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La lente sui coffee shop nei principali Paesi europei

Allegra Project Café Europe 2022
I dati di Project Café Europe 2022 forniti da Allegra disegnano un’Europa dei locali a marchio che procede a più velocità

Dopo la visione d’insieme pubblicata lo scorso mese, Allegra ha fornito un rapporto più dettagliato di Project Cafè Europe 2022, realizzato dal World Coffee Portal. La crescita post pandemica è stata purtroppo rallentata dall’aumento dei costi e dall’impennata dei prezzi dell’energia a causa del conflitto in Ucraina. Quest’ultimo era il Paese europeo con il mercato dei coffee shop in più rapida crescita in Europa, con un’espansione del 16% negli ultimi 12 mesi e 259 punti vendita. La situazione attuale, tuttavia non permette di fare previsioni a causa del pesante impatto del conflitto.

La ripartenza ha portato nuovamente l’attenzione di produttori e operatori sulla sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, attraverso l’utilizzo di tazze e utensili monouso realizzati con materiali di riciclo e compostabili. Gli operatori individuano nella riduzione degli imballaggi e degli sprechi alimentari due importanti punti da considerare con sempre maggiore attenzione. Nonostante il momento complesso il 60% degli intervistati si è detto cautamente ottimista per il futuro.

Panoramica di mercato. Il segmento europeo delle caffetterie comprende 24.092 punti vendita focalizzati sul caffè e 16.583 che hanno il core business nel cibo, per una dimensione totale del mercato di 40.675 unità, con una crescita annua del 3,2%. Tra i mercati europei, 29 dei primi 40 per punti vendita sono cresciuti negli ultimi 12 mesi, con Azerbaigian, Cipro e Ucraina (pre-invasione) che hanno registrato una crescita a due cifre. La Spagna è stato il più grande mercato a contrarsi, mentre l'Estonia ha registrato il calo maggiore. La nazione in cui il prezzo del cappuccino è più elevato è la Danimarca, con 5,38 euro, quella in cui è più economico, a causa del crollo del rublo, è la Russia, con 1,25 euro.

Allegra prevede che il mercato europeo delle caffetterie  marchio supererà i 44.600 punti vendita nel 2027, rappresentando una crescita dell’1,9% l’anno. Si prevede che il segmento focalizzato sul caffè crescerà ogni anno del 2,3% nei prossimi cinque anni per superare i 26.900 punti vendita, mentre quello del cibo dovrebbe crescere dell'1,2% fino a superare 17.600.

Le catene. Costa Coffee è la più grande catena di caffè a marchio in Europa, con 3.263 punti vendita (+87 nell’ultimo anno) in 19 mercati e una quota di mercato totale dell’8,0%. Seguono McCafé, con 3.013 punti vendita (+305) in 27 Paesi una quota di mercato del 7,4%; Starbucks con 2.986 punti vendita (+108) in 32 Paesi e una quota di mercato del 7,3%.

Osserviamo ora il dettaglio di alcuni Paesi europei.

Austria - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 845 punti vendita (+18 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 2,2%. McCafé è leader di mercato con 200 punti vendita, davanti a TchiboKaffeeBar (130) e Ankerbrot (106). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 960 nel 2027, con una crescita annua del 2,7%.

Belgio - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 481 punti vendita (+9 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 1,9%. Panosis è leader di mercato con  247 punti vendita, davanti a Délifrance (45) ed Exki (35). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 540 nel 2027, con una crescita annua del 2,4%.

Danimarca - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 382 punti vendita (+1 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo dello 0,3%.Lagkagehuset è leader di mercato con 105 punti vendita, davanti a Espresso House (62) e Joe & The Juice (57). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 410 nel 2027, con una crescita annua dell’1,5%.

Finlandia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 266 punti vendita (+6 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 2,3%. Espresso House è leader di mercato con 70 punti vendita, davanti a Robert's Coffee (45) e Picnic (39). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 340 nel 2027, con una crescita annua del 5,2%.

Francia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 3.989 punti vendita (+ 268 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 7,2%. Marie Blachère è leader di mercato con 649 punti vendita, davanti a Paul (393) e McCafé (362). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a nel 2027, con una crescita annua del 2,8%.

Germania - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 5.464 punti vendita (+69 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo dell’1,3%. Markt-Bäckereiè leader di mercato con 800 punti vendita, davanti a McCafé (749 e TchiboKaffeeBar (451). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 5.480 nel 2027, con una crescita annua dello 0,1%.

Grecia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 1.905 punti vendita (+67 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 3,6%. Coffee Island è leader di mercato con 432 punti vendita, davanti a Gregory's (363) e Mikel Coffee Company (254). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 2.360 nel 2027, con una crescita annua del 4,4%.

Italia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 1.157 punti vendita (+11 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo dell1,0%. McCafé è leader di mercato con 531 punti vendita, davanti ad Acafé, Bottega del CafféDersut e Caffè Vergnano1882 (60 punti vendita ciascuno). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 1.290 nel 2027, con una crescita annua del 2,3 %.

Olanda - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 701 punti vendita (+47 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 7,2%. Délifranceè il leader di mercato con 140 punti vendita, davanti a Starbucks (91) e Bagels & Beans (79). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 840 nel 2027, con una crescita annua del 3,7%.

Norvegia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 359 punti vendita (+17 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 4,5%. Espresso House è leader di mercato con 56 punti vendita, davanti a Kaffebrenneriet (44) e Jordbærpikene (41). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 370 nel 2027, con una crescita annua dell’1.0 %.

Polonia -  La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 1.341 punti vendita (+55 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 4,3%. McCafé è leader di mercato con 492 punti vendita, davanti a Cukiernia Sowa (162) e Costa Coffee (138). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 1.420 nel 2027, con una crescita annua dell1,2%.

Spagna - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 1.309 punti vendita (+53 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 3,9%. Starbucks è leader di mercato con 138 punti vendita, davanti a Rodilla (99) e SantagloriaCoffee and Bakery (95). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore 1.240 a nel 2027, con una crescita annua dell’1.0%.

Svezia - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 506 punti vendita (+13 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 3,9%. Espresso House è leader di mercato con 256 punti vendita, davanti a Wayne's Coffee (77) e Joe & The Juice (48). Si prevede che il numero dei locali si ridurrà al di sotto di 500 nel 2027, con una contrazione annua dello 0,3%.

Svizzera - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 383 punti vendita (-3 nell’ultimo anno), con un tasso di contrazione annuo dello 0,8%. McCafé è leader di mercato con 78 punti vendita, davanti a Brezelkönig (58) e Starbucks (56). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 390 nel 2027, con una crescita annua dello 0,7%.

Regno Unito - La stima del mercato delle caffetterie a marchio è di 9.540 punti vendita (+324 nell’ultimo anno), con un tasso di crescita annuo del 3,5%. Costa Coffee è leader di mercato con 2.791 punti vendita, davanti a Greggs (2.176) e Starbucks (1.089). Si prevede che il numero dei locali sarà superiore a 10.500 nel 2027, con una crescita annua del 2,1%.

Vergani summer edition, il panettone vale anche d’estate

Gelato al Panettone Vergani © Francesco Mion(2)
Gelato al Panettone Vergani © Francesco Mion(2)
Grazie alla creatività del brand, il dolce natalizio diventa protagonista della bella stagione

Per quelli che al panettone non rinunciano nemmeno d'estate Vergani dedica alcune novità. Nasce il Gelato al Panettone Vergani, un gusto pensato per inglobare tutte le caratteristiche del dolce lievitato meneghino. Che sia in coppetta o in cono, godere del grande lievitato nonostante la canicola ora è possibile.

Il Gelato al Panettone

Cremoso e profumato, il Gelato al Panettone Vergani unisce in una coppetta o in cono tutti gli aromi del dolce natalizio. Grazie a dei cubetti di panettone a guarnizione, è possibile gustare anche le consistenze del dolce tradizionale.

Il Panettone summer edition

Agli irriducibili che non vogliono privarsi della tradizionale fetta nemmeno al mare, Vergani dedica il Panettone di Ferragosto, ricetta classica nello speciale formato da 500 g. Soffice e fragrante, è la merenda perfetta da condividere o da accompagnare con il gelato del proprio gusto preferito.

Panettone all'amarena
Panettone all'amarena
Disponibile anche la versione gourmet alle amarene, rivisitazione del panettone tradizionale con morbidi e profumati frutti canditi, che vanno ad arricchire l’impasto lievitato 72 ore e preparato con lievito madre naturale, farina, burro e tuorlo d’uovo fresco. La forma bassa e la caratteristica alveolatura garantiscono la fragranza dell’inimitabile Panettone milanese. I prodotti sono in vendita nelle due Boutique Vergani a Milano, in via Mercadante 17 e in Corso di Porta Romana 51.

Drink Team 2022: diamo il benvenuto ai 12 protagonisti

I volti e le storie dei 12 professionisti della miscelazione che ci accompagneranno nei prossimi mesi: sono loro i protagonisti della nuova edizione del Drink Team, la rubrica-laboratorio di miscelazione targata Bargiornale

Dopo tanta attesa, ci siamo: nella gallery qui sotto trovate i volti e le storie dei 12 professionisti della miscelazione che ci accompagneranno nei prossimi mesi, i protagonisti della nuova edizione del Drink Team. La rubrica-laboratorio di miscelazione di Bargiornale si appresta ad aprire l’undicesima edizione con questi giovani talenti. A selezionarli hanno pensato i “senatori”, i protagonisti delle edizioni passate, e i lettori di Bargiornale che hanno potuto dire la loro. Dal conto finale (ponderato, perché il voto dei senatori valeva l’80%, quello dei lettori il 20%) sono usciti i nomi dei magnifici 12, che esordiranno nel numero di luglio/agosto.

I 12 protagonisti del Drink Team

Lorenzo Aiosa  

Barmanager del Mad - souls & spirits (Firenze), ha lavorato al Belmond Villa San Michele (Fiesole). ha fatto dell’ospitalità una scelta di vita, alternando esperienze al bar e in ambito hotellerie. è un affamato lettore di ricettari e manuali.

Tea Alberizzi

È bar manager del Berlino, locale pilastro della zona universitaria di Padova, dove aveva già lavorato in precedenza e dal quale si è presa una pausa di due anni alla ricerca di nuove esperienze. Inclusa una più gestionale in Campari come bar coordinator per Terrazza Aperol.

Luca Ardito

Nato a Monza, 28enne, dietro il banco da 11 anni, ha trascorso la maggior parte della sua vita lavorativa in Inghilterra, al The Donovan con il maestro Salvatore Calabrese. Ha ottenuto un podio importante: era tra i migliori tre bartender under 30 all'ultima edizione dei Barawards.

Francesco Cuccuru

Barmanager del cocktail bar Spirits Boutique di Olbia, ha mosso i primi passi nel settore dell’ospitalità quando aveva 16 anni. Dal 2011 ha iniziato a lavorare dietro il bancone in diversi locali, da Alghero a Cagliari. Dal 2019 fa parte dell’Aibes

Christian Di Giulio

Attualmente bar manager di Mercato Vianova, ristorante e cocktail bar situato nel centro di Perugia, è anche capo barman aibes, formatore e consulente per un distributore di spirits e liquori in Umbria.

Elisa Favaron

Barmanager e bartender del Cucù Bassano (Bassano del Grappa), è stata per 8 anni, negli stessi ruoli, a Palazzo delle misture, sempre a Bassano. In precedenza ha lavorato da Viva di Viviana Varese (Milano) e in Aromacademy di Davide Malizia (Roma).

Federica Geirola

Attualmente barmanager del cinque stelle Singer Palace Hotel (Roma), è stata lady amarena italia 2021/2022. Dopo 12 anni dietro al banco di bar high volumes è alla prima esperienza di hotellerie.

Carmelo Licata

Partito da dietro il bancone di una discoteca, a 17 anni, è poi entrato a far parte del team dello straccale (L’Aquila). Grande salto con l’ingresso nella squadra del Dry Martini di Sorrento. Oggi è barmanager di Seta Garden (Giulianova, Te).

Michele Picone

Per cinque anni ha gestito un suo locale nel centro storico di Aversa. Dopo la finale della Campari barman competition nel 2016, ha lavorato in Campary Academy per circa un anno. Oggi è consulente e lavora ad un nuovo progetto tutto suo.

Andrea Simeoni

29 anni, ha alle spalle diverse esperienze di lavoro in Italia: ha fatto la classica gavetta dal villaggio turistico fino al lavoro in una steak house. Dal 2014 crea e lavora all’Estremadura Café (Verbania).

Corey Squarzoni

Oggi è al banco dell’Ugo cocktail bar (Milano), ha iniziato la sua carriera allo Speakeasy di Arona, sul Lago maggiore, per poi passare al Luca&Andrea (Milano) e al The soda jerk (Verona). Nel 2020 ha vinto la settima edizione della Campari barman competition. È anche fondatore del sito Zero Waste Mixology.

Valeria Tummolo

Barmanager del Rem, locale notturno di Roma aperto a novembre scorso. Il suo primo maestro è stato Massimo d’Addezio nella Capitale, poi si è spostata all’estero, prima a Miami, collaborando con dei brand di spirits, e poi al The Gibson a Londra, dove è rimasta due anni.

I cocktail dimenticati tornano a nuova vita

Il tema sul quale si confronteranno è davvero stimolante. L’amico Ezio Falconi, titolare della Champagneria di Treviglio (Bg) e grande studioso della storia della miscelazione, ha dato alle stampe il suo libro Storia dei cocktail dimenticati, edito da Tecniche Nuove. Una raccolta di 42 ricette storiche, con aneddoti, racconti e curiosità. Ne abbiamo scelte dieci (nella gallery qui sotto), a comporre una ideale drink list fatta di cocktail del passato capaci di incontrare il gusto e la curiosità del cliente di oggi. Agli esponenti del Drink Te-am chiederemo, mese dopo mese, di dare la loro personale interpretazione di ciascuna ricetta, e le presenteremo assieme alle curiosità e alle caratteristiche di questi drink tutti da riscoprire. Pronti? Si parte!

 

 

Torna il Turin Coffee, due giorni a tutto tondo sul caffè

Turin Coffee
Sabato 11 e domenica 12 giugno torna in piazza San Carlo a Torino il Salone del Caffè, con seminari, workshop, interviste e tante degustazioni

Si presenta come sempre ricco di appuntamenti, degustazioni e masterclass il Turin Coffee, in programma sabato 11 e domenica 12 giugno in piazza San Carlo a Torino. È la prima edizione dopo l’emergenza, un nuovo appuntamento che gli organizzatori definiscono della rinascita e del futuro, con i caffè di Lavazza, Caffè Vergnano, Costadoro, Eurocaf, Mokabar, Boutic Caffè, Drop e Hobby Caffè.

Macinatura e cultura del caffè. Nel pomeriggio del 12 si svolge la terza tappa del campionato internazionale di macinatura Master Coffee Grinder Championship 2022, ideata da Fabio Verona. Sono iscritti ben 10 concorrenti a ricercare il giusto profilo organolettico di un caffè messo a disposizione da Costadoro; la giuria comprende giudici di alto livello, tra cui Chiara Bergonzi (sensoriale), Alberto Contini  (tecnico), come sempre guidati dal capo giuria Luca Ventriglia. Accanto ai concorrenti, protagonisti della competizione sono il macinino gravimetrico Solo dell’italiana Grindie, main sponsor dell’evento, e la macchina professionale a un gruppo You di Sanremo. La qualità dell’acqua per gli espressi è garantita dai sistemi di filtrazione di Brita. Sono inoltre sponsor della competizione Ipa Porcellane, Metallurgica Motta, Ims, LF Ricambi, pulyCaff.

Nella giornata dell’11 e la mattinata di domenica la sua tensostruttura ospita numerosi interventi e workshop, alcuni di taglio tecnico, altri più divulgativo. Questo il programma.

Sabato 11 giugno 

Ore 10:30 La filtrazione dell’acqua - laboratorio di assaggio – a cura di Brita, con Alberto Contini, national kay account di Brita - Come l’acqua può influenzare il gusto del caffè. La ruota dell’acqua. I sistemi di filtrazione. L’assaggio di caffè preparati con differenti acque.

Ore 12:00 Coffee Test: l’importanza di filtri e doccette nell’estrazione dell’espresso – a cura di Ims con Davide Spinelli, Q-Grader e brand ambassador Ims - Come può la sostituzione di un semplice filtro o di una doccetta modificare il sapore e la qualità di un espresso? Scopriamolo con l’assaggio. L’importanza della cura e della pulizia di filtri e doccette, le padelle del barista!

Ore 14.30 Anteprime e ultime novità nel campo della macinatura – a cura di Grindie e Sanremo - L’evoluzione dei macinadosatori, dal classico volumetrico agli ultimi modelli gravimetrici come il Solo e l’X-One.

Ore 15.00 Le moderne macchine espresso e la loro flessibilità -  a cura di Sanremo Coffee Machines con Danilo Llopis, R&D Manager - Il controllo delle temperature, i profili di pressione, il controllo del flusso e quanto queste variabili possono esaltare il caffè. 

Ore 16:00 Riaccendere nei clienti la voglia di andare al bar, a cura di Giulio Trombetta president & Ceo di Costadoro ed Alberto Mangiantini, Ceo di Gelati Pepino - L’obiettivo dell’aumento dello scontrino medio e le proposte estive legate al caffè freddo. Seguirà degustazione di Sorbetti Cold Brew e Stecco Pepino presso lo stand Costadoro

Ore 17:00 Quali sono gli strumenti più interessanti e innovativi a disposizione del barista - a cura di Metallurgica Motta ed LF ricambi con Marco Motta e Michele Tassiello - Il barista moderno ha a disposizione molti strumenti per migliorare le performace nel proprio lavoro, scopriamo quali sono i coffee tools disponibili oggi sul mercato e le ultime novità.

Ore 18.00 Il caffè specialty nella pasticceria contemporanea - a cura di Maurizio Galiano della pasticceria Gocce di cioccolato.

Domenica 12 giugno

I talk culturali a cura di Nadia Rossi, giornalista di Bargiornale.

Ore 10.30 presentazione della prima Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia con i coffee expert Andrej Godina e Mauro Illiano

Ore 11.00 presentazione di Sca, Specialty Coffee Association con Stefania Zecchi, community coordinator

Ore 11.30 presentazione del libro Il Caffè della pluricampionessa di latte art Chiara Bergonzi

Ore 12.00 presentazione del libro Professione Barista con Fabio Verona e Maria Emma Gillio

Ore 14.30 Inizio Campionato di macinatura

Ore 19.00 Premiazioni

Appuntamenti specialty - Mossa dalla volontà di divulgare la cultura degli specialty coffee e di promuovere le attività dei soci sul territorio, Sca Italy è presente con un proprio gazebo e numerosi soci disponibili per dare informazioni o chiarimenti a baristi e coffee lover. Ha organizzato anche alcuni appuntamenti:

Sabato 11

  • Ore 10,00 - Un racconto di Ialty: un caffè tostato a Barolo con Oliviero Alotto - degustazione di caffè filtro
  • Ore 14,00 - Una ventata di freschezza con SCA Italy: il cold brew by Gocce in Roastery - con Maurizio Galliano

Domenica 12

  • Ore 10,00 - Che opera d’arte la chemex! - con Federico Raso, trainer, titolare di coffee shop e competitor delle gare Barista
  • Ore 14,00 - Come funzionano le gare di Sca Italy? - con Alessio Simonetta, barista e competitor delle gare Brewers, che spiegherà come prepararsi a una competizione
  • Ore 14,30 - Non solo caffè: cascara, una drupa in infusione - con Simona Signorotto e Giada Scoleri di Infusion Caffè Torino

Esperienze estive in Costadoro - Sabato 11 dalle ore 16,00 presso lo stand della Torrefazione torinese alcuni interventi di grade attualità. A cominciare dal ritorno al bar: come fare in modo che le persone ritornino nei locali offrendo delle esperienze alternative al classico espresso. A seguire l’intervento di Fabio Verona, head of training & Fairs, sul tema Caffè ed estate raccontando le preparazioni del classico caffè shakerato o del cold brew coffee. Tutte le novità sono realizzate con le miscele Costadoro, a cominciare da Biologica e Faitrade, Respecto fino alla classica con 132 anni di storia Costadoro Espresso. C’è inoltre la possibilità di degustare caffè selezionati dal team di Ricerca e Sviluppo della Torrefazione con profili sensoriali particolari, un’esperienza unica. Ancora, Alberto Mangiantini, Ceo di Gelati Pepino, a raccontare la collaborazione tra la storica gelateria torinese e Costadoro, con la messa a punto di una ricetta realizzata con caffè 100% Arabica e 100% Biologico, trasformata in un classico Sorbetto al cold brew coffee Bio o nel tradizionale Pinguino ricoperto al cioccolato.

Visita alla Factory 1895 - Nelle due giornate della manifestazione, operatori e coffee lover possono vivere una specialty coffee experience, che prende il via presso lo stand di Lavazza Factory 1895 in piazza San Carlo, per proseguire nella Coffee Cave, per un’immersione a 360° nella cultura globale del caffè e per una degustazione guidata dai coffelier, veri esperti del caffè. Sono a disposizione alcune navette per accompagnare i visitatori alla Factory, con partenza ogni giorno alle ore 10,30, 14,30 e 16,30. Il trasporto e la visita guidata sono gratuite previo accredito al form https://accreditoeventi.it/visitalavazzafactory1895/.

Caffè & Vino - In occasione del Turin Coffee, il Mercato Centrale ospita un’anteprima del film documentario Caffè & Vino, ideato e scritto dai coffee expert Andrej Godina e Mauro Illiano, che racconta il parallelismo esistente tra i due mondi attraverso l’esperienza di numerosi esperti delle due filiere tra cui figurano lo chef Gennaro Esposito, Pia Donata Berlucchi (già presidentessa dell’Associazione Donne del Vino), Gerardo Patacconi dell’International Coffee Organization e Massimilano Tonelli direttore di Art Tribune, per citarne alcuni. La proiezione è in programma dalle 15,00, mentre dalle 17,30 sarà offerto un assaggio di tre tipologie di caffè preparate con diverse metodologie di estrazione e abbinate a tre vini selezionati da Cantina Social. Il film è prodotto dalla Camaleonte srl e distribuito da NaNo Film.

Quanto lavoro dietro (solo) 2 euro!

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di giugno 2022 di Bargiornale, a firma del direttore Rossella De Stefano, torna sull'annosa questione del prezzo del caffè

«L’espresso, la caffetteria italiana deve rinascere dalla qualità. E la qualità va pagata». Chiude così il suo sfogo sui social Francesco Sanapo, titolare delle caffetterie Ditta Artigianale, che si è visto commissionare una multa di 1.000 euro a seguito della denuncia di un cliente, offeso per aver dovuto pagare un decaffeinato 2 euro, prezzo non esposto correttamente in listino nel retrobanco (nonostante il menu fosse disponibile utilizzando il QR code). Immediata l’alzata di scudi da parte del mondo del caffè, noi compresi.

editoriale Bargiornale giugno 2022«In Italia è difficile far capire che ci sono caffè che possono costare anche di più di un euro - ha dichiarato Sanapo -. Che sono coltivati da persone che lavorano sodo per produrlo e far sì che diventi in tazza un’esperienza unica. Ci sono anche baristi da questa parte, che studiano per estrarre il meglio di quel caffè. Ma c’è qualcuno che ancora si offende per doverlo pagare più di un euro. Ecco perché la caffetteria italiana sta morendo».

Per evitare che la questione venga accantonata fino alla prossima multa, Sca Italy vuole aprire un tavolo di discussione con figure fondamentali del panorama del caffè italiano per portare il dibattito sul prezzo della tazzina di caffè a un livello più ampio. Lo scopo di questo progetto sarà valorizzare la qualità del caffè, l’investimento nelle attrezzature e la professionalità che oggi sono il credo di molti baristi italiani. Un progetto che sposiamo sin da questo numero, come del resto abbiamo già fatto in passato, raccontandovi le esperienze di imprenditori illuminati e cocciuti che hanno intrapreso lo stesso percorso di Sanapo. E che, come lui, non mollano.

Un team al top? Prima prendi le misure

Nel mondo food & beverage troppo spesso non si prendono decisioni basate su analisi di dati e previsioni. Anche per quanto riguarda la gestione del personale

Nell’era della complessità, si guarda alle tecnologie digitali e alla business intelligence per migliorare le performance della propria azienda. Il focus è su uno degli ambiti a maggiore complessità (per l’appunto) sul mercato italiano: la gestione del personale.

Di risorse umane il settore food & beverage parla da mesi, e non con toni positivi: si sta affrontando il problema più evidente, quello della carenza di manodopera. C’è un guaio serio da affrontare, perché quella carenza è legata alla mancanza di attrattività dell’intero comparto.

Come cercare di tenere unito il proprio gruppo e valorizzare le skill di ciascun dipendente? Come ottenere un ritorno economico e una migliore pianificazione delle attività? C’è la necessità di migliorare le pratiche di gestione delle persone e di introdurre processi decisionali basati su analisi di dati e previsioni. Se non ora, quando?

In Italia c’è un deficit molto concreto di “cultura dei dati”. Ne abbiamo parlato con Francesco Mazzo, Managing director di Compendium, società attiva nel mondo dei global payroll services e che offre servizi come la realizzazione di impianti paghe complessi e customizzati, rilevazione delle presenze, elaborazione delle buste paga, consulenza del lavoro, gestione delle risorse umane, predisposizione di budget del personale e di reportistica. «Siamo il Paese più complesso al mondo per la gestione del lavoro – spiega – ma serve un cambio di mind set anche da parte degli imprenditori».

Francesco Mazzo_Managing Director Compendium
Francesco Mazzo, Managing Director di Compendium.

Le criticità del settore f&b 

Impara a misurare, poi potrai migliorare

 «Parlando in generale del settore f&b, una lacuna più volte riscontrata è la poca rilevanza attribuita al controllo di gestione», spiega Mazzo. «Imprenditori che, non pianificando, prendono decisioni senza una visione complessiva di tutti gli elementi. Spesso il motivo è semplice: non hanno all’interno le competenze necessarie per sviluppare il business sulla base della misurazione di specifici KPI legati a tutte le performance aziendali. Un dato non è un nemico, se lo puoi misurare, lo puoi migliorare, ma occorre saperlo misurare!».

Il costo del lavoro è più alto di quello che pensi 

«Spesso è così, lo spiego con un esempio: molti clienti vengono da noi convinti di avere un costo del lavoro pari al 20%, ma sappiamo benissimo come nel settore food sia impossibile. Quello adatto ad una ottimale gestione è mediamente intorno al 32-35%, con una buona gestione si può arrivare al 28-30%. Come? Semplicissimo: prima controllare i dati, poi pianificare sulla base di essi».

Competenza, cassa, inventario, Gross Profit: questi sconosciuti

«Altro grande problema sul costo del lavoro: quasi nessuno lo calcola per competenza, quindi tenendo anche conto dei costi di accantonamenti di ratei di ferie e permessi, ad esempio, ma solo per cassa, dando cioè rilevanza all’esborso per stipendi e contributi. Si tratta di un errore rilevante: una pianificazione puntuale e preventiva è fondamentale per avere previsioni attendibili e un business sotto controllo per non dover cercare azioni correttive a consuntivo, spesso tardive. Altro elemento legato al controllo di gestione è il food & packaging cost. Chiosa Mazzo: «Soprattutto nel settore food è necessario un inventario mensile, spesso trascurato, per misurare materie prime, scarti, incarti. In sintesi, determinare le rimanenze finali e il Gross Profit, un elemento  fondamentale per avere un indicatore mensile misurato in tempo reale, ma anche per determinare gli utili d'esercizio, così importanti per chi gestisce un'impresa».

Un flusso automatizzato mette in sicurezza il dipendente e l’imprenditore

Tornando al tema del lavoro, come può aiutare la digitalizzazione dei processi? «La presa in carico di un dipendente all’interno di un sistema informatizzato, che guidi tutto il processo documentale, genera risparmio di tempo ed efficienza, consentendo una misurazione accurata. Il fattore umano è importante e un dipendente si sente tutelato se viene collocato in un sistema trasparente che parte dall'accoglienza e prosegue con gestione turni e presenze, emissione documentale, comunicazione interna con azienda e colleghi, monitoraggio attività. Perché non sfugga nulla e si possa tenere sotto controllo ogni momento del lavoro».

L’imprenditore ed i direttori HR ne beneficiano risparmiando molto tempo rispetto alla gestione delle risorse, eliminando tutti i processi manuali, ricavando report specifici. «La misurazione del costo del lavoro e dei margini sono elementi fondamentali per impostare il business plan, che determina, ad esempio, le basi per l’apertura di un nuovo punto vendita o di una nuova attività. Tutto questo contribuisce a rendere chiaro lo scenario e anche – più prosaicamente – a relazionarsi con le banche o altri investitori in modo trasparente».

Linea Tattoo RCR: stile giovane e contemporaneo che esalta ogni bevanda

Tattoo RCR gruppo mixo 2
Realizzata in Luxion®, la collezione Tattoo si caratterizza per le sue linee che richiamano le provocazioni espressive della Body Art

Estetica e funzionalità, sempre abbinate a un’altissima qualità e alla grande attenzione all’ambiente. È puntando su questi valori che RCR Cristalleria Italiana si è imposta come una delle maggiori realtà nella produzione in vetro di alta qualità nel mondo dell’arredo tavola, della mixology, della degustazione e dell’arredo casa. Con sede a Colle di Val D’Elsa (Siena), nel cuore della Toscana, l’azienda propone al mondo dei locali una vastissima gamma di soluzioni disegnate per esaltare e valorizzare al massimo il servizio di ogni bevanda: prodotti pura espressione di design italiano eco-sostenibile.

Tutti i prodotti RCR sono realizzati in Luxion®, un vetro sonoro superiore brevettato, concepito nel pieno rispetto dell’ambiente. Il materiale è ottenuto con materie prime purissime, che rendono ogni prodotto 100% riciclabile, lavorate con un processo produttivo senza emissione di fumi o altri agenti inquinanti in atmosfera, grazie all’utilizzo di soli forni elettrici alimentati con energia rinnovabile. Energia green generata dall’impianto fotovoltaico da 30.000 mq che ricopre il tetto dello stabilimento e dalle centrali a biomassa e geotermica delle quali l’azienda si è dotata. Ma non solo. Altra peculiarità del materiale è l’elevata resistenza agli urti e ai lavaggi, fino a 4.000 cicli in lavastoviglie professionali, che rendono i prodotti perfetti per un utilizzo quotidiano.

Tattoo RCR, un must per ogni locale

Tra le ultime novità e vero must dell’assortimento RCR è la linea Tattoo, una collezione completa, rivolta al mondo mixology, ma perfetta anche per il servizio di tutte le bevande per ogni momento della giornata, dallo stile giovane e contemporaneo che rimanda alle provocazioni espressive della Body Art.

Pezzo forte della collezione è la richiestissima Tattoo Mule (capacità 42 cl, h 111 mm, diametro 84 mm) nata per sostituire la classica tazza in rame necessaria per il servizio del Moscow Mule. Un prodotto innovativo molto amato dai bartender, in virtù della sua trasparenza, che esalta al massimo i colori dei drink, del comodo manico, che assicura una presa ergonomica, e della capacità di preservare la temperatura di ogni cocktail, grazie alle proprietà del Cristallo Ecologico RCR, che mantiene la temperatura del miscelato 5 volte di più rispetto a una tazza in rame.

Altro pezzo della collezione che spicca per la sua unicità, sia per la forma sia per il concetto, è la Clessidra (6 cl, h 102 mm, diametro 50 mm), una soluzione ideale da utilizzare come doppio bicchierino da shot o come innovativo jigger.

Arricchiscono la linea il Bicchiere Hb (37 cl, h 150 mm, diametro 70 mm), il Bicchiere Dof (34 cl, h 94 mm, diametro 82 mm), il Calice (29 cl, h 194 mm, diametro 88 mm) e la Coppa (27 cl, h 140 mm, diametro 100 mm). La completano il Mixing Glass (65 cl, h 160 mm, diametro 97 mm), dove ancora una volta le proprietà del Cristallo Ecologico RCR fanno la differenza, assicurando grande trasparenza, che permette al bartender di vedere gli ingredienti utilizzati, e mantenendo il raffreddamento molto più a lungo del normale vetro, e la Bottiglia Rotonda (96 cl, h 263 mm, diametro 121 mm).

Due bicchieri di design per la vodka sostenibile

Koskenkorva bicchieri design
Porta la firma di due designer finlandesi la limited edition di bicchieri per cocktail creata in esclusiva per Koskenkorva Climate Action, la vodka ottenuta da orzo coltivato con massima attenzione all'ambiente

Due dimensioni diverse, 28 cl e 35 cl, e due diverse tipologie di vetro, ma il risultato, quanto a resa estetica e leggerezza, è lo stesso. Danno un valore assoluto al drink i due bicchieri ideati dai designer finlandesi Ville Kokkonen e Harri Koskinen in esclusiva per Koskenkorva Climate Action, la vodka finlandese dell’omonimo brand Koskenkorva distribuita in Italia da Compagnia dei Caraibi, ottenuta dalla distillazione dell’orzo coltivato più a Nord nel mondo con tecniche di coltura rigenerativa.

Koskenkorva-Original-Climate-ActionDue cocktail signature per celebrare la partnership

I due pezzi di design sono stati presentati a Milano durante la Design Week. Per l'occasione Koskenkorva, affidata alle mani del brand ambassador Mikael Karttunen, è diventata  l’ingrediente principale di due cocktail: Shrub Me Right (con shrub di lampone) e Climate Avenger (con Vermouth Carlo Alberto White).

Limitare la CO2 per salvaguardare l'ambiente

I due bicchieri sono prodotti con due diversi tipi di vetro, con processo di soffiatura a bocca e produzione semi-automatizzata, presso la vetreria Iittala in Finlandia. Sono in edizione limitata per Koskenkorva, la quale punta ad affermarsi come il brand di vodka più sostenibile al mondo. La referenza Climate Action, infatti, è prodotta interamente con orzo coltivato da coltura rigenerativa, un metodo di produzione che limita la CO2 dell’atmosfera incorporandola al suolo e permette raccolti più ricchi e di qualità superiore proteggendoli dalla siccità e dagli insetti. Con l’agricoltura rigenerativa si attuano una serie di pratiche che permettono di rigenerare il suolo, arricchendolo per renderlo nuovamente idoneo a ospitare piante sane e resistenti che danno frutti di qualità.

Produzione nel segno dell'economia circolare

Climate Action viene distillata nel villaggio di Koskenkorva, nella Finlandia occidentale, dove l’orzo vene trasformato e combinato con acqua di sorgente non filtrata. L'impianto di Koskenkorva è un esempio di economia circolare. Tutto quello che non può essere usato per produrre acquavite viene utilizzato per produrre prodotti a base di amido e mangimi per animali; le bucce d'orzo vengono bruciate in un’apposita biocentrale per alimentare la distillazione e le ceneri vengono utilizzate come fertilizzante, mentre l'anidride carbonica prodotta dalla fermentazione viene infine utilizzata per la coltivazione in serra.

Bartour, il webinar di Brita per chi vuole il meglio in tazza

Iscriviti al webinar gratuito di lunedì 13 giugno alle 15.30 per scoprire come l'acqua può diventare il miglior alleato del tuo caffè. Con gli esperti di Brita e le testimonianze di Gianni Cocco, Luca Ramoni, Andrea Villa e Gian Zaniol

L’esperienza di un eccellente caffè al bar prende il via da un buon bicchiere l’acqua, che ha il compito di predisporre a gustare la preparazione che seguirà. E visto che una tazza di espresso  è composta da circa il 90% di acqua (la percentuale sale al 98% nelle preparazioni a filtro), risulta evidente l’influenza che ha sul gusto. Di nuovo, l’acqua può modificare la montatura a crema del latte, dunque non permettere di realizzare un cappuccino bello ancor prima che buono.

L’acqua erogata al bar non è solo un semplice legame chimico tra idrogeno e ossigeno: può contenere un’ampia varietà di minerali disciolti, sostanze organiche, particelle e residui che si possono trovare nelle tubature e che influiscono in modo significativo sul sapore e sull’aroma del caffè, sulla percezione al palato ed anche, nel caso di un espresso, sulla qualità della crema.

A chi vuole conoscere più da vicino e utilizzare al meglio l’ingrediente-acqua, esaltare le caratteristiche dei diversi caffè e dei differenti metodi di estrazione, Brita offre un percorso tra i suoi diversi utilizzi al banco bar e le caratteristiche ottimali di ogni preparazione con il webinar

BARTOUR: Tappe e incontri sensoriali dell’acqua in caffetteria, in programma lunedì 13 giugno alle ore 15,30.

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Il cammino nell’utilizzo del caffè al banco bar prende il via con

  • Il bicchiere d’acqua prima della bevuta al banco - Elena Scordamaglia – marketing specialist e Brita Water Sommelier
  • L’acqua ideale per l’espresso classico italiano - Andrea Villa -Maestro del Caffè Aicaf - Accademia Italiana Maestri del Caffè e Campione Italiano di Coffee in Good Spirit
  • L’espresso all’estero: lo specialty - Gian Zaniol - Italian Brewers Cup Champion e Brita Bar Ambassador
  • L’acqua e il cappuccio - Luca Ramoni - Maestro del caffè e coordinatore nazionale Aicaf Accademia Italiana Maestri del Caffè
  • L’acqua e il caffè filtro - Gianni Cocco - Maestro del Caffè Aicaf Accademia Italiana Maestri del Caffè, coffee performer TV, consulente per bar e caffetterie

Si potrà così verificare come trovare il giusto accordo tra caffè e acqua, i due ingredienti protagonisti di ogni tazzina, sia un’operazione complessa, che diventa semplice con Brita e i suoi sistemi filtranti in grado di rispondere a diverse esigenze sia per tipologia di acqua, sia per utilizzo nel locale.

Per molti si tratterà di un primo momento di approfondimento che spingerà a conoscere in modo più dettagliato e professionale l’acqua attraverso il modulo Specialist “Caffè” di Acquademy by Brita, il primo percorso multilivello di formazione formative dai moduli Acqua, Ghiaccio e Caffè.

Grazie a decenni di esperienza nella filtrazione, Brita è uno dei partner privilegiati della comunità dei baristi, anche specialty e tra gli Iei Approved Product, una certificazione speciale realizzate dall’Istituto Espresso Italiano. L’ampia gamma di prodotti è stata messa alla prova con successo con ogni tipo di acqua, dura o dolce, con depositi di gesso e calcare: i suoi filtri professionali permettono di ottenere sempre il prodotto ottimale. Quando si prepara un espresso, filtrando l’acqua con i sistemi Brita si ottiene una miscela bilanciata di minerali, con un grado di durezza dei carbonati basso ma sufficiente all’estrazione. Quindi, oltre a proteggere la macchina del caffè da calcare e particelle, viene esaltato il tipico gusto dell’espresso e risultano ancora più intense le caratteristiche della crema. Analogamente, nel caso di preparazioni in filtro, l’acqua filtrata è priva di quegli elementi indesiderati che potrebbero modificare o mascherare l’aroma del caffè, enfatizzando il gusto e il profumo tipici del caffè scelto e assicurando allo stesso tempo una tazza limpida.

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Un milione di api ed energia verde per Scarpato

L'azienda artigianale veronese, specializzata nella produzione di lievitati di alta gamma, annuncia un nuovo protocollo produttivo e l'adozione di 20 alveari in tutta Italia

Anche il mondo della pasticceria dimostra la sua sensibilità all'ambiente. In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente del 5 giugno scorso, Scarpato ha annunciato un cambio di rotta verso la sostenibilità. L'azienda artigianale di Villa Bartolomea, in provincia di Verona, è specializzata nella produzione di lievitati di alta gamma con i brand Pasticceria Scarpato e Antica Offelleria Verona. Per tutelare la biodiversità, necessaria per la garanzia di qualità degli ingredienti necessari alla pasticceria, ha annunciato l'avvio di un percorso produttivo a basso impatto ambientale. Inoltre, Scarpato adotterà un milione di api in tutto il territorio nazionale affiancando la startup Beeing, impegnata nella tutela di questi custodi della biodiversità.

Una nuova strada verso la sostenibilità

Scarpato avvierà la produzione di energia verde, che garantirà l’autosufficienza energetica dell’intero processo produttivo, grazie a un impianto fotovoltaico aziendale di 1300 mq. Ma la sostenibilità si misurerà anche sull’impiego di ingredienti di qualità rispettosi della biodiversità, a partire dallo zucchero. Le ricette artigianali della Pasticceria Scarpato, infatti, impiegano solo zucchero italiano da agricoltura sostenibile amico delle api, prodotto senza l’utilizzo di neonicotinoidi, insetticidi fortemente dannosi per la sopravvivenza degli insetti impollinatori.

Perché adottare un milione di api

Scarpato rafforza il suo impegno per l'ambiente con l'adozione di 20 alveari, sparsi tra le varie regioni italiane, per un totale di oltre un milione di api. La scelta andrà ad affiancare il programma “Bee The Change - Adotta un alveare” della startup di Faenza Beeing. Nel gruppo rappresentato ci sono solo apicoltori biologici certificati o che lavorano secondo gli standard di apicoltura biologica e sostenibile con l’obiettivo di massimizzare il benessere degli insetti. «Chi apprezza i nostri prodotti, cerca la qualità in tutti i suoi aspetti. Per questo le scelte che quotidianamente facciamo sono spinte dalla volontà di testimoniare una ricerca costante della perfezione - afferma Marco Ferrarese, amministratore della Scarpato - Da sempre scegliamo i migliori fornitori ma, anche, riteniamo importante impegnarci per garantire l’impiego di ingredienti che si basino sul rispetto dell’ambiente. Nel nostro caso puntiamo ad una qualità senza compromessi: il miele è solo quello grezzo italiano, non sottoposto a trattamenti termici, così da mantenere intatte tutte le sue proprietà. Allo stesso modo per lo zucchero italiano, selezionato in virtù della totale assenza di insetticidi».

Che cosa ci ha colpito visitando École Ducasse in Francia

Ecole Ducasse Pastry training courses (c) Matthieu Cellard (7)
courtesy Matthieu Cellard
La nostra visita a École Nationale Supérieure de Pâtisserie a Yssingeaux, vicino a Lione, tra laboratori super attrezzati, full immersion nella pasticceria e la guida di docenti di prima categoria

La francese École Ducasse-École Nationale Supérieure de Pâtisserie (Ensp) è un centro di formazione dedicato alle arti dolci. È stata fondata nel 1984 dalla Conféderation des Patissiers come scuola di formazione di professionisti per professionisti. In seguito, è entrata nel gruppo degli istituti di formazione legati allo chef Alain Ducasse. Nel corso degli anni Ensp ha ampliato l’offerta e oggi propone un ampio ventaglio di corsi, tutti accomunati dall’impostazione: professionisti al top nei rispettivi campi come insegnanti e un modello di insegnamento incentrato sulla pratica e sul mettere “le mani in pasta”. Abbiamo avuto l’opportunità di visitarla lo scorso maggio e questo è quel che abbiamo visto.

La posizione: immersione nella natura e massima concentrazione

Ensp si trova a Yssingeaux, una cittadina di campagna a un’ora e mezza d’auto da Lione. Tutt’intorno, campi coltivati e colline boscose. Il relativo isolamento della cittadina è un vantaggio per i partecipanti ai corsi, afferma Thibaut Damico, Head of Enrolment and Admission Manager della scuola: l’immersione nella natura e la mancanza di distrazioni conciliano la concentrazione sullo studio.

Le strutture: un castello con 8 lab e aule studio

La scuola è ospitata in un castello ed edifici annessi, a due passi dal centro del paese. Comprende otto laboratori, aule studio, lounge per il tempo libero, un ristorante e 24 camere. I laboratori hanno 12 postazioni di lavoro ciascuno, medesime attrezzature e layout e funzionano su due turni: 6-12 e 13-19. È prevista la costruzione di altri 4 laboratori, 3 nuove aule aggiuntive e 36 residenze per studenti, che apriranno a settembre 2023. Altri alloggi per gli studenti si trovano nella cittadina.

I corsi: dalla formazione pratica a quella imprenditoriale

L’Ensp offre diversi tipi di corsi, destinati a diverse categorie di utenti, a seconda degli obiettivi e dell’esperienza lavorativa già maturata. Qui raccontiamo alcuni di quelli che possono interessare il pubblico internazionale. Il Bachelor di pasticceria francese è un corso base rivolto a giovani diplomati, francesi o provenienti dall’estero, che vogliono intraprendere la carriera nel mondo della pasticceria. Le lezioni si tengono in inglese o francese. I corsi durano tre anni e sono organizzati in tre semestri presso l’Esnp alternati a tre semestri di stage presso hotel, ristoranti o pasticcerie. Presso l’Esnp le lezioni sono per il 40% teoriche e per il 60% di pratica di laboratorio: «C’è più teoria perché scopo del corso è formare futuri imprenditori quindi include materie come management, economia, marketing, contabilità, risorse umane, ricerca e sviluppo – raccontano Damico e Dominique Brun, manager tecnico e pedagogico e chef responsabile della formazione -. Grazie al bachelor si impara a costruire e gestire un proprio business, a fare impresa». Il French pastry arts diploma è un percorso più breve, che dura 8 mesi, di cui 2 di stage. Il corso è in inglese e l’accento è sulla formazione pratica, che costituisce quasi il 100% delle lezioni, perché gli studenti «vengono da tutto il mondo per imparare le tecniche della pasticceria francese», dice Damico. Il corso affronta tutte le discipline della pasticciera francese: viennoiserie, boulangerie, patisserie, confiserie, cioccolato, gelato, dessert boutique e dessert restaurant. L’Ensp offre poi un programma di 68 corsi di formazione continua di 2 giorni e mezzo dedicati a un argomento specifico. Questi corsi sono tenuti solo in francese e sono rivolti a professionisti che vogliono aggiornarsi sulle nuove tecniche e le nuove tendenze sotto la guida di chef patissier di chiara fama riconosciuti come esperti dell’argomento. Anche in questo caso il taglio è molto pratico.

Il metodo: full immersion in ogni ricetta

Il metodo didattico prevede che tutti gli studenti abbiano una postazione a disposizione. Tutti gli studenti eseguono personalmente tutti i passaggi di una ricetta, sotto il controllo dello chef. Per permettere a quest’ultimo di seguire ciascun studente, le classi sono formate da un massimo di 12 allievi.

Gli insegnanti: professionisti al top danno l'esempio

Il personale docente è formato da 15 chef permanenti in forza alla scuola e da numerosi professionisti esterni selezionati tra i migliori al top nei rispettivi campi. Tra il personale docente interno ed esterno si annoverano molti MOF (Meilleurs Ouvriers de France), pastry chef di ristoranti stellati e Relais Dessert, membri della squadra francese ai Campionati del mondo della pasticceria. In genere, si tratta di giovani pasticceri di successo, che hanno messo a punto nuove tecniche: «Non sarebbe interessante avere professionisti che lavorano con le tecniche di 20 anni fa», commenta Brun. L’idea è «selezionare la nuova generazione di pastry chef». Tra gli allievi illustri che si sono diplomati nella scuola e che oggi tornano regolarmente per tenere corsi brevi possiamo ricordare Cédric Grolet e il campione del mondo Loic Beziat.

La rivincita della pasticceria salata

salato in pasticceria
È il momento di dare nuovo valore e ampiezza di gamma alla pasticceria salata. I consigli dei maestri e le testimonianze di chi ci ha già pensato

MILANO. Il lato salato è stato a lungo una “cenerentola” in pasticceria, in vetrina relegato a un corner spesso poco curato e sicuramente poco variegato, dove la proposta salata consisteva per lo più in pizzette e salatini, tartine alla gelatina e canapé. Forse ora le cose possono cambiare, anche grazie al grande impulso che sta vivendo il momento aperitivo nelle pasticcerie, che in fase di lockdown ha avuto una certa fortuna anche come delivery. Ne parliamo con Luca Montersino, maestro pasticcere, docente e noto volto televisivo, che sul fronte della pasticceria salata (e non solo) è stato un precursore. Lo testimonia il suo libro Piccola pasticceria salata, uscito nel 2008. Dopo 14 anni e varie ristampe, le ricette create dal maestro piemontese - dall’Aspic con panna cotta di caprino alle Crostatine alla spuma di melanzane e scamorza, ai Lecca-lecca con chaud-froid, solo per citarne qualcuna - sono ancora oggi sorprendentemente attuali e capaci di dare spunti interessanti al settore.

Aprirsi all'opzione della prima colazione salata

Dice il pasticcere: «Da quando ho iniziato i primi corsi sul tema, nel 2002, l’ho sempre sostenuto: perché non pensare a un assortimento salato allo stesso livello della gamma del dolce, che invece ha avuto grande sviluppo? Basta analizzare la vetrina di una pasticceria: c’è la biscotteria dolce, e allora perché non mettere in gamma anche frolle e biscotti salati? Ancora: nel banco trovi le tartellette alla frutta o con le ganache; perché non pensare anche a tartellette con le verdure o ganache salate? Tutte le categorie merceologiche della pasticceria, dai fritti alle mignon da taglio a quelle da stampo ecc. possono avere il loro corrispondente salato. E si può andare oltre, con plum cake, torte da forno e da credenza… c’è un enorme capitolo tutto da sviluppare. Va detto che c’è uno scoglio tecnico da superare, perché in ambito dolce lo zucchero ha innumerevoli funzioni: conservante, anticoagulante, anticristallizzante, anticongelante, il potere di impasto che crea, la sofficità o la croccantezza che dà. Nel momento in cui punto al salato bisogna attentamente studiare come fare questa sostituzione, poi non ci sono limiti di creatività». A riprova che i tempi sono maturi Montersino, consulente di Autogrill per ricerca e sviluppo prodotto, svela un fatto significativo: «Per il 2023 mi è stato chiesto di studiare ricette salate per la prima colazione. Se un gruppo così grande e attento ai trend lo richiede, significa che il mercato sta andando in quella direzione. È un input interessante per la nostra categoria, significa che ci sono interessanti margini di lavoro. La mia idea da pasticcere? Per me il salato oggi dovrebbe rappresentare circa il 20% sul totale delle proposte da colazione».

Servono una decina di referenze in gamma

Ciò detto, la pasticceria salata è una vendita che va molto curata e “spinta”. «Indispensabile conoscere la propria clientela - prosegue Montersino -. Al Sud Italia ad esempio c’è una maggiore abitudine a comprare il salato in pasticceria, mentre al Centro e al Nord è un acquisto fatto soprattutto in occasione di ricorrenze ed eventi. In generale è comunque un tipo di prodotto che differenzia dai competitor, dà valore aggiunto alle pasticcerie che propongono il momento aperitivo (e come side di un cocktail bastano 5/6 proposte ben assortite) e che possono aprire un grande mercato, capace anche di fare da traino alla vendita dolce. Di sicuro però, se si vuole puntare su una gamma salata da banco, bisogna dare un assortimento adeguato: al di sotto delle 10 referenze non può essere considerato tale, si può ipotizzare una gamma salata attorno al 20-30% sul totale proposte. Solo avendo una presenza ben visibile in vetrina si può ottenere l’effetto “wow” che spinge il cliente all’acquisto». Perché l’assortimento vende, nel dolce come nel salato.

Le testimonianze

Roberto Rinaldini, Rinaldini Pastry, Rimini

Rinaldini nella pasticceria salata ci crede, eccome. Tanto che lo scorso anno nei sei punti vendita (fra Rimini, Milano, Linate aeroporto e Roma, con altre aperture imminenti) ha lanciato la linea salata Food Experience destinata al mondo horeca, oltre che presente nel menu dei pdv del maestro riminese. «Con le nostre nuove proposte abbiamo messo in campo una vera e propria evoluzione del salato da pasticceria. Un caso emblematico sono le nostre fritture (surgelate, ndr), da rigenerare in forno a 220°C per pochi minuti, così si forma la crosticina dorata, sono sfiziosissimi. E ancora le praline Choco Salty, che hanno avuto un grande successo, oppure la nostra stuzzicheria salata, a base di frutta disidratata e fiori commestibili, i bigné tonno e pomodoro o alla carbonara. In generale è stato un grande salto di livello per questo tipo di prodotto, così come sono piaciuti molto il nostro “pan brioche” salato e le tapas fatte salumi e pane di nostra produzione. Il periodo del lockdown ha dato grande impulso a queste proposte salate, che abbiamo studiato anche in combinazione con l’aperitivo: la clientela ha apprezzato. Nei locali di Milano e Rimini questa produzione ha registrato un aumento del 12%». M.B.

Giovanni Giberti, Pavé, Milano

«In questi ultimi due anni è cambiato completamente il mercato, la pausa pranzo è quasi sparita come occasione di consumo durante i lockdown. Abbiamo fatto tante prove in laboratorio e alla riapertura abbiamo gradualmente rinnovato la proposta». A spiegare il nuovo menu di Pavé, pasticceria-bistrot di Milano con sei punti vendita, è Giovanni Giberti. Pavé ha da poco lanciato alcune novità, puntando proprio sul salato. «Abbiamo rivisto il menu per “aprirlo” a soluzioni più semplici, ma sfiziose e accattivanti. Abbiamo trasformato il nostro bombolone in una versione salata, senza aromi, con culatta e stracciatella e con salmone e ricotta. Invece di proporre un toast semplice, ora c’è un avocado toast con pane di segale tostato, avocado e sommacco». In carta, disponibili sin dalle 9.30 e poi accompagnati da piatti più tradizionali dalle 12, anche altri snack come il crostone con funghi cardoncelli saltati, ricotta e paprika affumicata. «Le richieste del cliente sono cambiate. Se sommiamo la nostra apertura a una clientela internazionale e il trend degli snack molto rafforzato dopo la pandemia, appare chiaro il perché di questo cambiamento. E le originali soluzioni salate ci vengono in aiuto. Una ridefinizione del nostro modello, che era impostato sul piccolo bistrot nel 2019 ma che è stato necessario rivedere profondamente dopo due anni di stravolgimenti». E.B.

Mattia Premoli, Pasticceria e panificio La Primula, Treviglio

Di panettone da mangiare tutto l’anno si parla da tantissimo. Mattia Premoli, giovane titolare della pasticceria e panificio La Primula di Treviglio (Bg), terzo all’ultima edizione di Artisti del panettone e medaglia d’oro Fipgc per la miglior colomba classica e il miglior panettone, ha deciso però di puntare sul salato, proponendo il Pancettone. È un bauletto da 500 g (o da 230 g in vasocottura) con l’impasto del panettone classico amalgamato a pepe, cubetti di pancetta dolce e mais a filiera corta. «Ha solo tre settimane di shelf life, è un interessante mix dolce-salato e lo consigliamo per il consumo all’aperitivo. Lo vendiamo al banco e sull’e-commerce e fa parte dei nostri sforzi creativi salati per farci conoscere non solo come semplice pasticceria e panificio», racconta a Dolcegiornale Mattia. Non solo: Premoli ha deciso di distinguersi sul suo territorio ideando un kit aperitivo. «Nei dintorni non c’è un’offerta simile e questo mi ha permesso di farmi apprezzare. Il mio è un locale di vendita con consumo sul posto, senza servizio, quindi cercavamo un modo intelligente per entrare nella mente dei clienti con una proposta di asporto». Il kit, disponibile su ordinazione con ritiro in negozio, comprende cantucci salati con arachidi, origano e peperoncino, schiacciatine alla curcuma e semi, grissini umami e grissini all’olio extravergine di oliva. «A breve integreremo l’offerta con prodotti senza lattosio e vegani, perché la richiesta è molto alta. Mi prendo tempo perché serve tanta ricerca sugli ingredienti». E.B.

Simona Solbiati, Solbiati Cioccolato, Milano

L’idea di dare corpo a un’offerta di cioccolatini salati è venuta due anni fa a Simona Solbiati, artigiana del cioccolato che gestisce un piccolo laboratorio assieme ad altre tre persone a Milano e produce circa 2.000 kg di cioccolato l’anno, rifornendo pasticcerie e hotel di lusso. «Una cliente mi chiese di ideare un cioccolatino salato - spiega Simona - e quella si rivelò una prima prova che mi ha dato lo spunto per ideare una linea di praline salate. Funziona benissimo per le forniture per eventi aziendali o cerimonie». Spiccano il cioccolatino con ganache al foie gras e Riesling, al tartufo bianco, al salmone selvaggio affumicato, marmellata di arance e crema fraîche, al cioccolato bianco con crema di zabaione e perle di caviale. «Hanno una shelf life di soli due giorni, molti cioccolatini della linea sono “aperti”, con ripieno a vista. Distinguono la mia offerta e sono adatti per l’aperitivo o per un evento, ma non li vedo come prodotti da banco in un negozio che faccia asporto classico. Invece in somministrazione, magari accompagnati da bollicine, sono molto apprezzati». E.B.  

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