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Un 2022 ricco di trionfi per Mazzetti d’Altavilla

Mazzetti d'Altavilla
Le riserve Incanto e Gaia Mazzetti sono state premiate con i 5 Grappoli Grappa della Guida Bibenda. Solo gli ultimi riconoscimenti di un anno ricco di successi per la distilleria del Monferrato

Anche l’anno appena trascorso si è confermato ricco di successi per Mazzetti d’Altavilla. I distillati prodotti dalla distilleria del Monferrato hanno fatto il pieno di riconoscimenti internazionali, che sottolineano e premiano gli alti standard qualitativi dell’azienda, gestita dalla settima generazione della famiglia Mazzetti.

Gli ultimi in ordine cronologico sono stati i 5 Grappoli Grappa attribuiti dalla Guida Bibenda edizione 2023, il massimo riconoscimento attribuito ai distillati che concorrono alla selezione della Fondazione italiana sommelier, andati a ben due riserve di punta della casa: Incanto, una grappa (alc 43% in vol) dal profilo aromatico fine e ampio con dolci note di miele, ottenuta dalle vinacce di Nebbiolo dell’area a denominazione Barbaresco e lungamente invecchiata in pregiate essenze lignee, e Gaia Mazzetti (alc 43% in vol), alta espressione dell’aromaticità piemontese, frutto di un blend di grappe di Moscato e Cortese invecchiate per 18  mesi in barriques di rovere d’Allier e di castagno.

Una pioggia di medaglie

Riconoscimenti preceduti dalle 6 medaglie, tra ori e argenti, ottenuti da Mazzetti all’Alambicco d’Oro, il concorso nazionale indetto da Assaggiatori grappa ed acquaviti (Anag). Gli ori sono andati alla Grappa di Barolo Riserva e a Radici – Grappa di Grignolino. Mente gli argenti a 1587 Grappa di Brachetto Sherry Finish, Grappa di Moscato Barricata, Radici - Grappa di Ruchè e alla Grappa di Barbaresco Barricata.

E dai due ori conquistati ai Grappa Award 2022 dalla Riserva Segni (alc 43% in vol), ottenuta da Barbera e Dolcetto e invecchiata in ben 6 botticelle di diversi legni per 5 anni, e dall’ iconica 7.0 (alc 43% in vol), l’elegante grappa barricata dal sapore deciso, complesso e armonico, fatta con vinacce di Ruchè, vitigno simbolo della viticoltura monferrina, lanciata nel 2016 in occasione dei 170 anni dell’azienda.

Il tris all’Iwsc

L’elenco dei successi prosegue con le medaglie vinte all’International Wine & Spirit Competition 2022. Nella prestigiosa competizione internazionale sono stati tre i prodotti premiati (leggi Tris di medaglie per Mazzetti all’International Wine & Spirit Competition). Il Bitter Mazzetti (alc 25% in vol), l’aperitivo del Monferrato dai gusti più spiccati di rabarbaro e scorza di limone, che si è aggiudicato l’oro nella categoria Aperitivi. L’Amaro Gentile (alc 30% in vol), elisir preparato con 13 erbe, parte delle quali lasciate macerare per dodici mesi in Grappa di Moscato Invecchiata, premiato con l’argento nella categoria Digestivi. E, ancora una volta, la Grappa Barricata 7.0 di Ruchè, che ha aggiunto al suo già ricco palmares una medaglia di bronzo.

Crescono i Grappa Store

Ma l’anno passato ha segnato nuovi traguardi anche per la rete dei Grappa Store, i punti di vendita e conoscenza dei distillati Mazzetti d’Altavilla, sempre più diffusi nel Nord-Ovest. In primavera è stato inaugurato il nuovo Grappa & Cioccolato Store Alba nel cuore della cittadina, che consolida la partnership con Baratti & Milano, l’antica casa piemontese di produzione di cioccolati, nel proporre l’abbinamento a tutto gusto fra grappe e cioccolati.
Infine, la storica sede della distilleria, ad Altavilla Monferrato (Alessandria), è stata interessata da nuovi restauri che hanno riguardato il piano panoramico dell’antico monastero oggi divenuto, dopo un’importante opera di riqualificazione conservativa, una location per eventi di business o svago, spettacoli ed esibizioni.

Ciliegina sulla torta il fatturato, che per il terzo anno consecutivo è previsto in crescita a due cifre.

Gli spirits preferiti dai cocktail bar migliori del mondo

Apertura annual brands report 2023
Drinks International pubblica l’Annual Brands Report 2023. Un sondaggio, rivolto a 100 locali tra i cocktail bar migliori del mondo, che riguarda un’ampia gamma di prodotti: whisky, rum, vodka, gin, mezcal, toniche, Pisco, Tequila, liquori, Vermouth, non-alcoholic spirits e altri. E l’Italia, tra liquori e vermouth, gioca un ruolo da grande protagonista

L'Annual Brands Report 2023 di Drinks International è un bollettino delle vendite degli spirits, con relativa analisi delle tendenze, attivo dal 2010, che riguarda esclusivamente 100 tra i migliori bar del mondo. Il report è frutto di un sondaggio a cui ha risponde un gruppo misto di locali selezionati tra i protagonisti di diverse classifiche. Per i migliori, da dodici anni a questa parte, vale la stessa domanda: «Quali marche di alcolici acquistate?».

Con la definizione “migliori” s’intendono, lo ribadiamo, solo un centinaio di locali, ma di quelli in grado di dettare le tendenze. Sono bar selezionati tra quelli apparsi nelle recenti edizioni dei The Word's 50 Best Bars (posizioni da 1 a 100), di Tales of the Cocktail's Spirited, oltre a premi come North America e Asia's 50 Best Bars, Mixology Awards, Class Bar Awards, Australian Bartender Awards, Time Out Awards e altri.

I locali, ubicati in 33 Paesi, sono così distribuiti per area geografica: 34% Europa, 24% Nord America, 22% Asia, 6% America del Sud, 7% Africa e Medioriente, 7% Australia e Nuova Zelanda.

La lista dei locali non è pubblica. Da quello che sappiamo la lista include, a titolo di esempio, il 1930 di Milano, Baba au Rum ad Atene e poi Himkok, Red Frog, Satan’s Whiskers e The Clumsies. Al gruppo di europei si aggiungono gli americani Café La Trova, Employees Only, Broken Shaker, Herbs & Rye. L’Asia con Coa di Hong Kong, Sago House e Jigger & Pony di Singapore e il Bar Benfiddich di Hiroyasu Kayama a Tokyo. Per l’Africa e il Medioriente hanno espresso il loro voto locali come Galaxy Bar, Cause Effect Cocktail Kitchen e Imperial. Nel continente australe, Maybe Sammy, Byrdi, Re and Clipper. In Sud America il Cochinchina e Tres Monos.

Grandi risultati per i brand italiani

Dal risultato di questo sondaggio emergono tante buone notizie per i brand italiani.

La categoria liquori è dominata da Campari (primo sia come bestselling brand sia come top trending brand). Seguono al quarto posto Disaronno (classifica bestselling), Maraschino Luxardo al quinto e Fernet-Branca al decimo. Luxardo è sesto nei top trending brands, mentre Italicus conquista la nona posizione.

Grande exploit anche tra i vermouth. Cocchi, Carpano Antica Formula, Martini. Questo è il podio dei bestseller a cui seguono Mancino (5°), Cinzano (6°) e Baldoria (9°) del cocktail bar parigino Little Red Door, ma prodotto dai piemontesi Argalà.

Tra i top trending brands del mondo vermouth troviamo Mancino al primo posto, Cocchi al secondo, Carpano al terzo. Quinto è Martini, sesto Vermouth Del Professore, settimo Cinzano e ottavo Baldoria. Altra notizia interessante è che il vermouth è presente nel 99% dei 100 bar intervistati. Altro risultato di successo per gli italiani è il quinto posto di Vecchia Romagna tra i brandy più venduti.

Le classifiche

Il report si apre con La “Bartenders’ Choice”, i brand preferiti dai bartender. Qui abbiamo un misto di gin, rum, whisky e altri prodotti Old School, affiancati da etichette più recenti.

Bartenders Choice Brand

  1. Tanqueray
  2. Michter’s
  3. Tequila Ocho
  4. Plantation
  5. Campari
  6. Hendrick’s
  7. Bacardi
  8. Beefeater
  9. Bombay Sapphire
  10. Johnny Walker

Gin

Negli anni in cui impera la moda dei classic cocktails non stupisce che la classifica sia guidata da classic brands. Tanqueray è sempre il re dei gin.

Bestselling
  1. Tanqueray
  2. Beefeater
  3. Hendrick’s
  4. Bombay Sapphire
  5. Roku
  6. Monkey 47
  7. Fords
  8. Sipsmith
  9. Botanist
  10. Citadelle
Di tendenza
  1. Monkey 47
  2. Roku
  3. Hendrick’s
  4. Botanist
  5. Sipsmith
  6. Gin Mare
  7. Beefeater
  8. Bombay Sapphire
  9. Fords
  10. Boatyard

Rum

Bacardi è saldamente in testa. E lo è per il quinto anno consecutivo. Sempre Bacardi è secondo anche nella classifica dei brand più di tendenza.

Bestselling
  1. Bacardì
  2. Plantation
  3. Havana Club
  4. Diplomatico
  5. Ron Zacapa
  6. Appleton Estate
  7. Flor De Caña
  8. Matusalem
  9. El Dorado
  10. Mount Gay
Di tendenza
  1. Diplomatico
  2. Bacardi
  3. Plantation
  4. Matusalem
  5. Foursquare
  6. Flor De Caña
  7. Appleton Estate
  8. Smith & Cross
  9. Wray & Nephew
  10. Angostura

American Whiskey

Nonostante il momento non proprio fortunatissimo, il whiskey americano piace e sta tornando a far sentire la sua voce. Basti dire che in ognuno dei 100 bar intervistati ci sono almeno due referenze di American Whiskey.

Bestselling Brands
  1. Maker’s Mark
  2. Bulleit
  3. Buffalo Trace
  4. Michter’s
  5. Woodford Reserve
  6. Jack Daniel’s
  7. Wild Turkey
  8. Jim Beam
  9. Rittenhouse
  10. Eljjah Craig
Di tendenza
  1. Michter’s
  2. Woodford Reserve
  3. Bulleit
  4. Maker’s Mark
  5. Booker’s
  6. Eljjah Craig
  7. Buffalo Trace
  8. Wild Turkey
  9. Jack Daniel’s
  10. Uncle Nearest

Scotch Whisky

Domina il brand di Diageo e in generale tutti i classiconi. Lo Scotch è tra i prodotti meno usati nei 50 cocktail più serviti nei migliori cocktail bar. Solo due drink di quella lista sono preparati con Scotch. Il Penicillin di Sam Ross e il Blood & Sand.

Bestselling Brands
  1. Johnnie Walker
  2. The Macallan
  3. Monkey Shoulder
  4. Ardbeg
  5. Laphroaig
  6. Glenfiddich
  7. The Balvenie
  8. Chivas Regal
  9. Dewar's
  10. Glenmorangie
Di tendenza

1. Macallan
2. Bruichladdich
3. Shoulder
4. Naked Malt
5. Springbank
6. The Balvenie
7. Ardbeg
8. Glenfiddich
9. Glenmorangie
10. Laphroaig

Irish Whiskey

Nell’anno in cui Jameson ha rotto il muro delle 10 milioni di casse, si conferma il grande momento del whisky irlandese.

Bestselling brands

1. Jameson
2. Teeling
3. Redbreast
4. Tullamore Dew
5. Bushmills
6. Green Spot
7. Roe & Co
8. Connemara
9. Writers' Tears
10. The Dead Rabbit

Di tendenza

1. Jameson
2. Teeling
3. Redbreast
4. Connemara
5. Midleton
6. Tullamore Dew
7. Bushmills
8. Green Spot
9. Roe & Coe
10. Tyrconnell

World Whiskies

I giapponesi dominano. Con Nikka che torna in testa e Suntory che lo segue. Sia nella classifica dei più venduti sia in quella dei top trending brands.

Bestselling brands

1. Nikka
2. Suntory
3. Kavalan
4. Crown Royal
5. Lot 40
6. Whistlepig
7. Yamazakura
8. Canadian Club
9. Akashi
10. Amrut

Di tendenza

1.Nikka
2. Suntory
3. Whistlepig
4. Kavalan
5. Crown Royal

Vodka

Qui la preferita dai bartender è la pot still olandese Ketel One di proprietà della famiglia Nolet e di Diageo. Dopo il successo dello scorso anno, scende invece di una posizione Grey Goose. Entrambi i brand continuano a monopolizzare le due liste.

Best selling brands

1. Ketel One
2. Grey Goose
3. Absolut
4. Belvedere
5. Tito's
6. Haku
7. Stoli
8. Beluga
9. Ciroc
10. Wyborowa

Di tendenza

1. Ketel One
2. Grey Goose
3. Haku
4. Tito's
5. Beluga
6. Belvedere
7. Absolut
8.Boatyard
9. Nikka Coffey
10. Ciroc

Cognac

Si confermano le solite teste di serie nelle prime posizioni. Gli unici movimenti sono ai piani bassi della classifica.

Bestselling Brands

1. Hennessy
2. Remy Martin
3. Ferrand Cognac
4. Martell
5. Courvoisier
6. Camus
7. Hine
8. Hardy
9. Delamain
10. Merlet

Di tendenza

1. Hennessy
2. Rémy Martin
3. Ferrand Cognac
4. Martell
5. Courvoisier
6. Hine
7. Bache Gabrielsen
8. Merlet
9. Paul Giraud
10. Tesseron

Brandy

È stato separato dalla categoria Cognac solo nel 2020. Da allora guida le classifiche della categoria lo spagnolo Torres. Buono anche il risultato dell’italiano Vecchia Romagna e tra i tre preferiti del campione nel 9% dei bar.

Bestselling Brands

1. Torres
2. Cardenal Mendoza
3. Metaxa
4. Osborne
5. Lepanto
6. Vecchia Romagna
7. Carlosi
8. Seven Tails
9. Briottet
10. St Agnes

Di tendenza

1.Torres
2. Metaxa
3. Cardenal Mendoza
4. Lepanto
5. Ysabel Regina
6. Carlosi
7. Kwv
8. St Agnes
9. Osborne
10. Seven Tails

Pisco

La questione cilena-peruviana finisce pari e patta. Metà Pisco in classifica è originario del Perù, metà del Cile. Il campionissimo però è il peruviano Barsol.

Bestselling Brands

1. Barsol
2. El Gobernador
3. Demonio De Los Andes
4. Capel
5. Pisco Porton
6. Macchu
7. Tabernero
8. Mistral
9. Waqar
10. Aba

Top Trending Brands

1. Barsol
2. Pisco Portón
3. Demonio De Los Andes
4. Tabernero
5. Waqar
6. Campo De Encanto
7. Capel
8. La Diablada
9. Macchu
10. El Gobernador

Tequila

Il “don” del Tequila è Don Julio. Saldamente in testa da otto anni. Lo segue Patron che è il più bevuto nel 7% dei locali interpellati. Il movimento c’è, e si sente, anche in questa categoria.

Bestselling Brands

1. Don Julio
2. Patrón
3. Olmeca Altos
4. Ocho
5. Jose Cuervo
6. El Jimador
7. Fortaleza
8. Herradura
9. Tapatio
10. Casamigos

Di tendenza

1. Don Julio
2. Ocho
3. Fortaleza
4. Casamigos
5. Clase Azul
6. Corralejo
7. Jose Cuervo
8. Herradura
9. Olmeca Altos
10. Patrón

Cachaça

Conosciuta soprattutto per la Capirinha, la cachaça è una categoria enorme. Dove a spiccare sono però solo i brand ben consolidati.

Bestselling Brands

1. Leblon
2. Cachaça 51
3. Yaguara
4. Avuá
5. Abelha
6. Sagatiba
7. Ypioca
8. Germana
9. Magnifica
10. Pitu

Di tendenza

1. Avua
2. Cachaça 51
3. Leblon
4. Abelha
5. Yaguara
6. Ypioca
7. Capucana
8. Germana
9. Pitu
10 .Sagatiba

Mezcal

Del Maguey sembra aver finalmente trovato un competitor nel mondo dei cocktail grazie a Siete Misterios.

Bestselling Brands

1. Del Maguey
2. Siete Misterios
3. Montelobos
4. Ilegal
5. Mezcal Unión
6. Bruxo
7. Alipus
8. Amores
9. Los Danzantes
10. Koch

Di tendenza

1. Siete Misterios
2. Del Maguey
3. Montelobos
4. Bruxo
5. Mezcal Vago
6. Casamigos
7. Clase Azul
8. Los Danzantes
9. San Cosme
10. Alipus

Liquori

Con l’ascesa del Negroni, che guida le classifiche di vendita di tutto il mondo, il primo a ricavarne giovamento è Campari. Lo seguono nella classifica dei brand classici come Cointreau (2°) e Chartreuse (3°).

Bestselling Brands

1. Campari
2. Cointreau
3. Chartreuse
4. Disaronno
5. Luxardo
6. Ancho Reyes
7. Briottet
8. Mr Black
9. Merlet
10. Fernet-Branca

Top Trending Brands

1. Campari
2. Ancho Reyes
3. Mr Black
4. Giffard
5. Chartreuse
6. Luxardo
7. Midori
8. Licor 43
9. Italicus
10. Briottet

Cocktail Bitters

Categoria introdotta nel 2018. Da allora poche, pochissime novità, e una sola certezza. Angostura bitters domina.

Best Selling Brands

1. Angostura
2. Peychaud's
3. The Bitter Truth
4. Fee Brothers
5. Bittermens

Di tendenza

1. Angostura
2. The Bitter Truth
3. Bittermens
4. Peychaud's
5. Fee Brothers

Sherry

Ci sono molti stili di sherry, ma un brand classico si è reso indispensabile per i top bartenders. Si chiama Tio Pepe.

Bestselling Brands

1. Tio Pepe
2. Lustau
3. Gonzalez Byass (Not Inc. Tio Pepe)
4. Sandeman
5. Valdespino
6. La Gitana
7. Osborne
8. Williams & Humbert
9. Barbadillo
10. Harveys

Di tendenza

1. Tio Pepe
2. Lustau
3. Gonzalez Byass (Not Inc. Tio Pepe)
4. Valdespino
5. Sandeman
6. La Gitana
7. Osborne
8. Williams & Humbert
9. Álvaro Domecq
10. Fernando De Castilla

Vermouth

Italia e Francia dominano l’intera scena. Il primato però è tricolore. Con 7 italiani nei top trending brands e 6 nei bestseller.

Bestselling Brands

1. Cocchi
2. Carpano Antica Formula
3. Martini
4. Dolin
5. Mancino
6. Cinzano
7. Noilly Prat
8. La Quintinye Vermouth Royal
9. Baldoria
10. Yzaguirre

Top Trending Brands

1. Mancino
2. Cocchi
3. Carpano Antica Formula
4. Dolin
5. Martini
6. Vermouth Del Professore
7. Cinzano
8. Baldoria
9. Noilly Prat
10. La Quintinye Vermouth Royal

Birre

Bestselling Brands

1. Heineken
2. Peroni Nastro Azzurro
3. Asahi Super Dry
4. Pilsner Urquell
5. Estrella
6. Stella Artois
7. Corona
8. Guinness
9. Red Stripe
10. Brewdog

Di tendenza

1. Peroni Nastro Azzurro
2. Asahi Super Dry
3. Heineken
4. Guinness
5. Estrella
6. Duvel
7. Pilsner Urquell
8. Kirin
9. Modelo Especial
10. Corona

Champagne

Bestselling Brands

1. Moët & Chandon
2. Veuve Clicquot
3. Dom Perignon
4. Perrier-Jouet
5. Billecart-Salmon
6. Laurent-Perrier
7. Ruinart
8. Bollinger
9. Gh Mumm
10. Taittinger

Di tendenza

1. Dom Pérignon
2. Billecart-Salmon
3. Veuve Clicquot
4. Perrier-Jouët
5. Moet & Chandon
6. Gh Mumm
7. Laurent-Perrier
8. Ruinart
9. Krug
10. Bollinger

Mixers

Probabilmente la categoria che ha avuto la più grande esplosione di brand negli ultimi anni. Quasi come i gin. Il campione assoluto è Fever-Tree.

Bestselling Brands

1. Fever-Tree
2. Schweppes
3. Coca-Cola
4. London Essence Co
5. Three Cents
6. Fentimans
7. Q Tonic
8. Thomas Henry
9. East Imperial
10. Britvic

Top Trending Brands

1. Fever-Tree
2. London Essence Co
3. Three Cents
4. Schweppes
5. Thomas Henry
6. Qtonic
7. Britvic
8. Bundaberg
9. Coca-Cola
10. East Imperial

Non-Alcoholic Spirits

Dopo anni di dominio incontrastato di Seedlip, ora si contende la prima piazza con Lyre’s, Dry London Spirit. Il nuovo brand è il bestseller nel 42% dei bar ed è sul podio nel 61% dei locali.

Bestselling Brands

1. Seedlip
2. Lyre's
3. Everleaf
4. Ritual Zero Proof
5. Three Spirit

Top Trending Brands

1. Lyre's
2. Seedlip
3. Everleaf
4. Three Spirit
5. Herbie Virgin

Barawards Gala Night Party: aperta la vendita dei biglietti

Barawards
Lunedì 15 gennaio 2024 all'Alcatraz di Milano, alle 21 va in scena la tradizionale serata di premiazione alle eccellenze dell'ospitalità italiana. Venti le categorie premiate, tra locali e professionisti, cui si aggiungono i prodotti/servizi del Premio Innovazione. Una serata imperdibile. Acquista il tuo biglietto per la serata

Lunedì 15 gennaio 2024, all’Alcatraz di Milano, alle ore 21, si accenderanno i riflettori sulla serata che celebra ogni anno i grandi professionisti del fuori casa tricolore: è il giorno del Barawards Gala Night Party (accrediti a partire dalle 19.15, inizio serata alle 20.30).

Vanno in scena l’annuncio dei Top 10  e le premiazioni di Barawards, il premio all’eccellenza dell’ospitalità made in Italy organizzato da Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani (riviste del Gruppo Tecniche Nuove), giunto alla nona edizione.

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PER IL BARAWARDS GALA NIGHT PARTY

Saranno ben venti i premi assegnati, equamente distribuiti tra locali e professionisti dell’anno: un premio frutto della combinazione tra le valutazioni del prestigioso gruppo di panelist selezionato tra i professionisti più quotati del settore e l’apporto dato dal voto on line (il cui peso è il 20% del totale).

Contestualmente, saranno svelati i sette vincitori del Premio Innovazione dell’anno, sponsorizzato da Mixology Experience, e il prodotto/servizio cui sarà assegnata la Menzione speciale green per la soluzione più attenta all’ambiente e alla sostenibilità.

La serata, che inaugura idealmente l’anno di festeggiamenti per i 60 anni di Tecniche Nuove, la casa editrice di Bargiornale &co., sarà presentata da Marco Maccarini, voce e volto noto di radio e tv, con il sound design by Nora Bee Dj a sottolineare il valore dell’intrattenimento del nuovo format della serata.
La direzione artistica, fin dalla prima edizione, è di Mauro Adami di Domoadamievents, mentre l'organizzazione tecnica è curata da Senaf con la collaborazione di Bartender.it

Una formula studiata per esaltare la spettacolarità, il piacere della convivialità e il valore di networking della serata e per dare ai partecipanti l’opportunità di interagire maggiormente, muovendosi liberamente nello spazio. Perché regalare un’esperienza memorabile è la quintessenza dell’ospitalità d’eccellenza.

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L’impronta verde del Report Integrato di Simonelli Group

Nel corso degli anni la sensibilità di Simonelli Group verso i temi della sostenibilità è diventata sempre più centrale
Nel corso degli anni la sensibilità di Simonelli Group verso i temi della sostenibilità è diventata sempre più centrale
Il nuovo documento offre una migliore e più completa visione degli aspetti ambientali, sociali, finanziari, economici e di governance che creano valore.

Cento pagine che spaziano dalla realtà di Simonelli Group alla governance, il modello di business, il processo di creazione di valori per arrivare ai risultati e agli impatti sui capitali delineano il primo Report Integrato del Gruppo, che va oltre il report di sostenibilità, integrandolo e fornendo un quadro più organico e completo sugli aspetti ambientali, sociali, finanziari, economici e di governance, che alimentano i processi di creazione di valore.

«È in atto un profondo processo di trasformazione sociale e tecnologico che ha cambiato e sta cambiando l’intera società e le forme in cui essa si esprime - afferma Fabio Ceccarani, ceo nell’introduzione del report -. È per rispondere a tali dirompenti cambiamenti che Simonelli Group nel 2021 ha dato continuità agli investimenti in capitale umano e organizzativo, già messi in campo nell’anno precedente. Ciò ha permesso all’azienda di raggiungere i migliori risultati di sempre in termini di fatturato e reddito operativo, consolidando inoltre il proprio posizionamento strategico, a beneficio anche di tutti gli stakeholder coinvolti nel processo di creazione di valore dell’azienda». Il report offre inoltre a tutti i collaboratori interni una migliore e più completa visione in termini di pensiero strategico e di operatività nel breve, medio e lungo termine; inoltre testimonia la sua sensibilità e capacità di cogliere le nuove sfide e di continuare a innovarsi, creando un valore sempre più condiviso.

Tra i traguardi riportati dal report ci sono il 100% di energia ricavata da fonti rinnovabili e una quota di autoproduzione pari al 35%, coerente con l’obiettivo di autosufficienza energetica da raggiungere entro il 2025. Sempre in tema ambientale vanno segnalati la bassa incidenza degli scarti inferiori allo 0,5%, la riduzione del 6,3% del consumo dei materiali plastici, il progressivo abbassamento del consumo di carta del 26% sul 2020 e del 33% rispetto al 2019 e la riduzione dei consumi di acqua del 7,7%.

Le nuove tecnologie permettono inoltre un abbattimento dei consumi energetici dei prodotti e della loro impronta ambientale rispettivamente del 36% e del 23%. La percentuale di macchine per caffè a basso consumo energetico vendute ha superato il 60%. L’ambizioso progetto di ricerca di economia circolare ha fatto meritare lo scorso anno il Premio Innovazione Smau 2022.

L’attenzione al territorio è testimoniata dalle collaborazioni attivate con vari enti e istituzioni locali a carattere sociale, culturale e sportivo e da una politica di approvvigionamento che vede il 40% degli acquisti effettuati presso aziende del territorio, nell’arco di 100 chilometri.

Infine, si registra una crescita del fatturato nei confronti del 2020, condizionato dagli effetti della pandemia, ed anche del 2019; dal punto di vista finanziario, il Gruppo si conferma un’azienda solida grazie a un autofinanziamento prossimo al 70% e una posizione finanziari netta superiore a 64 milioni di euro.

 

Cattel: premia i dipendenti con un ricco programma di welfare

Cattel
La sede di cattel a Noventa di Piave (Venezia)
L'azienda veneta ha accreditato 600 euro ai suoi dipendenti come contributo per gli incrementi delle spese degli ultimi mesi e ha varato un piano piano di corporate wellbing con una vasta offerta di servizi per i collaboratori e le loro famiglie

La Befana è arrivata in anticipo per i 111 dipendenti di Cattel. La famiglia Cattel, proprietaria dell’azienda veneta specializzata nella distribuzione di prodotti alimentari nel canale horeca ha varato un’operazione di welfare,  accreditando ai suoi lavoratori un premio di 600 euro come contributo a supporto degli incrementi di bollette, mutui e spese in genere degli ultimi mesi.

La nuova iniziativa si iscrive nel piano di corporate wellbing di Cattel, che prevede l’adozione di una piattaforma come strumento per l’accesso a tutta una serie di servizi a favore dei dipendenti. Che vanno dai servizi alla persona, con la possibilità di prenotare visite specialistiche in centri convenzionati, al recupero delle spese scolastiche o per le utenze domestiche, dai buoni benzina e buoni spesa fino ai viaggi o buoni regalo.

Il lavoratore al centro dell’azienda

Il premio rappresenta un importante contributo per le famiglie dei collaboratori in un momento caratterizzato da forti rincari che segue al difficile ultimo biennio per il settore del fuoricasa e va a rafforzare l’impegno dell’azienda verso i sui dipendenti, da sempre al centro dell’attenzione della proprietà. Il programma di welfare non riguarda infatti solo la sfera economica, ma pone grande attenzione alle esigenze del dipendente, del suo benessere e, di conseguenza, di quello dei gruppi di lavoro che operano sinergicamente in azienda e che ne contribuiscono allo sviluppo.

Riprendere a correre sul mercato

La centralità data alla tutela e alla valorizzazione dei lavoratori, anche attraverso progetti di crescita professionali, rappresentano per Cattel anche una leva per la continuità del business, la fidelizzazione dei collaboratori, per attrarre le figure professionali più talentuose presenti sul mercato e in definitiva per lo stesso sviluppo e crescita dell’azienda.

Per quanto riguarda questi ultimi l’obiettivo è di riprendere e ampliare il percorso sospeso solo nel biennio pandemico 2020-2021. L’anno appena passato, nonostante le diverse difficoltà, ha visto l’azienda espandersi in nuove aree geografiche, che ora la vedono presente in 35 province tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia-Romagna, con oltre 8500 clienti tra bar, punti di ristoro, operatori street food, ristoranti e hotel. Ha visto aprire anche nuovi canali di vendita per gli oltre 7.000 prodotti di food e no-food in catalogo e ha offerto tante opportunità alcune delle quali ancora da sfruttare. Le stime prevedono per il 2022 un fatturato oltre i 130 milioni di euro.

Conto alla rovescia per partecipare alla Cointreau Margarita Challenge

Cointreau Margarita Challenge
Il 20 gennaio si chiudono le iscrizioni per la competition che celebra l'iconico drink messicano che quest'anno compie 75 anni. Proiettarsi nella Acapulco del 1948 e creare un'originale interpretazione del cocktail la sfida lanciata ai bartender

Conto alla rovescia per partecipare alla terza edizione della Cointreau Margarita Challenge, il cocktail contest internazionale firmato dall’iconico triple sec francese distribuito in Italia da Molinari. Il ternine per le iscrizioni per la sezione italiana della competition è infatti fissato al prossimo 20 gennaio.

Un’edizione particolare questa, in quanto cade nell’anno nel quale il grande classico messicano festeggia il suo settantacinquesimo compleanno, almeno secondo la versione convenzionale che ne assegna la paternità, o meglio la maternità alla ricca ricca salottiera texana Margaret Sames, che nel dicembre 1948 inventò il cocktail ad Acapulco (come per tutti i grandi drink diverse sono le versione che ne raccontano le origini e qui potete leggerne alcune).

In omaggio a questa storia, la sfida lanciata ai bartender è di fare un bel balzo indietro nel tempo e di teletrasportarsi alla fine degli anni Quaranta nella casa di Acapulco della Sames e di dare vita a un’inedita versione del Margarita per allietare il palato dei suoi ospiti. Per farlo i bartender possono dare libero sfogo alla propria creatività, in quanto nell’ideazione del loro twist hanno come unico obbligo di dover utilizzare Cointreau e sale.

Come partecipare

Per prendere parte alla sfida i concorrenti devono iscriversi entro il 20 gennaio sul sito della Margarita Challenge, completando il form e caricando la propria ricetta di Cointreau Margarita, completa di ingredienti, loro quantità e di descrizione del metodo di preparazione e di foto del drink (tutto in inglese). Non è previsto limite al numero di ingredienti, ma, come già sottolineato, tra questi non possono mancare il Cointreau, almeno 20 ml, e il sale. La ricetta inoltre deve essere accompagnata da una breve descrizione che ne racconti l’ispirazione (sempre in inglese).

Altro aspetto da tenere ben a mente è che ai partecipanti è chiesto di ancorare la loro ispirazione, le tecniche e gli strumenti che utilizeranno al contesto culturale degli anni Quaranta. Ciò significa, per esempio, che potranno utilizzare solo attrezzature per la miscelazione già disponibili all’epoca, quindi bando a strumenti e tecnologie moderne.

Le fasi del concorso

Le ricette presentate saranno vagliate da una giuria considerando 4 criteri, ingredienti, tecnica, strytelling e presentazione, che selezionerà le 10 migliori. I loro autori si sfideranno nella semifinale italiana del contest, che si svolgerà dal vivo a Roma a La Punta Expedio de Agave il prossimo 16 febbraio.

Il vincitore potrà essere nel novero dei 10 bartender da tutto il mondo che voleranno in Francia ad Angeres, presso la storica dimora di Cointreau per una tre giorni di visite e sfide di mixology. Sfida che culminerà con la finalissima che incoronerà il vincitore della competition, che sarà scelto da una giuria composta da Carole Quinton, master distiller Cointreau, Rory J. Shepherd, ex direttore creativo del Little Red Door di Parigi (al quinto posto nell'ultima classifica dei World’s 50 Best Bars), Jonathan Stanyard, vincitore dell’ultima edizione 2022 del concorso, e head bartender a Il Bistro in Seattle, e Kelly Magyarics, giornalista esperta di spirit e cocktail.

Il campione si aggiudicherà un altro viaggio per due persone in Francia e un tour per promuovere la sua interpretazione del Margarita nei cocktail bar selezionati dal brand.

L’era dei cocktail con il copyright

C’è una forma di tutela per le ricette che inventate? No. A meno che, oltre ad essere originali e creative, siano racchiuse all’interno di un libro firmato da voi. In quel caso, come per tutte le opere dell’ingegno, valgono le norme a tutela del diritto d’autore

Esiste un modo per tutelare le ricette originali? C’è una legge che protegga i cocktail come forma di creatività intellettuale e li salvaguardi esattamente come avviene con le canzoni?
Se le precedenti questioni sono diventate argomento di moda, un motivo ci sarà. Con ogni probabilità, è da ricercare nel modo diverso in cui si ordinano i cocktail. Un tempo la maggior parte del pubblico chiedeva il suo drink preferito e si limitava a valutare l’abilità del barman nell’eseguirlo. Oggi invece è cresciuta la percentuale di chi va in un locale perché apprezza il signature drink, equivalente chic del “cocktail della casa”, di quel tale barman. Come è successo in passato con gli chef, i barman stanno ricevendo sempre più attenzione da parte dei media. La loro popolarità cresce ulteriormente grazie alla spinta data alle ricette originali dai concorsi di cocktail sponsorizzati da questo o quel marchio. Logico che i barman, specie i più noti, nutrano il desiderio di proteggere le proprie creature.

Il caso Eben Freeman

In America, dove il “problema” è certamente più sentito che da noi, se non altro per una questione di numeri, il dibattito si è acceso da oltre una decina d'anni. Era il luglio 2010 e in quei giorni al Tales of the cocktail di New Orleans, la principale manifestazione americana dedicata alla cultura del cocktail, Eben Freeman, geniale creatore della cola affumicata con bourbon (The Waylon), era relatore di uno speciale convegno. Lo accompagnavano un esperto dell’ufficio brevetti di New York e il suo avvocato. Il trio espose davanti a una platea incuriosita i possibili modi per tutelare la propria creatività nei drink e ricevere una giusta compensazione nel caso qualcuno l’avesse copiata. L’argomento è stato ampiamente dibattuto sui social network e ha creato un confronto globale nella comunità dei bartender. Ne scrissero Chantal Martineau sull’Atlantic Food Channel e i più famosi blogger del settore. Alla fine, dopo vari scambi d’opinione, è arrivata la sentenza: ricette, formule, miscele o tecniche di preparazione non possono essere oggetto di tutela. Punto. A meno che non siano inserite all’interno di un’opera letteraria (“substantial literary expression”). In linea di massima in Italia vale lo stesso principio. Un barman può cercare una tutela solo se scrive un ricettario (sempre che abbia le caratteristiche della composizione letteraria), ma la ricetta in quanto tale non ha i presupposti per essere qualificata opera d’ingegno tutelabile. In pratica non basta un nome di un cocktail, un mero elenco di ingredienti e il modo per miscelarli. L’avvocato Pierluigi Maini, tra i maggiori esperti di diritto d’autore, non ha dubbi: «Se le ricette sono racchiuse in un libro, sono originali, creative, innovative e non meramente ripetitive rispetto alla realtà preesistente, valgono le norme a tutela del diritto d’autore». La disciplina sul diritto d’autore in Italia si ritrova nel codice civile all’articolo che rimanda il regolamento dell’esercizio e della durata dei diritti d’autore a una legge speciale, 22 aprile 1941, n. 633 (legge sul diritto d’autore) successivamente più volte modificata, anche a causa di interventi di armonizzazione del legislatore comunitario. «L’autore - prosegue Maini - ha altresì il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo, originale o derivato, nei limiti fissati dalla legge. Il noto chef, ma il discorso varrebbe anche per un barman, che conduce un programma in televisione di solito cede con un contratto di edizione la sua raccolta di ricette». E in cambio l’editore s’impegna, oltre a produrre e a mettere in onda l’opera, a corrispondere all’autore un compenso per la cessione, che di norma è costituito da una partecipazione percentuale sui ricavi delle vendite dell’opera, ma che può essere fissato anche a forfait. Questo può essere un modo per evitare lo sfruttamento commerciale da parte dei media. La cosa è diversa quando non sia tanto un media, ma l’industria a voler utilizzare una ricetta originale per un utilizzo commerciale. «Qui - precisa Maini - si entra in un altro campo, non più quello del diritto d’autore (copyright), ma quello del marchio registrato (trademark) per il quale è competente l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Ci si rivolge ad esso quando la creazione è talmente innovativa da richiedere una particolare tutela». Per intenderci non si può registrare all’ufficio brevetti una variante, per quanto interessante, del Martini Cocktail ma il processo denominato Fat Washing di Eben Freeman sì. Per chi non conoscesse il Fat Washing è una tecnica di miscelazione che permette di infondere grassi e olii in un distillato, per creare, per esempio, un rum o un bourbon artigianale al profumo di bacon. Roba geniale, da brevettare.

Calendario e concorrenti delle finali Sca Italy a Sigep

La Coffee Arena_foto Sca
La Coffee Arena_foto Sca
Nella coffee arena si sfidano i baristi che hanno superato le qualificazioni nel corso delle otto tappe che si sono svolte lungo la Penisola.

Sono ormai definiti i protagonisti e le date delle sette competizioni che si svolgeranno nelle cinque giornate di Sigep 2023 in programma dal 21 al 25 gennaio a Riminifiera.

I finalisti hanno gareggiato nel corso delle selezioni di Sca Italy che si sono svolte in tutta Italia con alcune novità nel regolamento (non valide per la finale), dando un “assaggio” delle competizioni finali, come ha osservato Alessandro Coda, event coordinator: «Cercano di avvicinarsi maggiormente come modello alle gare nazionali di Sigep ricreando le stesse condizioni. Un’organizzazione minuziosa da parte di tutto il chapter di Sca Italy cerca di garantire ai concorrenti le migliori condizioni per lo svolgimento delle gare. Per tutta la community le gare sono il momento clou che finalizza il duro lavoro di tutti i partecipanti».

Osserviamo dunque il calendario delle competizioni organizzate da Sca Italy e World Coffee Events e i protagonisti in pedana nella Coffee Arena - pad. D1.

Sabato 21 gennaio tra le 11 e le 15,30 si svolge la semifinale del Campionato italiano baristi che al campione in carica Matto Pavoni vede unirsi Arianna Peli, Daniele Ricci, Antonio Tamburrino, Federico Pinna, Giacomo Sciacca, Riccardo La Venia, Erika Giardino, Eric Venturi, Luca Lasalandra e Alessandro Resciniti.

Domenica 22 gennaio si svolgono

  • Campionato italiano coffee roasting - dalle 9 alle 18
  • Finale Campionato italiano baristi - dalle 13 alle 16,30

Alle 17 prendono il via le premiazioni delle categorie Ibrik e Barista.

I concorrenti della competizione Coffee roasting sono il campione in carica Davide Cobelli ed Emanuele Bernabei, Roberto Breno, Davide Giolitti, Maurizio Galiano, Lorenzo Mischiatti e Michael Angelini.

Lunedì 23 gennaio

  • Campionato italiano coffee roasting - dalle 9,30 alle 18
  • Semifinale Campionato italiano latte art - dalle 10,30 alle 13,00
  • Campionato italiano brewers cup - dalle 11 alle 15,30
  • Campionato italiano coffee in good spirits - dalle 13 alle 15,30

Nella semifinale di latte art si confrontano Stefano Cevenini, Stefano Nodari, Alessandro Piscedda, Michele Intravaia, Fabian Astenwold e Francesca Pedretti, Fabio Ferrara e Fabio Colicchia.

Nella brewers cup sfidano il campione in carica Giacomo Vannelli, Andre Tomassi, Matteo D’Ottavio, Lisa Zancanella, Maria Giovanna Coppola, Andrea Batacchi e Giovanni Ji.

Nella finale di coffee in good spirits sfidano il campione in carica Andrea Villa, Marco Poidomani, Gianmarco Grassini, Hoi San Pang, Giorgio Gervasoni, Antonio Parisi e Vito Alberto Patrimia.

Alle 17,30 prende il via la premiazione per i campionati brewers cup e, a seguire, coffee in good spirits.

Martedì 24 gennaio

  • Finale campionato italiano latte art - dalle 12,30 alle 15,00
  • Campionato italiano coffee roasting - dalle 9,30 alle 18

Alle 17,30 prendono il via le premiazioni.

Mercoledì 25 gennaio

  • Campionato italiano cup tasters - dalle 9,30 alle 11,30

In quest’ultima competizione, sfidano il campione in carica Fabio Dotti, Elia Burbello, Francesco Sanapo, Alessio Simonetta, Nicolò Zorloni, Ilaria Dal Toè, Alessandro Bresciani, Matteo Vacchi, Lino Alberini, Roberto Cagnetta, Lorenzo Zucchi, Alessandro Lanteri, Simone Zaccheddu, Simone Giordano, Emanuele Bernabei, Alfonso Pepe, Carmine Costagliola, Raffaele Palladino, Daniele Donateo, Elena Cioce e Giovanna Coppola.

La premiazione si svolge dalle 11,30 alle 12.

Per ulteriori informazioni, scrivere ad Alessandro Coda, coordinatore eventi di Sca Italy.

Sigep 2023, le sette sfide dedicate al caffè

Sigep
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La 44ª edizione del salone di Italian Exhibition Group, dal 21 al 25 gennaio alla Fiera di Rimini, ospita le competizioni di specialità per la filiera del caffè

Sigep 2023 vedrà protagonista anche la filiera del caffè e i suoi artisti. Appuntamento per tutti alla Coffee Arena del The Dolce World Expo, dove si disputerà la finale dei Campionati Italiani Baristi: sette diverse competizioni, valevoli per accedere al circuito internazionale del World Coffee Events. Le gare sono organizzate da SCA Italy, Chapter italiano di Specialty Coffee Association, che promuove una cultura autentica del caffè di qualità, coinvolgendo tutti i soggetti della filiera.

Le sfide del caffè

Nelle cinque giornate della sua 44ª edizione (Fiera di Rimini, 21-25 gennaio 2023), il salone di Italian Exhibition Group ospiterà in particolare il Cibc, Campionato Italiano Baristi Caffetteria, il Cila, Campionato Italiano Latte Art, la Brewers Cup, il Cigs, Campionato Italiano Coffee in Good Spirits, il Campionato Italiano Cup Tasters, il Campionato Italiano Ibrik e infine il Campionato Italiano Coffee Roasting. Teatro delle competizioni, la Coffee Arena, posizionata al centro della Fiera di Rimini e vicino all’ingresso sud, che accoglierà le iniziative dedicate a una delle bevande più amate e diffuse al mondo.

Campionato Italiano Baristi Caffetteria

Il 21 e il 22 gennaio si terrà il Campionato Italiano Baristi Caffetteria. La sfida proposta consiste nel preparare, in un tempo massimo di quindici minuti, quattro espressi, quattro bevande a base di caffè e latte caldo e quattro bevande analcoliche personalizzate a base espresso, da servire a una giuria formata da esperti giudici degustatori. Il campionato è valido per il Wbc (World Barista Championship), la più importante competizione internazionale sul caffè prodotta ogni anno da World Coffee Events.

Campionato italiano Latte Art

Il 23 e il 24 gennaio, presso la Coffee Arena ospiterà il Campionato italiano Latte Art. I partecipanti avranno un tempo massimo di dieci minuti per preparare quattro bevande artistiche a base di caffè e latte, uguali a due a due, con tecniche diverse: la decorazione e il “free pour”, oltre a due espressi macchiati con la tecnica “free pour” identici nel disegno, da presentare a due giudici visual, un giudice tecnico e a un capo giuria. Il campionato da accesso al Wlac, il World Latte Art Championship.

Campionato italiano di Coffee in Good Spirits

Il 23 gennaio la Coffee Arena ospiterà il Campionato italiano di Coffee in Good Spirits. Si tratta di una disciplina affascinante che coniuga il mondo del caffè e quello del bartending, per creare delle bevande classiche o di fantasia. In questo tipo di gara i concorrenti avranno 10 minuti per preparare due Irish coffee e due cocktail, caldi o freddi, a base di caffè caldo e alcolici. Il campionato è valido per il Wcigs (World Coffee in Good Spirits Championship).

Campionato italiano Brewers Cup

Il 23 gennaio la Coffee Arena sarà il teatro del Campionato italiano Brewers Cup. I caffè saranno erogati dai concorrenti con i cosiddetti metodi manuali di pourover, ovvero con sistemi di filtrazione dove il barista verserà l’acqua calda sulla polvere di caffè che sarà trattenuta da un filtro. I partecipanti, che prepareranno 3 bevande a testa da servire a 3 giudici sensoriali, dovranno cercare di ottenere non solo un buon caffè ma anche prepararlo correttamente con un valore di solidi che sarà misurato dai giudici con il refrattometro. Il campionato è valido per il Wbc (World Brewers Cup).

Campionato italiano Cup Tasters

Il 25 gennaio si gareggia ancora nella Coffee Arena per il Campionato italiano Cup Tasters. La sfida consiste nell’identificare, nel più breve tempo possibile, la tazza contenente un caffè dal gusto differente all’interno di un set composto da tre tazze. Per ogni round saranno posti sul tavolo otto set da tre tazze l’uno. Il campionato è valido per il Wctc (World Cup Tasters Championship).

Campionato italiano Ibrik

Il 22 gennaio la Coffee Arena ospiterà il Campionato italiano Ibrik. La sfida si muoverà attorno a questo pentolino ideato appositamente per preparare un particolare tipo di caffè ampiamente consumato in alcune zone dell’Europa orientale, del Medio Oriente e del Nord Africa. Vincere questa competizione permetterà di accedere direttamente al World Cezve/Ibrik Championship.

Campionato italiano Coffee Roasting

Il 22 e il 23 gennaio si terrà il Campionato italiano Coffee Roasting. La gara di tostatura si terrà in un'area dedicata. La competizione, che ha visto il suo debutto internazionale nel 2013 a Nizza, si sviluppa su un fitto programma della durata complessiva di tre giorni su: classificazione del caffè verde, tostatura ed assaggio del caffè tostato. La giuria tecnica, sotto la supervisione di un giudice internazionale, avrà il compito di supervisionare ed attribuire al termine dei tre giorni il punteggio totale ai concorrenti. Il campionato è valido per il Wcrc (World Coffee Roasting Championship).

Sigep 2023, gli appuntamenti chiave dedicati al gelato

sigep
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La manifestazione di Italian Exhibition Group ha creato un palinsesto di eventi e concorsi dedicati al gelato artigianale

Sigep – The Dolce world Expo avrà tra i suoi protagonisti il gelato artigianale. Dal 21 al 25 gennaio tantissimi gli eventi e le competizioni in programma, tra cui quelli dedicati a questa eccellenza alimentare italiana. Ci saranno 12 padiglioni dedicati e la Gelato Arena, lo spazio in cui i migliori professionisti della filiera si confronteranno in eventi e competizioni. I gelatieri creare assieme ai pasticceri, tenendo anche incontri di formazione e presentazione in anteprima di tecnologie e prodotti. Spazio anche ai trend di settore, grazie alla presenza di tutte le principali associazioni di riferimento: Associazione Italiana Gelatieri, Artglace, Cna, Confartigianato, Federazione Artigianale Gelatieri.

Gelato Europe Cup

Sigep 2023 vedrà il ritorno delle grandi competizioni internazionali, ospitate nella Dolce Arena, nuovo spazio pensato proprio in occasione di questa edizione. Qui si terrà la Gelato Europe Cup, che vedrà la competizione di diversi team europei. Da questo confronto verranno elette le squadre che parteciperanno alla decima Gelato World Cup, organizzata da Sigep, in collaborazione con Con.pa.It, la Confederazione Pasticceri Italiani e promossa dal Comitato Organizzatore della Gelato World Cup, presieduto dal Maestro Giancarlo Timballo.

Le attività alla Gelato Arena

La Gelato Arena sarà il cuore pulsante dell'area dedicata alla industria del “dolce freddo”. È qui che i grandi maestri e i campioni verranno coinvolti nelle sessioni dimostrative per valorizzare la maestria delle star del gelato e le novità tecnologiche e di prodotto. Qui si terranno incontri di formazione e divulgazione, con speaker internazionali chiamati a condividere il proprio know-how. Si parlerà di scenari attuali e futuri.

Gelato Festival World Masters

Domenica 22 gennaio, sempre nella Gelato Arena, si terrà la seconda edizione dedicata ai maestri gelatieri tedeschi del circuito Gelato Festival World Masters. I vincitori si aggiudicheranno la qualificazione alla finale del 2024 per rappresentare la Germania alla competizione mondiale.

Presentazione di Guida alle Gelaterie 2023

Il 23 gennaio Gambero Rosso sarà protagonista della Gelato Arena, con la presentazione della sua Guida alle Gelaterie 2023. In questa occasione verranno presentati i migliori laboratori artigianali d'Italia.

Premiazione di Cna Agroalimentare

Il 24 gennaio, sempre alla Gelato Arena, si terrà la premiazione di Cna Agroalimentare. In questa occasione verranno premiati gli associati secondo tre categorie: carriera, innovazione, giovane promessa e gelateria con titolare d’azienda donna.

Il Miglior gelatiere dell'anno

Il titolo di Miglior gelatiere dell'anno sarà assegnato nel corso dell'omonima competizione promossa dalla Associazione Italiana Gelatieri (nel pad. C5). Saranno coinvolti professionisti del settore, che si affronteranno durante le sfide Aig. Per il Sigep 2023 sono previsti il Memorial Alberto Pica - Gelato al gusto nocciola, Mille idee per un nuovo gusto gelato dell'anno, L'eccellenza delle torte gelato e Sorbetti dal mondo.

Il gusto 2023 di Artglace

Artglace, associazione promotrice del Gelato Day, l’unica giornata che il Parlamento europeo ha finora dedicato a un alimento, presenterà a Sigep (Padiglione C7) il gusto 2023 dedicato all’Austria. Si tratta dell'Apfelstrudel. Per i cinque giorni di fiera l'associazione proporrà un intenso calendario di incontri e sessioni dimostrative, con gelatieri membri del comitato nazionale, tra cui i pluripremiati Thomas Infanti, Guido Zardonà e Alberto Gobbi.

Premi dedicati alla tradizione siciliana

Il 23 gennaio sarà assegnato il Trofeo Polvere di Stelle, premio per la migliore granita alla siciliana al gusto di limone del mondo. Sarà assegnato anche Il carrettino d'oro, quest'anno dedicato al gelato alla nocciola. A decretare i vincitori sarà la Federazione Italiana Gelatieri (Pad. C4).

Le attività di Confartigianato

Nel proprio spazio, (nel pad. A4), Confartigianato darà infine ampia visibilità ai maestri confederati, protagonisti di due demo al giorno nel corso delle quali ricette della tradizione verranno rielaborate alla luce dei trend di gusto contemporanei.

Partita la nuova edizione della Campari Bartender Competition

Campari Bartender Competition
Aperte le iscrizioni per la nona edizione della cocktail competition che decreterà il Campari Bartender of the year, che si presenta quest'anno con un format rinnovato che rende la gara ancora più sfidante. In palio una collaborazione di un anno con Campari Academy

Con il nuovo anno è arrivata anche la nuova edizione della Campari Bartender Competition. Si sono infatti aperte le iscrizione per la nona edizione del concorso, organizzato da Campari Academy e rivolto ai bartender di tutta Italia.

Passione, creatività e versatilità sono i valori da sempre al centro della competition che quest’anno si presenta con un format rinnovato grazie a una serie di novità che rendono il contest ancora più avvincente. A partire da una nuova modalità di accesso alla gara. Oltre all’iscrizione online, per la prima volta i bartender più temerari potranno partecipare a delle vere e proprie audizioni live, con tappa in 5 città della Penisola, dove affronteranno una giuria di esperti del settore per poter accedere alla fase successiva.

Come partecipare

In entrambi i casi la prima sfida per i concorrenti consiste nel lasciarsi ispirare da uno dei 30 grandi classici, non a base Campari, che hanno segnato la storia della miscelazione e trasformarlo in una loro originale proposta dove Campari diventa il protagonista della ricetta. L’elenco dei cocktail è riportato nel regolamento sul sito del concorso, e offre possibilità infinite per mettere alla prova la propria creatività, spaziando dall’Adonis allo Zombie, passando per l’Espresso Martini, solo per fare qualche esempio, e la regola d’ingaggio prevede che nella ricetta vengano utilizzati almeno 3 cl di Campari.

Chi opta per l’iscrizione online deve caricare la ricetta completa (ingredienti e loro quantità, tecnica di ispirazione), accompagnata da una breve testo che ne racconti l’ispirazione, sul sito del concorso entro il prossimo 12 febbraio.

Chi opta invece per le audizioni live, che si terranno dal 27 febbraio al 2 marzo nelle città che saranno indicate sempre sul sito della competition, si registrerà alla gara presentando la propria ricetta direttamente il giorno dell’audizione. Da segnalare che alle audizioni live possono partecipare anche i bartender iscrittisi online che però non hanno superato la selezione, con una ricetta però diversa da quella presentata in precedenza.

Il percorso della Campari Bartender Competition

Da questa prima fase saranno 120 i bartender che verranno selezionati, 100 tra quelli iscritti online e 20 tra quelli iscritti alle audizioni, per partecipare alla prova successiva: le live selection. Queste si terranno dal 20 al 23 marzo (le location saranno comunicate sul sito) e vedranno i bartender impegnati a presentare dal vivo il loro cocktail a una giuria di esperti: 8 minuti il tempo a disposizione di ogni concorrente per realizzare 3 esemplari della sua creazione.

I concorrenti alla prova bancone

I 20 concorrenti che avranno superato questa sfida accederanno alla prova successiva, Behind The Bar, dove saranno valutati all’opera direttamente dietro il bancone dei loro cocktail bar, dove riceveranno la visita di una giuria che ne valuterà le loro capacità a 360°. Maestria nella mixology, vena creativa, stile, capacità di improvvisazione, arte dell’ospitalità sono le abilità che dovranno mettere in gioco per conquistare la giuria. Ma non solo, perché sarà fondamentale anche sfoderare tutta l’esperienza, l’abilità e il carattere per mostrare i tratti di unicità della loro professionalità. La prova prevede, infatti, oltre alla presentazione del drink di gara, anche una prova di improvvisazione, con la preparazione di un cocktail richiesto al momento dai giudici e la corretta esecuzione di un grande classico Campari, anche questo chiesto al momento.

In palio il titolo una collaborazione con Campari Academy

Behind The Bar consentirà di selezionare i 10 bartender che accederanno alla semifinale e che saranno sottoposti a una nuova serie di sfide che ne metteranno alla prova le abilità tecniche e le conoscenze (ci sarà anche una prova scritta con focus sul mondo Campari, dalle origini a oggi) che decreterà i 3 concorrenti che si contenderanno il titolo di Campari Bartender of the year 2023 nella finale che si terrà a Milano in autunno. Il vincitore, insieme al prestigioso titolo, si aggiudica un percorso di collaborazione con Campari Academy della durata di un anno, che comprende un master di specializzazione sul marchio Campari, un tour di guest bartending e altre attività nei migliori locali italiani ed esteri.

New York’s 1932 Speak Easies with a Gentleman’s Guide to Bars and Beverages

Manhattan Oases, le oasi del bere di Manhattan, raccoglie le storie di una quarantina di speak-easy aperti a New York negli anni del Proibizionisimo. Il libro esce nel 1932. Un anno dopo sarà abolito il Volstead Act. Questo libro è un documento eccezionale illustrato da Al Hirschfeld (Albert Hirschfeld), tra le figure più importanti del disegno e della caricatura, soprannominato “Broadway’s King of Caricature” per le sue llustrazioni di ballerini e star del palcoscenico del periodo. Manhattan Oases, come descrive il giornalista americano Heywood Broun nell’introduzione, non è un semplice testo commemorativo, ma un appello affinché il nuovo stile dello “Speak-easy” non scompaia. “Può darsi  - scrive Broun - che Durante il Proibizionismo i drink non siano stati il massimo. Ma facciamo comunque nostro meglio per preservare le cose buone ereditate da quel periodo di clausura”. 

Alla realizzazione del libro collaborò anche l’autore e sceneggiatore Gordon Kahn, un altro noto personaggio del mondo dello spettacolo hollywoodiano del tempo.  Kahn, sebbene avesse realizzato diversi progetti, non viene ricordato oggi per i suoi lavori, ma per uno spiacevole avvenimento accaduto durante i primi anni della Guerra Fredda. Comunista dichiarato nel 1947 perse il suo lavoro alla Warner Bros, quando l’House Un-American Activities Committee - Comitato delle attività non americane della Camera decise di togliere il lavoro a chi era comunista o simpatizzante. Tutto questo sarà ricordato nella storia come “The Hollywood blacklist” o meglio “Hollywood Ten”, una lista di nomi che caso vuole fu resa esecutiva durante una riunione segreta il 25 novembre 1947 proprio in uno dei luoghi capisaldi della miscelazione di New York il “Waldorf-Astoria Hotel”. In Manhattan Oases troverete le storie di una quarantina di locali e drink, pagine che dedicano spazio ad aneddoti e storie relativi a specifici bar (speak-easy). Nel libro si parla, per esempio di The Bath Club il cui capo barman, Philip, suggerisce il Tom & Jerry, oppure la storia The 19th Hole, dove lo specialista dietro al banco è il barman Paul, un professionista molto attento alle proporzioni nei cocktail che suggerisce, come il Flu Cocktail. Si parla del Jack and Charlie, oggi ancora esistente sotto il nome di 21 Club, del suo bartender Bill e del Gin Daisy. 

referenze storiche :

Al Hirschfeld

https://library.si.edu/donate/adopt-a-book/manhattan-oases

https://en.wikipedia.org/wiki/Al_Hirschfeld

https://illustrationchronicles.com/Al-Hirschfeld-Broadway-s-King-of-Caricature

 Gordon Kahn

https://nymag.com/nymetro/news/features/n_9346/

https://www.fandango.com/people/gordon-kahn-331766/biography

https://www.nytimes.com/1995/08/31/movies/how-blacklisting-hurt-hollywood-children.html

Dichiarazione Waldorf - Waldorf Statement

https://en.wikipedia.org/wiki/Waldorf_Statement

https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_nera_di_Hollywood

https://www.hollywoodreporter.com/race/reflections-hollywoods-infamous-blacklist-70-years-guest-column-1060628

Titolo : Manhattan Oases: New York's 1932 Speak Easies with a Gentleman's Guide to Bars and Beverages

Autore: Gordon Kahn
Illustrazioni: Al Hirschfeld
Anno: 1932
Stampato da: E.P. Dutton.
Numero di pagine: 84
Lingua: inglese
Peso: 10 mb

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