I sei concorrenti devono affrontare una competizione che si svolge nell’arco di tre giorni molto intensi. La gara di tostatura è infatti una tra le discipline più complesse, che prende il via dalla classificazione del caffè, proseguendo con la tostatura fino ad arrivare all’assaggio finale.
Affianca Sca Italy in queste competizioni DM Italia, che mette a disposizione dei concorrenti la tostatrice Giesen W6A a gas con capacità da 200 gr a 6 kg per batch. È il modello intermedio, da negozio vicino alle possibilità e alla capacità di tostatura industriale. I caffè sono forniti da Nuova Cipam. DM è un importante riferimento nella ricerca e nella distribuzione di attrezzature di alta gamma per il caffè, come spiega il suo responsabile Alberto Cocci: «Copriamo l’intera filiera del caffè dai macinacaffè alle tostatrici, agli strumenti di analisi del caffè verde, fino a quelli per il brewing. Tutte le attrezzature sono selezionate con cura grazie alla ventennale esperienza nel settore e il nostro portafoglio include le migliori marche a livello mondiale e una conoscenza dei prodotti che garantisce un servizio impareggiabile. Siamo molto contenti di supportare concretamente SCA Italy per i campionati che organizza ogni anno e che celebrano il caffè in tutte le sue discipline».
Le coordinate delle prossime selezioni della gara Roasting:
Tappa sud: 25-26-27 ottobre presso Il Manovale, Turi (Bari)
Tappa centro: 14-15-16 novembre presso Gearbox Coffee Roasters, Borgo San Lorenzo (Firenze).
Bandi aperti. Frattanto sono usciti i bandi rivolti alle aziende che vogliono sponsorizzare con le proprie attrezzature le finali del campionato italianoBaristi. Le aziende interessate possono partecipare a uno solo o a entrambi i bandi che riguardano la fornitura di macchine espresso da 3 gruppie macinacaffè on demand. Il termine ultimo per presentare le offerte è il 20 ottobre 2023. Le offerte devono pervenire via pec a scaitaly@pec.net.
L'11 settembre allo Stadio Olimpico di Roma la giornata di approfondimento gratuito sulla birra dedicato agli operatori del fuoricasa. Centinaia le etichette in degustazione, 3 seminari e le consulenze personalizzate degli esperti Partesa i pezzi forzi del menu
Formazione con seminari e approfondimenti, degustazioni e consulenze “su misura”. È un programma ricco la nuova edizione di ConTeSto Birra, il grande evento sul mondo brassicolo dedicato agi operatori del fuoricasa di Partesa.
In programma l’11 settembre allo Stadio Olimpico di Roma (dalle ore 12 alle 21), l’appuntamento rappresenta un’occasione per i professionisti del mondo dei locali per approfondire le conoscenze a 360° sulla cultura della bevanda, da sempre centrale per l’economia delle loro attività. Secondo i dati dell'Osservatorio Birra di Fondazione Birra Moretti, infatti, la birra è la bevanda di qualità più richiesta nel fuoricasa italiano: in 4 locali su 10 le sue vendite incidono tra il 10% e il 15% del business, percentuale che si stima destinata a crescere nei prossimi 5 anni fino al 20-25%, con punte del 50%.
Centinaia di referenze in degustazione
Un’occasione anche per conoscere le referenze che compongono il vasto e variegato portafoglio di Partesa, pensato per rispondere alle esigenze dei diversi locali in ogni occasione e momento di consumo. Ben 96 saranno infatti le birre alla spina in degustazione durante l’evento e oltre100 tipologie quelle bottiglia. Inoltre, un focus speciale, con relativo corner, sarà dedicato alle Lager Plus, ovvero referenze premium, ognuna caratterizzata da una specifica particolarità, che ne fanno prodotti ideali per chi vuole differenziare la propria offerta.
Durante la manifestazione i partecipanti potranno poi usufruire delle consulenzepersonalizzate fornite dagli esperti Partesa, che mettono a disposizione dei gestori dei locali la loro expertise per aiutarli a selezionare le referenze giuste per la propria attività, a valorizzare al meglio il prodotto, dallo storytelling al suo servizio a regola d’arte, e per consolidare ed espandere il business.
I seminari in programma
Altro pezzo di ConTeSto Birra i momenti di approfondimento, con tre masterclass a cura dell’Università della Birra, l’hub di formazione professionale promosso da Heineken Italia, in programma presso la sala Hall of Fame. Si comincia alle ore 14 con l’incontro con Matteo Telaro, docente di Università della Birra, dal titolo Come guadagnare di più dal mio locale, dove spiegherà come ridurre i costi nascosti, far emergere quelli deducibili e aumentare lo scontrino medio, fornendo inoltre tre idee per generare maggiore traffico spendente nel locale.
L’incontro successivo (15.30) è con Luca Parigi ed è dedicato a Le Lager Plus: storia, successi e opportunità. Nel corso del seminario il docente dell’Università della Birra traccerà una panoramica di questi prodotti, riassumendone la storia e la diffusione in Italia (dal “Morettone” alle lager internazionali alle plus), spiegando i motivi del loro successo, tra profilo organolettico, trend di consumo, immagine, packaging e servizio, e fornendo suggerimenti su storytelling, consumo e abbinamenti.
Chiude la sessione dei seminari l’incontro ancora con Telaro su 5 modi di attirare e trattenere i collaboratori (ore 17), dove spiegherà come rendere più attraente il proprio locale, trovare personale e coinvolgerlo, offrendo suggerimenti concreti da applicare da subito.
Come Partecipare a ConTeSto Birra
ConTeSto Birra si svolgerà l'11 settembre, dalle 12 alle 21, a Roma, presso l’area Hospitality della Tribuna Monte Mario dello Stadio Olimpico. La partecipazione all’evento è gratuita, ma occorre iscriversi compilando l’apposito form all’indirizzo https://www.partesa.it/contesto-birra-roma
Si chiudono il 10 settembre le iscrizioni per il primo OraSì Barista Award. La collaborazione tra le aziende ha reso nuovamente disponibili le bevande nel retail.
Si avvicina OraSì Barista Award, la prima competizione tra baristi realizzata in collaborazione con Wlacc (World Latte Art & Coffee Center), Aicaf (Accademia Italiana Maestri del Caffè) e Caffè Camardo. I concorrenti si confronteranno realizzando due preparazioni: un cappuccino vegetale in tazza con decorazioni e/o latte art e un drink a piacere, caldo o freddo, a base di bevanda vegetale a scelta tra Cocco, Soia, Mandorla, Avena e Nocciola, non alcolico. La selezione avverrà entro il 25 settembre e i finalisti degli OraSì Barista Award si sfideranno nell’ambito di HostMilano presso lo stand di OraSì Barista - Pad 18 - Stand G52, domenica 15 ottobre alle 10,30.
Ricetta Solidale. Frattanto sono tornate sugli scaffali dei supermercati le bevande vegetali di OraSì che hanno un nuovo piacevolissimo “gusto”: quello di solidarietà. La recente alluvione ha reso impossibile la produzione nello stabilimento di Conselice (RA), rimasto gravemente colpito. Per potere offrire in tempi brevi i suoi prodotti, l’Azienda ha deciso di affidare temporaneamente la produzione a due aziende partner, con le quali ha lavorato per mantenere lo stesso prodotto di sempre, vicino al gusto originale.
Un’importante iniziativa che racconta sui pack di tutte le sue bevande attraverso la Ricetta Solidale, che racconta come l’azienda ha reagito di fronte all’impossibilità di garantire la produzione nel proprio stabilimento.
Leggiamo ad esempio quella che si trova sul brik della bevanda a base di riso: «L’alluvione in Romagna ha colpito duramente lo stabilimento di Conselice dove sono prodotte le bevande OraSì. Per ovviare all’emergenza un’azienda sta supportando OraSì nel realizzare questa bevanda presso il proprio stabilimento. Ci stiamo impegnando nel garantivi il medesimo gusto di sempre: se avvertirete qualche differenza, siamo sicuri che saprete comprendere e continuerete a riporre fiducia in noi. Te bota (tieni duro, ndr) OraSì, te bota Romagna!».
La linea premium per la mixology P53 si arricchisce di due nuovi prodotti che propongono in versione analcolica due tra i più amati classici della miscelazione
Anche Polara guarda al mondo dei cocktail analcolici e pronti da bere. Da questa attenzione sono nate le due novità della linea P53, Spritz Zero Alcol e P53 Gin Tonic ZeroAlcol che propongono in versione analcolica il gusto dei due tra i più amati classici della miscelazione, appunto lo Spritz e il Gin&Tonic.
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P53 Spritz Zero Alcol
P53 Gin Tonic Zero Alcol
In bottiglia di vetro a 20 cl, le nuove referenze pronte da servire rappresentano la risposta dell’azienda di Modica (Ragusa), che quest’anno festeggia i suoi 70 anni di storia, alle esigenze di un pubblico di consumatori sempre più orientato al bere di qualità, ma che preferisce limitare l’assunzione di alcol. Un’esigenza che caratterizza in particolare il pubblico più giovane e dei millennial.
I due ready to drink possono essere consumati da chiunque e in qualsiasi momento della giornata e sono da servire freschi o con ghiaccio, magari con una guarnizione che ne esalti ulteriormente il profilo: una fetta di arancia per P53 Spritz o una fetta di limone o una fetta di rosmarino per P53 Gin Tonic.
Realizzati con ingredienti di qualità, grazie alla loro personalità si possono sfruttare anche in miscelazione come base per creare drink low o zero alcol,ma anche alcolici,sposandosi bene con gli spirit.
I nuovi prodotti arricchiscono la linea di soft drink premium per la mixology P53 di Polara, che ha fatto il suo esordio sul mercato lo scorso anno (leggi P53 by Polara: toniche e soft drink premium per la mixology). Linea che conta in totale sei referenze, delle quali quattro toniche aromatizzate, Timo, Mediterranea, Indian Tonic e Botanical, un Bitter Lemon e la Ginger Beer.
Bussy nasce a Milano nel 1967 dalla felice intuizione del giovane pasticciere Luigi Vandone che nel suo laboratorio crea il primo cannolo in cialda, un prodotto artigianale leggero e croccante, semplice nella sua ricettazione a base di farina, zucchero e pochi grassi, con ingredienti naturali, senza conservanti.
Com’è fatto il cannolo in cialda Bussy
Pensato per agevolare il lavoro dei maestri artigiani, il cannolo si caratterizza da subito per una doppia copertura interna ed esterna di cacao, anche arricchita di granelle di tanti gusti diversi. Oggi la gamma Bussy di cannoli in cialda è così ampia e diversificata, pe gusto, dimensioni, coperture che ogni giorno si possono realizzare dolci sempre nuovi, anche giocando con un numero limitato di classiche farciture: dalla ganache alla crema pasticcera, dal semifreddo al gelato, includendo ricotta dolce, yogurt o confetture di frutta, tutti ripieni morbidi che vengono esaltati dalla croccantezza della cialda Bussy. Con la linea di cannoli in cialda Bussy non solo il gusto ma anche l’occhio sarà premiato perché l’aspetto finale dei dessert che si possono realizzare non teme confronto con le mignon delle più celebrate pasticciere: preparare una bella vetrina pasticceria non sarà mai stato così facile e veloce.
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Il cannolo in cialda Bussy
Il cannolo in cialda Bussy nella variante al pistacchio
La cialda al pistacchio si presta anche alla creazione di monoporzioni
Il cannolo in cialda Bussy
Novità 2023: cialde al pistacchio
Per la stagione 2023 merita un posto tutto suo la nuova linea di cialde al gusto pistacchio: un connubio irresistibile di fine cialda arrotolata ricoperta al cacao scuro e croccante granella verde al pistacchio, un binomio di ingredienti che regala un’esplosione di sapore e sensazioni, per un risultato tutto italiano.
Perché usare Bussy
Sono molti i perché di Bussy. Bontà, Qualità, Ricetta calibrata per una insuperabile croccantezza, Genuini nella selezione delle materie prime, Varietà di forme e gusti, Veloci nella preparazione, Versatili, si conservano a Temperatura Ambiente, lunga Durata, Contenitore per ogni tipo di crema. Per saperne di più di Bussy e dei suoi prodotti, il sito www.bussy.it raccoglie tutte le informazioni utili. Dalla storia dell’azienda, una “Storia fatta di Cialde” alla descrizione delle tre famiglie di prodotti in cialda, Da Riempire, Per Decorare, Da Portare A Casa, a cui si aggiunge la linea Purpurry per le decorazioni. C’è ancora tanto Bussy da scoprire!
Ogni martedì e domenica, fino al 28 novembre, il secret bar romano ospita una serie di appuntamenti firmati dal Tennesse whiskey. Con una drink list che ha come protagoniste le referenze super premium della famiglia Jack Daniel's e musica live
L’iconico whiskey del Tennesse, grandi cocktail e musica dal vivo. È la formula delle Jack’s Melodies, la serie di appuntamenti organizzati da Jack Daniel’s con il Jerry Thomas Speakeasy di Roma. Appuntamenti in programma ogni martedì e domenica, fino a martedì 28 novembre, presso il primo secret bar italiano, nato nel 2010 e punto di riferimento per gli appassionati di miscelazione.
E proprio l’alta miscelazione sarà ovviamente al centro delle serate con una speciale drink list dedicata pensata ad hoc dal marchio con i ragazzi del Jerry Thomas e che comprende classici storici e contemporanei della mixology interpretati con i prodotti Jack Daniel’s. In particolare, grandi protagonisti saranno alcune delle referenze super premium del brand, ovvero Jack Daniel’s Single Barrel, Jack Daniel’s Single Barrel Rye e le due referenze della Bonded Series lanciate in Italia l’autunno dello scorso anno, Jack Daniel’s Bonded Tennessee Whiskey e Jack Daniel’s Triple Mash Blended Straight Whiskey (leggi Jack Daniel’s lancia in Italia i nuovi whiskey Bonded series). Accanto a loro, altro protagonista del menu sarà lo Straight Bourbon Whiskey di Woodford Reserve, brand di bourbon artigianale del Kentucky come Jack Daniel’s di proprietà del colosso spirit americano di Brown-Forman.
Andando più nello specifico, i cocktail proposti nelle serate saranno il Boulevardier, preparato con Jack Daniel's Bonded Tennessee Whiskey miscelato a vermouth di Torino e JT bitter mix; The Slope, a base del Triple Mash Blended Straight Whiskey unito a vermouth di Torino, brandy all’albicocca e Angostura Bitters; Elks Club Fizz, fatto con Woodford Reserve Straight Bourbon Whiskey, Porto, succo d limone, sciroppo di zucchero, albume e soda; Woodford Reserve Old Fashioned, dove lo Straight Bourbon di Woodford Reserve si unisce a JT Secret mix, Angostura Bitters e zucchero.
Altro ingrediente delle serate l’accompagnamento musicale, con sessioni live jazz e swing pensate per unire il gusto dei drink all’atmosfera dei ruggenti anni Venti e offrire agli ospiti un’esperienza che li trasporti indietro nel tempo.
Arrivano, rispettivamente, dalla Grecia e dal Giappone le nuove specialità che ampliano ulteriormente la proposta di distillati di ginepro dell'azienda piacentina
Mataroa e Ukyio sono le new entry che rendono ancora più ricco il portafoglio gin di OnestiGroup. Un’offerta che l’azienda continua ad ampliare con specialità distribuite in esclusiva provenienti da ogni angolo del mondo.
I nuovi gin del catalogo OnestiGroup
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Mataroa Pink Gin
Mataroa Mediterranean Dry Gin
Ukiyo Blossom Gin
Ukiyo Yuzu Gin
Dalla Grecia arriva infatti Mataroa, marchio nato nel 2019, con due referenze in gamma, Mataroa Mediterranean Dry Gin e Pink Gin, che racchiudono tutti i sapori delle coste del Mediterraneo. Il nome del brand e la formula dei suoi gin rendono omaggio all'omonima nave neozelandese che sul finire della seconda guerra mondiale compì diversi viaggi nel Mediterraneo, mettendo in salvo centinaia di persone. In uno di questi viaggi, a metà del 1945, per esempio, trasportò da Marsiglia ad Haifa 173 bambini ebrei scampati allo sterminio nazista e in un altro, alla fine dello stesso anno, portò in Francia numerosi giovani intellettuali greci, salvandoli dalla guerra civile che a breve avrebbe sconvolto il loro Paese e dalla successiva dittatura.
Ispirandosi ai viaggi della nave, è nata la ricetta di Mataroa Mediterranean Dry Gin (alc 41,5% in vol), preparato con botaniche provenienti dalle diverse regioni del Nostro Mare: ginepro dalla Croazia, radice di angelica e lavanda dalla Francia, semi di coriandolo dalla Tunisia, radice di giaggiolo dall’Italia, foglie di alloro dalla Siria, liquirizia dalla Turchia, scorze d'arancia dalla Spagna, scorze di limone dall’Egitto, scorze di mandarino dal Marocco, camomilla da Cipro e mastiha dell’isola greca di Chios (Grecia). Dal gusto asciutto e complesso Mataroa Mediterranean è un gin ben equilibrato, dove le note di ginepro si bilanciano con quelle delle altre erbe, radici e agrumi e dalla grande freschezza apportata dalla mastiha.
Dalla stessa ricetta, ma con l’aggiunta di due ulteriori botaniche, ovvero melograno greco e ibisco egiziano, che gli danno conferiscono anche una leggera e tipica colorazione rosa, nasce il Pink Gin, che rispetto al primo ha una gradazione inferiore (alc 38% in vol) e si caratterizza per una nota in più fruttata e floreale.
Ukyio, l’arte distillatoria giapponese
Dall’Estremo Oriente arriva invece l'altra novità del catalogo OnestiGroup, Ukyio, alta espressione della tradizione distillatoria giapponese. Le referenze in gamma, Japanese Yuzu Gin (alc 38% in vol) e Japanese Blossom (alc 41,5% in vol) vengono prodotte a Kagoshima, nella punta meridionale della principale isola del Paese, all’ombra del vulcano Sakurajima, con un procedimento lungo e complesso tramandato di generazione in generazione dalla famiglia proprietaria della distilleria.
Morbido, fresco e agrumato, Japanese Yuzu è ottenuto partendo da orzo locale, lavorato e distillato in tipici alambicchi pot still giapponesi per dare vita al shōchū, una tradizionale bevanda alcolica del Paese. Tale base viene quindi ridistillata con altri ingredienti, tra i quali ginepro, botaniche e agrumi della regione e poi messa in infusione con lo yuzu, il tipico agrume del Giappone. Ingrediente quest’ultimo che accentua il tratto esotico di questo gin, elegante e delicato, perfetto per dare vita a originali rivisitazioni di classici della miscelazione, ma anche per essere servito liscio.
Dallo stesso procedimento nasce anche il Japanese Blossom, dove però il processo di infusione finale prevede oltre allo yuzu anche il sakura, ovvero il fiore di ciliegio giapponese. E quest’ultimo ingrediente, insieme al ginepro e ai delicati sentori floreali, agrumati e speziati, compongono il bouquet aromatico del distillato, fresco, persistente ed elegante al palato.
I brand di proprietà
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Alpestre Gin Alpino
Alpestre London Dry Gin
Doragrossa Gin Mediterraneo al Bergamotto
I nuovi arrivati si aggiungono a una proposta gin già ricca, articolata e di alta qualità. Nella quale spiccano, tra gli altri i gin firmati Alpestre, brand di proprietà di OnestiGroup, Alpestre London Dry Gin e Alpestre Gin Alpino. Due prodotti realizzati in collaborazione con Fulvio Piccinino, grazie a un importante lavoro di analisi e ricerca sulla ricetta dello storico distillato di erbe creato a metà Ottocento dal frate marista Emanuele e composta da oltre 30 botaniche. Il primo (alc 43% in vol) è un classico London dry caratterizzato dalle erbe officinali che compongono Alpestre, e che si presenta al naso con ricche note di ginepro, con un sottofondo floreale e agrumato, e al palato è balsamico, rinfrescante e con una spiccata morbidezza data dalla presenza di fiori come la camomilla. Il Gin Alpinoè invece il frutto di un felice matrimonio tra la tradizione del London dry e quella dello storico liquore, dando vita a un gin (alc 43%in vol), verde chiaro alla vista, dove le note agrumate di scorze di limone e arancio e il coriandolo rinfrescano la parte balsamica del distillato di erbe.
O come le due referenze a marchio Doragrossa, anche questo di proprietà dell’azienda di Fiorenzuola D’Arda (Piacenza). Il London Dry Gin (alc 40% in vol), che ha tra le sue principali botaniche ginepro, coriandolo, ireos, assenzio, genziana, aranci dolce, lavanda, e si caratterizza per il profilo aromatico secco e agrumato. E il Gin Mediterraneo al Bergamotto (alc 45% in vol), la cui ricetta, oltre all’agrume calabrese, ha tra i principali ingredienti ginepro, arancia amara, camomilla, rosmarino e anice verde Pimpinella. Un prodotto che spicca per il suo bouquet gentile e persistente e per il gusto ricco e armonioso, dove la nota balsamica del ginepro si integra a meraviglia con quelle di rosmarino e anice verde pimpinella, il tutto impreziosito dagli oli essenziali delle scorze di bergamotto e dalle note di arancio amaro e camomilla che conferiscono un piacevole retrogusto amaricante.
Specialità distribuite in esclusiva
Tra le nuove esclusive OnestiGroup anche Peddlers, gin artigianale prodotto a Shanghai (Cina)
Prodotti che insieme ai due nuovi arrivi Mataroa e Ukyio OnestiGroup porterà all’edizione 2023 di theGINday, la kermesse italiana dedicata a distillato di ginepro, in programma a Milano domenica 10 e lunedì 11 settembre (leggi A settembre va in scena a Milano la nuova edizione di theGINday). Manifestazione dove l’azienda sarà presente con un'altra novità, Peddlers, gin artigianale prodotto a Shanghai e a base di botaniche della Cina, e con altri marchi di punta del suo portafogli, quali Tarquins, Alkkemist, Ungava, Puerto de Indias, Birds Gin, Saint Aubin, e con la linea di spiriti no alcol Jnpr.
L'iniziativa voluta dall'Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano si terrà dal 9 al 13 ottobre a Verona, con la premiazione il 14 ottobre a Milano
Dal 9 al 13 ottobre, a Verona, si terrà la prima edizione del Campionato Mondiale del Panettone a Squadre. L'evento di respiro internazionale è organizzato e promosso dall’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano, in collaborazione con Host Milano e con Italian Gourmet in qualità di Official Media Partner. La competizione celebrerà il team vincitore a Milano, il 14 ottobre.
Le regole del Campionato Mondiale del Panettone a Squadre
Le squadre in gara provengono da ogni parte del mondo: dall’Italia al Giappone, dalla Spagna all’Argentina, dagli Stati Uniti a Taiwan. Parteciperanno alla cerimonia di apertura, in programma il 9 ottobre presso Eataly Verona. Inoltre, dovranno competere nella preparazione del “grande lievitato di Natale nel mondo”, per aggiudicarsi il primo titolo PWC a squadre. La gara prenderà il via il 10 ottobre presso i laboratori del Gruppo Polin a Verona. In quel giorno si terrà il primo turno di gara, che vedrà contrapposte le squadre europee. La sfida si concluderà il giorno successivo. Il 12 e 13 ottobre sarà la volta delle nazionali extra-europee. Ogni squadra sarà formata da tre componenti, di cui uno sarà il capitano, più un allenatore. I componenti saranno selezionati e nominati dalle scuole professionali segnalate dai Consolati all’Accademia MLM. I concorrenti lavoreranno sotto gli occhi attenti di una giuria d’eccezione, che effettuerà un’ispezione pre-gara su laboratorio, attrezzature, ingredienti che dovranno rispettare inflessibili norme, e lievito madre esclusivamente fresco e proveniente dal paese rappresentato. I partecipanti dovranno dimostrare le proprie competenze per il confezionamento di 10 panettoni identici. Dovranno produrne tre versioni: panettone classico italiano, panettone al cioccolato con impasto al cioccolato, lievitato innovativo “panettone salato”.
Cosa valuterà la giuria
La giuria sarà composta dai team manager delle nazionali e giudici esterni. I tecnici saranno chiamati a esprimere la propria preferenza attraverso rigidi criteri di valutazione che riguarderanno i lievitati prodotti, la riduzione dei rifiuti, il lavoro di squadra, la pulizia e la presentazione finale. La classifica sarà data dalla somma dei punteggi ottenuti dalle squadre nelle diverse categorie.
La finale e la proclamazione del vincitore
Il 14 ottobre all’HostMilano di Fiera Milano, dalle ore 17, avrà luogo la proclamazione del team vincitore del primo trofeo PWC a squadre. In tale occasione saranno consegnati i premi speciali assegnati dai Presidenti di Giuria. La squadra prima classificata riceverà la coppa del mondo e la medaglia d’oro, 8000 euro e una fornitura di prodotti degli sponsor del campionato. Ai secondi saranno assegnati la medaglia d’argento e 3000 euro. I terzi sul podio riceveranno la medaglia di bronzo e 2000 euro. I Premi Speciali sono: Miglior Organizzazione di laboratorio; Miglior Pulizia in fase di lavorazione; Miglior rapporto componenti del team “Gioco di Squadra”; Miglior Tavolo di Presentazione-Vetrina; Miglior Packaging di Presentazione, previsto solo per il Panettone Innovativo-Salato; Miglior Brochure di Presentazione.
Julius Meinl, storica torrefazione viennese, ha annunciato il suo nuovo brand ambassador. Si tratta di Antonio Bachour, pastry chef di fama internazionale. A unire i due nomi, tanti valori condivisi. Si va dalla profonda passione per il gusto alla visione comune per creare momenti significativi nella vita delle persone, passando per un forte impegno per la responsabilità sociale e ambientale.
Chi è Antonio Bachour
Rinomato per i suoi dessert iper-creativi, Antonio Bachour ha vinto numerosi premi, è stato nominato uno dei migliori pasticceri degli Stati Uniti e ha ricevuto il premio Best Pastry Chef in the World dalla prestigiosa Best Chefs Foundation, la principale organizzazione che si occupa di premi culinari al mondo. «Ho scelto di servire il caffè Julius Meinl, perché è un’azienda che incarna la tradizione, l'eleganza e una cultura di lunga data con responsabilità sociale e ambientale – dichiara Bachour – È un marchio di fiducia con una solida reputazione che condivide i miei stessi valori, tra i quali la soddisfazione di offrire alle persone momenti di puro piacere e felicità attraverso prodotti di eccellenza. Diventare Brand Ambassador di Julius Meinl è quindi un piacere».
La collaborazione tra Julius Meinl e Antonio Bachour
Antonio Bachour serve il caffè della torrefazione viennese nella sua premiata pasticceria di Miami. Con l'arrivo del nuovo incarico, introdurrà quest'autunno una miscela certificata Bio & Fairtrade: la The Originals Gloriette Gold. Inoltre, Bachour metterà in luce le sinergie con il brand promuovendo la partnership nei suoi canali più importanti, sviluppando progetti speciali e ricette ad hoc. In più, parteciperà ad eventi chiave come Host Milano in rappresentanza del brand. «Combinando la nostra esperienza e passione per il caffè con l'approccio innovativo di Bachour al gusto, possiamo offrire ai nostri clienti un'esperienza davvero unica. Poter collaborare con qualcuno che condivide e riconosce tutto ciò che Julius Meinl rappresenta è davvero un onore», afferma Razvan Talpau, amministratore delegato della Julius Meinl North America.
Oscar.697, marchio indipendente di vermouth premium fondato nel 2013 da Stefano Di Dio compie dieci anni. Dopo il recente tour di successo in Australia (secondo Paese del “vermuttista”) è arrivato il momento delle celebrazioni a Milano, città natale del “contemporary vermouth” e del suo proprietario
A partire dal 6 settembre Oscar.697scende in pista con sei giorni, nove ore, sette minuti di eventi di ogni genere con protagonisti alcuni dei più celebri bartender nazionali ed internazionali, ma non solo. Il quartier generale di questa settimana da Paura e Delirio a Las Vegas, ma in salsa meneghina, sarà Il Pop(Up)Bar697. Il bar aprirà in via Orobia 11 nel Quartiere Soupra (South of Prada), noto anche come Quartiere Fondazione Prada. La direzione sarà a cura di Edoardo Nono, founder del Rita Cocktails, american bar milanese dalla storia ultraventennale, e del Rita’s Tiki Room, spin off caraibico-polinesiano di miscelazione Tiki.
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Josh Mcintyre, The Baxter Inn, Sydney
Marcio Silva, Guilhotina Bar, San Paolo (Brasile)
Ricardo Ortiz, North Bar, New York City
Questi sono, ad oggi, i tre i nomi di eccezione del bartending internazionale che si alterneranno con i loro shaker dietro al bancone: Marcio Silva, figura iconica della scena del bartending brasiliano che tra le varie sue attività ha fondato il Guilhotina Bar a San Paolo, piazzatosi dal 2019 nella World’s 50 Best Bars; Ricardo Ortiz, Bar Manager del North Bar dell’iconico quartiere Tribeca di Lower Manhattan; Josh Mcintyre, giovane e promettente venue manager del The Baxter Inn a Sydney, uno dei più grandi whisky bar del mondo. A queste tre icone del bartending internazionale, si aggiungeranno tanti professionisti della scena italiana per celebrare questo importante traguardo assieme al team di Oscar.697. Un mix di new gen & old school che rappresenta appieno l’essenza di Oscar.697, vermouth distribuito in Italia da Rinaldi 1957. qui alcuni nomi già̀ confermati: giovedì 7 settembre Marco Riccetti - Inside di Torino e Riccardo Tesini del Panino Giusto di Milano, a seguire venerdì 8 ci saranno Alessia Lodi dello Speakeasy di Arona e Gabriele Dodi del Six di Milano. E ancora sabato 9 Mattia Schiaretti del Choice di Parma e Mario Farulla del Dirty Milano, mentre domenica 10 salirà sul banco Marco Masiero dal Radisson Collection Santa Sofia di Milano e Maurizio Manvati, impareggiabile frontman del Banco, sul Naviglio Grande a Milano. Lunedì 11 sarà il turno di Umberto Oliva del Bella Milano Bistrot e Ilaria Bello del Caferri da Bottega a Cucina di Pomezia, per poi chiudere in bellezza il 12 settembre con Alessandro De Luca del Rufus di Milano, Massimo Borroni del Rita Cocktails di Milano e la funky bar crew del Calaveras Beach Bar di Porto Pollo, Palau.
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vermouth Oscar.697 Bianco
Stefano Di Dio, fondatore di Oscar.697
vermouth Oscar.697 Rosso
Nello spirito di Stefano Di Dio per cui il vermouth è importante, ma non è l’unica cosa che conta, la settimana prevede, tra Dj set e trend setter, un gustoso calendario di eventi collaterali. Il 6 settembre si parte con una serata esclusivamente su invito sulle note funky di Irene Lamedica e Steve DUB in consolle. Giovedì 7 settembre si aprono ufficialmente le porte del pop up bar al pubblico. Venerdì 8 settembre, il suono degli shaker sarà accompagnato dalle note e dal ritmo della crew di Nora Bee, Dj protagonista delle notti milanesi. Sabato 9 settembre la serata rende omaggio al mondo dei motori ed in particolar modo all’evento automobilistico Magnum - by Crazyrun di cui Oscar.697 è partner ufficiale per l’edizione 2023. Magnum è un evento automobilistico annuale di genere adventure, della durata di tre giorni che si svolge in Italia. Una gara che si svolge in sole 48 ore, per 400 km e attraverso un percorso di regolarità a tappe per un totale di circa 400 chilometri (200 al giorno). La gara è riservata ad auto storiche, in particolar modo youngtimer, per rivivere i magici anni '80 e '90. Vengono selezionati fino ad un massimo di 100 team (a numero chiuso) per un totale di circa 250 partecipanti tra cui, ça va sans dire, Stefano Di Dio e il suo team. Domenica 10 settembre sarà il primo giorno del The Gin Day, il più importante evento nazionale dedicato a questo distillato. The Gin Day nasce nel 2012, all’inizio della cosiddetta platinum age del gin, con l’obiettivo di dare impulso a una categoria che da lì a poco sarebbe diventata la categoria. Un evento che da allora non solo risponde alle esigenze del mercato, ma ne anticipa i trend. Oscar.697 sarà presente con alcuni prodotti di categoria e i bartender internazionali coinvolti nel progetto saranno presenti in fiera per talk show e tavole rotonde. Lunedì 11 settembre, invece, il Pop(Up)Bar697 ospiterà il closing party della manifestazione The Gin Day coinvolgendo un ampio numero di addetti ai lavori, professionisti del settore, colleghi. Martedì 12 settembre, ultimo giorno, si chiude con un evento assolutamente unico – e forse per certi versi irripetibile. Gli storici fondatori del Soul to Soul lanciano la loro prima reunion ufficiale dopo la chiusura dello storico locale milanese.
Al tartufo nero la nuova referenza di chips del marchio di patatine artigianali gourmet. Che intanto ha aperto nel centro di Senigallia Casa Nana, il suo format di locale-bottega
Una nuova referenza di patatine gourmet e un locale dedicato all’aperitivo fanno sempre più ricca e articolata l’offerta di Patatas Nana, il brand di chips artigianali creato dallo chef Michele Gilebbi con il socio Francesco Mazzaferri (leggi Patatas Nana, la chips gourmet tutta gusto e genuinità). Un’offerta che continua ad ampliarsi non solo in termini di prodotti, ma anche di format di locali per il loro consumo.
Patatas Nana al tartufo nero
Per quanto riguarda il primo aspetto, la novità è Patatas Nana al tartufo nero, dove il gusto della classica patatina artigianale è impreziosito dal sapore intenso di pregiato tartufo nero del centro Italia. La nuova creazione è realizzata, come da tradizione del marchio, sempre all’insegna della naturalità e della genuinità. La ricetta di partenza è infatti quella della classica Patatas Nana, preparata solo con patate di varietà Agria, coltivate nella zona della Vega Grandina in Andalusia (Spagna) e irrigate con l’acqua incontaminata del Rio Dúrcal, che nasce sulla Sierra Nevada, puro sale marino e olio di girasole. Ricetta alla quale si aggiunge in questo caso il tartufo disidratato, che regala alla patatina il suo caratteristico retrogusto di cacao dolce e sottobosco. Infine, le chips vengono confezionate con macchinari all’avanguardia, che ne garantiscono la conservazione senza uso di conservanti. Per Patatas Nana al tartufo neroil pack scelto è la busta colore argento specchiato in formato 100 g.
Casa Nana, un format per gustare il mondo del brand
Il lancio della nuova referenza è stato preceduto a inizio estate dall’apertura di Casa Nana, locale che sorge a Senigallia, città dello chef Gilebbi, che traduce il concetto di aperitivo del brand e ne costituisce anche una sorta di quartier generale.
Casa Nana a Senigallia
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Situato in piazza in Piazza del Duca, nel pieno centro storico della cittadina balneare delle Marche, Casa Nana è un locale dalle due anime. Al mattino, dalle 9 alle 13, si acquistano e si degustano tutti i prodotti firmati dal marchio: le famose patatine in busta, nella versione classica, a fiammifero, e nei vari gusti, che oltre la new entry al tartufo, comprendono le cinque referenze aromatizzate, Peperone, Limone, Rapa rossa, Aglio nero, Cappero, realizzate in collaborazione con LaGiardiniera di Morgan, condite con solo polvere di verdure disidratate, e la special edition al baccalà dedicata a Senigallia. Offerta completata dalla Sangria Nana, creata in collaborazione on il mixologist e “naso” Oscar Quagliarini (leggi Patatas Nana lancia Sangria Nana. Con ricetta di Oscar Quagliarini).
Un laboratorio di gusto
Ma è dalle 18 all’una di notte che il locale dalle atmosfere in stile spagnolo contemporaneo svela la sua essenza, trasformandosi in un piccolo laboratorio creativo cibo, buon vino, musica e relax rappresentano il filo rosso che guida la serata dall’ora dell’aperitivo alla notte.
La proposta food, oltre ai prodotti del marchio, si arricchisce di un menu di tapas da stuzzicare per l’aperitivo, o per una light dinner o per il dopocena. Tra le proposte troviamo rustici, tramezzini, sandwich, toast di brioche e croissant salati dalle sfiziose e ricercate farciture, come, per citarne alcune, granchio e insalata russa, prosciutto cotto e tartufo estivo, Pata Negra e pomodoro, pastrami, cecina de Buey, salmone affumicato e mascarpone, caviale Adamas e formaggio. E, ancora, le acciughe del Cantabrico conservate nel burro, altra specialità a marchio Nana, i gazpacho, le giardiniere di Morgan.
Parallelamemte si amplia l’offerta beverage, dove alla sangria si affianca una ricca selezione di vini naturali, che conta circa 400 etichette.
Né ristorante, né bar, né cocktail bar, Casa Nana si sviluppa su 140 metri quadri di superficie, più un dehors che affaccia sulla centralissima piazza, e due grandi banconi: un format informale replicabile in futuro anche in altre città.
Tra le variabili che influenzano il gusto in tazza dell’espresso sono subito considerati la granulometria e la grammatura del caffè, la temperatura e il tempo di estrazione, difficilmente si considerano la doccetta e il filtro che, al contrario, hanno una notevole importanza, come ha dimostrato un recente incontro presso Ims Filtri.
«Sono stati prima Nuova Simonelli, che nel 2011 ci ha richiesto filtri ad alte prestazioni per omologare la propria macchina per il World Barista Championship, poi Sanremo Coffee Machines per il lancio della macchina espresso Opera a dare il “la” allo studio e alla produzione di filtri performanti – affermano Giulia ed Emanuele Monti -. Abbiamo così realizzato la linea Competizione, brevettando la tecnologia che garantisce una forma del cono conica dei fori, con un diametro alla base di circa 0,4mm per arrivare alla sommità a 0,25: questo permette di non avere angoli o ostruzioni in fase di estrazione. Ulteriori lavorazioni come la rilaminatura, l’elettrolucidatura e il rivestimento Nanoquartz facilitano la rimozione del caffè esausto e migliorano il work flow».
Ricerche approfondite hanno permesso di individuare l’influenza del filtro sul prodotto in tazza. A cominciare dalla geometria dell’area filtrante: meno fori diradati, ideali per miscele, aumentano la pressione sul macinato e danno una maggiore percentuale di estrazione; un maggior numero di fori aumenta la distribuzione della pressione dando un’estrazione più accurata, maggiore pulizia in tazza e meno corpo; la foratura E (esagonale), copre un’area più ampia, dando una migliore distribuzione della pressione, un’estrazione più omogenea e una tazza più pulita in cui si riconoscono i sapori (mettendo a nudo anche eventuali difetti).
Ha la sua influenza anche la sagoma del filtro: quella troncoconica crea una pastiglia abbastanza alta che dà una buona resistenza alla pressione anche con meno dose di macinato ed è indicata per miscele con presenza di robusta; la bombata concentra l’estrazione verso il centro ed è ideale per miscele in cui si vuole esaltare il corpo; quella cilindrica con base convessa è consigliata per dosi oltre i 16 gr, dà un’ottima crema ed esalta sentori dalla frutta alla caramellizzazione; quella cilindrica a base piatta dà un flusso sul pannello verticale ed è ideale per alte grammature e singole origini, alle quali conferisce crema elastica e sentori ben distinti.
Le domande da farsi prima di individuare il filtro indicato alle proprie esigenze sono: cosa voglio in tazza? quali grammature userò? che ricette voglio usare?
Quale profondità? La misura del filtro si sceglie in base al volume necessario per accogliere la giusta quantità di caffè che, una volta pressato, deve lasciare uno spazio vuoto di circa 2 mm per fare gonfiare il macinato durante la preinfusione.
Se lo spazio è poco (inferiore a 2 mm) l’acqua ha poco spazio per bagnare correttamente il caffè, si rischiano canalizzazioni e sottoestrazione, e si può compromettere la vita della doccetta.
Troppo spazio (più di 2 mm) può creare canalizzazioni (aumento sensazioni acide e amare, minore corpo) e non permette una buona asciugatura del pannello.
Giulia ed Emanuele Monti rappresentano la quarta generazione di Ims - Industria Materiali Stampati, cui fanno capo i marchi Ims Filtri e E&B Lab. Sono responsabili rispettivamente della parte finanziaria, e di produzione ricerca e sviluppo.