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Simone Caporale rileva Boadas Cocktails, il più antico cocktail bar di Barcellona

Simone Caporale e Jerónimo Vaquero Barea
Continua l'avventura di Simone Caporale a Barcellona. Dopo aver fondato, insieme a Marc Alvarez, Sips, prende le redini di Boadas Cocktails, storico cocktail bar della capitale catalana. Alla regia sarà affiancato da Jerónimo Vaquero Barea, ex proprietario e bartender ai tempi di María Dolores Boadas, con l'obiettivo di avviare una gestione fedele alla tradizione e alla miscelazione classica

Boadas Cocktails, il più antico cocktail bar di Barcellona famoso per i suoi throwing Martinis, passa nelle mani di Simone Caporale, noto imprenditore, consulente e bartender di calibro internazionale già di casa nella capitale catalana dove dal 2021 è alla guida, insieme allo spagnolo Marc Alvarez, di Sips (terzo nella classifica 2022 ai The 50 World’s Best Bars). Fondato nel 1933 da Miguel Boadas, professionista di lungo corso che si era fatto le ossa al Floridita a L’Avana, il locale di Calle Tallers era stato gestito a partire dal 1967 dalla figlia di Miguel, la mitica María Dolores Boadas, pioniera della mixology e icona femminile del bartending mondiale. Alla morte della matriarca, avvenuta nel 2017, la proprietà del locale era passata a Jerónimo Vaquero Barea, bartender entrato giovanissimo nello staff del locale e artefice di una luminosa e onorata carriera trascorsa per oltre cinquant'anni dietro il ligneo bancone del Boadas.

 

«Erano anni che ero in contatto con Jerónimo e insieme parlavamo del futuro del locale e di un eventuale cambio di proprietà - racconta Caporale a Bargiornale - ma lui non voleva cederlo per necessità o per problemi economici, voleva assicurarsi che finisse in buone mani e quindi si è preso il tempo necessario, rifiutando altre offerte. Alla fine, l’operazione di compravendita si è conclusa per un valore che si aggira intorno a 1 milione di euro, cifra che include anche il restauro, l’introduzione di alcuni dettagli originali (che si erano perduti nel tempo) e la liquidazione del personale. Sono molto soddisfatto di come sono andate le cose, ma allo stesso tempo sento una grande responsabilità sulla spalle».

Rispetto per la materia prima e per la storia di un bar entrato nella leggenda

La nuova compagine proprietaria di Boadas include oltre a Caporale, Marc Alvarez, già suo socio in Sips, e Jerónimo Vaquero Barea, che trasmetterà ai nuovi partner l'esperienza pluridecennale maturata tra le mura di uno dei cocktail bar più leggendari della storia del bartending. E la volontà di Caporale sembra essere proprio quella di dare continuità alla leggenda. «Boadas è la cattedrale del cocktail classico - spiega - e questa sarà la nostra direzione di lavoro. Da subito vogliamo mettere come priorità la qualità della materia prima, il rispetto per gli ingredienti insieme al recupero degli stampi della cristalleria fatta su misura per Boadas dagli anni Trenta del secolo scorso fino al 1970 per poterla riprodurre e riproporre alla nostra clientela. Abbiamo intenzione di introdurre del nuovo personale, puntando su professionisti veri dotati di passione e classe. Devono essere non solo giovani, ma determinati anche nel prendersi una responsabilità professionale. Un’altra cosa molto importante è che oggi Boadas per la prima volta, dopo 89 anni, ha assunto una professionista donna. La prima e unica è stata María Dolores Boadas, figlia del fondatore. Ma dopo di lei nessuna altra donna ha fatto più parte dello staff del locale. Oggi finalmente sì e vorrei che Boadas diventasse un polo formativo per giovani professioniste che vogliono intraprendere una carriera nel mondo della mixology. A questo proposito, abbiamo già attivato un programma di apprendistato con l’Università Gastronomica di Barcellona».

Eventi di scambio con altri bar storici e la festa dei 90 anni

Tra i prossimi primi passi del "nuovo" Boadas, la messa a punto di una drink list che avrà un capitolo dedicato alle ricette storiche di Miguel Boadas e di María Dolores Boadas e l'organizzazione di eventi di scambio con altri bar storici nel mondo come Camparino, Schumman'sEl Floridita, Long Bar Singapore ecc. Last but not least, il locale catalano l'anno prossimo celebrerà i suoi primi 90 anni di attività con un evento che vedrà protagonista Jerónimo Vaquero Barea. Il fatto di essere impegnato su due fronti, Boadas e Sips, non spaventa affatto l'imprenditore italiano. «Il mio tempo - conferma Caporale - lo gestirò tra un bar e l’altro: sarà molto divertente perché sono locali talmente diversi che mi permettono di poter mutare ogni volta la mia identità professionale…un po’ come Batman. Sips e Boadas, sono come l’olio e l’acqua, difficili da fondere assieme. Non credo che serva neanche farlo ormai, ma una cosa è certa: senza i cocktail classici dei bar storici come Boadas, il bar moderno di oggi non esisterebbe».

 

 

 

 

 

 

Il Camparino festeggia il compleanno con una drink list che celebra Milano

CAMPARINO INSEGNA
È in programma lunedì 14 novembre la serata di festa per celebrare i 107 anni dello storico locale milanese. Grande protagonista la speciale drink list creata per l'occasione con 7 cocktail dedicati ad altrettanti quartieri della città

Una drink list creata ad hoc e che celebra la città di Milano. È così che il Camparino in Galleria, lo storico bar fondato da Davide Campari nel 1915 in Piazza Duomo, festeggia il suo 107° compleanno. L’appuntamento è per lunedì 14 novembre, quando a partire dalle ore 18 prenderà il via la serata speciale, organizzata con Zero Milano, rivista di riferimento per il divertimento in città, tutta dedicata a celebrare la ricorrenza.

Pezzo forte della serata la speciale dink list, messa a punto appositamente per l’evento dal team del Camparino, guidato da Tommaso Cecca, head bartender e store manager del locale. 7 drink, ognuno dei quali dedicato a un quartiere della città (Duomo, Sarpi, Isola, Sempione, Centrale, Navigli, e Porta Venezia), che propongono ai visitatori un percorso degustativo tra i sapori più innovativi della Milano da bere attraverso l’arte della miscelazione del Camparino e che include sia i classici del locale sia nuovi signature.

Un viaggio tra i sapori della città

Un viaggio che prende il via dal Duomo, quartiere culla del locale, con l’iconico Campari Seltz, nato dall’unione di Campari e seltz. Un aperitivo che ha ispirato diverse opere di artisti celebri, come L’Aperitivo di Marcello Nizzoli e Lo Spiritello di Leonetto Cappiello, simbolo dell’omonima sala del Camparino e icona del marchio Campari.

La tappa successiva è nel quartiere Sarpi, la Chinatown di Milano, con il cocktail Sarpinflower: un omaggio alla cultura orientale richiamata anche negli ingredienti che compongono il drink, come tè e sakè per un balance perfetto di sapori e rimandi che vengono da realtà lontane.

Si approda poi all’Isola, cui è dedicato Isola District, twist sul Manhattan, l’isola che per la sua frenesia e poliedricità richiama il quartiere meneghino. A caratterizzare il twist il suo gusto salato e fruttato al tempo stesso, molto aromatico e intenso, proprio come la vita di questo quartiere.

Tappa successiva è Sempione, il quartiere verde di Milano che divide la città in due metà esatte, grazie al suo lunghissimo Corso, nato per collegare la Francia all’Italia. Non a caso a rappresentarlo è Arco¸ uno champagne cocktail fresco e profumato, al quale l’aggiunta di Campari dona un lieve gusto amaro, che si sposa alla perfezione con le note briose ed eleganti dello champagne rosé.

A rendere omaggio al quartiere Centrale, dove si trova la stazione ferroviaria più grande della città, è un grande classico dell’aperitivo italiano, Mi-To, cocktail che rappresenta anche il viaggio di gusto tra Milano e Torino, con i due suoi ingredienti, il bitter e il vermouth rappresentativi delle due città del bere.

Celebra i Navigli lo Champagne Colada, drink dal sapore estivo e internazionale, proprio il quartiere in questione, e che nasce dall’unione di cocco e champagne.

Il viaggio di gusto ha come sua ultima tappa Porta Venezia, definito il “quartiere dell’amore”, noto per i suoi giardini e per le sue vie che si animano la notte. A celebrarlo è Chocolate Kiss, altro twist sul Manhattan, irrobustito dalla presenza di Mezcal Montelobos Espadìn e profumato dalle note calde e avvolgenti del bitter al cioccolato e da quelle erbacee dello Chartreuse.

Palcoscenico dell’evento sarà il Bar di Passo del Camparino, dove la speciale drink list sarà proposta senza servizio al tavolo (prezzo 10 euro). Nella Sala Spiritello, invece, i drink del compleanno sarano proposti con sevizio a tavolo (16 euro), ma sarà possibile anche fruire dell’intera offerta del locale sia per la parte cocktail sia food.

Giorgio Chiarello è sul podio dell’IBA World Cocktail Championship

Giorgio Chiarello
Nella finale del mondiale IBA, svoltasi a Varadero, Cuba, il flair bartender italiano ha conquistato il terzo posto, grazie a una routine straordinaria e un drink da campione

Il tricolore sventola a Cuba. Il flair bartender italiano Giorgio Chiarello si aggiudica il terzo posto nella finale mondiale di Varadero organizzata dall'International Bartenders Association (IBA).

Il rappresentante dell'Aibes (Associazione Italiana barman e sostenitori) ha conquistato la giuria con una routine straordinaria e un drink da campione. Così commenta Chiarello sul suo profilo Instagram da oltre 110mila follower: «Sono felice di aver rappresentato la mia nazione e di averla portata in una posizione così alta nel mondiale IBA. Ringrazio tutti per il sostegno e l'affetto che mi avete dato. Ritornare in stage dopo tanti anni di stop è stato durissimo ma allo stesso tempo un'emozione unica... Ringrazio la mia associazione, Aibes, per il grande sostegno, ma un ringraziamento speciale va anche a un grande uomo, Umberto Davide Pecoraro, che ha condiviso ogni singola emozione insieme a me, dandomi la forza e la carica per affrontare questa grande sfida. Gracias Cuba per esta gran emoción».

Friendship Calling: la nuova campagna di Amaro Montenegro celebra l’amicizia

Amaro Montenegro_cover_Friendship Calling
Il valore dell'amicia al centro della campagna di comunicazione sound-based ideata da Armando Testa per il celebre Amaro, on air e on line, fine a fine anno, in Tv, radio e sulle principali piattaforme digitali

È on air e on line, fino a fine anno, in Tv (Rai, Mediaset, Cairo, Sky, Discovery e Dazn), in radio e sulle principali piattaforme digitali (Netflix, Spotify, Meta e YouTube) la nuova campagna di comunicazione di Amaro Montenegro. Ideata dall’agenzia Armando Testa, sotto la direzione creativa di Jacopo Morini e Fabiano Pagliara, con la pianificazione di Wavemaker, Friendship Calling, questo il nome della nuova campagna, celebra uno dei valori forti del brand da sempre simbolo di convivialità: l’amicizia.

E lo fa in modo innovativo. La nuova campagna si caratterizza infatti per essere 100% sound-based dove il ruolo di grande protagonista è giocato dall’iconico sound logo di Amaro Montenegro, le sei note che da 25 anni fanno da colonna sonora all’Amaro, e che ora si presenta in una versione rinnovata. Questo fa da sfondo allo spot, che vede i protagonisti alle prese con situazioni di vita quotidiana, improvvisamente attratti da un richiamo irresistibile che li spinge a raggiungere gli amici per un brindisi. Ma non solo. Perché ogni scena di vita quotidiana è accompagnata da suoni, un ascensore che si apre, il fischiettio distratto di un tassista, una radio che risuona in un barber shop, un acchiappasogni che tintinna sotto una veranda, la colonna sonora di un videogame, che in realtà riproducono le sei note del sound logo. In questo modo le sei note di Amaro Montenegro diventano il richiamo dell’amicizia, che risuona forte in un mondo pieno di rumori, che è poi l’idea e il messaggio alla base della campagna.

Il tutto poi suggellato dall’altro protagonista di Friendship Calling, il celebre pay off Sapore Vero, che ancora una volta va a sottolineare il legame tra il desiderio di vivere momenti autentici di convivialità e il sapore vero, appunto, dell’Amaro, frutto della sapiente lavorazione di 40 erbe aromatiche e di un complesso procedimento di estrazione che lo rendono un prodotto unico, perfetto per impreziosire con un bel brindisi tali momenti.

Tutti i contenuti della campagna sono stati curati dalla casa di produzione The Box, con la regia di Tommaso Bertè per la Tv, dove vengono proposti nei formati 30” e 15”,  e di Manfredo Archinto per il digital, canale per il quale sono stati previsti numerosi contenuti ad hoc che riprendono la centralità dell’elemento sonoro, sviluppandolo tramite i linguaggi delle diverse piattaforme.

Cosa c’è dietro a un drink servito su una nave da crociera

Costa Toscana Infinity Bar
L'Infinity Bar sulla terrazza di poppa della Costa Toscana
Come si governano 140 punti di somministrazione di bevande e alcolici su 10 navi da crociera? Pianificando al millimetro gli approvvigionamenti e impostando un percorso di training che non lascia nulla al caso. E poi sperimentando, quando serve. La nostra intervista al Beverage Manager Corporate di Costa Crociere

Sulle navi della flotta di Costa Crociere salgono 1 milione e mezzo di passeggeri all'anno (dato riferito al 2021). Non sono soli, ma sono accompagnati da 1.277.790 bottiglie di spirit e liquori, 3.123.469 bottiglie (da 33 cl) di birra - più altri due milioni di litri consumati alla spina -, 3.563.067 bottiglie di vini, bollicine e Champagne. Ogni anno si consumano circa 70 tonnellate di caffè. Sulla decina di navi operative al momento sono attivi in totale 140 punti di somministrazione beverage. A supervisionare tutto il ciclo di approvvigionamento e servizio c'è Carmelo Marchese, Beverage Manager Corporate di Costa Crociere, che Bargiornale ha incontrato durante un viaggio speciale, la crociera dedicata al cioccolato organizzata assieme a Chocolate Academy Milano che ha visto protagonisti sette cocktail ispirati ai sette peccati capitali. Naturalmente, tutti con il cioccolato nella lista ingredienti, proposti nei punti beverage e nelle gelaterie della Costa Toscana, la nuova ammiraglia del gruppo, che può portare oltre 6mila passeggeri.

Costa Toscana
L'ammiraglia di Costa Crociere, la Costa Toscana

Sperimentazione sì, pianificazione prima di tutto

«Una sperimentazione nata da una proposta dei nostri pastry chef, che abbiamo voluto sviluppare assieme agli amici di Chocolate Academy e coinvolgendo i brand ambassador di Bacardi», spiega Marchese. «Monitoriamo il gradimento da parte degli ospiti e poi valutiamo che cosa eventualmente tenere nella proposta drink stabile delle nostre navi». Sperimentare è d'obbligo quando si sta operando un innalzamento del livello qualitativo dell'offerta, sia food che beverage, a bordo delle navi da crociera. Ma la gestione di quei 140 punti di somministrazione richiede massima attenzione alla pianificazione. Questa è la parola chiave, visto che gestire gli approvvigionamenti sulle navi che girano da una parte all'altra del mondo è questione delicatissima. Marchese è in questo ruolo dal 2005. «Prima ho navigato per 14 anni, partendo dalla gavetta al bar e finendo col diventare barmanager. La mia figura di manager corporate sul beverage esiste da decenni, ma si è trasformata negli ultimi anni accentuando le caratteristiche aderenti all'obiettivo di Costa Crociere di alzare l'asticella della qualità».

Punti di somministrazione temporanei per assecondare i gusti dei diversi target

La complessità nel servire i drink sulle navi deriva dall'incrocio di più fattori. Il pubblico innanzitutto: «Abbiamo un target internazionale, ma varia molto a seconda della stagionalità e delle rotte. Costa Toscana, per esempio, dopo una estate nel Mediterraneo si dirige verso gli Emirati per l'inverno. Significa trovare un pubblico più alto spendente, perché raggiunge la destinazione con la formula volo+crociera, accessibile più facilmente a un target più alto. Dobbiamo regolarci di conseguenza. Altro esempio: Costa Fortuna, Costa Favolosa e Costa Firenze sono tre navi che imbarcano solo nazionalità dell'area Sud America, mentre Costa Fascinosa e Costa Pacifica sono ai Caraibi, ma con un pubblico internazionale. Dipende tutto dagli ospiti. Un pubblico proveniente da Brasile e Argentina consumo molta più birra e più vodka rispetto al pubblico europeo. Non solo: predisponiamo dei punti di somministrazione temporanei sui ponti delle navi dove serviamo solo Caipirinha e Caipiroska, un must assoluto per quel tipo di pubblico dalle 23 in avanti». La durata della crociera incide pesantemente sui consumi, naturalmente: le formule 3 giorni portano a un consumo sensibilmente più alto, anche perché gli ospiti scelgono più facilmente formule all inclusive.

carmelo marchese Costa Crociere
Carmelo Marchese, Beverage Manager Corporate di Costa Crociere

«Nel costruire l'offerta sulle navi abbiamo impostato accordi con i grandi gruppi e con le maggiori compagnie di beverage, in qualche caso arrivando a operazioni di naming dei bar. Sulla Toscana troviamo l'Aperol Spritz Bar, il Campari Bar, uno Spazio Bollicine Ferrari, il nuovo concept dell'Heineken Bar che unisce birra, cocktail a base birra, musica dal vivo e proposta food tipo pub, molto apprezzato e che stiamo già pensando di replicare. In più, dalle drink list "universali" siamo passati a una differenziazione, introducendo in alcuni punti - come l'Infinity Bar sulla terrazza di poppa dell'ammiraglia - dei menu più vari, con drink più sofisticati e distillati premium, sempre senza mai perdere di vista il tema dell'italianità».

Sessioni a terra, visite in azienda e manuale operativo: il training è la base

Fondamentale il percorso di training che i crew member devono seguire. «Il nostro personale arriva sulle navi già in parte formato dopo che è passato per le scuole di arti e mestieri, sessioni di training che vengono implementate sui brand e sui prodotti. Portiamo le persone a visitare le aziende per studiare il prodotto alle origini. Po ci sono sessioni di training sul nostro beverage manual, che contiene tutte le ricette e le procedure. Infine, le novità: ogni nuova introduzione richiede un percorso di formazione a cascata per tutto il personale. Mentre parliamo sulla Costa Favolosa i miei colleghi stanno operando degli stress test al personale di bordo, per valutare la tenuta dell'organizzazione nel servizio di  caffè, cocktail, gelateria». La crew deve dimostrasi pronta ad adattarsi, visto che può rimanere la stessa per mesi, su rotte diverse e con target diversi. «Deve essere naturale per tutti lavorare allo stesso modo in Sud America, al largo della Spagna o a Sydney».

Al Vilòn arriva Federico Graziani con una drink list dedicata al pittore Rousseau

Federico Graziani, head Bar Tender Cocktail Bar Vilòn -CreditAlbertoBlasetti
Federico Graziani, nuovo resident bartender del Vilòn (credit foto: Alberto Blasetti)
Gioca con gli abbinamenti food nei drink, senza tralasciare qualche colpo di scena il cocktail menu ispirato al pittore francese firmato dal nuovo resident bartender del cocktail bar del luxury hotel romano proveniente dal Ru.De.

Tornare al Vilòn è sempre un piacere. Il cocktail bar di questo boutique hotel all’interno di Palazzo Farnese a Roma è un’oasi di tranquillità nel centro cittadino che non ti aspetti, fra arredi di brocante e un’atmosfera da riad marocchino. In questo contesto dal lusso misurato, la novità è l’arrivo di Federico Graziani, nuovo resident bartender classe 1997, arrivato dalla periferia romana più vibrante, cioè dal Ru.de di Centocelle (leggi Ru.De Centocelle, i bartender di borgata che alzano l’asticella).

Da uno street bar, quindi, a un hotel 5 stelle lusso, il passo non è affatto breve. «I volumi di lavoro, gli orari, il look: è tutto diverso, ma era una sfida che da tempo volevo affrontare», afferma Graziani. Che sembra già muoversi con grande sicurezza: in poche settimane ha messo su la sua personale drink list, ispirata ai quadri naïf di Henri Rousseau: tutti paesaggi tropicali e rappresentazioni fantastiche, che vanno a pescare un po’ fra le memorie di viaggio del pittore detto il doganiere, un po’ nel suo mondo onirico.

La nuova drink list

La carta è composta da 16 signature, tra i quali anche un alcol free e un vegan. Nonostante l’ispirazione i cocktail hanno poco di naïf, ma affondano i piedi nel solido bagaglio culturale di Graziani che ha attinto alle ricette classiche prima di personalizzarle: spiriti premium a far da base, una buona dose di tecnica e una richiesta pulizia nel risultato finale, in accordo con il contesto raffinato del Vilòn.

Diversi i richiami agli ingredienti che provengono dalla cucina, perché il Vilòn è il posto giusto per un drink o un aperitivo nella zona lounge (spesso un classico, qui si fanno tanti Martini), ma è anche la sede dell’apprezzatissimo ristorante Adelaide, guidato dallo chef procidano Gabriele Muro. È Muro che cura i side dell’aperitivo e la carta food del bar, pensata anche per la clientela internazionale dell’hotel. Ancora è presto per parlare di pairing food&drink, ma c’è intesa e voglia di condividere idee fra lo chef procidano e il giovane bartender.

Cocktail di grande personalità

Graziani si inserisce quindi in un quadro di forte personalità, gioca con abbinamenti food nei drink, regala qualche colpo di scena, come il drink intitolato Le Rêve (Il Sogno, uno dei quadri più famosi del pittore francese, che si può ammirare al Moma di New York) che mescola pesca, lime e salsa barbecue su base tequila. Le Voyage è un viaggio gustativo che parte dagli Stati Uniti con il bourbon e le arachidi, passa per il Canada per prendere l’acero, arriva nei paesi tropicali alla ricerca di banana e lime. In un equilibrio olio&aceto, Gino è un Martini con un tocco in più, dato dal fat wash con olio evo e un goccio di aceto di kiwi a rinforzare il vermouth.

Con l’arrivo di Graziani, il Vilòn diventa anche teatro di serate guest con amici e colleghi. Uno di questi è stato, lo scorso 20 ottobre (ma promette di tornare presto), Oscar Quagliarini, arrivato da Senigallia, dove lo troviamo al Le Garagiste (leggi A Senigallia il “garage” di Oscar Quagliarini), per portare la sua miscelazione profumata. Un naso al servizio della mixology, che per il Vilòn sta studiando anche una fragranza che andrà nelle camere dell’hotel.

Decreto Aiuti ter: le misure contro il caro energia

Decreto aiuti ter 2022
Foto di loufre da Pixabay
Il provvedimento ha rinnovato il bonus sull’acquisto di gas ed energia elettrica per i consumi di ottobre e novembre, aumentando il valore del credito di imposta riconosciuto e ampliando la platea dei beneficiari. L'analisi in dettaglio delle nuove misure

Con il decreto Aiuti ter, decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, il governo Draghi ha stanziato 14 miliardi di euro per intervenire urgentemente con una serie di misure in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il provvedimento contiene misure per sostenere le micro, piccole e medie imprese ad affrontare la crisi energetica delle quali possono usufruire anche i piccoli esercizi. Il decreto ha rinnovato il bonus sull’acquisto di gas ed energia elettrica per i consumi di ottobre e novembre 2022 estendendo anche la platea delle imprese beneficiarie.

Vediamo nel dettaglio le novità del provvedimento:

  • Per l’energia elettrica è allargato il bonus ai detentori di contatori di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW (rispetto ai 16,5 precedenti), inoltre il contributo è aumentato dal 15 al 30%. Quindi, le misure prevedono un riconoscimento del credito di imposta anche per i consumi dei mesi di ottobre e novembre, oltre a un aumento del bonus e l’ampliamento del numero di imprese interessate per la diminuzione della potenza dei contatori da 16,5 a 4,5 kW,
  • Per il gas: per le imprese non gasivore (non a forte consumo di gas naturale) il credito passa dal 25% al 40%.

Il credito d’imposta sarà riconosciuto per le spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022, comprovato dalle relative fatture di acquisto.

I due crediti sono indipendenti per cui può spettare per entrambi o per nessuno o anche solo per quello per cui si realizzano le condizioni.

Condizione per usufruire del bonus è che il prezzo per kWh della componente energetica o del prezzo di riferimento del gas, calcolati sulla base della media riferita al terzo trimestre 2022, al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, abbia subito un incremento del costo superiore al 30% rispetto al corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre 2019.

Per semplificare: dichiarazione del fornitore

Se l’impresa destinataria del contributo si rifornisce dallo stesso fornitore del 2019, quest’ultimo, su richiesta del cliente, ed entro sessanta giorni dalla scadenza del periodo per il quale spetta il credito d’imposta, invia una comunicazione con riportato il calcolo dell’incremento di costo della componente energetica e l’ammontare della detrazione spettante.

Utilizzo diretto

È possibile utilizzare il credito d’imposta in compensazione nei modelli F24 tramite i codici tributo sotto indicati entro il 31 marzo 2023:
«6985» per le imprese non energivore (ottobre e novembre 2022);
«6986» per le imprese non gasivore (ottobre e novembre 2022);

Nella sezione “Erario”, colonna “importi a credito compensati”, “anno di riferimento” è l’anno di sostenimento della spesa nel formato AAAA

Indicazione in dichiarazione dei redditi

I relativi importi andranno indicati anche in dichiarazione dei redditi, pur non essendo rilevanti ai fini delle imposte, infatti l’importo non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef/Ires, Irap e non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e della determinazione della quota delle altre spese deducibili.

Cumulabilità del credito

I crediti d’imposta sono cumulabili con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto.

Cedibilità del credito

In caso di impossibilità di utilizzo diretto, il credito può anche essere ceduto, solo per intero, ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Comunicazione telematica

Il decreto Aiuti ter introduce un nuovo adempimento a carico delle imprese. Infatti entro il 16 febbraio 2023 dovrà essere inviata un’apposita comunicazione telematica, contenente i crediti d’imposta maturati nel 2022, le cui regole saranno definite dall’Agenzia delle Entrate.

Barawards, i protagonisti: Francesco Bonazzi del Mag La Pusterla di Milano

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Intervista al bar manager del locale vincitore del Premio Barceló Bar Rivelazione dell’anno a Barawards 2021: «Avere un riconoscimento fa sempre bene, ma essere premiati aumenta la pressione. Occorre tenere alta l'attenzione, per soddisfare le aspettative dei nuovi ospiti che verranno a trovarci»

Uno dei volti più noti della scena da bere milanese, Francesco Bonazzi, torinese, è membro storico del gruppo Farmily, che coinvolge i locali Mag, Iter, 1930 speakeasy e Mag La Pusterla. Proprio quest'ultimo, nato nel pieno delle restrizioni del 2020 dalle ceneri di uno dei caffè della vecchia Milano, ha poi registrato un'accelerata notevole, tanto da essere riconosciuto come Bar rivelazione dell'anno agli scorsi Barawards. «Appena un mese e mezzo dopo l'apertura abbiamo dovuto chiudere; ma un locale nuovo ci ha permesso di mantenere lo staff integro, abbiamo spostato due membri di ciascun bar del gruppo Farmily a La Pusterla, così da non dover tenere a casa nessuno, e la scelta ha pagato. Abbiamo portato l'atmosfera del Mag Navigli in una zona più residenziale, non certo famosa per la presenza di cocktail bar, e abbiamo costruito una clientela abituale in poco tempo».

Con spazi ampi, tempi dilatati, buon bere e cucina di qualità, La Pusterla è buon esempio dell'evoluzione del bar negli ultimi tempi: «Negli ultimi sei o sette anni il mondo del bar è andato concentrandosi sull'ospitalità in senso stretto, più che sugli ingredienti. Non si parla più di bere bene, ma di stare bene in generale, ed è questa la differenza che cerchiamo di fare». L'Italia peraltro dimostra di star crescendo in maniera importante, come si evince dai quattro locali presenti nell'ultima lista dei World's 50 Best Bars (lo stesso 1930 del gruppo Farmily si è classificato 35esimo): «Cominciamo a proporre dei riferimenti di alto livello, anche agli occhi del mondo: e questo genera una interconnessione tra bartender e professionisti, è positivo per l'intero sistema bar, fa bene alla categoria». Il premio ai Barawards è al tempo stesso soddisfazione e stimolo, perché di certo non serve riposarsi sugli allori: «Avere un riconoscimento fa sempre bene, ovviamente. Ma non deve essere soltanto un traguardo, anzi: essere premiati aumenta la pressione, e di conseguenza è necessario tenere alta l'attenzione, per soddisfare le aspettative dei nuovi ospiti che verranno a trovarci».

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Il nuovo incentivo per trasformare i veicoli tradizionali in elettrici

veicoli elettrici
Foto di andreas160578 da Pixabay
Un decreto del ministero delle Infrastrutture prevede un contributo fino a 3500 euro per sostituire il motore a combustione con un sistema elettrico. Si può beneficiare dell'incentivo fino al prossimo 31 dicembre

I locali e i professionisti che vogliono rendere green il loro parco veicoli puntando sull’elettrico possono ora beneficiare di un nuovo incentivo statale. A introdurlo il ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili (Mims), con un decreto del 19 luglio scorso, pubblicato in Gazzetta ufficiale (la numero 215 del 14 settembre).

Emanato per promuovere la decarbonizzazione e per sostenere la transizione ecologica, il decreto prevede l’erogazione di un contributo per i proprietari di veicoli che installano sistemi elettrici in sostituzione del motore termico tra il 10 novembre e il 31 dicembre 2022.

Il contributo è pari al 60% del costo con un massimo di 3.500 euro più il 60% delle spese per l’iscrizione al Pubblico registro automobilistico (Pra),

Per l’assegnazione del contributo, il ministero delle Infrastrutture si avvarrà della Consap, tramite una piattaforma informatica la cui attivazione sarà comunicata sul sito del ministero. Le risorse complessive per questo intervento sono pari a 14 milioni di euro.

L’istanza per ottenere il contributo

Il contributo statale sarà corrisposto in base alla data di presentazione della istanza del richiedente, che dovrà contenere una dichiarazione sostitutiva nella quale il richiedente dichiara e comunica:

  • il numero di targa del veicolo;
  • la data dell'avvenuta installazione
  • copia della fattura dell’installazione, effettuata tra il 10 novembre 2021 e il 31 dicembre 2022, del sistema elettrico (come decreto ministeriale n 219 del 1° dicembre 2015;
  • copia della quietanza di pagamento (ove non contenuta nella fattura) effettuato a con sistemi tracciabili e la riconducibilità dello stesso alla relativa fattura;
  • copia del documento di circolazione aggiornato.
  • le spese relative all'imposta di bollo per l’'iscrizione al Pra e all'imposta provinciale di trascrizione con le relative attestazioni;
  • codice Iban per l'accredito del contributo;
  • cognome e nome dell'intestatario o cointestatario del conto corrente, che deve coincidere con il richiedente o con la denominazione sociale in caso di domanda presentata da persona giuridica;
  • l'indirizzo e-mail per eventuali comunicazioni connesse all'erogazione del contributo.

Il sistema informatico rilascerà una ricevuta.

I proprietari dei veicoli dovranno conservare la documentazione presentata fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui sono stati trasmessi.

Casoni sceglie Manuel Greco come nuovo trade marketing manager

Casoni Manuel Greco
Manuel Greco, nuovo trade marketing manager di Casoni Fabbricazione Liquori
La nomina del nuovo manager, che vanta una solida esperienza nel mondo beverage, va a rafforzare la struttura di marketing dello storico produttore e distributore emiliano di spirit

Si rafforza la struttura di marketing di Casoni Fabbricazione Liquori. L’azienda di Finale Emilia (Modena), attiva nella produzione e distribuzioni di liquori e distillati ha annunciato la nomina di Manuel Greco nel ruolo di trade marketing manager.

Greco vanta una solida e lunga esperienza nel settore beverage. La sua ultima esperienza lo ha visto ricoprire importanti funzioni nel gruppo Bacardi-Martini Italia, per il quale ha lavorato per oltre 10 anni, occupandosi sia di trade marketing sia di trade advocacy.

L’inserimento del nuovo trade marketing manager nel team aziendale testimonia la visione strategica di Casoni, una realtà che affonda le sue origini nel 1814 e che intende rispondere con ancora maggior forza alle sfide che la attendono in un mercato estremamente dinamico e in continua evoluzione quale quello del beverage.

Sfide che non spaventano il nuovo manager. «È per me motivo di grande orgoglio potere fare parte del Gruppo Casoni, una delle più antiche distillerie di liquori italiane e realtà del territorio dove sono nato, e mettere a disposizione dell’azienda le mie esperienze e professionalità – ha commentato in una nota Greco -. Mi attende una sfida stimolante che sono pronto a cogliere con l’obiettivo, condiviso con l’azienda, di avviare, già nel breve periodo, azioni per lo sviluppo, in particolare, dei marchi di proprietà, sia in termini di reputation sia di distribuzione».

 

Ultimi giorni per partecipare alla Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition

Do it Dry! The Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition 2022
Il Classico nel futuro è il tema della nuova edizione del cocktail contest firmato Pierre Ferrand Dry Curaçao. La deadline per partecipare è il 13 novembre

Si avvicina la scadenza per poter prendere parte a Do it Dry! The Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition, il cocktail contest organizzato da Compagnia dei Caraibi in collaborazione con Maison Ferrand. La deadline per iscriversi e presentare la propria ricetta di drink originale a base di Pierre Ferrand Dry Curaçao è fissata al prossimo 13 novembre.

Riservata ai soli bartender che lavorano in Italia, la competition, nata da un’idea di Francesco Pirineo, advocacy manager Compagnia dei Caraibi e brand ambassador Italia per Maison Ferrand, Giorgia Vendramin, brand manager di Maison Ferrand per l’Italia dell’azienda piemontese, e Gabriele Diverio, che ne è il digital contents manager, si caratterizza per porre ogni anno una diversa sfida ai partecipanti. Se per la scorsa edizione la sfida era incentrata sull’ideazione di un cocktail ready to drink (leggi Federico Casucci è il vincitore di Do it Dry!), quest’anno si gioca tutta sul tema del Classico nel futuro. Tema che si presta a una doppia declinazione da parte del bartender: creare un cocktail che ambisca ad assumere lo status di classico nei prossimi anni, oppure, partendo da un classico della miscelazione, creare un twist destinato a ottenere negli anni la stessa gloria dell’originale.

Come partecipare

Per cimentarsi nella sfida occorre iscriversi compilando l’apposito form sul sito del concorso (dove è disponibile il regolamento completo), inserendo i propri dati personali e la propria ricetta (completa di ingredienti, loro quantità, tecnica di preparazione). L’iscrizione va completata con un video della durata di un minuto, nel quale il concorrente presenta se stesso e l’idea alla base del cocktail.

Le regole di ingaggio prevedono che la ricetta sia a base di Pierre Ferrand Dry Curaçao (almeno 2 cl), il famoso triple sec di fattura artigianale e di alta qualità della maison francese, importato e distribuito in esclusiva, come tutti i prodotti Maison Ferrand, da Compagnia dei Caraibi. Non c’è limite al numero degli altri ingredienti da utilizzare, tra i quali ci potrà essere anche un homemade (purché tracciabile). Per le loro creazioni i bartender possono inoltre utilizzare tutti prodotti appartenenti al portfolio di Compagnia dei Caraibi, mentre l’utilizzo di brand alcolici diversi è ammesso solo nel caso in cui la categoria merceologica ricercata non sia presente nel catalogo dell’azienda piemontese.

Le fasi della Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition

Tutte le ricette verranno valutate da una giuria composta dal team di Compagnia dei Caraibi e di Maison Ferrand che selezionerà le 6 migliori sulla base di tre criteri: bilanciamento degli ingredienti, originalità, attinenza con il tema della gara “il classico nel futuro”.

I loro autori prenderanno parte alla finale Do it Dry, in programma il 28 novembre al Velluto Botanique Eclectique di Bologna. Alternandosi dietro il bancone del locale, i finalisti avranno 5 minuti di tempo per realizzare il loro cocktail in due esemplari e presentarlo alla giuria composta da Francesco Pirineo, advocacy manager di Compagnia dei Caraibi, Enrico Scarzella, bar manager di Velluto, Stefano Nincevich di Bargiornale e Vito Nicotra, bar manager del Truffle Pig di Berlino che, a partire dalle 19.30, sarà anche l'ospite speciale della serata aperta al pubblico.

Il premio in palio per il vincitore è un viaggio alla scoperta della distilleria di Maison Ferrand, presso il suggestivo Château de Bonbonnet, nella regione del Cognac, in Francia.

Gabriele Vannucci apre a Firenze la sua prima gelateria

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Il Maestro Ampi apre una gelateria a Firenze: una dozzina di gusti, con i gelati ispirati ai suoi dessert artistici e una particolare coppa degustazione

Ci sono i classici, naturalmente, come nocciola, pistacchio, amarena, cioccolato, fiordilatte e stracciatella. Ma il pasticcere e Maestro Ampi Gabriele Vannucci proporrà anche alcuni gusti speciali nella sua nuova gelateria artigianale, a Firenze. Gusti ispirati ai suoi dessert, come Andy Warhol, un gelato al cioccolato bianco, mango e banana che riporta in coppetta i sapori del dolce omonimo di Vannucci. I gusti signature saranno proposti a rotazione, con una variazione data anche dalla stagionalità, che vedrà avvicendarsi tutti i dessert iconici del Maestro come Frida, Magritte, Dalì.

Un pdv di soli 21 mq con una dozzina di gusti

La gelateria si chiama semplicemente GELATO - Gabriele Vannucci e si trova a Firenze in via Antonio Scialoja 27. Un pdv di appena 21 metri quadrati: la volontà di Vannucci è stata infatti quella di racchiudere in un piccolo scrigno tutto il suo sapere dolce, con una selezione di dieci-dodici gusti. Il pasticcere classe 1988 metterà a frutto anche delle collaborazioni instaurate sul territorio, una tra tutte quella con Simone Moschini, anima de Il Cavolo a Merenda, coltivatore della provincia senese, con cui in particolare in primavera e in estate Vannucci collaborerà per portare in gelateria la frutta e la verdura, materie prime prodotte da filiera etica e locale.

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Gabriele Vannucci, maestro Ampi

Il gelato al vermouth prodotto dalla distilleria urbana e il panettone al Negroni

Altra parte dell'offerta della gelateria è la Coppetta Degustazione Vannucci, un dessert base gelato, ideato dal pasticcere e gelatiere e impiattato espresso al banco per ogni cliente. Simbolo della gelateria Vannucci, inceve, è anche la Crema Vannucci, il Malaga che il Maestro ha reinterpretato in un gelato base crema allo zabaione, con uvetta macerata nel vermouth, Gabriele Vannucci. Il vermouth utilizzato nasce dagli alambicchi di Fermenthinks, la prima "distilleria urbana" di Firenze, con cui Vannucci ha collaborato per la realizzazione del prodotto perfetto per il suo gelato. A partire dalla seconda metà di novembre sarà disponibile anche il panettone, che quest’anno sarà proposto nella versione classica, al caffè, con la collaborazione di Mokaflor e in una limited edition 2022: il panettone al Negroni.

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