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Design for all e una competizione tra specialty a Sigep

I fratelli Tian Bao e Tian You nel loro locale con la macchina superautomatica di Rhea rhTT1
I fratelli Tian Bao e Tian You nel loro locale con la macchina superautomatica di Rhea rhTT1
Con Rhea Vendors, 9bar e Fratelli Milano un caffè al buio per stimolare i sensi tattilo-olfattivi e una competizione tra nove microroaster.

 

Rhea, 9bar con la sua torrefazione Little Bean, e Fratelli Milano - Italian Coffee saranno insieme al Sigep nel pad D2 per offrire ai visitatori un’esperienza sensoriale collegata al momento della pausa caffè, e una competizione tra specialty estratti con le macchine superautomatiche.

All’interno dello stand sarà realizzato un percorso sensoriale al buio, dove i visitatori potranno vivere un’esperienza tattile-olfattivatoccare con mano le piante e le foglie di caffè, i chicchi, gli strumenti per la macinatura, per poi passare a cogliere le caratteristiche aromatiche del caffè verde e di quello tostato, terminando con la degustazione di un caffè estratto con la macchina superautomatica di Rhea rhTT1, attraverso l’applicazione rheability che permetterà un’ interazione inclusiva.

«Design for all è un concetto che vuole esprimere come il design e la tecnologia della macchina possano creare uno strumento idoneo a essere utilizzato da qualsiasi utente, sia professionale sia non, grazie alla possibilità di personalizzare, e quindi interpretare, ogni singola ricetta, regolando e settando tutti i parametri che influiscono sull’estrazione del caffè, e garantendone la replicabilità – dice Andrea Pozzolini, ceo di Rhea -. Non ultimo, nel concetto di for all, l’automazione permette di superare qualsiasi tipo di barriera legata alla disabilità degli utenti, offrendo loro l’opportunità di gestire attività anche nel mondo della somministrazione. In questo contesto si inserisce anche la recente collaborazione con Seed of Inspiration per il Bear Paw Cafè di Shanghai, che ha consentito a persone con disabilità visiva di diventare baristi professionisti».

Infatti Rhea, da sempre impegnata sul fronte della sostenibilità sociale e con l’obiettivo di favorire l’integrazione nel mondo del lavoro delle persone disabili, ha sviluppato una macchina del caffè per il progetto Seed of Inspiration che ha consentito ai fratelli ipovedenti Tian Bao e Tian You, di realizzare il sogno di diventare baristi, grazie anche ad un percorso di formazione. Per questo progetto, una nostra macchina è stata dotata di un pannello tattile con sei forme in rilievo, ognuna corrispondente a una ricetta diversa: un quadrato per l’espresso, un cerchio per il doppio espresso, un triangolo per l’americano, un diamante per l’americano a temperatura ambiente, una stella per l’acqua calda e un cuore per l’acqua a temperatura ambiente. Un esempio e un’opportunità per molte persone che possono così rendersi indipendenti e gestire un proprio business.

La competizione. Attiguo a questo ampio spazio chiuso ci sarà un’area esterna dove gustare un caffè di 9bar o di Fratelli Milano estratti con una XLVI Indipendente e una Bezzera Victoria e un nuovo spazio con un’iniziativa inedita, nata con l’obiettivo di rafforzare il connubio di valore tra i caffè specialty e le macchine superautomatiche, che vedrà protagonisti 9 microroaster.

Da sabato 21 a lunedì 23 gennaio, lo stand ospiterà ogni giorno tre microroaster, i cui caffè saranno estratti con la superautomatica rhTT1 di Rhea, e degustati e valutati dai visitatori, che rappresenteranno la giuria popolare, il cui voto concorrerà per il 25% al punteggio finale che decreterà il vincitore.

Martedì 24 sul palco ci sarà un giudice Sca, Luca Ventriglia (il cui voto inciderà per il 40%), che guiderà una giuria composta dagli stessi 9 microroaster: tre alla volta, a turno, degusteranno e daranno il loro giudizio, che inciderà per il 35%.

Dalla somma dei tre punteggi – del pubblico di non addetti, di torrefattori e del giudice SCA – verranno eletti i primi tre classificati. L’ultima fase sarà determinata dall’esperienza di Ventriglia che “al buio” li valuterà e decreterà il vincitore assoluto.

«La proposta della competizione è piaciuta ai microroaster, che hanno subito aderito con entusiasmo - spiega Andrea Lattuada, co-titolare di 9bar e ideatore della competizione: i nove concorrenti sono Bugan Coffee Lab, His Majesty the Coffee, Gearbox, Il Manovale, Nacked Coffee Roaster, La Sosta, Varesina Caffè e Antonelli Specialty Coffees. Nella taratura della macchina saranno affiancati da un tecnico Rhea, e sarà interessante scoprire come una macchina superautomatica sia in grado di essere settata per estrarre al meglio il loro caffè specialty, garantendo la replicabilità del risultato». Un’esperienza che guarda al futuro.

 

The World’s 50 Best Hotels: a settembre la prima classifica

The World's 50 Best Hotels
Dopo i bar e i ristoranti gli Oscar della 50 Best abbracciano anche il mondo alberghiero, con la prima classifica dei migliori 50 hotel del mondo che sarà svelata il prossimo settembre

Dopo i bar e i ristoranti gli Oscar dei World's 50 Best si estendono anche agli hotel. 50 Best, l’organizzazione che stila le classifiche annuali The World's 50 Best Bars (leggi L’Italia e gli italiani fanno fiesta ai World’s 50 Best Bars 2022) e The World's 50 Best Restaurants (leggi The World’s 50 Best: Riccardo Camanini all’8° posto, Alajmo al 10°) amplia il suo raggio d’azione agli alberghi, puntando i riflettori sulle realtà che offrono le migliori esperienze in tutto il mondo: il primo elenco di The World's 50 Best Hotels sarà avelato, come già avviene per i cocktail bar e i ristoranti, durante una cerimonia di gala che si terrà il prossimo settembre.

Un’operazione con la quale mira a diventare punto di riferimento globale per l’intero ecosistema dell’ospitalità. «Negli ultimi 20 anni siamo diventati leader del mercato degli elenchi più affidabili di ristoranti e bar di massimo livello del pianeta selezionati da esperti del settore – ha spiegato Tim Brooke-Webb, managing director di 50 Best, nella nota che annuncia la nascita della nuova iniziativa -. La creazione dell'insieme di ristoranti, bar e hotel è per noi la soluzione naturale che va a chiudere il cerchio. Vogliamo creare una piattaforma per i migliori hotel al mondo e i professionisti che vi sono coinvolti, ma anche per i consumatori, aiutandoli a scegliere i luoghi migliori dove soggiornare».

L'Academy

Anche per gli hotel la classifica sarà redatta da un’apposita giuria, quella dell’Academy dei World’s 50 Best Hotels, composta da un panel di 580 esperti del settore, con un background di esperienza di almento 10 anni, tra albergatori, giornalisti e viaggiatori esperti guidati da un gruppo di Academy Chair in nove regioni del mondo: Europa; America Latina e Caraibi; Giappone e Corea del Sud; Medio Oriente e Africa; Sud-est asiatico; Cina, Hong Kong, Taiwan e Macao; Oceania; Stati Uniti e Canada; Asia meridionale.

Le votazioni

Ogni membro dell’Academy esprime 7 voti: in pratica al momento della votazione elenca i sette migliori hotel dove ha soggiornato negli ultimi 24 mesi (deve avervi passato almeno una notte) in ordine di preferenza. I giudici devono restare anonimi, in modo da ricevere lo stesso servizio che riceverebbero se fossero degli ospiti comuni, e possono votare qualsiasi tipo di struttura ritengano degna, dai grandi resort più famosi del mondo ai piccoli hotel boutique, ma non possono per alberghi verso i quali hanno qualche forma di interesse, a garanzia dell’imparzialità delle loro scelte. Inoltre, ogni anno, il 25% del panel dei grandi elettori viene rinnovato.

Ogni struttura che finirà nella classifica delle migliori 50 sarà raccontata in tutti i particolari, dai dettagli su bar e ristoranti presenti ai prezzi e al periodo ideale per visitarli per ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo. L’obiettivo è infatti stilare un elenco autentico delle esperienze più memorabili, dare il giusto riconoscimento all’eccellenza nel settore, alle persone che vi lavorano e aiutare i consumatori a scegliere i posti migliori per soggiornare nei loro viaggi.

A questo punto non resta che aspettare settembre, quando la prima classifica dei migliori hotel del mondo 2017 sarà svelata.

Victoria Arduino a Dubai tra competizioni e roaster

Victoria Arduino al Woc di Dubai
Eagle One e Mythos sono le macchine del Uae Barista Championship. La piccola professionale E1 Prima a fianco dei torrefattori.

Si è aperto per proseguire fino al 13 gennaio il World of Coffee presso il Dubai World Trade Centre. Al suo interno Victoria Arduino è sponsor ufficiale di Uae Barista Championship e del Roster Village ed è presente in vari stage per mostrare e offrire la possibilità di testare le ultime innovazioni per l’estrazione, la macinatura del caffè e la produzione di vapore di qualità, con macchine che da sempre si distinguono per il loro design.

Le apparecchiature in pedana a disposizione dei baristi in gara per rappresentare gli Emirati Arabi al World Barista Championship in programma ad Atene dal 22 al 24 giugno prossimo sono la macchina espresso Eagle One e il macinacaffè Mythos MY75. La prima si caratterizza per la nuova tecnologia Neo che garantisce alte prestazioni e consumi ridotti; Mythos assicura controllo e precisione del macinato.

Nell’area Roaster Village sono oltre 40 le macchine espresso a un gruppo E1 Prima a permettere ad altrettanti torrefattori eccellenti estrazioni ai visitatori nel corso del principale evento per il settore del caffè del Medio Oriente. Con questa piccola professionale ogni operatore può mettere a punto la ricetta che valorizza i flavour del suo caffè e condividerla tramite app con i suoi clienti per migliorare l’esperienza sensoriale nei coffee shop come a casa e in tutte le location in cui è presente un coffee corner.

L’esperienza offerta dalla competizione baristi e dall’assaggio dei caffè specialty dei diversi roaster si completa con le attività proposte nello stand Z5-F60 di Victoria Arduino.

Ogni giorno dalle 11.30 alle 12 è in programma una presentazione PureBrew Coffee e Tea con Matteo D’Ottavio, UK Brewers Cup 2020 champion.

Dalle 13.30 alle 14 un approfondimento sul montaggio di latte e bevande vegetali con la tecnologia Easycream di Eagle One con Damian Burgess di Alpro.

Dalle 15 alle 16 è il momento del PureBrew Happy Hour, con diversi cocktail a base di PureBrew preparati da Vittorio Agosti, brand ambassador Fabbri 1905.

Debic mobilita gli chef stellati per Identità Golose

debic identità golose
L’azienda di prodotti lattiero-caseari chiama a raccolta le stelle Michelin per la nuova edizione del congresso internazionale, che si terrà a Milano dal 28 al 30 gennaio 2023.

Mentre il congresso internazionale Identità Golose scalda i motori Debic, azienda leader nel panorama dei prodotti lattiero-caseari per uso professionale, e prepara la sua presenza alla kermesse. Il brand, infatti, mobiliterà alcuni dei più importanti chef stellati italiani per raccontare e testare i propri prodotti.

Il programma di Identità Golose

Identità Golose si terrà a Milano dal 28 al 30 gennaio 2023. A illustrare le caratteristiche dei prodotti e le risposte del marchio alle tendenze di mercato ci sarà Antonio Cuomo, Culinary Advisor Debic. Con lui, diverse stelle del firmamento Michelin. Si inizia con Domenico Iavarone, chef di José Restaurant (28 gennaio, ore 13:00), per proseguire con Terry Giacomello (29 gennaio, ore 13:00), e Rocco De Santis del Ristorante Santa Elisabetta (30 gennaio, ore 13:00). A queste si aggiungo anche le dimostrazioni quotidiane a cura di Cuomo.

Gli Chef mostreranno preparazioni realizzate utilizzando i prodotti Debic: dalla Prima Blanca alla Culinaire Original, passando per la Cream Plus Mascarpone.

I nuovi succhi Lome Super Fruit, benessere da bere

Lome Super fruit 1
Il Concentrato di melagrana congelato e la linea di Succhi congelati in busta, 100% naturali e in formato da 5 kg, le novità del brand di Masseria Fruttirossi

Risponde alla domanda di un mercato del fuoricasa sempre più orientato alla qualità, sollecitato da clienti sempre più esigenti la proposta di succhi, spremute e concentrati di Lome Super Fruit, marchio di Masseria Fruttirossi, azienda agri-tech di Castellana (Taranto). Proposta ora arricchitasi di due novità: il Concentrato di melagrana congelato e la linea di Succhi congelati in busta

Prodotti che, come l’intera produzione dell’azienda, nascono all’insegna dell’alta qualità, sono 100% naturali e del tutto privi di conservanti, coloranti, additivi e zuccheri e ottenuti da materie prime da filiera corta, anzi cortissima. Tutta la frutta viene infatti dai 350 ettari di terreni di proprietà dell’azienda, nata nel 2014, in Puglia, coltivati secondo le migliori pratiche di economia circolare e attraverso la valorizzazione dei processi naturali della terra.

Naturalità ed economia circolare

L’uso di fertilizzanti chimici, per esempio, è evitato grazie a un avanzato sistema di “lombricompostaggio”, che trasforma gli scarti di lavorazione della frutta in compost naturale che viene reintrodotto nel ciclo agronomico.

La naturalità poi si sposa all’innovazione, come nel caso della tecnologia Hpp (High pressure processing), fiore all’occhiello di Masseria Fruttirossi, che mediante l’impiego delle alte pressioni a basse temperature, elimina “a freddo” la carica microbica dalle spremute. In questo modo si preservano nella bevanda in modo sempre e tutto naturale il sapore e le proprietà organolettiche, nutrizionali e salutari del frutto. O come nel caso degli impianti fotovoltaici e della sensoristica avanzata, con sensori ambientali-vegetazionali e meteorologici, che permettono di contenere i consumi di acqua e di energia.

Regina del raccolto dell’azienda è la melagrana, che viene commercializzata anche intera fresca. Un frutto sempre più richiesto per la perfetta combinazione di gusto e benessere che lo caratterizza. Possiede infatti molte proprietà salutari: è un antiossidante ed è ricco di sali minerali e vitamine A-C-E-K.

Gusto, benessere e versatilità

La melagrana costituisce il core business dell’azienda ed è anche protagonista delle novità lanciate sotto il brand Lome Super Fruit.

Il Concentrato di melagrana congelato è un puro succo estratto a freddo dal frutto fresco. Il succo viene poi concentrato per evaporazione sottovuoto a basse temperature (40°C) per preservare le caratteristiche organolettiche e i benefici nutrizionale della melagrana appena spremuta. Il prodotto ha una texture tipica di una riduzione dolce ad alta viscosità e ciò permette di utilizzarlo come sciroppo, topping, essenza, aroma naturale, preparare bevande e cocktail, granite e sorbetti. Il Concentrato è proposto in busta da 5 kg.

La linea di Succhi congelati in busta contempla le referenze melagrana, arancia e clementina, sempre ottenute da frutta fresca. Pratici nell’utilizzo, dopo averli scongelati riponendo l’intera busta a temperatura refrigerata per circa 12-24 ore, i succhi rappresentano una sana e gustosa proposta per la colazione, per una pausa di metà mattina o pomeriggio, e si prestano perfettamente alla preparazione di cocktail, centrifughe ed estratti di frutta. Sono ottimi anche da utilizzare per la preparazione di gelati, sorbetti, semifreddi e dolci al cucchiaio. Sono proposti in busta da 5 kg.

Riserva 75 anni, la grappa esclusiva per i 75 anni delle Distillerie Berta

Berta Grappa Riserva 75 anni
Emblema dell'arte distillatoria dell'azienda del Monferrato, la nuova grappa è frutto dell'assemblaggio di dieci diverse annate di Selezione del Fondatore ed è disponibile in soli 3800 esemplari

Nell’anno appena passato le Distillerie Berta hanno compiuto i primi 75 anni di attività. Un importante traguardo che l’azienda di Casalotto Mombaruzzo (Asti), fondata da Paolo Berta nel 1947 e oggi guidata dalla terza generazione della famiglia, ha deciso di celebrare con l’uscita di Riserva 75 anni.

La nuova grappa è rappresenta l’emblema e la sintesi della storia e delle vette nell’arte distillatoria raggiunte dalle Distillerie. Prodotta in edizione super limitata, solo 3.800 bottiglie in tutto il mondo, è ottenuta dall’assemblaggio di dieci diverse annate di Selezione del Fondatore. Quest’ultima è l’etichetta più preziosa delle Distillerie Berta, una grappa che nasce da vinacce di Barbera e Nebbiolo, vitigni identitari del terroir del Monferrato, distillate con metodo discontinuo in caldaia in rame a vapore, e invecchiata per 20 anni in piccole botti di legni diversi.

Dall’unione di questi prodotti eccezionali, nello specifico le annate dal 1983 al 1994, prende vita Riserva 75 anni (alc 43% in vol) che ne esalta all’ennesima potenza caratteristiche e qualità.

Un pack extra lusso

La nuova grappa, dal colore ambrato, presenta innanzitutto un profilo aromatico complesso, ampio avvolgente e di grande personalità. Un concerto di sensazioni nelle quali spicca la frutta matura, la ciliegia, il tabacco, il cacao, la vaniglia, e che si confermano anche al palato, dove si rivela estremamente morbida, ma al tempo stesso potente.

Un prodotto di qualità superiore sottolineato anche dalla bottiglia, solo in formato da 150 cl, elegante e lussuosa, con satinatura laterale opaca e realizzata con un alta percentuale di vetro riciclato (fino al 45%). La bottiglia è confezionata in una cassetta in legno di noce Canaletto americano lavorata e verniciata a mano, dove si trova anche una pergamena interna dove sono presenti tre simboli, la mappa, la bici e la coccinella che rimandano alla storia delle Distillerie Berta, ai segreti che hanno permesso di arrivare all’importante traguardo.

L’immagine della coccinella, insetto che aiuta le piante a crescere senza parassiti e che rappresenta l’amore dell’azienda per la natura, è impressa anche su un medaglione in ottone 24 k patinato a mano che adorna la parte superiore del tappo, e sulla parte anteriore della bottiglia, insieme al numero “75” con una preziosa serigrafia in smalto bianco e oro.

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La gastrofisica spiegata dall’esperto Charles Spence

Il professor Charles Spence
Il professor Charles Spence
La Gastrofisica è una scienza che unisce gastronomia e psicofisica, studiando i fattori che influenzano la nostra percezione multisensoriale mentre assaggiamo cibi e bevande. Ne parliamo con l’esperto Charles Spence, professore a Oxford

 

Perché la musica classica è importante come sottofondo di una cena importante? Come mai diamo più valore a un drink se è servito in un bicchiere pesante? Perché un dolce è più goloso se di colore rosso? Quanto influisce la “rotondità” di un ambiente nel consumo di pietanze o bevande? Questi sono solo alcuni dei mille quesiti che si pone una scienza specifica, della quale il professor Charles Spence è uno dei massimi esponenti da oltre vent'anni: la gastrofisica. Le sue ricerche hanno influito nelle scelte strategiche di grandi multinazionali, sul successo dei più famosi chef e barman sperimentali e sulle esperienze di ognuno di noi, in quei locali che sono “speciali” per motivi che non sempre sappiamo spiegarci.

Il suo libro “Gastrofisica: la nuova scienza del mangiare”, scritto nel 2017 e tradotto da pochi mesi in italiano, è uno di quei volumi sostanziosi, densi di concetti, con oltre 70 pagine di note finali, che rimandano alle innumerevoli pubblicazioni che negli anni Spence ha divulgato. Ma che, nonostante tutto, scorre veloce. Lasciando il lettore con un senso di grande avidità di conoscenza e di voglia di mettere in pratica quanto ha imparato.

Togliamoci subito il dente chiedendo a Spence cos'è la “patatina sonica” e cosa c'entra con la Gastrofisica? «Nel 2008 io e Max Zampini ricevemmo il premio IgNobel per la Nutrizione, per il nostro rivoluzionario studio sulla “patatina sonica”. In pratica, scoprimmo che bastava amplificare i suoni ad alta frequenza che le persone sentono quando mordono una Pringles, per far sembrare la patatina più fresca e croccante di circa il 15% rispetto a quando gli stessi suoni venivano smorzati. Questa illusione cross-modale è importante per almeno due motivi: il primo è che dimostra che ciò che ascoltiamo influenza ciò che gustiamo. Il secondo è che lo fa anche quando siamo perfettamente consapevoli di quello che sta accadendo (nello studio la patatina veniva morsa indossando cuffie che ne amplificavano il suono). È quindi un effetto multisensoriale automatico.

Questo è uno degli studi che appartengono al campo della gastrofisica. Scienza che unisce gastronomia e psicofisica, studiando i fattori che influenzano la nostra percezione multisensoriale mentre assaggiamo cibi e bevande. Posso dire che...tutto iniziò con una patatina». Quando si inizia a parlare di gastrofisica? «Non si conosce chi abbia coniato il termine, è semplicemente diventato parte del linguaggio scientifico. Le prime pubblicazioni appartengono a Nicholas Kurti, nei primi anni '70, poi a Peter Barham, con “la scienza in cucina”, nel 2001. Oggi è un campo di ricerca che coinvolge numerosi studiosi e crescente interesse, perché le intuizioni della gastrofisica non si limitano ai grandi ristoranti stellati, ma sono utilizzate per migliorare esperienze alimentari di ogni tipo, a casa come in aereo, in ospedale come in un bar di quartiere.

Facendo un passo indietro nel tempo - anche se nel loro caso il sapore del cibo passava in secondo piano - i primi sperimentatori furono i futuristi italiani degli anni '30, che con il “Manifesto della cucina futurista” di Marinetti e Fillìa, misero in pratica alcune delle ricerche che il mio ed altri laboratori hanno condotto più di ottanta anni dopo.

Facevano sentire il gracchiare delle rane mentre venivano servite zampe di rana, facevano mangiare a occhi chiusi accarezzando superfici con diverse texture o illuminavano la sala con colori diversi. Tutte cose che si ritrovano in alcuni ristoranti d'avanguardia di oggi». In che modo la gastrofisica può essere applicata al mondo del bar? «Sappiamo tutti che l'esperienza in un bar non si limita al mero consumo di una bevanda che ci piace. Nel tempo che trascorriamo in un locale entrano in gioco molti fattori, che influiranno su un giudizio finale più o meno positivo. Alcuni di questi sono immediati, legati per esempio ad un sottofondo musicale inappropriato, sia come scelta che come volume.

Questi rimarranno indelebili nella nostra memoria molto più di quanto sarà il cocktail che abbiamo ordinato. Altri agiscono su di noi in maniera inconscia: non ce ne rendiamo conto ma un tavolo, un bancone, un ambiente più “rotondeggiante” rispetto a uno più spigoloso, ci fornisce un maggiore senso di rilassatezza, ci porta a trascorrere più tempo all'interno del locale, e di conseguenza a consumare di più. Il colore di ciò che viene servito, anche solo dei recipienti, ha anch'esso una sua importanza sulla percezione del gusto: uno studio che ho condotto dimostra come lo stesso caffè, bevuto in tazzine di colori diversi, risultava più o meno dolce. La tazzina bianca era associata al gusto amaro, quella rosa al dolce. Pensate a come questo può aiutare a diminuire il consumo di zuccheri per persona. Il team dell'Artesian Bar, tra il 2013 e il 2014, proponeva Above and Beyond un drink sospeso in aria. La levitazione era anche uno degli esperimenti di chef Blumenthal, che ho seguito in prima persona nel suo ristorante per rilevarne le reazioni esperienziali. Ma non occorre andare a cercare tra le stelle: la stessa catena Starbucks, che ti chiede il nome quando ordini e lo scrive sulla tua tazza di cartone, non lo fa solo per motivi legati al servizio, ma anche perché quando una cosa “porta il nostro nome”, automaticamente diamo più importanza e valore all'oggetto che abbiamo in mano. E questi sono solo alcuni tra gli innumerevoli esempi».

 

Chi è Charles Spence

Il Professor Charles Spence ritratto nel suo laboratorio di Scienze Sperimentali all'Università di Oxford the University of Oxford. Foto di Sam Frost.
Il Professor Charles Spence nel laboratorio di Scienze Sperimentali dell'Università di Oxford. Foto di Sam Frost.

Psicologo sperimentale, professore presso l’università di Oxford. A capo del laboratorio di ricerca cross-modale, nel quale si ricercano l’integrazione delle informazioni attraverso differenti modalità sensoriali. La sua esperienza come gastrofisico lo ha portato ad essere consulente per diverse multinazionali quali Diageo, Pepsi o Unilever, oltre che di numerosi chef stellati (uno fra tutti, Heston Blumental, del Fat Duck) e barman di tutti il mondo. Ha pubblicato nel 2017 “Gastrofisica: la nuova scienza del mangiare”

Above and Beyond - Artesian Bar 2013-14
Above and Beyond - Artesian Bar 2013-14

Il team dell’Artesian Bar di Londra, tra il 2013 e il 2014, proponeva Above and Beyond un drink sospeso in aria. La levitazione era anche uno degli esperimenti di chef Blumenthal, che Spence ha seguito in prima persona nel suo ristorante per rilevarne le reazioni esperienziali.

 

Starbucks
Starbucks

Quando una cosa “porta il nostro nome”, come una mug di Starbucks, automaticamente diamo più importanza e valore all’oggetto che abbiamo in mano

Manifesto Cucina Futurista
Manifesto Cucina Futurista

Dice il professore Spence: «I primi sperimentatori furono i futuristi italiani degli anni Trenta, che con il “Manifesto della cucina futurista” di Marinetti e Fillìa, misero in pratica alcune delle ricerche che il mio ed altri laboratori hanno condotto più di ottanta anni dopo»

 

Basta amplificare i suoni ad alta frequenza che le persone sentono quando mordono una Pringles per far sembrare la patatina più fresca e croccante. Lo dice la Gastrofisica di Charles Spence

Bottega completa la gamma di vermouth premium con l’Extra Dry

Bottega Vermouth Extra Dry 1
La cantina e distilleria veneta lancia il nuovo Vermouth Extra Dry, che si affianca al Vermouth Rosso e al Vermouth Bianco, tutti distribuiti in Italia da Domori

È arrivato l’Extra Dry a completare la gamma di vermouth premium di Bottega. Una gamma che vanta nobili natali, in quanto il progetto è nato cinque anni fa da un incontro a Padova, presso uno dei più antichi giardini botanici del mondo, tra Sandro Bottega, proprietario e a capo della cantina e distilleria veneta, e Lamberto Vallarino Gancia dell’omonima famiglia piemontese fondatrice della storica azienda Fratelli Gancia.

Incontro nel quale ha preso corpo l’idea di dare vita a una selezione di vermouth prodotti con i vini più tipici del territorio del trevigiano e della Doc Venezia, un’area compresa tra la laguna e i primi rilievi delle colline trevigiane. Vini questi ultimi che rimandano allo storico legame tra Venezia e il mondo dei vini aromatizzati, al quale appartiene anche il vermouth. Nel Settecento, nella città della laguna nelle “malvasie”, antesignane degli attuali caffè, venivano infatti venduti i cosiddetti “vini corretti”, nati dall’unione tra i vini locali con le spezie dell’Oriente delle quali la Serenissima aveva sviluppato un fiorente commercio, commercio che la Repubblica aveva monopolizzato in Europa fino a due secoli prima.

Fedele al progetto, il nuovo Vermouth Extra Dry Bottega (alc 18% in vol) è ottenuto da una ricetta originale e segreta che prevede una base vino particolare, composta da un blend di tre vini: Pinot Grigio, Incrocio Manzoni 6.0.13, vitigno autoctono del trevigiano nato a opera del professor Luigi Manzoni della Scuola Enologica di Conegliano, e un uvaggio ottenuto da altri vitigni autoctoni, quali Boschera, Verdiso, Perera, Bianchetta, fermentato per alcuni giorni in presenza della buccia e poi affinato in legno. Ricetta che prevede poi l’utilizzo di un gran numero di erbe, frutti, fiori e spezie, tra le quali estratti di pompelmo, mandarino, arancio, cedro, chinotto e limone che donano freschezza al prodotto, il timo, la salvia, la maggiorana, il basilico, il cisto, il lentisco e l’olivastro che conferiscono tipicità. Infine, per la produzione del vermouth vengono impiegati solo zuccheri che derivano dall’uva, una parte dei quali nello specifico dal mosto di Manzoni Moscato.

Secco e delicato al palato, dal gusto deciso con una piacevole nota amaricante nel finale, Vermouth Extra Dry Bottega si contraddistingue per l’equilibrio tra la freschezza e la rotondità delle sue componenti aromatiche, tra le quali spiccano le note agrumate di pompelmo e mandarino, i toni freschi delle spezie, timo, salvia e lentisco su tutti, e sentori di macchia mediterranea.

Perfetto da servire liscio, fresco (7-8 °C), oppure on the rocks con scorza di limone come aperitivo è un ingrediente eccellente anche per la miscelazione, per tutti i grandi classici dry a base di gin e vodka, ma anche per nuove creazioni. Un esempio è Extra Dry Star, twist sul re dei cocktail, il Martini, fatto miscelando il nuovo vermouth con Bottega Gin Bacûr e poi servendo in coppetta con una scorzetta di limone.

Il trittico di vermouth

L’ultimo nato completa il trittico di vermouth Bottega, che già comprende il Rosso (alc 16% in vol) e il Bianco (alc 16% in vol), entrambi sempre fatti con una base di vini del territorio, rossi nel primo caso e bianchi nel secondo, e con l’utilizzo di oltre 30 botaniche.

Il Vermouth Rosso è vellutato e avvolgente al palato, con un’intensa e persistente aromaticità, dalle quale emergono i toni speziati e delicate note erbacee, tra le quali spicca il particolare il radicchio, e una nota amara in perfetto equilibrio con le sensazioni di dolcezza.

Il Bianco si caratterizza per il carattere ammaliante, l’aromaticità fresca e intensa che richiama le delicate note agrumate, in particolare l’arancio, unite a piacevoli toni speziati, che si avvertono al naso, e una piacevole ed equilibrata nota dolce.

Ottimi sia da servire come aperitivo sia per la miscelazione, come anche l’Extra Dry sono proposti in un’elegante bottiglia (75 cl), con una grafica che si richiama alla tradizione, e sono distribuiti da Domori, in virtù dell’accordo siglato nel 2020 tra Bottega e il Polo del Gusto, cui fa capo il prestigioso marchio italiano di cioccolato. Una sinergia quella con Domori considerata dalla distilleria veneta un valore aggiunto per incrementare la presenza di questi prodotti nei locali della Penisola che puntano sulla qualità.

La ricetta

Extra Dry Star
Ingredienti:
6 cl Bottega Gin Bacûr, 1 cl Bottega Vermouth Extra Dry
Preparazione:
stir & strain
Decorazione:
scorza di limone
Bicchiere:
coppetta

Il tailor made di Rancilio per il Dubai World of Coffee

Coordinate Rancilio a Dubai
Modelli unici con colori e decori inediti presso il World Trade Centre alla seconda edizione della fiera del mondo del caffè per il Medio Oriente.

Il primo appuntamento internazionale per il mondo del caffè si svolte dall’11 al 13 gennaio presso il World Trade Centre, dove si svolge il Dubai World of Coffee, fiera di riferimento per il Medio Oriente, pensata per il business del caffè degli Emirati Arabi Uniti.

Si tratta di una realtà in decisa crescita, organizzata in collaborazione con la Specialty Coffee Association, a cui l’Italia guarda con grande interesse; lo scorso anno ha visto affluire circa 7mila visitatori da più di 30 Paesi e per la seconda edizione le aspettative sono altrettanto positive.

Rancilio Group attende i visitatori presso il padiglione 5+6 allo stand Z6-C90, con modelli speciali, realizzati appositamente per l’occasione, a cominciare dalla versione in bianco della macchina espresso RS1, conosciuta per la sua tecnologia Advance Temperature Profiling, che permette di regolare la preinfusione e la post-infusione, e il suo design moderno: la decorazione prende spunto dall’avveniristico skyiine di Dubai. Si presenta con un originale verde oliva la macchina Invicta, equipaggiata con tecnologia Steady Brew e T-Switch, è una macchina a caldaia singola affidabile, stabile e facile da usare, con un design all’avanguardia ed elegante.

Mercoledì 11 gennaio alle 15 nel corso dell’evento Unlock the flavors il coffee competence manager Carlos González, guida alla scoperta dei segreti dell’estrazione.

Un rosa vivace veste la protagonista della linea casa, la Silvia Pro X con manometro e la nuova funzione di infusione soft per estrarre al meglio ogni tipo di caffè. Accanto il macinacaffè on demand Stile, ultra compatto e affidabile.

Il Dubai World of Coffee ospita alcuni eventi di Sca, come il roaster village, e poi incontri, degustazioni, Il campionato nazionale Uae, un brew bar. Qui Rancilio Group è presente con la macchina superautomatica Egro Next NMS+ dotata di sistema di macinatura intelligente (SAG), sistema latte NMS+, frigo configurato per due tipologie di latte differenti, lancia vapore Cool Touch e boiler indipendenti che garantiscono risultati di qualità superiore per ogni tipo di bevanda calda, a base di caffè e di latte.

Sigep 2023, i panettieri si sfidano a Bread in The City

Sigep
Sigep
Richmond Club Italy e Italian Exhibition Group si uniscono per una nuova edizione del campionato internazionale della panificazione

Sigep 2023 dà ampio spazio anche ai panettieri di tutto il mondo. Infatti, alla 44° edizione di the Dolce World Expo, che quest’anno si affianca alla 7° edizione di AB Tech Expo (21-25 gennaio 2023 alla fiera di Rimini), tornerà anche Bread in The City, il campionato internazionale di panificazione. La competizione è realizzata grazie alla prestigiosa collaborazione con Richemont Club Italy, organizzazione internazionale di eccellenze della panificazione che promuove processi e pratiche di produzione a elevato valore artigianale.

Cos'è Bread in The City

All’interno della Bakery Arena, nove squadre da tre continenti (Europa, Asia e America del Sud) si fronteggeranno nella quinta edizione di Bread in The City, campionato internazionale di panificazione. I team, provenienti da Cina, Croazia, Israele, Italia, Messico, Olanda, Perú, Portogallo e Spagna, sono composti ciascuno da due concorrenti e un coach. Le squadre si affronteranno in cinque diverse specialità: Ciabatta e Pani Speciali; Pani Liberi; Vienneserie; Torte da forno e Presentazione Salata.

Gli altri eventi alla Bakery Arena

Durante le cinque giornate di manifestazione, oltre a ospitare le sfide di panificazione, la Bakery Arena diventerà il centro delle attività pensate per la filiera dei lievitati. Realizzate in collaborazione con le più prestigiose associazioni di settore nazionali e internazionali, queste organizzazioni presenteranno anche ricerche e studi realizzati ad hoc per delineare lo stato e le prospettive di sviluppo del comparto. Un esempio: Aibi e Assipan illustreranno i risultati dello studio realizzato dal Cerved sul consumo di pane tra sostenibilità e nuovi trend alimentari. Saranno presenti anche Italmopa, in rappresentanza della voce del mondo delle farine, e la Federazione italiana panificatori pasticceri e affini.

La sinergia con AB Tech Expo

La presenza in contemporanea di AB Tech Expo garantisce per la filiera dei lievitati la possibilità di aggiornarsi anche su tutte le principali novità di settore come macchinari e impianti, materie prime e ingredienti, arredamento e attrezzature, vetrinistica e confezionamento, accessori per la presentazione del prodotto, packaging, franchisor, formazione professionale e servizi. Sarà così possibile avere una panoramica completa su tutte le fasi produttive: dallo stoccaggio del prodotto alla preparazione delle ricette, dall’impasto alla lavorazione, fino a lievitazione, cottura, raffreddamento, taglio e imballaggio finale, compresi naturalmente tutti i servizi che seguono la qualità del processo.

Il Curious di Melbourne vince il Restaurant & Bar Design Awards 2022

Restaurant & Bar Design Awards 2022 Curious
Il Curious di Melbourne
Il cocktail bar del W Melbourne è il vincitore assoluto del prestigioso concorso internazionale che premia i migliori spazi per il food e il beverage

È il Curious di Melbourne, in Australia, il bar più bello del mondo. Il cocktail bar bar del W Melbourne, progettato dallo studio Hachem è stato infatti incoronato vincitore assoluto nella categoria bar dei Restaurant & Bar Design Awards 2022, il prestigioso contest internazionale dedicato alla progettazione di spazi per il food e il beverage.

Il vincitore di questa quattordicesima edizione del concorso, nato per premiare non la qualità di ciò che si mangia o si beve in un locale, ma l’ambiente nel quale cibi e bevande sono serviti, è stato svelato durante la cerimonia dei London Awards svoltasi durante due serate presso la Maison François di Londra.

Aperto a ogni tipologia di spazio per la ristorazione e il beverage, dai locali stellati a quelli che si trovano negli aeroporti, da quelli situati nelle navi a quelli nei musei, fino ai furgoni e agli allestimenti per lo street food, il concorso ha visto in gara quest’anno 1220 locali candidati, provenienti da 66 paesi. A valutarne gli aspetti di design una giuria internazionale composta da 40 personalità tra le più influenti a livello globale nel campo del design, dell’ospitalità e del lifestile.

Giuria che oltre a, oltre al vincitore assoluto, ha premiato i migliori progetti per area geografica (Regional Winners), con il Corious che si è aggiudicato anche la vittoria per l’area Australia e Pacifico.

Ecco i locali premiati per area geografica

Best Europe Restaurant/Bar
The Painter's Room at Claridges, Londra (Uk) - Bryan O'Sullivan Studio

Best The Americas Restaurant/Bar
Imperfecto, Washington (Usa) - Ooak

Best Middle East & Africa Restaurant/Bar
Khobar, Arabia Saudita - Masquespacio

Best Asia Restaurant/Bar
1111 Ones, Hong Kong (Cina) - M.R. Studio

In questa edizione dei Restaurant & Bar Design Awards sono stati assegnati altri 39 premi di categoria, i vincitori dei quali erano stati annunciati durante un’altra serata di gala svoltasi all'Upstairs at Langan's, sempre a Londra (leggi I primi verdetti del Restaurant & Bar Design Awards. Un italiano tra i locali vincitori di categoria)

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