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Zig Zag, il nuovo corso di Giacomo passa per la miscelazione

Zig Zag
Lo storico indirizzo della gastronomia milanese lancia un format di contaminazione tra cocktail, vino e i piatti tradizionali

Una delle insegne più rinomate del buon mangiare di Milano si cambia d’abito: Giacomo Milano, che l’omonimo Bulleri fondò nel 1958, inaugura Zig Zag e dà il via a un nuovo corso di ospitalità, che guardi al domani per permettere anche alle nuove generazioni di avvicinarsi alla proposta di sempre. Zig Zag è una serie di eventi che mette in conversazione l’offerta tradizionale del ristorante con le idee del bere miscelato (e non solo) dei migliori cocktail bar della città.

La prima uscita si è tenuta la scorsa settimana presso Giacomo Bistrot, la seconda apertura del gruppo in ordine di tempo (2008) dopo la capostipite che nel 1989 si era spostata in via Sottocorno, dai locali originali di via Donizetti.

A tenere banco, letteralmente, Emanuele Cosi, colonna del gruppo Farmily di Milano (MaG, 1930, Tripstillery e Iter, tra i cocktail bar del gruppo), che ha messo la firma sui cocktail ideati con lo scopo specifico di accompagnare i piatti di Giacomo. Tanto che in menu non erano presenti gli ingredienti delle miscele, sostituiti dall’indicazione organolettica della bevuta, per comunicare all’ospite le sensazioni che avrebbe provato: il Salotto Contadino è corposo, fresco, sapido; il Trattoria di Scambi è rotondo, ricco, dolce, mentre il Calore Storico è elegante, complesso, amaricante. La carta dei piatti è un ritorno al futuro per Giacomo, che accanto ai classicissimi Vitello Tonnato e Risotto alla Milanese con Ossobuco piazza proposte con diaframma di Black Angus e faraona, o tartare di fassona con tuorlo marinato. L’alternativa enologica è stata a cura di Giacomo Pavesi, de Osteria Fratelli Pavesi.

Osti e bartender al fianco della cucina

Il gruppo Giacomo vira verso una ventata di freschezza, dunque, già rincorsa con le aperture che negli ultimi quindici anni si sono disseminate per Milano: nel 2010 Giacomo Arengario con vista sulle guglie del Duomo, poi Giacomo Caffè Letterario e Giacomo Tabaccheria nel 2011, Giacomo Rosticceria nel 2017 e Giacomo Gastronomia nel 2020, prima delle inaugurazioni al di fuori dei confini milanesi, in Toscana e sul lago di Como. Con la giovane guida della presidente del gruppo, Carola Rovati, il progetto Zig Zag vedrà alternarsi osti e bartender al fianco della cucina, per appuntamenti continui con nuove esperienze gastronomiche: già in calendario la presenza di nomi celebri come Maida Mercuri (Pont de Ferr, il 28 febbraio), Walter Meccia, Edoardo Nono, Benjamin Cavagna e Valerio Capriotti.

The Quotebook, il nuovo menu di Velvet by Salvatore Calabrese

Salvatore Calabrese Quotebook
Ventuno cocktail dedicati alle personalità più influenti del secolo. Bicchieri unici e connessione tra passato e futuro, un drink generato con l’AI. Il commento del bar manager Christian Maspes

Si chiama Quotebook, una raccolta delle più significative citazioni del Ventesimo e Ventunesimo secolo: è il nuovo menu di Velvet by Salvatore Calabrese, il cocktail bar dell’albergo di lusso Corinthia, nei pressi di Embankment a Londra. Un omaggio alle personalità che più hanno avuto impatto sull’umanità negli ultimi cento anni, come racconta il bar manager Christian Maspes: «Il genere umano tende a memorizzare le parole dette da chi lascia un segno: queste citazioni, appunto, hanno sempre contribuito a costruire motivazioni, sogni o ispirazioni». Scienza, moda, sport, letteratura: i più grandi di sempre, e di qualunque campo, sono rappresentati nei ventuno cocktail del Quotebook, messi a punto in appena due mesi.

O meglio, due mesi sono stati quelli relativi alla realizzazione vera e propria, che ha incluso anche il disegno del menu. «Avevamo iniziato il brainstorming un anno fa esatto, lo scorso febbraio» prosegue Maspes, italiano al suo quinto lavoro su un menu a Londra, «ma avevamo accantonato l’idea per questioni logistiche e legate alla mancanza di personale. Appena abbiamo avuto a disposizione i professionisti giusti ci siamo tornati, e siamo riusciti a realizzarlo in due mesi: tempi record, potremmo dire». Il menu sarà disponibile per un anno, e sarà il protagonista di svariati viaggi oltreconfine del team di Velvet, impegnato in presentazioni e guest shifts internazionali.

Varietà di miscele

Una flavour map all’inizio del libro è esemplificativa dei profili aromatici dei cocktail, e del loro contenuto alcolico: bilanciata la varietà delle miscele, con una leggerissima propensione verso gli Highball, e molto interessante la presenza di almeno una preparazione homemade (piuttosto complessa) in quasi ciascuno. Nell’Above the cloud, ispirato allo street artist Banksy, si nota un hibiscus blush (vino fruttato a base di hibiscus con lieviti dello champagne, rifermentato in bottiglia), mentre nel Double Fantasy, dedicato a Yoko Ono, è presente un clarified banana juice (chiarificazione di banana con enzimi che estrapolano il liquido), e così via. Il prezzo medio si aggira sui 23£.

Grande ricerca sui bicchieri

Impressionante la ricerca effettuata sui bicchieri, tutti diversi a seconda del cocktail e frutto di collaborazioni strette con realtà manifatturiere provenienti da tutto il mondo. Il Viva la vida (in nome di Frida Khalo, a base agave, arachide e yuzu) viene servito in un bicchiere in vetro di Murano rosso che richiama i colori del liquido, mentre il V=SC² dedicato ad Albert Einstein (London dry gin, Moscato d’Asti, Jasmine Muyu) si presenta in una coppa Martini prodotta in Giappone. L’incredibile Love Generation è invece in un bicchiere di cera d’api utilizzato per un solo servizio, poi successivamente sciacquato, ridisciolto (quindi sterilizzato) e rimesso in uno stampino: sostenibile e praticamente a tempo indeterminato.

Classico, ma all’avanguardia

Un cocktail bar classico, come nello stile del Maestro Salvatore Calabrese, che rimane però all’avanguardia nel suo menu. Come? Secondo Maspes, «serve equilibrio nell’offerta, altissima qualità degli ingredienti abbinata a un concetto che vari e che sia sempre out of the box, fuori dagli schemi. Il nostro menu riprende il classico anche concettualmente, è un viaggio dagli Anni Venti fino ai tempi moderni o addirittura al futuro: l’ultimo cocktail in lista è frutto dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Un elemento attuale per parlare di qualcosa senza tempo come il bar e i cocktail, è così che si resta all’avanguardia».

The Art of Shaking sbarca a Palermo

The Art of Shaking
Simone Caporale e Luca Missaglia ci raccontano come è nata e con quale obiettivo la loro piattaforma educational mondiale dedicata al bartending. E danno appuntamento al Terminal Crociere di Palermo, il 26 febbraio, per una giornata a tutta formazione

Dalla teoria alla pratica. Il programma di formazione per barman The Art of Shaking, creato dai bartender Luca Missaglia e Simone Caporale. Il giorno prescelto è il prossimo lunedì 26 febbraio. La prestigiosa piattaforma di formazione per professionisti di settore, meglio nota con il nome “Taos”, ospiterà un'esclusiva giornata di apprendimento nella città di Palermo, organizzata da Amaro Santoni. Una masterclass immersiva, progettata per ispirare i bartender professionisti a elevare la loro tecnica creativa.

Sarà proprio Simone Caporale, co-titolare con Marc Álvarez del Sips di Barcellona, al primo posto della classifica dei World’s 50 Best Bars (leggi World’s 50 Best Bars 2023: è ancora un trionfo degli italiani all’estero) ad aprire le danze, introducendo ai partecipanti il suo processo sistematico per la creazione di un menu pluripremiato e di cocktail “oltre i confini”, che lo hanno portato nel corso degli anni a essere uno dei bartender più noti e apprezzati al mondo. La mission della piattaforma è tanto semplice quanto ambiziosa: essere lo strumento principe d’ispirazione e formazione per tutti i bartender del mondo. Non male per questi due ragazzi italiani partiti dalla Lombardia alla conquista del mondo. Ecco la nostra intervista esclusiva.

Simone Caporale e Luca Missaglia. Rispettivamente di Como e Milano. Due personalità di spicco nel mondo del bartending che fanno impresa lontani dall’operosa Lombardia. Anche nel 2024 “Nemo propheta in patria”?

Pare proprio di sì. La cultura del cocktail è sempre stata molto forte in Inghilterra e negli Stati Uniti e questo indirizza per natura un bartender a fare esperienze al di fuori dal Paese d’origine. Nel nostro caso ci siamo anche appassionati alla cultura del posto, portando sempre con noi l’ospitalità italiana, sempre molto apprezzata e valorizzata. Sicuramente Londra aiuta tantissimo a creare uno standard internazionale che inevitabilmente ha una eco mediatica in tutto il mondo. Fare imprenditoria in Inghilterra è molto più dispendioso che in altri paesi d’Europa, ma se c’è dell’innovazione alla base i risultati non tardano ad arrivare. Crediamo che essere italiani e portare una piattaforma considerata “l’università del cocktail”, su scala internazionale, possa essere non solo una nostra soddisfazione personale, ma anche una via per tutti i bartender italiani che ci supportano.

Simone Caporale, lei è una celebrità nel mondo bar. Ha lavorato con i più prestigiosi marchi internazionali e Luca Missaglia è una delle figure di spicco della scena britannica. Come è venuta l’idea di incrociare le vostre carriere e perché?

«Da buoni italiani tutto è nato fra chiacchiere e caffè. Si ragionava sul come poter valorizzare le scoperte fatte negli anni, mettendole a disposizione dei bartender. In Italia si dice “Chi si somiglia si piglia”, ed eccoci qui. Questo approccio di collaborazione è stato molto naturale ma con un processo creativo molto esteso. Non è stato immediato, volevamo documentare la mixology come nessun altro aveva mai fatto e la naturale sintonia ha sicuramente facilitato l’esecuzione. Se dovessimo spiegarci in terza persona diremmo che Simone Caporale è un grande portavoce della mixologist sperimentale e Luca Missaglia ha una comprensione piena dell’argomento. A queste uniamo le capacità comunicative internazionali et voilà, si è creato il un connubio perfetto».

Taos è una piattaforma globale indipendente nata per aiutare professionalmente la figura del barman e proiettarlo verso l’eccellenza. Vi sarebbe piaciuto ai vostri esordi avere uno strumento del genere?

Assolutamente sì! Taos nasce proprio dalla necessità di catalogare e indicizzare sperimentazioni e scoperte fatte da due bartender con lo scopo di ispirare altri bartender. Quando abbiamo iniziato a fare cocktail le informazioni sulla mixology erano molto confuse e cambiavano da Paese a Paese. Inoltre le correnti di pensiero erano saldamente ancorate ai classici e con poca espressione e personalizzazione. Questa piattaforma non vuole solo dire come preparare un drink, ma deve anche essere d’ispirazione per creare nuove “idee liquide”. Taos è creata per i bartender di oggi, sempre connessi a una rete internet, vogliosi di apprendere conoscenze nuove nel rispetto delle proprie tempistiche.

Senza cultura e un’adeguata formazione è ormai chiaro che non si va da nessuna parte. Cosa vi sentite di consigliare a un ragazzo che vuole iniziare questa professione?

«I consigli che possiamo dare a un ragazzo che inizia questa professione sono sostanzialmente due. Avere attitudine al cambiamento e vedere ogni opportunità lavorativa come un investimento per la propria crescita personale. Lavorare con intelligenza ponendosi degli obiettivi crediamo siano la chiave per una crescita globale. Usiamo sempre la nostra testa e pensiamo di poter creare qualsiasi cosa, non poniamoci mai limiti. Studio, costanza, testa. Non serve altro.

L’appuntamento con The Art Of Shaking è a Palermo, lunedì 26 febbraio dalle ore 11 al Terminal Crociere, Molo Vittorio. I biglietti sono disponibili su theartofshaking.com

34 Years Old Single Cask, l’anima artistica di Glenrothes

Glenrothes 34 Years Old Single Cask 1
Arte, cucina e whisky, i tre pilastri della presentazione della distilleria storica dello Speyside, da Trattoria Contemporanea

Tre espressioni artistiche per presentare un prodotto senza eguali. Glenrothes, distilleria storica dello Speyside, ha svelato il suo 34 Years Old Single Cask negli spazi di Trattoria Contemporanea, stella Michelin a Lomazzo (Como), aprendo la giornata con la performance dell'artista Licia Fusai sotto la direzione di Lets IT Art, prima di procedere con un menu degustazione di livello assoluto.

«Siamo ciò che mangiamo» recita Fusai, artista fiorentina che del rapporto tra cibo e mondo circostante ha fatto un credo professionale apprezzato a livello internazionale. «Il nutrimento è fondamentale, inteso come tutto ciò che deriva dalla natura. Rappresentare il whisky è stata una sfida, ma ho scelto di utilizzare sulla tela tutti gli elementi che compongono il distillato. Nelle mie mani si trasformano in arte; l'elemento essenziale che accomuna la bottiglia e il mio lavoro è il tempo».

Bevuta di spessore da assaporare con calma

E di tempo ne è trascorso in ragionata abbondanza: Glenrothes 34 Years Old Single Cask non è frutto di un assemblaggio di botti diverse, bensì di una singola botte ex bourbon monitorata nel corso di 34 anni e poi scelta «per la sua capacità di rappresentare qualcosa di unico», come descrive l’esperto Giacomo Bombana, presente per guidare la degustazione. Bevuta di spessore, da godere con calma, impatto alcolico importante (grado pieno a 53,6%) ma attenuato da un corpo setoso. Il legno è presente ma in qualche modo gentile, ci sono sentori di vaniglia, polpa di frutta matura, finale con spezia persistente. Appena 218 bottiglie prodotte in esclusiva per l'Europa, che testimoniano «la capacità di Glenrothes di andare oltre una gamma di produzione stabile, e realizzare un whisky che si avvicina a un’opera d'arte unica, con il contributo di pochissime personalità, tra master blender e whisky maker, tutte scozzesi che interagiscono con le materie prime, ovvero ingredienti, legno e tempo».

Prodotti di personalità

È anche un’occasione per apprezzare il potenziale di Glenrothes, attiva dal 1878 nella regione culla del malto scozzese (un terzo delle distillerie attive è in Speyside), ma spesso rimasta all’ombra delle referenze Macallan e Highland Park, che fanno parte dello stesso gruppo. Con cinque coppie di alambicchi, uno degli ormai rarissimi laboratori interni di cooperage (botti artigianali) e una capacità produttiva di 5 milioni di homemade spirit, Glenrothes è salita alla celebrità per i suoi prodotti di grande personalità e “maltosità”, per cui ha sempre ceduto i propri single malt ad altri blender (Famouse Grouse su tutti), rimanendo come firma invisibile su espressioni di eccellenza. La Platinum Single Cask Collection, di cui il trentaquattro anni fa parte, è invece un’esclamazione vera e propria.

Whisky, arte e cucina

Fusai compone la propria tela con whisky, malto d'orzo, orzo solubile, legno, frutta secca, mais: gli elementi che contribuiscono a Glenrothes 34 Years Old Single Cask si combinano insieme a un sottofondo musicale in una sala apposita, prima di proseguire nel vibrante percorso creato dallo chef Davide Marzullo (appena ventisette anni, ben più giovane dell’etichetta in degustazione). I piatti giocano su acidità e croccantezze, superbi il risotto con latte di capra, liquirizia e cappero, e il cervello di vitello fritto con lampone e sedano rapa, mentre in abbinamento la linea Glenrothes va in miscelazione (l’apertura è con Vescovo, twist sul Boulevardier con scotch whisky e Moscato di Scanzo). Poi la degustazione in versione assoluta in chiusura: arte, in tre importantissime varianti.

Carbonara e Martini? Nella Lobby Bar dell’Aleph ora è possibile anche a merenda

Il nuovo Lobby Bar dell'hotel Aleph di via Veneto a Roma: cocktail classici e cucina, in un locale dal design che valorizza gli arredi originali anni Trenta

Fra le mille novità che stanno riguardando la gloriosa via Veneto a Roma, ce n'è una che si integra in una struttura già esistente, impreziosendola: la Lobby Bar dell'hotel Aleph. Parliamo di un affascinante cinque stelle collocato in un palazzo anni Trenta a due passi dalla strada della Dolce Vita, costruito secondo i criteri degli anni del razionalismo e dell'uso senza risparmio di marmi pregiatissimi. Ed è proprio su questa linea di essenzialità e sui giochi cromatici basati sui rivestimenti, che si integra, dialogando perfettamente, il nuovo design dell'area dedicata a bar e aperitivo. Protagonista assoluto, il bancone interamente realizzato in onice, il cui verde pallido contrasta gradevolmente con gli alti sgabelli, realizzati con i meccanismi di una bicicletta d’epoca.

Marmi, arredi artigianali italiani e pezzi di design sono perfettamente in tema con il mood raffinato di questo hotel a cinque stelle, un luogo ricercato e accogliente da vivere a ogni ora del pomeriggio e della sera, immergendosi in questa atmosfera anche da ospiti esterni. A guidare la proposta di questo indirizzo aperto dalle 12 alle 24, è il bar manager Lorenzo Politano, che si muove fra i classici della miscelazione, rinnovandoli con eleganza. In carta una selezione di Martini (possibile anche una Martini experience, al costo di 30€), la "Negroni Session" che racchiude le variazioni sul tema del cocktail più amato dal Conte Camillo, e ancora una carrellata di twist on classic.

Dalle 15 in poi, si può far riferimento al bar d'hotel anche per la parte food e chiedere perfino una Carbonara o un'Amatriciana. La proposta food elaborata dall’Executive Chef Carmine Buonanno, che qui spazia dalle insalate ai sandwich, ma che non si ferma davanti alla richiesta di un classico romano. In altre parole, per chi è in centro a Roma e vuole fare una merenda dei campioni con Carbonara e Martini, il Lobby Bar dell'Aleph è il posto giusto.

 

Denis Dianin: «Ripensiamo i prodotti per l’e-commerce»

«La pasticceria italiana si è evoluta moltissimo, sia per qualità che per estetica», spiega il pasticcere padovano. Che punta su nuovi canali di vendita e una ricettazione attenta anche all'aspetto nutrizionale

Deins Dianin legge il futuro della pasticceria attraverso una parola: ripensare. Intervistato da Dolcegiornale durante l'ultima edizione di Sigep, ha spiegato come sia necessario adattare l'alta pasticceria italiana alla contemporaneità attraverso l'attualizzazione delle ricette alla luce delle esigenze nutrizionali e delle esigenze di canali di vendita alternativi alla vetrina tradizionale.

Obiettivo: destagionalizzare con l'e-commerce

Secondo Dianin la strada maestra corre verso l'e-commerce, mezzo per superare le barriere geografiche e permettere soprattutto a chi ha lavorato su prodotti e brand image, di raccogliere ovunque e in qualsiasi momento dell'anno i frutti di questo impegno. Ma il punto vendita non va trascurato, così come il rapporto con il cliente, che non va penalizzato con attese nella ricezione dell'ordine e nel pagamento.

DC Campus: in viaggio con Dalla Corte nel cuore della cultura del caffè

DC CAMPUS
Sono atterrati in Costa Rica i 30 viaggiatori selezionati per la nuova edizione dell’iniziativa formativa firmata dal produttore di macchine professionali da caffè. Nel loro tour attraverseranno quattro delle otto regioni di produzione e approfondiranno ogni aspetto della filiera del caffè, dalla coltivazione alla vendita

È il Costa Rica la meta della nuova edizione del DC Campus, l’iniziativa educativa sul mondo del caffè di Dalla Corte. Un’iniziativa che ritorna dopo qualche anno di pausa, con l’ultima spedizione a Sumatra nel 2015, per focalizzarsi quest’anno sul Paese del Centro America. È qui che sono atterrati, e vi resteranno fino al 24 febbraio, i 30 viaggiatori selezionati dall’azienda tra i suoi partner e distributori per vivere un’esperienza formativa ed esplorare il cuore pulsante della cultura del caffè.

Dove nascono caffè d’eccellenza

Approfondire la cultura del prodotto e creare connessioni nel settore è l’obiettivo che anima l’iniziativa e che permetterà ai partecipanti di addentrarsi nella ricca storia, nelle pratiche agronomiche e nelle innovazioni sostenibili che fanno del Costa Rica un paradiso del caffè.

Nel loro viaggio tra le piantagioni e le comunità del Paese, i partecipanti attraverseranno quattro delle otto regioni del caffè, dove nascono alcuni dei chicchi riconosciuti come vere eccellenze a livello mondiale: Central Valley, West Valley, Tarrazù e Turrialba. Tra queste, in particolare, la regione di Tarrazú occupa un posto speciale, per la produzione di alcuni dei caffè più pregiati del Costa Rica, come il Geisha, un’arabica originario dell’Etiopia, la cui produzione è iniziata nel 2012 e ha dato all’area fama internazionale.

Esplorare ogni aspetto della filiera

Una vera esperienza immersiva che consentirà loro di interagire con i coltivatori e ampliare il bagaglio di conoscenze su ogni aspetto della filiera, che sarà esaminato in profondità. Il programma del DC Campus coprirà infatti una vasta gamma di argomenti. Durante il tour i viaggiatori approfondiranno la storia del caffè costaricano, esplorandone le sfumature regionali e scopriranno gli ultimi progressi fatti nella genetica dei chicchi, per migliorarne la resistenza ai cambiamenti climatici ed elevare la qualità della tazza.

Esploreranno le tecniche agronomiche utilizzate dai migliori produttori, dalle pratiche di coltivazione sostenibile alle innovazioni nella raccolta. Potranno conoscere i segreti delle innovazioni introdotte nelle varie fasi della lavorazione, compresi quelli naturali, a miele e lavati, e il loro impatto sui profili aromatici. Fino ad acquisire conoscenze sul mondo della vendita al dettaglio, dalle attrezzature di macinazione alle caffetterie specializzate nella vivace San Jose, capitale del Paese.

 

Tutto pronto a Torino per il debutto del Salone del Vermouth

Salone del Vermouth
Il 24 e il 25 febbraio al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano la prima della kermesse interamente dedicata al vino aromatizzato piemontese, con tante specialità in degustazione e un fitto programma di talk. Ad anticiparlo il Fuori Salone, che dal 19 al 25, propone una serie di eventi diffusi nei locali della città, tra i quali il Vermouth Mix Contest

È scattato il conto alla rovescia per il Salone del Vermouth. L’appuntamento con la kermesse interamente dedicata al vino aromatizzato, gloria nazionale, è per sabato 24 e domenica 25 febbraio a Torino, e non poteva essere diversamente, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Piazza Carlo Alberto. A fare da anteprima alla manifestazione il Fuori Salone, che dal 19 al 25 febbraio proporrà una serie di eventi diffusi nei locali della città.

La due giorni, alla sua prima edizione, nasce per fare cultura su un prodotto, nato a Tornino nel 1786, e protagonista dell’aperitivo italiano e della miscelazione, per conoscerne la storia, le diverse declinazioni, le storie delle realtà che lo producono, ma anche per approfondire diversi altri argomenti, come la nascita del rito dell’aperitivo, l’utilizzo del vermouth in miscelazione, l’abbinamento con il cibo.

24 produttori presenti

Ciò grazie alla possibilità di incontrare e confrontarsi con i produttori, che presenteranno e proporranno in degustazione i loro prodotti, ed esperti del settore e a un ricco programma di talk, laboratori interattivi di miscelazione e degustazione, dove si potranno toccare con mano le mille sfumature di questo prodotto.

Per quanto riguarda i produttori, sono 24 i marchi presenti al Salone del Vermoth: Alpestre, Antica Formula, Azienda Vitivinicola Mauro Marengo, Bordiga, Bosca, Cantina del Gega, Carpano, Cascina Tetti Battuti, Cucielo, Doragrossa, E Bon Vermouth, Franco Cavallero Spiriti, Gamondi, La Palera, Le Masche, Luigi Vico, Mancino Vermouth, Martini & Rossi, Mu Vermouth, Poderi Gianni Gagliardo, Punt e Mes, Vermouth Gran Torino 1861, Vermouth Il Reale e Vini Allara di Prà.

Il programma dei talk

Fittissimo il programma dei talk (gratuiti, ma occorre accreditarsi sul sito dell'evento), dove con bartender, brand ambassador, master blender, master herbalist, chef e illustratori, si approfondirà il mondo vermouth da una tematica sempre diversa e con ogni incontro che si concluderà con la degustazione guidata di un produttore presente al Salone.

Ad inaugurare la sessione, sabato 24 febbraio ore 15, l’incontro, moderato da Luca Iaccarino, con Fulvio Piccinino, tra i massimi esperti della materia, che racconterà storia e produzione del vermouth, partendo dall’indicazione geografica protetta nei vini aromatizzati.

Si prosegue alle ore 16 con il talk, moderato da Erika Mantovan, con Michele Filippo Fontefrancesco, ricercatore di Antropologia Culturale dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, sulle radici della cultura del vermouth.

Alle 17 sarà Carlo Carnevale, firma di Bargiornale, a moderare l’incontro con Matteo Bonoli, master herbalist di Gruppo Montenegro, Beppe Musso, master blender di Martini & Rossi, e Fulvio Piccinino, che toccherà diversi temi, partendo dall’analisi sensoriale delle botaniche fino ad arrivare al lato umano dei grandi brand.

Chiude la giornata l’incontro, moderato da Sarah Scaparone (ore 18), con Elena Urbani, brand ambassador di Mancino Vermouth, che racconterà come lavorare il prodotto in un drink, e Christian Mandura, chef del Ristorante stellato Unforgettable a Torino, che affronterà il tema del pairing in cucina con i drink a base vermouth.

La sessione di incontri riprende domenica 25 febbraio alle ore 16 con il talk, moderato da Piera Genta, con l’illustratore e giornalista Gianluca Biscalchin, che proporrà un’analisi delle vecchie locandine dei vermouth per poi parlare dei nuovi linguaggi di comunicazione che oggi vanno di moda e fanno tendenza nel mondo del food&beverage.

Seguirà (ore 17) l’incontro con Walter Gosso, direttore commerciale Bordiga, e Franco Cavallero, owner Franco Cavallero Spiriti, moderato da Federico Bellanca, sull’evoluzione dell’approccio alla produzione di grandi e piccoli produttori rispetto al passato.

Chiude il programma di appuntamenti (ore 18) il talk con Federico Volpe, brand ambassador Martini, e chef Gabriele Eusebi, del Ristorante San Tommaso 10 di Torino, moderato da Danilo Poggio, sull’uso del vermouth in mixology e l’abbinamento dei drink ai piatti.

Il palinsesto del Fuori Salone

Non meno fitto il palinsesto di appuntamenti del Fuori Salone del Vermouth, che coinvolgerà alcuni dei miglior ristoranti e cocktail bar di Torino e dintorni e luoghi simbolo della città, quali il Museo Lavazza, e il Museo Carpano. Per tutta la settimana i cocktail bar e i ristoranti che hanno aderito alla manifestazione proporranno, rispettivamente, drink list dedicate, dove il vermouth è la base di twist on classic e di novità create dai bartender, mentre i ristoranti proporranno menu a tema dove il vino fortificato sarà presente nei piatti e negli abbinamenti.

I cocktail bar che hanno aderito sono: Flora, Insomnia, Gaf, Casamago, D.One, Piano 35, Bar Cavour, Dash, Smile Tree, Civico 1, Pout Pourri Vintage Cafè, Lève, La Drogheria, Azotea e Otium Rooftop.

I ristoranti invece sono: Giù da Guido, Chiodi Latini, Luogo Divino, Caffè San Carlo, Magorabin, Eredi Borgnino, Azotea, Piano 35, Opera e Otium Rooftop.

Un contest a tutto vermouth

Tra gli appuntamenti centrali del Fuori Salone, il Vermouth Mix Contest, in programma il martedì 20 febbraio alla Centrale Nuvola Lavazza (dalle 19.30 alle 24), dove i migliori bartender della città si sfideranno preparando signature a base vermouth, che saranno sottoposti al giudizio di una giuria di esperti e del pubblico (ingresso a pagamento e prenotazione obbligatoria).

Saranno in gara: Giorgio Altobello e Deborah Saggio di Otium Rooftop, Branka Vukasinovic di Civico 1, Marta Bracca e Mattia Poletti di Smile Tree, Nicolò Canali e Klodian Cikalleshi di Gaf, Andrea Dracos di Eredi Borgnino, Vittorio Rosso, Simone Francesia e Marco Marchese di La Reserve, Stefano Lops di Punto 7, Samuele Cerri e Gabriele Brangero di Pout Pourri, Adrian Margineanu e Alessio Ventimiglia di Insomnia, Riccardo Ambrogio di Kinè,  Marco Fabbri e Lorenzo Rubino di D.One, Matteo Fornaro di Azotea, Marco Di Muro e Paola Terranova di La Drogheria.

Masterclass e guest

Ma non solo. Perché ad animare il Fuori Salone le masterclass e le serate guest con protagonisti della scena mixology italiana e internazionale che si terranno nei cocktail bar, al Museo Lavazza e al Museo Carpano.

Il programma si apre lunedì 19 con la masterclass al Museo Carpano sui vermouth del portafoglio di Fratelli Branca Distillerie (Carpano, Antica Formula e Punt e Mes) tenuta da Matteo Bonoli, master herbalist dell'azienda (ore 18), seguita da una visita guidata al museo. La stessa sera (ore 20.30) sempre Bonoli farà da anfitrione alla cena da Giù da Guido, dove racconterà i drink a base Carpano da lui sezionatati proposti in abbinamento alle cinque portate del menu.

Giovedì 22, Gabriele Armani e Paolo Merenghetti del Paradiso di Barcellona saranno i protagnisti al Piano Lounge Bar di una masterclass a cura di Mancino Vemouth, nella quale racconteranno la creazione della nuova drink list. Il duo sarà protagonista (dalle 19) della serata a tutta miscelazione, sempre al Piano 35, dove proporranno alcuni cocktail del menu del Paradiso.

Sempre il 22 (ore 14.30) Max La Rosa di Cuciele Vermouth terrà la sua masterclass presso Eredi Borgnino per poi proporre i suoi drink a partire dalle 19.

La stessa serata Gabriele Eusebi, chef del Santommaso 10, storico ristorante del Gruppo Lavazza, sarà protagonista nell’area Experience del Museo Lavazza (ore 19.30) di un incontro di degustazione e racconto dove proporrà L’innominato, il drink a base di vermouth e caffè, con il quale apre le cene nel suo ristorante, abbinato all’insalata russa, come una cassata, di Corrado Assenza.

E, infine, un altro appuntamento firmato Branca: la cena (ore 20) con abbinamento a drink a base vermouth Carpano presso il ristorante Azotea.

Infine, sabato 24, Elena Urbinati sarà la special guest della serata al Bar Cavour (ore 19) con i suoi cocktail con Vermouth Mancino.

Come partecipare al Salone del Vermouth

il Salone del Vermuth si svolge a Torino sabato 24 (dalle ore 14 alle 22) e domenica 25 febbraio (dalle ore 12 alle ore 20) presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano (ingresso Piazza Carlo Alberto, 8, e via Accademia delle Scienze, 5).

Il costo dell'ingresso è di 10 euro per giornata e include l'accesso al museo (esclusivamente nelle sale dove si svolgerà l’evento), degustazioni di Vermouth e previa prenotazione accesso ai talk e masterclass.

 

 

 

 

 

Anna Sartori: «Più valore al lavoro dei professionisti»

La presidente del Consorzio di tutela del lievito madre da rinfresco racconta le prime iniziative di formazione del gruppo

Tutelare i produttori di lievito madre da rinfresco e, di conseguenza, i consumatori: questa la missione dell'omonimo Consorzio presieduto da Anna Sartori. Intervistata da Dolcegiornale durante l'ultima edizione di Sigep, la titolare di Pasticceria Sartori ha presentato le prime iniziative pensate per formare i professionisti del settore e aiutarli a comunicarsi e comunicare meglio il proprio lavoro.

Anna Sartori: «Al bando la comunicazione omissiva»

La missione del Consorzio per la Tutela del Lievito Madre da Rinfresco è tutelare quei lievitisti che producono lievito madre da rinfresco e conseguenti lievitati. Sostenerli nella comunicazione del proprio lavoro significa creare valore. «La comunicazione fine a se stessa deve essere bandita», spiega Sartori.

Dove va la birra, parlano i protagonisti

Brindisi courtesy AssoBirra
Come anticipato in un precedente articolo, pubblichiamo le analisi di 14 protagonisti di settore in merito ai trend birrari e alle novità di prodotto che vengono presentate al concomitante evento Beer & Food Attraction di RiminiFiera.

Alfredo Pratolongo, presidente AssoBirra

«In un contesto birrario che ha affrontato sfide significative nel 2023, il 2024 si prospetta come un anno cruciale - afferma Alfredo Pratolongo, presidente dei produttori AssoBirra. La brusca inversione di tendenza delle vendite e dell’export è indicativa delle complessità che la filiera sta affrontando, dal crescente impatto dell'inflazione all’incertezza climatica che sta minando la produzione di materie prime chiave.

L’anno si è aperto con un'ombra di incertezza, amplificata dall'aumento delle accise, recentemente confermato con la nuova Legge di Bilancio. Una minaccia tangibile, specialmente per segmenti cruciali come i canali HoReCa e Gdo.
Tuttavia, la complessità di contingenze non deve offuscare la resilienza e la vitalità del comparto, che sta rispondendo con investimenti continui in innovazione e qualità.

L'interesse per la cultura birraria italiana resta solido e riflesso dalla continua crescita della reputazione della birra nel contesto europeo. Un quadro in cui  i nuovi trend, come le birre a basso o zero contenuto alcolico, stanno emergendo come driver di crescita. Il settore brassicolo, pur di fronte alle difficoltà, dimostra così impegno, adattabilità e una prospettiva orientata all'innovazione e alle nuove tendenze, fattori chiave per preservare il valore generato dall’intera filiera e la reputazione del settore, che resta un pilastro dell'economia italiana».

Lorenzo Tomaselli, responsabile commerciale brand Theresianer

«Per il 2024 prevendiamo un potenziamento della copertura a livello nazionale - afferma Lorenzo Tomaselli, responsabile commerciale birra Theresianer (Gruppo Hausbrandt/Zanetti) - in zone strategiche in cui Theresianer non è ancora presente a livello capillare, prima fra tutte la Sicilia, ma guardiamo anche allo sviluppo e alla crescita a livello internazionale. Con i Clienti condividiamo i valori che fanno della qualità del prodotto, del servizio d’eccellenza, della professionalità e della trasparenza, le efficaci modalità di una collaborazione che dà reciproche soddisfazioni. Puntiamo quindi al consolidamento di un lavoro fino ad oggi intrapreso per l’affermazione del brand Theresianer e al riconoscimento della qualità superiore delle nostre referenze, in un mercato globale sempre più esigente e competitivo.

Sicuramente la Gluten Free è un prodotto in crescita. Theresianer propone la Non Filtrata Senza Glutine in formato 0.33: un’autentica Lager dolce ed equilibrata per definizione, con un riguardo in più grazie alla ricetta specificatamente formulata per celiaci. Nasce da un determinato processo di produzione che abbatte il contenuto di glutine pur mantenendo intatte l’equilibrata piacevolezza e la morbidezza tipiche della Lager classica.

L’attenzione di Theresianer alle più contemporanee esperienze della ristorazione porta, in questo inizio di 2024, al debutto del nuovo formato Mezzo Litro. Raffinato e adatto al consumo nei migliori locali, dimostra ancora una volta la capacità di Theresianer di precorrere e interpretare le tendenze più innovative del fuoricasa.
Mezzolitro è dedicato a quattro caratteristiche birre Theresianer non filtrate: Premium Pils, Wit, India Pale Ale e Bock, quattro diverse referenze che soddisfano, ognuna per le proprie intrinseche caratteristich, i diversi abbinamenti con il cibo.  La nuova dimensione Mezzolitro, che va a sostituire il precedente formato 0.75, amplia così l’offerta Theresianer che, mantenendo fede alla propria storica tradizione, prende una rotta contemporanea, approdando però sempre nel porto sicuro della qualità».

Massimo Reggiani, amministratore delegato Partesa

«Al centro della strategia di Partesa, il bere di qualità (e sempre responsabilmente) risponde alla ricerca di esperienze gustative superiori da parte dei consumatori italiani- afferma Massimo Reggiani, amministratore delegato del distributore nazionale di bevande Partesa (gruppo Heineken). Un trend in crescita, nonostante le difficoltà degli ultimi mesi, che porta a confermare il focus sul fusto, che registra performance positive confermando la crescita post-lockdown, e sulle referenze premium.

Sebbene le chiare rappresentino oltre l’80% dei volumi birra nel fuoricasa, crescono infatti i brand della tradizione italiana (come Birra Moretti), le Lager Plus (come Ichnusa Ambra Limpida, Ichnusa Non Filtrata e Birra Messina Cristalli di Sale) e, non ultime, tra le birre speciali, spinte da una consolidata richiesta, le IPA e APA, specialmente alla spina.

Infine, il segmento delle analcoliche (come Heineken 0.0 o Birra Moretti Zero), seppur ancora marginale in Italia, rivestirà in futuro un ruolo primario, soprattutto per la fascia di consumatori più giovane».

Sandro e Matteo Vecchiato, titolari Interbrau

«Il 2024 si apre all’insegna delle Grandi specialità - affermano i fratelli Matteo e Sandro Vecchiato, titolari della società di import e distribuzione di specialità birrarie Interbrau. Da sempre trend setter di mercato, la nostra società ha identificato questo trend e ha inserito all’interno del proprio Portfolio importanti novità.
Avremo un ampliamento di gamma Fusti con, tra le altre, Sierra Nevada, che per la prima volta introdurrà una Lager, e poi Kirin Lager , la prima giapponese per il mercato alla spina italiano. Nello stesso segmento si rafforza ulteriormente il Core Range di Mikkeller, la gamma Schneider-Weisse  e l’inglese Morrells.
Parallelamente, prevediamo un rilancio delle super specialità di nicchia, sempre all’insegna di grandi brand e qualità: avremo importanti novità ad esempio su Thomas Hardy’s Barley Wine anche in keg 10 litri, Malonne Brut rifermentata con lieviti di champagne. Grazie ad una costante crescita della cultura birraria italiana, i consumatori diventano sempre più aperti al nuovo che avanza e noi siamo pronti  nei vari contesti: dal ristorante, al pub, alla birra a casa».

Andrea Bagli, Ceo Birra Amarcord

«Ci proponiamo come scelta distintiva ed efficace, il partner ideale per un mercato sempre più allargato, in Italia ed all’estero - dichiara Andrea Bagli, amministratore delegato di Birra Amarcord di Rimini.

La novità più evidente, è il restyling del marchio, da cui parte tutta la nuova strategia centrata sui nostri valori. Abbiamo voluto celebrare lo storico di Amarcord ma con una resa più contemporanea, mediata da forme sobrie, colori attuali e una ritrovata leggerezza, per raccontare a chi ci conosce la nostra evoluzione e a chi non ci ha ancora conosciuto la nostra anima.
La nuova Amarcord rappresenta una ritrovata consapevolezza di unicità, ma anche la nostra volontà di esserci e stare al passo con i tempi attraverso nuove azioni strategiche a disposizione di tutta la filiera commerciale.
Tre sono le nuove birre in bottiglia Ipa, Bianca e, novità particolarmente attesa, la Amarcord SENZA GLUTINE dal gusto, pieno e appagante, di orzo e miele, perfetta per l'aperitivo, ideale in qualsiasi momento della giornata».​

Elvira Ackermann, presidente Associazione Le Donne della Birra

«Birre leggere, delicate, fresche, beverine e a ridotto contenuto alcolico: la donna beve volentieri birra come queste - afferma Elvira Ackermann, presidente Associazione Le Donne della Birra - perché mediamente è più attenta del consumatore maschile alla forma fisica e, di conseguenza, a una sana e salutare alimentazione. 

Quindi, in sostanza gli stili più apprezzati dal pubblico femminile sono le Lager chiare (Helles, Keller e Pils) e le birre di frumento (Weizen e Blanche). Grande ascesa nelle preferenze delle donne per le birre acide, tipo Gose e Berliner Weisse, così come per le IGA, che stanno riscuotendo molto successo.

Inoltre, spesso è più scrupolosa nel rispetto delle norme che regolano la guida e il consumo di alcol. Ma le donne sono più attente anche alla qualità della birra. Infatti, cercano addirittura il bio o addirittura il biodinamico.

Quelli della convivialità sono tra i momenti di consumo della birra più diffusi presso il pubblico femminile. Un terzo delle donne preferisce la birra rispetto ad altre bevande quando va a cena fuori nei weekend. Sono le donne più giovani a privilegiare la birra rispetto ad altre bevande e ciò anche per fattori legati alla moda.

Bere birra è figo, farsi un selfie o essere fotografate con una birra fa tendenza, pubblicare foto e contenuti relativi alla birra sui social media (soprattutto Instagram) è fashion: queste alcune delle considerazioni legate al consumo di birra da parte delle donne.

Un terzo delle consumatrici di birra la beve almeno due volte a settimana. Le donne amano esplorare nuove birre, apprezzano la creatività birraria e sono incuriosite dall’utilizzo di materie prime originali (frutta, spezie, grani antichi, ...). Le donne rivelano una vera inclinazione per la sperimentazione, sia nella bevuta sia negli abbinamenti gastronomici sia nell’uso della birra in cucina come ingrediente».

Christian Conti, direttore generale L'Orso Verde

«Dopo 20 anni di attività il nostro birrificio continua con passione a produrre le birre - afferma Christian Conti, direttore generale del Birrificio L'Orso Verde di Busto Arsizio (Va) - che sentiamo più vicine al nostro modo di lavorare. Non particolari strategie, dunque, ma impegno costante per migliorare sempre e sfruttare al meglio il nuovo impianto.  Dal 2022 produciamo una birra gluten-free (DNA) oltre a varie interpretazioni dello stile IPA (Ipa Fever, Uncle Dog, Beata IgnIoranza) e stiamo valutando seriamente di realizzare anche una birra low-alcool.
Quest'anno ci dedicheremo inoltre alle collaborazioni con birrifici “amici” e proprio a Rimini presenteremo una Bière De Garde brassata nata dalla collaborazione con il birrificio Menaresta. Prossimamente invece ci sarà una sorpresa con il birrificio Mukkeller, ma non possiamo ancora svelare nulla».

Luca Giardiello, country manager e amministratore delegato Warsteiner Italia

«Continua il percorso di Warsteiner Italia nell’offrire all’horeca un variegato portfolio di birre riconosciute per la loro tradizione brassicola ed in linea con le richieste del mercato, nonché soluzioni efficaci di servizio al trade - precisa Luca Giardello, country manager e ad Warsteiner Italia. In particolare continua lo sviluppo nel mondo dell’artigianalità con Rye River, birrificio irlandese pluripremiato come miglior birrificio artigianale al mondo ai World Beer Awards 2020, 2021, 2022. In continuità con il recente lancio di birre in stile IPA, quest’anno il portfolio si amplia ulteriormente con nuove specialità birrarie fortemente legate alla tradizione irlandese: Stout, Irish Red Ale e Pale Ale.
In termini di portfolio prodotti la focalizzazione è anche sul brand Warsteiner con la disponibilità in fusto di Warsteiner Premium Fresh 0,0%, la birra completamente senza alcool, opzione analcolica di alta qualità.
Beer & Food Attraction è il primo appuntamento ufficiale per la presentazione di queste novità ed è anche l’occasione per proporre esperienze di abbinamento tra birra e food oltre che soluzioni digitali al servizio degli operatori di settore».

Andrea Tortella, direttore vendite di Birra Peroni 

 «Premiumizzazione del portfolio, guidata da innovazioni di prodotto e di attivazione del mercato - afferma Andrea Tortella, direttore vendite Birra Peroni (gruppo Asahi Europe) - con un focus sulla qualità dell’esperienza e del servizio ai clienti che, a cascata, si riflette sui consumatori. In questo filone, abbiamo posizionato il lancio di prodotti premium come Kozel, Peroni Nastro Azzurro Stile Capri e Peroni Non Filtrata, che hanno registrato ottimi risultati.

Pur avendo un peso limitato sul totale, notiamo un trend positivo delle easy drinking lager e delle no alcol su cui anche noi stiamo investendo con Stile Capri e PNA 0.0%.
Continuando in questa direzione premium, investiamo sempre più su prodotti e servizio ai clienti. Il focus principale sarà sul marchio Raffo, che dalla Puglia arriva su tutto il territorio nazionale con una nuova immagine, e la grande novità della variante Raffo Lavorazione Grezza che stiamo lanciando in questi giorni: una birra non filtrata, dal gusto rotondo e fresco, con un aroma maltato e note amare luppolate sul finale, brassata con cereali di Puglia non raffinati, orzo e grano duro».

Serena Savoca, Marketing & Corporate Affairs Director di Carlsberg Italia

 

«Riscontriamo due trend - precisa Serena Savoca, Marketing & Corporate Affairs Director di Carlsberg Italia -  il primo, derivante dall’incertezza dello scenario economico, vede i consumatori rivolgersi verso brand di fiducia che li soddisfino a pieno. Da questo punto di vista, 4 Luppoli L’Originale del Birrificio Angelo Poretti continua ad aumentare la propria penetrazione sul mercato, e lo stesso vale per Tuborg, che continua ad essere un brand prediletto dai consumatori e a crescere in modo importante.

Il secondo trend mostra che l’uscita da anni difficili ha generato maggior voglia di convivialità e condivisione, da coronare con prodotti premium. Per questo continuiamo a investire in innovazione e il lancio di Kronenbourg 1664 Blanc ha rappresentato l’occasione perfetta per offrire un’esperienza di consumo unica e nuova. Come birra leggera e rinfrescante, è perfetta per il momento dell’aperitivo. Il suo gusto unico deriva dalla perfetta armonia tra le sue anime: da un lato, la vivacità di una birra frizzante e rinfrescante caratterizzata da note agrumate, di frutta esotica e di spezie; dall’altro, l’eleganza del perfetto equilibrio tra luppolo e coriandolo. Un amaro moderato e bilanciato da note di pesca bianca.

Abbiamo anche rinnovato le specialità del Birrificio Angelo Poretti: tre birre accumunate da luppolatura a freddo che esalta i profumi delle diverse varietà di luppolo. Inoltre, abbiamo ampliato il range di Brooklyn Brewery con Brooklyn Pilsner e Brooklyn Stonewall Inn IPA. Questo portfolio, ampliato e vincente, è supportato in maniera egregia dalla nostra tecnologia DraughtMaster per la spillatura da fusto. In fiera presenteremo la sua nuova declinazione EXTRA 10, il nuovo sistema di spillatura che consente di offrire un’esperienza di birra alla spina nei locali dove si consuma principalmente birra in bottiglia».

Davide Grossi, Country Manager Krombacher Italia

 «L'ultimo anno ci ha dimostrato che continuare a cavalcare la scelta strategica di investire nel canale Horeca intrapresa negli ultimi tre anni - dichiara Davide Grossi Country Manager Krombacher Italia - e rappresenta la chiave per rafforzare il posizionamento premium del brand.

Il risultato ottenuto è figlio, prima di tutto, di una forte partnership con i nostri distributori che vivono Krombacher come la ‘propria’ birra. A fine 2023 ne contiamo più di 50 che ci permettono di essere presenti in maniera capillare su tutto il territorio nazionale. Partnership esclusive che mirano alla formazione di una forza vendita qualificata che porti alla creazione di una cultura birraia basata sulla qualità, con l’obiettivo di mettere al centro di qualsiasi discussione il prodotto birra.

Pensiamo che sia doveroso offrire un’esperienza di consumo sempre più rispondente alle richieste di mercato. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di seguire il supertrend del NoLo e di andare incontro alle esigenze delle nuove generazioni, focalizzate sul benessere fisico e inclini a moderare i consumi di alcool, includendo nel nostro portfolio la referenza analcolica Krombacher 0.0% Pils.

Nel corso di Beer & Food Attraction saranno protagonisti i nostri tre prodotti di punta: Krombacher Pils, la più amata dai consumatori italiani, che rappresenta circa l’85% di tutta la birra in fusto venduta nel 2023, Krombacher Unfiltered e Renhania Alt.

Le nostre referenze saranno proposte foodparing con le creazioni di Mario Cipriano de “Il Vecchio e il Mare” di Firenze, Luca Cornacchia di “Fermenta Pizzeria” di Chieti e Pierluigi Fais della “Pizzeria Framento” di Cagliari, rinomati chef-pizzaioli del circuito Taste Hunter - il progetto digital e social che, coinvolgendo realtà da tutta Italia nella ricerca del gusto naturale, mira a valorizzare e a dare visibilità all’altissima qualità della loro proposta in abbinamento alle nostre birre».

Roberto Mazzi, Beer Category Manager di Compagnia dei Caraibi

Testadariete è il progetto italiano di beer firm cooperativa i cui prodotti sono distribuiti da Compagnia dei Caraibi nato all'interno di Right Beer che comprende oltre 400 referenze prodotte da 15 birrifici locali.

«Testadariete prosegue nel percorso di consolidamento del brano all'interno del mercato della birra artigianale - precisa Roberto Mazzi, Beer Category Manager di Compagnia dei Caraibi. Il purpose rimane quello di contribuire alla crescita e alla diffusione della birra artigianale di alta qualità, oltre la nicchia dei locali specializzati, abbattendo i pregiudizi correlati al mondo delle craft beer. Con Testadariete vogliamo decostruire le convenzioni esistenti e avvicinare un pubblico sempre più ampio al nostro universo, fatto di materie prime di qualità, birrifici indipendenti, storie da raccontare e know-how produttivo.
Non possiamo poi dimenticare le nostre radici: essere una Beer Firm Cooperativa, un luogo di sperimentazione, dove ogni ricetta è brassata a più mani, pensata per dare spazio all'estro e alla creatività dei migliori birrifici artigianali d'italia. L'obiettivo? Creare birre dalla grande bevibilità, capaci di emozionare e mantenere intatta l'anima e il carattere dei produttori coinvolti.

Anche la gamma di Testadariete segue le tendenze del mercato e le preferenze del consumatore moderno. Da un lato, rispondiamo alla crescente richiesta di birre chiare a basso tenore alcolico e alle sempre popolani IPA con due varianti di lager chiare: Mausbier e Pils, e tre referenze appartenenti alla famiglia delle IPA, American Pale Ale, American IPA e West American IPA. Dall'altro, accogliamo le esigenze del nuovo consumatore - tree trom, bIo, attenzione alla filiera - con American Pale Ale, certificata gluten free e Italian Blanche Bio, con il 100% degli ingredient provenienti da agricoltura biologica Made in Italy. Quest'ultima mette in risalto il valore centrale della filiera produttiva italiana nel panorama delle birre artigianali.

Beer&Food Attraction sarà l'occasione per presentare la nuova identità visiva del brand che abbraccia un restyling completo di logo ed etichette. Le nuove etichette portano all'attenzione del consumatore il brand, le caratteristiche distintive di ciascuna referenza e il riferimento al birrificio partner coinvolto. La menzione dei birrifici passa con il restyling dal retro al fronte dell'etichetta, guadagnando uno spazio importante accanto al logo di lestadarete. Ogni referenza è denominata secondo lo stile di produzione, contribuendo così all'obiettivo di diffondere la cultura legata al mondo della birra e guidando il consumatore attraverso un percorso di riconoscimento dei sapori delle birre in base allo stile di riferimento».

Eliano Velardo, amministratore delegato Birra Castello

 

«Il 2023 per Birra Castello Spa è stato un anno importante sul piano strategico - esordisce Eliano Velardo, amministratore delegato Birra Castello. L’azienda ha deciso di concentrarsi sullo sviluppo e potenziamento tecnologico dello stabilimento di Pedavena, in provincia di Belluno, sul consolidamento della presenza di tutti i suoi marchi, soprattutto Birra Castello, Birra Dolomiti, Birra Pedavena, Birra Superior, sul mercato italiano e internazionale riducendo la produzione di private label e infine sulla valorizzazione dei locali Fabbrica in Pedavena-Dolomiti. L’anno si è concluso per Birra Castello con una crescita nel canale Horeca. e un mantenimento nel canale GDO nonostante abbia registrato un decremento del 5%.
Forti dei risultati conseguiti, ritorniamo al Beer&Food Attraction riproponendo il binomio Birra Castello-birra ufficiale della FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel) e padel grazie al campo allestito allo stand e alla presenza di istruttori di Spector Padel House a disposizione di visitatori e appassionati e coinvolgendo il pubblico nel Pizza Contest delle Fabbriche in Pedavena, una sfida divertente che vedrà i pizzaioli competere per realizzare una pizza inedita in grado di abbinarsi perfettamente alle birre Pedavena o Dolomiti. L’abbinamento migliore entrerà stabilmente nel menu dei locali.

Vista la tendenza del mercato a premiare la varietà e specialità, Birra Castello punterà sulla promozione del brand Dolomiti nel settore Horeca e sui brand Pedavena e Castello, nel settore GDO, questi ultimi infatti sono caratterizzati da materie prime di qualità e da una inconfondibilità nel gusto che le rende adatte a un mercato più esteso.
L’abbinamento alle nostre birre che quest’anno verrà promosso con maggior attenzione è quello con la pizza, presente nei menù di tutti i locali Fabbrica in Pedavena e Dolomiti, che quest’anno verrà portata al Beer Attraction di Rimini attraverso un contest tra tutti i nostri locali».

Teo Musso, fondatore e titolare del Birrificio Agricolo Baladin

«Al centro del nostro lavoro, ci sono tre focus - precisa Teo Musso, fondatore e titolare del Birrificio Agricolo Baladin di Piozzo (Cuneo) - produrre birre di alto profilo organolettico che sappiano lavorare sia sul canale tipico della birra ma soprattutto nel canale Horeca; mantenere l’indipendenza dell’azienda ma sostenerla per creare i presupposti per consolidare la nostra posizione di leader del comparto; sostenere la filiera agricola per produrre birre Made in Italy e ricercare pratiche che rendano sostenibile per l’ambiente il processo di produzione.

Il mercato sta chiedendo birre a basso contenuto alcolico, low-alcol e gluten free. Baladin da alcuni anni ha sviluppato ricette specifiche che nel 2024 subiranno degli aggiornamenti per rendere i prodotti ulteriormente interessanti e anche rivolti al mercato straniero. Rimini racconterà una birra nata per la ristorazione: Soraya, birra 100% piemontese, dedicata alla mia figlia più piccola. Utilizzo l’orzo distico Pariglia che può essere coltivato in climi più freddi e che viene maltato in Piemonte. Ho dato alla birra una personalità particolare utilizzando il nostro lievito che lavora assieme ad un lievito selezionato dalla buccia dell’uva Nebbiolo e come tocco finale, i petali di rosa. Una birra secca, elegante, profumata e ideale per accompagnare il cibo».

Il fuoricasa del futuro secondo Partesa

Partesa
Servizi e strumenti all’avanguardia, formazione, consulenza personalizzata, oltre al ricchissimo catalogo di prodotti premium. C’è tutto questo nell’offerta di Partesa per aiutare il mondo del fuoricasa ad affrontare le sfide del mercato

Non solo la distribuzione di birre, spirit, bevande e food di qualità, grazie a un catalogo di circa 7.000 referenze, ma anche innovazione, formazione continua e consulenza tailor made. C’è tutto questo nell’offerta di Partesa per aiutare il mondo del fuoricasa ad affrontare le sfide del mercato. Una strategia che da un lato poggia sull’ampio assortimento di prodotti capace di rispondere alle esigenze dei diversi locali in ogni momento di consumo, dall’altro su una serie di servizi pensati per aiutarli a crescere il loro business, servizi che sfruttano anche le nuove tecnologie digitali per rendere le attività più veloci ed efficienti e offrire una consulenza sempre più personalizzata.

La piattaforma eazle

E sul fronte delle tecnologie, per esempio, Partesa è stata tra le prime realtà del settore a lanciare una piattaforma di e-commerce B2B, Partesa per Te (leggi Partesa per te, la piattaforma di servizi di Partesa per il fuoricasa). Piattaforma entrata a far parte di eazle, il brand che riunisce le quaranta realtà di e-commerce B2B del Gruppo Heineken nel mondo.

Uno strumento pensato per supportare i clienti e aiutarli a sviluppare il loro giro d’affari, grazie alle diverse funzionalità che offre. Tra queste, la possibilità di consultare l’intero catalogo, accedere a premi fedeltà, promozioni personalizzate, effettuare ordini online 24/7 in autonomia e con pagamenti digitali, ricevere suggerimenti su misura, consultare fatture e storico ordini.

Birre e spirit premium

Sul fronte dei prodotti distribuiti, focalizzandoci sul mondo beverage, ricchissimo il portafoglio di prodotti distribuiti. Per le birre l’assortimento comprende i brand del Gruppo Heineken e non solo, spaziando, solo per citarne alcune, da Birra Moretti a Birra Messina, da Ichnusa a Murphy’s, da Lagunitas da Affligem, da Alken-Maes a Slalom, da Hibu a LeFebvre, da Silly a Brand, da Erdinger a Schmucker.

Non meno ampio il portafoglio spirit, dove ai marchi distribuiti si è aggiunta la gamma a marchio proprio Liq.ID, arricchitasi della nuova Premium Collection composta da quattro referenze (leggi Partesa lancia a Bologna Premium Collection Liq.ID per la mixability): GAL 41, un London dry gin con luppoli selezionati (41% alc in vol, bottiglia 70 cl), Amatottanta, composto da 80 tra erbe e spezie provenienti da tutto il mondo (26% alc. In vol, bottiglia da 70 cl), Vermouth di Torino Antica Ricetta, un vermouth classico arricchito dalle aromatiche artemisie, con un sottofondo delicato di agrumi vivaci e spezie dolci (18% alc in vol, bottiglia da 100 cl) e Bitter, dal carattere audace, dove protagonista è la genziana e una nota amaricante (25% alc in vol, bottiglia da 100).

Appuntamento a Rimini

E proprio la Premium Collection Liq.ID sarà tra le protagoniste della presenza di Partesa a Beer&Food Attraction, in programma dal 18 al 20 febbraio alla Fiera di Rimini. In entrambe le giornate, le quattro nuove referenze si potranno degustare in purezza oppure miscelate nei tre cocktail ideati per l’occasione dalla stella della mixology Bruno Vanzan, che sarà presente allo stand dell’azienda (stand 026, Padiglione C4) il pomeriggio di lunedì 19 febbraio. Dal "lato spirit" del bancone, oltre a una selezione di referenze distribuite, ci sarà inoltre una bottigliera digitale, che permetterà di scoprire le proposte di assortimento pensate per differenti tipologie di locali.

Dal lato opposto del bancone, invece, spazio alla birra, con una selezione di 26 referenze in bottiglia e lattina e 15 alla spina: ad Heineken, Ichnusa Non Filtrata e Birra Moretti Ricetta Originale si affiancheranno le belghe Affligem Rouge, Alken Maes Pils, LeFebvre Blanche de Bruxelles e Silly Scotch Ale, l’olandese Brand, le tedesche Erdinger Hefe Weizen e Schmucker Pils, le inglesi Slalom Strong Lager e Beavertown Neck Oil, l’irlandese Murphy’s Stout, fino alla californiana Lagunitas Ipa e l’italiana Hibu Eil.

Servizi e formazione

L’appuntamento riminese sarà l’occasione per i gestori dei locali per scoprire anche tutte le funzionalità di eazle, attraverso visite virtuali e conoscere i benefici che ultimo degli strumenti messi a disposizione da Partesa garantisce loro.

Un approfondimento sul tema sarà inoltre proposto nella tavola rotonda Intelligenza artificiale, prove tecniche di futuro per la distribuzione Horeca, lunedì 19 febbraio, ore 16, presso l’Horeca Arena (Pad. C3), dove Giovanni Marco Esposito, direttore commerciale di Partesa, spiegherà come l'azienda sta applicando l'intelligenza artificiale nel settore della distribuzione per migliorare ed efficientare alcuni processi interni.

Oltre che alle degustazioni e alla tecnologia, l’azienda il programma dell’azienda per la manifestazione prevede un ampio spazio dedicato alla formazione, con diversi momenti dedicati al servizio perfetto della birra con gli esperti Partesa, mentre Università della Birra sarà presente allo stand con i suoi consulenti per mostrare il programma di corsi (in aula e online) per approfondire la cultura di prodotto e consolidare le proprie competenze in ambito commerciale, manageriale e digitale, che l’hub di formazione professionale, promosso da Heineken Italia, offre ai dipendenti del Gruppo e ai professionisti del fuoricasa.

Amaro Liborio, la Sicilia analcolica che guarda alla mixology

Seguendo il trend low- e no alcol, nasce un prodotto analcolico firmato Etneco, perfetto per mocktail e dopo pasto healthy

Amaro Liborio è l'ultimo nato in casa Etneco. Si colloca tra i prodotti analcolici da bar, portando un messaggio che ben si allinea con il trend "low/no alcol" in forte ascesa in tutta Europa. Obiettivo: creare momenti di condivisione inclusivi, attenti anche a chi non consuma superalcolici ed è attento alla propria salute.

Le origini di Amaro Liborio

Massimo Liborio Colaianni, creatore di Etneco, rende omaggio alle radici familiari che affondano nelle tradizioni di Enna e Caltagirone. La sua terra natale, attraversata da diverse culture e plasmata dall'Etna, ispira il logo dell'azienda con rispetto profondo per la storia della regione. Sull'etichetta il simbolo del vulcano e della pigna si intrecciano in unico elemento distintivo ed evocativo della terra di Sicilia.

Dal primo sorso di Amaro Liborio, si sperimenta una bevanda leggera e rinfrescante con un equilibrio perfetto tra gli ingredienti. Il sorso offre un sapore rotondo e bilanciato che rievoca la storia e la tradizione della Sicilia.

L'intenzione di proporre un prodotto analcolico è rivolta a chi desidera gustare il sapore amaro senza consumare alcol, adatto a uno stile di vita sano ed equilibrato. Questa scelta consente di godere del piacere di condividere una bevanda in compagnia senza rinunciare all’esperienza.

La risposta a un trend in crescita

Negli ultimi anni l'offerta di bevande senza alcol o a basso tenore alcolico è cresciuta in molti Paesi del mondo. Secondo una ricerca IWSR il no-alcol guiderà questa crescita, che dovrebbe rappresentare oltre il 90% della prevista crescita del volume totale della categoria. Si calcola un tasso di crescita annuo del 22% con un mercato europeo legato ai soli distillati analcolici pari a 168 milioni di euro.

Mentre il mercato delle birre analcoliche o a bassa gradazione ha già i suoi numeri consolidati anche in Europa, il settore dei prodotti "low/no alcol" è ancora agli albori, soprattutto per quanto riguarda il segmento dei superalcolici. In questo contesto, Amaro Liborio si colloca in un segmento di mercato in piena fase di sviluppo, con una domanda sempre crescente. La bevanda risponde all'esigenza di consumare un dopo pasto analcolico, caratterizzato da sapori forti e decisi.

Gli ingredienti di Amaro Liborio

Amaro Liborio celebra la sua identità territoriale attraverso i suoi ingredienti, scelti per sostenere le eccellenze del territorio. Si parte dalle arance bionde, che offrono avvolgente leggerezza, per passare alle mandorle tostate, che aggiungono carattere, ai fiori di zagara, che donano morbidezza al sorso.

Il prodotto ha facile potere digestivo, è dissetante, ha proprietà toniche, accompagnate da un sapore rotondo e intenso. È perfetto per gli appassionati di prodotti artigianali, per chi segue un'alimentazione healthy e per i creativi della mixology, interessati a sperimentare sul fronte mocktail. Si può gustare mixato, quindi, ma anche in purezza sia freddo che con ghiaccio. Il prodotto è in vendita nel formato mignon, da 5 cl, e in quello standard da 70 cl.

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