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Artisti del Panettone 2023, vince Diego Crosara

Al secondo e terzo rispettivamente Mattia Premoli e Andrea Tortora. Il premio speciale Sportweek- La Gazzetta dello Sport a Giovanni Ricciardella.

Diego Crosara, pastry art director della pasticceria Marchesi 1824 di Milano, è il vincitore di Artisti del Panettone 2023. La competizione realizzata all’interno della manifestazione Happy Natale Happy Panettone di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, ha premiato il miglior panettone tradizionale classico senza glassa. Al secondo e terzo posto rispettivamente Mattia Premoli della pasticceria Primula e Andrea Tortora di AT Pâtissier. Il Premio speciale Sportweek-Gazzetta dello Sport è stato consegnato a Giovanni Ricciardella di Cascina Vittoria di Rognano, in provincia di Pavia.

Artisti del Panettone 2023: i concorrenti in gara

Alla competizione hanno partecipato 18 lievitati tradizionali dei più importanti pasticceri italiani: Andrea Besuschio, Luigi Biasetto, Francesco Borioli, Lucca Cantarin, Roberto Cantolacqua, Diego Crosara, Sandro Ferretti, Salvatore Gabbiano, Santi Palazzolo, Giuseppe Pepe, Mattia Premoli, Giovanni Ricciardella, Roberto Rinaldini, Paolo Sacchetti, Andrea Tortora, Vincenzo Tiri, Carmen Vecchione e Andrea Zino.

Sal De Riso commenta il podio

A premiare i vincitori tra gli altri ci sono stati Sal De Riso, campione uscente e presidente della giuria composta da un selezionato gruppo di giornalisti ed esperti, e lo chef Alessandro Borghese. Nel commentare il podio, De Riso ha sottolineato che i I nomi scelti sono stati premiati per «aver realizzato un panettone, nel pieno rispetto della tradizione milanese, caratterizzato dall’equilibrio non solo nel gusto e nella parte aromatica ma anche nell’impasto, dall’alveolatura regolare e con una perfetta disposizione della frutta candita».

Le iniziative di Happy Natale Panettone

La cerimonia si è tenuta in Confcommercio Milano a Palazzo Castiglioni (corso Venezia 47), nell’ambito di Happy Natale Happy Panettone. L'iniziativa è volta alla valorizzazione del tipico dolce delle feste, sempre più apprezzato in tutto il mondo. Happy Natale Happy Panettone torna anche la mappa realizzata da Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi per scoprire quali sono le pasticcerie e panetterie del territorio che producono il vero panettone artigianale. Le pasticcerie sono divise tra Milano e provincia, ma ci sono anche indirizzi della Brianza e della provincia di Lodi. Inoltre, Happy Natale Happy Panettone sostiene Fondazione Umberto Veronesi e WeWorld Onlus. In questi giorni i volontari della Fondazione hanno venduto il "Panettone per la ricerca". Il ricavato andrà a supportare il lavoro dei migliori ricercatori impegnati a trovare cure e terapie innovative per bambini e adolescenti malati di tumore.

Campari punta sulla Cina e sigla una collaborazione con Wuliangye

Campari Wuliangye
Il gruppo italiano ha stretto una partnership strategica con uno dei maggiori gruppi spirit della Cina, per lo sviluppo del mercato cinese e non solo. Le due realtà collaboreranno in diversi ambiti, tra i quali anche la co-creazione di nuovi prodotti

Campari Group scommette sul Regno di mezzo, come i cinesi chiamano il loro Paese. In questa direzione va il memorandum d’intesa che il Gruppo ha sottoscritto con Sichuan Yibin Wuliangye Group, tra le principali realtà cinesi degli spirit, per l’avvio di una cooperazione strategica.

In base all’accordo, siglato presso la sede di Wuliangye, nella città di Yibin, provincia del Sichuan, i due gruppi uniranno le forze per instaurare una relazione di collaborazione che li vedrà lavorare insieme nella co-creazione di nuovi prodotti, l’espansione di canali, il rafforzamento della cooperazione nel marketing e la promozione della cultura del marchio, sostenendo lo sviluppo congiunto di entrambe le parti nel mercato interno cinese e nel mercato internazionale.

La collaborazione con Wuliangye rappresenta per Campari un’importante carta da giocare per rafforzare la sua presenza sul mercato cinese, che per il suo potenziale di consumatori assume grande rilevanza nelle strategie di crescita del Gruppo. Ma non solo, perché grazie a questa partnership, infatti, Campari e Wuliangye non solo introdurranno i consumatori in Cina e all'estero a diversi spirit che rappresentano culture diverse, ma, collaboreranno anche allo sviluppo di nuovi prodotti adatti a diverse occasioni. Un accordo che dunque mira ad aprire nuove opportunità di crescita per entrambe le realtà, promuovendo lo scambio culturale attraverso gli spirit, rappresentati da un lato dall'ampio portfolio di prodotti occidentali di Campari Group in diverse categorie, dall’altro dal ruolo di Wuliangye come punto di riferimento per la produzione di Baijiu, i distillati bianchi della tradizione cinese. Un’intesa che insomma punta a promuovere il legame tra Cina e Italia per contribuire all’evoluzione dell’industria globale degli alcolici.

Il lancio del Wugroni

A sancire l’inizio di questo legame strategico il lancio, a settembre, di Wugroni, un nuovo cocktail realizzato con una speciale miscela di Wuliangye Baijiu creata dalle due aziende, unito a Bitter Campari e Vermouth Cinzano Rosso. Un drink che propone una nuova interpretazione del grande classico dell’aperitivo italiano, il Negroni, all’insegna del tema "Toast to a Timeless Bond" (“Brindiamo a un legame senza tempo”), a testimoniare lo spirito che anima la partnership tra i due gruppi.

Prima della cerimonia di firma, alla quale hanno preso parte Bob Kunze-Concewitz, ceo uscente di Campari group, e Matteo Fantacchiotti, deputy ceo e managing director della Regione Asia-Pacific del gruppo (leggi Campari Group: l’addio del ceo Bob Kunze-Concewitz dopo 16 anni), il management di Campari ha visitato il Wuliangye Peng Cheng Square, il 523 Brewing Workshop, il Wuliangye Museum, la sede dove vengono tenute in magazzino un milione di tonnellate di Baijiu, così come altri luoghi emblematici per toccare con mano la storia di tradizione e artigianalità di Wuliangye.

L’esperienza mondiale dei tre finalisti italiani a Taipei

I primi sei classificati della competizione Wicgs
I primi sei classificati della competizione Wicgs
Il World Coffee Championship 2023 ha offerto quattro giornate emozionanti per i tre campioni italiani in competizione e il team al loro seguito.

Tornati a casa dopo la prova mondiale del circuito Sca, i tre campioni italiani di Latte Art, Coffee in Good Spirits e Coffee Roasting raccontano la propria esperienza e la soddisfazione di avere partecipato a un evento quale il Coffee Show, che si è svolto a Taipei (Taiwan).

Due concorrenti hanno vissuto il proprio primo mondiale, con l’ovvia tensione che si accompagna a un appuntamento tanto importante e tanto lontano sia fisicamente sia culturalmente: Stefano Nodari per la gara di World Latte Art Championship e Roberto Breno nel World Coffee Roasting Championship.

Era invece alla sua terza esperienza a una competizione mondiale Marco Poidomani, che ha coronato un sogno che covava da 10 anni: partecipare alla finale del World Coffee in Good Spirits. Si è classificato sesto con una gara legato al tema del Natale (nella precedente finale propose uno scenografico viaggio nel tempo) e, osserva «il giorno del mio preliminary round è stato montato un albero di Natale di 30 metri proprio davanti all’exhibition  center. Il sesto posto finale dopo il secondo della fase preliminare mi spinge a riprovarci ancora, consapevole che con pochi accorgimenti sarei potuto tornare più in alto».  Il primo ringraziamento va all’amico, formatore e coach di sempre, Andrea Lattuada titolare di 9 Bar, quindi a Bezzera per l’appoggio dato attraverso il suo distributore di Taiwan, Tiamo, che lo ha ospitato per gli allenamenti; e poi Imf, Odk, Quamar, pulyCaff. 

La latte art ha raggiunto livelli altissimi di precisione, creatività e pulizia dei decori; dopo due anni “anomali” che hanno visto sul primo gradino del podio mondiale due italiane (Manuela Fensore nel 2019 e Carmen Clemente nel 2022), è tornata a premiare i concorrenti Orientali. Stefano Nodari, alla sua prima finale, racconta: «l'emozione sul palco si è fatta sentire forte e chiara tanto da non permettere di esprimermi al meglio in tazza, tremavo, ho tremato e si è visto. Speravamo tanto di entrare in semifinale per poter disegnare almeno una volta tutte le figure che abbiamo studiato per questo mondiale, ma purtroppo non è stato così. È stata comunque un'esperienza indimenticabile che rifarei altre 1000 volte allo stesso modo. Non smetterò mai di ringraziare Carmen e Manuela per avermi permesso di portare delle figure con uno stile che mi rappresentasse a pieno». Grazie a chi lo ha sostenuto e soprattutto alla moglie Tecla per la sua pazienza.

Quella di roasting è una competizione molto particolare, difficile da racontare e vivere dall’esterno. Roberto Breno, si è confrontato con i migliori 21 tostatori del mondo: un’esperienza che lo ha emozionato e gli ha dato davvero tanto. «I giorni di gara sono stati molto intensi e impegnativi dal punto di vista personale - racconta -; dovevo essere sempre concentrato sulla gara e su ogni dettaglio. Dover sempre pensare allo step successivo è stato un impegno molto grande. Dal punto di vista umano è stato bello soprattutto nei confronti degli altri campioni nazionali, l’atmosfera è stata di condivisione e di community. Ci siamo confrontati su cosa pensavamo del caffè, delle macchine, è un’esperienza che mi ha arricchito. Torno a casa con un bagaglio emotivo grande che sto ancora elaborando e capendo». È soddisfatto del 12° posto raggiunto con un nuovo protocollo di valutazione, basato sul Coffee Value Assessment, che sia i concorrenti sia i giudici stanno imparando a usare.

I podi suddivisi per disciplina.

World Coffee in Good Spirits (primi sei classificati)

1. Rastislav “Rasty” Kasar, Regno Unito 2. Tanpong, Thailandia 3. Danny Andrade, Australia 4. Christos Klouvatos, Grecia 5. Sion Wu, Taiwan 6. Marco Poidomani, Italia

World Latte Art Championship 

1. LiangFan, Cina 2. Lu Daoqiang, Cina 3. Bala – Shao Sing Lin, Taiwan

World Coffee Roasting Championship 

1. Taufan Mokoginta, Indonesia 2. Talha Erdinc Bas, Turchia 3. Andrew Coe, Stati Uniti

Nasce Puratos Finardi, l’intesa che guarda alla crescita

Puratos Italia Srl e Finardi Dario uniranno forze e competenze in un nuovo marchio, creando un piano pluriennale di sviluppo e investimenti

Puratos Finardi è la nuova joint venture tra Puratos Italia Srl di Parma e Finardi Dario di Casatico di Marcaria, in provincia di Mantova. Il un nuovo soggetto giuridico ha l’obiettivo di sommare, in modo strategico, l’esperienza maturata negli anni sul mercato nazionale da entrambe le realtà imprenditoriali attive nel settore alimentare. Obiettivo: crescere insieme.

Puratos Finardi, parlano i numeri

Guardando ai numeri, il primo dato eclatante è che, a livello di bilancio consolidato, si passerà da circa 100 a 120 milioni di euro. Ciò sarà possibile grazie alla somma di quanto fatturato sinora dalle aziende di Parma (100 milioni) e Casatico di Marcaria (20 milioni). Guardando al futuro, va sottolineato che l’accordo è parte integrante di un piano pluriennale di sviluppo, che punta a far raddoppiare l’attuale fatturato di Finardi Dario, portandolo a circa 40 milioni di euro entro il 2030. L’operazione positivamente conclusa in questi giorni rappresenta, quindi, il secondo step di un progetto di più ampio respiro che Puratos sta mettendo in atto per aumentare la vicinanza ai propri clienti. L'obiettivo potrà essere raggiunto, rafforzando ulteriormente la qualità e l’efficienza della distribuzione e dei servizi forniti.

Il precedente

A marzo di quest’anno un’operazione analoga era stata conclusa con Rossetto Srl di Mazzè, in provincia di Torino. L'azienda ha saputo ritagliarsi una posizione di leadership nella distribuzione di materie prime per panificazione e pasticceria nel nord ovest dell’Italia: prima in Piemonte, quindi in Valle d’Aosta e, più di recente, in Liguria.

Puratos Group, eccellenza ventennale

Puratos Italia fa parte di Puratos Group, azienda multinazionale con sede a Bruxelles, in Belgio, che offre una gamma completa di ingredienti, soluzioni e servizi innovativi per l'industria della panificazione, pasticceria e cioccolato, in oltre 140 Paesi in tutto il mondo. I suoi clienti sono artigiani, industrie, retail e Quick Service Restaurant (QSR). È presente in Italia da oltre 20 anni: alla sede amministrativa, che si trova a Parma, si affiancano 3 stabilimenti produttivi situati a Ceparana (La Spezia), Pozzolengo (Brescia) e Viadana (Mantova).

Finardi Dario, dalla dimensione familiare a quella globale

L’azienda mantovana Finardi Dario si trova a Casatico di Marcaria. È stata fondata nel 1982 da un Finardi poco più che ventenne. Si tratta di una tipica azienda italiana di medie dimensioni che ha saputo affermarsi grazie alla determinazione di un nucleo familiare molto unito e a un gruppo di collaboratori particolarmente capace. Nei suoi quarant’anni di vita l’impresa Finardi Dario è progressivamente cresciuta facendo registrare significativi incrementi di fatturato. Grazie anche a un’oculata politica di acquisizione e all’apertura di nuovi centri di distribuzione, oggi offre lavoro a quaranta collaboratori e registra un fatturato che sfiora i 20 milioni di euro. L’efficienza del servizio è assicurata anche dalla presenza di cinque piattaforme distributive strategicamente collocate in altrettante province. Questa organizzazione ha permesso di conquistare significative quote di mercato, soprattutto in Lombardia, Trentino ed Emilia-Romagna. Nel tempo alla sede centrale si sono affiancate quattro filiali, due completamente nuove - a Gardolo (TN) e a Osio Sotto (BG) e due frutto dell’acquisizione di Artebianca di Mirandola (MO), e di Idea Service di San Giovanni Lupatoto (VR,) ultima entrata nel gennaio 2020. I settori ai quali da sempre si rivolge sono quelli della pasticceria, panificazione, gelateria e Ho.Re.Ca. (Hotel, Restaurant, Café).

L’accordo tra Puratos Italie e Finardi Dario

La joint venture rappresenta l’evoluzione di un rapporto consolidatosi negli anni, basato sulla fruttuosa collaborazione imprenditoriale e il reciproco apprezzamento, anche personale, tra i management delle due aziende. Una sintonia che trova conferma nel fatto che, già oggi, nell'80% dei casi i clienti che si affidano a Dario Finardi sono anche utilizzatori di prodotti Puratos. In più, nella gestione della neonata Puratos Finardi Dario Finardi e la moglie Rosangela continueranno a ricoprire ruoli primari. A fondersi saranno quindi i punti di forza di entrambe le realtà assicurando in questo modo anche continuità occupazionale e incremento degli investimenti.

Un percorso di crescita in evoluzione

«L’accordo presentato oggi è strategico perché ci consente di rafforzare la nostra presenza in aree geografiche, in particolare Lombardia, Trentino e Veneto che, per i settori in cui operiamo, hanno un notevole peso specifico - ha spiegato il general manager di Puratos Italia Alberto Molinari - L’acquisizione della maggioranza, l’80 % del totale delle quote, di un’azienda in ottima salute, conservando l’esperienza e le competenze del fondatore, che continuerà a ricoprire il ruolo di direttore generale in Puratos Finardi, ci permette di unire due eccellenze. Aggiungo che anche a livello di Gruppo l’operazione s’inserisce in un percorso di crescita che attribuisce al nostro Paese un ruolo di primo piano, soprattutto per i settori della panificazione e della pasticceria».

«Allargare l'orizzonte»

«Sono trascorsi oltre quarant’anni da quando, con un pizzico di incoscienza, comprai un vecchio furgone e chiesi a mio padre di poter trasformare il tinello del suo appartamento in un deposito per i prodotti che vendevo - racconta Dario Finardi - Grazie anche a collaboratori capaci siamo cresciuti tanto. Ora la profonda fiducia che abbiamo in Puratos e nel suo management ci consente di allargare il nostro orizzonte e di proseguire un percorso che, sono certo, darà a tutti noi nuove importanti soddisfazioni. Con loro abbiamo già operato per tanto tempo e ho potuto verificare sul campo la qualità dei loro prodotti e la solidità organizzativa che solo un’importante multinazionale può fornire».

Artista del Panino 2023: ecco gli 8 finalisti

Decretati alla semifinale di Genova del 23 novembre, gli otto finalisti che si contenderanno il titolo di Artista del Panino 2023

Sono otto i finalisti che si contenderanno il titolo di Artista del Panino 2023, concorso organizzato da Vandemoortele e Bargiornale. Sono stati proclamati ieri (23 novembre) durante la semifinale che si è tenuta a Genova presso le Cisterne del Palazzo Ducale.

Una gara combattuta tra 27 professionisti presenti giudicati da tre detentori del titolo (Gianpietro Sartori, Giacomo Dini e Michele Locatelli), dallo chef Fabrizio Rivaroli e dai giornalisti Andrea Mongilardi, vicedirettore di Bargiornale, e Roberto Barat, coordinatore della rivista Ristoranti. 

I finalisti? Eccoli

Sono Giovanni D’Amato della Braceria di Castello di cisterna, Luigi Ducci del DuMorsi di San Marcello Piteglio, Mirko Fiorentini della caffetteria delle oblate di Firenze, Antonio L’Abbate del Malikafe di Polignano a Mare, Antonio Labriola del Mind en place di Torino, Gaia Palmieri del Bar Civico28 di camerino, Antonio Sabia del Black Pepper di potenza, e Gabriele Stellittano del cru di Firenze. 

Tra qualche settimana sveleremo il luogo e la data della finale che si terrà a inizio 2024 a Milano.

Pagamenti digitali di ultima generazione: gestore efficiente, cliente soddisfatto

Cassa in Cloud TeamSystem
Scopri tutti i vantaggi per la gestione del tuo locale del sistema Cassa in Cloud di TeamSystem: dal menu digitale al self ordering, al controllo finanziario in tempo reale del locale fino al pagamento cashless senza Pos fisico. Rendi più efficiente il tuo business!

Con l’obiettivo di supportare la competitività di un numero sempre maggiore di attività, aprendosi anche al mondo horeca, il gruppo TeamSystem ha sviluppato soluzioni innovative in ambito fintech per la gestione degli incassi e dei pagamenti. Oggi, del resto, che si tratti di un bar, un bistrot informale o un ristorante gourmet, una buona offerta di servizi digitali, che comprendono menu, self ordering e il pagamento multicanale cashless (quest’ultimo obbligatorio per legge) è irrinunciabile per i locali al passo con i tempi, che vogliono offrire una customer experience in grado di fidelizzare i propri clienti.

Il sistema messo a punto da TeamSystem in tal senso è Cassa in Cloud, un servizio che utilizza il cloud e che permette l’attivazione del registratore di cassa su tablet Android o iPadsemplificando tutta l’attività gestionale dell’intero flusso e alleggerendo quelle operazioni di monitoraggio da remoto chiave, come il check dell’andamento vendite, la ricetta del menu che sta avendo maggiore successo e l’operato dei dipendenti. In questa nuova frontiera tecnologica un ruolo chiave è ricoperto dalle App, nativamente integrate nel gestionale della cassa, che trasformano il tablet in un sistema di cassa di ultima generazione.

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Un ecosistema completo

Grazie all’ecosistema Teamsystem, ristoranti e bar che implementano la Cassa in Cloud hanno la possibilità di estendere nativamente le funzionalità grazie ad altri prodotti del gruppo, come il Crm per gestire al meglio il cliente, il Self Order per semplificare e velocizzare il servizio, l’e-commerce per aumentare i vantaggi competitivi e, ovviamente, i pagamenti digitali per migliorare l’esperienza cliente. Tra gli ultimi sviluppi in tal senso c’è una soluzione – TS Pay - che permette di accettare tutti i pagamenti con carta di credito o debito, di incassare in modo semplice e sicuro e consentire al cliente di pagare con un clicksenza costi aggiuntivi - delegando tutta l’operatività di gestione dell’incasso. Inoltre, il sistema mette a disposizione un Pos Digitale, permettendo al gestore di non dotarsi di un Pos fisico.

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Michele Pierro vince il Campionato Mondiale Miglior Panettone del Mondo Fipgc 2023

Si è conclusa oggi la due giorni dedicata ai grandi lievitati natalizi, organizzata presso la Fiera Gustus di Napoli

Michele Pierro vince la categoria classico del Campionato Mondiale Miglior Panettone del Mondo Fipgc 2023. La competizione si è tenuta il 19 e il 20 novembre presso la Fiera Gustus di Napoli. A sfidarsi, i professionisti di numerosi paesi in gara tra cui Spagna, Giappone e Francia. Per la categoria dedicata al miglior grande lievitato natalizio innovativo il nome sul podio è quello di Tiziana Apicella. Lisa Angelini trionfa per la categoria pandoro.

Campionato Mondiale Miglior Panettone del Mondo Fipgc 2023: la gara

La gara ha visto i professionisti della lievitazione confrontarsi su quattro versioni: panettone classico, panettone innovativo, panettone salato e panettone/pandoro decorato. In più, è stato premiato anche il pandoro migliore al mondo. Sono stati valutati diversi parametri, tra cui profumo, taglio, cottura, gusto, sofficità, alveolatura. In alcuni casi sono stati presi in considerazione anche innovazione, abbinamento salato, shelf-life del prodotto, aspetto estetico, difficoltà delle tecniche utilizzate e pulizia del lavoro.

La giuria del campionato

A decretare la miglior versione del panettone, una giuria d’eccellenza presieduta da Matteo Cutolo. Al tavolo dei giurati c'erano: Raffaele Romano, vincitore del primo premio assoluto categoria classico nel 2022; Ciro Chiummo, esperto lievitista; Enrico Casarano, campione del mondo di pasticceria; Marco Massi, direttore della scuola Arte Dolce di Rimini; e Maurizio Santilli, vicepresidente Fipgc e referente internazionale del comparto scuola. Ad affiancarli, Kristina Rado, referente internazionale di pasticceria e cake design, e Oriana Capuano, équipe eccellenze di cake design per la categoria panettone decorato. Panettone, il futuro è nel salato «Le modalità di produzione dei panettoni si stanno evolvendo - ha spiegato il presidente Fipgc Matteo Cutolo - Il livello della gara è nettamente più alto rispetto agli anni precedenti. Il panettone continua la sua strada verso l'alta qualità, oggi lo si apprezza quando molto profumato, con canditi realizzati direttamente dai pasticceri. C'è poi un altro criterio che riteniamo fondamentale, cioè la morbidezza, uno degli elementi principali nella ricerca di ogni pasticcere». «Il futuro del mercato per noi pasticceri? Comprenderà anche il panettone salato. Con la sua particolarità di essere un’innovazione molto gradevole, caratterizzata da un peculiare connubio tra dolce e salato, è un prodotto che avrà parecchia diffusione. A partire dal momento del consumo: gustato a inizio pasto come aperitivo, ad esempio, consente un'esperienza più favorevole anche rispetto al panettone dolce, che a fine pasto può talvolta non essere apprezzato nella sua interezza».

Francesco Giorgi vince la Do it Dry! The Pierre Ferrand Dry Curaçao Competition

Do it dry 2023 vinvitore
Il bartender del Ru.de. Centocelle di Roma si impone nella terza edizione della competition organizzata da Maison Ferrand e Compagnia dei Caraibi e si aggiudica un viaggio edicational nella distilleria presso Château de Bonbonnet, nella regione del Cognac

È Francesco Giorgi del Ru.de. Centocelle di Roma il vincitore dell’edizione 2023 della Do it Dry!, la gara organizzata da Maison Ferrand con Compagnia dei Caraibi.

L’atto finale è andato in scena a La Fesseria di Napoli, dove dietro il bancone si sono alternati i sei bartender, selezionati nella fase preliminare, con le loro originali creazioni a base di Pierre Ferrand Dry Curaçao, il triple sec della casa francese. Creazioni che, inoltre, dovevano essere in linea con il tema scelto per quest’anno, Quel gran genio di Gabriel, ovvero ispirate alla figura Alexandre Gabriel, ceo e master distiller di Maison Ferrand, cercando riprodurne l’approccio visionario e fuori dagli schemi che ha sempre messo al servizio del mondo della mixology.

A competere per il titolo, oltre al vincitore, c’erano: Domenico Cassanelli del Contrabar di Bisceglie, Dania Catto dell’Experimental Cocktail Club di Venezia, Stefano Marongiu del Wimbledon – Cocktail & Bistrot di Padova, Ciro Ragosta de La Fesseria e Patrick Ricciuti del Lux Bar & Bites di Telese.

I finalisti della terza edizione di Do It Dry!

A decretare il vincitore la giuria composta da Francesco Pirineo, advocacy manager di Compagnia dei Caraibi, Vincent Ballu, area manager di Maison Ferrand, e la giornalista Melania Guida, conquistata da Do It Light, il drink firmato da Giorgi. Un drink fuori dagli schemi, come richiesto, e ispirato a un grande classico, il Between the Sheets (rum bianco, cognac, triple sec e succo di limone fresco), che il bartender ha attualizzato. Per realizzarlo ha infatti miscelato Pierre Ferrand Dry Curaçao con un cordial composto con il Cognac 1840 e il Rum Plantation Stiggins' Fancy Pineapple, ma entrambi dealcolizzati, umeboshi, un condimento della tradizione giapponese a base di prugne salate, e vaniglia Bourbon, guarnendo infine con gli scarti della preparazione del cordial. Ha così dato vita a un cocktail più vicino alla sensibilità dei nostri giorni, sia per la scelta della bassa gradazione alcolica, che va incontro alla domanda sempre più forte di drink zero alcool e Low Abv, sia per la scelta dello zero wast che sposa l’attenzione alla sostenibilità.

Con la vittoria della Do it Dry! Giorgi si è aggiudicato un viaggio educational in distilleria Maison Ferrand presso Château de Bonbonnet, nella regione del Cognac, in Francia.

La ricetta di Do it Dry!

Do It Light di Francesco Giorgi

Do it Dry cocktail Do it Light by Francesco Giorgi
Ingredienti:
25 ml Pierre Ferrand Dry Curaçao, 70 ml Ru.De. Light Cordial (Cognac 1840 - Pierre Ferrand dealcolizzato, Rum Plantation Stiggins' Fancy Pineapple dealcolizzato, umeboshi, vaniglia Bourbon)
Guarnizione:
waste cordial
Bicchiere:
Old Fashioned

Bloom Specialty Coffee presenta SVN Senses

SVN Senses
Un liquore pensato per il mondo della miscelazione, realizzato con caffè proveniente da una cooperativa al femminile in Ruanda e tostato artigianalmente.

Nuovi caffè, tante attività e il piacere di gustare un nuovo liquore al caffè: questo, in estrema sintesi è ciò che Imperator proporrà nell’ambito del Milan Coffee Festival, in programma dal 2 al 4 dicembre. 

L’Azienda triestina presenta la linea di distillati SVN Senses (si legge Seven Senses) che inaugura con un liquore al caffè in bottiglia da 50 cl e un grado alcolico del 20%, per il quale è stata scelta una singola origine del Ruanda chiamata Cafe de Mama, proveniente da una piccola cooperativa tutta al femminile. Racchiude le caratteristiche tipiche dei caffè di questo Paese: dolce, complesso ed equilibrato. Tostato artigianalmente da Bloom Specialty Coffee, si contraddistingue per le note spiccate di caramello e di frutta candita. 

Il nome SVN Senses trae ispirazione dal concetto dei 7 sensi (ai 5 classici si uniscono l’equilibrio e la percezione interiore), sviluppato da James Joyce nell’Ulysses, già ispiratore del marchio Bloom. Sul 7 si sviluppa l’immagine grafica che unisce i petali del fiore di caffè ai cerchi della vita della cultura buddista e un rosone che richiama la cattedrale di San Giusto simbolo di Trieste. Il retro dell’etichetta si rifà all’uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci: con lo svuotarsi della bottiglia, si svela a poco a poco il flusso di coscienza che ha portato alla creazione del marchio.

Ogni giorno i visitatori potranno gustare il liquore al caffè in purezza o miscelato e assistere a uno show di flair bartending con il campione mondiale Giorgio Chiarello.

Da gustare anche i nuovi lotti di caffè, frutto delle recenti esplorazioni effettuate in Bolivia, Ruanda, Perù e Brasile da Alberto Polojac, titolare della nuova attività. Il caffè rappresenta anche il denominatore comune della produzione artigianale di distillati che prende il via con SVN Senses. «Ho deciso di creare questo marchio per di introdurre il caffè come ingrediente in miscelazione, in modo da poterne ulteriormente diffondere la cultura anche all'interno di questo settore. L’origine scelta e selezionata è il frutto dei miei viaggi esplorativi e ha una carta d’identità ben precisa».

Gin-co Liquirizia, il nuovo nato della gamma di caffè al ginseng di Natfood

caffè al ginseng Gin-co Liquirizia
Con il nuovo arrivato, dallo spiccato sapore di liquirizia, la gamma Gin-co arriva a 10 referenze, permettendo di soddisfare le esigenze di clienti differenti

Sempre più ricca la famiglia Gin-co, la galla di caffè al ginseng di Natfood e core business dell’azienda di Scandiano (Reggio Emilia). Il nuovo arrivato è, che garantisce la stessa qualità e cremosità del tradizionale Gin-co Original, ma con in più uno spiccato e delizioso sapore di liquirizia.

Pensato per offrire ai clienti bar un piacevole momento di gusto e una carica di energia, il nuovo prodotto contiene il 3% di estratto di liquirizia, che si aggiunge agli ingredienti di alta qualità e, come da tradizione dell’azienda, è privo di ingredienti idrogenati, senza glutine e senza lattosio.

Disponibile in formato busta da 500 g, Gin-co Liquirizia è un prodotto solubile da preparare con gli erogatori Natfood, ed è accompagnato da tutto il materiale di comunicazione dedicato da esporre nel locale per segnalare la novità: il crowner da banco e la calamita identificativa da applicare sulla vasca dell’erogatore.

Il caffè al ginseng nelle sue declinazioni

Il nuovo prodotto va ad ampliare una gamma di caffè al ginseng che ora conta in totale 10 referenze, che declinano ad ampio raggio questa specialità e in grado di accontentare tutti i gusti e le esigenze dei consumatori finali. Oltre alla nuova versione, la gamma è composta da Gin-co Original, dalla caratteristica nota caramellata, Gin-co Deca, la versione decaffeinata, Gin-co Light, con il 70% di zuccheri in meno rispetto all’Original, Gin-co Light Deca, decaffeinato e con una bassa quantità di zuccheri, Gin-co Zero, senza zuccheri aggiunti (leggi Il ginseng Gin-co Zero e l’erogatore Brera le novità di Natfood), Gin-co Miele, dalla delicata nota di miele, Gin-co Rosso, con estratto di ginseng rosso, Gin-co Zenzero, con estratto di zenzero, e Gin-co Intenso, dal carattere più forte e deciso.

Boom delle alternative vegetali nel fuori casa, hamburger vegetali in prima linea

Esplosione delle alternative vegetali nel fuori casa: +48%, l'hamburger guida la crescita del settore

Sempre maggiore nel fuori casa il consumo di prodotti vegetali alternativi alle proteine della carne. A guidarne la richiesta l’aumento di persone che adottano una dieta flexitariana, cioè che pur seguendo un regime alimentare principalmente vegetale non rinunciano del tutto alle proteine animali.

Secondo una ricerca svolta da Circana, azienda leader nella gestione ed interpretazione della complessità del comportamento del consumatore, nata dalla fusione tra IRI e The NPD Group, il consumo di tali prodotti, in bar, pub, caffe e fast food, ha subito un aumento del 48 % rispetto al 2019, andando ad occupare una quota di mercato lasciata libera dei prodotti proteici delle altre categorie. Tra questi il maiale quello che ha registrato la maggiore decrescita lasciando sul campo quasi il 16%, seguito dai frutti di mare con un meno 13%, e da manzo e pollo (-5% a testa), scesa complessivamente del 20% la carne di altro tipo.

Tale tendenza in ambito horeca è dettata anche da una maggiore attenzione da parte dei consumatori a che il cibo sia più sostenibile, più sano e cruelty-free, quasi la metà dei consumatori europei ha affermato di prediligere locali con un menù sostenibile, Italia in testa con il 56% degli intervistati allineati.

Gli hamburger vegetali guidano la crescita del reparto

L’ hamburger, unico nel segmento carne ad avere registrato un aumento a partire dal 2019, anche in questo caso ha visto, in percentuale, crescere maggiormente il comparto relativo al vegetale aumentando di oltre il 20% dall’inizio dell’anno e addirittura del 90% rispetto allo stesso periodo negli ultimi quattro anni. Questa crescita rappresenta da sola il 25% dell’aumento del comparto hamburger nel fuori casa. Tutto ciò è dettato secondo Jochen Pinsker, Senior Vice President di European Foodservice di Circana, dalla maggiore appetibilità di tali prodotti negli anni “Il mercato dei prodotti a base vegetale, in particolare gli hamburger, sta registrando una crescita significativa e si prevede che tale slancio si manterrà per tutto il 2024. Questo accade anche perché qualità, sapore e consistenza dei prodotti a base vegetale sono migliorati significativamente a qualche anno fa”.

Un futuro più vegetale  

Quindi, come detto, le alternative a base vegetale nel settore del fuori casa stanno guadagnando terreno in modo significativo. Mostrando una previsione di spesa di 338 miliardi di euro nel mercato europeo della ristorazione entro il 2024, il trend verso opzioni alimentari sostenibili è evidente, con un aumento notevole nei canali a servizio veloce. Sebbene il numero di vegetariani e vegani in Europa si preveda rimanga stabile, la crescente popolarità dei flexitariani, stimati a circa 56 milioni di consumatori, offre un potenziale considerevole. In particolare, i consumatori più giovani, avvicinati alle alternative a base vegetale, potrebbero catalizzare una crescita a lungo termine per tali prodotti. Un cambiamento notevole è anche evidente nei costi, poiché le alternative a base vegetale stanno diventando sempre più competitive, prospettando un futuro in cui potrebbero addirittura essere più convenienti rispetto alle controparti a base di carne. Questa trasformazione riflette non solo una preferenza per scelte alimentari più sostenibili, ma anche un cambiamento radicale nella percezione e nell'accessibilità delle alternative a base vegetale nel contesto della ristorazione moderna.

A Emmanuele Marano la tappa napoletana di The Sidecar Competition di Remy Martin

The Sidecar Competition Napoli
Con la vittoria, il bartender de La Mela di Napoli completa la rosa dei quattro finalisti che si sfideranno nella finalissima della competition nella Terrazza Molinari di Roma l prossimo 27 novembre

Il Sidecar, la storia del Cognac: un binomio che ha compiuto cento anni l’anno scorso. È infatti del 1922 la prima edizione del drink, a firma di Robert Vermaire. La Remy Martin non poteva non celebrare il famoso cocktail, con una competition interamente dedicata: la The Sidecar Competition. L’iniziativa ha coinvolto bartender di tutta Italia, che si sono sfidati nelle quattro tappe di Milano, Roma (leggiA Sara De Pascalis la tappa romana di The Sidecar Competition di Rémy Martin), Catania (leggi Michele Serrafino vince la terza tappa di The Sidecar Competition) e Napoli.

Le regole sono semplici: rivisitare il classico, con l’obbligo di mantenere intatta la formulazione base, quella 2:1:1/2 di David Embury: Cognac, Triple Sec e succo di limone.  Il 15 novembre si è avuta l’ultima tappa partenopea, alla Professional Bartender School del capoluogo, nel quartiere dei Colli Aminei. Dieci i partecipanti, da tutta Italia, in una gara dove si è visto di tutto: tra cordial, chiarificazioni e infusioni, con format e racconti spesso interessanti. Il cocktail vincitore, giudicato da Paolo Sanna, Marco Fedele e Luca de Lucia (titolare della PFBSchool) è stato Inseparable di Emmanuele Marano de La Mela di Napoli.

Emmanuele ha deciso di esaltare le note complesse di un Remy Martin V.S.O.P, con le note spicy di un Triplesec al pimento, equilibrate dalla dolcezza di un cordial alla pera e da un sea honey mix. Il risultato è stato un miscelato capace di giocare con la morbidezza del distillato, grazie alla pera, non dimenticandone l’aspetto secco: una nota gustativa resa incisiva dalle note piccanti del triplesec al pimento. Un risultato dove la Francia unisce il profondo Mediterraneo e che gli ha aperto le porte della finale di The Sidecar Competition, che si terrà il 27 novembre nella splendida Terrazza Molinari di Roma.

La ricetta

Inseparable di Emmanuele Marano
Ingredienti:
45 ml Rémy Martin V.S.O.P., 15 ml Cointreau al pimento, 30 ml cordiale alla pera, 10 ml sea honey mix
Preparazione:
stir and strain
Guarnizione:
tocchetti di pera candita.
Bicchiere:
Nick & Nora

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