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Premiata Torrefazione dell’anno, Julus Meinl presenta The Originals Perù

The Originals Limited Edition Perù
Un caffè doppiamente speciale: la sua prima tostatura è avvenuta il 5 aprile, la data dei 160 anni dalla fondazione della Torrefazione austriaca

The Originals, il progetto di Julius Meinl nato per celebrare l’artigianalità e una produzione sostenibile e di eccellenza lungo tutta la filiera, dalla pianta alla tazza, arricchisce la sua gamma con una nuova referenza specialty: The Originals Limited Edition Perù.

Il progetto prende il via da Vilcabamba, l’ultima città dell’Impero Inca. In suo onore, 90 anni fa, la famiglia Uturunco ha fondato Hacienda Vilcabamba, dove ancora oggi, Enriqueta Uturunco utilizza i canali d’irrigazione Inca per lavorare i suoi caffè. La combinazione di alta quota (siamo a 2200 metri) e basse temperature durante la notte permette di prolungare fino a 56 ore il tempo di fermentazione dei caffè di varietà Typica lavati: queste variabili, insieme all'attenta tostatura dei maestri torrefattori di Julius Meinl valorizzano il profilo aromatico, di un caffè che in tazza si presenta ricco e complesso, con note dolci come il miele e decise come il cioccolato fondente, con una piacevole acidità di tondo e un retrogusto di nocciola e anacardi: un insieme ben equilibrato.

Questo caffè 100% arabica è testimone di una celebrazione decisamente importante: il suo primo lotto è stato tostato il 5 aprile, la data esatta della fondazione di Julus Meinl 160 anni fa, mentre il secondo lotto, tostato a inizio giugno, è stato presentato al World of Coffee.

La Torrefazione austriaca ha da poco ricevuto un importante riconoscimento: in occasione del lancio della prima edizione di Camaleonte, la Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia ha meritato il premio Torrefazione dell’anno 2022 per la coerenza qualitativa dell’intera gamma prodotti presentata in guida. A questo riconoscimento si sono aggiunti anche il Premio Espresso Miscela 100% Arabica, Premio Espresso UTZ, Premio Moka Miscela prevalenza Canephora e il Premio Monoporzionato biologico attribuiti rispettivamente al signature coffee Julius Meinl 1862 Vienna, Supreme UTZ, Buonaroma e Bio Fairtrade capsula compatibile Nespresso.

«Da oltre un secolo e mezzo Julius Meinl tramanda di generazione in generazione il proprio know-how e la propria passione per il caffè - ha dichiarato Alessandro Rettore, group production director -: vincere questi premi, che riconoscono il valore e l'evoluzione della nostra squadra, ci rende estremamente orgogliosi. Questo riconoscimento rappresenta un traguardo, ma anche un ulteriore stimolo al miglioramento». Condivide l’entusiasmo Andreea Postolache, marketing manager Julius Meinl Italia che aggiunge: «Oggi, giunti alla quinta generazione, continuiamo l'appassionata ricerca e per produrre un caffè qualità superiore e offrire un'esperienza significativa».

Égalité rende omaggio al tricolore francese

Una colazione ad hoc per la settimana della Festa della Repubblica francese, con una tartelette alla frutta che richiama i colori della bandiera

In Francia il 14 luglio si festeggia la festa della Repubblica: i francesi celebrano la presa della Bastiglia avvenuta il 14 luglio 1789, data simbolo della Rivoluzione francese. A Milano c'è una pasticceria-bistrot che ha la Francia nel Dna: Égalité, in via Melzo, ha studiato un'offerta ad hoc per la settimana del 14 luglio. La boulangerie propone per tutta la settimana una colazione a base di croissant noisette, cappuccino e spremuta. Ad accompagnare l'iniziativa c'è una speciale tartelette alla frutta, con fragola fresca e mirtilli, creata ad hoc con i colori della bandiera francese.

Portare la Francia in tutte le occasioni

La pasticceria in stile francese di via Melzo ha fatto scuola nel cavalcare tutte le occasioni possibili per adattare la sua offerta e proporre novità sempre strettamente legate alla sua identità. E sempre proponendo prodotti e tradizioni d’Oltralpe. A febbraio, per il Carnevale, ha proposto un’originale interpretazione delle “bugnes” francesi - un prodotto di Carnevale tipico del sud della Francia - fritte in olio di semi di girasole e ricoperte di zucchero. Per Pasqua, invece, Égalité ha incrociato la tradizione della viennoiserie francese e quella della pasticceria italiana: l’impasto della brioches nanterre (dolce delle feste la cui origine risalirebbe al Medioevo) con il cacao e la glassatura nella forma della tradizionale colomba italiana hanno dato origine a un lievitato profumato guarnito con nocciole pralinate e crema al gianduia. Lo scorso anno, in primavera, aveva rinnovato il proprio menu, arricchendolo di nuove specialità secondo una proposta di quiches e di torte salate con ingredienti tipici del Sud della Francia - dalla Costa Azzurra alla Provenza.

Tris di medaglie per Gruppo Caffo alla Spirits Selection

CAFFO-Spirits-Award
Il Vecchio Amaro del Capo conquista la Gran medaglia d'oro nella prestigiosa competizione, che ha premiato anche altre due specialità del gruppo calabrese

Ancora premi per Gruppo Caffo 1915 alla Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles, il prestigioso concorso internazionale che premia il meglio della produzione mondiale nel campo degli alcolici. Dopo le due medaglie conquistate lo scorso anno (leggi Due medaglie per Gruppo Caffo 1915 alla Spirits Selection), nell’edizione 2022, svoltasi alla Guadalupa, il gruppo calabrese ha migliorato il suo score, aggiudicandosene tre. I prodotti premiati sono il Vecchio Amaro del Capo, che ha conquistato la Gran medaglia d’oro, Sambuca Secolare cui è andata quella d’oro ed Elixir di Caffè Santa Maria al Monte, che ha vinto quella d’argento.

Un risultato che evidenzia la qualità della produzione Caffo, a cominciare dal suo prodotto simbolo, il Vecchio Amaro del Capo (alc 35% in vol), premiato già due volte con la medaglia d’oro alla Spirits Selection (nel 2010 e nel 2014), ma che quest’anno ha portato a caso la Grand Gold Medal nella categoria Amari il massimo riconoscimento assegnato nella competition. Un amaro frutto di un’antica ricetta calabrese, poi rielaborata e migliorata dall’esperienza dei mastri distillatori Caffo, che prevede l’uso di 29 tra erbe, fiori, frutti e radici di Calabria (tra i quali l’arancio amaro, l’arancio dolce, la liquirizia, il mandarino, la camomilla e il ginepro), in parte coltivate direttamente nell’azienda agricola del Gruppo e quindi a chilometro zero, raccolti ognuno nel suo periodo migliore e infusi in finissimo alcole. Un prodotto dalIl suo gusto gentile e aromatico che si adatta anche ai palati delicati che non amano i gusti amarissimi.

Un grande successo è anche l’oro nella categoria Spirit - Aniseed andato alla Sambuca Secolare (alc42% in vol), altro storico prodotto della distilleria, a base di fiori di sambuco e semi di anice. Una specialità italiana che la Caffo ha saputo interpretare nel rispetto delle antiche tradizioni.

Come ottimo è l’argento conquistato nella categoria Liquor-Cream dall’Elixir di Caffè Santa Maria al Monte (alc 30% in vol), liquore a base di infuso di pregiate qualità di caffè tostate secondo la tradizione dell’espresso, con una storia secolare che risale al XVII secolo, quando nel porto di Genova iniziarono a sbarcare i primi carichi di caffè.

Rum pairing in casa Pulejo con i distillati premium di Rinaldi 1957

Al ristorante Pulejo di Roma, la cucina dello chef Davide Puleio incontra selezionati rum provenienti da Caraibi, Filippine, Centro e Sud America. Un insolito e affascinante esperimento di food pairing che ha confermato le potenzialità del rum come distillato di accompagnamento anche in campo gastronomico

È dal nuovissimo locale di Davide Puleio a Roma che parte il viaggio alla scoperta del rum -pairing con protagonisti alcuni dei distillati più esclusivi distribuiti da Rinaldi 1957. Un viaggio geografico e nella memoria che passa attraverso i piatti del ristorante Pulejo, così si chiama la nuova avventura romana dello chef già stellato, che tocca i porti dei Caraibi, quelli della Guyana, dove approdavano le navi della Marina inglese, le piantagioni di canna da zucchero della Colombia e, infine, le terre vulcaniche delle Filippine. A condurre le danze Walter Gosso, trade advocacy manager di Rinaldi 1957. Prima fermata in Guadalupa, con un Montebello Vieux 8 Anni Millesimé 2007, un agricole molto vegetale e aromatico, con la caratteristica nota di vaniglia data dalle botti ex Bourbon in cui riposa, che si sposa particolarmente bene con il “Peperone come manzo”, uno dei cavalli di battaglia di Puleio, che nasce da una lunga lavorazione del peperone, la cui forma e consistenza finisce per assimilarsi a quella di una tartare di manzo. A seguire il "Raviolo di pomodoro arrosto", battuta di manzo e crema di latte al midollo viene invece proposto in abbinamento con le note di caramello e vaniglia del Ron Centenario Gran Legado Réserve 12 Años, la cui ricetta è curata da una master distiller donna, Susana Masis. Qui siamo in Costarica, al cospetto di un rum invecchiato con metodo Solera (quindi un blend) sempre in botti ex Bourbon.

Si torna sulle spiagge caraibiche, in questo caso di Cuba, per accompagnare un altro piatto  cult di Davide Puleio: il risotto MI-RO, acronimo di Milano-Roma, che ripercorre il viaggio culinario dello chef romano, unendo due classici: il risotto allo zafferano e la coda alla vaccinara. Il Ron Santiago de Cuba 11 Anni accompagna il piatto con le sue note di fava tonka, che si sposano particolarmente bene visto che la tradizione romana vuole il cacao nella ricetta della coda alla vaccinara. Per il piatto più energico della serata, la Manzetta beneventana, prugne e lardo, ci vuole un rum battagliero come il Pusser’s 15 Anni, una limited edition definita il “single malt dei rum”. Sulla sua etichetta c’è un veliero della Royal Navy a ricordo dei tanti anni di onorato servizio di questa distilleria della Guyana inglese con la marina della Regina. Facile invece l’abbinamento del dolce, il Tiramisù in versione Davide Puleio, con il Coloma 8 Años, un rum colombiano dalle spiccate note di caffè (il finishing avviene nelle stesse botti in cui riposa il suo liquore di caffè, per il quale la distilleria è famosa). A chiudere la serata, oltre alla piccola pasticceria dello chef romano, che comprende la sua famosa madeleine, che Puleio ha eletto a simbolo della sua cucina del ricordo, un passaggio del cavallo di battaglia di Rinaldi 1957, il rum Don Papa. In questo caso, il Don Papa Baroko, punta di diamante della distilleria filippina.

Il packaging fa il successo: il caso di Pastiglie Leone

Pastiglie Leone
Pastiglie Leone
Materiale, design, usabilità: l'involucro può fare la differenza. Lo dimostra il caso di studio Pastiglie Leone, che ha fatto delle sue latte un simbolo

Quanto il packaging può condizionare il successo e le vendite di un'azienda? Che sia grande o piccola, industriale o artigianale, negli ultimi anni la “scatola” ha acquisito un posto sempre più importante sugli scaffali e nelle vetrine. Ne sono un esempio l'attento studio dei contenitori fatto da Olivieri 1882 e Luigi Biasetto. Un packaging iconico è anche quello delle Pastiglie Leone.

La storia dell'azienda

Dal 1857, la confetteria nata vicino Alba grazie alla maestria di Luigi Leone ha prodotto intense pastiglie servite solitamente a fine pasto. Aperta la prima bottega a Torino, serviva la casa reale dei Savoia (motivo per cui le confezioni possono vantare il suo vessillo) e Camillo Benso Conte di Cavour. Dopo il passaggio di mano nel 1934, Giselda Balla Monero guidò il brand con piglio deciso e innovazione. Sotto la guida di Guido Monero, è nata anche una divisione dedicata al cioccolato. Nel 2018 l’azienda è stata acquisita da Michela Petronio e Luca Barilla con l’obiettivo di sviluppare e valorizzare il marchio nel rispetto della tradizione. Ma le latte delle piccole pastiglie e caramelle sono ancora ovunque, riconoscibili sia nel formato che nelle grafiche. Abbiamo chiesto a Mario De Luca, Direttore Marketing del team di Pastiglie Leone, di definire l'importanza del packaging nella storia e nel futuro dell'azienda.

De Luca: «Riutilizzabile e da collezione, il valore della latta»

Che ruolo ha giocato il packaging nella storia di Pastiglie Leone?

Le scatolette e le lattine di pastiglie sono nate da un’intuizione geniale del fondatore Luigi Leone sul finire dell’Ottocento. Sin dagli inizi, il packaging delle Pastiglie Leone non ha assolto solo alla mera funzione di imballaggio, bensì è sempre stato uno degli asset fondamentali nel mix di prodotto. La lattina come confezione originale, ma al tempo stesso tradizionale, accresce il valore delle storiche pastiglie, rendendole più visibili e indubbiamente più desiderabili di altre caramelle. Uniche nel loro genere, le pastiglie si manifestano anche attraverso la confezione, che diventa elemento importante quanto il gusto per donare un momento di felicità palatale e estetica a chi le consuma.

Quale packaging nella storia della Leone ha avuto il maggior impatto sulla storia dell'azienda?

Quando le caramelle sono ancora un bene di lusso per pochi, Luigi Leone inventa piccoli bottoncini zuccherini per tutti: lancia sul mercato le prime scatole “da passeggio”. In questo modo, le pastiglie entrano nella borsetta delle dame e nel taschino dei gentiluomini, offrendo un piccolo capolavoro liberty da esibire in società. Le lattine nascono prima delle scatolette. Queste ultime sono pensate come ricarica delle lattine. Per questo affermiamo che Leone ha un packaging sostenibile e riciclabile dal 1857.

Pastiglie Leone
Pastiglie Leone

Quando progettate una nuova linea di confezioni, quali sono i criteri che guidano la scelta?

Se design significa “progettare” e indica un insieme concentrato di conoscenze, azioni, metodologie e strumenti finalizzati al raggiungimento di uno scopo, per Leone questo scopo è regalare, attraverso i prodotti e le confezioni, un momento di pura felicità e una sensazione di dolcezza e benessere che coinvolge tutti i sensi: in primis gusto, sapore e appagamento estetico. Questi ultimi sono i pilastri fondanti del nostro brand che ci guidano in ogni creazione.

Leone sceglie anche di collaborare con artisti come Nathalie Lété: da dove nasce la volontà di ingaggiare artisti nella realizzazione del proprio packaging? Qual è il valore aggiunto?

Insieme al gusto delle pastiglie, la forza del design di Leone è quella di essere molto riconoscibile ma al tempo stesso, essendo un marchio premium, ci piace offrire delle alternative che aiutino a fidelizzare i consumatori affezionati e a selezionarne di nuovi proponendo di tanto in tanto delle “limited edition” inaspettate. Le “special edition” – come la collezione realizzata con Nathalie Lété – diventano così veri e propri eventi comunicativi utili per raccontare al meglio il brand, sempre in maniera nuova e creativa grazie a partnership con Designer o brand famosi che condividono con Leone gli stessi valori.

Pastiglie Leone
Pastiglie Leone

Come gestite la carenza di materie prime?

Indubbiamente sono mesi difficili, per gestire al meglio la scarsità di materie prime e soprattutto l’aumento dei costi è fondamentale pianificare al meglio a medio lungo termine la produzione.

Perché la latta ha ancora una forte attrazione sul consumatore?

Le confezioni in latta creano attrazione perché sono collezionabili – acquistano valore nel tempo – e sono riutilizzabili, pertanto, assolutamente in trend, in ottica di attenzione agli sprechi e salvaguardia del pianeta.

Imballaggi Alimentari: il packaging sostenibile per la rivoluzione green dei locali

Imballaggi alimentari_polpa di cellulosa
Alcune delle soluzioni di Imballaggi Alimentari in polpa di cellulosa
Ricchissima l'offerta dell'azienda di packaging funzionali e green, per l'asporto il delivery e il consumo sul posto che rendono il locale amico dell'ambiente

La conoscenza del mercato, il profondo know-how e l’esperienza acquisiti in molti anni di attività, la costante attenzione all'innovazione tecnologica, il sistema di customer service estremamente snello ed efficiente, che permette di fornire servizi rapidi, affidabili e completi. Sono molte i punti di forza che hanno fatto di Imballaggi Alimentari una delle maggiori realtà del food packaging. Ma a quelli già elencati si aggiunge un ulteriore elemento da sempre cruciale e distintivo dell’intera attività dell’azienda: l’attenzione all’ambiente.

 

Fin dai suoi albori Imballaggi Alimentari ha investito tempo e risorse nella produzione di imballaggi per alimenti, presentando diverse linee di prodotti che permettono di soddisfare le specifiche esigenze di ogni singola realtà del fuoricasa e di assicurare loro una risposta personalizzata, mirando al tempo stesso a un unico risultato finale: la riduzione dell’impatto ambientale. E per raggiungere questo obiettivo ha percorso tutte le diverse strade dell’ecosostenibilità.

Tutte le strade della sostenibilità

Una delle prime azioni per limitare l’impronta ecologica è il riciclo della plastica già presente, così da evitare l’esaurimento delle fonti fossili e non immettere nell’ambiente nuovi materiali vergini. Seguendo questo principio è nata Re-Maxigel, la prima termoscatola per gelato realizzata per il 63% da plastica post-consumo. Alla sua base c’è il riciclo chimico, un processo che rende riciclabili materiali che finora non potevano esserlo, creando così un’economia circolare. Nel caso specifico, il processo consiste nella conversione dei rifiuti plastici in olio di pirolisi, con il quale viene realizzato nuovo Eps, dal quale poi vengono create le nuove termoscatole. Re-Maxigel è quindi un prodotto totalmente sostenibile, come testimoniato dalla certificazione Remade in Italy, che unisce il rispetto per l’ambiente con il concetto del made in Italy.

Per incentivare e facilitare lo smaltimento degli imballaggi l’azienda propone le linee monomateriale. Si tratta di diverse gamme di prodotti per il settore horeca e beverage, quali bicchieri, coperchi, cannucce, portapanini ecc. realizzati in sola cellulosa proveniente da foreste controllate. L’impegno dell’azienda per il futuro è ridurre al minimo la percentuale di plastica presente nelle sue soluzioni. La gran parte dei prodotti sono già composti a prevalenza carta (C/PAP 81). Questa strada è già stata intrapresa in modo deciso con la gamma Only paper (leggi Only paper, l’alternativa green ai bicchieri in carta tradizionali) realizzata interamente in cellulosa (PAP 22).

Anche i prodotti biodegradabili e compostabili sono un’ottima soluzione per ridurre l’impatto ambientale, e anche in questo caso l’offerta di Imballaggi Alimentari è molto ricca. La gamma comprende soluzioni in polpa di cellulosa, materiale completamente naturale e resistente ad alte temperature, come piatti e contenitori. A complemento di essi nella gamma sono presenti le posate e le cannucce in Pla, un polimero prodotto da risorse rinnovabili come l’amido di mais.

Inoltre, tutti i prodotti biodegradabili e compostabili, ideali per il delivery e il take away, possono essere gettati nell’organico perché certificati Ok Compost dall’ente TUV Austria e Din Certco.

Imballaggi Alimentari, in continua crescita, ha avuto un exploit negli ultimi anni, dovuto a uno sviluppo sempre maggiore dei prodotti da asporto. Garantire un prodotto di alta qualità e rispettoso dell’ambiente è l’obiettivo dell’azienda, sempre alla ricerca di nuovi standard e certificazioni per migliorare il servizio al cliente.

Ultimi giorni per iscriversi alla tappa milanese della Elephant Friendly Competition

Elephant Friendly Competition Milano
Iscrizioni aperte fino all'8 luglio per la seconda gara della cocktail competition di Elephant Gin, in programma presso Lacerba di Milano il prossimo 11 luglio

Nuova tappa per la Elephant Friendly Competition, il cocktail contest itinerante firmato Elephant Gin, il distillato superpremium distribuito in Italia da Compagnia dei Caraibi. Dopo la prima gara svoltasi a Roma, che ha visto la vittoria di Roberto Maiuri, head bartender di The Barbershop Speakeasy (leggi Roberto Maiuri vince la prima gara della Elephant Friendly Competition) il concorso procede il suo tour, approdando a Milano l'11 luglio per una nuova sfida all’insegna di originali creazioni a base del gin ispirato alla magica terra d’Africa.

Per partecipare alla gara milanese, che si svolgerà presso Lacerba, è possibile iscriversi fino all’8 luglio al link https://contest.compagniadeicaraibi.com/Elephantgin inviando la propria ricetta di drink che contenga almeno 40 ml di una delle quattro referenze Elephant Gin: Elephant London Dry, Elephant Sloe Gin, Elephant Strength ed Elephant Orange Cocoa. La ricetta può contenere fino a un massimo di 4 ingredienti, decorazione esclusa (sul sito del contest il regolamento completo).

Creatività e intuito

Le ricette iscritte alla tappa saranno valutate da una giuria che sceglierà le migliori 15, con i loro autori che si sfideranno nella gara dal vivo. Questa si svolge in due fasi. Nella prima realizzeranno e presenteranno alla giuria di gara la loro ricetta, avendo a disposizione 7 minuti di tempo per preparare due versioni identiche del loro drink. Da questa prova verranno selezionati tre bartender che si confronteranno nella sfida finale: il Mistery drink. Il bar manager del locale ospite proporrà in assaggio ai tre finalisti un cocktail preparato con una referenza Elephant Gin. I concorrenti dovranno scoprire di quale referenza si tratta e gli altri ingredienti utilizzati e poi ricreare il drink misterioso con gli ingredienti a disposizione presso la postazione di lavoro.

Il premio per il primo classificato di ogni tappa è un viaggio a Berlino per partecipare al Bar Convent Berlin e una bottiglia dell'edizione limitata Elephant Gin Wildlife Warrior Edition. Al secondo classificato va un voucher per una cena per due persone in un ristorante selezionato e un kit Elephant Gin, premio quest’ultimo che va anche al terzo classificato.

Dopo Milano la Elephant Friendly Competition proseguirà il suo viaggio per il suo ultimo appuntamento, che si terrà a Verona  il 19 settembre presso il Romeo Bistrot & Cocktail Bar.

Martini: tutti i fornitori di mosto e vini sono ora certificati Equalitas

Martini _Equalitas
Tutte le cantine che forniscono mosto per l'Asti Spumante e i vini per i vermouth e gli aperitivi Martini hanno ottenuto la certificazione per la produzione sostenibile

Un grande traguardo nel campo della sostenibilità è stato raggiunto da Martini. Tutte le cantine che forniscono il mosto per la produzione dell’Asti Spumante e i vini per la produzione dei vermouth e degli aperitivi alcolici e analcolici, hanno ottenuto la certificazione di Equalitas.

È questo lo standard di sostenibilità più completo nella produzione di vino italiano. La certificazione Equalitas abbraccia infatti tutti e tre i pilastri della sostenibilità: quello ambientale, etico ed economico, prendendo in considerazione ogni passaggio, dall'impronta di carbonio di un'azienda vinicola e il suo consumo di acqua fino alle condizioni commerciali eque per gli agricoltori e le buone pratiche sociali, tra le quali formazione e modelli di welfare

Dunque il 100% di mosti e vini alla base di un gran numero di specialità firmate dal brand, come l’Asti Martini, Martini vermouth e aperitivi, tra i quali Fiero e i nuovi Martini Floreale e Vibrante Analcolici, provengono da cantine certificate secondo il più importante standard in Italia in ambito enologico.

Un risultato che viene da lontano

Un risultato importante che costituisce un’altra tappa di avvicinamento verso l’ambizioso obiettivo fissato da Gruppo Bacardi, del quale il marchio è parte: approvvigionarsi della totalità degli ingredienti chiave presso fornitori certificati in modo sostenibile entro il 2025. Un traguardo già raggiunto per le dieci botaniche di Bombay Sapphire e la canna da zucchero del rum Bacardí (leggi La sostenibilità secondo Bombay Sapphire)

Un risultato quello raggiunto da Martini frutto di anni di lavoro e che sottolinea l’attenzione e la cura che la casa di Pessione dedica all’ambiente, ai fornitori e alle loro comunità e della visione pionieristica con la quale ha da sempre approcciato il tema della sostenibilità. Un impegno che viene da molto lontano. Era il 1987 quando l’azienda ha istituito L'Osservatorio Martini, un centro dedicato alle pratiche sostenibili. Situato nel cuore del Piemonte e guidato da un agronomo locale esperto nella coltivazione dei vigneti, L'Osservatorio ha introdotto diverse pratiche a basso impatto ambientale: dalla consulenza sui metodi naturali per gestire i parassiti fino alla viticoltura integrata, tutto con un occhio sempre attento all'equilibrio di ciò che viene coltivato negli specifici microclimi della zona.

Largo al fresco con le ricette firmate Nescafé

Frappé al Cappuccino
Frappé al Cappuccino
Preparazioni facili da realizzare che permettono al locale di differenziarsi, con tentazioni golose per pause o take away rinfrescanti e gustosi

In questa estate all’insegna del caldo, nuove idee per bevande gustose in grado di dare più appeal al caffè, sono le benvenute. Come già lo scorso anno, Nescafé propone ai baristi nuove ricette che si caratterizzano per freschezza, originalità e sapore: si tratta di preparazioni facili da realizzare, che permettono al locale di differenzarsi con tentazioni golose per pause o take away di gusto e di piacere. Le coordinate di altre preparazioni sono disponibili sul sito a questo link. Passiamo dunque in rassegna alcune delle preparazioni proposte.

Caffè meringato ghiaccio è una tentazione per una pausa golosa: portare a ebollizione 150 ml di acqua e lo zucchero semolato per preparare lo sciroppo per la meringa. Iniziare a montare gli albumi aggiungendo a filo, una volta pronto lo sciroppo. Montare fino a quando il composto non sarà freddo e ben spumoso. Mescolare 2 cucchiaini di Nescafé Classic, 1 cucchiaio di acqua calda, 175ml di acqua fredda e 6 cubetti di ghiaccio per preparare Nescafé freddo, da versare nel bicchiere, sormontato dalla meringa.

Smoothie energetico al ginseng richiede l’utilizzo di una banana congelata a fettine, da preparare il giorno prima: versarla in un frullatore con 10 mirtilli, 2 bustine di Nescafé Gold Ginseng da zuccherare e l’acqua. Frullare fino a ottenere uno smoothie vellutato.

Bubble coffee al ginseng: cuocere 4 cucchiai (40 gr) di perle di tapioca e lasciarle a raffreddare in una ciotola con acqua fredda. Trasferire la tapioca in due bicchieri alti vuoti. Sciogliere in uno shaker due bustine di Nescafé Gold Ginseng con dell'acqua calda non bollente, aggiungendo poi 300 ml di latte (vaccino o bevanda vegetale a piacere), 2 cucchiai latte condensato, 1 pizzico cannella e ghiaccio; shakerare bene il tutto. Versare nei bicchieri.

Frappé al cappuccino: unire nel boccale del frullatore 2 cucchiaini di Nescafé Gold Cappuccino da Zuccherare con il latte, i cubetti di ghiaccio, lo zucchero e l’estratto di vaniglia. Frullare e trasferire la miscela in un bicchiere di vetro. Una proposta ideale per rinfrescarsi.

Un gusto sempre gradito alla clientela è quello di un fresco Espresso Shaken: versare 2 cucchiaini di Nescafé Classic e acqua calda non bollente in uno shaker, mescolando bene; aggiungere lo zucchero e mescolare di nuovo con un cucchiaio. Aggiungere 2 cubetti di ghiaccio e shakerare vigorosamente per 30 secondi. Versare in un bicchiere di vetro con 4 cubetti di ghiaccio, in cui avrà una parte importante e gradita la miscela schiumosa che si sarà formata nello shaker.

Il sorbetto si rinnova e diventa multitasking

sorbetto
Sorbetto (credits: Tonitto 1939)
Da intermezzo tra primo e secondo, oggi sfida gli abbinamenti con carpaccio di tonno, hamburger e Moscato

Da sempre deputato alla funzione di palate cleanser, il sorbetto è anche la portata più attesa di pranzi e cene estive. In più, concepito nella sua versione "a portar via", è uno dei prodotti rinfrescanti che d'estate hanno un buon successo. La sua capacità di incontrare i gusti di una platea molto ambia hanno convinto gli chef di Tonitto 1939 a trasformare questo prodotto in un sorbetto multitasking. Ecco alcuni consigli e abbinamenti su come far gustare al meglio questo semplice, ma versatile alimento.

Frutta al centro

Tonitto 1939, aziedna genovese che produce e distribuisce gelato in più di 20 Paesi, leader in Italia per la produzione del sorbetto, ha realizzato un prodotto che richiama il gusto ricco e naturale della frutta, selezionando i migliori “cultivar” del mondo, dal limone "primo fiore al mandarino tardivo di ciaculli. Utilizzando le basi classiche di sorbetto, come limone, lime e fragola, si è andati a studiare nuove soluzioni, arricchendo il tutto con della polpa di frutta fresca oppure con un estratto di erbe aromatiche, esaltando le note sensoriali degli ingredienti attraverso l’aggiunta di gocce di tabasco oppure di vodka o il classico prosecco, realizzando una soluzione rinfrescante e leggermente alcolica.

Sorbetto (credits: Tonitto 1939)
Sorbetto (credits: Tonitto 1939)

Usi non convenzionali

Ma il sorbetto non è solo intermezzo o fine pasto. Gli chef di Tonitto 1939 hanno pensato ad alcuni abbinamenti insoliti. Usando la versione limone, lime, lime e zenzero, lampone, il sorbetto viene usato come ingrediente di base per la marinatura di carpacci di pesce o crostacei. In versione mantecata a granita può essere impiegata in abbinamento con tartare di gamberi o carpacci di spada o tonno. Nella versione mango&passion, va ad affiancare un hamburger di manzo alla griglia.

Il sorbetto e il vino

Assecondando la sua funzione tradizionale, il sorbetto agli agrumi, all'arancia rossa&zenzero, al mandarino o al lime, può accompagnare un vino spumante o un moscato. Da Tonitto 1939 viene proposto un abbinamento con il Recioto di Valpolicella o con un Moscato di Pantelleria.

Gusto e benessere nella linea di pesti al tonno Rio Mare

pesti al tonno Rio Mare
Disponibili in tre varianti, i pesti al tonno del brand di prodotti ittici hanno un alto contenuto di pesce e sono ideali per completare un'infinità di preparazioni per la pausa pranzo e l'aperitivo

È stata studiata per unire gusto e benessere la novità firmata Rio Mare: una linea di pesti al tonno. Una gamma con la quale il marchio di conserve ittiche della Business Unit Food di Bolton Group mette a disposizione degli operatori dei locali un alimento sano, nutriente e tra i preferiti degli italiani in tre originali ricette, tante sono infatti le nuove referenze, buone per le più diverse preparazioni: Tonno Olive Nere & Peperoncino, Tonno Pistacchi & Limone e Tonno Mandorle & Pecorino.

Tutte e tre le referenze di Pesti Rio Mare di caratterizzano per il sapore unico e la consistenza rustica e sono ricche di tonno di prima qualità (20% in ciascuna confezione), pescato in modo sostenibile, come testimonia la certificazione Msc (Marine stewardship council) e lavorato con tutta l’esperienza di Rio Mare. Al prelibato pesce si aggiungono ingredienti selezionati e olio di oliva di alta qualità, senza alcun uso di conservati.

Tre ricette versatili

Più nel dettaglio, il Pesto Tonno Olive Nere & Peperoncino è fatto con una base di tonno di prima qualità, insaporita da olive nere e da una sfumatura piccante di peperoncino. Una combinazione di ingredienti che rendono il pesto deciso e perfettamente equilibrato. In Tonno Pistacchi & Limone, invece alla base di tonno di prima scelta si abbina il delicato sapore dei pistacchi e una leggera nota del limone, per un connubio di gusto e freschezza dedicato ai palati più raffinati. In Tonno Mandorle & Pecorino, infine, il sapore del tonno è arricchito dal delicato gusto delle mandorle e dal pecorino salato: un abbinamento che rende appetitose anche le preparazioni più semplici.

Disponibili in vasetto di vetro da 130 g, i pesti al tonno Rio Mare si caratterizzano anche per la loro estrema versatilità. Ideali per condire la pasta, lo sono altrettanto per completare panini, tramezzini, da usare come condimento per insalate, o ancora da spalmare su bruschette, pane, crostini e tante altre preparazioni per la pausa pranzo e l’aperitivo. Un esempio di una preparazione tanto gustosa quanto facile e veloce da preparare è una bruschetta con formaggio filante e Pesto al Tonno, Pistacchi e Limone. Per farla basta strofinare un po’ di aglio su una fetta di pane leggermente abbrustolita, sulla quale si adagia sopra un bocconcino di mozzarella tagliato a pezzetti e formaggio Emmenthal grattugiato, e mettere in forno per fare sciogliere il formaggio. A questo punto si completa guarnendo con il Pesto al Tonno, Pistacchi e Limone e un ciuffetto di timo.

Gin Tonica Zero, il nuovo aperitivo a zero alcol di Fonte Margherita

Fonte Margherita Aperitivi zero
Ispirato all'iconico long drink, il nuovo arrivato arricchisce la linea di aperitivi analcolici del Gruppo veneto che guardano alle nuove tendenze del bere bene e responsabile

New entry nella linea di bevande di Fonte Margherita. La nuova arrivata è Gin Tonica Zero che nello specifico va ad arricchire la gamma di aperitivi analcolici del Gruppo vicentino, inaugurata nell’autunno 2020 con il lancio di Spritz Zero (leggi Spritz Zero, il nuovo aperitivo analcolico di Fonte Margherita).

Anche in questo caso l’azienda ha puntato su un’icona della miscelazione, il Gin&Tonic, proponendola in una versione analcolica e ready to drink.

Come Spritz Zero anche Gin Tonica Zero nasce per promuovere forme di socialità responsabile, come da mission del Gruppo, ovvero la possibilità di divertirsi e di socializzare bevendo bene, ma a zero alcol.

Non a caso Gin Tonica Zero è realizzata solo con ingredienti naturali e di qualità, senza coloranti e conservanti. La sua base è l’acqua Fonte Margherita, l’oligominerale che proviene da un contesto montuoso, quello delle incontaminate Piccole Dolomiti, nello specifico attinta dalla sorgente Camonda, dalla quale sgorga pura e con un basso contenuto di sodio.

Dal gusto fresco, dissetante e bilanciato, con le note amare del ginepro, Gin Tonica Zero coglie in pieno la domanda del fuoricasa di prodotti nuovi e distintivi, con una proposta perfetta per l’aperitivo, ma ottima da gustare anche in altri momenti della giornata.

È proposta in bottiglia di vetro da 27,5 cl, caratterizzata da un design elegante, che rimandano ai tempi passati così come le etichette, sempre in stile vintage rivisitato in chiave contemporanea grazie alla collaborazione con la designer Francesca Chiani.

Pronto da bere, il nuovo aperitivo può essere valorizzato al massimo servendolo in bicchiere Collins riempito a metà di ghiaccio, completando con una fettina di limone italiano.

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