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Il 25 settembre al Tailored di Livorno arriva Baritalia by Bargiornale. Registrati per l’ingresso!

Compila il form di iscrizione per assicurarti l'ingresso gratuito e un cocktail signature in omaggio. Potrai assistere a Baritalia Lab, momento di confronto tra bartender di tutta Italia e partecipare alle ben 10 masterclass della tappa di Livorno di Baritalia 2023, in scena lunedì 25 settembre 2023 al Tailored Cocktail Bar, in piazza dei Domenicani 19. Il programma completo lo trovi qui!

Baritalia 2023 arriva per la sua quarta tappa - dopo Napoli, Genova e Messina – approda in un’altra grande città di mare. Saremo per la prima volta nella vibrante Livorno che, negli ultimi anni, è stata la culla di molte realtà interessanti nell’ambito della mixology. Il 25 settembre, dalle 10 del mattino, saremo al Tailored, cocktail bar nel caratteristico quartiere Venezia di Livorno (piazza dei Domenicani 19).

Baritalia Livorno ci attende un’altra tappa caldissima, con 10 masterclass e 11 posti in palio per Cannes, sede della finalissima nazionale di Baritalia 2023 - A Drink for the Planet. 

Baritalia Lab, le Masterclass, il Signature Bar

Come da tradizione ci saranno due momenti clou. A partire da Baritalia Lab, laboratorio di miscelazione in cui si confronteranno bartender di tutta Italia sul tema "A drink for the planet", la ricerca della sostenibilità non solo nei cocktail, ma nel lavoro di tutti giorni.

Gli sfidanti dovranno presentare un cocktail "sostenibile" che valorizzi il prodotto sponsor (questi sono i nostri partner) e rispetti uno o più dei seguenti principiriduzione degli sprechistagionalitàterritorialità e sensibilizzazione del pubblico/cliente verso un progetto sostenibile. Nel regolamento di quest'anno abbiamo aggiunto anche un bonus per chi, nella sua presentazione, metterà in risalto le azioni che il proprio locale sta facendo in tema di sostenibilità. Nel corso della giornata, al Tailored, si svolgeranno anche le nostre Masterclass dedicate alle tecniche di miscelazione, tenute da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite per tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

Nel Signature Bar potrete degustare - tutto il giorno - i super cocktail delle aziende partner dell’evento. A tutti coloro che si registreranno sul nostro sito Bargiornale offrirà un drink in omaggio.

Ospiti speciali della giornata di Baritalia Livorno (GIUDICI D'ONORE)
I PERSONAGGI DI SPICCO DELLA SCENA TOSCANA

Alberto Bellanca, Martina Bonci, Fausto Bigongiali, Lorenzo Aiosa, Francesco Calvi, Danny Del Monaco, Francesco De Rosa, Federico Diddi, Daniela Gamberucci, Francesco Giuntini, Francesca Gentile, Giacomo Papi, Luca Picchi, Sacha Mecocci, Paola Mencarelli, Bledar Ndoci, Marco Macelloni, Jacopo Misano, Niccolò Vestrini, Edoardo Sandri, Simone Quercioli, Elisa Randi, Veronica Costantino.
Presenta Julian Biondi. 

IL PROGRAMMA

Ore 9.30
Accoglienza e registrazione dei partecipanti c/o Tailored, Piazza dei Domenicani 19, Livorno

Ore 11.00-13.30
Baritalia Lab
La sfida – parte I
In collaborazione con Bonaventura Maschio, Compagnia dei Caraibi, Organics by Red Bull

Ore 12.00
MASTERCLASS
L’evoluzione del vermouth (dalle origini fino al disciplinare “di Torino”, passando per la sua degustazione e versatilità in miscelazione)
A cura di Edoardo Banfi by Campari Academy

Ore 12.50
MASTERCLASS
Miscele, sorsi e sostenibilità
A cura di Giulio Nieri by GrosMarket

Ore 13.30-16.30
Baritalia Lab
La sfida – parte II
In collaborazione con Coca-Cola Hbc Italia, Gamondi

Ore 14.00
MASTERCLASS BY BOAT
Green Phoenix, ecologia trasparente
A cura di Gian Maria Ciardulli by Soero

Ore 14.45
MASTERCLASS
Cocktail Trend e Chimica dei No/Low abv cocktails
A cura di Daniele Gentili by The Organics by Red Bull

Ore 15.30
MASTERCLASS
Tokinoka “Il profumo del tempo”
A cura di Emanuele Russo by Compagnia dei Caraibi

Ore 16.15
MASTERCLASS
Monovitigno® Nonino: rivoluzione ed evoluzione della Grappa italiana nel mondo.
#BeBraveMixGrappa
A cura di Mauro Picchi by Nonino

Ore 17.00
MASTERCLASS
The secrets of Ancienne Pharmacie
A cura di Danny del Monaco by Ancienne Pharmacie

Ore 17.15-19.30
Baritalia Lab
La sfida – parte III
In collaborazione con Campari Academy, Nonino, Soero Gin

Ore 17.45
MASTERCLASS
SCENT: la decrescita intelligente incontra la grammatica dei profumi
A cura di Simone Mina e Steve Righetto by Distilleria Bonaventura Maschio/Ron Botran

Ore 18.30
MASTERCLASS
Coca-Cola HBC: Spirits and Co. & Storie di Highball
A cura di Federico Tomasselli by Coca-Cola Hbc Italia

Ore 18.45
MASTERCLASS BY BOAT
Easy To Mix by Gamondi
A cura di Igor Tuliach e Tommaso Salti by Gamondi

Ore 19.45
Baritalia Lab
LA PREMIAZIONE
In collaborazione con Bonaventura Maschio, Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, Gamondi, Nonino, Soero, The Organics by Red Bull

Ospiti speciali della giornata
I GRANDI BAR MANAGER DELLA TOSCANA

Alberto Bellanca, Martina Bonci, Fausto Bigongiali, Lorenzo Aiosa, Francesco Calvi, Danny Del Monaco, Francesco De Rosa, Federico Diddi, Daniela Gamberucci, Francesco Giuntini, Francesca Gentile, Giacomo Papi, Luca Picchi, Sacha Mecocci, Paola Mencarelli, Bledar Ndoci, Marco Macelloni, Jacopo Misano, Niccolò Vestrini, Edoardo Sandri, Simone Quercioli, Elisa Randi, Veronica Costantino.

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Aperte le iscrizioni al concorso Maestri dell’Espresso Junior

Maestri dell'Espresso Junior
Entro il 31 ottobre gli Istituti possono presentare la loro richiesta di partecipazione al percorso promosso da illycaffè, Gruppo Cimbali e Alpro.

Un’occasione concreta di crescita per tutti i partecipanti e l’opportunità di aggiornare il parco macchine o di ricevere una fornitura di caffè e di bevande vegetali, nonché di fare vivere ai vincitori una formazione più specialistica nel mondo della caffetteria.

Così si può riassumere la grande opportunità che illycaffè, Gruppo Cimbali e Alpro offrono agli Istituti Professionali Alberghieri e della Ristorazione di tutta Italia: con l’avvio del nuovo anno scolastico si sono aperte le iscrizioni alla 32a edizione di Maestri dell’Espresso Junior.

Per partecipare al concorso gli Istituti devono presentare la loro richiesta entro il 31 ottobre prossimo sul sito maestriespressojunior.com, iscrivendo un docente e gli studenti interessati al corso di formazione online promosso dall’iniziativa.

Seguiranno una prima fase di test teorico rivolto agli studenti e una selezione preliminare tecnica attraverso video dei candidati, che permetteranno di individuare i dieci finalisti che potranno accedere alla finale e sfidarsi nella prova pratica in programma per il 17 maggio 2024 presso illycaffè.

Da anni Bargiornale segue da vicino l’iniziativa, presenziando alla prova finale che è l’occasione per dialogare con docenti e allievi, fieri di essere giunti in finale, speranzosi di vincere, ma soprattutto grati alle aziende che ogni anno, instancabilmente, si rivolgono agli operatori di domani per far comprendere il fascino e la ricchezza di un mondo complesso e con tante opportunità qual è il caffè.

Il progetto è frutto della collaborazione tra l’Università del Caffè, il centro d’eccellenza di illy creato per diffondere la cultura della qualità sostenibile a produttori, baristi e professionisti della ristorazione e consumatori, e Mumac Academy, l’Accademia della Macchina per Caffè di Gruppo Cimbali per la formazione di professionisti e coffee lovers e la promozione della cultura del caffè. Da quest’anno si unisce come co-protagonista Alpro, che è già stata presente per la valutazione delle ricette e che dalla prossima edizione prende parte in ambito formativo nonché per la valutazione e la fornitura dei premi. 

Il concorso è un esempio concreto di supporto alle scuole e agli studenti delle classi quarte di integrare i programmi formativi attraverso corsi di formazione su diversi aspetti del mondo del caffè.

Per rendere il concorso ancora più accessibile, in risposta alle necessità espresse da alcuni istituti, è stata introdotta la possibilità di svolgere il testo online anche in modalità compatibile e accessibile agli studenti certificati DSA per dislessia.

Il giudizio della giuria tecnica permette ai vincitori di ricevere una formazione approfondita del mondo della caffetteria: il vincitore si aggiudica uno stage di 10 giorni lavorativi e il secondo la partecipazione a un corso di formazione presso Mumac Academy. 

Gli istituti vincitori ottengono una macchina o 3 macinadosatori da parte del Gruppo Cimbali, una fornitura di caffè da parte di illycaffè e una fornitura di 16 litri di bevande vegetali per le 4 referenze Alpro. A questi riconoscimenti si affianca il premio della giuria di giornalisti che valuterà i finalisti nella preparazione e realizzazione di una ricetta a base espresso e bevanda vegetale sviluppata con prodotti Alpro. 

Per tutti gli Istituti Professionali Alberghieri e della Ristorazione è decisamente un’occasione da non perdere.

Fonte Plose lancia Hugo e G&T analcolici Alpex

I cocktail no alcool Alpex
Cavalcando il trend no alcol, l'azienda ha creato due referenze per rivoluzionare l'aperitivo

Cresce la linea Alpex di Fonte Plose. Tra le sodate dell'azienda altoatesina spuntano due nuovi aperitivi "ready 2 drink". Dopo il debutto di Alpex Spritz, arrivano Alpex Hugo e Alpex G&T (Gin & Tonic) analcolici. Con questo trio Plose mette a disposizione del professionista e del consumatore una scelta più ampia di analcolici di qualità. Si rafforza così l’esperienza dell'aperitivo no/low alcol, agevolando il lavoro di bar e pasticcerie, sempre più impegnate nell'ampliamento dell'offerta salata.

Perché scegliere Alpex Hugo e Alpex G&T

I punti di forza di Hugo e G&T Alpex sono molti. Innanzitutto, i due cocktail non contengono alcol. Poi, sono pronti da bere. Di facile e rapida esecuzione, sono due drink freschi, in grado di incuriosire i clienti. Mantengono il gusto deciso e soddisfacente pur in versione analcolica, con tutta la garanzia di qualità e l’affidabilità di ingredienti naturali che caratterizza da sempre Fonte Plose. Quindi Zero Alcol, Zero Impegno, Zero Problemi, ma Tutto Gusto.

Come sono i cocktail zero alcol Alpex

Alpex Hugo e Alpex G&T si caratterizzano per il sapore classico e riconoscibile nel gusto del cocktail originale, con qualche particolare distintivo come nella tradizione dei prodotti Fonte Plose. Nel G&T colpisce subito il profumo del ginepro. A poco a poco sul palato si fa strada la nota amaricante del chinino naturale. La ricetta dell’Hugo parte dalla composizione di ingredienti originale, in cui si fa spazio il profumo di infuso di fiori di sambuco e spiccate note floreali, senza nulla da invidiare alla sua versione alcolica.

Alpex, la risposta al trend no alcol

La crescita della linea di aperitivi analcolici Alpex sostiene la domanda di cocktail no/low alcool con una proposta di bevande trasversali adatte a tutti i palati e ideale a tutte le ore. La linea è dedicata a chi non vuole rinunciare ad un aperitivo di carattere, ma lo preferisce senza alcool, realizzato con materie prime di eccellente qualità. Serviti freddi, rigorosamente “on the rocks”, rispettivamente con una fetta di limone o menta fresca, G&T e Hugo Alpex sono semplici da preparare e garantiscono tutto il gusto dei classici cocktail ma in versione analcolica. Come le altre referenze di Fonte Plose, anche le referenze Alpex sono pensate per ampliare l'offerta no/low alcol di bar, pasticcerie e ristoranti. Tuttavia, sono bevande perfette anche da consumare a casa e in ufficio. Qui è disponibile la rete ufficiale di distributori (trova il più vicino sul sito http://www.acquaplose.com/trova-plose/).

Rimettere i clienti al centro

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di settembre 2023 di Bargiornale a firma della direttrice Rossella De Stefano, dedicato ai buoni modelli di ospitalità

Toast divisi a metà, piattini e scontrini pazzi. Avremmo preferito un bilancio diverso per la stagione estiva. Baristi contro clienti, blogger, influencer e giornalisti a caccia dei casi estremi pur di far notizia e aizzare gli uni contro gli altri. È tempo di finirla. Occorre invece concentrarsi sul business, sui propositi per il nuovo anno, sul benessere della propria azienda.

bargiornaleL’augurio è che da tutto questo bailamme e dai problemi che abbiamo affrontato negli ultimi anni (tra caro bollette, mancanza di personale, inflazione ecc.) venga fuori un nuovo modo di fare ospitalità, che metta il cliente al primo posto. Quell’accoglienza capace di divertire e regalare esperienze memorabili. Come quelle vissute dal nostro inviato speciale, Stefano Nincevich, accompagnato da un inedito cicerone, Stefano Di Dio, in Australia. Sul loro taccuino hanno appuntato ogni genere di buona idea, ogni minimo dettaglio, visitando oltre venti locali del Down Under tra nuovi format e vecchie glorie, locali da classifica e indirizzi meno noti, tra Sydney e Melbourne.

Non che in Italia manchino i buoni modelli. Da Verona a Livorno, passando per Roma. Le storie - australiane e italiane - che vi raccontiamo sul numero di settembre di Bargiornale ne sono un esempio. Uno per tutti, Paolo Sanna, che quest’anno festeggia i 30 anni del Banana Republic e che, in un’accorata intervista, non manca di dispensare consigli a tutti. Fatene buon uso.

Walter Gosso è il nuovo direttore commerciale per l’Italia di Bordiga

Walter Gosso, neo direttore commericale per l'Italia di Bordiga
Gosso, figura di primo piano della bar industry tricolore, è stato scelto a capo della divisione commerciale. Ma non è l'unica novità per l'azienda: nella proprietà entra la nuova socia Manuela Mattalia, che ha assunto anche la carica di direttrice generale

Novità in casa Bordiga. L’azienda, specializzata nella produzione di liquori e distillati premium, ha nominato il suo nuovo direttore commerciale per l’Italia: la scelta è ricaduta su Walter Gosso, figura di primo piano del panorama bartending e della bar industry tricolore. A questo si aggiunge l’ingresso nella proprietà di una nuova socia, Manuela Mattalia, che ha assunto anche il ruolo di direttrice generale.

Due importanti trasformazioni nell’organico che arrivano nell’anno in cui l’azienda, fondata a Cuneo nel 1888 dal Cavalier Pietro Bordiga, festeggia il suo 135esimo compleanno. Anniversario celebrato con il nuovo pack, presentato in estate, di uno dei suoi prodotti più storici e iconici, l’Amaro St. Hubertus, prodotto e commercializzato fin dal 1890 (leggi Bordiga spegne 135 candeline e regala un nuovo pack all’Amaro St. Hubertus).

Una nuova avventura per Gosso

L’ingresso in Bordiga rappresenta per Gosso, classe 1972, originario di Carmagnola (Torino), una nuova tappa della sua lunga carriera di successo nella bar industry, prima come bartender e poi come manager. Ancora ragazzino, lavora nel bar di un suo cugino e a frequenta l’Istituto alberghiero Giolitti di Mondovì. Conclusi gli studi, lavora in diversi bar di Torino (Cafè Neuv Caval 'D Brons, Bar Zucca) e della Liguria, per poi diventare proprietario dello storico Caffè della Posta a Bra (Cuneo), luogo di nascita del movimento Slow Food. Nel 1999 inizia a girare il mondo come direttore generale F&B di un'azienda irlandese-americana, che gestisce diversi marchi alberghieri, cocktail bar e ristoranti in tutti i continenti. Una peregrinazione durata oltre 10 anni durante i quali lavora a Miami, Buenos Aires, Cuba, Brasile, Messico, Londra, Austria, Spagna, e Portogallo.

Nel 2010 il ritorno in Italia alla guida del Caffè Arpino di Bra, seguito dall’apertura del Bora Bora Sun & Cocktails a Torino e, qualche anno più tardi, del Mad Dog, speakeasy subito diventato punto di riferimento per il bere di qualità in città e più in generale nel panorama italiano. Partecipa con successo a prestigiose competition per bartender, vincendo nel 2014 la Bacardì Legacy Italy e la Cherry Heering Competition Italy e l’anno successivo si impone prima nella finale italiana e poi in quella mondiale della Martini Grand Prix.

Nel 2016 diventa global brand ambassador di Bacardi Martini Group, per il Travel Retail, nel settore Cruise Line, per poi passare nel 2018 in Compagnia dei Caraibi come advocacy manager e ambassador, ruolo quest’ultimo valsogli un altro prestigioso riconoscimento: il Barawards come Brand Ambassador dell’anno per la categoria spirit di Bargiornale. Successo bissato lo scorso anno sotto le insegne di Rinaldi 1957, dove era passato nel 2020, sempre con il ruolo di ambassador e advocacy manager. Ora intraprende la nuova avventura con Bordiga.

Manuela Mattalia nuovo socio e direttrice generale

Bordiga Manuela Mattalia
Manuela Mattalia, nuova socia e direttrice generale dell'azienda

Principalmente nel campo del marketing e del trade marketing per grandi realtà e multinazionali del food&beverage, quali Ferrero, Balocco, Cameo e Lurisia, si è sviluppata la carriera di Manuela Mattalia. Particolarmente rilevanti le esperienze con Ferrero, dove ha sviluppato competenze di marketing Fmcg e ha contribuito a fondare le basi del trade marketing, e con Lurisia, dove ha gestito il marchio nella fase di vendita a Coca-Cola Hbc e sviluppato piani operativi per raggiungere gli obiettivi sia in Italia sia all'estero. È autrice del volume Prodotto Irresistibile, progetto editoriale indipendente che illustra come creare lanci di nuovi prodotti seguendo le procedure delle grandi imprese alimentari.

Occitana, originaria di Elva, piccolo paese in alta valle Maira, Mattalia proviene da una famiglia con una tradizione radicata nella raccolta manuale di erbe spontanee. Aspetto questo che la pone in naturale sintonia con Bordiga, la cui produzione e filosofia è da sempre legata a doppio filo con la montagna, da dove provengono le materie prime, molte delle quali raccolte a mano.

Una nuova era per Bordiga

I due nuovi ingressi segnano una ulteriore tappa nell’evoluzione dell’azienda e saranno seguiti da altre novità. Entro la fine dell’anno è infatti previsto l’ingresso di un nuovo responsabile anche per il reparto logistico. «Questi sono solo i primi di una serie di importanti investimenti in risorse e mezzi che segnano l'inizio di una nuova era per Bordiga - ha commentato in una nota Claudio Arneodo, amministratore delegato dell’azienda -. Stiamo progettando l'espansione dei nostri magazzini e il restauro dello stabilimento per supportare la crescita importante che c’è e che ci aspetta nei prossimi anni».

Come sopravvivere (e lavorare) a theGINday 2023

ginday_pubblico
Il 10 e 11 settembre va in scena a Milano l'undicesima edizione di theGINday. La nostra guida pratica per i professionisti che vogliono trarre il massimo da questa occasione di incontro dedicata al re dei distillati

L’undicesima edizione di qualsiasi cosa segna il passaggio all’età adulta. Significa aver scavallato la soglia dei dieci anni, un’eternità ai tempi del millennio corrente, dove quasi tutto dura quanto il battito d’ali di una farfalla. Nel 2023 supera questa linea simbolica la manifestazione theGINday, che torna al SuperStudio Più di Milano, il 10 e 11 settembre, appunto per l’edizione numero 11. L’evento, organizzato da Luca Pirola - ideatore del format e fondatore di Bartender.it - è il punto di riferimento per i professionisti della mixology in materia di gin, ed è il terreno fertile per tendenze e novità attorno al distillato più fortunato del mercato.

La guida: dove, quando e come

Abbiamo pensato di proporvi una mini guida per approcciare in modo corretto l’evento (la trovate proprio qui accanto). A theGINday ci si presenta con la serietà che si deve a un appuntamento professionale, certo, ma anche con lo spirito leggero che può e deve caratterizzare le grandi occasioni di incontro del nostro settore.

ginday_martiniCome ci arrivo?

Devi raggiungere il SuperStudio Più in via Tortona 27, a Milano. La fermata della metro più vicina è quella di Porta Genova, sulla linea verde M2. Da lì si arriva comodamente alla location a piedi in 10 minuti attraverso una delle zone più cool di Milano. La zona è servita anche dai mezzi di superficie: i bus 90 e 91, che percorrono la circonvallazione, e il tram 2.

Dove parcheggio?

Il più vicino è quello del Mudec, in via Tortona 56. Ci sono altri autosilos in zona e una grande area parcheggio al di là dei binari, accessibile dalla stazione di Porta Genova. Ricordati che stai andando a una manifestazione sul gin e che farai diversi assaggi: è proprio il caso di arrivare in macchina? Don’t drink and drive.

Come entro?

La manifestazione è aperta domenica 10 settembre dalle 12 alle 20 e lunedì 11 settembre dalle 11 alle 19. L’ingresso è a pagamento. La scelta più conveniente è acquistare i biglietti prima, sul sito www.theginday.it/biglietti, sia per un singolo giorno che in “abbonamento” due giorni. Ai lettori di Bargiornale è riservato uno sconto del 10%, basta inserire il codice bargiornale2023 in fase di acquisto.

Come mi preparo?

Come per una giornata di lavoro importante: theGINday rappresenta anche un momento divertente e leggero, ma è una fiera professionale e potresti incontrare opportunità di lavoro. Cura il look, perché l’aspetto è fondamentale. Arriva in forma e a stomaco pieno, con una bella colazione e tanti carboidrati in corpo (devi assaggiare, ricordati).

Ricava il massimo dalla tua presenza a theGINday 2023

Per chi ci verrà per la prima volta, per chi ha partecipato in passato e vuole tornare, per chi si considera un aficionado vero, i consigli pratici valgono per tutti. E valgono per tutti anche alcuni altri importanti suggerimenti su come costruire il proprio percorso di degustazione.

Ripartiamo dalle basi: si va per assaggiare, per testare e testarsi. Distributori e produttori portano e raccontano i loro prodotti e le loro novità, i bartender devono approcciare la fiera con in testa un obiettivo preciso. Cosa voglio scoprire? Cosa mi serve capire? Il senso è: assaggio e mi informo su quello che è funzionale ai miei progetti. Giusto? Sì, però guai a limitare il campo ex ante. Mai escludersi assaggi “a sentimento”, mai rinunciare a riassaggiare quel che già si conosce. Il palato può aver cambiato sensibilità, il lavoro del produttore può essersi evoluto nel tempo. Dunque, sperimentare.

ginday_assaggi

Secondo consiglio: fidarsi - della propria memoria - è bene, ma non fidarsi è meglio. Cosa buona sarebbe munirsi di blocco per gli appunti e prendere nota di tutto quello che gli assaggi restituiscono. Al SuperStudio si è dentro al flusso della manifestazione, si incontra gente, si beve e si mangia, poi si passa nei locali di Milano che aderiscono alla Gin Week (alla quarta edizione, l’elenco è su theginday.it). C’è il rischio di perdere di vista i contenuti. Molto meglio poterli rivalutare a mente fredda. E poi il blocco ha un altro valore: è la prova tangibile - da esibire petto in fuori anche al proprio titolare - del serio lavoro fatto in una giornata sottratta alla normale operatività dietro il bancone. La testimonianza di quanto si ha preso sul serio l’impegno e, insieme, un piccolo compendio delle novità.

Altro suggerimento: osare con gli assaggi. Sfruttando i tre bar tematici - Gin Tonic Bar, Martini Bar e Negroni Bar - dove vengono serviti drink realizzati con i brand presenti in fiera, per valutare i prodotti per come lavorano in miscelazione. Occorre mettersi alla prova con i tasting e, allo stesso tempo, mettere alla prova i produttori: meglio non farsi dire di preciso che cosa c’è dentro questo o quel gin, ma provare a identificare in proprio le botaniche. Così si attiva una doppia sfida: con se stessi (il proprio palato) e con il produttore (se si sente sistematicamente qualcosa che non ci dovrebbe essere, qualcosa va messo in discussione, no?). E a proposito di produttori: perché non approfittarne per organizzare un futuro momento di team bulding in distilleria con il proprio staff? Ultimo consiglio: curiosare a un paio di seminari fa bene ai piedi (ci si riposa) e alla mente. Qualcosa di interessante si trova, se non si pensa di sapere già... tutto. E allora, buon theGINday!

Gin Awards, in giuria bartender e gin lover

Novità di questa edizione de theGINday è l’istituzione dei premi GIN AWARDS, che vedranno in campo una giuria composta da 50 esperti, professionisti del beverage come bartender, produttori, sommelier, degustatori e giornalisti del settore. Saranno loro a procedere con assaggi in stile “blind test”, testando gin italiani e stranieri alla cieca per decretare i vincitori di quattro categorie: Best Italian Gin, Best International Gin, Best Idea/ Concept (intesa come idea di servizio) e Best Packaging. Per questi premi ci si sono più di 50 iscritti. Altri due sondaggi coinvolgeranno il pubblico presente al SuperStudio Più il 10 e l’11 settembre. Domenica 10 gli appassionati in visita dovranno scegliere il nome del gin più amato, conferendo il Premio Lovers. Toccherà, invece, ai professionisti, il giorno successivo, votare i cinque gin che non possono mancare in bottigliera, assegnando
il premio Best Bartender Selection, il miglior distillato da Gin Tonic - Best G&T Gin - e i migliori per preparare Martini e Negroni - Best Martini Cocktail Gin e Best Negron Gin. La premiazione avverrà al termine dei due giorni di manifestazione, dalle 17 di lunedì 11.

In 15 in gara nella finale italiana di The Bartenders Society

The Bartenders Society
Uno dei cocktail finalisti nell'edizione 2022 della competition
L'atto conclusivo dell'edizione italiana della competition di Saint James & Marie Brizard sarà il 18 settembre a Riccione. In palio un posto per la finale globale di Parigi a novembre

Dare un tocco locale a un cocktail classico:  è stato questo il tema al centro dell’edizione 2023 di The Bartenders Society, la competition firmata da Saint James & Marie Brizard, e organizzata in Italia da Mixer cocktails, distributore nel nostro paese dei due brand che, come la stessa azienda sono parte del gruppo francese La Martiniquaise Bardinet, tra le principali realtà mondiali di spirit.

La gara, che ha Bargiornale come media partner, per il nostro Paese si avvia verso all’atto conclusivo, con la finale nazionale in programma il prossimo 18 settembre presso l’Hotel Mediterraneo di Riccione. A darsi battaglia per il titolo italiano i 15 bartender selezionati dalla giuria di preselezione tra tutti quelli che hanno raccolto la sfida lanciata dal contest.

Twist su un classico. Con tocco locale

Una sfida giocata sull’interpretazione originale dei classici della miscelazione, lasciando al bartender la massima libertà nella scelta del cocktail, dall’epoca del proibizionismo, o precedente, ai classici moderni degli anni Ottanta-Duemila. A rendere il tutto più complesso, però, la necessità di utilizzare come base del twist uno dei rhum della gamma Saint James. In aggiunta a uno dei distillati della Martinica, il twist doveva contenere anche uno dei liquori o degli sciroppi a marchio Marie Brizard. Ma non solo. Perché nella rielaborazione del classico è stato chiesto al bartender di integrare anche un elemento locale, come un ingrediente del suo territorio di origine o un metodo di produzione o di lavorazione tradizionale sempre del suo territorio.

I 15 finalisti

A superare la prova e guadagnarsi il posto in finale sono stati: Andrea Paris, Antonello Gagliardi, Antonino Sciortino, Claudio Carminati, Federico Boscolo, Francesco Calvi, Francesco Drago, Gian Maria Ciardulli, Lorenzo Marchesini, Luigi Cippone, Manuel Crescini, Maria Grazia Ferrari, Matteo Cassan, Pierluigi Soccodato e Raffaele De Rosa.

Per la gara finale dovranno realizzare, in 7 minuti di tempo, la loro ricetta in due esemplari da sottoporre al vaglio della giuria di esperti composta da: Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale, Leonardo Pinto, fondatore e direttore di ShowRum e tra i maggiori esperti europei di rum, Terry Monroe, brand ambassador Marie Brizard, Gianluca Nicoli, brand ambassador Saint James, e Luca Azzolina, formatore e consulente.

Chi vince vola a Parigi per la finale globale

Al vincitore, insieme al titolo italiano andrà il biglietto per Parigi, dove prenderà parte alla finale internazionale di The Bartenders Society in programma a novembre. Qui si confronterà con gli altri 17 campioni dei Paesi coinvolti in questa edizione del contest: Francia, Belgio, Italia, Danimarca, Svizzera, Spagna, Portogallo, Grecia, Canada, Taiwan, Giappone, Regno Unito, Germania, Costa d’Avorio, Usa, Martinica, Israele e Polonia.

Una due giorni di prove che ne testerà ulteriormente le abilità e creatività. Nella prima parte della gara i concorrenti dovranno realizzare un cocktail su un tema e con ingredienti svelati loro al momento. I 9 più bravi realizzeranno un nuovo drink che sarà servito a tutti gli ospiti della serata di gala che chiude la competition e che esprimeranno il loro giudizio.

Ricco il premio in palio per il vincitore mondiale: un assegno da 2000 euro e, soprattutto, un viaggio per due persone in Martinica, dove visiterà maison Saint James.

Grappadotto, il tunnel della grappa nel cuore del Piemonte

Trasporta grappa e persone, tra le quali tanti visitatori, il condotto realizzato a 7 metri di profondità da distilleria Beccaris a Costigliole d’Asti per collegare la sua storica area produttiva con la nuova sede di affinamento dall'altra parte della strada. Una suggestiva struttura diventata veicolo di promozione del territorio

Un “grappadotto”, cioè una tubo che trasporta grappa e che corre attraverso un tunnel lungo tredici metri, largo tre e scavato a sette metri di profondità. Un condotto composto da un tubo in acciaio, spesso diversi centimetri, che oltre alla grappa trasporta anche visitatori, turisti e appassionati del famoso distillato da una parte all’altra di una strada trafficata e che collega l’area storica e produttiva di una distilleria a quella moderna e sede di affinamento di accoglienza e foresteria.

Questa singolare costruzione di architettura ed edilizia eno-alcolica si trova nel cuore del Piemonte, nell’Astigiano, precisamente a Costigliole d’Asti, in via Alba 5. La località è Boglietto, una porzione del paese dove visse la Contessa di Castiglione, alias Virginia Oldoini, singolare figura di nobildonna che Camillo Benso, a fine Ottocento, utilizzò come spia internazionale a Parigi, al servizio dei Savoia.

Qui, al centro di un territorio pieno di storia, paesaggi e grandi vini, la famiglia Beccaris dal 1951 conduce la sua distilleria che ogni anno lavora 40mila quintali di vinacce di cui il 50% ottenuti uve moscato bianco da cui produce circa 200mila bottiglie di grappa firmate Beccaris, la maggior parte di Moscato, che sono distribuite in Italia, Europa e Usa.

Una realtà artigianale, sartoriale quasi, che rinnova la verve e lo spirito delle distillerie di un tempo, nate dall’arte e dal genio di veri artigiani geni dell’alambicco con tecniche che nel  tempo non sono cambiate.

Un'azienda nata grazie a un gioco di prestigio

Ma come si arriva a costruire un tunnel sotterraneo per trasportare grappa e persone? E perché i Beccaris si sono imbarcati in questa idea così originale di costruire una galleria di servizio (e di piacere) sotto una pubblica via?

Per capirlo bisogna parlare con i titolari, Carlo Beccaris e i suoi due figli, Marco e Paolo che con lui, e insieme alle rispettive famiglie, gestiscono la distilleria.

Intanto Carlo, Marco e Paolo raccontano come l’attività famigliare sia nata grazie a un gioco di prestigio. E spiegano: «Nel 1951 il nostro fondatore, Elio Beccaris (padre di Carlo e nonno di Marco e Paolo ndr), era deciso a iniziare un’attività in proprio. Però non sapeva se avviare una distilleria, una cantina o un acetificio. Fece prendere la decisione al figlio Carlo, allora un bimbo di pochi mesi. Mise tre biglietti contenenti le possibili scelte in un cappello e diede al piccolo la facoltà di estrarne uno, quello decisivo». Carlo pescò il biglietto con la scritta distilleria e distilleria fu.

Alcuni anni fa, dopo decenni di attività, con un ciclo produttivo che inizia ogni fine estate con la scelta delle vinacce provenienti dalle aree vitivinicole più vocate tra la Langa e il Monferrato astigiano, terre d’elezione dell’uva moscato bianco che serve a produrre Asti Spumante e Moscato d’Asti e una grappa al Moscato che è cavallo di battaglia della distilleria, e prosegue con tutte le fasi della distillazione, dell’affinamento e della preparazione delle bottiglie che ogni anno vanno sul mercato, i Beccaris decisero che era giunto il tempo di risolvere qualche problema di logistica.

L'ampliamento della sede

Raccontano: «Avevamo l’esigenza di ampliare la sede. Quella storica di via Alba 5 a Boglietto e anche il magazzino che avevamo allestito poco distante non erano più sufficienti. Così abbiamo acquisito un edificio, ex sede di un mulino, che si trovava proprio davanti alla nostra sede storica, dall’altra parte della strada».

Si avviano i lavori di ristrutturazione. I Beccaris vogliono una sede moderna, ma che nello stesso tempo abbia riferimenti al territorio e alla sua storia. Con l’architetto Ermanno Saracco nasce l’idea di una struttura attuale, a diversi piani, che al suo interno celi uno spazio a forma di botte con precisi rimandi alla vite e al paesaggio, con grandi tronchi di alberi di rovere che sembrano colonne di una dorsale centrale su cui si affaccino stanze e locali, e radici appese al soffitto che simboleggino la storia della famiglia, ma anche delle comunità che vivono in questa area di Piemonte vitivinicolo.

La soluzione grappadotto

Si pone, però, il problema di collegare le due parti dell’azienda, quella nuova e quella di recente costruzione. Si valutano alcune soluzioni: attraversamento pedonale, passerella sospesa, galleria. La migliore risulta quella di costruire un tunnel che passi sotto la strada, ad almeno sette metri di profondità, aggirando, fatti salvi tutti i permessi del caso, cavi e tubazioni pubbliche e private.

Per costruire in sicurezza il traforo si interrano direttamente nel sottosuolo grandi sezioni tubolari da tre metri di diametro di acciaio inox spesso alcuni centimetri, che poi, via via, sono svuotate dal materiale terroso creando, in sicurezza, il passaggio all’interno.

Alla fine il tunnel è completato. È lungo circa tredici metri, largo tre, con una superficie pedonale larga due metri e permette anche il passaggio di tubi per la grappa diventando di fatto un vero “grappadotto”.

Un veicolo di promozione del territorio

Ora la storica sede e la nuova area sono collegate e operative. Dicono i Beccaris: «Le opere sono durate anni, ma, già dopo l’inaugurazione alla fine dello scorso giugno che è coincisa con l’intitolazione di una strada del nostro paese al nostro fondatore, Elio Beccaris, molti turisti, italiani e stranieri, molti appassionati e anche i nostri clienti vinicoli per i quali produciamo grappe dalle loro vinacce, ci hanno chiesto di visitare il grappadotto e la nuova sede di affinamento e anche di allestire lì eventi e manifestazioni. È una grande soddisfazione».

Insomma, il grappadotto dei Beccaris, pensato per trasportare distillati e persone, si sta dimostrando anche un formidabile veicolo di promozione e valorizzazione per un territorio italiano che, sempre di più, si deve votare al turismo legato alle eccellenze e al paesaggio,    uniche caratteristiche che nessuno può clonare, nemmeno l’intelligenza artificiale.

Borsa Bistrot inaugura l’era dei vinogiochi

Nuova enoteca e bistrot a Castelfranco Veneto con vini speciali, fortificati, aromotizzati e ossidati. E per non farsi mancare niente, c'è anche il Negroni affinato in anfora

Ha aperto ieri a Castelfranco Veneto Borsa Bistrot. Il nuovo locale di Simone Baggio, affermato imprenditore della zona e artefice del successo di Alchimista sempre a Castelfranco, è un'enoteca con bistrot che richiama i concetti del bacaro veneziano e la valorizzazione dei piatti della memoria veneta. L’intenzione di Baggio per il nuovo bar collocato nella centralissima piazza Giorgione è quella di ripristinare la tradizione del classico aperitivo, inteso come rito sociale, con il servizio di vino fortificato proposto on the rocks, con seltz e fetta di arancia. Borsa Bistrot è un festival di vini aromatizzati, fortificati e di ossidati. Una galleria d’arte per Vermouth e Marsala, passando per Porto, Sherry e Madeira. Tutti prodotti inseriti all’interno di una più ampia carta dei vini, che include etichette di tutte le regioni d’Italia e un’agguerrita pattuglia di rivelazioni estere da Spagna, Slovenia, California e Australia. I vini sono proposti in degustazioni verticali e orizzontali, ma anche in miscelazione. La carta dei cocktail, prezzo medio 10 euro, include molti prodotti a base vino e di figli del vino. Distillati come Cognac, Armagnac, brandy, a cui si affiancano gin, whisky affinati in botti di porto, sherry, Madeira o Marsala o rum. È il caso, per esempio, di Rump@blic affinato in botti di Marsala Florio.
«Altro focus di Borsa Bistrot - spiega l’esperto Simone Baggio - sarà l’ossidazione in anfora col Negroni e il gin affinato in anfore precedentemente poste in acqua di mare. L’ossidazione è un processo che ci consente di caratterizzare ed elevare le caratteristiche dei fortificati». Il locale, 140 posti esterni e 50 interni, ha un’offerta che si estende dall’alba al tramonto. Con proposte non solo di drink e vini. La pasticceria del mattino gode del supporto di Luca Cantarín, rinomato pasticcere della celebre Pasticceria Marisa di Arsego, e dell'abilità culinaria degli chef di Alchimista Bistrot e Mescole. Per il tea-time, l'offerta è variegata e comprende una selezione di tè in foglia. Uno dei gioielli della proposta di Simone Baggio è la cioccolata, preparata con cacao Van Houten olandese e il caffè di Caffé Pavin, un'azienda del territorio. Questo mix di cioccolata, con una nuova mono origine di caffè che si rinnova ogni mese, è stato pensato per completare l’offerta della prima colazione. Specialmente quella della domenica. La giornata in cui, grazie alla collaborazione con il Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco, si esibiranno studenti al pianoforte, rendendo l'esperienza ancora più speciale.

CSC in Guatemala, due i caffè certificati

Caffè al sole ad asciugare
Diverse condizioni pedoclimatiche hanno un’importante influenza sulle caratteristiche dei caffè coltivati. Due esempi da Atitlan e dalla regione di Huehuetenango.

L’influenza del luogo di produzione sulle caratteristiche di un vino è riconosciuta dai tempi antichi. È più recente la consapevolezza da parte del barista e del consumatore finale, della profonda influenza che l’altezza, il clima, il suolo, le condizioni di umidità in cui cresce e matura il caffè hanno sulle sue caratteristiche. 

Ne offre un chiaro esempio CSC presentando i due caffè del Guatemala selezionati dai suoi esperti che hanno meritato il bollino di Caffè Speciali Certificati.

L’ultimo certificato è Guatemala S.H.B. Genuine Atitlan Pasajquim Panacal. Viene coltivato da Abramham Guarchaj e dalla sua famiglia, a unaltitudine di oltre 1700 metri, a San Juan La Laguna presso il bellissimo lago Atitlán (regione Sololá).

Le varietà che lo compongono sono Catuai e Pache; il caffè è raccolto a mano e il procedimento di lavorazione è lavato, cui segue lessiccazione al sole su patii. Allassaggio presenta un buon corpo e una piacevole acidità, con sentori floreali, agrumati, di vaniglia e nocciola tostata. 

Atitlan si trova in una zona vulcanica nell’area Sud-Occidentale del Paese, dove il suolo è ricco di materia organica. Il caffè è coltivato sulle pendici dei vulcani che dominano le rive del lago, dove ogni giorno spirano venti che hanno un’influenza importante sul microclima, come pure le piogge: ogni mese ne cadono almeno 50 mm, mantenendo un tasso d’umidità alto (intorno al 70-80%), inoltre la coltivazione in quota comporta una bassa presenza di parassiti e malattie.

Il secondo caffè guatemalteco certificato da CSC, doña Lucero, proviene dalla provincia di Petatán, regione di Huehuetenango, nella parte occidentale del Guatemala. Qui la onlus Amka e Caffè Speciali Certificati hanno condotto un progetto comune al fine di promuovere lo sviluppo delle capacità produttive e commerciali di 80 donne in difficoltà. Il loro impegno ha dato ottimi risultati: accanto al bollino del Consorzio, le torrefazioni associate che propongono questo caffè delle donne ne hanno posto sulle confezioni un secondo con la scritta “Amka - doña Lucero - social development project”, seguito dal rapido racconto della peculiarità del progetto.

In tazza presenta una piacevole acidità e unisce note di frutti rossi e cioccolato. Quella del Huehuetenango è una delle tre regioni non vulcaniche del Guatemala, nonché la più secca, in cui la produzione di caffè avviene a una quota più alta (fino a 2000 metri). Sono i venti che soffiano sulle montagne dalla pianura messicana di Tehuantepec a proteggere la regione dal gelo e a permettere la produzione di un caffè dalle caratteristiche pregiate, molto apprezzato nel mondo.

Il Guatemala è il nono Paese esportatore a livello mondiale e il caffè è un prodotto fondamentale che dà lavoro a 125mila famiglie di produttori (circa 500mila persone) e i cui proventi sommano tra il 3 e il 3,5% del Pil nazionale. L’attenzione al cambiamento climatico e al mantenimento degli alti standard qualitativi del Paese sono oggetto di una ricerca continua e di azioni atte a prevenire futuri problemi, come la coltivazione del caffè all’ombra di alberi (il 98%) e la raccolta manuale, al fine di effettuare una selezione attenta del prodotto.

I torrefattori che vogliono avere la certezza di approvvigionarsi di un prodotto di qualità superiore, possono associarsi a CSC, che non acquista direttamente, ma organizza ed effettua controlli necessari per garantire i migliori caffè, mettendoli a disposizione degli associati. Le torrefazioni che ne fanno parte sono  Barbera 1870 – Messina; Blaser Café – Berna (CH); Caffè Agust Brescia; Caffè Moreno – Casoria (NA); DiniCaffè – Firenze; Goppion Caffè – Preganziol (TV); Le Piantagioni del Caffè – Livorno; Mondicaffè C.T.&M. – Roma.

Rcr firma i Tiki made in Italy

Rcr collezione tiki amb orizzontale
Un originale design ispirato a elementi delle culture degli antichi popoli italici caratterizza i bicchieri impilabili della nuova collezione realizzata dall'azienda toscana e dedicata alla miscelazione tiki

È alla miscelazione Tiki che Rcr Cristalleria italiana ha dedicato la sua nuova collezione. Ma con un deciso tocco di italianità, da sempre vanto dell’azienda di Colle di Val D’Elsa (Siena). La collezione interpreta infatti in modo originale le iconiche tiki mug, i contenitori che riprendono la fattura delle statue di divinità polinesiane utilizzate per il servizio dei cocktail di questa corrente della mixology.

A elementi della cultura italiana e degli antichi popoli della Penisola sono ispirate le maschere che caratterizzano il design dei primi due bicchieri che al momento fanno parte della collezione, Tiki Sardinia e Tiki Etruria. Nel primo (capacità 46 cl, altezza 136 mm) la maschera raffigurata è ispirata dai Mamuthones della tradizione sarda del carnevale di Mamoiada, mentre in Tiki Etruria (capacità 45 cl, altezza 136 mm) l’immagine raffigurata e quella di Medusa, la gorgone custode del regno degli inferi e simbolo dell’Etruria.

Trasparenti, impilabili e resistenti

I nuovi bicchieri sono realizzati in vetro trasparente, così da esaltare tutto il colore tipico dei tiki cocktail, e sono anche impilabili: un’innovazione indispensabile per servire al tavolo in modo scenico, creando dei veri e propri totem colorati, e che ne aumenta la praticità anche quando non utilizzati, in quanto si possono riporre uno sull’altro risparmiando prezioso spazio.

Ulteriore valore aggiunto è rappresentato dal materiale con il quale sono realizzati, il Luxion®, vetro sonoro superiore ad alte prestazioni sviluppato dall’azienda, e protetto da brevetto, che li rende molto resistenti, 100% riciclabili e lavabili in lavastoviglie professionali.

Come comunicare il gelato: il caso Jilatu

Tra trend di mercato e destagionalizzazione, ecco come comunicare il gelato. Intervista a Luana Sangalli, project manager di Lhub per Tomarchio

Comunicare il gelato, puntando anche alla destagionalizzazione del prodotto, è l’obiettivo di molti professionisti del settore. Il pubblico è sempre più orientato verso prodotti genuini, che possono fregiarsi dell’etichetta km zero o made in Italy. Tomarchio, storico brand siciliano della pasticceria, ha lanciato Jilatu, la sua versione di gelato artigianale. Considerato un marchio del cuore nella regione, Tomarchio ne ha affidato la comunicazione a Lhub, un’agenzia di comunicazione digitale con all’attivo 50 persone. Nata da 5 anni a Gallarate, ha curato la comunicazione social, le affissioni e i materiali diffusi nei punti vendita legati al progetto Jilatu.

Cos’è Jilatu

Jilatu è la novità dell'estate 2023 firmata Tomarchio. L'esperienza dolciaria del brand siciliano ha portato a creare un gelato artigianale con ingredienti 100% naturali, senza emulsionanti, coloranti o aromi artificiali aggiunti. Alla base di Jilatu ingredienti selezionati e la manualità di esperti mastri gelatieri. Inoltre, nell’ottica di proporre sempre un gelato fresco e di altissima qualità, l’assortimento dei gusti alla frutta segue la naturale stagionalità delle materie prime. Due formati a disposizione. Quello da 250 ml per il consumo individuale. La confezione da 1 litro per la convivialità. Tanti deliziosi gusti da assaggiare: i classici, dall’iconico tappo argento, e i gourmet dal tappo oro. Il gusto più richiesto? Quello Tortina, firma inconfondibile di Tomarchio. Una morbida crema con pezzetti di Tortina.

Comunicare il gelato: l’intervista a Luana Sangalli di Lhub

Come avete costruito la comunicazione su Jilatu?

La comunicazione si è basata su diverse attività. Noi gestiamo social media, affissioni, brochure, poster, spot radiofonici e tutta la comunicazione all’interno dei punti vendita. Siamo partiti dalla notorietà del brand Tomarchio in Sicilia, a Catania e nel resto della regione. Del resto, per i catanesi è un love brand. Pertanto, la reputazione positiva del marchio si è estesa anche al gelato. Abbiamo usato un tono di voce familiare e amichevole, creando un contest su Instagram in cui abbiamo chiesto ai follower le foto estive con Jilatu. Anche se stanno aprendo un nuovo e-commerce, il gelato resta un prodotto territoriale e pertanto andava comunicato a stretto contatto con la sua regione.

Quali sono le caratteristiche di prodotto su cui avete fatto leva?

Abbiamo puntato sula naturalezza del prodotto e degli ingredienti. Jilatu nasce da materie prime italiane, come il cioccolato di Modica, il pistacchio di Bronte e la nocciola di Giffoni.

Rispetto ad altri prodotti food quali sono i fattori a cui il pubblico è più sensibile quando si parla di gelato?

In primo piano, tra i trend di mercato c’è la naturalezza. I consumatori cercano sempre di più un prodotto naturale e vicino al territorio. Il km zero e il prodotto biologico sono i cavalli di battaglia dell’industria. Tutto quello che è naturale ha un appeal molto elevato. Sicuramente il consumatore ama molto l’allure casalinga di Tomarchio, che ha fatto un gelato artigianale quanto quello della gelateria sotto casa.

Come destagionalizzare la comunicazione del gelato?

Il gelato è un dolce che può essere consumato in qualsiasi momento. Non va messo in relazione alla temperatura esterna. Anche il tiramisù è freddo, ma viene consumato anche d’inverno. Il gelato è naturale, facilmente reperibile, fruibile sempre, il fatto che sia congelato lo rende più longevo a livello di shelf life. Per quanto si tende a consumarlo più d’estate, è uno dei dolci preferiti degli italiani, fruibile sempre e anche più economico di una torta di pasticceria.

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