Ha da poco aperto il nuovo stabilimento nella zona a Sud di Shanghai (Cina) che rifornirà l’area asiatica. A settembre il raddoppio produttivo a Sesto Fiorentino.
L’azienda ha infatti inaugurato il nuovo stabilimento produttivo a Ningho, città nell’est della Cina che si affaccia sul Mar Cinese Orientale a Sud di Shanghai. Frutto di un investimento di cinque milioni di euro, la nuova filiale fa capo e una news company, la Conti Valerio (Ningbo) Electrical Equipment Co.,Ltd e svolge la sua attività su un’area produttiva di 3600 mq, fungendo da base alle operazioni nel far east; qui infatti si producono macinacaffè esclusivamente per il mercato asiatico commercializzati nei canali professionale e domestico.
«In Cina verranno prodotte linee di macinacaffè che consolideranno la nostra presenza nell'intero continente asiatico – commenta Maurizio Fiorani, managing director - rafforzando la vicinanza rispetto ai partner locali e offrendo un servizio ancora più rapido ed efficiente. Siamo entusiasti di portare la nostra esperienza nei macinacaffè di alta qualità in un mercato in forte sviluppo, mantenendo elevati standard di qualità e affidabilità». Negli ultimi anni partnership estere e una politica di espansione della filiera hanno dato una forte spinta alla crescita aziendale.
Nel 2022, infatti, la Conti Valerio ha completato l'acquisizione della Italmill di Bergamo, specializzata nella produzione di macine meccaniche, che in futuro sarà coinvolta anche nella produzione della filiale asiatica, e che raddoppierà gli spazi dello stabilimento con un aumento del 30% della capacità produttiva. Nello stesso anno è stata acquisita anche l’Alfa Meccanica di Sesto Fiorentino specializzata nella meccanica di precisione, che sarà oggetto presto di ulteriori investimenti. I componenti di alta qualità e tecnologia evoluta made in Italy, saranno dunque protagonisti anche sul mercato cinese.
«Abbiamo aperto in Cina perché qui c'è una catena di sub fornitura adeguata – prosegue Fiorani -. Il mercato asiatico, ad oggi, rappresenta circa il 25% del fatturato di Eureka e ci attendiamo un incremento significativo nei prossimi tre anni».Qui il consumo privilegia caffè più leggeri, e le nuove macchine saranno tarate sulle esigenze dei clienti asiatici. Procederanno di pari passo gli investimenti sulla sostenibilità, con il sempre più diffuso utilizzo di materiali riciclabili e packaging riciclati nel nostro ciclo produttivo.
Come anticipato, il prossimo settembre verrà inaugurata la sede della Conti Valerio a Sesto Fiorentino, oggetto di un ingente investimento per il raddoppio produttivo, arrivando a un totale di 10 mila mq di superficie, di cui 4500 mq dedicati a magazzino centralizzato.
Studio sulla cioccolateria e attenzione al cliente: la formula vincente di Adolfo Stefanelli, pasticcere salentino che ha aperto il secondo pdv a Milano
«Non avevo alternativa alla pasticceria. Quando ero bambino invece delle macchinine chiedevo in regalo lo sbattitore». Adolfo Stefanelli usa spesso la parola passione mentre racconta il suo secondo punto vendita, aperto a Milano in via Molino delle Armi quattro anni e mezzo dopo il primo. Passione per la viennoiserie francese, passione per il cioccolato, passione per un'idea di pasticceria classica che si evolve. Salentino, autodidatta, ha lavorato nell'organizzazione della pasticceria di grandi alberghi all'estero e nel 2018 ha aperto il primo negozio che porta il suo nome a Milano. «Non sono un accademico, mio padre non ha voluto. Tutto quello che faccio è frutto di prove e delle mie idee», spiega.
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Il pdv di Molino delle Armi a Milano: Adolfo Stefanelli ha curato ogni dettaglio
«Sognavo di aprire una cioccolateria»
Quali forme prende la passione di Adolfo Stefanelli si capisce bene entrando nel nuovo negozio (più piccolo dell'altra sede di via Premuda, che ha 50 coperti e una cucina per i pranzi), aperto tra le mura che per decenni hanno ospitato una storica pasticceria. Lo spazio è moderno ed elegante, la cura per i particolari traspare in ogni dettaglio. Dall'accoglienza alle confezioni, fino alla vetrina che mette in bella mostra una sterminata distesa di raffinate praline multicolor. Perfette esteticamente, sono scrigni delicati che racchiudono ripieni complessi e stratificati, con un buon equilibrio. «Mi sto specializzando in una camicia sottilissima», spiega Stefanelli, che parla del cioccolato come si farebbe di un grande amore. «Vicino a dove abitavo da bambino c'era una sola cioccolateria. Quando entravo e sentivo quel profumo sapevo che da grande avrei voluto aprirne una».
Ci sono anche proposte "senza"
Le varianti di praline esposte (una scatola da nove pezzi costa 16,20 euro) sono venticinque: dalla Sacher alla arachidi e cioccolato, dall'arabica al caffè a quella al cannolo siciliano, dai boeri (con ciliegia con il nocciolo che arriva dritta dai terreni dei genitori del pasticciere) a quella al pistacchio. C'è anche il cioccolatino al pasticciotto all'amarena, dolce tipico del Salento che Stefanelli ha portato a Milano con buon successo. E ci sono le praline che riprendono alcune delle torte, come la Lady (una cheesecake riletta in chiave moderna e geometrica) o la Vela che è una frolla con ganache di cioccolato fondente. Molte proposte sono senza latte, senza farina di grano o vegani, perché «amo accontentare i clienti». In totale, ogni giorno sono circa centoventi i dolci disponibili, comprese le proposte per la colazione, una ventina di tipi di mignon (1,80 euro al pezzo), le torte classiche e moderne e la pasticceria da tè, che è rigorosamente in sacchetti. «Per me è un sacrilegio avere un biscotto che prende aria», dice Stefanelli.
Tra cioccolata calda e tartellette salate
La caffetteria snocciola una serie di «caffè di pasticceria» (con panna, in ghiaccio o salentino, shakerato) e quelli che il padrone di casa definisce «dolci espressi» (4,50 euro), simili a dolci al cucchiaio e a base di caffè. Come Crema, con caffè espresso, crema pasticceria e panna, oppure Operà, con caffè espresso, cioccolato fondente e panna. Altro must la cioccolata calda, densa e avvolgente, che viene fatta al momento a ogni ordine ed è servita con due meringhe. Non manca anche qualche proposta salata, come le piccole tartellette perfette per l'aperitivo, che vengono offerte in accompagnamento a cocktail e vino.
Un lab unico per ottimizzare
Nel maggio 2018, quando ha aperto la sua prima pasticceria in viale Premuda 12 a Milano, Adolfo Stefanelli aveva solo 26 anni. Nessuna accademia alle spalle, aveva le idee ben chiare sul tipo di proposta che voleva portare in città, scelta perché vista come un «mercato libero e aperto». I milanesi sembrano aver apprezzato: nonostante il periodo della pandemia, a novembre 2022 ha inaugurato il secondo negozio, in via Molino delle Armi 23. «Per il momento abbiamo due laboratori distinti, perché ogni pasticceria possa avere prodotti sempre freschissimi», spiega. «Ma è molto faticoso». Tra i progetti per il futuro ci sono un maxi-laboratorio per centralizzare alcuni processi (come per esempio il confezionamento) e l'e-shop per la vendita online.
L'intervista ad Adolfo Stefanelli
Qual è la proposta per la colazione?
«Invece che sulla brioche all'italiana ho preferito puntare sul croissant parigino. Sul banco lo propongo sempre vuoto, neutro, in modo che si possa declinare in otto o nove varianti diverse grazie alle farciture fatte al momento. La farcitura dei croissant viene infatti fatta sempre davanti ai clienti, tranne che in due casi». Adolfo Stefanelli
Quali?
«Gli unici croissant che sono già pronti sul banco sono quello bicolor al pistacchio e quello con zabaione e sbrisolona. Sono tra i più venduti. Poi abbiamo, tra le altre cose, il pain au chocolat, la veneziana, le frolle, le crostatine vegane e i pasticciotti, un classico salentino. Non potevo non portarli a Milano: ne facciamo una montagna».
Come sono i vostri pasticciotti?
«Li proponiamo sia classici, a 3 euro, sia in formato mignon. Nel weekend abbiamo anche delle farciture speciali: al pistacchio, all'amarena e al cioccolato».
Per quanto riguarda il salato?
«È una zona turistica, quindi abbiamo molta richiesta di colazione salata. Immancabili sono i croissant farciti con il salmone oppure con prosciutto e formaggio, ma fin dal mattino abbiamo anche tramezzini (con tacchino al limone, avocado e salmone, vegetariano...), toast e omelette ripiene, apprezzate soprattutto da chi segue una dieta proteica».
Il professionista diventato famoso grazie a Bake Off Italia inaugura il suo terzo punto vendita nella Capitale. Clean label, studio sul bilanciamento delle ricette, prodotti di stagione, ricerca sui gusti: è questa la ricetta per un gelato goloso e digeribile.
Terzo punto vendita a Roma per Federico Prodon. Il pastry chef ha deciso di mettere a punto un progetto dedicato alla pasticceria e, per la prima volta, anche alla gelateria. Dopo i punti vendita di Borgo Pio e Mercato Centrale, per questo terzo locale Prodon sbarca nel quartiere Parioli, in via Giovanni Schiaparelli, 21/23. «No, non ho cambiato mestiere di nuovo. Ho solo voluto dedicarmi a un altro aspetto dei dolci, sempre con l’approccio da pasticcere».
Chi è Federico Prodon
Lasciato alle spalle il suo passato da broker assicurativo, oggi Federico Prodon è un pasticcere professionista. Ha all’attivo tre punti vendita. Diventato famoso grazie al programma Bake Off Italia(2014), ha al suo attivo numerosi corsi professionali tenuti presso la scuola A Tavola con lo Chef. Ha un’esperienza di circa due anni alla guida del reparto pasticceria del Caffè Hungaria. Ha scritto due libri, uno sulle crostate e uno sui dolci nel bicchiere, entrambi editi da Gribaudo. Federico Prodon Con l’apertura del punto vendita di Borgo Pio, in Vicolo del Farinone 19, Federico Prodon ha deciso di “metterci il nome”, aprendo la sua prima boutique di pasticceria. Dallo scorso aprile ha aperto il corner presso il Mercato Centrale alla stazione Termini di Roma, quindi l’ultima avventura con il punto vendita dei Parioli.
Creatività in 65 mq
Federico Prodon inaugura la sua Federico Prodon Pâtisserie e Crémerie in uno spazio di 65 mq. Bianco alle pareti, l’immancabile verde Tiffany del packaging e fantasiose monoporzioni colorano il negozio. L'appuntamento della colazione sarà impreziosito dalla viennoiserie, che arriva quotidianamente dal laboratorio di Borgo Pio. Con essa, ci sono anche biscotti secchi e le torte da forno, disponibili anche per la merenda. Disponibili sedici posti a sedere tra interno ed esterno. Il negozio Per il servizio del gelato Prodon ha scelto con convinzione le carapine. «Sono consapevole che dal punto di vista del marketing non è la scelta migliore, perché non consente di vedere il gelato, ma nel rispetto della mia filosofia prediligo questa soluzione perché salvaguarda il prodotto dall’ossidazione».
Bilanciamento prima di tutto
«Già nel laboratorio di Borgo Pio, dove tuttora c’è la produzione della pasticceria, avevo iniziato a lavorare sul gelato. Si inizia per gioco, poi diventa una sfida», ha spiegato Prodon. Questo gioco ha portato il pastry chef a mettere a punto un prodotto fresco, realizzato con l’approccio da pasticcere. Al centro, il bilanciamento della ricetta. «Il gelato, così come i dolci, va vissuto come una coccola che ci facciamo, quindi non dovrebbe far male. Pertanto, tendo a ridurre al massimo gli zuccheri e i grassi e utilizzo le migliori materie prime, come panna francese e latte rigorosamente made in Italy», ha specificato Prodon.
Etichetta Clean Label
Il gelato di Prodon ha l’etichetta Clean Label. Con questa espressione, il pasticcere vuole sottolineare l'assenza di emulsionanti, addensanti o fibre che possano rendere difficile la digestione. «In altre parole, nessun addensante con la E davanti, neanche la carruba. Ho scelto di utilizzare fibre di lino e fibre di patata». Anche sul capitolo zuccheri, la scelta di Prodon è all’insegna della naturalità: «Preferisco utilizzare, con moderazione, un buon zucchero da barbabietola italiana, piuttosto che zuccheri alternativi». Il gelato di Federico Prodon
Il divertimento del pasticcere: le creme
Per Prodon il divertimento che consiste nello studiare sempre nuovi gusti, fare abbinamenti arditi (che lui definisce “licenze poetiche”) e far entrare quando possibile nel gelato le preparazioni della pasticceria. Il risultato è una selezione, che può arrivare fino a 32 varietà. Si va dai classici alle più curiose variazioni sul tema. La formazione da pasticcere si legge in controluce grazie a gusti come Sacher. Fatto con un cioccolato 85% Michel Cluizel, si propone come una variazione di biscotto Sacher con olio evo e albicocche semicandite del Vesuvio. La Stracciatella è realizzata con cioccolato Milchel Cluizel 55% in pezzi, preparata con un fior di latte con infuso di gruè di cacao. Malaga è un gusto retrò, amato da Prodon, realizzato con uvetta australiana bagnata nello Zibibbo di Marsala”. Il gusto preferito del pastry chef è Marron Glacé. Lo prepara con pasta di marroni di provenienza francese, rum e marrons glacés in pezzi. Con la frutta a guscio, Prodon si diverte a combinare le diverse provenienze dei prodotti, creando il suo blend personale. Il Pistacchio non è solo Bronte. La Nocciola mescola tonda gentile del Piemonte con la nocciola del viterbese e quella dell’avellinese. La Mandorla è un mix di Avola e di mandorla amara per dare carattere.
Come saranno i sorbetti di Prodon
Nei sorbetti di Federico Prodon grande attenzione viene data alla stagionalità e alle intolleranze a uova, glutine e lattosio. Da questa filosofia di base nascono i gusti Pera Williams e fava tonka, Mela verde e menta, Lampone e fiori di sambuco. Andando un po’ più lontano Banana, vaniglia Bourbon del Madagascar e zest di lime oppure quello Cocco e succo di lime che danno una freschezza tropicale all’estate.
L'offerta di Federico Prodon Pâtisserie e Crémerie
Il gelato di Federico Prodon Pâtisserie e Crémerie è proposto in coni o coppette, che vanno dai 3 ai 5 euro. La vaschetta è proposta al costo di 30 € al kg. «Siamo su una fascia di prezzo relativamente sostenuta, ma questo è giustificato dagli alti costi delle materie prime che utilizziamo», spiega il pasticcere. Un ulteriore servizio che Prodon ha scelto di dedicare al cliente dei Parioli è quello dell’ordinazione “tailor made”. «Il cliente viene da noi, sceglie il dolce che preferisce e noi lo facciamo preparare su misura e lo consegniamo direttamente a casa con i nostri furgoni refrigerati».
Importati e distribuiti da Stock Spirits Italia, i famosi distillati giapponesi, Whisky Yamazaki e Hakushu in testa, di House of Suntory sono al centro dei festeggiamenti per i 100 anni di fondazione dell'azienda del Sol Levante.
In occasione del Centenario, House of Suntory espone fino al 18 luglio prodotti e memorabilia dei grandi whisky giapponesi nelle sei grandi vetrine de La Rinascente che si affacciano a Milano sotto i portici di piazza Duomo. Grande pranzo-degustazione al Ristorante Maio de La Rinascente.
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Sei vetrine La Rinascente dedicate a House of Suntory
Vetrina con il fondatore Shinjiro Torii
Distillati e whisky House of Suntory in vetrina
Vetrina dedicata a The Hakushu Whisky
Vetrina Hibiki Whisky
Icona dei consumi di lusso, dalla moda al design al food, il grande magazzino milanese è stato scelto dalla multinazionale giapponese per celebrare in Italia la sua storia imprenditoriale e i proporre distillati superpremium come i whisky Yamazaki, Hakushu, Hibiki e Toki (nei vari invecchiamenti e nelle edizioni limitate per i 100 anni), oltre a Haku Vodka e RokuGin.
Fino al 18 luglio tutte le vetrine de La Rinascente saranno così dedicate alle pregiate referenze di House of Suntory, allestite elegantemente con ideogrammi (Kanji) realizzati a mano su un grande telo da un maestro di shodo (arte giapponese della calligrafia) e con giochi di luce e di suoni che richiamano il profondo legame di House of Suntory con la natura. Per l’occasione, è stato inoltre allestito, al settimo piano, un pop-up store dedicato, dove scoprire tutte le raffinate produzioni dell’azienda giapponese, alcune delle quali approdano per la prima volta in Italia. In particolare:
The Yamazaki Single Malt Japanese Whisky 12 yo e 18 yoedizione limitata dedicata ai 100 anni - single malt di punta di Suntory, multistrato con aromi di frutta e Mizunara, uno dei brand di whiskey giapponesi più apprezzati nel mondo.
The Hakushu Single Malt Japanese Whisky 12 yo e 18 yoedizione limitata dedicata ai 100 anni, composti da whisky di malto accuratamente selezionati dai miscelatori della distilleria Hakushu, che lavorano con la torba e ammorbidiscono il palato utilizzando l'eccezionale acqua di montagna della zona, filtrata attraverso antiche rocce di granito.
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The Hakushu Single Malt Japanese Whisky 12yo e 18yo e The Yamazaki Single Malt Japanese Whisky 12 yo e 18yo
Suntory Distillery in Japan
Hibiki Suntory Whisky, whisky miscela di malto e grano provenienti dalle distillerie Yamazaki, Hakushu e Chita.
Hibiki Suntory Whisky
Suntory Whisky Toki, è una vivace miscela di whisky delle distillerie Hakushu, Yamazaki e Chita, che unisce il vecchio e il nuovo - l'orgogliosa eredità della Casa Suntory e il suo spirito innovativo - per creare un prodotto al tempo stesso innovativo e senza tempo. Non a caso, il termine “toki” significa “tempo”.
Suntory Whisky Toki
Roku Gin, gin premium pluripremiato che combina sei botaniche giapponesi e celebra la vita di ogni stagione; nella lingua nipponica, “Roku” si traduce come il numero “sei”, come le piante che lo compongono e che sbocciano nelle diverse stagioni.
Roku Gin
Haku Vodka, appena giunto sul mercato italiano, prodotta con l’hakumai, il riso bianco giapponese, sarà disponibile a breve sul mercato italiano. Il nome Haku significa "bianco" o "brillante": un omaggio all'abilità di padroneggiare una vodka chiara, dal gusto pulito e luminoso, filtrata attraverso il carbone di bambù.
Haku Vodka
Al centro di ogni referenza domina la cultura del whisky giapponese ispirata dall'armonia con la natura (Wa), esaltata dall'artigianato giapponese (Monozukuri) e vissuta come un'autentica esperienza culturale (Omotenashi). Per questo, il centenario è un traguardo importante non solo per House of Suntory, ma in generale per tutta la tradizione giapponese degli alcolici: l’azienda, infatti, nel corso dell’ultimo secolo ha contribuito a plasmare e ad arricchire la cultura nipponica sottolineandone la maestria artigianale, l’attenzione per i dettagli e l’incessante ricerca della qualità.
Pranzo degustazione al Ristorante Maio de La Rinascente
Per l'occasione l'importatore e distributore Stock Spirits ha organizzato un pranzo degustazione italo-giapponese firmato dallo chef Luca Seveso presso il ristorante Maio sulla Terrazza al 7.o piano con vista sulle guglie del vicino Duomo. Il pranzo è stato preceduto da un aperitivo a base dei Highball Suntory Toki (Suntory Whisky Toki, acqua tonica, cubetti di ghiaccio e scorza di limone), accompagnato da finger food come minitartare di fassona piemontese, tartellette tonnate, spiedini di gamberi in tempura (realizzati con una panatura piacevolmente croccante a base di pan grattato al latte giapponese Lucake), frittelline di cous cous vegetariane con funghi enoki.
Highball Suntory Toki
Ha portato un saluto di buon augurio il Console Generale del Giappone, Kobayashi Toshiaki.
Il saluto del Console Generale del Giappone, tra Veronika Zelnikova e Marco Ghezza
Il primo piatto era costituto da un Risotto Milano-Tokyo allo zafferano con sashimi di tonno in salsa ponzu, abbinato a minicalici di Whisky Yamazaky 12 yo e Whisky Yamazaki 18 yo.
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Misenplace del Ristorante Maio per House of Suntory
Risotto Milano-Tokyo allo zafferano
Piatto di mezzo invece era un Maialino croccante cotto a bassa temperatura condito con pezzetti di peperone e cipolla e salsa teriyaki, abbinato a minicalici di Whisky Hakushu 12 yo e Whisky Hakushu 18 yo.
Maialino croccante
Gran finale con una Sfera bisquit da rompere con un martelletto per apprezzare la farcitura di un morbido di tiramisù al tè matcha, abbinato a un minicalice di Whisky Suntory Hibiki.
Sfera bisquit con tiramisù
E allora Kampai! (Svuota il bicchiere! brindisi giapponese).
Foto di gruppo Stock Italia & Beam Suntory
National Brand Ambassador del gruppo Beam Suntory (oltre che sommelier e bartender), Marco Ghezza ha ripercorso le tappe dell'inarrestabile sviluppo dell'azienda Yamazaki Distillery fondata nel 1923 da Shinjiro Torii (prefettura di Osaka) per ricreare liquori e distillati occidentali come Porto e Whisky ma adattati al gusto più leggero giapponese, all'insegna dell'armonia con la natura. Allo scopo volle diventare master blender dopo un lungo soggiorno in Scozia. Il primo vero successo lo ottenne nel 1937 lanciando il Suntory Whisky nella bottiglia squadrata kakubin, diventata poi un'icona di tutti i suoi distillati.
Marco Ghezza National Brand Ambassador Beam Suntory
Ribattezzata nel 1963 Suntory Limited, successivamente House of Suntory, negli anni l'azienda si è affacciata con successo sul mercato internazionale con una ricca gamma di distillati e birre. Acquisendo un ricco portafoglio prodotti da altre società come Allied Domecq, nel 2011 ha fondato la sussidiaria americanaBeam Suntory, diventando oggi il terzo produttore internazionale di bevande alcoliche. L'attività è gestita dal nipote Shingo Torii e, solo in Giappone, può contare su cinque distillerie.
«Come distributori ufficiali di Beam Suntory, terzo produttore mondiale di distillati, che per House of Suntory produce i whisky artigianali Yamazaki, Hakushu, Hibiki e Toki, siamo davvero orgogliosi di dare il via anche in Italia ai festeggiamenti di questo importante traguardo - ha dichiarato Valentina Simonetta, direttore marketing di Stock Italia. House of Suntory è diventata oggi sinonimo dei migliori whisky giapponesi al mondo e ha senza dubbio costruito un'eredità degna di essere celebrata: crediamo fortemente nel connubio tradizione-innovazione e pensiamo che le sue esclusive referenze, di rara qualità, possano rispondere efficacemente alle esigenze del mercato del fuoricasa italiano, fatto di consumatori sempre più attenti ed esigenti, in cerca di esperienze sensoriali e culturali profonde».
Valentina Simonetta direttore mkt Stock Spirits Italia
Presentata da Veronika Zelnikova, Senior Brand Manager Beam Suntory, di particolare rilievo è stata la presenza in kimono di Yoko Takada, esperta nell'arte della calligrafia shodo, che ha preparato a richiesta una serie di quadretti traducendo in ideogrammi giapponesi le più diverse frasi o nomi.
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Veronika Zelnikova presenta la disegnatrice Yoko Takada
Cambio di look per la Tea Collection BioPlose. La gamma di tè freddi biologici di Fonte Plose, lanciata nel 2017, è disponibile ora in un pack dal design rinnovato e più grande.
A custodire i tè è ora una bottiglia, sempre rigorosamente in vetro e vap (vetro a perdere), da 275 ml, che va a sostituire quella da 250 ml, e che viene consegnata in cartoni da 12 pezzi, invece dei precedenti 24, una scelta quest’ultima che l’azienda ha fatto per facilitare i locali nella gestione dei prodotti anche in termini di spazio.
Il lavoro di rinnovo ha interessato anche il design del contenitore, che ha abbandonato la forma quasi conica per assumere linee più classiche, e l’etichetta, che è stata svecchiata e arricchita di particolari ispirati a colori e forme di stile sempre dal tratto italiano.
Quattro referenze a tutto gusto e benessere
Immutato è invece rimasto il contenuto, i tè di alta qualità, frutto delle originali ricette messe a punto da Fonte Plose e prodotti solo con ingredienti rigorosamente bio, senza uso di coloranti, conservanti e zuccheri aggiunti.
Una gamma nata all’insegna del gusto e del benessere e composta da quattro referenze dove, accanto ai classici Thè Limone e Thè Pesca, troviamo il Thè verde, molto apprezzato per le proprietà antiossidanti, diuretiche e antinfiammatorie, e Thè Bianco & Zenzero. Ricetta quest’ultima frutto della più ricercata qualità di tè, nota per la sua azione energizzante, in abbinamento alla radice dello zenzero, spezia stimolante e tonica dalle proprietà antinfiammatorie e digestive, con un gustoso contrasto tra il gusto delicato del primo e le note pungenti del secondo cui l’aggiunta di estratto di fiori di sambuco dona un ulteriore tocco di originalità.
L’Azienda di Belforte del Chienti (MC) presenta due nuovi modelli caratterizzati da praticità, ergonomia e facilità di manutenzione.
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MDXS
MDJ
La tecnologia e l’ergonomia che Nuova Simonelli ha messo a punto per coffee shop, catene e ristoranti si trovano nei nuovi macinacaffè on demand MDJe MDXS: offrono una macinatura consistente e di qualità insieme a semplicità d’uso e di manutenzione e si affiancano alla Serie GX presentata lo scorso anno.
Il modello MDJ con macine da 75 mm è indicato per locali con una vendita di caffè fino a 3 chili al giorno. Anche durante le ore di punta assicura una macinatura precisa e velocizza il flusso di lavoro grazie al display touchscreen e al comodo gancio portafiltro che semplifica il lavoro del barista. Misura 21,5 x 35 x 60,5 cm, ha una tramoggia da 1,6 kg e pesa 16 kg; disponibile con carrozzeria nei colori nero, bianco e rosso.
l'MDXS on-demand con macine da 65mm ha una capacità di macinatura di 1,5 kg di caffè al giorno, dunque è indicato per local medio vendenti, come coffee shop, coffee corner, alberghi e ristoranti. Si distingue per la sua consistenza della dose, il funzionamento silenzioso e la facilità d’uso. Il coperchio della tramoggia da 1,6 kg ha fori di aerazione che offrono una temperatura costante a vantaggio della fragranza del caffè. Misura 21,2 x 29 x 58,5 cm, pesa 21 kg ed è disponibile con carrozzeria nei colori nero, bianco e rosso.
Entrambi i modelli sono caratterizzati da un’operatività silenziosa che assicura le migliori condizioni sia per chi lavora sia per il cliente; questo grazie al nuovo sistema di sospensioni che isola il motore per eliminare i rumori indesiderati. La regolazione della macinatura è micrometrica, mentre il nuovo clump crusher offre un flusso continuo del caffè nel portrafiltro, riducendo gli sprechi.
Al fine di aumentare la facilità di utilizzo e la produttività, mantenendo un’alta qualità, sono dotati di accorgimenti in grado di far lavorare bene il barista; inoltre si caratterizzano per l’estrema semplicità della pulizia e la progettazione finalizzata a rendere agevole e veloce l’intervento tecnico: tutto ciò si traduce in massima affidabilità e bassi costi di manutenzione.
Tre iniziative particolari che vedono protagonista il cioccolato, tre modi diversi di comunicare questo prezioso ingrediente: una "experience", un utilizzo inedito e un dessert particolare
La giornata mondiale del cioccolato viene celebrata il 7 luglio per un motivo preciso. Infatti, in questa data, nel lontano 1847 il cioccolataio inglese Joseph Fry diede forma alle prime tavolette. Fino a quel momento il cioccolato era consumato principalmente come bevanda. Ma Fry scoprì che bastava aggiungere burro di cacao fuso al cacao in polvere per creare una pasta modellabile che, una volta solidificata, diventava una barretta da mordere. Da allora il cioccolato è al centro di ogni tipo di lavorazione, dai gelati al mondo della gastronomia. Quest'anno segnaliamo tre iniziative particolari che vedono protagonista proprio il cioccolato, tre modi diversi di comunicare questo prezioso ingrediente: una "experience", un utilizzo inedito e un dessert particolare.
Choco-Coffee Experience a La Perla di Torino
Choco-coffee experience Sabato 8 luglio 2023, alle ore 11, La Perla di Torino ospiterà la Choco-Coffee Experience. Due eccellenze piemontesi - il cioccolato e il caffè - si incontreranno a tavola per un evento dedicato a tutti coloro che vogliono divertirsi e scoprire i segreti di questo abbinamento. La Choco-Coffee Experience prevede una degustazione guidata di caffè in abbinamento ai Tartufi di cioccolato che hanno reso La Perla di Torino famosa in tutto il mondo. Protagoniste tre miscele La Reserva de ¡Tierra! by Lavazza: Colombia, India e Brasile. Ciascuna di esse sarà abbinata a tre tartufi di cioccolato: il nuovo Limoncello e Meringa, Puro Nero senza zuccheri aggiunti e Macaé. A conclusione ciascun partecipante riceverà in omaggio un goloso gift: un pack di tartufi di cioccolato creato ad hoc per l’occasione e un sacchetto di caffè macinato sul momento della miscela più apprezzata durante la degustazione. Il costo dell'esperienza sarà di 30 euro.
Una pizza per il World Chocolate Day 2023
La Pizza Last Minute di Mauro EspeditoMauro Espedito, maestro pizzaiolo e patron di Owap – One World All Pizzas (Napoli), lancia la sua nuova creazione: la pizza Last Minute 2.0. Gli ingredienti sono: Blu di Bufala, fiordilatte, polvere di cioccolato fondente 80% e olio evo. Una pizza napoletana contemporanea unica nel suo genere, che unisce in un bilanciamento perfetto la sapidità del formaggio alle note dolci e amare del cioccolato fondente. In questo modo, dolce e salato si fondono sulla pizza per celebrare il mondo del cioccolato.
Il World Chocolate Day ai Balzi Rossi
Il dessert di Enrico Marmo È dalla ricerca di un cioccolato speciale che è nato il dessert Unexpected chocolate, oggi in carta nel menu Liguria del ristorante Balzi Rossi. L’obiettivo dello chef Enrico Marmo è quello di proporre l’abbinamento cioccolato-olio evo in una chiave diversa e contemporanea. Per farlo, ha scelto il cioccolato Chuno Ecuador 78% di LIM Chocolate, un fornitore giovane situato nei pressi del ristorante, a Fossano. «La buona acidità e l’aromaticità mi hanno convinto prima di ogni altra cosa nella scelta della varietà di cioccolato. - ha spiegato Marmo - Per far risaltare le proprietà dello stesso, abbiamo realizzato una meringa più leggera, con l’acqua di cottura dei ceci o aquafaba al posto degli albumi. Da qui il nome del dolce». Completano il dolce la polvere di olive taggiasche, il croccantino al cioccolato senza glutine, l'acqua di cioccolato e l’immancabile olio extravergine di olive taggiasche, simbolo della regione e protagonista di questo abbinamento.
Per l'estate il whisky bar romano si trasferisce l’Orto Botanico di Roma, nel parco di Villa Corsini. Nella proposta del temporary bar le creazioni di Daniele Gentili e Francesco Cimaglia ispirate alle aree tematiche del parco
Oro, il ritrovo per gli appassionati di whisky nascosto in una traversa di via della Piramide Cestia, esce allo scoperto e si trasferisce per i mesi estivi en-plein-air, in una location d’eccezione, diventando Orto (e chiudendo la casa madre per qualche mese). Il motivo è presto detto, a ospitare il temporary estivo del whisky bar di Andrea Fofi e company è proprio l’Orto Botanico di Roma, situato nel parco di Villa Corsini, un tempo residenza di Cristina di Svezia.
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Siamo in zona Trastevere, dove si apre un suggestivo percorso in uno dei più grandi orti botanici d’Italia, che varrebbe la pena intraprendere, per conoscere le diverse varietà botaniche che poi ritroviamo nel bicchiere di questi cocktail, nonché per arrivare fino in cima sul colle Gianicolo, per avere una vista a perdifiato su Roma. In ogni caso, per andare da Oro, che per l’estate si è trasformato in Orto, non c’è bisogno del biglietto: basta arrivare all’ingresso e girare l’angolo a destra (oppure farsi guidare dalla musica), per arrivare in quella zona che era già area archeologica, denominata Horti Getae.
Una drink list ispirata alle dell’Orto Botanico
È qui che hanno preso posto i due food truck che per l’estate dispenseranno non solo i cocktail pensati dai bartender Daniele Gentili e Francesco Cimaglia, ma anche una selezione di sfizi per accompagnare la bevuta. La cocktail listsi ispira direttamente alle otto diverse aree tematiche del parco che ospita Orto, con una voluta predilezione per drink beverini ed estivi e con la particolarità di offrire la possibilità di assaggiare lo stesso drink, normalmente ispirato a un classico, sia nella versione con lo spirito d’elezione, sia nella versione con il whisky.
È il caso del Paloma dell’Orto, per esempio: un drink in cui è distinguibile una nota di aloe, a riprendere una delle piante protagoniste dell’area del Giardino dei Semplici, che possiamo assaggiare sia in opzione classica con il tequila Espolòn, sia in versione più coraggiosa con le note torbate del Laphroaig 10. Oppure del Vitigni Italiani, che va a riprendere la zona dell’Orto dedicata alla viticoltura, con un long drink che accoglie una nota di sciroppo di sangria e che si può ordinare sia con Bourbon che con rhum agricole. Da sottolineare la scelta green di utilizzare solo sodati biologici, Organics by RedBull, nei drink.
Non mancano i whisky in degustazione
Per quanto riguarda la sezione distillati al bicchiere, anche da Orto si potranno bere whisky in degustazione, anche se la selezione in questo caso è stata volutamente mantenuta su livelli più bassi rispetto alla casa madre, visto il periodo caldo, che si presta meno a questa tipologia di bevuta. Orto sarà aperto dal 28 giugno al 20 settembre, con una piccola pausa a metà agosto, e prevede un calendario di serate musicali e altri eventi (da consultare sulle pagine social). In seguito, le attività torneranno regolarmente da Oro a viale Giotto.
La Tiramisù World Cup 2023 torna in Italia per il gran finale. Dopo aver promosso il dessert italiano più famoso nel mondo con le selezioni a Montevideo (Uruguay), San Paolo (Brasile) e Bruxelles (Belgio), l’edizione di quest’anno si prepara al gran finale che avrà per tema “Treviso e il caffè”. Attesi centinaia di aspiranti chef nella preparazione del popolare dolce al cucchiaio. La finale si terrà nella Marca trevigiana da giovedì 5 a domenica 8 ottobre 2023.
Tiramisù World Cup torna a viaggiare
Dopo la pausa forzata dovuta all’emergenza Covid, Tiramisù World Cup ha ripreso le selezioni a livello internazionale. La specialità italiana è tornata a essere protagonista di nuovi eventi nel mondo. In primavera, infatti, la Twc è approdata a Bruxelles, Montevideo e San Paolo, iscrivendo già nella fase finale delle gare tre concorrenti stranieri. Altri partecipanti si sono già preiscritti dallo scorso anno. Arriveranno dall’Europa (Francia, Germania, Austria), dalla Thailandia e dall’India. «Il Tiramisù è senz’altro uno dei modi migliori per gustare il caffè. Ecco perché abbiamo scelto come tema di quest’edizione “Treviso e il caffè” – spiega Francesco Redi di Twissen, ideatore e organizzatore della rassegna – In più, abbiamo già iniziato alcune sperimentazioni coffee specialties che assaggeremo anche durante le gare».
Tiramisù, volano turistico ed economico
«Il Tiramisù è un punto di riferimento della nostra cultura enogastronomica e questo appuntamento internazionale dimostra l'interesse nei confronti di un dolce, che oggi esprime anche l'estro di abili pasticcieri», ha commentato Federico Caner, assessore al Turismo della Regione Veneto. Treviso si prepara alla festa legata alla Coppa del Mondo, che porta in città file chilometriche di appassionati assaggiatori. «Il Tiramisù è un prodotto che sosteniamo con grande convinzione perché interpreta benissimo ciò che la città può comunicare al mondo: gusto, piacere, attenzione alle materie prime e alla qualità, cultura del made in Italy», ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Treviso - BellunoIDolomiti, Mario Pozza. La Tiramisù World Cup è sostenuta anche da Confcommercio e Fipe. «Per questa edizione, l’occasione ci consentirà di promuovere i talenti dei nostri esercenti con il premio “Miglior Tiramisù di Treviso” – ha aggiunto Dania Sartorato, presidente di Confcommercio – Ormai è diventato un brand che aumenta il flusso nei pubblici esercizi, favorendo la capacità di ospitalità dell’intero territorio. Ma non solo. Questa edizione ha anche il merito di creare nuovi collegamenti e nuove progettualità tra imprese della ristorazione e scuole professionali, per creare interesse su questo “mestiere”, fatto di arte e passione. L’interesse direi “planetario” per il dessert a base di caffè e mascarpone non può che rilanciare l’interesse per il pubblico esercizio, il bar, che rafforza la propria funzione di luogo di incontro e di relazione».
Proseguire il percorso di crescita e di trasformazione sostenibile il compito che attende il manager chiamato alla guida della storica realttà di Rimini attive nelle acque minerali e nelle bevande
Importante novità al vertice di Galvanina Group. A guidare l’azienda del beverage con sede a Rimini e con oltre 70 anni di attività nell’imbottigliamento di acqua minerale e acqua aromatizzata e nella produzione di bibite biologiche, mixer (leggi Bio e dai gusti originali: i mixer Galvanina) e tè freddi, è stato scelto Gianluca Privitera, che ha assunto il ruolo di ceo.
Laureato in Ingegneria gestionale all’Università di Bologna, Privitera ha iniziato la sua carriera professionale nella consulenza, lavorando per Deloitte, Bonfiglioli Consulting e Accenture, maturando una vasta esperienza sia nel settore finanziario sia in quello industriale. Ambiti nei quali ha affiancato diverse importanti istituzioni e società nello studio di tematiche di strategia, crescita, innovazione, manufacturing e supply chain, ristrutturazioni e trasformazioni digitali. È inoltre anche co-fondatore di OkioNetwork, società che ha come missione di accelerare la crescita delle start-up, particolarmente dedicata all’innovazione, ambito dove opera come venture capitalist, strategic advisor e board member di numerose start-up.
Innovazione e sostenibilità per continuare a crescere
Nel 2021 l’ingresso in Galvanina, con la carica di performance improvement e Esg leader. Ruoli nei quali ha supportato il board nell’implementazione del piano industriale e nella creazione di valore sostenibile. Ora inizia la nuova avventura alla guida dell’azienda con il compito di proseguirne il percorso di ulteriore crescita con un programma che ha i suoi elementi cardine proprio nell’innovazione di prodotto e nella sostenibilità.
«Galvanina ha una gamma eccezionale di prodotti innovativi e di alta qualità con un patrimonio fantastico e un’invidiabile posizione di mercato con un ampio e duraturo portfolio di clienti blue-chip, composto dalle più grandi catene di distribuzione in Nord America e nel mondo – ha commentato il neo ceo in una nota che ne annuncia la nomina -. Il mio obiettivo principale è di espandere l’attività con nuove offerte di prodotti per contribuire a trasformare Galvanina in un’azienda sostenibile, con un’impronta globale composta da standard elevati, mantenendone l’autenticità, la qualità, l’innovazione, la creatività e la cultura orientata al cliente che la contraddistinguono».
Il vincitore Gabriele Contatore di Mandarin Oriental Como con l'organizzatrice Annalisa Testa
I migliori 30 cocktail bar del Lago di Como hanno partecipato per una settimana, dal 28 giugno al 4 luglio, alla quarta edizione della Como Lake Cocktail Week, da quelli dei grand hotel agli street bar ai ristoranti stellati.
Nella elegante Villa Carminati Resta sul Lago di Como, è stato incoronato Gabriele Contatore, Bar Manager del Mandarin Oriental, Lago di Como, per il Miglior Cocktail presentato in gara durante la quarta edizione della Como Lake Cocktail Week.
Patrocinato da Comune di Como, Comune di Cernobbio, Confindustria e Confcommercio, l'evento celebra l’arte della miscelazione di qualità e le bellezze del Lago di Como.
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Locandina Como Lake Cocktail Week
Locali della Como Lake Cocktail Week 2023
Cocktail Bar List della Como Lake Cocktail Week
Sponsor Como Lake Cocktail Week 2023
Il drink premiato come Best Cocktail on The Lake 2023 si chiama Ba.Co. , twist sul Negroni che racconta un viaggio in cui Como e Bangkok si contaminano a vicenda attraverso sapori, gusti e ingredienti.
Ba.Co.
di Gabriele Contatore, bar manager Mandarin Oriental Como
Ingredienti
3 cl Tanqueray n. Ten infuso alle scorze di lime kaffir home made
3 cl Campari all’olio di nocciola
3 cl Cocchi Storico Vermouth di Torino rosso
1 cl cordiale allo zafferano home made Preparazione
Mix and strain, versare nel tumbler basso su cubo di ghiaccio, guarnire con foglie di lime kaffir. Abbinare con involtino di farcia di lime, nocciola, scampo e alga nori con polvere di katsuobuschi (tonno palamita essiccato, fermentato e affumicato) firmato da Giuseppe Cascio, chef del Co.Mo Bar & Bistrot.
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Il vincitore Gabriele Contatore, bar manager Mandarin Oriental Como
Cocktail Ba.Co. di Gabriele Contatore, bar manager Mandarin Orietal Como con involtino dello chef Giuseppe Cascio
Bar Team del Mandarin Oriental Como
Il signature cocktail vincitore ha ottenuto il più alto punteggio secondo le schede di valutazione di una giuria composta da Matteo Di Ienno, Bar Manager del Locale Firenze, (39° posto The World’s 50 Best Bars), Filippo Sisti (Mixology Specialist per Compagnia dei Caraibi e Bar Manager de Il Circolino di Monza), Dennis Zoppi (Mixology & Ospitality Coach e Founder di Distilleria Zoppi), Andrea Casali, (chef stellato del ristorante Kitchen di Como) e Simone Maci, (mixology consultant).
La competition è andata in scena nella meravigliosa cornice del giardino dello Sheraton Lake Como Hotel. «Gabriele Contatore ha ottenuto il più alto punteggio sotto il profilo tecnico, estetico e sensoriale, rispondendo inoltre perfettamente alla richiesta di realizzare un drink che celebrasse il tema di questa edizione “A Ticket to…” - racconta Annalisa Testa, giornalista e founder della Como Lake e St. Moritz Cocktail Week - Il tema guida dell’edizione 2023 è stato un invito a volare e viaggiare, a portare in ogni angolo del pianeta il brand Lake Como, un invito a scoprire, a fare tesoro delle proprie esperienze e a riportare a casa una valigia piena di magie da versare nello shaker e servire ghiacciate al nostro ospite».
Il miglior cocktail del Lago di Como, che per l’occasione è stato accompagnato da un involtino con farcia di lime, nocciola, scampo e alga nori con polvere di katsuobushi, firmato da Giuseppe Cascio, chef del Co.Mo Bar & Bistrot, rimarrà in drink list per tutto l’anno, sarà ambassador del progetto Como Lake Cocktail Week e diventerà protagonista della prossima edizione della St. Moritz Cocktail Week, che a febbraio 2024 farà tintinnare i bicchieri dei migliori cocktail bar della più esclusiva “Alpine destination” al mondo.
Sotto un cielo illuminato dai fuochi d’artificio, che ogni anno celebrano la festa del 4 luglio, sono stati premiati anche il secondo e il terzo classificato della Como Lake Cocktail Week 2023.
Si è aggiudicato il secondogradino del podio Viaggio nel bel Paese, il signature cocktail di Mirco Giuliani e Nicholas Sciarrabba, rispettivamente head of mixologist e bar manager del Ristorante Da Pietro di Piazza del Duomo a Como, un vero e proprio incontro di sapori della cucina italiana racchiusi in un cocktail preparato con Vodka Altamura, aperitivo italiano, vermouth rosso di Torino e uno shrub di pomodorino giallo del Cilento e basilico, accompagnato da un Raviolo alla Nerano chiuso a mano dallo Chef Sedat Aydilek.
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Il team del 2.o classificato, il Ristorante Da Pietro
Team tex-mex Ristorante Da Pietro
Secondi classificati il bar manager Nicholas Sciarrabba con lo chef Desat Aydilek, Ristorante Da Pietro
Cocktail Viaggio Nel Bel Paese di Mirco Giuliani e Nicholas Sciarrabba con Raviolo alla Nerano dello chef Sedat Aydilek
Al terzo posto Living The Dream il cocktail di Simone Besana e Mauro Brioschi, mixologist del Bar Canova di Villa d’Este, preparato con WhistlePig 10 years Old Rye Whisky, Paranubes rum homemade falernum, succo di lime e una rondine di mirtillo, a celebrare il volo verso Paesi da scoprire.
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Simone Besana e Mauro Brioschi, terzi classificati per Bar Canova di Villa D'Este
Terzi classificati Simone Besana e Mauro Brioschi, Bar Canova di Villa d'Este
Cocktail Living The Dream di Simone Besana e Mauro Brioschi, Bar Canova di Villa d'Este
Premio della Critica a Krudo Cocktail Bar
I giudici e gli organizzatori della Como Lake Cocktail Week hanno deciso di consegnare il Premio della Critica a Francesco Murano, Federico Manzi e tutto il team del Krudo Cocktail Bar di Piazza Volta, con il signature cocktail Furèst, preparato con Altamura Vodka Fat Washin con olio Evo del Lago di Como, estratto di finocchio, cordiale al mango, tintura di semi di finocchio e sale.
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Il team di Krudo Cocktail Bar, Premio della Critica
Premio della Critica, Francesco Murano di Krudo Cocktail Bar
Cocktail Furèst di Francesco Murano e Federico Manzi, Krudo Cocktail Bar
Marchio di orologeria giapponese che ha debuttato alla Como Lake Cocktail Week 2023 in qualità di Official Timekeeper, Seiko era presente agli Awards per consegnare i premi ai vincitori. Filippo Nembrini, Direttore di Seiko Italia, ha premiato Gabriele Contatore, del Mandarin Oriental, Lago di Como, e vincitore della Best Cocktail Competition 2023 con il modello della linea Seiko Presage Cocktail Time SRPJ13J1, con quadrante blu ispirato al drink Aviation.
Al team del cocktail bar Krudo, che si è aggiudicato il Premio della Critica, Ilenia Maffioli, Brand Manager di Seiko Italia, ha consegnato due modelli della stessa collezione: SRPD37J1, un orologio la cui tonalità verde del quadrante è stata suggerita dal Tequila Mockingbird, e SRPE41J1, ispirato all’iconico Negroni.
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Il vincitore Gabriele Contatore con WhistlePig The Boss Hog VIII LapuLapu's Pacific Straight Rye Whiskey
Il vincitore Gabriele Contatore con il premio Seiko Presage Cocktail Time SRPJ13/1
Al 2.o classificato Ristorante Da Pietro va WhistlePig Old Rye American Whiskey 15 yo
Ai terzi classificati del Bar Canova di Villa d'Este va una bottiglia di WhistlePig Old World Rye Whiskey 12 yo
Premio della Critica a Krudo Cocktail Bar con orologi Seiko e WhistlePig Rye Whiskey 10 yo
Comincia in Paloma Boat la degustazione di tre cocktail
Nel corso della settimana è stato organizzato un giro del lago su lancia a motore Riva da 10 metri Paloma Boat che ha visto protagonista Tequila Casamigos (distribuito da Diageo), proposti in tre differenti cocktail dal bar manager del Mandarin Oriental Como, Gabriele Contatore, con relativo approdo al Madarin Oriental Como:
Un po' Paloma un po'...modoro
4,5 cl Tequila Casamigos Blanco,
1 cl sciroppo di vaniglia Madagascar
1 cl fake lime
10 cl acqua di pomodoro Pachino, Fragole Candonga Igp e pepe di Sichuan.
Cocktail Un po' Paloma un po'...modoro
Tupy
4,5 cl Tequila Casamigos Reposado
1,5 cl Casamigos Mezcal,
2 cl liquore al rabarbaro
2 cl cordiale alle more
2 drop Angostura Aromatic Bitter
5 cl Acqua Brillante Recoaro.
Cocktail Tupy
Peach Me Up!
3,5 cl Tequila Casamigos Reposado al cocco rapé home made
1,5 cl crema di more
0,5 cl BrancaMenta
6 cl Caffè Cold Brew
0,5 cl Sciroppo di zucchero Demerara
top spuma all'acqua di pesche.
Cocktail Peach Me Up!
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Preparazione "eroica" del cocktail Un po' Paloma un po..modoro sul Paloma Boat
Brindisi sul Paloma Boat
Annalisa Testa, versione dark lady, sul Paloma Boat
Tequila Blanco Casamigos sul Paloma Boat
Mandarin Oriental Como dove ha attrraccato il Paloma Boat
Simone Borsari e Riccardo Rebesan, bartender di Mandarin Oriental Como
Moët-Hennessy main sponsor di Como Lake Cocktail Week
Main sponsor della quarta edizione della Como Lake Cocktail Week, Moët-Hennessy ha donato alcuni premium spirit: al primo classificato, TheBoss Hog VIII LapuLapu’s Pacific, referenza ultra premium di WhistlePig, il rye American Whiskey più premiato al mondo, presentato per la prima volta in Italia in occasione della Como Lake Cocktail Week 2023; agli altri due cocktail bar sul podio, WhistlePig 12 e WhistlePig 15 Years Old Rye Whiskey, mentre ai vincitori del Premio della Critica il WhistlePig 10 Years Old Rye Whiskey.
Lavori in corso nel quartiere Prati, dove la pasticceria di Frosinone guidata da Matteo e Simone Dolcemascolo aprirà un secondo pdv i primi di dicembre
Sarà in viale Mazzini al civico 84, proprio all'angolo della piazza omonima e nel cuore del quartiere Prati, il nuovo pdv di Dolcemascolo. La pasticceria, aperta nel 1990 da Massimo Dolcemascolo e Graziella Casadei e oggi guidata dai figli Matteo e Simone, apre dunque un secondo punto vendita dopo quello originario a Frosinone e approda nella Capitale puntando su un quartiere interessante e popolati di professionisti, potenziali clienti interessati a un'offerta di alta qualità.
Si punta all'apertura prima di Natale
I lavoro sono in corso d'opera e la pasticceria potrebbe aprire i primi di dicembre. Avrà uno spazio di vendita di circa 100 mq più altrettanti di laboratorio e magazzino. Un progetto, quella del negozio di Roma, che sarà leggermente diverso rispetto allo store di Frosinone, con «molto più prodotto a scaffale» ci hanno spiegato dalla proprietà. Oggi Dolcemascolo vende circa 6-7mila panettoni all'anno in enoteche e botteghe nella Capitale (sui circa 25mila di venduto dell'ultima campagna natalizia) e punta a fare proprio quel business rendendo disponibile il prodotto direttamente nel nuovo negozio. Matteo Dolcemascolo in laboratorio Non mancherà, naturalmente, l'offerta di pasticceria da banco con torte e mignon; la somministrazione con l'offerta di caffetteria e dolci della colazione; una proposta di piatti leggeri all'ora di pranzo - come già accade a Frosinone - e sei gusti di gelato.
Un percorso di crescita strutturato
Negli ultimi anni Dolcemascolo, oltre ad aver guadagnato sempre maggior fama nel mondo della pasticceria e ad aver raccolto soddisfazioni e premi in particolare per il lavoro sui grandi lievitati, si è data degli obiettivi di crescita ben precisi, con un piano strutturato e con la scelta di managerializzare l'attività. L'apertura di un grande laboratorio centralizzato va in questa direzione, poi il lavoro su distribuzione e packaging. Ora l'aggancio con la Capitale, e c'è da credere che l'apertura del negozio in Prati non sarà certo un punto di arrivo, ma, piuttosto, di nuova partenza.