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L’economia circolare di Coffeefrom prosegue con la Mug

La nuova Mug di Coffeefrom
Dopo la tazzina con il piattino è il momento della tazza mug realizzata con fondi di caffè riciclati, un progetto 100% made in Italy

A quasi un anno dal lancio del set di tazzine da caffè (capacità 60cc) e piattini fatti di caffè, frutto dello studio creativo Whomade, Coffeefrom presenta la tazza Mug, il secondo prodotto tableware del progetto di economia circolare guidato dall’impresa sociale Il Giardinone di Locate Triulzi (MI), che rilancia il confetto di Circular Everyday al bar, in casa o in ufficio. La materia prima sono fondi di caffè riciclati di origine industirale, che danno così una seconda vita al caffè esausto.

«Come per il set da espresso, siamo ripartiti dalle gestualità tipiche del sorseggiare una bevanda calda - afferma Laura Gallo, fondatrice di Coffeefrom e presidente de Il Giardinone -. Il caffè è per noi fonte d’ispirazione e creatività, e per questo abbiamo voluto sviluppare un design unico in grado di valorizzare ogni piccolo elemento e accompagnare l’utilizzatore finale nell’esperienza di tutti i giorni. Anche il fondo della Mug, un elemento apparentemente poco rilevante, rappresentaun mezzo per far comprendere tutto ciò che si può realizzare a partire dal caffè».

In versione da 360 ml, la nuova tazza concilia un’estetica minimale alla praticità d’uso: il disegno di un colletto superiore, oltre ad ottimizzare l’ergonomia del bordo, garantisce una presa sicura e a prova di scottature, rendendo al contempo la forma impilabile e utilizzabile anche nei vani dei distributori automatici di bevande. Grazie alla calibratura degli spessori e alle caratteristiche del materiale, assicura un ottimo isolamento termico delle bevande e un’elevata resistenza agli urti e alle cadute. La Mug nasconde inoltre un ulteriore dettaglio: con la scritta rovesciata in rilievo presente sul fondo, è possibile dare forma e stile ai biscotti al caffè seguendo la ricetta riportata sul packaging. Inoltre, grazie al materiale bio-based, la tazza rimane liscia al tatto e mantiene il suo caratteristico colore e le striature naturali dovute al caffè.

Disponibili nello shop del sito coffeefrom.it, la nuova Mug si può vedere e toccare in anteprima durante la mostra Urban Matter(s) presso Superstudio Più a Milano da 6 al 12 giugno in occasione della Milano Design Week e durante la fiera Mecspe di Bologna dal 9 all’11 giugno.

La prima esperienza con i fondi del caffè per Il Giardinone Cooperativa Sociale, risale a Expo 2015, quando il suo team sperimenta il recupero e la trasformazione dei fondi di caffè dai bar Lavazza, per dar vita alla coltivazione di funghi freschi. Nel 2016 viene lanciato FungoBox, il kit di autoproduzione di funghi freschi dagli scarti del caffè di origine urbana. Nel tempo, il know-how nel recupero e trasformazione di sottoprodotti si rafforza, gettando quindi le basi per una nuova visione imprenditoriale. Da una ricerca commissionata nel 2019 in collaborazione con il Dipartimento di Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano, nasce Coffeefrom, il materiale bio-based dai fondi di caffè industriali. Nel 2021 viene ufficialmente lanciato il progetto con un primo prodotto simbolico: Tazzina e Piattino da caffè, fatti di caffè. Tra i partner del progetto: Whomade (studio creativo); Bonucchi e associati (business development e strategia export); Nexeo Plastics (compounding e distribuzione del granulo); Bear Plast (stampaggio e partner plastico).

Il Sogno Amazzonico: il secondo drink per il Green Month di Gin Canaïma

Sogno Amazzonico Gin Canaïma
Sogno Amazzonico, il drink di Gin Canaïma per la Giornata mondiale dell’ambiente
Il gin super premium dell'Amazzonia accende i riflettori sulla sostenibilità con tre drink dedicati a tre giornate importanti per la salvaguardia del Pianeta e proposti in alcuni dei migliori locali della Penisola. Svelato il drink per la Giornata mondiale dell’ambiente

Prosegue il Green Month di Canaïma. Cinque settimane durante le quali il gin dell’Amazzonia, distribuito in Italia da Compagnia dei Caraibi, accende i riflettori sul tema della sostenibilità. Un’iniziativa, partita lo scorso 20 maggio, con la quale il brand attraverso l’arte della mixology racconta il forte legame e il costante impegno nella tutela della sua terra d’origine, la foresta Amazzonica (leggi Canaïma Gin, nasce in Amazzonia la nuova esclusiva di Compagnia dei Caraibi) dalla quale provengono 10 delle 19 botaniche della ricetta di questo distillato super premium, raccolte a mano dalle comunità indios che vivono nella foresta (leggi Canaïma Gin: le tribù amazzoniche protagoniste della raccolta delle botaniche). Impegno che da sempre il brand rivolge più in generale alla tutela del Pianeta e delle persone che lo popolano.

Un progetto articolato su tre date: il 20 maggio, Giornata mondiale delle api, il 5 giugno, Giornata mondiale dell’ambiente e il 22 giugno, Giornata mondiale delle foreste pluviali. In occasione di ognuna di esse, Canaïma propone in alcuni locali partner di tutta la Penisola un drink dedicato che resta nell’offerta per l’intero mese e il ricavato delle cui vendite viene devoluto a un progetto sostenibile.

Drink per la sostenibilità

Per la Giornata mondiale dell’ambiente il signature proposto è Sogno Amazzonico, che unisce al sapore inconfondibile di Gin Canaïma, estratto di melone, sciroppo di miele e lime fresco. Le vendite del drink andranno a sostenere la riforestazione dell’Amazzonia, progetto che il brand porta avanti dal 2019 e che prevede di ricollocare nella sua terra d’origine circa 7000 piante entro il 2023.

Nella Giornata mondiale delle api, invece, era stato lanciato Bee Kind Cocktail, preparato miscelando il gin amazzonico con succo di lime verde fresco e sciroppo di miele di melata di tiglio. Le vendite di questo cocktail vanno a supportare l’iniziativa Bee kind with the Amazon, che punta a creare una scuola di apicoltura nella foresta pluviale. La scuola permetterà di formare studenti e studentesse alla cura e alla crescita degli alveari, preziosi per preservare l’ecosistema amazzonico. Il terzo drink sarà svelato il 22 giugno, in occasione della Giornata mondiale per le foreste Pluviali.

Da notare che il miele di entrambi i cocktail proviene dall’apicoltura biologica di Enrica Maria Lucchelli, con la quale Canaïma ha iniziato a collaborare adottando un alveare nella tenuta di Murisasco, a Retorbdo nell’Oltrepò Pavese, attraverso il progetto 3bee, giovane azienda agritech che, attraverso la sua tecnologia per il monitoraggio per la salute delle api ha messo a disposizione degli apicoltori una piattaforma per l’adozione degli alveari.

I locali del Canaïma Green Month

I locali che hanno aderito all’iniziativa di Canaïma sono: Barz8 di Bisceglie (Bt), il Bloom di Caserta, il Cambusa di Torre a Mare (Ba), l’Easy Peasy di Genova, il Gogo43 di Aci Trezza (Ct), il Benni from Gambrinus di Gravina in Puglia (Ba), il Malea di Roseto degli Abruzzi (Te), il Moba di Milano, il NAt Cocktail House di Torino, il Sa111anta Tarallo di Scalea (Cs), lo Speakeasy 1920 di Belluno, lo Spirito di Brindisi, il Trevissa di Villorba (Tv) e il Tukana di Rieti.

Mixybar Plus, la nuova linea di sciroppi Fabbri per la mixology

Pornstar Martini Fabbri Mixybar Plus
Cinque le referenze della nuova gamma premium di sciroppi per la mixology, caratterizzata da un’alta concentrazione di frutta e dalla totale naturalità degli ingredienti

È dedicata ai professionisti della mixology la novità di casa Fabbri 1905. Si tratta di Mixybar Plus, una linea di sciroppi premium caratterizzati da un’alta concentrazione di frutta e dalla completa naturalità degli ingredienti.

La nuova linea si aggiunge e va ad innovare la classica gamma di sciroppi Fabbri e nasce dalla volontà dell’azienda di offrire al bartender prodotti che rispondano in modo ottimale ai consumatori sempre più attenti all’aspetto qualitativo e alla sostenibilità anche nel bicchiere.

Sapientemente bilanciati, morbidamente fluidi e adatti a qualsiasi preparazione miscelata, gli sciroppi Mixybar Plus, sono il risultati di una combinazione tra materie prime di qualità e un processo di lavorazione all’avanguardia.

Sono infatti realizzati con materie prime selezionate e coltivate da fornitori di fiducia, che rispondono a rigidi e severi standard di qualità, sulla base di una ricettazione che prevede solo l’impiego di aromi naturali e coloranti di origine vegetale, quindi senza alcun uso di conservanti e di coloranti artificiali. Una ricetta curata nel minimo dettaglio, considerando che anche l’acqua utilizzata è solo quella pura e priva di contaminazioni, attinta a più 250 metri di profondità.

A questo si aggiunge un processo di lavorazione che permette di salvaguardare e valorizzare la parte nobile della frutta, grazie a un innovativo trattamento termico, adeguato alla carica microbiologica di ogni singolo ingrediente, che preserva sia l’aspetto nutrizionale sia quello sensoriale-organolettico delle materie prime. Processo che si conclude con il riempimento, anche questo effettuato con un’avanzata tecnologia ultra-clean, presa dall’industria farmaceutica, che lascia inalterata la fragranza e il sapore della frutta.

Le cinque referenze

Cinque le referenze della nuova gamma, in bottiglia di vetro da un litro, per ognuna delle quali i bartender Fabbri hanno creato un’originale ricetta come spunto per i colleghi che lavorano dietro il bancone. Mixybar Banana Plus, che contiene un 30% di polpa e succo di banane di primissima scelta raccolte nel momento ideale della sua maturazione, che regalano allo sciroppo ricche note di polpa e buccia del frutto e profumi di frutta tropicale che chiudono in un finale delicatamente vegetale. Al palato è dolce, morbido e molto equilibrato con una persistente chiusura di frutta matura. Aggiunge un tocco vellutato al Rhum, al Lime, al Cacao Bianco di un’irresistibile Mulata Split, da completare con una spolverata di cacao sul bordo del bicchiere (in fondo all’articolo le ricette complete di tutti i drink).

Mixybar Cocco Plus, di colore bianco perlato limpido, è fatto con il 30% di puro latte di cocco di coltivazioni del Sud-est asiatico. Dagli intensi profumi di cocco, con sentori di frutta esotica a polpa matura, conclude con un delicato finale ammandorlato. Al palato è intenso e molto equilibrato, evocando la sensazione rifrescante dell’acqua di cocco della noce appena colta con un finale decisamente persistente. Da provare con altri sapori esotici come l’ananas per un’originale Piña Colada.

Mixybar Fragola Plus, dal colore rubino intenso contiene il 30% di succo e polpa di fragola che conferiscono un bouquet aromatico dagli intensi sentori di fragola e note di piccoli frutti rossi. Delicatamente fresco, di buona e profonda struttura, al palato è equilibrato, piacevolmente morbido e avvolgente, con un finale dalle persistenti note fruttate. Perfetto per un rinfrescante Daiquiri Frozen alla Fragola.

Mixybar Passion Fruit Plus contiene una delle più alte concentrazioni di passion fruit, ben il 30% di frutta e polpa del frutto raccolto da selezionati produttori sudamericani. Al naso regala intensi profumi di maracuja, con complesse note di frutta tropicale, mentre al palato è molto fresco, equilibrato con un finale molto persistente. Dà il meglio di sé in un Pornstar Martini da servire accompagnato da una flûte di spumante.

Infine, Mixybar Lime Limone e Zenzero Plus, di colore verde smeraldo tenue con vive sfumature dorate, nasce dalla combinazione di un 12,1% di succo e polpa di lime e di 5% di zenzero. Svela intense note di agrumi e sentori balsamici e speziati di radice di zenzero, nota speziata che domina anche il finale al palato, dove si presenta fresco e ben equilibrato. Perfetto per uno Spice Mojito, rivisitazione “speziata” del classico, al quale regala una piacevole piccantezza.

Le ricette Fabbri 1905

Mulata Split

Mulata Split
Ingredienti:
45 ml rum bianco, 25 ml succo di lime, 15 ml crema di cacao bianca, 30 ml Mixybar Plus Banana
Preparazione:
shake & strain
Decorazione:
spolverata di cacao sul bordo del bicchiere
Bicchiere:
coppa champagne

Piña Colada

Pina Colada
Ingredienti:

50 ml rum bianco, 40 ml Mixybar Plus Cocco, 90 ml succo d’ananas, 10 ml succo di lime, 1 pizzico di sale (opzionale)
Preparazione:
lavorare gli ingredienti nel blender con ghiaccio tritato
Decorazione:
spicchio di ananas e Amarena Fabbri
Bicchiere:
tulipano o un hurricane glass

Daiquiri Frozen alla Fragola

Daiquiri frozen Fragola
Ingredienti:
50 ml rum bianco, 15 ml succo di lime, 40 ml Mixybar Plus Fragola, 3 o 4 fragole fresche
Preparazione:
frullare tutti gli ingredienti nel blender con ghiaccio tritato
Decorazione:
una fragola
Bicchiere:
coppa daiquiri

Pornstar Martini

Porn Star Martini
Ingredienti:
60 ml vodka, 30 ml Mixybar Plus Passion Fruit, 15 ml succo di lime, 15 ml Mixybar Vaniglia, 60 ml spumante brut
Preparazione:
shake & strain
Bicchiere:
coppa champagne
Servizio:
accompagnare il drink con spumante brut servito in una flûte

Spice Mojito

Spice Mojito
Ingredienti:
1\2 lime pestato o spremuto, 1 bsp di zucchero di canna, 4 o 5 foglie di menta, 50 ml rum bianco, 30 ml Mixybar Plus Lime Limone e Zenzero, soda water
Preparazione:
build
Decorazione:
germoglio di menta e una pepita di Zenzero Fabbri
Bicchiere:
tumbler alto

Da Aperisnack tante stuzzicanti proposte per l’aperitivo e non solo

aperitivo_Aperisnack
Conta oltre 60 referenze la ricca proposta dell'azienda campana dedicata all'aperitivo e a ogni pausa della giornata, tra snack salati e una gamma benessere di frutta secca. Tutto in formato monoporzione

È davvero ricchissima la gamma di snack salati e frutta secca firmata da Aperisnack. Proposte che guardano in primo luogo al momento dell’aperitivo, per accompagnare le bevande con sfiziosità ricche di gusto, ma ottime anche per una pausa a tutto sapore in qualsiasi momento della giornata. Proposte pensate per soddisfare in pieno le esigenze dei gestori e dei loro clienti, in virtù di tutta una serie di peculiarità che le caratterizzano.

A partire dalla grande varietà dell’offerta, che conta oltre una sessantina di referenze, in grado di accontentare i più diversi gusti della clientela, da chi ama sapori più tradizionali a chi vuole sperimentare gusti nuovi e più ricercati. Per proseguire con la qualità dei prodotti, preparati con ingredienti selezionati e con una ricettazione pulita e confezionati ogni giorno per preservarne la freschezza. E concludere con le confezioni: il pack principe è infatti il formato monoporzione. Una confezione che risponde a una scelta ben precisa da parte dell’azienda campana, fondata nel 2013 dai fratelli Gennaro e Giuseppe Marotta: da un lato, consentire al cliente di consumare il proprio snack in totale autonomia e sicurezza, soprattutto ora che il tema della massima igiene è al centro dell’attenzione dei consumatori, e di gustarlo in tutta la sua qualità e freschezza; dall’altro, mettere a disposizione del gestore prodotti gustosi, sicuri, pratici, che aiutano a far crescere gli incassi e a tenere facilmente sotto controllo il food cost.

Formato monoporzione che, tuttavia, non rappresenta l’unica soluzione, in quanto Aperisnack propone confezioni per tutte le necessità e, in più, offre anche un servizio di confezionamento conto terzi anche in private label, con scatole personalizzate di vari formati e dimensioni.

Sfiziosità per tutti i gusti

Amplissimo il catalogo di prodotti, che spaziano su ogni genere di sfiziosità e suddivisi in diverse linee. Come la gamma di snack salati, che comprende 9 referenze, che vanno dalle arachidi tostate e salate ai cracker di riso, passando per stuzzicanti proposte come le Katjang, arachidi fritte e ricoperte da uno strato croccante con erbe e spezie piccanti, ottime per accompagnare un drink, o le Wizz, sempre arachidi ma ricoperte da una croccante pastella con chili, perfette per accompagnare una birra o un calice di vino, o gli snack da aperitivo a base di mais, come le Corn Chips e i Corn stick con salsa Tex Mex, il mais tostato.

Altra gamma a tutto gusto è quelle degli snack da forno, che conta 10 referenze, che vanno dal mix di salatini Bar Cocktail, classico per eccellenza dell’aperitivo, a intriganti proposte come i crostini, all’olio di oliva e origano o di pane tostato e fritto, le rustichelle al bacon o al prosciutto, le Pepite Cacio e Pepe, tocchetti di tarallo pugliese prearati secondo un’antica ricetta della regione, le schiacciatine alle erbe e i tarallini, omaggio alla Campania, in diversi gusti.

Ricca di sfiziosità anche la linea 3D (9 referenze), che comprende ben 4 diverse versioni di Nachos, i coni di mais al chili e formaggio, le French Fries insaporite alla paprika, le Ondine Pizza, ovvero leggere sfoglie di patate con origano, pomodoro e formaggio, o gli Spike al Formaggio, bastoncini di mais al formaggio.

A queste si aggiunge la gamma di chips, con 4 referenze, dalla Classica a quella Grigliata, dalle patatine alla paprika a ricette per palati ricercati, come le patatine al lime e pepe rosa.

Attenzione al benessere

Ma Aperisnack con la sua offerta non vuole aiutare i baristi solo a prendere i consumatori per la gola. L’azienda è anche attenda a offrire ai locali prodotti in linea con i nuovi stili di vita sempre più attenti a un’alimentazione sana e orientata al benessere.

Concetti che si esprimono al meglio nella linea B-Fruit, con le sue 9 referenze (formato 25 g) di frutta secca 100% naturali, per una pausa sana e gustosa in ogni momento della giornata. Fanno parte della linea le Mandorle Naturali Sgusciate, ckn mandorle della pregiata qualità californiana e una selezione Extreme Supreme; B-Fruit Noci al Naturale, con noci del Cile di altissima qualità; Mix Mente Attiva, composto da mandorle, mirtilli rossi, semi di zucca e noci, ideale per smorzare la fame a metà mattina o a metà pomeriggio; Anacardi Tostati, tostati al forno e disponibile anche nella versione Tostati e Salati; Nocciole Tostate, dalla tostature delicata e profumata; Mix Sport, con anacardi, mirtilli rossi, uvetta e noci; Pistacchi Tostati e Salati e le Mandorle Tostate e Salate.

Oltre alla gamma vastissima di proposte, Aperisnack fornisce ai locali anche materiale di servizio, come gli espositori, da banco e da terra, in diverse taglie, che danno grande visibilità ai prodotti, stimolano le vendite di impulso.

Osservatorio Iei, crescono gli appassionati del caffè

espresso, foto pixabay.com
I coffee lover sono in crescita anche in Italia: sono non solo consumatori, ma veri e propri ambassador del prodotto di qualità

Per molti il caffè è una bevanda da consumare per il tempo di una pausa, come gesto automatico  a colazione o dopo pranzo. Per altri, invece, è un prodotto da capire, studiare, assaporare, sperimentare: si tratta dei coffee lovers, appassionati di caffè e di tutto il mondo che vi ruota intorno di cui l’Istituto Espresso Italiano (Iei) ha stilato il profilo: tra i 20 e i 30 anni, con una scolarizzazione elevata, appassionati di food & wine e con capacità di spesa medio-alta. Persone che, è il nostro auspicio, sapranno accettare quel prezzo equo per l’espresso che da tempo l’Istituto promuove insieme ad altre realtà del settore come Sca Italy.

Secondo l’esperienza di alcune aziende partner dell’Istituto, inoltre, i coffee lover hanno una grande passione anche per i viaggi e amano identificarsi con il prodotto, di cui seguono esperti e brand sulle piattaforme di social media, amano intrattenersi acquisendo informazioni. Una parte frequenta corsi di qualche ora per avere ancora più cognizione; inoltre alcuni talvolta hanno anche più strumenti per preparare il caffè a casa con diversi metodi, e amano provare caffè di varie torrefazioni e discutere con altri amanti del caffè on line. A questo proposito, sono numerose le pagine social dove gli amanti del caffè postano le proprie esperienze legate al caffè.

Secondo il sentiment delle aziende sentite da Iei, la figura dell’appassionato è sempre più importante in un mondo di condivisione social. Ad essa infatti fanno capo non solo dei consumatori “speciali”, ma dei veri e propri ambassador senza secondi fini e quindi ancora più credibili da parte dei propri followers. Ambasciatori non solo del brand unico, ma dell’espresso in generale. In particolare, tante aziende italiane stanno coltivando questo movimento di appassionati con attività interne o in collaborazione con partner. Lo fanno attraverso corsi (da brevi a seminari) in cui non solo si racconta la filiera, ma anche i tipi di miscele, il modo di degustare un caffè espresso e tutto quello che ne è la derivazione. Nello specifico, i corsi sensoriali sono un aspetto molto rilevante in questo lavoro di affiliazione degli appassionati perché di immediata comprensione.

Cavalletti, quando le Millefoglie sono in mostra a mo’ di gioielli

Con velluti, ottone e specchi fumé la pasticceria Cavalletti valorizza il suo dolce più emblematico

ROMA. Nella Capitale c’è un solo un nome di riferimento per assaggiare la torta millefoglie che ha incantato la Regina Elisabetta, conosciuta nel resto d’Europa anche come Napoleon. È la pasticceria Cavalletti, che grazie alla fama del dolce che l’ha proiettata a livello internazionale, ha deciso di espandersi oltre il quartier generale di via Nemorense. Il secondo punto vendita di Roma Nord (il terzo aperto a dicembre è ai Colli Albani) segna un cambiamento profondo di stile rispetto a quello targato 1951. Il restyling su progetto di Maria Elena Andreacchi (Localiarreda) è infatti impostato sulla realizzazione di uno spazio che valorizzi la millefoglie come all’interno di una gioielleria. Al centro del locale (di dimensione ridotta: 3x12 metri), sfavillante d’ottone, è posizionato il bancone refrigerato dedicato al dolce identitario del locale. Tutt’attorno, una serie di espositori impreziositi da doghe in velluto azzurro, il colore del logo storico di Cavalletti. I rivestimenti lungo i lati lunghi sono in materiali a effetto opposto: materico e opaco da una parte, lucido e riflettente dall’altra. Un ambiente elegante che richiama con piccoli elementi il dolce della Casa, interpretato in modo contemporaneo, a dimostrazione dell’innovazione intrapresa dal marchio. Il bancone centrale oltre a svolgere una funzione organizzativa dei flussi interni, dividendo i pasticceri da un lato rispetto la clientela dall’altro, completa la catena di lavorazione e composizione dei dolci, che prendono forma nell’adiacente laboratorio a vista. Fra i materiali, oltre alle doghe in velluto che per forma e tessuto richiamano i rotoli dei portagioie delle gioiellerie, sono stati installati specchi fumé per ingrandire il locale che creano un’atmosfera soffusa ed elegante; largo l’uso di ottone per il piano su cui vengono esposti i prodotti e di legno per aggiungere valore ai prodotti esposti, realizzati anche in formato monoporzione. Su tutto, un soffitto a volta con elementi decorativi come i capitelli, per enfatizzare la storicità del marchio legato alla città di appartenenza.

L’intervista alla progettista Maria Elena Andreacchi

Nello sviluppo del progetto si evince uno stretto rapporto con la committenza. È un rapporto che è cresciuto a mano a mano con lo sviluppo del progetto, tanto da portarci a continuare la collaborazione per la realizzazione di altri punti vendita Cavalletti, alcuni già ultimati, altri in fase di cantiere e di progettazione. L’ambiente è piccolo ma ricco di dettagli, con il banco centrale che spicca su tutti.  Attraverso la cura dei dettagli abbiamo cercato di non far percepire le reali dimensioni dello spazio. Il banco espositivo è circondato da una fascia di ottone di 25 cm per valorizzare i dolci, nel quale è stato incassato un sistema refrigerato rivestito in specchio per creare un particolare gioco di riflessi. La costruzione vetrata diventa una vera e propria teca, con un’apertura elegante - proprio come le cassettiere delle gioiellerie - dalla quale fuoriesce il logo retroilluminato della pasticceria. Il gesto di apertura della teca (con sistema studiato ad hoc) accompagna il ripiano specchiato nello scorrimento per estrarre il prodotto, come se fosse un collier di diamanti. Un unico elemento dalle linee pulite per costruire due ambienti: quello che custodisce i dolci e quello sul quale avvengono incartati, da vera boutique del lusso. Qual è il ruolo dell’illuminazione in uno spazio così ricco di materiali? Le luci sono state fondamentali per dare forza all’architettura del locale. Due linee luminose corrono lungo le pareti parallele, illuminando la volta e creando un vero e proprio percorso. L’utilizzo degli specchi ha accentuato questo effetto, creando dei riflessi suggestivi e un’illuminazione ben diffusa in tutto l’ambiente. Gli unici corpi illuminanti “visibili” sono due lampadari circolari posizionati sopra le due vetrine “gioielleria”, per impreziosire la zona della vendita.

Ricco di ricette e spunti il nuovo Cocktail Program Gamondi

Gamondi Cocktail Program 2022
Tutto Bianco, uno dei nuovi drink del Cocktail Program Gamondi
Firmato da Igor Tulliach e Giorgio Facchinetti, il nuovo ricettario dello storico brand piemontese contiene 16 originali ricette, da proporre nel proprio locale o dalle quali farmi ispirare per realizzare nuove creazioni

Uno strumento agile, ricco di proposte e spunti utili sia al barman alle prime anni sia al bartender in carriera. È il nuovo Cocktail Program Gamondi, il ricettario drink firmato dal brand piemontese di spirit (in fondo all’articolo il link per scaricarlo). La seconda edizione del menu presenta 16 proposte, tra ricette da realizzare con ingredienti facili da trovare e formule più ricercate, che portano la firma di due nomi di rilievo della mixology italiana: Igor Tulliach, brand ambassador Gamondi dallo scorso anno, e Giorgio Facchinetti, mixologist e flair bartender. Un ricettario che guarda alle esigenze di tutti professionisti del bancone, da chi comincia a muovere i primi passi, che vi troverà ricette e gustose da eseguire, e chi invece è un professionista già affermato, che avrà un punto di partenza in più per mettere a punto creazioni originali ed elaborate.

Protagoniste le eccellenze Gamondi

Ricette che interpretano e valorizzano il mix di prodotti che compone la gamma Gamondi. A partire da Aperitivo Fiori di Sambuco, l’ultimo nato della casa, un vino aromatizzato ai fiori di sambuco, di buon tenore alcolico (alc 21% in vol). Un prodotto dal sapore fresco e delicato, con un bouquet aromatico che spazia dalle note floreali alla frutta fresca e agli agrumi, grazie alle note uniche dei fiori freschi di sambuco (leggi Anteprima, da Gamondi il nuovo Aperitivo Fiori di Sambuco). Per proseguire con le altri grande eccellenze del brand: il Vermouth di Torino Superiore Bianco e quello Rosso, entrambi prodotti recuperando un’antica ricetta dell’erborista Carlo Gamondi, il fondatore del marchio, il Bitter Gamondi, l’Aperitivo Agrumi Mediterranei e ancora il Vermouth di Torino Rosso e quello Bianco Vermouth, l’Amaro Gamondi, la Sambuca e la Crème de Cassis. Prodotti espressione dei valori del brand, perfetto mix tra modernità e storia, dove l’artigianalità e la selezione delle materie prime a chilometro zero valorizzano un processo produttivo unico e tradizionale.

Quattro sezioni, tante proposte

Alla stessa filosofia si ispirano anche i drink del Cocktail Program, strutturati in quattro diverse sezioni. Original, che include solo cocktail a base Aperitivo Fiori di Sambuco, come Tutto Bianco, dove il nuovo prodotto si miscela a vodka, Vermouth di Torino Superiore Bianco Gamondi e vino Piemonte doc Chardonnay, dando vita a un drink fresco, delicato e profumato.

Twist on Classic, che contiene rivisitazioni di grandi classici della miscelazione e omaggi ai modern classic, come AmeriCarlo, interpretazione originale dell’Americano preparata con Bitter Gamondi, Amaro Gamondi e uno splash di tonica.

Low Alcohol, la sessione dedicata ai drink a basso tenore alcolico, nuova tendenza della mixology, tra i quali troviamo l’intenso e torbato Beet, fatto con Crème de Cassis Gamondi, succo di barbabietola, succo di lime e completato da un top di ginger ale.

Infine, Ultrapop, che propone drink sodati, sparkling e lunghi che si preparano con due ingredienti e in poche mosse, come Time to be happy, preparato con Aperitivo Gamondi, prosecco rosé e chiuso da un top fatto di aria di Amaro Gamondi.

SCARICA IL COCKTAIL PROGRAM 2022 GAMONDI

Lab gluten free e scuola di cucina: le due nuove aperture di Fabio Nazzari

Fabio Nazzari (cr. Aromi.group)
Fabio Nazzari (cr. Aromi.group)
Il pasticcere Fabio Nazzari lancia la scuola di cucina e l'Officina Intollerante a Iseo. Ma avverte: «I miei dessert sono per tutti»

Fabio Nazzari vuole portare l'arte della pasticceria a tutti. Per farlo, il già Due Torte Gambero Rosso, titolare di Fabio Nazzari Patesserie Chocolaterie a Iseo (Bs), ha pensato a due nuove aperture: il laboratorio gluten free l’Officina Intollerante e la scuola di cucina FoodIst Academy Iseo. «Non si tratta di mercato, ma di necessità – spiega Nazzari – Il mio essere celiaco mi ha portato a fare costantemente ricerca. Oggi posso proporre prodotti di alto livello anche per chi ha queste esigenze alimentari».

Dalla ricerca all'Officina Intollerante

L'essere celiaco ha portato Nazzari a comprendere le esigenze di chi è intollerante al glutine. La sua anima di pasticcere ha fatto sì che conoscenza ed esperienza potessero concorrere a soddisfare i piaceri del palato di questa fetta di clientela in costante crescita. L'Officina Intollerante sarà un vero e proprio laboratorio di pasticceria gluten free, certificato dall’Associazione italiana celiachia (Aic). Dai primi giorni di giugno, tra queste mura nasceranno prodotti che sarà possibile acquistare direttamente online o con ritiro presso il locale, destinati a chi soffre di intolleranze di vario tipo. Inoltre potrà anche fungere da fornitore per realtà del comparto Horeca interessate. Ma Nazzari avverte: «I dessert che proporremo all’Officina intollerante saranno per tutti, non solo per chi ha intolleranze. Provare per credere!».

Fabio Nazzari (credits: Aromi.group)
Fabio Nazzari (credits: Aromi.group)

FoodIst Academy, scuola di pasticceria

Il bagaglio formativo di Nazzari oggi gli permette di salire in cattedra. Premiato con Due Torte e 83 punti dal Gambero Rosso, vanta grandi esperienze sia nella ristorazione che nella pasticceria, in Italia e all’estero. Ha collaborato infatti con maestri del calibro di Carlo Cracco, Iginio Massari e Gualtiero Marchesi, apprendendo nuove tecniche e ampliando i suoi orizzonti tra New York e l’Olanda. L'esperienza triennale maturata all'estero come insegnante e consulente lo ha spinto al grande passo.

Fabio Nazzari (credits: Aromi.Group)
Fabio Nazzari (credits: Aromi.Group)
FoodIst Academy Iseo è una scuola di pasticceria e cucina, in cui si terranno masterclass e corsi, con la partecipazione di altri importanti docenti ed esperti del settore. «Ho sentito l’esigenza di regalare al mio territorio qualcosa che prima non c’era. I corsi si rivolgeranno sia a principianti che a professionisti e spazieranno per differenti ambiti e tematiche. Non sarò l’unico docente, coinvolgerò alcuni grandi colleghi con cui ho avuto il piacere di collaborare nel corso degli anni», ha dichiarato Nazzari. Tra i nomi finora nel palinsesto, anche quello del maestro Gregory Doyen, creatore di dessert-fashion per famose gioiellerie e case di moda e ambasciatore per Weiss Chocolate, con cui Nazzari ha creato una masterclass su mignon, monoporzioni e torte moderne, tecniche avanzate di decorazione, l’importanza del gusto e delle consistenze in pasticceria.

Uvlogika System di Vortice per sanificare i locali in modo green

UVLOGIKA Vortice lampada germicida
Lampada germicida di Vortice sfrutta i raggi UV-C, una componente della luce solare, potenziandone l'azione purificatrice, per sanificare gli ambienti, senza utilizzo di prodotti chimici

Anche se la fase più dura della pandemia è ormai alle spalle, la regolare sanificazione delle superfici del locale resta un’azione fondamentale per tutelare la salute di clienti e lavoratori. Per rendere questa operazione alla portata di ogni locale, rendendola facile, ma senza perdere di efficacia ed efficienza, Vortice ha sviluppato Uvlogika System, una lampada germicida che sfrutta i raggi UV-C, una componente della luce solare, per la sua azione sanificatrice.

Il sistema è composto da una lampada germicida, con potenza di 36 W, che irradia sulle superfici luce ultravioletta UV-C alla lunghezza d’onda costante di 254 nm, replicando così e potenziando la naturale azione purificatrice dell’irraggiamento solare per sanificare le superfici. Le radiazioni ultraviolette vanno infatti a colpire il Dna e l’Rna, alterandoli, dei microrganismi patogeni, come batteri e virus, rendendoli innocui e non più replicabili.

Un’azione estremamente efficace che neutralizza velocemente fino al 99% di batteri, virus e altri microrganismi, impedendo la diffusione di contagi, malattie o danni, e che rende le superfici disinfettate immediatamente utilizzabili appena la lampada viene spenta. Il tutto in modo green, perché durante il processo non vi è emissione di ozono o di altre sostanze chimiche.

Un'azione sanificante potenziata

Dal design compatto (dimensioni 502 x 138 x 92 mm), Uvlogika System si installa a soffitto o a parete, in posizione orizzontale o verticale, attraverso l’apposita staffa. Il sistema ha un involucro in alluminio estruso anodizzato, con 5 scanalature orizzontali posteriori che permettono di orientare l’apparecchio nel modo più opportuno, in funzione della posizione delle superfici da sanificare. A potenziare l’efficacia della lampada la parabola riflettente in lamiera d’alluminio, lucidato a specchio, appositamente studiata per assicurare un’elevata e omogenea concentrazione della radiazione UV-C e massimizzarne l’effetto sanificante.

Ma la lampada si caratterizza per tutta un’altra serie di soluzioni studiate per garantirne la massima efficacia. Tra queste lo speciale trasformatore che assicura un flusso costante di elettricità per mantenere costante la lunghezza d’onda delle radiazioni, evitando fluttuazioni di potenza che potrebbero ridurre l’efficacia del processo di disinfezione. O, ancora, il rivestimento protettivo interno, che conserva inalterata nel tempo l’efficacia della radiazione germicida, e il vetro dell’involucro, che filtra l’ozono, evitandone l’emissione in ambiente.

Combinabile con altre soluzioni Vortice

Altro punto di forza di Uvlogika System è la possibilità di combinarla ad altre soluzioni di Vortice, come la lampada scaldante a infrarossi Thermologika Soleil System, che a sua volta può essere dotata di sistema di nebulizzazione per raffrescare nel periodo estivo (leggi Dehors a tutto comfort con la nuova lampada a infrarossi di Vortice). In questo modo, combinando i due sistemi, con un unico sistema di fissaggio e supporto modulare di base si possono sanificare le superfici, riscaldare con gli infrarossi e raffrescare con la nebulizzazione.

Gruppo Montenegro e Bologna, legame storico nel segno dell’arte

L'installazione Nuova Mixage del Gruppo Montenegro per Art City studiata in collaborazione con l'artista Flavio Favelli
Gruppo Montenegro ribadisce il suo legame con Bologna, promuovendo ad Art City un'installazione all'insegna del design applicato al mondo degli spirits e della mixology. E lancia la nuova edizione della cocktail competition The Vero Bartender

Recentemente a Bologna è tornato Art City, progetto di alleanza culturale nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e BolognaFiere per affiancare con mostre, installazioni, eventi e iniziative speciali l'annuale svolgimento di Arte Fiera e proporre un'originale esplorazione di musei e luoghi d'arte in città (dal 7 al 15 maggio). Un’occasione a cui ha voluto partecipare anche il Gruppo Montenegro, che affonda le sue radici proprio nelle terre bolognesi. Da una collaborazione con l’artista Flavio Favelli è nata l’installazione Nuova Mixage. Un’opera che vede protagoniste le storiche bottiglie dei marchi del gruppo: Amaro Montenegro, Vecchia Romagna, Select, Rosso Antico, Coca Buton, Oro Pilla e Grappa Libarna. Bottiglie che sono state "spogliate" dalle etichette per esaltare le loro forme e silhouette e, allo stesso tempo, rendere omaggio alla storia di un’illustre tradizione italiana: quella del design applicato al mondo degli spirits. L’installazione è stata esposta presso il Bar Vittorio Emanuele, locale storico che si affaccia sulla piazza principale di Bologna, piazza Maggiore. Un luogo simbolico del capoluogo emiliano e anche per questo scelto come spazio espositivo privilegiato. D'altronde il legame tra il gruppo e la sua città d'origine è da sempre strategico come conferma a Bargiornale Gianluca Monaco, Marketing and New Businesses Director di Gruppo Montenegro:«La partecipazione ad Art City rappresenta una conferma del forte legame che Gruppo Montenegro ha con la propria città di origine: Bologna. Nel corso degli anni abbiamo sostenuto e promosso, sul territorio, diverse iniziative artistiche, culturali e sportive portatrici di valori in linea con quelli della nostra azienda». Una location, quella del Bar Vittorio Emanuele, legata anche al mondo della mixology: «Gruppo Montenegro investe da anni sul mondo della miscelazione e sul canale Superhoreca. Grazie alla capillarità della nostra rete commerciale siamo in grado di sviluppare, su un parco selezionato di punti di consumo, proposte di collaborazione tailor made, con l’obiettivo di realizzare progetti mirati di visibilità e di supporto alla drink strategy. A partire dall’estate saremo presenti su tutto il territorio nazionale con diverse attivazioni dedicate al nostro brand di punta al fine di promuovere il consumo miscelato. Infine, abbiamo appena lanciato la nuova edizione di The Vero Bartender. Si tratta della cocktail competition di Amaro Montenegro che da diversi anni coinvolge centinaia di bartender di tutta Italia e che, dopo la fase nazionale, vedrà protagonisti mixologist provenienti da quattro continenti».

Parlamisù, il podcast con focus sulla gelateria

gelato
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Roberto Lobrano, esperto, gelatiere e voce degli ultimi episodi del podcast creato da Frascheri, fa il punto sulle criticità del settore

Sono tanti i confronti che, da settembre 2021, si sono creati su Parlamisù. Il podcast creato dall'azienda Frascheri, si rinnova per l'estate. Dopo aver dialogato sul mondo della pasticceria e dintorni, ora arrivano gli episodi dedicati alla gelateria. A condurli c'è Roberto Lobrano, esperto e formatore.

Cos'è Parlamisù

Parlamisù “gelato edition” nasce dall'esperienza di Lobrano, che porta con sé tutto il vissuto di chi, da figlio d’arte, ha approfondito e sperimentato tutto ciò che il settore può offrire. Lobrano ha anche realizzato una propria scuola di gelateria, rinomata in Italia e all’estero. Accanto a lui, al microfono, un altro illustre formatore: Marco Scasso. Alle spalle ha oltre 35 anni in laboratorio e nella vendita. Si è messo alla prova nelle più diverse forme di gelateria e da anni è uno dei tecnici ufficiali della Frascheri SpA. L’azienda di prodotti lattiero-caseari per i professionisti del gusto ha voluto creare questo podcast, declinandolo verso la cultura del gelato e della pasticceria, fornendo ai lavoratori del settore un supporto audio allo stesso tempo tecnico, ma leggero e di facile fruizione.

Roberto Lobrano
Roberto Lobrano

Roberto Lobrano: «Il problema del personale? Il nostro settore non lavora per attrarre i giovani»

Com'è nata l'idea di Parlamisù “gelato edition”?

Frascheri mi ha coinvolto, chiedendo di portare la mia conoscenza a un pubblico più vasto, con storie legate alle nostre attività e richiamando professionisti che possano essere di supporto. L'obiettivo è chiarire punti oscuri sia per un pubblico tecnico che generalista.

Un esempio?

Il tema gelato artigianale. Com'è fatto e come riconoscerlo aiuta anche il consumatore. Abbiamo anche lavorato per sfatare un mito. L'artigianalità non è necessariamente legata al non utilizzo di prodotti industriali. Ce ne sono di altissima qualità, nati per aiutare il gelatiere. È anche vero che a volte sostituisce completamente l'artigiano con dei prodotti pronti, in cui l'artigianalità va a perdersi

Quali temi ha deciso di affrontare?

Per ora abbiamo registrato due puntate e non sappiamo quante arriveremo a farne. Si tratta di un progetto istintivo, si cercano temi di interesse e li si porta in studio.

Quali sono i problemi più importanti che il settore che il settore della gelateria sta affrontando in questo momento?

Confrontandomi con i colleghi il tema più importante è la mancanza di manodopera, di lavoratori che possano entrare nel mondo della gelateria. Ora c'è il picco di lavoro, legato alla stagione estiva, ma sembra che manchi proprio la richiesta di lavoro. Sembra che non ci sia voglia di lavorare. Ma non è solo una questione di reddito di cittadinanza, che ha colpito una certa fascia di “non lavoratori”. Il nostro settore non ha mai lavorato davvero per attrarre i giovani, che lo vedono come un lavoro di passaggio. Invece, potrebbe offrire molte soddisfazioni e crescita.

Qual è la causa, secondo lei, di questa mancata attrattiva?

C'è una bassa professionalità in chi crea le gelaterie, troppo spesso non si fanno crescere i banconisti e non trasferiscono la passione per questo lavoro. A volte, è lo stesso gestore che non dà valore al proprio lavoro, non creando l'appeal necessario.

Quali potrebbero essere le soluzioni?

Prima di tutto, trasmettere la passione, così che le persone che entrano in contatto ne vengano attratte, creando team di lavoro. Ciò significa impegnarsi. Nella mia struttura il gelato è solo una delle voci e quindi c'è la possibilità di sviluppare molti tipi di professionalità. Questo aiuta a creare interesse, far crescere le persone che lavorano con me, creando rapporti di lunga durata. Il podcast è disponibile su tutte le piattaforme (Spotify, Google podcast, Amazon) e sul sito www.parlamisu.it

A Nathalie Wenko il titolo di Best bar artist of the year di Italicus

Art of Italicus Aperitivo Challenge 2021-22 - podio N.Rossi - N.Wenko - A.Michalcik
La giovane barlady austriaca è la vincitrice della finale mondiale di Art of Italicus, svoltasi nella Capitale nella giornata di apertura del Roma Bar Show. Premiato quest'anno anche il drink più sostenibile

È Nathalie Wenko la Best bar artist of the year. La 26enne austriaca, barlady del Die Parfuemerie Bar di Vienna, è la trionfatrice della finalissima dell’edizione 2021-22 di Art Of Italicus Aperitivo Challenge, il cocktail contest di Italicus, il Rosolio di bergamotto.

L’atto finale della competizione, che come da tradizione sfida i bartender a creare un originale cocktail da aperitivo a base di Italicus e ispirato a qualsiasi forma di espressione artistica, è andato in scena nella Capitale in occasione della giornata di apertura del Roma Bar Show (leggi Tutto pronto nella Capitale per il Roma Bar Show). A contendersi il titolo 12 bartender di tutto il mondo: i 10 vincitori delle sezioni nazionali del concorso, provenienti da Italia, Danimarca, Francia, Grecia Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, più i due concorrenti selezionati nella wild list, categoria quest’ultima alla quale apparteneva anche Wenko.

Finalisti che hanno presentato le loro creazioni alla giuria composta da Paloma Alos, managing director della Difford's Guide, dal mixologist Marc Álvarez, Barbara Digiglio, vicedirettrice di Elle, e Giuseppe Gallo, fondatore e amministratore delegato di Italicus.

Gli art-cocktail più creativi

Gara che la barlady austriaca si è aggiudicata con il suo Inferno, cocktail che ha creato ispirandosi al Sommo Poeta, Dante Alighieri, e che ha conquistato i giudici per il perfetto equilibrio degli ingredienti tra alcolicità, acidità e dolcezza, impreziosito da un’essenza di coriandolo e foglie di alloro (con una corona di alloro venivano simbolicamente incoronati i poeti) e per il concept che vi è alla sua base. La barlady ha infatti inserito il suo drink in una narrazione tra filosofia e letteratura, richiamando la Divina Commedia, ma atraverso l’opera di un altro artista: Il pensatore di Augustin Rodin, scultura in bronzo che raffigurerebbe Dante davanti alla porta dell'Inferno mentre medita sul suo grande poema. «L’arte ha sempre all’origine un pensiero – ha spiegato Wenko durante la sua prova - e un’opera artistica è il risultato dell’energia mentale che mettiamo in ogni campo. E proprio Rodin ci dice che “Un pensatore non è un sognatore, è un creatore”».

Sul secondo gradino del podio è salito il campione italiano, il bartender e street artist Nicolò Rossi, 32 anni in forza al cocktail bar Barrier nella sua città, con Eclisse, drink ispirato alla famosa lampada di Vico Magistretti, tra i designer più di spicco della “Milano da bere”. Nel bicchiere: liquore e soda con note di agrumi, spuma bianca ed estratto di mela verde e basilico, linee geometriche, luci ed eleganza. Una vera e propria opera di design in forma liquida che innova il modo di fare aperitivo.

Chiude il podio il norvegese Adrian Michalcik, 34 anni, bartender del Pier 42 Amerikalinjen di Oslo con The Smile as Aperitivo, un racconto tutto focalizzato sul concept del sorriso, del suo valore tra le persone e della sua rappresentazione nell’arte con il sorriso più famoso del mondo, quello enigmatico della Monnalisa.

Ma Art Of Italicus quest’anno ha voluto premiare anche la sostenibilità dietro il bancone, con il premio speciale Ewg (environmental, waste, governance) per il drink più green. Premio andato alla campionessa di Svezia, Josephine Sondlo, balday del Nori Bar di Stoccolma. Il suo Michi Cocktail ha espresso in pieno il concetto di sostenibilità, grazie all’utilizzo di ingredienti di recupero, come i ramoscelli di bergamotto per l’infusione e le foglie essiccate dell’alga wakame.

Con la vittoria di questa quarta edizione di Art of Italicus, Wenko, insieme al titolo si aggiudica un’esperienza gastronomica e di mixology unica al Sips Bar di Barcellona con Marc Alvarez, attraverso un programma di mentorship dedicato.

 

 

 

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