Home Blog Pagina 278

La chef Marianna Vitale firma la nuova limited edition di Cornetto Algida

Cornetto Sud_Cornetto Algida limited edition 2022
Firmata dalla chef napoletana, la nuova interpretazione "stellata" dell'iconico gelato è ispirata ai sapori del Sud del mondo

Con l’arrivo dell’estate arriva anche una fresca e gustosa novità per i bar targata Algida. È Cornetto Sud la nuova limited edition dell’iconico gelato italiano. A firmarla la chef stellata Marianna Vitale, titolare del Sud Ristorante a Quarto Flegreo (Napoli), premiata nel 2011 come Chef emergente da Il Sole 24 Ore e come miglior chef Donna per la Guida Michelin.

Vitale ha concepito la sua versione del gelato come un viaggio tra ricordi e scoperta in un’esplosione di gusto ed emozioni legati ai sapori del Sud del mondo. Il viaggio di Cornetto Sud inizia con la granella di mandorle tostate che poggia su un composto di cacao croccante e un gelato alla mandorla, tipico gusto italiano ma con un’apertura verso territori ignoti, grazie a un cuore di salsa al frutto della passione. Il tutto avvolto in una cialda al cacao e polvere di caffè, tipico dei territori partenopei, dai quali la chef prende ispirazione ogni giorno per lo stile della sua cucina.

Fedele a questo progetto la scelta degli ingredienti, suggeriti da suggestioni che rimandano a un tempo passato, ma che insieme guardano al presente e al futuro. Il sapore della mandorla richiama infatti alle estati da bambina della chef, il frutto della passione i colori del sud, mentre l’aroma del caffè rievoca l’odore della partenza prima di un viaggio.

Ma con Cornetto Sud Vitale vuole far vivere ai consumatori anche un’esperienza stellata. Per questo motivo sul pack non viene svelato il prodotto, ma è presente solo la descrizione degli ingredienti utilizzati: la scoperta è tutta affidata, proprio come in vero un ristorante stellato, all’esperienza che si vive mangiando il gelato, che fa immergere il consumatore, appunto, in un viaggio tra sapori e ricordi.

Il nuovo Cornetto Sud rappresenta la terza “puntata” degli Stellati, la serie di edizioni limitate del Cornetto firmate dai grandi chef, inaugurata nel 2020 con il Cornetto al lampone creato dal pastry chef tristellato Andrea Tortora (leggi Cornetto Stellato Algida al lampone firmato dal maestro Andrea Tortora), al quale è seguito lo scorso anno con la versione ispirata al cannolo siciliano della chef stellata chef stellata eoliana Martina Caruso.

Gruppo Cimbali al Woc, obiettivo su macchine e roaster

Faema President GTi
Faema President GTi
L’azienda di Binasco presente con i i brand LaCimbali, Faema e Slayer. Spazio alla cultura del caffè con gli appuntamenti di Mumac Academy

Prosegue il conto alla rovescia per il Word of Coffee 2022, che per la prima volta verrà ospitato dalla città di Milano presso il Milano Convention Center (zona Portello) dal 23 al 25 giugno.

Durante la tre giorni di evento Gruppo Cimbali esporrà alcune macchine dei suoi brand LaCimbali, Faema e Slayer che metterà a disposizione di numerosi ospiti, tra cui microroaster italiani e internazionali che racconteranno la loro storia e il loro approccio all’espresso.

Lo stand sarà caratterizzato da fitto calendario di appuntamenti che fanno capo a It’s Only Roast ‘N’ Brew (But I Like It): il programma comprende figure premiate internazionali come il campione nazionale cup taster in Germania Dénes Rajmond di R.D. Coffee (che gareggia al WOC per il titolo mondiale), The Underdog, un team di Atene composto da baristi campioni nazionali e mondiali in diverse discipline, Alexandru Niculae, campione del mondo roaster 2016, della torrefazione di Bucarest BOB Coffee Lab e il team di Kahiwa Roastery, la roastery finlandese in comproprietà con il famoso pilota di Formula 1 Valtteri Bottas. Per l’Italia presenti anche il campione italiano barista Matteo Pavoni di Peacocks Coffee e Manuela Fensore, campionessa mondiale di latte art in carica e coach di Carmen Clemente in gara per il titolo mondiale WOC, che si esibirà in dimostrazioni di latte art; entrambe sono titolari del World Latte Art & Coffee Center, alle porte di Milano.

Per quanto riguarda le macchine si parte dalla M200, la nuova macchina per caffè espresso firmata LaCimbali, con design all’avanguardia, tecnologia avanzata e alta qualità in tazza. E ancora la superautomatica S60 versione S10, una macchina smart e intelligente, ideata per le catene: grazie a una lancia con sensore di temperatura integrato offre la massima precisione nella preparazione di bevande a base di latte. Nell’area dedicata a Faema saranno presenti la E61, simbolo di una convivialità da vivere intorno al bancone di un bar, la President GTI, una macchina senza tempo dove qualità, ergonomia e innovazione si uniscono al meglio, e la E71E, ergonomica e multitasking. Sotto i riflettori anche Faemina, la macchina per il caffè espresso a un gruppo, ideale sia per l’ambiente domestico e per piccoli contesti commerciali.

Infine un’area dedicata a Slayer con Slayer Steam LP, la macchina che garantisce controllo e precisione grazie alla pr-infusione programmabile e alle funzioni di ripetibilità, e la Slayer Espresso, per chi vuole restare al passo con le nuove tendenze del mondo del caffè.

Per l’occasione, il Mumac - Museo della Macchina del Caffè di Gruppo Cimbali, sarà aperto per visite guidate o gratuite con un caffè di benvenuto il 23 e il 24 giugno dalle 10.00 alle 17.30. Un’opportunità per scoprire la vera storia dell'espresso grazie ad un viaggio attraverso lo sviluppo tecnologico ed estetico delle macchine da caffè espresso dai primi anni del XIX secolo fino ai giorni nostri. Per prenotare la visita è necessario compilare il modulo sul sito del MUMAC.

Il programma

Giovedì 23 giugno

Dalle 10 alle 13

M200 Profile + Elective | Aliena Coffee Roasters w/Dario Fociani & Dafne Natale Spadavecchia & Arturo Felicetta

E71E + Groundbreaker | Tostato Speciality Coffee w/Alberto Nevola & il Team di Tostato

Dalle 10 alle 12

Slayer Steam LP | Uncommon

Slayer Espresso | Supremo

Dalle 12 alle 14

Slayer Steam LP | Florence

Slayer Espresso | Hidden Coffee Roaster

Dalle 14 alle 17

M200 Profile + Elective | Caffè Ernani w/ Martina Mazzoleni & Paolo Sangalli

E71E + Groundbreaker | Sierra Nevada Caffè Roaster w/ Yhin Cubides & Chiara Parolini

Dalle 14 alle 16

Slayer Steam LP | now.here

Slayer Espresso | BOB coffee lab

Venerdì 24 giugno

Dalle 10 alle 13

M200 Profile + Elective | Three Coffee Roasters w/ Drew & Jerome

E71E + Groundbreaker | Etna Roaster w/ Sergio Barbagallo & Alessio Vabres

Dalle 10 alle 12

Slayer Steam LP | Friedhats

Slayer Espresso | Pelican Coffee

Dalle 12 alle 14

Slayer Steam LP | The Underdog

Slayer Espresso | Sweven

Dalle 14 alle 17

M200 Profile + Elective | GOCCEINROASTERY w/ Maurizio Galliano

E71E + Groundbreaker | Caffè Carnera w/ Gianni Tratzi & Antonio Pagano

Dalle 14 alle 16

Slayer Steam LP | SO coffee

Slayer Espresso | Kahiwa Roastery

Dalle 16 alle 18

Slayer Steam LP | D612

Slayer Espresso | Onest

Sabato 25 giugno:

Dalle 10 alle 13

M200 Profile + Elective | His Majesty the Coffee w/ Paolo Scimone

E71E + Groundbreaker | Campana Caffè w/Paola Campana

Dalle 10 alle 12

Slayer Steam LP | Nudo

Slayer Espresso | Pacamara

Dalle 12 alle 14

Slayer Steam LP | His majesty the coffee

Slayer Espresso | A matter of concrete

Dalle 14 alle 17

M200 Profile + Elective | Peacocks Coffee w/ Matteo Pavoni

E71E + Groundbreaker | R.D. Coffee w/ Dénes Rajmond & Ansgar Pleye

Rivisitare un dolce tradizionale: la rivoluzione del funghetto di Offida

Funghetto di Offida secondo Daniele Citeroni Maurizi
Funghetto di Offida secondo Daniele Citeroni Maurizi
Daniele Citeroni Maurizi, chef patron di Osteria Ophis, illustra la sua rivisitazione del dolce tradizionale della città

A Offida, in provincia di Ascoli Piceno, si giunge per scoprire l'arte del tombolo, ma anche per mangiare la vera cucina picena. Partendo da piazza del Popolo e percorrendo corso del serpente aureo, si arriva al Panificio Pierantozzi & Amabili. Qui si vende il funghetto di Offida. Disponibile nelle varietà tenero e duro, dal 2005 ha ricevuto la Denominazione Comunale di Origine. I fornai offidani che lo producono ormai si contano sulle dita di una mano, ma c'è anche chi ha rinnovato la ricetta per dare continuità al racconto enogastronomico. Daniele Citeroni Maurizi, chef patron di Osteria Ophis (Bib Gourmand Michelin della città), ha creato la sua personale versione del funghetto, aggiungendo alla croccantezza una componente cremosa. Il tutto nel rispetto degli ingredienti tradizionali e dei sapori del territorio.

Il funghetto di Offida tradizionale

Il funghetto di Offida affonda le sue radici sin nel lontano Medioevo. È uno dei dolci più antichi delle Marche, portato a Offida dalle province di Ascoli e Fermo grazie alle migrazioni delle suore.

Funghetto di Offida tradizionale
Funghetto di Offida tradizionale
Considerato un vero e proprio energizzante, veniva preparato per affrontare periodi di magra e di pestilenza. Come spiega chef Maurizi, «le caratteristiche di questo dolce permettevano di “dimenticarlo in dispensa”. In origine, al posto dello zucchero, si usava il miele, impastato ad acqua, farina e anice. Qui si coltiva un po' ovunque per produrre il Mistral fatto in casa».

La rivisitazione del funghetto di Offida

Chef Daniele Citeroni Maurizi rinasce da una ricostruzione fedele del funghetto originale. La parte croccante è realizzata con la meringa e, per renderlo più attuale, all'interno è presente una parte dolce: una crema all'anice. «L'obiettivo era rendere questo dessert consumabile e identitario, restituendo subito l'idea del territorio in cui siamo».

Ripieno funghetto rivisitato
Ripieno funghetto rivisitato
La crema all'anice è lavorata in due giorni, realizzando prima un'infusione di latte e anice sottovuoto per 12 ore. Si usa solo anice verde di castigliano, prezioso e raro. Il latte viene usato per creare una crema casalinga, con 5 uova per litro di latte.

L'enogastronomia come strumento di ripopolamento

In un paese di 5000 abitanti, l'enogastronomia può diventare una leva di ripopolamento. «A Offida, uno dei borghi più belli d'Italia, giunge un turista più attento e curioso, che spezza la sosta al mare per arricchirsi con escursioni nell'interno. I b&b registrano il tutto esaurito. Il nostro ristorante ha 150 etichette di vino, un menu degustazione e siamo felici di collaborare con tante aziende del territorio, come le cantine La Canosa e Cocci Grifoni. Inoltre, una volta ripresi i ritmi pre-Covid, abbiamo iniziato a progettare anche eventi in sinergia con le istituzioni».

Oro per Riserva 5 anni Selezione Bortolo Nardini all’Alambicco d’Oro

Grappa Riserva 5 anni Selezione Bortolo Nardini
La grappa della Selezione Bortolo Nardini invecchiata 5 anni in rovere di Slavonia conquista di nuovo la medaglia d'oro al concorso di Anag

Anche l’anno in corso si rivela ricco di soddisfazioni per grappa Nardini. Dopo la medaglia d’oro assegnata lo scorso marzo dall’International Wine & Spirit Competition (leggi Oro per Grappa Bianca Nardini all’International Wine & Spirit Competition) al prodotto iconico della distilleria, la Grappa Bianca, ecco che è arrivato un nuovo riconoscimento. Si tratta di un’altra medaglia d’oro conquistata dalla Grappa Riserva 5 anni Selezione Bortolo Nardini alla 39ª edizione del Premio Alambicco d’Oro di Anag (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa e Acquaviti), prestigioso riconoscimento per il mondo dei distillati italiani di qualità.

L’Alambicco d’Oro è infatti un concorso che si propone di valorizzare grappe, acquaviti e altri distillati provenienti da diverse zone di produzione, ma anche di stimolare il continuo miglioramento dei prodotti e di orientare i consumatori nella scelta di grappe e distillati alcolici nazionali e di qualità.

Assegnata da una giuria di assaggiatori Anag provenienti da tutta la Penisola, la gold medal è la seconda consecutiva conquistata da Grappa Riserva 5 Anni in questo concorso.  Appartenente alla Selezione Bortolo Nardini, la linea di grappe premium della distilleria, il distillato è frutto di un blend di grappe ottenute da sole vinacce diraspate e prodotte con diversi metodi di distallazione, e invecchiato per almeno 5 anni in botti di Rovere di Slavonia. Un processo, quest’ultimo, che conferisce al prodotto finale (alc 42% in vol) un carattere morbido, rotondo e avvolgente, arricchendone il profilo con sentori di cacao, vaniglia e ciliegia che ne fanno una grappa da meditazione perfetta da servire con cioccolato extrafondente con 75% di cacao, ma anche in abbinamenti più insoliti, come con formaggio a pasta dura stagionato oltre 18 mesi.

REGISTRATI SU PREMIUM.BARGIORNALE.IT
E SCARICA LO SPECIALE GRAPPA

 

Pasticceria Martesana fa sinergia con il design

packaging Martesana
packaging Martesana
Chef Domenico Di Clemente e il designer Antonio Aricò hanno realizzato una capsule inedita, che rimarrà in vendita fino a settembre

Design e pasticceria possono fare grandi cose insieme. Ne sono una prova Antonio Aricò e Martesana Milano, storica insegna milanese, che hanno realizzato una capsule collection di torte. Pensate per la Design Week, rimarranno in vendita presso Pasticceria Martesana fino al prossimo settembre.

Dalla fiaba alla vetrina

Questa collezione di torte disegnate e pensate insieme allo chef Domenico Di Clemente si ispira ai racconti di un’Italia tradizionalmente “esotica”. Due personaggi fiabeschi, Coco e Rosalia, guidano il goloso in un viaggio attraverso la fantasia e un immaginario fatto di ricordi, memoria e gusto.

torta design martesana
La torta di design di Martesana
Nel concreto, le torte partono da una base di biscotto friabile al burro di latteria italiana. Rosalia è la versione dal carattere tipicamente mediterraneo, con le sue fragole, vaniglia e mascarpone. Invece, Coco si fonda su una personalità più esotica con la sua mousse di mandorle, cocco e lime. Sono disponibili in versione mignon (1,50 euro), monoporzione (6 euro) e torta (x4 30 euro, x6 38 euro, x8 50 euro).

Il tocco del designer

Questi due personaggi vestono sotto forma di “scarabocchi” i packaging di Pasticceria Martesana, Bottega Storica a Milano dal 1966. Colori pastello e acidi vengono disegnati dalla mano di Aricò per una special edition, presentata durante la Design Week Estiva e disponibile in tutte le Botteghe Martesana fino al prossimo settembre. «Questa collaborazione rappresenta per noi la continua volontà di sperimentare e innovare con l’obiettivo di promuovere una cultura del dolce che vada al di là del racconto di ingredienti e metodi di lavorazione. Abbiamo deciso di favorire l’incontro tra il mondo dell’Alta Pasticceria e quello del Design per stimolare la desiderabilità dei nostri dolci facendo leva sul patrimonio creativo di Antonio Aricò, con cui condividiamo valori come artigianalità, eccellenza e stupore», commenta Marco Marsico, Head of Sales & Marketing di Martesana. Dal canto suo, Aricò commenta: «Da anni collaboro con imprese italiane fatte di storie e di tradizione, aziende che portano il Cognome dell’italianità imprenditoriale più autentica e genuina. Martesana rappresenta per me questo e sono molto felice di inaugurare con questo progetto il nostro incontro».

Montenegro organizza 20 tappe per il tour Edgar Sopper London Dry Gin

Ingresso Victor Lounge di Riccione per il tour Edgar Sopper London Dry Gin
Prodotto in esclusiva per Gruppo Montenegro da una storica distilleria britanica, Edgar Sopper London Dry Gin è protagonista di un tour di 20 tappe nei migliori locali estivi italiani.

Grazie al successo di vendite del nuovo premium spirit Edgar Sopper London Dry Gin (oltre 150 mila litri in un anno dal lancio), il Gruppo Montenegro ha deciso di promuoverlo questa estate con un grande tour di 20 tappe in giro per i locali delle migliori località turistiche italiane, dalla Riviera Romagnola alle Marche all'isola d'Elba e alla costa pugliese.

Prodotto in Gran Bretagna dalla più antica distilleria del Paese in esclusiva per Gruppo Montenegro, Edgar Sopper London Dry Gin è un premium spirit di 40% alc, dal gusto classico, caratterizzato, oltre che dal ginepro (note balsamiche, secche e fresche), da botaniche come angelica (note vegetali e toniche), coriandolo (note speziate ed erbacee), limone (note citriche) e pepe di Cubebe (note speziate).
Il nome Edgar Sopper richiama quello di un leggendario corvo della Torre di Londra, garante della prosperità della Corona britannica. L'elegante bottiglia da 70 e 100 cl dalla superficie scanalata riprende le vetrate delle serre del reale giardino botanico Kew Gardens, a sud ovest di Londra.

Protagonisti del tour tre cocktail classici IBA

Edgar Tonic: 5 cl Edgar Sopper London Dry Gin, top tonic water, servire direttamente in ballon con ghiaccio, guarnire con scorza di limone.
Pairing consigliato: Bao Tonic con ceviche di ricciola all'Edgar Sopper London Dry Gin, maionese allo yuzu, cipolla in carpione.
Aviation: 5 cl Edgar Sopper London Dry Gin, 1,5 cl Maraschino Buton, 0,75 cl Crème de Violette, 1,5 cl succo di limone, nello shaker, servire in coppetta e guarnire con ciliegia al Maraschino.
Pairing consigliato: Tuna Aviation con cannolo di pane al latte, tonno marinato, pomodoro affumicato e mozzarella.
Edgar Collins: 6 cl Edgar Sopper London Dry Gin, 2,5 cl succo di limone, 1,5 cl sciroppo di zucchero, nello shaker, versare in bicchiere alto collins con ghiaccio, colmare con tonic water, guarnire con scorza di limone.
Pairing consigliato: Collins Eggs con uovo di quaglia, fonduta di parmigiano e asparagi al bergamotto.

Lancio nel cuore della Riviera Romagnola

Non poteva partire che da uno storico locale di Riccione come il Victor Lounge (ex Victor Pub fondato da Elio Tognoni nel 1988) rinnovato in chiave moderna circa un anno fa dalla figlia Elena e da Luciano Colono.
Staff come sempre impeccabile, dal capobarman Andrea Luongo, alla caposala Erika Versienti, allo chef Fernando Squitieri e al sous chef Matteo Sorgon, al maître Momo Hari.

La presentazione del tour è stata affidata l'8 giugno ad Alice Lucchi Marketing Manager Innovation & New Business Gruppo Montenegro ed a Matteo Bonoli R&D Manager Spirit Gruppo Montenegro. A sugellare l'importanza british dell'evento è intervenuta la sosia della Regina Elisabetta.

«Il mercato del gin - precisa Alice Lucchi - sta crescendo a doppia cifra sia in volume con +55,3%  nel 2021 sul 2020, che in valore  con +69,7%. Non potevamo quindi che entrare in questo segmento spirit così performante con un nostro prodotto di alto livello qualitativo creato dalla più antica distilleria britannica con un piccolo tocco italiano, dedicandolo in particolare al mondo della mixology».

«Insieme con i mastri distillatori britannici - sottolinea Matteo Bonoli - abbiamo voluto che le botaniche fossero distillate insieme all'alcol, abbiamo scelto i migliori ingredienti a cominciare dal ginepro, con un livello zuccherino massimo di  0,1 gr/litro».

Prima tappa del tour (10 giugno) è stato il locale del vulcanico Charles Flamminio, Gineria Illegale di Rimini (viale Vespucci), insieme con Tundo Thomas e Leo Ruggeri, con una bottigliera di oltre 560 tipologie di gin (tra cui alcuni salati) da tutto il mondo.

Altre tappe già tenute:
Mura Cocktail di Cattolica-Rn (12 giugno)
Mamy's Pub di Cesenatico-Fc (17 giugno)
Spavaldo di Cesenatico-Fc (18 giugno)

Prossimamente
Oro Bianco di Cesenatico-Fc (23 giugno)
Coco Loco di Marina di Ravenna (25 giugno)
Guido 1971 di Porto Recanati-Mc (1 luglio)
BB Terrazza di San Benedetto del Tronto-Ap (2 luglio)
Caffè della Piazza di Osimo-An (7 luglio)
Cala Maretto di Civitanova Marche-Mc (10 luglio).

Altre tappe sono in via di definizione.

Birra Peroni moltiplica per tre le tappe di Villaggio Kozel

Ingresso al Villaggio Kozel sotto la pancia con bar del caprone Olda
Tre le tappe dell'installazione mobile Villaggio Kozel (Milano, Padova, Torino) dedicato da Birra Peroni alle celebri e storiche specialità premium boeme, Kozel Lager e Kozel Dark.

Dopo il fortunato debutto milanese dell'anno scorso, Birra Peroni (gruppo Asahi International) ha deciso di replicare in tre tappe la grande installazione Villaggio Kozel dedicata alla due celebri, pluripremiate e storiche (1874) birra ceke, Kozel Lager e Kozel Dark. Dopo il ritorno nella centralissima piazza Gae Aulenti a Milano (20-22 maggio), Villaggio Kozel è stato smontato e rimontato in altere due location, a Padova (area Arcella Bella del Parco Milcovich, 27-29 maggio) e a Torino (Centro Lingotto nel corso dell'evento Torino Comics, 10-12 giugno).

A torreggiare è stata, come l'altra volta, in un aumentato spazio di 816 mq, la riproduzione in legno di Olda, il caprone scelto come mascotte della birra ceka Kozel, alto 14 metri e largo 12 metri, nella cui pancia è stato ricavato uno scenografico bar e punto d'incontro completo d'impianto di spillatura. Tutto intorno una serie di chalet dedicati, con giochi di gruppo, punti di spillatura, stand di assaggio per l'abbinamento con Prosciutto di San Daniele Dop (a cura del relativo Consorzio di Tutela).

«Birra Kozel ha tanto in comune con Birra Peroni - afferma Francesca Bandelli, Marketing & Innovation Director di Birra Peroni - dall'altissima qualità del prodotto al legame con una solida tradizione, l'appartenenza a un territorio dedicato e, non ultimo, un profondo senso della comunità che ospita la produzione come il villaggio Velké Popovice, nella Boemia centrale, arrivata a contare 4,5 milioni di ettolitri venduti in 48 Paesi del mondo».

Francesca Bandelli, Marketing & Innovation Director Birra Peroni al Villaggio Kozel

A supportare il successo di vendite anche nel nostro Paese, oltre alla piacevolezza e freschezza delle birre premium Kozel Lager (4,6% alc) e Kozel Dark (3,5% alc), anche un fortunato spot tv nel quale, per recuperare una botte di birra "impazzita" che rotola per le vie in discesa del paese di Velké Popovice, si mobilitano i più diversi personaggi del villaggio in una vera e propria gara di solidarietà. Per far fronte alle crescenti richieste del mercato italiano, in collaborazione con il mastro birraio boemo Vostech Homolka, Birra Peroni ha avviato la produzione di Kozel Lager anche nello stabilimento Peroni di Padova, così come in quello di Roma per Kozel Dark.

Parte da Termoli il tour italiano dei distretti Campari Soda

Campari Soda_Distretto #SenzaEtichette_3
Sabato 18 giugno nella cittadina molisana la prima tappa del tour nella Penisola all'insegna dell'aperitivo e del design firmato dal marchio di aperitivi di Gruppo Campari

Parte da Termoli (Campobasso) sabato 18 giugno il tour dei Distretti #SenzaEtichette, il viaggio nella Penisola all’insegna dell’aperitivo e del design di Campari Soda.

Un’iniziativa nata per rafforzare ulteriormente il legame tra il brand di aperitivi di Gruppo Campari e il mondo del design. Un legame che trova le sue origini ben 90 anni fa. Era infatti il 1932, quando Davide Campari imprenditore illuminato e grande appassionato di arte, creava il primo aperitivo monodose della storia, il Campari Soda appunto, e chiedeva all’artista e designer futurista Fortunato Depero di disegnare l’inconfondibile e innovativa bottiglia a forma di calice rovesciato da 9,8 cl che da allora custodisce la bevanda.

E proprio l’iconica bottiglia sarà al centro del tour. Nelle vie della cittadina molisana è stati infatti previso un percorso a cielo aperto che ospiterà le spettacolari installazioni di arredo urbano ispirate alla bottiglietta disegnata da Depero.

Cinque le opere esposte, #SenzaEtichette, #SenzaFormalità, #SenzaFretta, #SenzaAppuntamento e #SenzaPosa, quest’ultima una stanza immersiva che permetterà ai visitatori di entrare nel mondo di Campari Soda e realizzare una foto personalizzata. Opere che metteranno in risalto lo spirito del marchio e consentiranno di interagire direttamente con esse.

Ma non solo. Nell’ambito dell’esperienza unica di design itinerante, non può mancare l’esperienza del bere bene. 14 locali della città offriranno ai propri visitatori un aperitivo #SenzaEtichette in pieno stile del marchio. Inoltre, all’interno dei locali sarà possibile realizzare una gift personalizzata scansionando il Qr code presente sul sottobicchiere. Con quest’ultimo, basta recarsi alle postazioni biciclette targate Campari Soda per stampare e ricevere la propria foto.

Ecco i locali di Temoli che hanno aderito all’iniziativa: Caffè Bellini, Marea Fish Bar, Microbar, Bar Fusion, Only One, Diletta, Malisy, Fez, Rossini, Grecale, Le Delizie del Grano, Diez, Cocco Bill e Parini Illegal Burger.

La tappa successiva del tour #SenzaEtichette è in programma a Catania il prossimo 25 giugno.

Progettare spazi esperienziali: il 30 giugno la presentazione online del corso di POLI.design

POLI.design
Nell'ambito degli Open Days Online sarà presentato il nuovo corso dedicato alla progettazione di spazi esperienziali per il fuoricasa, brand, aziende dell'intrattenimento e dell'ospitalità, delle fiere e dei servizi

Sono in programma il prossimo 29 e 30 giugno i Digital Open Days di POLI.design. Due giorni di incontri virtuali gratuiti durante i quali verranno presentati ben 18 tra corsi e master che fanno parte della ricchissima offerta formativa della società del Politecnico di Milano. I corsi presentati sono quelli relativi a sette principali aree tematiche: Interior Design and Architecture, Business Design, Communication Design, Cultural Heritage, Digital and Interaction, Fashion Design e Product Design (clicca qui per il programma completo)

Per quanto riguarda il mondo del fuoricasa, da segnalare in particolare l’appuntamento del 30 giugno alle ore 14.15 quando verrà presentato il nuovo Corso di alta formazione Brand and Retail Experience Design, sulla progettazione di spazi esperienziali per brand, aziende dell'intrattenimento e dell'ospitalità, delle fiere e dei servizi. A illustrare il nuovo corso sarà Carlo Meo, che ne è il direttore tecnico. Per assistere alla presentazione basta registrarsi cliccando sul bottone qui sotto.

PRENOTA IL TUO POSTO GRATUITAMENTE
AGLI
OPEN Days Di POLI.design

L'esperienzialità cuore della progettazione

Focus del nuovo corso il tema dell’esperienzialità, ovvero di un approccio incentrato sulla valorizzazione dell’esperienza di consumo del cliente. Un aspetto che ricopre sempre maggiore importanza nella progettazione degli spazi della somministrazione, commerciali, dell’intrattenimento e dei servizi. L’emergenza Covid ha messo in evidenza l’importanza sociale, psicologica e culturale della dimensione esperienziale all’interno dei luoghi fisici, ma al tempo stesso spinge ora a declinarlo secondo nuovi sistemi di senso e significato in linea con la nuova normalità.

La nuova iniziativa di POLI.design nasce dunque per sviluppare cultura e competenza dell’esperienzialità nei settori del brand food e non food, del largo consumo, del lusso accessibile, dell’intrattenimento e dell’ospitalità, delle fiere e degli eventi e dei servizi. Settori per i quali tale dimensione rappresenta un forte elemento per la competitività, ma dove è ancora spesso sconosciuta al management.

Al via il prossimo 17 ottobre, il corso si rivolge a manager (direzione marketing, strategia, retail, commerciale, progettazione e direzione tecnica), progettisti di aziende che operano in tali settori e di aziende del comparto arredo e studenti laureati e laureandi (in Architettura, Disegno Industriale, Ingegneria, Economia, Discipline umanistiche o tecnico-scientifiche) con l’obiettivo di far conoscere le potenzialità del mercato dell’esperenzialità dei luoghi fisici e, quindi, di fornire le competenze nel campo del design thinking, del concept design e dell’experience design. Competenze che permetteranno ai partecipanti di progettare e realizzare uno spazio esperenziale proprio (concept store-format replicabili di insegna) o all’interno di spazi di altri (corner e simili), o in generale di progettare un’esperienza relativa a un brand/prodotto replicabile in spazi fisici.

I quattro moduli formativi

Il nuovo corso è articolato in 4 moduli per un totale di 80 ore (dal 17 ottobre all’1 dicembre 2022, il giovedì e venerdì dalle ore 9 alle 18), che si svolgeranno in modalità “ibrida”, con una parte significativa in presenza, per permettere a tutti i partecipanti di fruire dell’esperienza nella sua pienezza, e una parte in live streaming (con frequenza obbligatoria per l’80% delle ore).

Le lezioni affronteranno il tema del design dell’esperienza applicato agli spazi fisici a 360°. Si tratta infatti di una disciplina con strategie, metodi e competenze proprie, che uniscono gli aspetti valoriali del sistema-prodotto (product, service, communication) e della marca con l’integrazione del mondo digitale (digital experience).

Nel Modulo 1, L’era dell’esperienzialità e il cambiamento dei significati di consumo (16 ore), verranno approfonditi i temi dell’evoluzione dei consumi esperienziali rispetto ai nuovi significato di senso, il loro valore e la loro importanza, i modelli teorici che portano dalla logica di prodotto-commodities a quella di esperienza-memorabilità e l’importanza dell’esperienza fisica.

Tema del Modulo 2, L’attività di concepting come chiave del successo dell’esperienza (16 ore), sarà l’attività di concepting, ovvero la metodologia di progettazione alla base delle esperienze di successo, e che consente di ideare e pianificare ogni aspetto dell’esperienza già a partire dall’origine dell’idea progettuale.

Focus del Modulo 3, Metodi e tools operativi per progettare l’esperienza (32 ore), le fasi del processo di costruzione dell’esperienza, per permettere ai partecipanti di conoscerne il funzionamento e di sapere come costruire il team di competenze utili e necessarie.

Infine, con il Modulo 4, La relazione e l’integrazione tra esperienza fisica e digitale (16 ore), si approfondiranno le potenzialità del digitale da utilizzare in modo integrato con il canale fisico per la realizzazione di esperienze memorabili.

Come partecipare al corso di Poli.design

Per partecipare al corso Brand and Retail Experience Design occorre compilare l’apposito form sul sito di POLI.design. I posti sono 30 e verrà fatta una selezione dei candidati. Le iscrizioni sono aperte fino al 17 agosto, salvo esaurimento disponibilità.

Le lezioni si svolgono presso la sede del Politecnico di Milano - Campus Bovisa, Via Durando 38/a, Milano. Il costo del corso è di 2500 euro + Iva. Chi invia la propria candidatura entro il 15 luglio potrà usufruire dello sconto Early Bird del 10% sulla quota di iscrizione.

Per ulteriori info: info@polidesign.net o telefonare allo 02 2399 7206

A Milano è l’ora di mosso, piazza aperta con bar e pizzeria per favorire l’inclusione

Al Parco Trotter, a Milano, inaugurato mosso, nuovo punto di comunità di Lacittàintorno, una piazza aperta con pizzeria, bar, cultura, pratiche di riuso, formazione e inclusione. Co-progettato dal Comune di Milano, Fondazione Cariplo e da un partenariato di cooperative sociali e associazioni con capofila La Fabbrica di Olinda

Milano si arricchisce di un nuovo hub sociale all'insegna dell'inclusività e dell'incontro dove ristorazione e somministrazione giocano un ruolo di locomotiva. Si tratta di mosso, nuovo Punto di Comunità di Lacittàintorno, il programma di Fondazione Cariplo, in collaborazione con il Comune di Milano, che coinvolge gli abitanti dei contesti urbani fragili nella riattivazione e risignificazione degli spazi inutilizzati o in stato di degrado. Parliamo di uno spazio polifunzionale di 2.400 mq affacciato sul parco Trotter e su via Padova provvisto di 4 padiglioni, con giardino, orti e terrazza. È il risultato finale di un percorso di co-progettazione avviato nel 2018 tra Comune di Milano, Fondazione Cariplo e un’ATI - Associazione Temporanea d’Impresa - composta dalle cooperative sociali La Fabbrica di Olinda, COMIN e Centro Servizi Formazione e dalle associazioni culturali Ludwig e Salumeria del Design, finalizzata alla riattivazione dell'area dell’ex Convitto del Parco Trotter.

 

«Finalmente - ha dichiarato Anna Scavuzzo, Vicesindaco del Comune di Milano presente alla recente inaugurazione - il progetto è completo e, insieme ai padiglioni assegnati alla scuola e alle piscine rinnovate, anche l'ex Convitto, con il suo progetto mosso, si apre a nuova vita. Una ricchezza per il quartiere e la città tutta, che è frutto dell'impegno condiviso con Fondazione Cariplo: anni di lavoro hanno costruito con le associazioni una collaborazione innovativa e partecipata, che insieme all'esperienza delle scuole del parco del Trotter apre le porte per essere luogo di incontro, di confronto, di relazioni».

C'e anche una cucina sociale con tanto di spazio riuso

Come dicevamo, la ristorazione gioca un ruolo centrale con il ristorante-pizzeria dotato di 120 coperti all’interno e 100 nel giardino che propone un menu pensato sulla qualità degli ingredienti e attento alla filiera di produzione: gli impasti per pizza e pane sono preparati con farine artigianali semi-integrali e lievito madre naturale a lievitazione controllata. Chi entra da via Padova viene accolto nella portineria sociale che ospita il bar e si affaccia sui Giardini Mosso: qui lavorano fianco a fianco baristi e operatori sociali, tra pane fresco e tante varietà dell’arte bianca che produce la cucina. Accanto al ristorante si trova lo spazio riuso, aperto alla partecipazione del quartiere che funge da entrata ufficiale nel Parco Trotter, dove si colloca lo spazio spettacoli, un’area dove poter ascoltare musica e ballare. Un’elegante scala conduce dall’esterno al primo piano, dove trovano spazio i laboratori sociali e la cucina condivisa, luogo di incontro e scambio dei saperi e sapori del mondo; qui si svolgeranno anche le attività di formazione professionale, in spazi accreditati dalla Regione Lombardia, mentre la sala incontri sarà adibita a convegni ed eventi.

Vegana, leggera e in formato mini: la pasticceria secondo Dominique Brun

Ecole Ducasse Mont-Blanc (c) Ludovic Puissochet (2)
La nostra intervista al Manager tecnico e pedagogico e chef istruttore della École Ducasse-École Nationale Supérieure de Pâtisserie (Ensp)

Dopo aver iniziato la professione nella pasticceria di famiglia, Dominique Brun nel 1990 ha aperto la prima pasticceria bio in Francia. Nel corpo docente della École Ducasse-École Nationale Supérieure de Pâtisserie (Ensp) dal 2012, oggi ne è il Manager tecnico e pedagogico e chef istruttore. Lo abbiamo incontrato durante la nostra visita del campus di Ensp a Yssingeaux, vicino a Lione, e ci ha dato alcune indicazioni di tendenza sul mondo della pasticceria.

Dominique Brun

Qual è la principale tendenza nel mondo della pasticceria?

La pasticceria vegana. Oggi è ancora una nicchia, ma interessa a un numero sempre maggiore di giovani pasticcieri. Tra 10 anni sarà la normalità. Anche il gluten-free è sempre più richiesto, perché sempre più persone hanno problemi di salute. Già oggi si fanno prodotti di pasticceria vegana o gluten-free di alta qualità, simili per gusto, texture e aspetto a quelli dell’alta pasticceria tradizionale. Questo perché sempre più vi si dedicano pasticcieri professionisti.

Come sono cambiati i consumi di pasticceria negli ultimi due anni?

Le persone sono più attente alla salute e chiedono dolci con meno zucchero e meno grassi, più leggeri. Per lo stesso motivo si dà la preferenza a tutto ciò che è naturale. Per esempio, dieci anni fa andavano di moda i macaron dai colori artificiali, oggi hanno colori naturali. In questo ha aiutato anche una nuova legislazione. Per esempio, prima si colorava molto il cioccolato, vedevamo boules gialle, verdi, rosse. Oggi, i coloranti artificiali sono banditi e si possono usare solo quelli naturali, che però sono molto costosi. Per questo, molti cioccolatieri sono tornati a fare cioccolato al naturale. Oggi è il gusto che conta, il consumatore vuole prodotti naturali e buoni.

E per quanto riguarda i formati?

Oggi i dolci sono più piccoli, perché si mangia di meno, ma si ricerca la qualità del gusto. I formati si riducono anche per non aumentare troppo i prezzi. La pasticceria oggi è un lusso. Le vetrine di un pasticciere o di una cioccolateria somigliano a quelle di una gioielleria. Le persone non mangiano dolci per nutrirsi, ma per piacere. E questo è un bene: il consumatore ne mangia di meno - e quindi la pasticceria non è un problema per la salute - ma quando vuole concedersi qualcosa di buono è disposto a spendere 6 euro per un dolce di alta pasticceria, bello a vedersi, ben fatto e buono. Trovo che questa evoluzione vada nella giusta direzione.

A Borgo Pio apre la boutique della pasticceria

Federico Prodon
Federico Prodon
Nel cuore di Roma sorgerà la Federico Prodon Pâtisserie, uno spazio elegante e moderno d'ispirazione francese

In uno dei quartieri più suggestivi di Roma ha trovato casa l'idea di pasticceria di Federico Prodon. In vicolo del Farinone, 19, nel cuore di Borgo Pio, ha aperto i battenti la Federico Prodon Pâtisserie, una nuova insegna che omaggia la pasticceria in tutte le sue forme. L'ispirazione delle creazioni in vetrina è francese, una chiave di lettura che lascia spazio alle interpretazioni personali di Prodon.

Chi è Federico Prodon

Dopo una vita da broker assicurativo, Federico Prodon ha scoperto una grande passione per la pasticceria. Ha percorso strade inedite e sorprendenti, come la partecipazione a Bake Off Italia nel 2014 con il terzo posto finale.

Federico Prodon
Federico Prodon
Responsabile della pasticceria del prestigioso Caffè Hungaria ai Parioli dal 2019 al 2021, nel 2019 in occasione degli Internazionali di Tennis Prodon creò il dolce a forma di pallina da tennis Match Ball. Un cuore di fragole in pezzi e gel, mousse con limoni Bio di Amalfi, mascarpone e panna, crumble di arachidi rosso. Ha tenuto i corsi professionali tenuti presso la scuola A Tavola con lo Chef e ha collaborato con Agrimontana e Domori. Inoltre, ha anche dedicato due libri alle Crostate e ai Dolci al cucchiaio.

Il progetto romano, un sogno lungo 10 anni

Federico Prodon Pâtisserie è il sogno coccolato da 10 anni. Il progetto nasce come simbolo dell'idea di pasticceria coltivata da Prodon. «Per questo motivo - spiega il pasticcere - ho studiato il progetto in ogni suo dettaglio per rendere il locale estremamente riconoscibile, lo considero una seconda casa, e mi piace pensare a Federico Prodon Pâtisserie come ad una vera e propria casa della pasticceria. Ogni dolce messo in vetrina rispecchia i miei equilibri di gusto e la mia idea creativa».

Il banco di Federico Prodon
Il banco di Federico Prodon
La "boutique della pasticceria" ideata da Federico si svilupperà su quattro ambienti differenti. C'è uno spazio adibito a biblioteca con i testi di riferimento utilizzati in questi anni da Prodon, un corridoio che unisce le varie sale, una piccola galleria d’arte con esposizione di alcune opere, la parte centrale del locale, la "boutique" calda e accogliente color Tiffany e uno spazio esterno. Nel giardino esterno creato ad hoc sarà possibile gustare i dolci di Prodon utilizzando le 20 sedute disponibili, un ambiente di piacevole eleganza caratterizzato dalle cromie del bianco e del verde. La pasticceria, aperta 7 giorni su 7 dalle 6 alle 18, ospita anche un fornito laboratorio.

Le creazioni di Prodon

Dalla vetrina sarà possibile ammirare e scegliere dolci come il Mont Blanc, «una cupola che ricorda la Cappella del Vaticano, ho utilizzato lo stampo dello zuccotto, una semisfera leggermente schiacciata, che ora diviene la forma caratteristica di questa creazione pensata per l’apertura del locale e per omaggiare il quartiere». Il dolce è realizzato con Chantilly con vaniglia bourbon, crema di marroni al rum, pepite di marroni e un incrocio tra crema e pasta di marroni all'esterno, tutte materie prime francesi.

Le monoporzioni di Federico Prodon
Le monoporzioni di Federico Prodon
Non mancherà la sua Foresta Nera: mousse alla panna, cuore di gelèe alle ciliegie, biscotto morbido al cacao con olio extravergine e bagnato al kirsch, streusel al cacao, glassa pinguino, visciole semi candite. In più, il dolce ha «una meringa molto scarica di zucchero perché amo proporre dolci che non risultino stucchevoli. La mia interpretazione della Foresta Nera è realizzata interamente a mano, dalla forma alla preparazione, senza ricorrere a stampi». Ma nella Federico Prodon Pâtisserie sarà possibile gustare anche tutta l’offerta di biscotteria, le monoporzioni dei suoi cavalli di battaglia, le mignon, le torte da forno tra cui la Linzer Torte e grandi classici come la Millefoglie. Prodon sarà presente anche al Mercato Centrale Roma, offrendo un'ulteriore vetrina ai viaggiatori appassionati di pasticceria francese.

css.php