Home Blog Pagina 287

Beluffi vince la seconda tappa del campionato di macinatura

Pierpaolo Meneguolo e Matteo Beluffi
Pierpaolo Meneguolo e Matteo Beluffi
La seconda competizione del Master Coffee Grinder Championship si è svolta presso il centro formazione di Caffè Diemme a Padova

Sono sempre più partecipate le competizioni del nuovo campionato di macinatura internazionale Master Coffee Grinder Championship messo a punto da Fabio Verona, docente Sca, formatore per Costadoro e autore del libro Professione Barista - Manuale pratico per l’espresso perfetto. La seconda tappa si è svolta nel moderno contesto di Diemme Academy, il centro di formazione di  Caffè Diemme a Padova, e a visto la partecipazione di Giuliano Mannella, Simone Giordano, Matteo Beluffi, Simone Previati, Mattia Deidda, Federico Pines e Luca Bernardoni. Dunque, rappresentanti di più professionalità del mondo del caffè: baristi, trainer e tecnici installatori di macchine espresso e macinini. Il caffè messo a disposizione è stato uno specialty della linea Gli Speciali della Torrefazione veneta: un Costa Rica red honey con note fruttate ed una spiccata acidità. Le note estratte da Pierpaolo Meneguolo, responsabile del training center in fase di calibrazione, sono state di ananas e mango, con retrogusto di uvetta, cascara e pompelmo rosa; un corpo medio e una tazza pulita e setosa al palato. Lavorando in modo accorto sulla macinatura, è stato Matteo Beluffi a ottenere un espresso più simile alle note appena descritte; la competizione è stata molto accesa: il distacco tra il primo e il secondo classificato, Luca Bernardoni, è stato di soli 4 punti; terzo si è classificato Simone Previati.

Protagonisti della competizione sono il macinino gravimetrico Solo dell’italiana Grindie, main sponsor dell’evento, e la macchina professionale a un gruppo You di Sanremo. La qualità dell’acqua per gli espressi è garantita dai sistemi di filtrazione di Brita. Ogni concorrente ha ricevuto due tazzine special edition #mcgc2022 di Ipa Porcellane. Sono inoltre sponsor della competizione Metallurgica Motta, Ims, LF Ricambi, pulyCaff.

La gara. La prova - della durata di 15 minuti - consiste nel fare combaciare il profilo descritto dal torrefattore sponsor della tappa, tramite il profilo gustativo e il tds. La postazione di gara ha la classica forma a “L” delle competizioni Sca; il concorrente ha a disposizione un chilo di caffè e deve giungere al risultato attraverso ripetuti interventi sulla macinatura e sulla dose accompagnati da assaggi di verifica; ogni passaggio dovrà essere giustificato, ma in modo da non svelare i segreti del caffè e del migliore settaggio del grinder agli altri concorrenti. Ottenuta l’estrazione desiderata deve consegnare 4 estrazioni: 3 per i giudici, la quarta verrà utilizzata per misurare il tds. Scriverà su un’apposita scheda anche la ricetta utilizzata. La giuria è composta da 2 giudici sensoriali, 1 giudice tecnico e 1 capo giudice, carica alla quale è stato designato Luca Ventriglia. È concesso un overtime massimo di 2 minuti.

Vince chi offre una tazza più vicina al profilo dichiarato dal torrefattore che ha messo a disposizione il caffè della tappa; vengono premiati i primi tre classificati di ogni selezione e accedono alla finale i vincitori.

SumUp, soluzioni semplici e integrate per la gestione della tua attività

SumUp-AirCardReader
Dalla Cassa ai Pos mobili, fino al Conto Aziendale: la fintech SumUp offre soluzioni digitali e cashless per ogni esigenza di business

Democratizzare il settore dei pagamenti digitali, creando un mondo in cui i piccoli esercenti possono avere successo dedicandosi a ciò che amano: è la missione di SumUp, la fintech leader nel settore delle soluzioni digitali e cashless per le piccole imprese. Per questo, SumUp è costantemente focalizzata sulla creazione di una suite di prodotti e servizi che incontri ogni esigenza di business, a condizioni vantaggiose e nel massimo della trasparenza.

E davvero ricco di soluzioni ideali per il mondo dei locali è l'ecosistema SumUp, dalla Cassa ai Pos mobili fino al Conto Aziendale.

SumUp_Cassa

SumUp Cassa

SumUp Cassa è la cassa cloud che consente di gestire in modo integrato e da remoto qualsiasi tipo di attività: dall’elaborazione degli ordini e l’accettazione di ogni tipo di pagamento alle integrazioni con i partner, fino alla possibilità di offrire opzioni self-service ai clienti, velocizzando le operazioni in cassa. I pagamenti da remoto di SumUp, in particolare, permettono di elaborare transazioni a distanza inviando un link di pagamento via Sms, Whatsapp, Messenger o e-mail. Inoltre, grazie agli aggiornamenti in tempo reale e alle rendicontazioni facili da interpretare, è possibile accedere ai dati relativi alle vendite, alle performance dei prodotti e al magazzino, oltre a tenere sotto controllo in maniera semplice e veloce la contabilità.

I Pos mobili

I Pos Mobili SumUp sono pensati per attività commerciali di ogni dimensione: semplici da usare, trasportabili ovunque e dal design innovativo, si collegano tramite bluetooth a uno smartphone o un tablet con connessione 3G e permettono agli esercenti di accettare pagamenti digitali anche per le cifre più piccole, senza contratti e canoni fissi. Compatibili con tutte le carte di credito e debito, Apple Pay e Google Pay, i terminali di pagamento di SumUp accettano facilmente tutte le transazioni senza bisogno dell’installazione del Pos tradizionale, assicurando a gestori e clienti un’esperienza rapida e cashless.

Conto Aziendale

Ideale per tutti coloro che hanno un flusso di cassa molto rapido, compresi i liberi professionisti, e configurabile in un paio di click, il Conto Aziendale SumUp è una soluzione totalmente gratuita che permette di inviare, ricevere e gestire denaro in maniera semplice, veloce e chiara. Il tutto offrendo numerosi vantaggi: dal trasferimento degli incassi sul conto in 24 ore, anche nei giorni festivi, all’opportunità di effettuare bonifici istantanei gratuiti per trasferire denaro in tempo reale, fino alla possibilità di utilizzare la carta SumUp per pagare online, in negozio o prelevare contanti dagli sportelli automatici.

Tutti i servizi SumUp sono attivabili online oppure presso i 1.800 negozi retail presenti su tutto il territorio nazionale e negli shop in shop: punti monomarca brandizzati SumUp presenti all’interno di 19 centri commerciali.

A Milano debutta Distillo, la fiera delle attrezzature per le micro distillerie

Distillo 2022
Il 17 e 18 maggio appuntamento con la prima edizione del salone italiano dedicato alle soluzioni, dalle materie prime al packaging, per la micro distillazione. Con un calendario ricco di incontri con i protagonisti della rivoluzione craft

Tutto pronto per il debutto di Distillo, la prima fiera italiana dedicata alle attrezzature per le micro distillerie. L’appuntamento è a Milano, alle Officine del Volo, il 17 e 18 maggio. Organizzata da Craft Distilling, società fondata da Claudio Riva e Davide Terziotti e specializzata nella consulenza per micro-distillerie, la due giorni si propone di avvicinare l'artigianalità alle nuove tecnologie e si rivolge sia agli addetti ai lavori della filiera della distillazione sia a coloro che desiderano avvicinarsi al mondo degli alambicchi.

Dalle materie prime al packaging

Tutto ciò, grazie a un’area espositiva dove i visitatori vedere e conoscere tutte le soluzioni più all’avanguardia per aprire e sviluppare una distilleria artigianale, dalle materie prime alle tecnologie di produzione fino al packaging.

Tra i produttori di alambicchi, per esempio, si potranno trovare realtà di lunga tradizione, soprattutto per la produzione di distillati di frutta, come le aziende dell’area germanica e balcanica, aziende italiane che si sono affermate a livello internazionale. Saranno presenti realtà come iStill, azienda olandese, main sponsor di Distillo, nata nel 2012 e oggi tra i maggiori produttori di alambicchi innovativi e altamente tecnologici, presenti in oltre 850 distillerie di tutto il mondo.

Ampio spazio anche alle materie prime, considerando che nelle produzioni artigianali sempre più importanza viene data anche alla fermentazione. Anche in questo caso Distillo sarà l’occasione per scoprire le ultime novità in questo campo, grazie alla presenza di nomi come Lallemand, altro sponsor dell’evento, tra i più importanti produttori e fornitori mondiali di lieviti, batteri ed enzimi con una divisione dedicata alla distillazione artigianale.

Un ricco programma di seminari

Altrettanto ricco il programma di conferenze e seminari gratuiti (ma con posti limitati per cui occorre prenotarsi direttamente in fiera il giorno dell’evento) che animeranno la manifestazione, che permetteranno di incontrare i maggiori esperti italiani e internazionali del campo (qui il programma completo). Ad aprire gli incontri, la mattina di martedì 17 maggio, sarà Edwin "Odin" van Eijk, fondatore di iStill con un seminario sugli alambicchi, seguito da Sergio Moser della Fondazione Mach che affronterà il tema delle analisi di laboratorio. Sarà poi la volta di Bruno Pilzer, presidente dell’Istituto Tutela della Grappa del Trentino, che terrà un seminario su come individuare e correggere i difetti nei distillati, e di Benedetto Cannatelli, cofondatore di Strada Ferrata, distilleria italiana di whisky, che racconterà l’esperienza della sua realtà.

Gli incontri proseguono mercoledì 18 con il seminario di Vittorio Gianni Capovilla sulla gestione e distillazione della materia prima, con quello di Eugenio Belli di Eugin sulla distilleria ad accisa assolta e la produzione contoterzi. I lavori del pomeriggio saranno aperti dalla tavola rotonda curata da Spirito Autoctono sulle prospettive e potenzialità delle micro distillerie, per proseguire poi con il seminario di Marco Graziano de Le Vie del Rum sulla canna da zucchero in Sicilia, e di Davide Terziotti di Craft Distilling e Marcello Biagini di Manifattura Italiana Spiriti, che illustreranno come aprire e sviluppare una distilleria e sugli errori da non commettere.

Come partecipare a Distillo

Distillo si svolge il 17 e 18 maggio, dalle 10 alle 18, a Milano presso le Officine del Volo (Via Mecenate 76/5).  Il costo del biglietto è di 29 euro per la singola giornata e di 49 per tutte e due. I biglietti possono essere acquistati online cliccando qui.

 

 

I vincitori del Premio Nonino Quaranticinquesimo anno + Due

I premiati, la Giuria e la famiglia Nonino brindisi Premio Nonino 2022_542-9848
I premiati, la giuria e la famiglia Nonino brindano al Premio Nonino Quarantacinquesimo Anno + Due
Con un cocktail d'autore si è brindato alla cerimonia di premiazione del Premio Nonino 2022, tornata a svolgersi in presenza, dopo due anni, presso la sede della distilleria

Lo scrittore inglese David Almond, la filosofa americana Nancy Fraser, il filosofo italiano Mauro Ceruti e il progetto socio-culturale Affido Culturale sono i vincitori del Premio Nonino 2022, tra i più prestigiosi riconoscimenti assegnati in ambito culturale, letterario ed enogastronomico. Il premio, istituito nel 1975 dalla famiglia Nonino per valorizzare la cultura contadina, è stato assegnato durante la tradizionale cerimonia, tenutasi come di consueto presso la sede della distilleria a Percoto, dopo due anni di stop (leggi Torna a maggio il Premio Nonino). Un ritorno in presenza che ha permesso ai premiati, ai giudici e ai tanti ospiti di ritrovarsi dal vivo e brindare insieme.

Non a caso tra i protagonisti della cerimonia i distillati di casa Nonino e l’arte della miscelazione, entrambi espressioni culturali a pieno titolo. A unirli il cocktail Speranza con il quale si è brindato ai vincitori e ai 125 anni di distillazione della famiglia Nonino, che ricorrono proprio quest’anno, creazione di Salvatore The Maestro Calabrese. Drink che The Maestro ha ideato utilizzando una base di Grappa Nonino 41°, mscelandola con Acqua Bianca, cordiale di peperone verde e coriandolo e succo di lime fresco (in fondo all'articolo la ricetta comleta).

I premiati

Anche in questa edizione del Quaranticinquesimo anno + Due, a ricevere il premio sono stati personaggi di assoluto rilievo del panorama culturale internazionale, scelti da una giuria di non minore prestigio, presieduta dal neuroscenziato portoghese Antonio Damasio e composta dal poeta siriano Adonis, il filosofo Giorgio Agamben, l’architetto palestinese Suad Amiry, lo scrittore irlandese John Banville, il regista inglese Peter Brook, l’architetto Luca Cendali, lo storico francese Emmanuel Le Roy Ladurie, lo scienziato britannico James Lovelock, lo scrittore Claudio Magris, lo scrittore rumeno Norman Manea e il sociologo francese Edgar Morin.

David Almond

Nello specifico, il Premio Internazionale Nonino 2022 è stato assegnato a David Almond, specializzato in letteratura per bambini, e autore di Skellig, romanzo classico per i giovani che è stato tradotto in quaranta lingue e oggetto di numerosi adattamenti per il teatro, la radio e per lo schermo. La sua ultima opera è La guerra è finita, romanzo ambientato durante la Prima Guerra Mondiale che ha come protagonista John, ragazzo con papà al fronte e la mamma che lavora in una fabbrica per munizioni, che non riesce a capire come lui, essendo un bambino, possa essere “in guerra” con i tedeschi, come gli assicura il suo insegnante. Un giorno John come in un sogno vede apparire Jan, un bambino proprio come lui, che ha la stessa voglia di lasciarsi quella guerra alle spalle per incontrarsi, ma tedesco. Un racconto potente e commovente, e ancora di più in questi giorni segnati dal conflitto in Ucraina, ma pieno di speranza per un futuro dove bambini come John cresceranno ancora chiedendosi come possano essere in guerra con i loro simili. E un filo di speranza formano insieme le varie opere di Almond, come dichiarato dallo stesso autore: «Quando scrivo storie, sento una connessione con i giovanissimi, che costruiranno un domani migliore».

Nancy Frazer e Mauro Ceruti

Premio Nonino Maestri del nostro tempo 2022 è invece andato a Nancy Frazer e a Mauro Ceruti. La prima, professoressa Henry A. e Louise Loeb di Scienze Politiche e Sociali e docente di filosofia alla New School di New York, è una pensatrice e femminista americana nota per la sua critica alle politiche dell’identità e per il suo lavoro filosofico sul concetto di giustizia. Al centro dei suoi lavori i problemi dell’ingiustizia, in particolare le ingiustizie strutturali che pervadono la nostra società e si allineano con le divisioni sociali come genere, razza/etnia e classe. Temi che Frazer ha attentamente analizzato, rivelandone le cause profonde e suggerendo come si potrebbe superarle.

Filosofo e teorico del pensiero complesso, Ceruti, docente di Filosofia della scienza e direttore della PhD School for Communication Studies presso l’Università Iulm di Milano, nella sua ricca e varia ricerca si è soffermato sui problemi, le contraddizioni, l’arricchimento e la devastazione culturale della nostra vita e del mondo. Nella sua opera ha mostrato come l’apparente semplicità delle cose intorno a noi e di tutta la realtà consueta è grande e complessa come l’universo. «I suoi libri aiutano non solo a conoscere l’infinito piccolo e grande nel quale annaspiamo ma anche a non temerlo, a sentirne l’arricchimento per la nostra persona – si legge nelle motivazioni della giuria -. Da questo sentimento e concetto della complessità cosmica deriva un senso profondamente umanistico o meglio umano, della comunità di destino che lega tutti gli individui di tutti i popoli della Terra all’ecosistema globale.

Affido Culturale

Infine il Premio Nonino Risit d’Aur - Barba tella d’Oro 2022 andato all’Affido Culturale, un progetto selezionato dall’impresa sociale Con i bambini, nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa minorile. Partito dalla citta di Napoli, il progetto propone di mobilitare, contro la povertà educativa, delle “famiglie risorsa”, valorizzando l’esperienza dell’affido familiare, ma declinandola nella fruizione di prodotti e servizi culturali. Un’idea molto semplice, ma che sta cambiando la vita di molti piccoli: un genitore, che abitualmente porta i suoi figli al cinema, a teatro, al museo o in libreria, ci porta anche un bambino che in questi luoghi non ci entrerebbe per differenti cause. Il progetto oggi è attivo in sette città italiane: a Napoli si sono aggiunte Roma, Bari, Modena, Milano, Teramo e Cagliari.

Il cocktail

Speranza di Salvatore The Maestro Calabrese

cocktail Speranza Salvatore Calabrese

Ingredienti:
30 ml Grappa Nonino 41°, 20 ml Acqua Bianca,  20 ml cordiale di peperone verde e coriandolo homemade, 15 ml succo di lime fresco
Preparazione:
shake
Bicchiere:
tumbler basso con cubo di ghiaccio

Bitter Martini festeggia i 150 anni al The Court con Giulia Cuccurullo

Bitter Martini
Bitter Martini
Gran finale per la rassegna “Women First”, che nelle scorse settimane ha portato il meglio della miscelazione internazionale al femminile festeggiando a Roma i 150 anni del Bitter Martini

Finale in bellezza per la rassegna “Women First”, che nelle scorse settimane ha portato il meglio della miscelazione internazionale al femminile dietro al bancone del The Court a Roma e che per la serata del 9 Maggio si è legata a doppio filo con Martini, per festeggiare i 150 anni del Bitter Riserva.

Chi meglio di Giulia Cuccurullo, orgoglio nazionale che guida il bancone dell’Artesian di Londra, poteva essere la persona giusta per la guest dell’anno a Roma? È evidentemente questo che ha pensato il resident bartender del bar dell’hotel Palazzo Manfredi, Matteo Zed, padrone di casa, nonché ideatore della bella rassegna dedicata alla miscelazione al femminile.

L’omaggio per i 150 anni di Bitter Riserva Martini

Fra uno champagne cocktail e un throwing, Giulia Cuccurullo ha dato mostra della sua maestria con la sua drink list in tre cocktail. Accomunati da un fil-rouge, nel vero senso della parola, visto che i toni del rosso erano preponderanti, per via della presenza di Bitter Riserva Martini fra gli ingredienti.

Per questa serata ai piedi del Colosseo, Giulia si è infatti prestata per interpretare al meglio in miscelazione questo aperitivo che ha fatto la storia dei bar italiani. Dal Treat Yourself 2.0 (uno champagne cocktail con base vodka, bitter Martini e purea di fragole) al Fly Away, il classico Milano-Torino con un cordiale all’ananas a dare il tocco personale, passando per un All Season, un drink appunto per tutte le stagioni, con base tequila, bitter Martini e cordiale agli agrumi.

Da Milano-Torino a Torino-Torino

Se l’azienda di Pessione, a due passi da Torino, ha mosso i suoi primi passi nel 1863, inondando il mercato con il suo Vermouth, quindi con la China Martini e il Fernet, è nel 1872 che nasce il Bitter, con l’intento di creare una bevanda che potesse essere sia aperitivo che fine pasto, grazie alla sua nota amaricante.

Nonché per rispondere a un’esigenza di mercato, che già aveva creato il mix vincente Milano-Torino, ovvero bitter+vermouth: per la Martini era l’ora di farlo diventare Torino-Torino, producendo in casa entrambi gli ingredienti principali. Poi qualche anno dopo, in tempo di Proibizionismo, arriverà il Negroni, “l’aperitivo alla maniera del conte”, che ha di recente festeggiato i 100 anni ed è oggi diventato il cocktail più ordinato al mondo.

Quando nasce Martini, Torino era capitale d’Italia e ancora per diversi anni è stata il “place to be” per i nobili dell’epoca, che frequentavano i caffè, bevevano vermouth e vermouttini nei bicchierini, seguivano le mode che arrivavano dagli Stati Uniti con le navi, le stesse che portavano le casse di Martini dall’altra parte del mondo. Quando nasce il bitter, il commercio di Martini con l’America era già consolidato, raccontano insinuando il dubbio, anche se ammettono che è difficile averne la certezza, che data questa ampia diffusione delle bottiglie della casa di Pessione in terra americana, quello che figura fra gli ingredienti dei principali cocktail storici possa essere proprio il bitter targato Martini.

Il Bitter Martini oggi

Gli ultimi anni della produzione di bitter in casa Martini sono caratterizzati da un’estrema ricerca sul prodotto, dicono dall’azienda. Le numerose riserve speciali lanciate negli ultimi anni ne sono la dimostrazione. Lo stesso Bitter Riserva Martini nasce nel 2017 e ha la caratteristica di avere 3 gradi alcolici e mezzo in più dell’originale. Per il master blender Beppe Musso semplicemente una motivazione qualitativa: con questa gradazione il risultato è migliore.

Le ricette complete sono naturalmente cosa segreta, un po’ come quella della Coca Cola, ma qualche botanica non si può non rivelarla, se non altro per raccontare quanto sia attenta la ricerca delle materie prime da parte di Martini. “Il nostro esperto botanico Ivano Tonutti, è sempre con una valigia a girare per i continenti per seguire la filiera e parlare con i contadini. Sono tutti prodotti naturali al 100%, più di venti botaniche, fra cui angostura, radice di Colombo o Calumba, agrumi come arance dolci e amare, nonché mandarino e zafferano della Mancia”, rivelano.

Relais Dessert, Padova capitale mondiale della Pasticceria

Seminario Relais Dessert
Seminario Relais Dessert
Dal 15 al 18 maggio, a Padova, si terrà il seminario internazionale Relais Dessert con gli 85 maestri pasticceri più blasonati al mondo

Relais Dessert torna per la terza volta in Italia, incoronando Padova capitale mondiale della pasticceria. Dal 15 al 18 maggio gli 85 maestri pasticceri più blasonati al mondo si confronteranno su tematiche d'attualità e sulle tendenze legate al settore. Le tre giornate di seminario si terranno presso il Palazzo della Ragione.

I temi di Relais Dessert

«Per noi questi incontri rappresentano un’importantissima occasione di confronto e di scambio, nonché un momento di approfondimento relativo alle eccellenze locali: dai prodotti enogastronomici dei Colli Euganei alle realtà industriali», ha dichiarato Luigi Biasetto, già Campione del Mondo di Pasticceria e anfitrione d’eccellenza di questa terza edizione in Italia. «È proprio durante i Seminari internazionali dei Relais Desserts che si definiscono le nuove tendenze della pasticceria che, poi, tenderanno ad imporsi nei diversi Paesi del mondo». Grande attenzione all'ecosostenibilità e ai nuovi paradigmi del mercato, compreso l'e-commerce. Sulle tendenze della pasticceria, secondo Biasetto c'è un ritorno al classico e alla tradizione, seppur arricchito da contaminazioni che arrivano da lontano, dal Perù come dal Giappone. Le differenti nazioni d'appartenenza di tutti i partecipanti – provenienti da Europa, Africa, Medioriente, Stati Uniti d’America, Giappone e Australia – garantirà agli incontri un ricco confronto.

Goûter des chefs: sfida tra campioni

Tra le attività in programma, c'è il “Goûter des chefs”, un momento di confronto tra tutti i partecipanti, chiamati ad allestire composizioni suddivise in 10 buffet monumentali ed incentrate sul tema “Erbe e Frutta”, in onore delle due piazze cittadine, rispettivamente “Piazza delle Erbe” e “Piazza della Frutta”, storici fulcri del centro commerciale cittadino. La composizione dei 10 buffet sarà affidata ad altrettante squadre. Gli 85 pasticceri, infatti, saranno suddivisi in 10 team, organizzati in base alle aree geografiche di provenienza dei partecipanti. In questo modo ogni gruppo potrà declinare il proprio buffet, omaggiando le differenti territorialità e celebrando le rispettive tradizioni. La squadra italiana sarà l’unica a competere in rappresentanza di una sola Nazione, in forza della presenza del bresciano Iginio Massari, del maestro padovano Luigi Biasetto, di Andreas Acherer di Brunico, del piemontese Fabrizio Galla, di Luca Mannori di Prato e di Roberto Rinaldini di Rimini.

Ultimi giorni per partecipare a Crea il Tuo Spirito

Crea il tuo Spirito 2022
Si chiudono il 16 maggio le iscrizioni per partecipare al contest di The Spiritual Machine che offre l'opportunità di ideare, produrre e imbottigliare la propria ricetta di spirit

Ultimi giorni per partecipare all'edizione 2022 di Crea il tuo Spirito. La data ultima per iscriversi al contest, rivolto a tutti coloro che si vogliono cimentare nella creazione di uno spirit che rispecchi gusto, filosofia e le aspirazioni della loro attività nel fuoricasa e della distribuzione di alcolici, è fissata al 16 maggio.

Ideato e organizzato da The Spiritual Machine, startup torinese specializzata nella realizzazione di linee personalizzate di alcolici artigianali, e giunto alla sua terza edizione, il concorso offre ai vincitori l’opportunità di creare e vedere prodotta e imbottigliata la propria ricetta. Ma non solo, perché il team di The Spiritual Machine supporterà anche i partecipanti a porre le basi per l’avvio del loro spirit-business.

Il contest è nato infatti con l’obiettivo di favorire la creatività e l’innovazione del settore del beverage, supportando i produttori artigianali di alcolici, ottimizzando l’intero processo dall’ideazione del prodotto fino alla sua distribuzione.

Come partecipare

Per partecipare a Crea il tuo Spirito, i candidati (che devono possedere una licenza per la somministrazione di alcolici o un’attività collegata alla loro distribuzione) devono presentare entro il prossimo 16 maggio la propria ricetta originale che rientri nella categoria vermouth, gin, amaro, bitter, new spirit & premixed cocktail (clicca qui per il regolamento completo e qui invece per le domande frequenti). Per farlo devono prima iscriversi alla Community degli Infusionist (clicca qui se non sei già iscritto) e quindi compilare il form sul sito del concorso, inserendo i propri dati, la ricetta e un’idea semplificata di business plan che contenga un piano di marketing e di distribuzione del prodotto. Inoltre, occorre inviare all’indirizzo email makeit@thespiritualmachine.it un video della durata massima di 3 minuti nel quale il concorrente deve cercare di convincere la giuria a realizzare il suo progetto, raccontando se stesso, il suo locale o la sua attività e lo suo spirit che ha in mente.

Le fasi del contest

Tutti i progetti saranno valutati dalla commissione esaminatrice che selezionerà i 10 finalisti che saranno resi noti il 23 maggio. I loro autori si aggiudicheranno una consulenza con gli esperti di The Spiritual Machine, in programma il prossimo 6 giugno presso la sede della società a Torino, durante la quale saranno supportati per affinare la loro proposta di business plan. Al termine della sessione di consulenza, inoltre, riceveranno due campioni di prodotto finito e una bottiglia prototipo.

Il gran finale di Crea il tuo Spirito sarà però il 20 giugno, sempre nella sede della società, quando la giuria composta da Elisa Cravero, ceo e cofondatrice di The Spiritual Machine, e Fulvio Piccinino, master of spirits e fondatore di saperebere.com, decreteranno i tre vincitori.

I premi

Il primo classificato riceverà 250 bottiglie con il prodotto da lui ideato, completo di pack ed etichetta, realizzata in collaborazione con Estudio La Compañia, mentre Vargros e Spazio Versatile si occuperanno, rispettivamente, della distribuzione delle bottiglie e della comunicazione nel canale fuoricasa. Inoltre, riceverà supporto nella creazione di un business plan e corsi formativi dall’Academy di Le Village by CA. Supporto per il business plan e corsi di formazione saranno il premio anche per il secondo e terzo classicati.

 

Amaro Amara “best digestive” per i World Liqueur Awards

Amaro Amara
Amaro Amara
Il liquore siciliano a base di Arancia Rossa Igp vince ai World Liqueur Award 2022, l'autorevole competizione mondiale ha assegnato il titolo mondiale assoluto per la sua categoria

L'edizione 2022 di World Liqueur Awards sorride all'Italia: ben tre i premi assegnati come miglior liquore al mondo per la propria categoria. Tra questi, spicca Amaro Amara, nominato come World's Best Digestive (gli altri premiati sono Antica Sambuca come World's Best Anise e Amaro Rubino Bio come World's Best Herbal).

Una grande soddisfazione per Edoardo Strano, titolare di Rossa, la cui avventura produttiva è iniziata nove anni fa quando ricevette in dono dal nonno Ciccio un grande agrumeto in Contrada San Martino a Misterbianco (Ca), alle pendici dell'Etna.
Amara, amaro di arancia rossa di Sicilia Igp (30% alc.), è un prodotto naturale al 100%, realizzato solo con scorze di arancia rossa di Sicilia Igp ed erbe spontanee dell’Etna, dal gusto deciso e dal colore limpido.

«Un riconoscimento che arriva dopo due anni difficili - racconta l'imprenditore - ma in cui non abbiamo mai fatto compromessi sulla qualità, a testimonianza che con il lavoro e l'impegno si può arrivare ovunque. È un orgoglio ricevere un premio così importante che ci aiuta a realizzare il nostro obiettivo più alto: raccontare la bellezza e l'autenticità del territorio agricolo etneo nel mondo».

Distribuito da Velier, Amara è un liquore dalle note amaricanti ideale sia come aperitivo, servito con ghiaccio, che come digestivo proposto liscio e servito freddo. In mixology si abbina bene nei cocktail che prevedono la nota amara del bitter, come nel classico Americano o in uno Spritz.

Il signature Amara Ginger prevede 40 ml Amara, 60 ml Slavcek spumante metodo classico Vicorija, 20 ml Fever-Tree Ginger Ale, da preparare in bicchiere colmo di ghiaccio e guarnire con zenzero fresco, scorza di arancia e ramoscello di timo.

Zero chimica e risparmi idrici

Amara è un amaro naturale perché prodotto evitando l’uso di sostanze chimiche: negli aranceti viene adoperato un sistema di irrigazione a goccia che permette di risparmiare il 30% di acqua, aiutando così l’ambiente.

Amara punta così a rinnovare la tradizione agricola siciliana, rilanciando la coltivazione degli aranceti di famiglia, con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere l’eccellenza italiana nel mondo.

 

Yoga Combì, i succhi con frutta secca

Yoga Combì Yoga succhi nuovo
Nascono dalla combinazione di frutta fresca e secca le due referenze della nuova linea premium di succhi firmata dal brand di Conserve Italia. In bottiglia da 200 ml

C’è una formula innovativa alla base di Yoga Combì, la nuova linea di succhi firmata dal brand di Conserve Italia. La ricetta dei nuovi prodotti nasce dall’unione di frutta fresca e frutta secca dando vita a succhi che combinano la bontà della prima alle proprietà della seconda.

Due le referenze della gamma, entrambe prive di zuccheri aggiunti: Pesca-Mandorla, dal sapore goloso e avvolgente per uno snack rinforzante, e Pera-Nocciola, deciso e vellutato con tutta la dolcezza della frutta.

Per l’alto valore aggiunto delle sue referenze Yoga Combì è una linea di fascia premium che si rivolge, in particolare, a un pubblico adulto e consapevole, attento al benessere e alla qualità anche nei consumi fuoricasa, ma senza rinunciare al gusto. Esigenze che la gamma soddisfa in pieno, unendo alla tradizionale bontà dei succhi Yoga le proprietà nutritive della frutta secca, ricca di proteine vegetali, vitamine e preziosi sali minerali. Caratteristiche che rendono i nuovi succhi perfetti per una colazione, un break di metà mattina o pomeriggio sani e gustosi.

La nuova linea nasce nel sito produttivo di Massa Lombarda, nel cuore della Romagna, cittadina "capitale" italiana della frutticoltura, patria dei succhi di frutta e del marchio Yoga. Un sito che rappresenta una fucina di nuove tendenze del mondo succhi per il bar, come, tra le altre, la linea di mix 100% di frutta, verdura e spezie i Centrifugati Yoga, lanciata lo scorso anno (leggi Frutta, verdura e spezie in bottiglietta: arrivano i Centrifugati Yoga).

Le due referenze Yoga Combì vengono proposte nella nell’iconica bottiglietta in vetro da 200 ml con tappo twist-off.

A Salice Terme l’apericena si chiama Mezzo Food Case

Mezzo Food Case, il Food Box tra il bartender Matteo Morandini e la contitolare e barlady Daniela Canepa
In Oltrepò Pavese, nella cittadina di Godiasco Salice Terme, ha riaperto i battenti Mezzo Food Case, moderno e originale locale cocktail&food gestito dall'eclettica barlady Daniela Canepa.

Formula cocktail&food coniugata in salsa oltrepadana. A Godiasco Salice Terme (Pavia) ha riaperto i battenti un locale originale che riecheggia la formula dei bistrot francesi e delle tapas bar spagnole. Si chiama Mezzo The Food Case e si trova nel centro della cittadina termale a un passo da Voghera, in valle Staffora, sulla strada che porta a Varzi e quindi al Passo del Monte Penice dal quale di può passare in Liguria. A poche centinaia di metri sorge il grande complesso liberty del Grande Albergo delle Terme (1913), ora in fase di ristrutturazione che, dopo alcuni anni di incuria, è stato recentemente rilevato dalle Terme di Chianciano (Siena) e Saturnia (Grosseto).

La formula Mezzo piace per porzioni e prezzi ridotti

La formula scelta dai due titolari, la barlady Daniela Canepa e il marito manager d'albergo Fabio Dei, si fonda sul concetto della mezza porzione (da cui Mezzo) di veri piatti per offrire maggiori possibilità ai clienti gourmet che non mancano certo in zona (ma arrivano anche da Pavia e Milano). Aperto anche il lunedì dalle h.18 in poi solo su prenotazione, il locale propone in abbinamento all'aperitivo (4 euro il calice di vino Oltrepò, da 5 euro i cocktail) un vassoio a forma di Ruota con cinque ripiani per assaggi (10 euro per 2 persone) a base di stuzzichini di salumi (Varzi), formaggi (val Tidone) e golosità calde; per la cena è di scena invece la grande Food Box, scaffale portatile con 12 caselle con le più diverse mezze porzioni del giorno (da 50 g circa, 44 euro per 2 persone, dessert compreso) realizzate quotidianamente con prodotti freschi del territorio nella cucina annessa al locale. In casi speciali, viene in soccorso la cucina del contiguo Ristorante Guado dal 1911, locale di tradizione oltrepadana, da vent'anni gestito dal marito Fabio Dei. Moderno e informale, il locale è disposto su circa 90 mq con 25 posti a sedere all'interno, più un'altra ventina nell'antistante dehors, allestito anche con tavoli e sgabelli alti. Oltre a Daniela Canepa, dietro al banco bar officia il giovane bartender Matteo Morandini.

Gastronomia tradizione & fusion tutta da gustare

Alle spalle di Mezzo Food Case non manca certo l'esperienza imprenditoriale. Daniela Canepa infatti ha gestito per lunghi anni la Gelateria Cocktail Bar Romana (locale di famiglia) nella non lontana Varzi, insieme con un originale bed&breakfast, sulla piazza centrale della Fiera. Oltre all'abilità da chef, la simpatica ed esuberante Daniela Canepa vanta una riconosciuta esperienza come barlady Aibes e un ricco medagliere di premi vinti in concorsi di miscelazione, prima regionali poi nazionali e internazionali (Stoccarda 1990).

Facciamo qualche esempio di proposta food settimanale, a cavallo tra tradizione & fusion: caprese di melanzane destrutturata, quasi paella valenciana, tortelli piacentini burro e salvia, ravioli di verdure grigliate al pomodoro e olive, zuppa di seppie con piselli, pisarei di mare, moussaka di melanzane e lenticchie, frittatine con erbette e peperoni, tartare di polpo.

Constellation Brands porta in Italia il Tequila Casa Noble

Casa Noble
Jose “Pepe” Hermosillo, fondatore e mastro tequilero di Casa Noble, importato in Italia da Ruffino
La gamma di Tequila superpremium arriva nel nostro Paese grazie a Constellation Brands, il colosso di cui fa parte Ruffino

A leggere i dati del Crt (Consejo Regulador del Tequila, l’ente messicano che certifica il distillato di agave), l’export di tequila in tutto il mondo è decisamente in crescita e l’Italia è uno dei paesi che registrano un aumento di acquisti a doppia cifra fra un anno e l’altro. Oltre 2 milioni di litri importati nel 2021 nel Belpaese, il 24% in più rispetto al primato precedente, raggiunto nel 2019. Con questo risultato l’Italia si attesta al nono posto tra le nazioni importatrici e al quinto in base alla qualità del prodotto acquistato: il 54% di esso appartiene infatti alla categoria ‘100% agave’.

Guardando la “classifica”, al primo posto c’è l’irraggiungibile livello degli Stati Uniti, che importano oltre 288 milioni di litri di tequila dal Messico, segue al secondo posto la Germania con 6,5 milioni (anch’essa in netta ascesa negli ultimi anni), quindi la Spagna a 4,7 milioni. Un podio parzialmente europeo, quindi, a dimostrazione che la diffusione del Tequila nel vecchio Continente è in rapida ascesa, trainata contemporaneamente dalla popolarità di alcuni drink di ispirazione messicana (Margarita e Paloma in primis, con tutti i twist che ne discendono) e dal sempre crescente apprezzamento che riscontrano i distillati da agave di alta gamma.

Casa Noble arriva in Italia

Una delle etichette che ha puntato tutto sul superpremium è Casa Noble, che fa parte del portfolio di Ruffino per Constellation Brands, e il cui lancio in Italia è partito dal 1° marzo. Un’etichetta di alta gamma (le bottiglie hanno un costo al pubblico intorno ai 70€), che si rivolge a un consumatore consapevole, che sa apprezzare elementi distintivi quali la tripla distillazione, l’imbottigliamento a mano e l’invecchiamento in botti di rovere francese (leggi più sotto l'intervista al mastro tequilero Jose “Pepe” Hermosillo).

Sandro Sartor, presidente di Ruffino e responsabile commerciale di Constellation Brands, spiega come per l’etichetta messicana, che conta 3 linee (Blanco, Anejo e Reposado) e diverse special release, sia stata formata una rete di vendita specifica, che consta di 25 agenti, concentrati soprattutto nel Centro-Nord. «Ci rivolgiamo a cocktail bar esclusivi ed enoteche specializzate in superalcolici artigianali e di nicchia: per i primi pensiamo che i prodotti superpremium di Casa Noble possano essere in linea con una miscelazione di alto livello, nel secondo caso consideriamo come target un pubblico di esperti”, spiega Sartor. E se il periodo primavera-estate servirà per affacciarsi sul mercato (Ruffino e i suoi prodotti, compresa Casa Noble, saranno in questi giorni al Vinitaly), dall’autunno Sartor annuncia un programma di attività di engagement, che possono comprendere anche competition per i barman. “L’obiettivo – afferma – è di arrivare entro due anni a una distribuzione da 10mila litri di tequila Casa Noble l’anno”

Tre domande a Bio Jose "Pepe" Hermosillo

Jose “Pepe” Hermosillo, fondatore e mastro tequilero di Casa Noble, viene da una famiglia fra le più importanti e antiche del Messico in fatto di produzione di tequila. I suoi antenati hanno cominciato fin dal 1700 a distillare agave azul nello stato di Jalisco ed Hermosillo ha fondato Casa Noble circa 25 anni fa, diventando patron e master distiller di questa etichetta di tequila superpremium. Oggi Casa Noble conta 150 dipendenti e una produzione da 1,2 milioni di bottiglie all’anno.

Una lunga tradizione di famiglia, quanto incide il fattore “legacy” sul prodotto?

Se da una parte è un vantaggio, dall’altra è una grande responsabilità. È anche per rispetto a questa lunga storia, che quando è nata l’etichetta Casa Noble, 25 anni fa, abbiamo scelto di orientarci sul mercato del Tequila di qualità. Della tradizione abbiamo tenuto alcune tecniche centenarie, come la raccolta a mano da parte dei nostri jimadores, alcuni dei quali fanno questo mestiere da molte generazioni, poi la cottura a bassa temperatura in tipici forni in pietra, e ancora la spremitura delle pigne, piuttosto che la rottura delle stesse, che è un metodo più rispettoso della materia prima.

Quanto è importante l’ambiente per il vostro progetto?

Per noi è fondamentale. La nostra è una coltura eroica, siamo nello stato di Jalisco, ad un’altitudine elevata e con una terra rocciosa. Coltiviamo in regime biologico (riconosciuto in etichetta solo per il mercato americano, ndr) e partecipiamo al programma Mexico Industria Limpia, che ci colloca fra le aziende del nostro paese attente alla sostenibilità. Per esempio con gli scarti di lavorazione produciamo compost, che riutilizziamo sui nostri terreni, oppure vigiliamo affinché la falda acquifera non venga contaminata. L’ambiente incide anche sul risultato aromatico finale: per esempio, lo stabilimento è circondato da piante di manghi, che influenzano la fermentazione, stimolando i lieviti nella loro azione quando il tequila riposa nei tank aperti.

Come è cambiato negli anni il mercato del Tequila?

Enormemente. Quando siamo partiti, specialmente per il mercato americano, il tequila era visto come l’alcol da feste e l’unico cocktail conosciuto era il Margarita. Oggi, grazie a prodotti come il nostro, il tequila è apprezzato anche come distillato da degustazione. E anche nella miscelazione è molto cresciuto il consumo, con drink più fantasiosi che rispettano il prodotto. A questo secondo segmento noi offriamo il Blanco, più giovane, o l’Anejo che con i suoi profili più complessi dati dall’invecchiamento conferisce un gusto più deciso ai cocktail. Referenze come il Reposado sono più per la degustazione. In molti paesi stiamo promuovendo anche il food pairing: il tequila ha una forte componente gustativa umami e non si abbina solo alla cucina messicana, ma dà risultati sorprendenti anche con quella asiatica.

Confortevoli, resistenti e pratiche: le sedie Saretina by Bellelli

sedie Saretina
Impilabili, dalle linee eleganti ed essenziali, colorate, leggere e resistenti, le sedie in polipropilene Saretina sono ideali anche per l'esterno

Colorate, dalle linee semplici ed essenziali ma con il giusto tocco di eleganza, pratiche e molto confortevoli. Possiedono tutte queste virtù le sedie in polipropilene della linea Saretina designed by Bellelli e pensate per adattarsi a tutte le tipologie di ambienti interni ed esterni di un locale.

Le sedie Saretina si caratterizzano per il design iconico e al tempo stesso universale, ispirato alle tradizionali scocche di inizio Novecento. Ispirazione che i progettisti dell’azienda di Viadana (Mantova) hanno rielaborato in un perfetto connubio di eleganza e funzionalità, con le forme ampie e armoniose dello schienale (larghezza 51 cm) che incontrano l'essenzialità tondeggiante delle gambe e l'ergonomia della seduta (altezza seduta 46 cm, larghezza 39,5 cm, profondità 42 cm).

Le virtù del polipropilene

Progettate e prodotte interamente in Italia, le sedie, oltre a soddisfare i requisiti di comfort per il cliente, vanno incontro anche alle esigenze di praticità del gestore, grazie alle proprietà del materiale con il quale sono realizzate. Sono infatti realizzate in polipropilene, tecno-polimero termoplastico nobile, in buona parte riciclabile, e molto robusto, che garantisce loro elevata resistenza agli urti e ai graffi, all’usura, agli agenti atmosferici e assicura alta resistenza anche a pesi elevati (fino a 160 kg).

Inoltre, il polipropilene è un materiale resistente ai solventi, alle sostanze acide e agli agenti chimici: questo vuol dire che una volta sporcate, anche con residui di alimenti, le sedie si puliscono facilmente con un panno umido, senza che la loro superficie subisca danni e senza che i prodotti più unti, come l’olio, possano lasciare il segno o penetrare in profondità.

Tutto ciò, unito all’impermeabilità del materiale, le rende una soluzione perfetta anche per essere utilizzate negli spazi all’aperto, senza preoccuparsi di doverle mettere a riparo in caso di pioggia.

Proprietà ulteriormente dal processo di lavorazione, lo stampaggio a iniezione, e da alcune soluzioni adottate in sede di produzione. La prima è la texture soft-touch antigraffio, realizzata secondo le più avanzate tecnologie, applicata allo stampo di Saretina, che assicura un’estetica pregevole alla sedia, piacevolmente morbida al tatto, e nello stesso tempo ne rafforza la resistenza agli urti e alle abrasioni. La seconda è la carica di fibra di vetro aggiunta al polipropilene, che ne potenzia le proprietà meccaniche, ovvero la solidità.

In più le sedie sono molto leggere, altra peculiarità del materiale, quindi facili e agevoli da sollevare e spostare, e impilabili, per cui vengono comodamente riposte in magazzino, quando non utilizzate, occupando un ingombro minimo.

Anche con cuscino

Disponibili in 8 diversi colori (bianco, fango, jeans, nero, cappuccino, ardesia, rosso ruggine, verde acido), le sedie Saretina possono essere completate con un cuscino intercambiabile, per un livello di comfort ancora maggiore. I cuscini sono realizzati riprendendo il design della sedia e abbinandone il colore tono su tono, vengono applicati alla struttura della sedia mediante apposite viti e sono composti da una base rigida in legno di betulla da 6 mm¸ uno strato di gomma indeformabile da 2,8 cm e un rivestimento in trama di Ciniglia base Trevira.

css.php