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Baritalia al Tonga di Pescara: registrati per partecipare

Baritalia Pescara
Compila il form di iscrizione per assicurarti l'ingresso gratuito e la partecipazione alle masterclass alla tappa di Pescara di Baritalia 2022, in programma lunedì 26 settembre 2022

Dopo Jesolo, ancora una tappa in Adriatico per il tour di Baritalia 2022 - a drink for the planet: la quarta tappa di questa nuova edizione dedicata alla sostenibilità si svolgerà infatti a Pescara ed è la prima volta in assoluto che Baritalia sbarca in Abruzzo.

L'appuntamento per i bartender è al Tonga Club&Restaurant (Viale della Riviera 38) lunedì 26 settembre a partire dalle 10 per una giornata imperdibile di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail.

REGISTRATI PER AVERE L'ACCESSO GRATUITO

Baritalia si conferma così la manifestazione in grado di unire e riunire i professionisti della miscelazione di tutt'Italia desiderosi di mettersi in gioco, di scambiare esperienze, di creare legami e collaborazioni, di aggiornarsi professionalmente.

Il laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale, giunto alla settima edizione, ha come da tradizione due momenti clou.

A cominciare da Baritalia Lab, il laboratorio di miscelazione che vedrà confrontarsi bartender di tutta Italia sul tema "A drink for the planet". La sfida è creare un cocktail sostenibile che valorizzi il prodotto sponsor e rispetti uno o più dei seguenti principi: riduzione degli sprechi, stagionalità, territorialità e sensibilizzazione del pubblico/cliente verso un progetto sostenibile tra quelli promossi dalle associazioni riconosciute dal ministero per la Transizione Ecologica (scopri qui l’elenco).

In parallelo, si svolgeranno i nostri Boot Camp dedicati alle tecniche di miscelazione, tenuti da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite per tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

Nel Signature Bar potrete degustare - tutto il giorno - i super cocktail delle aziende partner dell’evento.

Ospiti speciali della giornata come giudici d'onore saranno i protagonisti dei MIGLIORI COCKTAIL BAR DELL'ABRUZZO

Il programma

Ore 9.30
Accoglienza e registrazione dei partecipanti c/o Tonga Club&Restaurant
Via della Riviera 38, Pescara

Ore 10.30-14.30
Baritalia Lab
La sfida – parte I
In collaborazione con Caffo, Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Nonino 

Ore 11.30
BOOTCAMP
L’happy hour si colora di bianco: nuovo Aperitivo Fiori di Sambuco Gamondi
A cura di Igor Tuliach by Gamondi

Ore 11.45
BOOTCAMP
Cornwall on a Dead Finger (La tirannia delle convenzioni)
A cura di Patrick Piazza by Compagnia dei Caraibi

Ore 12.30
BOOTCAMP
DOuMasterclass?
A cura di Gian Marco Bellanti by DouMIX?

Ore 12.45
BOOTCAMP
Organics by Red Bull. Trend, bolle e riduzione degli sprechi, dove e come le sode ci aiutano
A cura di Daniele Gentili by Organics by Red Bull

Ore 13.30
BOOTCAMP
Mount Gay, il Rum di Barbados dal 1703
A cura di Marco Fedele by Molinari

Ore 14.30-19.00
Baritalia Lab
La sfida – parte II
In collaborazione con DouMIX?, Compagnia dei Caraibi, Gamondi, Molinari, Organics by Red Bull

Ore 15.00
BOOTCAMP
Grappa Nonino: valori, sostenibilità, rivoluzioni
A cura di Renato Pinfildi by Nonino

Ore 15.45
BOOTCAMP
Tre prodotti Partner ufficiali di The World’s 50 Best Bars 2022: Amaro Lucano, Mancino Vermouth e Naked Malt, perfetti anche in miscelazione con Lurisia Mixer
A cura di Haneul "Hannetta" Lee by Coca-Cola Hbc Italia

Ore 16.30
BOOTCAMP
Southern Italy Masterclass
A cura di Simone Molè by Caffo

Ore 17.15
BOOTCAMP
Evoluzione dell’aperitivo
A cura di Luca Mengo by Campari Academy

Ore 18.30
Baritalia Lab
LA PREMIAZIONE
In collaborazione con Caffo, Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, DOuMIX?, Gamondi, Molinari, Nonino, Organics by Red Bull

Ospiti speciali della giornata 
I MIGLIORI TITOLARI E BAR MANAGER DELL’ABRUZZO
Gian Marco Caratelli, Marco D’Ascenzo, Ettore De Salvia, Alessandro Di Fabrizio, Stefano Di Pietro, Fabio Forgione, Michele Gallucci, Carmelo Licata, Mauro Mahjoub, Attilio Misantoni, Francesco Novelli, Valerio Panepucci, Antonello Petaccia, Francesco Silvestri, Anthony Ventrella, Marco Vezzali

Registrati per partecipare

Le registrazioni sono terminate

Molino Dallagiovanna celebra i suoi 190 anni

Famiglia Dallagiovanna
Famiglia Dallagiovanna
In occasione della ricorrenza, annunciato anche il vincitore della Pizza Bit Competition

Il 10 settembre 2022 Molino Dallagiovanna ha celebrato i suoi primi 190 anni di attività. Il compleanno speciale è stato celebrato a Gragnano Trebbiense (PC), in compagnia di ospiti illustri riuniti nella sede di Madonna del Pilastro.

Una storia lunga 190 anni

Molino Dallagiovanna inizia la sua storia a Gragnano Trebbiense, in provincia di Piacenza, nel 1832. A dare il via a tutto è stata la signora Ernesta, commerciante di cereali che ritirava dagli agricoltori della zona con il barà, un antico calesse trainato da cavalli, e portati a macinare presso altri molini in zona. Solo nel 1870 venne acquistato il primo molino a pietra, alimentato con l’acqua del Rio Vescovo, di proprietà dei Visconti di Modrone. Sul molino vi era una tuttavia una servitù di messe alla curia, riscattata per 10.000 Lire solo nel 1926. La svolta avvenne nel 1949, quando ad assumere la guida dell'azienda furono Guido, Renzo e Vittorio Dallagiovanna. Guardarono all'attività con spirito industriale, costruendo il primo molino a cilindri, seguito da un secondo nel 1959. Oggi l’azienda è guidata dalla quinta generazione – con i cugini Pier Luigi e Sergio Dallagiovanna – e dalla sesta rappresentata da Paolo, Sabrina, Renza e Stefania che lavorano in stretta sinergia.

Le miscele di Molino Dallagiovanna

In quasi duecento anni di profonde trasformazioni, restano alcune certezze. Una di queste è il lavaggio del grano. Infatti, Molino Dallagiovanna effettua ancora questo passaggio fondamentale per una pulizia ottimale e una bagnatura più omogenea del cereale. L’azienda offre oltre 400 farine, da quelle tradizionali per pane, pizza, pasta e dolci alle linee senza glutine e lattosio. Tra le novità più recenti c'è leDivine, una linea di farine da grano italiano. Poi c'è Uniqua, una linea di farine multiuso in grado di soddisfare il desiderio di gusto e benessere. Le Miscele Oltregrano sono studiate per conferire agli impasti facilità d’utilizzo, unicità e ottime performance in cottura. Infine, ci sono le farine su misura, create e bilanciate per le esigenze di ogni cliente. In Italia, Molino Dallagiovanna è leader nel settore pasticceria con la linea leDolcissime, composta da 7 referenze: Frolla 130, Frolla, Sfoglia, Brioche, Brioche Soft, Panettone e Panettone Z. Quest’ultima in particolare, insieme a Brioche Soft, è stata sviluppata con l’importante contributo del Maestro pasticcere e lievitista Achille Zoia. A completare l’offerta leDolcissime, c'è anche Rinfresco del Lievito Madre, la farina nata dalla collaborazione con il Maestro pasticcere Iginio Massari.

Una serata per celebrare Molino Dallagiovanna

Dal 1832 ad oggi Molino Dallagiovanna ha scritto una storia importante nell'ambito dell'arte bianca. Per celebrare il cammino compiuto, si è tenuto un incontro celebrativo, che è stato anche un modo per riunire tutti quelli che hanno supportato il brand lungo il cammino, contribuendo alla sua crescita e al successo nel mondo. Nel corso della grande festa sono stati premiati dipendenti, collaboratori, clienti, distributori e i tanti protagonisti dell’arte bianca presenti. Tra questi Iginio Massari, Achille Zoia, Leonardo Di Carlo, Luigi Biasetto, Denis Dianin, Claudio Gatti e i Campioni del Mondo della Pasticceria.

Torta Molino Dallagiovanna
La Torta celebrativa per i 190 anni di Molino Dallagiovanna
A fare gli onori di casa la famiglia Dallagiovanna al completo, con la quinta generazione rappresentata dai cugini Pier Luigi e Sergio e la sesta con Paolo, Sabrina, Renza e Stefania. Ad affiancarli sul palco dei 190 anni, presentatori d’eccezione come Andrea Mainardi e Daniele Persegani, chef e volti televisivi e Giacomo Ciccio Valenti, conduttore di RDS 100% Grandi Successi.

Il vincitore di Pizza Bit Competition

Durante la serata è stato anche annunciato il vincitore di Pizza Bit Competition. È Andrea Clementi della pizzeria Punto Pizza di Venezia. Con la vittoria, ha conquistato anche il titolo di Pizza Ambassador 2023. Ha sbaragliato i concorrenti con la pizza “Assaporando settembre” a base di petto di piccione.

Un vermouth premium segna il ritorno di Ballor

Ballor Vermouth di Paul
Con il nuovo Vermouth di Paul torna alla luce Ballor, storico marchio italiano di spirit di qualità nato a Torino a metà Ottocento. Artefice del rilancio Bonollo di Padova

Dopo decenni di fasti ai quali è seguito un lungo oblio, torna a vivere uno dei brand storici del bere bene italiano. Si tratta di Ballor, o meglio della Freund, Ballor & C.IA. fondata a Torino nel 1856, da Paul Ballor, Henry Freund ed Emilie Roussette, che ora torna a proposti con nuovi prodotti, dei quali il primo che viene lanciato è un vermouth, il Vermouth di Paul Ballor. Artefice dell'operazione rilancio è la famiglia Bonollo di Padova proprietaria delle Distillerie Bonollo Umberto, di recente diventata proprietaria del marchio del quale vuole rinverdire gli antichi fasti.

Quella fondata dai tre amici torinesi a metà Ottocento era infatti un’azienda all’avanguardia, la cui fama travalicò ben presto i confini italiani, per l’alta qualità dei suoi prodotti. La sua produzione era varia e tutta di alto livello e includeva vermouth, ma anche amaro, gin, cognac e vino chinato. Prodotti che tra la seconda metà del XIX e l’inizio del XX parteciparono a numerose esposizioni universali in Italia e all’estero, facendo il carico di riconoscimenti.

Dal 1920 il marchiò ha fatto diversi passaggi di mano per arrivare ora in quelle di Bonollo che in linea con la propria filosofia votata all’eccellenza e al glorioso passato del marchio, punta a riportarne in auge il “fascino edonistico” dei suoi raffinati prodotti, ma con un’esperienza di gusto in linea con i nuovi tempi.

La cura di ogni dettaglio

Il brand ridebutta così sul mercato con Vermouth di Paul Ballor (alc 18%in vol): un omaggio a Paul Ballor che per il suo vermouth ricevette 13 medaglie d’oro e 12 diplomi d’onore, oltre al titolo di Provveditori di S.M. Il Re d’Italia. Il nuovo prodotto premium si caratterizza per le note speziate prevalenti di chiodi di garofano, cannella, e sentori fruttati di dattero, arancia candita, fino alle note marsalate conferite dal vino. Caratteristiche che ne fanno un’ottima base per la miscelazione, a partire da grandi aperitivi italiani e non solo, ma che lo rendono perfetto anche da servire liscio, alla moda piemontese dell’Ottocento.

Alla base delle proprietà del nuovo vermouth un laborioso processo di lavorazione, curato nel minimo dettaglio, a partire dalla raccolta delle botaniche, ben 30, che avviene nel momento esatto in cui le erbe raggiungono il loro picco aromatico. La loro essiccazione è poi effettuata all’aria per assicurare qualità, purezza e prevenire l’umidità, mentre la macinatura è effettuata facendo in modo che le erbe abbiano la giusta grana per consentire all’alcol e all’acqua di entrare nelle fibre e assicurare così la più corretta estrazione aromatica.

Questa è fatta tramite infusione a freddo della durata di circa 30 giorni e che si svolge in due fasi: la prima più alcolica per estrarre le componenti aromatiche, in particolare quelle volatili, la seconda meno alcolica per estrarre il gusto amaro dalle erbe. A questa segue la torchiatura soffice della durata di due settimane, il tempo necessario per decantare e separare cere, olii, fondi. L’ultimo passaggio è la creazione del blend, che viene fatto poi riposare per un mese per sviluppare il suo fine e ampio bouquet.

 

Fabio Fazio e Corrado Assenza danno nuova vita a una fabbrica di cioccolato

Fabio Fazio e Davide Petrini
Fabio Fazio e Davide Petrini
Insieme all'amico d'infanzia Davide Petrini e con la consulenza di Corrado Assenza, il conduttore Fabio Fazio ha deciso di investire nella Lavoratti 1938 di Varazze

Il nome di Fabio Fazio è noto per la sua carriera televisiva. Ma ora sarà associato anche alla sua generosità imprenditoriale nel settore dolciario. Infatti, insieme all'amico d'infanzia Davide Petrini, ha deciso di salvare la fabbrica di cioccolato Lavoratti 1938 di Varazze, in provincia di Savona. L'azienda ligure rischiava la chiusura, ora scongiurata dall'impegno di questi due ex bambini, cresciuti a uova pasquali e altre dolcezze del marchio.

Lavoratti, una storia lunga quasi 80 anni

A Varazze abitavano i nonni di Fabio Fazio. Anche se è nato e vissuto a dieci chilometri dal paese, a ogni Pasqua arrivava puntuale l’uovo Lavoratti, che in paese era il marchio di casa. «I nonni lo regalavano a me e a mio fratello», ricorda il conduttore. L'usanza è poi passata ai suoi genitori e ai suoi figli. Dopo una storia lunga quasi 80 anni, nel 2020, in piena emergenza Covid, Fazio viene a sapere da Petrini – ristoratore e imprenditore – che la Lavoratti sta chiudendo. Lo sconforto prende entrambi, ma decidono di provare a salvare un pezzo di storia e di territorio. Così Fazio e Petrini scelgono di rilevare marchio e azienda.

Fabio Fazio in azienda
Fabio Fazio in azienda

Nuove ambizioni

Ma insieme al salvataggio dell'azienda, Fazio e Petrini decidono di puntare in alto: realizzare un cioccolato di alta qualità. Per farlo, si è investito nel rinnovo degli impianti e nel miglioramento della scelta delle materie prime. Oggi, per tutte quelle utilizzate in fabbrica, è possibile rintracciare l'indicazione del luogo di origine. A cominciare dalle fave di cacao raccolte, fermentate ed essiccate dall’Hacienda San Josè nata a Los Ríos (Ecuador) negli anni ’30, la cui storia si distingue non solo per la qualità del prodotto riconosciuta e pluripremiata, ma in grado di fare la differenza anche sul piano dell’attenzione all’ambiente e a un modello di crescita basato su sostenibilità e responsabilità sociale.

La partnership con Corrado Assenza

Al proprio fianco in questa avventura, Fazio ha voluto Corrado Assenza. L'obiettivo: dare vita a un cioccolato autenticamente mediterraneo. Per Lavoratti, Assenza sceglie i fornitori, le piantagioni e le coltivazioni che meglio rispondono ai criteri necessari per la perfetta maturazione dei frutti. Seleziona i pistacchi, gli agrumi e persino la salina da cui attingere il sale per tavolette e praline.

Praline Lavarotti
Praline Lavoratti

La "libreria" Lavoratti

L’intera produzione Lavoratti è concepita come una linea editoriale, in cui ogni prodotto deve essere il volume di un racconto. Il cioccolato si trasforma nel vettore di una storia. La parola guida di Lavoratti 1938 è “cura”. La cura nella scelta dei propri collaboratori, del proprio cioccolato e naturalmente degli ingredienti e delle materie prime. Inoltre, le tavolette e le praline seguono la regola della sezione aurea: 1,618 è il rapporto fra i lati, cifra simbolica della perfezione, proporzione divina dedicata al cioccolato considerato dai popoli del centro-America cibo e nutrimento degli dei. Secondo questa progressione la Natura ha concepito il Nautilus, che è diventato il simbolo di Lavoratti 1938.

Il gusto unico della rarissima Coffea Eugenoides

Coffea Eugenoides
È la specie che, insieme alla Canephora, ha creato l’Arabica; originaria dell’Africa orientale, oggi proviene per lo più dalla Colombia

Ogni finale mondiale delle competizioni del circuito Sca - Specialty Coffee Association riserva interessanti esperienze e “scoperte” per quanto riguarda i caffè proposti, che in questi giorni sono protagonisti dell’intensa preparazione dei due campioni italiani che gareggeranno tra il 27 e il 30 settembre al Mice 2022 di Melbourne (Australia). Si tratta di Matteo Pavoni, campione italiano Baristi e Giacomo Vannelli, che ha primeggiato nel Brewing.

Una protagonista di queste competizioni dello scorso anno è stata senza dubbio la Coffea Eugenioides. L’hanno utilizzata il campione mondiale baristi Diego Campos, colombiano, che l’ha definita uno dei caffè più sorprendenti e affascinanti che abbia mai assaggiato, nonché il secondo classificato, lo statunitense Andrea Allen e la polacca Natalia Kwiatkowska. È stata protagonista anche delle preparazioni di Tomas Taussig, barista della Repubblica Ceca, sesto classificato nella finale Brewers.

La Coffea Eugenioides è la specie che, insieme alla Canephora, ha creato l’Arabica; è originaria dell’Africa orientale, ma oggi proviene per lo più dalla Finca Immaculada, in Colombia.

Produce foglie e ciliegie più piccole rispetto all’arabica e ha una bassa resa. Si caratterizza per la dolcezza, alla quale contribuisce l’elevata altitudine di coltivazione, tra 1800 e 2000 metri, grazie alla quale ha un basso contenuto di caffeina, che di gusto è amara. 

«La prima volta che l’ho incontrata è stato nel 2016 a Dublino, presentata da Sarah Anderson di Intelligentsia - afferma Rubens Gardelli, campione del mondo Roasting 2017 e titolare di Gardelli Specialty Coffees, che l’ha fornita a uno dei concorrenti -: quando l’ho assaggiata mi è sembrato una sorta di bevanda di riso, con scarsa personalità. Successivamente ho provato quella prodotta da Finca Immaculada e ne sono rimasto entusiasta. Sono riuscito ad acquistarne solo 20 chili (sul sito della torrefazione forlivese, risulta esaurita, ndr), per il prossimo anno è tutta venduta; spero di poterne acquistare di nuovo il successivo. È un prodotto costoso (200 euro la confezione da 250 grammi) anche se non dei più cari sul mercato, al quale ho attribuito il punteggio più alto che abbia mai dato a un caffè, perché offre un’esperienza unica.

Ci si può domandare se sia davvero caffè, in quanto il prodotto in tazza è  caratterizzato da una dolcezza incredibile, una buona acidità, mentre l’amarezza è decisamente bassa. Colpisce la sua complessità: presenta un buon fruttato tropicale (papaya, guava) che si unisce al mirtillo e alla caratteristica unica di questa specie che io definisco “sentore di riso”. Lascia la bocca leggermente asciutta e fa venire la voglia di assaggiarne di nuovo. Ha anche una leggera nota di liquirizia».

Nonostante il successo degli ultimi mesi, non si prevede che possa aumentare la sua disponibilità nei prossimi anni a causa delle sue caratteristiche molto - forse troppo - particolari. Per estrarla con il V60 sono suggeriti 16 gr di macinato e 250 gr di acqua a 90°C.

In 14 da tutto il mondo per la finale di Lady Amarena

Lady Marena 2022 finale
Da 14 Paesi di 4 continenti le signore della miscelazione che si sfideranno nella finale mondiale del contest di Fabbri, il 20 settembre a Bologna. Una giornata che proporrà anche approfondimenti sulle tendenze del settore grazie a un parterre di ospiti di primo piano del panorama bartending

Provengono da quattro continenti le barlady che incroceranno gli shaker per aggiudicarsi i titolo di Lady Amarena International 2022. Accadrà a Bologna il prossimo 20 settembre (con inizio alle ore 9), quando nella cornice del teatro Arena del Sole andrà in scena la finale globale del contest firmato Fabbri 1905 dedicato alle signore della miscelazione.

Un’edizione caratterizzata dalla forte internazionalità, che vedrà in gara le vincitrici delle sezioni nazionali del concorso e che avrà come gran maestro di cerimonia uno dei personaggi di punta della mixology internazionale, Bruno Vanzan, coadiuvato dalla giornalista Dany Mitzman.

Ben 14 le professioniste del bancone, in rappresentanza di altrettanti Paesi d’Europa, Asia, Africa e Oceania, che presenteranno alla giuria la loro creazione pensata di esaltare l’unicità del gusto di Amarena Fabbri. Giuria che assegnerà il titolo valutando non solo gusto e bellezza del drink, ma anche la capacità delle barlady di catturare l’attenzione, muoversi dietro al bancone, raccontare il prodotto e stupire.

Le finaliste

A rappresentare il tricolore la Lady Amarena Italia Federica Geirola (leggi Federica Geirola è la Lady Amarena Italia 2021) che contenderà la vittoria alle altre lady. Ecco i loro nomi: Modupe Idowu (Lady Nigeria), Linh Nguyen (Lady Germania), Melody Lim (Lady Filippine), Park Geon (Lady Corea), Stavria Zachariadou (Lady Cipro), Sara Cassano (Lady UK), Jessica Fletcher (Lady Spagna), Diana Fodor (Lady Romania), Noemi Marras (Lady Svizzera), Ewa Nowicka (Lady Polonia), Manuela Lerchbaumer (Lady Austria), Maria Kyriaki (Lady Grecia) e Fitria Asri (Lady Singapore).

Approfondimenti sul futuro del settore

La finale di Lady Amarena, non sarà solo una giornata di grandi sfide. Grande spazio ci sarà dedicato anche ad approfondire il presente e futuro della mixology, grazie agli interventi che saranno tenuti da un parterre di big del bartending nazionale e internazionale.

Tra gli interventi in programma quello di Mauro Mahjoub, “il re del Negroni”, che si soffermerà sul ruolo sempre più importante delle barlady nel panorama mondiale. Altri focus riguarderanno le tendenze emergenti, su tutte l’affermarsi di un approccio moderato nel bere, capace di attrarre un pubblico ampio e giovane e di esaltare l’aspetto più sociale oltre a quello estetico, del bicchiere.

Tra gli altri grandi ospiti che interverranno ci sono Mattia Pastori, già vincitore della World Class Italia, fondatore e proprietario di Non Solo Cocktail; Massimo D’Addezio, manager del Chorus Café di Roma; Cinzia Ferro, la prima Lady Amarena e punto di riferimento della miscelazione italiana; Shofiqul Islam Choudhury, titolare dell’Accademia Bartending di Londra; Anna Knorr, flair bartender nel Guinnes World Record, opinion leader e titolare dell’Accademia Barschule München di Monaco di Baviera; Giulia Cuccurullo, barmanager dell’Artesian di Londra; Angelo Donnaiola e Claudia Carozzi, rispettivamente presidente Aibes e Ukbg.

Nel corso della giornata non mancheranno i momenti di show. Il maestro del caffè Gianni Cocco, per esempio, preparerà un piatto scomposto dal titolo Pianeta Fabbri, mentre altra protagonista della giornata sarà Aurora Grasso la vincitrice di Lady Amarena Junior, competizione rigorosamente analcolica riservata alle studentesse degli istituti alberghieri siciliani per promuovere la professionalità e la formazione nel settore delle più giovani (leggi Ad Aurora Grasso il titolo di Lady Amarena Junior). La giovane campionessa andrà dietro il bancone per preparare Il bacio della mezzanotte, il drink con il quale si è aggiudicata il contest.

Gran finale con la cena di gala in un locale bolognese, completata dell’esibizione di Micheal Moreni, star del flairtender.

Diageo fa esordire anche in Italia Tanqueray 0,0%

L'etichetta di Tanqueray 0,0 Alcohol Free, appena lanciato sul mercato italiano
Lancio ufficiale per il Tanqueray 0,0%, il distillato premium del colosso inglese del beverage che punta ai consumatori di drink low e no-alcol

«Il consiglio è di utilizzare una tonica di alta qualità, ma che risulti piuttosto neutra, non eccessivamente profumata, per non sovrastare le botaniche dello spirit alcol free. Il resto è una questione di equilibrio da trovare, quando si utilizza un de-alcolizzato come questo». Il consiglio arriva dalla bocca di Francesco Bonazzi, del Mag La Pusterla, che ha messo la sua "firma" sulla presentazione di Tanqueray 0,0%.

La versione analcolica del gin Tanqueray è stata lanciata ufficialmente da Diageo sul mercato italiano, dopo l'esordio dello scorso anno sui mercati Uk e Spagna.

Un trend in crescita in tutto il mondo

L'idea, hanno spiegato i vertici di Diageo lanciando il prodotto in collaborazione con QC Terme (dal 20 settembre, per un mese, i centri QC Terme di Milano, Roma e Torino offriranno ai clienti Tanqueray 0.0% nella sua versione tonica e lime), è di servire quella fetta di consumatori che dimostra attenzione alla propria salute e che cerca i sentori del celeberrimo spirit in una versione leggera, ma ugualmente appagante. Insomma, i consumatori che cercano alternative low e no-alcol, che si possano inserire in uno stile di vita equilibrato e attento. Uno spirit che si presta a diventare ingrediente di drink leggeri, da servire anche in occasioni di consumo diverse da quelle standard, come un pre pranzo o un light lunch. La multinazionale inglese dimostra, insomma, di credere molto in questo trend, analizzato in diverse occasioni sulle pagine e sui pixel di Bargiornale.

Ginepro, coriandolo, angelica e liquirizia

Tanqueray 0.0% nasce grazie all’esperienza e conoscenza del mondo della distillazione del gin dell’innovation team di Diageo che, partendo dalle stesse botaniche del classico Tanqueray London Dry ha creato un prodotto completamente 0.0% ABV. Vengono distillate botaniche di ginepro, coriandolo, angelica e liquirizia. Gli esperti del colosso beverage britannico, sono riusciti a ottenere un liquido con le stesse note di gusto della versione classica.

Barawards 2022 Premio Innovazione dell’anno: scopri i finalisti e vota i migliori!

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Ottanta i prodotti/servizi candidati che hanno passato la selezione del comitato tecnico. Nove i premi da assegnare: alcolici, superalcolici, bevande, low alcohol, packaging, preparati&garnish, food, strumenti di servizio, attrezzature&tecnologie, oltre alla menzione speciale Green. Votazioni on line aperte fino al 10 ottobre. Si possono esprimere fino a tre preferenze per categoria

Sono 80 le candidature validate dal nostro comitato tecnico per l’edizione 2022 di Barawards Premio Innovazione dell’anno, a testimonianza di una propensione all'innovazione che le nostre aziende, dalle piccole alle grandi, continuano ad alimentare, spinte da un mercato in forte accelerazione.

Sono state divise in 9 categorie, cui si aggiungerà la menzione speciale "Green" per il prodotto meglio in grado di esprimere il concetto di sostenibilità: alcolici, superalcolici, bevande, low alcohol, packaging, preparati&garnish, food, strumenti di servizio, attrezzature&tecnologie.

Scopri l'elenco dei candidati ed esprimi le tue preferenze.

Per ingrandire la foto dei prodotti/servizi candidati, clicca sull'immagine.

Per convalidare il tuo voto, clicca sul pulsante INVIA I TUOI VOTI che trovi in fondo alla pagina.

Le votazioni chiudono il 10 ottobre 2022.

Ricordiamo che il meccanismo di valutazione prevede, oltre al voto on line, il voto dei panelist, un gruppo di esperti di industria, distribuzione e consulenza selezionato dalle redazioni di Bargiornale, Dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti.

Il voto dei panelist contribuirà per l'80% alla formazione del giudizio complessivo, mentre il voto on line peserà il 20%.

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CANDIDATI A BARAWARDS

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Vota al massimo 3 prodotti per categoria, le votazioni chiudono il 10 ottobre 2022.

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Futuro e tradizione nella Collezione Enrico Toro

Collezione Enrico Toro
Artigianalità e tecnologie avanzate, materie sostenibili, forte legame con il territorio: gli ingredienti delle sei specialità della nuova linea premium dello storico liquorificio abruzzese

Era il 1817 quando, a Tocco Casauria, all’interno del Parco della Majella e alle pendici del Monte Morrone, il farmacista Beniamino Toro produsse la prima bottiglia di Centerba sulla base di una ricetta che molti scritti collegano all’Abbazia Benedettina di San Clemente a Casauria (871 d.C.). Da allora, i prodotti Toro hanno continuato a essere venduti in tutto il mondo affermando ovunque la loro unicità.

Oggi, sempre a Tocco Casauria, l’azienda vive una terza vita in un nuovo stabilimento dove la produzione artigianale si coniuga alle più avanzate tecnologie d’imbottigliamento. Toro ha adattato la propria mission ai tempi, intraprendendo un’evoluzione che si avvale della collaborazione con la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Chieti e Pescara, più precisamente con il Laboratorio di Scienze delle Sostanze Chimiche Naturali. Un rapporto con l’ambiente consolidato e rafforzato anche attraverso l’Ente Parco della Majella in un “programma congiunto per la conservazione della genziana e altre specie vegetali utili alla produzione di liquori”. L’impegno guarda alla straordinaria e unica biodiversità per stimolare le colture dirette delle erbe officinali del Parco, nell’ottica strategica di un modello virtuoso di sviluppo del territorio protetto.

In termini competitivi, l’azienda conta una gamma di fascia alta dei principali liquori della tradizione italiana oltre, naturalmente, a tutti i prodotti tipici, con un portafoglio di qualità che le consente la presenza sui mercati nazionali e internazionali.

Il processo evolutivo della Enrico Toro Distilleria, forte dell’esperienza secolare, non si ferma alla struttura tecnica e produttiva e alle ricette, ma si estende anche al “look”, studiato e brevettato per proporre soluzioni estetico-funzionali moderne, attente e accattivanti.

Le sei eccellenze della collezione premium

Un impegno particolarmente evidente nell’ultima linea nata, la Collezione Enrico Toro, una gamma premium che racchiude l’essenza dello straordinario patrimonio naturalistico regionale in sei prodotti: Centerba 55, rivisitazione a gradazione ridotta (alc 55% in vol) e affinata in botte della storica versione Forte; Gin Brado (leggi Gin Brado, il London gin dal carattere abruzzese), pregiato London superclassico (alc 42% in vol); Riservato, amaro affinato in botte dal sapore gradevole e non eccessivo (alc 27% in vol); Genziana, liquore tipico di un Abruzzo forte e gentile (alc 25% in vol); Flares e Licuze, liquori agrumati, il primo all’arancia amara, dalla gradazione importante (alc 35% in vol) e affinato in botte, il secondo ai limoni amari, dal tenore alcolico più contenuto (alc 25% in vol).

Dopo più di due secoli, dunque, l’attività della Enrico Toro Distilleria è proiettata nel futuro, ma restando saldamente ancorata alla tradizione. Come mostra la Collezione Enrico Toro che racchiude nei suoi prodotti lo sviluppo di processi basati sulla tecnologia più avanzata, la qualità, la tracciabilità e la sostenibilità delle materie prime, insieme al forte legame identitario con il territorio di origine.

 

Marchesi 1824 prolunga l’estate con le praline gelato

Marchesi 1824 praline gelato
Marchesi 1824 praline gelato
Una selezione di cinque diversi gusti di gelato ricoperti da finissimo cioccolato fondente

Da Marchesi 1824 c'è voglia di prolungare questa estate. Dato che le temperature non accennano a scendere, la storica pasticceria milanese ha deciso di creare delle Praline di finissimo cioccolato con una sorpresa: il gelato. Le praline gelato della pasticceria Marchesi saranno disponibili in cinque differenti gusti, racchiuse nelle confezioni dai toni pastello.

Gelato e fine cioccolato

Caffè, pistacchio, vaniglia, cioccolato e nocciola. Sono questi i gusti del gelato racchiuso da una croccante copertura di cioccolato fondente. Le praline gelato partono da questi ingredienti di prima qualità per trasformarsi. Grazie a un lavoro attento per calibrare i sapori e realizzare un prodotto unico, il gelato di Marchesi 1824 arriva in una nuova forma, arricchito da una copertura di fine cioccolato.

Marchesi 1824 praline gelato
Marchesi 1824 praline gelato

Disponibili nei pdv di Marchesi 1824, Londra inclusa, e online

Le praline gelato di Marchesi 1824 possono essere acquistate nelle tre pasticcerie milanesi: in Via Santa Maria alla Porta, Via Monte Napoleone e Galleria Vittorio Emanuele I. Inoltre, sono disponibili anche nel punto vendita di Londra. Si possono anche ordinare con il servizio di consegna a domicilio, che copre tutto il territorio di Milano.

Gli intriganti pairing firmati Edgar Sopper per la Fashion Week

Per la Settimana della Moda, e non solo, il London dry premium di Gruppo Montenegro propone la sua versione dell'Aviation in abbinamento a insoliti e intriganti finger food

Prosegue anche per la Milan Fashion Week l’onda lunga di Edgar Sopper. Dopo la sua prima partecipazione a theGINday, la kermesse italiana dedicata al mondo del gin, da poco conclusosi a Milano, e alla theGINWeek, l’evento che fa da cornice alla manifestazione, dove è stato protagonista con una drink list dedicata di 4 serate in quattro locali della città, Bob, Drinc Different, Lacerba e Chinese Box, il London dry di Gruppo Montenegro vuol continuare ad animare le notti di Milano anche durante la Settimana della Moda, dal 20 al 26 settembre.

Lo fa con una proposta che ne svela la sua anima più irriverente, abbinando uno dei cocktail fashion per eccellenza, l’Aviation, in perfetta consonanza con la Week, con finger food rivisitati che scardinano la tradizione, a cominciare proprio da quella britannica della quale questo gin premium è una perfetta espressione.

Stile British

Edgar Sopper (alc 40% in vol) è infatti prodotto in Inghilterra dalla più antica distilleria del Paese in esclusiva per Gruppo Montenegro. Dal gusto classico, è realizzato con 5 botaniche: ginepro, che porta le note balsamiche, secche e fresche), angelica, con le sue note vegetali e toniche, coriandolo, che conferisce sentori speziati ed erbacei, limone, per la parte citrica, e pepe di Cubebe, per un ulteriore tocco speziato.

Anche il suo nome ne sottolinea la sua matrice British, richiamando quello di un leggendario corvo della Torre di Londra, garante della prosperità della Corona britannica, così come l’elegante bottiglia (70 e 100 cl), con la superficie scanalata che riprende le vetrate del giardino botanico Kew Gardens, tra i simboli architettonici di Londra.

Gustosi abbinamenti

Tornando alla proposta di pairing, questa è giocata sulla versione a base Edgar Sopper dell’Aviation, grande classico dal carattere sofisticato e unico, sia per sapore sia per il fascino conferito dalla sua cromia viola, reso ancora più elegante dal tocco rosso vivace dato dalla ciliegia per la sua guarnizione. Versione che i bartender di Gruppo Montenegro hanno realizzato miscelando il London dry con Maraschino Buton, Crème de Violette e succo di limone.

A questo in collaborazione con gli chef del gruppo hanno abbinato due proposte di finger food. La prima è un piatto tradizionale della cucina anglosassone, Fish and chips, ma arricchito con una stuzzicante maionese al limone, che richiama la botanica presente nel gin, per un affascinante gioco di rimandi tra il cocktail e il cibo.

La seconda rimanda invece a ingredienti e gusti più legati alla tradizione italiana, ovvero Mini pie a base di spuma di mortadella, granella di pistacchio e stracciatella cremosa. Per una combinazioni di sapori che riserva intriganti sorprese al palato.

Proposte per la Milan Fashion Week, ma ovviamente ottime anche per i locali di ogni angolo della Penisola che vogliono impreziosire l’offerta con abbinamenti cocktail-food intriganti e distintivi.

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La ricetta

Aviation 

Edgar Sopper Aviation_cocktail
Ingredienti:
5 cl Gin Edgar Sopper, 1,5 cl Maraschino Buton, 0,75 cl Crème de Violette, 1,5 cl succo di limone
Preparazione:
shake & strain
Decorazione:
una ciliegia
Bicchiere:
coppetta

Pairing:
Fish and chips con maionese al limone
Mini pie con spuma di mortadella, granella di pistacchio e stracciatella

 

 

Emilio Pecchioli è il vincitore di Artisans of Taste by Ron Diplomático

Il vincitore Emilio Pecchioli tra Javier Gracia Vicuña e Francesco Serra
Artisans of Taste by Ron Diplomatico è il concorso organizzato da Compagnia dei Caraibi sul tema della sostenibilità che i cinque i finalisti hanno saputo ben interpretare circa l'utilizzo senza sprechi degli ingredienti di territorio.

Grande finale del concorso Artisans of Taste by Ron Diplomático dedicato al tema della sostenibilità e organizzato da Compagnia dei Caraibi al Rita's Tiki Room Cocktails & Food di Milano. Sui cinque finalisti ha prevalso la proposta

Bee The Change
di Emilio Pecchioli, Rasputin Secret Cocktail Bar di Firenze

Ingredienti
45 ml Ron Diplomático Planas
30 ml cordiale chiarificato di pera Williams
una goccia di estrazione idroalcolica di propoli
top di soda alla cera d’api e polline millefiori bio
Preparazione
Build in bicchiere collins spennellato internamente di miele bio, guarnire con cialda croccante di scarto di pere Williams estratte e chiarificate, zucchero e amido.

Il vincitore ha puntato sul prodotti bio delle arnie per api dell'azienda agricola La BeeO Baita di Dicomano (Firenze). Ricevendo in premio un maxiassegno, Emilio Pecchioli volerà in Venezuela in visita alla distilleria di Ron Diplomático, insieme con il vincitore della scorsa edizione, Luca della Valle (Le Vieux Carrè di Carrara).

Visto l'attinenza di tutti i finalisti al tema della sostenibilità senza sprechi di materia prima per gli ingredienti, difficile è stata la scelta della giuria di cinque esperti di settore: Giovanni Cecchini, Luca della Valle, Carlo Cattani e Javier Garcia Vicuña, Ambassador Emea della omonima distilleria venezuelana di Ron Diplomático. Il concorso è stato condotto da Francesco Serra, Brand Ambassador di Ron Diplomático, alla presenza di Francesco Pirineo, Advocacy Manager di Compagnia dei Caraibi.

Gli altri finalisti sono stati:

Samuele Verri del The Craftsman Cocktail Bar di Reggio Emilia che con "Freschissimo" ha puntato sull'impiego dell'Anguria Reggiana Igp e di Ron Diplomático Riserva Exclusiva;

Samuele Verri

Federico d'Agati del Leaf di Lecce (di prossima apertura) che per "Echos" ha utilizzato una polpa di mango acidificata e Ron Diplomático Mantuano accompagnato da una ostia di mango e zucchero;

Federico d'Agati

Daniele Salviato di Cloakroom Cocktail Lab di Treviso che ha puntato con "Cherry in The Glass" sull'impiego della Ciliegia Mora di Vignola Igp coltivata sulle colline veronesi insieme con Ron Diplomático Mantuano guarnito con una ciliegia mora glassata con cioccolato.

Daniele Salviato

Salvatore Fabrizio Balbi dei Aegusa Caffè di Favignana (Tp) con "Casa & Putia" (Casa & Bottega) ha dato spazio a un frullato filtrato di melone giallo estivo e soda aromatizzata ai capperi delle Egadi insieme con Ron Diplomatico Mantuano servito in un mug nella colorata ceramica dell'isola di Favignana.

Salvatore Fabrizio Balbi

 

 

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