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Pieno di riconoscimenti internazionali per Oleificio Zucchi

Oleificio Zucchi
Il pluripremiato Olio Extra Vergine di Oliva Zucchi 100% Italiano
L'Oleificio cremonese con il suo Olio Extra Vergine di Oliva Zucchi 100% Italiano nella prima parte dell'anno ha trionfato nei più prestigiosi concorsi a livello mondiale

Pioggia di riconoscimenti internazionali per Oleificio Zucchi che in questa prima parte dell’anno si è già imposto sul podio di alcuni dei premi più ambiti a livello mondiale. L’azienda cremonese ha ricevuto negli Stati Uniti il Silver Award del Nyiooc World Olive Oil Competition 2022, tra le pù importanti competizioni mondiali di settore, premio che ha assicurato al suo Olio Extra Vergine di Oliva Zucchi 100% Italiano l’ingresso nella Official Guide to the World’s Best Olive Oils, la guida di riferimento a livello internazionale dei migliori prodotti e produttori al mondo.

Passando dagli Usa alla Germania, altri due prestigiosi riconoscimenti hanno sancito l’elevata qualità dell’Olio Extra Vergine di Oliva Zucchi 100% Italiano. Questo si è infatti aggiudicato un doppio premio al Berlin Global Olive Oil Awards 2022, altro concorso di grande prestigio internazionale: il Platinum e Gold Award. Il Platinum award è stato conferito nella categoria Quality, a testimonianza dell’attenta selezione delle materie prime, tutte rigorosamente italiane, e delle alte proprietà organolettiche del prodotto. Il Gold award, invece, è stato assegnato nella categoria High Polyphenols, categoria nella quale vengono premiati gli oli in cui viene rilevato un livello eccezionale di polifenoli. Questi sono gli antiossidanti contenuti naturalmente negli oli extra vergine da oliva di qualità, che contribuiscono a rendere il prodotto un prezioso alleato del benessere fisico.

Ma non solo. Perché prestigiosi riconoscimenti sono arrivati anche dal Regno Unito. L’Extra Vergine di Oliva Zucchi 100% Italiano si è infatti aggiudicato il Silver award nella categoria Quality e il Gold award nella categoria Health claim award al London Iooc (International Olive Oil Competition), a ulteriore dimostrazione delle sue pregiate caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

Riconoscimenti ambiti che premiano la qualità a 360 gradi dell’azienda e, insieme, l’impegno di tutta la sua filiera e il grande lavoro dei suoi blend master capaci di esaltare al meglio l’eccellenza delle materie prime, che confermano Oleificio Zucchi come ambasciatore del made in Italy e di una nuova cultura dell’olio nei principali mercati di riferimento.

Angelica Giannuzzi: «Così trasformo i dessert in mezzi di comunicazione»

Italiasù Angelica Giannuzzi
Italiasù Angelica Giannuzzi
Nel 2020 lanciò Italiasù, quest'anno nobilita un celebre snack: così nasce il processo creativo della pastry chef pugliese

Angelica Giannuzzi è la pastry chef del ristorante Pashà di Conversano, in provincia di Bari. Nel laboratorio del celebre ristorante stellato, guidato da Antonello Magistà con ai fornelli lo chef Antonio Zaccardi, nascono dessert che vanno al di là del loro ruolo. Ne è una prova Italiasù, una dedica al nostro Paese, nato per omaggiare la strenua resistenza opposta al Covid durante la pandemia. Si tratta di un tiramisù a forma di Italia, con una importante variazione sul tema ingredienti. Ma, dopo aver lanciato questo messaggio di incoraggiamento ai suoi commensali, Giannuzzi è andata oltre. Per il suo nuovo signature dessert è andata a pescare tra gli snack degli anni Novanta.

Chi è Angelica Giannuzzi

Classe 1982, Angelica Giannuzzi è la pastry chef del ristorante Pashà di Conversano, una stella Michelin. Diplomata presso l’Istituto Consoli-Pinto a Castellana Grotte (Puglia), suo paese d’origine, a 18 anni Angelica decide di ampliare la sua formazione in Italia e all’estero. Collabora con Carlo Cracco, Enrico Crippa, Luca Montersino. Appassionata di note vegetali, da Pashà si occupa di pre-dessert, dessert e piccola pasticceria.

L'intervista ad Angelica Giannuzzi

Da dove nasce l'idea di un tiramisù a forma di Italia? Italiasù è nato subito dopo il primo lockdown. Volevo creare un dolce che rappresentasse l'Italia. Ho scelto di partire da una forma particolare per lanciare un incoraggiamento. È diventato un dessert iconico, ancora oggi molto richiesto dai nostri clienti. Quali ingredienti hai usato? Sono partita dalla ricetta tradizionale e ho tolto le uova, superflue perché non avevamo bisogno di grandi volumi. Ho usato mascarpone, zucchero a velo e due ingredienti tipici della dispensa pugliese: il liquore San Marzano Borsci e la mandorla Filippo Cea.

Sneakers
Sneakers, rivisitazione della celebre barretta firmata Angelica Giannuzzi
Come si trasforma un dessert in un mezzo di comunicazione? Si parte da un concetto e poi si esplode nella lavorazione. Ma non è detto che venga fuori ciò che avevamo pensato. Quanto aiuta una buona tecnica e come la si migliora? Nella pasticceria ci deve essere una grande tecnica, altrimenti è difficile raggiungere i risultati immaginati. Si può migliorare con corsi, ma anche con la semplice manualità e gli errori che si verificano durante il percorso. È con gli errori che si cresce. Quale è il tuo attuale signature dessert? Sneakers, come la barretta. Per renderla più sofisticata ho creato una sfoglia di latte con una ganache di arachidi, panna ai frutti rossi, caramello, cioccolato fondente. Il tocco in più? Lo serviamo con acqua tonica per ripulire il palato.

San Benedetto entra nel segmento degli energy drink

San Benedetto energy drink
Con le due nuove referenze di energy drink, il Gruppo amplia la sua offerta di bevande approcciando un nuovo segmento di mercato in forte crescita

San Benedetto SB Energy Super Boost e San Benedetto Fruit & Power sono le nuove bevande che segnano l‘ingresso di Gruppo San Benedetto nel segmento degli energy drink.

Le due referenze della nuova gamma di bevande energetiche sono state pensate per chi desidera una carica di energia e gusto, come alternativa al caffè o per un break rigenerante e sviluppate per soddisfare le esigenze di consumatori attenti ai trend di consumo in continua evoluzione. A questo scopo all’effetto energetico uniscono gusto e qualità per un’esperienza di refreshment più duratura nel tempo e sono contenute in pack pratici e leggeri che ne favoriscono i consumo in ogni occasione.

Energia, gusto e qualità

San Benedetto SB Energy Super Boost è un’energy drink a base di taurina, caffeina e vitamine del gruppo B (niacina, acido pantotenico, vitamine B12 e B6), che contribuiscono al normale metabolismo energetico e alla riduzione della stanchezza fisica. A ridotto contenuto calorico, perfetto per tutti i momenti della giornata che richiedono una sferzata di energia, è disponibile in lattina da 25 cl dal design fresco e colorato con una grafica ricca di richiami al mondo energetico dei supereroi.

San Benedetto Fruit & Power è stato invece pensato come una gustosa e fresca alternativa al caffè, con in più tutto il buono della frutta in acqua minerale naturale. A base di caffeina e taurina, contiene un’alta percentuale, ben 33% di frutta, ovvero succo di melograno, mela, mango e ananas. Privo di zuccheri aggiunti è perfetto per una ricarica a colazione o un break energizzante ed è disponibile nel pratico formato da 40 cl in Pet dalle linee moderne, comodo anche da portare sempre con sé.

Un mercato dinamico

Con queste nuove bevande, San Benedetto rende sempre più ricco e completo il suo portafoglio di prodotti, approcciando nuovi target di consumo e consumatori in cerca di prodotti innovativi in un segmento che oggi continua a crescere con ottimi risultati. Uno studio della società di ricerche di mercato Formind ha infatti rilevato che il segmento degli energy drink lo scorso anno nel canale fuoricasa ha registrato consumi per 8 milioni di litri, in crescita del 25% sul 2020.

Salt&Straw crea il topping profumato per il gelato

Culinary Perfume
Culinary Perfume
L'azienda americana Salt&Straw ha creato tre fragranze da spruzzare su coni e coppette. E c'è un precedente tutto italiano

La catena americana di gelati Salt & Straw, in collaborazione con la profumeria Imaginary Authors, ha creato tre fragranze da usare come guarnizioni per gelato. Il profumo va spruzzato sul gelato prima di essere servito, arricchendo l'esperienza della componente olfattiva.

Il processo alla base dei topping Salt & Straw

Le sostanze usate per creare le fragranze Salt & Straw, vengono congelate e poi usate per arricchire l'esperienza di degustazione del gelato. Il profumo (che influenza anche il retrogusto del gelato) si sprigiona ogni volta che il gelato viene portato alla bocca. Il profumo è disponibile in tre fragranze: cocco, agrumi, fiori. Ogni boccetta è venduta online a 65 euro.

Il precedente italiano del 2017

Ma prima di Salt & Straw c'è un precedente tutto italiano. Nel 2017 si è celebrato l'incontro tra Antonella Bondi, maestra profumiera, e Makoto Irie della Carpigiani Gelato University. Da qui è nato un sodalizio goloso. Infatti le creazioni di gelato di Irie sono state completate dalle essenze di Bondi, rivelando che anche un alimento freddo può essere profumato. Risultato? L'esperienza di gusto viene arricchita. I primi assaggi sono stati per il gusto gelato al pistacchio e rosa.

Premiati gli autori del Miglior Club Sandwich di Jesolo

Club Sandwich premiazione chiosco ristoro
La premiazione del Chiosco Ristoro, uno dei locali vincitori di questa terza edizione del contest
Conclusa la terza edizione del contest che premia le migliori interpretazioni del famoso panino gourmet in versione originale e in versione creativa dei locali della cittadina veneta

Dopo tre giorni di sfide sulle piastre roventi, sono stati decretati i vincitori de Il miglior Club Sandwich di Jesolo, il contest che premia gli autori delle più gustose ricette del famoso panino gourmet. La gara, quest’anno alla sua terza edizione, ideata dal maestro di piastra Gianfranco Moro e organizzata da Claudia Ferronato, ha visto in gara tre diverse categorie di locali della cittadina veneta: ai chioschi e agli hotel si sono infatti aggiunti i ristoranti. Invariata invece la formula della sfida, o meglio della doppia sfida, perché ogni locale può concorrere nella realizzazione di un Club Sandwich con ricetta tradizionale, preparato con il classico pane in cassetta, con il bordo, e una su una ricetta creativa, utilizzando il panpiuma senza bordo, ovvero il classico pancarré dei tramezzini, quindi più difficile da lavorare, e reinterpretandone la ricetta con tanta creatività e fantasia.

Tutti i premiati

Per quanto riguarda la ricetta tradizionale, la vittoria nella categoria chioschi è andata al Chiosco Ristoro, nella categoria hotel al Vidi Miramare & Delfino, mentre nella categoria ristoranti al Gasoline on the beach.

A distinguersi con le loro interpretazioni fantasiose del Club sandwich sono stati invece i maestri della piastra del Chiosco Cubanito (Hotel Monaco & Quisisana) per la cateoria chioschi, dell’Hotel J44, per la categoria hotel, e de La Guinguette Baladin, per la categoria ristoranti, che hanno proposto originali ricette con incursioni fusion, prodotti freschi e local e nuovi sorprendenti mix di sapori.

Oltre ai vincitori, nella serata di premiazione del contest, svoltasi presso l’Almar Resort & Spa sono stati premiati Marco Berto dell’Hotel Domingo per la presentazione più particolare, che includeva anche delle foglie d’oro. E, tra i fuori concorso, ovvero tra i locali che non appartengono alle tre categorie previste dal regolamento, il pub Route 66. Infine, Alessio di Giovanni, junior sous chef, e Alessio Dabbicco, sous chef dell’Hoku Beach Restaurant dell’Hotel Falkensteiner hanno ricevuto un riconoscimento per la ricerca e il loro storytelling di Dream my way, Club sandwich che fa compiere un viaggio di sapori originale e innovativo.

La giuria

A giudicare le preparazioni una giuria di esperti, composto dai Giudici sensoriali e dagli Ambasciatori del Club sandwich: i primi sono persone che hanno seguito un corso di degustazione, dove hanno imparano a riconoscere aromi, sapori e qualità degli ingredienti utilizzati nella preparazione da chi fuori casa cerca un pranzo veloce e gustoso, i secondi anche un corso di preparazione, dove imparano a realizzare il Club sandwich a regola d’arte, scegliendo materie prime di qualità a iniziare dal pane, individuando la perfetta cottura, tagliandolo alla perfezione e presentandolo in maniera impeccabile.

Bitter Gajàrdo protagonista della carta gelato e sorbetti

Mandarino zafferano e bitter
Mandarino zafferano e bitter
Il prodotto di Distilleria Schiavo è al centro di una carta di gusti dedicata presso la gelateria Mille di Verolanuova (Brescia)

Può una bibita importantissima nella mixology mondiale diventare la chiave di volta per una carta di gelati? Sì, è successo nella gelateria Mille di Verolanuova (Brescia). Nell'insegna due coni del Gambero Rosso è nata la carta dei Sorbetti e gelati al bitter radicale, realizzata in collaborazione con Distilleria Schiavo e il suo Bitter Gajàrdo.

Il frutto della partnership con Bitter Gajàrdo

Consacrato nel 2019 come “World Best Bitter” al World Liqueur Awards, il Bitter Gajàrdo del maestro distillatore Marco Schiavo ha cambiato forma. È diventato gelato grazie all’esperienza della maestra di gelateria Gabriele Pè. Nella carta di sorbetti e gelati al bitter radicale ci sono sei declinazioni gourmet in cui il Bitter Gajàrdo viene combinato con agrumi, cioccolato, zafferano, dando vita a gusti freschissimi ed equilibrati. Sono tutti gusti capaci di ricreare al palato la sensazione di sorseggiare un cocktail ben fatto, con la leggerezza e godibilità che solo il gelato è capace di evocare.

Arancia rossa di Sicilia
Arancia rossa di Sicilia
Le sei ricette create partendo da Bitter Gajàrdo sono: arancia rossa di Sicilia e bitter (Sorbetto base acqua al 45% di frutta), mandarino di Sicilia e bitter, pompelmo rosa di Sicilia e bitter, mandarino di Sicilia e bitter (con zafferano “di prossimità” dell’azienda agricola La Pieve di Dello (Bs) e frutta al 45%), fior di bitter Gajardo (gelato base latte con bitter), Dark & bitter (gelato al cioccolato fondente base acqua, con cioccolato fondente Valrhona “extra bitter 61% cacao”).

Casamigos protagonista dell’estate in Costa Smeralda

Casamigos
Gli amici George Clooney e Rande Gerber due dei fondatori di Tequila Casamigos
Le referenze di tequila del brand ultra-premium, fondato da George Clooney e Rande Gerber, saranno le protagoniste delle drink list di 9 locali esclusivi che per tutto il mese di agosto proporranno degustazioni, cene e serate a tema. Scopri le ricette

Agosto in Costa Smeralda sarà all’insegna di Casamigos. Il brand di tequila e mezcal ultra-premium, fondato dall’attore e regista George Clooney e da Rande Gerber e parte del portafoglio Diageo, animerà infatti la night life di una delle più esclusive destinazioni turistiche al mondo.

Le referenze di tequila Casamigos saranno le protagoniste delle drink list (in fondo all’articolo le ricette di alcuni cocktail che verranno proposti) proposte di 9 locali della Costa tra i più gettonati dello star system nazionale e internazionale, che per tutto il mese proporranno degustazioni, cene e serate a tema.

Ecco i locali coinvolti: Phi Beach, The Sanctuary Porto Cervo, Nikki Beach, Zamira Lounge Bar, Just Cavalli (Me) Porto Cervo, Zuma, Ritual Restaurant, Pacifico Restaurant e 7 Pines. Locali iconici, che hanno segnato la storia estiva dell’isola, e tra le mete più ambite e frequentate da vip e celebrity, dove Casamigos accompagnerà dal tramonto fino all’alba le feste più cool.  Ma non solo, perché il marchio sarà animerà anche le feste private di vip e celebrità che saranno ospitate in un Villa sempre in Costa Smeralda.

La Costa Smeralda si trasformerà cosi nella “casa degli amici”, traduzione del nome del marchio e del concept che vi è alla base. Il tequila Casamigos è stato pensato inizialmente da Clooney e Berger per essere consumato nella convivialità delle serate all’interno del loro entourage. L’alta qualità del distillato ha però convinto i sui creatori ben presto a proporlo al pubblico di tutto il mondo.

Tre referenze di tequila

E davvero tanta è la qualità di questo tequila, prodotto utilizzando esclusivamente polpa di agave blu Weber cresciuto sugli altopiani di Jalisco, in Messico, selezionato e raccolto a mano. A questo si aggiunge un processo di lavorazione artigianale dove la polpa viene tostata e ammorbidita in forni in mattoni per tre giorni e poi fermentata con lievito finissimo per 80 ore. Un sistema diverso e decisamente più lungo rispetto alla produzione industriale, che non prevede tostatura, ma soltanto una cottura a vapore per circa sette ore e una fermentazione di quarantott’ore. Ogni lotto viene infine numerato e firmato dai due fondatori.

Tre le referenze che compongono la gamma, che si distinguono per l’età di invecchiamento. Casamigos Blanco, dal colore chiaro e nitido, riposa per 2 mesi in botti di rovere ed è caratterizzato da un sapore fresco e pulito con sentori di agrumi, vaniglia e agave dolce, con un retrogusto lungo e morbido. Casamigos Reposado, liscio e pulito, riposa 7 mesi ed è morbido, leggermente legnoso, con note di caramello e cacao e presenta un corpo rotondo e setoso e un retrogusto medio-lungo. Casamigos Añejo, affinato per 14 mesi, ha un aroma complesso, splendidamente puro e raffinato, con morbide note di caramello e vaniglia. La sua caratteristica è il perfetto equilibrio fra la dolcezza dell’agave Weber e i sottili sentori di spezie e botte di rovere, uniti a un retrogusto liscio e persistente.

C'è anche il mezcal

A queste si è poi aggiunto il Mezcal, ottenuto dal cuore dell'agave (piña) di sola varietà Espadín (leggi Arriva in Italia il mezcal ultra premium Casamigos). Cuore dell’agave che viene cotto, da 4 a 6 giorni, a fuoco lento su braci di legno di quercia, all’interno di pozzi scavati nel terreno e rivestiti con rocce vulcaniche. Dopo la cottura, le piñas vengono fatte raffreddare per 24 ore e quindi frantumate con una macina, detta tahona, azionata da un tiro di cavalli. A seconda della stagione, il mescal fermenta da 2 a 8 giorni, prima di passare nei distillatori chiusi di rame, dove viene sottoposto a una doppia distillazione e decantato per 30 giorni.

Elegante con note armoniose di tamarindo, melagrana, banana e mango che ben si equilibrano con delicati accenni di affumicato, di liquirizia e sfumature minerali, il Mezcal Casamigos presenta una texture vellutata e al naso freschi aromi di menta, origano essiccato e timo, proprietà che lo rendono perfetto anche per la miscelazione.

I cocktail Casamigos in Costa Smeralda

Casa Margarita
Ingredienti:
45 ml Casamigos Tequila Blanco o Reposado, 20 ml succo lime, 15 ml succo arancia, 8 ml nettare agave, fetta di lime, sale

Casa Paloma

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Ingredienti:
45 ml Casamigos Tequila Blanco o Reposado, 30 ml succo di pompelmo, 20 ml succo lime, 15 ml nettare agave, una goccia bitter arancia, una goccia soda al pompelmo

Pineapple Cilantro Margarita

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Ingredienti:
45 ml Casamigos Reposado, 20 ml succo ananas, 8 ml sciroppo uso alimentare, 8-10 foglie cilantro, un goccio di bitter, 1 foglia ananas per decorare

Spicy Strawberry Basil Margarita

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Ingredienti:
45 ml Casamigos Tequila Blanco o Reposado, 20 ml succo lime, 15 ml sciroppo alimentare, 2 fragole intere, 4 foglie basilico, un goccio di bitter

Watermelon Mint Margarita

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Ingredienti:
45 ml Casamigos Tequila Blanco, 20 ml succo anguria, 15ml succo lime, 8 ml sciroppo alimentare, 8-10 foglie menta, un goccio di bitter

Udine, riapre il Laboratorio del Dolce

Meringhe con panna
Meringhe con panna
Gabriella Sandrini ha raccolto il testimone di Danilo D’Olivo. Il nuovo corso? In linea con la tradizione

Udine ritrova il suo Laboratorio del Dolce. Il titolare non sarà più lo storico pasticcere Danilo D’Olivo, che ha ceduto marchio e attività alla ex dipendente Gabriella Sandrini. Dal canto suo, Sandrini ha aggiunto la parola "Rinomato" all'insegna e si prepara a lavorare seguendo le orme del suo titolare.

Il nuovo corso di Laboratorio del Dolce

Dopo l'innovazione nell'insegna, la seconda novità sta nella sede. Non è più quella storica di vicolo Sottomonte, ma un nuovo punto, nel palazzo Asquini di via Piave, tra il ristorante Aquila nera e villa De Eccher. L'inaugurazione è slittata più volte. Si doveva iniziare a Natale, con i panettoni, ma si è arrivati in tempo per il gelato e i semifreddi, con un punto vendita minimal tutto nuovo e i consueti cavalli di battaglia.

L'intervista a Gabriella Sandrini

Gabriella, come mai hai deciso di fare il salto da dipendente a titolare? Sono stata per quasi 12 anni dipendente, sono cresciuta insieme al Laboratorio del Dolce e per me è come essere in una famiglia. Non avrei mai pensato di essere in grado di fare un passo così importante, ma ad oggi sono fiera e contenta di averlo fatto. Quando la pasticceria aveva chiuso mi sono sentita come persa. Così mi sono detta “O adesso o mai più” e così ho fatto. Devo ringraziare Danilo e Lidia perché mi hanno sostenuto e aiutato ad arrivare fino ad oggi titolare della pasticceria. C'è molto affetto per il Laboratorio: cosa manterrai della vecchia gestione e cosa cambierai? Sì, c'è tanto affetto per il laboratorio e molta aspettativa. Infatti, vorrei lavorare in continuità con la tradizione, proponendo i grandi classici come le meringhe alla panna o la Charlotte alla frutta. Non cambierei molto perché il laboratorio è conosciuto come tale. Certo, la pasticceria ha fatto passi da gigante quindi un po' di innovazione non guasta mai.

Carte D’Or Professional lancia le Basi neutre

Carte D'Or Professional
Carte D'Or Professional
Mousse, Sorbetto, Croccante, Mille Torte e Gelatina sono i prodotti con cui il brand Unilever vuole rivoluzionare il lavoro in laboratorio

Unilever Food Solutions ha presentato le Basi Neutre Carte D’Or Professional. Cinque le formule messe in commercio: Mousse, Sorbetto, Croccante, Mille Torte e Gelatina. Una gamma completa di soluzioni, veloci e semplici da utilizzare, per soddisfare tutte le esigenze di pasticceria. A garanzia del risultato c'è l'esperienza Carte D'Or.

Risparmio su tempi e costi, ma non su qualità

I prodotti Carte D’Or Professional sono semilavorati dal colore e dal gusto neutri e per questo sono estremamente versatili, personalizzabili e combinabili tra loro. Permettono allo Chef di rinnovare costantemente la carta dei dolci con un’offerta di dessert originali, di alto livello e in linea con i nuovi trend, anche in assenza di personale dedicato alla pasticceria. Le Basi Neutre Carte D’Or Professional mirano a soddisfare la domanda di qualità costante, salute e sicurezza alimentare. Grazie alla loro versatilità e facilità di applicazione e conservazione, permettono inoltre di ridurre gli sprechi, le scorte di magazzino e di ottimizzare il food cost del menu.

Il ricettario per i professionisti

Per ispirare gli Chef nella creazione di dessert originali con le nuove Basi Neutre, Unilever Food Solutions ha sviluppato il Ricettario Carte D’Or scaricabile all’indirizzo www.unileverfoodsolutions.it nella sezione Dessert. Qui è possibile trovare tante ricette e spunti creativi, accompagnati da suggerimenti per l’impiattamento e indicazioni sul food cost. Tra le ricette Mousse allo zenzero, lime e menta e Stecco al Mojito, realizzate con le Basi Mousse e Sorbetto, le soluzioni fresche ideali per la stagione estiva. La Mousse Base Neutra è senza glutine, con un gusto facilmente personalizzabile. La preparazione a freddo è semplice, rapida e permette di contenere e standardizzare tempi e costi di lavorazione. È un prodotto pastorizzato, adatto anche alla delivery. Disponibile in confezioni da 750 g. Anche il Sorbetto Base Neutra è senza glutine, ideale per replicare gusti diversi in base alla stagionalità e ai trend del momento. Di semplice e immediata preparazione a freddo all’interno di frozen machine, sorbettiera, pacojet e mantecatore, è stabile agli sbalzi di temperatura e da pronto può essere conservato in congelatore. Disponibile in confezioni da 1 kg, elimina gli sprechi, ha un basso food cost e un’alta marginalità.

Sca Italy, nuovo regolamento latte art e ammonizioni

Si torna in pedana con Sca Italy
Sono sono state definite le sedi e le date delle gare; a breve l’apertura delle iscrizioni. Due importanti modifiche nei regolamenti

Riparte con decisione e nuovo entusiasmo la macchina organizzativa delle competizioni organizzate da Sca Italy che selezioneranno i finalisti alle finali nazionali in programma per il prossimo Sigep di Rimini, dal 21 al 25 gennaio 2023.

Di seguito le date e i luoghi in cui si disputeranno le competizioni che tornano ad avere due o tre appuntamenti lungo la Penisola. A breve, ci sarà la comunicazione delle date utili per l’iscrizione, che si protrarrà per più giorni.

Campionati Barista, Latte Art, Brewers, Coffee in Good Spirits

  • Tappa Sud: 18-19-20 ottobre presso Accademia Trucillo, via Cappello Vecchio 4, Salerno
  • Tappa Centro: 23-24-25 novembre presso Simonelli Group, Via Emilio Betti, 1, Belforte del Chienti MC
  • Tappa Nord: 29-30 novembre -1 dicembre presso Fiorenzato, via Rivale, 18, Santa Maria di Sala, Venezia.

Fiorenzato, Simonelli Group e Trucillo si sono aggiudicati il bando per le selezioni e ospitano ognuna un tappa.

Campionato Cup Tasters

Tappa Nord: 7 novembre presso CosmoFood, Vicenza

Tappa Sud: 21 novembre presso Gustus, Mostra d’Oltremare Napoli

Campionato Roasting

Tappa Sud: 20-21-22 settembre presso Pierre Cafe’, via Annibale Moles 60, Gravina in Puglia BA

Tappa Nord-Est: 12-13-14 ottobre presso IMF, via delle Scienze 6, Occhiobello RO

Tappa Nord: 15-16-17 novembre presso La Milanesa Torrefazione Caffè, piazza Giovanni XXIII 9, Gallarate VA.

Il bando per le selezioni Roasting è stato vinto da IMF Roasters.

Competizioni preliminari, cosa cambia

«Prima di tutto voglio sottolineare la grande soddisfazione di tutta la macchina organizzativa per il risultato ottenuto - afferma Alessandro Coda, events coordinator di Sca Italy -: diamo di nuovo ai concorrenti la possibilità di competere con gare che si svolgono sia nel Nord sia nel Sud Italia, che dunque non richiedono spostamenti lunghi e onerosi.

Considerate le esperienze passate, abbiamo ritenuto opportuno intervenire con alcune modifiche per quanto riguarda le gare preliminari.

La prima prevede l’ammonizione del concorrente che si iscrive a una tappa, ma non si presenta né dà un preavviso, un motivo che giustifichi la sua assenza, per arrivare all’espulsione qualora la cosa si ripeta.

Iscriversi e non presentarsi significa non permette di gareggiare a un altro potenziale concorrente; inoltre  mostra mancanza di rispetto nei confronti della macchina organizzativa, che, lo posso garantire, è molto impegnativa e spesso a carico di volontari che devono vedere rispettato e premiato il loro sforzo.

Chi non potrà partecipare e ne avrà dato comunicazione correttamente, potrà partecipare a un’altra tappa (all’iscrizione è richiesta l’indicazione della seconda opzione), sempre che in quella location vi siano posti liberi».

Latte vaccino e bevande vegetali

Un’altra modifica al regolamento riguarda la Latte Art (nuovamente solo per le gare preliminari). «Si tratta di un cambiamento che guarda al futuro - riprende Coda -, in linea con le tendenze in atto in Sca e probabilmente a breve presenti nelle competizioni mondiali. La competizione avrà una durata di 12 minuti (ad oggi era di 10 minuti) e prevederà la realizzazione di 6 tazze: 2 con latte vaccino in free pour, 2 con latte vaccino in etching, infine 2 in free pour realizzate con una bevanda alternativa (soia, avena, riso…).

Anche quest’ultimo prodotto sarà fornito dall’organizzatore della tappa e il tipo di bevanda sarà comunicato ai concorrenti per tempo, al fine di potersi preparare.

La finale a Sigep vedrà applicato il regolamento internazionale.

Come ho già detto, siamo molto soddisfatti della risposta ricevuta sia da parte degli sponsor, degli organizzatori e di tanti baristi che si mostrano interessati ai diversi appuntamenti: abbiamo ricevuto numerose richieste per l’organizzazione di gare, che sottolinea la voglia di ricominciare alla grande.

Un’importante raccomandazione: si tratta di competizioni, che come tali devono essere vissute. La tensione dei minuti di gara deve essere preceduta e seguita dalla voglia di incontrarsi e di divertirsi. Non facciamoci prendere dalla tentazione di recriminare e da una rivalità eccessiva, che non fanno altro che rovinare quella che a tutti gli effetti deve essere una festa, una sana occasione per crescere insieme».

Nuove esperienze con il Non-Gelato di Grezzo Raw Chocolate

Pochi ingredienti pregiati e tanta qualità senza latte, zucchero, uova: ecco la proposta della gelateria e pasticceria crudista di Roma

Un piacere sano, alternativo al gelato tradizionale italiano: si chiama Non-Gelato e promette di rivoluzionare le ricette tradizionali, portando l'esperienza di degustazione a un livello di piacere più alto, ma soprattutto sano. Parola di Grezzo Raw Chocolate.

Cos'è il Non-Gelato

Partendo da zero, Nicola Salvi, fondatore di Grezzo, ha messo insieme esigenze nutrizionali e ambientali, eliminando dalle ricette tradizionali latte, zucchero e basi. Il Non-Gelato di mandorle è fatto con il 35% di frutti siciliani biologici, tostati e macinati a pietra per quattro giorni. Quello di nocciole è ottenuto con il 25% di frutti biologici Dop a Km 0. E ancora il gelato al cioccolato è realizzato il 25% di cacao crudo, ottenuto da fave biologiche non tostate, ma essiccate al sole in modo naturale per essere fino a 5 volte più nutrienti. Queste percentuali di materie prime sono introvabili nel gelato classico.

Il Non-Gelato di Grezzo Raw Chocolate
Il Non-Gelato di Grezzo Raw Chocolate
La restante quota degli ingredienti è coperta da acqua naturale e anacardi biologici. Spazio a zucchero di cocco bio e agave integrale bio, non raffinati, a basso indice glicemico, con un piacevole gusto caramellato. Una lista ingredienti che più corta non si può.

Una ricetta che parla di sostenibilità

Il Non-Gelato usa solo ingredienti vegetali che hanno un impatto ambientale 150 volte inferiore rispetto ai derivati animali come latte e uova. Inoltre si tratta di materie prime biologiche che non sono trattate chimicamente, evitando così l’inquinamento dei frutti, dei terreni e delle falde acquifere, oltre a limitare l’inquinamento durante la fasi produttive dei prodotti chimici usati in agricoltura convenzionale.

Il Non-Gelato di Grezzo Raw Chocolate
Il Non-Gelato di Grezzo Raw Chocolate
In più, si usano prevalentemente frutti da alberi che vengono colti, facendo in modo che la pianta sopravviva continuando le sue preziose funzioni di proteggere il terreno dal surriscaldamento e di produzione di ossigeno per pulire l’aria che respiriamo.

Dove si mangia il Non-Gelato

Il Non-Gelato si può gustare fresco nelle gelaterie Grezzo di Roma oppure si può preparare a casa con le basi in barattolo, fino a 11 gusti, per fare a casa il gelato, anche senza gelatiera. Con quella che Grezzo chiama “Tecnologia Naturale”, per trasformare un barattolo di preparato in un cremoso gelato casalingo, basta aggiungere acqua, frullare e mettere in congelatore. Una preparazione che richiede appena 3 minuti.

Carmen Clemente, diario di una vittoria al mondiale Latte Art

Da sinistra, Manuela Fensore, Carmen Clemente, Chiara Bergonzi
Da sinistra, Manuela Fensore, Carmen Clemente, Chiara Bergonzi, poco dopo la vittoria del modiale
Tenacia, un lavoro incessante di preparazione con Manuela Fensore e un lavoro di squadra tutto al femminile alle spalle del nuovo primato italiano

L’Italia di nuovo massimo riferimento per la latte art, chi l’avrebbe mai detto? Eppure, lo scorso giugno, nell’ambito del World of Coffee, a Milano, per il secondo anno consecutivo ha meritato il primato mondiale. È un risultato unico e sorprendente se si considerano la tecnica, la creatività e la precisione di competitor di altissimo livello provenienti dai principali riferimenti per il settore, i Paesi asiatici: secondo, terzo e quarto si sono posizionati i campioni nazionali di Sud Corea, Taiwan e Malesia. Ma il risultato appare più logico, quasi “naturale” quando si valuta come dietro il titolo di campionessa mondiale di Carmen Clemente ci sia un gioco di squadra perfetto, tutto al femminile

Manuela Fensore, campionessa mondiale 2019, è stata infatti la creativa e coach di Carmen, per la quale ha studiato una gara su misura, con i necessari coefficienti di difficoltà, ma con tecniche che hanno saputo valorizzare la manualità di Carmen, spingendola con determinazione e una fiducia incrollabile ad una forte crescita.

Il tutto con allenamenti quotidiani e rigorosi (solo così si arriva alla cura di ogni particolare, come ci spiegò ai tempi la neo campionessa 2020 illustrandoci come si effettuano punti e linee con la lattiera).

Le figure create venivano poi sottoposte a Chiara Bergonzi, seconda al mondiale 2014, interpellata per la sua competenza frutto di una lunga esperienza di giudice internazionale, che ne valutava in modo analitico l’impatto in termini di punteggio attribuibile alla gara per ottimizzare il tutto.

Altro supporto durato negli anni è stato quello di Cristina Caroli della caffetteria specialty Aroma di Bologna (la classica collega-amica su cui si può sempre contare). 

Prima ha spinto Carmen a credere in se stessa e nelle proprie capacità nonostante i continui alti e bassi emotivi per un mondiale annunciato e rimandato più volte, poi si è assunta un ruolo delicato di armonizzazione strategica del team, risolvendo momenti di stress dovuti agli allenamenti comprensibili per una coppia come Carmen e Manuela che condividono vita a due e lavoro.

La competizione - prima parte

Carmen si è presentata alla prima prova in pedana il 24 giugno decisa, sorridente, sicura. Ogni figura è stata accompagnata da uno speech che ha dato più spessore e punti alla sua prova, che si è svolta con fluidità, tra versate calibrate di crema di latte che hanno disegnato un marlin (pesce spada), il muso di un cane e un pinguino nella tazza da espresso. Il “time” finale è stato accolto da un fragoroso applauso e dalla felicità della concorrente per una prova ben fatta. «Dopo la vittoria al nazionale di Sigep 2020 è stato un susseguirsi di date, di presunte finali che poi non si sono svolte - osserva Carmen Clemente -. Ho comunque continuato ad allenarmi insieme a Manuela, cercando di arginare quello che è un mio punto debole: la parte emotiva. In vista della competizione di Milano, ho avuto un mese e mezzo per preparare le figure. Il marlin e il cane sono stati i più difficili: è stato complesso comprendere come disegnarli in tazza, ponendoli in modo armonico e simmetrico. Il primo, in genere, è rappresentato con un sole, che abbiamo scartato a favore di una stella in free pour elemento mai visto fino ad ora in tazza: in un primo tempo mi sembrava troppo complessa, ma, grazie all’insistenza di Manuela, ce l’ho fatta». Nel pomeriggio arriva la comunicazione del primo grande obiettivo raggiunto: la finale; essere tra i primi sei al mondo è importante, in qualsiasi disciplina. 

Dalla paura alla vittoria

Ma il mattino seguente è l’incertezza a dominare: «Mi hanno assalita l’ansia e la paura - riprende Carmen -, stavo molto male. Tutte le persone a me vicine si sono impegnate per supportarmi e mi hanno dato suggerimenti utili, come ad esempio quello di ripetere lo speech della competizione come un mantra. Sentivo che mi faceva bene e anche quando sono andata in pedana, mentre mi preparavo lo ripetevo». 

Il clima che ha accompagnato la realizzazione del marlin, del muso del cane e, come nuova figura in etching, un castoro (che le ha fatto registrare il migliore punteggio) è stato più teso, anche a causa di un overtime di 12 secondi, che equivalgono ad altrettanti punti in meno nello score finale. Ma anche quella penalità non le toglie il primato: l’esplosione di gioia è doppia quando lo speaker annuncia che è lei la nuova campionessa del mondo, con uno scarto sulla seconda di 0,5 punti

Avvicinare i ragazzi alle gare

A pochi minuti dalla vittoria, con il trofeo tra le mani, si sente «incredula; è una sensazione mai provata - afferma -». E già pensa al futuro: «La scuola che io ed Manuela abbiamo aperto a Rho (Milano), il World Latte Art & Coffee Center, va molto bene. Ora vogliamo fare dei corsi per avvicinare i ragazzi alle gare, con esperti dedicati a ogni disciplina, per fare comprendere come si svolgono le competizioni e aprire la strada a nuovi talenti». 

Infine una domanda: come mai l’Italia è riuscita di nuovo a superare i “colossi” asiatici? «Condividiamo il nostro sapere; è stata davvero l’unione a fare tanta forza, ma soprattutto la perseveranza, l’impegno che io e Carmen abbiamo condiviso ogni giorno nella nostra scuola - osserva Manuela Fensore -». «È un lavoro che ha funzionato molto bene - prosegue Chiara Bergonzi -. Manuela è chi sa trasferire le idee in tazza, immediatamente; io ho la percezione di ciò che vogliono i giudici ogni anno; Carmen ha raccolto tutto ciò (non senza resistenze: non è facile farle accettare una modifica, un nuovo passaggio!), allenandosi e condividendo il suo lavoro ogni giorno con Manuela». 

Nuovi talenti?

Ha seguito con attenzione, commosso e soddisfatto, il talent scout e ideatore della latte art, Luigi Lupi. Lui ha preparato Chiara, seconda classificata al mondiale 2014, il coreano Um Paul, campione 2016 (la moglie Rora si è classificata alle spalle della Clemente); ha “scoperto” le vincitrici dei titoli mondiali 2019 Manuela Fensore e 2022, Carmen Clemente. Gli domandiamo se ha nuovi talenti nel suo “cilindro”. «Ne vedo tanti nei Paesi asiatici, nell’America latina e mi aspetto sorprese dalla Cina - risponde -. In Italia ho visto più di un potenziale campione emergere per un nazionale, senza proseguire. Il problema è che la latte art richiede allenamenti costanti, affinamento delle tecniche e il confronto con una figura esperta: un impegno che pochi possono permettersi».

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