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Barawards, i protagonisti: Paola Campana

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Paola Campana, Campana bottega di caffè speciali, Pompei (Na)
Intervista alla vincitrice del Premio Bloom Specialty Coffee Barista dell'anno di Barawards 2021: «Servono determinazione, costanza, passione e soprattutto applicazione»

Trentanovenne di Torre Annunziata (Napoli), è rientrata nel mondo della caffetteria dopo una laurea e un Masters in Business Administration che l’hanno portata a collaborare con aziende importanti. Nel 2017 l’apertura della propria realtà, Campana Bottega di Caffè Speciali a Pompei (Napoli), «con la voglia di divulgare il caffè di qualità. Sono convinta che il caffè vada spiegato, come si fa con un piatto gourmet. E per questo è necessario uno studio continuo, è fondamentale avere passione per la materia. Il mio obiettivo è aprire un secondo punto, quanto prima».

Dirigere una caffetteria è una sfida senza sosta, a maggior ragione se il confronto è da farsi anche con un retaggio culturale che non vuole saperne di essere cancellato: «Il barista è ancora visto come un’attività di ripiego, per chi non sa o non può fare altro. La si considera una figura di bottega, non come una professionalità che può tranquillamente sostenere una carriera. Per questo servono determinazione, costanza, passione e soprattutto applicazione».

Perché il mondo del caffè ha negli ultimi tempi dimostrato le enormi potenzialità di cui dispone, permettendo anche a una platea tradizionalista come quella italiana, di scoprire nuove varietà, tecniche, modalità di lavoro: «Già solo rispetto a tre anni fa c’è maggiore consapevolezza, più formazione, più cultura. Sappiamo di più, di conseguenza abbiamo molto più da raccontare, e sarà così anche in futuro: il barista dovrà essere eclettico, curioso, pronto a sperimentare. E preparato sia sul piano merceologico che su quello pratico, quindi dall’estrazione di un espresso a quelle alternative, passando per il riconoscimento di caratteristiche organolettiche, tecniche di tostatura».

Gli specialty coffee, in cui Campana crede fermamente, stanno rapidamente (e finalmente) riscuotendo l’attenzione che meritano: «Questa riscoperta del caffè di qualità è un enorme aiuto per tutto il movimento. La divulgazione del caffè è fondamentale, e anche nelle proposte un po’ più hipster si riconoscono studio e formazione».

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Lievitati, gelati, gestione, giovani: Ampi allarga gli orizzonti

Ampi
I Maestri dell'Ampi al XXX Simposio con Javier Guillen, protagonista di una demo tecnica
Il XXX Simposio dell'associazione dei Maestri Pasticceri si chiude all'insegna della progettualità: apertura ai giovani, spazio a lievitati e gelato, più attenzione ai temi di management

Tecnica e formazione, ma non solo: il XXX Simposio di Ampi, andato in scena alla Reggia di Colorno, ha messo le basi per un ampliamento degli orizzonti dell'Associazione su molteplici fronti. «Il focus del Simposio - afferma Sal De Riso, presidente Ampi -  resterà tecnico formativo. Ogni volta ci diamo un tema - quest'anno abbiamo lavorato sui bigné - su cui in preparazione del Simposio si lavora a gruppi per far emergere idee, spunti, novità. Come hanno fatto i colleghi Rita Busalacchi e Maurizio Santin mostrandoci nuove soluzioni su cotture, farciture e metodi di conservazione». Un altro momento clou è stata la Demo tecnica di Javier Guillen, pasticcere "dei due mondi" (ha attività in Spagna e in Brasile, oltre ad essere consulente per Valrhona e Sosa), sul tema dei lievitati e dei cake da viaggio.

Respiro internazionale

«Il nostro obiettivo - spiega De Riso - è coinvolgere professionisti da tutto il mondo, per avere la possibilità di un confronto tecnico su attrezzature, strumenti e tecnologie all'avanguardia e per conoscere l'evoluzione della nostra attività attraverso le tendenze e le novità in arrivo da altri Paesi».

Uno sguardo al futuro

La grande novità di quest'anno è l'avvio del progetto giovani, che punta a coinvolgere le nuove generazioni di professionisti all'interno dell'associazione. «Abbiamo selezionato 50 pasticceri under 30 da tutt'Italia che riuniremo a novembre per sottoporli a un esame di ammissione. Saranno loro a creare il primo nucleo di Ampi Giovani, sezione che punta a coinvolgere i giovani più promettenti nella vita dell'asociazione, per permetter loro di crescere professionalmente in maniera più veloce. Avranno giornate formative a loro dedicate e parteciperanno al Simposio in qualità di uditori, in attesa di maturare le competenze necessarie per entrare in Ampi a pieno titolo».

Largo a lievitati e gelato

L'ampliamento degli orizzonti riguarda anche i temi e le referenze su cui Ampi vuole approfondire conoscenze e competenze dei Maestri membri: «Nel prossimo futuro ci dedicheremo con attenzione anche ai lievitati e al gelato - prosegue De Riso -: i primi perché sono un prodotto sempre più importante nel mondo della pasticceria, sia nell'ambito delle colazioni che dei dolci da ricorrenza. Lanceremo un progetto importante legato al lievito madre. Quanto al gelato è un'evoluzione naturale, dal momento che molti accademici sono già da tempo produttori di gelato di qualità».

Dalle tecniche alla gestione

Ma accanto agli aspetti più squisitamente tecnici, troveranno sempre più spazio i contenuti manageriali, legati alla gestione delle imprese. Un primo assaggio si è avuto dal confronto tra Maestri e rappresentanti delle aziende partner avvenuto al Simposio durante il talk "Sinergie per affrontare la crisi. Crisi energetica e rincaro delle materie prime". Una questione che accomuna tutti: dalle aziende fornitrici, alle prese con rincari mai visti delle materie prime cui non di rado si abbinano problemi di approvvigionamento - ai pasticceri colpiti dal caro bollette. Inevitabile un ritocco dei prezzi, per l'impossibilità di assorbire completamente l'impennata dei costi, così come è inevitabile un ragionamento approfondito sul potere d'acquisto dei propri clienti, per evitare un rimedio peggiore del male. «Molti dei nostri associati - conclude De Riso - sono titolari di azienda, che hanno a che fare quotidianamente con scelte e decisioni legati alla gestione. Un confronto su questi temi, che possa prevedere anche momenti dedicati, non potrà che essere d'aiuto a tutti noi per fare sempre meglio il nostro lavoro».  

Caffè Vergnano: 140 anni di tradizione e amore per il caffè e il pianeta

Caffè Vergnano sostenibilità
A tutto campo l’impegno a tutela dell’ambiente e delle persone dell’azienda piemontese, che quest’anno taglia il traguardo dei 140 anni di attività. Dalle capsule compostabili ai pack a minore impatto per il bar ai progetti di empowerment al femminile

Un compleanno importante e significativo quello di Caffè Vergnano che ogni giorno, da 140 anni, porta avanti una tradizione che l’ha reso simbolo dell’espresso italiano. Oggi come allora, infatti, il caffè viene prodotto con il metodo della tostatura lenta, una scelta che permette di ottenere una cottura uniforme e di proteggere la ricchezza di ogni chicco.

Caffè Vergnano non è però solo simbolo della tradizione ma anche dell’innovazione, grazie all’impegno verso la salvaguardia dell’ambiente. L’azienda piemontese è da sempre convinta che l’unica soluzione per uno sviluppo ambientale davvero sostenibile sia quella di prestare attenzione alle piccole e grandi azioni dell’agire quotidiano.

A testimonianza della serietà dell’impegno preso, è nato il Comitato di Sostenibilità, un organo operativo che ha come obiettivo quello di stabilire le linee strategiche in tema di sostenibilità.

Da anni ormai l’azienda si impegna per rendere il consumo di caffè in capsule più sostenibile: così sono nate le capsule compostabili compatibili con le macchine a uso domestico a marchio Nespresso®* e a marchio Lavazza® A Modo Mio®*, recuperabili nella raccolta differenziata dell’organico.
Il progetto della compostabilità ha rappresentato una grande sfida che ha permesso di posizionare Caffè Vergnano come punto di riferimento della categoria in Italia e nel mondo.

Soluzioni sostenibili per il bar

Anche nel mondo horeca si scelgono soluzioni e progetti a minor impatto ambientale, privilegiando soluzioni durature e più ecologiche per la realizzazione del merchandising dei bar e favorendo nelle caffetterie a marchio Caffè Vergnano 1882, grazie all’applicazione To Good To Go, la collaborazione tra baristi e clienti per abbattere gli sprechi alimentari.

Tra i progetti horeca più rilevanti, si distingue anche il pack premium: un imballo per caffè in grani di altissima qualità, composto per il 100% da plastica rigenerata R-PET. Riciclato e riciclabile, per un caffè a tutti gli effetti “buono”.

Importanza sempre più rilevante in questo percorso green hanno inoltre i sottoprodotti della produzione. L’azienda ha appena stipulato un contratto per la fornitura delle pellicole di caffè come sottoprodotto per la produzione di biometano all’azienda agricola Valbona di Poirino.

Il nuovo accordo permette di ricavare dal sottoprodotto della tostatura biogas, che può essere utilizzato come fertilizzante, andando a contribuire alla riduzione del carico di concimi chimici distribuiti nei campi.

Sostenibilità sociale

Per Caffè Vergnano la sostenibilità non è solo ambientale ma anche sociale e Women in Coffee ne è la testimonianza.

Nato nel 2018 come progetto di raccolta fondi a favore delle donne che lavorano nelle piantagioni, oggi è diventato un contenitore più ampio di progetti che spaziano dalla difesa dell’empowerment femminile alla promozione dell’equità di genere.

*Il marchio non è proprietà di Caffè Vergnano S.p.A., né di aziende a essa collegate.

Briciole: il biscotto solidale che aiuta le Marche

Briciole biscotto solidale Marche
Creato da Frolla Microbiscottificio, cooperativa che dà lavoro a 18 ragazzi disabili, il biscotto è fatto con materie prime acquistate da aziende colpite dall'alluvione dello scorso settembre e il ricavato delle vendite è devoluto alla Caritas di Senigallia

È un’iniziativa ad alto tasso di solidarietà quella che ha per protagonista Frolla Microbiscottificio. La cooperativa di Osimo che dà lavoro a 18 ragazzi disabili e che produce prodotti di pasticceria, ha lanciato Briciole, un biscotto pensato per aiutare le Marche colpite dall’alluvione dello scorso settembre. Il biscotto, a base di amarene e cioccolato, è preparato con materie prime acquistate da aziende del territorio danneggiate dall’alluvione e il ricavato delle sue vendite verrà devoluto alla Caritas di Senigallia.

Aiutare le persone e le realtà in grave difficoltà a causa dell’alluvione è l’obiettivo dell’iniziativa e che il biscotto evoca già dal nome. Come ripuliamo le briciole quando mangiamo, così i marchigiani vogliono ripulire la loro terra dai danni subiti e riappropriarsi del loro territorio.

Non casuale è anche la scelta dei gusti del biscotto. Le amarene vengono acquistate dall’azienda Morello Austera di Cantiano (Pesaro e Urbino), che produce e trasforma le amarene di Cantiano, prodotto che rientra nell’Arca del Gusto Slow Food. Il cioccolato è prodotto da Brave Beans, produttore di cioccolato con sede a Casine di Ostra (Ancona), che realizza i suoi prodotti con cacao fornito da cooperative di piccoli produttori del Sud del Mondo.

Come contribuire

Per acquistare i biscotti basta andare sull’e-shop di Frolla Microbiscottificio e inserire le Briciole nel carrello: il sistema darà di default una donazione minima di 10 euro che ovviamente potrà essere anche maggiore se l’utente lo desidera. Terminato l’acquisto, le confezioni vengono spedite all’indirizzo indicato. Sottratti i costi di produzione, il ricavato viene devoluto alla Caritas di Senigallia.

Gli altri partner del progetto

Insieme a Frolla Microbiscottificio, partner dell’iniziativa sono altre due realtà made in Marche, quali Gaia Segattini Knotwear, il brand di capi di moda artigianale e sostenibile creato dalla fashion designer, blogger e consulente Giaia Segattini, e Box Marche, azienda di Corinaldo (Ancona) specializzata nella progettazione e realizzazione di packaging, ognuna con un suo ruolo specifico nel progetto. Se Frolla si occupa della lavorazione dei biscotti, Segattini, visto anche il suo importante ruolo di influencer e considerato il forte legame con la sua community, si dedica alla divulgazione sui social (l’hashtag è #briciolehelpmarche). Mentre Box Marche ha aderito offrendosi per la produzione dei pack che contengono Briciole. Prezioso è stato anche il contributo di Raffaele Primitivo per la creazione del logo, di Paolo Isabettini per il copy, di Michele Filippetti che ha sviluppato le grafiche e di Francesco Tenaglia che invece si è pccupato della animazioni web.

Torna la Coppa del Mondo del Panettone

Coppa del mondo del panettone
Coppa del mondo del panettone
Si terrà dal 4 al 6 novembre 2022, a Palazzo delle Stelline, Milano. Per la prima volta la manifestazione sarà aperta al pubblico

Torna la tre giorni più golosa dell'anno. Dal 4 al 6 novembre 2022, a Milano si terrà la nuova edizione della Coppa del Mondo del Panettone. L'appuntamento coinvolgerà i più grandi pasticceri internazionali, gli addetti ai lavori, ma anche tanti food lover. Infatti, anche il normale pubblico potrà partecipare alle presentazioni dei singoli maestri.

Una finale aperta

La nuova edizione della Coppa del Mondo del Panettone si terrà a Palazzo delle Stelline, a Milano. La finale del concorso internazionale è realizzata con Associazione Maestro Martino e Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Milano, Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza. A sostenere l'iniziativa ci sono anche Agrimontana, Molino Dallagiovanna, Novacart, Carma Chocolate, Corman, Europa ovens. Pagando un biglietto d'ingresso, si potrà partecipare alle degustazioni, ai laboratori e assistere in diretta alla votazione della giuria. Per chi lo desidera, potrà acquistare i panettoni nei singoli stand. Tanto spazio anche per i bambini, che potranno realizzare la decorazione con lo zucchero di un piccolo panettone. L'ingresso per una giornata intera costa 8 euro, mentre per chi vuole seguire la finale per intero, è disponibile il carnet da 18 euro. L'acquisto dei biglietti si può fare qui.

I finalisti della competizione

Dopo un anno di selezioni nazionali tenute in diversi stati, l’edizione 2022 vede in finale 24 pasticceri per la categoria Panettone Tradizionale e 18 per la categoria Panettone al Cioccolato. Per la prima volta, ci sono concorrenti che vengono dall’Africa. Per la precisione, dall'Algeria: si tratta di Ahmed Nezzar della pasticceria Panettone toute l'année. Due i finalisti dal Sud America: Brunno Malheiros e Jozé Nilson, che hanno passato le selezioni organizzate dalla Levain Bakery School di Rogerio Shimura a San Paolo. A contendersi i due titoli ci sono anche cinque donne. Ci saranno Vanna Scattolin di Madamadorè (Italia), Tatiana Coluccio di Old Europa Bakery (Australia) e Andreide Borba di Santa Coina (Portogallo) per la categoria Panettone Tradizionale; Beatrice Volta della Pasticceria Come una volta (Italia) e Séverine Coulson di Secrets Gourmands (Francia) per la categoria Panettone al cioccolato. Presenti anche gli svizzeri: Luca Poncini, Roberto Gatti di Artebianca Sagl e Stefano Gobbi di LE 1955, per la categoria Panettone tradizionale; Davide Steffenini della Pasticceria Gant per la categoria Panettone al cioccolato. Spazio ai francesi Thomas Teffri-Chambelland, Raphaël Jubert di Le Pain de Saint Hugon e Frank Collas di Le Four à Bois per il panettone tradizionale. A sfidarsi su quello al cioccolato, ci saranno Cédric Alibert di Antoinette Pain et Brioche. Dalla Spagna concorre Yann Dutche di Dolç par Yann Duytschee per la categoria panettone tradizionale e Ton Cortes della Cloudstreet Bakery di Barcellona e Rafa Aguilera della Pastisseria Cal Jan per la categoria Panettone al cioccolato. Dagli Stati Uniti d'America arriveranno a Milano in gara per il panettone tradizionale Jaime Martines di Cosetta's nel Minnesota e Garri Rulli di Emporio Rulli in California. I maestri pasticceri hanno passato le selezioni presso The Institute of Culinary Education di New York City. Per il primo anno partecipa il Belgio con Samuel Bellini e la Romania con Claudio Perrando. Un concorrente anche dal lontano Giappone: sarà in gara Shinichiro Kojima di Boulangerie Grand Homm.

La giuria della Coppa del Mondo del Panettone tradizionale

Per la finale della Coppa del Mondo del Panettone sono previste due giurie.

Giuria Coppa del Mondo Panettone
Assaggi tecnici durante la finale della Coppa del Mondo del Panettone
La giuria internazionale del Panettone tradizionale sarà composta da Vittorio Santoro Direttore Cast Alimenti (Presidente di Giuria), Paco Torreblanca, Miglior pasticciere di Spagna, Debora Massari, Owner Iginio Massari alta pasticceria, Bruno Buletti, Maestro dei lievitati in Svizzera, Jimmy Griffin, Master of Baker Irlanda, Rogerio Shimura, Maestro panettiere e Direttore della Levain Escola de Panificação Brasile, Gianbattista Montanari, Presidente Club Italia CMP, Jonathan Mougel Metre ,Meilleur Ouvrier de France, Marco Paolo Molinari, Pastry Chef in Giappone, Salvatore Tortora, Vincitore della Coppa del Mondo del Panettone 2021.

La giuria della Coppa del Mondo del Panettone al cioccolato

La giuria internazionale del Panettone al cioccolato ingloberà invece Iginio Massari  (Presidente di giuria), François Stahl Mâitre Chocolatier Svizzera, Jimmy Griffin Irlanda Master of Baker Irlanda, Jan Pablo Colubri Chocolatier Leiter Chocolate Accademy Zurigo, Jonathan Mougel Metre Meilleur Ouvrier de France, Bruno Buletti Maestro dei lievitati in Svizzera, Claudio Gatti Presidente Maestri del lievito madre in Italia, Gianbattista Montanari, dimostratore Corman ed esperto lievitista, Davide Comaschi World Chocolate Master 2013.

Panettone Academy Award

Durante la finale della competizione 2022 verrà presentato il Panettone Academy Award, l’unico concorso internazionale biennale esclusivamente dedicato alle scuole e accademie di tutto il mondo, finalizzato a promuovere il panettone a livello internazionale attraverso le generazioni future di cuochi e pasticceri. Il progetto promosso da Associazione Maestro avrà come obiettivo principale del concorso la divulgazione della cultura gastronomica Made in Italy nel mondo, attraverso l’espressione di giovani chef e pasticceri. Per questo motivo si è pensato di valorizzare il panettone rivolgendosi alle scuole e alle accademie che promuovono nel mondo la cultura gastronomica, forgiando le generazioni future dei professionisti.

Nescafé Plan 2030 per coltivazioni di caffè più sostenibili

Nescafé Plan 2030
Da Nestlé il progetto per caffè al 100% di provenienza responsabile entro il 2025, meno emissioni e migliori condizioni per le comunità agricole

È densa e articolata la strategia per contribuire a rendere la coltivazione di caffè più sostenibile, contenuta nel Nescafé Plan 2030, presentato a livello internazionale, in cui investirà oltre un miliardo di franchi svizzeri. Il Gruppo Nestlé è impegnato da anni nella transizione verso un sistema alimentare rigenerativo e si pone l’ambizioso traguardo di raggiungere zero emissioni nette di gas serra entro il 2050. Come sempre, i suoi progetti coinvolgono anche il settore dell’horeca.

«Il cambiamento climatico sta mettendo sotto pressione le aree di coltivazione del caffè - ha affermato David Rennie, head of Nestlé Coffee Brands -. Stiamo accelerando il nostro lavoro per contribuire ad affrontare i cambiamenti climatici e le sfide sociali ed economiche» nelle catene del valore del brand. Il quadro presentato da numerose ricerche è preoccupante: si prevede che l’aumento delle temperature ridurrà, da qui al 2050, le aree adatte alla coltivazione del caffè del 50%. Sono ben 125 milioni le persone che dipendono dalle coltivazioni di caffè per il proprio sostentamento e si stima che l’80% delle famiglie di coltivatori viva al livello o al di sotto della soglia di povertà. A fronte di ciò, è più che mai urgente intervenire, con un impatto concreto sulla coltivazione di caffè a livello globale perché, ha proseguito Philipp Navratil, head of Nestlé’s Coffee Strategic Business Unit, «Vogliamo che i coltivatori di caffè prosperino tanto quanto vogliamo che il caffè abbia un impatto positivo sull'ambiente. Le nostre azioni possono contribuire a guidare il cambiamento dell’intera industria del caffè».

Al centro della strategie si trova l’agricoltura rigenerativa, ovvero un approccio all’agricoltura che a migliorare la salute e la fertilità del suolo, nonché a proteggere le risorse idriche e la biodiversità. Avere suoli più sani significa renderli più resistenti agli impatti dei cambiamenti climatici (con essi le colture) e poter aumentare i raccolti, contribuendo a migliorare i mezzi di sussistenza degli agricoltori. Per questi ultimi sono previsti formazione, assistenza tecnica e la fornitura di piantine di caffè ad alto rendimento per aiutarli a passare  alle nuove pratiche di coltivazione, che comprendono pratiche quali piantare colture di copertura e ombreggiamento per proteggere il suolo e contribuire ad aggiungere biomassa, dunque il sequestro del carbonio nel suolo; utilizzare fertilizzanti organici; fare maggiore uso dell’agroforestazione e della consociazione al fine di contribuire alla conservazione della biodiversità; potare le piante di caffè o sostituirle con varietà resistenti alle malattie e ai cambiamenti climatici.

Gli interventi saranno mirati in un primo tempo sui territori da cui il brand si approvvigiona del 90% del caffè: Brasile, Vietnam, Messico, Colombia, Costa d’Avorio, Indonesia e Honduras. L'agricoltura rigenerativa contribuisce anche all'abbattimento dell'anidride carbonica nell'atmosfera e alla riduzione delle emissioni di gas serra. Ecco perché è una parte fondamentale della roadmap verso le Zero Emissioni Nette del Gruppo, che ha preso il via nel 2010.

Gli step di Nescafé sono il raggiungimento del 100% di caffè di provenienza responsabile entro il 2025; il 20% di prodotto da metodi di agricoltura rigenerativa entro il 2025 e il 50% entro l 2030. Sono previsti interventi a sostegno degli agricoltori che si assumono i rischi e i costi associati al passaggio all’agricoltura rigenerativa.

Arrivata la nuova gamma di succhi Derby Blue Senza zuccheri Aggiunti

Derby Blue Senza Zuccheri Aggiunti
17 le referenze, tutte prive di zuccheri aggiunti e con un alto contenuto di frutta, della nuova gamma che va a sostituire la precedente offerta per i bar del marchio di succhi di Conserve Italia

Guarda alle nuove generazioni di consumatori Derby Blue Senza Zuccheri Aggiunti, la nuova gamma di succhi di frutta del marchio unconventional di Conserve Italia.

Diciassette i gusti che la compongono: dai classici Pera, Pesca, Albicocca, Mela, Mela 100%, Ace, Arancia, Arancia Rossa, Mirtillo e Melograno alle note esotiche di Pesca Mango, Pompelmo, Ananas, Ananas 100% e la novità del Cocco, oltre alle new entry Kiwi Mela (leggi Un nuovo succo da Derby Blue: è arrivato Kiwi e Mela) e Ace Difesa Passion Fruit.

Realizzate con ricette completamente rivisitate e prive di zuccheri aggiunti, le referenze della nuova gamma Derby Blue dedicata al mondo dei locali sono state pensate per andare incontro alle esigenze dei giovani consumatori, target privilegiato del marchio. Ciò grazie a una grande attenzione al gusto e al benessere, alla valorizzazione della filiera agricola italiana, all’attenzione alla sostenibilità del ciclo produttivo e a un packaging accattivante.

Le nuove ricette esaltano la migliore frutta di produzione italiana approvvigionata dalla filiera di soci agricoltori di Conserve Italia. Tutti i succhi si caratterizzano infatti per l’alto contenuto di frutta, passato per esempio dal 50 al 99% nei gusti Pesca e Pera e dal 40 al 99% nel gusto Albicocca.

I succhi sono proposti nell’iconica bottiglietta blu in vetro da 200 ml con un’etichetta anch’essa rinnovata. Anche su questa è la frutta la grande protagonista, rappresentata attraverso una scelta stilistica pittorica e artistica moderna e non convenzionale in perfetta linea con la filosofia del marchio. In evidenza compare anche la dicitura “Senza zuccheri aggiunti” che comunica in modo diretto e immediato al consumatore l’attenzione alla salute che caratterizza i prodotti.

Da sottolineare che la nuova gamma non costituisce una proposta aggiuntiva, ma costituisce la nuova e unica proposta dei succhi di frutta Derby Blue per i bar italiani, che va a sostituire quella precedente.

Brown‑Forman acquisisce Rum Diplomático

Diplomático Rum Brown‑Forman
Dopo Gin Mare lo scorso settembre, il gruppo Usa acquisisce anche Diplomático, entrando così dalla porta principale nel mercato dei rum super premium

Un altro grande colpo è stato messo a segno da BrownForman Corporation. Il colosso Usa degli alcolici, proprietario tra l’altro del marchio Jack Daniel’s, ha annunciato un accordo per l’acquisizione da Destillers United Group per l’acquisizione del marchio Rum Diplomático, il rum super premium venezuelano, e delle relative attività.

L’importante operazione segue quella, altrettanto importante, realizzata da BrownForman lo scorso mese di settembre, quando ha acquisito Gin Mare dalla spagnola Vantguard (leggi Vantguard vende Gin Mare all’americana Brown-Forman).

Si punta al mercato dei super premium

Il gruppo americano prosegue dunque la sua espansione nella categoria degli spirit super premium, in questo caso entrando nel mercato dei rum di alta gamma, segmento cresciuto a un tasso del 17% all’anno nel corso degli ultimi anni. Un ingresso dalla porta principale, considerando che Diplomático è stato tra i pionieri ed è tra i maggiori marchi del comparto.

Il rum venezuelano è presente in oltre 100 Paesi del mondo e ha tra i suoi principali mercati Francia, Italia, dove è distribuito in esclusiva da Compagnia dei Caraibi, Germania, Spagna, Regno Unito, Canada, Repubblica Ceca, Svezia, Danimarca. L’ingresso nel gruppo americano gli consentirà di accelerare il suo percorso di crescita.

La famiglia Diplomático è composto da tre gamme di rum. Tradition Range, che comprende Planas, Mantuano, Reserva Exclusiva e Selección de Familia. La gamma Prestige, che comprende Single Vintage e Diplomático Ambassador, creati a partire dalle più esclusive riserve della distilleria e prodotti in quantità limitate. La Distillery Collection, che comprende Nº1 Batch Kettle, N°2 Barbet Rum e N°3 Pot Still, edizioni speciali e a produzione limitata che mettono in mostra i metodi di distillazione unici della distilleria venezuelana. Vere eccellenze che sono valse al marchio nel 2018 il titolo di Spirit Brand of the Year di Wine Enthusiast, primo rum in assoluto al quale è stato assegnato il riconoscimento.

Eccellenze che entreranno nel portafoglio Brown‑Forman a conclusione dell’operazione, previsto entro gennaio del prossimo anno. A quella data, il gruppo americano acquisirà anche una distilleria a Panama, mentre Destillers United continuerà a produrre il Diplomático Rum, nella sua storica distilleria ai piedi delle Ande, nello stato di Lara, in Venezuela.

A Milano arriva Da Vittorio Selection

Da Vittorio Selection
Da Vittorio Selection
Il temporary shop dedicato alle linee gift e capsule collections sarà aperto fino al 31 dicembre. Ci sono anche le creazioni del chocolate designer Davide Comaschi

La Famiglia Cerea torna a Milano con un temporary shop dedicato alle linee gift e capsule collection. Il Da Vittorio Selection ha aperto i battenti in Corso Matteotti 7, dove rimarrà aperto fino al 31 dicembre. In una location elegante sarà possibile acquistare il meglio della linea, insieme alle creazioni del chocolate designer Davide Comaschi.

Un piccolo tempio del gusto per la Famiglia Cerea

L'ultima creazione del Gruppo Da Vittorio si estende per 80 metri quadrati. Ad arredarli il team T-Studio di Tecnoarredamenti. Il bancone espone le proposte di pasticceria fresca, torte e mignon. A realizzarle, i maître patissier di Da Vittorio, capitanati dal pastry chef Simone Finazzi. Dal 1995 lavora fianco a fianco con gli chef Chicco e Bobo Cerea per studiare e dare vita a una carta dei dessert, il dulcis in fundo del percorso di degustazione del ristorante. Inoltre, dirige con autorevolezza il laboratorio di Da Vittorio Selection ad Albano Sant’Alessandro.

Da Vittorio Selection
Photo Fabrizio Pato Donati
«Milano è una città che amiamo e che ci ama e siamo ben felici, dopo l’inaugurazione di DaV Milano by Da Vittorio, di poter essere presenti in centro con un piccolo tempio del gusto - spiega la Famiglia Cerea - Le collezioni di Da Vittorio Selection sono un fiore all’occhiello del nostro sistema e desideravamo poter permettere a più persone possibili di toccare con mano la qualità dei nostri prodotti, solitamente disponibili al ristorante, ad Albano Sant’Alessandro o sul nostro e-commerce; Corso Matteotti è una prima tappa».

Il tocco di Davide Comaschi

Da Vittorio Selection sarà la vetrina che vedrà il debutto delle creazioni di Davide Comaschi. È l'ultimo arrivato nel circuito Relais Dessert, l’associazione che riunisce i migliori maestri pasticceri al mondo. La sua visione è andata a completare l'offerta di chocolate design pensata per il pop up store. Attraverso uno studio approfondito sui principali cru da cui proviene il cacao (Perù, Ecuador, Venezuela, Madagascar in primis), al rapporto diretto con i campesinos proprietari delle piantagioni e a un processo produttivo unico, realizzato a mano e senza conservanti, le collezioni disponibili nel temporary store della Famiglia Cerea ambiscono ad espandere il concetto di degustazione applicata al cioccolato. «È una gioia per me poter lavorare con la famiglia Cerea, arricchendo la loro proposta dolce con la mia esperienza nel mondo della chocolaterie. Da quattro anni studiamo come articolare la nostra collaborazione e ora i tempi sono maturi per promuovere una cultura del cioccolato fuori dagli schemi classici», spiega il chocolate designer.

L'offerta creata da Davide Comaschi

Davide Comaschi porta nel pop up store Carati, la linea ispirata alla forma di Galaxy (con cui lo stesso maître chocolatier ha vinto il titolo di campione del mondo ai World Chocolate Masters di Parigi nel 2013). L'ha realizzata in versione più piccola (solo 6 grammi, quindi più complessa da realizzare e per questo ancora più premium). Tre le sottocategorie di cui si compone, ciascuna disponibile in 5 gusti diversi: Original (vaniglia, tiramisù, caramello salato, zenzero e Nicaragua - un cru monorigine non disponibile in commercio), Frutta Secca (nocciola tonda gentile piemontese, mandorla pugliese, arachidi salate con caramello, noce pecan e pistacchio siciliano) e Frutta Fresca (ribes nero, cocco e lime, mango, frutto della passione e lampone).

Carati di Davide Comaschi
Photo Fabrizio Pato Donati
Pepite è la linea di dragées al cioccolato, al cui interno si trova un cuore di frutta tostata caramellizzata, disponibile in varianti come nocciola, arachide salata, agrumi canditi, amarena, lampone e persino peperoncino. Mosaico sono gli snack al cioccolato, che richiamano diverse texture di decorazione dei 9 gusti (gianduia, cremino a tre strati, nocciolaio, mandorlato, pistacchio, esotico, frutti rossi, limone con rosmarino e semi di zucca, fiorentino). Infine, c'è Bottoni, un percorso degustativo guidato con 6 tipologie di cioccolato (con gradienti che partono dal 90% e anche cioccolato bianco).

Sorprese in arrivo per Natale

Per il periodo natalizio Simone Finazzi e i maître patissier di Da Vittorio sono al lavoro con Davide Comaschi per realizzare un progetto che lascerà a bocca aperta. Si tratta di una collezione ispirata al celebre racconto di Charles Dickens A Christmas Carol. Panettone, alberi di Natale e palline decorative saranno custoditi da una scatola realizzata in cioccolato, realizzata con procedimento tecnologico altamente avanzato.

Torna HoReCa Workshop, il corso per progettare locali di successo

HoReCa Workshop
Iscrizioni aperte per la nuova edizione del corso dedicato a progettisti e imprenditori del fuoricasa, in programma a Milano dal 25 al 27 novembre

Quello del fuoricasa è un mercato in grande evoluzione che chiede ai gestori delle attività sempre più idee e competenze. Ma sempre più idee e competenze sono oggi indispensabili anche per chi gli spazi dei locali li progetta. A fornirle provvederà HoReCa Workshop – Ideare, progettare e ristrutturare ristoranti, bar e locali di successo di Milano Business School, del quale la nuova edizione è in programma a Milano dal 25 al 27 novembre.

Dedicato ad architetti, progettisti ma anche agli imprenditori del fuori casa, il corso permetterà di approfondire i nuovi linguaggi della progettazione di bar, ristoranti e hotel e le nuove tendenze internazionali nel campo dei locali pubblici e del retail.

HoReCa Workshop è infatti concepito per avvicinare il mondo dell’architettura d’interni e il mondo del marketing, facendo interagire efficacemente i protagonisti della progettazione e gli imprenditori, per ideare, ristrutturare, arredare e realizzare locali pubblici di successo. L’obiettivo è di fornire ai progettisti nuove idee di business, soluzioni concrete e stimoli all’evoluzione della loro professionalità e agli imprenditori elementi strategici per comprendere meglio la complessità e l’importanza del progetto, dagli interni all’organizzazione degli spazi.

L’offerta formativa

L’offerta formativa è strutturata in un ciclo di lezioni in aula, della durata complessiva di 24 ore suddivise nelle tre giornate (8 ore ogni giornata), durante le quali verranno illustrati i risultati più attuali di ricerca internazionale sui temi dell’architettura d’interni e del marketing per il mondo dell’ospitalità, per fornire conoscenze che possano essere subito applicate alla realizzazione di bar, ristoranti, e spazi di food retail di successo.

Al centro delle lezioni saranno in particolare i temi della progettazione, dell’arredamento, dell’illuminazione, dei materiali, approfondendo aspetti quali la percezione visiva, la sostenibilità, l’utilizzo del colore, in sintonia con il posizionamento e l’analisi di marketing, senza trascurare il rapporto con il committente e il mercato.

A tenere le lezioni un corpo docenti di alto profilo, composto da architetti, imprenditori e professionisti di esperienza internazionale e diretta nel mondo del fuoricasa. Questi saranno anche affiancati da rappresentanti delle aziende partner che, con brevi interventi, approfondiranno il rapporto tra prodotti, innovazione e mercato e illustreranno soluzioni concrete e funzionali alla progettazione dei locali.

Inoltre, i partecipanti potranno arricchire il loro percorso con una visita con i docenti in alcune realizzazioni di Milano, per un’analisi diretta e critica delle trasformazioni in atto, delle esigenze del pubblico e delle potenzialità di un approccio diretto al rapporto strategico tra architettura e marketing.

Come partecipare a HoReCa Workshop

HoReCa Workshop si svolge presso la Sala Duomo al 2° piano dell’Hotel de la Ville in via Hoepli 6 (a due passi da piazza Duomo) a Milano, da venerdì 25 a domenica 27 novembre, tutti i giorni con orario 9.15-13.30 e 14.15-18.30. La partecipazione è limitata a sole 25 persone. La quota di iscrizione sarebbe di 1200 euro, ma grazie al contributo delle aziende partner sono disponibili riduzioni, in numero limitato, che permettono di partecipare al costo di 600 euro.

Per iscriversi e ulteriori informazioni consultare il sito: www.horecaworkshop.it oppure inviare una mail a segreteria@horecaworkshop.it o telefonare al numero 3471435380.

Terrazza Aperol protagonista della Venice Cocktail Week

terrazza Aperol Bartender T.A.
Il team di bartender di Terrazza Aperol: Luca Tappeto, Valerio Moda, Sofia Dalvit e Marta Freguja (credit foto: Veronica Gaido)
Il locale ha animato la seconda edizione dedicata all'alta miscelazione in Laguna con una drink list ad alto tasso di creatività e una serata con la guest star Raiza Carrera

Si è da poco conclusa la seconda edizione della Venice Cocktail Week, che quest’anno ha convolto 32 tra cocktail bar e bar d’hotel della Laguna. Tra i grandi protagonisti della kermesse dedicata alla mixology Terrazza Aperol, inaugurata lo scorso anno a Campo Santo Stefano, nel cuore della città, e subito impostosi tra i luoghi simbolo per il ben bere, grazie alla sua celebrazione del rito dell’aperitivo, con l’iconico Aperol Spritz, e non solo, accompagnato dai tipici cicchetti veneziani interpretati in chiave contemporanea, e al design ispirato al bacaro, la tipica osteria veneziana (leggi Terrazza Aperol: da Venezia alla conquista del mondo).

Il locale ha animato la manifestazione con una drink list creata per l’occasione e una night shift con una delle stelle del firmamento bartending internazionale, Raiza Carrera.

Un cocktail menu ad alto tasso di creatività

Per tutta la durata della Venice Week, Terrazza Aperol ha proposto lo speciale cocktail menu ad alto tasso di creatività messo a punto dal suo team di bartender, composto da Sofia Dalvit, Valerio Moda, Marta Freguja e Luca Tappeto, con 5 drink nati all’insegna della classe e dell’eleganza. A partire dal signature Sensory Appeal, concepito come un percorso alla scoperta di differenti aree gustative, che coesistono e si legano tra loro, grazie alla sapiente miscelazione di Trois Rivières Rhum Blanc Agricole Cuvée de l’Océan, Montelobos Tobalà Mezcal, Ancho Reyes Verde e cordiale di mandarino e fiori di ibisco. Un cocktail complesso, la cui esperienza gustativa è amplificata dall’aroma affumicato dell’orlo del bicchiere e dalla raffinata dolcezza agrumata della pralina di cioccolato e agrumi e dal tocco speziato della cialda che ne compongono la guarnizione (la ricetta competa in fondo all’articolo).

Per proseguire con Non vi timo, il drink per la sezione RiEsco a Bere Italiano, ovvero preparato solo con ingredienti italiani, fatto con Campari, Cynar 70 Proof, sciroppo di lampone e timo limonato, succo Limone. Il locale ha poi reso omaggio al forte legame tra Venezia e il cinema con Fra’ Lebowsky, originale rielaborazione del White Russian, il cocktail preferito da Jeffrey Lebowski, il "Drugo", protagonista del film Il grande Lebowski, fatta con Sky Vodka aromatizzata alla vaniglia e al rosmarino, Frangelico e panna fresca.

Yoshimitzu è stato invece il cocktail per L’aperitivo di Mezzogiorno, a base di Ondina Gin miscelato con sciroppo di sedano e basilico, succo di limone, tabasco e chiuso da un top di soda allo zenzero, limone e miele. Spazio, poi, a una proposta analcolica, pensata per regalare un’esperienza di alta miscelazione anche a chi non può o non gradisce assumere alcol, con Bibidi Bobidi Blu, fatto con latte, sciroppo al fiore di farfalla e cetriolo, sciroppo di agave e schiuma di anguria e anice stellato.

La guest star Raiza Carrera

Ma non solo. Perché Terrazza Aperol ha celebrato la Venice Cocktail Week con una night shift (giovedì 29 settembre) che ha viso dietro il bancone una delle regine della miscelazione internazionale, la poliedrica Raiza Carrera. Peruviana, con una lunga carriera da bartender, Raiza è la bar manager del Libertine Cocktail Bar, l’angolo di miscelazione di qualità dell’hotel Casa Bonay, sulla Gran Via di Barcellona. Designer, consulente per il mondo bar e fondatrice del brand di moda sostenibile Futura, Raiza carrera ha allietato gli ospiti della serata con quattro signature pura espressione del suo talento. Caribbean Shakeratog, a base di Campari infuzo con mango miscelato con liquore al caffè e bitter al cioccolato; Autumn Sunset, preparato sempre con campari, ma questa volta infuso all’alloro, cordiale alla fragola, acqua di fiori di arancio e Cava, il vino spumante spagnolo; Mary´S Calling, a base di Espolon Tequila, unita a Montelobos Mezcal e Acqua di pomodoro e lime kaffir; Mediterranean Martini, originale Martini Cocktail in stile mediterraneo preparata con Ondina Gin, Cinzano Vermouth Extra Dry, sherry e bitter al sedano.

La ricetta

Sensory Appeal

31_Terrazza Aperol_2
Ingredienti:
3 cl Trois Rivières Rhum Blanc Agricole Cuvée de l’Océan, 2 cl Montelobos Tobalà Mezcal, 1 cl Ancho Reyes Verde, 3 cl Cordiale Mandarino e Fiori di Ibisco
Preparazione:
shake
Guarnizione:
cialda alle spezie e pralina di cioccolato e agrumi
Bicchiere:
Old Fashioned

Baritalia: iscriviti per partecipare all’ultima tappa, lunedì 17 ottobre a Bologna

Baritalia
Compila il form di iscrizione per assicurarti l'ingresso gratuito e la partecipazione alle masterclass alla tappa di Bologna di Baritalia 2022, in scena lunedì 17 ottobre 2022 al Qubò. 12 le masterclass in programma, 14 i posti da assegnare per la finalissima di Monte Carlo. Scopri il programma della giornata

Ultima attesissima tappa, con ben 12 masterclass e 14 posti in palio per la finalissima di Monte Carlo, per il tour di Baritalia 2022 - a drink for the planet. 

L'appuntamento finale è per lunedì 17 ottobre a Bologna, ospiti del Qubò, in vicolo Sampieri 3, in pieno centro cittadino. È la prima volta in assoluto che Baritalia sbarca in Emilia.

Da Nord a Sud, dall'Adriatico al Tirreno, Baritalia si conferma manifestazione in grado di unire e riunire i professionisti della miscelazione di tutt'Italia desiderosi di mettersi in gioco, di scambiare esperienze, di creare legami e collaborazioni, di aggiornarsi professionalmente. La tappa di Bologna ha registrato un numero record di candidature.

L'appuntamento per i bartender è al Qubò lunedì 17 ottobre a partire dalle 9 per una giornata imperdibile di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail.

Il laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale, giunto alla settima edizione, ha come da tradizione due momenti clou.

A cominciare da Baritalia Lab, il laboratorio di miscelazione che vedrà confrontarsi bartender di tutta Italia sul tema "A drink for the planet". La sfida è creare un cocktail sostenibile che valorizzi il prodotto sponsor e rispetti uno o più dei seguenti principi: riduzione degli sprechi, stagionalità, territorialità e sensibilizzazione del pubblico/cliente verso un progetto sostenibile tra quelli promossi dalle associazioni riconosciute dal ministero per la Transizione Ecologica (scopri qui l’elenco).

In parallelo, si svolgeranno i nostri Boot Camp dedicati alle tecniche di miscelazione, tenuti da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite per tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

Nel Signature Bar potrete degustare - tutto il giorno - i super cocktail delle aziende partner dell’evento.

Ospiti speciali della giornata come giudici d'onore saranno i protagonisti dei migliori cocktail bar di Bologna. 

Il programma

Ore 9.00
Accoglienza e registrazione dei partecipanti c/o Qubò
vicolo Sampieri 3, Bologna

Ore 10
Briefing partecipanti a Baritalia Lab e definizione batterie

Ore 10.45-14.45
Baritalia Lab
La sfida – parte I
In collaborazione con Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, DOuMix?, Gamondi, Lurisia, Molinari, Soero 

Ore 10.30
BOOTCAMP
Organics by Red Bull. Trend, bolle e riduzione degli sprechi, dove e come le sode ci aiutano
A cura di Daniele Gentili by Organics by Red Bull

Ore 11.10
BOOTCAMP
Engine and The new era of motor cocktails! on a Dead Finger (La tirannia delle convenzioni)
A cura di Leonardo Todisco aka Leopardo by Gin Engine

Ore 11.50
BOOTCAMP
Better gin. Safer Elephants
A cura di Igor Pazienza by Compagnia dei Caraibi

Ore 12.30
BOOTCAMP
Dall’antica farmacia liquorista alla miscelazione  sostenibile
A cura di Terry Monroe by Caffo

Ore 13.10
BOOTCAMP
Grappa Nonino: valori, sostenibilità, rivoluzioni
A cura di Francesco Neri by Nonino

Ore 14.45
BOOTCAMP
GIN.economy: strategic purchases
A cura di Samuele Ambrosi by Campari Academy

Ore 15.30
BOOTCAMP
Negroni fiorentino con Antica Ricetta, spirito toscano
A cura di Giacomo Garofalo by Ruffino

Ore 16.00-20.00
Baritalia Lab
La sfida – parte II
In collaborazione con Caffo, Compagnia dei Caraibi, Gin Engine, Organics by Red Bull, Nonino, Ruffino

Ore 16.10
BOOTCAMP
L’happy hour si colora di bianco: nuovo Aperitivo Fiori di Sambuco Gamondi
A cura di Igor Tuliach by Gamondi

Ore 16.50
BOOTCAMP
Ron Barcelò e Lurisia: dall’Italia a Santo Domingo storie di Bubble&Sugar Cane
A cura di Federico Tomasselli by Coca-Cola Hbc Italia

Ore 17.30
BOOTCAMP
The Botanist: wild, foraged, distilled
A cura di Marco Fedele by Molinari

Ore 18.10
BOOTCAMP
Soero Gin, il sole di Alghero
A cura di Dario Olmeo by Soero Gin

Ore 18.50
BOOTCAMP
DOuMasterclass?
A cura di Gian Marco Bellanti by DouMIX?

Ore 19.10
BOOTCAMP
Il riutilizzo: soluzioni sostenibili e innovative
A cura di Enrico Scarzella by GrosMarket

Ore 20.15
Baritalia Lab
LA PREMIAZIONE
In collaborazione con Caffo, Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, DOuMIX?, Gamondi, Gin Engine, Lurisia, Molinari, Nonino, Organics by Red Bull, Ruffino, Soero

Ospiti speciali della giornata 
I MIGLIORI TITOLARI E BAR MANAGER DEI COCKTAIL BAR DI BOLOGNA
Alberto Andriolli, Alessandro Boggia, Dario Banchellini, Davide De Rose, Martina Di Pietro, Peppe Doria, Maurizio Gerosa, Cristofer Kornecki, Matteo Langone, Matteo Marchese, Marco Natali, Leonardo Negri, Rocco Racamato, Davide Patta, Nicolò Ribuffo, Nico Salvatori, Enrico Scarzella, Francesco Solimene, Vlad Tcaci, Francesco Trimigno, Alessandro Trovato, Vincenzo Vannuccini

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