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Flavia D’Esposito vince la sesta edizione di MixFactor

Mixfactor 2022 vincitrice
La barlady classe 1995 si è imposta con l suo La Domenica a Napoli nella finale del contest dedicato ai nuovi talenti della mixology organizzato da Mercati di Spirits e Relicario

È Flavia D’Esposito, classe 1995, la vincitrice della sesta edizione di MixFactor – Relicario Experience, il cocktail contest dedicato ai nuovi talenti della miscelazione organizzato da Mercanti di Spirits, in collaborazione con Ron Relicario, che distribuisce in esclusiva in Italia.

L’atto finale della competizione è andato in scena nella prestigiosa location di Palazzo Petrucci a Napoli, dove otto promesse della mixology, obiettivo del contest è proprio la ricerca e valorizzazione dei giovani talenti del bartending, si sono affrontate nell’ultima prova che li separava dalla vittoria.

Prima della gara hanno avuto l’opportunità di seguire la masterclass Ron Relicario Taste The Legend a cura di Sophie Barbier, trade marketing & brand ambassador di Beveland Group, il gruppo proprietario del marchio Relicario, dove hanno potuto approfondire le diverse potenzialità in miscelazione dei Ron Relicario nelle varianti Superior, Supremo, Peated Finish e Vermouth Finish.

La gara

Informazioni importanti per i concorrenti, sia per ampliare il loro bagaglio di conoscenze sia in vista della prova finale. Questa infatti prevedeva la creazione in 7 minuti di tempo di un cocktail originale a base di uno dei quattro rum dominicani, scegliendo gli altri ingredienti tra le centinaia di referenze prodotte e distribuite da Mercanti di Spirits e una serie di spezie e homemade che ogni partecipante ha messo a disposizione di tutti gli altri. Ma non solo, perché il drink doveva essere ispirato al tema di quest’anno della competizione “Sacro & Profano”.

A cimentarsi nella prova, oltre alla vincitrice: Martina Saggese, Danilo Rusciano, Mattia Melillo, Luca Paolillo, Daniele Gravagna, Lorenzo Incarnato e Gerlando Zambito Marsala. A giudicare le loro creazioni una giuria formata da Fabio Bacchi, come giudice tecnico, Sophie Barbier, Mario Farulla, Marco Emanuele Muraca, general manager beverfood.com, Gianluca Avallone, fondatore di Mercanti di Spirits, Mariano Minieri, e Pasquale Gazzillo, ambassador Mercanti di Spirits.

Prova che Flavia D’Esposito ha superato brillantemente con il suo La Domenica a Napoli, nel quale ha miscelato Relicario Superior con Liquore al Caffè Mokoloko, Triple Sec Five Senses, succo di limone e sciroppo di zucchero di canna, che ha conquistato la giuria per il suo equilibrio e gusto. La giovane barlady si è aggiudicata la vittoria di MixFactor 2022 e il meritato premio: un viaggio studio a Barcellona, una gift box Ron Relicario Supremo e la possibilità di collaborare con l’azienda.

Dietro di lei si è piazzato Luca Paolillo con il cocktail Un Americano in Trasferta, premiato con una box Relicario Peated Finish. Il terzo posto è andato a Daniele Gravagna con Both, che ha ricevuto in premio una box Relicario Vermouth Finish. Ma premi non sono mancati neanche per gli altri finalisti, che hanno ricevuto una box Ron Relicario Superior.

Le ricette del podio di MixFactor

La Domenica a Napoli di Flavia D’Esposito

La Domenica a Napoli
Ingredienti:
4,5 cl Ron Relicario Superior, 1,5 cl Mokoloko Liquore al Caffè, 1,5 Triple Sec Five Senses, 1,5 cl succo di limone, 1 cl sciroppo di zucchero di canna
Preparazione:
shake & strain
Bicchiere:
coppa
Guarnizione:
zest di arancia

Un Americano in Trasferta di Luca Paolillo

Un Americano in Trasferta
Ingredienti:
4,5 cl Ron Relicario Peated Finish, 1,5 Agrumino Medulla, 0,75 cl sciroppo di fava di tonka, 5 gocce di tintura di rosmarino timo origano, 1 barspoon di caffè
Preparazione:
stir
Bicchiere:
tumbler basso
Guarnizione:
scorza di pompelmo rosa e rosmarno fresco

Both di Daniele Gravagna

Both
Ingredienti:
3 cl Ron Relicario Supremo, 6 cl Liquore Miliare, 3 cl sciroppo di basilico, top Fairy Queen Premium Fine Tonic Water
Preparazione:
shake & strain
Bicchiere:
tumbler basso
Guarnizioni:
mirtilli e foglie di basilico

Cesena, il mondo del gelato sposa la causa Aism

Roberto Leoni
Roberto Leoni
Dall’1 al 4 ottobre chiunque acquisterà un gelato al gusto di mela devolverà un euro alla ricerca contro la sclerosi multipla

Nasce a Cesena un gelato non solo buono, ma che fa bene alla ricerca contro la sclerosi multipla. Infatti, il maestro gelatiere Roberto Leoni ha dato il via alla campagna nazionale La mela di Aism. Si tratta di un'iniziativa che mette l'accento sulla bontà del gelato, ma anche su innovazione e solidarietà. La mela di Aism andrà in scena in tutta Italia l'1, il 2 e il 4 ottobre in tutte le gelaterie associate Aig.

Il gusto mela che fa bene a tanti

Da tre anni le Gelaterie Leoni si impegnano per rendere fruttifere le giornate per la ricerca contro la sclerosi multipla. Per farlo, promuovono un’iniziativa solidaristica molto apprezzata in città, ovvero il gelato-sorbetto al gusto di mela fresca al 100%. Acquistando un cono o una vaschetta, oltre a degustare un prelibato gelato a base di prodotti autoctoni a “km zero”, si contribuisce alla campagna di raccolta fondi dell’Aism. Per ogni gelato venduto, infatti, un euro viene devoluto direttamente alla ricerca scientifica per contribuire a combattere questa grave patologia che colpisce attualmente in Italia circa 118mila persone. Il gusto preparato da Leoni avrà come base la “mela speziata”. In pratica, il gelato sorbetto verrà preparato mettendo in infusione le spezie nel miele (chiodi di garofano, cannella, noce moscata) per qualche giorno. Il miele, infatti, oltre ad essere uno zucchero naturale, apporta aroma ed una particolare cremosità alla preparazione.

Da Cesena all'Italia per Aism

Da quest'anno il progetto La mela di Aism si estende a tutta l'Italia. Infatti, grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Gelatieri italiani, sarà replicata - da Bolzano alla Sicilia - in tutti i punti vendita affiliati Aig. Dal 1 al 4 ottobre, in tantissime piazze italiane, tutte le gelaterie aderenti proporranno un gelato alla mela, seguendo la ricetta di Roberto Leoni. In questo modo la collaborazione alla compagna Aism non avrà più solo un respiro locale, ma nazionale. «È un’iniziativa a cui tengo in modo particolare - spiega Leoni - e sono davvero orgoglioso che questo progetto-pilota, nato a Cesena, sia diventata un’iniziativa di respiro nazionale. In questi tre anni, come Gelaterie Leoni, abbiamo fatto tutto il possibile per aiutare la ricerca, ma quest’anno volevamo fare qualcosa di più ambizioso. E così, dopo aver riscontrato una grande sensibilità da parte dei vertici dell’AIG, abbiamo deciso di replicare questa iniziativa solidaristica in tutte le gelaterie italiane. Mantenendo come ingrediente base la mela, che resta il simbolo della lotta alle leucemie, ho creato un gusto genuino creato con frutta biologica di origine controllata. Un gusto tanto semplice quanto prelibato per esprimere, a nome di tutta la categorie dei gelatieri, la nostra vicinanza a questa fondamentale battaglia per la salute».

Torrefazioni e locali festeggiano la Giornata Mondiale del Caffè

Logo International Coffee Day
Open day, degustazioni, doni, contest e molto altro nelle proposte legate al 1° ottobre, rivolte ai professionisti e ai coffee lover

Sono numerose le iniziative che torrefazioni ed anche singoli locali segnalano in occasione del 1° ottobre, Giornata Mondiale del Caffè. Passiamo in rassegna alcune tra queste.

Costadoro, tra le 10 e le 18 festeggia e apre al pubblico con un open day che propone ai visitatori masterclass, degustazioni e attività di formazione, nonché la possibilità di visitare la sede della Torrefazione torinese e conoscere la sua storia e il suo impegno a favore dell'ambiente. Al pubblico è riservato un tour di un’ora durante il quale il mastro tostatore farà scoprire i profumi e i segreti del suo mestiere e assaggiare caffè pregiati. Per accreditarsi online: eventbrite.com/e/biglietti-giornata-internazionale-del-caffe-in-costadoro-1102022-410540667187.

Per i baristi, dalle 13 alle 18 si svolgeranno sempre presso Costadoro le selezioni dell’Espresso Italiano Champion 2022 organizzato da Iei. Un’occasione per vedere professionisti all’opera nella realizzazione di 4 espressi e 4 cappuccini che saranno valutati da assaggiatori esperti. Il concorso è riservato ai clienti bar Costadoro. Per registrarsi: eventbrite.com/e/biglietti-espresso-italiano-champion-411205485677.

Julius Meinl ha deciso di regalare a tutti coloro che ordineranno un caffè fatto con le sue miscele sostenibili e certificate (tra cui Vienna 1862 miscela 100% arabica realizzata con caffè coltivati in modo etico nell'ambito del Colombian Heritage Project), un coupon per ricevere un altro caffè: per tutto il mese di ottobre i clienti potranno offrirlo gratuitamente alla persona con cui si desidera condividere un momento perfetto.

L’iniziativa coinvolge 120 locali in tutta Italia e vuole incentivare l’assaggio e il consumo di caffè sostenibile sia a livello ambientale sia economico.

Per ogni esercente che utilizza miscele certificate Julius Meinl, verrà piantato un albero dalla Onlus Global Jane Goodall Institute, per contribuire alla riforestazione della Tanzania, uno dei paesi di origine del caffè; inoltre, i locali coinvolti riceveranno un certificato che attesta il loro impegno per la tutela dell’ambiente.

Tra i locali segnaliamo Fluid Specialty Coffee & Sharing, che tra le 8,30 alle 18,30 propone un contest di assaggio: sarà possibile degustare tre caffè estratti in filtro. L’obiettivo è scoprire l’unico caffè diverso tra i tre in assaggio: i primi 100 vincitori si aggiudicheranno un brunch del valore di 20,90 euro presso il locale.

Il contest si inserisce nella comunicazione e nella mission di Fluid: sdoganare il mondo specialty rendendolo accessibile e alla portata di tutti. Dalla sua inaugurazione pochi mesi fa (maggio 2022) FLUID ha voluto lanciare un messaggio forte all’elitario mondo del caffè di qualità, per sopravvivere e anzi prosperare è necessario rendersi comprensibili, abbattendo le barriere fisiche tra barista e cliente oltre a quelle culturali tra esperto e newbie.

Con questa iniziativa l’avventore curioso avrà la possibilità di assaggiare qualcosa di nuovo e scoprirsi intenditore.

Cafezal invita nel nuovo locale in viale Premuda 14 a Milano i coffee lover ai quali verrà regalata una tessera personalizzata Member, dunque di entrare a far parte del Members Club: uno spazio dedicato ad appassionati e professionisti del settore in stile lounge/salotto dove incontrarsi con gli amici, prenotare appuntamenti, portare e preparare il proprio caffè. Ha infatti tutta l’attrezzatura, dalla macchina espresso Prima di Victoria Arduino (Cafezal è ambassador del brand) a strumenti per il brewing. Il welcome coffee si terrà tra le 11,30 alle 12,30.

Valrhona festeggia i suoi primi 100 anni

Valrhona
Valrhona
In occasioni delle celebrazioni presentata anche la copertura Komuntu 80%

Il 2022 è un anno importante per il mondo del cioccolato. Valrhona festeggia i suoi primi 100 anni di attività. In questo secolo l'azienda è stata al fianco di produttori di cacao, professionisti della pasticceria e gastronomia, ma anche di semplici appassionati di cioccolato. Per celebrare questo importante traguardo, l'azienda ha presentato una novità, creata in collaborazione con tutte le persone della squadra Valrhona: la copertura Komuntu 80%.

Il pasticcere che amava fare squadra

Nel 1922 il pasticcere Albéric Guironnet avvia un laboratorio nella Valle del Rodano, a Tain L’Hermitage, la regione francese che farà da spunto per il nome dell’azienda Valrhona. Guironnet avvalendosi della collaborazione di una squadra locale di artigiani pasticceri dà vita a una fiorente attività di produzione di cioccolato a partire dalle fave, iniziando a servire altri pasticceri e artigiani. Sono passati 100 anni, ma lo spirito collaborativo non è venuto meno. Infatti, lungo questo primo secolo Valrhona ha raccolto attorno al brand coltivatori di cacao, trasformatori, cioccolatieri, pasticceri, panificatori, gelatieri, chef, pastry chef, studenti, gourmet, costruendo una filiera equa e sostenibile. Inoltre, ha ispirato molti prodotti gastronomici creativi e interessanti, all'insegna dell'innovazione.

Nuovi codici e formazione

Valrhona ha creato nuovi codici gustativi come l’intenso amaro del cioccolato Guanaja 70%, nuove sfumature cromatiche grazie al cioccolato “biondo” Dulcey, o ancora un nuovo modo di assaporare il gusto della frutta attraverso l’innovativa proposta di coperture della gamma Inspiration. Inoltre, l'azienda ha scelto di condividere i propri saperi attraverso l’École Valrhona. Il successo di questo centro di formazione è riconosciuto in diversi continenti. Attraverso questo luogo di aggregazione e diffusione di conoscenza si dà risalto e visibilità ai mestieri artigianali, partecipando alla realizzazione di eventi prestigiosi per i professionisti come la Coppa del Mondo della Pasticceria.

Una città nella città

Inoltre, nella stessa città di Tain l’Hermitage - che 100 anni fa ha visto nascere la cioccolateria diventata poi una rinomata azienda - è nata la Cité du Chocolat. Si tratta di un museo che ogni anno accoglie 140.000 golosi da tutto il mondo. Qui si possono scoprire tutte le meraviglie di una materia prima, il cioccolato, e la manualità degli artigiani che vi lavorano.

La certificazione B CorpTM

Nel 2020 Valrhona ha ricevuto la certificazione B CorpTM. Questa etichetta sancisce il riconoscimento a un preciso impegno e fa da stimolo a proseguire in questa direzione con determinazione, come una vera e propria road-map.

Valrhona
Igor Maiellano, Business Unit Manager Valrhona Italia

Il cioccolato del centenario

La copertura Komuntu 80% si caratterizza per note legnose e amare sostenute da note di grué tostato. Note complementari sono quelle dell’aceto di frutti rossi o neri, della birra ambrata, delle mandorle amare, del torrone, della ciliegia nera, del tè chai, del tabacco e del caramello. Trova ideale applicazione nella realizzazione di mousse, cremosi e ganache. Il nome Komuntu evoca la forza del legame che unisce chi lavora in Valrhona e dà un senso e un ritmo all’impegno per una filiera equa e sostenibile. Komuntu è l’unione delle parole Komunumo, che significa comunità in esperanto, e Ubuntu, concetto africano basato sulla filosofia del “io sono perché noi siamo”. Questo concetto è ripreso anche nel packaging, disegnato dalla pittrice e illustratrice franco-Malgascia Déborah Desmada. Lei ha immaginato un motivo grafico che ondeggia in un’armoniosa sinfonia di colori vivaci tipici dei Paesi d’origine dei cacao Valrhona. Komuntu, già disponibile da inizio settembre, è l'espressione stessa di un cioccolato responsabile. Inoltre, concretizza il modo di operare di Valrhona: "fare del bene con il buono". Infatti, il 100% dei profitti raccolti durante il 2022 verrà devoluto ai produttori di cacao.

Valrhona
Valrhona

Le altre attività per celebrare i 100 anni

Durante tutto il 2022 Valrhona festeggia questo anniversario speciale con diverse attività: l’apertura della nuova École Valrhona di Parigi e le esclusive cene del Valrhona Food Forward Festival in programma in varie città del mondo. Dopo Tain l’Hermitage, New-York e Tokyo, l’École Valrhona ha riaperto le porte lo scorso 2 maggio 2022 nel cuore di Parigi, nel quartiere del Marais. Precedentemente insediata a Versailles, la nuova sede garantisce una posizione migliore per accogliere gli operatori della gastronomia dolce provenienti da tutta la Francia e dal mondo. In occasione del proprio centenario Valrhona ha scelto di organizzare un festival culinario in 8 città del mondo. Tra gli invitati ci sono clienti, chef e artigiani pasticceri e cioccolatieri. Con la scelta del nome “Valrhona Food Forward Festival” il marchio intende porsi all’avanguardia della gastronomia del futuro, suggerendo esperienze inedite grazie a un casting di chef e talent ospiti che affiancano gli chef Valrhona nell’elaborazione di un menù inconfondibile per ogni città intorno a una specifica tematica. A Parigi, ad esempio, saranno esplorate le nuove forme di agricoltura urbana sul tema dell’autonomia alimentare. AValMilano sarà il mondo bakery contemporaneo ad essere approfondito mentre a Los Angeles protagonista assoluto sarà il gelato. Le cene del festival hanno fatto, o faranno tappa a Tain l’Hermitage (luglio); Francoforte e Barcellona (settembre); Parigi, Milano, Shanghai e Los Angeles (ottobre) per concludersi a Dubai (novembre).

1° ottobre, iniziative per la candidatura Unesco dell’espresso italiano

Logo Rito del caffè espresso
Essse Caffè con La Spaziale, Gruppo Moak e Mumac Academy a sostegno della candidatura del rituale dell'espresso italiano a patrimonio immateriale dell’Unesco

Tra le iniziative degli operatori del settore per il 1° ottobre, Giornata Internazionale del Caffè, alcune uniscono alla promozione del caffè di qualità al sostegno alla candidatura del rituale dell’espresso italiano a patrimonio dell’Unesco.

L’obiettivo è raccogliere il maggior numero di firme possibili; la candidatura si può sostenere anche online: è sufficiente andare sul sito ritodelcaffe.it e firmare.

Essse Caffè in collaborazione con La Spaziale apre al pubblico dalle 10 dalle 16 il suo store in via Galliera 18, Palazzo Tanari,  con una serie di iniziative incentrate sulla ritualità del caffè espresso italiano tradizionale: una carrellata di eventi si propone di raccontarlo farlo conoscere e vivere dal punto di vista artistico, culturale, sociale, tecnico, innovativo e sensoriale con la presenza di esperti del settore e attori professionisti. Come l’attore Marco Magnani, che animerà la giornata focalizzando l'attenzione sul rito del caffè e la sua candidatura Unesco.

Per l’intera giornata degustazione di caffè espresso gratuita, nonché percorsi conoscitivi ed esperienziali del caffè, dai crudi all’area di tostatura (che verrà effettuata dal vivo), fino alla degustazione e a esposizioni visive che forniranno un quadro completo di una bevanda simbolo di italianità.

Caffè Moak, Caffè Circi, Mokafè e Marsalì si impegnano a sostenere con convinzione ed entusiasmo la candidatura del Caffè Espresso tradizionale Italiano a Patrimonio Immateriale dell’Unesco con diverse attività. In tutti i bar e i locali dei quattro marchi di caffè sarà possibile esprimere l’adesione mediante la compilazione di un apposito modulo, nonché on line (non dai cellulari).

La divulgazione del messaggio promozionale a livello nazionale sui canali social è stata affidata al talento e all’ironia dei Two Twins 95: i due artisti, con la realizzazione di un video storytelling, esprimono l’intelligente contributo all’importanza del rito quotidiano del caffè a sostegno della sua candidatura.

Mumac Academy invita gli appassionati di caffè alle 14,30 presso il Flagship Store Faema in via Forcella 7 a Milano, per partecipare a Espresso Experience, un laboratorio dedicato all’espresso guidato dai Coffee Specialist di Gruppo Cimbali. Un pomeriggio insieme per celebrare il caffè e imparare a degustarlo attraverso l’assaggio, esaminando i vari aspetti visivi, olfattivi, gustativi e tattili; l’evento sarà trasmesso anche in diretta streaming sui canali social dell’Accademia.

Durante l’evento sarà possibile sostenere la candidatura de “Il caffè espresso italiano fra cultura, rito, socialità e letteratura nelle Comunità emblematiche da Venezia a Napoli” come patrimonio immateriale dell’Umanità presso l’Unesco, attraverso la sottoscrizione della Carta dei Valori delle Comunità Emblematiche del Rito del Caffè Espresso Italiano. Per info e iscrizioni www.mumacacademy.com/eventi/espresso-experience-international-coffee-day/.

Torna il primo ottobre la Giornata Nazionale dei Locali Storici d’Italia

Caffe-Florian locali storici
Il Caffe Florian a Venezia, uno dei locali storici d'Italia
In occasione della Giornata loro dedicata, i locali simbolo dell’ospitalità del Belpaese aprono le porte ai visitatori per raccontarsi. Circa un centinaio le inizative, tra degustazioni, visite guidate e rievocazioni, in bar, caffè letterari, ristoranti, pasticcerie, confetterie e alberghi, da Nord a Sud della Penisola

Sono oltre duecento i locali storici italiani e molti di loro hanno un secolo e mezzo di storia alle spalle. 150 anni portati splendidamente, come si potrà vedere sabato primo ottobre, quando per celebrarli torna la Giornata Nazionale dei Locali Storici d’Italia, l’appuntamento dedicato ai luoghi simbolo della cultura, della gastronomia e dell’ospitalità del Belpaese.

Per l’occasione questi luoghi, emblema del fascino senza tempo del made in Italy, apriranno le porte ai visitatori per raccontare il ricco patrimonio di storia, arte e cultura che custodiscono Un patrimonio fatto anche di aneddoti, ricette e frequentazioni illustri.

Un centinaio di appuntamenti in programma

Organizzata dall’Associazione Locali Storici d’Italia, che da oltre 45 anni tutela e valorizza bar, alberghi, ristoranti, pasticcerie, caffè letterari iscritti tra i Locali Storici, che devono avere almeno 70 anni di storia, conservare ambienti e arredi originali o comunque che testimonino le origini del locale, ma anche presentare cimeli, ricordi e documentazione storica sugli avvenimenti e sulle frequentazioni illustri, la giornata si presenta come da tradizione ricca di iniziative. Sono circa un centinaio gli appuntamenti in programma, tra degustazioni, visite guidate e iniziative culturali proposti dai locali sull’intero territorio nazionale (qui per il programma in costante aggiornamento).

Sarà possibile assaggiare specialità locali, come la sarda alla marinara in saor e polenta tenera dell’Osteria Antico Dolo di Venezia o la caldume palermitana del Ristorante Casa del Brodo “dal Dottore” di Palermo, o degustare uno dei 50 rosoli del Ristorante ‘O Canonico 1898 di Sorrento (Napoli). E ancora, sorseggiare Rum con cioccolata Valroa all’Hotel Cavallino Bianco di San Candido (Bolzano), o provare il latte dolce fritto secondo la vecchia ricetta al Bruxaboschi di Genova.

Ma sarà anche assaporare le suggestioni dei luoghi frequentati da personaggi famosi della storia, dell’arte, della politica e del jet-set internazionale: al Due Torri di Verona per esempio ci si affaccerà dal balcone dal quale Garibaldi incitava all’unità d’Italia, mentre all’Harry’s Bar di Firenze si potrà degustare un cocktail appoggiati dove alzò i calici Liz Taylor.

Filo rosso della giornata il tema dell’edizione 2022-2023 della Guida ai locali storici, pubblicata ogni due anni dall’Associazione e dedicata alla resilienza di queste realtà cult, sopravvissute alle guerre mondiali, a crisi economiche, a catastrofi naturali e che non hanno ceduto neanche davanti alle difficoltà della pandemia.

Per quanto riguarda gli eventi in programma, Torino, con ben 13 locali coinvolti porta il Piemonte, con un totale di 19 appuntamenti a guidare la classifica, seguito da Veneto, con 17 locali storici a porte aperte, Campania con 12, Lombardia con 10, Liguria e Toscana entrambe con 8 adesioni.

Jack Daniel’s lancia in Italia i nuovi whiskey Bonded series

Jack Daniel's Bonded series
Jack Daniel’s Bonded e Jack Daniel’s Triple Mash sono le prime due referenze bottled-in-bond della nuova linea super premium che rende omaggio alla tradizione dell'america whiskey

Si allarga la famiglia Jack Daniel’s. La distilleria di Lynchburg, Tennessee (Usa), ha lanciato due nuovi prodotti, Jack Daniel’s Bonded Tennessee Whiskey e Jack Daniel’s Triple Mash Blended Straight Whiskey, le prime referenze della Bonded Series, la linea super premium che esalta l’eccellenza della produzione di whiskey dell’iconico brand.

Disponibili da ottobre, le nuove referenze sono state presentate al pubblico italiano in una serata dalle atmosfere anni Trenta del White Rabbit, speakeasy nel quartiere Isola, a Milano.

Entrambi i nuovi prodotti hanno la particolarità di essere whiskey bottled-in-bond, ovvero realizzati secondo le quattro prescrizioni previste dal Bottled in Bond Act del 1897: distillati da una singola distilleria, durante una singola stagione di distillazione, maturati in un magazzino doganale governativo per almeno quattro anni e imbottigliati a 100 proof, cioè con un volume alcolico del 50%. «Si tratta di una legge del governo americano nata a fin Ottocento per garantire al consumatore la purezza dei distillato, e che vieta l'aggiunta o la sottrazione di qualsiasi materiale o l'applicazione di qualsiasi metodo o processo che modifichi o alteri la condizione o il carattere del prodotto originale, tranne l'aggiunta di acqua per la riduzione del grado alcolico – ha spiegato Francesco “Ciuciu” Spenuso, advocacy manager per l’Italia di Jack Daniel’s, che ha presentato agli ospiti le due novità -. Con questi prodotti rendiamo quindi omaggio alla tradizione dell’american whiskey, della quale Jack Daniel’s è un emblema, ma anche offrire agli amanti del brand nuove espressioni dei nostri whiskey». Un omaggio alla tradizione della casa che si esprime anche nella bottiglia, ispirata al design originale di quella storica del 1895.

I nuovi prodotti

Entrando più nel dettaglio dei nuovi prodotti, Jack Daniel’s Bonded è composto secondo l’originale ricetta dello storico Old n.7, 80% mais, 12% malto d'orzo e 8% segale, e viene fatto maturare in botti di rovere selezionate a mano che gli conferiscono un colore più scuro e sapori e aromi più profondi. «Possiamo dire che è una versione all’ennesima potenza dell’iconico Jack, con un carattere più duro e audace, datogli dal grado alcolico sostenuto e arricchito dal portato del rovere, con le sue note di legno, mandorla e noce pecan, che si aggiungono a quelle fruttate e dolci tipiche dell’Old n.7, di banana, miele, vaniglia, caramello per un finale dove emergono le note speziate di pepe nero, caffè e cuoio».

Jack Daniel’s Triple Mash è invece una miscela di tre whiskey bottled-in-bond: 60% Jack Daniel’s Tennessee Rye, composto a sua volta dal 70% segale, 12% orzo, 18% mais, 20% Jack Daniel’s Tennessee Whiskey (il classico Old n.7) e 20% Jack Daniel’s American Malt, un single malt americano di orzo maltato. Tutti e tre i whiskey sono ovviamente prodotti nella distilleria di Lynchburg, nella stessa stagione di distillazione e invecchiano singolarmente per almeno 4 anni per poi essere blendati e infine imbottigliati con 50% di alcol in volume. «Il risultato finale è un blended straight whiskey di grande fascino, dove a dominare è la segale, con il suo carattere dry e le sue note erbacee, mentolate e speziate di pepe nero, per poi lasciare emergere note fruttate di frutta secca (uvetta, fico e dattero), malto e quercia per chiudere con un finale più dolce, con note di vaniglia, miele e cioccolato, ha raccontato Spenuso.

Ricchi e complessi, entrambi i whiskey, oltre che a essere serviti lisci, si prestano bene anche per l’uso in miscelazione. «Lavorano molto bene in tutti i grandi classici a base di whiskey americano – ha spiegato l’adovacy manager -. Jack Daniel’s Bonded per esempio è perfetto per realizzare Old Fashioned, Whiskey Sour, Boluvevardier, e molto intrigante utilizzato in un Manhattan. Perfetto per i classici è anche Jack Daniel’s Triple Mash, dove però occorre un po’ di attenzione a ben bilanciare la sua parte secca, mentolata ed erbacea, che lo rende eccezionale per realizzare drink in stile Mint Julep».

E proprio due grandi classici, quali il Boulevardier e l’Old Pal, rispettivamente a base Bonded e Triple Mash, sono gli hero cocktail dei due nuovi prodotti. Cocktail che sono stati proposti durate la serata, alla quale hanno fatto da sottofondo le note jazz del duo Mario Marotti al pianoforte e Stefano Pennini alla tromba, preparati da Diana Ferent, bar manager del White Rabbit.

Le ricette Jack Daniel’s

Boulevardier

Boulevardier
Ingredienti:
35 ml Jack Daniel’s Bonded Tennessee Whiskey, 30 ml vermouth rosso, 25 ml bitter
Preparazione:
stir
Bicchiere:
tumbler basso
Guarnizione:
scorzetta di arancia

Old Pal

Old Pal
Ingredienti:
35 ml Jack Daniel’s Triple Mash Blended Straight Whiskey, 30 ml vermouth dry, 25 ml bitter
Preparazione:
throwing
Bicchiere:
coppetta
Guarnizione:
scorzetta di limone

 

Abruzzo, oltre 300 professionisti per Meet Massari R-evolution

Giacomo Pini, Iginio Massari, Sabrina Dallagiovanna
Giacomo Pini, Iginio Massari, Sabrina Dallagiovanna
Panettone e pandoro protagonisti della masterclass sui grandi lievitati, l'ultima in programma per il ciclo di incontri Meet Massari R-evolution.

I segreti del panettone e del pandoro hanno tenuto banco durante l'ultimo Meet Massari R-evolution. Oltre 300 professionisti e appassionati hanno affollato il terzo e ultimo appuntamento del tour organizzato da Molino Dallagiovanna con Iginio Massari e Giacomo Pini, consulente e docente in Cast Alimenti.

Promuovere l'artigianalità

L'appuntamento, in programma a Villa Paris di Roseto degli Abruzzi (Te), ha esaminato il panettone tradizionale, panettone al cioccolato e pandoro. Ingrediente principale: la farina Panettone de leDolcissime, la linea Molino Dallagiovanna in sette referenze per soddisfare le esigenze di impasto del pasticcere contemporaneo. «L’Abruzzo è terra di grandi pasticceri che hanno avuto la straordinaria capacità di fare conoscere e promuovere in tutto il mondo la propria artigianalità, mettendo a frutto tradizione, competenze e materie prime locali eccellenti», ha spiegato il Maestro Iginio Massari. Giacomo Pini ha accompagnato la masterclass del maestro, illustrando tecniche commerciali e di marketing per ottenere sempre la qualità massima e aumentare il business delle pasticcerie. «Fare impresa nel mondo della pasticceria, è questo il tema centrale della giornata di formazione di oggi - ha commentato Pini - Parliamo di food cost, di standardizzazione dei processi, del miglior modo per mantenere alta qualità, facendo impresa. Affrontiamo la gestione dell’attività anche da un punto di vista di comunicazione e di ingegneria del menu. Il tutto insieme al maestro Massari, connubio perfetto tra qualità eccellente e grande managerialità».

Iginio Massari
Iginio Massari
«Siamo arrivati al terzo e ultimo appuntamento del nostro tour con Iginio Massari - ha sottolineato Sabrina Dallagiovanna, Sales e Marketing Manager Molino Dallagiovanna - Tre tappe di grande successo, tra Puglia, Veneto e Abruzzo: un’opportunità per noi straordinaria per incontrare professionisti di tutta Italia e portare la nostra esperienza di fare farina da 190 anni». Partner dell’incontro, patrocinato dal Comune di Roseto degli Abruzzi, è stato Elle&Elle, realtà abruzzese con sede a Teramo, fondata da Luciano Di Luca, Giovanni Izzotti e Luca Alfieri, e specializzata nella selezione e offerta di materie prime di qualità per pasticcerie, panifici, gelaterie, pizzerie.

Tre tappe per l'arte bianca

Quello dedicato a panettone e pandoro è stato il terzo e ultimo appuntamento del Meet Massari R-evolution 2022. Prima di Roseto degli Abruzzi, il tour ha fatto tappa a Mesagne (BR) e a Verona. Ad andare in scena in occasione del primo incontro è stata “La prima colazione” con croissant, sfogliate a intreccio multiplo con frutta candita e muffin, pensati per la pasticceria da laboratorio, per la ristorazione e l'hotellerie. L’appuntamento di Verona è stato invece dedicato a dolci intramontabili della tradizione francese e italiana nella pasticceria da laboratorio: la paris brest, la zeppola e il bignè con i suoi tanti ripieni. Per la ristorazione e l’hotellerie è stato creato l'éclair. Una pasticceria a "tutto tondo" per abbracciare tutte le esigenze degli artisti del dolce. È possibile ripercorrere le tappe di Meet Massari R-evolution nell’area premium Dallagiovanna Plus.

Salsa Vaniglia pronta all’uso, la novità cameo Professional

cameo copertina nuova
Una crema inglese gustosa, pratica e ready to eat. Dall'etichetta pulita, è perfetta da utilizzare come base per un'infinità di preparazioni

Gustosa, comoda, pratica e ready to eat. È la Salsa Vaniglia, la novità che va ad ampliare la già ricca gamma di proposte cameo Professional per il mondo dei locali (leggi Da cameo Professional i preparati per dolci a “effetto WOW”!).

Dall’etichetta pulita, con una ricetta realizzata con materie prime di altissima qualità, come latte intero, panna e bacche di vaniglia macinate e ben visibili, la Salsa Vaniglia è una crema inglese densa e profumata, caratteristiche che ne fanno una base per infinite preparazioni. È perfetta per creare mousse, bavaresi, semifreddi, gelati e tartufi al cioccolato. Ma è ideale anche per accompagnare torte da forno, strudel, torta di mele, sbrisolona, ciambelle, biscotti cantucci, lingue di gatto, gelati e semifreddi e indimenticabile sulla frutta fresca.

Senza glutine e adatta anche a menu vegetariani, è una crema trasversale sia per il pubblico al quale si può proporre sia per utilizzo, a caldo e a freddo, ed è fornita in un pratico brik da 1 lt (cartone da 12 confezioni). La praticità del prodotto si estende anche alle modalità di conservazione e preparazione. Il trattamento termico UHT la rende un prodotto ambient, che si conserva in luogo fresco e asciutto (non refrigerato) con una lunga shel life di ben 9 mesi.

Microondabile e stabile a bagnomaria, è quindi facilmente utilizzabile da tutte le tipologie ristorative, ed è stata creata da cameo Professional guardando in particolare alle esigenze di bar e format di ristorazione veloce con attrezzature e layout di produzione/somministrazione molto ridotti, perché è pronta da servire.

Il consiglio dello chef cameo Professional: per ottenere applicazioni di tendenza, provala con il sifone!

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Nasce per esaltare le note del Ruchè la Grappa 7.0 Le Origini di Mazzetti

Silvia Belvedere Mazzetti e Luca Ferraris - Photo Paolo Bernardotti
Silvia Belvedere Mazzetti, direttore commerciale e marketing di Mazzetti d’Altavilla, e Luca Ferraris di Ferraris Agricola (Credit foto: Paolo Bernardotti)
La nuova grappa della distilleria piemontese è una riserva millesimata ottenuta dalle sole vinacce della Vigna del Parroco, il vigneto più storico di Ruchè

Il vitigno Ruchè è un’icona del Monferrato grazie alla sua forte identità e all’aura di rarità conferitagli dalla coltivazione limitata a sette comuni del Nord-Astigiano: Castagnole Monferrato, Montemagno, Grana, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi. E proprio questo vitigno è il grande protagonista della novità firmata Mazzetti d’Altavilla: la Grappa 7.0 Le Origini.

La nuova grappa si caratterizza per la particolarità di essere ottenuta esclusivamente da vinacce di uve dei filari della “Vigna del Parroco”, oggi il vigneto con i ceppi più antichi di Ruchè esistenti in tutta l’area di produzione. Vigneto così ribattezzato perché parte delle terre del beneficio parrocchiale curate da don Giacomo Cauda, il parroco giunto nel 1964 a Castagnole Monferrato, principale paese di produzione di questo nettare, salvando così il Ruchè dalla scomparsa. Ma non solo, perché il prete contadino con le sue bottiglie Ruché del Parroco fu anche il primo a credere nel futuro del vino rosso dal profumo intenso che si otteneva da quelle uve e che oggi ha conquistato i palati degli intenditori di tutto il mondo.

A questa storia rende omaggio Mazzetti d’Altavilla con la Grappa 7.0 Le Origini, nata in collaborazione con l’Azienda Ferraris Agricola di Luca Ferraris, attuale proprietaria degli storici filari impiantati quasi 60 anni fa. Prodotto in serie numerata, il nuovo distillato è una grappa riserva millesimata: quella appena lanciata è ottenuta con vinacce della vendemmia 2019 ed è disponibile in sole 2700 bottiglie. Vinacce del solo storico vitigno che vengono distillate dalla storica distilleria piemontese con metodo discontinuo in alambicchi di rame a vapore diretto.

Pura espressione del vitigno

La grappa viene quindi fatta invecchiare per 24 mesi in barriques. «La scelta di un tempo di invecchiamento contenuto nasce dalla volontà di dare struttura e complessità al prodotto, ma senza andare a coprire le caratteristiche tipiche del vigneto – spiega a bargiornale.it Silvia Belvedere Mazzetti, direttore commerciale e marketing di Mazzetti d’Altavilla -. Il progetto della Grappa 7.0 Le Origini è nato infatti nel 2019 dalla volontà di valorizzare al massimo il Monferrato e la sua storia, lavorando sul Ruchè che rappresenta un emblema del territorio e ne racconta le radici vitivinicole e culturali. Abbiamo quindi realizzato una grappa da singolo vigneto, il più antico, che esprime al meglio l’unicità di questo vitigno molto particolare e aromatico, con le sue note floreali di rosa e viola e leggermente speziate». Altra particolarità del nuovo prodotto il grado alcolico del 44%, numero che rimanda al parallelo in cui sorge la Vigna del Parroco.

Ma da sempre l’attenzione e la valorizzazione del territorio caratterizzano l’attività di Mazzetti d’Altavilla, che da tempo aveva già acceso i riflettori anche sul Ruchè. La nuova grappa può essere infatti considerata come un’evoluzione della 7.0 Barricata di Ruchè (leggi Tris di medaglie per Mazzetti all’International Wine & Spirit Competition) già creata nel 2016 per trasmettere anche attraverso il linguaggio moderno dei numeri gli elementi cardine del vitigno. Il numero 7 richiama infatti le altrettante generazioni di distillatori Mazzetti d’Altavilla e i comuni nei quali maturano le uve di Ruchè di Castagnole Monferrato. Mentre lo 0 i chilometri percorsi dalle vinacce per raggiungere la grapperia.

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Lavazza e i Coffee Defenders per diffondere il buon caffè sostenibile

Lavazza Coffee Defenders
La community dei baristi consapevoli e dei clienti coffee lover si è riunita a Torino in occasione del Salone del Gusto Terra Madre

La rinnovata partnership con Terra Madre Salone del Gusto, attiva sin dalla prima edizione nel 1996, e lo svolgimento della sua 14 edizione sul tema della Rigenerazione (un rinnovamento radicale che coinvolge tutta la filiera alimentare affinché il cibo diventi motore di un cambiamento positivo), è stata per Lavazza l’occasione per riunire a Torino per la prima volta i Coffee Defenders. Si tratta della community di baristi consapevoli che, con i clienti coffee lovers, diffondono la cultura del buon caffè sostenibile: ai convenuti è stato annunciato l’inizio di un progetto e il lancio delle nuova miscela La Reserva de ¡Tierra!.

Lavazza si è fatta così portavoce dell’importanza delle relazioni umane, individuando nel caffè un’occasione di rigenerazione che passa dal suolo, con pratiche agricole sostenibili, all’importanza dello scambio per la consapevolezza delle persone. L’obiettivo è trasmettere a tutti gli attori coinvolti nella filiera - dai coltivatori ai consumatori - la rilevanza del cambiamento di mano in mano, ovvero di un circolo virtuoso che parte da chi coltiva e lavora il caffè fino per arrivare a baristi, chef e consumatori finali, che permetta un passaggio di esperienze e conoscenze che renda parte di un cambiamento concreto e per diffonderne la cultura.

Così facendo, la sostenibilità si evolve, grazie al contributo di tutte le persone che condividono gli stessi valori e che partecipano attivamente al fine di non interrompere una catena che è fatta di passione, di consapevolezza e di fiducia.

L’invito rivolto ai Coffee Defender è a collaborare per diventare attori del cambiamento di mano in mano: parte del loro impegno consiste nel promuovere la consapevolezza che un caffè è davvero buono quando è di qualità eccellente e sostenibile.

Si è poi passati alla degustazione in anteprima della miscela La Reserva de ¡Tierra! Cuba (un’anteprima in edizione limitata fu presentata nel 2019), certificata biologica con una storia tracciabile attraverso la tecnologia blockchain e con un packaging riciclabile; sarà disponibile sul mercato da gennaio 2023.

Sviluppate per il canale del fuoricasa, le miscele Lavazza La Reserva de ¡Tierra! sono ideali per diffondere la cultura del buon caffè, nato da un progetto internazionale di responsabilità sociale che vuole migliorare le condizioni ambientali e le tecniche produttive dei coltivatori di caffè (offrendo dunque un miglioramento anche da un punto di vista sociale), ma anche dalla visione della Fondazione Lavazza nei confronti di progetti di sostenibilità.

La prima reunion dei Coffee Defenders si è conclusa con lo showcooking delle chef Gloria Clama e Tracy Eboigbodin e con la degustazione di alcuni coffeetail ideati  dal bartender Marco Riccetti, in collaborazione con gli esperti del Training Center Lavazza.

Tre italiani tra i World’s 50 Best Bars 2022 (dal 51 al 100)

World’s 50 Best Bars Camparino Team
Il team del Camparino in Galleria di Milano, locale piazzatosi al 73° posto dei World’s 50 Best Bars
Camparino in Galleria a Milano, The Court e Freni e Frizioni a Roma i cocktail bar nella lista che piazzano l'Italia al secondo posto in Europa per numero di locali presenti

Mentre cresce l’attesa per conoscere la classifica dei migliori 50 bar del mondo, che sarà svelata nella cerimonia di premiazione il 4 ottobre a Barcellona, per la prima volta quindi non a Londra, è arrivato il primo verdetto World’s 50 Best Bars. La The World’s 50 Best Bars Academy, il panel composto dai 650 esperti di bevande che redige la classifica, ha infatti reso nota la lista dei locali che occupano le posizioni dal 51 al 100 (che pubblichiamo in calce). Lista che riserva una buona notizia per l’Italia, con tre nostri locali presenti: il Camparino in Galleria di Milano piazzatosi al 73° posto, seguito da due locali romani, The Court al 77° posto e Freni e Frizioni all'86°.

Un buon risultato, nonostante lo scorso anno i locali in nella stessa classifica fossero 4 (leggi Quattro italiani (di 4 città) nei The World’s 50 best bars (dal 51 al 100): perché è una buona notizia) e qualche perdita di posizione: Il Camparino si era piazzato al 27° posto e The Curt al 64°. Un risultato che colloca il nostro Paese tra quelli più rappresentati in Europa, al pari della Francia e dietro il Regno Unito, in testa alla classifica continentale con 4 locali, tra i quali lo Schofield's Bar di Manchester, il primo non situato a Londra o Edimburgo. Europa che si conferma una delle roccaforti della mixology, con 16 locali in lista in 10 città: dato che fa risaltare ancora di più il risultato italiano, in attesa di soddisfazioni ancora maggiori che magari potrebbero arrivare dalla classifica dei primi 50 posti.

Altro elemento da sottolineare per quanto riguarda l’Europa è la presenza per la prima volta in classifica di un locale cipriota, il Lost & Found di Nicosia (81°) e dell’Est, grazie alle new entry Antique American Bar di Bratislava (91°) e Kraków's Tag di Cracovia (97°).

Qualità in crescita in tutto il mondo

Ampliando lo sguardo, la lista delle posizioni dalla 51 alla 100 include locali di 32 città di tutto il mondo. La parte del leone spetta a Singapore, che piazza in lista ben 8 locali, sui 14 totali dell’area Asia e Medio oriente, la seconda in totale per numero di presenze in lista a testimonianza della forte crescita della miscelazione in questa parte del mondo.

Sono 11 invece i cocktail bar dell’area Americhe, 4 dei quali con sede negli Usa. Ma per quanto riguarda quest’area, da sottolineare la bella performance dei locali del Messico, con il Brujas di Città del Messico (64°) e la new entry Zapote Bar (98°) di Playa del Carmen, ma soprattutto dell’America Latina, con 4 presenze: il Presidente di Buenos Aires (61°), il Tan Tan di San Paolo (62°), seguiti da due debuttanti dalla Colombia, El Barón di Cartagena (66°) e La Sala de Laura di Bogotá (70°).

Così come da sottolineare la crescita esponenziale di aree ritenute fino a poco tempo fa periferiche del mondo mixology. È il caso del Sudafrica, presente con ben 4 locali: Cause Effect Cocktail Kitchen (53°), Art of Duplicity (88°) e The House of Machines (92° tutti di Città del Capo ail quali si aggiunge il Sin + Tax di Johannesburg (100°). Conclude la presenza africana l’Hero Bar di Nairobi (68°).

THE WORLD’S 50 BEST BARS 2022 (dalla 51 alla 100)

Scopri i primi 50 dell'edizione 2022

51 Sago House Singapore
52 Barro Negro Athens
53 Cause Effect Cocktail Kitchen Cape Town
54 La Factoría Old San Juan
55 28 HongKong Street Singapore
56 Quinary Hong Kong
57 MO Bar Singapore
58 Mimi Kakushi Dubai
59 Schofield's Manchester
60 Caretaker's Cottage Melbourne
61 Presidente Buenos Aires
62 Tan Tan São Paulo
63 The SG Club Tokyo
64 Brujas Mexico City
65 Analogue Singapore
66 El Barón Cartagena
67 Atlas Singapore
68 Hero Bar Nairobi
69 No Sleep Club Singapore
70 La Sala de Laura Bogotá
71 Tjoget Stockholm
72 Three Sheets London
73 Camparino in Galleria Milan
74 Nutmeg & Clove Singapore
75 Side Hustle London
76 Candelaria Paris
77 The Court Rome
78 Röda Huset Stockholm
79 Vesper Bangkok
80 Dead End Paradise Beirut
81 Lost & Found Nicosia
82 Indulge Experimental Bistro Taipei
83 Bar Goto New York
84 Le Syndicat Paris
85 Danico Paris
86 Freni e Frizioni Rome
87 Re Sydney
88 Art of Duplicity Cape Town
89 Donovan Bar London
90 Republic Singapore
91 Antique American Bar Bratislava
92 The House of Machines Cape Town
93 Mace New York
94 Sweet Liberty Miami
95 The Bamboo Bar Bangkok
96 The Dead Rabbit New York
97 Tag Kraków
98 Zapote Bar Playa del Carmen
99 Tesouro Goa
100 Sin + Tax Johannesburg
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