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Arcobaleno di forme, luci e colori per nove birre Doppio Malto

Nuova confezione arcobaleno per nove birre Doppio Malto
Nuove confezioni coloratissime per nove specialità in bottiglia 33 cl. Con 27 ristoranti-pub, di cui 11 affiliati in franchising, in Italia, Francia e Scozia, la catena Doppio Malto punta a ulteriori espansioni in Europa.

Sono 27 i ristoranti-pub Doppio Malto in Italia e all'estero riforniti dai birrifici di Erba (Como) e Iglesias (Sud Sardegna) con una larga gamma di 15 birre alla spina e in bottiglia. Nove specialità Doppio Malto hanno ricevuto recentemente altrettante coloratissime etichette riflettenti su una nuova bottiglia con tappi colorati in tinta per sottolineare la personalità di ciascuna, andando a formare un originale arcobaleno di forme, luci e colori.

Sarà stata l'aria della new pop art respirata nello sbarco a Glasgow, nella tana delle birre scozzesi, per il recente debutto del ristorante della catena Doppio Malto, a convincere Giovanni Porcu, ceo di Foodbrand, titolare del marchio Doppio Malto, a far vestire 9 delle 15 specialità con altrettante etichette coloratissime e riflettenti Arconvert (Fedrigoni Group) Vacuum Metal Silver Lux Ultra, su una nuova bottiglia 33 cl con tappi colorati in tinta.

Così il dipartimento marketing di Doppio Malto, insieme con il brand design studio Levinsky di Milano, hanno messo a punto la gamma di specialità ultra pop con i relativi colori.
La rinfrescante Ultra Pils (4,8% alc, 35 Ibu) con etichetta verde chiara;
La lager senza glutine Super Chiara (4,6%, 17 Ibu) con ertichetta giallo sole;
L'english ale Bella Rossa (6,5% alc, 32 Ibu) con etichetta arancione;
L'agrumata Summer Ipa (3,5% alc, 38 Ibu) con etichetta azzurra;
La triple Honey Ipa (7,5% alc, 37 Ibu) con etichetta smeraldo;
La balsamica Zingi Ale (7% alc, 30 Ibu) con etichetta violetta;
L'amara Extra Bitter (5,6% alc, 60 Ibu) con etichetta argento;
L'english ale Più Che Rossa (5,6%, 23 Ibu) con etichetta rossa;
L'agrumata Sexy Ipa (6% alc, 54 Ibu) con etichetta rosa.

La presentazione delle birre novità avviene in una serie di Feste della Birra nei 26 locali Doppio Malto (dall'11 al 25 novembre) con una promozione speciale a 3 euro, oltre alla disponibilità nello shop online EHI!-Commerce nel sito Doppio Malto.

In espansione con il franchising

La catena Doppio Malto che ad oggi conta 27 ristoranti (il più recente aperto a Glasgow) di cui 11 affiliati e un giro d’affari di 60 milioni di euro, accelera anche all’estero: dopo le nuove aperture a Parigi La Défense e a Newcastle entro fine anno, la crescita proseguirà nel Regno Unito e in Francia, con nuovi locali in programma nel 2022. Un progetto di espansione ambizioso presentato al Franchise Expo Paris (26-29 settembre), l’evento di riferimento europeo per il commercio in affiliazione e l’incontro di partner per la crescita del business.

 

 

 

Only paper, la nuova linea di bicchieri e coppette riciclabili di Imballaggi Alimentari

Pratici e green, i prodotti usa e getta della nuova gamma sono a base di cellulosa proveniente da una gestione forestale controllata e si riciclano nella carta

La pandemia non ha fermato il recupero della carta in Italia. Anzi, il tasso di riciclo degli imballaggi di carta e cartone nel nostro Paese ha superato già l’obiettivo europeo con 15 anni di anticipo. Anche Imballaggi Alimentari vuole supportare e incentivare i locali e i loro clienti nella raccolta differenziata. A questo scopo l’azienda di Sinalunga (Siena) ha pensato e realizzato una nuova gamma di bicchieri e coppette completamente riciclabili nella carta. Il riciclo è infatti una pratica virtuosa, che elimina gran parte dello spreco, generando un’economia circolare dove la materia prima, dopo l’utilizzo del prodotto, viene sempre recuperata.

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Le caratteristiche della gamma Only Paper

La nuova gamma ha un nome che ne riassume la caratteristica: Only paper, ovvero “solo carta”. I bicchieri e le coppette che la compongono sono ottenuti da pura cellulosa proveniente da una gestione forestale controllata. Per garantire che il prodotto usa e getta sia completamente sostenibile e, quindi, rispettoso dell'ambiente vengono piantati più alberi di quelli raccolti. Una materia prima interamente compostabile, secondo la norma EN13432, perché non contiene plastica: a rendere i prodotti idrorepellenti è un rivestimento interno in semplice base acquosa.

Inoltre, a completamento della gamma Imballaggi Alimentari ha realizzato a corredo dei bicchieri anche coperchi e cannucce in carta, così da permettere al consumatore di gettare tutto insieme dopo l’uso nella raccolta differenziata della carta. Una scelta che abbina attenzione all’ambiente e praticità.

Greenology: da Bonduelle Food Service le soluzioni sane, sostenibili e veloci per ampliare il menu del tuo bar

Greenology è il progetto realizzato da Bonduelle Food Service che si rivolge a chef e professionisti food del bar svelando il potenziale dei vegetali quali ingredienti capaci di aggiungere valore alla ricetta.

Greenology, l’arte della cucina a base vegetale, è il progetto realizzato da Bonduelle Food Service che si rivolge a chef e professionisti food del bar per svelare il potenziale dei vegetali quali ingredienti capaci di aggiungere valore alla ricetta. Piatti gustosi, sani e sostenibili che aggiungono appeal alla tua offerta.

Sul sito bonduelle-foodservice.it/greenology-scopri si trovano ora tante informazioni e suggerimenti utili al lavoro quotidiano: dalla formazione rivolta agli operatori, punto focale del progetto, alle ispirazioni, alle ricette e agli aggiornamenti sulle novità e i trend consultabili in ogni momento grazie a una semplice registrazione gratuita.

SCOPRI GREENOLOGY

Qui di seguito ecco allora un esempio delle potenzialità di questo nuovo concetto con una ricetta sana, golosa, di tendenza ben spiegata anche dal punto di vista nutrizionale. Protagonista è qui la quinoa, pseudo cereale, naturalmente priva di glutine, ricca di proteine, carboidrati e fibre che la rendono una validissima alternativa a frumento e riso. La Quinoa è una delle novità della linea Minute® di Bonduelle Food Service che mette a disposizione degli operatori cereali e legumi cotti a vapore e surgelati al naturale in IQF.

Bicchierino di Quinoa e Bulgur con tofu, mais super sweet tostato e vinaigrette al basilico e vaniglia

Ingredienti

250 g di Quinoa Minute Bonduelle Food Service
250 g di Bulgur Minute Bonduelle Food Service
100 g di Mais Supersweet Bonduelle Food Service
150 g di tofu alle erbe
30 g di olive nere
30 g di aceto di vino bianco
q.b. di vaniglia
q.b. di basilico
q.b. di sale e pepe
q.b. di olio extravergine d’oliva

Procedimento

• Rigenerare il Bulgur e la Quinoa in microonde come riportato sulla confezione.
• Spadellare il Mais con olio, sale e pepe, tagliare il tofu a cubetti e le olive a fettine.
• Per la vinaigrette frullare con un frullatore ad immersione l’olio, l’aceto di vino bianco, la vaniglia, il basilico e condire con il sale.

Il punto di vista nutrizionale

Tutta l’energia di Quinoa e Bulgur, ricchi di carboidrati complessi, fibre e proteine, assieme al gusto delicato del tofu, noto per le proteine vegetali di buona qualità, antiossidanti e acidi grassi omega 3, rendono questa ricetta appetibile e completa, a fronte di un basso apporto calorico. Il tutto accompagnato dalla croccantezza del mais tostato, fonte di carboidrati, acido folico e vitamina B1, e dagli aromi di  vaniglia e basilico, ricco in fitonutrienti e antiossidanti.

SCOPRI GREENOLOGY

Gelato World Heritage, vittoria alla Cina con un sorbetto di litchi

La manifestazione organizzata da Associazione italiana gelatieri ha visto trionfare la Cina. Sul podio Giappone e Uzbekistan

Con un sorbetto di litchi profumato al pepe verde di sichuan e zenzero, con crumble di semi di girasole mandorle e sesamo nero, salsa al tè verde e liquore al bambù e perle di occhi di drago, la Cina ha portato a casa la vittoria nella competizione Gelato World Heritage.  Il podio della gara a squadre, ciascuna delle quali con la partecipazione di esperti gelatieri italiani, ha visto al secondo posto la squadra del Giappone e al terzo dell'Uzbekistan.

«Un messaggio di ripartenza per tutta la filiera»

«È stata un'edizione ricca di emozione e di novità», ha spiegato Claudio Pica,  Segretario Generale dell'Associazione italiana gelatieri, che ha organizzato la manifestazione all'interno del Congress Center La Nuvola durante la manifestazione Excellence Food Innovation. «Abbiamo voluto dare un messaggio, oltre che di pace e scambio culturale, anche di ripartenza. Bisogna far ripartire tutta la filiera e aprirsi a nuovi mercati esteri. L'internazionalizzazione deve essere l'input per creare business e per valorizzare sempre di più l'eccellenza che rappresenta il gelato artigianale italiano».

Le scelte dei Paesi giunti sul podio

Il Giappone è arrivato al secondo posto con il suo "Hojicha", un gelato ottenuto dall’infusione con latte senza alterare qualità e sentori di uno dei più antichi tè della tradizione giapponese nato i primi del Novecento. "Le vie della seta", invece, ha ottenuto il terzo posto, grazie al sorbetto al melone uzbeko con mandorla vestita di uva nera e sorbetto al melograno con crumble di albicocche essiccate e mandorle, fior di zafferano e miele di cotone con noci caramellate.

I gusti vincitori da assaggiare nelle gelaterie aderenti

Erano sette le squadre in gara (Italia fuori gara come nazione ospitante): Arabia Saudita, Bulgaria, Cina, Egitto, Giappone, Thailandia e Uzbekistan. I gelati vincitori potranno essere assaporati in diverse gelaterie italiane per tutta la settimana.

Dehors gratuiti per tutto il 2022: la richiesta della Fipe ai comuni

dehors
La Federazione ha chiesto ai sindaci di confermare le agevolazioni per l'occupazione degli spazi pubblici a tutto il prossimo anno. Intanto il governo ha incluso bar e ristoranti tra le strutture che beneficeranno delle risorse per l'efficientamento energetico del Pnrr

Dehors gratis tutto l’anno e includere anche bar e ristoranti tra le categorie beneficiarie delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per i progetti previsti per lo sviluppo del turismo 4.0. Sono due le richieste avanzate alle istituzioni politiche dalla Fipe per sostenere la ripresa e il rilancio del settore dei pubblici esercizi.

La prima rivolta ai sindaci è di estendere le agevolazioni per l’occupazione degli spazi esterni ai locali, messe in campo dalle amministrazioni locali (leggi Dehors e spazi all’aperto: le nuove regole nelle città principali), per tutto il prossimo anno. Il modello individuato è quello di Genova, dove l’amministrazione comunale ha già annunciato che confermerà la disponibilità di utilizzo del suolo pubblico anche per il 2022, in più continuando a renderlo gratuito. «Una scelta coraggiosa che riconosce il valore dei dehors per l’attrattività della città e che va nella direzione di garantire maggior vitalità allo spazio urbano e di conseguenza maggior sicurezza – ha commentato in una nota Aldo Cursano, vicepresidente vicario della federazione dei pubblici esercizi - E allo stesso tempo di valorizzare un settore di eccellenza, particolarmente apprezzato dai turisti, italiani e stranieri».

Una soluzione che piace anche ai consumatori e ai cittadini

Quella dei dehors ha rappresentato e continuerà a rappresentare una soluzione importante per aiutare i locali a recuperare fatturato, ancora ampiamente al di sotto dei livelli pre pandemia, e per la piena ripresa occupazionale del settore. Una soluzione che non solo piace ai gestori, ma anche ai consumatori. A dirlo una ricerca condotta dall’Ufficio Studi Fipe su Roma, dalla quale è emerso come il 64% dei consumatori abbia preferito mangiare all’aperto in questi mesi e il 56% intenda continuare a farlo anche in pieno inverno. A spiegare tale predilezione, in primo luogo una questione di sicurezza sanitaria, ma anche un più generale apprezzamento verso il consumo all’aperto. Da maggio 2020, evidenzia lo studio, nella Capitale c’è stato un vero e proprio boom di richieste di utilizzo di suolo pubblico da parte gestori. E attualmente ben 8 esercizi su 10 che dispongono di suolo pubblico lo hanno ottenuto o ampliato durante l’emergenza Covid, investendo in molti casi anche più di 5000 euro per allestirli.

Ma elevato è anche il giudizio positivo dei cittadini verso questa soluzione. Per il 70% di loro i dehors di bar e ristoranti generano emozioni positive, creando convivialità dove prima non c’era nulla, arredando l’ambiente, rendendo più armonioso l’ambiente circostante, più sicuri gli spazi urbani e addirittura riqualificando il patrimonio edilizio. Ma la ricerca non tace neanche le criticità collegate all’estensione dell’utilizzo del suolo, per lo più connesse alla cronica carenza di parcheggi nelle città italiane e, in alcuni casi, anche ad abusi nella gestione dello spazio che rendono complicato il passaggio dei pedoni sui marciapiedi.

Risorse del Pnrr anche a bar e ristoranti

La seconda richiesta è invece rivolta al Parlamento e riguarda l’inclusione dei pubblici esercizi tra le attività che possono beneficiare delle risorse del Pnrr per i progetti turismo 4.0, in particolare per quanto riguarda la digitalizzazione dei servizi, l’efficientamento energetico degli edifici e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Risorse al momento riservate alle sole strutture turistico ricettive, tra i quali alberghi, agriturismi e stabilimenti balneari. Da qui la richiesta della Fipe di non escludere bar e ristoranti dalla misura, avanzata da Roberto Calugi, direttore generale di Fipe, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, impegnata nell’esame del Decreto Attuazione del Pnrr.

«Non si può dimenticare che, prima della pandemia, la spesa turistica per i servizi della sola ristorazione valeva 18,5 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 7 miliardi – ha dichiarato Calugo durante l’audizione -. La ristorazione è determinante per l’attrattività turistica del nostro Paese e non si può pensare di escluderla da un processo di ammodernamento e digitalizzazione. Se necessario vanno destinate maggiori risorse ma non si possono escludere alcuni settori a vantaggio di altri. Così si generano solamente inaccettabili asimmetrie concorrenziali».

Richiesta che ha già avuto un esito positivo. Il governo, per bocca del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha confermato che anche bar e ristoranti sono compresi tra le strutture beneficiarie dei fondi per l’efficientamento energetico previste dal provvedimento. Una precisazione accolta con soddisfazione dalla Federazione. «Grazie a queste risorse, 2,4 miliardi di euro in tutto, saremo in grado di rendere maggiormente sostenibile e meno energivora una parte consistente di locali, bar e ristoranti, dando così il nostro contributo alla transizione green delle attività commerciali, che oggi hanno un impatto non trascurabile sulla quantità di emissioni di CO2 delle nostre città», si legge in una nota di Fipe a commento delle dichiarazioni del ministro.

Pura, naturale, italiana: Illva Saronno rilancia Artic Vodka

ARTIC vodka
Rinnovata nella formula e nell'immagine, la gamma Artic conta 6 referenze premium (una pura e 5 aromatizzate), tutte trasparenti e 100% naturali. Ad accompagnare il rilancio del marchio, un calendario in edizione limitata che celebra l'artico italiano, motivo ispiratore dell'operazione di restyling

È scattata l’operazione rilancio per Artic Vodka. In occasione dei 50 anni del brand di vodka 100% italiana, Illva Saronno, proprietaria del marchio, ha rinnovato interamente il prodotto sia nella formula sia nel pack, rivedendone ricetta, immagine e posizionamento. Un lavoro che ha avuto come motivo ispiratore l’artico italiano, inteso come il patrimonio naturale da preservare e valorizzare della montagna italiana, a suggellare il legame tra il marchio e la Penisola. E non a caso, le bellezze del nostro artico sono anche le protagoniste e le ispiratrici del Calendario Artic 2022, presentato insieme alla nuova vodka nel corso di un evento svoltosi a Milano presso l’Area Pergolesi, i cui spazi sono stati ridisegnati per creare uno scenario artico in linea con l’immagine del brand.

Pure, naturali, trasparenti

Qualità, innovazione, naturalità, trasparenza, italianità, un contenuto alcolico più basso sono le parole d’ordine che hanno guidato il progetto di rinnovamento di Artic, ora disponibile in 6 versioni: Pura (alc 37,5% in vol), dall’aroma intenso e rotanda al palato, e aromatizzata (alc 18% in vol) Pesca, Fragola, Limone, Melone e Menta. Tutte pure, naturali e trasparenti. Anche le referenze aromatizzate, dalle note fruttate dalle note fruttate delicate e rinfrescanti, morbide al palato, sono prodotte esclusivamente con aromi naturali, ottenuti tramite macerazione e distillazione del frutto, e completamente prive di coloranti.

Focus su generazione Z e bartender

La nuova gamma è infatti frutto di un percorso di ricerca tutto italiano che ha puntato a soddisfare le nuove preferenze di consumatori, con particolare attenzione ai più giovani, la cosiddetta generazione Z, fortemente orientata verso prodotti salutari e low alcol, e degli utilizzatori, ovvero i bartender. «Le ricerche condotte per lo sviluppo della nuova Artic ci hanno portato a ideare un prodotto indirizzato ai cosiddetti “consumatori aspirazionali”, che si contraddistinguono per consumi ricercati e consapevoli – ha raccontato nel corso dell’evento Claudio Giuliano, marketing manager Italia, Illva Saronno -. Siamo dunque nella fascia della premiumization, intesa come capacità di offrire prodotti di eccellenza a prezzi accessibili. La nuova Artic risponde alle aspettative di questi consumatori con la sua ridotta gradazione alcolica, bassi zuccheri e ingredienti tutti naturali».

Ma naturalità e trasparenza costituiscono un valore aggiunto anche per i bartender. «Questi ovviamente sono l’altro target primario di Artic, ai quali offriamo una gamma di prodotti che, grazie alla versatilità e al perfetto compromesso tra gusto e bassa gradazione, permettono loro di sperimentare, senza trascurare il fattore estetico, in quanto un drink cristallino e limpido è sicuramente più apprezzabile agli occhi dei clienti», ha aggiunto Giuliano.

E proprio la facilità di miscelazione rappresenta una ulteriore caratteristica della nuova vodka. A testimoniarlo i drink proposti agli ospiti della serata (in fondo all’articolo le ricette): 12 cocktail facilmente replicabili, creati da Emanuele Michelangeli e Federico Cassini, i brand ambassador Illva Saronno, ispirandosi ad altrettanti scatti confluiti nel Calendario Artic 2022, che accompagna il rilancio del marchio.

12 scatti che raccontano l'artico italiano

In edizione limitata, il calendario propone un viaggio alla scoperta dell’artico italiano, dal ghiacciaio del Monte Rosa al vulcano dell’Etna, passando per le Dolomiti, il Cervino, il Monviso, il Gran Sasso. 12 immagini suggestive nelle quali il giovane astrofotografo e paesaggista Stefano Pellegrini ha catturato albe e tramonti sulle più belle montagne italiane, dopo ore di scalate sotto la neve, ciaspolate notturne, bivacchi in tenda, fatte in piena pandemia da Covid-19.

«Sono molto felice di essere stato chiamato da Illva Saronno per sviluppare insieme la narrazione dell’artico italiano attraverso le mie foto», ha raccontato Pellegrini, la cui carriera di fotografo è relativamente recente, ma che ha già riscosso diversi riconoscimenti, come il prestigioso Astronomy Picture of the Day della Nasa per la foto Gemini's Meteors, scattata lo scorso dicembre sulle Dolomiti. «Prima di dedicarmi alla fotografia, ho lavorato per 7 anni anni in Illva Saronno come graphic designer, tra i quali la bottiglia di Disaronno Velvet (leggi Disaronno Velvet, la nuova esperienza di gusto firmata Illva). L’ultimo al quale ho collaborato è stato proprio il restyling della bottiglia di Artic con questo nuovo focus sull’italianità», ha commentato l’autore del calendario.

Un nuovo pack che cattura l'occhio

Il lavoro di restyling di Artic ha infatti coinvolto anche il pack. Una nuova bottiglia (sia in formato da 1 l sia da 700 ml), essenziale, polimorfica, dalle linee decise, che sembra scolpita da un blocco di ghiaccio. Un design innovativo coerente con l’immagine di questa vodka, pensato per creare un effetto meraviglia, grazie anche a una scelta cromatica minimal e raffinata, con il logo del marchio essenziale e l’etichetta trasparente che lasciano sempre in primo piano la purezza del contenuto.

Le ricette Artic Vodka

Guardiola Wave
Ingredienti:
45 ml Artic Pura, 15 ml Artic Limone,
Preparazione:
stir & strain
Decorazione:
foglia di basilico
Bicchiere:
coppa Martini

Monviso Tonic
Ingredienti:
45 ml Artico Menta, top tonica
Preparazione:
build
Decorazione:
foglia di menta
Bicchiere:
collins

Cervino Twist
Ingredienti:
45 ml Gin Bloom, 25 ml Artic Menta, 15 ml succo di lime
Preparazione:
build
Decorazione:
zest di lime
Bicchiere:
tumbler basso

Cardini Apple:
Ingredienti:
45 ml Artic Fragola, top succo di mela
Preparazione:
build
Decorazione:
spiedino di mirtilli
Bicchiere:
tumbler basso

Etna Martini:
Ingredienti:
50 ml Artic Pura, 15 ml Marsala Targa, crusta di sale
Preparazione:
stir & strain
Decorazione:
cappero
Bicchiere:
coppetta Martini

Sibillini Shake
Ingredienti:
50 ml Artic Pesca, 50 ml sour
Preparazione:
shake 6 strain
Decorazione:
barchetta di pesca
Bicchiere:
tumbler basso

Saceda Negroni
Ingredienti:
30 ml Artic Limone, 30 ml Gin Bloom, 30 ml vermouth extra dry
Preparazione:
build
Decorazione:
zest limone
Bicchiere:
tumbler basso

Gransasso Mule
Ingredienti:
45 ml Artic Fragola, 15 ml succo di lime, top ginger beer
Preparazione:
build
Decorazione:
fragola
Bicchiere:
collins

Ra Gusela Sparkle
Ingredienti:
50 ml Artic melone, 15 ml succo di lime, top di Srite
Preparazione:
build
Decorazione:
filetti di melone
Bicchiere:
collins

Monterosa Sky
Ingredienti:
45 ml Artic Pura, 15 ml succo di lime, top soda al pompelmo
Preparazione:
build
Decorazione:
sclice di pompelmo
Bicchiere:
collins

Montevettore
Ingredienti:
45 ml Artic Pura, 25 ml Artic Menta,
Preparazione:
stir & strain
Decorazione:
scorza di lime
Bicchiere:
coppetta Martini

Sass Paradise
Ingredienti:
30 ml Artic Limone, 30 ml Artic Melone, top di Sprite
Preparazione:
build
Decorazione:
carpaccio di melone e limone
Bicchiere:
collins

 

 

 

 

 

Pasticceria italiana e francese si incontrano in aula

Alma ed École Ducasse lanciano insieme un corso di alta formazione che unisce le due più grandi tradizioni di pasticceria, quella italiana e quella francese. Quattro mesi nei due campus delle prestigiose scuole per imparare l'arte dolce dai grandi maestri

È nato un nuovo percorso di formazione in ambito pasticcerie e i genitori sono due realtà di pregio nel mondo della formazione. École Ducasse, attraverso l'École Nationale Supérieure de Patisserie, e Alma - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, hanno presentato il nuovo Diploma congiunto in Arti della Pasticceria.

Quattro mesi divisi equamente tra Francia e Italia

Le due scuole uniscono le loro competenze per offrire un programma unico agli studenti che desiderano apprendere le tecniche iconiche delle due tradizioni pasticcere più famose al mondo, quella francese e quella italiana. Il programma di studi avrà durata di quattro mesi. Gli studenti del primo corso entreranno in aula la prossima primavera, il 7 marzo 2022. I primi due mesi di lezioni si svolgeranno a Yssingeaux, nell'Alta Loira, nel campus della École Nationale Supérieure de Patisserie, rinomata scuola di pasticceria francese parte del network di École Ducasse (la rete di scuole fondata nel 1999 dallo chef pluristellato Alain Ducasse). Poi, il trasferimento a Colorno (Parma) per concludere il percorso con due ulteriori mesi presso Alma. Una full immersion nella pasticceria di entrambi i paesi, che porterà gli studenti a ottenere, al termine degli studi, un diploma congiunto rilasciato da entrambi gli istituti.

Dalle basi della cioccolateria alla tendenza salutistica: il piano di studi approfondirà molti aspetti

Il piano di studi prevede un programma intensivo mirato a sviluppare le competenze degli studenti affinché siano in grado di padroneggiare le migliori tecniche di entrambe le tradizioni pasticcere. Comprenderà le basi della cioccolateria e della pasticceria e i segreti della realizzazione di grandi classici come pane e grandi lievitati, ma anche un approccio alle tendenze della pasticceria healthy, la realizzazione di capolavori con lo zucchero artistico, i segreti del gelato italiano e la progettazione della carta dei dessert di un ristorante. Gli studenti lavoreranno in piccoli gruppi e acquisiranno il 90% delle competenze attraverso laboratori di apprendimento pratico integrati da masterclass tenute da chef rinomati.

 

Melitta Group acquisisce il 70% di Caffè Corsini

Caffè Corsini
La produzione e l’intera gestione della Torrefazione proseguono a Badia Al Pino (AR). Patrick Hoffer resta Ceo dell’azienda

Crescere insieme sviluppando nuovi prodotti e strategie è l’obiettivo dell’accordo siglato da Caffè Corsini e Melitta Group. La multinazionale tedesca ha acquistato il 70% delle azioni della Torrefazione toscana, che avrà così modo di migliorare la propria posizione sul mercato e consolidare la sua presenza sui mercati esteri. «Con i nostri diversi portafogli di prodotti e focus territoriali ci completiamo e possiamo ottenere molto di più insieme - afferma Patrick Hoffer, alla guida di Caffè Corsini dal 2004, che resta Ceo dell’azienda -. La produzione come l’intera gestione dell’azienda rimangono a Badia Al Pino, senza nessuna ripercussione sull’entità aziendale». Dunque non ci saranno ingerenze sulla gestione né revisioni di organico, bensì la prospettiva di i nuovi posti di lavoro legati alla crescita aziendale grazie alla sinergia tra le due aziende e lo sviluppo di nuovi prodotti e strategie. La base operativa rimane la storica sede in provincia di Arezzo e la produzione indipendente.

La passione per il caffè è il filo rosso che unisce le due realtà, sottolinea Jero Bentz, membro del chief corporate management di Melitta Group afferma: «siamo una coppia perfetta in termini di orientamento strategico, cultura e valori aziendali. La nostra esperienza ha dimostrato più volte che queste sono le migliori condizioni per un futuro di successo insieme».

Caffè Corsini offre un ampio portafoglio di prodotti per l’horeca, la vendita al dettaglio e la Gdo. Primi a immettere nel mercato italiano il concetto di caffè doc negli anni '80, i marchi Caffè Corsini e Compagnia dell'Arabica sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. L’azienda si è guadagnata un’ottima reputazione in particolare nel settore dello specialty coffee. Nel 2020 il fatturato è stato di 15 milioni di euro.

Il mondo del caffè conosce Melitta Group a cominciare dal personaggio a cui deve il nome: la casalinga tedesca di Dresda, Melitta Bentz che nel 1908 inventò il primo filtro per il caffè. La multinazionale tedesca si occupa di sviluppo, produzione e vendita di prodotti di marca per il consumo di caffè (lo scorso anno diede il via alla produzione di mascherine a triplo strato con la forma del filtro), per la conservazione e preparazione degli alimenti e per la pulizia della casa ; ha 5890 dipendenti e il fatturato nel 2020 è stato di 1,7 miliardi.

Sette i locali italiani tra i primi 100 dei Top 500 bars

Top 500 bars
Sono distribuiti tra Roma e Milano i cocktail bar della Penisola inclusi nelle prime 100 posizioni della classifica dei locali più influenti al mondo

C’è sempre lui, il Connaught Bar di Londra al vertice della classifica dei Top 500 bars. Il locale, guidato da Ago Perrone e Giorgio Bargiani, rispettivamente, nel ruolo di director of mixology e head mixologist, come già lo scorso anno, resta si piazza al primo posto delle lista dei più influenti bar del mondo tracciata da Le Cocktail Connoisseur, un ecosistema di social media dedicato al mondo bartending. Classifica (che della quale riportiamo in calce le prime 100 posizioni) che viene redatta aggregando migliaia di dati dal web sui cocktail bar di 114 città, di oltre 50 Paesi del mondo, in più di 20 lingue, integrati con le recensioni e classifiche di altre realtà di settore. Dati che vengono elaborati da un algoritmo, creato ad hoc, che dà il suo responso finale.

Classifica che regala belle soddisfazioni al nostro Paese. Oltre all’ennesimo risultato di prestigio del duo Perrone-Bargiani, ambasciatori della scuola dell’ospitalità italiana nel mondo, sono sette i cocktail bar della Penisola, distribuiti tra Roma e Milano, che compaiono nelle prime 100 posizioni, uno dei quali, in più compare nella top ten.

Il primo locale italiano a comparire nell’elenco dei Top 500 bars è infatti il Drink Kong di Roma, piazzatosi al decimo posto. Lo seguono altri tre cocktail bar romani, il Freni e Frizioni, che occupa la venticinquesima posizione, il Jerry Thomas, due gradini più sotto, e The Court (49° posto).

A questi si aggiungono i locali milanesi. Il primo in classifica è il 1930 (69° posto), davanti al BackDoor 43 (74° posto) e, a chiudere l’elenco, il Ceresio 7 (100° posto).

La classifica dei Top 500 bars (primi 100 posti)   

  1. Connaught Bar (Londra - UK)
  2. Jigger & Pony (Singapore City –Singapore)
  3. Atals (Singapore City –Singapore)
  4. Penicillin (Hong Kong - Cina)
  5. The Clumsies (Atene - Grecia)
  6. Manhattan Bar (Singapore City –Singapore)
  7. Side Hustle (Londra - UK)
  8. Paradiso (Barcellona - Spagna)
  9. 28 Hong Kong Street (Singapore City – Singapore)
  10. Drink Kong (Roma - Italia)
  11. Lyaness (Londra - UK)
  12. Bar BenFiddich (Tokyo - Giappone)
  13. Native (Singapore City –Singapore)
  14. Maybe Sammy (Sydney - Australia)
  15. Tayēr + Elementary (Londra - UK)
  16. Coa (Hong Kong - Cina)
  17. The Old Man (Singapore City –Singapore)
  18. Swift (Londra - UK)
  19. Floreria Atlantico (Buenos Aires – Argentina)
  20. Little Red Door (Parigi - Francia)
  21. Salmon Guru (Madrid - Spagna)
  22. Kwānt (Londra - UK)
  23. Artesian (Londra - UK)
  24. Attaboy (New York - Usa)
  25. Freni e Frizioni (Roma - Italia)
  26. Himkok (Oslo - Norvegia)
  27. Jerry Thomas (Roma - Italia)
  28. Dukes Bar (Londra - UK)
  29. The Dead Rabbit (New York - Usa)
  30. Licoreria Limantour (Città del Messico - Messico)
  31. Scarfes Bar (Londra - UK)
  32. Dante (New York - Usa)
  33. Baba au Rum (Atene – Grecia)
  34. ??? (Londra - UK)
  35. Sidecar (New Delhi - India)
  36. The SG Club (Tokyo - Giappone)
  37. Two Schmucks (Barcellona - Spagna)
  38. No Sleep Club (Singapore City - Singapore)
  39. Three Sheets (Londra - UK)
  40. Mo Bar (Singapore City - Singapore)
  41. Alquimico (Cartegena - Colombia)
  42. The Pontiac (Hong Kong - Cina)
  43. Quinary (Hong Kong - Cina)
  44. Tippling Club (Singapore City - Singapore)
  45. Le Syndicat (Parigi - Francia)
  46. Oriole (Londra - UK)
  47. Mace (New York - Usa)
  48. Hanky Panky (Città del Messico - Messico)
  49. The Court (Roma - Italia)
  50. Danico (Parigi - Francia)
  51. Sips (Barcellona - Spagna)
  52. Panda & Sons (Edinburgo - UK)
  53. The Old Man (Hong Kong - Cina)
  54. Kol Mezcaleria (Londra - UK)
  55. Bamboo Bar (Bangkok - Thailandia)
  56. Happiness Forgets (Londra - UK)
  57. Fifty Mils (Città del Messico - Messico)
  58. Leyenda (New York - Usa)
  59. Elephant Room (Singapore City - Singapore)
  60. La Factoria (San Juan – Porto Rico)
  61. Death & Co (New York - Usa)
  62. Barbary Coast (Singapore City - Singapore)
  63. Room by Le Kief (Taipei - Taiwan)
  64. Employees Only (New York - Usa)
  65. 1862 Dry Bar (Madrid - Spagna)
  66. El Copitas (San Pietroburgo - Russia)
  67. Cause Effect Cocktail Kitchen (Città del Capo - Sudafrica)
  68. Indulge Experimental Bistro (Taipei - Taiwan)
  69. 1930 (Milano - Italia)
  70. Katana Kitten (New York - Usa)
  71. Donovan Bar (Londra - UK)
  72. Hope & Sesame (Guangzhou - Cina)
  73. High Five (Tokyo - Giappone)
  74. BackDoor 43 (Milano - Italia)
  75. Charles H (Seoul – Corea del Sud)
  76. Black Pearl (Melbourne - Australia)
  77. Amor y Amargo (New York - Usa)
  78. Bar Trigona (Kuala Lumpur – Malesia)
  79. Dr. Stravinsky (Barcellona - Spagna)
  80. Nightjar (Londra - UK)
  81. Boadas (Barcellona - Spagna)
  82. Presidente (Buenos Aires - Argentina)
  83. Angel's Share (New York - Usa)
  84. Flying Dutchmen Cocktails (Amsterdam – Paesi Bassi)
  85. The Wise King (Hong Kong - Cina)
  86. The Everleigh (Melbourne - Australia)
  87. Schofield’s Bar (Manchester - UK)
  88. Darkside (Hong Kong - Cina)
  89. Bkk Social Club (Bangkok - Thailandia)
  90. Caprice Bar (Hong-Kong - Cina)
  91. Dead End Paradise (Beirut - Libano)
  92. Super Lyan (Amsterdam – Paesi Bassi)
  93. Bisou (Parigi - Francia)
  94. Live Twice (Singpore City - Singapore)
  95. Copperbay (Parigi - Francia)
  96. Re- (Sydney - Australia)
  97. Rabbit Hole (Bangkok - Thailandia)
  98. Speak Low (Shanghai - Cina)
  99. Bar Raval (Toronto - Canada)
  100. Ceresio 7 (Milano - Italia)

 

Se il pandoro incontra la grappa

Olivieri 1882 e Distilleria Nardini hanno studiato un lievitato natalizio impreziosito dagli aromi floreali e fruttati della Grappa Bianca Nardini

Di base ha tutte le caratteristiche del pandoro artigianale figlio di una tradizione pasticciera che dura da sei generazioni, quella di Olivieri 1882. Burro, uova, farina e vaniglia, a forma di stella, con una struttura estremamente soffice grazie alla lievitazione 100% naturale e ad un lungo processo produttivo artigianale, che prevede tre impasti. Il tocco in più è costituito dagli aromi particolarissimi della Grappa Bianca Nardini.

Un pezzo di storia del Veneto, tra liquori e dolci

Nasce così, dall'incontro tra due brand cresciuti nel segno della tradizione veneta, il Pandoro artigianale alla Grappa Nardini. Distilleria Nardini, di Bassano del Grappa (VI) è la più antica distilleria d’Italia, leader dal 1779 nel mercato delle grappe e dei liquori di eccellenza; Olivieri 1882 è una storica pasticceria artigianale di Arzignano (VI) e negli ultimi anni, sotto la guida del giovane Nicola Olivieri, ha guadagnato fama anche a livello internazionale (con tanto di notevolissima citazione sul prestigioso quotidiano The New York Times).

Aromi floreali e fruttati

Il team di Nicola Olivieri, il quale rappresenta appunto la sesta generazione di pasticceri in famiglia, utilizza ingredienti di prima qualità in un processo di lavorazione che dura quattro giorni, per garantire al pandoro leggerezza e digeribilità. Ogni pandoro viene lavorato a mano, dal rinfresco del lievito madre alla pirlatura. Ora il lievitato è impreziosito dai caratteristici aromi floreali e fruttati della Grappa Bianca Nardini. L’elegante confezione è dedicata al Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa, luogo di nascita della Distilleria Nardini. Il Pandoro Olivieri alla Grappa Nardini è nel formato da 830 g al costo di € 40.

Nonino Gran Riserva 27 anni trionfa allo Spirits Trophy 2021

Nonino Gran Riserva 27
Distillato di grande personalità, la Gran Riserva 27 anni si è aggiudicata il primo posto, con il massimo dei punti, nel prestigioso contest internazionale di Falstaff

Continua la pioggia di premi internazionali sui distillati Nonino (leggi Nuovi prestigiosi riconoscimenti internazionali per Nonino). La Gran Riserva 27 anni Ùe – Monovitigno Refosco dal Peduncolo Rosso Millesimata 1988 si è classificata al primo posto allo Spirits Trophy 2021, la spirit competition di Falstaff, rivista di riferimento nel settore enogastronomico – turistico nei Paesi di lingua tedesca. Un successo rilevante, suggellato dai 100 punti ottenuti dal distillato della distilleria friulana, il primo made in Italy a raggiungere tale risultato nella prestigiosa competizione. Risultato eguagliato in questa edizione del contest, che ha visto in gara 774 distillati da tutto i mondo, solo dal Remy Martin Louis XIII.

Un riconoscimento che premia l’alta qualità della Gran Riserva 27 anni, della quale i giudici di Falstaff hanno Othmar Kiem e Simon Staffler hanno tessute le lodi nella loro descrizione. «Colore ambra brillante, molto intenso con riflessi d’oro – si legge nella loro scheda -. Al naso leggero sentore di legno di cedro fragrante leggermente balsamico che inizialmente ricorda gli agrumi essiccati e i fichi secchi, i datteri, il tabacco e un accenno di cioccolato bianco. Intensa al palato è estremamente complessa e avvolgente, di grande finezza ed elegante sapidità, molto persistente».

Un distillato di grande personalità

Tra le punte di diamante di casa Nonino, questa grappa è ottenuta da uve monovitigno Refosco dal Peduncolo Rosso della vendemmia 1988, distillate artigianalmente, secondo l’antica tradizione della famiglia, in esclusivi alambicchi discontinui in rame. Messa a invecchiare il 9 agosto 1989 nella barrique di rovere Nevers n. 410 nella cantina Nonino n. 5 è stata prelevata il 17 marzo 2017 e sono stati ottenuti 159 litri anidri pari a 505 bottiglie da 700 ml. E a proposito di bottiglia, quella che custodisce questa grappa è altrettanto distintiva a sottolineare la preziosità del contenuto. Un’ampolla in vetro-cristallo, serigrafata in oro 24K, millesimata e numerata e accompagnata dal tappo in cristallo e oro 24 carati e chiusura in cuoio.

Distillato da meditazione di grande personalità, la Nonino Gran Riserva 27 anni Ùe (alc 45% in vol) va servita a temperatura ambiente in bicchiere ampio tipo ballon e lasciata riposare per alcuni minuti, prima di degustarla, in modo da permettere di esprimere tutta la ricchezza di aromi e sapori regalati dall’importante invecchiamento. Servizio che si può ulteriormente impreziosire accompagnandola con un sigaro, per un abbinamento perfetto.

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A Imola è di scena Tosto: c’è l’amaro nel caffè?

Locandina Tosto
Gianni Tratzi e Matteo Dalpozzo propongono un percorso sensoriale alla scoperta del caffè all’interno del Baccanale di Imola. Sei appuntamenti da prenotare

L’amaro è il tema per il 2021 del Baccanale, l’annuale rassegna sulla cultura del cibo organizzata dal comune di Imola (BO), sul quale fino al 21 di novembre si articolano incontri, mostre, spettacoli, degustazioni, mostre mercato e menu a tema.

Sabato 13 e domenica 14 è di scena il caffè con 6 percorsi di degustazione "Il caffè si beve amaro? Cosa c’è di amaro nel caffè?" ideati e curati da Matteo Dalpozzo del Mamma Mia Café di Imola in collaborazione con Gianni Tratzi di Mezzatazza. Gli incontri si svolgono nella cornice del Teatro Comunale Erbe Stignani in tre turni pomeridiani alle ore 14, 15,20 e 16,40 nell’arco delle due giornate.

Il percorso riassunto nella locandina Tosto, l'amaro nel caffè è stato pensato in due momenti sensoriali, di degustazione e di visione, durante i quali si troverà risposta ad alcuni interrogativi: perchè del caffè conosciamo così poco? e il caffè è davvero amaro?

«Contrariamente a quanto la maggior parte delle persone pensa, l’amaro è una caratteristica secondaria e relativamente poco importante del caffè - osserva Gianni Tratzi -. Il percorso che proponiamo mira a sottolineare ciò e a fare scoprire che nella tazzina o nella mug ci deve essere molto altro, a cominciare dal bilanciamento tra amarezza, dolcezza e acidità. Invitiamo chi vorrà fare questo percorso a rilassarsi e divertirsi scoprendo nuovi connotati aromatici all’interno di una bevanda che sa veramente stupire». Il percorso prevede la degustazione di tre estrazioni a filtro e tre espressi; per questi ultimi si prende il via da una miscela classica commerciale, proseguendo con una singola origine brasiliana per finire con le note brillanti di un Etiopia… cosa si proverà assaggiando nuovamente il primo caffè?

«L’obiettivo è liberare il caffè da una sorta di omonimia con amarezza, che porta a nascondere sotto una sua presenza eccessiva (e sgradevole) difetti quali un prodotto vecchio, un’eccessiva tostatura, macchine sporche o una temperatura di estrazione troppo elevata - prosegue Tratzi -. Frattanto si parlerà di origini, di metodi di lavorazione: l’obiettivo è stupire e fare riflettere su questo prodotto “tradizionale” eppure così distante da noi». Dopo la degustazione, l’esperienza prosegue con un percorso divulgativo curato graficamente da Caterina Appignani, al cui termine si potrà assistere a un video girato in piantagione nella sala del “ridotto”; le musiche sono state curate da Luca Cavina.

L’evento è completamente gratuito: basta registrarsi in uno dei turni con l’app IoPrenoto (disponibile su tutte le piattaforme) e selezionare Baccanale, o via mail attivita.culturali@comune.imola.bo.it.

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