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Al MCF con Gianni Tratzi alla scoperta di Idealcup

Idealcup - Gianni Tratzi
Allo stand L17 il sistema per digitalizzare le attrezzature, facendo dialogare le macchine da caffè, i macinatori e il barista prevenendo guasti e sprechi.

Il caffè non è buono: a chi diamo la colpa? Come si determina la qualità oggettiva di un caffè? Si tratta di una domanda “classica” che vede capro espiatorio talvolta il torrefattore, altre volte la miscela, la macchina espresso o il macinacaffè… come venirne a capo?

In occasione del Milan Coffee Festival, Gianni Tratzi, titolare di MezzaTazza Consulting, società di consulenza per il bar retail e la coffee industry, presenta Idealcup, un nuovo sistema che rileva in tempo reale le prestazioni di una o più macchine espresso e macinacaffè e permette di individuare eventuali anomalie ancor prima che il barista possa avvertire un cambiamento in tazza.

Realizza un monitoraggio anche riguardo l’usura delle macine, la capacità filtrante del sistema di trattamento delle acque e la performance della macchina qualora vi sia calcare (cambiano i valori elettrici): tutto ciò al fine di limitare al massimo l’insorgere di problemi, prevenendoli con grande anticipo. Tutti questi dati sono visualizzabili in un cruscotto digitale accessibile da qualsiasi dispositivo connesso ad internet, telefono o pc.

«Si tratta di uno strumento utile sia al barista, alla catena di locali e sia al torrefattore - spiega Tratzi - e nasce dalla constatazione di come la maggior parte degli interventi di controllo che mi vengono richiesti riguardino la regolazione della macinatura, fenomeno confermato anche nelle nostre interviste fatte agli attori del mercato. Il più delle volte il barista non la esegue, tuttavia con le vibrazioni e l’usura il macinatore si stara e dà problemi in fase di estrazione. Spesso, purtroppo, ci sono commerciali delle torrefazioni che non sanno intervenire in modo corretto. Potere rilevare dati oggettivi - da remoto - consente di fornire indicazioni precise, gestendo con precisione le uscite tecniche, e facendo risparmiare sia il torrefattore che il barista.

Idealcup permette di digitalizzare le attrezzature, facendole dialogare tra loro e con il barista. Il tutto installando un piccolo dispositivo che consente di misurare le prestazioni della macchina da caffè e raccoglierne i dati fondamentali, da analizzare su una piattaforma dedicata; grazie a ciò il barista, il proprietario del locale, il torrefattore o il tecnico specializzato, ricevono una situazione precisa dello stato di salute delle attrezzature, i consumi reali di caffè e le statistiche sul lavoro eseguito. Si può chiedere un report giornaliero, settimanale o mensile che arriva via mail; è in fase di elaborazione una live chat che dialogherà con l’operatore, guidandolo alla soluzione di alcuni problemi.

Il sistema, inoltre, è utile a chi ha clienti molto lontani dalla propria sede e non potrebbe raggiungerli rapidamente e con un costo contenuto, nonché a chi lavora con apparecchiature dalla tecnologia datata, che a livello tecnico sono pressoché identiche da 20 anni, ma che non hanno interfaccia tecnologica.

I vantaggi non finiscono qui. Per conoscere da vicino Idealcup, non rimane che recarsi al Milan Coffee Festival allo stand L17.

Mig 2023, Alberto Luisotto vince la Coppa d’Oro

Si chiude la Mostra Internazionale del Gelato artigianale. Assegnato riconoscimento Green a Martini Linea Gelato e BRX Salvalacqua

Cala il sipario su Mig 2023, la sessantatreesima edizione della Mostra Internazionale del Gelato artigianale. ADal 26 al 29 novembre, a Longarone Fiere Dolomiti è andato in scena il momento più atteso da tutti i professionisti: l'assegnazione della Coppa d'Oro. Il titolo è stato assegnato ad Alberto Luisotto di Eiscafe Crema Gelato. Inoltre, assegnato il riconoscimento Green a Martini Linea Gelato e BRX Salvalacqua.

Il tema della Mig 2023

Quest’anno la competizione ha visto i maestri del “dolce freddo” darsi battaglia sul gusto cioccolato fondente, un gelato a base acqua che ha fatto gareggiare tra loro tecniche e mixaggi di ingredienti diversi. Gli oltre cento gelatieri in gara hanno creato prodotti eccezionali, che ancora una volta hanno messo in difficoltà la giuria.

I professionisti premiati

Il primo premio di Mig 2023 è stato assegnato ad Alberto Luisotto (Eiscafe Crema Gelato, Gröbenzell Germania). «È un’emozione grandissima aver vinto la Coppa d’Oro, dopo diversi piazzamenti negli anni passati» ha detto visibilmente commosso il vincitore. Il secondo classificato è stato Cristiano Antoniazzi (Gelateria Dolce Gelato, Gorizia), seguito da Antonio Tacco (Huesca, Spagna). Tacco è nipote di emigranti zoldani che hanno aperto la prima gelateria decenni fa a Palma di Maiorca. «Era la prima volta che partecipavo alla Coppa d’Oro e il terzo posto mi riempie di gioia», le parole di Tacco. Il miglior fondente giovane invece è quello di Sara Gallonetto (Gelateria Gallonetto, Venezia). Quest'ultima si è aggiudicata anche la Coppa Under 32, intitolata alla memoria di Giorgio De Pellegrin.

Assegnato il Premio Mig Green

Durante Mig 2023 è stato assegnato anche il riconoscimento per le imprese più sostenibili. Nella categoria esposizione per lo stand più green in fiera, menzione speciale per La Cialcon e primo premio a Martini Linea Gelato. La motivazione ufficiale: «Una grande azienda per cui la sostenibilità non è di maniera, ma una maniera di fare sostenibilità. La scelta dei materiali e l'adozione di soluzioni a basso impatto ambientale unitamente ad una idea di progetto basata sulla modularità che permette di riconfigurare e riutilizzare lo stand in più manifestazioni ed eventi». Nella categoria per la promozione della sostenibilità, menzione speciale ad Agrimontana, e primo premio a BRX – Salvalacqua. La motivazione: ha «saputo promuovere, attraverso le proprie campagne pubblicitarie, l’attenzione e la sensibilità per la sostenibilità nel mondo delle gelaterie artigianali”.

Appuntamento a Mig 2024

«Quest’anno abbiamo spinto molto su innovazione e sostenibilità, mettendo al centro la professione del gelatiere, quale figura che grazie a maestria ed esperienza produce il “Dolce Freddo”. E l’apprezzamento delle imprese è stato molto alto», ha affermato il presidente di Longarone Fiere Dolomiti, Michele Dal Farra. «Guardiamo già al 2024, spingendo ancora più forte su queste tematiche - ha aggiunto il direttore di Mig, Alessandro Piccinini - Questo è un appuntamento che ha radici nella storia e che guarda al futuro. Un appuntamento che vogliamo rendere sempre più “figo”».

Da Edna tante gustose proposte per dare al locale un tocco di originalità

Edna mix di mini muffin
Con una gamma di oltre 700 prodotti da forno surgelati e fine food, l’azienda permette di creare una proposta appetitosa e originale per ogni momento della giornata. Facendo risparmiare tempo e denaro

Mancanza di personale, enorme pressione sui costi, massicci aumenti dei prezzi dovuti a un’inflazione galoppante. Sono diversi gli aspetti critici con i quali gli operatori del fuoricasa si trovano a fare i conti. La carenza di manodopera qualificata, che si tratti di stare dietro al bancone, in cucina o ai tavoli, in più, rende la situazione ancora più complessa da gestire. Tuttavia, esiste un'opzione per alleviare questa situazione: misure di razionalizzazione sotto forma di soluzioni che si possono preparare con largo anticipo, facendo risparmiare così risorse e tempo prezioso nei momenti chiave. Anche se non risolvono tutti i problemi che gli operatori devono affrontare, almeno rendono il percorso un po‘ più agevole. Ci riferiamo a quella tipologia di prodotti dei quali Edna, è un precursore: prodotti da forno già cotti, solo da scongelare o riscaldare per 3-5 minuti, pretagliati e subito pronti da preparare.

Una ricca gamma che accontenta ogni gusto e tendenza

Con i suoi oltre 700 articoli della gamma surgelati e articoli fine food, l’azienda, che ha la qualità come missione, permette di arricchire l’offerta di ogni locale con prodotti originali e appetitosi, che guardano a tutte le tendenze di consumo e che fanno risparmiare tempo e denaro.

Se il locale ha scelto il green per distinguersi dagli altri concorrenti e offre solo prodotti biologici, nessun problema. Anche in questo caso Edna ha un assortimento molto interessante. Basta solo provare il mix Panini bio Gourmet, composto da 6 panini da 35 g (panino classico, panino al sesamo, rosetta con semi di papavero, filoncino e nodino a impasto brezel, rosetta con cereali misti). Già cotti e solo da scongelare sono la soluzione migliore per dare un tocco internazionale e di qualità con una sola confezione.

Il gusto a colazione

Per chi al mattino vuole accompagnare il servizio del cappuccino o del caffé con una proposta food gustosa e con un tocco di colore c’è il mix di mini muffin da 20 g: gusto mirtillo, red velvet e marmorizzato, sempre veloci e semplici da servire.

Una menzione d’onore meritano i mini-cookies di Edna, croccanti all'esterno e morbidi all'interno. Perfetti come spuntino veloce tra un pasto e l'altro, ma anche per arricchire qualsiasi buffet di colazione o selezione di dessert. Preparati con la migliore pasta frolla, senza olio di palma, ma con burro e con ingredienti pregiati, come le gocce di cioccolato bianco al latte o le delicate nocciole in combinazione con mirtilli rossi, i mini cookies conquistano per sapore e aspetto e per la loro facilità di utilizzo. Un mini peccato di gola, ma con ingredienti di alta qualità.

Abbiamo stuzzicato l'appetito e non volete più privare i vostri clienti e ospiti di tutte queste prelibatezze? Allora date un'occhiata al sito www.edna.it e ne troverete delle belle e gustose.

A Marina Nissim di Bolton Group il premio Imprenditore dell’anno di Ey

Imprenditore dell'anno 2023 vincitori
Alla chairwoman di Bolton Group, proprietario di Rio Mare, va il prestigioso riconoscimento assegnato agli imprenditori che hanno contribuito alla crescita economica, ambientale e sociale del Paese. Ma sono diversi i premi speciali assegnati in questa 26a edizione agli imprenditori del food

È andato a Marina Nissim, chairwoman di Bolton Group, il Premio Ey L’Imprenditore dell’anno 2023, il prestigioso riconoscimento riservato agli imprenditori che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo economico, ambientale e sociale del Paese.

Ad assegnare il premio promosso da Ey, tra le maggiori società al mondo di consulenza e revisione contabile, una giuria indipendente, composta da noti esponenti del mondo accademico, dell'economia e dell'imprenditoria. Giuria che ha scelto Nissim «per la capacità di condurre un Gruppo internazionale, i cui prodotti sono consumati ogni giorno da milioni di persone, con prioritaria propensione alla sostenibilità, all’ambiente e alla valorizzazione delle persone, portando l’azienda verso una crescita globale ed etica», si legge nella motivazione.

E fondamentale è stato il contributo dato da Marina Nissim nell'indirizzare e guidare in questo percorso Bolton Group, multinazionale a carattere familiare, fondata dal padre Joseph Nissim, cui ha dedicato il premio, a Milano nel 1949, e che detiene oltre 60 marchi, tra i quali Rio Mare, in diverse categorie di mercato, che oltre il food includono l’home care, adhesives, personal care e beauty care. Fin dai primi anni Duemila, la chairwoman, che è anche parte della CEO Roundtable on Ocean ed è una dei 77 leader d’impresa che hanno firmato la CEOs Call to Action per un nuovo modello di sviluppo sostenibile, ha infatti orientato le attività del gruppo verso la sostenibilità, estendendola progressivamente dalla filiera del tonno a tutti i prodotti realizzati e commercializzati.

I vincitori dei premi speciali

Durante la serata di premiazione, svoltasi alla Palazzo della Borsa di Milano, oltre alla proclamazione dell'Imprenditore dell'anno, sono stati assegnati anche i premi speciali, diversi dei quali andati a imprenditori di realtà del food attive anche nel fuori casa.

Tra questi il Premio Speciale Giuria assegnato a Enrico Cerea, executive chef del gruppo Da Vittorio, «per aver saputo con sapiente intuizione fare dell’attività di famiglia un modello di business innovativo, valorizzando il proprio patrimonio culturale con metodologie all’avanguardia e portando così l’azienda a risultati eccellenti».

A Romana Tamburini, presidente di Surgital,specializzata nella produzione di pasta fresca surgelata, on un'offerta per il food service che include anche piatti pronti e sughi surgelati, è andato il Premio Tradizione Italiana, per «la passione e il coraggio che le hanno permesso di dare vita a una grande azienda alimentare, facendo del connubio tra tradizione italiana e innovazione il segreto del successo del proprio business».

Mentre il Premio Crescita Globale è stato assegnato a Dario Roncadin, amministratore delegato dell’azienda di famiglia, la Roncadin, attiva nella produzione di pizza una pizza surgelata di alta qualità, «per la sua visione strategica e innovativa che gli ha permesso di guidare la crescita globale dell’azienda, portando un simbolo dell’eccellenza italiana all’estero, pur mantenendo il forte legame con il territorio e il sostegno dell’economia locale».

Infine, il Premio Startup, andato a Francesco Giberti e Luca Masseretti, rispettivamente ceo e fondatore e cfo fondatore di Babaco Market, realtà che offre un servizio di delivery di frutta e verdura nato per ridurre gli sprechi generati nei campi, «per aver saputo trasformare un problema in un’opportunità, ed aver così creato con coraggio un business impegnato concretamente nella protezione della biodiversità e nella valorizzazione della ricchezza del nostro territorio».

Forno Brisa è Specialty Bakery al Milan Coffee Festival

Brisa Coffee Roaster
Appuntamento a Milano per conoscere da vicino un modello all day che fonde panificazione e caffetteria, a cui si accompagnano trasparenza e consapevolezza.

Abbiamo visitato più volte Forno Brisa, raccontato la sua evoluzione, parlato con i suoi responsabili e con chi ogni giorno si impegna a raccontare e divulgare ciò che c’è alle spalle dei due prodotti protagonisti di quelli che ora sono cinque locali: il pane e il caffè. 

«Unirli non è stato una novità: lo aveva già fatto Princi - afferma Pasquale Polito, founder insieme a Davide Sarti -.  Ciò a cui noi aspiravamo era lavorare sulla qualità in più ambiti e quindi proporre un format nel quale pane e caffè fossero il risultato di un processo di studio, ricerca e formazione, di pari dignità. A spronarci in questo percorso il desiderio di rendere le persone molto più di semplici clienti: pane e caffè non sono solo prodotti da acquistare e consumare, ma strumenti con cui parlare di ambiente, sostenibilità, economia». Il concetto di qualità che viene offerto prevede selezione, conoscenza e studio: conoscere la filiera è il primo passo per offrire ai clienti trasparenza e consapevolezza.

Di qui il format della Specialy Bakery, un modello che una squadra sempre più numerosa e affiatata ha saputo costruirsi addosso, convinta che la qualità riguardi tutta l’offerta, non solo il pane.

La fonte di questo successo e di questa crescente consapevolezza è stata raccontata all’interno del libro Ricette Rubate per artigiani, sognatori e startupper, dove l’osservazione, lo studio di formule vincenti e il “furto” sono indicate quali vie maestre per comprendere come muoversi, dunque avere successo. Non solo: «Sono numerosi i professionisti che ci hanno aiutato nella strutturazione di un format che non esisteva e che trovava riferimenti solo in alcune città europee. - continua Polito - Avere qualità in ogni settore di vendita, prevede attenzione anche nella fase progettuale. Abbiamo costruito un team di professionisti composto da esperti del mondo specialty, architetti, produttori di macchine del caffè e tostatrici e altre maestranze con lo scopo disegnare un ambiente che fosse all’altezza della qualità che volevamo proporre, dove tutto potesse essere stoccato, processato e servito al meglio. La cura del servizio è anche questo: occuparsi del prodotto nella sua circolarità, non solo nella fase di selezione e trasformazione ma anche di offerta al pubblico che deve poter godere dell’esperienza, del gusto e dei valori che ci appartengono».

Altro da dire? Tanto, veramente tanto. Il principale consiglio in questi giorni è di andare a verificare e ascoltare in prima persona la realtà della Specialty Bakery con i suoi protagonisti al Milan Coffee Festival, in programma dal 2 al 4 dicembre presso il Superstudio Più di via Tortona.

Due ori per Bonollo in due prestigiosi concorsi internazionali

Bonollo
Dorange Of e Grappa Of Amarone Barrique i prodotti della distilleria di Padova che hanno conquistato l'oro, rispettivamente, alla Isc e alla Iwsc, due tra le più importanti competizioni internazionali dedicate agli spirit

Due medaglie d’oro conquistate in altrettanti prestigiosi concorsi internazionali, arricchiscono il palmares di Distillerie Bonollo Umberto di Padova. Ad aggiudicarsele due pezzi da 90 della linea Of, la collezione di punta della distilleria veneta: Dorange Of e Grappa Of Amarone Barrique.

La prima ha conquistato l’oro all’International Spirits Challenge  (Isc), tra le più importanti competition nella promozione degli spirit di qualità da tutto il mondo. Giunto alla sua 28a edizione, il concorso ha visto in gara quest’anno migliaia di etichette da oltre 70 Paesi, sottoposte a uno scrupoloso processo di valutazione indipendente, che assegna i premi ai distillati che hanno saputo superare il rigoroso blind test condotto dalla giuria di esperti.

Giuria che ha premiato con la lo stile dal tocco mediterraneo di Dorange Of, (alc 40% in vol), liquore vellutato e dalla forte personalità, e tutto naturale, che nasce dal mix di Of Amarone Barrique e infusi naturali di scorze di arance di Sicilia, assegnandole la medaglia nella categoria Liqueurs & Specialities.

Bonollo Of Amarone Barrique conquista la Iwsc

Un successo che ha bissato quello ottenuto dalla Grappa Bonollo Of Amarone Barrique (alc 42% in vol) all’International Wine & Spirits Competition (Iwsc), tra i principali concorsi mondiali del settore, che di edizioni, con quella di quest’anno ne conta ben 50, che ha visto in gara circa 4.000 prodotti di 90 Paesi.

È questa una grappa super premium creata da Bonollo nel 1999, già entrata nella classifica Top 100 Spirits 2018 stilata da Wine Enthusiast (leggi Grappa Of Amarone Barrique di Bonollo tra i 100 Top Spirits 2018), che nasce della distillazione di selezionate vinacce provenienti dalla pigiatura delle uve passite dalle quali viene ottenuto il pregiatissimo vino Amarone della Valpolicella. Un distillato che matura in piccole barrique di rovere francese e che si caratterizza per la grande ricchezza e vivacità aromatica, alle quali si aggiungono un altrettanto notevole morbidezza ed equilibrio. Caratteristiche apprezzate dalla giuria della Iwsc: «Al palato si percepiscono aromi intensi, more e prugna, ben equilibrati da note di rovere, che arricchiscono i sapori fruttati con seducenti sentori di castagna – si legge nella motivazione che ha accompagnato la medaglia d’oro -. Meravigliosamente bilanciata, con uno splendido finale di arancia candita».

A Roma il raduno Aibes: tutti i vincitori dell’Italian Cocktail Challenge

Aibes
In scena a Roma le finali nazionali del Concorso nazionale Aibes: trionfa il veneto Mauro Suman, premio Angelo Zola alla giovane promessa Marco Maiorano, Michael Moreni vince la categoria Flair e per i Team premio alla sezione Lazio-Umbria

Fioccano i premi al Concorso nazionale Aibes (Associazione italiana barmen e sostenitori), che ha visto concludersi con la serata di ieri, 28 Novembre, al Marriott Park Hotel di Roma la prima fase, quella nazionale. Dal giorno successivo, fino all'ultimo atto previsto con la premiazione del 1° Dicembre, sarà invece la volta della competizione internazionale Iba (International bartender association), che si concluderà con la premiazione della World Cocktail Championship, per la quale gareggerà per l'Italia il romano Simone Mina, già senatore del Drink Team di Bargiornale. Un appuntamento che mancava dal 1987 nel nostro paese e che vede protagonisti e promotori il presidente Aibes Angelo Donnaloia e Giorgio Fadda, presidente Iba.

Ma vediamo i premi: fra i vincitori incoronati da Aibes nella prima serata, spicca il veneto Mauro Suman, che pur avendo gareggiato per ultimo non ha perso la calma e ha prevalso su 19 concorrenti. A lui va lo shaker d'oro e la coppa di Aibes per la Cocktail challenge creation, così come è andato invece a Michael Moreni il Premio Flair. E sul palco si è visto lo shaker volare.

Per quanto riguarda le giovani promesse under 30, Marco Maiorano vince l'ambitissimo Premio Angelo Zola. Figlio d'arte, vive e lavora a Londra e ha nel suo curriculum banconi d'hotel importanti come il Connaught bar e lo Scarfes del Rosewood Hotel di Londra. Ha prevalso sugli otto finalisti dimostrando, come ha detto Angelo Donnaloia, "grande preparazione, studio e ricerca".

Va alla sezione Lazio-Umbria la coppa per il miglior Cocktail team, davanti agli agguerritissimi rivali di Veneto-Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Cocktail challenge creation
1. Mauro Suman (Veneto)
2. Emidio Luzi (Abruzzo-Molise)
3. Erika Maugeri (Sicilia)

Premio Angelo Zola (under 30)
1. Marco Maiorano
2. Lucio Albano Raccuja
3. Francesco Ismenghi

Categoria Flair
1. Michael Moreni

Challenge Cocktail Team
1. Sez. Lazio-Umbria
2. Sez. Veneto - Trentino AA
3. Sez. Friuli Venezia Giulia

Presentata a Milano la limited edition Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cask Finish

Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cassk Finish in esposizione
Serata d'eccezione con la presentazione della novità Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cask Finish al Ristorante Viva di Viviana Varese allo spazio Eataly Smeraldo di Milano. Degustazione seguita da un report sulla esperienza di recupero sociale Proyecto Alcatraz.

Una serata speciale ha visto come protagonista l'ultima novità Santa Teresa Rum 1796, presentata al Ristorante ViVa della chef Viviana Varese, al terzo piano di Eataly Smeraldo di Milano. La distribuzione è affidata al gruppo Bacardi-Martini.

Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cask Finish è prodotto da Hacienda Santa Teresa nella ricca e fertile valle El Consejo, circa un’ora a est di Caracas (Stato di Aragua, Venezuela), gestita da cinque generazioni dalla famiglia Vollmer dal 1885. La novità è una edizione limitata rifinita in botti di rovere che hanno contenuto Scotch Whisky dello Speyside, una edizione firmata dalla maestra ronera Nancy Duarte che ha adottato per la prima volta una evoluzione del sistema Solera a triplo invecchiamento.

Il primo invecchiamento tradizionale in botti di quercia viene seguito dal secondo con il metodo Solera (creato per il vino Sherry) che comporta una progressiva riduzione del volume alcolico per evaporazione e un progressivo restringimento su quattro livelli di botti. Il terzo passaggio avviene in botti di rovere francese. A questo procedimento a triplo invecchiamento si aggiunge infatti un affinamento di 13 mesi in botti che hanno contenuto Scotch Whisky proveniente dalle distillerie dello Speyside, nel nord della Scozia. In questo modo si aggiungono note di frutta secca e vanigliate.

Una storia lunga 200 anni

Era il 1796 quando, in Venezuela, il Conte di Tovar fonda Hacienda Santa Teresa, in una vallata dove, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, le piantagioni di canna da zucchero trovano un ottimo ambientamento. Commercializzato a partire dal 1885, Santa Teresa Rum 1796 diventa una delle prime AOC nel mondo dei Rum. Il prodotto finale è composto da un blend di Rum con invecchiamento compreso tra i 4 anni e i 35 anni, un distillato di 40° alcolici di grande eleganza e raffinatezza, pluripremiato da pubblico e critica. Presenta un colore ambrato intenso con riflessi oro rosa, all'olfatto evidenzia intensi aromi di vaniglia, tabacco e caramella toffee, con note dolci di albicocca secca e banana, per poi evolvere verso la cannella e il mais cotto a pop corn. Un successo rafforzato dalla seguente versione Añejo Gran Reserva, con una diffusione in oltre 30 Paesi (la percentuale di mercato in Venezuela supera il 60%) di circa 1,5 milioni di casse all'anno, potendo vantare il marchio Doc "Ron de Venezuela".

Degustazione nel tempio dei buongustai

La presentazione della novità Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cask Finish è avvenuta al Ristorante ViVa della creativa chef Viviana Varese, inserito al terzo piano di Eataly Smeraldo di Milano, regno della gastronomia top, che ha curato l'abbinamento gastronomico della novità Santa Teresa 1796, anche in forma di cocktail preparati dal giovane brand ambassador e mixologist Andrea Pomo, con una serie di piatti.

Entrée: Scampo, tajin, burro di nocciola e yuzu  con il cocktail Daiquiri 1796 (twist della celebre ricetta ma senza zucchero e Maraschino aggiunto).
Primo: Risotto con cacio, 7 pepi dal mondo e limone insieme con il cocktail Santa Cooler.
Secondo: Tagliata di agnello con mandorle, radicchio e arancia insieme con il cocktail Old Venezuela.
Dessert: Brioche con crema di zabaione con Santa Teresa Rum 1796 Speyside Whisky Cask Finish abbinato al proprio rum in purezza.

Proyecto Alcatraz, la dimensione sociale di Santa Teresa Rum 1796

All'evento erano presenti, tra gli altri, la maestra Ronera Nancy Duarte; Andrès Chaumaceiro, Chief Operating Officer; il presidente di Hacienda Santa Teresa, Alberto Vollmer Herrera. Nell'occasione è stata presentata anche la meritoria iniziativa sociale Proyecto Alcatraz che l'azienda venezuelana sostiene da circa ventanni.

Viviana Varese con il presidente Alberto Vollmer Herrera parlano di Proyecto Alcatraz

Nel 2003, i membri della gang criminale locale La Placita, guidata da José Omar Rodriguez, irruppe nell'Hacienda, tendendo una sanguinosa aggressione a una guardia della sicurezza aziendale. Ai criminali fu proposta una scelta inusuale ma generosa: lavorare gratis per tre mesi nella Hacienda, in cambio di vitto, alloggio e impare un mestiere per rimediare alla loro offesa o essere consegnati alla Polizia. Gli uomini accettarono l'offerta e così nacque il Progetto Alcatraz.

«Per recuperarli dovevo infondere in questi ragazzi abituati a uccidere e a rubare dei valori - precisa il battagliero presidente Alberto Vollmer Herrera - e ho pensato al rugby, uno sport che amo e che viene spesso definito uno sport da bestie giocato da gentiluomini. Mi sono detto che la parte bestiale era già presente, non restava che trasformarli in gentiluomini, insegnando loro rispetto, lavoro di squadra, umiltà, disciplina. E ovviamente spirito sportivo».

«Se avete il coraggio di ammazzare e ammazzarvi tra voi - gli ho detto - dovreste avere anche il coraggio di perdonare e perdonarvi». Quello che a prima vista poteva sembrare un ingenua proposta, ha avuto invece un inaspettato successo. Dopo ventanni i membri di una decina di gang locali coinvolti nel recupero sono arrivati a quota 200, facendo crollare il tasso di criminalità della zona. Simbolicamente le armi riconsegnate sono state fuse per dar vita a una serie di bartender tool.

Galvanina lancia negli Usa la nuova gamma di sode funzionali Olto

Galvanina Olto
È riservata, in questa prima fase, al mercato degli States, la nuova linea di bevande funzionali dell'azienda di Rimini. Tre referenze dai gusti originali e sofisticati, realizzate con soli ingredienti italiani e arricchite con vitamine e sali minerali

Una gamma di sode funzionali premium è la novità di Galvanina, azienda riminese da oltre 70 anni attiva nell’imbottigliamento di acqua minerale e acqua aromatizzata e nella produzione di bibite biologiche, mixer (leggi Bio e dai gusti originali: i mixer Galvanina) e tè freddi.

La nuova gamma si chiama Olto e nella sua creazione Galvanina ha spinto molto sulla ricerca di gusti creativi e sofisticati, secondo la filosofia che ne caratterizza tutta la produzione. Tre le referenze, molto originali, che infatti la compongono: Arancia Rossa e Zenzero, Bergamotto e Menta, Mora Rossa e Peperoncino. Prodotti realizzati esclusivamente con ingredienti e materie prime di coltivazione e produzione  italiana, e arricchiti con vitamine del Gruppo B e C, oltre a sali minerali come magnesio, calcio e zinco: tutti elementi che aiutano le difese immunitarie dell’organismo.

In linea con i nuovi trend di consumo

Forte di una profonda esperienza di oltre 30 anni nella creazione e nella produzione di bevande naturali e biologiche, con la linea Olto l’azienda intende portare il binomio gusto e salute anche nel campo delle bevande sodate.

Una scelta che risponde ai nuovi trend che emergono dal mercato, dove i consumatori di bevande addizionate di anidride carbonica si riducono di numero così come è in calo anche il consumo pro-capite. Di contro aumenta la domanda di bibite più sane, a base prevalentemente di acqua e aromi naturali, domanda che la nuova linea intende intercettare.

Debutto negli States

In elegante lattina di alluminio 100% riciclabile, in formato da 355 ml, le bevande della gamma Olto non sono però ancora disponibili in Italia. Per il loro debutto Galvanina ha infatti scelto il mercato Usa, nel quale vanta una lunga e consolidata presenza, per poi in prospettiva avviare la distribuzione anche nella Penisola.

Coppa del Mondo del Panettone, la finale si terrà al Sigep 2024

La Coppa del Mondo del Panettone si prepara alla finale italiana. Il grande evento interamente dedicato al lievitato per eccellenza per la prima volta vedrà competere i professionisti della lievitazione il 23 e 24 gennaio durante il Sigep 2024, a Rimini. La finale italiana di Coppa del Mondo del Panettone decreterà i maestri pasticceri che parteciperanno alla prestigiosa finale mondiale che si svolgerà a Milano l'8, 9, 10 novembre 2024.

Verso la finale mondiale di Coppa del Mondo del Panettone

La Coppa del Mondo del Panettone giunge per la prima volta al 45° Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Rimini. La finale italiana si disputerà nella Choco Arena, decretando il Campione Italiano per la categoria Panettone Tradizionale. La competizione vedrà sfidarsi i 48 pasticceri che hanno superato le selezioni italiane, svolte lungo lo stivale per tutto il 2023 nelle cinque tappe a Gustar Pistoia, al Teatro Cilea di Reggio Calabria, presso l'azienda Agrimontana a Cuneo e a settembre 2023 presso la sede di Molino Dallagiovanna a Gragnano Trebbiense. Solo i primi 5 che conquisteranno il parere favorevolmente della giuria potranno rappresentare l'Italia nella finale della Coppa del Mondo del Panettone. La finale mondiale si svolgerà a Milano l'8, 9, 10 novembre 2024.

I maestri pasticceri in gara

I maestri pasticceri in gara il 23 novembre sono: Barile Andrea Ablab, Foggia; Claudio Colombo Pasticceria Colombo, Barasso (Varese); Lorenzo Cristiani Pasticceria Cristiani, Livorno; Cuttone Filippo Forno Cuttone Paternò (CT); Luca Dell'Agnese, Pasticceria Dell'Agnese Torino; Fabio Gennaro, Pasticceria Delizia, Poggio a Caiano (Prato); Lastra Francesco Pasticceria Ga Castellamare di Stabia (NA); Massimiliano Lunardi, Fratelli Lunardi Quarrata (PI); Massimiliano Maiorano, La Forneria, Napoli; Memmolo Annibale Pasticceria Memmolo Avellino; Roberto Moreschi, Roberto Pastry & Bakery, Chiavenna (Sondrio); Musumeci Antonino, Pasticceria Musimeci. Misterbianco CT; Oscar Pagani Non solo pane Palazzolo sull’Oglio (BS); Damiano Pagani Pasticceria Pagani Dello (BS); Pesce Pasquale Pasticceria Pesce 1896 Avella (AV); Elena Pisoni, Pasticceria Buosi Food Experience Varese; Michele Pirro, Cafè noir, San Marco in Lamis, Foggia; Pompilio Giardino, Panificio Pompilio Adriano Irpino (AV); Obliato Nicola Mille Dolcezze Frattamaggio (NA); Romano Raffaele Gran Caffè Romano, Solofra (AV); Vanna Scattolini Madamadoré San Pietro in Cariano (VR); Samuele Segala, Panificio pasticceria Segala Fiumane (VR); Segreto Michele Panificio Pugliese Toritto (BA); Andrea Sortino Prato; Riccardo Tonlorenzi, Pasticceria Tonlorenzi di Tonlorenzi Mirko e Riccardo, Seravezza (Lucca); Andrea Tedeschi, Pastry Lab di Andrea Tedeschi & C, Bologna; Camillo Tosi, La dolce Tuscia Capranica (VT); Fabio Tuccillo, Tuccillo Bakery, San Gennaro Vesuviano; Beatrice Volta, Come una volta, Quarrata; Patrick Zanesi, Dolce e Salato Liscate (MI). I maestri pasticceri in gara il 24 novembre sono: Mario Arculeo Panificio Pasticceria D'angelo (Palermo); Luigi Avallone Pasticceria f.lli avallone (Quarto Napoli); Cristian Biagioni Bibendum Calenzano (FI); Andrea Ceracchi Maciste pasticceria, Cori (LT); Davide Fantuzzi Panificio Fantuzzi Reggio Emilia; Pasquale Iannelli Casa Mastroianni Lamezia Terme; Maurizio Lo Faso Pasticceria Delizia Lo Faso Bolognetta (PA); Andrea Marzo La Dolce Sicilia Rivoli (TO); Pasquale Mirigliano Pasticceria Pasquale Mirigliano Ottaviano (NA); Gianfranco Nicolini Pasticceria Romana Porto Recanati (MC); Diego Lo Verme Almondor Gusti Siciliani Canicattì (AG); Armando Pascarella Pasticceria Armando Pascarella San Felice a Cancello (CE); Luca Riganti Dolcearte, Mornago (VA); Alessandro Spagnoletti Pasticceria La Gioia Taranto; Michele Somma Pasticceria La Delizia, Santa Maria la Carità (NA); Alessandro Slama Dar Slama, Ischia (NA); Valerio Vullo Cafè Sauvage Catania; Andrea Visani Forneria Visani Maurizio & C. Carpenedolo (BS).

Una prima volta che guarda al futuro

Questa importante "prima volta" tra la Coppa del Mondo del Panettone e il Sigep inaugura un progetto internazionale condiviso, che porterà i due enti a lavorare insieme per sostenere la conoscenza del panettone nei cinque continenti. Momenti di formazione, masterclass, eventi e selezioni nazionali saranno i mezzi con cui il panettone sarà masso in contatto con i diversi paesi del mondo. Nato per celebrare la storia e la lavorazione di un prodotto in grado di valicare i confini d’origine per imporsi sulla scena dolciaria mondiale, la Coppa del Mondo del Panettone assume un sapore sempre più internazionale. «Per la prima volta la Coppa del Mondo del Panettone viene ospitata nel tempio della pasticceria mondiale: Il Sigep di Rimini – afferma Giuseppe Piffaretti Maestro pasticcere, fondatore di Coppa del Mondo del Panettone - Siamo molto fieri di questa grande opportunità di poter collaborare con uno degli enti fieristici più importanti al mondo. Finalmente anche le selezioni italiane avranno un grande palcoscenico dal quale usciranno i nomi dei campioni italiani nelle categorie del panettone tradizionale e al cioccolato. Per la prima volta nella storia di questo dolce iconico, verranno decretati i vincitori nelle due categorie che si potranno fregiare del titolo di campione italiano. Aggiungiamo un’altra perla alla ricca collana di eventi che ci coinvolgono e che ci aiuterà a diffondere ancora maggiormente la cultura e il rispetto del panettone italiano nel mondo».

Caffetteria gourmet, passione e creatività firmate Gianni Cocco

Ricetta Gianni Cocco
Dalle materie prime alle tecniche e le strumentazioni, un percorso creativo che ha quale protagonista primo il caffè insieme a tè, cacao e spezie.

Il caffè si presta a decine, centinaia, migliaia di interpretazioni diverse e gustose. Per offrire con esso differenti percorsi di gusto in grado di richiamare con continuità la clientela, è importante conoscere a fondo cos’è , le sue caratteristiche, i tanti metodi di lavorazione per arrivare a creare quel qualcosa di buono e di nuovo, che chi si concede una pausa al bar o in pasticceria gradisce e apprezza. 

Più volte Gianni Cocco, consulente del mondo horeca e Italian Coffee Trainer di Aicaf, ha presentato e spiegato ai nostri lettori le ricette elaborate per una particolare stagione dell’anno, basate su consistenze, abbinamenti e percorsi di gusto nuove e piacevoli, con un occhio di particolare attenzione alla ripetibilità delle proposte, alla facilità di esecuzione e al food cost. Questa esperienza unita a nuova ricerca e tante proposte per ogni occasione con il dettaglio e la descrizione attenta di ogni ricetta, a cominciare con il caffè consigliato i momenti in cui proporla, la tipologia di locale a cui è più indirizzata, si trovano nel volume Caffetteria Gourmet - L’eccellenza italiana dalla tazzina alla ricetta. Strumenti, tecnica, preparazioni edito da italiangourmet. 

Lo compongono sette capitoli si parte dal caffè nella sua forma più nota, l’espresso andando a toccare tutti gli aspetti che lo caratterizzano, dalla scelta del caffè alla granulometria, dalla strumentazione, alla gestualità, per arrivare nel capitolo 2 ai caffè filtrati. Si procede poi con tematiche diverse: cioccolato, e spezie che, insieme al caffè, hanno segnato la storia, le abitudini e la quotidianità di moltissime persone nel mondo – l’uso delle spezie nel caffè è una pratica consolidata in molte culture –; inoltre le modalità di consumo attuali fanno del cioccolato e del tè un supporto o un’alternativa al caffè stesso in termini di proposta commerciale. 

Alle bevande vegetali è dedicato uno spazio nel capitolo 5. Si prosegue poi con il sifone, strumento ormai indispensabile nella caffetteria gourmet, protagonista del capitolo 6, mentre l’ultima parte del libro è dedicata alla nuova era, la caffetteria del futuro, con nuovi ingredienti e tecniche mutuate dalla ristorazione, come il sottovuoto, la gelificazione, la sferificazione, fino ad arrivare alla turbolenza magnetica, metodo ereditato dal campo medico. C’è insomma tutto quanto serve al barista per realizzare un’offerta nuova e adeguata ai propri clienti di oggi e di domani.

La partnership tra Obicà Palermo e Amaro Averna che celebra la tradizione siciliana

Amaro Averna Obicà
Il locale del gruppo Obicà e lo storico amaro siciliano rendono omaggio allo stile e al patrimonio locale con un’attività di co-branding. Dagli arredi alla drink list

Far collimare una visione internazionale con la tradizione locale. È da questo intento che è nata la collaborazione tra Obicà Mozzarella Bar, marchio di ristorazione fondato nel 2004 da Silvio Ursini e ora di proprietà della famiglia Scudieri, che conta 25 locali in Italia e nel mondo, e Amaro Averna. Collaborazione che interessa il locale aperto dal gruppo a Palermo, nel 2010, che sorge sulle Terrazze della Rinascente, in via Roma, nel cuore della città, e che vuole essere un vero e proprio omaggio alla sicilianità.

Lo spirito cosmopolita e conviviale di Obicà, che si esprime in un'offerta gastronomica impostata su prodotti e piatti della tradizionale nazionale e che ha il suo emblema nella mozzarella di bufala campana Dop, e in un design contemporaneo, in questo locale si arricchisce della storia e del patrimonio artistico-culturale della regione. Storia e patrimonio che vengono esaltati attraverso un allestimento ispirato ai simboli più rappresentativi della Sicilia, come le caratteristiche pigne colorate in ceramica di Caltagirone realizzate dall’artigiano Branciforti.

Arricchite dai nuovi ed eleganti elementi folcloristici, le Terrazze della Food Hall restano aderenti alle scelte out-of-context che contraddistinguono il marchio Rinascente, confermandole come una location ideale per offrire al visitatore una experience autentica, tra lusso e artigianalità, che esalta le eccellenze del territorio.

Amaro Averna protagonista anche in miscelazione

Eccellenze tra le quali rientra Amaro Averna, acquisito nel 2014 da Gruppo Campari, creato a Caltanissetta nel 1868 dai monaci benedettini dell'Abbazia di Santo Spirito, impiegando un sapiente mix di ingredienti segreti, del quale sono noti solo gli olii essenziali di arancia amara siciliana e limoni e le bucce di melograno.

Un amaro che condensa i sapori e gli aromi della sua terra e diventato un classico del dopo pasto italiano, ma che con le sue caratteristiche note agrumate si è conquistato uno spazio anche nella miscelazione. E proprio a questa forma consumo si guarda anche nel locale con due originali reinterpretazioni di cocktail molto in voga, il Moscow Mule e il Gin&Tonic, che hanno come protagonista l’amaro siciliano: Averna Sicilian Mule, preparato miscelando Averna con succo di limone e ginger beer, e Averna Tonic, dove alla base di Averna si aggiunge un top di tonica homemade aromatizzata ai frutti rossi e tintura di limone.

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