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In 12 a Roma per la finale mondiale di Art of Italicus Aperitivo Challenge

Art of Italicus Aperitivo Challenge
Il 29 maggio nella Capitale la finale mondiale della quarta edizione del contest firmato dal Rosolio di bergamotto. 12 i bartender da tutto il mondo a contendersi la vittoria con i loro aperitivi artistici

Verrà proclamato il prossimo 29 maggio nella Capitale il vincitore della quarta edizione di Art of Italicus Aperitivo Challenge. In quella data, in occasione dell’apertura del Roma Bar Show, si svolgerà infatti la finale mondiale del contest firmato dal Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo.

Una gara all’insegna del binomio arte e miscelazione: la sfida che la competition ha posto ai bartender è di creare un cocktail aperitivo a base Italicus ispirandosi a una qualsiasi forma d’arte. A confrontarsi nell’ultimo atto del concorso saranno 12 bartender provenienti da tutto il mondo: i 10 vincitori delle sezioni nazionali, più i 2 concorrenti selezionati nella wild list, la sezione alla quale sono stati iscritti i bartender dei Paesi non compresi in quelli che hanno aderito al concorso.

I 12 finalisti

A rappresentare l’Italia sarà Nicolò Rossi, del Barrier di Bergamo, con il suo drink Eclisse, che ha ideato ispirandosi a una lampada del famoso designer Vico Magistretti, con il quale ha conquistato la finale italiana, svoltasi al Locale di Firenze all’inizio di maggio (leggi Svelati gli 11 finalisti italiani di Art of Italicus Aperitivo Challenge).

A contendergli il titolo di Italicus Bar Artist Of The Year 2021-2022 ci saranno: il campione di Danimarca Tarek Abdallah del Tata di Copenhagen, con il cocktail Chiara, quello di Francia Quentin Monnier del Gina Cocktail Bar di Bordeaux con Tales of Gold, quello di Grecia Alexandre Spyridon Angelis del Matsuhisa Athens Bar di Atene con Altered State, quello di Norvegia Adrian Michalcik del Pier 42 Amerikalinjen di Oslo con The Smile as Aperitivo, quella di Svezia Josephine Sondlo del Nori Bar di Stoccolma con Michi Cocktail, quello di Spagna Agustín Gómez del Bad Company 1920 di Madrid con Giambel, il campione di Svizzera Marco Colelli del Tales Bar di Zurigo con The Ensemble, il campione del Regno Unito Juan Jose Orellano del Savoy American Bar di Londra con Crescendo, e il campione Usa Korab Loga del Bella’Gio di Cheshire (in Connecticut), con Eternity.

Completano la rosa dei finalisti i due bartender selezionati nella wild list: Nathalie Wenko del Die Parfuemerie Bar di Vienna (Austria) con Inferno e Jan Sporleder del Bar Seibert di Kassel (Germania) con Immortalità.

Il vincitore di Art of Italicus, oltre l’ambito titolo, si aggiudicherà un’esperienza gastronomica e di mixology unica al Sips Bar di Barcellona con Marc Alvarez, tra i bartender più creativi e innovativi, attraverso un programma di mentorship dedicato.

Il giusto prezzo dell’espresso? Si riapre il dibattito

Espresso
Recenti episodi saliti agli onori della cronaca hanno aperto la strada a un confronto su ampia scala sul tema. Allontanarsi dalla logica dell’euro a tazzina è sempre più un’urgenza

Bargiornale ha più volte affrontato la tematica del prezzo dell’espresso al bar, per il quale una larga platea di esperti ha osservato come il rimanere ancorato a 0,80-0,90 ed anche 1 euro non sia più sostenibile per l’intero settore. A cominciare dai coltivatori, che soffrono per le bassissime quotazioni del caffè fino ad arrivare ai baristi che, con un cassetto medio di un locale italiano di 350 euro al giorno e un guadagno del 10%, difficilmente può stare in piedi.

Vogliamo un prezzo equo per l’espresso è stato il tema quantomai attuale organizzato dalla nostra rivista a Sigep 2020, coinvolgendo professionisti ed esponenti delle diverse associazioni del caffè (Aicaf, Iei e Sca Italy). Osservava allora Francesco Sanapo, il primo ad avere proposto nel 2014 nel suo locale Ditta Artigianale in via de Neri a Firenze, l’espresso a 1,50 euro: «Non è stato semplice. Mi sono trovato di fronte a situazioni difficili, in cui ho messo la faccia, spiegando il motivo del prezzo. Ditta Artigianale è formata da diversi baristi e torrefattori competenti, che hanno reso necessario un aumento del prezzo. È scandaloso pensare di pagare un euro la tazzina, persino a prescindere dalla qualità; ed è impossibile se si ha un barista che ha seguito un percorso formativo di livello». La mancata comprensione da parte di un cliente di questo valore aggiunto e l’assenza della specifica merceologia nel menu (tuttavia disponibile nella lista visibile con il Qr code), hanno portato alla denuncia del locale per un decaffeinato venduto a 2 euro e la consegna di una multa di 1000 euro da parte della Polizia municipale di Firenze. Per molti operatori del settore si è trattato di un salto nel passato (purtroppo ancora molto presente) con la logica dell’euro a tazzina.

A fronte di ciò, Sca Italy vuole aprire un tavolo di discussione con figure fondamentali del panorama del caffè italiano per portare il dibattito sul prezzo della tazzina di caffè a un livello più ampio. Lo scopo di questo progetto sarà valorizzare la qualità del caffè, l’investimento nelle attrezzature e la professionalità che oggi sono il credo di molti baristi italiani. Chi vuole partecipare raccontando la sua storia può scrivere a iinfo@scaitaly.coffee.

Hanno preso la parola sull’argomento anche due figure da sempre impegnate nella divulgazione della cultura del caffè quali Andrej Godina e Mauro Illiano, che osservano come si sia innescato un cortocircuito tra chi considera il caffè un prodotto “nazional-popolare” che non “può” staccarsi da soglie minime (0,80-1 euro) anche a costo di non vedere riconosciuto il giusto compenso a chi lo produce, lo lavora e lo trasforma nella bevanda che gli italiani amano: il primo e l’ultimo anello sono i più deboli della catena, spesso sottopagati e vincolati a una costante precarietà, per soddisfare la miopia di baristi che non sanno fare bene i conti e di consumatori che ignorano tutto ciò o, francamente, “se ne fregano”. «La risposta da dare a questo sistema è innanzitutto la differenziazione del prezzo della tazzina al pubblico, così come accade in un’enoteca con i differenti tipi di vino – afferma Andrej Godina -. Il caffè della casa deve avere un prezzo minimo di almeno 1,50-2 euro che dipende dalla qualità del prodotto e dalla qualità del servizio offerto. A seguire, una carta con  differenti tipi di caffè e diversi sistemi di estrazione (filtro, french press, cold brew, per citarne alcuni), ognuno con il proprio prezzo. Nessuno, credo, si scandalizza se un calice di vino di una particolare annata e di grande pregio costa 15 o 20 euro, la medesima cosa deve avvenire anche per caffè altrettanto pregiati». Al fine di dare più valore alla propria offerta, Mauro Illiano propone di puntare sulla carta dei caffè: «in veste di curatore della prima Guida dei Caffè e delle Torrefazioni d’Italia avverto forte la necessità di supportare e incentivare tutti i protagonisti interessati a stilare le Carte dei Caffè, che permettano finalmente di sdoganare la tazzina dalla sua costante di prezzo. Ad esempio, come si può pensare di porre sullo stesso piano economico un caffè coltivato in piantagioni intensive a cielo aperto e uno ottenuto da piantagioni site nei luoghi più angusti e impervi del pianeta? E caffè che hanno subito lavorazioni complesse? E paragonare il prezzo di tazzine composte da sola qualità Arabica con miscele a prevalenza Robusta, senza considerare l’enorme varietà qualitativa di entrambe le specie? Il discorso potrebbe continuare per ore, passando da considerazioni di tipo politico, burocratico, ambientale, industriale, questioni afferenti la diversa geografia dei Paesi produttori, il differente costo della manodopera, l’eterogeneità della legislazione vigente nel mondo, e tanto altro ancora. Ma è bene riportare l’attenzione sulla necessità di iniziare a identificare, dividere, classificare ed organizzare il caffè, anzi i caffè, realizzando delle vere e proprie carte, esattamente come avviene per il vino da diversi decenni. Solo così sarà possibile donare a ogni caffè la sua dignità e trasferire al consumatore il senso e la necessità di stabilire diversi prezzi per diversi caffè».

Il neuromarketing applicato al prezzo dell’espresso è un ulteriore interessante intervento sul tema realizzato lo scorso febbraio da Davide Cobelli, titolare di Garage Coffee Bros. e di Coffee Training Academy, che ha osservato: «Io nutro da sempre un’idea che spesso condivido con i professionisti che incontro: l’espresso è una bevanda che richiede un tempo relativamente breve di preparazione, ma soprattutto un brevissimo tempo di consumo in pochi sorsi. Questo è il suo grande problema in quanto il cliente finale, nella sua mente, da sempre attribuisce un “valore temporale” a ciò che acquista o consuma, parametrato al tempo del consumo. Questo valore attribuito è tanto inferiore quanto più è breve il tempo di consumo». Il neuromarketing offre alcuni interessanti spunti, che passano tra l’aumento della percezione di valore della bevanda, della professionalità al banco bar e della comunicazione, indispensabile per generare nei consumatori una coscienza al consumo consapevole. Dunque, al giusto prezzo.

Brujas, il cocktail bar tutto al femminile di Città del Messico

GABRIELA LOZADA Brujas
Con il suo team di 6 barlady, il locale del gruppo di Walter Meyenberg è portabandiera della miscelazione messicana contemporanea e della valorizzazione del lavoro delle donne dietro il bancone

Dal nome di antiche figure indigene al futuro delle donne del bar in Messico. Il primo bar tutto al femminile di Città del Messico si ispira alle leggendarie curanderas, erboriste che ancora oggi pare vivano nelle regioni montuose della nazione: Brujas è l'insegna dove gli equilibri professionali delle barlady messicane si stanno finalmente scuotendo. Sei donne e un inno alla semplicità, «per mostrare come il lato femminile del lavoro al bar possa essere trasmesso attraverso l'ospitalità, e non l'aspetto», racconta la bar manager Georgina "Gina" Barbachano.

Interni in marmo e legno, la sensazione di essere in una vecchia libreria, dove inutile dirlo, per giudicare bisogna andare ben oltre la copertina: «È sbagliato descrivere un cocktail o un gusto come femminile. È uno degli stereotipi che qui cerchiamo di smontare e lo facciamo attraverso creatività e competenza». La drink list di Brujas, di cui Gina è responsabile, parla di toni diretti e improntati al classico, con prodotti che in Messico sono tutt'altro che la normalità, come amari e liquori europei.

Miscelazione messicana contemporanea

Brujas fa parte del gruppo di Walter Meyenberg, designer e fondatore di Hanky Panky, eletto al numero 12 dell'ultima classifica World's 50 Best Bars, gli Oscar della miscelazione, come più alta new entry del 2021. È una delle realtà che cerca di far emergere la miscelazione messicana contemporanea, divincolandola dalle bevute tradizionali (e semplici) come Margarita e Paloma, che raccontano di ingredienti locali, esperienze fresche e complessità minima. Alla sfida merceologica («Trovare prodotti intercontinentali era praticamente impossibile fino a pochi anni fa») si aggiunge quella sociale: perché che lo si concepisca o meno, una bartender donna continua a vedersi la strada lastricata di ostacoli legati a una mentalità antiquata, che descrive il bancone come un universo tutto al maschile. A maggior ragione in alcune località: «Purtroppo il pregiudizio esiste. Il Messico è intriso di una cultura machista, le donne sono represse e faticano incredibilmente a trovare le stesse opportunità. Al bar è anche peggio, il sessismo è un fenomeno praticamente quotidiano, che si tratti di commenti inopportuni o atteggiamenti denigratori».

Barlady: professioniste non solo donne

Brujas è allora anche un megafono, che in nome della professionalità non scade però mai nello strumento promozionale: «Siamo come un'affermazione, vogliamo mostrare al mondo come le donne al bar possano avere una voce e una forza, possano dire lo stesso o anche più degli uomini. Stiamo creando delle energie interessanti, e mandiamo un messaggio forte: il consumatore medio entra pensando di ritrovarsi ne Le ragazze del Coyote Ugly e invece rimane impressionato dal livello della nostra proposta. È un fenomeno sociale, qui le donne hanno le possibilità che meritano, ma non vogliamo farne una bandiera: ci promuoviamo come cocktail bar, non come bar femminile, perché non serve sottolinearlo». È la visione a dover cambiare, la concezione della professione, in toto e a maggior ragione quando si tratta di barlady: «Si sta finalmente iniziando a capire che il lavoro al bar può trasformarsi in una carriera e non deve per forza essere una tappa, o un ripiego. Brujas è un trampolino per permettere alle ragazze che vogliono approcciarsi al bancone, di mostrare il proprio talento, e far capire a loro stesse che possono essere indipendenti».

Valorizzare il talento

Il gruppo di Meyenberg conta una dozzina di insegne e attività di successo, in tutto il mondo. Una dimensione che riconosce il talento e lo valorizza, a prescindere da genere, orientamento, credo, idee: «Walter e il team hanno creduto in me, ho iniziato come bartender e mi hanno portato ad avere più fame di imparare e crescere. Io sono un esempio, ma di certo non l'unica che lo merita: in Brujas viviamo anche della positività che ci regala il vedere donne talentuose che danno il meglio di sé: cerchiamo di trasmettere come la vera sensualità sia nella bravura e nell'impegno».

La crescita di una professionista passa quindi anche attraverso un percorso di quello che gli anglosassoni definirebbero empowerment, una assunzione di consapevolezza delle proprie possibilità e del proprio valore: Brujas si fa portavoce di un intero movimento. «È un processo che necessita di connessioni umane fondamentali, di supporto nell'ambiente di lavoro, sia economico sia personale. Non è una reale possibilità lavorativa, senza un salario equo e rapporti validi: a chi si unisce a noi mostriamo le tecniche, ma anche l'intera sfera professionale, dagli ingredienti alla gestione degli ospiti. Si tratta di conoscerle, per permettere loro di conoscere se stesse: iniziano come dipendenti, ma arrivano a essere partner della società». Non chiamatele quote rosa: Brujas si batte per la normalità.

BRUJAS
Superficie: 30 m2
Personale: 6 bartender
Posti a sedere: 45 posti
Prezzo medio: $ 190 pesos/drink (ca 9 €)

Si parte con il Tour PanMojito Summer Party by Attilio Servi

PanMojto -IMMAGINE PRINCIPALE-Attilio Servi
Il 22 giugno a Fregene la prima data del party tour con protagonista PanMojito, la versione estiva del Panettone al gusto del noto cocktail creata dal pastry chef Attilio Servi

La bella stagione è alle porte e porta con sé tanta voglia di spensieratezza, libertà, mare, feste, musica e cocktail estivi. Tra questi, vero principe dell’estate è il rinfrescante Mojito. La “pozione” amata da Ernest Hemingway è un mix di rum, zucchero di canna, menta, lime e soda o acqua gassata. Ed è pensando a questo drink che il maestro dei lievitati Attilio Servi, fondatore e titolare di Attilio Servi Pasticceria, realtà artigianale di alta gamma, nel 2016 ha creato il PanMojito, la versione estiva del Panettone al gusto Mojito.

Il PanMojito è un panettone a lievitazione naturale realizzato con ingredienti di alta qualità, accuratamente selezionati, al cui interno troviamo scorze di lime semicandito e foglie di menta hierba buena con zucchero di canna. Ma il vero gusto dell’estate si aggiunge a ogni fetta con il dosatore spray che vaporizza un brown rum agricolo prodotto artigianalmente in Italia. Il risultato è un panettone artigianale con tutto l’aroma e il gusto del drink cubano, ottimo da proporre in qualsiasi locale.

Un tour a tutto gusto

PSSS! PSSS! Due spruzzi ed è già estate, i piedi nella sabbia, il rumore del mare e un Mojito da mangiare… È quello che succederà nelle serate in programma del Tour PanMojito Summer Party, un tour che toccherà alcuni dei più bei locali delle spiagge italiane e che avrà come grande protagonista il PanMojito. La prima data è il 22 giugno alle 18 a Fregene (Roma) presso Ondanomala Suite Club, in via Silvi Marina, 105.

Segui Attilio Servi Pasticceria su Facebook e Instagram per rimanere aggiornato sulle altre date e vedere dove sarà il PanMojito Party più vicino a te.
www.attilioservipasticceria.com

Bitter Fusetti: in arrivo l’American Edition super limitata

Bitter Fusetti American Edition
Arriverà a settembre Bitter Fusetti American Edition, la speciale release firmata Angiolillo & Co a base di bourbon whiskey in sole 1893 bottiglie

Bitter Fusetti compie quest’anno il suo secondo compleanno. Per celebrare la ricorrenza Dripstillery, la distilleria autonoma che lo produce, fondata dal Gruppo Farmily del mixologist Flavio Angiolillo e soci con i fratelli Mattia e Luca Vita, hanno pensato di esplorare nuove frontiere del gusto lanciando Bitter Fusetti American Edition: una nuova originale versione del prodotto in edizione super limitata.

Peculiarità del nuovo prodotto è di essere il primo bitter a base di bourbon whiskey. Per realizzarlo il tradizionale bouquet aromatico di Bitter Fusetti, composto da ingredienti quali la genziana, il rabarbaro, la china, il quassio, l’arancia amara e il chinotto, viene infatti fatto macerare in un bourbon con tre anni di invecchiamento con un volume alcolico del 66,7%. Successivamente il bitter viene filtrato, leggermente zuccherato e infine diluito con acqua per portarlo alla gradazione alcolica finale (alc 25% in vol) e quindi imbottigliato (formato 70 cl).

Il risultato di questo processo è un prodotto originale che però non tradisce l’identità del Bitter Fusetti. L’utilizzo del bourbon esalta e arricchisce di note di caramello, vaniglia e leggeri sentori di legno la versione originaria, rendendo Bitter Fusetti American Edition estremamente gradevole al palato e perfetto da servire liscio, fresco o con ghiaccio. Estremamente versatile, il nuovo prodotto si esprime al meglio anche proposto shakerato, ma grazie alla ricchezza del suo profilo, si rivela anche un ingrediente ideale per dare un tocco contemporaneo alla miscelazione, sia nella creazione di cocktail originali sia nella rivisitazione di grandi classici dell’aperitivo, a partire da un Boulevardier.

Bitter Fusetti American Edition sarà disponibile dal 13 settembre, giorno del compleanno di Bitter Fusetti, ma in sole 1893 bottiglie numerate (si può preordinare già ora scrivendo alla mail ordini@vita-srl.com). Un numero non casuale: si tratta infatti dell’anno di nascita dell’eroico militare italiano Mario Fusetti: nella strada a lui intitolata a Milano c’è la sede di Farmily Spirits e sorge anche l’Iter, uno dei locali del gruppo (gli altri sono il Mag Cafè, il Mag La Pusterla e lo lo speakeasy 1930 Cocktail Bar).

La ricetta
U.S.A Shakerato con Bitter Fusetti American Edition
Ingredienti:
60 ml American Bitter Fusetti
Preparazione:
shake
Bicchiere:
coppetta ben fredda

Alberto Marchetti sbarca a Eataly Smeraldo

Marchetti Eataly Smeraldo
Marchetti Eataly Smeraldo
Nuovo punto vendita a Milano per il maestro gelatiere. Con quelli di Torino, Alba e Alassio sale a quota otto

Alberto Marchetti porta il suo gelato a Eataly Smeraldo. Sarà il suo secondo punto vendita a Milano e l'ottavo in Italia. Il suo gelato sarà disponibile dalla fine di maggio.

Chi è Alberto Marchetti

Ormai da molti anni, il nome di Alberto Marchetti è associato ai concetti di qualità e professionalità nel mondo della gelateria. Premi, riconoscimenti e soprattutto la fedeltà e il passaparola dei clienti fanno delle sue gelaterie in Italia un punto di riferimento . Storia e passione, tradizione e creatività, semplicità e ricerca si incontrano nel suo gelato. Marchetti muove i primi passi nel mondo della gelateria da bambino, nella gelateria di famiglia. Da allora, il suo lavoro si è concentrato nella riproduzione della ricchezza gustativa, genuinità e freschezza di quella esperienza.

L'impegno di Alberto Marchetti con Eataly

L’impegno di Alberto anche in Eataly Smeraldo sarà quello di offrire un gelato fresco, semplice e buono. Fresco perché, «il mio gelato viene lavorato e mantecato ogni giorno nei miei laboratori a vista presenti nelle mie gelaterie». Semplice perché, «uso solo quello che serve non aggiungo niente di più. Le materie prime vado a trovarle personalmente girando per l’Italia e attingendo da Slow Food». Buono perché, «la bontà sta nello scegliere ingredienti di alta qualità e freschi che rievocano emozioni vere come quelle dell'infanzia». Oltre ai gelati da Eataly Smeraldo si potrà assaggiare una delle specialità di Alberto, Zabà, lo zabaione, tipica crema che rappresenta una specialità dolciaria della tradizione sabauda, nella ricetta di Casa Marchetti.

Engine al Design Pride con il nuovo Langhe Gin Tonic ready to drink

ENGINE LANGHE GIN TONIC Baladin
In occasione della "sfilata della creatività", il prossimo 8 giugno a Milano, il gin italiano bio e artigianale presenterà il nuovo Gin&Tonic ready to drink, realizzato in edizione limitata con Baladin

Ci sarà Gin Engine tra i grandi protagonisti del Design Pride. Dopo due anni di attesa, torna infatti, il prossimo 8 giugno l’appuntamento con l’evento più pop e coinvolgente della Milano Design Week (dal 7 al 12 giugno). Ideata da Seletti, azienda mantovana specializzata nella progettazione e produzione di oggetti di design, e organizzata con NMG/5VIE art+ design, iniziativa che ha l’obiettivo di favorire progetti innovativi nell’area più antica di Milano, la street parade come da tradizione invaderà il distretto delle 5VIE con carri, perfomance live, musica e tanta allegria, partendo da piazza Castello (ora 19) per approdare in piazza Affari per la grande festa finale.

Il manifesto del Design Parade 2022

Al colorato corteo, che vede anche la partecipazione attiva di numerosi designer italiani e internazionali e di giovani talenti, parteciperà anche Engine Gin, che sfilerà nel suo iconico abito: la tanica di latta da mezzo litro che ricorda il classico contenitore per l’olio delle macchine, omaggio al mondo dei motori e ai miti cult degli anni Ottanta, passioni del suo creatore, l’imprenditore Paolo Dalla Mora, attorno al quale è stata costruita tutta l’immagine distintiva del prodotto (leggi Engine, il gin artigianale 100% italiano e biologico)

Ma non solo. Perché per l’occasione, il gin delle Langhe, 100% bio e artigianale, si presenta con una grande novità: Engine Langhe Gin Tonic, un Gin&Tonic ready to drink in edizione super limitata, solo 20.000 lattine. Il long drink pronto da bere, dal grado alcolico moderato (alc 7,5% in vol), nasce dalla collaborazione tra il patron di Engine e un altro big del mondo beverage, anche lui piemontese, Teo Musso, ovvero il signor Baladin, che ha realizzato una speciale acqua tonica.

A custodire il prezioso contenuto una lattina (formato 237 ml), anche questa vestita con la tradizionale iconografia Engine, con tappo a strappo, cioè che, una volta tirata la linguetta, diventa una sorta di bicchiere dal quale bere comodamente.

La festa della creatività

Altri protagonisti della manifestazione saranno Save The Duck, produttore di capi d’abbigliamento animal-free, Tempo, il brand di fazzoletti del gruppo Essity, e Sammontana, il marchio italiano di gelati.

Il primo parteciperà Design Pride con il dj set #OPENTHECAGE, facendo sentire la propria voce con uno speciale live e un allestimento provocatorio: gli artisti coinvolti si esibiranno infatti sul palco all’interno di una gabbia, per denunciare le pratiche illegali e gli abusi che vengono ancora oggi perpetrati nei confronti degli animali in diverse parti del mondo.

Tempo, sfilerà potando per le vie della città il mood creativo e inaspettato della nuova limited edition soft pack nata dall’incontro con Disegnetti Depressetti, account Instagram fondato dall’illustratrice Elisa Shori, e molto amato per le sue illustrazioni capaci di strappare un sorriso anche sulle emozioni più tristi.

Sempre in piazza Affari alle 20 prende il via il Gruvi Party by Sammontana, un’esperienza pop e colorata, che invita a condividere l’entusiasmo e la gioia di stare insieme attraverso una serie di attività inaspettate legate all’immaginario di Gruvi, l’esuberante stecco dal carattere ruvido e dal cuore morbido (leggi Arrivano due nuovi gelati firmati Sammontana).

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Apicoltori per un giorno con Jack Daniel’s a sostegno delle api

Jack Daniel's Api
Per promuovere la tutela delle api il whiskey del Tennesse, nel World Bee Day, ha organizzato un pomeriggio speciale per far conoscere la preziosa opera di questi insetti per la biodiversità e la vita del Pianeta

Il 20 maggio è la Giornata mondiale della api, istituita per celebrare il lavoro di questi preziosi insetti e sensibilizzare sull’importanza di tutelarne il loro benessere. Le api, oltre a produrre miele, pappa reale e cera, essendo insetti impollinatori svolgono un ruolo fondamentale per garantire la biodiversità e per la stessa sopravvivenza del genere umano. Anche Jack Daniel’s ha voluto dare il suo contributo alla causa delle api, organizzando in occasione del giorno della loro festa un pomeriggio speciale nel quale ha trasformato giornalisti e influencer in “apicoltori per un giorno”.

Del resto Jack Daniel’s ha un legame particolare con queste piccole creature. È grazie al loro lavoro che prende vita il Tennessee Honey, uno dei whiskey più amati della distilleria di Lynchburg (Tennesse, Usa), la cui ricetta prevede l’aggiunta al classico Old N°7 di un liquore al miele finemente lavorato.

Nel mondo delle api

L’evento si è svolto nel cuore del Parco del Ticino, lungo la sponda sud del fiume, a due passi da Milano, presso l’Apicoltura Di Domenico, dove gli ospiti, Indossata tuta protettiva e guanti, hanno vissuto una vera immersione nel meraviglioso mondo delle api. Muovendosi tra le arnie e grazie alla guida di Alessandro Di Domenico, titolare dell’azienda ed esponente della terza generazione di una famiglia di apicoltori, hanno potuto scoprire e conoscere tanti aspetti dell’attività dei piccoli insetti e comprendere una volta in più la loro importanza per il Pianeta.

Un equilibrio delicato

Le api sono infatti essenziali per il nostro ecosistema, contribuendo all’impollinazione del 75-80% delle piante superiori a fiore, sia di quelle coltivate, circa 200 specie in tutto il mondo, sia di quelle selvatiche, oltre 350.000.

La loro esistenza, però, è purtroppo sempre più minacciata da una molteplicità di fattori, quali i cambiamenti climatici, l’inquinamento crescente, l’uso di pesticidi, che insieme alla vita delle api, e di altri insetti impollinatori, mettono in pericolo l’esistenza delle piante stesse e quindi la biodiversità, con effetti nefasti per tutti. Da qui l’appello del brand ai consumatori a porre attenzione ai comportamenti quotidiani che danneggiano lo stato di salute del nostro ambiente ostacolando il lavoro e la vita delle api. A sostegno di tale impegno, Jack Daniel’s ha inoltre adottato diversi alveari di Di Domenico.

Ai partecipanti è stato infine offerto un aperitivo, ovviamente, nel segno delle api. Protagonista il Tennessee Honey, un whiskey (alc 35% in vol) cui la presenza del miele regala un gusto avvolgente e un carattere estremamente morbido. Che lo rende perfetto anche per la miscelazione, in particolare per la preparazione di sour, collins ma capace di regalare emozioni anche in un Old Fashioned, tagliando la parte di whiskey con una parte di Tennessee Honey, come spiegato da Francesco “Ciuciu” Spenuso, advocacy manager per l’Italia di Jack Daniel’s.

Il bartender ha proposto Honey Lemonade, fatto con Tennessee Honey, succo di limone, sciroppo di zucchero e top di soda. Una variante del più conosciuto Lemonade Tennessee, storico signature della casa della distilleria a base di Old N°7. Ad accompagnare il drink una selezione di formaggi in abbinamento con miele.

La ricetta

Honey Lemonade di Francesco Spenuso

Ingredienti: 50 ml Jack Daniel’s Tennessee Honey, 30 ml succo di limone fresco, 15 ml sciroppo di zucchero, top di soda
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler basso

Pompei diventa dolce con il Simposio Ampi

simposio Ampi
simposio Ampi
50 pasticceri, guidati da Salvatore Gabbiano, esporranno le loro opere nel Parco archeologico più famoso del mondo

Gli scavi del Parco archeologico di Pompei si tingono di dolcezza grazie al Simposio dell'Accademia Maestri Pasticceri Italiani (Ampi). Sessanta ore di lavoro, 1440 tessere, 30 kg di cioccolato bianco e tocchi di caffè a rivestire le fughe: sono questi i numeri del mosaico che il maestro pasticcere di Pompei, Salvatore Gabbiano, ha realizzato in occasione dell'incontro annuale. L'evento si terrà da domenica 22 a martedì 24 maggio e sarà solo il primo tassello di numerose, future iniziative.

Il tema del simposio Ampi

Nel corso dell’evento, che si ispira al tema Seconda Vita: etica e sostenibilità, si susseguiranno incontri e tavole rotonde durante le quali ci si confronterà su riciclo degli alimenti e sul futuro della pasticceria. Il 24 maggio, a partire dalle 15.00, si potrà accedere all’esposizione delle creazioni dei pasticceri, opere da ammirare e da degustare. Salvatore Gabbiano è il referente dell'evento e ha guidato il team campano, composto da fuoriclasse della pasticceria. Presenti Sal De Riso, presidente dell’Ampi, Mario Di Costanzo, Carmine Di Donna, Benito Odorino, Carmen Vecchione, Francesco Boccia, Antonino Maresca e Tommaso Foglia. Il Maestro Gabbiano ha voluto dedicare la sua creazione in cioccolato al padre Enrico che, per oltre quarant’anni, ha lavorato come mosaicista all’interno degli Scavi. La squadra campana si cimenterà nella realizzazione dei classici della pasticceria partenopea.

La creazione speciale di Sal De Riso

L’arte fittile della città eterna, patrimonio Unesco dal 1997, sarà omaggiata dai maestri pasticceri con la realizzazione di anfore in cioccolato; non mancheranno sculture in zucchero, come quelle create dal pasticcere e campione Raimondo Esposito, artista dello zucchero della Costa d'Amalfi nonché collaboratore di Sal De Riso. Per l’occasione, nel suo primo anno da presidente, il maestro pasticcere ha voluto dedicare a Pompei un dolce inedito, anch’esso in degustazione: "Fiore di Ciliegio", in cui i frutti rossi si sposano al cioccolato. Tra gli altri, il napoletano Mario Di Costanzo porterà in degustazione una mignon al basilico, lime e cioccolato mentre il toscano Paolo Sacchetti affiderà il suo omaggio ad Ali Babà, babà contemporaneo recentemente battezzato nei laboratori della sua Pasticceria Nuovo Mondo di Prato: una pasta babà con un cuore di ananas poché al profumo di lime e con una bagna al rum, aromatizzata all’ananas e al lime.

Rinaldini apre il nuovo Chiosco nel centro di Rimini

Rinaldini_Chiosco
Spianata romagnola ma gourmet, colazione con granite siciliane, cocktail innovativi e molto altro: ecco la nuova esperienza firmata Roberto Rinaldini. Che vuole parlare ai giovani

Roberto Rinaldini firma il suo nuovo Chiosco nel pieno centro di Rimini. Per lanciare un format che vuole conquistare una clientela giovane, lo chef e pastry chef pluripremiato ha puntato tutto su Spianata romagnola gourmet, colazione con granite siciliane, cocktail di alta qualità e molto altro. Il tutto per vivere un'esperienza informale e on the go.

Scrivere una storia di gusto nel cuore di Rimini

Rinaldini ha scelto piazza Francesca da Rimini e, per la precisione, il Castel Sismondo per far sorgere il suo Chiosco. A sua disposizione un dehors di 60 metri quadrati, con 24 tavoli, e si inserisce armonicamente nel contesto quattrocentesco dello storico maniero cittadino. Mangiare qui significa gustare del buon cibo, ma anche rilassarsi nella storica e verde cornice felliniana. Lo spazio del Chiosco è pensato anche per ospitare feste ed eventi privati.

Chiosco Rinaldini
La Spianata Gourmet di Chiosco Rinaldini

La nuova proposta di Rinaldini

La proposta food di Chiosco Rinaldini è di alto livello, ma offerta in chiave informale e anche take away. Lo scopo? Non tradire la vocazione turistica di Rimini. Tra le novità del Chiosco, la tradizionale spianata romagnola ribattezzata “Spianata Gourmet”, sapientemente preparata in modo artigianale e con ingredienti che celebrano sì la tradizione, ma con qualcosa in più. L'impasto è a lievitazione naturale, con 24 ore di fermentazione a 4°C, steso a mano e cotto in forno ad alta temperatura per esaltare la parte croccante che racchiude il morbido cuore. Le farciture ancora una volta celebrano le eccellenze del territorio attraverso i prodotti tipici, con ingredienti a chilometro zero, anche realizzati ad hoc: un esempio su tutti, il prosciutto cotto al forno e affumicato con fiori e mela, produzione esclusiva Rinaldini, ma non mancano porchetta, pancetta arrotolata di maialino romagnolo, formaggi locali e particolari selezionati accuratamente nei caseifici del territorio.

La colazione firmata Rinaldini

Il maestro riminese ha messo a punto una colazione molto speciale per il suo nuovo Chiosco. Parola chiave: varietà. Oltre agli immancabili brioche, croissant, sfogliatine, a completare l'offerta ci pensano le crostatine e gli iconici MacaRAL, creativa versione dei macaron firmata dallo chef riminese. Ma la vera novità sono le granite siciliane - mandorla, fragola, limone, caffè - preparate con ingredienti naturali e di prima scelta, vengono proposte anche nel menu colazione, servite con “Puccioso”, la golosa brioche gourmet firmata Roberto Rinaldini, leggera e soffice come una nuvola grazie alle 48 ore di lievitazione.

Rinaldini_Chiosco_Taglionastro
Il taglio del nastro di Chiosco Rinaldini

Il gelato artigianale al Chiosco

Da Campione del mondo di gelato, Rinaldini ha messo in alcune creazioni con pochi semplici ingredienti, da servire in coppe dorate, studiate per mantenere la temperatura. Ogni gelato è realizzato seguendo i criteri dell'artigianalità e il concetto di lista corta, con pochi e semplici ingredienti.

Capolavori di mixology con i drink "del territorio"

Non manca anche una drink list ben calibrata, per offrire la possibilità di bere bene con gusto, equilibrio ed eccellenza. Oltre alla creatività, i long drink targati Rinaldini contengono solo alcolici artigianali selezionati di alta qualità, prediligendo quelli realizzati con tecnologie tra le più all'avanguardia, capaci di migliorare le qualità organolettiche del prodotto e limitarne la nocività. Anche qui, attenzione al territorio: dai vini alle bollicine, ai gin esclusivi dalle ricercate botaniche.

Certificate Iei le macchine Classe 20 di Rancilio Group

Macchina espresso Rancilio Classe 20
Macchina espresso Rancilio Classe 20
Le due versioni della linea professionale medio-alta di gamma si caratterizzano per estetica e funzionalità, in versione multiboiler e con la nuova tecnologia Steady Brewrollis

Le macchine espresso multiboiler a 2 o 3 gruppi Classe 20 di Rancilio Group sono certificate Iei: una scelta che l’Azienda di Parabiago (Milano) ha effettuato per dare un certificato di qualità ad alcuni prodotti presenti nel mercato nazionale e internazionale.

«La certificazione rilasciata dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) è una garanzia di qualità, riconosciuta sia in Italia sia all’estero - ha dichiarato Luca Creti, direttore vendite Italia -. Da oggi anche le nostre Classe 20 esporranno il marchio Iei e si aggiungono così ai prodotti Rancilio che rappresentano e tutelano la ricetta dell'espresso italiano nel mondo. Il ruolo di Iei è centrale nella definizione dell’espresso italiano, supera le interpretazioni, le abitudini di consumo, le mode del momento e contribuisce a definire l’espresso come una patrimonio del nostro paese».

Sono certificate entrambe le versioni della macchina: Classe 20 ABS e Classe 20 SB. Classe 20 ASB, con tecnologia Advanced Steady Brew, è la versione multi-boiler. I gruppi indipendenti, dotati di micro-boiler e di un elemento riscaldante, sono la massima garanzia per stabilizzare la termica del gruppo e controllare con precisione la temperatura dell’acqua per ogni erogazione. Il barista può regolare temperature diverse per ogni gruppo, tramite l’interfaccia touchscreen.

Classe 20 SB, la versione single boiler, è invece la prima macchina per caffè equipaggiata con Steady Brew, la tecnologia che rivoluziona il circuito idraulico Rancilio e segna il superamento della termosifonica tradizionale. Brevettata da Rancilio Lab, la tecnologia Steady Brew garantisce un’eccellente stabilità termica (±2°C con protocollo Wbc – testato da Rancilio Group Extraction Lab) nell’intervallo tra 88 °C e 98 °C e offre la massima ripetibilità in fase di erogazione.

Alla base della certificazione dell’Istituto Espresso Italiano c’è il profilo dell'Espresso Italiano Certificato, elaborato in partnership con l'Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) e il Centro Studi Assaggiatori. L’espresso italiano perfetto è una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola tendente al testa di moro, resa viva da riflessi fulvi. L'aroma deve essere intenso e ricco di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. In bocca l'espresso deve essere corposo e vellutato, giustamente amaro e mai astringente.

Meet Massari R-evolution, l’omaggio del maestro alla Puglia

Iginio Massari
Iginio Massari con il tecnico Mattia Masala
Durante la prima tappa del Meet Massari R-evolution, Iginio Massari ha reso omaggio alla tradizione pugliese. Prossima tappa il 23 maggio a Verona

Grande successo per la prima tappa di Meet Massari R-evolution, il tour promosso da Molino Dallagiovanna e rivolto ai professionisti e agli appassionati di arte bianca. Il 9 maggio il grande maestro della pasticceria italiana Iginio Massari ha tenuto una masterclass sulla prima colazione a Mesagne, in provincia di Brindisi. Celebrandone alcuni ingredienti, il famoso pasticcere ha dichiarato: «La Puglia è un posto favoloso, un paradiso terrestre». Intanto, motori accesi per il secondo appuntamento, che si terrà il 23 maggio, a Verona.

La prima colazione firmata Massari

L'incontro svolto il 9 maggio scorso a Tenuta Moreno ha messo al centro tutti i prodotti protagonisti del primo pasto della giornata. Durante la sua masterclass il maestro Massari ha realizzato croissant, sfogliate a intreccio multiplo con frutta candita e muffin, pensati per la pasticceria da laboratorio. Con gli stessi ingredienti, sono state mostrate e dimostrate tecniche di lavorazione anche per la ristorazione e l'hôtellerie. La masterclass ha cercato di dare una risposta a tutte le esigenze degli artisti del dolce. Giacomo Pini ha posto il focus sulle tecniche commerciali e di marketing, necessarie per accrescere le vendite dei prodotti in pasticceria e consolidare il rapporto con la clientela. Il tecnico Nico Carlucci e il maestro Antonio Campeggio, che si è occupato della realizzazione dei dolci per l’evento, sotto ricettazione di Massari.

L'omaggio di Massari alla Puglia

Dalle mandorle all'olio extra vergine d'oliva: il maestro Massari ha scelto di omaggiare alcuni ingredienti pugliesi, protagonisti della pasticceria locale. «Nel mondo del dolce, i fichi vengono utilizzati in più ambiti: nelle paste lievitate danno ottimi risultati, e poi ricoperti di cioccolato o farciti. Ma anche le mandorle che sono di una bontà infinita. Quello che conta è sempre credere in quello che si fa. La Puglia è un posto favoloso, un paradiso terrestre».

Prossima tappa: Verona

L’appuntamento di lunedì 23 maggio sarà dedicato ai dolci intramontabili della tradizione francese e italiana nella pasticceria da laboratorio: la Paris Brest, la zeppola e il bignè con i suoi tanti ripieni. Per la ristorazione e l’hôtellerie, con gli stessi ingredienti, verrà creato l'éclair. Una pasticceria a "tutto tondo" che abbraccia le esigenze di tutti gli artisti del dolce. Giacomo Pini accompagnerà la masterclass, illustrando tecniche commerciali e di marketing per aumentare le vendite dei prodotti di pasticceria. Partner dell’incontro è Marper, azienda veronese fondata nel 1992 da Matteo Marastoni ed Eliano Peretti e oggi punto di riferimento per i professionisti dell’arte bianca, con la sua selezione di materie prime e semilavorati per il mondo della pasticceria, della panificazione e della ristorazione.

Come iscriversi agli incontri con Massari

Il Meet Massari R-evolution approderà a Teramo il 26 settembre con un appuntamento interamente dedicato al Re dei lievitati, il Panettone. Per iscriversi a Meet Massari R-evolution, i professionisti possono contattare il proprio rivenditore di zona, mentre gli appassionati possono acquistare il biglietto sull’e-shop di Molino Dallagiovanna.

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