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La tecnologia Pure Brew tra caffè, tè e cocktail a TMCF

Pure Brew Black Eagle Maverick
Victoria Arduino offre agli ospiti del Milan Coffee Festival un’esperienza sensoriale che abbraccia più settori tra bar, gelateria e pasticceria.
Macchina espresso Black Eagle Maverick
Macchina espresso Black Eagle Maverick

Dopo il CaffèCultureShow, l’evento britannico per il mondo del caffè e dei bar, ecco che l’esperienza della Pure Brew Technology, che si accompagna alla macchina espresso Black Eagle Maverick di Victoria Arduino, si presenta a The Milan Coffee Festival con estrazioni da abbinare a preparazioni nel mondo del cocktail, della pizza, della pasticceria e del gelato. Non solo con il caffè, ma anche con la collaborazione di realtà specializzate in tè, tisane, con cui fare degustazioni e infusi estratti con la tecnologia Pure Brew, un metodo innovativo che permette di estrarre il caffè sia in modalità espresso sia filtro. In quest’ultimo caso l’estrazione avviene senza pressione e utilizzando un filtro conico a doppia maglia brevettato dall’Azienda di Belforte del Chienti (MC).

Il calendario degli incontri.

Tutti i giorni alle ore 12 Jacopo Mercuro, titolare di 180 Grammi Pizzeria Romana e vincitore di diversi titoli come 3 Spicchi Gambero Rosso e Pizzaiolo dell’anno 50 Top Pizza, tiene un workshop dal titolo Pizza, burro e marmellata, con la preparazione di pizza al caffè, burro montato al caffè, crumble affumicato e una foglia di senape.

Lunedì 14 Novembre alle 12 Marco Radicioni, ideatore di Otaleg e gelatiere premiato con Tre coni Gambero Rosso, propone una speciale creazione di gelateria a base di caffè.

Durante la tre giorni alle 14.00 Giorgia Proia, pastry chef di Casa Manfredi, premiata come Migliore Pasticceria d’Italia presenta una sua nuova creazione di alta pasticceria a base Pure Brew Coffee.

Per gli amanti della miscelazione l’appuntamento è tutti i giorni alle 15.30 con Andrea Villa, titolare di M10, esperto di miscelazione e specialty coffee e Campione italiano coffee in good spirits 2020. Mentre la domenica si raddoppia alle 12 con i cocktail preparati da Franco Ponti Tucci, bar manager di Veloce Milano e Bertarelli Bistrot per Radisson Hotels.

Sabato 12 novembre alle 10 Wilden Herbals, azienda italiana che produce tisane e bevande a base di un’accurata selezione di erbe, propone la degustazione di una interessante selezione di tisane.

Lunedì 13 Novembre alle 10 Eastern Leaves, produttore di specialty tea, offre una tea experience con Pure Brew technology.

Coffee Grinder Championship, finale al Milan Coffee Festival

Logo Master Coffee Grinder Championship
Sono otto i finalisti che domenica 13 novembre dalle ore 14 si contendono il titolo di campione italiano della competizione messa a punto da Fabio Verona.

Quando, lo scorso febbraio, Fabio Verona ha dato il via al primo campionato di macinatura, il Master Coffee Grinder Championship, non si aspettava certo il successo di partecipazione e di consenso che la competizione ha via via raccolto attraverso le tappe di Carrara, Albignasego (PD), Torino, Trieste, per approdare alla finale nazionale in programma nell’ambito di The Milan Coffee Festival domenica 13 novembre a partire dalle ore 14,00.

I concorrenti si sfidano con l’obiettivo di trovare in tazza il profilo organolettico descritto da Paolo Scimone, titolare di His Majesty the Coffee, che fornisce il caffè della finale.

Gli otto finalisti provengono da tutta Italia: Luca Bernardoni, Matteo Beluffi, Nicola Sargentelli, Andrea Faggiana, Davide Giglio, Stefano Cevenini, Federico Cecconi, Gianluca Tofani. Come è avvenuto ad ogni tappa, la giuria è capitanata dal giudice internazionale Luca Ventriglia.

I concorrenti hanno a loro disposizione il grinder gravimetrico Solo di Grindie e la macchina espresso You di Sanremo Machines.

La premiazione è prevista per le 17,30, con la consegna al vincitore di un macinacffè Solo e premi offerti dagli sponsor: pulyCaff, Brita, Ims, Ipa, Metallurgica Motta, Rebel by LF e Sanremo.

Infine una festa per i concorrenti presso lo showroom Sanremo con un brindisi per il vincitore e soprattutto per sottolineare la buona riuscita di una competizione dalla formula interessante, che ha richiamato molti concorrenti e spettatori.

A Fabio Verona, docente Iiac, formatore per Costadoro e autore del libro Professione Barista - Manuale pratico per l’espresso perfetto, chiediamo come è nata l’idea di creare il Master Coffee Grinder Championship e il perché del suo successo.

«Quando tengo un corso e chiedo “qual è il principale compito di un barista?”, per lo più mi viene risposto “fare una buona estrazione, un buon espresso”, oppure “accogliere le persone”. Io rispondo “deve macinare il caffè”: il suo ruolo principale è  individuare la corretta granulometria e saperla controllare durante la giornata”; in caso contrario non si può ottenere un buon prodotto in tazza. Poi, certo, ci devono essere un buon caffè, una macchina performante, tanti elementi concatenati tra loro, ma tutto comincia dalla trasformazione dei chicchi in polvere di caffè». E prosegue: «Mi piace definire la gara che ho messo a punto come una competizione “popolare”, alla quale può partecipare chiunque pensi di essere in grado di gestire il macinino al fine di ottenere le note previste in tazza. Soprattutto partecipare o semplicemente assistere a una tappa del Master Coffee Grinder Championship significa cogliere l’occasione per una crescita professionale e per parlare e confrontarsi con altri operatori: un esercizio che è sempre molto utile».

A Deborah Santoro la vittoria del Concorso Nazionale Abi Professional

Deborah Santoro Concorso Nazionale Abi Professional
La vinctrice del Concorso Nazionale 2022 di Abi Professional, Deborah Santoro
La barlady siciliana si è aggiudicata la finalissima del concorso di Abi Professional, conclusosi con un podio tutto al femminile

È un podio tutto rosa quello del Concorso nazionale Abi Professional. Ad aggiudicarsi la vittoria nella finale del concorso è stata la barledy Deborah Santoro, di Messina, ma in forza al Resort Premium Pollina di Pollina (Palermo), piazzatasi  davanti ad altre due artiste dello shaker, Silvia D’Alonzo, seconda classificata, e Giulia Socia, arrivata terza.

L’atto finale della competizione è andato in scena nella Sala Massimo del Saracen Hotel Sand & Congress Center situato nella splendida cornice dell’Isola delle Femmine (Palermo), dove a gareggiare per il titolo nazionale c’erano con le loro originali e gustose ricette i 19 barman provenienti da tutta Italia impostisi nelle gare regionali o interregionali del Concorso.

Ricette che i finalisti hanno presentato a una giuria composta per la parte degustazione da Andrea Balleri, socio fondatore dell’associazione, Valerio Vitiello, bar supervisor a The Arts Club di Londra, e Antonino Scarpinato, maitre del Saracen, coadiuvati dallo chef Giuseppe Costa per la valutazione delle decorazioni e dei finger food. Per la parte tecnica dai consiglieri Abi Professional Mattia Perciballi e Alessandro Bonventi, e dal vicepresidente dell’associazione Silvano Evangelista.

Il podio del Concorso Nazionale

A imporsi su tutti è stata Santoro (sez Sicilia) con il suo First Time, personale rivisitazione del Cardinale, cocktail in voga negli anni Settanta, che ha realizzato miscelando una base di Skyy vodka a Martini Ambrato, Dom Benedictine, Campari, Marendy, completandola con zeste di limoni e decorando con daikcon, menta, ribes e limone. Drink dai decisi aromi di agrumi e amarena che la barlady ha accompagnato con un finger food composto da pane tramezzino, crema di formaggio, radicchio e formaggio.

Sul secondo gradino del podio si è piazzata Silvia D’Alonzo (sez. Abrusso Molise) del Bar Gelateria Belmò di Montesilvano (Pescara) con Amatoria Pocula, preparato con Edgar London Dry Gin, sciroppo ai frutti di bosco, sciroppo di limone, sciroppo di zucchero, gocce di Stillabunt e di bitter aromatizzato al pompelmo e decorato con una foglia d’oro e fiori edibili, accompagnandolo con meringhe ai frutti rossi.

A completare il podio Giulia Socia (sez Valle D’Aosta) della Birreria du Relais di Champoluc (Aosta) con Rosa Dei Venti, cocktail fresco e agrumeto dal finale amaricante, preparato con Bombay Sapphire Gin, Cointreau, Campari, succo di lime fresco, succo di cramberry e gocce di Stillabunt, decorato con twist d’arancia, foglie di ananas, sedano, aneto, fiori di ribes e beargrass. Al drink ha abbianto un finger food composto da una al gorgonzola e pralinata al pistacchio.

Insieme al terzo posto, Socia si è aggiudicata anche il premio per la migliore tecnica, mentre quello per la migliore decorazione è andato a Stefano Cosentino che ha vinto anche il primo premio per il Finger Food.

Il concorso Umberto Caselli

Novità di quest’anno il concorso Umberto Caselli, con il quale i soci Abi professional hanno voluto celebrare la scomparsa del presidente onorario dell’associazione. Concorso che si è svolto subito dopo la Finale Nazionale e nel quale i concorrenti dovevano cimentarsi nel creare. 30 i bartender che hanno preso parte alla gara e ancora una volta la vittoria è andata a una barlady, la siciliana Marcella May. Alle sue spalle Vincenzo Bongiovi, mentre al terzo posto si è classificato Domenico Militiello.

Le ricette del Concorso Nazionale Abi Professional

First Time di Deborah Santoro
Ingredienti:
30 ml Skyy Vodka, 20 ml Martini Ambrato, 10 Bénédictine Dom, 25 ml Bitter Campari, 10 ml Marendy, zeste di limoni
Preparazione:
mix and strain
Decorazione:
daikon, menta, limone, ribes
Bicchiere:
coppetta

Amatoria Pocula di Silvia D’Alonzo
Ingredienti:
40 ml Edgar London Dry Gin, 10 ml sciroppo ai frutti di bosco, 15 ml sciroppo di limone, 5 ml sciroppo di zucchero, 6 gocce Stillabunt, 4 gocce bitter aromatizzato al pompelmo
Preparazione:
shake and strain
Decorazione:
foglia d’oro edibile, fiori eduli

Rosa dei Venti di Giulia Socia
Ingredienti:
25 ml Bombay Sapphire Gin, 20 ml Cointreau, 10 ml Bitter Campari, 10 ml succo di lime fresco, 15 ml succo di cramberry, 6 gocce Stillabunt
Preparazione:
shake and strain
Decorazione:
twist d’arancia, foglie di ananas, sedano, aneto, fiori di ribes e beargrass.

L’Italia fa festa anche ai Top 500 bars

Top 500 bars Paradiso Barcellona
Giacomo Giannotti, proprietario del Paradiso di Barcellona, locale piazzatosi al primo posto della classifica dei Top 5oo bars
Dieci i locali della Penisola nelle prime 100 posizioni della classifica dei locali più influenti al mondo, guidata dal Paradiso di Barcellona di Giacomo Giannotti

Prosegue l’anno d’oro per il Paradiso di Barcellona (Spagna). Il locale di proprietà del bartender toscano Giacomo Giannotti e della moglie Margarita Sader, dopo il primo posto conquistato ai The World’s 50 Best Bars (leggi L’Italia e gli italiani fanno fiesta ai World’s 50 Best Bars 2022)¸ ha fatto il bis piazzandosi al vertice dei Top 500 bars, la lista dei più influenti bar del mondo tracciata da Le Cocktail Connoisseur, un ecosistema di social media dedicato al mondo bartending. Classifica (della quale riportiamo in calce le prime 100 posizioni) redatta aggregando migliaia di dati dal web sui cocktail bar di 127 città (erano 113 nel 2021) di 56 Paesi (53 lo scorso anno), integrati con le recensioni e le classifiche di altre realtà di settore. I dati vengono elaborati da un algoritmo, sviluppato ad hoc, che dà i risultati finali.

Vetta della lista che il Paradiso ha conquistato a scapito di un cocktail bar sempre a guida tricolore, il Connaught Bar di Londra, con a capo il trio Agostino Perrone, Giorgio Bargiani e Maura Milliag, che ora occupa la seconda posizione.

Ma la classifica svelata durante la serata di gala svoltasi all’Hotel Lutetia di Parigi ha regalato molte altre soddisfazioni all’Italia. Sono infatti ben dieci i locali della Penisola, distribuiti tra Roma, Milano e Firenze, piazzatisi nelle prime 100 posizioni, a fronte dei sette dello scorso anno (leggi Sette i locali italiani tra i primi 100 dei Top 500 bars), dei quali sei nelle prime 50 e uno nella top 10.

Il primo a comparire nella lista dei Top 500 bars è il Drink Kong di Roma, al decimo posto. Seguono il Locale Firenze, alla ventinovesima posizione, il 1930 di Milano, alla trentunesima, il Freni e Frizioni di Roma, alla trentasettesima, e un gradino più giù il Camparino in Galleria di Milano. Chiudono tra i primi 50, il Jerry Thomas Speakeasy di Roma, al 47° posto, e il Gucci Giardino di Firenze al 50°.

Ma l’elenco prosegue ancora con The Court di Roma, al 56° posto, seguito da due locali milanesi, il BackDoor 43 al 62° e il Carico al 78°.

La classifica dei Top 500 bars (primi 100 posti)

  1. Paradiso (Barcellona - Spagna)
  2. Connaught Bar (Londra - Uk)
  3. Jigger & Pony (Singapore City - Singapore)
  4. Lyaness (Londra - Uk)
  5. Little Red Door (Parigi - Francia)
  6. Atlas (Singapore City - Singapore)
  7. The Clumsies (Atene - Grecia)
  8. Tayēr + Elementary (Londra - Uk)
  9. Alquimico (Cartagena - Colombia)
  10. Drink Kong (Roma - Italia)
  11. Two Schmucks (Barcellona - Spagna)
  12. Hanky Panky (Città del Messico - Messico)
  13. Side Hustle (Londra - Uk)
  14. Manhattan Bar (Singapore City - Singapore)
  15. Licoreria Limantour (Città del Mexico - Messico)
  16. Salmon Guru (Madrid - Spagna)
  17. Maybe Sammy (Sydney - Australia)
  18. Swift (Londra - Uk)
  19. Katana Kitten (New York - Usa)
  20. Penicillin (Hong Kong - Cina)
  21. Floreria Atlantico (Buenos Aires - Argentina)
  22. ??? (Londra - Uk)
  23. Sips (Barcellona - Spagna)
  24. Coa (Hong Kong - Cina)
  25. Argo (Hong Kong - Cina)
  26. Native (Singapore City - Singapore)
  27. Artesian (Londra - Uk)
  28. Attaboy (New York - Usa)
  29. Locale Firenze (Firenze - Italia)
  30. Sidecar (Nuova Delhi - India)
  31. 1930 (Milano - Italia)
  32. Cafe La Trova (Miami - Usa)
  33. Dukes Bar (Londra - Uk)
  34. Silverleaf (Londra - Uk)
  35. Himkok (Oslo - Norvegia)
  36. Baba au Rum (Atene - Grecia)
  37. Freni e Frizioni (Roma - Italia)
  38. Camparino in Galleria (Milano - Italia)
  39. Overstory (New York - Usa)
  40. Le Syndicat (Parigi - Francia)
  41. Scarfes Bar (Londra - Uk)
  42. 28 Hong Kong Street (Singapore City - Singapore)
  43. Mo Bar (Singapore City - Singapore)
  44. Red Frog (Lisbona - Portogallo)
  45. Oriole (Londra - Uk)
  46. Danico (Parigi - Francia)
  47. Jerry Thomas Speakeasy (Roma - Italia)
  48. Dante (New York - Usa)
  49. 1862 Dry Bar (Madrid - Spagna)
  50. Gucci Giardino 25 (Firenze - Italia)
  51. Handshake Speakeasy (Città del Messico - Messico)
  52. Bar Benfiddich (Tokyo - Giappone)
  53. Analogue (Singapore City - Singapore)
  54. BKK Social Club (Bangkok - Tailandia)
  55. Double Chicken Please (New York - Usa)
  56. The Court (Roma - Italia)
  57. Panda & Sons (Edimburgo - Uk)
  58. Dr. Stravinsky (Barcellona - Spagna)
  59. Bemelmans Bar (New York - Usa)
  60. La Factoria (San Juan - Porto Rico)
  61. Three Sheets (Londra - Uk)
  62. BackDoor 43 (Milano - Italia)
  63. Employees Only (New York - Usa)
  64. Satan's Whiskers (Londra - Uk)
  65. Tipping Club (Singapore City - Singapore)
  66. Le 1802 (Parigi - Francia)
  67. Coupette (Londra - Uk)
  68. Tjoget (Stoccolma - Svezia)
  69. Barro Negro (Atene - Grecia)
  70. Elephant Room (Singapore City - Singapore)
  71. Angelita (Madrid - Spagna)
  72. Mace (New York - Usa)
  73. Tres Monos (Buenos Aires - Argentina)
  74. No Sleep Club (Singapore City - Singapore)
  1. Candelaria (Parigi - Francia)
  2. Nightjar (Londra - Uk)
  3. Donovan Bar (Londra - Uk)
  4. Carico (Milano - Italia)
  5. Zapote Bar (Playa de Carmen - Messico)
  6. Flying Dutchmen Cocktails (Amsterdam - Paesi Bassi)
  7. Cause Effect Cocktail Kitchen (Città del Capo - Sudafrica)
  8. Line (Atene - Grecia)
  9. Boadas (Barcellona - Spagna)
  10. Bar Trench (Tokyo - Giappone)
  11. Seed Library (Londra - Uk)
  12. Re- (Sydney - Australia)
  13. Presidente (Buenos Aires - Argentina)
  14. The Dead Rabbit (New York - Usa)
  15. Callooh Callay (Londra - Uk)
  16. The Cambridge Public House (Parigi - Francia)
  17. Live Twice (Singapore City - Singapore)
  18. The Everleigh (Melbourne - Australia)
  19. Copperbay (Parigi - Francia)
  20. Charles H (Seoul - Corea del Sud)
  21. Black Pearl (Melbourne - Australia)
  22. Smoke & Mirrors (Singapore City - Singapore)
  23. Papa Doble (Singapore City - Singapore)
  24. Darkside (Hong Kong - Cina)
  25. Bar Trigona (Kuala Lumpur - Malesia)
  26. Leyenda (New York - Usa)

 

Appuntamenti e incontri firmati Mumac e Gruppo Cimbali

Macchina espresso Faemina
Un ricco calendario di eventi si dipana tra la sede del Milan Coffee Festival e il Faema Flagship, che riapre in occasione del festival.

Gruppo Cimbali e Mumac Academy sono presenti con numerosi momenti di interesse e attività all’interno del Milan Coffee Festival, che si svolge dal 12 al 14 novembre presso il Superstudio Più di via Tortona.

Slayer, produttrice di macchine espresso di alta gamma a Seattle è sponsor del format The Roast Master: quattro macchine Steam EP sono a disposizione dei migliori torrefattori che si misurano in quattro discipline: The Espresso Smackdown, The Latte Art Showdown, The Brew Faceoff e The Signature Drink. Nell’area espresso bar, realizzata per permetter ai roaster di far provare ai visitatori i propri caffè, sono presenti una Steam LP  e una Single Group.

Mumac Academy è sponsor di The Lab, un articolato programma di laboratori studiati per offrire ai visitatori dimostrazioni interattive, conferenze e dibattiti su temi di attualità relativi al mondo del caffè. Gruppo Cimbali è presente con Faemina, una macchina espresso che è un vero oggetto di design. Di seguito il programma degli eventi.

Sabato 12 novembre – ore 15.00 - Patisserie & Drink Pairing con Fabrizio Barbato della pasticceria L’Île Douce di Milano: protagonista il miglior pairing tra caffè, tè e pasticceria all’interno della giornata per un’offerta a tutto tondo all’interno della propria attività commerciale.
Domenica 13 novembre ore 11.15  - Beans vs. Leaves: Coffee or Tea? con Rita Saiu e Alessandro Coda, Mumac Academy coffee specialists: viene proposto un percorso degustativo per capire e apprezzare differenze e similitudini, dalla filiera alla tazza finale, tra caffè e tè.
Domenica 13 novembre – ore 14.30 - Mumac presents: history, lab and coffee con Anna Cento, Mumac curator: evoluzione di usi e costumi nel consumo della bevanda e della tecnologia delle macchine per caffè nel tempo con una nuova chiave di lettura che parte dal restyling realizzato per il decennale del museo.
Lunedì 14 novembre – ore 11.15 -  How to become a champion: tavola rotonda in compagnia dei campioni: Carmen Clemente (World Latte Art Champion), Andrea Villa (Italian Coffee in Good Spirits Champion), Davide Cobelli (Italian Roasting Champion), Giacomo Vannelli (Italian Brewers Cup Champion), Matteo Pavoni (Italian Barista Champion), Niki Di Landa (Italian Ibrik/Cezve Champion) e Alessandro Coda come moderatore.

A pochi passi dal Superstudio Più, in via Forcella 7 si trova il Faema Flagship: a invitare gli ospiti a visitarlo ci pensa la Faema Bee, l’ape car brandizzata e attrezzata con una macchina President e un macinacaffè Groundbreaker.

Gli appuntamenti al Flagship:

venerdì 11 novembre: porte aperte ai roaster per effettuare le calibrazioni pre-gara;

sabato 12 novembre: dalle 10 alle 12colazione con le campionesse mondiali di Latte Art, Manuela Fensore e Carmen Clemente; alle 17.30 incontro con il campione barista Italiano, Matteo Pavoni;

domenica 13 novembre: il Flagship apre alle10.00; dalle 17 alle 21 Gruppo Cimbali organizza un aperitivo aperto al pubblico by Rita’s Riki Room con la partecipazione di Chiara Buzzi e Alessandro D’Alessio, con street-food e dj-set.

Lunedì 14, nella giornata “trade” del Coffee Festival, il Flagship rimane aperto tra le 10 e le 17,30 per accogliere visitatori e clienti.

Alla scoperta degli Infused Coffee con Ditta Artigianale

Infused Coffee di Ditta Artigianale
A the Milan Coffee Festival una linea innovativa di caffè frutto di fermentazioni controllate con lieviti e combinazioni con frutta e spezie.

Gli Infused Coffee saranno la nuova frontiera del bere caffè? Non abbiamo una risposta certa, ma, come osserva Francesco Sanapo, co-fondatore di Ditta Artigianale, insieme a Patrick Hoffer, «questi esperimenti all’origine stanno cambiando fortemente il gusto in tazza, e noi come professionisti siamo obbligati a porre la nostra attenzione su quello che succede nei paesi di origine. Dobbiamo valutare ogni forma di cambiamento e capire quale di queste segnerà fortemente il gusto del nostro caffè futuro.Si apre una porta fino ad oggi inesplorata che porterà a qualcosa di interessante. La mia curiosità mi porta sempre a conoscere le cose da vicino e ritengo giusto condividere questi esperimenti con i consumatori e gli amanti del caffè». Già tre anni fa, infatti, presentò un’inedito kit Taste & Learn che guidava a riconoscere i processi di fermentazione del caffè.

Ora, dal 12 al 14 novembre all’interno di The Milan Coffee Festival, Ditta Artigianale presenta tre caffè colombiani, ognuno dei quali ha subìto un processo di fermentazione con aggiunta di lieviti e frutta, che gli conferisce un gusto unico.

Come il caffè Pesca & lievito di vino, coltivato presso l’azienda agricola Santa Mónica, in Armenia, a 1500 metri di altezza. Si tratta di un caffè che è stato sottoposto ad un periodo di fermentazione anaerobica di 72 ore con la bacca di caffè insieme a polpa di pesca. Questa combinazione ed il suo gusto richiama la pesca dolce, con note floreali, cioccolato bianco e lime.

Proviene dalla stessa regione il caffè lavorato con Fragola & lievito di vino, caratterizzato da una percezione sensoriale che richiama il mango, la fragola, i fiori d’arancio ed il cacao. Sviluppato dalla Federación Nacional de Cafeteros è stato sottoposto ad un periodo di fermentazione anaerobica di 72 ore con caffè ancora in ciliegia e polpa di fragola più l’aggiunta di lievito di vino.

Infine, Cannella & processo anaerobico offre percezioni di spezie aromatiche, cioccolato, caramello e mandorle. Si tratta di un caffè coltivato presso l'azienda agricola Jardines Del Eden (Pijao) a quasi 1900 metri sul livello del mare. Sottoposto ad un periodo di fermentazione anaerobica di 48 ore, presenta l’aggiunta di bastoncini di cannella essiccati e acido tartarico. Il caffè è stato poi lavato delicatamente e collocato su letti rialzati mescolati con bastoncini di cannella al di sotto dei 35°C, fino a raggiungere il contenuto di umidità ideale. La varietà botanica di questo caffè è la caturra, originaria di Minas Gerais, in Brasile, ed è una mutazione naturale del red bourbon.

Simone Caporale rileva Boadas Cocktails, il più antico cocktail bar di Barcellona

Simone Caporale e Jerónimo Vaquero Barea
Continua l'avventura di Simone Caporale a Barcellona. Dopo aver fondato, insieme a Marc Alvarez, Sips, prende le redini di Boadas Cocktails, storico cocktail bar della capitale catalana. Alla regia sarà affiancato da Jerónimo Vaquero Barea, ex proprietario e bartender ai tempi di María Dolores Boadas, con l'obiettivo di avviare una gestione fedele alla tradizione e alla miscelazione classica

Boadas Cocktails, il più antico cocktail bar di Barcellona famoso per i suoi throwing Martinis, passa nelle mani di Simone Caporale, noto imprenditore, consulente e bartender di calibro internazionale già di casa nella capitale catalana dove dal 2021 è alla guida, insieme allo spagnolo Marc Alvarez, di Sips (terzo nella classifica 2022 ai The 50 World’s Best Bars). Fondato nel 1933 da Miguel Boadas, professionista di lungo corso che si era fatto le ossa al Floridita a L’Avana, il locale di Calle Tallers era stato gestito a partire dal 1967 dalla figlia di Miguel, la mitica María Dolores Boadas, pioniera della mixology e icona femminile del bartending mondiale. Alla morte della matriarca, avvenuta nel 2017, la proprietà del locale era passata a Jerónimo Vaquero Barea, bartender entrato giovanissimo nello staff del locale e artefice di una luminosa e onorata carriera trascorsa per oltre cinquant'anni dietro il ligneo bancone del Boadas.

 

«Erano anni che ero in contatto con Jerónimo e insieme parlavamo del futuro del locale e di un eventuale cambio di proprietà - racconta Caporale a Bargiornale - ma lui non voleva cederlo per necessità o per problemi economici, voleva assicurarsi che finisse in buone mani e quindi si è preso il tempo necessario, rifiutando altre offerte. Alla fine, l’operazione di compravendita si è conclusa per un valore che si aggira intorno a 1 milione di euro, cifra che include anche il restauro, l’introduzione di alcuni dettagli originali (che si erano perduti nel tempo) e la liquidazione del personale. Sono molto soddisfatto di come sono andate le cose, ma allo stesso tempo sento una grande responsabilità sulla spalle».

Rispetto per la materia prima e per la storia di un bar entrato nella leggenda

La nuova compagine proprietaria di Boadas include oltre a Caporale, Marc Alvarez, già suo socio in Sips, e Jerónimo Vaquero Barea, che trasmetterà ai nuovi partner l'esperienza pluridecennale maturata tra le mura di uno dei cocktail bar più leggendari della storia del bartending. E la volontà di Caporale sembra essere proprio quella di dare continuità alla leggenda. «Boadas è la cattedrale del cocktail classico - spiega - e questa sarà la nostra direzione di lavoro. Da subito vogliamo mettere come priorità la qualità della materia prima, il rispetto per gli ingredienti insieme al recupero degli stampi della cristalleria fatta su misura per Boadas dagli anni Trenta del secolo scorso fino al 1970 per poterla riprodurre e riproporre alla nostra clientela. Abbiamo intenzione di introdurre del nuovo personale, puntando su professionisti veri dotati di passione e classe. Devono essere non solo giovani, ma determinati anche nel prendersi una responsabilità professionale. Un’altra cosa molto importante è che oggi Boadas per la prima volta, dopo 89 anni, ha assunto una professionista donna. La prima e unica è stata María Dolores Boadas, figlia del fondatore. Ma dopo di lei nessuna altra donna ha fatto più parte dello staff del locale. Oggi finalmente sì e vorrei che Boadas diventasse un polo formativo per giovani professioniste che vogliono intraprendere una carriera nel mondo della mixology. A questo proposito, abbiamo già attivato un programma di apprendistato con l’Università Gastronomica di Barcellona».

Eventi di scambio con altri bar storici e la festa dei 90 anni

Tra i prossimi primi passi del "nuovo" Boadas, la messa a punto di una drink list che avrà un capitolo dedicato alle ricette storiche di Miguel Boadas e di María Dolores Boadas e l'organizzazione di eventi di scambio con altri bar storici nel mondo come Camparino, Schumman'sEl Floridita, Long Bar Singapore ecc. Last but not least, il locale catalano l'anno prossimo celebrerà i suoi primi 90 anni di attività con un evento che vedrà protagonista Jerónimo Vaquero Barea. Il fatto di essere impegnato su due fronti, Boadas e Sips, non spaventa affatto l'imprenditore italiano. «Il mio tempo - conferma Caporale - lo gestirò tra un bar e l’altro: sarà molto divertente perché sono locali talmente diversi che mi permettono di poter mutare ogni volta la mia identità professionale…un po’ come Batman. Sips e Boadas, sono come l’olio e l’acqua, difficili da fondere assieme. Non credo che serva neanche farlo ormai, ma una cosa è certa: senza i cocktail classici dei bar storici come Boadas, il bar moderno di oggi non esisterebbe».

 

 

 

 

 

 

Il Camparino festeggia il compleanno con una drink list che celebra Milano

CAMPARINO INSEGNA
È in programma lunedì 14 novembre la serata di festa per celebrare i 107 anni dello storico locale milanese. Grande protagonista la speciale drink list creata per l'occasione con 7 cocktail dedicati ad altrettanti quartieri della città

Una drink list creata ad hoc e che celebra la città di Milano. È così che il Camparino in Galleria, lo storico bar fondato da Davide Campari nel 1915 in Piazza Duomo, festeggia il suo 107° compleanno. L’appuntamento è per lunedì 14 novembre, quando a partire dalle ore 18 prenderà il via la serata speciale, organizzata con Zero Milano, rivista di riferimento per il divertimento in città, tutta dedicata a celebrare la ricorrenza.

Pezzo forte della serata la speciale dink list, messa a punto appositamente per l’evento dal team del Camparino, guidato da Tommaso Cecca, head bartender e store manager del locale. 7 drink, ognuno dei quali dedicato a un quartiere della città (Duomo, Sarpi, Isola, Sempione, Centrale, Navigli, e Porta Venezia), che propongono ai visitatori un percorso degustativo tra i sapori più innovativi della Milano da bere attraverso l’arte della miscelazione del Camparino e che include sia i classici del locale sia nuovi signature.

Un viaggio tra i sapori della città

Un viaggio che prende il via dal Duomo, quartiere culla del locale, con l’iconico Campari Seltz, nato dall’unione di Campari e seltz. Un aperitivo che ha ispirato diverse opere di artisti celebri, come L’Aperitivo di Marcello Nizzoli e Lo Spiritello di Leonetto Cappiello, simbolo dell’omonima sala del Camparino e icona del marchio Campari.

La tappa successiva è nel quartiere Sarpi, la Chinatown di Milano, con il cocktail Sarpinflower: un omaggio alla cultura orientale richiamata anche negli ingredienti che compongono il drink, come tè e sakè per un balance perfetto di sapori e rimandi che vengono da realtà lontane.

Si approda poi all’Isola, cui è dedicato Isola District, twist sul Manhattan, l’isola che per la sua frenesia e poliedricità richiama il quartiere meneghino. A caratterizzare il twist il suo gusto salato e fruttato al tempo stesso, molto aromatico e intenso, proprio come la vita di questo quartiere.

Tappa successiva è Sempione, il quartiere verde di Milano che divide la città in due metà esatte, grazie al suo lunghissimo Corso, nato per collegare la Francia all’Italia. Non a caso a rappresentarlo è Arco¸ uno champagne cocktail fresco e profumato, al quale l’aggiunta di Campari dona un lieve gusto amaro, che si sposa alla perfezione con le note briose ed eleganti dello champagne rosé.

A rendere omaggio al quartiere Centrale, dove si trova la stazione ferroviaria più grande della città, è un grande classico dell’aperitivo italiano, Mi-To, cocktail che rappresenta anche il viaggio di gusto tra Milano e Torino, con i due suoi ingredienti, il bitter e il vermouth rappresentativi delle due città del bere.

Celebra i Navigli lo Champagne Colada, drink dal sapore estivo e internazionale, proprio il quartiere in questione, e che nasce dall’unione di cocco e champagne.

Il viaggio di gusto ha come sua ultima tappa Porta Venezia, definito il “quartiere dell’amore”, noto per i suoi giardini e per le sue vie che si animano la notte. A celebrarlo è Chocolate Kiss, altro twist sul Manhattan, irrobustito dalla presenza di Mezcal Montelobos Espadìn e profumato dalle note calde e avvolgenti del bitter al cioccolato e da quelle erbacee dello Chartreuse.

Palcoscenico dell’evento sarà il Bar di Passo del Camparino, dove la speciale drink list sarà proposta senza servizio al tavolo (prezzo 10 euro). Nella Sala Spiritello, invece, i drink del compleanno sarano proposti con sevizio a tavolo (16 euro), ma sarà possibile anche fruire dell’intera offerta del locale sia per la parte cocktail sia food.

Giorgio Chiarello è sul podio dell’IBA World Cocktail Championship

Giorgio Chiarello
Nella finale del mondiale IBA, svoltasi a Varadero, Cuba, il flair bartender italiano ha conquistato il terzo posto, grazie a una routine straordinaria e un drink da campione

Il tricolore sventola a Cuba. Il flair bartender italiano Giorgio Chiarello si aggiudica il terzo posto nella finale mondiale di Varadero organizzata dall'International Bartenders Association (IBA).

Il rappresentante dell'Aibes (Associazione Italiana barman e sostenitori) ha conquistato la giuria con una routine straordinaria e un drink da campione. Così commenta Chiarello sul suo profilo Instagram da oltre 110mila follower: «Sono felice di aver rappresentato la mia nazione e di averla portata in una posizione così alta nel mondiale IBA. Ringrazio tutti per il sostegno e l'affetto che mi avete dato. Ritornare in stage dopo tanti anni di stop è stato durissimo ma allo stesso tempo un'emozione unica... Ringrazio la mia associazione, Aibes, per il grande sostegno, ma un ringraziamento speciale va anche a un grande uomo, Umberto Davide Pecoraro, che ha condiviso ogni singola emozione insieme a me, dandomi la forza e la carica per affrontare questa grande sfida. Gracias Cuba per esta gran emoción».

Friendship Calling: la nuova campagna di Amaro Montenegro celebra l’amicizia

Amaro Montenegro_cover_Friendship Calling
Il valore dell'amicia al centro della campagna di comunicazione sound-based ideata da Armando Testa per il celebre Amaro, on air e on line, fine a fine anno, in Tv, radio e sulle principali piattaforme digitali

È on air e on line, fino a fine anno, in Tv (Rai, Mediaset, Cairo, Sky, Discovery e Dazn), in radio e sulle principali piattaforme digitali (Netflix, Spotify, Meta e YouTube) la nuova campagna di comunicazione di Amaro Montenegro. Ideata dall’agenzia Armando Testa, sotto la direzione creativa di Jacopo Morini e Fabiano Pagliara, con la pianificazione di Wavemaker, Friendship Calling, questo il nome della nuova campagna, celebra uno dei valori forti del brand da sempre simbolo di convivialità: l’amicizia.

E lo fa in modo innovativo. La nuova campagna si caratterizza infatti per essere 100% sound-based dove il ruolo di grande protagonista è giocato dall’iconico sound logo di Amaro Montenegro, le sei note che da 25 anni fanno da colonna sonora all’Amaro, e che ora si presenta in una versione rinnovata. Questo fa da sfondo allo spot, che vede i protagonisti alle prese con situazioni di vita quotidiana, improvvisamente attratti da un richiamo irresistibile che li spinge a raggiungere gli amici per un brindisi. Ma non solo. Perché ogni scena di vita quotidiana è accompagnata da suoni, un ascensore che si apre, il fischiettio distratto di un tassista, una radio che risuona in un barber shop, un acchiappasogni che tintinna sotto una veranda, la colonna sonora di un videogame, che in realtà riproducono le sei note del sound logo. In questo modo le sei note di Amaro Montenegro diventano il richiamo dell’amicizia, che risuona forte in un mondo pieno di rumori, che è poi l’idea e il messaggio alla base della campagna.

Il tutto poi suggellato dall’altro protagonista di Friendship Calling, il celebre pay off Sapore Vero, che ancora una volta va a sottolineare il legame tra il desiderio di vivere momenti autentici di convivialità e il sapore vero, appunto, dell’Amaro, frutto della sapiente lavorazione di 40 erbe aromatiche e di un complesso procedimento di estrazione che lo rendono un prodotto unico, perfetto per impreziosire con un bel brindisi tali momenti.

Tutti i contenuti della campagna sono stati curati dalla casa di produzione The Box, con la regia di Tommaso Bertè per la Tv, dove vengono proposti nei formati 30” e 15”,  e di Manfredo Archinto per il digital, canale per il quale sono stati previsti numerosi contenuti ad hoc che riprendono la centralità dell’elemento sonoro, sviluppandolo tramite i linguaggi delle diverse piattaforme.

Cosa c’è dietro a un drink servito su una nave da crociera

Costa Toscana Infinity Bar
L'Infinity Bar sulla terrazza di poppa della Costa Toscana
Come si governano 140 punti di somministrazione di bevande e alcolici su 10 navi da crociera? Pianificando al millimetro gli approvvigionamenti e impostando un percorso di training che non lascia nulla al caso. E poi sperimentando, quando serve. La nostra intervista al Beverage Manager Corporate di Costa Crociere

Sulle navi della flotta di Costa Crociere salgono 1 milione e mezzo di passeggeri all'anno (dato riferito al 2021). Non sono soli, ma sono accompagnati da 1.277.790 bottiglie di spirit e liquori, 3.123.469 bottiglie (da 33 cl) di birra - più altri due milioni di litri consumati alla spina -, 3.563.067 bottiglie di vini, bollicine e Champagne. Ogni anno si consumano circa 70 tonnellate di caffè. Sulla decina di navi operative al momento sono attivi in totale 140 punti di somministrazione beverage. A supervisionare tutto il ciclo di approvvigionamento e servizio c'è Carmelo Marchese, Beverage Manager Corporate di Costa Crociere, che Bargiornale ha incontrato durante un viaggio speciale, la crociera dedicata al cioccolato organizzata assieme a Chocolate Academy Milano che ha visto protagonisti sette cocktail ispirati ai sette peccati capitali. Naturalmente, tutti con il cioccolato nella lista ingredienti, proposti nei punti beverage e nelle gelaterie della Costa Toscana, la nuova ammiraglia del gruppo, che può portare oltre 6mila passeggeri.

Costa Toscana
L'ammiraglia di Costa Crociere, la Costa Toscana

Sperimentazione sì, pianificazione prima di tutto

«Una sperimentazione nata da una proposta dei nostri pastry chef, che abbiamo voluto sviluppare assieme agli amici di Chocolate Academy e coinvolgendo i brand ambassador di Bacardi», spiega Marchese. «Monitoriamo il gradimento da parte degli ospiti e poi valutiamo che cosa eventualmente tenere nella proposta drink stabile delle nostre navi». Sperimentare è d'obbligo quando si sta operando un innalzamento del livello qualitativo dell'offerta, sia food che beverage, a bordo delle navi da crociera. Ma la gestione di quei 140 punti di somministrazione richiede massima attenzione alla pianificazione. Questa è la parola chiave, visto che gestire gli approvvigionamenti sulle navi che girano da una parte all'altra del mondo è questione delicatissima. Marchese è in questo ruolo dal 2005. «Prima ho navigato per 14 anni, partendo dalla gavetta al bar e finendo col diventare barmanager. La mia figura di manager corporate sul beverage esiste da decenni, ma si è trasformata negli ultimi anni accentuando le caratteristiche aderenti all'obiettivo di Costa Crociere di alzare l'asticella della qualità».

Punti di somministrazione temporanei per assecondare i gusti dei diversi target

La complessità nel servire i drink sulle navi deriva dall'incrocio di più fattori. Il pubblico innanzitutto: «Abbiamo un target internazionale, ma varia molto a seconda della stagionalità e delle rotte. Costa Toscana, per esempio, dopo una estate nel Mediterraneo si dirige verso gli Emirati per l'inverno. Significa trovare un pubblico più alto spendente, perché raggiunge la destinazione con la formula volo+crociera, accessibile più facilmente a un target più alto. Dobbiamo regolarci di conseguenza. Altro esempio: Costa Fortuna, Costa Favolosa e Costa Firenze sono tre navi che imbarcano solo nazionalità dell'area Sud America, mentre Costa Fascinosa e Costa Pacifica sono ai Caraibi, ma con un pubblico internazionale. Dipende tutto dagli ospiti. Un pubblico proveniente da Brasile e Argentina consumo molta più birra e più vodka rispetto al pubblico europeo. Non solo: predisponiamo dei punti di somministrazione temporanei sui ponti delle navi dove serviamo solo Caipirinha e Caipiroska, un must assoluto per quel tipo di pubblico dalle 23 in avanti». La durata della crociera incide pesantemente sui consumi, naturalmente: le formule 3 giorni portano a un consumo sensibilmente più alto, anche perché gli ospiti scelgono più facilmente formule all inclusive.

carmelo marchese Costa Crociere
Carmelo Marchese, Beverage Manager Corporate di Costa Crociere

«Nel costruire l'offerta sulle navi abbiamo impostato accordi con i grandi gruppi e con le maggiori compagnie di beverage, in qualche caso arrivando a operazioni di naming dei bar. Sulla Toscana troviamo l'Aperol Spritz Bar, il Campari Bar, uno Spazio Bollicine Ferrari, il nuovo concept dell'Heineken Bar che unisce birra, cocktail a base birra, musica dal vivo e proposta food tipo pub, molto apprezzato e che stiamo già pensando di replicare. In più, dalle drink list "universali" siamo passati a una differenziazione, introducendo in alcuni punti - come l'Infinity Bar sulla terrazza di poppa dell'ammiraglia - dei menu più vari, con drink più sofisticati e distillati premium, sempre senza mai perdere di vista il tema dell'italianità».

Sessioni a terra, visite in azienda e manuale operativo: il training è la base

Fondamentale il percorso di training che i crew member devono seguire. «Il nostro personale arriva sulle navi già in parte formato dopo che è passato per le scuole di arti e mestieri, sessioni di training che vengono implementate sui brand e sui prodotti. Portiamo le persone a visitare le aziende per studiare il prodotto alle origini. Po ci sono sessioni di training sul nostro beverage manual, che contiene tutte le ricette e le procedure. Infine, le novità: ogni nuova introduzione richiede un percorso di formazione a cascata per tutto il personale. Mentre parliamo sulla Costa Favolosa i miei colleghi stanno operando degli stress test al personale di bordo, per valutare la tenuta dell'organizzazione nel servizio di  caffè, cocktail, gelateria». La crew deve dimostrasi pronta ad adattarsi, visto che può rimanere la stessa per mesi, su rotte diverse e con target diversi. «Deve essere naturale per tutti lavorare allo stesso modo in Sud America, al largo della Spagna o a Sydney».

Al Vilòn arriva Federico Graziani con una drink list dedicata al pittore Rousseau

Federico Graziani, head Bar Tender Cocktail Bar Vilòn -CreditAlbertoBlasetti
Federico Graziani, nuovo resident bartender del Vilòn (credit foto: Alberto Blasetti)
Gioca con gli abbinamenti food nei drink, senza tralasciare qualche colpo di scena il cocktail menu ispirato al pittore francese firmato dal nuovo resident bartender del cocktail bar del luxury hotel romano proveniente dal Ru.De.

Tornare al Vilòn è sempre un piacere. Il cocktail bar di questo boutique hotel all’interno di Palazzo Farnese a Roma è un’oasi di tranquillità nel centro cittadino che non ti aspetti, fra arredi di brocante e un’atmosfera da riad marocchino. In questo contesto dal lusso misurato, la novità è l’arrivo di Federico Graziani, nuovo resident bartender classe 1997, arrivato dalla periferia romana più vibrante, cioè dal Ru.de di Centocelle (leggi Ru.De Centocelle, i bartender di borgata che alzano l’asticella).

Da uno street bar, quindi, a un hotel 5 stelle lusso, il passo non è affatto breve. «I volumi di lavoro, gli orari, il look: è tutto diverso, ma era una sfida che da tempo volevo affrontare», afferma Graziani. Che sembra già muoversi con grande sicurezza: in poche settimane ha messo su la sua personale drink list, ispirata ai quadri naïf di Henri Rousseau: tutti paesaggi tropicali e rappresentazioni fantastiche, che vanno a pescare un po’ fra le memorie di viaggio del pittore detto il doganiere, un po’ nel suo mondo onirico.

La nuova drink list

La carta è composta da 16 signature, tra i quali anche un alcol free e un vegan. Nonostante l’ispirazione i cocktail hanno poco di naïf, ma affondano i piedi nel solido bagaglio culturale di Graziani che ha attinto alle ricette classiche prima di personalizzarle: spiriti premium a far da base, una buona dose di tecnica e una richiesta pulizia nel risultato finale, in accordo con il contesto raffinato del Vilòn.

Diversi i richiami agli ingredienti che provengono dalla cucina, perché il Vilòn è il posto giusto per un drink o un aperitivo nella zona lounge (spesso un classico, qui si fanno tanti Martini), ma è anche la sede dell’apprezzatissimo ristorante Adelaide, guidato dallo chef procidano Gabriele Muro. È Muro che cura i side dell’aperitivo e la carta food del bar, pensata anche per la clientela internazionale dell’hotel. Ancora è presto per parlare di pairing food&drink, ma c’è intesa e voglia di condividere idee fra lo chef procidano e il giovane bartender.

Cocktail di grande personalità

Graziani si inserisce quindi in un quadro di forte personalità, gioca con abbinamenti food nei drink, regala qualche colpo di scena, come il drink intitolato Le Rêve (Il Sogno, uno dei quadri più famosi del pittore francese, che si può ammirare al Moma di New York) che mescola pesca, lime e salsa barbecue su base tequila. Le Voyage è un viaggio gustativo che parte dagli Stati Uniti con il bourbon e le arachidi, passa per il Canada per prendere l’acero, arriva nei paesi tropicali alla ricerca di banana e lime. In un equilibrio olio&aceto, Gino è un Martini con un tocco in più, dato dal fat wash con olio evo e un goccio di aceto di kiwi a rinforzare il vermouth.

Con l’arrivo di Graziani, il Vilòn diventa anche teatro di serate guest con amici e colleghi. Uno di questi è stato, lo scorso 20 ottobre (ma promette di tornare presto), Oscar Quagliarini, arrivato da Senigallia, dove lo troviamo al Le Garagiste (leggi A Senigallia il “garage” di Oscar Quagliarini), per portare la sua miscelazione profumata. Un naso al servizio della mixology, che per il Vilòn sta studiando anche una fragranza che andrà nelle camere dell’hotel.

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