Debic mobilita gli chef stellati per Identità Golose
Mentre il congresso internazionale Identità Golose scalda i motori Debic, azienda leader nel panorama dei prodotti lattiero-caseari per uso professionale, e prepara la sua presenza alla kermesse. Il brand, infatti, mobiliterà alcuni dei più importanti chef stellati italiani per raccontare e testare i propri prodotti.
Il programma di Identità Golose
Identità Golose si terrà a Milano dal 28 al 30 gennaio 2023. A illustrare le caratteristiche dei prodotti e le risposte del marchio alle tendenze di mercato ci sarà Antonio Cuomo, Culinary Advisor Debic. Con lui, diverse stelle del firmamento Michelin. Si inizia con Domenico Iavarone, chef di José Restaurant (28 gennaio, ore 13:00), per proseguire con Terry Giacomello (29 gennaio, ore 13:00), e Rocco De Santis del Ristorante Santa Elisabetta (30 gennaio, ore 13:00). A queste si aggiungo anche le dimostrazioni quotidiane a cura di Cuomo.
Gli Chef mostreranno preparazioni realizzate utilizzando i prodotti Debic: dalla Prima Blanca alla Culinaire Original, passando per la Cream Plus Mascarpone.
I nuovi succhi Lome Super Fruit, benessere da bere
Risponde alla domanda di un mercato del fuoricasa sempre più orientato alla qualità, sollecitato da clienti sempre più esigenti la proposta di succhi, spremute e concentrati di Lome Super Fruit, marchio di Masseria Fruttirossi, azienda agri-tech di Castellana (Taranto). Proposta ora arricchitasi di due novità: il Concentrato di melagrana congelato e la linea di Succhi congelati in busta
Prodotti che, come l’intera produzione dell’azienda, nascono all’insegna dell’alta qualità, sono 100% naturali e del tutto privi di conservanti, coloranti, additivi e zuccheri e ottenuti da materie prime da filiera corta, anzi cortissima. Tutta la frutta viene infatti dai 350 ettari di terreni di proprietà dell’azienda, nata nel 2014, in Puglia, coltivati secondo le migliori pratiche di economia circolare e attraverso la valorizzazione dei processi naturali della terra.
Naturalità ed economia circolare
L’uso di fertilizzanti chimici, per esempio, è evitato grazie a un avanzato sistema di “lombricompostaggio”, che trasforma gli scarti di lavorazione della frutta in compost naturale che viene reintrodotto nel ciclo agronomico.
La naturalità poi si sposa all’innovazione, come nel caso della tecnologia Hpp (High pressure processing), fiore all’occhiello di Masseria Fruttirossi, che mediante l’impiego delle alte pressioni a basse temperature, elimina “a freddo” la carica microbica dalle spremute. In questo modo si preservano nella bevanda in modo sempre e tutto naturale il sapore e le proprietà organolettiche, nutrizionali e salutari del frutto. O come nel caso degli impianti fotovoltaici e della sensoristica avanzata, con sensori ambientali-vegetazionali e meteorologici, che permettono di contenere i consumi di acqua e di energia.
Regina del raccolto dell’azienda è la melagrana, che viene commercializzata anche intera fresca. Un frutto sempre più richiesto per la perfetta combinazione di gusto e benessere che lo caratterizza. Possiede infatti molte proprietà salutari: è un antiossidante ed è ricco di sali minerali e vitamine A-C-E-K.
Gusto, benessere e versatilità
La melagrana costituisce il core business dell’azienda ed è anche protagonista delle novità lanciate sotto il brand Lome Super Fruit.
Il Concentrato di melagrana congelato è un puro succo estratto a freddo dal frutto fresco. Il succo viene poi concentrato per evaporazione sottovuoto a basse temperature (40°C) per preservare le caratteristiche organolettiche e i benefici nutrizionale della melagrana appena spremuta. Il prodotto ha una texture tipica di una riduzione dolce ad alta viscosità e ciò permette di utilizzarlo come sciroppo, topping, essenza, aroma naturale, preparare bevande e cocktail, granite e sorbetti. Il Concentrato è proposto in busta da 5 kg.
La linea di Succhi congelati in busta contempla le referenze melagrana, arancia e clementina, sempre ottenute da frutta fresca. Pratici nell’utilizzo, dopo averli scongelati riponendo l’intera busta a temperatura refrigerata per circa 12-24 ore, i succhi rappresentano una sana e gustosa proposta per la colazione, per una pausa di metà mattina o pomeriggio, e si prestano perfettamente alla preparazione di cocktail, centrifughe ed estratti di frutta. Sono ottimi anche da utilizzare per la preparazione di gelati, sorbetti, semifreddi e dolci al cucchiaio. Sono proposti in busta da 5 kg.
La gastrofisica spiegata dall’esperto Charles Spence
Perché la musica classica è importante come sottofondo di una cena importante? Come mai diamo più valore a un drink se è servito in un bicchiere pesante? Perché un dolce è più goloso se di colore rosso? Quanto influisce la “rotondità” di un ambiente nel consumo di pietanze o bevande? Questi sono solo alcuni dei mille quesiti che si pone una scienza specifica, della quale il professor Charles Spence è uno dei massimi esponenti da oltre vent'anni: la gastrofisica. Le sue ricerche hanno influito nelle scelte strategiche di grandi multinazionali, sul successo dei più famosi chef e barman sperimentali e sulle esperienze di ognuno di noi, in quei locali che sono “speciali” per motivi che non sempre sappiamo spiegarci.
Il suo libro “Gastrofisica: la nuova scienza del mangiare”, scritto nel 2017 e tradotto da pochi mesi in italiano, è uno di quei volumi sostanziosi, densi di concetti, con oltre 70 pagine di note finali, che rimandano alle innumerevoli pubblicazioni che negli anni Spence ha divulgato. Ma che, nonostante tutto, scorre veloce. Lasciando il lettore con un senso di grande avidità di conoscenza e di voglia di mettere in pratica quanto ha imparato.
Togliamoci subito il dente chiedendo a Spence cos'è la “patatina sonica” e cosa c'entra con la Gastrofisica? «Nel 2008 io e Max Zampini ricevemmo il premio IgNobel per la Nutrizione, per il nostro rivoluzionario studio sulla “patatina sonica”. In pratica, scoprimmo che bastava amplificare i suoni ad alta frequenza che le persone sentono quando mordono una Pringles, per far sembrare la patatina più fresca e croccante di circa il 15% rispetto a quando gli stessi suoni venivano smorzati. Questa illusione cross-modale è importante per almeno due motivi: il primo è che dimostra che ciò che ascoltiamo influenza ciò che gustiamo. Il secondo è che lo fa anche quando siamo perfettamente consapevoli di quello che sta accadendo (nello studio la patatina veniva morsa indossando cuffie che ne amplificavano il suono). È quindi un effetto multisensoriale automatico.
Questo è uno degli studi che appartengono al campo della gastrofisica. Scienza che unisce gastronomia e psicofisica, studiando i fattori che influenzano la nostra percezione multisensoriale mentre assaggiamo cibi e bevande. Posso dire che...tutto iniziò con una patatina». Quando si inizia a parlare di gastrofisica? «Non si conosce chi abbia coniato il termine, è semplicemente diventato parte del linguaggio scientifico. Le prime pubblicazioni appartengono a Nicholas Kurti, nei primi anni '70, poi a Peter Barham, con “la scienza in cucina”, nel 2001. Oggi è un campo di ricerca che coinvolge numerosi studiosi e crescente interesse, perché le intuizioni della gastrofisica non si limitano ai grandi ristoranti stellati, ma sono utilizzate per migliorare esperienze alimentari di ogni tipo, a casa come in aereo, in ospedale come in un bar di quartiere.
Facendo un passo indietro nel tempo - anche se nel loro caso il sapore del cibo passava in secondo piano - i primi sperimentatori furono i futuristi italiani degli anni '30, che con il “Manifesto della cucina futurista” di Marinetti e Fillìa, misero in pratica alcune delle ricerche che il mio ed altri laboratori hanno condotto più di ottanta anni dopo.
Facevano sentire il gracchiare delle rane mentre venivano servite zampe di rana, facevano mangiare a occhi chiusi accarezzando superfici con diverse texture o illuminavano la sala con colori diversi. Tutte cose che si ritrovano in alcuni ristoranti d'avanguardia di oggi». In che modo la gastrofisica può essere applicata al mondo del bar? «Sappiamo tutti che l'esperienza in un bar non si limita al mero consumo di una bevanda che ci piace. Nel tempo che trascorriamo in un locale entrano in gioco molti fattori, che influiranno su un giudizio finale più o meno positivo. Alcuni di questi sono immediati, legati per esempio ad un sottofondo musicale inappropriato, sia come scelta che come volume.
Questi rimarranno indelebili nella nostra memoria molto più di quanto sarà il cocktail che abbiamo ordinato. Altri agiscono su di noi in maniera inconscia: non ce ne rendiamo conto ma un tavolo, un bancone, un ambiente più “rotondeggiante” rispetto a uno più spigoloso, ci fornisce un maggiore senso di rilassatezza, ci porta a trascorrere più tempo all'interno del locale, e di conseguenza a consumare di più. Il colore di ciò che viene servito, anche solo dei recipienti, ha anch'esso una sua importanza sulla percezione del gusto: uno studio che ho condotto dimostra come lo stesso caffè, bevuto in tazzine di colori diversi, risultava più o meno dolce. La tazzina bianca era associata al gusto amaro, quella rosa al dolce. Pensate a come questo può aiutare a diminuire il consumo di zuccheri per persona. Il team dell'Artesian Bar, tra il 2013 e il 2014, proponeva Above and Beyond un drink sospeso in aria. La levitazione era anche uno degli esperimenti di chef Blumenthal, che ho seguito in prima persona nel suo ristorante per rilevarne le reazioni esperienziali. Ma non occorre andare a cercare tra le stelle: la stessa catena Starbucks, che ti chiede il nome quando ordini e lo scrive sulla tua tazza di cartone, non lo fa solo per motivi legati al servizio, ma anche perché quando una cosa “porta il nostro nome”, automaticamente diamo più importanza e valore all'oggetto che abbiamo in mano. E questi sono solo alcuni tra gli innumerevoli esempi».
Chi è Charles Spence

Psicologo sperimentale, professore presso l’università di Oxford. A capo del laboratorio di ricerca cross-modale, nel quale si ricercano l’integrazione delle informazioni attraverso differenti modalità sensoriali. La sua esperienza come gastrofisico lo ha portato ad essere consulente per diverse multinazionali quali Diageo, Pepsi o Unilever, oltre che di numerosi chef stellati (uno fra tutti, Heston Blumental, del Fat Duck) e barman di tutti il mondo. Ha pubblicato nel 2017 “Gastrofisica: la nuova scienza del mangiare”

Il team dell’Artesian Bar di Londra, tra il 2013 e il 2014, proponeva Above and Beyond un drink sospeso in aria. La levitazione era anche uno degli esperimenti di chef Blumenthal, che Spence ha seguito in prima persona nel suo ristorante per rilevarne le reazioni esperienziali.

Quando una cosa “porta il nostro nome”, come una mug di Starbucks, automaticamente diamo più importanza e valore all’oggetto che abbiamo in mano

Dice il professore Spence: «I primi sperimentatori furono i futuristi italiani degli anni Trenta, che con il “Manifesto della cucina futurista” di Marinetti e Fillìa, misero in pratica alcune delle ricerche che il mio ed altri laboratori hanno condotto più di ottanta anni dopo»

Basta amplificare i suoni ad alta frequenza che le persone sentono quando mordono una Pringles per far sembrare la patatina più fresca e croccante. Lo dice la Gastrofisica di Charles Spence
Il tailor made di Rancilio per il Dubai World of Coffee
Il primo appuntamento internazionale per il mondo del caffè si svolte dall’11 al 13 gennaio presso il World Trade Centre, dove si svolge il Dubai World of Coffee, fiera di riferimento per il Medio Oriente, pensata per il business del caffè degli Emirati Arabi Uniti.
Si tratta di una realtà in decisa crescita, organizzata in collaborazione con la Specialty Coffee Association, a cui l’Italia guarda con grande interesse; lo scorso anno ha visto affluire circa 7mila visitatori da più di 30 Paesi e per la seconda edizione le aspettative sono altrettanto positive.
Rancilio Group attende i visitatori presso il padiglione 5+6 allo stand Z6-C90, con modelli speciali, realizzati appositamente per l’occasione, a cominciare dalla versione in bianco della macchina espresso RS1, conosciuta per la sua tecnologia Advance Temperature Profiling, che permette di regolare la preinfusione e la post-infusione, e il suo design moderno: la decorazione prende spunto dall’avveniristico skyiine di Dubai. Si presenta con un originale verde oliva la macchina Invicta, equipaggiata con tecnologia Steady Brew e T-Switch, è una macchina a caldaia singola affidabile, stabile e facile da usare, con un design all’avanguardia ed elegante.
Mercoledì 11 gennaio alle 15 nel corso dell’evento Unlock the flavors il coffee competence manager Carlos González, guida alla scoperta dei segreti dell’estrazione.
Un rosa vivace veste la protagonista della linea casa, la Silvia Pro X con manometro e la nuova funzione di infusione soft per estrarre al meglio ogni tipo di caffè. Accanto il macinacaffè on demand Stile, ultra compatto e affidabile.
Il Dubai World of Coffee ospita alcuni eventi di Sca, come il roaster village, e poi incontri, degustazioni, Il campionato nazionale Uae, un brew bar. Qui Rancilio Group è presente con la macchina superautomatica Egro Next NMS+ dotata di sistema di macinatura intelligente (SAG), sistema latte NMS+, frigo configurato per due tipologie di latte differenti, lancia vapore Cool Touch e boiler indipendenti che garantiscono risultati di qualità superiore per ogni tipo di bevanda calda, a base di caffè e di latte.
Sigep 2023, i panettieri si sfidano a Bread in The City
Sigep 2023 dà ampio spazio anche ai panettieri di tutto il mondo. Infatti, alla 44° edizione di the Dolce World Expo, che quest’anno si affianca alla 7° edizione di AB Tech Expo (21-25 gennaio 2023 alla fiera di Rimini), tornerà anche Bread in The City, il campionato internazionale di panificazione. La competizione è realizzata grazie alla prestigiosa collaborazione con Richemont Club Italy, organizzazione internazionale di eccellenze della panificazione che promuove processi e pratiche di produzione a elevato valore artigianale.
Cos'è Bread in The City
All’interno della Bakery Arena, nove squadre da tre continenti (Europa, Asia e America del Sud) si fronteggeranno nella quinta edizione di Bread in The City, campionato internazionale di panificazione. I team, provenienti da Cina, Croazia, Israele, Italia, Messico, Olanda, Perú, Portogallo e Spagna, sono composti ciascuno da due concorrenti e un coach. Le squadre si affronteranno in cinque diverse specialità: Ciabatta e Pani Speciali; Pani Liberi; Vienneserie; Torte da forno e Presentazione Salata.
Gli altri eventi alla Bakery Arena
Durante le cinque giornate di manifestazione, oltre a ospitare le sfide di panificazione, la Bakery Arena diventerà il centro delle attività pensate per la filiera dei lievitati. Realizzate in collaborazione con le più prestigiose associazioni di settore nazionali e internazionali, queste organizzazioni presenteranno anche ricerche e studi realizzati ad hoc per delineare lo stato e le prospettive di sviluppo del comparto. Un esempio: Aibi e Assipan illustreranno i risultati dello studio realizzato dal Cerved sul consumo di pane tra sostenibilità e nuovi trend alimentari. Saranno presenti anche Italmopa, in rappresentanza della voce del mondo delle farine, e la Federazione italiana panificatori pasticceri e affini.
La sinergia con AB Tech Expo
La presenza in contemporanea di AB Tech Expo garantisce per la filiera dei lievitati la possibilità di aggiornarsi anche su tutte le principali novità di settore come macchinari e impianti, materie prime e ingredienti, arredamento e attrezzature, vetrinistica e confezionamento, accessori per la presentazione del prodotto, packaging, franchisor, formazione professionale e servizi. Sarà così possibile avere una panoramica completa su tutte le fasi produttive: dallo stoccaggio del prodotto alla preparazione delle ricette, dall’impasto alla lavorazione, fino a lievitazione, cottura, raffreddamento, taglio e imballaggio finale, compresi naturalmente tutti i servizi che seguono la qualità del processo.











