Si è chiuso al DaV di City Life il tour di presentazione del nuovo amaro di Pernod Ricard. un prodotto dal tocco dal tocco contemporaneo che omaggia l'italianità
Ultima fermata Milano, in una nebbiosa serata all’ombra dei grattacieli di piazza Tre Torri, in City Life. Va decisamente meglio all’interno, al primo piano della Torre Allianz, dove DaV (spin-off del tristellato Da Vittorio di Brusaporto) ospita la tappa conclusiva del tour di 207 Amaro Locale.
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Dopo Roma, Napoli e Firenze, il nuovo amaro di Pernod Ricard fa capolinea alla corte del bartenderCosimo Nucera e dello chef Nicholas Reina, chiudendo il cerchio di presentazione partito da una riflessione risalente già al 2018, come racconta Alejandro Mazza, educational e advocacy manager Pernod Ricard: «Una sfida nuova, cominciata con la volontà di degustare un amaro in chiave moderna: cercavamo un prodotto che fosse contemporaneo ma raccontasse una storia, e si aprisse alla novità».
Omaggio all’Italianità
Omaggio quasi totale all’italianità, con ingredienti che abbracciano l’intero Stivale (menta di Pancalieri, scorze di arancia dolce di Calabria, limoni di Sicilia), 207 Amaro Locale trova una validissima spalla nel menu tradizionale di DaV, che elenca piatti dal sapore quasi retro, alleggeriti e ammodernati alla grande.
Dall’antipasto con gambero rosso alla razza con salsa alla mugnaia, passando per il vero e proprio anello di congiunzione: il Risotto Milano-Sicilia, con bergamotto e zafferanno, lo stesso che con i pistilli de L’Aquila consiste nell’elemento portante di 207 Amaro Locale. Duecentosette erano, appunto, i bulbi di zafferano che nel Tredicesimo secolo, secondo la leggenda, il frate Domenico Santucci importò dalla Spagna all’Italia.
Base amaricante, tocco moderno
La tradizione con nota gourmand, descrive Mazza, che ricorda come il lancio sul mercato di 207 Amaro Locale sia avvenuto solo «dopo aver trovato la formula perfetta, che superasse tempo e spazio con i suoi ingredienti: la base amaricante, il tocco moderno, la sensazione di certezze e comfort data dall’italianità».
Nucera firma la serata con Couch 207 (207 Amaro Locale, Chinotto, agrumi pestati, punte dolci a tratti coprenti), a tavola l’abbinamento è con le perle Champagne di Pernod Ricard (Brut RSRV 4.5 e RSRV Blanc des Blancs), poi l’intermezzo con i leggendari Paccheri alla Vittorio, prima dell’esperienza conclusiva: la possibilità di arricchire la bevuta liscia di 207 Amaro Locale con dei bitter al sale, alla liquirizia, ai fiori di sakura o al caffè. A ciascuno il proprio, e andrà comunque bene.
Tastes like heaven, smells like hell. È lo stesso slogan di Laphroaig a rendere splendidamente l’idea dell’esperienza di degustazione di uno degli scotch whisky più riconoscibili, paradisiaco al palato, di puro impatto al naso. E, soprattutto, anche contrariamente a quanto si potrebbe pensare, mirabilmente versatile, sia in miscelazione sia addirittura nell’ormai famigerato pairing.
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Lo chef Errico Recanati
Citofonare per conferma al Ristorante Andreina, dal 2013 stella Michelin a Loreto (Ancona), regno infernale (nel senso buono del termine) dello chef Errico Recanati, che dalla sua sontuosa brace ha intrecciato il suo credo di fuoco e fiamme con il tridente di Laphroaig (portfolio Beam Suntory, distribuito in Italia da Stock): torba, fuoco e sale.
Una comunione di sensazioni
Questioni di famiglie in un certo senso, se Andreina era la nonna di Recanati che aprì il ristorante sessant’anni fa, mentre furono i fratelli Donald e Alexander Johnston a fondare Laphroaig nel 1815 ad Islay, dove tutt’oggi la distilleria si rispecchia nelle acque che separano Scozia e Irlanda. E di comunione di sensazioni, quando non di intenti, tanto da aver portato Laphoraig a scegliere Recanati come primo Italian culinary ambassador nel 2023.
Lo scorso novembre Andreina ha allora aperto le proprie porte per l’incontro definitivo tra lo scotch e la griglia, con un percorso di degustazione specifico che ha visto il distillato presente sia nei bicchieri sia nelle ricette, come cocktail o come ingrediente: in mostra, oltre all’incomparabile Laphroaig 10 anni, anche Laphroaig Sherry Oak (ex botti di sherry, sentori più morbidi, leggermente caramellati) e Laphroaig Lore (blend di botti diverse con un invecchiamento dai 7 ai 21 anni, ben più potente).
Cucina e miscelazione: una nuova dimensione per Laphroaig
Recanati impiega così Laphroaig in marinature e salse (riuscitissime le soluzioni con ombrina e fois gras), osa con un connubio tra carne e ricci, va sul sicuro (ma bisogna saperlo fare) con un gelato al Laphroaig che accompagna del cioccolato alla brace e una riduzione alla bananaaffumicata.
Più estremo il tentativo con una “neve” di Whisky Sour in abbinamento al dolce che forse spinge oltre il bilanciamento, interessanti invece le proposte miscelate, che vedono Laphroaig 10 mescolarsi ad acqua di rosmarino ridistillata, e succo di mandarino sodato. È la nuova dimensione di Laphroaig, che supera il consumo solo dopo pasto e lo ripropone dove non c’era mai stato: con Recanati, maestro dell’interpretazione della cucina rurale guardando al presente, è un primo passo eccellente.
Carlo Carnevale - In collaborazione con Mattia Marzola
Stanislav Vadrna, Global Hospitality Ambassador per Nikka, condivide il suo approccio al bar, celebrando ogni istante dedicato agli ospiti e abbattendo barriere tra barman e clienti.
Ichi-go Ichi-e: un intero universo raccolto in due espressioni, traducibili con "un'occasione, un incontro". Ma c'è molto di più: Stanislav Vadrna, Global Hospitality Ambassador per Nikka, descrive così il suo approccio al bar e alla professionalità. Formatosi nella sua Bratislava prima di una illuminante esperienza in Giappone, Vadrna è oggi uno dei maggiori interpreti dell'ospitalità nel suo senso più profondo, che celebra ogni istante da dedicare ai proprio ospiti. La perfetta accoglienza parte dal riconoscere il valore del tempo che si può dedicare agli altri: Vadrna racconta di questo e molto altro nella chiacchierata con Bargiornale avvenuta a Roma, durante la finale della Nikka Perfect Serve.
Dal suo periodo di formazione alla corte di Kazuo Uyeda, fino alla divulgazione del suo credo, Vadrna fornisce ai bartender spunti di riflessione di enorme valore, che ruotano attorno all’unico, vero obiettivo: l’ospitalità pura, basata su rispetto reciproco e abbattimento delle barriere tra oste e ospite. Nel mezzo, tutta la sua esperienza e il suo desiderio di vedere il mondo chiare, attraverso piccoli, ma fondamentali gesti.
Stanislav Vadrna
Stanislav Vadrna è Global Hospitality Ambassador per Nikka. Nato in Slovacchia, poi cittadino del mondo per vocazione e per lavoro, si dedica alla divulgazione della cultura dell’ospitalità nel mondo, che sostiene possa migliorare anche (e per certi versi soprattutto) attraverso il lavoro di osti e bartender. Più di ogni altra esperienza, indica l’incontro con il Maestro Kazuo Uyeda come il momento di svolta della sua vita.
Nata a Taranto nel 1919, Birra Raffo (Gruppo Birra Peroni) dall'anno prossimo esce dalla dimensione interregionale per sarà presente sull'intero territorio nazionale.
Storico marchio di Taranto (1919), Birra Raffo fa parte di Birra Peroni dal 1961. Dopo un adeguato aggiornamento grafico, Birra Raffouscirà dalle sue terre abituali nel sud Italia (Puglia, Basilicata, Calabria, Campania) dove attualmente è distribuita per affrontare, a partire dall'anno prossimo, l'intero mercato nazionale.
Mantenendendo i tradizionali colori blu e rosso della "Città dei Due Mari", nell'etichetta viene riportata l'immagine di Taras, figura mitologica greca, leggendario fondatore e protettore della città pugliese, figlio di Poseidone e della ninfa Satyra, a cavallo di un delfino. Nel collarino invece spicca il disegno delle onde marine.
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Birra Raffo edizione 2024
Locandina campagna Birra Raffo
Birra Raffo sarà presente sui banchi bar di tutta Italia
Presentazione di Birra Raffo verso il 2024
A sottolineare il legame con il territorio, Birra Peroni utilizza orzo pugliese per la produzione di Birra Raffo, oltre a sponsorizzare la locale squadra di calcio Taranto FC e a supportare le attività culturali e di restauro del Museo MarTa, Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
La sua presentazione si è svolta nel corso del recente water show "Il futuro viene dal mare" sul lungomare di Taranto.
Viviana Manera Direttore Marketing Birra Peroni
«Un omaggio a Taranto per celebrare un passo storico per il brand di Birra Raffo - dichiara Viviana Manera, Direttrice Marketing Birra Peroni - Il luo lancio su tutto il territorio nazionale nel 2024 porterà con sé lo spirito positivo e la determinazione di questa terra, da sempre caratteristiche in comune tra l’attitudine pugliese e i valori cardine di Raffo. Sappiamo quanto il mare sia un elemento centrale per questa città e per tutta la Puglia, per questo, abbiamo voluto raccontare il legame del brand con la sua terra d’origine e cosa abbiamo pensato per il futuro attraverso uno spettacolo inedito proiettato direttamente sul mare. Obiettivo della nostra azienda è quello di portare Raffo ad essere un brand sempre più importante all’interno del portfolio e questo avverrà attraverso un piano molto ampio e sinergico di marketing, sales e trade marketing. A partire da febbraio 2024 ci saranno importanti investimenti sul brand, una forte presenza in comunicazione e nei principali eventi locali pugliesi, visibilità nei punti di vendita e anche nelle attività che raccontano la Puglia fuori dal proprio territorio».
Andrea Tortella Sales Director Birra Peroni
«La Puglia è diventata la prima meta estiva degli italiani - commenta Andrea Tortella, Sales Director di Birra Peroni - con un export dei prodotti agroalimentari made in Puglia in crescita del 16%. È una regione davvero amata dagli Italiani e non solo. Parte da qui un progetto ambizioso e sfidante per Birra Peroni, in cui crediamo moltissimo: Raffo, la birra pugliese che arriva a tutti gli italiani. Abbiamo iniziato in Puglia la distribuzione della bottiglia con la nuova immagine di Raffo ad inizio ottobre e ci apriremo alla distribuzione nazionale nel 2024, con l’obiettivo di entrare nelle case di 1,3 milioni di italiani».
Breve storia di una bionda di Puglia
Parte del Gruppo Birra Peroni (Asahi Europe), Birra Raffo nasce a Taranto nel 1919 per opera di Vitantonio Raffo che inaugurò lo stabilimento di produzione "Fabbrica di Birra e Ghiaccio” in via d'Aquino 68. Nel 1961 la sua storia si incrocia con quella di Birra Peroni che ha sempre supportato la forza del brand nella sua terra nativa e conservato la ricetta originale. La crescente richiesta della specialità pugliese convinse Birra Peroni a spostare nel 1987 la produzione nel più moderno stabilimento di Bari. Raffo Ricetta Originale, arricchita con orzo di Puglia, è una lager chiara (12 Ibu) dai toni dorati, prodotta a bassa fermentazione, maturata a freddo, dal corpo morbido e dal gusto secco molto rinfrescante, con appena una punta di amaro nel finale (4,7% alc). Per apprezzarla al meglio, si consiglia di berla rigorosamente "croccante", ovvero ghiacciata come vuole la tradizione pugliese.
È prodotta oggi come allora con la stessa ricetta e con lo stesso orgoglio. Disponibile nei formati in bottiglia 33 e 66 cl e in fusto 30 litri.
Raffo è da sempre una birra così apprezzata che, sebbene locale, rappresenta il terzo brand per volumi di Birra Peroni ed è l’unico brand in Italia a sviluppare così tanti ettolitri in una sola provincia. Dal 2024 Raffo porterà il suo spirito pugliese nelle case di tutti gli italiani.
Dalla grappa di Barolo, tra le più conosciute, alle riserva millesimate di Moscato, Barbera, Nebbiolo, Barbaresco
Le riserve millesimate rappresentano il top qualitativo delle grappe di Distilleria Sibona di Piobesi d’Alba (Cn). Proposte sul mercato in eleganti cassette di legno, vivono in bottiglie numerate dove spicca l’anno di imbottigliamento. Il packaging è completato da eleganti pergamene poste all’interno dell’astuccio che riportano altre curiosità e informazioni utili alla conoscenza dei diversi prodotti.
«L’annata rappresenta l’anno di distillazione - spiega Luigi Barbero, amministratore e socio della distilleria -. A questo segue un lunghissimo invecchiamento, spesso superiore ai 12 anni, prima in botti di rovere di media capacità e poi in botti piccole. Sono eccezionali grappe da meditazione da gustare lentamente sorso dopo sorso, così da percepire le calde ed uniche sensazioni che sanno trasmettere».
Oltre alla grappa di Barolo, tra le più conosciute, nell’assortimento Sibona sono disponibili le grappe riserva millesimate di Moscato, Barbera, Nebbiolo, Barbaresco ed il Distillato d’uva “Armonia di Langa”.
Grappa di Moscato Millesimata
Affina a lungo in botti di rovere prima di media poi di piccola capacità la Grappa di Moscato Millesimata Sibona che viene presentata sul mercato in una prestigiosa bottiglia Decanter con il logo della distilleria in rilievo sul vetro.
Nel calice si presenta di un colore ambrato profondo. Al naso ha profumo ricco, pieno, ampio e variegato, con in evidenza note floreali e fruttate. In bocca è morbida, aromatica, elegante con piacevole gusto di noce moscata, sambuco e frutti rossi. Lunga la persistenza al palato a cui trasmette decise e piacevoli sensazioni aromatiche. Ottima in abbinamento al cioccolato (in particolare quello fondente con alta percentuale di cacao) è da proporre al cliente con formaggi stagionati.
Si serve a una temperatura di circa 18°C, in calice classico tulipano o bicchiere baloon con o senza stelo (tipo cognac).
Grappa di Barolo Millesimata
Colore ambrato intenso e profumo pieno, ampio, di grande personalità per la Grappa di Barolo Millesimata Sibona. Al naso spiccano gli aromi della vaniglia dei frutti di bosco e del rovere tostato.
Al palato mostra struttura e un gusto profondo e vellutato in bell’equilibrio con le note vanigliate del legno usato per l’affinamento (botti di rovere prima di media poi di piccola capacità). Il retrogusto è lungo e persistente con in evidenza vaniglia e tabacco.
Grappa da meditazione da degustare lentamente per apprezzarne al meglio le calde ed uniche sensazioni che trasmette o da abbinare a frutta secca, noci, mandorle, dolci e cioccolato (soprattutto fondente con alta percentuale di cacao). Ottima con formaggi stagionati.
Si serve a circa 18 °C in calice classico tulipano o bicchiere baloon con o senza stelo.
Definiti i partner ufficiali dei Campionati italiani baristi indetti da Sca Italy per il biennio 2024-25. In pedana la macchina espresso M200 e il macinacaffè F83 E Pro.
La Cimbali e Fiorenzato hanno vinto il bando come partner ufficiali dei Campionati italiani baristi indetti da Sca Italy per il biennio 2024-25.
Per quanto riguarda la macchina espresso sarà LaCimbali M200, una macchina, come osserva Claudio Torresan, sales director del Gruppo, «unisce performance di altissima qualità a un design ergonomico e intelligente pensato per i baristi del futuro. Questa macchina consente il controllo preciso della temperatura di ciascun gruppo, assicurando stabilità e flessbilità e si conferma come macchina perfetta per queste competizioni che rappresentano un’opportunità unica per collaborare con i migliori professionisti della community e per rafforzare ulteriormente la nostra collaborazione con Sca Italy». La macchina M200 offre una risposta quanto mai attuale alle nuove richieste del mercato e si distingue per il design, firmato da Valerio Cometti+V12 Design, che le ha permesso di accedere alla sezione Design per il lavoro della selezione dell’Adi Design Index.
Per Fiorenzato il modello scelto è l’F83 E Pro, un macinacaffè on demand con macine piane da 83 mm, potenza di 650 Watt, capacità della campana di 1,5 kg e peso netto di 15 kg. Come tutti i macinacaffè della nuova Linea Pro ha la camera estraibile a sgancio rapido, che permette di gestire gli spazi dedicati alla macinatura del caffè in modo semplice, intuitivo e rapido, permettendo di estrarre il pezzo desiderato senza modificare la regolazione della granulometria.
Grazie alla nuova camera estraibile la manutenzione e la pulizia sono più semplici e veloci e la ritenzione è ridotta fino al 50% rispetto ai modelli precedenti. Grande soddisfazione anche ai vertici dell’Azienda di Santa Maria di Sala (VE), in cui Giulia Bagato, marketing manager osserva come «sponsorizzare i campionati italiani baristi è per noi davvero importante perché ci permette di supportare professionisti appassionati e competenti. La community dello specialty coffee è una nostra priorità, sia quando studiamo i nostri prodotti sia quando ascoltiamo i feedback su di essi. Siamo sicuri che questa esperienza ci darà nuova forza e slancio per continuare sempre al meglio nel nostro lavoro».
SCA Italy esprime apprezzamento e riconoscenza nei confronti delle aziende che hanno partecipato ai bandi, offrendo il loro supporto nei confronti dell’associazione e di tutta la community.
Continua la rassegna dedicata ai panettoni di Natale 2023. Le referenze prodotte ai professionisti dell'arte bianca sono numerosissime e mirano a "panettonizzare" le specificità del territorio, ma anche della propria filosofia di lavoro. Tra nomi storici della pasticceria e progetti innovativi che guardano anche al sociale, ecco la seconda parte della rassegna dedicata ai panettoni di Natale 2023.
Luigi Biasetto
Il panettone alle acciughe di Luigi Biasetto Per il Natale 2023 Luigi Biasetto propone un prodotto "eretico": il panettone alle acciughe. Il maestro si raccomanda di esporlo per qualche minuto a una fonte di calore, in modo da sprigionare il mix di aromi e sapori dati dal pesce, capperi, mele semicandite. Tra le ricette salate ci sono anche pomodori confit e pesto, nonché peperoni confit e cipolla di Tropea. Nell'offerta sono presenti anche i gusti più tradizionali come il milanese; albicocca, noci e cioccolato; cioccolato; pistaccio e cioccolato.
Il Natale di Marchesi 1824
Uno dei panettone decorati secondo Marchesi 1824Marchesi 1824, pasticceria simbolo dello stile milanese, porta in tavola una collezione natalizia ispirata alle boule de neige, le suggestive palle di neve che catturano la magia dell'inverno. Re indiscusso delle feste meneghine, il Panettone Classico di Marchesi 1824, frutto di quasi due secoli di ricerca e passione, si propone al palato con un gusto delicato e fresco dato dai pregiati ingredienti, selezionati nel rispetto della tradizione milanese. Non mancano i prodotti decorati a mano e ricette alternative alla tradizione: il Panettone senza canditi, il Panettone al Cioccolato, il Panettone Mela, Cannella e Caramello, il Panettone ai Marroni Canditi e il Panettone al Pistacchio arricchito da un’unica crema al pistacchio.
Sal De Riso
La Stella del Vesuvio firmata da Sal De RisoSal de Riso non rinuncia a omaggiare la propria terra d’origine, la Campania, e propone anche un classico rivisitato dai sapori partenopei: Stella del Vesuvio con cubetti di albicocche naturali candite e gocce di cioccolato bianco alle mandorle e una copertura di glassa alle nocciole. Presenti anche panettoni tradizionali o farciti, come la variante al Limoncello, ripieno di crema al limoncello e bucce di limone di Costa d’Amalfi I.G.P per un’alternativa gustosa al candito, o Sottobosco, con frutti di bosco e crema profumata alla vaniglia e rosmarino.
Andrea Tortora
Il panettone pere e gianduia di Andrea TortoraAndrea Tortora AT Patissier firma panettoni tradizionali e creativi. Tra questi ultimi, spicca l'accostamento pere e gianduia. Presenti anche la variante tre cioccolati e una ricetta "amica" degli intolleranti al lattosio, realizzata con olio extravergine d'oliva.
Dario Loison
Il panettone di Dario Loison Due nuovi ciocco-gusti per Dario Loison, che firma un'offerta complessiva di 18 tipologie di panettone, “La cioccolateria per me è un’evoluzione della pasticceria e in Loison c’è spazio per lo sviluppo, ma c’è bisogno di studio e sperimentazione”. Ecco spiccare il panettone con l'accostamento di canditi di Pera Williams senza solfiti e un blend personalizzato di cioccolato del Sudamerica; e quello arancia e cioccolato, una ricetta ben collaudata con scorze di arance di Sicilia e un cioccolato Cru monorigine sudamericano.
Fabrizio Galla
Il panettone extrafondente di Fabrizio GallaFabrizio Galla celebra il Natale 2023, lanciando per la prima volta il panettone Extrafondente. Creato a partire dal cioccolato 70% fondente Santo Domingo e vaniglia Tahiti, sprigiona sentori di frutti tropicali e agrumi. Disponibili anche il panettone tradizionale e il panettone pere e cioccolato fondente 65%.
Cotti in fragranza
I panettoni di Cotti in Fragranza Cotti in fragranza, brand nato all’interno del carcere minorile Malaspina di Palermo e oggi operativo anche all’interno di Casa San Francesco, propone tre panettoni per il Natale 2023. Torna il panettone Buonicuore al mandarino con glassa e un barattolo di marmellata biologica al mandarino. Disponibile anche il panettone Parrapicca, con impasto tradizionale, scorzette al limone e zenzero, ricoperto da una glassa al limone e accompagnato da marmellata spalmabile di limone. Infine, presente anche il panettone Coccitacca con scorzette d’arancia, copertura al cioccolato e, ad accompagnare, una golosa crema al cioccolato, venduta in una comoda sac à poche.
Da Vittorio
Il panettone di DaV Pastry Lab Dal DaV Pastry Lab la famiglia Cerea lancia le novità del suo Natale. Immancabile l’appuntamento con il panettone, nelle tre versioni principe: classico (farcito con tranci di frutta candita e uva passa), con impasto arricchito da cacao e gocce di cioccolato e infine con pepite di albicocca e Collio Picolit Doc, uno dei vini passiti più amati d’Italia. I panettoni di Da Vittorio sono celebri in Italia e nel mondo per il loro impasto, arricchito nei profumi da miele di zagara e cannella. Sono realizzati con farina di frumento monorigine, cui si affianca il germe di grano, dall’indice proteico del 15%, che permette di sopportare meglio il lungo processo di lavorazione con tre rinfreschi. Il 7 dicembre a mezzanotte verrà inoltre svelato all’interno dell’e-commerce del Da Vittorio Selection anche il nuovo lievitato realizzato in soli 1500 pezzi.
Vincenzo Pennestrì
Il panettone di Vincenzo PennestrìVincenzo Pennestrì firma una nuova gamma di lievitati dedicati alle feste 2023. Special edition della stagione è il panettone alla liquirizia, un omaggio alla Calabria con canditi al bergamotto, fichi secchi e ricoperto di cioccolato alla liquirizia. Non manca il panettone tradizionale, con cubetti di arancia candita, uvetta cilena, vaniglia del Madagascar e pasta di mandarino. Ma la punta di diamante della produzione di Sottozero restano i panettoni ripieni di gelato, ormai un vanto per il brand. Si va dal tradizionale senza canditi con bagna alla vaniglia, gelato alla nocciola, cuore di cioccolato fondente e gelato di gianduia ricoperto di cioccolato fondente al 75%. Poi c'è il panettone Giada con gelato alla nocciola reale delle Langhe, gelato alla pistacchiosa (con croccante di pistacchi), crema mediterranea al pistacchio, ricoperto di cioccolato al pistacchio, nocciole pralinate e pistacchi. Il panettone Americano è preparato con gelato al caramello di burro salato, gelato alle arachidi, pralinato di noci pecan, copertura di cioccolato al caramello Valrhona. Infine, il panettone Sicilia sorprende con il suo gelato di ricotta e pistacchio, sorbetto di mandarino, pistacchi croccanti, cioccolato fondente, canditi di arance, tutto ricoperto di cioccolato al pistacchio e pistacchi pralinati.
Eataly
Il panettone di Eataly Per il primo anno tutti i 50 punti vendita del gruppo Eataly metteranno in vendita tre tipologie di panettoni realizzati con ricette esclusive, racchiuse in un packaging identitario. Nascono, quindi, il panettone Classico, quello Arancia e Cioccolato, la versione accompagnata da Crema al Pistacchio. Lunghe lievitazioni e grande attenzione agli ingredienti del territorio come le nocciole Piemonte Igp delle Langhe.
Pavè
Il panettone di Pavè Il panettone Pavé si è affermato nell’ultimo decennio come uno dei più buoni in Italia, ed è per questo che il pasticciere Giovanni Giberti ha deciso di produrlo tutto l’anno, celebrandolo come il vero e proprio dolce della città di Milano. Prodotto nel nuovo laboratorio milanese, Panettone milanese Classico è realizzato utilizzando farina del Molino Bongiovanni, burro di Normandia, frutta candita, vaniglia del Madagascar, uvette selezionate Pariani e lievito madre di settant’anni. Quest’anno sono disponibili nel formato per due: preparati in vasocottura, sono di piccola pezzatura e lunga durata.
Fiorenzo Ascolese
Il panettone alle albicocche di Fiorenzo AscoleseFiorenzo Ascolese omaggia il Natale 2023 con un panettone tradizionale Milano pluripremiato, per poi spaziare tra ricette con Albicocche del Vesuvio varietà Pellecchiella, il panettone al Limoncello, il panettone al Pistacchio. Il tutto racchiuso in un pack elegante, pronto a soddisfare ogni tipo di consumatore e perfetto come idea regalo.
Forno Brisa
Il Veganone di Forno Brisa Un Natale intenso quello di Forno Brisa. Da novembre 2023 ha lanciato panettoni limited edition e partnership come fossero coriandoli. Si parte con il Veganone, il lievitato inclusivo, leggero e diverso, senza ingredienti di origine animale e fatto con sole materie prime naturali, autoprodotte e/o provenienti da filiere sostenibili. Inoltre, in occasione della riapertura del Modernissimo, Forno Brisa lancia il Panettonissimo: un panettone dal pack limited edition per completare la collezione 2023 e rendere omaggio allo storico cinema dell'affezionata città di Bologna.
300Mila
Il panettone di 300mila firmato da Marco SilvestroDavide De Matteis, patron del 300mila di Lecce, sta pian piano cambiando il Dna di questo locale pensato per un'offerta ristorativa all day long. Nel carnet di proposte gastronomiche non può mancare il panettone, che quest'anno nascono da un importante progetto di inclusione. Infatti, sono prodotti nel laboratorio 300mila aperto all'interno dell'ex carcere minorile di Lecce. Quattro i tipi di panettoni di Natale 2023 tra cui scegliere: il Classico con uvetta e cubetti di arancia candita, il Panettone Particolare con fichi, noci, arance, ricoperto di cioccolato, al Pistacchio o al Cioccolato, ciascuno con una confezione colorata, che racconta l’amore per il territorio, negli ingredienti e nel packaging, dove appaiono stilizzati i monumenti di Lecce.
Mamm
Il panettone inclusivo di MammRoberto Notarnicola, founder di Mamm, ha realizzato il suo primo panettone nel 2020, spinto dal desiderio di servire sulla tavola di famiglia un prodotto con cui stupire la mamma e tutte le zie. Oggi lancia la sua nuova collezione di panettoni dove - insieme alla versione classica e ai quattro cioccolati - ci sono due proposte ispirate all’inclusività del gusto. La prima è a base di olio extravergine di oliva del frantoio Petruzzi, piccola realtà di Fasano (BA). La ricetta è arricchita con gianduia e albicocche, perfetta per chi è intollerante al lattosio. Il secondo panettone inclusivo, invece, ha un impasto classico ma senza uvetta e canditi, per tutti quelli che non li amano. “Tutti hanno il diritto di avere il proprio panettone”, dicono da Mamm che per il pack di quest’anno ha voluto i colori dell’arcobaleno, un omaggio alla comunità Lgbtq+.
Vergani
Il panettone di Vergani Dopo il successo della Pandoro Experience con crema al pistacchio dello scorso anno, Vergani ha deciso di ampliare la propria Linea Sac à poche con farciture dedicate anche al panettone. Proposto senza canditi, è venduto in formato da 850 grammi da farcire con crema al pastacchio o al gianduia crunchy.
Francesco Bedussi
Il panettone di Gennaro Esposito I panettoni per il Natale 2023 di Francesco Bedussi saranno quattro: classico con canditi e uvetta, solo essenza di limone senza canditi, albicocche semicandite, cioccolato con impasto al cacao e cioccolato all’interno. I panettoni preparati con amore dal giovane Francesco Bedussi si distinguono per fragranza e, nelle versioni tradizionali, per il loro colore giallo intenso dovuto all’importante impiego di uova.
Gennaro Esposito per Fèlsina
Il Natale 2023 è all’insegna della miglior tradizione toscana con il Panettone all’uva passita di Fèlsina firmato dallo Chef Gennaro Esposito. L’azienda vitivinicola di Castelnuovo Berardenga presenta la limited edition di soli cento pezzi in una speciale box, nella quale ogni lievitato è abbinato al Vin Santo del Chianti Classico Doc.
Peck
Il panettone di Peck Ogni anno per Peck il Natale è l’occasione di raccontare una favola fatta di meraviglia e stupore. Nasce proprio da qui il “Giardino delle Meraviglie”, le creazioni dei maestri pasticceri che andranno ad abbellire le tavole delle feste. Oltre all'immancabile panettone tradizionale di Peck, saranno disponibili quattro varianti: amarena, limone e mandorla; pere e cioccolato; arancia, ananas e zenzero; pistacchio, caffè e cioccolato bianco.
Infermentum
Il panettone fichi, mele e noci di InfermentumInfermentum è il progetto di quattro amici con la passione per la pasticceria e background che con l'arte bianca non hanno nulla a che vedere. Insieme hanno creato un brand divenuto famoso per esser stato i primo a insacchettare i grandi lievitati della tradizone. Dal panettone tradizionale prendono il via le ricette più amate: albicocca e cioccolato fondente; fichi, mele e noci; tre cioccolati; dark; il senza canditi; il senza lattosio. Ogni prodotto viene realizzato in tiratura molto limitata e va consumato il prima possibile.
Pasticceria Veneziani
Il panettone di Pasticceria VenezianiNel cuore del quartiere Coppedè la pasticceria Veneziani sta sfornando i suoi panettoni per Natale. Maria Grazia Veneziani e il capo pasticcere Marco Maniaci propongono solo in formato da chilo il panettone tradizionale e le varianti cioccolato, caffè crema di latte e rum; cioccolato e amarene; frutti di bosco; ananas, cocco e cioccolato bianco; marron glacé. Da provare anche il pan buccellato con impasto al cioccolato, fichi, profumo di mandarino e spezie come pepe di Cubebe e di Sichuan, arricchito poi da pepite di cioccolato.
Hiromi Cake
Il panettone di Hiromi CakeTecnica italiane gusti di ispirazione giapponese: i panettoni di Hiromi Cake sono realizzati con lievito madre rinfrescato, dando vita a due gusti. Il primo è il panettone al tè matcha, con impasto al matcha, albicocche candite e cioccolato yuzu. Il secondo è il panettone cioccolato, zenzero e gianduia. Entrambi sono disponibili nella pezzatura da mezzo chilo.
Buono
Il panettone "buono come il pane" di Christian delle FaveChristian delle Fave propone il suo panettone “Buono come il Pane”, dal nome del suo panificio romano. Tra i vari gusti in carta ci sono il classico, quello al cioccolato, al pistacchio (vincitore del premio Dolce Roma). Quest’anno si è aggiunta anche la variante cioccolato e arancia, realizzato con una copertura di cioccolato e pezzi di arancia.
Cresci
Il panettone di CresciAnche per il Natale 2023 Danilo Frisone, fondatore del forno Cresci, propone il suo panettone artigianale. Tra gli ingredienti spicca il burro italiano delle Fattorie Fiandino, le farine del Molino Pasini e la frutta candita biologica di Morandin. Il panettone - tradizionale o con albicocche candite e cioccolato - è disponibile solo nel formato da chilo.
Giano
I panettoni di GianoPer il secondo anno la pasticceria contemporanea Giano propone i suoi dolci natalizi. Marco De Bellis e Nicius Castellazzi stanno lavorando alla versione tradizionale, ma anche la panettone al cioccolato e quello al pistacchio. La novità tra i panettoni di Natale 2023 sono le ricette salate. Tre impasti: al pomodoro con guanciale, pecorino e pomodori secchi; prosciutto crudo artigianale, provola e pomodori secchi; olive, carciofi e pomodori secchi.
Arte Bianca
Il panettone di Arte BiancaGabriele Iambrenghi, classe 1996, è la mente e le braccia dietro la pizzeria Arte Bianca. La sua passione per la lievitazione lo ha portato per il secondo anno consecutivo a proporre la sua idea di panettone, disponibile in versione tradizionale e al cioccolato.
Luigi Giannotti
Il panettone di Luigi Giannotti Luigi Giannotti ha iniziato a fare panettoni nel 1998, raccogliendo la tradizione paterna, radicata nell’omonima pasticceria di Bovino (Fg). Seguendo il metodo tradizionale con lievito al sacco, come insegna la tradizione milanese, oggi offre ai suoi clienti un prodotto tecnico, ma capace di interpretare i trend del momento in modo trasversale. Tradizione, leggerezza, riduzione degli zuccheri: si va dal panettone tradizionale al goloso gianduia e caffè, passando per abbinamenti che omaggiano la Puglia, come il panettone fichi, mandorle e albicocche.
Simona Solbiati
Il panettone di Simona SolbiatiIl Natale è uno dei momenti più intensi per Simona Solbiati, che chiude il 2023 con l’apertura del suo primo store monomarca a Brescia. Presenti anche i suoi panettoni tradizionali con uvetta e arancia, ricoperti di cioccolato fondente, disponibile nei formati da 120 grammi al chilo.
Gerla 1927
L'offerta natalizia di GerlaEvi Pelliotto, executive chef di Gerla 1927, presenta i suoi panettoni. Realizzati a partire da lievito madre, sono proposti in tre golose varianti. Si va dalla ricetta classica con uvetta e canditi alla versione con gocce di cioccolato. Per gli amanti della tradizione piemontese, disponibile anche il panettone marron glacé, preparato con crema di marroni e marron glacé a pezzi.
Martesana
I panettoni della pasticceria MartesanaLa pasticceria Martesana ha creato il Panettone d’Oro limited edition in collaborazione con Moschino. Con una cappelliera dorata realizzata dal Maestro Vincenzo Santoro, il panettone presenta una glassa al cioccolato Gold e nocciole Igp Piemonte e granella di nocciole. Presenti anche il panettone bianco (senza uvetta e canditi), ai tre cioccolati, pistacchio e cioccolato bianco.
Ciacco
Il panettone amaro di CiaccoIl chimico e gelatiere Stefano Guizzetti dedica al Natale 2023 il panettone amaro. Si tratta di una ricetta ormai diventata un must. Studiato e sperimentato per mesi con l’obiettivo di trovare il giusto equilibrio tra i sapori inaspettati: erbe, radici, mirtilli e pompelmo per un lievitato che sconvolge il palato con un amaro inatteso, che sul finale regala gli aromi di genziana, rabarbaro e china insieme alla dolcezza di mirtilli rossi e blu e l’asprezza del pompelmo candito. Non mancano il panettone Milano, quello gianduia e quello all'albicocca.
Federico Prodon
I panettoni di Federico Prodon Per il Natale 2023 Federico Prodon propone panettoni classici, creativi e farciti con il gelato. La limited edition Zibibbone riprende la ricetta del panettone tradizionale e la rivisita con uvetta sei corone idratata con uno Zibibbo della zona fra Marsala e Mazara del Vallo, lo stesso che Prodon utilizza per la ricetta del suo gelato Malaga. Con lo stesso Zibibbo prepara uno sciroppo inserito dopo la cottura per rendere l'impasto morbido e profumato. Non mancano le ricette classiche, al pistacchio e alla Gianduia.
Daniel Canzian
La creazione di Daniel Canzian Sono tanti gli chef che hanno dedicato i propri sforzi ai panettoni di Natale 2023. Tra questi, Daniel Canzian. Per quest'anno ha presentato MassaBon, il nuovo panettone alle albicocche arrosto caratterizzato da morbidezza, un gusto delicato e un aroma fruttato da scoprire. Il classico dolce delle feste si aggiunge al già esistente MI.O, con Pasta di arance arrosto, il cui nome rimanda alla città - Milano - dove nasce la ricetta originale del panettone, rivisitata dallo chef nel 2019 ed evolutasi ulteriormente nel tempo. I due dolci ben rappresentano la filosofia di Daniel Canzian, che coniuga tradizione, semplicità e raffinatezza, definendo una proposta contemporanea in continua evoluzione.
Ristorante il Pescatore - Grand Hotel Fasano
I panettoni di Pasquale Tozzi, chef del Ristorante Il Pescatore Lo chef Pasquale Tozzi, oggi al comando del Ristorante Il Pescatore al Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera, dedica il suo lavoro ai lievitati per le festività natalizie. Propone il panettone in sei versioni: tradizionale con uvetta; arancia cedro e limone candito; cioccolato bianco e arancia in una speciale forma di ciambella; Rosa del Garda con limone e olio d'oliva al posto del burro. Infine, una new entry: uva passa di Zibibbo, passito di Pantelleria e cioccolato di Modica.
Fabio Tuccillo
Grace, il panettone evocativo di Fabio Tuccillo L'hashtag per le feste di Natale firmate da Fabio Tuccillo è, naturalmente, panettone. Il bakery chef giunto tra i finalisti del concorso internazionale Coppa del Mondo del Panettone, ha sfornato 10 specialità. Esclusiva novità di quest’anno è Grace, un panettone tutto al cioccolato, dal forte significato simbolico, realizzato con tre diversi impasti, cioccolato fondente, gianduia e nocciola, farciti con due delicati cremini, alla nocciola e al cioccolato a latte. A completare, una copertura a specchio di cioccolato Caramélia con perline croccanti e note golose di caramello salato. Tra i panettoni di Natale 2023 disponibili anche la variante classica, e quella al cappuccino e cioccolato bianco con impasto al cappuccino e cremino al cioccolato bianco e nocciola con copertura blond Dulcey. Infine, Tuccillo ha creato il Vesuviello, una lavorazione con tre impasti farcito con albicocca Pellecchiella del Vesuvio e pasta di mandorla siciliana, ricoperto di golosa ganache al cioccolato bianco.
Alessandro Spoto
Il panettone Limited Edition di Alessandro SpotoAlessandro Spoto, maestro panificatore 3 pani Gambero Rosso, propone un panettone limited edition fatto con lievito madre, farina tipo 0 Bongiovanni Grand'Italia, uova fresche di galline allevate a terra e burro francese. Il tocco creativo è nella farcitura a base di chinotto, cioccolato bianco al lampone, lamponi freschi, sambuco semicandito e noci di macadamia.
Nuovo Mondo
Il Giulebbe di Paolo e Andrea Sacchetti Celebre in tutta Italia per il suo prodotto più famoso, le Pesche di Prato, la Pasticceria Nuovo Mondo vanta oggi prodotti che sono diventati icone. A Paolo Sacchetti, pluripremiato proprietario della pasticceria e membro storico di Ampi, si affianca il talento del figlio Andrea, cresciuto nel laboratorio del padre. Per questo Natale tante le referenze proposte. Si parte con Giulebbe, un panettone del territorio, realizzato con ingredienti locali come i fichi secchi di Carmignano, Presidio Slow Food, pinoli di San Rossore in glassa, noci della val di Bisenzio. Poi c'è il Pan Ballotto: “marzapane” a base di marroni del Mugello IGP lessi, pasta di marroni e alchermes (Prodotto Agroalimentare Tipico della Toscana, liquore dolce e aromatico dall'inconfondibile colore rosso). Anche la glassa del panettone è fatta con la farina di marroni.
Forno Follador
Il panettone di Antonio FolladorAntonio Follador è innamorato dei grandi classici del Natale. Per questo, giunti alla fine dell'anno, non fa mai mancare le sue interpretazioni dei grandi lievitati delle feste. La novità per il 2023 è il Mandarino e Gianduia, un lievitato farcito con mandarino tardivo di Ciaculli, frutto dalla buccia fine e di intensa dolcezza, e gianduia da nocciola Piemonte IGP Tonda Gentile Trilobata, e con una copertura al cacao, nocciole e zucchero in granella. In più, presenti otto diverse varianti: dal panettone da Tradizione al Gran Mandorlato, passando per il Glacè; pistacchio; cioccolato e amarene; mele, noci e cannella; limone, orzo tostato e cioccolato.
I panettoni di Natale 2023 di Dolcemascolo
Il panettone di Matteo Dolcemascolo Il panettone artigianale di Matteo Dolcemascolo, prodotto rispettando ogni fase di produzione, richiede 72 ore di lavorazione che inizia dalla cura del lievito madre. A questo vengono aggiunti la farina italiana macinata a pietra, il burro di centrifuga delle Alpi, le uova certificate da allevamenti a terra e senza antibiotici, la vaniglia naturale del Madagascar estratta a mano e i canditi di prima qualità. Ogni passo della produzione viene eseguito a mano, dal rinfresco del lievito al confezionamento. Disponibile nelle varianti classico e cioccolato, anche nel formato magnum, ai frutti di bosco, cioccolato e pera, cioccolato e lamponi e al pistacchio con crema spalmabile.
Di Stefano
La latta limited edition di Di Stefano Il marchio siciliano Di Stefano ha deciso inondare il Natale 2023 di novità. Per chi avrebbe voglia di avere sempre il panettone appena sfornato tra le mani arriva il Farcito Freschissimo in edizione limitata e su prenotazione. Inoltre, disponibile anche il panettone da farcire con la sac à poche inclusa con i gusti cioccolato siciliano e pistacchio. Un'altra novità di Natale 2023 è il panettone Cacao e Agrumi di Sicilia. Infine, c'è la capsule collection limited edition - Abbiamo tutto, manca il resto - realizzata per il Panettone Magnum dagli artisti Lorenzo Romano e Azzurra Messina e curata da Farm Cultural Park.
Con il tripudio delle sue nove botaniche, questo gin, custodito in un pack impreziosito dalle illustrazioni di Milo Manara, è il regalo perfetto per chi sa apprezzare la fusione di arte, gusto ed eleganza
Il Natale è il momento perfetto per immergersi nell’eccellenza di J.Rose Gin. Un london dry nato per offrire un'esperienza sensoriale senza pari: ogni sorso è un viaggio attraverso il gusto, ideale da assaporare nell'atmosfera magica delle festività. Una ricetta unica, dove l'essenza del bergamotto si fonde armoniosamente con una selezione di nove botaniche, regalando un gusto che incanta il palato.
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Il tripudio delle nove botaniche
Il ginepro guida la danza di sapori di J.Rose, portando con sé una nota predominante che si distingue per la sua intensità. Al primo approccio, svela un calore avvolgente e pungente. Il bergamotto e le bucce di mandarino aprono un delicato dialogo agrumato, regalando freschezza e un morbido equilibrio che rende il respiro un'esperienza in sé. I fiori di fico d'India aprono il sipario tra naso e palato, creando un arco sensoriale che culmina in un retrogusto fruttato. L'essenza legnosa, donata dalla corteccia di quercia, gli conferisce note tostate evocative del calore della nocciola e del profumo avvolgente della noce.
La gradazione alcolica del 43%, esalta il profilo aromatico delle nove botaniche, rendendo J.Rose Gin non solo una scelta sofisticata, ma l'ingrediente ideale per cocktail di raffinato prestigio.
Per un Natale di gusto e raffinatezza
Ma non è solo il contenuto a rendere questo gin speciale: è anche il suo scrigno. Il packaging è un capolavoro artistico, un'ode all'eleganza, perfetto per il Natale. Immagina l'emozione nel ricevere una bottiglia di J.Rose, avvolta con cura in un packaging che è un omaggio all'arte. Le illustrazioni del maestro Milo Manara danno vita a ogni bottiglia, rendendola un autentico regalo da collezionare.
J.Rose Gin non è solo un regalo per i palati più raffinati, ma un'affermazione di stile. Un regalo pensato per coloro che apprezzano la fusione di arte, gusto ed eleganza.
Con un'operazione da 1,32 miliardi di dollari, la più rilevante nella sua storia il Gruppo ha messo le mani sulla maison francese, una delle delle quattro principali case di cognac al mondo, e si rafforza nel segmento degli spirit invecchiati
È nel campo dei cognac di alta gamma il nuovo colpo messo a segno da Campari Group. Il Gruppo ha infatti avviato una trattativa in esclusiva con Beam Suntory per acquisire Courvoisier, tra le prime quattro case storiche di premium cognac. Un’operazione da 1,2 miliardi di dollari (1,11 miliardi di euro), la più rilevante nella storia del Gruppo, con la quale Campari punta a rafforzarsi ulteriormente nel segmento degli spiriti invecchiati e a fare del cognac il quarto asse portante, con aperitivi, bourbon e tequila, della sua strategia. Ma non solo, perché l’acquisizione apre nuove importanti opportunità di crescita negli Stati Uniti e nella regione asiatica, aree centrali nei piani di sviluppo del Gruppo e dove Courvoisier ha una forte esposizione.
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«Siamo entusiasti di acquisire una delle prime quattro case storiche di cognac, Courvoisier, con un significativo potenziale ed espressioni molto rinomate. L’aggiunta di Courvoisier al nostro portafoglio di priorità globali costituisce un'opportunità unica e rara di espandere il nostro portafoglio di premium spirit e la nostra offerta di premium spirit e cognac – ha commentato in una nota stampa Bob Kunze-Concewitz, ceo di Campari Group -. Inoltre, permette di accelerare il nostro percorso di premiumizzazione, arricchendo ulteriormente il nostro portafoglio RARE, la divisione creata per accelerare il potenziale di crescita di una gamma selezionata di marchi ed espressioni super e ultra-premium nei nostri principali mercati».
Il cognac di Napoleone III
Fondata nel 1828 da Félix Courvoisier a Jarnac, nella regione francese della Charente, Courvoisier è la più recente e la più premiata delle quattro grandi case storiche di cognac. Ha ricevuto il titolo di Fornitore Ufficiale della Casadell'Imperatore da Napoleone III, ha fornito le corti reali d'Europa ed è stata la bevanda preferita della Belle Epoque, scelta per celebrare l'inaugurazione della Torre Eiffel e l'apertura del Moulin Rouge. Con la sua collezione principale di VS, VSOP e XO, che ha la sua massima espressione in L'Essence de Courvoisier, creata con le migliori riserve delle Borderies e dei Crus Grande Champagne, alcune delle quali risalgono all'inizio del XIX secolo, ulteriormente rafforzata da una gamma premium di edizioni limitate, ha costruito solide credenziali attraverso una varietà di stili versatili del cognac.
La maison francese, che porta in dote anche il marchio Salignac, nel 2022 ha totalizzato vendite nette per 249 milioni di dollari, con un margine di contribuzione, ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni, di 78 milioni di dollari. Nei primi dieci mesi dell’anno in corso ha realizzato vendite nette per 148 milioni, in calo del 33% rispetto allo stesso periodo del 2022, e il margine di contribuzione è stato pari a 37 milioni. Un calo dovuto in particolare alla normalizzazione dei consumi negli Usa, dopo il boom post Covid, che costituisce il mercato più grande di Courvoisier, dove nel 2022 ha realizzato circa il 60% delle vendite nette, seguito da Regno Unito e Cina, che insieme rappresentano il 25% delle vendite.
Nuove opportunità di crescita negli Usa e in Asia
«In quella che è la più importante operazione nella storia di Campari Group, Courvoisier consentirà di compiere un significativo passo avanti negli Stati Uniti, nel contempo offrendo potenziale trasformativo nella regione strategica dell'Asia Pacifico nel lungo periodo – ha commentato Matteo Fantacchiotti, deputy chief executive officer Campari Group -. Oltre ad acquisire un marchio riconosciuto a livello globale con forti credenziali di premiumizzazione, abbiamo un'opportunità unica per espandere in modo significativo la nostra capacità di produzione e imbottigliamento di cognac in Francia, una piattaforma centrale della nostra supply chain globale».
Project East Asia 2024, l’annuale ricerca del World Coffee Portal, registra un mercato in grande fermento e nuovi Paesi emergenti come Vietnam, Malesia e Indonesia.
Se nel report del 2021 aveva mostrato un lieve rallentamento, i dati del World Coffee Portal sul mercato delle caffetterie a marchio nell’Asia Orientale - Project East Asia 2024 -, mostrano un mercato in forte espansione in cui il ruolo di traino è passato dalla Corea del Sud alla Cina. Quest’ultima, sottolinea Jeffrey Young, fondatore e Ceo di Allegra Group «è rapidamente diventata una potenza globale dell’industria del caffè. È incoraggiante vedere i mercati consolidati della Corea del Sud e del Giappone continuare a registrare ottimi risultati insieme alla crescita della cultura del caffè in mercati di rapido sviluppo come Vietnam, Malesia e Indonesia».
Il nuovo report evidenzia una crescita del mercato delle caffetterie a marchio del 24% nell’ultimo anno, che hanno raggiunto 119.221 punti vendita; soprattutto indica che la Cina ha superato gli Stati Uniti,diventando il più grande mercato di caffetteria di marca al mondo in termini di punti vendita, con un +58% negli ultimi 12 mesi, raggiungendo quota 49.691; la seguono la Malesia (+28%) e le Filippine (+15,3%).
Trainano la crescita format basati su piccoli locali e sulla consegna a domicilio di Cotti Coffee (6004 locali) e Luckin Coffee (5059). Come già rilevato lo scorso anno, colpisce anche la crescita qualitativa dell’offerta di queste catene, che nelle loro homepage vantano Platinum e Gold Medal dell’International Coffee Tasting, il concorso organizzato dallo Iiac - Istituto Nazionale Assaggiatori di Caffè e che premia i migliori caffè a livello mondiale. Da parte sua, Starbucks ha registrato 785 aperture ed è il secondo operatore nel Paese, mentre rimane il primo per l’intera area: ha infatti aperto 1.223 nuovi locali arrivando a quota 13.524 in 15 mercati. Ma la rapidità nella crescita di concorrenti come Mega Coffee nella Corea del Sud, Tomoro Coffee nell’Indonesia e Zus Coffee della Malesia stanno sfidando il suo dominio.
Mentre il mercato nell’Asia Orientale cresce e si fa maturo, gli operatori in rapida espansione sono sempre più alla ricerca di opportunità di crescita internazionale. Così, Cotti Coffee è entrato in Corea del Sud, Indonesia, Giappone e Hong Kong, mentre hanno varcato le frontiere anche Luckin Coffee, Kopi Kenangan e Compose Coffee.
Da parte loro i consumatori - che vedono una buona presenza di giovani - indicano il ruolo centrale dei coffee shop nell’incentivare i consumi, con l’89% degli intervistati che visita o ordina (il 57% preferisce la consegna delle bevande alla visita al bar) almeno una volta la settimana; un quinto di loro lo fa quotidianamente.
L’ottimismo nel settore rimane elevato e World Coffee Portal prevede che il mercato totale delle caffetterie di marca dell’Asia orientale supererà i 136.500 punti venditaentro novembre 2024 e 181.500 entro il 2028, con con un tasso di crescita annuale nel quinquennio dell’8,8%. Nei prossimi anni si intravvede un rallentamento dei locali in Cina al 24% nel 2024 e al 6% nel 2028, con una crescita a due cifre per Indonesia, Malesia e Filippine.
La maître chocolatier Simona Solbiati ha il suo primo monomarca. Siamo a Brescia, in Corsia del Gambero, 10. Qui Simona ha inaugurato una vera e propria boutique del cioccolato, investendo con decisione nella città e nel suo centro storico. Gli spazi sono dedicati a prodotti di altissima qualità e a una vasta selezione di cioccolati, praline e piccole opere d’arte interamente lavorate a mano.
Il punto vendita di Simona Solbiati
Lo store sorge in una location dal design elegante e minimal. Soffitti a volta e due grandi vetrine affacciate su un luogo storico del centro cittadino, Corsia del Gambero, completano l'atmosfera sofisticata. La scelta delle cromie, un ampio banco espositivo progettato e realizzato su misura da Tecnoarredamenti, si combina con un uso sapiente di volumi e luci. Tutto ha un obiettivo: far risaltare le caratteristiche e i dettagli dei prodotti esposti.
Per un Natale solidale
Il Natale è forse il momento di massima espressione per la creatività e la maestria di Simona Solbiati, che ogni anno disegna ed elabora una ricca collezione di soggetti natalizi. Anche quest'anno non mancano slitte, trenini, alberelli di Natale di varie forme e dimensioni, renne, orsetti ed elfi. In occasione della nuova apertura e per rendere questa festività davvero speciale e solidale, Solbiati ha creato e messo in vendita una speciale Christmas Box di palline di cioccolato. Il ricavato di queste vendite andrà a sostegno della fondazione bresciana Carolina Zani Melanoma Foundation. Nata all'inizio del 2021 in memoria di Carolina, scomparsa prematuramente nel 2017 a causa del melanoma, la fondazione ha come obbiettivo quello di sostenere chi combatte in prima linea contro la patologia, attraverso attività di prevenzione, ricerca, cura e sostegno a malati e famiglie. Enrico Zampedri e Patrizia Ondelli, presidente e fondatrice della fondazione, sono stati tra i primi a varcare la soglia del nuovo punto vendita.
La boutique del cioccolato di Simona Solbiati
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Simona Solbiati, l'architetto del cioccolato
Simona Solbiati è un architetto del cioccolato. La materia prima viene plasmata per arricchire il sapore con l'estetica. Ciò è possibile grazie anche ai suoi studi d’architettura, che l’hanno indotta a cercare sempre la perfezione e l’armonia delle forme. «Non avrei mai pensato che i miei studi mi avrebbero aiutato a creare dolci - ha raccontato Simona - ma anche quando si lavora il cioccolato bisogna confrontarsi con forma, volume, composizione, proporzioni, colori e texture in modo corretto. La giusta combinazione di tutti questi fattori mi permette di dar vita a creazioni ben equilibrate».
Il laboratorio milanese
E pensare che tutto è iniziato da un piccolo spazio artigianale aperto nel 2009 nel cuore di Milano. È qui che la maître chocolatier, con l’aiuto di due collaboratori, studia e calibra tutti gli ingredienti con precisione scientifica, dando forma ad architetture golose, pezzi unici, capaci di stimolare sensorialmente tutti i cinque sensi. La sua nuova boutique del cioccolato sarà la vetrina in cui accogliere i suoi ammiratori.
Fine anno effervescente per il mercato birrario, dal concorso XMas Beers di Unionbirrai, alla ricerca Cerb-AssoBirra, alle proposte in tema di Forst, Menabrea, Theresianer, Baladin, Compagnia dei Caraibi - Right Beer, L'Orso Verde, QBA - Quality Beer Academy, Birra Dolomiti, Menaresta.
Ai brindisi delle feste a base di bollicine di origine enologica (vini spumanti, Champagne, Prosecco...), si stanno aggiungendo sempre più spesso brindisi a base di specialità birrarie appositamente realizzate per il Natale.
Nord e centro Europa da secoli danno vita a birre stagionali, a cominciare da quelle create appositamente per le festività di fine anno come il Natale, dal Belgio alla Germania, dall'Inghilterra alla Scozia, dalla Francia alla Danimarca.
Di base si tratta di arricchimenti e aromatizzazioni relativi a birre doppio malto realizzati con particolari tostature di malti, spezie, cannella, vaniglia, caffè, cacao, castagne, miele, frutta, passaggio in botti dai legni più diversi, ma tutte caratterizzate da indicazioni e/o confezioni speciali riferite al periodo di fine anno come Christmas, XMas, Nöel, Winter.
Al MediBeX di Bari il concorso XMas Beers di Unionbirrai
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locandina MediBeX 2023 Bari
Concorso XMas Beers di Unionbirrai
Unionbirrai, una birra scura di Natale
Da alcuni anni questa tradizione ha coinvolto anche diversi produttori e distributori italiani, dalle filiali delle multinazionali ai birrifici artigianali, tanto che Unionbirrai (l'associazioone dei piccoli birrifici indipendenti) realizza da tre anni un apposito concorso sulla creatività nazionale: XMas Beers che quest'anno si terrà a Bari lunedì 18 dicembre nel corso del MediBeX, Mediterranean Beer Experience. Non solo. Ai concorrenti sarà richiesto di proporre il miglior abbinamento gastronomico come quello con il panettone. Quest'anno i protagonisti sono il Panettone Artigianale Tradizionale e il Panettone Artigianale al Cioccolato Creativo, doppio titolo vinto del Panificio Pompilio di Ariano Irpino (Avellino) alla settima edizione del concorso Maestro Panettone di goloasi.it
Le caratteristiche richieste dal bando del concorso XMas Beers 2023 (3.a edizione) di Unionbirrai per identificare unabirra di Natale sono:
a) Gradazione alcolica sopra al 6,5%
b) Amaro fra medio e moderato max 70 IBU
c) Acidità non caratterizzante
d) Potranno avere note speziate e/o di zuccheri canditi, frutta rossa
e) Riportare un chiaro riferimento al Natale o all’inverno nel nome della birra stessa o nella descrizione in etichetta.
Il trend di mercato secondo CIB - AssoBirra
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Assobirra, donne che bevono birra
Alfredo Pratolongo, presidente Assobirra
Alfredo Pratolongo, presidente Assobirra
Andrea Bagnolini direttore generale AssoBirra
Questo il trend rilevato secondo l'ultima indagine BVA Doxa per il Centro Informazione Birra - CIBdi AssoBirra (l'associazione dei produttori di birra e malto):
«Durante le festività natalizie si evidenzia un tendenziale - precisa Alfredo Pratolongo, presidente AssoBirra - ma sempre moderato, aumento medio settimanale del consumo di birra, che passa da circa 2 volte a settimana a 2,3, preferendola in accompagnamento con il cibo, durante la cena (67%), l’aperitivo serale (43%) e il pranzo (31%). Con un’evidenza su tutte: persino durante il tradizionale pranzo di Natale la birra non abbandona la tavola. Un italiano su due ha, infatti, abbinato la “bionda più amata” ad un pranzo delle feste, ma non solo, il 78% del campione dichiara di voler festeggiare abbinando la birra ai propri piatti preferiti. Anche durante il cenone di Capodanno la birra diventa protagonista: il 30% degli italiani ha infatti brindato con la birra, percentuale che cresce al 43% se si guarda alla Gen. Z. Un modo anche per rinnovare la tradizione, secondo il parere del 64% degli intervistati».
«La birra è ormai entrata a far parte delle nostre tradizioni, ritagliandosi una centralità anche durante le festività natalizie - dichiara Andrea Bagnolini, direttore generale di AssoBirra - e un ruolo da protagonista in tavola durante la cena della Vigilia e il pranzo di Natale, in abbinamento ai piatti tipici. Ma non solo, abbiamo visto quanto la birra possa essere un’idea apprezzata per un regalo originale, che può far scoprire ai consumatori un nuovo lato della bevanda, un interesse che, come AssoBirra, ci auguriamo continui a crescere. La birra genera un significativo valore sociale per il nostro Paese perché è entrata a pieno titolo nelle abitudini di consumo moderato degli italiani e nelle loro occasioni di convivialità, e questi ultimi dati ne sono un’ulteriore conferma. L’Italia, oltre a ricoprire un modello di produzione ed export, rappresenta quindi un esempio virtuoso per il consumo della birra: infatti, grazie alla sua leggerezza, alla varietà e al gusto, si può accompagnare a tutti i pasti, con un consumo che si inserisce in uno stile di vita improntato al benessere e all’equilibrio, nel corso di tutto l’anno”.
Ventesima edizione di Forst Birra di Natale
Birra di Natale ForstLimited Edition è di nuovo disponibile nell'attesa versione da collezione in vetro decorato da 2 litri, anche questa volta con un dipinto fatto a mano dall’artista Franz. J. Platter, realizzato in occasione della storica ricorrenza, il Ventesimo Compleanno.
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Birra di Natale Forst 2023 in bottiglia 2 litri
Birra di Natale Forst 2023 33 cl
Birra Forst Birra di Natale Christmas Brew
Birra Forst Birra di Natale Christmas Brew
Valigia di Natale Forst 2023
Ingresso della Foresta di Natale Forst con la Campana della Pace
La decorazione artistica si ispira ai simboli di Birra Forst, riportando numerosi elementi decorativi: per la festa di Natale, tre angeli cherubini portatori di speranza, fede e carità si librano sugli elementi di Birra Forst, tre abeti decorati con stelle brillanti che rappresentano i vent'anni della Birra di Natale Forst.
Anche le tre corone sul fusto di birra brillano d'oro. Lo stemma della corporazione dei birrai e delle malterie, nell'angolo sinistro, e lo stemma Forst, nell'angolo destro, riflettono la tradizione della birra altoatesina di Lagundo (Bolzano). La pietra di zaffiro blu, finemente incastonata, è dipinta con la stella del birraio color oro, che ha uno stretto legame cristiano con il Natale e ne trasmette lo stesso messaggio.
Fatto a mano, il dipinto viene fissato alla bottiglia da 2 litri attraverso diverse fasi molto elaborate e mediante processi di cottura, rimanendo fedele all'originale e perfettamente riconoscibile nei dettagli.
La Birra di Natale Forst (5,2% alc) può vantare un bel colore ambrato e un gusto piacevolmente luppolato e maltato, una spuma dalla fine alveolatura e viene imbottigliata nel piccolo impianto di produzione in botti di Birra Forst.
Birra Forst è stata la prima azienda italiana a introdurre venti anni fa la tradizione nordica della Birra di Natale o Christmas Brew, proponendola come ideale accompagnamento alle gustose pietanze tipiche e saporite di questo momento dell’anno. Per la sua degustazione è disponibile un boccale natalizio dai caldi colori festivi quali il rosso, il verde e l’oro.
Oltre alla rinomata bottiglia da 2 litri in vetro, Birra di Natale Forst è disponibile anche in fusti da 15 e 30 litri, nel pratico fustino Forsty da 12,5 litri, in bottiglie da 33 cl e nella Valigia di Natale (novità 2023) idea regalo che comprende 3 bottiglie da 33 cl, due boccali da 20 cl e una serie di accessori in tema.
Christmas Beer o Birra di Natale, la rossa di Menabrea
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Menabrea Birra di Natale in tavola
Menabrea Birra di Natale limited edition in bottoglòia 2 litri con tappo meccanico
Menabrea Christmas Beer in fustino 5 litri
Menabrea Christmas Beer nel box regalo con 6 bottiglie 33 cl e 2 bicchieri
Menabrea Christmas Beer nella scatola da 10 bottiglie 33 cl
Birrificio attivo più antico d’Italia, Menabrea (gruppo Forst) torna con la sua speciale Christmas Beer o Birra di Natale per celebrare le feste con il gusto speciale di una birra che viene prodotta esclusivamente per le feste.
La ricetta di Natale dell’antico birrificio di Biella è una speciale rossa di antica tradizione, dal tenore alcolico non troppo elevato, (5,2% alc) caratterizzata da una spiccata aromatizzazione, ottenuta con l’impiego di malti speciali.
Oltre alla tradizionale bottiglia da 2 litri con tappo meccanico e le bottiglie da 33 cl, quest’anno Menabrea presenta, oltre al Fusto da 15 litri, il Mini Fustoda 5 litri da portare direttamente in tavola. Oltre alla classica scatola in cartone con 10 bottiglie da 33 cl, sono disponibili confezioni regalo come Christmas Box con 6 bottiglie da 33 cl e 2 bicchieri personalizzati.
Theresianer Winter Beer, omaggio alle Dolomiti
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Theresianer Winter Beer 2023 75 cl
Theresianer Winter Beer bottiglia 33 cl
Theresianer Winter Beer 2023 brindisi
Theresianer Calendario Avvento 2023
Le "sorprese" del Calendario Avvento 2023 Theresianer
Theresianer Gin al luppolo box con due calici
Theresianer Bierbrand 50 cl
Theresianer Bierbrand box
Theresianerrende omaggio al fascino delle Dolomiti e alla magia della loro luce cangiante con gli ormai iconici Winter Beer e Calendario dell’Avvento 2023.
Doppio malto non filtrata ad alta fermentazione (9% alc), Winter Beer Theresianer è leggermente speziata, con deliziosi profumi di frutta secca e delicate note di tostato. Da assaporare in abbinamento a formaggi stagionati o con cioccolato fondente, si rivela anche come birra da meditazione. Per l’inverno 2023 Winter Beer è disponibile anche in una elegante confezione regalo in scatola bianca che racconta i colori delle Dolomiti d’inverno, e con il profilo di un maestoso cervo.
La stessa visione ha il Calendario dell’Avvento 2023 che svela nelle sue caselle tante sorprese per 24 giorni di degustazioni nella miglior tradizione birraria mitteleuropea. Un percorso nel gusto fino al gran finale della Vigilia di Natale: l’esclusiva Winter Beer in edizione limitata ed esclusiva formato 33 cl. L’offerta natalizia si amplia ulteriormente quest’anno con nuovi Gift Pack: il prezioso distillato di birra Bierbrand è accompagnato da due bicchieri da degustazione dal design elegante ed iconico, mentre Theresianer Gin, il distillato che vanta il luppolo tra i suoi botanical, è proposto insieme ad una coppia di calici balloon personalizzati, ideali per preparare i migliori cocktail.
Compagnia dei Caraibi distribuisce Right Beer Testadariete Père au Chocolat
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Right Beer Testadariete Père au Chocolat 33 cl
Locandina Right Beer Testadariete Père au Chocolat
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Il nome Père au Chocolat (Babbo al Cioccolato) è una crasi tra Père Noël e Pain au Chocolat, un nome che richiama il Natale e rievoca il sapore dei dolci da forno con aggiunta di pere e cioccolato.
Birra scura (tonaca di frate) di ispirazione belga (9,5 % alc), è arricchita da una purea di Pere Williams, da un blend di Cacao purissimo Bio e da un grist di malti selezionati per valorizzare le sensazioni di cioccolato. Di gusto dolce, ben bilanciato, presenta aromi di pera (ovviamente), frutta sotto spirito, frutta secca, note tostate e cioccolato.
Testadariete è una Beer Firm cooperativa; ogni ricetta è brassata a quattro mani, è pensata per dare spazio alla creatività dei migliori mastri birrai italiani ed è esclusiva del catalogo Right Beer.
Azienda specializzata nella distribuzione di birra artigianale italiana, Right Beer è entrata a far parte di Compagnia dei Caraibi ad aprile 2022. Con oltre 500 referenze firmate da 17 produttori artigianali di eccellenza, dal nord al sud della Penisola, Right Beer è diventata un riferimento nella divulgazione della cultura birraria e della qualità della birra artigianale italiana.
Nöel Orange & Cacao, un dolce liquido firmato Baladin
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La ricca gamma di prodotti Baladin per il Natale
Baladin Nöel Gentile 2022
Noto per la sua inarrestabile creatività, Teo Musso titolare del Birrificio Artigianale da Filiera Agricola Italiana Baladin di Piozzo (Cuneo) ha firmato per questo Natale Nöel Orange & Cacao, birra scura tonalità colore tonaca di frate (Ebc 50), con una schiuma compatta e cremosa.
I profumi delle fave di caco e delle scorze di arancia dolce si armonizzano con i sentori del tris di malto torrefatto (orzo, grano e avena) e frutta secca, mentre il gusto amaricante del luppolo (coltivato in proprio) lascia in bocca un equilibrato retrogusto tra dolce e amaro (8,5% alc, Ibu 20-24). Disponibile in bottiglia da 75 e 150 cl, oltre che in fusto da 24 litri.
Sempre perseguendo l'obiettivo di utilizzare il più possibile ingredienti di territorio (coltivati in proprio o altrui), Baladin l'anno scorso ha presentato una birra unica come Nöel Gentile edizione 2022 ricavata dalla lavorazione della nocciola tonda gentile coltivata in Piemonte.
L'Orso Verde rilancia Chocotale con purea di pere e grue di cacao
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L'Orso Verde Chocotale in bottiglia 50 cl
Confezione Natale La 15 Chocotale La Gryla di L?Orso Verde
Chocotale L'Orso Verde in bottiglia 50 cl
Con una colorata etichetta animata da elfi (firmata dall'agenzia The Goodman) e ispirata al libro (e film) La Fabbrica di Cioccolato e al suo protagonista Willy Wonka, Il Birrificio L'Orso Verde di Busto Arsizio (Varese) ha rilanciato Chocotale anche per il Natale 2023, puntando sugli ingredienti che hanno caratterizzato il successo di questa doppelbock a bassa fermentazione color mogano con riflessi rubino: purea di pere e e grue di cacao (7,9% alc, Ibu 23, bottiglia 50 cl). Ben distinti si fanno notare gli aromi di caramello, pera, cioccolato, nocciola, frutta candita, tutti presenti in vari dolci tipici di Natale, con i quali si abbina perfettamente.
Nello scaffale QBA-Quality Beer Academy si aggiunge Delirium Christmas
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Delirium Christmas by QBA
Delirium Nöel/Christmas by QBA
Logo di Delirium Christmas by QBA
Pandoro con crema alla Delirium Christmas
Non poteva mancare a questa breve rassegna la presenza di una specialità belga nota per il disegno in etichetta dell'Elefante Rosa e per il forte carattere, di gusto oltre che alcolico (10% alc). Prodotta a Melle nelle Fiandre (Belgio) da Brouwerij Huyghe e distribuita da QBA-Quality Beer Academy di Genova, Delirium Christmas/Nöel è infatti una birra ambrata (26 Ibu), della tipologia Belgian Winter Ale, dal bouquet aromatico complesso che presenta note dolci, caramellate, fruttate e speziate, con un finale secco lievemente amaro., proposta nella bottiglia "verniciata" in grigio da 33 o 75 cl. Un'idea per Natale? Aromatizzate la crema che accompagna di solito il panettone o il pandoro con una dose di Delirium Christmas.
«Gli elementi da tenere in considerazione - afferma Lorenzo Bossi, Brand Manager di Quality Beer Academy - nella produzione di questa birra celebrativa sono i malti caramellati che servono per ottenere il giusto colore rosso e le note aromatiche. Oltre al bouquet aromatico realizzato con cannella, chiodi di garofano, anice stellato, cardamomo, coriandolo e bucce di agrumi».
Corsa di Babbo Natale con Birra Dolomiti delle Feste
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Birra Dolomiti delle Feste in bottiglia magnum da 1,5 litri
Partenza della tradizionale Corsa di Babbo Natale dalla Birreria Pedavena
Locandina della Corsa di Babbo Natale alla Birreria Pedavena
Locandina dei Mercatini di Natale nel Parco della Birreria Pedavena
Pianta dei Mercatini di Natale nel Parco della Birreria Pedavena
Come consuetudine quest'anno il lancio di Birra Dolomiti delle Feste (marca top della storica Birreria Pedavena 1897 di Feltre - Belluno) è coincisa con la tradizionale Corsa di Babbo Natale (3 dicembre) tra i Mercatini Natalizidel Parco della Birreria Pedavena, evento organizzato insieme con l’Associazione Giro delle Mura “Città di Feltre”, la Pro Loco di Pedavena sotto l’egida del CSI, con il patrocinio dei Comuni di Pedavena e Feltre.
La manifestazione si divide in corsa competitiva (12 km) e passeggiata/camminata ludico motoria (6 km) nei tradizionali costumi rossi da Babbo Natale su due percorsi, parzialmente chiusi al traffico, con partenza dalla fabbrica della Birreria Pedavena e arrivo nel villaggio dei mercatini natalizi nel parco della Birreria.
Birra ambrata dai riflessi ramati Birra Dolomiti delle Feste è una lager speziata con scorze di arancia amara con tenore alcolico medio (7%), Birra Dolomiti delle Feste è caratterizzata, oltre che da sentori agrumati, da quelli speziati grazie all'utilizzo in dry hopping (luppolatura a freddo) di luppoli americani. Disponibile solo in eleganti bottiglie magnum da 1,5 litri.
Vergogna! La Verguenza XMas del Birrificio Menaresta
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La Verguenza XMas Double Ipa del Birrificio Menaresta
Medaglione per spina La Verguenza XMas Double Ipa
La Verguenza XMas è la birra di Natale del Birrificio Menaresta. In lingua spagnola “verguenza” equivale a “vergogna” e infatti il claim scelto dai mastri birrai di Carate Brianza è “Vergogna! Non cambi mai!” a indicare che la sua ricetta base è sempre la stessa, la Double Ipa La Verguenza (8,5% alc), ma i cui luppoli cambiano di volta in volta (quest’anno è El Dorado dagli aromi di frutta tropicale), a secondo della ricorrenza o della stagione. Decisamente controcorrente rispetto alle tradizionali birre di Natale, dolci, corpose e speziate. Disponibile in lattina 33 cl, bottiglia 75 cl, magnum 150 cl e in confezione regalo “Lattinone”.