda francese. Ciascuna delle referenze risponde ai seguenti principi: 100% di frutta, solida trasparenza della filiera, produzione rispettosa della terra e degli uomini che la lavorano e alta componente di servizio. La materia prima arriva, infatti, da produttori che sono stati selezionati oltre che per la qualità della frutta, per il loro approccio agro-ecologico. Ogni purea è il risultato finale di un percorso che partendo dalle coltivazioni di specifiche varietà di frutta, praticate con agricoltura sostenibile in determinate aree geografiche vocate a quella coltivazione, prosegue attraverso la raccolta della frutta solo nel pieno della sua maturazione. La frutta viene trasformata secondo un processo tecnologico rapido, a bassa temperatura e in assenza di ossigeno. Lanciato anche il sito adamance.it che fornisce ai professionisti utili spunti per reinventare l’uso della frutta in pasticceria attraverso ricette inedite e consigli.

La gamma: dal limone alla pera, fino al frutto della passione

Queste le undici referenze che compongono la gamma di puree di frutta surgelata Adamance: limone femminello, fragola Charlotte e Magnum, fragola Mara des Bois, lamponi Meeker, ribes nero Blackdown e Andorine, pera Williams verde, pesca bianca Montrouge e Patty, albicocca Flavor cot e Lido, mango Kesar e Alphonso, frutto della passione e cocco. Sono tutte disponibili in vaschette di formato 1 kg e secchi da 5 kg.

Gran Lievitato Golden Heritage, la colomba che nasce da un drink

Gran Lievitato Golden Heritage Belvedere
Creata dal mixologist Lucio D'Orsi del Dry Martini Sorrento e dallo chef Mario Affinita del Don Geppi Restaurant, con Belvedere Vodka, la colomba è fatta con gli ingredienti del drink Golden Heritage e del distillato di malto di segale Heritage 176

I bartender sono particolarmente abili a fare di qualsiasi occasione una fonte di ispirazione per la creazione di originali cocktail: dai viaggi alla trama di un film, dai quadri ai racconti, non c’è praticamente limite alla loro creatività. Anche i piatti della cucina tradizionale possono diventare elaborati drink. Per quanto riguarda quest’ultimo caso, però, c’è anche chi compie il percorso inverso, ovvero trasforma un cocktail in una golosità da mordere. È quanto hanno fatto Lucio D’Orsi, mixologist e bar manager del Dry Martini Sorrento by Javier de las Muelas, il cocktail bar del Majestic Palace di Sorrento, e Mario Affinita, chef del Don Geppi Restaurant, il ristorante stellato dello stesso luxury hotel, in collaborazione con Belvedere Vodka, trasformando un cocktail, il Golden Heritage, in una crema spalmabile e addirittura in un tipico dolce pasquale: la colomba. È nato così Gran Lievitato Golden Heritage, ultima novità del mondo Belvedere. Novità che insieme al drink (in bottiglia da 200 ml) compone l’esclusiva box pasquale del Dry Martini Sorrento, acquistabile su dryaway.it, il sito di ecommerce del locale.

Punto di partenza del progetto è il Golden Heritage realizzato da D’Orsi in collaborazione con Belvedere, cocktail di punta di Dryaway Cocktail Collection, la collezione di ready to drink del cocktail bar. Un cocktail a base di Heritage 176, altra novità della casa polacca (leggi per approfondire su questo prodotto Belvedere lancia Heritage 176, distillato di malto di segale), realizzata con un blend di Belvedere Vodka Pure unito a un distillato di malto di segale. Una distillato superpremium, che nel Golden Heritage viene miscelato con ingredienti dai sapori dolci e speziati: vermouth bianco francese, liquore all’arancia, liquore al cioccolato, succo di limone e arancia e i Droplets Hot Chili Pepper, i bitters analcolici creati da Javier de las Muelas, e polvere d’oro alimentare a regalare un tocco di magia al drink.

Golden Heritage diventa una crema spalmabile

Il drink è stato trasformato dapprima in una crema spalmabile dal suo stesso autore. «Sono sempre stato goloso della crema spalmabile. Da amante dei cocktail e del buon bere, ho pensato di creare qualcosa che potesse racchiudere queste mie passioni, qualcosa che potesse anche farci tornare bambini – spiega D’Orsi a bargiornale.it -. Ritengo da sempre che le esperienze gastronomiche possano trasformarsi in qualcosa di unico, in ricordi generati spesso da quei sentimenti che amiamo alimentare nei nostri clienti: meraviglia e stupore. Spesso per fare questo ci serviamo delle tecnologie e delle tecniche più avanzate che ci permettono di modificare le consistenze, di giocare con esse e trasformare gli ingredienti modificandone la forma ma non la sostanza».

La crema, che a breve sarà disponibile sempre sull’e-commerce del locale, è preparata con gli ingredienti del drink e senza utilizzo di latte, panna e uova, grazie a un processo di texturizzazione del cocktail realizzato con Heritage 176. Soddisfatto del risultato, il mixologist ha deciso di spingersi oltre, coinvolgendo anche lo chef Affinita, per realizzare un dolce per la Pasqua.

... e poi una colomba artigianale

«Il mio sodalizio con Mario dura da anni, sia al Don Geppi sia al Dry Martini Sorrento prosegue D’Orsi, dove ci divertiamo da sempre a creare nuovi abbinamenti e nuove combinazioni – prosegue D’Orsi -. Per realizzare il Gran Lievitato Golden Heritage siamo partiti immaginando gli ingredienti che compongono sia il cocktail sia il nuovo distillato di Belvedere, ma pensandoli allo stato solido. Da qui l’idea di utilizzare, insieme a un blend di farine, tra le quali quella di segale maltata e tostata, ingrediente che caratterizza Heritage 176, tutti e dieci gli ingredienti del drink Golden Heritage».

Preparato artigianalmente, Gran Lievitato Golden Heritage è infatti una colomba che nasce da un impasto fatto con farina di grano tenero e farina di segale maltata, burro francese, uova bio e lievito madre. All’interno si trovano scorze candite di arancia e limoni di Sorrento bio, cioccolata bianca, miele, baccelli di vaniglia del Madagascar, distillato analcolico di peperoncino e una farcitura composta dalla versione in crema spalmabile del Golden Heritage.

Oltre alla segale maltata, la grande fragranza della colomba è assicurata da una lunga lievitazione suddivisa in due fasi, della durata totale di 24 ore, che dona anche leggerezza all’impasto. La colomba è completata da una glassa dorata che la impreziosisce, esplicito richiamo al colore del drink, simbolo di luce, festa, forza, movimento e calore.

Con illy il caffè si fa etico

chicchi di caffè da tostare per il Blend 100% Arabica illy

L’impegno di illycaffè a fianco dei produttori nell’adozione di pratiche corrette in vista del target della carbon neutrality.

La Carbon Neutrality è l’obiettivo che illycaffè si è impegnata a raggiungere entro il 2033, l’anno del suo centenario: un passaggio fondamentale per l’azienda e il suo impegno nella lotta contro il cambiamento climatico. «La sostenibilità per illycaffè non è una scelta recente, ma accompagna la sua storia da sempre, fa parte del suo Dna - afferma Roberto Morelli, Chief Marketing Officer -. Ha preso il via in anni lontani, quando Ernesto Illy per primo ebbe la visione di un approccio nuovo con i coltivatori, andando oltre il caffè inteso come commodity, per creare con loro un rapporto diretto, una collaborazione e riconoscendo il giusto prezzo d’acquisto. Da allora, viene infatti riconosciuto un premium price a fronte dell’alta qualità del prodotto, che può essere superiore al prezzo di mercato di circa il 30%. Alla sostenibilità sociale ed economica si aggiunge quella ambientale, con pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente. Questo percorso che prosegue da anni ha portato lo scorso anno a cambiare lo statuto della società, che da Spa è diventata Benefit: le imprese che la scelgono perseguono finalità di benefici comuni come il benessere delle persone e la sostenibilità ambientale. Per noi è un obiettivo raggiunto molto importante».
L’impegno prosegue e si allarga all’operatore e al consumatore finale con #Onemakesthedifference: un manifesto di sostenibilità che prevede lo sviluppo di prodotti in grado di offrire una risposta ai bisogni dei consumatori con minore utilizzo di risorse materiali ed energetiche, dunque con un impatto ambientale contenuto. Il programma ha preso il via con i bicchieri take away monouso e riciclabili che lo scorso anno hanno ricevuto l’European Carton Excellence Award e che consentiranno una riduzione dell’uso di plastica pari a più di 175 tonnellate l’anno.
A questi è seguita la macchina da caffè X1 Anniversary E.S.E. & Ground che unisce due sistemi di preparazione, le cialde in carta Ese, che lo scorso anno hanno ottenuto la definizione ufficiale di compostabile, e il caffè macinato, per ridurre al minimo l’impatto ambientale. È inoltre dotata della tecnologia fast heating che permette alla macchina di erogare in qualsiasi momento caffè, vapore e acqua calda senza necessitare dei tempi di attesa legati al raggiungimento della corretta temperatura ed entrando automaticamente in stand by dopo ogni erogazione.

«Quello che ci attende è un cammino lungo e complesso. Invitiamo tutti gli attori della lunga filiera del caffè, compresi il barista e il consumatore finale, a unirsi ad esso - conclude Roberto Morelli -. La somma di tanti piccoli comportamenti virtuosi quotidiani genera nel tempo un risultato che può essere di grande valore». *

Intervista a Roberto Morelli, Chief Marketing Officer illy

Il rispetto dei principi di etica ambientale è un obiettivo irrinunciabile per un’azienda?
Lo è per illy e auspichiamo si diffonda sempre più tra i torrefattori e non solo. L’attenzione all’ambiente è presente da sempre nella nostra cultura di business, nel nostro Dna. Anche gli operatori e i loro clienti si mostrano sensibili alla salute del pianeta e chiedono prodotti in grado di salvaguardarla lungo tutta la filiera, sino ad arrivare al bicchiere in materiale riciclabile. Fino a 5-10 anni fa non era così frequente sentirsi fare domande sulla composizione e lo smaltimento di un bicchiere monouso o sul risparmio energetico di una macchina espresso, legato non tanto a una questione di costi, ma di gestione oculata delle risorse. È un cammino virtuoso che stiamo facendo insieme.

Con quale percorso volete raggiungere la Carbon Neutrality?
Da tempo ci siamo dati l’obiettivo di raggiungere la piena neutralità climatica nel 2033, anno del centenario di illycaffè. Si tratta di un cammino complesso e positivamente visionario: le ricerche che stiamo conducendo evidenziano che, all’interno della filiera del caffè, l’ultimo miglio (il percorso dalla tostatura al servizio di un caffè) incide poco più del 36%. Il rimanente 64% è legato all’attività di coltivazione, all’utilizzo dei macchinari, al sistema delle acque, ai trasporti. Vogliamo farci carico di tutta la filiera. Così stiamo lavorando con i produttori per migliorare le pratiche agronomiche: il nostro presidente Andrea Illy ha lavorato più di un anno allo studio della Virtuosus Agriculture, un progetto trasformativo delle pratiche agronomiche con importanti ricadute non solo nell’ambito del caffè, e con un approccio innovativo che può essere di grande beneficio per il settore agricolo in generale.

Come avete gestito l’emergenza Covid?
La nostra scelta è stata di essere vicini al cliente al fine di cogliere le sue difficoltà e dargli un aiuto. Abbiamo organizzato numerosi webinar che hanno analizzato la particolare situazione e suggerito strumenti per comprenderla e affrontarla. Ad esempio, si è parlato di norme sanitarie, di come portare il più possibile il bar al di fuori del locale per adeguare il più possibile l’attività alla “nuova normalità”. È un affiancamento che prosegue ancora oggi e che guarda al futuro con fiducia.

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