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Verso la tappa di Lecce di Baritalia insieme con Tokinoka Japan Blended Whisky by Compagnia dei Caraibi

TOKINOKA Japan Blended Whisky
Con la presentazione di Tokinoka Japan Blended Whisky, importato e distribuito da Compagnia dei Caraibi, pubblichiamo la quarta scheda sui prodotti sponsor della tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che devono essere utilizzati dai partecipanti nelle loro ricette. Tema di quest'anno è la Sostenibilità, la capacità di ridurre l'impatto ambientale, riducendo sprechi e valorizzando i prodotti del territorio.

La miscelazione con il whisky è sempre stata rappresentata da grandi classici come Old Fashioned, Manhattan, Whisky Sour, Rob Roy, Irish Coffee. Ma attenzione, il mondo dei distillati di malto d'orzo o di altri cereali (dai Scotch Whisky agli Irish whiskey e ai Bourbon American Whiskey) è decisamente variegato per luoghi di produzione, ingredienti, gusti e invecchiamenti, così da realizzare cocktail molto diversi tra loro.

In Giappone la tradizione del whisky è molto più recente rispetto ad altri Paesi visto che si è diffusa nel Sol Levante soprattutto dopo la Prima Guerra Mondiale e, anche se ha preso a modello la distillazione scozzese, si differenzia per la ricerca di morbidezza ed eleganza. Facilmente abbinabili ai piatti a base di riso, pesce e carne, i Japan Whisky vengono spesso serviti a pranzo o cena miscelati con acqua tonica (Mizuwari: 3 cl Whisky, ghiaccio e top tonica). Ma non solo.

Importato e distribuito da Compagnia dei Caraibi, Tokinoka è un Japan Blended Whisky particolarmente morbido con note di albicocca e frutta secca, con un finale lungo di miele e spezie (40% alc), il cui nome significa "Profumo del tempo". Viene prodotto dalla moderna White Oak Distillery (proprietà della Eigashima Shuzo Distillery) di Akashi (prefettura di Hyogo, nel centro del Paese, vicino Osaka) dal 1984, anche se le origini della distilleria risalgono al 1.888 (prima licenza per distillazione in Giappone). Curata dal master blender Akito Ueda, la produzione avviene in doppia distillazione ed è limitata a circa 30mila litri all'anno.
Tokinoka Blkended Whisky è confezionato in bottiglie di vetro chiaro da 50 cl con tappo a vite. Classificato Blended, si caratterizza per un'alta percentuale (75%) di single malt.

L'abbinamento con i té giapponesi è il miglior suggerimento di miscelazione.

Genmaicha: il whisky lattico dolce Tokinoka si sposa bene con le note cerealicole e vegetali del tè Genmaicha. Infusione: 3 minuti a 80 °C.
Gyokuro di qualità o kabuse primaverile di qualità: un buon abbinamento con le note lattiche  e burrose che si trovano spesso nei Gyokuro e nei kabuse primaverili di buona qualità (evitare la parte bassa della gamma, che sono molto meno interessanti). Infusione: 1 minuto a 60-65 °C.

Oltre a Japan Whisky Tokinoka, gli altri prodotti Compagnia dei Caraibi a disposizione sono East Imperial Superior Soda Water, Seventeen Ginger Beer e Amaro Lucano Anniversario.

Compagnia dei Caraibi ha partecipato come sponsor anche alla passata edizione di Baritalia by Bargiornale 2021, con il successo del primo classificato Marco Manca, seguito dagli altri finalisti del team Compagnia dei Caraibi: Angelo D'Arrigo, Jonathan Bergamasco, Elena Rossi, Federico Graziani, Paola Zaminga, coach Filippo Sisti.

 

Toma
di Marco Manca - Miscellaneous Cocktail Bar, Iglesias (Su)
Ingredienti
45 ml Whitley Neill Gin
45 ml Cordiale alle erbe Maria Luisa di Liquoreria Collu
20 ml acqua di pomodoro home made
Preparazione
Stir & strain in coppa ghiacciata.

I whiskey e i gin di Glendalough nel catalogo di Coca-Cola Hbc Italia

Glendalough Distillery_Coca-Cola Hbc Italia
Gamma Irish Whiskey Glendalough Distillery by Coca-Cola Hbc Italia
Cinque whiskey e due gin, tutti artigianali e superpremium, della premiata distilleria irlandese arricchiscono il catalogo di spirit di alta gamma di Coca-Cola Hbc Italia

Sempre più ricco il portafoglio spirit di Coca-Cola Hbc Italia (leggi Per Coca-Cola Hbc Italia un portfolio spirits ancora più ampio). L’azienda, dopo aver superato le 50 referenze in poco più di due anni, amplia ulteriormente il suo catalogo di prodotti distribuiti in esclusiva nel nostro Paese, con 7 new entry: 5 whishey e 2 gin artigianali e superpremium della distilleria irlandese Glendalough Distillery.

L’accordo, già operativo da questo mese, siglato con Mark Anthony Brands International, gruppo irlandese del beverage proprietario della distilleria, estende la partnership tra quest’ultimo e il gruppo Coca-Cola Hbc già attiva in altri Paesi, rafforzando ulteriormente la proposta dell’azienda italiana nei prodotti di alta gamma.

Fondata nel 2011, Glendalough Distillery si è posta subito all’attenzione internazionale per l’alta qualità e il carattere innovativo dei suoi spirit artigianali, che produce sulle montagne di Wicklow, in Irlanda. A testimoniarlo, i prestigiosi premi ottenuti dai suoi prodotti, come la Double Gold conquistati di recente al Double Barrel Whisky e al Wild Botanical Gin alla San Francisco World Spirits Competition, ai quali si aggiunge il titolo di Irish Gin Distillery dell'anno assegnatole dalla New York International Spirits Competition. Inoltre, alla ricerca della qualità la distilleria abbina anche una forte attenzione alla sostenibilità, tanto da meritarsi anche il titolo di Sustainable Distillery of the Year del Whisky Magazine.

I cinque irish whiskey

Per quanto riguarda i whiskey, le nuove entrate nel catalogo di Coca-Cola Hbc Italia sono: Glendalough Pot Still, Glendalough Double Barrel, Glendalough Single Cask, Glendalough 17-Year-Old Single Malt e Glendalough 25-Year-Old Single Malt.

Il primo rappresenta l’espressione più caratteristica del whiskey irlandese, i pot still, tipologia prodotta solo in Irlanda, che si ottiene utilizzando come materia prima malto d’orzo mischiato a orzo non maltato e con tripla distillazione continua. Il distillato viene affinato per un anno in una botte nuova di quercia irlandese che gli regala delicate note di vaniglia che vanno a completare e a bilanciare le tipiche note speziate di questa tipologia di prodotto.

Glendalough Double Barrel è invece un single grain (fatto solo con mais) invecchiato per tre anni in botti ex-bourbon che termina l’affinamento per 6 mesi in botti che hanno contenuto Sherry Oloroso. Di colore giallo dorato pallido, presenta al naso note di frutta rossa, citronella, fichi, uva passa e noce moscata, mentre al palato note di burro, miele, pepe, ciliegia e maraschino, con un finale lungo, con sentori di mandorla e zenzero.

Glendalough Single Cask matura in botte di bourbon di primo riempimento, che gli regala dolci note di vaniglia, miele e caramello, e successivamente viene trasferito in una botte di rovere francese ex Calvados XO, che aggiungono note di spezie legnose e di frutta che danno al prodotto il suo carattere complesso.

Un distillato di grande complessità è anche Glendalough 17-Year-Old Single Malt, che viene fatto invecchiare prima in botti ex bourbon per ben 15 anni, che gli conferiscono vibranti note di agrumi, miele e vaniglia, e quindi per due anni nelle rari botti di Mizunara giapponese, che gli donano viscosità e una caratteristica sensazione cremosa al palato.

Infine, Glendalough 25-Year-Old Single Malt, un whisky prodotto in edizione limitata che viene sottoposto a 25 anni di invecchiamento in tre differenti legni, tra i quali la quercia irlandese che ne fanno il primo single malt irlandese a maturare in tale botte. Inizialmente il distillato riposa in botte di rovere ex-Bourbon fortemente carbonizzate, quindi in una botte di Sherry Oloroso, per concludere con una botte di rovere irlandese vergine. Un processo che conferisce al prodotto un carattere morbido, rotondo e vivace e una ricchezza di sensazioni al palato, dove note di frutta cotta e uva passa si uniscono nel finale a note speziate e con sentori di tabacco.

I gin

Per quanto riguarda i gin si tratta invece di Glendalough Rose Gin e Glendalough Wild Botanical Gin. Quest’ultimo è un distilled gin preparato con le botaniche che crescono selvatiche nelle montagne nei presi della distilleria. Botaniche segrete che vengono raccolte a mano e quindi messe in infusione per una notte intera in spirito neutro per poi procedere, il giorno successivo, con la distillazione in alambicco di rame Holnstein. Ricco al naso e al palato, presenta decise note di ginepro, accompagnate da sentori di agrumi, note floreali, fruttate e speziate.

Glendalough Rose Gin è un distillato che non colpisce solo per il so colore rosa, ma anche per il suo carattere floreale e fragrante, complesso e ricco. Anche in questo caso, la ricetta segreta prevede botaniche raccolte nei dintorni della distilleria alle quali si aggiungono i petali di rosa. Dopo la distillazione, il gin viene ulteriormente infuso con un quantitativo maggiore di rose per dargli la sua caratteristica tonalità e dare prodondità ai sapori.

Da Alpro un poker di alternative al latte 100% vegetali

Alpro
Alpro - Barista for professionals è una linea composta da 4 alternative al latte vaccino: soia, mandorla, cocco e la novità avena senza glutine

Alpro nasce nel 1980 in Belgio da un’intui­zione all’avanguardia nel settore: dare il via a una linea di bevande 100% vegetali ideali per le persone e utili al pianeta. Nasce così la ricetta della bevanda alla soia che presto incontra il favore del mercato e porta ad ampliare la produzione in Francia e Inghilterra. Nel 2012 prende il via la diversificazione con prodotti a base di mandorla, nocciola, cocco e avena; nel 2019 nasce la linea Alpro Barista for Professionals: bevande con una formula dalle notevoli performance tecniche studiate dai baristi per i baristi.

Permettono di integrare l’offerta del locale con alternative vegetali al latte vaccino rivolte a clienti sempre più alla ricerca di opzioni salutari, sostenibili e di varietà di gusto. Frattanto nel 2017 entra nel gruppo Danone, mentre nel 2018 riceve la certificazione B-Corporation, un importante riconoscimento a livello mondiale per aziende attente all’ambiente e al sociale, oltre che alle performance economiche.

Judith Gonzales, Country Manager per il Sud Europa spiega a Bargiornale l’impegno per la sostenibilità dei prodotti: «Oltre il 60% della nostra soia cresce in Europa, proviene da realtà locali e non è geneticamente modificata; il resto dal Canada. Trasportiamo tutto in modo sostenibile per garantire che l’emissione di CO2 per kg sia inferiore, rispetto alla classica catena logistica via camion. L’avena e le mandorle crescono in Europa e le noci di cocco provengono dal Sud-Est asiatico».

Osserviamo da vicino la linea Alpro Barista For Professionals, fondamentale per qualsiasi locale in quanto, riprende Judith Gonzales: «I consumatori italiani sono sempre più attenti alla qualità degli ingredienti e della propria alimentazione, soprattutto nel fuori casa. Per questo è importante che i baristi siano pronti con un’offerta che rispecchi queste esigenze».

Soya for Professionals - Soia è certificato Pro-Terra, ha un gusto naturale ed è molto cremoso, ideale per preparare eccellenti cappuccini dalla crema morbida, anche in latte art.

La variante Mandorla può essere utilizzata in bevande calde o fredde, unita al caffè o al cioccolato; crea una schiuma morbida e lucida, ideale per cappuccini, smoothie e frullati.

La variante Cocco contiene il 3,5% di cocco e il 2,9% di soia e garantisce una schiuma consistente e lucida. Perfetta con caffelatte, smoothies e nei frullati.

Infine, Avena Senza Glutine, l’ultimo nato della gamma, nonché la priorità aziendale in questo momento, ha un gusto delicato e produce una crema 100% vegetale e senza zuccheri. Perfetto per l’abbinamento con il caffè e per la preparazione di smoothie e frullati.

Colpo Formidabile per Pallini che si rafforza negli amari

Pallini_Amaro Formidabile
Micaela Pallini, presidente di Pallini, e Armando Bomba, creatore di Amaro Formidabile
Con questa operazione la storica distilleria romana arricchisce la sua offerta di grandi liquori della tradizione italiana con il premiato elisir artigianale creato da Armando Bomba

Da un lato una storica realtà della liquoristica italiana che intende rafforzare la propria offerta nel segmento amari. Dall’altro un brand giovane alla ricerca di nuovi spazi per proseguire il proprio percorso di crescita. È da questa comunione d’intenti che è nata l’operazione che ha portato all’acquisizione da parte di Pallini, storica distilleria di Roma nata nel 1875 (leggi Pallini taglia il traguardo dei 140 anni), di Amaro Formidabile, l’elisir creato dal liquorista, anch’egli romano, Armando Bomba.

Un’operazione strategica per Pallini, che aggiunge ai suoi storici prodotti, pezzi da novanta della tradizione liquoristica italiana, tra i quali il Mistrà, il Limoncello, il Gran Caffè, il pluripremiato amaro di nuova generazione. Ma strategica anche per il marchio Formidabile, che, entrando a far parte del gruppo Pallini, vede aprirsi davanti a sé nuove e importanti possibilità di sviluppo.

«Amaro Formidabile costituisce il perfetto complemento alla storica produzione liquoristica Pallini. Gamma che desideravamo arricchire con un amaro, o attraverso un nostro marchio o con un brand che fosse però in linea con la nostra tradizione, fatta di ricette originali, artigianali, autentiche – spiega Micaela Pallini, presidente dell’azienda -. Caratteristiche tutte presenti in questo amaro dai connotati innovativi, che abbiamo seguito con molto interesse e curiosità fin dalla nascita, tra l’altro a pochi chilometri dalla nostra sede. Per cui quando Bomba voleva trovare uno spazio per far crescere il suo marchio, abbiamo entrambi convenuto che fosse Pallini l’azienda perfetta per far compiere a Formidabile il passo che da solo non riusciva a fargli fare».

Tradizione e modernità

Dallo stile originale, 100% artigianale e naturale, Amaro Formidabile (alc 35% in vol) è frutto di una ricetta esclusiva che prevede la macerazione a freddo di piante aromatiche e officinali, tra le quali china rossa, rabarbaro cinese, rosa moscata, assenzio romano, genziana, scorze di arancia calabrese, noce cola e anice stellato, in purissimo alcool di grano, senza alcun utilizzo di additivi, coloranti, caramello e di aroma sia di sintesi sia naturale. Una ricetta messa a punto dal suo creatore dopo una lunga ricerca, partita dall’esame dei trattati storici della farmacopea internazionale e dei ricettari tecnici e domestici pubblicati dalla fine del Settecento, fino ai più moderni testi di inizio Novecento. Una mole di conoscenze e di spunti rielaborata in modo originale da Bomba, che vi ha unito anche la sua passione per la profumeria artistica, per dare vita a un prodotto che fosse espressione dell’alta tradizione italiana dell’amaro, ma dal profilo contemporaneo.

Qualità pluripremiata

Un profilo di grande complessità, per un approccio sensoriale totale. Dal colore ambrato, e dalla consistenza setosa e avvolgente, Formidabile si caratterizza per la sua ricchezza aromatica e di sapori. Il bouquet è esperidato, leggermente fumoso, con sentori di coccoina e fave di cacao tostate. Mentre in bocca regala un’evoluzioni di sensazioni: iniziano con una nota aromatica di agrumi e leggermente anisata, accompagnata da un cuore speziato di garofano e coriandolo, erbaceo di artemisia e caldo di rosa damascena su un fondo tostato e legnoso, che evoca l’alta concentrazione delle botaniche, per concludersi con un finale lungo e profondo, dalle note incensate e amaricanti, con sentori persistenti di caramella al rabarbaro.

Una ricchezza di note tra loro in perfetta armonia, tra le quali pare di riconoscere anche quelle di liquirizia, mandorla amara e caffè, ingredienti però del tutto assenti, che hanno meritato ad Amaro Formidabile diversi prestigiosi premi internazionali, tra i quali la Gran Medaglia d’Oro allo Spirit Selection de Concours Mondial de Bruxellesnel 2018 e la Medaglia d'Oro all’International Spirit Challengenel 2019 (leggi Storico oro per Amaro Formidabile all’International Spirits Challenge).

Un 'occhio anche all'estero

«Un prodotto di alta qualità, il primo degli amari di nuova generazione che hanno vivacizzato questo mercato negli ultimi anni ottenendo immediato riscontro sia presso i professionisti del fuoricasa sia presso consumatori, e che ha ancora enormi potenziali di crescita», spiega Pallini. L’azienda, che segue anche la distribuzione, punta a sviluppare questo potenziale anche oltre i confini della Penisola. «Per quanto riguarda l’Italia, proseguiamo con la strategia di distribuzione focalizzata su cocktail bar, mondo della ristorazione ed enoteche – spiega la presidente -. Ma per Pallini, che esporta l’80% dei suoi prodotti, guardare all’estero è un passaggio naturale, considerando anche che sono sempre più i consumatori di questi Paesi che hanno iniziato a scoprire e ad apprezzare gli amari italiani. Su questi mercati Formidabile, inoltre, può contare su una potente leva come il nostro Limoncello, il secondo per volumi venduti al mondo, ma aprirsi anche nuovi mercati, come quelli asiatici e dell’Est Europa, dove il gusto amaro è molto amato».

Fedeltà alla ricetta

L’azienda romana ha cominciato a produrre Formidabile nei suoi stabilimenti, nel pieno rispetto della ricetta del suo creatore. «I liquori Pallini vengono tutti prodotti seguendo le ricette originarie, molte delle quali molto antiche, alle quali siamo sempre rimasti rigidamente fedeli, perché ciò rappresenta un valore fondamentale per un’azienda di famiglia – spiega la numero uno dell’azienda -. Anche per Formidabile adottiamo la stessa filosofia, seguendo esattamente la ricetta messa a punto da Bomba, che prevede un processo laborioso e delicato, con l’utilizzo di molte botaniche e dove tutte le fasi vengono fatte a mano, compreso l’imbottigliamento. Manteniamo anche gli stessi fornitori. Quindi non avremo grandi numeri: una produzione su piccoli lotti, per cui venderemo su prenotazione, con la prima che sarà disponibile tra fine marzo e la metà di aprile, per un massimo in questo caso di circa 1600 bottiglie».

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Verso la tappa di Lecce di Baritalia insieme con Cointreau by Molinari

Cocktail a base di Cointreau
Con la presentazione di Cointreau distribuito da Molinari pubblichiamo la terza scheda sui prodotti sponsor della tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che devono essere utilizzati dai partecipanti nelle loro ricette. Tema di quest'anno è la Sostenibilità, la capacità di ridurre l'impatto ambientale, riducendo sprechi e valorizzando i prodotti del territorio.

Con oltre 15 milioni di bottiglie vendute in tutto il mondo, Cointreau è il distillato triple sec protagonista del mercato. Prodotto dalla multinazionale francese Rémy-Cointreau e distribuito in Italia da Molinari dal 2018, viene ricavato dal 1885 dalla tripla distillazione di un infuso in alcol per 24h di scorze di arance amare e dolci, con  un tenore alcolico finale di 40% alc.
L'inconfondibile bottiglia quadrata in vetro bruno da 70 cl è realizzata con l'80% di vetro riciclato.

Sono centinaia le ricette di cocktail in giro per il mondo (comprese ricette Iba) realizzate con Cointreau grazie alla sua facilità di "sposarsi" con altri spirit e bevande alla frutta, aggiungendo un fresco tono agrumato. Tanto che è stato possibile realizzare una Ruota Cointreau dei 40 Aromi.
Tra le tante ricette storiche come White Lady 1919, Sidecar 1922 e Cosmopolitan Iba 1988, citiamo
Margarita Molinari, twist del celebre cocktail sour messicano
Ingredienti
1 cl Molinari Extra
1,5 cl Cointreau
4,5 cl Tequila Blanco
Preparazione
Ghiacciare una coppa sombrero con metà del bordo guarnito con una crusta di sale, mescolare gli ingredienti nello shaker con ghiaccio a cubetti e agitare per 20", versare nella coppa filtrando con colino, spritz di scorza di lime, guarnire con una rondella di lime disidratato e anice stellato.

 

Gli altri prodotti distribuiti da Molinari a disposizione dei concorrenti sono Molinari Extra, Gin The Botanist e Whisky Bruichladdich The Classic Laddie.

Molinari ha partecipato come sponsor anche alla passata edizione di Baritalia by Bargiornale. Con il prodotto Cointreau distribuito da Molinari, Gian Maria Ciardulli si è classificato al primo posto per il team Molinari, insieme con Davide Barbieri, Simone Berlino, Chiara Brunamonti, Biagio Gennaro e Simone Obino.

 

Paloma Ocho
di Gian Maria Ciardulli - Donna di Cuori, Cecina (Livorno)
Ingredienti
50 cl Tequila 8 Ocho Blanco
15 ml succo di lime
15 ml sciroppo di miele lattofermentato home made al peperoncino e pere
20 ml Cointreau
15 ml sherry mix home made
top Yuzu Tonic Water Royal Bliss
Preparazione
Shake & strain in bicchiere highball bordato di crusta di sale al vino rosso, su cubetti di ghiaccio, guarnire con scorza di limone.

 

Simonelli Group due ottimi piazzamenti

Simonelli Group
Il Gruppo di Belforte del Chienti (MC) tra i finalisti dell’Industrial Excellence Award e del Best Performance Award 2021

 

Simonelli Group inizia bene il 2022, con il raggiungimento di due importanti riconoscimenti per il gruppo che non ha mai smesso di investire nell’innovazione tecnologica, con un occhio sempre rivolto all’ambiente. Il primo obiettivo è l’Industrial Excellence Award Italia 2021: la SDA Bocconi School of Management, partner accademico di questa iniziativa sin dal 2016, ha selezionato il gruppo per la sua capacità di rispecchiare il comparto dell’imprenditoria made in Italy, riconoscendone l’eccellenza nel settore industriale e dei servizi.

Simonelli Group si è fatta strada arrivando sino alla finale dell’edizione europea, gareggiando con gli altri 4 grandi player, Henkel, Nobilia e TMG Automotive. La premiazione è stata l’occasione per condividere gli sviluppi messi in pratica in questi anni come la digitalizzazione della value chain, la creazione di un processo produttivo customer oriented e flessibile. Dimostrando la pronta reazione del gruppo al periodo pandemico con la proposta di soluzioni volte ad una migliore efficienza energetica e in termini di emissioni di CO2. A ciò si sono aggiunti i programmi di studio della sua Accademia.

Le dichiarazioni del professor Alberto Grando, SDA professore di produzione e tecnologia, Università L. Bocconi e co-direttore accademico dell’award per l’Italia, raccontano come il Gruppo sia «Un punto di riferimento per quanto riguarda ricerca e innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e design. La gestione efficiente ed efficace dei processi e l’investimento nelle persone e un’attenta organizzazione hanno favorito una importante crescita dei ricavi (da 19 milioni di euro nel 2009 a 115 milioni di euro nel 2021). I valori di redditività e fidelizzazione dei clienti sono stati notevoli anche ora in tempi di pandemia Covid».

Fabio Ceccarani, ceo Simonelli Group, ha espresso la soddisfazione di essersi posizionati sullo stesso livello di competitor così forti sul mercato: «Confrontarsi con grandi aziende multinazionali è di grande stimolo e ci fornisce utili spunti per migliorare sotto diversi punti di vista. Siamo orgogliosi di aver vinto il premio italiano ed essere risultati tra i quattro finalisti europei insieme a grandi player della chimica, arredamento e dell’automotive. Un importante riconoscimento per il lavoro e i risultati finora ottenuti dall’intero team».

A febbraio il gruppo si è distinto una seconda volta, rientrando tra i cinque finalisti italiani del Best Performance Award 2021. Un altro premio conferito dalla SDA Bocconi School of Management che vuole valorizzare le imprese italiane che spiccano per la loro capacità di porsi come catalizzatori economici, promotori di innovazione tecnologica e attenti al tema della sostenibilità ambientale e sociale.

Un successo che Fabio Ceccarani ha così commentato: «Essere tra i finalisti di questo premio ci conferma nuovamente quanto è importante per un’azienda essere organizzata per innovare in modo sostenibile e con focus sulla relazione con tutti gli stakeholder. L’esperienza Simonelli Group nell’industria del caffè, si basa fondamentalmente su tre pillars che riguardano il prodotto, con un’offerta di soluzioni innovative in grado di migliorare l’esperienza in tazza dei propri clienti in modo sostenibile; le piattaforme, attraverso l’utilizzo di macchine connesse e tecnologie digitali per superare confini geografici e per migliorare il servizio e la conoscenza sul caffè; e, infine, la prossimità, ovvero il coinvolgimento dei partner nei processi di innovazione in grado di generare maggiore valore e aprire a nuovi insight».

Un modello operativo che ha permesso all’azienda di crescere negli ultimi 10 anni molto rapidamente. Riprende Ceccarani: «Nel 2020, come molte aziende, abbiamo registrato una contrazione del nostro fatturato, ma proprio nel pieno della pandemia abbiamo deciso di aumentare gli investimenti al fine di accelerare i nostri piani digital. I dati del 2021 confermano la forza e la resilienza del nostro modello di business, registrando i migliori risultati».

Campioni di domani: via alle selezioni per la Coupe du Monde de la Pâtisserie

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Le selezioni per il nuovo Team Italy che porterà i nostri colori alla prossima edizione della Coupe du Monde de la Pâtisserie si svolgeranno sabato 2 aprile 2022 presso la sede di Cast Alimenti: scopri come partecipare

Dopo il trionfo, è già ora di rimettersi in pista con le selezioni per la prossima competizione. Il team italiano che ha vinto l'ultima edizione della Coupe du Monde de la Pâtisserie a Lione, lo scorso settembre, ha goduto della giusta dose di gloria. Lorenzo Puca, Massimo Pica e Andrea Restuccia hanno portato la pasticceria italiana in cima al mondo, grazie anche al prezioso aiuto del maestro Alessandro Dalmasso, presidente del Club della Coupe du Monde de la Pâtisserie Selezione Italia.

Appuntamento il 2 aprile presso la sede di Cast Alimenti

Ora è tempo di guardare al futuro: il Club Italia ha reso noto che le selezioni per il nuovo Team Italy si svolgeranno sabato 2 aprile 2022, presso Cast AlimentiI, a Brescia, storica palestra e teatro degli allenamenti della squadra in carica. Candidature aperte, quindi, a tutti i pasticceri, uomini e donne, che vogliano calcare il più prestigioso palcoscenico internazionale del settore. I vincitori delle selezioni per ciascuna categoria - torta gelato e blocco di cioccolato da scolpire, entremets al cioccolato e pièce in zucchero, dessert al piatto da ristorazione e pièce in cioccolato - andranno infatti a comporre il nuovo Team che rappresenterà l'Italia alla prossima Coupe di Monde de la Pâtisserie, prevista a gennaio 2023. Modulo di iscrizione e regolamento si trovano sul sito ufficiale, nella sezione dedicata.

Carico e quel Martini acquistato a tempo

Carico
L’innovativa formula di Carico, locale di Dom Carella e Leonardo d'Ingeo, che alla sinergia tra drink e cucina affianca l’idea di una stanza dedicata al Martini: non si paga il singolo cocktail, ma il tempo di permanenza

Inaugurare il locale in data 10 febbraio 2020 non è stato certo un colpo di fortuna. Nonostante tutto, in questi due anni – di tempo effettivo, molto meno – Carico ha ottenuto importanti riconoscimenti, affermandosi tra le realtà più interessanti di Milano, e non solo. Merito di una formula che compenetra cucina e drink e di un'atmosfera dalle vibrazioni decisamente internazionali. Il locale sorge all'inizio di via Savona, porta d'ingresso del distretto del design. Qui Domenico Carella e Lorenzo Ferraboschi, soci da anni, hanno rilevato i muri di un vecchio esercizio.

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Domenico Carella

«Siamo entrati con il martello e abbiamo azzerato tutto e ricostruito il locale su mio progetto – racconta Dom Carella - ci ha ispirato la volontà di ricreare una vibe da grandi capitali europee, un'esperienza che potesse essere vissuta a Londra come Hong Kong o Shanghai». Questo si è declinato in un locale raccolto, energico e dinamico, materico, vissuto – i segni del tempo per esempio sono stati valorizzati con la tecnica giapponese del kintsugi, che non nasconde le ferite, ma le sottolinea con l'oro – e contemporaneo al tempo stesso. Tanto verde, la cucina - laboratorio a vista, il rotovap in bella mostra, la station ricavata da un'antica scrivania notarile, mobili vintage che ben si sposano con il ferro, i mattoni, il legno e il cemento. «I particolari sono quelli che fanno la differenza. Un locale è fatto soprattutto di luci, audio e sedute che devono essere della giusta altezza, permettendo di non avere le gambe a penzoloni né lo stomaco schiacciato».

Quattro momenti di consumo, centrale il ruolo della cucina

All'involucro è stata poi data un'anima chiara, una rarità nel panorama italiano. «Abbiamo portato una visione internazionale, l’idea di poter mangiare e bere e vivere una bella atmosfera nello stesso momento. Abbiamo iniziato con cinque drink signature, otto classici, salumi spagnoli e italiani, una tartare, una quinoa e qualche panino gourmet, e da lì siamo partiti per crescere con cocktail di visione legati al food. Quattro i momenti di consumo, con la cucina sempre aperta: aperitivo, cena, post cena, high night».
In questa visione, la cucina è centrale. «Senza Leonardo d'Ingeo  - racconta Dom Carella - non ci sarebbe Carico. Ci siamo conosciuti per caso in un'estate barese, sorseggiando mezcal e mangiando gusano rojo. La sua cucina è ricercata senza essere sofisticata, complessa e al tempo stesso equilibrata».

Leonardo d'Ingeo

Il ventisettenne Leonardo d'Ingeo - tra le sue esperienze, anche quella all'Atelier de Joel Robuchon Saint Germain a Parigi, 2 stelle Michelin - propone una cucina personale e contemporanea, che segue la stagionalità e il mercato, che si declina in piatti come Quinoa, burro, Parmigiano, salsa di porcino, mandorla, polvere di pomodoro - quasi una firma dello chef - o come l'Ombrina cotta per metà, albicocca marinata, topinambur e liquirizia. L'avventore può affidarsi a una tasting experience ridotta (aperitivo e tre portate più dessert, con cinque drink in abbinamento) o completo, dove le portate diventano cinque e i drink abbinati sette. L'impronta è orientale «perché di fatto non ci sono equivalenti nazionali ed europei alle preparazioni orientali. La visione è mondiale. Partiamo dalle migliori materie prime per creare prodotti che siano alla pari dell'ingrediente iniziale. Non vogliamo essere né italiani né globali, vogliamo essere semplicemente noi». Nessun confine, se non quello del gusto. «Tra i dolci c'è quello che per me è il piatto del 2022, nato poco prima della fine dell'anno - continua Carella - ovvero il tiramisù alla banana fermentata, caffè di banana, crema al mascarpone, polvere di funghi shitake e sfoglie croccanti di cocco e porcino. Un piatto che rafforza il concetto di unione e scambio tra cucina e bar. Con l'utilizzo di tutto lo “scarto” della preparazione: lavoriamo infatti una soda alla banana utilizzata al bancone che finisce nel drink che accompagna il piatto».

I drink in versione compact

Detto che qui si può pasteggiare anche a vino - e la carta invoglia parecchio, con la sua propensione alla ricerca e ai vini naturali - certamente il menu trova il suo compimento nella sincronia con i cocktail. Cocktail signature, grandi classici, italici e Martini, la proposta liquida accoglie circa 25 drink che si rinnovano per lo più mensilmente. Distintiva l’idea di proporne una buona parte anche in versione compact tasting, circa una mezza porzione, una dedica a chi abbia voglia di un vero e proprio percorso. L’approccio è sempre quello di dare spazio a tutti e cinque i continenti, infatti non mancano sake e distillati internazionali. «Nella creazione dei cocktail cucina e bar lavorano assieme, in una sorte di brainstorming. Ma non esiste un drink gastronomico: dipende sempre a quale domanda deve dare risposta».

Il Martini acquistato a tempo nella room dedicata

Lo scorso settembre Carico ha vissuto un’evoluzione. «Quando si è liberato il piccolo negozio della dirimpettaia, abbiamo colto la palla al balzo per concretizzare un nostro sogno». È nata così la Martini Room, dedicata al cocktail più famoso al mondo. «Volevamo creare un tempio che parlasse del Martini Cocktail. Un luogo moderno ed essenziale, minimale, dove l’attenzione è catturata soltanto dal bicchiere e dalle mani del bartender». Sette posti a mezzaluna,unico bancone, luci a occhio di bue sulle mani del bartender e sul drink & food dell’ospite. Il format è innovativo: si acquistano 30, 60 o 90 minuti. All’interno di queste finestre, i Martini sono illimitati e serviti in coppe da mezzo drink in modo da farne assaggiare più tipologie, mentre, oltre a un piccolo aperitivo di benvenuto, i piatti vengono serviti ogni 15 minuti. «Il cliente ha modo di dedicarsi alla sua esperienza senza preoccuparsi del costo, può godersi il momento e pensare a se stesso». Il perfect serve è assicurato: coppette sottilissime, raffreddate con azoto liquido a -200 °C e tutta l’expertise di Carella.

A lezione di pasticceria crudista da Vito Cortese

Vito Cortese scuola di cucina 2
Dodici giorni di full immersion con il corso per professionisti sulla pasticceria raw, tra studio sugli ingredienti e sulle tecniche e ricette collaudate dal celebre pasticcere

Lo chef pasticcere Vito Cortese dà il via a una serie di corsi sulla pasticceria crudista rivolti ai professionisti e agli aspiranti pasticceri. Cortese guiderà alla preparazione di cheesecake, paste frolle, pan di Spagna, crema pasticciera e cioccolatini: tutto in versione veg, gluten free, a basso indice glicemico e rigorosamente senza cottura. Obiettivo: apprendere le tecniche per realizzare dolci e dessert che vadano incontro alla crescente domanda sul mercato di dolci senza glutine, senza lattosio, senza derivati animali, senza zuccheri raffinati, realizzati senza ricorso ad alcun tipo di cottura.

Uno stage retribuito per i partecipanti del corso

La prima edizione dei nuovi corsi 2022 di Pasticceria Crudista Gourmet si terrà dal 7 al 19 marzo presso Casa Cortese a Pontassieve, a 15 minuti da Firenze, città nella quale Cortese ha recentemente aperto la sua pasticceria, il Cortese Café Novecento, in Piazza Santa Maria Novella. All’interno della pasticceria sarà possibile mettere in pratica le competenze acquisite durante il corso attraverso uno stage retribuito, destinato ai soli partecipanti del corso a numero chiuso.

«Quella crudista è la pasticceria del futuro»

«Nei miei corsi», spiega Vito Cortese, «insegno tecniche che sono insieme tradizionali e innovative: l’essiccazione, la reidratazione, la fermentazione. Miriamo a una pasticceria creativa senza effetti collaterali. La pasticceria crudista è la pasticceria del futuro. Un modo innovativo, più consapevole, di approcciarsi al mondo dei dolci e attraverso cui dare la priorità ai sapori autentici degli ingredienti, mantenuti nella loro forma più naturale che ne preserva le proprietà nutritive, e alla salute».

Una full immersion lunga 12 giorni

Ecco come sarà sviluppato il corso: 12 giorni di full immersion, con 6 ore di lezione al giorno durante le quali si partirà con uno studio sulla conoscenza della frutta secca e poi delle farine da frutto (come quella di mandorla e di anacardi), utilizzate nella pasticceria crudista. Si approfondiranno la realizzazione e la gestione delle varie ricette, partendo dalle basiche fino a quelle più gourmet per conoscere a pieno l'utilizzo dei dolcificanti naturali e dei grassi saturi naturali come l’olio di cocco e il burro di cacao. Poi si passerà alle tecniche per la realizzazione di basi solide come il pan di spagna e le frolle senza cottura, o delle creme per dolci al cucchiaio senza uova, senza latte e senza amidi (in particolare la crema pasticciera e la crema gianduia). Si tratterà l’utilizzo dell’essiccatore per la creazione di biscotti e sfoglie, la tecnica per la produzione di confetture e marmellate, anche qui senza cotture, per arrivare al cioccolato crudo, dalla macinatura delle fave di cacao al temperaggio, dalla realizzazione del cioccolato di copertura ai ripieni per le praline. Ogni lezione si comporrà di una parte teorica e una parte pratica, mentre ogni allievo avrà una sua postazione esclusiva.

Cheesecake, tiramisù e Sacher senza cottura

Tra le ricette che si andranno a realizzare durante il corso ci saranno la cheesecake raw e il tiramisù raw, due dessert dei quali Vito Cortese ha sviluppato due ricette esclusive. Una lezione sarà dedicata ai segreti della Sacher Torte, per la quale Cortese ha iniziato a studiare come realizzare la versione raw circa dieci anni fa. Il costo del corso completo è di 3.300 euro e le iscrizioni si possono effettuare online.

Cream Cheese Debic, il formaggio spalmabile per preparazioni dolci e salate

Debic bagel salmone
Bagel newyorkese al salmone
Cremoso e ricco di gusto, il nuovo formaggio spalmabile a base di latte e panna è estremamente versatile e perfetto per impreziosire qualsiasi preparazione. Al Sigep il lancio ufficiale

Cremoso, ricco di gusto ed estremamente versatile. È così che si presenta Cream Cheese l’ultimo nato sotto le insegne del marchio Debic. Il nuovo prodotto, che sarà disponibile a breve sul mercato, è un formaggio spalmabile di elevata qualità composto da latte fresco e panna.

Ingredienti, a loro volta di alta qualità, garantita dallo stretto regime di controllo lungo tutta la filiera produttiva che caratterizza il brand, il cui processo di fermentazione dona al prodotto le sue peculiarità: un gusto particolarmente ricco e cremoso, combinato a una consistenza liscia e facilmente spalmabile.

Oltre che per queste virtù, Cream Cheese spicca anche per la sua grande versatilità. Il nuovo nato di Debic è infatti perfetto per preparazioni fredde e calde, dolci e salate o come ripieno, farcitura o copertura. Preparazioni dove il prodotto può essere utilizzato sia come ingrediente principale sia in abbinamento ad altre materie prime, in quanto, nonostante abbia un suo gusto ben marcato, lascia spazio ad altri sapori. Un altro plus è l’ottima tenuta alla cottura, che ne amplifica le possibilità di utilizzo, garantendo risultati al top.

Proprietà che ne fanno un alleato ideale per l’operatore bar che in modo facile e veloce e con un po’ di fantasia può sfruttarlo per trasformare anche le più classiche preparazioni in proposte gourmet in grado di conquistare i clienti più esigenti, dai toast ai croissant con farcitura salata, dai panini ai bagel. Un esempio suggerito dal team Debic è il bagel newyorkese al salmone, in accompagnamento a salmone marinato, cipolla, aneto, capperi e pomodori (in fondo all’articolo la ricetta completa).

Debutto al Sigep

In formato da 1,5 kg, Cream Cheese sarà presentato ufficialmente in occasione del Sigep (12-16 marzo) presso lo stand di Debic e, insieme a Cream Plus Macarpone Debic, lanciato qualche mese fa, sarà tra i protagonisti della serie appuntamenti organizzati dal brand per l’occasione, tra i quali anche l’evento finale della Sweet&Shake Cup Debic, il contest organizzato con Bargiornale (leggi Sweet&Shake Cup: crea un cocktail con la panna e il suo pairing perfetto).

A proposito della kermesse riminese, il brand ha deciso di organizzare la sua vetrina per occasioni di consumo, colazione, aperitivo, feste, proposta domenicale e tea time, e durante la manifestazione, insieme al proprio team di professionisti, svelerà i segreti per costruire una proposta equilibrata e creativa per ogni occasione.

Il ricco programma per gli addetti ai lavori comprende dimostrazioni curate da maestri quali Leonardo Di Carlo, l’alchimista della pasticceria, Loretta Fanella e Davide Malizia, approfondimenti a cura del team Debic che avranno come protagonisti professionisti del calibro di Andrea Bonati e Antonio Cuomo, culinary advisor Debic, e tanti altri eventi organizzati in collaborazione con i media partner del brand.

La ricetta

Bagel newyorkese al salmone
Ingredienti:
Marinatura: 1300 g salmone, 100 g zucchero, 75 g olio, 50 g sale, 20 g semi di coriandolo, 10 g pepe nero, 5 g semi di finocchio, 3 g bacche di ginepro, 2 limoni
Guarnizione: 800 g Cream Cheese Debic, 100 g cipolla rossa, 40 g aneto, 20 g capperi, 10 bagel, 2 pomodori
Preparazione:
Sfilettare il salmone e forarne la pelle lungo tutto il filetto. Grattugiare la scorza dei limoni e mixarla in un frullatore con tutti gli altri ingredienti della marinatura. Ricoprire il salmone con la miscela e lasciarlo marinare in frigorifero per 2 giorni. Sciacquare e asciugare il filetto. Eliminare la pelle e le parti grasse e scure del salmone e lasciare asciugare in frigo per un altro giorno
Assemblaggio:
Se necessario, cuocere i bagel. Tagliare a metà e spalmare Cream Cheese Debic su entrambe le parti. Affettare il salmone molto sottilmente e adagiarlo sul fondo del bagel. Disporre poi una fetta di pomodoro, i capperi, l’aneto e in fine gli anelli di cipolla affettati finemente e servire.

Ultimi giorni per iscriversi a Lady drink 2022

Lady drink 2022
È il 18 febbraio la dead line per iscriversi a Lady drink, la storica cocktail competition dedicata alle professioniste della miscelazione, che celebra quest'anno il 25° anniversario

Ultimi giorni per iscriversi a Lady drink, la cocktail competition dedicata alle barlady di tutta Italia. La dead line per partecipare al contest è fissata al 18 febbraio.

Un’edizione ancora più importante questa del 2022, perché si celebra il 25° anniversario del concorso ideato nel 1996, con la prima edizione a Perugia, dalla vulcanica mente di Danilo Bellucci, uomo di comunicazione e creatore di concorsi e di iniziative sempre a fianco dei professionisti del bar, l'ultima in ordine di tempo, Order of Merit, l’onorificenza che celebra i “cavalieri italiani dell’ospitalità”. Un grande traguardo per una competition nata per valorizzare la creatività e la professionalità delle donne nella miscelazione.

«Posso dire con orgoglio che Lady Drink è stata la prima manifestazione al mondo a puntare i riflettori sull’universo femminile in un lavoro tradizionalmente più appannaggio degli uomini – commenta Bellucci a bargiornale.it -. Per fortuna, dagli anni Novanta la situazione è molto cambiata e oggi sono tante le donne che esprimono il loro talento anche in questo campo. E con altrettanto orgoglio posso dire che anche la nostra manifestazione ha dato il suo contributo a questa evoluzione. L’auspicio è che continui ad avvicinare alla professione sempre più ragazze, perché la loro presenza costituisce un elemento di arricchimento per la mixology e più in generale per il mondo dell’ospitalità».

E l’importanza di Lady drink per l’universo femminile è testimoniato dai primi numeri di questa edizione: «sono oltre 200 le iscrizioni già pervenute, e soprattutto, da professioniste da Nord a Sud della Penisola e ciò rappresenta un altro motivo di soddisfazione», chiosa Bellucci.

Come partecipare

Per le barlady che ancora non lo avessere fatto, ricordiamo che per iscriversi al concorso occorre registrarsi sul sito del contest, entro il 18 febbraio, compilando l’apposito form con i propri dati.

Alla chiusura delle iscrizioni la giuria di selezione vaglierà tutte le candidature, scegliendo le 45 barlady che prenderanno parte alla gara, in programma l’11 aprile nella cornice dell’Hotel Corallo di Riccione.

Nel prossimo mese di marzo a ogni barlady sarà comunicato a quale delle tre categorie del contest, pre dinner, after dinner e long drink, è stata inserita (15 concorrenti per ogni categoria) e l’azienda sponsor alla quale è abbinata. Le concorrenti potranno così ideare la loro ricetta originale, composta di massimo 7 ingredienti, tra i quali almeno uno dell’azienda sponsor abbinata (leggi il regolamento), con la quale prenderanno parte alla gara in presenza.

La gara

L'11 aprile le 45 concorrenti si alterneranno dietro il bancone dell'Hotel Corallo per presentare la loro ricetta alla giuria di esperti. Per ogni categoria sarà decreteta una vincitrice che prenderà parte alla sfida finale per la conquista del titolo di Lady drink 2022, 25° Anniversario.

Sfida dove le tre finaliste saranno sottoposte a una prova di creatività e improvvisazione: prevede infatti l’estrazione al momento della categoria e l’indicazione dei prodotti da utilizzare nella creazione di 3 nuovi cocktail.

L’intera giornata di gara sarà trasmessa in diretta streaming e come da tradizione del concorso, sarà arricchita anche da momenti di formazione, grazie alle masterclass sulla miscelazione in programma a cura delle aziende partner.

Dinamici, flessibili, organizzati: l’identikit dei distributori più performanti

distributori
Courtesy Ristopiù Lombardia
Sui circa 4.000 distributori food&beverage, solo il 10% ha performato meglio del mercato. L’analisi di Progettica spiega perché

Pochi virtuosi e tanti in difficoltà: è la fotografia del mercato dei distributori food&beverage horeca a due anni di distanza dallo scoppio della pandemia: «Il panorama - afferma Alberto Scola, amministratore delegato di Progettica - è ben delineato: c’è un gruppo di campioni, circa un 10% del totale, che nel 2021 ha chiuso su valori vicini a quelli del 2019. Un secondo gruppo, circa il 50%, che ha chiuso in linea con l’andamento del mercato, con un -15%. E infine un terzo gruppo, cui appartiene il rimanente 40% delle imprese, che il cui segno meno è in media di dieci punti superiore a quello del mercato. Questo ha fatto sì che si accelerasse il processo di concentrazione già avviato, con  diverse acquisizioni da parte dei distributori più dinamici e strutturati».

L'arma vincente? Pianificare 

Alberto Scola, ceo di Progettica

La caratteristica principale che accomuna i campioni del primo gruppo, secondo Scola, è la capacità di pianificazione: «Sono aziende che, anche nei periodi di discontinuità, hanno continuato a pianificare. E hanno saputo cavalcare meglio di altri il principale trend che si è manifestato nel 2020 e confermato nel 2021: la crescita del canale diurno, che ha ampliato la propria offerta abbracciando nuovi momenti di consumo, dando un impulso decisivo alla crescita di vino e spirit, le due categorie che hanno registrato le performance migliori. Anche la birra, la categoria più penalizzata nelle vendite, specie per il crollo dei fusti, nel diurno ha mostrato sviluppi incoraggianti».

Un altro elemento di discontinuità rispetto al recente passato è stato l’orientamento dei gestori verso ordini più frequenti e più parcellizzati: «Nei primi nove mesi del 2021 il numero medio di consegne è salito dell’11%, da 3,3 a 3,7 a settimana».

Un fenomeno che ha di molto ridimensionato l’attività di sell out: «A trarne maggior beneficio sono stati quei distributori che si sono riorganizzati in funzione di questa nuova modalità. Da una parte strutturando meglio la logistica, dall’altra facendo evolvere la gestione degli ordini dei punti di consumo con un modello misto fisico e digitale».

Un’ulteriore evoluzione va nella direzione di una maggiore segmentazione del parco clienti: «I distributori più evoluti stanno spingendo in questa direzione: differenziare i servizi offerti in funzione del profilo del cliente, segmentando per potenzialità e marginalità».

Più attenzione alla qualità 

Scola sottolinea due elementi di novità che hanno caratterizzato in positivo l’evoluzione del fuori casa: la qualità dell’offerta e la regolarità dei pagamenti. «La crescita, in tutte le categorie, della quota di prodotti premium evidenzia l’evoluzione del fuori casa verso una qualità dell’offerta migliore, che corrisponde alle esigenze di un consumatore sempre più esigente. La parcellizzazione degli ordini ha avuto come effetto di abbandonare abitudini consolidate, al limite del malcostume, a ritardare i pagamenti, anche senza motivo, per andare verso una maggiore regolarità e puntualità».

Il prossimo passo? Supportare i gestori nell’esigenza di introdurre maggiori elementi di gestione manageriale nelle loro attività.

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