Home Blog Pagina 197

Generations Program e certificazioni, l’impegno Julius Meinl

Julius Meinl Belvedere Blend
Dalla Colombia all’Uganda un aiuto concreto ai produttori; presentate le tre nuove miscele per l’horeca nello stabilimento di Vicenza.

Innovazione, ricerca e alta qualità sono da sempre il filo conduttore dell’attività di Julius Meinl, valori ai quali negli ultimi anni si è unito una decisa attenzione e l’impegno nei confronti della sostenibilità, intesa nelle sue valenze ambientale, sociale ed economica lungo tutta la filiera.

Questi valori sono stati il tema dominante della presentazione delle tre nuove miscele certificate Bio e Fairtrade per il canale horeca presso lo stabilimento di Vicenza, dove viene lavorato l’87% circa del caffè del marchio, grazie all’innovativa tecnologia per la pulizia e la tostatura dei chicchi provenienti da tutto il mondo. In apertura dell’incontro, Andreas Hosp, amministratore delegato Italia ha sottolineato l’impegno dell’Azienda che lo scorso anno ha festeggiato 160 anni e ricevuto il premio del Camaleonte, la Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia 2022, quale Torrefazione dell’anno insieme a riconoscimenti per alcune sue miscele: uno stimolo per tutta la squadra a lavorare sempre meglio. Da parte sua, Andreea Postolache, responsabile marketing e product global director, ha sottolineato l’attenzione e l’appoggio nei confronti dei coltivatori che oggi assicura con la certificazione Fairtrade, ma che dal 2018 promuove in Colombia, dove oggi sono coinvolti 200 produttori, e da poco ha avviato in Uganda il progetto Julius Meinl Generations Program, che si pone quale obiettivo la creazione di relazioni a lungo termine con i coltivatori e le comunità locali, fornendo loro le risorse e le conoscenze per avviare attività sostenibili, che si possano tramandare tra le generazioni. Il brand ambassador Jacopo Indelicato ha spiegato le peculiarità delle tre miscele, che con la loro doppia certificazione si rivolgono all’operatore che si vuole distinguere per la qualità della sua offerta, nonché la sostenibilità che la accompagna, un aspetto sempre più considerato dal consumatore finale.

Le tre nuove referenze si ispirano alla cultura e al patrimonio delle caffetterie viennesi; così Belvedere Blend una miscela 100% Arabica con caffè del Nicaragua e dell’Honduras è ispirata al museo Belvedere, che si trova accanto ad uno dei giardini in stile francese fra i più rilevanti da un punto di vista storico Europeo. Gloriette Gold, dalla sensazione piacevole e vellutata in bocca, celebra Gloriette, un edificio monumentale barocco del 1775 che offre una vista unica sulla città e sul circostante Bosco Viennese.

Infine Danube Delight, una miscela ricca e intensa, bilanciata da note di cioccolato fondente con sentori di noce moscata e un tocco di pepe nero, è dedicata al fiume che attraversa la città di Vienna.  Francesca Maffioli, fondatrice socia di Locanda Design ha mostrato le caratteristiche dei nuovi design, che in etichetta mostrano un disegno della raccolta manuale del caffè realizzato  dall’illustratore americano Steven Noble.

Angelo Tortorella, product & account manager Italia di Fairtrade, ha sottolineato l’importanza di un sistema di certificazione che assicura al produttore un compenso equo; nelle sue diverse attività sono 1,9 milioni gli agricoltori coinvolti, di cui 870mila nel settore del caffè, organizzati in 672 cooperative, con una produzione nel 2021 di 900mila tonnellate e un premio di 82 milioni di euro. Attualmente in Italia sono 77 le aziende che hanno scelto questa certificazione, lavorando più di 2mila tonnellate di prodotto e generando un premio di più di 300mila euro.

È stata poi la volta di Alessandro Rettore, responsabile della produzione Italia e Gruppo, che ha sottolineato l’impegno per la parità di genere in Julus Meinl che prosegue da qualche anno e dà buoni risultati. Sul fronte caffè, ad oggi sono 17mila le tonnellate di caffè crudo lavorate ogni anno, di cui il 20% è certificato; l’impegno è di arrivare entro il 2025 al 75%; inoltre, a breve verranno presentate le capsule compostabili per il mercato professionale, mentre prosegue l’impegno per la riduzione dei consumi energetici, dalla dotazione di pannelli solari a impianti per il recupero e il riutilizzo del calore.

Lo chef del ristorante L’imbuto di Lucca, 1 stella Michelin, Cristiano Tomei dal 2017 propone ai suoi ospiti i caffè The Originals e collabora con Julius Meinl, realizzando piatti in cui il caffè è un ingrediente importante. Un piatto elaborato per l’occasione è stato Falafel di lenticchie e caffè  con erbe selvatiche e in chiusura i dolci di tre pasticceri Ampi abbinati alle nuove miscele: a Danube Delight, Roberto Cosmo ha abbinato Danube Mignon, con tre strati di crema profumati al caffè e strati al cioccolato fondente monorigine Messico 68%.  Riccardo Ferracina una ganace al cioccola con bisquit al cioccolato senza farina lavorato in infusione a freddo con la miscela Belvedere; infine Lucca Cantarin una frolla con con creme brulèe al caffè, mousse al cioccolato e glassa.

Riapre a Roma The House of Peroni Nastro Azzurro

Gamma Peroni Nastro Azzurro
Con una fitta serie di eventi musicali e non, riapre lo spazio The House of Peroni Nastro Azzurro nel cuore di Roma, all'insegna dello slogan Vivi ogni Momento!

Dopo il successo dello scorso anno, per il secondo anno consecutivo, Peroni Nastro Azzurro riapre le porte di un luogo unico, tra le pareti del ristorante fusion Pacifico all’interno dell'Hotel Palazzo Dama (Lungotevere Arnaldo da Brescia), dove celebrare il suo stile e il gusto italiano nel mondo con vari artisti e ospiti ogni settimana.

Tempio delle serate romane all’insegna della raffinatezza e dolce vita, con il suo giardino il ristorante Pacifico costituisce la cornice perfetta, elegante e senza tempo, dove la brand experience di Peroni Nastro Azzurro prende vita e forma grazie a tutti gli ingredienti che la distinguono in Italia e nel mondo: spiccata italianità, eleganza senza tempo e iconicità.

Un angolo dello spettacolare giardino del Ristorante fusion Pacifico all'interno dell'Hotel Palazzo Dama di Roma

A partire da maggio, tutti i mercoledì fino ad ottobre, saranno dedicati alle Peroni Nastro Azzuro Night e la prima sera ha visto la partecipazione di Marco Rossetti con il suo live band show che ha intrattenuto i numerosi ospiti a bordo piscina. Più tardi la DJ resident Muriel Bassi, che ritornerà per tutti i mercoledì di The House of Peroni Nastro Azzurro @Pacifico, con il suo sound ricercato e di tendenza ha fatto ballare tutti i presenti.

Nei mercoledì successivi, è previsto un fitto calendario di appuntamenti settimanali in cui si alterneranno numerosi volti della scena romana e nazionale tra cui Antar, Carolina Rey e la sua band, Edoardo Coen, Marianna Mancini, Alessandro Rebesani e molti altri.

Come per lo scorso anno, The House of Peroni Nastro Azzurro @Pacifico Roma è un luogo aperto a tutti, dove la birra premium italiana più amata nel mondo accoglie i propri consumatori per far vivere loro una experience premium ma inclusiva all’insegna della campagna di comunicazione “Vivi ogni Momento”. Qui tutti potranno essere accolti, previa registrazione, e provare la gamma delle birre della famiglia Peroni Nastro Azzurro che, oltre a Peroni Nastro Azzurro "classica" e Peroni Nastro Azzurro 0.0% analcolica, comprende la nuovissima Peroni Nastro Azzurro Stile Capri che si avvia a diventare la birra dell’estate italiana 2023.

Ad accompagnare i cocktail firmati dal brand ambassador e mixologist Simone Caporale, e le birre della famiglia Peroni Nastro Azzurro, ci saranno assaggi e piatti d’eccezione creati ad hoc per le serate Peroni Nastro Azzurro a cura dello chef del Ristorante Pacifico, Jaime Pesaque che, dopo Milano, ha introdotto in Italia l'alta cucina peruviana-nikkei.

Francesca Bandelli, marketing & innovation director Birra Peroni
Francesca Bandelli, marketing & innovation director Birra Peroni

«Non potremmo essere più orgogliosi di riaprire anche quest’anno The House of Peroni Nastro Azzurro - ha dichiarato Francesca Bandelli, Marketing & Innovation Director di Birra Peroni - sempre qui a Palazzo Dama insieme al Ristorante Pacifico. Vogliamo continuare a far vivere l’iconico stile di Peroni Nastro Azzurro ai nostri consumatori e celebrare lo spirito all'insegna del nostro Vivi Ogni Momento!».

La nuova stagione The House of Peroni Nastro Azzurro @Pacifico Roma è destinata a infiammare le notti romane, sera dopo sera, affermando ancora una volta il proprio stile inconfondibile e raffinato.

Baritalia arriva a Messina! Manda la tua ricetta entro il 28 maggio

Baritalia Messina
Candidature aperte fino al 28 maggio per partecipare alla terza tappa di Baritalia, che si terrà lunedì 12 giugno in Sicilia, allo Yachting Club - Marina del Nettuno di Messina

È Messina la città scelta per la terza tappa di Baritalia 2023, l'ultima al Sud per quest'anno - le prossime infatti saranno Livorno (25 settembre) e Brescia (23 ottobre). E si tratta di un debutto assoluto: mai, finora, l'evento itinerante dedicato alla miscelazione di Bargiornale aveva toccato la città dello Stretto. Dopo Palermo e Catania, Messina diventa così la terza città siciliana sede di una tappa di Baritalia.

L'appuntamento è allo Yachting Club Marina del Nettuno, lunedì 12 giugno 2023, a partire dalle 9.30 (i partecipanti a Baritalia Lab) o dalle 10.30 (tutti gli altri), per un'altra ricca giornata di sfide e di masterclass.

Qui sotto trovi il form per mandare la tua ricetta e candidarti per la sfida di Baritalia Lab: potrai farlo fino al 28 maggio (ore 24).

In palio ben otto posti per il gran finale, nel senso della finalissima, che si svolgerà sul palcoscenico prestigioso di Cannes il 13 novembre 2023.

Sostenibilità al centro

Il tema, come l'anno scorso, è A DRINK FOR THE PLANET, la ricerca della sostenibilità nei cocktail e nel lavoro di tutti giorni.

Per candidarsi bisogna elaborare un cocktail sostenibile che valorizzi il prodotto sponsor e rispetti uno o più dei seguenti principi: riduzione degli sprechi; stagionalità; territorialità, intesa come luogo di appartenenza del prodotto sponsor o luogo di provenienza del candidato; sensibilizzazione del pubblico/cliente verso un progetto sostenibile.

Sarà attribuito anche un "bonus" ai concorrenti che nel corso della sfida racconteranno, alla giuria e alla platea, le attenzioni che il proprio bar rivolge all'ambiente e alle pratiche sostenibili. 

Le regole chiave per la ricetta

Tieni a mente queste due regole chiave:

  1. La ricetta dovrà necessariamente contenere il prodotto sponsor
  2. Non si potranno utilizzare spirit/bevande di brand diversi da quelli presenti nel paniere, salvo il caso in cui nel paniere non ci sia lo spirit che si vuole utilizzare.
    Così, se la ricetta prevede gin e c'è almeno un gin presente nel paniere, andrà utilizzato quello. Se sono presenti più gin, si potrà scegliere tra quelli presenti.
    Se la ricetta prevede un mezcal e nel paniere non è presente nessun mezcal, si potrà scegliere liberamente la marca preferita.

Potrai ripetere la tua candidatura per tutte le tappe che desideri. Solo i vincitori di tappa non verranno selezionati per le tappe successive, in quanto già in possesso del pass per la finalissima di Cannes.

LEGGI IL REGOLAMENTO COMPLETO

Compila il form per candidare la tua ricetta

Per candidarti alla tappa di Messina di Baritalia Lab ti basterà compilare il form qui in bassoseleziona il prodotto sponsor con il quale partecipare, scegli almeno un altro prodotto dal paniere delle aziende sponsor (vedi l'elenco completo qui sotto) e inviarci da 1 a 5 ricette al massimo. Le ricette che Bargiornale riterrà più interessanti entreranno a far parte del match.

La sfida di Baritalia Lab a Messina è riservata a chi come te è un bartender professionista (anche free lance) e vuole candidare ricette originali o rivisitazioni di cocktail classici. Se la tua ricetta sarà scelta, verrai avvisato dalla redazione di Bargionale e sarai convocato per la tappa di Messina.
I bartender selezionati si sfideranno in più batterie. Ciascuno avrà 5’ di tempo per preparare la propria ricetta e presentarla alla giuria, composta dai migliori professionisti della regione e un ambassador per ognuna delle aziende partner. Quest’ultimi avranno la facoltà di scegliere fino a un massimo di tre candidati, che si contenderanno il proprio posto per la finale a Cannes. Il vincitore, per ogni prodotto sponsor, sarà decretato secondo il punteggio più alto assegnato da tutta la giuria.

La raccolta delle ricette è terminata

Casoni: radici nella tradizione e sguardo al futuro

Casoni Liquori 1814
Artigianalità, qualità, tipicità, unite alla ricerca di nuove espressioni di gusto, caratterizzano da oltre 200 anni la produzione di liquori e distillati dell'azienda di Finale Emilia. Come nell'ultimo nato, Gin Tabar Bergamotto

Tra le più antiche distillerie e fabbriche di liquori italiane, Casoni ha tramandato di generazione in generazione il proprio saper fare, conservando un’innata passione per la produzione di liquori e distillati e l’amore per la propria terra. Da sempre infatti Casoni è a Finale Emilia (Modena), il paese che ha visto crescere questa realtà in oltre 200 anni di storia. La famiglia Casoni, negli anni, ha saputo trasformare l’azienda artigianale e locale in un’impresa protagonista del mercato della produzione di liquori e distillati, in Italia e nel mondo.

L'attività produttiva della famiglia Casoni ha come data ufficiale quella del 1814, anno in cui la distilleria inizia la produzione dello "spirito d'anice", asse portante della ditta negli anni a venire. La gestione aziendale tramandata da padre in figlio fa sì che i prodotti della tradizione come l'Anicione si consolidino e diventino il simbolo di quella che al tempo era chiamata Casoni Giuseppe fu Giovanni, in onore degli allora proprietari dell'azienda.

Il salto di qualità con Mario Casoni

La ragione sociale rimase la medesima fino al 1908, quando prese la connotazione di DI.L.CA. - Distilleria Liquori Casoni - in seguito all'usurpazione del marchio da parte di un Casoni di Ferrara che introdusse sul mercato prodotti assai scadenti. È con l'arrivo del Cav. Lav. Mario Casoni, alla fine degli anni '60, che l'azienda prende l'attuale connotazione di Casoni Fabbricazione Liquori. Con Mario Casoni l’azienda si consolida definitivamente nel tessuto sociale della provincia modenese, ma anche nel comparto imprenditoriale italiano. Crescono i volumi e il fatturato.

A Mario Casoni va il grande merito di aver potenziato la produzione e la vendita dei distillati e liquori Casoni con la creazione di nuovi e più importanti centri di fabbricazione e commercializzazione e l’integrazione di innovativi macchinari.

Un’azienda storica in continuo fermento

Gli anni 70' e 80' fanno da premessa al boom degli anni '90, quando l'azienda sarà protagonista di una crescita economica molto importante. Si arriva così agli inizi degli anni 2000, quando dopo vari passaggi societari, nel 2016 l'azienda viene acquisita da una cordata di imprenditori finalesi, tra i quali vi è il nipote di Mario Casoni, ritornando così tra le mani della storica famiglia. Oggi, Casoni si propone sul mercato nazionale e internazionale dei liquori con una rinnovata brand identity, che rispecchia l’essenza di un’azienda storica ma in continuo fermento. Ne sono testimonianza le tante novità di prodotto nate per rispondere alle tendenze di un settore sempre più creativo e innovativo.

Artigianalità e tipicità

Tutti i distillati e liquori Casoni nascono dalla passione per la tradizione italiana, dalla continua attenzione rivolta ai nuovi trend di consumo e a tutte le novità del mercato. Casoni è un cocktail di esperienza e innovazione, che offre una gamma completa di liquori artigianali capace di soddisfare i gusti dei clienti più diversi ed esigenti. Tradizione e know how sono i fattori chiave del successo di Casoni, fattori che hanno contribuito a dar vita, nel corso della sua storia, a innumerevoli liquori di successo. La creazione di prodotti completamente naturali derivanti da infusioni, distillazioni di erbe locali e frutti è sempre stata una priorità assoluta per l’azienda. Un valore aggiunto per il cliente finale che può assaporare un liquore genuino e naturale. Grazie all’utilizzo delle migliori materie prime e alla continua ricerca di nuove combinazioni l'azienda riesce a garantire l’unicità e la tipicità dei suoi liquori.

Gin Tabar Bergamotto: una nuova espressione di gusto

Con le sue linee Premium, Tabar Classico e Bergamotto, Vermouth Tomaso Agnini e Aperitivi 1814 l'azienda si candida a essere uno dei marchi leader in Italia nella produzione e commercializzazione di liquori e distillati.

Ultimo nato è il Gin Tabar Bergamotto, estensione agrumata dell’iconico Gin Tabar. Con questo prodotto Casoni ha studiato una nuova espressione di gusto e omaggio alla tradizione italiana: un mix sorprendente di gin e agrumi 100% naturali. Il Gin Tabar Bergamotto è un connubio ben bilanciato di diversi aromi: quelli agrumati di bergamotto, arancia amara e arancia dolce; quelli freschi e piacevolmente pungenti di coriandolo e cardamomo; i sentori balsamici del ginepro; quelli botanici di angelica e camomilla e le note profumate e aromatiche del rosmarino.

Ideale da gustare con ghiaccio e acqua tonica, si presta perfettamente anche alla preparazione di cocktail dal carattere particolare e distintivo, ma la sua versatilità lo rende perfetto anche per realizzare originali twist on classic.

Con il nuovo gin, Casoni si rivolge in particolar modo a un target giovane e al mondo dei locali serali e notturni, alla ricerca di nuove proposte con drink dai sentori complessi, freschi e raffinati.

Seguici su Instagram
@casoni_official

@gintabar_official
@vermouth_tomasoagnini

e su Facebook
https://www.facebook.com/casoniliquori
https://www.facebook.com/gintabar
https://www.facebook.com/vermouthtomasoagnini

Pasticceria Bonci, in arrivo due limited edition del Bria Tronchetto

Bria Tronchetto Pasticceria Bonci
Per celebrare i primi 70 anni di storia dell'insegna sono nati la versione Mojito e quella Arancia&Bitter. I due lievitati saranno disponibili fino a settembre.

Pasticceria Bonci celebra i suoi primi 70 anni di storia con il lancio di Bria Tronchetto Mojito e Bria Tronchetto Arancia&Bitter. Le due novità sono in edizione limitata e saranno disponibili in negozio fino a settembre 2023. Questi lievitati nascono nati dalla creatività dei maestri pasticceri Bonci e dalla collaborazione con Caffetteria Piansa di Terranuova Bracciolini. Insieme vanno ad ampliare la vasta gamma di gusti di uno dei prodotti iconici del brand: il Bria Tronchetto.

Cos'è il Bria Tronchetto

Nato dalla ricetta originale del Panbriacone, il Bria Tronchetto si caratterizza per il formato rettangolare da 450 grammi. L’impasto è soffice, il sapore è delicato ed è realizzato con ingredienti di qualità, rigorosamente lavorati a mano, partendo dal lievito madre conservato e rigenerato da oltre 60 anni. La lievitazione avviene in maniera naturale per 36 ore. Una volta cotto e raffreddato, l’impasto viene bagnato con vini passiti della Toscana, nella versione originale, o con altri liquori, a seconda delle varianti di gusto.

Le novità in edizione limitata

La storia di Pasticceria Bonci inizia nel 1953 da un piccolo negozio di Montevarchi, nel cuore della Toscana aretina. La storia inizia con i nonni Giuseppe e Irma. Qualche anno più tardi sono i figli Silvio, Sergio e Alessandro a prendere le redini dell’azienda. Insieme sviluppano quella che oggi è una delle pasticcerie artigianali più importanti della Toscana e non solo. Dal 1995 il Panbriacone diventa il simbolo di Pasticceria Bonci. Da allora l’azienda è cresciuta a livello nazionale e internazionale, arrivando a esportare le eccellenze pasticcere in molti Paesi del mondo.

La famiglia Bonci e Michele Mezzasoma
In occasione del 70esimo anniversario della nascita del brand, Pasticceria Bonci propone due nuove versioni del Bria Tronchetto. Il Bria Tronchetto Mojito è bagnato con rum profumato alla menta e arricchito da scorze di limone e lime candite a mano nei laboratori di Pasticceria Bonci. L’altra new entry, il Bria Tronchetto Arancia&Bitter propone, invece, un impasto arricchito con scorza di arancia candita a mano e bagnato con liquore all’arancia e Bitter.

Dove acquistare i nuovi Bria Tronchetto

Bria Tronchetto Mojito e Bria Tronchetto Arancia&Bitter possono essere acquistati fino a settembre 2023 sul sito www.pasticceriabonci.it, oppure presso il punto vendita di Pasticceria Bonci a Montevarchi (Arezzo), in via Vespucci 101. Sul sito della Pasticceria sono presenti anche i rivenditori dove è possibile acquistare i prodotti Bonci in tutta Italia.

Maestri Espresso Junior, adesioni record e podio in rosa

Da sinistra: Arianna Massari, Nayma Diomedi e Giorgia Baudino
Da sinistra: Arianna Massari, Nayma Diomedi e Giorgia Baudino
Gli studenti sono tornati a sfidarsi in presenza al Mumac. L’edizione 2023 ha avuto 56 istituti iscritti e più di mille partecipanti.

È tornato in presenza (dopo due anni di svolgimento online) presso il Mumac a Binasco (MI) il concorso Maestri dell’Espresso Junior, promosso da illycaffè e Gruppo Cimbali e rivolto ai giovani talenti della caffetteria che frequentano le classi quarte degli istituti alberghieri. La 31a edizione ha visto la partecipazione record di 56 istituti (16 hanno partecipato per la prima volta, di cui due sono arrivati in finale) e più di mille partecipanti. Ai vertici della competizione si sono posizionate tre studentesse.

La vittoria è andata a Nayma Diomedi dell’Istituto Einstein Nebbia di Loreto (Ancona) accompagnata dal professore Alex Orologio che vinse a sua volta nel 2009 in qualità di studente dell’Istituto Alberghiero “Panzini” di Senigallia (An). Il loro viaggio verso Milano è stata una vera odissea: «abbiamo fatto più di 500 chilometri a vuoto, ci siamo fermati a Forlì: più in là non si riusciva ad andare - raconta Nayma -. Così abbiamo deciso di prendere il treno per Roma e da lì partire per Milano in aereo. Siamo arrivati alle 11 di sera e solo questa mattina,  poche ore prima dall’avvio del concorso, ho potuto provare le macchine. Fortunatamente nel corso della mia prova sono riuscita a trovare rapidamente la macinatura perfetta; so di avere scaldato un po’ troppo il latte, ma globalmente i cappuccini sono venuti bene. Per il resto sono stata molto attenta ai  particolari e probabilmente questo mi ha permesso di vincere: i dettagli fanno la differenza». La preparazione è durata più mesi e ha richiesto molto impegno, ma non le è pesato: l’ha fatto per la sua crescita personale. Il suo Istituto ha già vinto questo concorso, dunque le apparecchiature sono di buona qualità; quella nuova, da poco meritata, vorrebbe andasse in un’ala della scuola che è più sfornita di macchine. Il suo sogno per domani: aprire un proprio locale, in cui portare la sua passione per il caffè, ma anche per la cucina.

Seconda si è classificata Giorgia Baudino dell’Istituto Paire di Barge (Cuneo), accompagnata dal professore Davide Oglietti, che l’ha supportata in una preparazione durata parecchi mesi. «Durante la mia prova, la concentrazione si univa all’ansia (che era tanta) - racconta - così ho fatto leva sulla mia decisione, sfruttando al massimo le mie potenzialità e questo mi ha permesso di dare il meglio. Mi piace molto tutto il mondo del caffè: dalla tostatura all’erogazione di un espresso perfetto, alla montatura del latte; mi piacerebbe continuare in questo settore». Suggerisci ad altri di fare questo percorso impegnativo? «Certamente sì: forma molto, fa capire la lunga filiera che c’è dietro la preparazione al banco bar e la mentalità che si deve avere. Nonostante si viva una competizione non c’è rivalità: siamo tutti sullo stesso livello, ci aiutiamo, c’è un bel legame. Lo consiglio per fare nuove amicizie e mettersi in gioco». 

Alla sessione del mattino, che ha visto i concorrenti confrontarsi sulla verifica dello stato di funzionamento dell’attrezzatura, sul settaggio della macinatura, sulla preparazione di alcune bevande e su una prova di degustazione, se ne è aggiunta una nuova, pomeridiana. Agli studenti è chiesto di preparare una ricetta a base di caffè espresso e di bevanda vegetale (la fornitura è messa a disposizione dal partner Alpro), valutata dai giornalisti in giuria in base all’utilizzo degli ingredienti, all’esposizione della ricetta, all’originalità della proposta e all’estetica della presentazione. 

Ha vinto il premio speciale della giuria giornalisti Arianna Massari dell’Istituto Carlo Porta di Milano, accompagnata dal professore Antonio Grillo. Ha presentato il cocktail alcolico oriGINal express, composto da 65 ml di Londron dry gin aromatizzato alla nocciola, 50 ml caffè alla cannella (estratto ponendo nel portrafiltro il macinato e la cannella) mixati e versati in una coppetta; il tutto sovrastato da bevanda soja Alpro con sciroppo di sambuco; in superficie cacao in polvere. Si è subito fatta notare per l’attenzione e la cura nel set up e la sicurezza. Ci racconta infatti che la cosa che più le è piaciuta della sua prova è stata «l’avere vinto la tensione: via via che procedeva la preparazione mi sono sciolta e ho spiegato ciò che stavo preparando. Mi ero preparata su tanti argomenti e ho saputo rispondere alle domande dei giornalisti. Posso dire che questo era il premio che volevo, perché unisce due mie passioni: il caffè e la mixology. Il mio professore è molto bravo, si impegna sempre tanto e sono contenta che mi abbia introdotto in questo concorso. Se oggi sono qui devo ringraziare lui ed anche la mia passione, la mia voglia di farcela». 

Contenti di essere di nuovo in presenza nonché del clima positivo e dell’ottima partecipazione gli organizzatori. In ciò Moreno Faina, direttore dell’Università del Caffè, vede la risposta a un contesto come l’attuale in cui la formazione assume un ruolo sempre più centrale nella preparazione di  ragazzi che si affacciano a un mondo del lavoro che chiede competenze professionali e capacità di distinguersi. Il record di iscritti di questa edizione, osserva «riconosce l’importanza della collaborazione scuola-impresa nell’acquisizione di nuove esperienze per la crescita professionale dei ragazzi».

Silvia VercellatiMumac Academy manager di Gruppo Cimbali, nell’esperienza da poco conclusa vede confermato il ruolo di ingrediente centrale della formazione per un percorso professionale di successo «e Mumac Academy è orgogliosa di contribuire attivamente a creare i giovani talenti di domani. Il concorso è un’esperienza che forma e accompagna studenti e docenti nel corso di un intero anno scolastico. Partecipare a un progetto come questo significa mettersi alla prova, prepararsi, studiare, allenarsi: per gli studenti spesso la consapevolezza di ciò che si è in grado di fare e dei risultati che si possono ottenere con l’impegno è il premio più grande».

I premi di Maestri dell’Espresso Junior permettono ai vincitori di ricevere una formazione più specialistica nel mondo della caffetteria. Il vincitore del 31° concorso di Maestri dell’Espresso Junior si è aggiudicato uno stage alla illycaffè a Trieste mentre il 2° classificato ha vinto la partecipazione al corso di Maestro Barista all’Università del Caffè di Trieste. Al vincitore del Premio Giornalisti è stata conferita una targa di riconoscimento. I primi due istituti classificati, inoltre, hanno ricevuto una fornitura illycaffè e una delle attrezzature a marchio Cimbali a scelta tra una macchina espresso o tre macinadosatori. 

Cartoline liquide dallo Swift di Londra

Bar Swift Downstairs - photo (Photo Credit Addie Chinn) Soho
Il Downstairs Bar dello Swift Soho (credit foto: Addie Chinn)
Il cocktail bar londinese lancia il nuovo menu, con i signature ispirati ai ricordi personali di vari luoghi del mondo del suo team di bartender, accompagnati dalle illustrazione dell'artista Helena Bonastre. Completano la drink list i best seller del locale, tra i quali l'immancabile Irish Cofee

Il potere dei grandi cocktail non è solo di ammaliare il palato di chi beve, ma di coinvolgerne tutti i sensi in un’esperienza molto più ricca e appagante e, nei casi più felici, capace di rievocare ricordi e sensazioni di altri luoghi e tempi. Su questo potere è tutto giocato il nuovo menu dello Swift Soho, rinomato cocktail bar (numero 30 della classifica dei World’s 50 Best Bars) aperto nel 2016 dalla coppia di bartender Mia Johansson e Bobby Hiddleston, dopo aver fatto le ossa dietro il bancone di alcuni dei migliori locali della city, tra i quali il Callooh Callay e il Milk & Honey, insieme a unaltra coppia, quella formata Roisin Stimpson e Edmund Weil, cofondatori di due tempi del bere bene londinese, il Nightjar e l‘Oriole.

La nuova drink list, dal nome Postcards from Swift (cartoline dallo Swift), punta infatti a condurre gli ospiti in un viaggio in diversi luoghi del mondo. Ma un viaggio molto particolare, perché tutto basato sui ricordi: quelli del team dello Swift.

Ogni cocktail è ispirato a un ricordo personale di qualche posto del mondo dei membri della squadra di bartender ed è costruito per catturare e rievocare quel ricordo nella memoria e condividerlo con l’ospite. I 20 drink del menu diventano così davvero delle cartoline, delle cartoline liquide, spedite da un amico che insieme fissano e raccontano un momento di un’esperienza vissuta in altro luogo e in un altro tempo. E proprio come una cartolina, ogni drink ha anche la sua indispensabile illustrazione. Ogni creazione liquida è infatti accompagnata da un’originale disegno realizzato dall’artista spagnola Helena Bonastre, che è partita dalle idee e dalle immagini fissate nella memoria dei bartender per disegnare scene di strada che aiutino a trasportare l’ospite nel luogo che ha ispirato il cocktail che sta bevendo.

Evocare e condividere

Postcards from Swift è dunque un menu concepito per dare vita a un’esperienza sensoriale che esalti due aspetti fondamentali dell’arte della miscelazione: la forza evocativa delle creazioni e la capacità di creare una magica sintonia tra le persone che stanno dalle parti opposte del bancone. Obiettivi dichiarati dai bartender dello Swift. «Volevamo creare una drink list che venisse dal cuore, qualcosa di veramente personale per noi – ha spiegato Bobby Hiddleston -. Quindi ci siamo riuniti e ognuno ha condiviso i ricordi più vivi dei posti che ha visto per creare un menu che fosse molto legato a noi e far sentire l'ospite come se si trovasse a parlare con un amico. Con l'aiuto delle illustrazioni di Helena, speriamo di accompagnare gli ospiti in questo nostro viaggio e condividere con loro le esperienze che abbiamo fatto lungo la strada».

Nuove creazioni e best seller

L’ispirazione per i cocktail arriva dai posti più diversi del mondo, dalle strade di Singapore alle remote regioni montuose della Scozia. Così, per fare qualche esempio, Casablanca, preparato con mezcal Vida Del Mague, mango, kümmel (liquore aromatizzato con il cumino dei prati), succo di limone e Peychaud's bitters, rievoca le atmosfere dei suq del Marocco, mentre Silhouette, a base di armagnac Clos Martin Vsop 8 anni miscelato con Storico Vermouth di Torino Cocchi, Amaro Averna, fico e Angostura trae ispirazione da un periodo di vacanze sulla costa adriatica. Mentre la vivacità di New York è rievocata dall’elegante Broadway, un cocktail stratificato preparato con Sazerac Rye Whiskey, Lillet Rosé, Campari e Crème de cassis.

Accanto a nuove creazioni sono parte integrante di Postcards from Swift alcuni tra i cocktail più amati dai clienti del locale, a sottolineare il ruolo di pietre miliari che hanno assunto nel viaggio dello Swift, come il White Water (Monkey Shoulder, Ardbeg Wee Beastie, falernum al cocco, Angostura), l’Imperial Gimlet (gin Bombay Sapphire, Pineau de Charentes, sherbet all’ananas, bergamotto e makrut lime) e l’immancabile Irish Coffee (Jameson Caskmates Irish whiskey, caffè filtro, rum Demerara, crema, noce moscata), tra i best seller del cocktail bar e presente nella sua offerta fin dall’apertura. Drink quest’ultimo, tra l’altro, che nel precedente menu che ha celebrato i personaggi reali e di fantasia, del presente e del passato che hanno dato un loro contributo alla drink culture era dedicato a tre pezzi da 90 della miscelazione italiana: Alessandro Palazzi, Peter Dorelli e Salvatore The Maestro Calabrese.

Un locale, due anime

Il nuovo menu sarà lanciato il primo giugno e rappresenterà per im prossimi 12 mesi il pezzo forte dell’offerta del Downstairs Bar. Lo Swift è stato infatti concepito per offrire due esperienze diverse di cocktail bar all’interno dello scorso locale (e disposti su due pano diversi). L’Upstairs Bar, al piano superiore, vivace e con molto spazio in piedi è pensato per un aperitivo o per una bevuta veloce. Mentre il Downstairs si caratterizza per l’atmosfera più intima e accogliente, con i comodi divanetti in pelle, la luce soffusa e la musica dal vivo nel fine settimana e una proposta beverage più ampia e ricercata. Lo stesso concetto si trova anche negli altri due locali del gruppo Swift, lo Swift Shoreditch, aperto a lugli 2020 nell'East London, e lo Swift Borough, nato lo scorso autunno.

Locali più green con il packaging sostenibile di Imballaggi Alimentari

Imballaggi Alimentari
Rendere il locale amico dell’ambiente è la mission dell’azienda toscana, attraverso una ricchissima proposta di pack monouso per il servizio di bevande e alimenti che abbinano alte prestazioni e sostenibilità

Negli ultimi anni le realtà del fuoricasa stanno moltiplicando l’impegno per ridurre l’impatto ambientale della loro attività. Un impegno che passa attraverso l’adozione di pratiche più virtuose, come l’impiego, per quanto possibile, di ingredienti stagionali e del territorio, la riduzione degli sprechi sia alimentari e di di risorse come l’acqua, l’ottimizzazione dei consumi di energia, attraverso la scelta di elettrodomestici efficienti, e, non ultimo, l’utilizzo di pack sostenibili per il servizio di alimenti e bevande. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto i locali possono trovare un partner di eccellenza in Imballaggi Alimentari.

L’attenzione all’ambiente è infatti uno dei valori che hanno caratterizzato l’attività dell’azienda di Sinalunga (Siena) fin dai suoi esordi e che, insieme all'innovazione tecnologica, all’attenzione alle esigenze emergenti del mercato, a un servizio puntuale ed efficiente ne hanno fatto una delle maggiori realtà del food packaging, con una presenza in 72 Paesi in tutto il mondo e oltre 9.000 clienti B2B serviti.

Soluzioni per ogni esigenza

Un’attenzione che l’azienda ha declinato nello sviluppo e produzione di un’offerta completa di pack monouso per il servizio di bevande e alimenti realizzati con materiali ecologici o derivanti da riciclo, che soddisfa ogni esigenza delle realtà del fuoricasa, dal consumo sul posto a quello on the go, dal delivery all’asporto. Prodotti personalizzabili pensati per favorire la svolta green dei locali, ma senza rinunciare alle prestazioni, e studiati anche per facilitare la raccolta differenziata dopo il loro utilizzo, e quindi il recupero, semplificando, al tempo stesso, la vita ai gestori e ai loro clienti.

L'innovazione sostenibile applicata al bicchiere

Nella ricca proposta di Imballaggi Alimentari troviamo, per esempio, l’innovativa linea di bicchieri per bevande calde e fredde Only paper, realizzati interamente in pura cellulosa proveniente da una gestione forestale controllata. Disponibili nei diversi formati standard, dal bicchierino caffè fino al formato da 250 cc, hanno come ulteriore valore aggiunto la facilità di smaltimento. Dopo l’uso i bicchieri si possono riciclare nella carta (sono certificati Aticelca Livello A come tutte le soluzioni in carta dell’azienda) oppure si possono gettare nel cestino dei rifiuti organici, in quanto compostabili come certificato dall’ente Din Certco, e quindi trasformati in compost per l’agricoltura.

Così come compostabili (certificazione Ok Compost Industrial di Tuv Austria) e riciclabili con la carta sono i bicchieri della linea Bio-Eco, sempre idonei sia al servizio di bevande calde sia fredde, come granite, frappè e milkshakes. La loro prima peculiarità è che sono realizzati in polpa di bambù, una materia prima che aiuta a prevenire la deforestazione, perché la pianta del bambù ha un ciclo di crescita rapido e spontaneo che evita l'inutile abbattimento di alberi ad alto fusto che hanno bisogno di almeno 30 anni per ricrescere. La seconda peculiarità è il rivestimento interno in PLA, un polimero biologico derivato da prodotti vegetali.

Gli accessori integrati

Restando in ambito bicchieri, alle due innovative linee si aggiungono le gamme più “tradizionali”, ma sempre amiche dell’ambiente, in quanto realizzate in carta Fsc con film interno in PE, sempre certificate per il riciclo in carta. Come la gamma Ceralacca, in carta kraft avana, o la linea Juta, quest’ultima caratterizzata da una grafica che strizza l’occhio alla caffetteria.

Completano l’offerta per il beverage le linee di coperchi e cannucce sviluppate in un’ottica di soluzione integrata, per cui ogni bicchiere è corredato da accessori realizzati nello stesso materiale in modo che il consumatore, dopo l’uso, possa gettare tutto insieme nella raccolta della carta o, nel caso di prodotti compostabili, anche nella raccolta dell’umido.

La proposta per il food

Ma l’offerta di Imballaggi Alimentari non si limita alle soluzioni per il beverage. Non meno ricca è infatti la proposta per il food che va dai box per alimenti ai portapanini, dai vassoi fino ai contenitori a due scomparti, ideali per accompagnare l’hamburger con le patatine o combinare primo e secondo piatto in un solo contenitore.

Disponibili sia in colore crema con interno bianco sia in carta kraft avana, i contenitori sono tutti riciclabili nella carta e completano un’offerta di soluzioni sostenibili che include anche piatti in polpa di cellulosa, sia tondi che quadrati e di diverse dimensioni, e posate bio e in legno, queste ultime due soluzioni anche certificate compostabili.

 

Aperitivi e catering di alto livello? Non solo… con le Grigliate Service è tutto più facile !

Grigliate Service Bonduelle Food Service
Le Grigliate Service sono la soluzione perfetta per tutte le occasioni di consumo che richiedono versatilità, rapidità di preparazione e massima sicurezza alimentare

Giugno segna l’inizio della stagione in cui aperitivi e catering diventano fondamentali momenti di consumo (e di business!). La necessità dei ristoratori diventa quella di avere a disposizioni ingredienti di altissima qualità, veloci da utilizzare e facili da gestire anche al di fuori delle cucine professionali.

Le Grigliate Service di Bonduelle Food Service sono utilizzabili a freddo e rappresentano la soluzione perfetta per preparare in pochissimo tempo gustosi aperitivi, pranzi e cene raffinate, saporite grigliate o per la gestione di un servizio catering in qualsiasi contesto operativo.

  • SERVICE è un protocollo produttivo ultra controllato, che prevede analisi di qualità supplementari e con valori di tolleranza più limitati rispetto a quelli standard.
  • Assicura la totale assenza di rischi alimentari anche se il prodotto non è riscaldato.
  • I prodotti Service hanno le stesse caratteristiche organolettiche, tempi e modalità di cottura dei prodotti standard

SCOPRI LE GRIGLIATE SERVICE

È online il nostro nuovo gruppo Facebook - B! CHEF - interamente dedicato ai professionisti della ristorazione! Una community selezionata con la quale  confrontarsi e tanti contenuti esclusivi sempre disponibili in download!

ISCRIVITI A B! CHEF

A lume di candela da Gelsomina: l’estate inizia con cena e aperitivo

Gelsomina
La pasticceria milanese Gelsomina apre la stagione delle cene e dell'aperitivo con un'offerta che comprende i signature drink di Mattia Pastori

Gelsomina inaugura la stagione della cena a lume di candela. Ogni mercoledì, giovedì e venerdì nel locale di via Fiamma 2 sarà possibile terminare la giornata con un pasto presso la pasticceria milanese. Si potrà cenare sui tavoli di legno, ferro battuto e pietra, mangiando da porcellane dal sapore rétro e godendo dell’atmosfera autentica di Gelsomina. La cena è tutta dedicata al Sud. Ci saranno panelle, caponate, puntarelle, primi generosi della tradizione mediterranea, secondi di pesce e piatti della tradizione italiana. Tutti i giorni invece, sarà disponibile l’aperitivo firmato Mattia Pastori con Nonsolococktails e una linea di specialità sfiziose.

A tutto Sud

La cena di Gelsomina si basa su un menu in stile bistrot, ispirato alla cucina del Sud Italia, in particolare siciliana. In carta ci saranno alcune delle proposte più amate e apprezzate a pranzo dagli habitués. Tra gli antipasti, immancabili le Panelle con crema di avocado e lime, e la Pizzetta Gelsomina, insieme alla Caponatina di melanzane, l’Insalata di polpo, patate e olive nere, le Puntarelle e alici di Cetara. Tanti i primi disponibili, tra cui le Busiate con pesto trapanese, il Couscous con verdure di stagione, i Maccheroni alla Norma e le Linguine alle vongole e crumble di pane aromatizzate. Sul fronte secondi spiccano il Pesce spada alla siciliana, le Sarde a beccafico, accanto ad alcuni grandi classici italiani come il Vitello Tonnato e le Polpette al sugo. Ad accompagnare, tanti contorni gustosi tra cui l’insalata pantesca, le carote colorate con crema allo yogurt e senape in grani, l’insalata di finocchi, arance e olive nere. Per una coccola a fine pasto, non mancano i dolci del giorno, i gelati e le granite artigianali. Chiude la proposta un’ampia carta dei vini, tra bollicine, vini bianchi, rosati e rossi da produttori scelti. Saranno presenti anche birre e bibite analcoliche per un’offerta beverage che possa accontentare tutti.

L'aperitivo firmato Mattia Pastori

Alla cena si affianca il lancio di uno dei momenti della giornata più apprezzati dai milanesi: l’aperitivo da Gelsomina, disponibile tutti i giorni nel locale di via Fiamma. Sarà possibile degustare cocktail inediti e raffinati realizzati in collaborazione con il bartender Mattia Pastori, uno dei punti di riferimento della mixology italiana, e la sua agenzia Nonsolococktails. Tra le proposte, alcuni signature drink a base del pluripremiato rosolio di bergamotto Italicus. Si potranno sorseggiare l’Italicus Cup, con spremuta di pompelmo; l’Italicus Spritz, con Prosecco Treviso Doc; e l’Italo Americano, con Savoia e acqua tonica Rovere. Non mancano i cocktail a bassa gradazione alcolica, come il Negroni low alcol, e alcol-free, come il celeberrimo Gin & Tonic in versione analcolica. Per gli amanti del vino, presente una vasta offerta di etichette di nicchia tra bollicine, vini bianchi, rosati e rossi provenienti da ogni parte d’Italia, birre e bevande analcoliche.

A Vercelli spunta il primo cocktail menu creato con l’AI

Intelligenza Artificiale
Luca Impellizeri, titolare dello storico Caffè Imperiale di Vercelli, ha creato la prima cocktail list usando l’Intelligenza Artificiale. Non potevamo farci sfuggire l’occasione per incontrarlo

Mela Zen a base di sake, Tropical Breeze al gusto di rum, Pear Martini con vodka alla pera, Rosa Italiana con pink gin, Moscow Mule e Cannella, Spritz al Melograno. Luca Impellizeri del Caffè Imperiale di Vercelli ha chiesto all'AI di creargli un menu di 6 drink. E questa è stata la risposta. Lo abbiamo incontrato.

Perché hai scelto di provare con l'intelligenza artificiale?

L'idea è nata per gioco, stavo provando le conoscenze dell'AI sul mondo dei cocktail e notavo come fosse molto precisa finché non ha sbagliato una ricetta, a quel punto ho provato a correggerla ma rimaneva ferma sulle sue posizioni, allora le ho scritto una cosa del tipo "bhe fai la ricetta come vuoi tu" E a quel punto l'Ai mi ha proposto una ricetta inedita con tutte le indicazioni dettagliate per realizzarla, dalle dosi alla tecnica di realizzazione e perfino le Garnish. A quel punto ho approfondito.

Dove ha preso le ricette? 

Ho fatto anch'io questa domanda all'AI che mi ha risposto che si basa sulle sue conoscenze e sulle nozioni che trova sul web. Le ho anche chiesto se fosse una ricetta IBA e mi ha risposto che conosce l'Associazione, le sue ricette, ma ha confermato che ciò che mi ha proposto è una sua invenzione completamente inedita. E mi ha stupito.

 

Trovi che l’intelligenza artificiale abbia buon gusto?

Mi sono fatto proporre decine di ricette per poi scegliere quelle che mi ispiravano di più e che si adattavano meglio al mio locale. Alcune ricette, leggendole non mi hanno ispirato molto mentre altre devo dire che avevano delle formule interessanti.

 

I tuoi clienti hanno provato le ricette del nuovo menu?

Il menu è appena uscito, ma le prove le ho condivise con alcuni clienti che erano molto curiosi dell'esperimento e sono rimasti soddisfatti dal risultato finale. Sicuramente crea curiosità.

 

La lista comprende cocktail con nomi piuttosto semplici e ingredienti molto standard. Non pensi che con la ricerca e sperimentazione fatta in questi anni sia un po’ limitante rivolgere all’intelligenza artificiale?

I nomi dei cocktail sono anch'essi stati inventati dall’intelligenza artificiale e ho voluto mantenerli identici. Sugli ingredienti, devo dire che vi erano ricette anche più elaborate ma ho voluto tenere lo standard che ho sempre avuto da 8 anni a questa parte ovvero da quando ho la signature drink in menù, ricette semplici che danno un buon risultato. È sempre stata la mia filosofia riguardo i signature drink.

Certo che è un bel azzardo...

Ho voluto osare con questa drink list, e anche provocare, in un certo senso, è probabilmente l'ultima del mio percorso perché sono in procinto di cambiare dopo 15 anni di Caffè Imperiale. Assieme ai miei collaboratori che si sono avvicendati negli anni siamo stati i primi a introdurre i signature drink in città, abbiamo sperimentato tante cose e importato le tendenze già presenti nelle grandi piazze. Il messaggio che deve passare però, è che non basta farsi fare la ricetta dall’AI per essere in grado di realizzarla. Serve la conoscenza dei prodotti, e la capacità eventualmente di riequilibrare il drink. Può essere sicuramente un alleato, ma deve essere usato da "mani esperte"

Come nasce il tuo locale?

Il Caffè Imperiale lo apro nel 2008 a soli 21 anni, dopo aver conseguito la qualifica alberghiera ed aver fatto un po' di gavetta in città. Ma la vera "gavetta" l'ho fatta all'interno del mio locale avendo avuto al mio fianco sempre dei validi collaboratori con cui mi sono sempre confrontato per realizzare qualsiasi tipo di progetto. Infatti, attorno al 2014, ci siamo specializzati nella mixology, all'epoca ancora praticamente sconosciuta nella nostra realtà di provincia, specializzazione portata avanti con buoni risultati fino ad ora.

Fino all’intelligenza artificiale

Il caffè? Impariamo a non accontentarci

Immagine dal libro Il caffè per chi non si accontenta
Immagine dal libro Il caffè per chi non si accontenta
Nutrire o far nascere una passione per un prodotto molto bevuto ma poco conosciuto è l’obiettivo del libro di Cristina Caroli “Il caffè per chi non si accontenta”.

Il caffè per chi non si accontenta - Argomenti e cultura di un prodotto molto bevuto e poco conosciuto è il nuovo libro che si rivolge al settore, scritto da Cristina Caroli, un nome ben noto alla coffee community nazionale e internazionale, amica e “spalla” di tanti baristi e campioni, come ci ha raccontato il giorno della sua vittoria al mondiale di Latte Art 2022 Carmen Clemente. Un volume “corposo” (298 pagine) che si può acquistare su Amazon, suddiviso in 12 capitoli che si possono leggere in ordine sparso, in base al proprio interesse del momento e alla curiosità che i suoi tanti paragrafi e richiami suscitano.

Da cosa nasce il desiderio di scrivere questo libro? - è la nostra prima domanda a Cristina Caroli. «Dalla voglia di condividere  una serie di interessanti argomenti o per meglio dire di angolazioni, da cui vedere il caffè, perché gli venga riconosciuto il valore che ha sia come prodotto agricolo sia socio-culturale. Non si fa che parlare di aumentare la propensione alla spesa da parte del consumatore, ma per ottenere questo, credo sia necessario lavorare sulla cultura per creare interesse e di conseguenza apprezzamento e valore. È un libro ampio, ma non impegnativo».

Chi vorresti imparasse a non accontentarsi? Dovremmo essere sempre di più a non essere soddisfatti quando si parla di caffè, per ottenere il meglio e promuovere un’offerta di qualità, etica, rispettosa e di valore. Il libro si rivolge al professionista, al coffee lover curioso, al consumatore col pallino del caffè: per tutti è una lettura che vuole nutrire o far nascere una passione autentica per un prodotto straordinario, molto bevuto e poco conosciuto.

È una risposta all’interesse che nella tua esperienza al banco bar di Aroma a Bologna vedi finalmente crescere? Il mio lavoro di barista spesso non mi consente di parlare con il cliente quanto vorrei ed effettivamente il desiderio di scrivere questo libro nasce anche dalla voglia di condividere tanti aspetti su questa bevanda che non riesco a trasmettere nel mio locale.

Quale percorso proponi? Prima di tutto non è un manuale, ma un libro da leggere e guardare, pieno di curiosità, di informazioni e di spunti per chi ama leggere e informarsi sul caffè, ma che a volte non ha ben chiara la direzione da prendere per documentarsi. Purtroppo ciò che si legge sull’argomento spesso è piuttosto generalista e già sentito dire, o per contro, molto tecnico e specifico. Il mio obiettivo è condividere qualche cosa di più fresco e diverso, aperto a tutti. 

Dunque si affianca a manuali più tecnici. Certo; la competenza di un professionista che si documenta attraverso manuali di tipo tecnico si può completare con un aspetto umanistico, con argomenti di tipo diverso, inaspettati e intriganti per il consumatore, che può essere maggiormente attirato e coinvolto.

Il barista per me è un fondamentale ambasciatore del caffè, ben venga quindi la tecnica, per portare qualità dal seme alla tazzina, ma la cultura di prodotto non può assolutamente essere messa da parte, anzi va sfruttata proprio per aumentare il fascino della bevanda e fare comprendere il suo valore. Magari quello di un’estrazione eccezionale di un caffè pregiato, da completare con qualche pennellata culturale che arricchisce l’esperienza del cliente.

Perché noi italiani conosciamo così poco il caffè? Direi che siamo un pochino presuntuosi: generalizzando, in Italia pensiamo tutti di essere esperti di caffè, così come siamo tutti allenatori della nazionale di calcio. Questo deriva da un pensiero errato, ovvero che bere tanti espessi durante la giornata ti renda competente. Nessuno si documenta sul caffè perché in media l’italiano pensa che il caffè gli appartenga già, e questo è un grande limite. Spero si continui ad arricchire il  filone monografico di settore al quale il professionista o l'appassionato possano attingere per avere una migliore conoscenza di questo prodotto e acquisire una competenza in grado di avvicinarlo alla vera qualità e alla vera etica di produzione e consumo.

I capitoli che più ti soddisfano quali sono? È una scelta difficile. Comincio dal capitolo 4 - Il caffè motore del progresso europeo. - Parlo del ruolo che il caffè ha avuto nel portare l’Europa fuori da una vera e propria nebbia alcolica e mi soffermo sulle caffetterie inglesi che hanno dato uno sviluppo incredibile alla cultura grazie alle Penny Universities e in cui sono nati pilastri veri e propri dell’economia come il mercato azionario e assicurativo, i quotidiani e i social network.

Nel capitolo 5 - L’esplosivo impatto socio-culturale del caffè, la “tazzina” è protagonista delle opere pittoriche ma anche dei caffè durante la Belle Époque, quando sono nati il cinematografo, ma anche la macchina espresso, un’innovazione tecnologica che ha legato per sempre il concetto di caffè espresso al nostro Paese.

Nel capitolo 11 - Gastrofisica: la neuroscienza del piacere di gustare, affronto l’esperienza globale nella degustazione mediante il coinvolgimento di tutti i nostri sensi e la creazione di una mappa di ricordo dell’esperienza che comprende stimoli molto sottili, che il nostro cervello traccia con grande precisione.

aroma.gourmet@virgilio.it

css.php