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Diageo fa esordire anche in Italia Tanqueray 0,0%

L'etichetta di Tanqueray 0,0 Alcohol Free, appena lanciato sul mercato italiano
Lancio ufficiale per il Tanqueray 0,0%, il distillato premium del colosso inglese del beverage che punta ai consumatori di drink low e no-alcol

«Il consiglio è di utilizzare una tonica di alta qualità, ma che risulti piuttosto neutra, non eccessivamente profumata, per non sovrastare le botaniche dello spirit alcol free. Il resto è una questione di equilibrio da trovare, quando si utilizza un de-alcolizzato come questo». Il consiglio arriva dalla bocca di Francesco Bonazzi, del Mag La Pusterla, che ha messo la sua "firma" sulla presentazione di Tanqueray 0,0%.

La versione analcolica del gin Tanqueray è stata lanciata ufficialmente da Diageo sul mercato italiano, dopo l'esordio dello scorso anno sui mercati Uk e Spagna.

Un trend in crescita in tutto il mondo

L'idea, hanno spiegato i vertici di Diageo lanciando il prodotto in collaborazione con QC Terme (dal 20 settembre, per un mese, i centri QC Terme di Milano, Roma e Torino offriranno ai clienti Tanqueray 0.0% nella sua versione tonica e lime), è di servire quella fetta di consumatori che dimostra attenzione alla propria salute e che cerca i sentori del celeberrimo spirit in una versione leggera, ma ugualmente appagante. Insomma, i consumatori che cercano alternative low e no-alcol, che si possano inserire in uno stile di vita equilibrato e attento. Uno spirit che si presta a diventare ingrediente di drink leggeri, da servire anche in occasioni di consumo diverse da quelle standard, come un pre pranzo o un light lunch. La multinazionale inglese dimostra, insomma, di credere molto in questo trend, analizzato in diverse occasioni sulle pagine e sui pixel di Bargiornale.

Ginepro, coriandolo, angelica e liquirizia

Tanqueray 0.0% nasce grazie all’esperienza e conoscenza del mondo della distillazione del gin dell’innovation team di Diageo che, partendo dalle stesse botaniche del classico Tanqueray London Dry ha creato un prodotto completamente 0.0% ABV. Vengono distillate botaniche di ginepro, coriandolo, angelica e liquirizia. Gli esperti del colosso beverage britannico, sono riusciti a ottenere un liquido con le stesse note di gusto della versione classica.

Barawards 2022 Premio Innovazione dell’anno: scopri i finalisti e vota i migliori!

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Ottanta i prodotti/servizi candidati che hanno passato la selezione del comitato tecnico. Nove i premi da assegnare: alcolici, superalcolici, bevande, low alcohol, packaging, preparati&garnish, food, strumenti di servizio, attrezzature&tecnologie, oltre alla menzione speciale Green. Votazioni on line aperte fino al 10 ottobre. Si possono esprimere fino a tre preferenze per categoria

Sono 80 le candidature validate dal nostro comitato tecnico per l’edizione 2022 di Barawards Premio Innovazione dell’anno, a testimonianza di una propensione all'innovazione che le nostre aziende, dalle piccole alle grandi, continuano ad alimentare, spinte da un mercato in forte accelerazione.

Sono state divise in 9 categorie, cui si aggiungerà la menzione speciale "Green" per il prodotto meglio in grado di esprimere il concetto di sostenibilità: alcolici, superalcolici, bevande, low alcohol, packaging, preparati&garnish, food, strumenti di servizio, attrezzature&tecnologie.

Scopri l'elenco dei candidati ed esprimi le tue preferenze.

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Per convalidare il tuo voto, clicca sul pulsante INVIA I TUOI VOTI che trovi in fondo alla pagina.

Le votazioni chiudono il 10 ottobre 2022.

Ricordiamo che il meccanismo di valutazione prevede, oltre al voto on line, il voto dei panelist, un gruppo di esperti di industria, distribuzione e consulenza selezionato dalle redazioni di Bargiornale, Dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti.

Il voto dei panelist contribuirà per l'80% alla formazione del giudizio complessivo, mentre il voto on line peserà il 20%.

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Vota al massimo 3 prodotti per categoria, le votazioni chiudono il 10 ottobre 2022.

Le votazioni sono terminate.

Continua a seguirci su bargiornale.it per scoprire tutti i vincitori.

Futuro e tradizione nella Collezione Enrico Toro

Collezione Enrico Toro
Artigianalità e tecnologie avanzate, materie sostenibili, forte legame con il territorio: gli ingredienti delle sei specialità della nuova linea premium dello storico liquorificio abruzzese

Era il 1817 quando, a Tocco Casauria, all’interno del Parco della Majella e alle pendici del Monte Morrone, il farmacista Beniamino Toro produsse la prima bottiglia di Centerba sulla base di una ricetta che molti scritti collegano all’Abbazia Benedettina di San Clemente a Casauria (871 d.C.). Da allora, i prodotti Toro hanno continuato a essere venduti in tutto il mondo affermando ovunque la loro unicità.

Oggi, sempre a Tocco Casauria, l’azienda vive una terza vita in un nuovo stabilimento dove la produzione artigianale si coniuga alle più avanzate tecnologie d’imbottigliamento. Toro ha adattato la propria mission ai tempi, intraprendendo un’evoluzione che si avvale della collaborazione con la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Chieti e Pescara, più precisamente con il Laboratorio di Scienze delle Sostanze Chimiche Naturali. Un rapporto con l’ambiente consolidato e rafforzato anche attraverso l’Ente Parco della Majella in un “programma congiunto per la conservazione della genziana e altre specie vegetali utili alla produzione di liquori”. L’impegno guarda alla straordinaria e unica biodiversità per stimolare le colture dirette delle erbe officinali del Parco, nell’ottica strategica di un modello virtuoso di sviluppo del territorio protetto.

In termini competitivi, l’azienda conta una gamma di fascia alta dei principali liquori della tradizione italiana oltre, naturalmente, a tutti i prodotti tipici, con un portafoglio di qualità che le consente la presenza sui mercati nazionali e internazionali.

Il processo evolutivo della Enrico Toro Distilleria, forte dell’esperienza secolare, non si ferma alla struttura tecnica e produttiva e alle ricette, ma si estende anche al “look”, studiato e brevettato per proporre soluzioni estetico-funzionali moderne, attente e accattivanti.

Le sei eccellenze della collezione premium

Un impegno particolarmente evidente nell’ultima linea nata, la Collezione Enrico Toro, una gamma premium che racchiude l’essenza dello straordinario patrimonio naturalistico regionale in sei prodotti: Centerba 55, rivisitazione a gradazione ridotta (alc 55% in vol) e affinata in botte della storica versione Forte; Gin Brado (leggi Gin Brado, il London gin dal carattere abruzzese), pregiato London superclassico (alc 42% in vol); Riservato, amaro affinato in botte dal sapore gradevole e non eccessivo (alc 27% in vol); Genziana, liquore tipico di un Abruzzo forte e gentile (alc 25% in vol); Flares e Licuze, liquori agrumati, il primo all’arancia amara, dalla gradazione importante (alc 35% in vol) e affinato in botte, il secondo ai limoni amari, dal tenore alcolico più contenuto (alc 25% in vol).

Dopo più di due secoli, dunque, l’attività della Enrico Toro Distilleria è proiettata nel futuro, ma restando saldamente ancorata alla tradizione. Come mostra la Collezione Enrico Toro che racchiude nei suoi prodotti lo sviluppo di processi basati sulla tecnologia più avanzata, la qualità, la tracciabilità e la sostenibilità delle materie prime, insieme al forte legame identitario con il territorio di origine.

 

Marchesi 1824 prolunga l’estate con le praline gelato

Marchesi 1824 praline gelato
Marchesi 1824 praline gelato
Una selezione di cinque diversi gusti di gelato ricoperti da finissimo cioccolato fondente

Da Marchesi 1824 c'è voglia di prolungare questa estate. Dato che le temperature non accennano a scendere, la storica pasticceria milanese ha deciso di creare delle Praline di finissimo cioccolato con una sorpresa: il gelato. Le praline gelato della pasticceria Marchesi saranno disponibili in cinque differenti gusti, racchiuse nelle confezioni dai toni pastello.

Gelato e fine cioccolato

Caffè, pistacchio, vaniglia, cioccolato e nocciola. Sono questi i gusti del gelato racchiuso da una croccante copertura di cioccolato fondente. Le praline gelato partono da questi ingredienti di prima qualità per trasformarsi. Grazie a un lavoro attento per calibrare i sapori e realizzare un prodotto unico, il gelato di Marchesi 1824 arriva in una nuova forma, arricchito da una copertura di fine cioccolato.

Marchesi 1824 praline gelato
Marchesi 1824 praline gelato

Disponibili nei pdv di Marchesi 1824, Londra inclusa, e online

Le praline gelato di Marchesi 1824 possono essere acquistate nelle tre pasticcerie milanesi: in Via Santa Maria alla Porta, Via Monte Napoleone e Galleria Vittorio Emanuele I. Inoltre, sono disponibili anche nel punto vendita di Londra. Si possono anche ordinare con il servizio di consegna a domicilio, che copre tutto il territorio di Milano.

Gli intriganti pairing firmati Edgar Sopper per la Fashion Week

Per la Settimana della Moda, e non solo, il London dry premium di Gruppo Montenegro propone la sua versione dell'Aviation in abbinamento a insoliti e intriganti finger food

Prosegue anche per la Milan Fashion Week l’onda lunga di Edgar Sopper. Dopo la sua prima partecipazione a theGINday, la kermesse italiana dedicata al mondo del gin, da poco conclusosi a Milano, e alla theGINWeek, l’evento che fa da cornice alla manifestazione, dove è stato protagonista con una drink list dedicata di 4 serate in quattro locali della città, Bob, Drinc Different, Lacerba e Chinese Box, il London dry di Gruppo Montenegro vuol continuare ad animare le notti di Milano anche durante la Settimana della Moda, dal 20 al 26 settembre.

Lo fa con una proposta che ne svela la sua anima più irriverente, abbinando uno dei cocktail fashion per eccellenza, l’Aviation, in perfetta consonanza con la Week, con finger food rivisitati che scardinano la tradizione, a cominciare proprio da quella britannica della quale questo gin premium è una perfetta espressione.

Stile British

Edgar Sopper (alc 40% in vol) è infatti prodotto in Inghilterra dalla più antica distilleria del Paese in esclusiva per Gruppo Montenegro. Dal gusto classico, è realizzato con 5 botaniche: ginepro, che porta le note balsamiche, secche e fresche), angelica, con le sue note vegetali e toniche, coriandolo, che conferisce sentori speziati ed erbacei, limone, per la parte citrica, e pepe di Cubebe, per un ulteriore tocco speziato.

Anche il suo nome ne sottolinea la sua matrice British, richiamando quello di un leggendario corvo della Torre di Londra, garante della prosperità della Corona britannica, così come l’elegante bottiglia (70 e 100 cl), con la superficie scanalata che riprende le vetrate del giardino botanico Kew Gardens, tra i simboli architettonici di Londra.

Gustosi abbinamenti

Tornando alla proposta di pairing, questa è giocata sulla versione a base Edgar Sopper dell’Aviation, grande classico dal carattere sofisticato e unico, sia per sapore sia per il fascino conferito dalla sua cromia viola, reso ancora più elegante dal tocco rosso vivace dato dalla ciliegia per la sua guarnizione. Versione che i bartender di Gruppo Montenegro hanno realizzato miscelando il London dry con Maraschino Buton, Crème de Violette e succo di limone.

A questo in collaborazione con gli chef del gruppo hanno abbinato due proposte di finger food. La prima è un piatto tradizionale della cucina anglosassone, Fish and chips, ma arricchito con una stuzzicante maionese al limone, che richiama la botanica presente nel gin, per un affascinante gioco di rimandi tra il cocktail e il cibo.

La seconda rimanda invece a ingredienti e gusti più legati alla tradizione italiana, ovvero Mini pie a base di spuma di mortadella, granella di pistacchio e stracciatella cremosa. Per una combinazioni di sapori che riserva intriganti sorprese al palato.

Proposte per la Milan Fashion Week, ma ovviamente ottime anche per i locali di ogni angolo della Penisola che vogliono impreziosire l’offerta con abbinamenti cocktail-food intriganti e distintivi.

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La ricetta

Aviation 

Edgar Sopper Aviation_cocktail
Ingredienti:
5 cl Gin Edgar Sopper, 1,5 cl Maraschino Buton, 0,75 cl Crème de Violette, 1,5 cl succo di limone
Preparazione:
shake & strain
Decorazione:
una ciliegia
Bicchiere:
coppetta

Pairing:
Fish and chips con maionese al limone
Mini pie con spuma di mortadella, granella di pistacchio e stracciatella

 

 

Emilio Pecchioli è il vincitore di Artisans of Taste by Ron Diplomático

Il vincitore Emilio Pecchioli tra Javier Gracia Vicuña e Francesco Serra
Artisans of Taste by Ron Diplomatico è il concorso organizzato da Compagnia dei Caraibi sul tema della sostenibilità che i cinque i finalisti hanno saputo ben interpretare circa l'utilizzo senza sprechi degli ingredienti di territorio.

Grande finale del concorso Artisans of Taste by Ron Diplomático dedicato al tema della sostenibilità e organizzato da Compagnia dei Caraibi al Rita's Tiki Room Cocktails & Food di Milano. Sui cinque finalisti ha prevalso la proposta

Bee The Change
di Emilio Pecchioli, Rasputin Secret Cocktail Bar di Firenze

Ingredienti
45 ml Ron Diplomático Planas
30 ml cordiale chiarificato di pera Williams
una goccia di estrazione idroalcolica di propoli
top di soda alla cera d’api e polline millefiori bio
Preparazione
Build in bicchiere collins spennellato internamente di miele bio, guarnire con cialda croccante di scarto di pere Williams estratte e chiarificate, zucchero e amido.

Il vincitore ha puntato sul prodotti bio delle arnie per api dell'azienda agricola La BeeO Baita di Dicomano (Firenze). Ricevendo in premio un maxiassegno, Emilio Pecchioli volerà in Venezuela in visita alla distilleria di Ron Diplomático, insieme con il vincitore della scorsa edizione, Luca della Valle (Le Vieux Carrè di Carrara).

Visto l'attinenza di tutti i finalisti al tema della sostenibilità senza sprechi di materia prima per gli ingredienti, difficile è stata la scelta della giuria di cinque esperti di settore: Giovanni Cecchini, Luca della Valle, Carlo Cattani e Javier Garcia Vicuña, Ambassador Emea della omonima distilleria venezuelana di Ron Diplomático. Il concorso è stato condotto da Francesco Serra, Brand Ambassador di Ron Diplomático, alla presenza di Francesco Pirineo, Advocacy Manager di Compagnia dei Caraibi.

Gli altri finalisti sono stati:

Samuele Verri del The Craftsman Cocktail Bar di Reggio Emilia che con "Freschissimo" ha puntato sull'impiego dell'Anguria Reggiana Igp e di Ron Diplomático Riserva Exclusiva;

Samuele Verri

Federico d'Agati del Leaf di Lecce (di prossima apertura) che per "Echos" ha utilizzato una polpa di mango acidificata e Ron Diplomático Mantuano accompagnato da una ostia di mango e zucchero;

Federico d'Agati

Daniele Salviato di Cloakroom Cocktail Lab di Treviso che ha puntato con "Cherry in The Glass" sull'impiego della Ciliegia Mora di Vignola Igp coltivata sulle colline veronesi insieme con Ron Diplomático Mantuano guarnito con una ciliegia mora glassata con cioccolato.

Daniele Salviato

Salvatore Fabrizio Balbi dei Aegusa Caffè di Favignana (Tp) con "Casa & Putia" (Casa & Bottega) ha dato spazio a un frullato filtrato di melone giallo estivo e soda aromatizzata ai capperi delle Egadi insieme con Ron Diplomatico Mantuano servito in un mug nella colorata ceramica dell'isola di Favignana.

Salvatore Fabrizio Balbi

 

 

Presto disponibile il nuovo sistema EasyCassa. Ancora più semplice e funzionale

EasyCassa - Esercente dietro al bancone + pagamento
Arriva in autunno la nuova release del sistema di cassa di Mooney dalla vantaggiosa formula “Tutto Incluso”, che raccoglie in un comodo abbonamento servizi, hardware e software portando nei locali una dotazione tecnologica di ultima generazione che riduce costi e pensieri

EasyCassa, il sistema di cassa evoluto e “Tutto incluso”, rivela in anteprima le principali novità racchiuse nel suo nuovo software, in arrivo questo autunno. E sono davvero tante le novità della soluzione firmata Mooney, azienda nata dall’unione di Banca 5 (gruppo Intesa Sanpaolo) e SisalPay, prima realtà in Italia per i servizi di pagamento e ricarica, già usati da oltre 20 milioni di cittadini.

La nuova release non solo presenta un look rinnovato rispetto alla precedente versione, con un’interfaccia del tutto nuova, ma comprende anche grandi innovazioni nel suo funzionamento, frutto del lavoro di sviluppatori e designer fortemente specializzati nel settore dei pagamenti.

Prestazioni ottimizzate, velocità e semplicità di utilizzo caratterizzano l’aspetto e soprattutto il funzionamento della rinnovata EasyCassa, adatta a ogni tipologia di locale, che offre numerose possibilità di personalizzazione: organizzazione di prodotti, sconti, cataloghi e listini, giacenze e movimentazioni di magazzino assecondando le esigenze di ciascun punto vendita. Inoltre, grazie alla sinergia con l’app comande EasyCassa Go, anch’essa totalmente riprogettata, permette di gestire il “fare ristorazione” sotto ogni aspetto e direttamente dal proprio smartphone. Prendere le ordinazioni ai tavoli, annotare variazioni ed allergie in cucina diventa facile, preciso e immediato.

Analizza il tuo business con il Cloud EasyCassa

Incluso nell’offerta e accessibile anche da remoto è il portale Cloud EasyCassa dal quale apportare modifiche e gestire ogni aspetto dell’attività, grazie all’integrazione con il sistema di cassa. Le modifiche aggiornate verranno riportate direttamente in cassa, inoltre dashboard e reportistiche nuove permettono al titolare dell’attività di essere sempre informato sull’andamento del locale, sul lavoro svolto dai collaboratori e sugli acquisti o vendite tramite documenti commerciali, chiusure di cassa e fatturazione elettronica.

Una ricca gamma di servizi inclusi

Completano l’offerta ulteriori servizi, come la garanzia estesa su tutti i dispositivi forniti, l’installazione, la formazione iniziale, le verifiche fiscali periodiche e, in caso di necessità, l’assistenza tecnica 365 giorni l’anno dalle 7 alle 24, anche domenica e festivi, oltre alle uscite del tecnico, anch’esse incluse nel costo dell’abbonamento.

www.easycassa.it
info@easycassa.it

Tre format per i cocktail delle Dolomiti

Il 2022 ha sancito il successo della montagna come meta turistica top in estate. Un mini tour tra le interessanti realtà che sperimentano con le materie prime in Alta Badia, sulle Dolomiti

Settantuno milioni di presenze, tra strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere di vario genere e seconde case. Questa la stima - firmata Jfc, il dato consuntivo ancora non è disponibile - che ha sancito il ruolo della montagna come meta dell'estate 2022. Crescita clamorosa rispetto ai 49 milioni dell'anno scorso, figlia anche - va detto - di una bella stagione molto più lunga. Comunque, su Alpi e Appennini continua il boom di presenze turistiche, che è partito di slancio negli anni più duri del Covid e pare ormai un successo consolidato. Dove ci sono grandi flussi c'è vita per il fuori casa, cocktail bar inclusi. Non sia mai che tra le più alte e paradisiache vette alpine si nascondano anche notevoli... picchi di qualità nell'offerta di mixology. Abbiamo pensato, quindi, di andare alla ricerca di qualche indirizzo interessante in Alta Badia, in Alto Adige.

Tre format per valorizzare il territorio

La valle, da anni posizionatasi su un'offerta turistico-ricettiva di alto livello, ha fatto segnare - a estate ancora in corso, al 31 luglio per l'esattezza - 471.642 presenze. Dato che ci si aspetta venga corretto al rialzo con i numeri definitivi. Un giro tra i comuni di Corvara, Colfosco, La Villa, San Cassiano, Badia e La Val, alla ricerca dei cocktail bar che si distinguono. Ci fermiamo su tre format diversi, ma tutti e tre concentrati sulla valorizzazione delle materie prime del territorio per costruire un'offerta interessante.

L'got, nel cuore del turismo di alta gamma

In strategica posizione centrale, a Corvara, e con uno spazio esterno ben sfruttabile nel periodo estivo, Andrea Dimilta ha coltivato la sua creatura in questi ultimi 8 anni. L’got è nel cuore della cittadina ai piedi delle dolomiti, tra il Massiccio del Sella e l'Altipiano del Pralongià.

Quarantacinque anni, genovese espatriato a Londra e a New York City, Dimilta viene dal mondo del flair (è stato anche direttore della scuola Flair Parlour di Genova), ha lavorato nella capitale inglese e poi a Brooklyn, all'Acqua Santa. Otto anni fa ha preso in gestione L'got (che in ladino significa "bicchiere"), spostando la location di poche centinaia di metri e rivedendo tutta l'offerta. In carta, rinnovata di stagione in stagione, si trovano una decina di drink signature a 18 euro, e in estate si aggiungono le Summer suggestion a 14 euro. Frutti di bosco, aromatizzazioni home made al pino mugo, miele e succo di mela rigorosamente local sono alcuni dei richiami al territorio che Andrea e il suo team hanno voluto studiare e inserire nei loro cocktail.

Il locale apre con le colazioni, continua con un'offerta leggera a pranzo con insalate,  sandwich e un piatto caldo che varia quotidianamente, conclude con la fascia oraria dell'aperitivo. «Niente after dinner, un po' perché la temperatura non lo consente sempre e un po' perché è una precisa politica del locale», ci racconta Dimilta, che si presta a qualche scambio di battute dopo aver salutato un paio di celebrità televisive habitué del locale. «Vogliamo esserci per i nostri clienti, sempre, e questo significa concentrasi sull'aspetto della relazione. Mi piace che il locale abbia un'impronta da vecchia maniera, con tanta cortesia e attenzioni genuine per la clientela». Fondamentale, però, è l'effetto wow che i drink devono suscitare appena arrivano al tavolo. Massima cura, massima attenzione agli ingredienti. «Ma se devo indicare una chiave, scelgo la squadra. Ora siamo in cinque, c'è buon affiatamento e, nonostante il ricambio stagionale, riusciamo a trasmettere sempre lo stesso entusiasmo a tutti i ragazzi che lavorano con noi».

Le ricette de L'got

Americano Col Alt

Ingredienti
3 cl Vermouth infuso al pino mugo home made
3 cl Campari
Amaretto and pear foam
Cristalli di rosa canina
Preparazione
Build 

 

 

French man in Dolomites

Ingredienti
4,5 cl gin
20 ml succo di limone
20 ml zucchero liquido
Top Champagne Gonet-Médeville
Aria di frutti di bosco selvatici

Preparazione
Shake and strain

 

Iceberg Lounge Bar: la notte è giovane nell'hotel 4 stelle

Nativo di Ischia, dopo gli studi alla scuola alberghiera Domenico Barone, 29 anni, ha viaggiato, come da copione: ad Amburgo prima, poi diverse stagioni a Ischia in cocktail bar come il Riva Club e discoteche, poi diverse esperienze in hotellerie 5 stelle alternando Dolomiti, Sardegna e Amalfi. Infine l'approdo all'hotel Col Alto di Corvara, dall'estate 2021, dove Domenico pare aver trovato la sua dimensione come bartender e barmanager dell'Iceberg Lounge Bar.

Aperto dalle 11 del mattino all'1 di notte, l'Iceberg è uno dei pochi locali della valle in cui si può tirar tardi bevendo bollicine e cocktail di montagna. Non è "solo" il lounge bar dell'albergo 4 stelle superior Col Alto, ma vive anche di vita propria, con uno spazio esterno dedicato e una naturale apertura verso la clientela extra ospiti dell'hotel. Serate musicali con dj set, staff dedicato con 2 persone che possono salire a 3-4, interno da 80 coperti, prezzo dei drink tra gli 8 e i 14 euro. Domenico è anche andato "a scuola" dallo stesso Dimilta del L'got, nelle occasioni in cui il barman veterano ha aperto le sue conoscenze ai più giovani bartender all'opera in zona, per condividere le tecniche di utilizzo delle materie prime del territorio.

 

Rivisitazioni sullo spritz, un Col Alto gin tonic e un Americano fatti rispettivamente con Gin e Vermouth aromatizzati al pino mugo raccolto presso il vicino passo Falzarego: Domenico ci spiega che la clientela ormai, anche sui cocktail e non solo sulle bollicine, ha aspettative medio-alte. «Le linee guida della nostra offerta signature sono territorialità e occhio per il cliente: ci concentriamo su capire chi abbiamo di fronte per preparare qualcosa ad hoc. Intanto, abbiamo fatto e facciamo grande lavoro sulle materie prime. Garnish con rabarbaro essiccato, pino mugo raccolto da noi in passeggiata, riutilizzo di tutti gli scarti, materie prime freschissime. Ma anche home made ricercati - dallo shrub di Weiss, banana e aceto a quello con capperi e mango, per fare due esempi. Abbiamo notato che fa tanta differenza l'attenzione ai dettagli, in particolare viene apprezzato il nostro lavoro sulla qualità del ghiaccio. «Il procedimento che uso è molto semplice», spiega Domenico,  «prendo un box di polistirolo, lo riempio di acqua di rubinetto, lo metto in congelatore per 24 ore e lo estraggo. Non si congela l'intero blocco, ma solo in parte. In questo modo le impurità rimangono nell'acqua in eccesso e il ghiaccio risulta molto trasparente e pulito. Poi taglio in cubetti a seconda del bicchiere che uso, per garantire un'estetica curata a ogni drink».

Le ricette dell'Iceberg Lounge Bar

Col Alto Gin tonic

Ingredienti
5 cl Gin Bonaventura Maschio infuso al pino mugo
20 cl Thomas Henry Tonic Water
Top con spuma al basilico e limone

Preparazione:
Built on ice

 

 


Purple Spritz

Ingredienti
5 cl Aperol
10 cl Gewurztraminer
Top di soda e spuma ai frutti rossi

Preparazione
Build

Un monumento al gin al Mountain Lounge Bar dell'Hotel Cristallo

Ci si allontana di pochi chilometri, ma la qualità del servizio e dei drink resta alta. Un format ancora diverso, quello del lounge bar d'albergo "puro" diciamo così: lo troviamo all'Hotel Cristallo, 4 stelle superior a La Villa. Il 90% della clientela è interno, si chiude a mezzanotte e i drink (prezzo medio: 14 euro) sono accompagnati dal piano bar ogni sera.

A capitanare la squadra di giovanissimi (in cinque, età media 23 anni) del lounge bar c'è il 28enne Salvatore Evola, di stanza in Alta Badia da quattro anni dopo un'esperienza di 12 anni in Sicilia e poi a Cesenatico e in Costa Smeralda. «Arrivato qui come commis, mi hanno proposto di fare il barmanager e lo sono da 3 anni e mezzo», racconta Salvo, che pare aver annegato il dna siculo per convertirsi a passeggiate in quota e giri in e-bike con un occhio sempre a terra, a cercare nuove idee tra erbe e spezie del territorio.

L'accoglienza è opera di un Martini Dolomitico, con Vermouth infuso al pino mugo home made («Pigne raccolte da noi e ottenuto con infusione a freddo sotto vuoto per 48h», precisa Salvatore) e un gin di Bolzano, lo Z44. Proprio sul gin Salvatore ha fatto uno sforzo di ricerca. «Abbiamo una selezione di circa 60 gin, 6 sono etichette locali e c'è un gin tedesco. Non sono solo scenografici dietro il bancone, l'obiettivo è quello di far capire ai nostri clienti che il gin non è il distillato basico come era concepito una volta. Ci si può pasteggiare, e noi abbiamo proposto anche degli abbinamenti food per farlo degustare in purezza».

«Ho imparato qui il valore del territorio - continua Salvatore -, andiamo in passeggiata e riportiamo in casa le botaniche che ci servono, sfruttiamo l'orto dell'albergo per menta, rosmarino, timo; ci dedichiamo agli home made e alle essiccazioni, insomma il territorio montano ci dà la possibilità di giocare con tanti elementi».

La clientela non è tanto esigente, quanto curiosa: «Troviamo sempre più persone interessate a sperimentare un'emozione gustativa, e naturalmente per consentire questo dobbiamo essere attenti anche al servizio e a proporre cocktail con grande impatto scenografico». Ed ecco il trionfo di scrigni preziosi e affumicature da effetto wow. Il progetto, per il prossimo anno? Quello di produrre "in casa" un gin che si possa identificare con il lavoro fatto qui al Cristallo.

Le ricette del Mountain Lounge Bar

Apple Pie Mojito 2.0

Ingredienti
5 cl Rum bianco
2 cl di Sailor Jerry
3 cl di infuso di mela e cannella home made
Top di soda
Garnish con polvere di cannella e mela

Preparazione
Build in tumbler alto

 

Mai Crystal Tai

Ingredienti
4 cl Rum Agricole infuso con miele e caffè
2 cl Rum Clements
3 cl orzata
2 dash arancia bitters home made
succo di ½ limone

Preparazione
Shake & strain in bicchiere tumbler alto

 

A ottobre la decima edizione di TriestEspresso Expo

Ingresso Triestespresso
Si va definendo un interessante programma di incontri formativi, workshop e competizioni all’interno del Salone Internazionale del caffè

Si svolge dal 27 al 29 ottobre la decima edizione il salone internazionale del caffè Triestespresso Expo nel nuovo centro espositivo Trieste Convention Center - Tcc - del Porto Vecchio, l’antico scalo portuale della città. Si tratta di un’area importante ed evocativa per questo prodotto, se si considera che da quando il caffè iniziò a diffondersi in Europa, approdò anche a questi moli. Attualmente a Trieste transita più di un terzo delle importazioni del Paese, con 40mila metri quadri di magazzini impegnati, 10mila container movimentati ogni anno e 1 milione di sacchi da 60 chili in giacenza.

Le adesioni degli espositori all’evento sono numerose e si va completando il calendario degli eventi. A oggi comprende degustazioni guidate dei caffè delle torrefazioni presenti in fiera e premiate all’interno della guida Camaleonte - Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia, a cura di Andrej Godina e Mauro Illiano. È prevista inoltre la proiezione del documentario Caffè & Vino - Due mondi, a cui seguirà una tavola rotonda e in chiusura la degustazione di alcuni abbinamenti tra i due prodotti. Assocaffè Trieste, Gruppo Italiano Torrefattori Caffè in collaborazione con Area Science Park, organizzano un confronto su alcuni temi di maggiore attualità che riguardano la filiera del caffè: cultura e controcultura dell’espresso italiano, innovare e innovarsi, transizione digitale del caffè, rivoluzione verde, sostenibilità nel comparto caffeicolo.

Grazie alla collaborazione con l’Università del caffè di illy, sempre aperta alla formazione e alla ricerca, verranno organizzati training mirati e appuntamenti formativi messi a punto per la decima edizione della manifestazione e tenuti da docenti ed esperti del polo di eccellenza nato per diffondere la cultura del caffè. Gli appuntamenti, a partecipazione gratuita, si alterneranno nella tre giorni di fiera, al mattino e al pomeriggio.

Ci saranno competizioni dedicate ai baristi come il Leva Contest, campionato dedicato ai baristi per far emergere la loro capacità e l’interazione con la macchina da espresso a leva. L’evento sarà imperniato su due tipologie diverse di gara: una di velocità che vedrà vincitrice la coppia di baristi che, nell’arco di un’ora, sarà riuscita ad estrarre il maggior numero di caffè utilizzando due macchine a leva a 3 gruppi erogatori ciascuna; un’altra Leva Contest Sensory, premierà il barista che sarà riuscito a erogare l’espresso che otterrà la migliore valutazione in termini di Flavore da parte di una giuria di esperti.

Ci saranno incontri dedicati agli operatori dell’horeca per riflettere su come affrontare sfide e cambiamenti nella complessità odierna. Un altro appuntamento giornaliero è con Le persone del caffè: un album di fotografie che attraverso un assaggio guidato racconterà la cura e la dedizione di chi lavora nella filiera del caffè.

Infine, un programma di workshop dedicati alle imprese del settore che mirano ad evidenziare quanto il concetto di sostenibilità sia strategico e come applicarlo in azienda.

Altri appuntamenti sono in via di definizione; un percorso da seguire sul sito triestespresso.it.

A Jean Trinh il Bartenders’ Bartender Award 2022 dei World’s Best Bars

Bartenders’ Bartender Award 2022 JEAN TRINH
Jean Trinh, vincitore del Bartenders’ Bartender Award 2022
Al bartender e fondatore dell'Alquímico di Cartagena, in Colombia il premio speciale assegnato al professionista del bancone che ha avuto un impatto significativo sul settore bar nell’ultimo anno

Dopo l'Art of Hospitality Award (leggi All’Hanky Panky di Città del Messico l’Art of Hospitality Award 2022) è stato svelato il vincitore del secondo dei premi speciali del circuito di The World’s 50 Best Bars. Si tratta del Bartenders’ Bartender Award, riconoscimento che viene assegnato al bartender che ha avuto un impatto significativo sul settore bar a livello globale nell’ultimo anno, scelto sulla base dei voti espressi dai colleghi presenti nell’ultima classifica dei 50 migliori bar del mondo. A conquistarlo è stato Jean Trinh, fondatore di Alquímico a Cartagena, in Colombia.

Premio che Trinh si è meritato per il suo approccio creativo all’arte della miscelazione e, soprattutto, per il suo impegno sul tema della sostenibilità e nei confronti del suo team e della sua comunità.

Tre locali in uno

Francese di origini vietnamite, Trinh è nato nel mondo dell’ospitalità, crescendo nei ristoranti dei suoi genitori. Nel 2013, un viaggio lo ha portato a Cartagena de Indias, dove ha fatto esperienza della magica ospitalità colombiana restandone rapito: dopo soli sei mesi ha aperto il suo primo pop-up bar. Tre anni dopo ha visto la luce Alquímico, cocktail bar che si sviluppa su tre piani in uno splendido palazzo nel cuore storico della città. Il cocktail bar nel 2020 è entrato a far parte dell'elenco de The World’s 50 Best Bars, piazzandosi al 47esimo posto, primo locale colombiano in assoluto a entrare in classifica. Nello stesso anno è stato anche il primo cocktail bar dell'America Latina ad aggiudicarsi il Sustainable Bar Award.

Famoso per servire oltre 850 ospiti al giorno, Alquímico offre tre diversi concetti di locale, ognuno dei quali trova spazio in un piano nel palazzo, ognuno con un propria drink list: La Mansión, dedicato alla miscelazione d’autore, con grande spazio alla ricerca e alla sperimentazione, El Balcón, dedicato alla miscelazione classica, e Terraza, dedicato alla miscelazione tropicale e tiki. Filo conduttore l’utilizzo di ingredienti, materie prime e prodotti made in Colombia, forniti da piccoli produttori e artigiani che consentano al locale di mettere la sostenibilità al centro della sua proposta e della sua attività.

La sostenibilità al centro

Quattro anni fa, Alquímico ha investito in una fattoria di 10 ettari per coltivare in modo sostenibile e biologico i prodotti più freschi per i cocktail ad alto volume di vendite. Durante il periodo della pandemia, nel periodo dei lockdown, Trinh con il progetto #FromTheBarToTheFarm ha ospitato il suo team con famiglie nella fattoria, collaborando con piccoli produttori e agricoltori locali per apprendere e sviluppare pratiche agricole sostenibili. Oltre a vendere i loro prodotti bio, il gruppo di bartender ha donato cesti alimentari alle persone in difficoltà, impiantato un’apicultura per ridurre la dipendenza del locale dallo zucchero, provveduto alla piantumazione di alberi autoctoni per rimboschire il territorio e creato uno spazio educativo per gli agricoltori locali e la loro comunità e per i colleghi bartender che desideravano approfondire la conoscenza nel campo delle pratiche sostenibili.

«È un vero onore essere nominato Altos Bartenders’ Bartender dalle straordinarie personalità della bar industry – ha commentato Trinh -. Quando la pandemia ha colpito, siamo stati costretti a rivedere il nostro stile di vita e il modo di lavorare insieme, ma sono molto orgoglioso dei risultati raggiunti con tutta la squadra. Insieme abbiamo costruito una comunità più forte e un Alquímico più sostenibile, che spero possa continuare a pratiche sostenibili in tutto il mondo».

Panettone Day, i vincitori della decima edizione

Il panettone di Giordano Berettini
1° classificato nella categoria tradizionale è Giordano Berettini di Panificio Baldinucci (Gubbio, PG). Luca Volpi della Pasticceria Panari di Treviglio (BG) vince per il miglior panettone al cioccolato Ruby. Andrea Cannone di Mosca&Cannone (Ciampino, Roma) nella categoria panettone creativo dolce

Un'edizione speciale, quella di quest'anno: Panettone Day ha compiuto 10 anni e li ha festeggiati con una finale in pompa magna presso il ristorante di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Ecco i nomi dei primi cinque classificati nella categoria "tradizionale" e i vincitori delle altre due categorie, "panettone creativo" e "panettone al cioccolato Ruby"

Premio miglior panettone tradizionale

1° classificato Giordano Berettini di Panificio Baldinucci (Gubbio ,PG) 2° Luigi Tramonte di Pasticceria Roxy (Martignano, LE) 3° Guerino Fabrizio Aurei di Momenti di Dolcezza (Alba Adriatica, TE) 4° Silvano Marchesi, Panificio Marchesi (Bergamo) 5° Fabrizio Lanciotti di Pasticceria Dorina (Montefiore dell'Aso, AP)

Premio miglior panettone al cioccolato Ruby

Luca Volpi della Pasticceria Panari di Treviglio (BG)

Premio miglior panettone creativo dolce

Andrea Cannone di Mosca&Cannone (Ciampino, Roma)

La giuria di questa edizione era guidata dal Maestro Gino Fabbri, membro di Apei e decano della pasticceria italiana. Il nuovo presidente ha schierato al suo fianco stelle dell’alta cucina e della pasticceria italiana come Carlo Cracco, Marco Pedron (Head Pastry Chef dei Ristoranti Cracco), il Maestro Vittorio Santoro (presidente e direttore di Cast Alimenti). Infine, come da tradizione, anche il vincitore per la categoria panettone tradizionale dell’edizione 2021 di Panettone Day, Alessio Rannisi Pasticceria La Siciliana dal 1956.

Specialty coffee con pairing dolce e salato

La finale ha visto affrontarsi cinque finalisti per la categoria Panettone al Cioccolato Ruby, cinque per la categoria Panettone Creativo e ventitré per la sezione Panettone Tradizionale (qui la lista completa dei finalisti di questa edizione).   Durante la finale è stato organizzato anche un momento di degustazione con pairing dolce e salato a cura del Pastry Chef Marco Pedron, Cracco Bistrò. La collaborazione con 1895 Coffee Designers by Lavazza ha accostato creazioni di pasticceria e pietanze salate ai sentori delle varie miscele di caffè.

A ottobre e novembre il temporary store di Panettone Day a Milano

I 33 finalisti del concorso avranno l’opportunità di vendere le proprie creazioni nel Temporary Store che resterà aperto dal 3 al 30 ottobre, in Corso Garibaldi (angolo Via Palermo 21) a Milano: una vetrina esclusiva per i pasticceri nel cuore di Brera. Per festeggiare i 10 anni quest’anno l’appuntamento raddoppia e oltre alla tradizionale apertura nel mese di ottobre, ci sarà una sorpresa: dal 2 al 27 novembre il Temporary Store ospiterà una selezione di panettoni firmati dai vincitori degli ultimi 10 anni, che creeranno un lievitato in limited edition pensato per celebrare questo speciale anniversario. Nell’arco di questi due mesi presso il Temporary Store sarà inoltre possibile acquistare anche gli Specialty Coffee 1895 by Lavazza, la collezione di eccellenza messa a punto  dai Coffee Designers. I clienti potranno degustare le diverse referenze per trovare l’abbinamento perfetto tra caffè e panettone.

Ogni giovedì un evento dedicato al panettone

Quest’anno lo spazio tornerà ad animarsi tutti i giovedì con un calendario di eventi, finalizzati a fare cultura e valorizzare in modo contemporaneo il panettone. Il calendario degli appuntamenti sarà comunicato nel corso delle settimane di apertura attraverso i canali social di Panettone Day, degli sponsor del concorso Braims (gruppo CSM Ingredients), Novacart, Barry-Callebaut, Vitalfood e 1895 Coffee Designers by Lavazza.

Horeca 3.0: il corso per usare al meglio i social per comunicare il locale

copertina horeca 3.0
Le buone pratiche web e social per le realtà del fuoricasa al centro dei corsi organizzati dall'Università di Parma con Fipe, e Bargiornale come media partner, in programma dal 28 al 30 settembre e dal 4 al 7 ottobre a Favignana ma che si possono seguire anche online

Si avvicina l’appuntamento con Horeca 3.0 l’iniziativa di formazione dedicata alla comunicazione digitale per il mondo del fuoricasa che si tiene nell’ambito della Sicily Digital Summer School, la versione “estiva e balneare” del Master in Comunicazione digitale, mobile e social dell’Università di Parma. L’iniziativa, che ha Bargiornale come media partner e realizzata in collaborazione con Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), Confcommercio e Confesercenti di Parma e Trapani, è in programma a Favignana dal 28 al 30 settembre e poi dal 4 al 7 ottobre.

Rivolto a gestori e operatori di bar, ristoranti e hotel, Horeca 3.0, si propone di illustrare le buone pratiche web & social per il mondo del fuoricasa. Anche nell’ambito della comunicazione, come accade in tutti i principali aspetti della gestione operativa di un locale, le tecnologie digitali permettono di migliorare le performance del locale, in questo caso in termini di visibilità, ma non solo. Dal web ai social network, sono tanti gli strumenti che aiutano a promuovere l’attività, a valorizzarla in tutte le sue peculiarità, a consolidare il rapporto con i clienti e a conquistarne di nuovi. Strumenti che però vanno usati nel modo corretto per poterne al meglio il potenziale e ottenere i risultati attesi.

E proprio sull’uso efficace ed efficiente di queste tecnologie si focalizza Horeca 3.0 con un’offerta formativa che vuole essere essenziale, pratica, ma anche capace di stimolare l’adeguata comprensione delle grandi trasformazioni in atto, che riguardano il pieno dispiegarsi di un eco-sistema digitale, dunque le partite future alle quali è chiamato l’intero settore horeca.

ACQUISTA I CORSI HORECA 3.0

Offerta articolata su due corsi: il corso base, dedicato ai principianti, e il corso avanzato, per chi dispone già di conoscenze in materia.

Della durata complessiva di 6 ore ciascuno, i corsi si terranno a Favignana entrambi dal 28 al 30 settembre e dal 4 al 7 ottobre e si possono seguire in presenza, ma anche a distanza e in differita, visto che tutte le lezioni saranno registrate.

Nel primo caso l'appuntamento diventa una vacanza di lavoro nell'incantevole scenario delle Isole Egadi, con la più grande riserva marina d’Europa, potendo approfittare anche dei mini-pacchetti per l’ospitalità messi a punto dall’organizzazione.

Il corso base

Andando un po’ più nel dettaglo dell’offerta formativa, il corso base si soffermerà sul tema del web e dei social, spiegando il funzionamento dei motori di ricerca, con particolare riferimento a Google ADS, ovvero alla pubblicità, le attività di Seo e l’advetising. Per approfondire poi aspetti quali la stesura del piano editoriale, quindi la pianificazione dei contenuti, con diversi consigli pratici ed esempi, e le attività pubblicitarie, ovvero la pianificazione di inserzioni e annunci, la loro costruzione e i budget. E concludere con gli strumenti per l’analisi e la misurazione dei dati che consentano di valutare l’effcacia di post, eventi e inserzioni.

Il corso avanzato

Nel corso avanzato verranno illustrate le migliori esperienze di gestione dei canali web e social nell’ambito horeca, dalle quali trarre spunto e preziosi suggerimenti da applicare per il proprio locale. Ci si soffermerà poi sull’enorme potenziale offerto da Instagram per la promozione delle attività del fuoricasa, illustrando regole e strumenti di base per sfruttare al meglio questo social. Uno spazio importante sarà dedicato al prossimo futuro degli ecosistemi digitali, il metaverso e quindi a come sviluppare una convivialità e ospitalità digitale che generi clientela reale. Infine, ci si soffermerà su come intercettare la clientela a partire già dai luoghi di arrivo, come stazioni ferroiarie e aeroporti.

I webinar sul futuro del fuoricasa

Oltre alle attività più squisitamente formativa e legata ai principali social (Facebook e Instagram), al ruolo/funzioni dei motori di ricerca,  Horeca 3.0 proporrà due webinar sull’evoluzioone futura dell’intero settore del fuoricasa. Entrambi in programma il 3 ottobre, il primo dal titolo Il ristorante del futuro (ore 11-12) avrà come relatori i direttori di riviste specializzate, fra le quali anche Bargiornale, mentre a dibattere sul tema L'hotel che sarà (ore 12-13) ci saranno specialisti della ricerca applicata e futurolgi.

I docenti

A trattare i temi proposti nei corsi un parterre di relatori di alto profilo, con due docenti che si alterneranno durante ogni lezione. Tra questi Danilo Pontone, social media manager e autore di Hotel 2.0, Davide Morante, social media strategist e Instagramer, e Massimo Zaninelli, maxer consulting, entrambi docenti al Master in Comunicazione digitale dell’Università di Parma. E ancora, Simone Puorto, futurologo nell’ambito dell’hospitality & travel, Andrea Mongilardi, caporedattore di Bargiornale, Pier Luca Santoro di Digital Media Hub, e Giorgio Triani, sociologo e coordinatore del Master in Comunicazione digitale dell’Università di Parma.

Come partecipare

Per entrambi i corsi, con un numero massimo di partecipanti fissato a 25, il programma prevede due sessioni di lezioni di 3 ore giornaliere (9.30-12.30). Sia il modulo base sia quello avanzato hanno un costo di 85 euro in presenza e di 68 euro online, ma se si scelgono entrambi il costo diventa, rispettivamente, di 135 e 110 euro. Le sessioni saranno registrate e disponibili per tutti i partecipanti ai quali a conclusione dei corsi verrà rilasciato un attestato di partecipazone.

Per ulteriori info scrivere a camomillacom@libero.it o chiamare al numero (anche per Wa) 389 5999611

Oppure contattare il coordinatore dei corsi scrivendo a giorgio.triani@unipr.it

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