Home Blog Pagina 284

Baritalia Lab a Jesolo: candida le tue ricette

Baritalia Jesolo
La terza tappa di Baritalia 2022 va in scena a Lido di Jesolo (Ve) lunedì 13 giugno al King's Club. Scopri i prodotti del paniere e candida la tua ricetta

Il viaggio di Baritalia lungo la Penisola approda al Nord: Baritalia Lab sbarca per la prima volta in Laguna. La terza tappa di Baritalia 2022 si terrà infatti a Jesolo (Ve).

L'appuntamento è fissato per lunedì 13 giugno al King's Club, storico locale lungo il fiume, a due passi dalla laguna (via Lennon, 22).

Con Jesolo prosegue la corsa verso la finalissima a Monte Carlo il 14 novembre: saranno ben 12 i posti in palio per la finale (scopri qui tutte le date di Baritalia 2022).

Il tema di quest'anno è la sostenibilità, riassunta nello slogan "A drink for the planet".

Ogni concorrente dovrà elaborare un cocktail sostenibile che valorizzi il prodotto sponsor e rispetti uno o più dei seguenti principi:
- riduzione degli sprechi;
- stagionalità;
- territorialità, intesa come luogo di appartenenza del prodotto sponsor o luogo di provenienza del candidato;
- sensibilizzazione del pubblico/cliente verso un progetto sostenibile tra quelli promossi dalle associazioni riconosciute dal ministero per la Transizione Ecologica (scopri qui l’elenco).

Il meccanismo è quello collaudato delle ultime edizioni: scegli il prodotto base di una delle aziende sponsor (quello per cui ti giocherai la finale di Monte Carlo), seleziona i prodotti del paniere che hai scelto di utilizzare e il tipo di ghiaccio e inviaci la tua ricetta (ne puoi mandare fino a 5, ma non più di una per ogni prodotto sponsor).

Potrai ripetere la tua candidatura per tutte le tappe che desideri. Solo i vincitori di tappa non verranno selezionati per le tappe successive, in quanto già in possesso del pass per la finalissima di Monte Carlo.

LEGGI IL REGOLAMENTO COMPLETO

Compila il form per candidare la tua ricetta

Per candidarti alla tappa di Jesolo di Baritalia Lab ti basterà compilare il form qui in basso: seleziona il prodotto sponsor con il quale partecipare, scegli almeno un altro prodotto dal nutrito paniere delle aziende sponsor (vedi l'elenco completo qui sotto) e inviarci da 1 a 5 ricette al massimo. Le ricette che Bargiornale riterrà più interessanti entreranno a far parte del match. La sfida di Baritalia Lab a Jesolo è riservata a chi come te è un bartender professionista e vuole candidare ricette originali o rivisitazioni di cocktail classici. Se la tua ricetta sarà scelta, verrai avvisato dalla redazione di Bargionale e sarai convocato per la tappa di Jesolo.
In giuria troverai un ambassador per ognuna delle aziende partner, cui si affiancheranno giudici d'onore selezionati fra i maggiori esperti di mixology del Veneto.

MANDA LA TUA RICETTA PER LA TAPPA DI JESOLO

I prodotti-base di Baritalia Lab a Jesolo (ad oggi)

  • Aperitivo Fiori di Sambuco (Gamondi)
  • Bitter Blood Bitter Petrus (Caffo)
  • Bitter Campari (Campari Academy)
  • Cognac Rémy Martin 1738 (Molinari)
  • Gin Canaima (Compagnia dei Caraibi)
  • Gin Engine (Engine)
  • Gin Grifu (Coca-Cola Hbc Italia)
  • Grappa Nonino Monovitigno Lo Chardonnay invecchiato 12 mesi in  barriques (Nonino)
  • Sciroppi Syrup: Amaretto, Caramel, Ederflower, Strawberry Dream, Grenadine, Green Mint, Hazelnut, Vanilla (DouMix?)
  • Soft drink Lurisia Mixer: Ginger Beer, Gazzosa Amara, Acqua Tonica con Ireos Toscano, Acqua Tonica con una nota di Vermouth (Coca-Cola Hbc Italia)
  • Soft drink Organics by Red Bull: Tonic water, Lemon, Mate (Red Bull)
  • Tequila Corralejo (Coca-Cola Hbc Italia)

I prodotti del paniere generale di Baritalia Lab a Jesolo (ad oggi)

  • Amaro Nonino Quintessentia
  • Amaro Vecchio Amaro del Capo Red Hot
  • Aperitivo Agrumi mediterranei Gamondi
  • Bitter Gamondi
  • Cachaça Magnifica Tradicional
  • Energy drink Red Bull
  • Gin Bulldog
  • Gin Emporia
  • Grappa Ceschia bianca
  • Grappa Nonino Monovitigno Moscato
  • Grappa Nonino Tradizione  41°
  • Grappa Sgrappa
  • Liquore Cointreau
  • Pre-mix Squeeze (Strawberry Dream, Mango alphonso glory, Raspberry Temptation, Lemon Lime Power Sweet & Sour, Yuzu Desire)
  • Puree di frutta Fruit Elixir (Raspberry, Mango, Maracuja)
  • Rum Barceló Gran Anejo
  • Sambuca Molinari extra
  • Soda East Imperial Grapefruit
  • Soft drink Bisleri
  • Vermouth Mancino
  • Vermouth di Torino Rosso 1757
  • Vermouth di Torino Rosso Superiore Gamondi
  • Whiskey Glendalough Double Barrel

I formati di ghiaccio Icecube tra cui scegliere 

  • Cube
  • Crushed
  • High Performance
  • Balls
  • Full Cube

Invia la tua ricetta

La raccolta delle ricette è terminata

Rama Redzepi vince il regionale Aibes Friuli-Venezia Giulia

Rama Redzepi vince il concorso regionale Aibes per il Friuli-Venezia Giulia e si prepara alle finali nazionali

Rama Redzepi, bar manager del Grand Hotel Fasano & Villa Principe, ha vinto per il secondo anno consecutivo il concorso regionale Aibes (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori) per il Friuli-Venezia Giulia. Redzepi ora si prepara a contendersi il titolo nazionale di “Bartender dell’anno”, evento che si terrà entro il 2022.

«Sono molto felice del risultato, perché rappresenta un riconoscimento per il mio lavoro e il mio impegno, ma anche un passo in avanti verso obiettivi sempre più importanti», ha detto Redzepi dopo la vittoria ottenuta martedì 17 maggio presso l’Hotel Belvedere di Tricesimo (Udine).

Dopo aver superato la prima prova, che prevedeva la preparazione di cinque drink in sette minuti utilizzando i prodotti degli sponsor Aibes, Rama è giunto alla fase finale della competizione presentando il suo after dinner Bootlegger, presente anche nella carta del Gin Lounge al Grand Hotel Fasano & Villa Principe. «Ho chiamato così questo cocktail perché si ispira ai contrabbandieri americani del tempo del proibizionismo che nascondevano le bottiglie negli stivali - spiega Rama -. Proprio per questo la scelta di servizio del cocktail è molto originale. Al cliente viene portato un libro chiamato Good Book, all’interno del quale in una pagina intagliata si trova una fiaschetta. Infine, sopra al libro viene appoggiata una coppa fantasy. L’ospite deve trovare il drink all’interno del libro, per poi versarselo nel bicchiere. Analogamente ai contrabbandieri che nascondevano il vino negli stivali, anche il drink viene nascosto nel libro!».

La ricetta di Redzepi
Ingredienti per 1 persona
- 3 cl Vermouth rosso di Torino Cinzano 1757
- 3 cl bourbon whiskey Wild Turkey
- 1,5 cl Frangelico
- 0,5 bitter cardamomo
Versare in un bicchiere tutti gli ingredienti. Miscelarli con la tecnica stir and strain. Versare
il cocktail all’interno di una coppa fantasy.

Alberto Molinari è il nuovo presidente di Aibi

Alberto Molinari
Alberto Molinari è il nuovo presidente Aibi
Alberto Molinari, General Manager di Puratos Italia, è stato nominato ai vertici dell’Associazione Italiana Bakery Ingredients. Tra i suoi obiettivi: valorizzare il settore, sinergie e impegno per la qualità

Alberto Molinari è il nuovo presidente dell'Associazione Italiana Bakery Ingredients (Aibi) aderente ad Assitol. Valorizzazione del ruolo del settore, la collaborazione con gli operatori dell’arte bianca, l’impegno a favore di qualità e salute saranno i punti fermi del mandato del General Manager di Puratos Italia. Accanto a lui ci saranno il suo predecessore Giovanni Bizzarri, Direttore generale di Novaterra Zeelandia, Christian Skulte, titolare di Abs Food, Stefano De Dionigi, Quality Group Manager di Irca, e Palmino Poli, Delegato della presidenza Assitol per fiere ed eventi.

Chi è Alberto Molinari

Alberto Molinari, classe 1975, è nato a Mirandola, in provincia di Modena. È General Manager di Puratos Italia, azienda specializzata nella produzione di ingredienti per panificazione, pasticceria e cioccolato, con sede a Parma. Si è laureato in Tecnologie alimentari all’Università di Bologna divenendo poi Dottore di ricerca in Biotecnologie degli Alimenti nel 2006. Nel 2001 è stato responsabile di laboratorio presso il Molino Pivetti, per poi approdare nel 2004 in Puratos Italia come responsabile R&D.

Continuare a seguire la qualità

«Sono consapevole di rappresentare un comparto di grande rilievo – afferma Molinari – che guarda sempre avanti persino in questo periodo complesso». Del resto, i rincari della materie prime e l’inflazione coinvolgono pesantemente anche il mondo dell’arte bianca. «Il pane è un alimento centrale della nostra alimentazione, con una forte portata simbolica – osserva il neopresidente – chi, come noi, lavora in questo ambito, sa di avere sulle spalle una forte responsabilità sociale». Lo confermano anche i primi dati della ricerca Aibi-Cerved sulla panificazione: anche in un momento difficile come quello attuale, il pane è considerato l’alimento-rifugio per eccellenza. «Continueremo a seguire alti standard di qualità, monitorando i costi in modo oculato e selezionando con grande cura ingredienti e materie prime. Anche questo si lega al senso di responsabilità sociale del settore».

Il valore del panettiere di prossimità

Oltre alla consapevolezza della centralità del pane nella dieta mediterranea, la pandemia ha messo in evidenza il valore del panettiere di prossimità. A loro, i consumatori chiedono prodotti capaci di garantire salute e gusto, durevoli, che possano impedire gli sprechi. «Dobbiamo aiutare la panificazione e la pasticceria a rispondere a tante esigenze diverse – sottolinea il presidente di Aibi – in un quadro reso più complicato dalle conseguenze del conflitto in Ucraina. Ecco perché, tra le nostre priorità, manteniamo al primo posto il continuo dialogo e la collaborazione con gli operatori della panificazione, essenziali per affrontare le sfide attuali».

Rossi d’Angera lancia Gin Hemp alla canapa sativa light

Gin Hemp Rossi d'Angera alla canapa sativa light
Una trentina di distillati e liquori costituisce la ricchezza dell'azienda storica Rossi d'Angera che festeggia il 175 anniversario con nuovi prodotti e confezioni.

Storica azienda di famiglia, Rossi d'Angera 1847 festeggia il 175.o anniversario proponendo Gin Hemp, distillato speciale aromatizzato con un insolito prodotto di territorio.

Alla già ricca gamma di una trentina di distillati e liquori (vermouth, amari, bitter), il mastro distillatore e titolare dell'azienda sul Lago Maggiore, Arturo Rossi (5.a generazione) ha utilizzato per Gin Hemp, infatti, oltre a ginepro, cardamomo, vaniglia e altre 12 botaniche delle vicine Prealpi, le infiorescenze di canapa sativa light, prodotta da un piccolo produttore locale. Ma attenzione, la canapa è stata privata dei principi attivi Thc o Cbd che inducono i noti effetti psicotrici, lasciando intatto l'inconfondibile gusto erbaceo.
Distillato con caldaiette a passaggio di vapore, quindi con passaggio in colonna, Gin Hemp diventa un altro distillato Rossi d'Angera dalle caratteristiche speciali, da gustare fresco in purezza o miscelato, come quello firmato dal mixologist Riccardo Marinelli:

Don't Worry, Be Hemp
Ingredienti
40 ml Gin Hemp Rossi d'Angera 1847
10 ml succo di lime
5 ml sciroppo di agave
top succo pompelmo rosa
Preparazione
Miscelare direttamente in tumbler alto con cubetti di ghiaccio, guarnire con scorza di pompelmo rosa.

Una gamma pluripremiata

Recentemente rinnovata nella linea grafica e nella forma delle bottiglie, la gamma  (spesso pluripremiata) ha i suoi punti di forza nel liquore Spitz alla Genziana (20% alc), Gin Latitudine 45 (con riferimento ai suoi 45 gradi alcolici e al 45° parallelo che si trova a metà strada tra Polo Nord ed Equatore), Grappa Riserva Personale 5 anni (42% alc, da vinacce di Nebbiolo e Dolcetto) e la gamma dei cocktail pronti Negroni Classico, Negroni d'Angera, Negroni Bianco, Mi-To d'Angera (28% alc) nelle originali bottiglie squadrate da 50 cl. La produzione annuale si aggira sulle 150mila bottiglie, di cui il 20% è avviato all'esportazione in Europa e Oltreoceano.
La distilleria del Lago Maggiore ha ricevuto un notevole impulso dall'entrata in azienda nel 2020 delle entusiaste sorelle Simona e Barbara Kalin che hanno affiancato il giovane Nicola Rossi (figlio di Arturo).

Coca-Cola Hbc Italia è il distributore esclusivo di Naked Malt

Naked Malt_Coca-Cola Hbc Italia
Coca-Cola Hbc Italia rafforza la partnership con Edrington e arricchisce il suo portafoglio con il pluripremiato blended malt scotch whisky

Si rafforza la partnership tra Coca-Cola HBC Italia ed Edrington, tra le più importanti realtà internazionali nel segmento degli spirit ultra premium. Le due realtà hanno infatti siglato un accordo in base al quale il principale produttore e distributore delle bevande a marchio The Coca-Cola Company sul territorio nazionale diventa il distributore esclusivo per il fuoricasa del whisky super premium Naked Malt. La nuova intesa è un ulteriore passo della collaborazione avviata lo scorso anno che ha già portato nel portafoglio spirit di Coca-Cola Hbc un altro brand di punta di Edrington, ovvero lo scotch whisky The Famous Grouse (leggi Per Coca-Cola Hbc Italia un portfolio spirits ancora più ampio).

Partner dei World's 50 Best Bars, Naked Malt (alc 40% in vol) è un blended malt scotch whisky frutto dell’assemblaggio di alcuni tra i più pregiati single malt scozzesi. Il blend viene poi fatto maturare per almeno sei mesi in botti di sherry Oloroso, accuratamente scelte, che prima non hanno mai contenuto whisky e per questo chiamate “naked”.  Questo processo aggiunge al prodotto un sapore ricco e fruttato, dando vita a un whisky molto versatile, ideale sia da servire liscio, ma che lavora bene anche in miscelazione.

Un whisky di alta qualità, come testimoniano i tanti premi internazionali ottenuti da Naked Malt, tra i quali la doppia medaglia d’oro all’edizione di quest’anno della San Francisco World Spirits Competition, e il riconoscimento come Top Trending Scotch Whisky 2022 di Drinks International.

Il pluripremiato Naked Malt va così a rendere ancora più ricco il portafoglio spirit di Coca-Cola Hbc Italia, frutto della collaborazione con alcuni dei più importanti brand nazionali e internazionali, che comprende oltre 70 referenze in diverse categorie: vodka, rum, tequila, mezcal, whisky, gin, aperitivi, vermouth, amari e liquori dolci.

Cesano Boscone rende omaggio a Euride Zini, fondatrice dello storico pastificio

Cesano Boscone, inaugurazione e intitolazione della rotatoria a Zini
L'inaugurazione della rotatoria intitolata a Euride Zini. Da sx: Maurizio Vezzani ceo dell'azienda, Corrado Vezzani, figlio di Euride, e il sindaco Simone Negri sindaco (foto: Spf/Ansa)
Il comune alla porte di Milano ha dedicato una rotatoria all'imprenditrice che 66 anni fa ha fondato il pastificio Zini, un'azienda modello per qualità e non solo

È stata inaugurata a Cesano Boscone una rotatoria intitolata a Euride Zini, la fondatrice dello storico pastificio Zini Prodotti Alimentari. Un atto con il quale il comune alle porte di Milano ha voluto rendere omaggio a una donna coraggiosa e determinata che ha saputo farsi strada in un periodo storico in cui l’imprenditoria femminile era una vera eccezione.

Originaria di Reggio Emilia, Euride Zini si è trasferita a Milano negli anni Cinquanta, fondando nel 1956 il suo piccolo laboratorio artigianale, dopo qualche anno trasferito a Cesano, diventato uno dei più importanti stabilimenti di pasta fresca surgelata in Italia. Una realtà che oggi esporta i suoi prodotti in tutto il mondo e che ha sempre dedicato grande attenzione al settore del fuoricasa, con un’offerta di prodotti dedicati al canale bar. Come le Monoporzioni, una gamma forte di una ventina di referenze di piatti pronti monoporzione surgelati (300 g), che comprendono preparazioni di riso, primi piatti di pasta e pasta ripiena e secondi piatti, includendo anche proposte gluten free, o la linea Gnocchi 100% vegetali, che offre una soluzione in più alle tendenze vegetariane con le quattro referenze Gnocchi di Cavolfiore, Gnocchi di Cavolfiore e Spinaci, Gnocchi di Barbabietola, Gnocchi di Spinaci (leggi Gusto e benessere nella nuova linea Gnocchi 100% vegetali di Zini). Senza dimenticare le diverse linee di pasta semplice e ripiena, come la Emilia Pasta Collection, con i grandi classici di pasta ripiena della tradizione italiana (ravioli, tortelli, cappelletti, piemontesi), la Milano Pasta Collection, una gamma gourmet dai formati di impatto e dai ripieni fatti con materie prime pregiate, le Trafilate al Bronzo, con 100% di farina di grano duro 100% italiano, o la Gamma Bio, di pasta e pasta ripiena a base di ingredienti 100% da filiera biologica italiana.

Prodotti, ai quali si aggiunge una linea di salse, che spiccano per la loro alta qualità, garantita dalla ricettazione pulita, che prevede solo gli ingredienti necessari (farina di grano duro e uova fresche di galline allevate a terra) da filiera italiana, dalla cottura rigorosamente in acqua come da tradizione e dall’immediata surgelazione Iqf (Individual Quick Frozen), unico metodo di conservazione utilizzato, che assicura un veloce rinvenimento.

Le donne al centro

Ma insieme alla qualità riconosciuta, altro elemento distintivo del pastificio Zini è l’attenzione da sempre rivolta alla valorizzazione della figura delle donne. Oltre la metà dei dipendenti dell’azienda è costituito infatti da donne, con, dato ancora più rilevante, la quasi totalità del management rappresentato da figure femminili. Un modello imprenditoriale virtuoso che rende lo storico pastificio un unicum a livello europeo (leggi La leadership rosa di Zini: un esempio virtuoso anche in Europa).

La dedica della rotatoria, che si trova vicino alla sede dell’azienda, a Euride Zini è insomma un riconoscimento ai traguardi raggiunti dal pastificio su tutti i fronti, compreso quello dell’inclusione, del suo patrimonio di persone e della condivisione dei suoi valori, come sottolineato dal sindaco di Cesano Boscone, Simone Negri, che ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione. Cerimonia alla quale era presente il figlio di Euride, Corrado Vezzani, il nipote Maurizio Vezzani, attuale ceo Zini, e la piccola pronipote Cecilia, che insieme alla sorella Viola rappresentano lo sguardo al futuro dell’azienda.

Coupe du Monde de la Pâtisserie: al via gli allenamenti del Team Italia

Team Italia
Team Italia
Martina Brachetti, Alessandro Petito e Jacopo Zorzi hanno iniziato ad esercitarsi sotto la supervisione del Club Italia. Il tema della Coupe du Monde de la Pâtisserie 2023 sarà il cambiamento climatico

La Coupe du Monde de la Pâtisserie non è lontana. L'evento, che nel 2021 ha visto l'Italia sul gradino più alto del podio, è già in calendario. L'appuntamento è per i prossimi 20 e 21 gennaio 2023 al Sirha di Lione, Francia. Il Team Italia ha iniziato ad allenarsi sotto la supervisione del Club Italia e un pool di consulenti. L'obiettivo: affrontare, preparati, il tema dell'edizione 2023, il cambiamento climatico.

Gli allenamenti del Team Italia

Dopo la vittoria dello scorso anno, la squadra italiana formata da Martina Brachetti, Alessandro Petito e Jacopo Zorzi sta affrontando la preparazione all'edizione 2023 con determinazione e ambizione. Per questo il Club ha definito un gruppo di allenatori di prim’ordine, essendo tutti campioni del mondo. Nello specifico: Emmanuele Forcone, Francesco Boccia, Fabrizio Donatone (vincitori nel 2015), Lorenzo Puca, Andrea Restuccia e Massimo Pica (vincitori nel 2021), con il coordinamento del presidente del Club stesso, Alessandro Dalmasso. Per questo biennio poi è anche stato nominato un direttore tecnico nella persona di Forcone. Da sottolineare che, accanto al trio, sono sempre presenti le due preziose riserve, Carmen Peluso e Daniele Mascia, a dimostrare quanto il Club Italia punti a creare un eterogeneo gruppo di lavoro coeso e proiettato verso il futuro, in una visione plurale di evoluzione tecnica ed artistica del Made in Italy.

Le novità del regolamento della Coupe du Monde

I tre giovani professionisti sono già al lavoro sui progetti di base insieme al pool di allenatori, con confronti continui, spesso di persona, presso la sede ufficiale, ovvero CAST Alimenti di Brescia. Ogni mossa prende spunto dal regolamento aggiornato e appena diffuso dal Comitato della Coupe du Monde. Oltre a rendere noto il tema dell'edizione 2023, cioè il cambiamento climatico, sono state introdotte alcune novità. Per esempio, nelle 10 ore di gara, si richiedono quattro prove di degustazione e tre prove artistiche. Oltre al dolce al cioccolato da condividere, sarà necessario realizzare l’entremets gelato alla frutta, il dessert al piatto e i mini gelati, quale novità del 2023. Inoltre, una pièce in cioccolato con inserito un blocco scolpito sempre in cioccolato, la pièce in zucchero e la scultura in ghiaccio alta non più di 50 cm.

DOuMIX? e Marco Dongi firmano i cocktail più “unexpected” di Roma Bar Show

DOuMIX
Alla kermesse romana il bar manager del Siddharta Lounge by Buddha Bar di Dubai darà vita a esperienze gustative inaspettate create con le cinque linee di prodotto DOuMIX?

Dopo il successo riscosso a Mixology Experience, il fantastico duo formato da DOuMIX? by Mec3 e il bartender Marco Dongi è pronto a stupire il pubblico di Roma Bar Show (30 - 31 maggio) con cocktail inaspettati e assolutamente innovativi!

Un evento dedicato all’industria del beverage e al mondo della mixology organizzato nella storica cornice del Palazzo dei Congressi di Roma, che unisce migliaia di brand e di operatori, rivolgendosi a tutto il mondo dell’hospitality e dei consumatori consapevoli.

Marco Dongi, bar manager del Siddharta Lounge by Buddha Bar di Dubai e brand ambassador DOuMIX?

Allo stand T05, sulla esclusiva terrazza del palazzo, la fantasia e la grande professionalità di Marco Dongi, bar manager del Siddharta Lounge by Buddha Bar di Dubai e brand ambassador DOuMIX?, daranno vita a esperienze gustative inaspettate create con le 5 linee di prodotti DOuMIX?: Cream, Fruit Elixir, Syrup, Squeeze e Base. Soluzioni che vanno oltre quello che il mercato già propone e destinate a chi desidera stupire i propri clienti e dare un twist al proprio estro creativo con bevande straordinarie.

Un’ampia gamma composta da referenze innovative, perfette per coprire tutti i momenti di consumo della giornata, dai caffè gourmet del mattino fino ai cocktails della notte, con packaging attraenti, ergonomici, easy to use!

Inoltre, in occasione dell’evento romano, nella serata di lunedì 30 maggio DOuMIX? e il suo ambassador saranno ospiti di un inedito “after show” presso il White Rabbit di via Spalato 35, con una cocktail list di quattro proposte create appositamente per l’occasione, che conquisteranno tutti al primo assaggio: Toki, Flower Spritz, Funky Colada e Golden Hour.

If you have to Mix, Mix the Unexpected!

Il drink alla spina di Sips per eventi, ristoranti e hotel

sips brindisi
Flavio Esposito lancia Sips, linea di cocktail premixati in fusto per la spillatura. Un'idea che guarda alle esigenze di ristorazione, hotellerie ed eventi, per introdurre con semplicità e meno costi un'offerta di cocktail di qualità

Saranno in distribuzione da giugno i cocktail premixati Sips, ideati e prodotti da Bespoke Distillery di Flavio Esposito e Vincenzo Russo. I due soci, il primo mixology expert con la passione per l'innovazione di prodotto, il secondo amministratore della storica distilleria campana Distillatori Russo 1899, hanno voluto osare con un progetto che offre al mondo bar un diverso modo di concepire il servizio dei cocktail.

Un fusto di drink in pre-batch per spillatore

«Una linea di ricette base e drink personalizzati»

Come funziona? «Con l’ausilio del nostro team di ricerca e sviluppo e del nostro laboratorio chimico botanico, ricreiamo e standardizziamo ricette per cocktail realizzati con ingredienti di prima scelta», spiega Esposito. «Poi li produciamo in fusti Polykeg Pro con sacca alimentare, forniti di un sistema che garantisce una corretta spillatura, evitando schiuma eccessiva e perdita di prodotto. I fusti sono disponibili nei formati 12 litri, 16, 20, 24 e 30 litri, e stiamo studiando una referenza in 5 litri per l'uso domestico. Sono compatibili con normalissimi spillatori, quindi facili da mettere in opera. Abbiamo ideato una linea base di cocktail, che include la maggior parte dei classici: Spritz, Moscow Mule, Gin tonic, Paloma, Negroni, Americano per cominciare. Poi introdurremo anche Mojito, Bellini, Margarita e tanti altri. Non c'è solo questa possibilità, per i clienti: possiamo studiare anche ricette personalizzate o riprodurre il signature drink di un locale. Il drink nel fusto ha una shelf life di 2 anni - a fusto chiuso - di circa 6 mesi dall'apertura. La conservazione è a temperatura ambiente, evitando l'esposizione diretta alla luce solare». Per dare un'idea della resa, un fusto da 20 litri contiene 165 cocktail da 12 cl.

Impianto di spillaggio in comodato d'uso

L'idea è di fornire una servizio il più possibile completo: il progetto Sips prevede anche la fornitura dell'impianto di spillaggio in comodato d'uso o di una intera station per la preparazione dei cocktail, professionista incluso. «Siamo la prima distilleria diretta che propone il concetto di cocktail in fusto e lo distribuisce affidandosi a grossisti, governando tutto il processo: produciamo, prepariamo i cocktail con il coinvolgimento di grandi esperti della bar industry e lo rendiamo disponibile al servizio», ci spiega Flavio Esposito. «Crediamo molto in questa idea perché i cocktail in pre-batch non sono solo un trend in ascesa, ma anche una soluzione e permettono al locale di razionalizzare sui costi di personale e materie prime, oltre che su tempi di preparazione e spazi». Infatti il target di Sips è il settore degli eventi - catering, mostre, concerti - e dell'hotellerie, dove può essere sensato inserire una cocktail station in spazi limitati, o della ristorazione o le pizzerie, dove l'abbinamento con i drink è in crescita.

I Sips cocktail bar con solo drink alla spina

Il progetto ha ampi margini di crescita, perché Esposito e Russo vogliono andare molto oltre la semplice fornitura di cocktail premixati. «Stiamo chiudendo un accordo per i SIPS DRAFT, locali legati al nostro brand e dove si serviranno soltanto drink alla spina. Stiamo ragionando con un gruppo importante, per fine anno puntiamo ad aprire i primi pdv e poi avvieremo un piano di espansione nazionale dal 2023 con un paio di locali per regione almeno».

L'intervista a Flavio Esposito: «Non vogliamo sostituire il bartender»

Flavio, da dove nasce la vostra convinzione che i drink in pre-batch spillati siano un campo in cui investire?
«Ce lo insegnano anche Monica Berg e Alex Kratena del Tayēr + Elementary di Londra, che offre anche uno spazio per cocktail casual alla spina. Dietro questa scelta c'è la convinzione che il drink possa essere servito anche in questa modalità meno teatrale, senza la preparazione al banco. Oggi i cocktail bar più raffinati lavorano con il pre-batch, non è un'eresia, tutto il contrario. È una nuova frontiera da esplorare guardando a quanto accade anche negli Stati Uniti».

Perché è interessante per un locale adottare questo tipo di servizio?
«Perché viviamo un periodo complesso e la carenza di personale è il problema più impattante. Con un sistema come il nostro si può introdurre un servizio in più - penso sempre a un target di locali che non siano cocktail bar puri - con esigenze di personale ridottissime. Oltre a fornire prodotto e spillatore in comodato d'uso, possiamo dare anche una formazione basilare da bartender, con una giornata di formazione in loco e un manuale d'uso semplicissimo. Questo per aiutare clienti che abbiano appena fatto entrare degli apprendisti o stagionali ancora inesperti. Insomma, semplifichiamo. Però non vogliamo sostituire il bartender, ma dare un servizio completo a chi non lo ha, per permettere al cliente di dare a sua volta un servizio di qualità al suo ospite».

Questo progetto è nato in Bespoke Distillery: come funziona la vostra distilleria-atelier?
«Mi piace pensare Bespoke non come una semplice distilleria, ma come uno studio creativo. Ci dedichiamo completamente al mondo della mixology. Analizziamo i trend di mercato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, individuiamo i progetti che valgono e ci attiviamo. Siamo in uno spazio di 5 mila mq, a 15 chilometri da Amalfi, e abbiamo attrezzature di prim'ordine per la distillazione. Trattiamo materie prime autoctone e le botaniche principali dei nostri prodotti sono raccolte nel Parco nazionale del Cilento ed essiccate naturalmente. Abbiamo, tra le altre cose, anche una camera per l'invecchiamento in barrique certificato e tre reparti di imbottigliamento per oltre 20 mila bottiglie al giorno. Con Distillatori Russo 1899 abbiamo un rapporto di cooperazione stretta: noi mettiamo in linea i prodotti più innovativi, altrimenti ci appoggiamo al loro know how per la produzione. Assieme a loro e all'Università di Salerno abbiamo in corso un progetto di ricerca sulla produzione di distillati da materie prime locali e sul riciclo della materia prima inutilizzata».

Opificio Fred lancia la nuova linea Fred Alkemil

Gin43 e Alkemil
Federico Cremasco, fondatore di Opificio Fred, racconta al mondo l’autenticità del Friuli-Venezia Giulia e dell’Italia, lanciando la nuova linea Fred Alkemil

Una linea di liquori pensata per i professionisti e gli appassionati della mixology: è la novità lanciata da Federico Cremasco, fondatore di Opificio Fred. L’azienda, nata nel 2014, con la sua linea di spirit artigianali composta da Gin, Vermut, Bitter Fernet e Amaro mira ad esaltare il patrimonio botanico del territorio, raccontando al mondo l’autenticità del Friuli-Venezia Giulia e dell’Italia.

Opificio Fred ha presentato la nuova linea di liquori Fred Alkemil. Un nome che ci riporta all’Alchemilla, pianta nota per le sue innumerevoli proprietà antinfiammatorie e disinfettanti. Realizzata artigianalmente con botaniche friulane, la nuova linea di liquori è composta oltre che dal Curaçao Imperiale e dal Rosolio di Bergamotto, da Crème de Cassis, Ratafia alla ciliegia, Maraschino, Creme Violette, Liqueur Peach e Alchermes.

Cremasco descrive il Rosolio di Bergamotto come uno spirit derivato dall'estrazione naturale di bergamotti italiani che acquisisce nella lavorazione un gusto avvolgente e ben strutturato, dove la percezione di alcool rimane delicata, come vuole l’antica tradizione. L’elisir ha un corpo caratterizzato da una morbida dolcezza e una delicata acidità, con una complessità che regala un finale rotondo e persistente. Emergono le note intense di olii essenziali estratti a freddo da buccia fresca con un’acidità delicata che richiama un retrogusto amaro, riducendo la percezione zuccherina. Il Bergamotto viene lavorato a mano e con totale assenza di additivi chimici. La gradazione alcolica è pari al 18%. 

Gli agrumi sono protagonisti anche del Dry Curacao Imperiale, realizzato per mezzo di un infuso di arance amare e spezie, dal gusto dolce ma in perfetto equilibro con i sapori amari e speziati. Il founder di Opificio Fred sostiene che si distingue per spessore, calore, rotondità e giusta spalla amaricante; il risultato è un liquore da assaggiare sia freddo, sia con ghiaccio al dessert. La sua versatilità gli consente di offrire un tocco speciale ai cocktail o di divenire la base per grandi classici come il White Lady, il Margarita o il Cosmopolitan. Al naso emergono fiori d’arancio, diversi agrumi e spezie, per un timbro elegante e pulito, presente e mai eccessivo. I fiori dell’arancio amaro Bigaride sono la componente che determina i tratti peculiari di una ricetta nata nel 1882, riproposta oggi con un tocco di modernità, senza snaturarne le origini e con l’assoluta assenza di additivi chimici. La gradazione alcolica è di 38%.

La linea Fred Jerbis: dal trittico ai nuovi spirit

Nel 2014 dopo anni di studi e sperimentazioni nel primo laboratorio di Polcenigo (Pn), Federico Cremasco, classe 1976, fonda Opificio Fred creando la linea Fred Jerbis che inizialmente vede la produzione di Gin 43, Vermut 25 e Bitter 34: il trittico liquoroso che si ispira al mix del famoso cocktail negroni.

Gin 43 ha una colorazione giallo-paglierina data dall’infusione a freddo dei fiori d’arancio e zafferano, una gradazione alcolica di 43 gradi ed è composto da 43 erbe italiane, il 50% delle quali raccolto e coltivato in regione. Vermut 25 invece, realizzato con un vino autoctono friulano di qualità, il Verduzzo, presenta una gradazione alcolica di 18 gradi ed è composto da 25 erbe, con un affinamento del prodotto di quasi 1 anno. Infine troviamo Bitter 34, dalle note agrumate e dolci che lo rendono facile da bere, con un colore distintivo che conferisce unicità e personalità perdendo la classica connotazione rossastra.

Oggi la linea Fred Jerbis, presente sul mercato italiano e in continua espansione su quello estero, si è allargata anche a nuovi spirit – Gin 7 Acacia Barrel, Fernet 25 Chestnut Barrel, Vermut 16 Cherry Barrel, – che ricalcando le caratteristiche di tutti i prodotti di Opificio Fred, si presentano equilibrati, facili da bere, ma allo stesso tempo ricchi di profumi e sfumature.

Una produzione naturale e a Km 0

Nel 2021 Opificio Fred ha trasferito la produzione, sempre a Polcenigo, da via San Giovanni a via Gorgazzo, sulle rive dell’omonima sorgente, avviando la nuova distilleria e realizzando grazie alla campagna di crowfunding JERBIS VENTÛRS, un giardino botanico e un cocktail bar dove poter degustare tutti i prodotti. In quest’area Cremasco coltiva la maggior parte delle botaniche e delle erbe utilizzate per la creazione degli spirit, mentre le restanti provengono da diverse regioni italiane grazie alla collaborazione di piccoli produttori che garantiscono all’azienda prodotti a km 0 e di prima qualità.

L’obiettivo è creare prodotti artigianali, bio, ecosostenibili, no waste ed eco-friendly.

Le botaniche vengono essiccate, macerate e distillate in corrente di vapore, senza l’aggiunta di coloranti o di altre sostanze chimiche. Le bottiglie, tutte da 700 ml, sono realizzate in vetro riciclato con il tappo in faggio naturale mentre gli imballaggi sono in cartone riciclato all’80%. L'obiettivo è rendere il packaging 100% riciclabile. L’energia utilizzata nella produzione arriva da fonti rinnovabili e non vengono utilizzati combustibili fossili.

 

In 12 a Roma per la finale mondiale di Art of Italicus Aperitivo Challenge

Art of Italicus Aperitivo Challenge
Il 29 maggio nella Capitale la finale mondiale della quarta edizione del contest firmato dal Rosolio di bergamotto. 12 i bartender da tutto il mondo a contendersi la vittoria con i loro aperitivi artistici

Verrà proclamato il prossimo 29 maggio nella Capitale il vincitore della quarta edizione di Art of Italicus Aperitivo Challenge. In quella data, in occasione dell’apertura del Roma Bar Show, si svolgerà infatti la finale mondiale del contest firmato dal Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo.

Una gara all’insegna del binomio arte e miscelazione: la sfida che la competition ha posto ai bartender è di creare un cocktail aperitivo a base Italicus ispirandosi a una qualsiasi forma d’arte. A confrontarsi nell’ultimo atto del concorso saranno 12 bartender provenienti da tutto il mondo: i 10 vincitori delle sezioni nazionali, più i 2 concorrenti selezionati nella wild list, la sezione alla quale sono stati iscritti i bartender dei Paesi non compresi in quelli che hanno aderito al concorso.

I 12 finalisti

A rappresentare l’Italia sarà Nicolò Rossi, del Barrier di Bergamo, con il suo drink Eclisse, che ha ideato ispirandosi a una lampada del famoso designer Vico Magistretti, con il quale ha conquistato la finale italiana, svoltasi al Locale di Firenze all’inizio di maggio (leggi Svelati gli 11 finalisti italiani di Art of Italicus Aperitivo Challenge).

A contendergli il titolo di Italicus Bar Artist Of The Year 2021-2022 ci saranno: il campione di Danimarca Tarek Abdallah del Tata di Copenhagen, con il cocktail Chiara, quello di Francia Quentin Monnier del Gina Cocktail Bar di Bordeaux con Tales of Gold, quello di Grecia Alexandre Spyridon Angelis del Matsuhisa Athens Bar di Atene con Altered State, quello di Norvegia Adrian Michalcik del Pier 42 Amerikalinjen di Oslo con The Smile as Aperitivo, quella di Svezia Josephine Sondlo del Nori Bar di Stoccolma con Michi Cocktail, quello di Spagna Agustín Gómez del Bad Company 1920 di Madrid con Giambel, il campione di Svizzera Marco Colelli del Tales Bar di Zurigo con The Ensemble, il campione del Regno Unito Juan Jose Orellano del Savoy American Bar di Londra con Crescendo, e il campione Usa Korab Loga del Bella’Gio di Cheshire (in Connecticut), con Eternity.

Completano la rosa dei finalisti i due bartender selezionati nella wild list: Nathalie Wenko del Die Parfuemerie Bar di Vienna (Austria) con Inferno e Jan Sporleder del Bar Seibert di Kassel (Germania) con Immortalità.

Il vincitore di Art of Italicus, oltre l’ambito titolo, si aggiudicherà un’esperienza gastronomica e di mixology unica al Sips Bar di Barcellona con Marc Alvarez, tra i bartender più creativi e innovativi, attraverso un programma di mentorship dedicato.

Il giusto prezzo dell’espresso? Si riapre il dibattito

Espresso
Recenti episodi saliti agli onori della cronaca hanno aperto la strada a un confronto su ampia scala sul tema. Allontanarsi dalla logica dell’euro a tazzina è sempre più un’urgenza

Bargiornale ha più volte affrontato la tematica del prezzo dell’espresso al bar, per il quale una larga platea di esperti ha osservato come il rimanere ancorato a 0,80-0,90 ed anche 1 euro non sia più sostenibile per l’intero settore. A cominciare dai coltivatori, che soffrono per le bassissime quotazioni del caffè fino ad arrivare ai baristi che, con un cassetto medio di un locale italiano di 350 euro al giorno e un guadagno del 10%, difficilmente può stare in piedi.

Vogliamo un prezzo equo per l’espresso è stato il tema quantomai attuale organizzato dalla nostra rivista a Sigep 2020, coinvolgendo professionisti ed esponenti delle diverse associazioni del caffè (Aicaf, Iei e Sca Italy). Osservava allora Francesco Sanapo, il primo ad avere proposto nel 2014 nel suo locale Ditta Artigianale in via de Neri a Firenze, l’espresso a 1,50 euro: «Non è stato semplice. Mi sono trovato di fronte a situazioni difficili, in cui ho messo la faccia, spiegando il motivo del prezzo. Ditta Artigianale è formata da diversi baristi e torrefattori competenti, che hanno reso necessario un aumento del prezzo. È scandaloso pensare di pagare un euro la tazzina, persino a prescindere dalla qualità; ed è impossibile se si ha un barista che ha seguito un percorso formativo di livello». La mancata comprensione da parte di un cliente di questo valore aggiunto e l’assenza della specifica merceologia nel menu (tuttavia disponibile nella lista visibile con il Qr code), hanno portato alla denuncia del locale per un decaffeinato venduto a 2 euro e la consegna di una multa di 1000 euro da parte della Polizia municipale di Firenze. Per molti operatori del settore si è trattato di un salto nel passato (purtroppo ancora molto presente) con la logica dell’euro a tazzina.

A fronte di ciò, Sca Italy vuole aprire un tavolo di discussione con figure fondamentali del panorama del caffè italiano per portare il dibattito sul prezzo della tazzina di caffè a un livello più ampio. Lo scopo di questo progetto sarà valorizzare la qualità del caffè, l’investimento nelle attrezzature e la professionalità che oggi sono il credo di molti baristi italiani. Chi vuole partecipare raccontando la sua storia può scrivere a iinfo@scaitaly.coffee.

Hanno preso la parola sull’argomento anche due figure da sempre impegnate nella divulgazione della cultura del caffè quali Andrej Godina e Mauro Illiano, che osservano come si sia innescato un cortocircuito tra chi considera il caffè un prodotto “nazional-popolare” che non “può” staccarsi da soglie minime (0,80-1 euro) anche a costo di non vedere riconosciuto il giusto compenso a chi lo produce, lo lavora e lo trasforma nella bevanda che gli italiani amano: il primo e l’ultimo anello sono i più deboli della catena, spesso sottopagati e vincolati a una costante precarietà, per soddisfare la miopia di baristi che non sanno fare bene i conti e di consumatori che ignorano tutto ciò o, francamente, “se ne fregano”. «La risposta da dare a questo sistema è innanzitutto la differenziazione del prezzo della tazzina al pubblico, così come accade in un’enoteca con i differenti tipi di vino – afferma Andrej Godina -. Il caffè della casa deve avere un prezzo minimo di almeno 1,50-2 euro che dipende dalla qualità del prodotto e dalla qualità del servizio offerto. A seguire, una carta con  differenti tipi di caffè e diversi sistemi di estrazione (filtro, french press, cold brew, per citarne alcuni), ognuno con il proprio prezzo. Nessuno, credo, si scandalizza se un calice di vino di una particolare annata e di grande pregio costa 15 o 20 euro, la medesima cosa deve avvenire anche per caffè altrettanto pregiati». Al fine di dare più valore alla propria offerta, Mauro Illiano propone di puntare sulla carta dei caffè: «in veste di curatore della prima Guida dei Caffè e delle Torrefazioni d’Italia avverto forte la necessità di supportare e incentivare tutti i protagonisti interessati a stilare le Carte dei Caffè, che permettano finalmente di sdoganare la tazzina dalla sua costante di prezzo. Ad esempio, come si può pensare di porre sullo stesso piano economico un caffè coltivato in piantagioni intensive a cielo aperto e uno ottenuto da piantagioni site nei luoghi più angusti e impervi del pianeta? E caffè che hanno subito lavorazioni complesse? E paragonare il prezzo di tazzine composte da sola qualità Arabica con miscele a prevalenza Robusta, senza considerare l’enorme varietà qualitativa di entrambe le specie? Il discorso potrebbe continuare per ore, passando da considerazioni di tipo politico, burocratico, ambientale, industriale, questioni afferenti la diversa geografia dei Paesi produttori, il differente costo della manodopera, l’eterogeneità della legislazione vigente nel mondo, e tanto altro ancora. Ma è bene riportare l’attenzione sulla necessità di iniziare a identificare, dividere, classificare ed organizzare il caffè, anzi i caffè, realizzando delle vere e proprie carte, esattamente come avviene per il vino da diversi decenni. Solo così sarà possibile donare a ogni caffè la sua dignità e trasferire al consumatore il senso e la necessità di stabilire diversi prezzi per diversi caffè».

Il neuromarketing applicato al prezzo dell’espresso è un ulteriore interessante intervento sul tema realizzato lo scorso febbraio da Davide Cobelli, titolare di Garage Coffee Bros. e di Coffee Training Academy, che ha osservato: «Io nutro da sempre un’idea che spesso condivido con i professionisti che incontro: l’espresso è una bevanda che richiede un tempo relativamente breve di preparazione, ma soprattutto un brevissimo tempo di consumo in pochi sorsi. Questo è il suo grande problema in quanto il cliente finale, nella sua mente, da sempre attribuisce un “valore temporale” a ciò che acquista o consuma, parametrato al tempo del consumo. Questo valore attribuito è tanto inferiore quanto più è breve il tempo di consumo». Il neuromarketing offre alcuni interessanti spunti, che passano tra l’aumento della percezione di valore della bevanda, della professionalità al banco bar e della comunicazione, indispensabile per generare nei consumatori una coscienza al consumo consapevole. Dunque, al giusto prezzo.

css.php