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Al via Shake Your Future, che si estende anche a Genova

Shake Your Future 2024_Students & Simone Pifferi
40 i giovani che partecipano alla quarta edizione del programma di Gruppo Bacardi che offre formazione in ambito bartending a ragazzi provenienti da contesti difficili. l'iniziativa quest'anno coinvolge 5 città, arrivando anche a Genova

Ai nastri di partenza una nuova edizione di Shake Your Future, il progetto di responsabilità sociale di Gruppo Bacardi, promosso in Italia da Martini, dedicato ai giovani. Progetto che ha come obiettivo aiutare i ragazzi provenienti da contesti sociali difficili a costruirsi un futuro migliore attraverso un programma di formazione professionale per bartender che fornisce loro tutto ciò che occorre per intraprendere una carriera gratificante dietro il bancone.

Giunta alla sua quarta edizione, l’iniziativa presentata a Milano in Terrazza Martini, presenta quest’anno diverse novità. La prima è il suo ampliamento anche alla città di Genova, in aggiunta a Milano, Roma, Torino e Napoli, quest’ultima coinvolta già dallo scorso anno.

Un'opportunità per 40 i giovani

Quaranta i ragazzi che partecipano al aprogramma, selezionati grazie al lavoro di diverse associazioni partner, e che dal prossimo 24 gennaio inizieranno il percorso formativo di 10 settimane nell’arte della miscelazione che permetterà loro di acquisire le conoscenze e l'esperienza per avviarsi alla nuova carriera lavorativa.

A occuparsi della loro formazione alcune rinomate scuole di bartending che collaborano al progetto: la Mixology Academy, a Roma e a Milano, la Sweet & Sour a Torino, la Flair Bartender’s School a Napoli e la Timossi Academy a Genova.

Una volta, terminato il ciclo di studi, gli studenti riceveranno un diploma riconosciuto a livello internazionale che permetterà di accedere a opportunità di lavoro, ma soprattutto avranno la possibilità di svolgere una preziosa esperienza lavorativa presso alcuni partner on trade del Gruppo Bacardi che supportano il programma.

Un Americano per Frezza

L’altra importante novità del programma 2024 vedrà protagonisti gli stessi studenti stessi. I giovani lavoreranno infatti alla creazione di una personale variante dell’Americano, uno dei cocktail simbolo dell’aperitivo italiano. Per ogni città, Alexander Frezza, co-founder de L’Antiquario di Napoli e dallo scorso anno mentore di Shake Your Future, selezionerà la migliore rivisitazione che sarà inserita nella drink list ufficiale del locale, classificatosi al 44° posto lista dei 50 World’s Best Bars.

Un progetto in espansione

Nato come progetto pilota in Francia, nel 2018, per combattere il problema della disoccupazione giovanile, Shake Your Future dall’anno successivo è arrivato anche in Italia (e in Spagna), con oltre 100 ragazzi che in questi tre anni hanno preso parte al programma di formazione. Un progetto di alta valenza sociale che si inserisce perfettamente nel contesto del settore del fuoricasa, dove la richiesta di professionalità e competenze rimane una priorità e che Gruppo Bacardi ha continuato a estendere a paesi di tutte le regioni del globo, con l’ambizioso obiettivo di offrire un futuro da bartender a 10.000 giovani entro il 2030.

Julius Meinl a Sigep Rimini: gusto, tradizione ed eccellenza in tazza

Julius Meinl The Originals BFT Flat Lay
Insieme ai suoi prodotti di punta la torrefazione viennese presenterà alla kermesse di Rimini diverse novità. Tra le quali la mono-origine The Originals, Costa Rica Hacienda Sonora e la Meinl Barista Cup, la sfida globale dedicata ai baristi

Julius Meinl, storica torrefazione viennese con cuore produttivo in Italia, che da oltre 160 anni tramanda di generazione in generazione il proprio know-how e la propria passione per il caffè, partecipa alla 45° edizione di Sigep, il Salone mondiale dedicato a Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè. Nella cornice della kermesse di Rimini, presenterà i suoi prodotti di punta insieme allo chef Cristiano Tomeial pasticcere Rudolf Rainer, al panettiere esperto di viennoiserie Mirko Zenatti, e con il brand ambassador Jacopo Indelicato, insieme a maestri del caffè d’eccezione, rivelerà lo speciale progetto globale: Meinl Barista Cup.

In questo importante contesto Julius Meinl presenta la nuova mono-origine The Originals, Costa Rica Hacienda Sonora, Black Honey Catuai. Questa limited edition, curata attentamente insieme al celebre pastry chef e global brand ambassador Antonio Bachour, offre un'esperienza sensoriale unica con note di torrone, cioccolato e un retrogusto dolce di mandarino. Il rinomato pasticcere ha immaginato un caffè unico capace di offrire un viaggio singolare, dove il caffè speciale Costa Rica Hacienda Sonora esalta capolavori di pasticceria, meticolosamente realizzati per deliziare il palato.

Parte la Meinl Barista Cup

L’altra grande novità del 2024 è la Meinl Barista Cup, una sfida globale dedicata a tutti clienti di Julius Meinl, che si svolgerà da marzo a settembre, nel quale i migliori baristi d'Italia avranno l'opportunità di mettere in mostra il proprio talento su scala nazionale e internazionale, culminando nella finalissima a Vienna, nel mese di settembre, davanti a giudici d'eccezione che decreteranno i campioni del caffè per le tre categorie in gara: Espresso, Latte Art e Ricetta Speciale.

Offerta più ricca e sostenibile

Inoltre, Julius Meinl amplia l'offerta dei propri prodotti, infatti Belvedere Blend e Danube Delight, della linea The Originals Bio Fairtrade saranno disponibili nei nuovi formati da 500 g di caffè macinato in un pack sostenibile.

La sostenibilità, parte del dna aziendale, continua a essere una priorità per la storica torrefazione. Dal 2025, infatti, tutto l’approvvigionamento di caffè Julius Meinl seguirà gli standard della Global Coffee Platform all’interno dell’iniziativa Julius Meinl Responsibly Selected Coffee, a testimonianza del ruolo attivo assunto dall’azienda nello sviluppo di iniziative sostenibili che abbiano un impatto positivo sull’intera filiera del caffè.

Julius Meinl, con la sua tradizione, expertise e qualità, continua ad essere un riferimento importante alla manifestazione Sigep di Rimini, confermando il suo ruolo di protagonista nel mondo del caffè.

Elframo a Sigep 2024 nel segno della sostenibilità

Elframo NEXA la prima & unica con sistema brevettato
nexa, la nuova linea di lavastoviglie con sistema di riscaldamento brevettato
Specialista nella produzione di lavastoviglie e friggitrici professionali, l’azienda presenta in fiera a Rimini le ultime novità progettate per coniugare qualità, robustezza, alte prestazioni e bassi consumi

Nuova edizione di Sigep per Elframo, azienda italiana tra i maggiori produttori di lavastoviglie e friggitrici destinate alla realtà Horeca. Nello stand 078 nella Hall D3, saranno presentate le ultime novità dedicate al lavaggio professionale, progettate per soddisfare le esigenze del mondo della pasticceria, caffetteria e gelateria. Ne sono un esempio le ultime linee HERA, GEA e NEXA che uniscono la qualità e la robustezza che da sempre caratterizzano le lavastoviglie a marchio Elframo alle nuove esigenze di sostenibilità, con un mercato sempre più orientato al green.

Lavastoviglie di nuova generazione

HERA è pensata per favorire l’ottimizzazione dei tempi e dei consumi e, di conseguenza, contribuisce a ridurre i costi di gestione della cucina. Coniuga robustezza e immediatezza di utilizzo con un ottimo rapporto qualità/prezzo. GEA deriva, invece, dal restyling della gamma DGT, una delle più apprezzate di Elframo. Le linee estetiche moderne ed essenziali caratterizzano una lavastoviglie rimodulata nei componenti e nell’elettronica per un’elevata qualità di lavaggio con una maggiore efficienza per rispondere a un mercato che richiede rapidità e affidabilità coniugate a consumi ridotti. NEXA è il non plus ultra dell’offerta Elframo. Basata sull’innovativo sistema di riscaldamento brevettato, assicura performance di alto livello con consumi inferiori per un ridotto impatto ambientale. NEXA è dotata di un’interfaccia comandi semplice e intuitiva, grazie all’ampio display touchscreen da 4.3”. Il modulo WiFi, disponibile in opzione, consente di collegarsi alla lavastoviglie da remoto per verificarne lo stato e controllare i parametri principali per avere tutto sempre sotto controllo, con un’ottimizzazione degli interventi di manutenzione e assistenza.

Lavaoggetti LE 60, compatta e performante

Sotto i riflettori anche le lavautensili, disponibili in diversi modelli e dimensioni, con un’attenzione particolare per la nuova LE 60. Robusta, ma di dimensioni compatte, LE 60 è la lavaoggetti sottobanco con cesto 50 x 60 cm e luce utile da 40 cm. Ideale per teglie da forno, teglie GN 1/1 e 1/2, cassette per la pizza, vassoi e utensili da cucina, è perfetta per panetterie e pasticcerie, gastronomie e pizzerie al taglio e tutti quegli ambienti che hanno poco spazio in cucina, ma si trovano a dover lavare oggetti di ogni tipologia con uno sporco difficile.

Soluzioni evolute per la frittura

Il marchio Elframo è conosciuto e apprezzato anche per le friggitrici a uso professionale. Il catalogo prodotti include modelli a banco e modelli a mobile, con alimentazione elettrica o a gas. Tutte le friggitrici sono disponibili con comandi elettronici o elettromeccanici. Nella gamma anche i modelli ad alta efficienza e con sistema di riciclo dell’olio integrato per soddisfare le esigenze di un target che cerca innovazione e tecnologia, unite a un’ottimizzazione dei consumi. Cosa dire di più? Non resta che visitare Sigep per scoprire tutti i dettagli dell’offerta Elframo!

Risparmio energetico, performance e design d’autore: ecco Illetta

Uno scatto di Illetta
Si chiama Illetta la nuova macchina professionale di illycaffè: design firmato da Antonio Citterio, preparazioni personalizzabili (espresso, moka e filtro) e risparmio energetico del 50% grazie a una tecnologia brevettata: la macchina non è dotata di caldaia, ma di un sistema di instant-heating

«Il compito del designer è capire la complessità e poi sintetizzarla, con la propria sensibilità e il proprio senso estetico, in un prodotto». Sintesi perfetta firmata Antonio Citterio, che firma a sua volta il design di Illetta, la nuova macchina da caffè professionale di illycaffè.

Ritorno alle origini

La complessità nel mondo del caffè nel fuori casa, oggi, è data dalla carenza di personale, dalla necessità di alzare l'asticella della qualità della proposta, dalle esigenze di personalizzazione delle bevande e da quella, fondamentale, di risparmiare risorse ed energia. A tutto questo illy risponde con il lancio di questa nuova attrezzatura, che riprende nome e forme della prima macchina professionale ad alta pressione dell'azienda (datata 1935).

«Rivoluzioniamo l'esperienza del caffè al bar»

Scocca con fianchi in alluminio, poggia tazza girevoli per ospitare anche mug per caffè filtro, colore rosso illy, struttura "a ponte". «La passione per l’innovazione, la tecnologia e il design percorrono l’intera storia di illycaffè e si traducono oggi nella creazione di Illetta, una macchina professionale progettata secondo criteri di sostenibilità ambientale e destinata a rivoluzionare l'esperienza del caffè al bar», ha dichiarato alla presentazione ufficiale Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di illycaffè. «La mano del barista resta fondamentale, ma in un momento come questo in cui il tema della carenza di personale qualificato è ancora molto presente, Illetta unisce al design un'anima tecnologica che riduce l'errore umano e permette un alto livello di personalizzazione delle proposte».

Espresso, moka, filtro e preparazioni personalizzate

Dotata di un ecosistema interconnesso, Illetta è progettata per offrire caffè di qualità costante e per permettere al professionista di ampliare la sua offerta, sia reinterpretando l’espresso sia servendo preparazioni moka e filtro erogate sul momento. L’interfaccia utente è costituita da display TFT full touch ad alta risoluzione con cui è possibile impostare a piacimento il menù con varie tipologie di preparazioni, ciascuna con profili di estrazione dedicati.

Tecnologia instant-heating amica dell'ambiente

Rivoluzionaria fuori per il design, dentro per il sistema brevettato con tecnologia instant-heating, che la rende sempre pronta a erogare caffè, vapore e acqua calda a diverse temperature, annullando i tempi di attesa legati al riscaldamento e assicurando un risparmio energetico fino al 50% rispetto alle macchine da caffè con caldaia presenti sul mercato.

Il progetto della nuova macchina, firmato da Antonio Citterio e dal suo studio Studio ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel è il proseguimento di una partnership già avviata con il restyling del flagship store illy Monte Napoleone - completamente rinnovato per offrire un'esperienza multisensoriale ai clienti - intensificatasi poi grazie alla creazione di Re-Chair - una linea di sedute realizzate in collaborazione con Kartell attraverso l'utilizzo di capsule di caffè illy di scarto.

Illetta è al lancio ufficiale in questi giorni: la macchina sarà poi protagonista dello stand illy di Sigep - The Dolce World Expo, in programma dal 20 al 24 gennaio 2024 presso il Quartiere Fieristico di Rimini.

Fonte Plose, il partner d’eccellenza per ogni momento della giornata

Dai succhi e nettari di frutta alle bevande sodate, dai the freddi agli aperitivi ready-to drink analcolici nell’offerta dell’azienda. Per interpretare ogni momento di consumo all’insegna di qualità, naturalità e gusti unici

Dalla prima colazione alla merenda, dal pranzo alla cena, per l’aperitivo e il dopocena, Fonte Plose rappresenta sempre di più un riferimento per ristoranti, pasticcerie e caffetterie d’eccellenza, grazie alla varietà dei suoi prodotti, tutti garanzia di bontà, alta qualità, esclusività, sostenibilità e design.

Tra i fiori all’occhiello dell’offerta la linea di prodotti 100% biologici BioPlose, dove troviamo succhi e nettari di frutta premium, the freddi e bibite frizzanti, tutti naturali e caratterizzati da un alto contenuto di frutta. Melagrana, Mirtillo, Mela, Pera, Pesca, Albicocca, Arancia-Carota, Pompelmo, Orange, Ananas e il succo di Pomodoro: i succhi e nettari, unici nel gusto e allo stesso tempo salutari. I succhi e nettari BioPlose, così come i the freddi, 100% biologici, sono senza conservanti, coloranti e ogm. Non contengono zuccheri aggiunti, ma solo lo zucchero naturalmente presente nella frutta stessa. Tutti gli ingredienti, rigorosamente certificati biologici, sono scelti accuratamente e provengono da aziende che operano nel rispetto dell’ambiente e dei cicli della natura, per garantire gli standard qualitativi che caratterizzano l’intera produzione Fonte Plose. Un mix che regala sapori inconfondibili e mai banali.

Bollicine bio

Per una nuova esperienza bio e naturale, buona e rassicurante per i clienti, ecco le bibite biologiche a marchio BioPlose che Fonte Plose dedica agli amanti del benessere e dei gusti frizzanti. Anche queste 100% naturali, riprendono tutta l’effervescenza dei soft drink più amati, rivisitati in chiave bio come nella migliore tradizione del marchio. 11 referenze di prima qualità, preparate con i migliori ingredienti naturali e tanta frutta, imbottigliate in vetro, senza conservanti né coloranti artificiali.

Aperitivo a tutto gusto e zero alcol

L’ultima novità Fonte Plose pensata per andare incontro alle esigenze dei locali per il momento dell’aperitivo, sempre più diffuso anche in caffetterie e pasticcerie, sono gli aperitivi analcolici ready-to-drink Alpex nei gusti Spritz, Hugo, G&T. Di facilissima esecuzione, serviti freddi, con ghiaccio e guarnizioni dedicate, garantiscono tutto il gusto dei classici cocktail ai quali rimandano, ma in versione analcolica. Una proposta ideale a tutte le ore, per chi non vuole rinunciare a un aperitivo di carattere ma senza alcol e realizzato con materie prime di eccellente qualità. E a proposito della gamma di bevande sodate premium Alpex, il ventaglio di proposte, dalla scorsa primavera, si è allargato con Cola e Cola Zero, senza aspartame, e tutte da provare!!! Per saperne di più e per avere maggiori informazioni sugli addetti alla vendita attivi nelle diverse regioni: www.acquaplose.com/trova-plose/

Illva Saronno punta sul whisky italiano e rileva il 20% di Albedo

Illva Saronno distilleria 7
Il gruppo ha acquisito una partecipazione della distilleria artigianale lombarda che ha iniziato a produrre whisky italiano con il brand Strada Ferrata, con le prime bottiglie attese entro l'anno. Un'operazione che rafforza l'impegno nel mondo del distillato

Punta sul whisky Illva Saronno. E sul whisky made in Italy. Il gruppo, produttore dell’iconico Disaronno Originale, ha acquisito il 20% di Albedo, distilleria artigianale nata a Seregno nel 2019, che ha iniziato a produrre il distillato, sotto il brand Strada Ferrata, l’anno successivo e il cui primo rilascio è atteso per la fine di questo anno.

L’operazione è stata conclusa attraverso un aumento di capitale concordato con Railroad Brewing Company, la società fondatrice di Albedo, a sua volta fondata da Benedetto Cannatelli, Tommaso Colombo e Stefano Zanetto.

Supportare lo sviluppo del whisky made in Italy

L’arrivo del nuovo socio, e di un socio del calibro di Illva, permetterà di supportare e accelerare lo sviluppo e l'espansione del progetto Strada Ferrata, garantendo le risorse tecniche, commerciali e finanziarie indispensabili per consentire all’azienda di ritagliarsi un ruolo da protagonista nel nascente panorama dei produttori italiani di whisky.

Al tempo stesso permetterà al gruppo di espandere il proprio portafoglio di whisky e whiskey, arricchendolo con una chicca della Penisola.

Whisk(y) sempre più di casa in Illva

Categorie di prodotto sulle quali Illva ha investito molto negli ultimi anni per creare un’offerta distintiva e di qualità. Qualche anno fa il gruppo ha dato vita al marchio The Busker, pregiato whiskey irlandese con tanto di distilleria, la Royal Oak Distillery, situata nella contea di Carlow, nell’antica regione della Irlanda Orientale (leggi Alla scoperta di The Busker, l’Irish whiskey di Illva Saronno).

Mentre lo scorso settembre è stato acquisito Sagamore Spirits, un raffinato rye whiskey americano, con sede nella storica città di Baltimora (leggi Illva Saronno rafforza la propria presenza negli USA con l’acquisizione di Sagamore Spirit).

Marchi che vantano prodotti pluripremiati nei maggiori concorsi internazionali, che riflettono la qualità che caratterizza l‘intera produzione del gruppo. Solo lo scorso anno, il marchio di whiskey irlandese si è aggiudicato la medaglia d’oro con il Single Pot Still Small Batch alla San Francisco World Spirits Competitione la Double Gold con il Single Grain alla New York International Spirits Competition.

Da parte sua, Sagamore Spirits dalla sua fondazione nel 2013 ha ottenuto oltre 200 premi internazionali, tra i quali il titolo di Miglior rye whiskey al mondo vinto nel 2019 sempre alla San Francisco World Spirits Competition.

Ma non solo, perché l'impegno di Illva Saronno nel mondo del whisky si estende anche all'India dove con Modi Group, colosso indiano attivo in diversi campi tra i quali anche gli spirit, ha costituito la joit venture Modi Illva India, presente nella categoria dei whisky premium con The Rockford Reserve e Rockford Classic.

La nuova struttura societaria di albedo

Tornando all’operazione Albedo, con l’ingresso del nuovo socio cambia l’assetto societario dell’azienda, con Railroad Brewing Company che mantiene una partecipazione all’80% e Illva al 20%. Nuovo anche il consiglio di amministrazione, composto da Cannatelli nel ruolo di presidente, da Giovanni Patrini, socio di Railroad Brewing, e da Aldino Marzorati, ceo di Illva Saronno Holding.

Il bar di successo del futuro: scopri i trend del 2024

Scarica lo speciale di Bargiornale con i trend del 2024 e le indicazioni chiave degli esperti per costruire un bar di successo. Scopri come cambia il cliente, come evolve il design, cosa si mangerà e berrà

Premium, social, digital. Attento ai valori, al benessere, all’etica.
Capace di creare un racconto che esalti la teatralità e la convivialità.
In una parola: unico.
Così i nostri esperti hanno immaginato il bar che verrà. Non un bar qualsiasi, ma un bar capace di attrarre a sé e soddisfare le esigenze di un cliente affamato di esperienze memorabili.
La qualità? E’ semplicemente la base su cui costruire tutto il resto. Un fondamento irrinunciabile, che non ammette compromessi. Il bar che verrà avrà successo se saprà fare marketing, proporre prodotti bio e free from, puntare su una sempre maggiore sostenibilità, sperimentare, innovare e creare collaborazioni.

Scarica lo speciale di Bargiornale con i trend del 2024 per scoprire come sarà il bar del prossimo futuro

Scarica lo speciale

Dieci domande a Tessa Gerlach, co-founder di Elephant Gin

La nuova distilleria, l'acquisizione da parte di Compagnia dei Caraibi, il mercato dei distillati premium che verrà e i progetti di tutela dell'elefante africano: la nostra chiacchierata con Tessa Gerlach, co-fondatrice di Elephant Gin

Ai tempi della Repubblica Democratica Tedesca era una fabbrica di caramelle, oggi rivive come distilleria, completamente rimodernata salvo la parte adibita ad ingresso, che mantiene quel fascino dimesso da Germania Est. A Wittenburg, un'ottantina di chilometri a est di Amburgo, Tessa Gerlach ci apre le porte della nuova distilleria di Elephant Gin .

A dieci anni dalla sua nascita il distillato premium amico degli elefanti africani ha una nuova casa, inaugurata ufficialmente lo scorso autunno. L'abbiamo visitata guidati proprio da Tessa, co-founder di Elephant Gin assieme al marito Robin, e al giovane Jannik, 27 anni e una vispa lucetta negli occhi mentre accarezza l'alambicco in rame Arnold Holdstein da 250 litri che ci accoglie all'ingresso.

Per il brand ideato e costruito dalla ex documentarista Tessa e dal marito ex contabile Robin Gerlach, ispirato dai viaggi che la coppia ha fatto in Africa, è un momento cruciale, l'età della maturità. Riversando il 15% dei propri guadagni verso le attività delle tre fondazioni Big Life Foundation, Space For Elephants e Sheldrick Wildlife Trust, che si occupano della salvaguardia dell’elefante africano per proteggerlo dall’estinzione, Elephant Gin ha superato il milione di euro di donazioni. Il distributore e importatore piemontese Compagnia dei Caraibi completerà, nel 2024, l'acquisizione del brand - annunciata a fine 2022 - con un investimento di 15,6 milioni di euro per fare proprio il 100% del capitale dell'azienda tedesca. L'obiettivo è investire ancora e accelerare l'espansione sui mercati internazionali.

Approfittando della "gita" nella distilleria - che è anche un centro visite e a regime accoglierà visitatori e appassionati - abbiamo fatto accomodare Tessa Gerlach di fronte allo scenografico bancone bar, impreziosito da elementi di arredo realizzati con collanine Masai (qui tutto o quasi è un riferimento all'Africa tanto cara ai fondatori). Le abbiamo chiesto di prestarsi alla nostra formula delle "10 domande". Le leggete anche qui sotto, mentre le risposte sono nella video intervista.

Le dieci domande a Tessa Gerlach

  1. Ci racconti chi è Tessa Gerlach?
  2. Come è partita l’avventura di Elephant Gin?
  3. Quali sono stati i fattori chiave del vostro successo?
  4. Come rimanete al passo con le tendenze del mercato?
  5. Come mantenete i rapporti con i vostri partner in Africa?
  6. Quali sono stati i principali ostacoli all'espansione?
  7. Come vedi il futuro del mercato del gin?
  8. Credi che la sostenibilità rimarrà un elemento chiave?
  9. Il vostro rapporto con Compagnia dei Caraibi si rafforza. Che opportunità vi apre?
  10. Quali sono gli obiettivi di Elephant Gin per i prossimi 10 anni?

 

Da Mixology Experience all’Australia alla scoperta del whisky della Tasmania

Lo staf della distilleria McHenry in Tasmania con i fondatori Alison McHenry (al centro) e William Fraser McHenry (terzo da sinistra)
È il viaggio intercontinentale che sta per intraprendere Ciro de Georgio, vincitore del campionato di velocità tenutosi lo scorso maggio a Mixology Experience. Il professionista, che lavora in Olanda come brand ambassador, sarà ospite della distilleria McHenry, i cui prodotti "made in Tasmania" sono importati da Divini Spiritus. Una realtà produttiva ancora poco conosciuta, ma che vanta prodotti di qualità artigianale ideali per valorizzare la drink list

Tutto è pronto per il check in del volo transoceanico per Hobart in Tasmania di Ciro Adriano de Georgio, il professionista che si è aggiudicato lo scorso maggio la prima edizione italiana di Speed Round, gara di velocità e tecnica miscelatoria organizzato da Bartender.it in collaborazione con The Prince Factory, svoltosi durante la tre giorni di Mixology Experience tenutasi al SuperStudio Maxi a Milano (quest'anno l'evento è stato anticipato a marzo nei giorni 17, 18 e 19). De Georgio, classe 1982, lavora come brand ambassador per A Brand New Day ad Amsterdam nei Paesi Bassi in rappresentanza di diversi prestigiosi marchi italiani e non e vanta nella sua carriera, oltre a importanti riconoscimenti in cocktail competition di livello internazionale, esperienze come bartender in Italia (Ischia) e soprattutto all'estero: a Londra, Amsterdam e Sidney. Vincendo l'anno scorso la gara di velocità all'evento milanese, ha così conquistato il primo premio messo in palio dalla distilleria McHenry di Port Arthur in Tasmania con il sostegno del Governo australiano consistente in un educational trip nello stato insulare, una delle destinazioni naturalistiche più importanti del pianeta con un territorio in gran parte formato da aree protette e riserve naturali. Territorio che fa da cornice a una produzione distillatoria di primo piano. Come quella appunto della distilleria McHenry, fondata nel 2010 da Alison e William McHenry, che  si distingue per la produzione di whisky single malt in edizione limitata e di gin territoriali che utilizzano botaniche autoctone (ad esempio, il Federation Gin) e prodotti utilizzando l'acqua purissima di una sorgente naturale locale. «È una realtà - spiega de Georgio - che non vedo l'ora di conoscere. So che la Tasmania è un territorio incontaminato con una reputazione internazionale a livello ad esempio di purezza delle acque che certamente mi riserverà sorprese straordinarie».

Un sito web per saperne di più

Whisky e gin della distilleria McHenry sono importati e distribuiti nel nostro Paese da Divini Spiritus, divisione di Ltb Global, che recentemente ha messo a punto un sito web nuovo di zecca ricco di informazioni sui whisky della Tasmania. «Si tratta di un sito tematico - spiega Marco Secco, ceo di Divini Spiritus - che illustra in dettaglio storia e virtù di questi distillati particolari. Bisogna, infatti, sapere che la produzione di whisky in Tasmania ha una storia che risale agli inizi del 1800. Tuttavia, è stata solo a partire dagli anni Novanta del secolo scorso che l’industria locale del whisky è stata protagonista di una vera e propria rinascita, guadagnando riconoscimenti a livello globale. Una caratteristica distintiva del whisky dell'isola è l’accento sull’artigianalità. Si tratta, infatti, di distillerie in gran parte piccole gestite in modo familiare con produzioni ovviamente limitate. Produzioni che si avvantaggiano del fatto di disporre di eccellenti materie prime locali. In primis, un'acqua di sorgente pulita e cristallina e un orzo di alta qualità».

Il nuovo single malt McHenry 10 anni

Nel 2024, Divini Spiritus metterà in distribuzione la release 10 anni del  single malt della distilleria McHenry (attualmente in commercio c'è il 5 anni, ndr). «Si tratta di una novità assoluta per il mercato italiano ed europeo - aggiunge Secco - e sono già state pianificate le release 15 e 20 anni». Tra i punti di forza del portafoglio McHenry anche i gin, con il Federation Gin in particolare: distillato ufficiale del Parlamento australiano che combina botaniche provenienti dai vari stati che compongono la federazione. «Quest'anno a livello distributivo vogliamo però concentrarci sul whisky - conclude Secco - e a tale proposito abbiamo già concluso un importante accordo con un distributore in Olanda. Anche nella Penisola ci stiamo muovendo bene e abbiamo recentemente attivato contatti commerciali strategici nel Nord Est e nelle Marche. A livello promozionale, punteremo a farci conoscere nell'ambito di eventi o fiere specializzate dedicate al whisky con un focus su Germania e, ovviamente, Italia». Oltre ai distillati McHenry provenienti dalla Tasmania, Divini Spiritus vanta una qualificata proposta di referenze premium originarie anche da Regno Unito (Folkingston's), Estonia (Kalevala), Finlandia (Junimperium) e Scozia (Badachro).

Barawards Premio Innovazione dell’anno 2023: gli otto prodotti vincitori

Ecco gli otto prodotti premiati come migliori innovazioni ai Barawards 2023 nelle categorie Alcolici, Superalcolici, Soft drink e bevande calde, Food, Attrezzature, Soluzioni e strumenti di servizio, oltre che la Menzione speciale green.

Otto le soluzioni vincitrici di Barawards Innovazione dell’anno 2023, il premio promosso da BargiornaleRistoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani dedicato ai prodotti, servizi e attrezzature più innovative per il mondo del fuoricasa.

Le soluzioni premiate sono state svelate nel corso della Barawards Gala Night Party, la grande serata di festa e premiazioni che ha chiuso questa nona edizione del premio, svoltasi all'Alcatraz di Milano.

Premi Barawards 2023 Innovazione dell’anno

  • Vermouth di Torino alla maniera di Strucchi (Strucchi) - Premio Innnovazione dell’Anno Alcolici 0-21% vol.
  • Alpestre Gin Alpino (OnestiGroup) - Premio Innnovazione dell’Anno Superalcolici - Distillati
  • Amaro Pratum Biologico Distilleria Bonaventura Maschio - Premio Innnovazione dell’Anno Superalcolici - Liquori
  • La Reserva de ¡Tierra! Cuba Lavazza - Premio Innovazione dell’Anno Soft Drink e Bevande calde
  • Squeezita Gelatina Spray Fissante (Italian Food Factory) - Premio Innovazione dell’Anno Food
  • Ecospirits (Velier) - Premio Innovazione dell’Anno Soluzioni e Strumenti di servizio
  • Pietro (Pietro Grinders) - Premio Innovazione dell’Anno Attrezzature e Tecnologia
  • Dtr IoT Bar (Dtr Italy) - Menzione Speciale Green

TUTTI I VINCITORI DEI PREMI BARAWARDS 2023

Ai Barawards 2023 Milano è capitale della dolcezza

Pasticceria dell'Anno è Martesana di Milano e Miglior pasticcere Fabrizio Galla, piemontese con due boutique a Milano

Milano capitale indiscussa della dolcezza. Almeno per la nona edizione dei Barawards. Due gli esponenti della pasticceria italiana e milanese che nella cerimonia di premiazione dei Barawards 2023 sono saliti sul palco dell'Alcatraz di Milano, per ritirare l'ambito riconoscimento che celebra il meglio dell'ospitalità italiana. A ritirare i premi nel corso della serata del Barawards Gala Night Party venti fra esponenti della pasticceria, caffetteria, gelateria, senza contare i migliori prodotti e servizi, a cui sono dedicati gli 8 Premi Innovazione.

Da sinistra: i team di Martesana, Otaleg e Andy Havlik con il presentatore della serata Marco Maccarini
Il Premio Bar Pasticceria Gelateria dell’Anno va a Martesana, un nome che i golosi di Milano e non solo conoscono bene, una bottega storica che oggi vanta ben 5 punti vendita. Al secondo posto si colloca Otaleg, a Roma. Terzo posto per Andy Havlik, a Bari.
Da sinistra: Fabrizio Galla, Matteo Dolcemascolo e Paolo Griffa con il presentatore della serata Marco Maccarini
Per la categoria Pasticcere/Gelatiere dell’Anno c’è Fabrizio Galla, un pasticcere partito dalla provincia di Torino, precisamente da San Sebastiano Da Po, e consacrato con l’apertura milanese della sua boutique e i due corner a Torino Eataly Lingotto e a Milano Eataly Smeraldo. Secondo gradino del podio per Matteo Dolcemascolo della Pasticceria Dolcemascolo di Frosinone e da poche settimane anche a Roma. Terzo Paolo Griffa, con la sua avventura Paolo Griffa al Caffè Nazionale, ad Aosta.

BARAWARDS 2023: TUTTI I VINCITORI

PREMIO INNOVAZIONE DELL'ANNO 2023: TUTTI I VINCITORI

La barista più in gamba d’Italia

Anna Possi
Ritratto di Anna Possi, 99 anni, titolare del Bar Centrale di Nebbiuno (No), che ha aperto l'edizione 2023 di Barawards

Fare il giornalista di Bargiornale e fare il barista sono due mestieri molto diversi, ma hanno una cosa bella in comune: regalano l'opportunità di incontrare e conoscere un sacco di persone interessanti. E qualche persona eccezionale. Come Anna Possi, per tutti la signora René, 99 anni, titolare da 65 anni del Bar Centrale di Nebbiuno (No), da 65 anni dietro il bancone tutti i giorni dell'anno. Una donna speciale, con un'energia, una curiosità, un senso dell'umorismo e una capacità comunicativa da vendere. Volevamo invitarla a Barawards, ma non ha avuto il tempo di venire: la sera va a dormire, perché la mattina alle sette deve aprire il suo bar. Non c'è Natale o Capodanno che faccia eccezione, figurarsi Barawards.

Il suo bar è un punto di ritrovo per i (pochi) abitanti del paese di 500 anime con vista sul Lago Maggiore, almeno per quelli più agée: vanno lì per passare del tempo insieme, scambiarsi idee, aggiornarsi, passare il tempo in compagnia.

Anna li intrattiene, li aggiorna, li consiglia, ci chiacchiera. Intanto, fa il (i) caffè.

Anna PossiIl pellegrinaggio quasi quotidiano che, tra fine 2023 e inizio 2024, ha reso il suo Bar Centrale di Nebbiuno una delle mete più gettonate dalle troupe televisive e dai giornalisti della carta stampata (noi di Bargiornale compresi) l'ha resa visibilmente felice.

Tanti, magari, al suo posto sarebbero infastiditi: Anna Possi no: l'ha preso - giustamente - come un tributo alla sua carriera, alla sua vita dietro al banco. Tanto da commuoversi.

Per i suoi clienti, è stata una specie di Epifania: come se tanto interesse "da fuori" avesse loro improvvisamente fatto vedere quel che il tran tran quotidiano aveva reso normale, quasi invisibile. L'eccezionalità di una persona che ora è additata come esempio. Di dedizione, di accoglienza: uno spirito indomito, animato da curiosità, interesse, voglia di scoprire. Il tutto senza doversi né volersi muovere dal suo bar.

Scrive in bella calligrafia, legge senza occhiali, ascolta senza cornetti, parla in quel modo asciutto di una volta che trasuda simpatia e saggezza.

Tra le poche cose che non conosce c'è il tempo libero. Non ne ha. Troppo curiosa per averne: nelle ore in cui non ha clienti - capita, sta aperta tutti i giorni dalle 7 alle 19 - legge (nel suo bar c'è anche un angolo per il bookcrossing, ma qui si chiama "prendi un libro, lascia un libro"), studia nuove ricette, va al computer per aggiornarsi su quel che succede nel mondo (quel che succede nei dintorni lo legge dal giornale locale e lo ascolta dai clienti).

Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Perché - come ha scritto Charles Dickens - è una persona di quelle che si incontrano quando la vita decide di farti un regalo.

 

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