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Campari Academy diventa una piattaforma globale. Con Monica Berg alla guida

Campari Academy Monica Berg
L'Accademia di Campari lancia una piattaforma educativa per la comunità internazionale del bartending. La regina della mixology e tra le personalità più influenti della bar industry è la direttrice creativa del progetto

Campari Academy si espande e assume una dimensione globale. L’Accademia di Gruppo Campari da questo mese diventa una piattaforma educativa per la comunità internazionale del bartending, alla quale offrire formazioni e conoscenze a 360° sul settore e contribuire così in modo importante e innovativo alla crescita professionale dei bartender. A guidare il nuovo progetto, nel ruolo di direttrice creativa, Gruppo Campary ha chiamato una vera big del comparo: Monica Berg, già al primo posto della classifica dei personaggi più influenti della bar industry a livello mondiale (leggi Quattro gli italiani nella top ten della bar industry mondiale) e coproprietaria del Tayēr+Elementary di Londra, locale al secondo posto dell’ultima classifica dei World’s 50 Best Bars.

Un progetto educazionale di altissimo livello

Quello delineato è un progetto educazionale di altissimo livello che avrà come centri di irraggiamento la piattaforma digitale globale integrata dalla rete sul campo costituita dagli hub Campari Academy nei principali mercati del mondo. Riguardo quest’ultimo punto, l’Academy è presente già 10 Paesi, che oltre l’Italia, comprendono Stati Uniti, Spagna, Brasile, Austria, Giamaica, Cina e Australia, una presenza destinata ad estendersi ad altre importati piazze, a cominciare da Francia e Regno Unito.

La piattaforma digitale globale sarà quindi uno spazio di incontro per la community internazionale dei bartender, dove confrontarsi e discutere di notizie e tendenze, condividere idee e obiettivi e far crescere la propria rete professionale. Il tutto supportato dalle Academy locali che coordineranno le opportunità di networking per le comunità nella loro regione.

A dare forma al programma dell’Academy un team di esperti della drink industry, guidato da Monica Berg, che grazie alle loro intuizioni, esperienze e conoscenze, metteranno al centro dei lavori i temi topici del settore. Accanto a loro ci saranno personaggi di primo piano provenienti da una vasta gamma di discipline e con diverso background che permetteranno di avere una visione completa sull'industria degli spirit, in modo da creare un’offerta di contenuti coinvolgenti e altamente stimolanti per tutti i fruitori. La piattaforma globale nasce infatti come progetto fortemente inclusivo che punta a coinvolgere e ispirare i bartender di tutto il mondo e a tutti i livelli, da chi ha appena iniziato la professione a chi ha già avviato una brillante carriera.

«Far parte della Campari Academy come direttrice creativa è estremamente importante per me – ha commentato Berg in una nota rilasciata da Campari Group -. La nostra industria ha bisogno di piattaforme educative che possano fornire conoscenze, ispirare la creatività e avviare confronti su temi di primo piano per la bartender community. Lavorando direttamente con i bartender e con i personaggi principali di varie discipline, possiamo offrire alla comunità un network e una piattaforma che attualmente non esiste».

La docuserie Perspectives

Uno dei prodotti di punta della piattaforma sarà Perspectives, una docuserie in diversi episodi che approfondirà argomenti e tematiche topici per la drink industry e il mondo dell’ospitalità. Ogni tema sarà esplorato attraverso tre episodi, girati in tutto il mondo con una serie di esperti, che permetteranno di esplorare l’argomento sotto una gamma di prospettive diverse. Il primo episodio sarà presentato in anteprima al Roma Bar Show lunedì 30 maggio nell'ambito di un incontro con Berg. Seguirà la presentazione dei due successivi episodi, in programma al Cocktail Spirits di Parigi (12 e 13 giugno) e Tales of the Cocktail a New Orleans (25-29 luglio).

Primo tema affrontato è Community&Culture, che tratterà del valore del bar da una prospettiva socio-antropologica. Per sviluppare questo tema Campari Academy ha lavorato con Dave Broom, famoso autore e personalità del mondo spirit, Eli Ana Martinez Bello, titolare di Tlecan Mezcaleria di Città del Messico e direttore del Grupo Carolo in Messico, Osman Theti Baycan, direttore generale di Goose e Pigalle a Istanbul, e Kirstem Holm, proprietario del K-Bar a Copenaghen.

Nuovi vertici per POLI.design

Cabirio-Cautela-e-Matteo-O.-Ingaramo_POLI.design
Cabirio Cautela e Matteo O. Ingaramo, rispettivamente nuovo amministratore delegato e nuovo presidente di POLI.design
Rinnovato il consiglio di amministrazione di POLI.design. A presiederlo è stato scelto il professor Matteo O. Ingaramo, mentre il professor Cabirio Cautela è il nuovo amministratore delegato

Rinnovati i vertici di POLI.design, la società consortile che fa capo al Politecnico di Milano e tra le maggiori realtà a livello internazionale nella formazione post-curriculare legata alle discipline del progetto. L’assemblea dei soci, che oltre al Politecnico annovera Adi (Associazione per il disegno industriale), AIPi (Associazione italiana progettisti d'interni), Aiap (Associazione italiana design della comunicazione visiva) e FederlegnoArredo, ha nominato Matteo O. Ingaramo, professore in Design al Politecnico di Milano e coordinatore del corso di laurea magistrale in Design and engineering del Politecnico di Milano, nel ruolo di presidente e Cabirio Cautela, docente al Politecnico di Milano, dipartimento di Design e co-direttore dell’Osservatorio Design Thinking for Business sempre del Politecnico, in quello di amministratore delegato.

Un'eccelenza mondiale nell'ambito design

Fondata dal Politecnico di Milano nel 1999, POLI.design si è affermata come istituzione universitaria di eccellenza nell’ambito del design e della progettazione. Insieme alla Scuola del Design e al dipartimento di Design, fa parte del Sistema Design del Politecnico di Milano, un aggregato di risorse, competenze, strutture e laboratori tra i più importanti al mondo. Offre formazione di altissimo livello a giovani laureati e a professionisti, circa 1000 ogni anno provenienti da circa 90 Paesi del mondo, con un bouquet di prodotti formativi che ha ormai raggiunto più di 50 titoli, tra master universitari e Corsi di alta formazione pensati per esplorare la cultura del design a 360°. Un’offerta formativa che ha rivolto sempre grande attenzione al tema del design e della progettazione per il mondo del fuoricasa. In questo ambito l‘ultimo è il Corso di alta formazione Brand and Retail Experience Design, che prenderà il via il prossimo 16 giugno (leggi Progettare spazi esperienziali: il nuovo corso di POLI.design).

I vuovi vertici

A guidare la società saranno dunque due figure che negli anni hanno dato un importante contributo alla sua crescita. Il neopresidente Ingaramo ha infatti guidato la società, come direttore generale prima e amministratore delegato poi, dal 2009 al 2022, portandola a svolgere il ruolo di cerniera fra università, imprese, enti, istituzioni e mondi professionali. Soprattutto, ha raggiunto rilevanti obiettivi nell’internazionalizzazione, con particolare focus in Cina e in Sud America, e nella gestione della società in un momento molto difficile come gli ultimi due anni, nei quali la pandemia ha completamente stravolto il settore dell’education e che hanno visto POLI.design chiudere il bilancio con ricavi in crescita del 32%.

Il professor Cautela assume il ruolo di amministratore delegato un momento di grandi cambiamenti per un’istituzione che si occupa di istruzione. Il suo operato si focalizzerà da un lato nel consolidare il processo di formazione di figure più tradizionali, legate al concetto di progetto originario, come i designer di prodotto, degli spazi e dei servizi. Dall’altro, a implementare l’evoluzione stessa del dominio del progetto, accelerata dalla transizione digitale e dalla sostenibilità, e a rafforzare ancora di più la corporate education. Oggi, infatti, i designer ricoprono un ruolo strategico in più ambiti dalla gestione di una azienda: dalle risorse umane alla riconfigurazione dei processi creativi, passando per i modelli di business.

Durante l’assemblea dei soci sono stati nominati anche tutti i nuovi membri del cda. Oltre a Ingaramo e Cautela ne fanno parte Simona Belforti di FederlegnoArredo, Luciano Galimberti, Presidente Adi, e Marco Tortoioli Ricci Presidente Aiap.

Barawards Innovazione dell’Anno 2022, le candidature chiudono il 20 giugno

Possono concorrere (gratuitamente) al premio tutti i prodotti/servizi/attrezzature/arredi nuovi o innovativi per il fuori casa lanciati sul mercato italiano tra ottobre 2021 e maggio 2022

Innovazione dell'anno

L’innovazione è il motore del mercato e dello sviluppo ed è per questo che Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani sostengono con forza le aziende che investono nel lancio di nuovi prodotti, servizi e attrezzature capaci di migliorare il lavoro dei professionisti.

Un sostegno che si traduce nel Premio Barawards Innovazione dell'Anno che, anno dopo anno, guadagna attenzione, interesse e importanza. Le  regole di ingaggio sono ormai consolidate.

Anche quest’anno sarà assegnato un premio speciale green ai prodotti, servizi e attrezzature finalizzati al controllo dei consumi elettrici e idrici o alla riduzione dell’impatto ambientale. In bocca al lupo a tutti!

Come funziona il premio Barawards Innovazione dell’Anno 2022

Fino al prossimo 20 giugno, tutte le aziende produttrici potranno candidare i prodotti/ attrezzature/ servizi/ tecnologie lanciati sul mercato tra ottobre 2021 e maggio 2022. Per candidarsi, occorre compilare la scheda d’iscrizione dedicata, corredata dei materiali richiesti. La partecipazione è gratuita.

Entro il 15 luglio il comitato tecnico verificherà che i prodotti candidati soddisfino i requisiti richiesti (innovazione e data di inserimento in distribuzione). Quindi i prodotti validati verranno suddivisi in categorie merceologiche, sottoposti a votazione da un panel di esperti selezionato dalle redazioni e candidati al Premio Innovazione dell’Anno 2022.

I prodotti validati dal comitato tecnico verranno suddivisi in categorie merceologiche e sottoposti a votazione da parte della giuria di esperti  sulla base di 5 parametri: design/packaging, funzionalità/ergonomia, prospettive di vendita, attinenza al mercato e impatto ambientale. La lista dei panelist sarà pubblicata su tutti i nostri media dopo le votazioni.

Tutti i prodotti ammessi alla fase finale saranno votati on line dal 1 settembre 2022. La classifica finale sarà il frutto della somma dei voti online (20%) e delle votazioni della giuria (80%).

Sarà assegnato un solo premio per ogni categoria merceologica.

I prodotti vincitori potranno utilizzare nella loro comunicazione il logo “Innovazione dell’Anno” per la durata di un anno.

I premi saranno assegnati durante il Barawards Gala, esclusiva e prestigiosa cerimonia di premiazione prevista a Milano lunedì 12 dicembre 2022. L’ingresso alla serata è su invito e a pagamento.

Giuffrè Forno & Gelato raddoppia a Roma

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Inaugurato un nuovo spazio Giuffrè - Forno & Gelato ai Colli Portuensi. Per il format di Alessandro Giuffrè questo è anche un modo di testare la replicabilità del format

Il progetto di Alessandro Giuffè si raddoppia e sbarca a Colli Portuensi. Ormai sinonimo di bontà legata alla tradizione, Giuffrè – Forno & Gelato vedrà la sua seconda insegna in Via dei Colli Portuensi 596. Grazie al format nato per essere replicato, questa gelateria 3.0 ha già sedotto il palato dei trasteverini, inserendo nella sua offerta anche le proposte salate, in modo da accompagnare i romani in ogni momento della giornata. Ora gelato e non solo sono pronti a colonizzare anche altre zone di Roma e d'Italia.

Cosa c'è nel nuovo Giuffrè

Aperto dal 9 aprile, da Giuffrè – Forno & Gelato è possibile scegliere tra 20 differenti gusti di gelato, 4 granite e 2 tipologie di panna, ma si può anche optare per uno o più prodotti della pasticceria da forno tra cui brioche, veneziane, proposte da boulangerie, biscotteria secca e babà in vasocottura. Non manca la vetrina dedicata alle torte monoporzione, ai succhi di frutta homemade, allo yogurt da farcire e variegare al banco, e ancora centrifughe, frullati, frappè, maritozzi e bevande calde, crepes, waffel, tè, infusi e specialty coffee, tutti prodotti realizzati con materie prime unicamente acquisite da piccoli produttori artigianali italiani. Disponibili anche prodotti confezionati e brandizzati, sempre prodotti nel laboratorio Giuffrè, altro punto di forza del locale, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21.

Giuffrè
Giuffrè ai Colli Portuensi
In più, c'è anche la possibilità di poter ordinare in delivery gelati e pasticceria da forno tramite i portali di Just Eat, Glovo e Cosaporto. Anche per la seconda sede ha voluto puntare su cromie che variano tra tonalità chiare e le tante sfumature del legno con una grande protagonista, la macchina del gelato Principessa che sarà possibile vedere all’opera nel laboratorio a vista e che è contraddistinta dai bassissimi consumi energetici e per quel che concerne l’utilizzo dell’acqua.

Un gusto dedicato ai Colli Portuensi

Un punto fermo nell'attività di Giuffrè è l’attenzione alla qualità delle materie prime, che ha portato a un approccio personale nella produzione del gelato. Ciò ha permesso la creazione di gusti divenuti rapidamente un must, dal Trasteverino (con biscotti al sale e gianduia) al Porta Portese (gelato alla nocciola con mandorle tostate affogate nella gianduia), passando per il Portonovo (cioccolato al caramello variegato con polvere di arachidi salate e caramellate, creazione di Paolo Brunelli riproposta da Giuffrè) e il Ricotta Manu (ricotta di pecora al miele con frutta secca pralinata, polvere di caffè e scorza di limone). Anche per il nuovo punto vendita Alessandro e soci hanno pensato a un gelato dedicato al quartiere, che verrà presentato nei prossimi giorni.

Verso la replicabilità del format

L'idea di Giuffrè – Forno & Gelato è nata grazie ad Alessandro e la moglie Giorgia Tarenghi. In questi locali si uniscono due mondi distanti solo in apparenza. Tutto frutto della passione di Alessandro, da sempre legato al mondo della ristorazione grazie alla sua storia di famiglia, si è avvicinato al mondo del gelato traendo ispirazione dagli insegnamenti da Paolo Brunelli, l’apprezzato gelatiere di Senigallia. Il nuovo locale (che vedrà accanto ad Alessandro e Giorgia anche i soci Massimiliano e Marco Caroselli) avrà uno spazio più piccolo rispetto a quello della sede principale, studiato per puntare sul grande obiettivo di Giuffrè: la replicabilità del format.

Giuffrè
I prodotti da forno di Giuffrè
Il modello Giuffrè prevede, infatti, la produzione centralizzata, la sostenibilità dal punto di vista economico e logistico con il packaging compostabile, e un'offerta gastronomica che affianca gelato, pasticceria da forno con prodotti ideali per la colazione e la merenda, creme da pane, mieli, biscotti e altri lievitati in vasocottura.

Giulia Socia vince il primo Trofeo Piazza San Marco Bartender Challenge ABI

La commossa vincitrice Giulia Socia riceve da Danilo Bellucci la magnum di Amaro Erbe & Spezie Bonaventura Maschio, il voucher Alpitour World e il Trofeo in vetro di Murano San Marco e da Angelo Boscolo il prezioso calice Ballerina by Campari Academy
Prima edizione del Bartender Challenge ABI organizzato in due batterie negli storici locali di Venezia, Grancaffè Quadri 1680 e Caffè Florian 1720.

Creare una ricetta inedita e replicabile da realizzare il giorno dell'evento in dieci minuti senza conoscere in anticipo i prodotti disponibili, ma conoscendo le aziende partecipanti.

Questo la mission della prima edizione del Trofeo Piazza San Marco Bartender Challenge tenuta lunedì 16 maggio e creata dalla sezione Triveneto di ABI Professional (Associazione Barmen Italiani) coordinata da Nicola Giuseppe Bressan (Gourmet Restaurant Duca d'Aosta, Bibione-Ve) e che ha visto la selezione di venti concorrenti italiani suddivisi in due batterie in altrettanti caffè storici di piazza San Marco a Venezia, la prima al Grancaffè Quadri 1680, la seconda al Caffè Florian 1720.
Presentati dal coinvolgente capobarman Gianmario Artosi, i primi classificati di ogni batteria (Giulia Socia e Gionata Repetti) si sono poi affrontati in una superfinale che ha visto prevalere la giovane e brillante barlady valdostana Giulia Socia.

Rapidi e precisi gli esperti bartender ai quali era stato affidato il servizio di back office come Solindo Soncin, Aldo Pigato, Mauro Duse, Antonio Dalla Croce, Andrea Battipiero, Stefano Galligioni.

Laguna
di Giulia Socia (Birreria du Relais, Champoluc-Ao)
Ingredienti
2,5 cl Gin Puro The One Bonaventura Maschio
2 cl Triple Sec Volare by Rossi d'Asiago
1 cl Campari
1,5 cl succo fresco di lime
1 cl succo di cranberry
0,5 cl Grand Marnier
Preparazione
Shaker con ghiaccio a cubi, versare in coppetta martini, guarnire con foglia di ananas, fettine di mela verde, lime e ribes.

Laguna Dreams
di Gionata Repetti (Aris Café di Piacenza)
Ingredienti
3 cl Xibal Guatemala Gin by Bonaventura Maschio
1 cl Grand Marnier
2 cl succo passion fruit
1 cl sweet&sour
Preparazione
Shaker con ghiaccio a cubi, versare in coppetta, guarnire con scorza di limone e arancia disidratata.

Per la batteria Grancaffè Quadri, secondo posto per Lino Marchese (Hotel Excelsior Lido Venice), terzo posto per Michael Costantini (Caffè Lavena 1750).
Per la batteria Caffè Florian secondo posto per Mirko Salvagno (freelance di Mantova), terzo posto per Gianluca Brizzolesi (Emporion Lounge Café, Piacenza).

Alla vincitrice è stato consegnato il Trofeo realizzato in Vetro di Murano, un'opera unica disegnata appositamente dal Consorzio Promovetro di Murano e realizzato da Barbini Specchi Veneziani, oltre un voucher per un viaggio Alpitour World, un prezioso calice Ballerina by Campari Academy e una magnum di Amaro Bonaventura Maschio.

Accanto al main sponsor Campari Academy, il Trofeo ha visto il supporto di aziende come Bonaventura Maschio, Rossi d'Asiago (Kranebet e Volare), Ceado Barcuit (attrezzature professionali), Pal Zileri (abbigliamento professionale), Consorzio Promovetro Murano, Alpitour World (agenzia viaggi), Barbini Specchi Veneziani e Aperitivo Italiano (biscotti salati Pasticceria Flamigni 1930), con il concorso dei locali GranCaffè Quadri, Caffè Florian, Caffè Lavena 1750 e Bar Al Todaro.

La giuria tecnica era composta da Danilo Bellucci (coordinatore degli sponsor), il capobarman ABI Angelo Boscolo, Sebastiano Costalunga (assessore al Commercio del Comune di Venezia), Claudio Vernier (presidente Associazione Piazza San Marco).
La giuria degustazione invece da Claudio Prestifilippo (Pal Zileri), Michele Ongaro (Rossi d'Asiago), il capobarman Massimo Milanese (Caffè Lavena 1750), i giornalisti Gabriele Ancona (Italia a Tavola) e il sottoscritto Rodolfo Guarnieri (Bargiornale).

 

1° Batteria Grancaffè Quadri

1 Giulia Socia (Birreria du Relais, Champoluc-Ao)
2 Bogdan Popescu (Café della Rotonda, Milano Marittima/Cervia-Ra)
3 Simone Toppi (Bar Ruota, Mariano Comense)
4 Lino Marchese (Hotel Excelsior Lido Venice, Lido di Venezia)
5 Giuseppe Tringali ( Gran Caffè Quadri, Venezia)
6 Francesca Graglia (Spirit de Milan, Milano)
7 Michael Costantini (Gran Caffè Lavena, Venezia)
8 Cosimo Damiano Cisca (Circe Enofood & Lounge, Taormina-Me)
9 Giovanni Fedele (Caffè del Mare, Taranto)
10 GianRoberta Lucia Verde (La Tosca, San Donà di Piave-Ve)

2° Batteria Caffè Florian

11 Olga Gherman (Hotel Saturnia & Internazionale, Venezia)
12 Alessandro Guida (American Bar Sorarù, Latisana-Ud)
13 Massimo Galati (Antico Caffè Torinese, Trieste)
14 Mauro Varagnolo (Caffè Florian, Venezia)
15 Giuseppe Putin (Serenissima Ristorazione Spa, Vicenza)
16 Gionata Repetti (Aris Café, Piacenza)
17 Gianluca Brizzolesi (Emporion Lounge Café, Piacenza)
18 Mirko Salvagno (freelance, Mantova)
19 Gianmarco Belardinelli (Gola Villa Petrolini, Roma)
20 Elena Rossi (freelance per Eventi Milano)

Carlo Sutto è l’Artista del Panino 2021

Gli esiti della finale dell'Artista del Panino 2021 tenutasi a Milano il 17 maggio 2022

L’Artista del Panino 2021 è Carlo Sutto del The Bocs Food&Drink di San Michele al Tagliamento. Questo l'esito della finalissima del concorso organizzato da Vandemoortele e Bargiornale e tenutasi a Milano oggi, 17 maggio 2022. Con Sutto altri sette finalisti per questa che è stata la sesta edizione del concorso. Eccoli: al secondo posto Daniele Barra  dell’Excalibur bar pub di Revello (Cn) con la ricetta Il Punto Rosa Fumé, e poi Smone Arieta di Marcellino di Milano con la ricetta La coppa di Nerano, Andrea Cavoli del Chiosco Panino dai Cavoli di Gangi (Pa) con la ricetta Mornella, Tommaso Della Motta del graDella di Rimini, con la ricetta Anguilla Libre Fany Faccio del Green Door, di Jerago con Orago, con la ricetta Total Green e Simona Vinci del Bridge Pub di Reggio Calabria, con Pump It.

Le ricette finaliste

Altissimo il livello delle otto preparazioni presentate alla giuria composta da Max Mariola, cuoco, conduttore, scrittore e consulente, Mattia Poggi, formatosi alla scuola Alma e oggi noto volto televisivo, e Roberto Barat, giornalista di Bargiornale e Ristoranti e giurato tecnico fin dalla prima edizione del concorso.

Le fasi della finale

La finale, presentata da Valentina Scarnecchia, è stata come già lo scorso anno divisa in due parti. Nella prima fase gli otto finalisti hanno preparato e presentato alla giuria le loro ricette. I primi due classificati sono stati chiamati a confrontarsi in uno scontro diretto. E, in soli 20 minuti, hanno dovuto preparare un panino utilizzando entrambi gli stessi ingredienti e seguendo le prime indicazioni, quasi una road map, date loro da Mattia Poggi. Poi è stato un gioco di creatività e tecnica che ha portato Sutto a prevalere, davvero di pochissimo, su Barra.

Con questa vittoria Carlo Sutto, si è aggiudicato un viaggio in Grecia, ma soprattutto entrato nel Gotha di professionisti che possono fregiarsi del titolo. Li ricordiamo: Giorgio Borrelli, Marco Carrieri, Gianpietro Sartori, Giacomo Dini e, Artista del Panino, uscente Elisa Varvarito.

E tra poche settimane, naturalmente, spazio alla nuova edizione del concorso Artista del Panino 2022

Italicus e chef Bartolini firmano l’aperitivo d’autore al Mudec di Milano

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Lo chef Enrico Bartolini
I giovedì di maggio e settembre alla lounge del Mumec scatta l'aperitivo all'insegna del pairing mediterraneo tra i cocktail a base del Rosolio di bergamotto e i finger food dello chef pluristellato

Per Italicus, si sa, l’apritivo è una forma d’arte. Non a caso, il Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo dal 2018 ha ideato Art of Italicus Aperitivo Challenge, la competizione che sfida i bartender a realizzare cocktail aperitivi ispirati al mondo dell’arte (leggi Crea un’opera d’arte da bere: riparte Art Of Italicus Aperitivo Challenge).

Ma allora, perché non celebrare questo momento di gusto e spensieratezza, emblema del life style italiano, in una location che dell’arte è casa? Parliamo del Mudec, il Museo delle culture di Milano, dove presso la lounge i giovedì di maggio e di settembre va in scena un aperitivo d’autore. Un aperitivo all’insegna del buon bere e del buon cibo, con i cocktail targati Italicus accompagnati dai finger food firmati da un artista della cucina, chef Enrico Bartolini, che proprio nel suo ristorante al Mudec ha ricevuto tre delle sue nove stelle Michelin.

Un pairing dai sapori mediterranei

Un pairing dai sapori mediterranei, così caratteristici sia di Italicus sia della cucina di Bartolini. Se l’aroma fresco del bergamotto calabrese, unito al cedro di Sicilia e alle note speziate e floreali tipicamente mediterranea sono i tratti caratteristici del Rosolio, e che ne fanno un prodotto estremamente versatile in miscelazione, agrumi, capperi, olio e pomodorini sono ingredienti sempre presenti nell’alta cucina dello chef, sempre alla ricerca di nuovi mondi e sapori, ma senza mai dimenticare origini e tradizioni italiane.

I drink Italicus

Andando più nel dettaglio, la formula dell’aperitivo prevede un drink a base Italicus accompagnato da 3 finger food creati dalle chef (costo 15 euro o 25 euro con la visita di una mostra). I drink proposti sono Italicus Cup, fatto con Italicus, succo di pompelmo fresco, top di soda e una fettina di pompelmo rosa, Italicus Spritz, dove il Rosolio si miscela a prosecco, completato da 3 olive verdi, Italicus Tonic, con Italicus, tonica e una fettina di pompelmo, e Negroni Bianco, dove Italicus si unisce a dry gin, dry vermouth e 3 olive verdi (in fondo all’articolo le ricette compete dei drink).

Le creazioni dello chef

Studiati per sposarsi ai drink sono i tre appetizer ideati dallo chef Bartolini, che esaltano la bevuta con i sapori caldi e aromatici del nostro Sud. Focaccia pugliese, pomodorini e origano, che con la sua alveolatura ampia e leggera, dovuta alla presenza del lievito madre, i sentori di origano e i caratteristici pomodori datterini, è vero un omaggio alla Puglia. Bignè con parmigiano reggiano e peperone crusco, nuvole di pasta choux rivestite da un velo croccante e saporito di peperone crusco (ovvero croccante perché essiccato), prodotto tipico della cucina lucana, che all’interno contengono una crema spumosa di parmigiano reggiano 24 mesi. E i Macaron ai capperi e tonnato, macaron salati che portano in tavola il mare coi sentori sapidi e spiccatamente aromatici, e una farcitura di salsa tonnata che si sposa alla polvere di cappero che li decora.

Le ricette dei drink

Italicus Cup
Ingredienti:
50 ml Italicus Rosolio di Bergamotto, 100 ml succo di pompelmo fresco, top di soda e una fettina di pompelmo rosa.
Preparazione:
build
Decorazione:
fettina di pompelmo rosa
Bicchiere:
tumbler

Italicus Spritz
Ingredienti:
50 ml di Italicus Rosolio di Bergamotto, 100 ml prosecco, 3 olive verdi
Preparazione:
build
Decorazione:
tre olive infilate come perle in un bastoncino
Bicchiere:
calice da vino

Italicus Tonic
Ingredienti:
50 ml Italicus Rosolio di Bergamotto, 100 ml acqua tonica, una fettina di pompelmo rosa
Preparazione:
build
Decorazione:
fettina di pompelmo rosa
Bicchiere:
tumbler alto

Negroni Bianco
Ingredienti:
25 ml di Italicus Rosolio di Bergamotto, 25 ml dry gin, 25 ml dry vermouth, 3 olive verdi
Preparazione:
stir
Decorazione:
tre olive infilate come perle in un bastoncino
Bicchiere:
tumbler basso

Quarantadue storie da raccontare con un drink

Storia dei cocktail dimenticati
Ezio Falconi è andato a caccia di cocktail storici, buoni per arricchire una moderna drink list. Ne è uscito un libro, "Storia dei cocktail dimenticati", con una miniera di aneddoti da giocarsi con i clienti

Conquistare la fiducia del cliente: è questo, da 50 anni, l’obiettivo che Ezio Falconi persegue ogni sera quando si piazza dietro il bancone con lo shaker in mano, pronto a esaudire la richiesta dell’avventore di turno (che poi è sempre la stessa: star bene e bere bene). Il primo passo, per conquistare la fiducia, è di capire cosa vuole: «Ti deve interessare farlo - racconta - altrimenti le persone se ne accorgono. E addio fiducia. E addio cliente».

Raccontare storie, aneddoti, curiosità legate a quello che le persone bevono è, per Ezio, uno dei modi migliori per acquisire fiducia. Da lì la sua passione nel raccogliere materiale, informazioni, documenti d’epoca che possano arricchire la sua narrazione. Il metodo più efficace per memorizzarle, per Ezio, è scriverle. Ed è così che sono nati i suoi libri sulla miscelazione, un modo per mettere la propria memoria a disposizione dei colleghi e trasformarla in memoria condivisa.

Storia dei cocktail dimenticati

Il quattordicesimo libro della serie si chiama “Storia dei cocktail dimenticati” (acquistalo on line con lo sconto cliccando qui) ed è figlio del lockdown: «Mi sono messo a spulciare tutti i ricettari di cocktail, sia anglosassoni sia di altri Paesi all’epoca importanti per la miscelazione - Cuba, Argentina ecc. - pubblicati nell’arco di un secolo, tra metà ’800 e metà ’900. L’obiettivo era scovare i drink dimenticati e ho scelto di censire quelli presenti in almeno due manuali. Ne è venuta fuori una lista di 120 drink che, a mio parere, potrebbero dare valore anche a un cocktail menu di oggi. Una selezione di quelli di cui ho trovato sufficiente materiale, storico e iconografico, è finita nel libro».
Il risultato è una raccolta di 42 storie legate ad altrettanti drink, da quelli più noti, come il Vieux Carrè o il Last Word, entrambi nella lista dei cocktail Iba, ad altri tutti da scoprire (e qui ci fermiamo per lasciarti il piacere della scoperta, anche se dieci li abbiamo già svelati parlando del nuovo Drink Team).

«Sono prevalentemente after dinner - spiega - perché era il tipo di cocktail che andava per la maggiore a quei tempi, anche se non mancano qualche pre dinner e un paio di long drink. Sono comunque tutte ricette di facile preparazione e di buona vendibilità, che ho inserito nella mia drink list». Più che una drink list, un’enciclopedia della miscelazione, visto che conta 800 ricette.
«I clienti oggi sono molto più competenti rispetto al passato - conclude Falconi - e più interessati a conoscere, a informarsi, a sapere. In più, stanno più attenti a come spendono i propri soldi, specie chi ne ha meno. Per questo è ancora più fondamentale di prima conquistare la loro fiducia: sarà più facile costruire attorno ai loro desiderata un’esperienza così piacevole da fargli venir voglia di  a tornare».

Tecnocompact, il nuovo forno compatto Tecnoinox

forno Tecnocompact Termoinox
Alte performance con un ingombro minimo: è quanto garantisce il nuovo forno combinato elettrico dell'azienda friulana, disponibile nelle versioni da 6 o 10 teglie e dotato di modulo wi-fi integrato

È stato progettato per garantire massime performance in un ingombro minimo Tecnocompact, la nuova soluzione di cottura firmata Tecnoinox, azienda specializzata nella produzione di cucine modulari, salamandre e forni professionali per il fuoricasa. Il nuovo forno combinato elettrico è infatti il risultato di un lungo lavoro dei designer e ingegneri dell’azienda di Porcia (Pn) finalizzato a ottimizzarne ogni millimetro per offrire agli operatori dei locali un sistema di cottura all’avanguardia, facilmente installabile anche negli spazi più piccoli, efficiente e in grado di assicurare i migliori risultati di cottura.

E proprio le dimensioni compatte rappresentano una prima caratteristica della nuova gamma di forni, disponibile nelle versioni da 6 o 10 teglie GN1/1 crosswise: larghezza di 50,5 cm, profondità di 87 cm e altezza di 80 cm per il modello a 6 teglie, mentre per quello a 10 varia solo la misura dell’altezza, pari a 108 cm. Dimensioni di ben il 27% inferiori rispetto a un forno Tap Tecnoinox.

Risultati al top

Robusti, grazie alla camera in acciaio inox Aisi 304, completamente saldata, a tenuta stagna, con guarnizione della porta “sigillante”, i forni Tecnocompact consentono di cucinare qualsiasi alimento, fresco e surgelato, in poco tempo e con la garanzia di alta qualità del risultato finale. Ciò grazie all’intelligenza della quale i sistemi sono dotati, alla sonda multipunto (4 punti) all’interno della camera di cottura, che assicura il controllo puntuale di tutti i parametri di cottura, ad accessori come la sonda al cuore e ad alcune soluzioni che ne esaltano le prestazioni. Come il deflettore studiato per la migliore distribuzione del calore in camera, in modo da assicurare l’uniformità di cottura, le ventole governate da un inverter, che lavorano con 4 velocità, fermandosi immediatamente al momento dell’inversione della rotazione e all’apertura della porta, e l’ottimale distanziamento delle griglie (interasse 70 mm). L’illuminazione a led, poi, consente l’accurato controllo visivo delle teglie risparmiando energia.

Facile da utilizzare

Come tutte le soluzioni Tecnoinox, anche i nuovi forni sono pensati per un uso immediato e intuitivo, che faciliti e velocizzi il lavoro dell’operatore. Tecnocompact dispone infatti di display a colori ad alta leggibilità, per una migliore visualizzazione delle ricette e delle fasi di cottura, comandi touch e manopola push & scroll per un rapido e facile settaggio e modifica delle impostazioni di cottura.

Ulteriore elemento di semplificazione la capacità dei sistemi di gestire centinaia di ricette, tra quelle preistallate e quelle personali dell’operatore. Ricette che si trovano velocemente, grazie ai filtri che permettono di effettuare la ricerca per nome, per autore o su base temporale.

Facile da utilizzare il nuovo forno Tecnoinox lo è anche da pulire, grazie alla camera con invaso e spigoli interni raggiati e all’opzione del lavaggio automatico, con diversi cicli di lavaggio (intensivo di max 77’; breve di 7’), per risparmiare tempo e ottenere un’igiene perfetta.

Beneficia del credito d'imposta Industria 4.0

Inoltre, come tutti i forni digitali dell’azienda friulana, Tecnocompact è dotato di connessione wi-fi integrata ed è pertanto conforme ai requisiti del Piano Industria 4.0. Pertanto, se collegato tramite Tecnoinox Cloud alla rete aziendale, oltre al controllo da remoto dei consumi, all’inserimento, sempre da remoto, delle ricette, permette di beneficiare del credito d’imposta fino al 40% previsto per gli investimenti effettuati nel corso di quest’anno in beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.

 

Dorbolò, uno store per la Gubana

Il dolce tipico friulano rivive in un contesto di alta gamma nella boutique Dorbolò a Cividale del Friuli
CIVIDALE. La Gubana non è solo un dolce ma un pezzo di storia del Friuli: è la torta tipica delle valli del Natisone, tra la zona di Cividale e la Slovenia, e con la sua farcitura di noci, uvette e pinoli da 600 anni fa da ponte tra due Paesi e due tradizioni gastronomiche. Un dolce tanto particolare si merita un locale altrettanto particolare. Anzi, più di un locale: una boutique, elegante e preziosa, che rende omaggio alla tradizione con un concept di esposizione e vendita innovativo e fuori dagli schemi. Progettato dallo studio di interior design Visual Display, il Dorbolò La Gubana Boutique, gestita dalle sorelle Jessica e Joelle Dorbolò, è il secondo punto vendita a marchio, nel centro di Cividale, e si presenta come una reinterpretazione in chiave moderna delle tradizionali pasticcerie mitteleuropee. Con un’ampia vetrata a tutt’altezza, questo shop luminoso e dalle finiture sontuose come quelle di una gioielleria si affaccia verso la strada lasciando gli interni completamente a vista. Spiegano i progettisti che «il nuovo concept è concepito come una scenografia teatrale che, con un intrigante effetto ottico di quinte sagomate, porta lo sguardo verso la parete di fondo, dominata dal bancone e dal grande logo in ottone».

Soluzioni architettoniche che amplificano visivamente gli spazi

Le pareti e il soffitto, infatti, sono intervallati da quinte a lamine sagomate che trasmettono la profondità allo spazio e, contemporaneamente, incorniciano il fondale, proprio come le quinte di un teatro. È una soluzione che movimenta lo spazio e dà un’immediata percezione di profondità. L’ingresso, vetrato, è particolare, con la vetrina dal taglio irregolare che crea un vano dove è stata posizionata la porta d’accesso, con una panca per addolcire l’attesa. Su un lato è stato ricavato un corner per il pane. Dorbolò, infatti, non è solo legato alla Gubana: il marchio esiste dagli anni ’30 e crea prodotti da forno di tutti i tipi. Superata questa postazione, due grandi teche espositive si susseguono in uno scintillio di ottone e pietra lucida fino ad arrivare al bancone centrale. Ed è proprio intorno a questi elementi che si distribuisce la clientela, la quale può scegliere i dolci direttamente dalle teche vetrate, come fossero gli scrigni di una gioielleria. Così paralleli, questi monolitici elementi enfatizzano lo slancio del locale verso l’interno, lasciando correre lo sguardo fino alla grande lettera D che campeggia sulla parete. Non ci sono spazi per la consumazione, ma, tra un setto e l’altro, sono ricavati scaffali espositivi, vani portaoggetti da scoprire e piccole ma comode alcove dove sedersi per gustare una fetta di torta e un caffè. «Obiettivo commerciale del cliente - spiegano i progettisti - era creare uno shop, mentre il concetto di bar/caffetteria doveva essere marginale e orientato soprattutto al take away. Mentre nella stagione calda sono previste sedute outdoor, all’interno le sedute sono minime, disegnate come panche perché si integravano molto bene nell’architettura del progetto, mantenendo un’armonia delle forme e senza risultare invasive». A illuminare lo spazio ci pensano luci gioiello, progettate su misura in ottone e vetro opalino, così da riprendere lo stile elegante e prezioso del resto del locale.

Dall’attesa all’assaggio: una customer experience diversa

Anziché organizzare un angolo consumazione con tavolini e sedute, all’interno di Dorbolò La Gubana Boutique i progettisti di Visual Display hanno preferito ritagliare una serie di panche sfruttando le nicchie create dalle quinte a lamine sagomate che scandiscono le pareti. Soluzione dettata da ragioni di spazio, ma non solo: così incassate nella nicchia le panche sembrano quasi scomparire, mimetizzandosi nella parete senza intaccare l’impronta del locale che, con la sua sfilata di teche espositive, vuole richiamare una gioielleria. Le panche con seduta e schienale imbottiti sono attrezzate con un tavolino in ottone e top di pietra agganciato alla panca che fa da piano d’appoggio. La stessa soluzione è stata utilizzata all’ingresso per la panca creata per i momenti di attesa. La grande vetrata che si affaccia su strada infatti non è continua, ma crea una nicchia da cui si accede al negozio attraverso una porta sempre vetrata. Questo spazio fa da filtro tra interno ed interno e accoglie una panca con un tavolino nello stesso stile dell’arredo interno. Who’s who Visual Display (Giulia Minozzi, Rune Ricciardelli, Chiara Endrigo, Giorgio Di Bernardo e il cane Anselmo) è azienda creativa specializzata nello sviluppo di progetti di space branding e interior design dedicati ai settori retail, hospitality, exhibit, workspace e, in alcuni casi speciali, dedicati anche a dimore o ville private. La mission di Visual Display non è solo progettare bellissimi interni, ma luoghi in cui le persone si sentano bene e godano appieno dello spazio che le circonda.

Trionfo di Giovanni De Gaetano alla Wine Cocktail Competition

Wine Cocktail Competition_Giovanni De Gaetano
Il giovane bartender del Mixture di Caserta è il vincitore dell'edizione 2022 della competition, nata per promuovere l'utilizzo del vino in miscelazione. Il racconto della gara e le ricette sul podio

Dopo due anni di stop, si è svolta la finale della Wine Cocktail Competition, una delle principali gare per bartender dedicata al mondo del vino nella miscelazione nel nostro Paese, patrocinata da Aibes, Aibm, Ais, Cocktail Classic Club Bartenders Bar Academy. Organizzata da Renato Pinfildi, co-proprietario del Cafè du Monde di Caserta e già membro del Bar Team 2021 di Bargiornale, assieme alla compagna Maria Piantadosi, la Wine Cocktail coinvolge da sempre numerose cantine, sia locali sia nazionali, per divulgare due delle passioni importanti del suo patron: la cultura del buon vino e l’amore per la mixology.

Tanti i vitigni, da ogni parte dello Stivale: dalla locale Falanghina al Nebbiolo, passando per Pinot Nero e Nero d’Avola, tutti inseriti in ricette dalle più svariate destinazioni e tipologie presentate in questa edizione: dall’after-dinner fino all’aperitivo.

Una giornata di gara, formazione e solidarietà

L’atto finale della gara, come ogni anno, è un’occasione interessante per testare il livello di complessità e cura nell’uso del vino nella miscelazione, oltre che per comprendere livelli e potenzialità di un ingrediente sempre troppo poco esplorato, per ricette e volumi, nella mixology contemporanea. Non sono mancate anche incursioni nell’approfondimento dei temi legati ai distillati e del vino, con ben quattro masterclass dedicate al mondo agave, al rum martinicano, al mondo dell’amaro e all’enologia in Irpinia.

Presente come sempre la solidarietà: la manifestazione collabora con Telethon sin dalla prima edizione, per la quale quest’anno ha raccolto oltre mille euro, grazie a un’asta delle bottiglie inutilizzate.

Ventidue i partecipanti (leggi Svelati i finalisti della Wine Cocktail Competition 2022), giunti al C’era una Volta in America di Caserta da ogni parte della Penisola, dal Piemonte fino alla Sicilia, giudicati da Nino Siciliano dello Speakeasy di Pomigliano (Na), Tommaso Scamarcio dell’Hagakure Noh Samba di Bari, Fabio Cacciapuoti dell’Officina Meccanica Generale di Bacoli (Na) e Claudio Sciaraffa della Bartenders Bar Academy di Avellino, oltre che dai giornalisti Giovanni Continanza e Laura Ferrante per le skill comunicative dei partecipanti.

Le forme del vino

Molte le declinazioni e le presentazioni: si sono viste presentazioni con piramidi, come quella utilizzata nel White Pulsar di Mino Faravolo del Suite 102 di Nola, vincitore del premio per la migliore decorazione, oltre a ricette con ingredienti inconsueti come la cachaça.

Tante le sode artigianali, come il Kir Especial di Enzo Russotto de I Frari delle Logge di Prato, terzo classificato: un mix di Fiano di Avellino firmato Tenuta Cavalier Pepe, brandy, sciroppo di mirtillo homemade e acqua liscia. L’intenzione, supportata dall’uso di una soluzione citrica e da una soluzione lattico/tartarica, è quella di rendere un drink frizzante, grazie alla gasatura homemade, con il risultato di simulare l’utilizzo di uno champagne. Un ragionamento che ricorda quello che adottò Dick Bradsell in un classico come il Russian Spring Punch, dove unì la dolcezza del Kir Royal con i sapori agrumati di un Vodka Sour, per far gustare uno champagne a chi non poteva permetterselo. Terzo posto meritato.

Il buon Dick era anche amante dei sapori locali del suo luogo d’origine, l’Isola di Wight. Ritroviamo la stessa dedizione nella proposta di Francesco Marone, bartender del JammoJa di Atripalda (Av). Il suo Irpino già dal nome esalta la sua terra - una delle principali in Italia per produzione di vino. Omaggio che prosegue con il Greco di Tufo Nestor offerto dalla Tenuta Cavalier Pepe, esaltandone i sapori con l’utilizzo di un brandy irpino, una goccia di Ratafià della zona, una nebulizzazione di Anthemis (un liquore realizzato dai frati benedettini di Montevergine, un monastero famoso dell’avellinese), una crusta di nocciole e miele di castagno dell’Irpinia. Un gesto di amore, capace di far conquistare la seconda piazza al suo autore.

Il trionfo di Giovanni De Gaetano

Ma nessuno ha impressionato come il giovanissimo vincitore della Wine Coctail Competition 2022: Giovanni De Gaetano del Mixture di Caserta. Il suo B.P.V.B Botte piccola vino buono impressiona già dalla complessità nella preparazione del suo ingrediente vinicolo, una Falanghina Falerno del Massico Mille880 della cantina Bianchini Rossetti. Un vino sia aromatizzato per macerazione in botte con bucce di limone, mandarino e fiori di ibiscus, che addolcito con uno sciroppo al vino, prima di essere trasformato in una soda. Il tutto è declinato in un long drink, con l’aggiunta di un bourbon del Kentucky a darne corpo e gradazione. Il risultato, esaltato da un Collins Spears di ghiaccio, è un miscelato dove il corpo del distillato è sapientemente arricchito dalle note agrumate e aromatiche del vino aromatizzato, in un equilibrio dove il carattere deciso del whiskey americano è quasi trasformato in aperitivo gradevole grazie all’uso della gasatura. Un’interpretazione del tema impeccabile, degna della vittoria, che ha impressionato la giuria di degustazione. Solo 21 anni per il giovane bartender casertano. Non c’è bisogno di leggere i fondi del vino per prevederne il futuro.

Le ricette della Wine Cocktail Competition

B.P.V.B. Botte piccola vino buono di Giovanni De Gaetano

Ingredienti:
10 ml Mille880 Falerno del Massico Bianco Bianchini Rossetti, 150 ml soda al Mille880 Falerno del Massico Bianco, aromatizzato per macerazione con bucce di limone e mandarino e fiori di ibiscus, e addolcito con sciroppo al vino Mille880 Falerno bianco (rapporto 1,5/1), 50 ml Wild Turkey Bourbon
Preparazione:
built on ice

Irpino di Francesco Marone
Ingredienti:
50 ml Nestor Greco di Tufo tenuta Cavalier Pepe, 25 ml Brandy Irpino, 1 bar spoon di Ratafia di Meo, aria di Anthemis liquore dei frati Benedettini di Montevergine, crusta di miele di castagno e nocciole
Preparazione:
stir & strain

Kir Especial di Enzo Russotto
Ingredienti:
40 ml ReFiano Fiano di Avellino Tenuta Cavalier Pepe, 30 ml Vecchia Romagna, 10 ml soluzione lattico/tartarica homemade, 5 ml di fake lime homemade, 30 ml sciroppo di mirtillo homemade, 10 ml acqua liscia
Preparazione:
Con prodotti già freddi il cocktail viene mescolato e poi sodato con sifone Twisten Sparkle

White Pulsar di Mino Faravolo
Ingredienti:
8 cl Mariacristina Spumante Metodo Classico 24 mesi Pinot Noir DeFilippi i Gelsi, 2,5 cl Pisco Porton, 2,5 cl Beluga vodka infusa alle albicocche pellecchielle e semi di anguria tostati, 1,5 cl Everleaf foresta, 2,25 cl sciroppo al cardamomo nero
Preparazione:
stir & strain & top on

Beluffi vince la seconda tappa del campionato di macinatura

Pierpaolo Meneguolo e Matteo Beluffi
Pierpaolo Meneguolo e Matteo Beluffi
La seconda competizione del Master Coffee Grinder Championship si è svolta presso il centro formazione di Caffè Diemme a Padova

Sono sempre più partecipate le competizioni del nuovo campionato di macinatura internazionale Master Coffee Grinder Championship messo a punto da Fabio Verona, docente Sca, formatore per Costadoro e autore del libro Professione Barista - Manuale pratico per l’espresso perfetto. La seconda tappa si è svolta nel moderno contesto di Diemme Academy, il centro di formazione di  Caffè Diemme a Padova, e a visto la partecipazione di Giuliano Mannella, Simone Giordano, Matteo Beluffi, Simone Previati, Mattia Deidda, Federico Pines e Luca Bernardoni. Dunque, rappresentanti di più professionalità del mondo del caffè: baristi, trainer e tecnici installatori di macchine espresso e macinini. Il caffè messo a disposizione è stato uno specialty della linea Gli Speciali della Torrefazione veneta: un Costa Rica red honey con note fruttate ed una spiccata acidità. Le note estratte da Pierpaolo Meneguolo, responsabile del training center in fase di calibrazione, sono state di ananas e mango, con retrogusto di uvetta, cascara e pompelmo rosa; un corpo medio e una tazza pulita e setosa al palato. Lavorando in modo accorto sulla macinatura, è stato Matteo Beluffi a ottenere un espresso più simile alle note appena descritte; la competizione è stata molto accesa: il distacco tra il primo e il secondo classificato, Luca Bernardoni, è stato di soli 4 punti; terzo si è classificato Simone Previati.

Protagonisti della competizione sono il macinino gravimetrico Solo dell’italiana Grindie, main sponsor dell’evento, e la macchina professionale a un gruppo You di Sanremo. La qualità dell’acqua per gli espressi è garantita dai sistemi di filtrazione di Brita. Ogni concorrente ha ricevuto due tazzine special edition #mcgc2022 di Ipa Porcellane. Sono inoltre sponsor della competizione Metallurgica Motta, Ims, LF Ricambi, pulyCaff.

La gara. La prova - della durata di 15 minuti - consiste nel fare combaciare il profilo descritto dal torrefattore sponsor della tappa, tramite il profilo gustativo e il tds. La postazione di gara ha la classica forma a “L” delle competizioni Sca; il concorrente ha a disposizione un chilo di caffè e deve giungere al risultato attraverso ripetuti interventi sulla macinatura e sulla dose accompagnati da assaggi di verifica; ogni passaggio dovrà essere giustificato, ma in modo da non svelare i segreti del caffè e del migliore settaggio del grinder agli altri concorrenti. Ottenuta l’estrazione desiderata deve consegnare 4 estrazioni: 3 per i giudici, la quarta verrà utilizzata per misurare il tds. Scriverà su un’apposita scheda anche la ricetta utilizzata. La giuria è composta da 2 giudici sensoriali, 1 giudice tecnico e 1 capo giudice, carica alla quale è stato designato Luca Ventriglia. È concesso un overtime massimo di 2 minuti.

Vince chi offre una tazza più vicina al profilo dichiarato dal torrefattore che ha messo a disposizione il caffè della tappa; vengono premiati i primi tre classificati di ogni selezione e accedono alla finale i vincitori.

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