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Pistì lancia il panettone estivo ai sapori di Sicilia

Panettone estivo Pistì
Panettone estivo Pistì
Si chiama Lestivo Fotonico e sarà disponibile per un mese sul sito ufficiale

Mentre l'estate entra nel vivo, si moltiplicano anche i panettoni estivi. L'ultimo nato viene dalla Sicilia, anzi dalle pendici dell'Etna. Tra i boschi ai piedi della montagna, figlio del pistacchio, è nato Lestivo Fotonico. Da lunedì 18 luglio è disponibile questo panettone estivo ideato dalla pasticceria siciliana Pistì. Sarà in vendita sul sito ufficiale per un mese. Disponibili due versioni molto speciali.

Cos'è Lestivo Fotonico

Lestivo Fotonico è il panettone soffice pensato da Pistì in due versioni: ciliegia e pistacchio di Sicilia oppure albicocca, ananas e pistacchio di Sicilia. Questi abbinamenti puntano a valorizzare i momenti di condivisione con la famiglia, sia in spiaggia sia dopocena. Lestivo Fotonico si presta molto bene come grande lievitato d'accompagnamento per gelato, granite, creme spalmabili e marmellate.

Due giovani vocati all'alta pasticceria

L'avventura di Pistì inizia 22 anni fa, a Bronte. Nino Marino era un manager creativo proveniente dal settore alimentare, Vincenzo Longhitano invece era un abile dirigente cresciuto in una storica famiglia di produttori di Pistacchio. Nel 2002 i due giovani uniscono le loro forze per dare vita a una piccola produzione di alta pasticceria. Il debutto al Cibus segna il successo della loro intuizione. Oggi l'azienda è un punto di riferimento sul territorio e dà lavoro stabilmente a 150 persone. Il fatturato globale è di oltre 65 milioni di euro e venduto nella grande distribuzione, al dettaglio specializzato e nei duty free. Pistì è presente in 45 Paesi in tutto il mondo, in particolare Nuova Zelanda, Australia, Giappone e Europa.

Pos obbligatorio: ecco quando scatta la sanzione

Pos obbligatorio
Foto di AhmadArdity da Pixabay
Due note della Guardia di finanza specificano quando scattano le multe e per quali violazioni nei casi di mancata accettazione dei pagamenti con il Pos, obbligatori dallo scorso 30 giugno

Dallo scorso 30 giugno esercenti e professionisti devono obbligatoriamente accettare pagamenti con carte di debito, credito o prepagate tramite Pos. Tale obbligo, che riguarda anche le attività del fuoricasa, è stato accompagnato da sanzioni per gli inadempienti, anche queste entrate in vigore a partire dalla stessa data. La legge prevede infatti una multa di 30 euro più il 4% del valore della transazione per la quale sia stato rifiutato il pagamento elettronico (leggi Pos obbligatorio: dal 30 giugno scattano le sanzioni). Una doppia penalità che viene comminata indipendentemente dall’ammontare del pagamento, quindi per esempio anche per un semplice caffè.

Ma quando si applica la sanzione e quando invece non è prevista? A far luce su questi punti dirimenti sono arrivate due istruzioni della Guardia di finanza diramate ai reparti territoriali dal capo del III Reparto Operazioni del Comando generale, Giuseppe Arbore, che chiariscono i dubbi sulle modalità con le quali le penalità vengono applicate e le regole da seguire per evitarle.

Quando scatta la doppia penalità

Il primo aspetto fondamentale che i due documenti chiariscono è che la sanzione scatta solamente se il consumatore si vede negare il pagamento elettronico dall’esercente o dal professionista. Quindi se il locale non è provvisto di Pos, ma il cliente paga in contanti senza manifestare la volontà di pagare con carta o bancomat, allora non si presentano le condizioni necessarie per infliggere la multa.

Sanzioni solo se si rifiutano le carte

Altro punto importante che viene chiarito è quali tipologie di pagamento debbano essere obbligatoriamente accettate. A tale riguardo l’istruzione spiega che «l’indicazione dei mezzi di pagamento elettronici la cui accettazione dà luogo all’applicazione della sanzione deve ritenersi tassativa». Questo significa che, fermo restando il diritto del consumatore di scegliere come saldare il dovuto, il rifiuto di accettare pagamenti elettronici provoca una sanzione solamente se il pagamento elettronico avviene tramite una delle tre modalità specificate dalle legge: ovvero carte di debito, di credito e prepagate. Sono quindi esclusi dalle sanzioni i pagamenti non accettati che il cliente vorrebbe effettuare con altri strumenti alternativi al contante, come Satispay, Paypal e simili.

Niente multa in caso di malfunzionamento

Inoltre, precisano i documenti, la multa non va comminata «casi di oggettiva impossibilità tecnica», che si verifica, come specificato dal testo, quando si presentano «comprovati problemi di connettività o di malfunzionamenti tecnici dei dispositivi per l’accettazione dei pagamenti elettronici». A tale accertamento possono provvedere, oltre ai finanzieri, anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria. Dopo la contestazione della violazione ai trasgressori, il rapporto con la prova delle contestazioni eseguite viene trasmesso al Prefetto della provincia dove è stata commessa la violazione. Tutte le violazioni ravvisate insieme all’importo della sanzione applicata saranno registrate all’interno del software Ares della Guardia di finanza.

Festeggia alla grande il compleanno del tuo locale

Foto di Isabella Mendes
Come costruisco una festa memorabile per il mio locale? Abbiamo chiesto qualche consiglio ai titolari di tre realtà che hanno appena festeggiato traguardi importanti

Il compleanno di un locale è un momento speciale, che va valorizzato e che merita una festa ben congegnata. È un’ottima idea da tanti punti di vista. Il primo è il più importante: celebrare i propri traguardi, in termini di anni di attività e di successi, di difficoltà superate, coinvolgendo le persone che lavorano nel team e facendole sentire importanti. Il secondo è che una festa di compleanno può diventare una bella occasione di contatto con i propri clienti, di promozione del brand e, in qualche caso, anche di lancio di novità.

Abbiamo chiesto a realtà molto diverse tra loro di darci qualche consiglio su come impostare questo tipo di celebrazioni. Idee operative, ma anche suggerimenti molto concreti e di pura umanità. Perché un compleanno è pur sempre un momento carico di emozioni.

Speakeasy Pomigliano
Lo staff dello Speakeasy di Pomigliano d'Arco

Focalizzati sui clienti, adotta strategie “salvavita” e… non lavorare: i consigli di Nino Siciliano – Speakeasy, Pomigliano d’Arco

Lo Speakeasy di Pomigliano d’Arco (Napoli) ha festeggiato il suo primo decennio di attività con una maxi festa, lo scorso aprile. Nino Siciliano e Domenico Casoria sono stati coraggiosi nel 2012 e il loro locale è diventato un punto di riferimento per il bere di qualità per tutta la provincia napoletana.

  1. Crea un evento per i tuoi clienti. «Noi abbiamo festeggiato con un’unica serata e abbiamo offerto di tutto e di più ai nostri clienti e amici. Un traguardo così importante deve diventare un’occasione per ringraziare loro, che ci danno fiducia con continuità. Anche a costo di rimetterci».
  2. Non metterti a lavorare. «Ho commesso l’errore di mettermi al banco anche quella sera, ma così ho perso l’occasione di essere davvero presente per tutti e di salutare tutti. Potendo, meglio delegare per una sera. Ne vale la pena».
  3. Preparati due bottiglie di vodka con l’acqua dentro. «Io ho adottato questa strategia salva-vita: con più di 200 persone che passano a salutarti e vogliono farsi un cicchetto, non c’è altro modo. Ho messo in postazione due bottiglie di vodka svuotate e riempite con acqua, le ho segnate per renderle riconoscibili e a ogni brindisi servivo al cliente vodka vera e a me, ovviamente, acqua. A fine serata ancora mi dicevano “ti trovo davvero in forma”».
Soci_pave
Giovanni Giberti, Luca Scanni e Diego Bamberghi di Pavé Milano

Goditi la festa, esci dagli schemi e crea dei momenti: i consigli di Pavé

Pavé, celebre pasticceria-bistro milanese, ha festeggiato a maggio i suoi primi dieci anni con una intensa settimana di eventi. L’insegna di Luca Scanni, Giovanni Giberti e Diego Bamberghi oggi conta 40 dipendenti all'opera su due pasticcerie, due gelaterie, due birrerie e un laboratorio lontano dal centro per una produzione centralizzata, ma è rimasto il posto genuino degli inizi e ci ha regalato tre perle di saggezza su come festeggiare un traguardo così importante alla grandissima.

  1. Goditi la festa. «Tu e i tuoi collaboratori dovete essere liberi di godervela, fare brindisi, parlare con amici e passare una bella serata. La festa di compleanno non è una performance dimostrativa per i clienti, l’opinione pubblica o gli addetti ai lavori. È un momento che, nonostante sia pubblico, deve avere una sua intimità data dalla libertà e dallo stare bene. È questo a dare il mood all’evento. I clienti lo capiranno e saranno dalla vostra sempre».
  2. Divertiti ad uscire un po’ dagli schemi canonici, proponendo per l’occasione una preparazione particolare (cibo o bevanda che sia). «L’evento secco di un compleanno ti mette nelle condizioni di provare qualcosa di innovativo o pazzo. Se dovesse andare male avrai solamente fatto un prodotto strano. Se dovesse andare bene potrai addirittura prendere in considerazione di inserire in linea quel prodotto. Mi ricordo di quando a un compleanno di Pavé abbiamo preparato un sorbetto alla IPA. Era piaciuto molto e dopo qualche mese quel sorbetto era nel banco della nostra gelateria. Le cose capitano e, se vanno bene, si fanno ricapitare».
  3. Scandisci la tua festa in “momenti”. «Seppur semplice, una festa con momenti (es: una proiezione di un filmato, un momento per un prodotto speciale, un momento degustazione, una finestra di confronto con il pubblico, ecc) aiuta a mantenere un certo ritmo. In questo modo si eviteranno momenti morti e si scongiurerà il rischio che gli ospiti si disperdano senza saper bene cosa fare o pensino che la festa sia “piatta”».
Flavio Angiolillo, contitolare di Mag Café, Iter, 1930 e Backdoor 43 a Milano
Flavio Angiolillo, contitolare di Mag Café, Iter, 1930 e Backdoor 43 a Milano

Diversifica, non badare a spese e osa con i drink: i consigli di Flavio Angiolillo – 1930 Cocktail Bar

Slittata da febbraio a luglio, la festa di compleanno del 1930 Cocktail Bar di Milano quest’anno si è svolta sui tre piani del ristorante di Carlo Cracco in Galleria, preso interamente in affitto per l'occasione. Lo staff di Flavio Angiolillo non è nuovo all’organizzazione di feste memorabili e si sta già preparando al maxi festeggiamento del prossimo anno per i 10 anni del 1930. Ecco i consigli per costruire un evento coi fiocchi.

  1. Proponi attività che non riguardano direttamente il business del locale. In altre parole: non poi far divertire servendo solo da bere, ma anche con attività alternative. Noi avevamo una cartomante, un tatuatore a disposizione, in passato abbiamo introdotto altri elementi particolari per far divertire la gente creando momenti alternativi.
  2. Se rientri dai costi, è già un risultato. Una festa è per i clienti, non per guadagnare. La si organizza anche a costo di perderci.
  3. Il bere bene è il tuo business, quindi osa. Abbiamo creato una drink list ad hoc con 14 ricette di cocktail, a ogni piano c’erano ricette diverse da assaggiare. Inventa, osa e proponi tanta offerta inedita. Quale occasione migliore?

Cafezal fa il bis con la torrefazione-boutique degli specialty

Il lungo banco bar di Cafezal in viale Premuda a Milano
Ha aperto in viale Premuda 14 la seconda caffetteria di Carlos Bitencourt, un hub ampio e articolato, che sarà completato in autunno

Nel 2018 apre una delle prime caffetterie specialty a Milano, Cafezal Specialty Coffee nella centrale via Solferino, a pochi passi da corso Como e dal dal nuovo quartiere Porta Nuova. Ha anticipato di pochi giorni l'apertura del World of Coffee l'apertura del secondo punto vendita, Cafezal Coffee Hub, in viale Premuda 14, una zona più residenziale che guarda con curiosità il nuovo grande locale che quando sarà concluso misurerà circa 500 metri quadri, con un’offerta nuova e diversificata. La parte accessibile è il piano terra: all’ingresso si incontra il lungo banco bar che ospita una vetrinetta per la proposta dolce, un’elegante macchina espresso Black Eagle Maverick di Victoria Arduino con il nuovo filtro Pure Brew che realizza automaticamente estrazioni a filtro e accanto due macinacaffè Mythos.

Il banco prosegue disegnando una “L” che sul lato più corto ospita la zona brewing dove, la sera, si realizzano gli aperitivi. I colori dominanti sono nuovamente l’azzurro e il giallo, ma il nuovo locale è più luminoso e caldo del primo. Sul lato opposto del banco, alle spalle della cassa, si apre la cucina a vista, che realizza buona parte delle specialità in vetrina e per la colazione preparazioni espresso come açai bowl, uova in camicia + toast, e alter specialità di sapore internazionale. Essenziale e gustosa la proposta a pranzo, composta da tre piatti e tre panini, con ingredienti ricercati e selezionati con cura.

«Quest’anno il locale di via Solferino è andato molto bene: i clienti cominciano a conoscere e ricercare i caffè specialty: è una crescita frutto di una maggiore presenza di stranieri a Milano, ma anche della comunicazione fatta in questi anni non solo da noi, ma dai locali che offrono caffè di qualità con cui si è instaurata una buona collaborazione - osserva Carlos Bitencourt, socio di maggioranza del nuovo locale -. Credo che la caffetteria moderna, per avere successo, non debba essere un fenomeno elitario, ma aperto, democratico, popolare, come lo è il caffè. Per questo sul banco si trova lo zucchero: non possiamo imporre a una persona che da trent’anni lo unisce al caffè di farne a meno all’improvviso; piuttosto, lo invitiamo a provare ad assaggiare l’espresso così com’è e a cogliere il gusto “vero”. Tutto ciò con grande attenzione e delicatezza; vogliamo portare piano piano il cliente a un nuovo approccio con il caffè».

L’offerta di caffè, tutti specialty, prende il via dalla miscela Espresso Cafezal Garibaldi (composta da origini brasiliane) venduta a un euro e mezzo (ad oggi non ci sono state lamentele), quindi tre singole origini via via più pregiate e costose: un double shot dell’espresso premium - un Panama geisha - costa 5 euro. Dietro il banco, in zona brewing, c’è una piccola scaffalatura che ospita provette di vetro con all’interno caffè predosati di diverse origini; ad oggi le vendite di estrazioni alternative sono 5-6 al giorno: a V60, chemex ed aeropress si affiancano altri strumenti per estrazione a caldo e a freddo e il nitro cold brew.

La sala. Dal primo ambiente si passa a un secondo più ampio e al contempo raccolto, con numerosi tavoli rettangolari, ai quali sedersi per una colazione, trascorrere momenti di svago o lavoro, pranzare, fare merenda in tranquillità e gustare un buon aperitivo. Un angolo accoglie una ben fornita offerta di macchine e accessori per l’estrazione del caffè, quindi, sul fondo si apre l’ampia vetrata che dà sulla tostatrice Dutch Master da 15 chili: qui vengono tostati i caffè serviti al Cafezal e inviati a più locali, per lo più oltre frontiera.

Davanti alla vetrata, una fila di tavoli delinea quella che domani sarà l’Academy: «Siamo ambassador di Victoria Arduino, con cui collaboriamo per la vendita di attrezzature per la caffetteria, nonché con la formazione al fine di contribuire alla crescita della cultura del caffè in Italia - prosegue Bitencourt -. Lo faremo con corsi molto semplici, a partire dalla corretta realizzazione della moka, del V60, dalla conoscenza del caffè, per arrivare a proposte più complesse e articolate. Questo da settembre, quando contiamo di aprire nuove sale».

Sono infatti da ultimare gli ambienti posti al piano interrato, tra cui il più ampio è dedicato al coworking, quindi il laboratorio della torrefazione e una saletta riservata, destinata a eventi per un numero ristretto di persone amiche del locale o da affittare. «Credo ai avere aperto un business nuovo, interessante e complesso - conclude Carlos Bitencourt -: a pieno regime saremo 14-15 persone alle quali si aggiungono chi lavora nel back office e i trainer. Anche per noi non è facile trovare personale: la complessità dello specialty richiede una dedizione particolare e parecchia formazione. A chi ha già detto dei “ma”, sull’onda della preparazione che si trova ad esempio in Australia, chiedo un po’ di comprensione e collaborazione; ogni giorno ci impegniamo per aiutare a crescere chi opera al banco bar. Visitando il locale ci si rende subito conto della sua complessità e della grande cura che poniamo a ogni particolare: è una “macchina” che, una volta bene avviata, darà un contributo notevole alla crescita della proposta specialty a Milano. Ne sono certo».

Spritz in Costiera, i signature territoriali de Le Agavi

Siamo stati a Le Agavi, 5 stelle lusso a Positano. Qui lavora il bar manager Raffaele Gargiulo che ha creato una drink list che si destreggia tra twist di classici e rivisitazioni di drink alla moda. Nel segno di una continuità con il territorio e i suoi ingredienti più rappresentativi. Le ricette di 3 signature cocktail "della casa"

A Positano (Sa), Le Agavi non è solo un albergo cinque stelle lusso, ma un sogno imprenditoriale diventato realtà, uno dei luoghi iconici del turismo in Costiera Amalfitana frequentato da un turismo di alto livello prevalentemente straniero. Nato nel 1966 su iniziativa dell’avvocato Aldo Capilongo, è una realtà unica che si sviluppa all'interno di un giardino verticale di ben 6.000 metri quadrati ripartito in terrazzamenti, attraversabili anche con una funicolare privata. Un’impresa portata oggi avanti dal figlio Giovanni, che vanta anche un ristorante stellato capeggiato dallo chef Luigi Tramontano, La Serra, un pontile per gli attracchi e ben tre postazioni bar: quella principale e contigua al ristorante, il beach bar e, infine, quella a bordo piscina. L'area bar è, dunque, centrale nella proposta dell'albergo che si avvale di uno staff di super professionisti guidato da Raffaele Gargiulo, bartender Aibes e bar manager a Le Agavi dal 2017 e composto da Enzo Tana, noto bartender campano con un ricco carnet di esperienze nei migliori bar della regione, dalla sommelier Nicoletta Gargiulo (presidente Ais Campania) e dai bartender Vincenzo Coppola e Antonio D’Ambrosio.

 

«La nostra drink list - spiega Raffaele Gargiulo - unisce i profumi e i sensi del territorio ai classici internazionali. Inoltre, la collaborazione con il ristorante La Serra è sempre costante, nell’uniformare l’esperienza dell’hotel». Un concetto che, ad esempio, si ritrova nel My Bloody Mary, dove il classico inventato, secondo alcune fonti, da Fernand Petiot viene rivisitato con passata di pomodoro locale, succo di limone della Costiera e origano, utile a impreziosire i sentori spicy della ricetta. Una centralità dei sapori del luogo che si scopre anche nel Positano Martini, dove la vodka si sposa al Triple Sec e a un liquore al fico autoctono. Una vera e propria immersione tra gli aromi di questo angolo di mondo, rafforzata dalla garnish: una zest di limone costa d’Amalfi Igp. Ma la contaminazione non si limita alle materie prime, ma anche ai drink più alla moda: è il caso dell’Agavi Spritz, dove al posto di un liquore aperitivo italiano viene utilizzato un classico della tradizione inglese: lo Sloe Gin, liquore che nasce dall'infusione o aromatizzazione del gin in bacche di prugnolo. In questo caso, lo Sloe Gin viene abbinato alle note di un Franciacorta e alla freschezza di una soda al rosmarino.

MY BLOODY MARY di Raffaele Gargiulo

Ingredienti
6 cl vodka premium
2 cl succo di limone Igp
7 cl passata home made di pomodoro
gocce di Tabasco
sale di sedano
salsa Worcester
pepe, origano, aglio nero fermentato, olio di oliva extravergine Dop 

Tecnica: Build
Guarnizione: pomodorino e julienne di sedano.

POSITANO MARTINI di Raffaele Gargiulo

Ingredienti
5 cl vodka premium
2 cl liquore al fico d’india
3 cl Triple Sec 

Tecnica: Shake and Strain
Guarnizione: zest di limone costa d’Amalfi Igp

AGAVI SPRITZ di Raffaele Gargiulo

Ingredienti
5 cl Sloe Gin
5 cl Franciacorta
5 cl soda al Rosmarino (home made) 

Tecnica: Build
Guarnizione: rosmarino e zest di limone

 

Serie GX di Nuova Simonelli, grinder per ogni esigenza

Serie GX di Nuova Simonelli
Più modelli per assecondare le esigenze di ogni locale, da chi introduce il caffè come opzione di bevanda, all’attività alto vendente

La scelta del macinacaffè è fondamentale per assicurare il migliore prodotto in tazza, che si tratti di un bar, un ristorante, di un hotel, nonché di caffetterie, catene e chioschi. Con la nuova serie GX, Nuova Simonelli offre a diversi tipi di locale apparecchiature che assicurano un alto tasso di produttività, aumentando l’efficienza del business e consentendo di offrire più tempo al cliente, al fine di fornirgli la migliore esperienza possibile.

I tre modelli della linea GX Grinder sono dotati della tecnologia ClimaPro, che mantiene costante la temperatura della camera di macinatura, ottenendo ogni volta un caffè perfettamente consistente; è possibile impostare temperature diverse, in base alle proprie esigenze. Hanno inoltre velocità variabili, consentendo di modificare la consistenza del caffè e incrementando la produttività in caso di grandi picchi di lavoro, aumentando la velocità di servizio e garantendo la tazza di caffè ideale in ogni situazione. Questi macinacaffè sono molto silenziosi e non disturbano clienti o dipendenti con rumori forti, senza compromettere la velocità o la qualità del caffè; ancora, il nuovo motore garantisce una riduzione dei consumi anche a fronte di una maggiore produttività.

Le dimensioni compatte (mm 202x416x518h) permettono di inserirli in spazi ridotti, mentre l’accessibilità semplificata e il touchscreen intuitivo li rende facili da manutenere e da utilizzare.

A ogni business la sua macchina. Per i locali che richiedono una produttività media, come ristoranti e hotel, GX 85 e Appia Life XT sono la coppia perfetta per fornire qualità e consistenza standard per diversi tipi di caffè. Il GX85 ha una velocità fissa, che lo rende affidabile per una grande produzione oraria.

Per le aziende che hanno bisogno di maggiore produzione e le catene di caffè, GX 85V e Aurelia Wave consentono un'eccellente produttività per soddisfare le esigenze durante le ore di punta, pur mantenendo la consistenza. Il GX85V ha velocità variabile, e in caso di bisogno può macinare molto caffè in poco tempo, aumentando la produttività di ogni punto vendita.

Il combo GX85W e Aurelia Wave UX è ideale anche per catene di caffè più grandi, che puntano sulla massima precisione e consistenza in ogni tazzina. Quando abbinato all'Aurelia Wave UX, il GX85W garantisce un flusso di lavoro rapido e una riduzione degli sprechi per tazza. Con il GX85W una catena può impostare il peso per ogni caffè, mantenendo la macinatura perfetta indipendentemente dalla quantità di caffè macinata. La macchina è indicata lavorare intensamente, senza sacrificare la consistenza o la qualità in tazza. GX85V e GX85W sono l'opzione perfetta per caffetterie, catene di caffè o ristoranti che servono un alto numero di tazze su base giornaliera.

Stic’, Alberto Marchetti crea il sorbetto su stecco prêt à porter

Stic' di Alberto Marchetti
Stic' di Alberto Marchetti
Il nuovo gelato su stecco proposto dal gelatiere torinese ha un packaging dallo stile retrò

Acqua, zucchero, frutta e un packaging dal gusto vintage: sono questi gli ingredienti di Stic', sorbetto su stecco da portar via. A crearlo Alberto Marchetti, che ha voluto valorizzare il prodotto con una confezione in cartone dallo stile retrò.

Cinque gusti, poche calorie

Fragola, limone, mango, passion fruit e yogurt, sono 5 i gusti da assaporare . Meno calorico del gelato, Stić si propone come un prodotto adatto anche a chi non può mangiare il gelato tradizionale. Ideale per una pausa refrigerante o una merenda leggera, da godersi a casa, all’aperto o al lavoro, il sorbetto sullo stecco si può portare ovunque. Tutto merito della confezione in cartone illustrata da Giovanni Gastaldi.

Stic' Alberto Marchetti
Stic' Alberto Marchetti

Chi è Alberto Marchetti

La storia tra Alberto Marchetti e il gelato inizia presto, da bambino, quando aiutava il papà in gelateria. E di quegli anni, di quei sapori, lui ricorda perfettamente la gioia, la ricchezza, la genuinità, la freschezza, valori che anche oggi cerca di trasferire nella preparazione dei suoi gelati. Il prodotto che si impegna ad offrire deve essere fresco, semplice e buono. Questo impegno avvicina Alberto Marchetti al mondo di Slow Food, con cui collabora sin dal 2008, ed in particolare a quello della Fondazione SlowFood per la Biodiversità Onlus, impegnata a salvaguardare i sapori autentici e dimenticati. Nel 2017 ha creato Casa Marchetti, a Torino. Due piani, un laboratorio a vista dedicato alla produzione e il primo Zabà Lab. Si tratta di uno spazio multifunzione, in cui ospitare corsi di formazione.

Baritalia Lab a Pescara: candida le tue ricette

La quarta tappa di Baritalia 2022 va in scena a Pescara lunedì 26 settembre al Tonga Club&Restaurant. Scopri i prodotti del paniere e candida la tua ricetta entro domenica 11 settembre

Il viaggio di Baritalia alla scoperta delle piazze italiane della miscelazione arriva per la prima volta in Abruzzo! La quarta tappa di Baritalia 2022 si svolgerà a Pescara lunedì 26 settembre (mentre la quinta sarà a Bologna lunedì 17 ottobre).

Baritalia si terrà al Tonga Club&Restaurant (Viale della Riviera 38) e si avvarrà della collaborazione del Mila Cocktail Bar.

Con Pescara prosegue la corsa verso la finalissima a Monte Carlo il 14 novembre: saranno ben 12 i posti in palio per la finale (scopri qui tutte le date di Baritalia 2022).

Il tema di quest'anno è la sostenibilità, riassunta nello slogan "A drink for the planet".

Ogni concorrente dovrà elaborare un cocktail sostenibile che valorizzi il prodotto sponsor e rispetti uno o più dei seguenti principi:
- riduzione degli sprechi;
- stagionalità;
- territorialità, intesa come luogo di appartenenza del prodotto sponsor o luogo di provenienza del candidato;
- sensibilizzazione del pubblico/cliente verso un progetto sostenibile tra quelli promossi dalle associazioni riconosciute dal ministero per la Transizione Ecologica (scopri qui l’elenco).

Il meccanismo è quello collaudato delle ultime edizioni: scegli il prodotto base di una delle aziende sponsor (quello per cui ti giocherai la finale di Monte Carlo), seleziona i prodotti del paniere che hai scelto di utilizzare e il tipo di ghiaccio e inviaci la tua ricetta (ne puoi mandare fino a 5, ma non più di una per ogni prodotto sponsor).

Tieni a mente queste due regole chiave:

  1. La ricetta dovrà necessariamente contenere il prodotto sponsor
  2. Non si potranno utilizzare spirit/bevande di brand diversi da quelli presenti nel paniere, salvo il caso in cui nel paniere non ci sia lo spirit che si vuole utilizzare.
    Così, se la ricetta prevede gin e c'è almeno un gin presente nel paniere, andrà utilizzato quello. Se sono presenti più gin, si potrà scegliere tra quelli presenti.
    Se la ricetta prevede un mezcal e nel paniere non è presente nessun mezcal, si potrà scegliere liberamente la marca preferita.

Potrai ripetere la tua candidatura per tutte le tappe che desideri. Solo i vincitori di tappa non verranno selezionati per le tappe successive, in quanto già in possesso del pass per la finalissima di Monte Carlo.

LEGGI IL REGOLAMENTO COMPLETO

Compila il form per candidare la tua ricetta

Per candidarti alla tappa di Pescara di Baritalia Lab ti basterà compilare il form qui in basso: seleziona il prodotto sponsor con il quale partecipare, scegli almeno un altro prodotto dal paniere delle aziende sponsor (vedi l'elenco completo qui sotto) e inviarci da 1 a 5 ricette al massimo. Le ricette che Bargiornale riterrà più interessanti entreranno a far parte del match.

La sfida di Baritalia Lab a Pescara è riservata a chi come te è un bartender professionista (anche free lance) e vuole candidare ricette originali o rivisitazioni di cocktail classici. Se la tua ricetta sarà scelta, verrai avvisato dalla redazione di Bargionale e sarai convocato per la tappa di Pescara.
In giuria troverai un ambassador per ognuna delle aziende partner, cui si affiancheranno giudici d'onore selezionati fra i maggiori esperti di mixology dell'Abruzzo.

MANDA LA TUA RICETTA PER LA TAPPA DI PESCARA

I prodotti-base di Baritalia Lab a Pescara (ad oggi)

  • Amaro Vecchio Amaro del Capo Red Hot (Caffo)
  • Aperitivo Fiori di Sambuco (Gamondi)
  • Bitter Campari (Campari Academy)
  • Grappa Nonino Monovitigno Lo Chardonnay invecchiato 12 mesi in  barriques (Nonino)
  • Rum Dead's Man Finger (Compagnia dei Caraibi)
  • Rum Mount Gay Black barrel (Molinari)
  • Sciroppi Syrup: Caramel, Ederflower, Grenadine, Green Mint, Hazelnut, Vanilla (DouMix?)
  • Soft drink Lurisia Mixer: Ginger Beer, Gazzosa Amara, Acqua Tonica con Ireos Toscano, Acqua Tonica con una nota di Vermouth, Bitter Lemon (Coca-Cola Hbc Italia)
  • Soft drink Organics by Red Bull: Tonic water, Lemon, Mate (Red Bull)
  • Whiskey Glendalough Double Barrel (Coca-Cola Hbc Italia)
  • Whisky Naked Malt (Coca-Cola Hbc Italia)

I prodotti del paniere generale di Baritalia Lab a Pescara (ad oggi)

Amaro Averna
Amaro Lucano Classico
Amaro Nonino Quintessentia
Aperitivo Agrumi Mediterranei
Bitter Blood Petrus Boonekamp
Bitter Gamondi
Energy drink Red Bull
Gin Emporia
Gin Bulldog
Gin Himbrimi
Grappa Nonino Monovitigno Moscato
Grappa Nonino Tradizione  41°
Liquore Cointreau
Liquore Xenta Absentia bitter e lime
laurac@theoria.itPre-mix Squeeze (Blueberry, Coconut, Lemon Lime Sweet&Sour, Mango, Maracuja, Raspberry, Strawberry)
Rum Appleton Estate 8y
Rum Barceló Organic
Sambuca Molinari Extra
Soft drink Bisleri
Tequila Corralejo Blanco
Vermouth di Torino Carlo Alberto
Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi

I formati di ghiaccio Icecube tra cui scegliere 

  • Cube
  • Crushed
  • High Performance
  • Balls
  • Full Cube

Invia la tua ricetta

La raccolta delle ricette è terminata

Gin Brado, il London gin dal carattere abruzzese

Gin Brado Distilleria Enrico Toro
Dal carattere forte e gentile, il nuovo nato della Distilleria Enrico Toro racchiude l’essenza dello straordinario patrimonio naturalistico abruzzese

Gin Brado è l’ultimo nato della Distilleria Enrico Toro, un pregiato London gin della Collezione Toro che racchiude l’essenza dello straordinario patrimonio naturalistico abruzzese, raccontato al palato attraverso l’impiego di botanicals locali figlie della matrice dello storico Centerba.

Gin Brado

Gin Brado sale sin sulla sommità della Majella per selezionare le migliori bacche di ginepro all’interno del suo straordinario Parco Naturale e donare al distillato la caratteristica di un superclassico dalla gradazione alcolica di 42° vol.

Il profumo delicato del prezioso arbusto regala a Gin Brado una piacevole sensazione di freschezza, mentre la complessità delle note erbacee e floreali conferisce ricchezza a un gin dal sapore complessivamente secco e pulito, la cui spiccata personalità sottolinea il carattere “forte e gentile” del territorio di provenienza.

Molto curata e maneggevole la bottiglia, volutamente ispirata a forme classiche, e decisamente raffinata ed elegante l’etichetta di Gin Brado, premiata con la medaglia di bronzo al Vinitaly Design International Packaginc Competition 2022, sintesi di un incontro estetico che sposa con equilibrio tradizione e modernità esaltando la bottigliera coi suoi tratti originali e dorati.

Gin Brado e la Collezione Toro rappresentano il punto di partenza di un progetto che guarda allo sviluppo virtuoso di processi basati su qualità e tracciabilità delle materie prime e sul legame identitario con il territorio di origine. Attraverso la collaborazione con il Parco Naturale della Maiella e con aziende di produzione primaria, la Distilleria Enrico Toro partecipa a una filiera “Made in Abruzzo” che guarda alla conservazione della biodiversità agricola e, al contempo, valorizza erbe, piante officinali e risorse genetiche vegetali autoctone destinandole a produzioni liquoristiche ecosostenibili.

Nuova stagione, nuove sfide

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di luglio-agosto 2022 a firma del direttore Rossella De Stefano è dedicato al debutto del nuovo Drink Team e alle suggestioni, lanciate sulle pagine del giornale, su come rendere il food un elemento chiave per il bar

Inizia con il numero di luglio-agosto 2022 di Bargiornale una nuova stagione del Drink Team, la squadra di bartender che, da ormai dieci anni, ci accompagna sulle pagine di Bargiornale proponendo mese dopo mese nuove ricette da cui trarre ispirazione. Ogni anno una nuova squadra di dodici campioni, ogni edizione un nuovo tema su cui confrontarsi. Per l’edizione 2022, abbiamo scelto un tema carico di contenuti. Lo spunto ci è venuto dalla appassionata ricerca dell’amico Ezio Falconi, titolare della Champagneria di Treviglio (Bg) e grande studioso della storia della miscelazione, che ha appena dato alle stampe il suo libro “Storia dei cocktail dimenticati”.
Iniziamo dal cocktail in assoluto più difficile da pronunciare, l’Alamagoozlum, con tanto di aneddotti e curiosità. Ad accompagnare i favolosi dodici, come di consueto, i consigli di Daniele Gentili e i suoi “chef” per creare food pairing ad hoc.

La copertina del numero di luglio-agosto 2022 di bargiornale

Perché una proposta food ragionata diventa sempre più strategica per il bar contemporaneo e per chi vuole uscire dalla propria comfort zone e volgere lo sguardo a nuove occasioni di consumo. Nelle pagine del numero di luglio-agosto 2022 abbiamo raccolto le testimonianze di illuminati imprenditori, in Italia e all’estero, che fiutato il business ci si sono buttati a capofitto. Altre suggestioni e altre idee le trovate nella sezione Bar Trend, dove abbiamo radunato gli spunti presi nel nostro girovagare tra un Paese e l’altro, consumando le suole sui tappeti dei bar show, battendo senza sosta la strada a caccia di nuovi talenti e raccogliendo le testimonianze di gestori, bartender, baristi e consulenti.

Murales come mezzo di comunicazione sostenibile

Murales Arianna by Vodka Keglevich
Molte aziende di bevande utilizzano murales a scopi sociali, a cominciare da interventi di riduzione dell'impatto ambientale. Gli esempi di Distillerie Branca, Vodka Keglevich by Stocks Spirit, Fabbri 1905, Levissima, Corona Extra by AB-InBev, Organics by Red Bull, Monkey 47 by Pernod-Ricard.

Disegni e pitture sui muri sono sempre stati la forma più semplice di comunicazione. Nella preistoria sono stati usati i muri delle caverne, in epoca storica i muri di case private ed edifici pubblici.

Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un grande ritorno della comunicazione sui muri, sia in forma di manifesti pubblicitari di grandi dimensioni sia di grandi dipinti o murales. A differenza dei primi, con soggetti anche d'impatto più o meno provocatorio ma limitati a un periodo breve di esposizione al pubblico, i murales invece privilegiano una dimensione più artistica e di informazione di cui parlare e far parlare, anche legata a un prodotto di consumo, a cominciare dalle bevande.

Le rispettive apparizioni poi, se giudicate interessanti, possono avvalersi delle infinite possibilità di replica attraverso i canali social, senza costrizioni o imposte pubblicitarie specifiche.

Nell'impossibilità di ricordarle tutte, ci limiteremo quindi a quelle che abbiamo considerato più interessanti e significative, sia dal punto di vista del messaggio sia delle rispettive realizzazioni.

Ciminiera Branca, luci e colori fino a 53 metri di altezza

Per festeggiare i propri 170 anni di attività, nel 2015 la Fratelli Branca Distillerie ha fatto ricorso tra le prime alla tecnica del murales come mezzo di comunicazione e notizia di cui parlare e far parlare realizzando un restyling della ciminiera della storica sede milanese di via Resegone con un progetto street art del collettivo artistico milanese Orticanoodles di Walter Contipelli e della moglie Alita. Sui 53 metri di altezza della ciminiera (non più sorgente di fumi dannosi) è stato realizzato un murales verticale composto da un coloratissimo groviglio di erbe botaniche e figure iconiche della distilleria come l'aquila che stringe tra gli artigli una bottiglia di liquore o il coccodrillo sazio ripreso da réclame degli Anni Venti. Utilizzando una tecnica rinascimentale come lo spolvero, l'opera è stata realizzata in soli 10 giorni e ha visto la partecipazione diretta di molti dipendenti dell'azienda milanese. Un apposito impianto di Futuro Luce permette poi di illuminare l'elaborato anche durante le ore notturne.

Vodka Keglevich, sette messaggi fuori dall'ordinario

#SkipOrdinaryPeople è lo slogan che Stock Spirits Italia ha realizzato per lanciare nei primi mesi del 2022 le due nuove limited edition (alla Fragola e alla Pesca) del celebre distillato polacco Vodka Keglevich. Un invito ad esaltare la propria unicità ma anche ad aprirsi a quella degli altri, attraverso lo scambio di pensieri ed emozioni.
A dare un volto, oltre alla semplice bellezza femminile, all'iniziativa sono stati chiamati gli street artist del collettivo Orticanoodles che hanno decorato, non solo le due nuove etichette del distillato, ma anche i 64 mq di ciascuna parete di sei case popolari del quartiere milanese periferico di via Crescenzago, in via di recupero e valorizzazione. Alla loro realizzazione hanno partecipato con pennelli e secchielli molte donne del quartiere, insieme a barlady come Erica Rossi, Valentina Rizzi e Francesca Gentile. Grazie alla collaborazione con le società Event-Green e Prodea Group, il progetto ha un impatto ambientale positivo con l'adesione alla campagna Forestami di Comune di Milano e Regione Lombardia per la messa a dimora di più di 80 piante per ridurre le emissioni di Co2.
Non solo. Un'altro murales è stato realizzato dagli street artists Nabla & Zibe nel dehors del Bobino Club, cocktail bar ricavato in alcuni ambienti della storica stazione di Porta Genova, a Milano, scelto come punto di partenza di un apposito tour di eventi in collaborazione con 40 locali italiani, coinvolgendo bartender e barlady.

Fabbri 1905, street fest a Borgo Panigale

Il murales continuo più grande è stato realizzato da Fabbri 1905 all'inizio di luglio 2022, coprendo tre lati della storica sede della casa di sciroppi e liquori di frutta, tra via della Pietra e via Emilia Ponente. Con tema Madre Natura, ad eseguire l'opera è stato chiamato Cheone, street artist internazionale del team Street Art inStore. Per l'inaugurazione è stata organizzata una grande festa popolare nella zona di Borgo Panigale con tanto di complesso musicale Roaring Emily Jazz Band.

Levissima punta sul murales sostenibile

In corso Garibaldi 71 (zona Brera) a Milano, in occasione del recente lancio della nuova linea di bevande aromatizzate ai fiori e alle erbe infusi a freddo Levissima Natura, l'azienda lombarda del Gruppo Sanpellegrino (Nestlé Waters) ha fatto realizzare un grande murales raffigurante una donna che beve nell'atto di rinfrescarsi e rigenerarsi. L'opera è realizzata con la vernice speciale italiana Airlite in grado, attraverso il meccanismo di carbonatazione, di depurare l'aria per assorbimento di oltre l'88% di agenti inquinanti circostanti come ossidi di azoto, Voc e formaldeide.

Levissima Natura murales sostenibile

Organics by Red Bull punta sull'estro pop di Cattelan

In occasione della Design Week a inizio giugno 2022, le facciate di alcune eleganti palazzine liberty a un piano di via Balzaretti a Milano (zona Città Studi) sono state decorate in stile pop dall'estro di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari, fondatori della rivista d'arte Toiletpaper che ha sede proprio al civico 4. Tra i soggetti dipinti, vistosi fiori, strumenti a fiato e grandi rossetti rossi. L'operazione è stata supportata dal contributo delle linea di bevande biologiche naturali Organics by Red Bull.

Corona Extra tinge Milano di verde

Dedicato nel 2019 alla poetessa Alda Merini, il ponte ad arco in cemento armato degli Anni Trenta che scavalca a Milano il Naviglio Grande è stato rivestito interamente con piante verdi aromatiche in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente del 5 giugno. Sponsorizzato da birra Corona Extra (gruppo Ab-InBev), il progetto è stato battezzato Natura Urbana e prevede che, per ogni 500 persone che attraversano il ponte (grazie a un contapersone) in questa passeggiata multisensoriale, Corona Extra si impegna a piantare un albero nell'hinterland milanese di Trezzano e Gaggiano. Allo stesso tempo sono stati realizzati nei pressi del ponte due murales a tema birra Corona Extra, realizzati con la nuova vernice Airlite in grade di assorbire gas inquinanti come CO2.

Monkey 47 Dry Gin nella foresta della metropoli 

Nel cuore del quartiere Isola di Milano, a ridosso del grattacielo Bosco Verticale di Porta Nuova, giganteggia il murales realizzato per Monkey 47 Schwarzwald Dry Gin da Pernod-Ricard Italia. La bottiglia del celebre distillato tedesco della Foresta Nera si limita ad occhieggiare tra i rami di una intrigata foresta popolata da una serie di distinte scimmie antropomorfe, ricca di cespugli ed erbe botaniche scelte tra le 47 utilizzate per la sua produzione. Il murales antiinquinamento SkyHigh Murals è stato realizzato in occasione del Fuorisalone del Mobile alla fine di giugno.

Murales Monkey 47 Dry Gin

 

La nuova classifica Gelato Festival World Masters: tanta Italia nella top ten

Il Gelato Festival World Masters aggiorna la classifica 2022 dei migliori gelatieri del mondo. Primo classificato del ranking è un italiano: Marco Venturino de I Giardini di Marzo di Varazze (Savona)

Sono già aperte le iscrizioni per la prossima finale mondiale, ma intanto il Gelato Festival World Masters aggiorna la classifica 2022 dei migliori gelatieri del mondo. Primo classificato del ranking è un italiano: Marco Venturino de I Giardini di Marzo di Varazze, in provincia di Savona. Già terzo classificato all’ultimo Gelato Festival (primo per l’Italia), Venturino è un artigiano che ama esaltare i prodotti della sua terra. Novità 2022, il premio a Eugenio Morrone della gelateria Il Cannolo siciliano di Roma, per l’ingresso nella Hall of fame, una sorta di Olimpo del gelato, riservato a chi ha ottenuto il primo posto nella precedente classifica.

podio gelato festival world masters 2022
Da sx: Adam Fazekas (2° posto), Eugenio Morrone (Hall of Fame), Marco Venturino (1° posto), Giovanna Bonazzi (3° posto)
Secondo in classifica l’ungherese Ádám Fazekas del Fazekas Cukrászda di Budapest, che ha conquistato i giudici dell’ultimo Festival con il suo gusto cremoso al pistacchio salato e lamponi. Terza la veronese Giovanna Bonazzi, una che sa bene che voglia dire competizione, visto che è una sportiva e ha vinto due titoli mondiali con la mountain bike.

Un ranking costruito con i punteggi accumulati dal 2011 ad oggi

«Cinquemila gelatieri coinvolti in dieci anni, 25 paesi e 4 modalità di competizione, compresa quella dell’anno scorso in digitale», racconta la Project Manager di Gelato Festival World Masters, Adriana Tancredi. Il ranking presentato oggi a Roma, nella sede della Stampa estera, è il risultato della sommatoria dei punteggi accumulati dai gelatieri che avevano partecipato a concorsi a tema gelato dal 2011 ad oggi. A seconda dei punteggi, si assegnano anche delle corone: al momento il massimo è tre, ma nulla esclude di arrivare a quote di punteggio che consentano di ottenere anche quattro o cinque corone.

«Gusti che raccontano passione e tecnica»

Presente anche Kaori Ito, direttrice della Carpigiani Gelato University, partner dell’iniziativa insieme a Sigep. Ito spiega come queste competizioni siano «un’occasione per spingere lo studio sul prodotto e contemporaneamente dal lato consumatori creano una maggiore consapevolezza per il consumo di un prodotto di qualità». In queste gare, aggiunge, «i gusti presentati dai gelatieri raccontano la loro passione, la valorizzazione del territorio attraverso i prodotti utilizzati, il lavoro di affinamento nella ricettazione e nella tecnica».

La top ten dei gelatieri con i relativi punteggi

1          Marco Venturino        I Giardini di Marzo                 246      Varazze, Savona (Italy) 2          Adam Fazekas            Fazekas Cukraszda                225      Budapest (Hungary) 3          Giovanna Bonazzi       La Parona del Gelato              215      Parona, Verona (Italy) 4          Savannah G. Lee         Savannah's Kitchen               210      San Francisco (USA) 5          Massimiliano Scotti    VeroLatte                               195      Vigevano, Pavia (Italy) 6          Maurizio Melani         Veneta Gelato Italiano             188      Valencia (Spain) 7          Fabio Forghieri           Gelateria dei Principi              178      Correggio, R.E. (Italy) 8          Carlo Guerriero          La Cremeria gelato italiano     177      Cadiz (Spain) 9          Paolo Pomposi           Gelateria Pasticceria Badiani    171      Firenze (Italy) 9          Leonardo La Porta      Gelateria Miretti                     171      Torino (Italy) La classifica completa è consultabile sul sito di Gelato Festival World Masters  

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