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Cinque gelaterie sperimentano con lo zafferano

Gelato Ammu
Il gelato allo zafferano di Ammu
Lo storico brand e la piattaforma di quality delivery insieme per un progetto dedicato alla gelateria

Con l'arrivo dell'estate, insieme alla voglia di cibi freschi, cresce quella per le novità. Zafferano 3 Cuochi, brand di eccellenza per la produzione della preziosa spezia, e Cosaporto.it, piattaforma di quality delivery, hanno creato il progetto "Dolce Estate" per gli amanti del gelato e dello zafferano.

Il progetto Dolce Estate

Alcune delle migliori pasticcerie e gelaterie italiane hanno ideato e realizzato per l’occasione un gelato o un dolce estivo con un ingrediente speciale: lo Zafferano 3 Cuochi. Grazie al progetto "Dolce Estate", fino al 31 luglio sarà possibile assaggiare questi prodotti in cinque locali selezionati a Milano: Corona Alta Pasticceria, Enrico Rizzi, Ammu, Gelateria Marghera, Mara Dei Boschi. Inoltre, è possibile anche ordinarli e riceverli in consegna a casa in un'ora attraverso la piattaforma Cosaporto.it.

La ricetta del gelato allo zafferano

Zafferano 3 Cuochi e Cosaporto.it hanno pensato di mettere a disposizione anche la ricetta per creare un chilo di gelato allo zafferano. Ingredienti

  • zucchero 175 g
  • Zafferano 3 Cuochi 1 bustina (0,15 g)
  • latte intero 762 ml
  • panna 75 ml

Procedimento Mescolare il latte e la panna. Sciogliere all’interno lo Zafferano 3 Cuochi. Unire lo zucchero e mescolare con una frusta. Rendere omogeneo con un frullatore a immersione e portare a ebollizione mescolando continuamente. Mantecare nella gelatiera. Far riposare il gelato in frigo per 6 ore.  

Cultura del caffè e la nuova Icon con Dalla Corte al Woc

TRAM WOC 2022
L’azienda milanese gioca “in casa”, puntando su innovazione, sostenibilità e cultura. Protagonista la nuova macchina espresso Icon

La prima giornata del Word of Coffee 2022, in corso a Milano fino a sabato 25 giugno, ha registrato una nutrita presenza di operatori di tutto il mondo, in cerca di novità, convivialità e cultura del caffè. Elementi che ha trovato allo stand di  Dalla Corte, che nelle tre giornate ha programmato dimostrazioni di latte art con il campione del mondo Latte Art Michalis Karagiannis, workshop sulla tostatura con il campione canadese baristi Cole Torode e speech sulla profilatura dei flussi d’acqua per espresso con Danilo Lodi. I caffè estratti con le sue macchine sono di Garage Coffee Bros, la microtorrefazione del campione italiano di Coffee Roasting Davide Cobelli, in questi giorni in competizione per il titolo mondiale, e quelli del campione italiano Baristi 2022 Matteo Pavoni titolare di Peacocks Coffee, microroastery con sede a Lissone (MB).

Tra le macchine espresso spicca la nuova Icon, dedicata a coffeeshop e catene del settore horeca. Nasce infatti per rispondere alle esigenze di locali con un alto turnover di personale e ore di punta intense, senza rinunciare a risultati affidabili in tazza. Una delle principali tecnologie di Icon è l’integrazione con il DC System, un network che collega il Grinder Control System (GCS), Milk Control System (MCS) e Online Control System (OCS), un aiuto per il barista, per fornire risultati di qualità con il minimo sforzo in modo che venga sempre servita la stessa qualità di caffè nell’arco della giornata o in diverse filiali.

Ogni componente è progettato con un look moderno, accattivante e uso intuitivo di tutte le funzioni, il design rinnovato con linee geometriche un tratto sfaccettato molto caratteristico, conferisce leggerezza alla struttura della macchina.

Innovazione, sostenibilità, creatività sono le tre parole chiave della nuova macchina espresso: la caldaia e i gruppi di erogazione di Icon sono indipendenti l'uno dall'altro, consentendo agli utenti la possibilità di spegnere la caldaia principale quando non utilizzata oppure di utilizzare un unico gruppo erogatore spegnendo gli altri. In questo modo, l'impatto energetico ed economico risulta notevolmente inferiore.

Infine, un’altra importante caratteristica eco-friendly risiede nell’utilizzo dei materiali che vengono a contatto con l’acqua, tutti senza piombo, dunque non rilasciano alcun tipo di metallo pesante come nichel, cromo o piombo nei caffè erogati.

Prendersi cura della filiera e delle persone: la sostenibilità secondo Molini Pivetti

L'azienda molitoria ha presentato il suo Report di Sostenibilità basato su quattro pilastri e tanta attenzione al lavoro degli agricoltori conferenti
Quattro elementi sono alla base del progetto di sostenibilità presentato da Molini Pivetti: l’agricoltura, che simboleggia il legame con chi coltiva la terra e produce la materia prima; il territorio, con l'impegno preso dall'azienda di Renazzo (Ferrara) nella sensibilizzazione e un forte legame dei siti produttivi e di stoccaggio con l'area in cui sono inseriti; la responsabilità, applicata in produzione, nell'innovazione tecnologica e nei confronti dei professionisti. Infine, il concetto di squadra che vuole essere il fattore vincente di ogni iniziativa targata Molini Pivetti, sia essa interna o rivolta all'esterno.

Lo storico molino emiliano (fondato nel 1875 da Valente Pivetti) è specializzato nella produzione di farine per uso professionale e per uso domestico, con un fatturato di 62 milioni di euro nel 2021 e una capacità produttiva pari a 240.000 tonnellate di sfarinati e semilavorati l’anno. Molini Pivetti conta tre stabilimenti produttivi, sei centri di stoccaggio e due laboratori di ricerca, dà lavoro a 75 dipendenti e ha coinvolto in primis le "sue" persone per costruire il Report di Sostenibilità 2021, il primo report pubblicato per condividere il proprio percorso di crescita sostenibile.

L'analisi del carbon footprint porta fin dentro i campi di grano

L'azienda ha deciso di misurare l’impatto ambientale dei suoi prodotti con l’analisi LCA (Life Cycle Assessment – Analisi Ciclo di Vita). Un processo che inizia con la raccolta di tutti i dati di produzione e il loro studio per individuare, di volta in volta, eventuali azioni di miglioramento. L'azienda ha calcolato il carbon footprint dei propri prodotti, pari a 0,546 kg di CO2 equivalente per kg di farina. Il 74% di questo valore deriva dalla fase di coltivazione. Lecito, dunque, domandarsi come agire sul campo - nel vero senso della parola - per migliorare la performance, visto quanto risulta determinante la coltivazione nel definire l'impatto ambientale. Il focus si è così spostato sulla parte agricola della filiera. L'azienda ha sviluppato il progetto Campi Protetti Pivetti, un marchio certificato CSQA, con cui il molino identifica la sua filiera tracciata e controllata in tutte le sue fasi, garantendo la totale italianità dei grani utilizzati per la produzione di farine. La coltivazione nei campi protetti (circa 350 ettari di 20 aziende agricole conferenti) è sottoposta a regole rigorose sancite dal Disciplinare Campi Protetti Pivetti, che impone il rispetto di pratiche e procedure precise, ad esempio la semina delle sole varietà presenti nel Disciplinare.

Tecnologia a bordo campo e sensibilizzazione sul territorio

Agli agricoltori coinvolti nel progetto è stata anche fornita una piattaforma digitale di gestione dell'azienda agricola, grazie alla collaborazione con la società X Farm Technologies. Un progetto, questo, che punta a incrementare le tecnologie utilizzate a bordo campo - dalla stazione meteo al monitoraggio con immagini satellitari, fino alla pianificazione basata su raccolta dati, alla gestione del parco macchine e del personale - per migliorare le permance delle coltivazioni. I primi risultati dei questa azione già si vedono: 30% di risparmio di acqua, 10% di risparmio nei dosaggi di pesticidi e 15% di risparmio nei tempi di gestione.

A completare gli sforzi di Molini Pivetti c'è il progetto Adotta un campo di grano, che mira a coinvolgere giovanissimi studenti delle scuole dell'infanzia e primaria di Ferrara e della zona di Renazzo in giornate di apprendimento giocoso sul campo, alla scoperta della natura e dell'origine di una materia prima tanto importante quale è la farina.

Nel futuro lo status di Società benefit

L'impegno - annuncia l'azienda - comporterà un ulteriore passaggio nel futuro prossimo: diventare presto Società Benefit, «per integrare quindi come impresa l'obiettivo di beneficio comune, con un impatto positivo sulla società e creando valore condiviso».

Serie A5 di Ronda: il freddo a portata di mano

Ronda Serie A 5_Principale
La nuova linea di cassetti e sportelli in acciaio inox per celle frigorifere e banchi neutri dell'azienda veneta presenta una serie di innovazioni e di accorgimenti pensati per offrire i più alti standard di performance e praticità

Tecnologia, design e funzionalità: è questo perfetto connubio che ha fatto di Ronda una protagonista riconosciuta nel mercato dei componenti in acciaio inox per l’arredamento di bar e di strutture di ristorazione professionale. Tutti i prodotti dell’azienda di Zanè (Vicenza) spiccano infatti per l’alta qualità, l’ergonomia e l’affidabilità, garantita dai rigidi controlli ai quali vengono sottoposti durante tutte le fasi industriali, dall’arrivo della materia prima fino all’imballaggio, che ne garantisce un’elevata resistenza e tenuta nel tempo, aspetti di massima importanza per il comparto dei locali. Il tutto, in più, unito all’eleganza donata da un design dallo stile italiano, fatto di linee essenziali e forme innovative in sintonia con le ultime tendenze dell’arredamento, che rappresenta un altro elemento distintivo delle soluzioni dell’azienda.

Esempio perfetto di tali concetti è la Serie A5, la nuova gamma di cassetti e sportelli in acciaio inox o inox/vetro per celle frigorifere e banchi neutri. Evoluzione della Serie A1, la nuova Serie A5 è il risultato del più alto livello di esperienza nel settore della refrigerazione professionale: i prodotti presentano infatti una serie di innovazioni e un’estrema cura nei dettagli pensati per assicurare i più alti standard di performance e praticità.

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I plus della nuova serie A5

A partire dall’estrazione maggiorata dei cassetti del 50% (440 mm), grazie alle innovative guide telescopiche brevettate che permettono all’operatore un accesso diretto e comodo a tutto lo spazio disponibile. Un’estrazione maggiorata che non va a discapito dell’affidabilità, come confermato dalle prove eseguito presso il Catas che hanno certificato il perfetto funzionamento del cassetto con 80.000 cicli di apertura a pieno carico (25 kg). Sempre nell’ottica di garantire maggiore comodità all’operatore, la cassettiera, che nella versione standard ha una profondità di 537 mm, presenta anche nuove misure per passaggio lattine Slim fino a 145 mm.

Ad assicurare la solidità e la durata del cassetto nel tempo, contribuiscono poi lo spessore della cassa in acciaio 8/10, anche questo maggiorato, e la barra di rinforzo sul fondo, fondo sul quale è presente il loro Ronda, mentre lo spessore di 55 mm garantisce un maggior isolamento, con gli sportelli che possono essere utilizzati anche alle basse temperature con l’applicazione di una resistenza. Dotati di foro di ventilazione per refrigerazione, gli sportelli hanno il bordo superiore perimetrale antitaglio, una soluzione pensata per garantire la massima sicurezza dell’operatore.

Altro must della serie A5, il design minimalista, ma di grande eleganza, grazie al frontale piatto e alla maniglia cromata allungata, soluzione quest’ultima che in più conferisce una maggiore ergonomicità. Disponibili anche a incasso con cerniere, gli sportelli, oltre che nella classica versione acciaio inox professionale, possono essere forniti anche con raffinate finiture in PVD nei due colori bronzo e nero, per un perfetto inserimento negli spazi più esclusivi.

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La Marzocco, nella Linea Classic S il feedback dei baristi

La Marzocco Linea Classic S
Il modello più longevo della Casa toscana si presenta alla nuova generazione di baristi con un nuovo design e nuove performance al Woc di Milano

È il 1993 quando Piero Bambi, designer ed ex presidente de La Marzocco, presenta al mercato la Linea Classic. Questa macchina espresso, che ha contribuito a plasmare il mondo del caffè fino ai giorni nostri, è ancor oggi il modello più longevo della gamma dell’Azienda fiorentina, che prosegue da sempre il suo cammino nel segno dell’innovazione, presentando modelli in sintonia con l’evoluzione del business.

Così, nell’ambito del Word of Coffee 2022, viene presentata la nuova Linea Classic S.

Il nuovo prodotto uscito dall’officina dell’azienda toscana implementa tutti i miglioramenti raggiunti nel corso di questi trent’anni, anche grazie ai feedback ricevuti dai baristi, fino ad arrivare a una macchina che offre alle nuove generazioni di baristi tre caratteristiche fondamentali: affidabilità, resistenza e un caffè di qualità sempre costante.

Tre le novità che spiccano nella nuova macchina espresso vi sono il suo design rinnovato, essenziale, con una forma angolare che mantiene le sue radici e la rende facilmente parte di qualsiasi arredamento, e una tecnologia integrata aggiornata con un’elettronica migliorata e contemporanea.

Non mancano anche una nuova pulsantiera per una migliore risposta tattile; il controllo della temperatura tramite tecnologia PID La Marzocco e i contasecondi di serie che permettono al barista di regolare comodamente i settaggi anche durante il picco di lavoro. È disponibile nei modelli da 1 a 4 gruppi, nelle configurazioni EE e AV, e compatibile con la Pro App.

Inoltre, nella nuova Linea Classic S vi è anche la possibilità di aggiungere numerosi optional, come il sensore per il controllo della qualità dell’acqua in entrata, l’autosteam per un vapore di qualità con il minimo sforzo, la ringhiera scaldatazze rialzata, gambe alte e i group cap e le luci barista, per non trascurare alcun dettaglio durante l’estrazione. Infine, il corpo in acciaio della macchina espresso può essere personalizzato per adattarsi al meglio a ogni ambiente.

Stuart’s Fancy Drinks and How to mix them, Thomas Stuart, 1904

Di Thomas Stuart non abbiamo tracce, non sappiamo se fosse un neofita o un professionista del settore, quello che sappiamo di certo è che il suo ricettario, viene spesso nominato come fonte per alcuni dei più importanti cocktails classici della storia. Quali? Ad esempio il Martini Cocktail, il Marguerite Cocktail o lo Star Cocktail, ma ne possiamo trovare molti altri tra cui il Punches, l’Egg Nogs, il Juleps, molti Sours e tanti altri. In questa stampa datata 1904, possiamo trovare un interessante capitolo dedicato a nuove bevande del periodo precedente al Proibizionismo. "New and Up-To-Date Drinks", una raccolta di 23 ricette con la presenza di un grande classico; Il Bamboo Cocktail. La leggenda più accreditata darebbe la nascita del drink, per mano di un grande uomo del settore come Mr. Louis Eppinger, così come la storia ci racconta o per lo più il ricettario di William T. "Cocktail" Boothby's, "World Drinks And How To Mix Them del 1908 ci testimonia.

1908 - "World Drinks and How To Mix Them" by William T. "Cocktail" Boothby

BAMBOO COCKTAIL.

Originated and named by Mr. Louis Eppinger, Yokohama, Japan.

Into a mixing-glass of cracked ice place half a jiggerful of French vermouth, half a jiggerful of sherry, two dashes of Orange bitters and two drops of Angostura bitters; stir thoroughly and strain into a stem cocktail glass; squeeze and twist a piece of lemon peel over the top and serve with a pimola or an olive.

1904 - "Stuart's Fancy Drinks and How to mix them" by Thomas Stuart

Bamboo Cocktail.

1 dash of orange bitters.

2/3 sherry.

1/3 Italian vermouth

Buona lettura dal Bibliotecario.

Titolo : Stuart's Fancy Drinks and How to mix them

Autore : Thomas Stuart

Editore : Excelsior Pub. House

Anno : 1904

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Protetto: WEBINAR BARTOUR – Tappe e incontri sensoriali dell’acqua in caffetteria

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Amazonian G&G, il drink che chiude il Green Month di Gin Canaïma

Canaïma AmazonianG&G
Svelato il drink per la Giornata mondiale della foresta pluviale, ultimo appuntamento del progetto lanciato dal gin super premium dell'Amazzonia per sensibilizzare locali e consumatori sulla salvaguardia del Pianeta

Cade il 22 giugno l’ultimo appuntamento del Green Month di Canaïma. Un’iniziativa sviluppatasi in cinque settimane nelle quali il gin super premium dell’Amazzonia, distribuito da Compagnia dei Caraibi, ha voluto richiamare, attraverso l’arte della mixology, l’attenzione dei locali e dei loro clienti su un tema cruciale: la salvaguardia dell’ambiente, del Pianeta e delle persone che lo popolano, tematiche sulle quali il brand da sempre è particolarmente impegnato.

Un progetto che il brand ha articolato su tre date: il 20 maggio, Giornata mondiale delle api, il 5 giugno, Giornata mondiale dell’ambiente e, appunto, il 22 giugno, Giornata mondiale delle foreste pluviali, istituita per sensibilizzare alla salvaguardia di queste foreste, fondamentali per la biodiversità e per la stessa sopravvivenza della vita sulla terra, ma in pericolo di estinzione a causa delle numerose attività di disboscamento.

Una ricorrenza quest’ultima particolarmente sentita da Canaïma, dal momento che proprio nella più grande foresta fluviale del Pianeta, l’Amazzonia, questo gin ha le sue origini e da lì provengono 10 delle 19 botaniche che ne compongono la ricetta. In occasione di ognuna delle tre ricorrenze, Canaïma ha proposto in alcuni locali partner di tutta la Penisola un drink dedicato, il ricavato delle cui vendite viene devoluto a un progetto sostenibile.

Il signature per la Giornata mondiale delle foreste pluviali è Amazonian G&G, preparato aggiungendo a Canaïma Gin della soda al pompelmo e completato con una scorza di pompelmo come guarnizione. Le vendite del cocktail, così come dei precedenti drink lanciati in occasione delle altre due giornate, andranno a sostenere la riforestazione dell’Amazzonia, un progetto che il marchio porta avanti dal 2019 e che prevede di ricollocare nella sua terra d’origine circa 7000 piante entro il prossimo anno.

E a proposito dei due cocktail precedenti, nella Giornata mondiale delle api era stato lanciato Bee Kind Cocktail, preparato miscelando il gin amazzonico con succo di lime verde fresco e sciroppo di miele di melata di tiglio¸ mentre nella Giornata mondiale dell’ambiente è stato proposto Sogno Amazzonico, dove il gin si miscela a estratto di melone, sciroppo di miele e lime fresco (leggi Il Sogno Amazzonico: il secondo drink per il Green Month di Gin Canaïma).

I locali del Canaïma Green Month

I locali che hanno aderito all’iniziativa di Canaïma sono: Barz8 di Bisceglie (Bt), il Bloom di Caserta, il Cambusa di Torre a Mare (Ba), l’Easy Peasy di Genova, il Gogo43 di Aci Trezza (Ct), il Benni from Gambrinus di Gravina in Puglia (Ba), il Malea di Roseto degli Abruzzi (Te), il Moba di Milano, il NAt Cocktail House di Torino, il Sa111anta Tarallo di Scalea (Cs), lo Speakeasy 1920 di Belluno, lo Spirito di Brindisi, il Trevissa di Villorba (Tv) e il Tukana di Rieti.

La ricetta

Amazonian G&G


Ingredienti:

40 ml di Canaïma Gin, 150 ml di soda al pompelmo
Prearazione:
build
Decorazione:
scorza di pomelmo
Bicchiere:
highball

Ditta Artigianale tra nuovi caffè e masterclass

Miscela One di Ditta Artigianale
Francesco Sanapo presenta due nuovi caffè al Woc e nei giorni seguenti ospita due personalità illustri nella Scuola del Caffè in Ditta Artigianale Carducci

Da Firenze a Milano e ritorno: Ditta Artigianale si presenta al World of Coffee di Milano nell’area Roaster Village (Table 12) con due nuovi caffè e interessanti appuntamenti con grandi esperti internazionali del settore.

I prodotti selezionati da Francesco Sanapo, che guida la linea di caffetterie dedicate allo specialty e la micro torrefazione di Firenze, sono One - Espresso Process Blend e Finca El Diviso.

One è il risultato di una lunga ricerca alle origini del gusto e dell’influenza che diverse lavorazioni del crudo hanno sul risultato in tazza. Un lavoro approfondito svolto su ogni processo ha permesso di ottenere da una sola area di produzione in Honduras, il Marcala, una sola varietà botanica, il Catuai e un singolo produttore, la famiglia Caballero,  quattro tipi di caffè: lavato, dall’acidità fresca e citrica, naturale, di grande corpo e dolcezza, semi anaerobico, dai sentori di biscotto e caramello e anaerobico, che si contraddistingue per le sue note di frutta tropicale.

Finca El Diviso è una farm colombiana a conduzione familiare di 6 ettari, gestita da Jose Uribe e dai suoi figli Nestor e Adrian. Il caffè è prodotto con la varietà botanica pink bourbon; fermentazione e processo naturale donano un’acidità e una dolcezza molto bilanciate, speziate e con note tropicali che ricordano la  fragola, il rosmarino e la papaya. Il corpo è medio-alto e sciropposo con un retrogusto molto persistente e fresco.

In chiusura della manifestazione milanese, che porterà in Italia i massimi esperti del settore, la Scuola del Caffè di Ditta Artigianale Carducci a Firenze, inoltre, ospita due masterclass rivolte a tutti.

Martedì 28 giugno l’autore specializzato e consulente per l’industria del caffè Scott Rao spiega tramite alcune dimostrazioni come il profilo di estrazione influisce sul gusto del caffè in tazza. La lezione include una presentazione, una sessione di domande e risposte e la degustazione di diversi profili prodotti. Rao ha posseduto diversi locali e aziende di torrefazione e ha scritto due libri che sono un riferimento per il settore: The Professional Barista's Handbook e Coffee Roasting Best Practices.

Il giorno successivo, mercoledì 29 giugno, il ricercatore e docente Jonathan Gagné, presenterà le sue ultime scoperte sulla fisica dell'espresso e su come queste influenzano vari aspetti pratici della sua preparazione illustrando anche le proprietà dei macinacaffè e dell’acqua. Ricercatore in astrofisica presso il Planetario Rio Tinto Alcan di Montreal e professore a contratto presso l'Université de Montréal, Gagné ha dato il via a studi sulla fisica della preparazione del caffè nel tempo libero e ha proseguito documentando le sue scoperte sul blog Coffee Ad Astra; i suoi post hanno portato alla scrittura del libro The Physics of Filter Coffee.

Pausa pranzo al bar? Ricca come al ristorante con iCombi Pro XS

iCombi Pro XS Rational_Sapori
Piccolo nelle dimensioni, ma grande nelle prestazioni, iCombi Pro XS, il sistema di cottura smart di Rational, permette di produrre tutto ciò che serve, dalla colazione alla pausa pranzo all'aperitivo

I ritmi sono incalzanti al bar come al ristorante, anzi, nel primo forse anche di più. Tutto si svolge in tempi ristretti, i clienti hanno poco tempo a disposizione e vanno di fretta. Lo spazio nel locale è poco e la cucina viene sacrificata in favore dello spazio per accomodare i clienti. Come riuscire a conciliare queste sfide con un’ottima offerta food? Affidandosi alla tecnologia Rational.

Rational_iCombi Pro-XS
iCombi Pro-XS, con le sue dimensioni contenute, è facilmente posizionabile sul bancone o installabile a parete

Grazie al modello più piccolo della linea di sistemi di cottura intelligenti iCombi Pro, l’XS, è possibile infatti sfornare piatti succulenti al pari di un ristorante anche negli spazi contenuti di un bar. Perché iCombi Pro XS di piccolo ha solo le dimensioni: 66x62x57cm di ingombro, facilmente posizionabile su un bancone o da installare a parete tramite l’apposito supporto. Ma l’aiuto che fornisce è lo stesso dei modelli più grandi: un unico apparecchio per produrre tutto ciò che serve, dalla colazione al pranzo fino agli snack per l’aperitivo, eliminando la necessità di molte altre attrezzature.

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Tanta varietà e qualità garantita con un semplice click

Tanta varietà e garanzia di un risultato eccellente sempre ripetibile col semplice tocco di un tasto sul display: basta impostare il risultato desiderato e la funzione automatica iCookingSuite, grazie ai suoi sensori, rileverà lo stato di cottura del cibo, confrontandolo con il risultato desiderato e adattando la cottura in modo intelligente. iProductionManager, invece, è la funzione che si occupa di indicare quali alimenti possono essere cotti insieme, per una programmazione intelligente delle cotture. Così, mentre lui cucina, l’operatore può tranquillamente gestire la clientela al banco.

Inoltre, connettendo iCombi Pro XS a ConnectedCooking, la piattaforma digitale di Rational, è possibile addirittura avviare processi e cotture da remoto in qualsiasi momento. In questo modo brioche e croissant per la colazione possono essere pronti nel momento stesso in cui si apre il locale.

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Panettone Day 2022, svelati i finalisti

Panettone Day 2022
Panettone Day 2022 (Instagram)
La giuria presieduta da Gino Fabbri ha scelto i nomi dei pasticceri per le tre categorie di gara

Chiusa la fase di preselezione, Panettone Day 2022 entra nel vivo. La giuria presieduta da Gino Fabbri ha rivelato i nomi dei pasticceri scelti come finalisti per ognuna delle tre categorie in gara. Ecco chi si giocherà il titolo di miglior panettone tradizionale, creativo e al cioccolato Ruby.

I finalisti per la categoria Panettone Tradizionale

Per la categoria Panettone Tradizionale, passano il primo turno:

  • Renato Lo Frascio della Pasticceria Fumagalli Casatenovo (Casatenovo, LC);
  • Antonio Giannotti di Pasticceria Perrotta Gigliola (Montella, AV);
  • Adriano Anastasio di Pasticceria Adriano (Seriate, BG);
  • Silvano Marchesi di Panettone Marchesi (Bergamo, BG);
  • Antonio Cinque di Panificio 5 (Vico Equense, NA);
  • Lorenza Rizzi di Il Giardino Del Pane (San Felice Circeo, LT);
  • Florica Livia Pop di Pasticceria Gustofino (Forlì, FC);
  • Lorenzo Mattia di Pasticceria Da Angelina (Aquino, FR);
  • Elisabetta Tucci di Crystal (Fonte Nuova, Roma);
  • Marco Cattaneo di Dolci ad Arte (Ceriano Laghetto, MB);
  • Vito Freda di Pasticceria Bar Lello (Cellole, CE);
  • Matteo Motta di Pasticceria Svizzera (Milano, MI)
  • Maurizio Orsi di Il Forno di Orsi (Missaglia, LC);
  • Fabrizio Lanciotti di Pasticceria Dorina (Montefiore dell'Aso, AP);
  • Giordano Berettini di Panificio Baldinucci (Gubbio ,PG);
  • Luigi Tramonte di Pasticceria Roxy (Martignano, LE);
  • Walter Romualdi di Pasticceria Beltrami (San Casciano Val di Pesa, FI);
  • Alessio Fabbro di Paneria-Cafe' (Rezzato, BS);
  • Federico Molinari di Pasticceria Molinari (Villafranca di Verona, VR);
  • Astrit Feraj di L'Elysée (Avigliana, TO)
  • Santo Giarrusso di Pasticceria Pasubio (Catania, CT);
  • Guerino Fabrizio Aurei di Momenti di Dolcezza (Alba Adriatica, TE);
  • Emanuele Dessena di Pasticceria Caffetteria Latte e Miele (Olbia, OT).

I finalisti per la categoria Panettone Creativo

I pasticceri che hanno mostrato maggiore estro e ora sono in finale per la categoria Panettone Creativo sono:

  • Andrea Cannone di Mosca&Cannone (Ciampino, Roma);
  • Massimo Vanoncini di Pasticceria Camyll (Bergamo, BG);
  • Alberto Magistrali di Pasticceria Manzoni (Cavaria con Premezzo, VA);
  • Raffaele Romano di Gran Caffè Romano (Solofra, AV);
  • Massimiliano Palma di Punto Dolce (Cisterna di Latina, LT).

I finalisti per la categoria Panettone al Cioccolato Ruby

Vanno in finale per la categoria Panettone al Cioccolato Ruby i seguenti concorrenti:

  • Barbara Ruscinito di Cosmo Restaurant (Pompei, NA);
  • Niky Munaron di Innesto (Latina, LT);
  • Nicolò Armellino di Pasticceria Il Borgo (Millesimo, SV);
  • Luca Volpi di Pasticceria Panarari (Treviglio, BG);
  • Gianluca Prete di Pasticceria Fumagalli Lurago (Lurago d'Erba, CO).

Velvet Batida, il drink dell’estate firmato Disaronno

Disaronno Velvet Batida
A base di Disaronno Velvet, il nuovo signature è un cocktail elegante, ma insieme fresco, dissetante e a bassa gradazione alcolica, perfetto per ogni locale

Fresco, piacevole e leggero. È così che si presenta Velvet Batida, il drink per l’estate firmato Disaronno. Grande protagonista del nuovo signature del brand è Disaronno Velvet, il liquore alla crema dall’intenso e caldo aroma di mandorle, dal carattere floreale e fruttato con note di cioccolato e vaniglia, lanciato due anni fa (leggi Disaronno Velvet, la nuova esperienza di gusto firmata Illva).

Caratteristiche che i bartender del brand con il nuovo drink hanno declinato nella loro versione più dissetante, miscelando il liquore con acqua di cocco, che ne accentua la freschezza, sublimando ogni sentore aromatico.

Il risultato è un cocktail fresco, dalla texuture vellutata e dal basso tenore alcolico, incontrando così alla perfezione le nuove tendenze del bere bene, che vedono i consumatori sempre più attratti da drink low alcol.

Una ricetta semplice e veloce da preparare, elegante, dal gusto pieno e ricca di aroma, ma al tempo stesso di facile bevuta, con la quale arricchire l’offerta di ogni tipologia di locale per fare vivere al cliente un’esperienza di piacevole relax in qualsiasi momento delle calde giornate estive.

Disaronno Velvet Batida


Ingredienti:
1 parte di Disaronno Velvet, 1 parte di Acqua di cocco, ghiaccio tritato
Preparazione:
shake & stir
Guarnizione:
una fettina di cocco
Bicchiere:
tumbler alto

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