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Rodaggio concluso con successo per Engine Garage

Engine Garage
In un esclusivo garage di Milano, tra auto e moto di lusso, ha fatto il suo debutto il format di eventi a base di atmosfere che rimandano al mondo dei motori, musica e grandi cocktail, firmato Engine Gin

Fatto il rodaggio di Engine Garage, il nuovo format di eventi targato Engine. Il progetto ha acceso i motori in occasione della Milano Fashion Week in un garage milanese ricco di auto di lusso, con tutti gli ingredienti che compongono la ricetta del format e che si richiamano all’immaginario che sta dietro il gin artigianale delle Langhe 100% bio: motori, musica e bere bene (leggi Engine, il gin artigianale 100% italiano e biologico).

Come per il debutto, le location dei party saranno i più bei garage di tutto il mondo, a suggellare il forte legame di Engine con il mondo dei motori. Legame che il gin manifesta fin dal “vestito”, l’originale tanica di latta da 50 cl con tappo a vite, che evoca il contenitore per l’olio delle macchine o per la miscela della Vespa, del Ciao, del Sì e altri mezzi iconici degli anni Ottanta come il Generale Lee, la Dodge Charger del 1969 sulla quale scorrazzavano i cugini Duke nella fortunata serie tv Hazzard.

A questo si unisce l’altra fonte di ispirazione, il mondo della musica, del clubbing e dell’entertainment più all’avanguardia. Non a caso nella serata di debutto di Engine Garage si sono esibiti due numeri uno della scena dance: Jodie Harsh, una delle drag dj più amate dal fashion system, e William Djoko, tra i talenti più interessanti dell'house.

Protagonista la Engine cocktail list

Grandi protagonisti dei party, ovviamente, le specialità della cocktail list Engine, messa a punto dal barender Leonardo Todisco, brand ambassador Engine. In particolare, nella serata di esordio sono stati proposti quattro classici reinterpretati con il gin delle Langhe (vedi le ricette complete in fondo all’articolo): Nitroni, il “Negroni con il turbo”, dove Engine si unisce a vermouth rosso e bitter, completando con foglia di salvia e scorzetta di limone come decorazione, e che prende il nome da un gioco di parole dove nella parte iniziale si fa riferimento al protossido d’azoto (NOS), reso famoso dal film Fast and Furious e che i tuner installano sulle loro auto customizzate. GT, dove le due iniziali stanno sia per Gin&Tonic, ma anche per Gran Turismo, tipologia di auto prodotta dalle più importanti case automobilistiche, preparato con Fever-Tree Indian Tonic e guarnito con una foglia di salvia, che dà un tocco spicy al gin. Engine Gin Mule, ispirato al Gin-Gin Mule, modern classic creato da una delle regine della miscelazione Audrey Saunders, nel quale Engine si unisce a succo di lime fresco, sciroppo di zucchero, ginger beer, con una foglia di salvia come guarnizione. E The Ultimate Martini, l’interpretazione del re dei cocktail firmata dal Maestro Salvatore Calabrese. Il drink, grande sorpresa della serata, già premiscelato è stato versato direttamente nelle coppe da una tanica di 10 litri, completando con la vaporizzazione con vermouth dry e infine decorando con una foglia di salvia e un ricciolo di limone.

Grandi ospiti

Al party di esordio ha preso parte un nutrito gruppo di ospiti, tra i quali influencer, personaggi del mondo musicale e della moda. Tra i super ospiti della serata: Alessandro Malossi, Francesco Vullo - The Pink Lemonade, Eleonora Carisi, Christian Pellizzari, Marica Pellegrinelli, Vittoria Hyde, Denny La Home, Dylan della Dark Polo Gang, Noyz, Cat Poulain, Andrea Zelletta, Pierpaolo Pretelli, Federico Schwartz, Martina Hamdy, Beba (Beb.Ounce), Giorgia Mos, Alex Fiordispino dei The Kolors, Lele Sacchi, Alex di Giorgio, Anselmo Prestini, Roberto de Rosa, Isabella Franchi (Unghie della Madonna), Cixi.

Dopo “il giro di prova” conclusosi con successo, Engine Garage può dunque accendere i motori per portare il suo mix di atmosfere esclusive, dj set stellari e grandi cocktail verso altre destinazioni in Italia e in Europa, che il brand annuncerà prossimamente.

Le ricette

Nitroni

NITRONI Engine
Ingredienti:

30 ml Gin Engine, 30 ml vermouth rosso, 30 ml bitter
Preparazione:
build
Guarnizione:
foglia di salvia e scorzetta di limone
Bicchiere:
tumbler basso

GT

GT Engine
Ingredienti:
50 ml Gin Engine, 150 ml Fever-Tree Indian Tonic water
Preparazione:
build
Guarnizione:
foglia di salvia
Bicchiere:
tumbler alto

Engine Gin Mule

Engine Gin Mule1
Ingredienti:
50 ml Gin Engine, 25 ml succo di lime fresco, 20 ml sciroppo di zucchero, 2-3 foglie di salvia, 30 ml ginger beer
Preparazione:
shake
Guarnizione:
foglie di salvia
Bicchiere:
mug

The Ultimate Martini
Ingredienti:
75 ml Gin Engine, 2,5 ml vermouth extra dry
Preparazione:
Versare il gin (la lattina va tenuta in freezer per un’ora) in un mixing glass e mescolare con abbondante ghiaccio fino a raggiungere la diluizione. Versare in coppetta ghiacciata e vaporizzare le pareti della coppetta con vermouth extra dry
Guarnizione:
foglia di salvia
Bicchiere:
coppa Martini

Verso la tappa di Lecce di Baritalia insieme con Campari Academy

Poster di Fortunato Depero per Campari
Con la presentazione di Campari Academy pubblichiamo la quinta scheda sui prodotti sponsor della tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che devono essere utilizzati dai partecipanti nelle loro ricette. Tema di quest'anno è la Sostenibilità, la capacità di ridurre l'impatto ambientale, riducendo sprechi e valorizzando i prodotti del territorio.

Principale prodotto sponsor del team Campari Academy è lo storico liquore aperitivo Campari, oltre ad altri prodotti nel paniere come Bulldog London Dry Gin, Cynar 70 e Ancho Reyes Chile Liqueur.
Sarà il trainer Nicola Scarnera (Campari Academy Master Bartender) a tenere la masterclass su "Evoluzione dell'Aperitivo, dalle origini ai tempi moderni, dalla miscelazione classica a quella creativa".

Ricetta tenuta rigorosamente segreta, (bitter) Campari è un liquore alcolico (25% alc) ottenuto grazie all'infusione di decine di erbe amaricanti e radici aromatiche, frutta in alcol, sciroppo di zucchero, acqua e colorante rosso naturale, dall'intenso e inconfondibile colore rosso, aroma intenso e gusto amaro. Caratteristiche che lo rendono da sempre una base per i più diversi cocktail a cominciare dai più semplici Campari&Soda e Campari Seltz (1 parte Campari, 3 parti soda o spruzzo di seltz), per passare poi al Milano-Torino (3 cl Campari, 3 cl Vermouth di Torino Rosso, ghiaccio a cubetti, scorza di limone) diventato l'Americano con l'aggiunta di seltz o soda in omaggio al pugile Primo Carnera (diventato un campione del ring negli Usa), che a sua volta ha dato vita a Firenze negli anni Venti al cocktail dedicato al conte Negroni (3 cl Campari, 3 cl Vermouth di Torino Rosso, 3 cl gin, ghiaccio a cubetti, scorza di limone), per passare agli anni Sessanta con Campari Orange o Garibaldi (1/5 Campari, 4/5 succo fresco di arancia, ghiaccio a cubetti, scorza di arancia) e agli anni Sessanta con il Negroni Sbagliato (1/3 Prosecco o Spumante Pinot Chardonnay al posto del gin) firmato dal barman Mirko Stocchetto del Bar Basso di Milano.

Red Passion, breve storia dell'azienda Campari

La ricetta di Bitter Campari (da chiamare oggi solo Campari) nasce nel 1860 a Novara dove opera il liquorista Gaspare Campari. Il battesimo del fuoco avviene nel 1862 in un locale dedicato come il Caffè Campari (ma per tutti è diventato il Camparino), sul trafficatissimo ingresso di Galleria Vittorio Emanuele di Milano con affaccio su piazza del Duomo, nel cui retrobottega fu installato il primo laboratorio di produzione. In seguito al successo di vendite, nel 1904 il laboratorio fu ingrandito tanto da diventare uno stabilimento a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, ancor oggi sede dell'azienda.
Il colpo di genio fu proporre il rosso liquore amaro non in purezza come digestivo, ma prima di pranzo o cena come aperitivo con uno spruzzo di seltz e una buccetta di limone, facendolo diventare un momento irrinunuciabile per appuntamenti romantici o d'affari.
Nel 1932 viene lanciato il primo aperitivo premix monodose Campari Soda (10% alc) in una originale e insolita bottiglietta a forma di calice rovesciato in vetro cremolato da 10 cl disegnata dall'artista futurista Fortunato Depero, con le informazioni da etichetta riportate solo sul tappo corona.

Campari (bitter) diventa in poco tempo un ingrediente molto diffuso nei più diversi cocktail dell'epoca, sostenuto in seguito dall'impegno del figlio Davide Campari con campagne pubblicitarie basate su affissioni e poster di grande impatto come quelli del futurista Fortunato Depero negli anni Trenta. Una tradizione che arriva fino agli anni Sessanta con le opere pop di Bruno Munari e, più di recente, con gli spot e i calendari della serie Campari Red Passion.

Nel 1982 l'azienda passa ai manager Erinno Rossi e Domenico Garavoglia che rilevano l'azienda da Angiola Maria Migliavacca, ultima erede della famiglia dei fondatori Campari. Oggi Campari è venduto in 190 Paesi del mondo, una vera bandiera italiana, con oltre due milioni di casse da 9 litri.

Su consiglio dell'herbalist & master blender Bruno Malavasi (custode della ricetta segreta del Campari) nel 2020, per celebrare i 150 anni di vita, è stata lanciata la limited edition Campari Cask Tales (15mila bottiglie) dal gusto più intenso, tostato e vanigliato grazie all'invecchiamento per 6-8 mesi in botti di Bourbon (sempre a 25% alc).

Grazie a un'intensa campagna di acquisizioni di prodotti alcolici o poco alcolici premium, oggi Campari Group conta su oltre 50 marchi globali, a cominciare da Aperol, Skyy Vodka, Wild Turkey Whiskey, Ron Appleton Estate, Grand Marnier.
Nonostante l'impatto Covid, Campari Group registra al 30/09/2021 vendite nette pari a 1.575,7 milioni di euro con un incremento del 27% circa rispetto all'anno 2019 e un utile prime delle imposte di 343,3 milioni di euro (+56,12%). Numeri di tutto rispetto certificati dal presidente Luca Garavoglia e dall'ad Robert Bob Kunze-Concewitz.

Sostenibilità a tutto campo

Da anni il concetto di Sostenibilità è al centro delle attività di Campari Group tanto che ogni due anni viene pubblicato un apposito Sustainability Report agganciato a un'apposita sezione del sito Campari Group.
Quattro sono le aree d'impegno: Le Nostre Persone, Pratiche Responsabili, Ambiente, Impegno nelle Comunità. In particolare Pratiche Responsabili riguarda l'approvvigionamento responsabile e la sicurezza alimentare e una comune strategia globale sul bere responsabile che, anche attraverso i bartender, educhi a un consumo consapevole e responsabile dei prodotti alcolici. Per lo scopo è stato redatto un apposito Resposible Serving Alcohol Guidelines, oltre all'organizzazione di Campari Academy nella sede di Sesto San Giovanni, per l'aggiornamento professionale dei barman, di cui è responsabile Luca Casale in qualità di Campari Academy Coordinator.

Per quanto riguarda l'Ambiente, Campari Group ha registrato una importante riduzione dei consumi energetici tagliati negli ultimi anni del 28% per un totale di 454,6 GWh (equivalente al consumo di quasi 182mila famiglie italiane), con un minor impiego di petrolio e legname nelle distillerie nord e centroamericane, a favore di gas naturale, riducendo contestuali emissioni di Co2, So2, Nox e polveri sottili. Un approccio strategico alla logistica ha permesso inoltre una ridefinizione della movimentazione dei pallet con una flotta Paki di automezzi Euro 6.

Grande successo a Baritalia 2021

Campari Academy ha partecipato come sponsor anche alla passata edizione 2021 di Baritalia by Bargiornale, vedendo il successo del primo classificato del team Campari Academy e 2° Classificato Assoluto Riccardo Di Dio Masa, seguito da Francesco Drago, Adriana Firicano, Davide Pelacani, Manuel Pileri, Carlo Alberto Sardano, coach Luca Casale.

 

Wilde Red Apple
di Riccardo Di Dio Masa - Hotel Palazzo Montemartini, Roma
Ingredienti
30 ml cordiale di mele rosse sottovuoto
30 ml Wild Turkey Whiskey
70 ml soda aromatizzata alla vaniglia
Preparazione
Direttamente nel tumbler alto, guarnire con fetta di mela essiccata e vaporizzare con aroma di crosta di pane.

 

Il 9 marzo il webinar (gratuito) su come progettare spazi e assortimenti di successo

webinar_POLI.design
Il webinar è il terzo del ciclo di incontri gratuiti organizzati da POLI.Design e Marketing & Trade, che spiegano come costruire un'esperienza di successo. Registrati per partecipare

Prosegue il programma di webinar gratuiti dedicati al design dell’esperienza, organizzati da POLI.design e Marketing & Trade (M&T), laboratorio milanese di idee strategiche e di soluzioni operative per retailer, brand e start up. Il nuovo appuntamento online è fissato per mercoledì 9 marzo con l’incontro dal titolo Progettare spazi e assortimenti di successo nel mondo dell’esperienza, live su Zoom alle ore 17 (per partecipare basta registrarsi cliccando sul bottone qui sotto).

REGISTRATI PER PARTECIPARE AL WEBINAR

Il webinar è il terzo del ciclo di quattro incontri I segreti per concepire un’esperienza di successo a cura del Corso di alta formazione in Brand and Retail Experience Design, che prenderà il via il prossimo 16 giugno, ideato da POLI.design per insegnare a progettare spazi esperienziali per brand, aziende dell'intrattenimento e dell'ospitalità, delle fiere e dei servizi (leggi Progettare spazi esperienziali: il nuovo corso di POLI.design).

Obiettivo del ciclo di webinar è di sviluppare la cultura e le competenze dei professionisti di questi settori sul tema dell’esperienzialità, ovvero su un approccio incentrato sulla valorizzazione dell’esperienza di consumo del cliente. Una dimensione che ha assunto una rilevanza cruciale in tali ambiti e che rappresenta un forte elemento per la competitività.

Progettare spazi e assortimenti di successo

In particolare, il nuovo incontro in programma si concentrerà su come costruire spazi e un assortimento di prodotto che rispecchino l’evoluzione dei significati di consumo contemporanei, chiave fondamentale per realizzare un’esperienza di successo. Per brand e realtà industriali questo significa reinterpretare i loro prodotti in una logica esperienziale, mentre per i retailer, compresi gli attori del fuoricasa, aggiornare gli assortimenti a un nuovo mondo di bisogni e di vivere gli spazi fisici. In tale contesto, anche la progettazione degli spazi fisici deve puntare all’esperenzialità, al coinvolgimento del consumatore e a massimizzare anche la funzionalità per gli operatori.

Ad analizzare tutti questi diversi aspetti durante l’incontro, sarà un gruppo di esperti di grande profilo, moderati da Rossella De Stefano, direttrice di bargiornale: Carlo Meo, ceo di Marketing&Trade e direttore tecnico del corso Brand and Retail Experience Design, Luisa Collina, professore ordinario presso il dipartimento del Design del Politecnico di Milano, e Daniela Ostidich, presidente M&T.

Il ciclo di appuntamenti online (tutti gratuiti) proseguirà nelle prossime settimane con il webinar in programma il 23 marzo su Esperienza fisica e digitale: quale integrazione? I due precedenti incontri su Come progettare un concept esperienziale di successo e La sostenibilità economica dei progetti esperienziali, si sono svolti il 9 e il 23 febbraio.

 

Contanti e Pos, nuovi limiti dal 2023

La stretta sui pagamenti in contanti è rinviata al 2023, ma con essa arriveranno anche le sanzioni per chi rifiuta un pagamento elettronico

Sono ormai sette anni che chi effettua attività di vendita di prodotti e prestazioni di servizi è tenuto ad accettare pagamenti effettuati con carte di debito e carte di credito se l’importo supera i 30 euro. La clientela, soprattutto quella di fascia più giovane, si è decisamente orientata verso l’utilizzo di pagamenti elettronici, abbandonando progressivamente i contanti.

Finora, e fino a fine 2022, non è prevista nessuna sanzione per chi non accetta pagamenti elettronici. Dal 1° gennaio 2023, a prescindere dall’importo (non esisterà più la soglia minima di 30 euro, quindi anche solo per un caffè), è stata prevista l’applicazione di una sanzione specifica per un importo fisso pari a 30 euro più il 4% del valore della transazione per chi non accetta i pagamenti per almeno una carta di debito e una carta di credito (tra cui il Pos), in presenza o in mancanza dello specifico apparecchio.

Per tali violazioni si seguono le norme generali sulle sanzioni amministrative, ma è escluso il pagamento in misura ridotta per oblazione amministrativa. L’accertamento e il controllo non sono a cura dei funzionari fiscali ma della polizia giudiziaria e degli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni punite con sanzioni amministrative, che dovranno inviare rapporto al prefetto del territorio dove è stata commessa la violazione.

L'obbligo di adottare il Pos porta anche qualche vantaggio

Bisogna tener presente che questo obbligo, se correttamente rispettato, porta anche due vantaggi.

1. Bonus Pos: credito d’imposta 100% sulle commissioni addebitate se i Pos sono collegati a strumenti che consentono la memorizzazione e la trasmissione elettronica dei dati dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate o del 30% sulle commissioni addebitate per l’accettazione di pagamenti con altri strumenti di pagamento elettronici.
2. Bonus per l’acquisto, il noleggio o l’utilizzo del Pos: è un’ulteriore credito d’imposta per il costo di acquisto, noleggio o utilizzo di dispositivi che consentono di accettare pagamenti elettronici collegati ai registratori telematici (usufruibile fino al 30 giugno 2022).

Il bonus è calcolato sul costo di acquisto, noleggio o utilizzo e comprende le spese di convenzionamento o per il collegamento tecnico tra gli strumenti. Spetta, entro il tetto di spesa di 320 euro (160 nel 2021), nella misura del:
• 100% (70% nel 2021), se i ricavi/compensi del periodo d’imposta precedente non superano 200mila euro;
• 70% (40% nel 2021), se i ricavi/compensi del periodo d’imposta precedente sono compresi tra 200mila euro e 1 milione di euro;
• 40% (10% nel 2021), se i ricavi/compensi del periodo d’imposta precedente superano il milione (fino a 5 milioni).

Inoltre sia l’esercente che il cliente potranno partecipare alla lotteria degli scontrini con una estrazione a premi basata sugli scontrini digitali emessi per ogni pagamento con carta.

I limiti non cambiano per quest'anno

Il limite all’uso dei contanti, che inizialmente era stato abbassato a 999,99 euro per tutti, rimane a 1.999,99 per tutto quest'anno e passa a 999,99 dal 1° gennaio 2023. Quindi, dal prossimo anno, da 1.000 euro in su per poter trasferire risorse da un soggetto a un altro e per ogni singolo pagamento sarà necessario l’utilizzo di strumenti tracciabili (bonifico bancario o postale, carta di credito o di debito, bancomat, assegni non trasferibili e simili). Tale limite non potrà essere superato nemmeno se, per aggirare il divieto, si frazionano i pagamenti. Si considera tale un’operazione unitaria sotto il profilo economico posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori a quel limite, effettuate in momenti diversi e in un periodo di tempo di sette giorni o anche superiore se ricorrono elementi per ritenerla artificiosa.

Come capire se il frazionamento è effettuato con tale intento o risponde a fini commerciali? Sicuramente una fattura con la previsione dall’origine (ordine) di un pagamento rateale in cui ogni rata è inferiore alla soglia rientra nella possibilità di pagamenti in contanti o quando la pluralità di pagamenti è insita nell’operazione, così come per i contratti di somministrazione (ad esempio l’acquisto frequente, se non quotidiano, di pane o latte).

Problematico potrebbe essere il frazionamento di un’operazione presso un ristorante o altro esercizio pubblico, perché non conforme a usi commerciali. In ogni caso, l’amministrazione può comunque stimare la presenza di elementi che facciano ritenere che un frazionamento sia stato realizzato per sottrarsi al divieto.

Benefici sui tempi dell'accertamento

Consideriamo inoltre che per chi non esegue i pagamenti e gli incassi in contanti vi può essere un beneficio: è infatti possibile ottenere la riduzione di 2 anni del termine di decadenza (in pratica, quattro anziché sei: il 2021 scadrebbe nel 2025 anziché nel 2027) per l’accertamento ai fini delle imposte dirette e dell’Iva (art. 3, D. Lgs. 127/2015) per le imprese e i professionisti che:
• eseguano tutti gli incassi e i pagamenti di ammontare superiore a 500 euro con modalità tracciabili (sono esclusi il contante, la compensazione di credito, il vaglia postale, il pagamento in natura); basta anche un solo incasso o pagamento di importo superiore a 500 euro effettuato con pagamenti non tracciabili per impedire la riduzione della decadenza. È rilevante l’ammontare complessivo del documento e non solo l’importo pagato o incassato: non è ad esempio tracciabile il pagamento di una fattura di 2.000 euro con un bonifico di 1.950 euro e 50 euro in contanti;
• emettono esclusivamente fatture elettroniche e trasmettano telematicamente tutti i corrispettivi all’Agenzia delle entrate mediante registratori di cassa telematici.

Il contribuente deve evidenziare l’esistenza delle condizioni che permettono di beneficiare nella dichiarazione dei redditi (quadro RS), barrando la casella RS136 del modello Redditi per le persone fisiche e società di persone e la RS269 del modello Redditi società di capitali.

Gelato: ogni gusto alla temperatura giusta con il Pozzetto autonomo a incasso

gelato Pozzetto autonomo a incasso 1
Efficace, modulare, la tecnologia sviluppata da CCF permette di realizzare banchi a pozzetto che si adattano a ogni spazio, permettendo, in più, di conservare ogni gusto alla giusta temperatura

L’uso del banco a pozzetto per la conservazione del gelato è sempre più diffuso, sia per la sua storia, che rimanda alle origini dei gelatieri artigiani, indice di prodotto di alta qualità, sia per la buona conservazione del gelato che garantisce. CCF, specializzata nella produzione di attrezzature per la produzione, conservazione ed esposizione del gelato, ha semplificato la costruzione di questo caratteristico banco, migliorandone in più la qualità di conservazione del prodotto, applicando una tecnologia semplice ma efficace: il Pozzetto autonomo a incasso (PAI).

Semplice, economico efficace

Costruito artigianalmente nella sede di Torino dell'azienda, ogni PAI è dotato di un proprio impianto di refrigerazione che congela direttamente la camera dove alloggiano le carapine, evitando così di congelare e mantenere congelata una massa enorme di acciaio, ferro, legno e glicole. Ma non solo, perché in questo modo si ottengono due vantaggi fondamentali per assicurare la conservazione ottimale del gelato: la possibilità di regolare la temperatura in ogni gusto e il mantenimento costante della temperatura desiderata senza oscillazioni. Caratteristiche uniche della soluzione sviluppata da CCF che permettono di mantenere asciutto e perfettamente spatolabile qualsiasi gusto, anche quelli a basso tenore di zuccheri o alcolici.

Caratteristiche tecniche

Ogni PAI è dotato di un termostato digitale per la regolazione della temperatura, ospita carapine antirotazione, carapine semplici e mini-carapine (200 mm di diametro x 250 o 125 mm di altezza) e garantisce una temperatura fino a -20 °C anche con 30° C in ambiente. Il tutto con consumi minimi (1,2 kW/24h) e senza differenza di temperatura tra la carapina superiore e inferiore.

Ma le proprietà del sistema non finiscono qui. Ecologico, il gruppo refrigerante a condensazione ad aria utilizza il gas amico dell’ambiente R600, l’impianto non richiede nessuna manutenzione, è garantito per 5 anni e in caso di guasto l’azienda provvede celermente a inviare un nuovo PAI in sostituzione. Silenzioso come il frigo di casa (3 db), migliora anche la visibilità del prodotto, rispetto a un tradizionale banco a pozzetti.

Per ogni ambiente e tipologia di locale

Tecnologica ed efficiente, la soluzione firmata CCF permette di realizzare facilmente banchi gelato di qualsiasi forma, adattandola a ogni esigenza di spazio e di design del locale, risparmiando denaro, tempo e fatica, o postazioni mobili. Grazie alla sua modularità, il sistema può essere inserito in qualsiasi tipo di banco o contesto esistente e si possono creare infinite combinazioni, realizzando il proprio banco su misura. In questo modo si riesce a sfruttare anche il più piccolo spazio non utilizzato all’interno del locale per creare una postazione gelato che consente di offrire un prodotto di alta qualità.

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Fabbri 1905: le novità di stagione e i best seller

L'azienda emiliana, forte della sua leadership sul mercato del gelato, presenta i gusti di tendenza dell'anno. Per gelaterie e pasticcerie di successo

Si avvicina a grandi passi il momento clou per il gelato e bisogna farsi trovare pronti con novità in linea con i trend di consumo, capaci di attirare la clientela. Lo sa bene Fabbri 1905, che come ogni anno propone tante interessanti novità per i professionisti. Per esempio lo zenzero, top of the topic, che introduce a sorpresa una nota piccante nel gelato: è lo Zenzero Fabbri: ispirato alla ricetta che ha reso unica l’Amarena Fabbri, si tratta di pepite candite di zenzero, immerse in uno sciroppo di zenzero e curcuma. Un prodotto perfetto per guarnire un gelato, oltre che ottimo anche come ingrediente per la sua preparazione. Zenzero Fabbri è ideale anche per dare gusto, decorare e guarnire creazioni di pasticceria classica e sottozero, come cake, cupcake, gelée. Le pepite di Zenzero Fabbri sono facili da tagliare (non sono fibrose), mantengono la loro naturale piccantezza in cottura e sono un prodotto vegan, gluten free e palm oil free.

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Di tendenza anche il Caramello Crunchy Salato è un must- have per tutto l’anno, fra i più richiesti. È un sapore sfizioso e insolito, che unisce alla consistenza crunchy il contrasto dolce-salato, ideale in abbinamento al gelato al gusto biscotto oppure, per una versione da pasticceria fredda, indicato per preparare delle eleganti mini cheesecake. È un prodotto con aromi naturali, privo di glutine, olio di palma e coloranti. In tema di croccantezza abbinata al cioccolato, ecco un’altra novità targata Fabbri 1905, ideale in gelateria o per la pasticceria fredda: è Choco-Fondente Crunchy salato, dove l’intensità del cioccolato si sposa con la croccantezza dei granelli di zucchero salato. Contiene cioccolato in polvere (60%) e aromi naturali, mentre è privo di glutine, olio di palma e coloranti. Altra novità 2022 è NeveFree, una base per gelato a etichetta cortissima, composta da solo 4 ingredienti: destrosio, latte magro in polvere, proteine del latte e fibre vegetali. Un prodotto dal gusto neutro con fibra, senza additivi o emulsionanti, priva di glutine e aromi (in buste da 2 kg).

I best seller 2021

Dopo questa carrellata di novità, per arrichire la gamma della gelateria non vanno scordati i  prodotti trendy della stagione passata, che continuano a incontrare il gusto dei clienti e la fantasia dei professionisti:

  • Bon Bon, una golosa crema di nocciola e gianduia, ricca di fragranti inclusioni di cialda e croccante granella di nocciola, perfetto come filling e copertura;
  • Brownie, variegatura che ripropone il gusto inconfondibile del dolce americano;
  • Nutty Fabbri (in 9 gusti differenti), delle paste perfette per arricchire i gusti di gelato alle creme, per variegare o entrare nella ricetta stessa del gelato, ma anche per realizzare cremini, rivestire l’interno del cono o come farcitura (dopo cottura) di croissant e brioche. Disponibile per la farcitura anche il comodissimo dispenser personalizzato con i bellissimi decori bianchi e blu.
  • Simplé, prodotto già completo e bilanciato, che consente di preparare il gelato in soli 10 minuti, con la semplice aggiunta di latte e/o acqua e messo in macchina. Già pastorizzato, è disponibile in pasta (34 gusti) e in polvere (23 gusti) ed è utilizzabile anche per preparare granite, smoothies e milkshake; Fra i tanti gusti, la novità 2022 è il gusto Kefir, dal sapore pulito, fresco e lievemente acidulo, che tanta fortuna incontra in questi anni nelle scelte del consumatore nel reparto yogurt.
  • Infine, un prodotto dedicato ai bambini: Simplé – Kit del pirata: gusti classici yogurt e frutta, accompagnati da kit da esposizione e divertenti tattoo da collezionare.

 

Verso la tappa di Lecce di Baritalia insieme con Tokinoka Japan Blended Whisky by Compagnia dei Caraibi

TOKINOKA Japan Blended Whisky
Con la presentazione di Tokinoka Japan Blended Whisky, importato e distribuito da Compagnia dei Caraibi, pubblichiamo la quarta scheda sui prodotti sponsor della tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che devono essere utilizzati dai partecipanti nelle loro ricette. Tema di quest'anno è la Sostenibilità, la capacità di ridurre l'impatto ambientale, riducendo sprechi e valorizzando i prodotti del territorio.

La miscelazione con il whisky è sempre stata rappresentata da grandi classici come Old Fashioned, Manhattan, Whisky Sour, Rob Roy, Irish Coffee. Ma attenzione, il mondo dei distillati di malto d'orzo o di altri cereali (dai Scotch Whisky agli Irish whiskey e ai Bourbon American Whiskey) è decisamente variegato per luoghi di produzione, ingredienti, gusti e invecchiamenti, così da realizzare cocktail molto diversi tra loro.

In Giappone la tradizione del whisky è molto più recente rispetto ad altri Paesi visto che si è diffusa nel Sol Levante soprattutto dopo la Prima Guerra Mondiale e, anche se ha preso a modello la distillazione scozzese, si differenzia per la ricerca di morbidezza ed eleganza. Facilmente abbinabili ai piatti a base di riso, pesce e carne, i Japan Whisky vengono spesso serviti a pranzo o cena miscelati con acqua tonica (Mizuwari: 3 cl Whisky, ghiaccio e top tonica). Ma non solo.

Importato e distribuito da Compagnia dei Caraibi, Tokinoka è un Japan Blended Whisky particolarmente morbido con note di albicocca e frutta secca, con un finale lungo di miele e spezie (40% alc), il cui nome significa "Profumo del tempo". Viene prodotto dalla moderna White Oak Distillery (proprietà della Eigashima Shuzo Distillery) di Akashi (prefettura di Hyogo, nel centro del Paese, vicino Osaka) dal 1984, anche se le origini della distilleria risalgono al 1.888 (prima licenza per distillazione in Giappone). Curata dal master blender Akito Ueda, la produzione avviene in doppia distillazione ed è limitata a circa 30mila litri all'anno.
Tokinoka Blkended Whisky è confezionato in bottiglie di vetro chiaro da 50 cl con tappo a vite. Classificato Blended, si caratterizza per un'alta percentuale (75%) di single malt.

L'abbinamento con i té giapponesi è il miglior suggerimento di miscelazione.

Genmaicha: il whisky lattico dolce Tokinoka si sposa bene con le note cerealicole e vegetali del tè Genmaicha. Infusione: 3 minuti a 80 °C.
Gyokuro di qualità o kabuse primaverile di qualità: un buon abbinamento con le note lattiche  e burrose che si trovano spesso nei Gyokuro e nei kabuse primaverili di buona qualità (evitare la parte bassa della gamma, che sono molto meno interessanti). Infusione: 1 minuto a 60-65 °C.

Oltre a Japan Whisky Tokinoka, gli altri prodotti Compagnia dei Caraibi a disposizione sono East Imperial Superior Soda Water, Seventeen Ginger Beer e Amaro Lucano Anniversario.

Compagnia dei Caraibi ha partecipato come sponsor anche alla passata edizione di Baritalia by Bargiornale 2021, con il successo del primo classificato Marco Manca, seguito dagli altri finalisti del team Compagnia dei Caraibi: Angelo D'Arrigo, Jonathan Bergamasco, Elena Rossi, Federico Graziani, Paola Zaminga, coach Filippo Sisti.

 

Toma
di Marco Manca - Miscellaneous Cocktail Bar, Iglesias (Su)
Ingredienti
45 ml Whitley Neill Gin
45 ml Cordiale alle erbe Maria Luisa di Liquoreria Collu
20 ml acqua di pomodoro home made
Preparazione
Stir & strain in coppa ghiacciata.

I whiskey e i gin di Glendalough nel catalogo di Coca-Cola Hbc Italia

Glendalough Distillery_Coca-Cola Hbc Italia
Gamma Irish Whiskey Glendalough Distillery by Coca-Cola Hbc Italia
Cinque whiskey e due gin, tutti artigianali e superpremium, della premiata distilleria irlandese arricchiscono il catalogo di spirit di alta gamma di Coca-Cola Hbc Italia

Sempre più ricco il portafoglio spirit di Coca-Cola Hbc Italia (leggi Per Coca-Cola Hbc Italia un portfolio spirits ancora più ampio). L’azienda, dopo aver superato le 50 referenze in poco più di due anni, amplia ulteriormente il suo catalogo di prodotti distribuiti in esclusiva nel nostro Paese, con 7 new entry: 5 whishey e 2 gin artigianali e superpremium della distilleria irlandese Glendalough Distillery.

L’accordo, già operativo da questo mese, siglato con Mark Anthony Brands International, gruppo irlandese del beverage proprietario della distilleria, estende la partnership tra quest’ultimo e il gruppo Coca-Cola Hbc già attiva in altri Paesi, rafforzando ulteriormente la proposta dell’azienda italiana nei prodotti di alta gamma.

Fondata nel 2011, Glendalough Distillery si è posta subito all’attenzione internazionale per l’alta qualità e il carattere innovativo dei suoi spirit artigianali, che produce sulle montagne di Wicklow, in Irlanda. A testimoniarlo, i prestigiosi premi ottenuti dai suoi prodotti, come la Double Gold conquistati di recente al Double Barrel Whisky e al Wild Botanical Gin alla San Francisco World Spirits Competition, ai quali si aggiunge il titolo di Irish Gin Distillery dell'anno assegnatole dalla New York International Spirits Competition. Inoltre, alla ricerca della qualità la distilleria abbina anche una forte attenzione alla sostenibilità, tanto da meritarsi anche il titolo di Sustainable Distillery of the Year del Whisky Magazine.

I cinque irish whiskey

Per quanto riguarda i whiskey, le nuove entrate nel catalogo di Coca-Cola Hbc Italia sono: Glendalough Pot Still, Glendalough Double Barrel, Glendalough Single Cask, Glendalough 17-Year-Old Single Malt e Glendalough 25-Year-Old Single Malt.

Il primo rappresenta l’espressione più caratteristica del whiskey irlandese, i pot still, tipologia prodotta solo in Irlanda, che si ottiene utilizzando come materia prima malto d’orzo mischiato a orzo non maltato e con tripla distillazione continua. Il distillato viene affinato per un anno in una botte nuova di quercia irlandese che gli regala delicate note di vaniglia che vanno a completare e a bilanciare le tipiche note speziate di questa tipologia di prodotto.

Glendalough Double Barrel è invece un single grain (fatto solo con mais) invecchiato per tre anni in botti ex-bourbon che termina l’affinamento per 6 mesi in botti che hanno contenuto Sherry Oloroso. Di colore giallo dorato pallido, presenta al naso note di frutta rossa, citronella, fichi, uva passa e noce moscata, mentre al palato note di burro, miele, pepe, ciliegia e maraschino, con un finale lungo, con sentori di mandorla e zenzero.

Glendalough Single Cask matura in botte di bourbon di primo riempimento, che gli regala dolci note di vaniglia, miele e caramello, e successivamente viene trasferito in una botte di rovere francese ex Calvados XO, che aggiungono note di spezie legnose e di frutta che danno al prodotto il suo carattere complesso.

Un distillato di grande complessità è anche Glendalough 17-Year-Old Single Malt, che viene fatto invecchiare prima in botti ex bourbon per ben 15 anni, che gli conferiscono vibranti note di agrumi, miele e vaniglia, e quindi per due anni nelle rari botti di Mizunara giapponese, che gli donano viscosità e una caratteristica sensazione cremosa al palato.

Infine, Glendalough 25-Year-Old Single Malt, un whisky prodotto in edizione limitata che viene sottoposto a 25 anni di invecchiamento in tre differenti legni, tra i quali la quercia irlandese che ne fanno il primo single malt irlandese a maturare in tale botte. Inizialmente il distillato riposa in botte di rovere ex-Bourbon fortemente carbonizzate, quindi in una botte di Sherry Oloroso, per concludere con una botte di rovere irlandese vergine. Un processo che conferisce al prodotto un carattere morbido, rotondo e vivace e una ricchezza di sensazioni al palato, dove note di frutta cotta e uva passa si uniscono nel finale a note speziate e con sentori di tabacco.

I gin

Per quanto riguarda i gin si tratta invece di Glendalough Rose Gin e Glendalough Wild Botanical Gin. Quest’ultimo è un distilled gin preparato con le botaniche che crescono selvatiche nelle montagne nei presi della distilleria. Botaniche segrete che vengono raccolte a mano e quindi messe in infusione per una notte intera in spirito neutro per poi procedere, il giorno successivo, con la distillazione in alambicco di rame Holnstein. Ricco al naso e al palato, presenta decise note di ginepro, accompagnate da sentori di agrumi, note floreali, fruttate e speziate.

Glendalough Rose Gin è un distillato che non colpisce solo per il so colore rosa, ma anche per il suo carattere floreale e fragrante, complesso e ricco. Anche in questo caso, la ricetta segreta prevede botaniche raccolte nei dintorni della distilleria alle quali si aggiungono i petali di rosa. Dopo la distillazione, il gin viene ulteriormente infuso con un quantitativo maggiore di rose per dargli la sua caratteristica tonalità e dare prodondità ai sapori.

Da Alpro un poker di alternative al latte 100% vegetali

Alpro
Alpro - Barista for professionals è una linea composta da 4 alternative al latte vaccino: soia, mandorla, cocco e la novità avena senza glutine

Alpro nasce nel 1980 in Belgio da un’intui­zione all’avanguardia nel settore: dare il via a una linea di bevande 100% vegetali ideali per le persone e utili al pianeta. Nasce così la ricetta della bevanda alla soia che presto incontra il favore del mercato e porta ad ampliare la produzione in Francia e Inghilterra. Nel 2012 prende il via la diversificazione con prodotti a base di mandorla, nocciola, cocco e avena; nel 2019 nasce la linea Alpro Barista for Professionals: bevande con una formula dalle notevoli performance tecniche studiate dai baristi per i baristi.

Permettono di integrare l’offerta del locale con alternative vegetali al latte vaccino rivolte a clienti sempre più alla ricerca di opzioni salutari, sostenibili e di varietà di gusto. Frattanto nel 2017 entra nel gruppo Danone, mentre nel 2018 riceve la certificazione B-Corporation, un importante riconoscimento a livello mondiale per aziende attente all’ambiente e al sociale, oltre che alle performance economiche.

Judith Gonzales, Country Manager per il Sud Europa spiega a Bargiornale l’impegno per la sostenibilità dei prodotti: «Oltre il 60% della nostra soia cresce in Europa, proviene da realtà locali e non è geneticamente modificata; il resto dal Canada. Trasportiamo tutto in modo sostenibile per garantire che l’emissione di CO2 per kg sia inferiore, rispetto alla classica catena logistica via camion. L’avena e le mandorle crescono in Europa e le noci di cocco provengono dal Sud-Est asiatico».

Osserviamo da vicino la linea Alpro Barista For Professionals, fondamentale per qualsiasi locale in quanto, riprende Judith Gonzales: «I consumatori italiani sono sempre più attenti alla qualità degli ingredienti e della propria alimentazione, soprattutto nel fuori casa. Per questo è importante che i baristi siano pronti con un’offerta che rispecchi queste esigenze».

Soya for Professionals - Soia è certificato Pro-Terra, ha un gusto naturale ed è molto cremoso, ideale per preparare eccellenti cappuccini dalla crema morbida, anche in latte art.

La variante Mandorla può essere utilizzata in bevande calde o fredde, unita al caffè o al cioccolato; crea una schiuma morbida e lucida, ideale per cappuccini, smoothie e frullati.

La variante Cocco contiene il 3,5% di cocco e il 2,9% di soia e garantisce una schiuma consistente e lucida. Perfetta con caffelatte, smoothies e nei frullati.

Infine, Avena Senza Glutine, l’ultimo nato della gamma, nonché la priorità aziendale in questo momento, ha un gusto delicato e produce una crema 100% vegetale e senza zuccheri. Perfetto per l’abbinamento con il caffè e per la preparazione di smoothie e frullati.

Colpo Formidabile per Pallini che si rafforza negli amari

Pallini_Amaro Formidabile
Micaela Pallini, presidente di Pallini, e Armando Bomba, creatore di Amaro Formidabile
Con questa operazione la storica distilleria romana arricchisce la sua offerta di grandi liquori della tradizione italiana con il premiato elisir artigianale creato da Armando Bomba

Da un lato una storica realtà della liquoristica italiana che intende rafforzare la propria offerta nel segmento amari. Dall’altro un brand giovane alla ricerca di nuovi spazi per proseguire il proprio percorso di crescita. È da questa comunione d’intenti che è nata l’operazione che ha portato all’acquisizione da parte di Pallini, storica distilleria di Roma nata nel 1875 (leggi Pallini taglia il traguardo dei 140 anni), di Amaro Formidabile, l’elisir creato dal liquorista, anch’egli romano, Armando Bomba.

Un’operazione strategica per Pallini, che aggiunge ai suoi storici prodotti, pezzi da novanta della tradizione liquoristica italiana, tra i quali il Mistrà, il Limoncello, il Gran Caffè, il pluripremiato amaro di nuova generazione. Ma strategica anche per il marchio Formidabile, che, entrando a far parte del gruppo Pallini, vede aprirsi davanti a sé nuove e importanti possibilità di sviluppo.

«Amaro Formidabile costituisce il perfetto complemento alla storica produzione liquoristica Pallini. Gamma che desideravamo arricchire con un amaro, o attraverso un nostro marchio o con un brand che fosse però in linea con la nostra tradizione, fatta di ricette originali, artigianali, autentiche – spiega Micaela Pallini, presidente dell’azienda -. Caratteristiche tutte presenti in questo amaro dai connotati innovativi, che abbiamo seguito con molto interesse e curiosità fin dalla nascita, tra l’altro a pochi chilometri dalla nostra sede. Per cui quando Bomba voleva trovare uno spazio per far crescere il suo marchio, abbiamo entrambi convenuto che fosse Pallini l’azienda perfetta per far compiere a Formidabile il passo che da solo non riusciva a fargli fare».

Tradizione e modernità

Dallo stile originale, 100% artigianale e naturale, Amaro Formidabile (alc 35% in vol) è frutto di una ricetta esclusiva che prevede la macerazione a freddo di piante aromatiche e officinali, tra le quali china rossa, rabarbaro cinese, rosa moscata, assenzio romano, genziana, scorze di arancia calabrese, noce cola e anice stellato, in purissimo alcool di grano, senza alcun utilizzo di additivi, coloranti, caramello e di aroma sia di sintesi sia naturale. Una ricetta messa a punto dal suo creatore dopo una lunga ricerca, partita dall’esame dei trattati storici della farmacopea internazionale e dei ricettari tecnici e domestici pubblicati dalla fine del Settecento, fino ai più moderni testi di inizio Novecento. Una mole di conoscenze e di spunti rielaborata in modo originale da Bomba, che vi ha unito anche la sua passione per la profumeria artistica, per dare vita a un prodotto che fosse espressione dell’alta tradizione italiana dell’amaro, ma dal profilo contemporaneo.

Qualità pluripremiata

Un profilo di grande complessità, per un approccio sensoriale totale. Dal colore ambrato, e dalla consistenza setosa e avvolgente, Formidabile si caratterizza per la sua ricchezza aromatica e di sapori. Il bouquet è esperidato, leggermente fumoso, con sentori di coccoina e fave di cacao tostate. Mentre in bocca regala un’evoluzioni di sensazioni: iniziano con una nota aromatica di agrumi e leggermente anisata, accompagnata da un cuore speziato di garofano e coriandolo, erbaceo di artemisia e caldo di rosa damascena su un fondo tostato e legnoso, che evoca l’alta concentrazione delle botaniche, per concludersi con un finale lungo e profondo, dalle note incensate e amaricanti, con sentori persistenti di caramella al rabarbaro.

Una ricchezza di note tra loro in perfetta armonia, tra le quali pare di riconoscere anche quelle di liquirizia, mandorla amara e caffè, ingredienti però del tutto assenti, che hanno meritato ad Amaro Formidabile diversi prestigiosi premi internazionali, tra i quali la Gran Medaglia d’Oro allo Spirit Selection de Concours Mondial de Bruxellesnel 2018 e la Medaglia d'Oro all’International Spirit Challengenel 2019 (leggi Storico oro per Amaro Formidabile all’International Spirits Challenge).

Un 'occhio anche all'estero

«Un prodotto di alta qualità, il primo degli amari di nuova generazione che hanno vivacizzato questo mercato negli ultimi anni ottenendo immediato riscontro sia presso i professionisti del fuoricasa sia presso consumatori, e che ha ancora enormi potenziali di crescita», spiega Pallini. L’azienda, che segue anche la distribuzione, punta a sviluppare questo potenziale anche oltre i confini della Penisola. «Per quanto riguarda l’Italia, proseguiamo con la strategia di distribuzione focalizzata su cocktail bar, mondo della ristorazione ed enoteche – spiega la presidente -. Ma per Pallini, che esporta l’80% dei suoi prodotti, guardare all’estero è un passaggio naturale, considerando anche che sono sempre più i consumatori di questi Paesi che hanno iniziato a scoprire e ad apprezzare gli amari italiani. Su questi mercati Formidabile, inoltre, può contare su una potente leva come il nostro Limoncello, il secondo per volumi venduti al mondo, ma aprirsi anche nuovi mercati, come quelli asiatici e dell’Est Europa, dove il gusto amaro è molto amato».

Fedeltà alla ricetta

L’azienda romana ha cominciato a produrre Formidabile nei suoi stabilimenti, nel pieno rispetto della ricetta del suo creatore. «I liquori Pallini vengono tutti prodotti seguendo le ricette originarie, molte delle quali molto antiche, alle quali siamo sempre rimasti rigidamente fedeli, perché ciò rappresenta un valore fondamentale per un’azienda di famiglia – spiega la numero uno dell’azienda -. Anche per Formidabile adottiamo la stessa filosofia, seguendo esattamente la ricetta messa a punto da Bomba, che prevede un processo laborioso e delicato, con l’utilizzo di molte botaniche e dove tutte le fasi vengono fatte a mano, compreso l’imbottigliamento. Manteniamo anche gli stessi fornitori. Quindi non avremo grandi numeri: una produzione su piccoli lotti, per cui venderemo su prenotazione, con la prima che sarà disponibile tra fine marzo e la metà di aprile, per un massimo in questo caso di circa 1600 bottiglie».

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Verso la tappa di Lecce di Baritalia insieme con Cointreau by Molinari

Cocktail a base di Cointreau
Con la presentazione di Cointreau distribuito da Molinari pubblichiamo la terza scheda sui prodotti sponsor della tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che devono essere utilizzati dai partecipanti nelle loro ricette. Tema di quest'anno è la Sostenibilità, la capacità di ridurre l'impatto ambientale, riducendo sprechi e valorizzando i prodotti del territorio.

Con oltre 15 milioni di bottiglie vendute in tutto il mondo, Cointreau è il distillato triple sec protagonista del mercato. Prodotto dalla multinazionale francese Rémy-Cointreau e distribuito in Italia da Molinari dal 2018, viene ricavato dal 1885 dalla tripla distillazione di un infuso in alcol per 24h di scorze di arance amare e dolci, con  un tenore alcolico finale di 40% alc.
L'inconfondibile bottiglia quadrata in vetro bruno da 70 cl è realizzata con l'80% di vetro riciclato.

Sono centinaia le ricette di cocktail in giro per il mondo (comprese ricette Iba) realizzate con Cointreau grazie alla sua facilità di "sposarsi" con altri spirit e bevande alla frutta, aggiungendo un fresco tono agrumato. Tanto che è stato possibile realizzare una Ruota Cointreau dei 40 Aromi.
Tra le tante ricette storiche come White Lady 1919, Sidecar 1922 e Cosmopolitan Iba 1988, citiamo
Margarita Molinari, twist del celebre cocktail sour messicano
Ingredienti
1 cl Molinari Extra
1,5 cl Cointreau
4,5 cl Tequila Blanco
Preparazione
Ghiacciare una coppa sombrero con metà del bordo guarnito con una crusta di sale, mescolare gli ingredienti nello shaker con ghiaccio a cubetti e agitare per 20", versare nella coppa filtrando con colino, spritz di scorza di lime, guarnire con una rondella di lime disidratato e anice stellato.

 

Gli altri prodotti distribuiti da Molinari a disposizione dei concorrenti sono Molinari Extra, Gin The Botanist e Whisky Bruichladdich The Classic Laddie.

Molinari ha partecipato come sponsor anche alla passata edizione di Baritalia by Bargiornale. Con il prodotto Cointreau distribuito da Molinari, Gian Maria Ciardulli si è classificato al primo posto per il team Molinari, insieme con Davide Barbieri, Simone Berlino, Chiara Brunamonti, Biagio Gennaro e Simone Obino.

 

Paloma Ocho
di Gian Maria Ciardulli - Donna di Cuori, Cecina (Livorno)
Ingredienti
50 cl Tequila 8 Ocho Blanco
15 ml succo di lime
15 ml sciroppo di miele lattofermentato home made al peperoncino e pere
20 ml Cointreau
15 ml sherry mix home made
top Yuzu Tonic Water Royal Bliss
Preparazione
Shake & strain in bicchiere highball bordato di crusta di sale al vino rosso, su cubetti di ghiaccio, guarnire con scorza di limone.

 

Simonelli Group due ottimi piazzamenti

Simonelli Group
Il Gruppo di Belforte del Chienti (MC) tra i finalisti dell’Industrial Excellence Award e del Best Performance Award 2021

 

Simonelli Group inizia bene il 2022, con il raggiungimento di due importanti riconoscimenti per il gruppo che non ha mai smesso di investire nell’innovazione tecnologica, con un occhio sempre rivolto all’ambiente. Il primo obiettivo è l’Industrial Excellence Award Italia 2021: la SDA Bocconi School of Management, partner accademico di questa iniziativa sin dal 2016, ha selezionato il gruppo per la sua capacità di rispecchiare il comparto dell’imprenditoria made in Italy, riconoscendone l’eccellenza nel settore industriale e dei servizi.

Simonelli Group si è fatta strada arrivando sino alla finale dell’edizione europea, gareggiando con gli altri 4 grandi player, Henkel, Nobilia e TMG Automotive. La premiazione è stata l’occasione per condividere gli sviluppi messi in pratica in questi anni come la digitalizzazione della value chain, la creazione di un processo produttivo customer oriented e flessibile. Dimostrando la pronta reazione del gruppo al periodo pandemico con la proposta di soluzioni volte ad una migliore efficienza energetica e in termini di emissioni di CO2. A ciò si sono aggiunti i programmi di studio della sua Accademia.

Le dichiarazioni del professor Alberto Grando, SDA professore di produzione e tecnologia, Università L. Bocconi e co-direttore accademico dell’award per l’Italia, raccontano come il Gruppo sia «Un punto di riferimento per quanto riguarda ricerca e innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e design. La gestione efficiente ed efficace dei processi e l’investimento nelle persone e un’attenta organizzazione hanno favorito una importante crescita dei ricavi (da 19 milioni di euro nel 2009 a 115 milioni di euro nel 2021). I valori di redditività e fidelizzazione dei clienti sono stati notevoli anche ora in tempi di pandemia Covid».

Fabio Ceccarani, ceo Simonelli Group, ha espresso la soddisfazione di essersi posizionati sullo stesso livello di competitor così forti sul mercato: «Confrontarsi con grandi aziende multinazionali è di grande stimolo e ci fornisce utili spunti per migliorare sotto diversi punti di vista. Siamo orgogliosi di aver vinto il premio italiano ed essere risultati tra i quattro finalisti europei insieme a grandi player della chimica, arredamento e dell’automotive. Un importante riconoscimento per il lavoro e i risultati finora ottenuti dall’intero team».

A febbraio il gruppo si è distinto una seconda volta, rientrando tra i cinque finalisti italiani del Best Performance Award 2021. Un altro premio conferito dalla SDA Bocconi School of Management che vuole valorizzare le imprese italiane che spiccano per la loro capacità di porsi come catalizzatori economici, promotori di innovazione tecnologica e attenti al tema della sostenibilità ambientale e sociale.

Un successo che Fabio Ceccarani ha così commentato: «Essere tra i finalisti di questo premio ci conferma nuovamente quanto è importante per un’azienda essere organizzata per innovare in modo sostenibile e con focus sulla relazione con tutti gli stakeholder. L’esperienza Simonelli Group nell’industria del caffè, si basa fondamentalmente su tre pillars che riguardano il prodotto, con un’offerta di soluzioni innovative in grado di migliorare l’esperienza in tazza dei propri clienti in modo sostenibile; le piattaforme, attraverso l’utilizzo di macchine connesse e tecnologie digitali per superare confini geografici e per migliorare il servizio e la conoscenza sul caffè; e, infine, la prossimità, ovvero il coinvolgimento dei partner nei processi di innovazione in grado di generare maggiore valore e aprire a nuovi insight».

Un modello operativo che ha permesso all’azienda di crescere negli ultimi 10 anni molto rapidamente. Riprende Ceccarani: «Nel 2020, come molte aziende, abbiamo registrato una contrazione del nostro fatturato, ma proprio nel pieno della pandemia abbiamo deciso di aumentare gli investimenti al fine di accelerare i nostri piani digital. I dati del 2021 confermano la forza e la resilienza del nostro modello di business, registrando i migliori risultati».

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