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Da passione a professione: la birra crea lavoro

Saper spillare con un bel sorriso

La ricerca "Le (insospettabili) professioni della birra" di Osservatorio Birra/Fondazione Birra Moretti conferma il ruolo propulsivo del settore riguardo all'occupazione e al lavoro.

«Tra il 2015 e il 2017 infatti si possono contare 4.400 posti di lavoro in più - afferma Alfredo Pratolongo, direttore di Fondazione Birra Moretti - creati dalle 871 aziende italiane produttrici della birra, per un totale complessivo di 2,47 miliardi di euro del monte stipendi, con il 50% dei dipendenti con meno di 10 anni di anzianità».

In un panorama economico che stenta a svilupparsi, l'industria della birra va in controtendenza (+5%), più del doppio rispetto alle attese del mercato. Realizzato da Althesys, società di consulenza professionale, per conto di Osservatorio Birra/Fondazione Birra Moretti, lo studio ha riguardato un significativo campione di 7mila dipendenti di aziende distribuite lungo tutta la catena di formazione del valore. La quinta ricerca di Osservatorio Birr/Fondazione Birra Moretti è stata presentata nella moderna sede di Università della Birra a Milano.

Il settore risulta particolarmente attrattivo per i più giovani che vedono valorizzate caratteristiche come spirito di iniziativa, capacità professionali, adattamento alle situazioni, varietà di scelta. Spesso altamente specializzati, sono 15 i profili più richiesti:
mastro birraio
tecnologo alimentare
ingegnere chimico alimentare
responsabile laboratorio e controllo qualità
responsabile sicurezza
coordinatore sostenibilità
automation specialist
digital innovation manager
commerce specialist
tecnico grafico
brand ambassador
beer specialist
spillatore
barman
sommelier della birra.

Di particolare interesse e dinamismo sono cinque profili altamente specializzati.
Tecnologo della birra, una sorta di mastro birraio 4.0 che si occupa della elaborazione delle ricette e della produzione della birra. Oltre alle necessarie competenze tecniche (conoscenza delle materie prime e delle fermentazioni biochimiche eccetera), oggi vengono richieste anche competenze manageriali, flessibilità e problem solving.
Commerce Specialist, un ruolo che val adi là della semplice capacità di vendere perchè comprende conoscenze ecnonomiche con le quali stabilire rapporti di consulenza e partnership con il cliente-gestore dei pubblici esercizi.
Brand Ambassador, una sorta di trait d'union tra tecnico della birra e venditore, un ambasciatore d'azienda e del marchio, capace di riconoscere e degustare le varie tipologie birrarie e di presentare il prodotto ai punti di consumo come ai distributori.
Beer Specialist, figura mix tra un commerciale di alto profilo e un tecnico, come supporto specifico alla forza vendita dei distributori sul territorio, con capacità di negozazione e competenze tecniche sugli impianti di spillatura.
Sommelier della birra, figura professioonale a tutto tondo che abbina capacità tecniche di degustazione, presentazione dei prodotti, conoscenze su conservazione degli stessi e su abbinamenti gastronomici.

Sono tre i macrotrend attesi che avranno un impatto diretto sulla richiesta di profili professionali. Il 41% degli intervistati ha posto l'accento sulla sostenibilità, da quella  ambientale ai pack riciclabili, alla gestione dei rifiuti e degli scarti. Un altro 32% punta sullo sviluppo di nuovi gusti e segmenti di mercato come birre speciali, artigianali e healthy. Un altro 18% scommette sulla diffusione della innovazione digitale e dell'e-commerce.

Per continuare a far crescere il settore, ben l'85% delle imprese di filiera sa di dover investire in formazione, con una media per dipendente dalle 6 alle 20 ore. In Italia purtroppo sono poche le opportunità di formazione professionale, a parte i pochi corsi di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari. Per cercare di colmare questo gap, è stata di recente fondata a Milano la Università della Birra, voluta da Heineken Italia e Partesa (partner di Fondazione Birra Moretti), che offre corsi tecnico-pratici sui vari aspetti del mondo birrario, dedicato ai professionisti del settore horeca e modern trade, in collaborazione con istituti superiori come Liuc-Business School di Università Carlo Cattaneo di Castellanza (Varese) ed enti pubblici come Comune di Milano e Regione Lombardia.
Tre sono i pilastri che reggono l'intero percorso didattico: cultura birraria (dall'orzo al bicchiere), sales capability (come vendere), gestione aziendale (dal magazzino al rapporto costi-ricavi). Per il primo anno accademico 2018, i corsi sono stati frequentati da circa mille partecipanti professionali.

Oltre alle lezioni frontali e in remoto, i corsi si avvalgono della più moderna tecnologia, dai computer alla realtà virtuale. Grazie infatti a un accordo con Acer, l'azienda di Taiwan leader dell'Information Consumer Technology, vengono utilizzati notebook Predator Triton 500 abbinati a visori Acer Ojo 500 Windows Mixed Reality per seguire i più diversi percorsi virtuali interattivi. «In questo modo - precisa Massimo Furlan, direttore dell'Università della Birra - la formazione diventa un investimento che dà valore alle persone, contribuendo inoltre allo sviluppo del business».
«Forti di oltre 40 anni di esperienza nel mondo Information Technology - precisa Tiziana Ena, Pbu & marketing manager di Acer Italy - abbiamo costruito il nostro successo su una cultura dell'innovazione che ci consente di anticipare le tendenze di mercato e offrire ai nostri clienti, come Università della Birra, dispositivi affidabili e all'avanguardia».

 

 

Le ricette per il Daiquiri Day e l’estate di Rum Diplomático e Gin Mare

Diplo Daiquiri

Il 19 luglio è il Daiquiri Day, la giornata nella quale in tutto il mondo si festeggia uno dei grandi classici della storia della miscelazione. Per celebrare degnamente l’evento, Rum Diplomático, il rum premium venezuelano e Gin Mare, il gin mediterraneo, entrambi importati e distribuiti in esclusiva in Italia da Compagnia dei Caraibi, propongono una selezione di 5 drink, che comprende alcuni signature di stelle internazionali della miscelazione, Dinos Kleovoulou e Abby Goodhall e originali creazioni dei bartender dei due brand, perfetti per l’occasione.

Ricette raffinate e di grande effetto, ma al tempo stesso facili da replicare, che per la loro freschezza, anche una volta passata la festa del Daiquiri, possono entrare a far parte nella proposta estiva di ogni locale. Eccole

Le ricette firmate Rum Diplomático

Diplo Daiquiri

Diplo Daiquiri

Ingredienti:

50 ml Diplomático Planas, 20 ml succo di lime, 15 ml sciroppo di zucchero

Preparazione:

unire tutti gli ingredienti in un mixing glass, riempire con del ghiaccio, mescolare e filtrare il tutto.

Guarnizione:

uno spicchio di lime.

Diplojito

Diplojito

Ingredienti:

50 ml Diplomático Mantuano, 12,5 ml succo di lime, 12,5 ml sciroppo di zucchero, 25 ml soda, 4 foglie fresche di menta

Preparazione:

mettere la menta fresca direttamente in un highball, pestarla e unire i restanti ingredienti. Concludere con ghiaccio e soda.

Guarnizione:

foglie di menta fresca.

Diplo Mule

Diplo Mule

Ingredienti:

50 ml Diplomático Reserva Exclusiva, 100 ml ginger beer, 10 ml succo di lime

Preparazione:

servire tutti gli ingredienti in una Copper mule mug, mescolare con un bar spoon e aggiungere del ghiaccio.

Guarnizione:

una foglia di menta e del lime.

Le ricette firmate Gin Mare

Basilico e Lavanda di Dinos Kleovoulou

Basilico e Lavanda

Ingredienti: 

60 ml Gin Mare, 20 ml sciroppo di lavanda, 3 spicchi di limone, 7/8 foglie di basilico

Preparazione:

shakerare tutti gli ingredienti con il ghiaccio e versarli filtrandoli in un bicchiere pieno di ghiaccio.

Guarnizione:

una foglia di basilico cristallizzata, twist di limone e un rametto di lavanda.

Sgroppino all’arancia e rosmarino di Abby Goodhall

Sgroppino

Ingredienti:

30 ml Gin Mare, 1 cucchiaio di sorbetto al Gin Mare*, arancia e rosmarino, Prosecco

Preparazione:

versare il gin in un bicchiere, aggiungere un cucchiaio di sorbetto e concludere con Prosecco.

*sorbetto al Gin Mare: 480 ml succo fresco di arancia, 70 gr zucchero, 15/20 ml acqua, 60 ml Gin Mare, rosmarino. Preparazione: versare lo zucchero in un pentolino e aggiungere 1 cucchiaio di acqua o quanto basta per sciogliere lo zucchero una volta messo sul fuoco. A quel punto unire il succo di arancia, i 2 rametti di rosmarino e lasciar cuocere il tutto a fuoco lento per 10 minuti. Portare a ebollizione e poi spegnere il fuoco. Lasciare raffreddare il succo per almeno un’ora e metterlo in freezer mescolandolo di tanto in tanto con una forchetta per rompere i cristalli di ghiaccio.

Arriva in Italia la nuova linea Soda Infusion di Franklin & Sons

Soda Infusion Franklin & Son

Arriva dal Regno Unito Soda Infusion, una nuova gamma di soda water premium. A firmarla è Franklin & Sons, storica azienda inglese fondata a Londra nel 1886 dai tre fratelli George, Frederik e Albert Franklin e specializzata nella produzione di soft drink di qualità, mentre a portarla e distribuirla in esclusiva in Italia è D&C di Corsico (Milano).

La gamma si compone di tre referenze dai gusti freschi e ricercati: Ananas & Cardamomo, Melograno & Ibisco, Guava & Lime. Tutte, come da tradizione della casa, prodotte artigianalmente e con un’attenta selezione di soli ingredienti naturali. La loro base è infatti acqua delle sorgenti che sgorgano dai torrenti dello Steffordshire, nella regione delle Midlands Occidentali, nella quale vengono infuse frutta e spezie provenienti da piccoli fornitori specializzati inglesi, e un tocco di zucchero, senza alcuna aggiunta di conservanti o coloranti.

Disponibili in bottiglie di vetro da 275 ml, le tre Soda Infusion sono pensate principalmente per il mondo della miscelazione, come top per i più diversi cocktail, dalle rivisitazioni dei classici a nuove creazioni, ma sono ottime anche da servire on the rocks in modo da farne apprezzare in pieno il gusto ricco.

Il servizio perfetto del caffè. Espresso, filtro &co

I dati di mercato lo fotografano con precisione: il caffè al bar gode di buona salute. Soprattutto per merito delle preparazioni alternative all'espresso, che crescono a doppia cifra. Sono ancora una nicchia di mercato, ma dalle ottime prospettive. Perché l'espresso è un rito un po' stanco, soprattutto in quei locali dove non viene preparato a regola d'arte.

E proprio a come preparare un caffè a regola d'arte abbiamo deciso di dedicare un grande inserto di 60 pagine sul numero di Bargionale di luglio 2019.

Abbiamo chiesto ai migliori esperti del mercato di raccontarci passo dopo passo le tecniche e i trucchi del mestiere per creare il servizio perfetto del caffè.  A partire naturalmente dall'espresso, per poi passare in rassegna tutte le attrezzature alternative alla macchina per il caffè che permettono di rinnovare l'offerta e di ampliare il servizio. Ma soprattutto di soddisfare il desiderio di novità e di qualità dei clienti.

Scoprirete come utilizzare a regola d'arte il V60, il Chemex, l'Aeropress, il Dripper e la Moka (sì, proprio la Moka).

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Nastro Azzurro presenta l’edizione speciale Sardegna

L'edizione speciale Nastro Azzurro Sardegna sulla spiaggia di Quartu Sant'Elena (Cagliari)
L'edizione speciale Nastro Azzurro Sardegna sulla spiaggia di Quartu Sant'Elena (Cagliari)

Edizione speciale Sardegna per birra Nastro Azzurro con l'impiego di malto d'orzo 100% sardo, proveniente dal raccolto di orzo Traveler di 250 ettari di campi e il coinvolgimento di 30 agricoltori delle zone di Villamar e Villasor (Cagliari), comprese nella pianura del Campidano, storicamente note per le produzione cerealicole. Partita in via sperimentale l'anno scorso con l'impiego di 3mila quintali, quest'anno l'iniziativa ha più che raddoppiato la quantità di orzo impiegato.

Nastro Azzurro Sardegna in bottiglia 33 cl
Nastro Azzurro Sardegna in bottiglia 33 cl

«L'impegno dell'azienda per la tutela della filiera agricola - hanno commentato Dario Giulitti, marketing manager Nastro Azzurro e Federico Sannella, direttore relazioni esterne Birra Peroni - è storico e oggi sono oltre 1.500 le aziende agricole che lavorano con noi per produrre una materia prima italiana eccellente. Aver creato un'apposita filiera in Sardegna, una terra particolarmente vocata per questo prodotto, ci riempie di orgoglio».

Le caratteristiche di Nastro Azzurro Sardegna
Nastro Azzurro Sardegna Orzo 100% sardo è una premium lager limpida a bassa fermentazione di colore giallo paglierino, gusto secco e rinfrescante grazie anche alla presenza di una percentuale di Mais Nostrano, con una delicata nota amara (Ibu 23) data dai luppoli impiegati (5,1° alc). Da proporre preferibilmente in abbinamento a pizze senza pomodoro, antipasti leggeri, fritture di pesce, formaggi freschi.
Disponibile per il momento solo in Sardegna, l'edizione speciale Nastro Azzurro Sardegna è confezionata in bottiglie di vetro 33 e 66 cl, oltre che in fusto 16 litri.
Utilizzando la nuova forma elegante e sinuosa di Nastro Azzurro, la bottiglia riprende diversi richiami all'isola mediterranea, dal profilo di un nuraghe sul collarino e sul tappo, alla grande scritta Sardegna in color oro.

La presentazione di Nastro Azzurro Sardegna è avvenuta presso l'Aqua Club & Restaurant, sulla spiaggia di Quartu Sant'Elena (Cagliari) alla presenza del Sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu; del direttore corporate affairs e relazioni esterne Birra Peroni, Federico Sannella; del marketing manager Nastro Azzurro International & No Alcohol brands, Dario Giulitti e dell'agronomo e produttore di orzo locale, Francesco Matta (nella foto).
Alla presentazione è seguito l'esibizione del cantautore indie sardo Modigliani e il dj set Polaroid Indie Party.

Brindisi per Nastro Azzurro Sardegna con il sindaco Paolo Truzzu, i manager Federico Sannella e Dario Giulitti, il produttore Francesco Matta
Brindisi per Nastro Azzurro Sardegna con il sindaco Paolo Truzzu, i manager Federico Sannella e Dario Giulitti, il produttore Francesco Matta

Nastro Azzurro Sardegna segue, a distanza di un anno, la presentazione dell'altra edizione speciale Nastro Azzurro Prime Brew Non Filtrata, premium lager speciale (5,8° alc), dal colore giallo paglierino torbido, gusto secco e intensamente luppolato (grado amaro 29 Ibu) disponibile in bottiglia 33 cl e fusto 16 litri, termine di conservazione 9 mesi in bottiglia, 4 mesi in fusto, firmata dal giovane mastro birrraio Alberto Marzaioli.

Nastro Azzurro Prime Brew Non Filtrata in bottiglia 33 cl
Nastro Azzurro Prime Brew Non Filtrata in bottiglia 33 cl

Nata nel 1963, Nastro Azzurro è presente in oltre 70 Paesi del mondo e viene identificata con l'italian style di successo. Viene prodotta da Birra Peroni (Asahi Europe).

 

Lorefice Fiori Cafè, a Ragusa un nuovo riferimento per il caffè di qualità

Logo Lorefice Fiori Cafè

Festa grande questa sera dalle ore 20 in via Carducci 125 a Ragusa, dove inaugura Lorefice Fiori Cafè, un locale che unisce il gusto unico di caffè di qualità al piacere del verde. L’ha ideato e si accinge a condurlo con determinazione Mauro Tarantini, che quando ha compreso che l’attività di orafo non lo soddisfaceva come un tempo, ha pensato di affidarsi a una passione che aveva da sempre: il caffè. Prima di tutto ha seguito numerosi corsi con Gabriele Cortopassi presso Espresso Academy, compreso quello in gestione, tanto importante quanto per lo più trascurato; con Helena Oliviero ha fatto sensory e assaggio e per la latte art si è affidato ad Alessio Vabres. «Mi sono appoggiato al negozio di mia moglie Chiara che dista una ventina di metri (al civico 115, ndr) e vende fiori; così abbiamo pensato a un nuovo concept store: un coffee shop che ha al suo interno anche la vendita di articoli floreali, come piante artificiali, candele profumate, e di prodotti di caffetteria (V60, aeropress, macinini manuali, keep cup)» - racconta Mauro Tarantini.

Il piccolo retrobanco con la macchina espresso kb90 de La MarzoccoIl locale ha dimensioni ridotte, di circa 22 metri quadri e si presenta essenziale in stile post industriale, con mattonelle bianche diamantate sulle pareti e arredi in ferro e rovere nodato. Non c’è insegna, ma una vetrofania. Entrando, sul banco spicca la macchina espresso kb90 de La Marzocco con l’aggancio ergonomico Straight In, mentre dall’alto soffitto scende un pannello con verde verticale, che dà una piacevole nota di colore.

I posti a sedere sono 14: otto a due piccoli tavoli e tre rispettivamente alle mensole che danno sulla vetrina e su una parete. “Per il caffè ho puntato sul chilometro zero, ma soprattutto su un torrefattore con cui instaurare un rapporto costruttivo e duraturo - riprende Tarantini -. Mi sono subito inteso con Sergio Barbagallo titolare di Etna Roaster di Zafferana (CT) che fa parte della nuova generazione di torrefattori: sa come si muove l’avanguardia del caffè e oltre che un fornitore è un consulente con cui confrontarsi continuamente». Insieme hanno messo a punto la miscela esclusiva per Lorefice Fiori Cafè, un 100% arabica composto da caffè provenienti da India, Brasile, Colombia ed Etiopia, che presenta sentori di cioccolato, miele di castagno, carrube (un aroma molto frequente nella zona) e lievi note fruttate. Ne ha realizzato due versioni con diverse percentuali dei primi due caffè che ha fatto assaggiare ad amici, conoscenti e curiosi che chiedevano informazioni sull’apertura, verificando il gradimento per un gusto in tazza decisamente diverso dal solito; è piaciuto molto e tra le due formulazioni ha vinto quella più cioccolatosa, con una maggiore percentuale di Brasile.

Da domani l’apertura sarà dalle 7,00 alle 21,00 dal lunedì al sabato; la domenica è giornata di chiusura. Al banco si alternano accanto a Mauro due bariste che sono state preparate sia a realizzare buone preparazioni, sia a presentarle al cliente, un passo fondamentale per chi offre caffè particolari e di qualità, tanto diversi dal gusto locale, soprattutto quando si tratta di monorigini: ne viene proposta una (sempre specialty) accanto alla miscela, che varierà settimanalmente. Dunque buona serata di festa con tante foto davanti al flower wall, filmati e la visita di tanti amici. E buon lavoro al comando del nuovo piccolo vascello che si muove sull’onda del caffè di qualità, con cui conquistare la clientela locale e richiamare i turisti che giungono a Ragusa per ammirare i suoi monumenti del tardo barocco.

 

Il babà al mojito finisce nel vaso. Anzi, in vaso cottura

Babà al mojito

Anche il babà di De Vivo finisce in vaso cottura, con un gusto speciale al mojito. Di questa tecnica che prevede la cottura in un barattolo di vetro avevamo già parlato a proposito dei lievitati del maestro Denis Dianin, il quale produce da anni panettone e colomba proprio con questo sistema. Ora anche il laboratorio della pasticceria De Vivo di Pompei usa questa tecnica di cottura e conservazione per il suo babà, e lo fa per una limited edition in vendita per l'estate 2019. La pasticceria ha lanciato il babà lievitato al mojito. La cottura in vetro permette di mantenere inalterate le caratteristiche di elasticità e godibilità della pasta del babà, garantendo al dolce una conservazione più lunga, senza l’aggiunta di conservanti.

Gusti classici e special edition 2019

Oltre ai classici, che vengono proposti tutto l’anno (al rhum, al gusto delizia al limone e al chocorhum), questa estate si aggiunge è stato lanciato il gusto mojito. È un babà farcito con una ganache al lime e menta con infuso al rhum, che richiama appunto il mojito. Viene venduto attraverso l'e-commerce della pasticceria di Pompei, a 10 euro per 400 g di peso.

Nata negli anni Trenta come panificio

Il laboratorio Pasticceria De Vivo è un marchio storico a Pompei, dove è nato negli anni Trenta come panificio. Oggi, due generazioni dopo, la pasticceria è guidata da Marco De Vivo con la moglie Ester e la figlia Simona. Il laboratorio si estende per 300 mq ed esporta in Francia, Svizzera, Spagna e Germania.

Karafillides alla testa di Carlsberg Italia lancia le nuove Danish Pilsner

Alexandros Karafillides, dal 2019 Managing Director di Carlsberg Italia
Alexandros Karafillides, Managing Director di Carlsberg Italia 2019-2020

Con l'obiettivo di migliorare costantemente i vari aspetti del brand, Carlsberg ha introdotto di recente le nuove ricette e confezioni di Danish Pilsner e Danish Pilsner Unfiltered, oltre a presentare il Bilancio di Sostenibilità 2018. Novità accompagnate dalla nomina come Managing Diretcor Carlsberg Italia, di Alexandros Karafillides, che ha preso il posto di Alberto Frausin.

Alexandros Karafillides vanta un'esperienza più che ventennale nel mondo dei beni di largo consumo. Dopo aver diretto, dal 2012 al 2017, Olympic Breweries, brand greco di Carlsberg Group, Karafillides ha assunto la carica per la multinazionale danese di vicerpresidente per l'Europa meridionale e i Pasesi Baltici: «Sono onorato - ha precisato -  di succedere ad Alberto Frausin alla guida della filiale italiana che negli ultimi dodici anni ha saputo raggiungere importanti traguardi per energia, creatività e capacità dimostrate».

Fin dai primi tempi (1847), Carlsberg si è sempre distinta nell'impegno di esplorare nuove strade e mettere a punto idee innovative all'insegna del motto latino "Semper ardens", fino ad arrivare ai nostri giorni a coniare lo slogan "Problably the Best" e a rappresentare un esempio anche riguardo al tema della sostenibilità (vedi l'ottava edizione del rapporto annuale del Bilancio di Sostenibilità di Carlsberg Italia).

Nuova vita per le due Danish Pilsner

Ispirata alla omonima birra creata nel 1904, la nuova Carlsberg Danish Pilsner si distingue per il colore dorato e per la luppolatura di media intensità che esalta gli aromi erbacei e resinosi delle varietà di luppolo utilizzate (5° alc). Disponibile in fusto Draught Master 20, bottiglia vetro 33 e 50 cl, lattina 33 cl, bottiglia Pet 33 cl.
Carlsberg Danish Pilsner Unfiltered è la birra "sorella" che invece non viene sottoposta a processo di filtratura, conferendole un aspetto velato e opalescente con i lieviti in sospensione. Questo procedimento le dona un aroma maltato più intenso, con note di crosta di pane e aromi luppolati che tendono all'agrumato (5° alc). Disponibile solo in bottiglia vetro 50 cl.

«Per l'etichetta Carlsberg ha scelto un inchiostro verde più ecologico e sostenibile - prercisa Serena Savoca, marketing manager di Carlsbereg Italia - di quello fin qui impiegato, ottenendo la certificazione Cradle-to-Cradle. Anche il tappo è stato cambiato con la versione ZeroO2 che riesce a rimuovere la maggiore quantità possibile di ossigeno presente nella bottiglia all'atto dell'imbottigliamento, consentendo di mantenere freschezza e fragranza più a lungo».
La presentazione delle due novità è avvenuta presso il locale milanese Arena Piola, sport beer & grill (zona Città Studi), molto frequentato dagli studenti delle vicine facoltà scientifiche dell'Università Statale e del Politecnico, alla presenza di Serena Savoca, marketing manager Carlsberg Italia e Luca Boschi, brand manager Carlsberg.

Rapporto positivo per la sostenibilità

La presentazione del rapporto 2018 è avvenuta sul treno storico che collegava fino al 1931 la stazione di Milano Porta Nuova (poi demolita per far posto alla Stazione Centrale) a Varese e dintorni, non a caso conosciuta come la "stazione delle linee Varesine" di cui a lungo è rimasta traccia con il grande terrapieno di viale della Liberazione.

Tra i temi portanti del Rapporto di Sostenibilità 2018 di Carlsberg Italia ci sono: la mobilità alternativa, il risparmio idrico ed energetico, l'adattamento ai cambiamenti climatici, la sicurezza sul lavoro. Ecco in breve alcune cifre realizzate:

  • il 96% dei fusti distribuiti in Italia sono ormai in PET riciclabile (non più in acciaio) con un risparmio di oltre 60 mil. di Kg di C02 (che non viene più utilizzata per la spillatura) grazie all'innovativo sistema Draught Master messo a punto proprio dalla filiale italiana di Induno Olona, ottenendo per prima la certificazione ambientale EPD (Environmental Product Declaration) di settore;
  • il 10% di risparmio idrico ottenuto grazie alla pastorizzazione flash;
  • il 28% di acqua in meno pere la produzione è la quota risparmiata dal 2011;
  • il 30% del parco macchine è ibrido per la consegna dei prodotti;
  • la movimentazione in azienda si avvale per il 100% di carrelli elevatori elettrici;
  • il 9% in meno per le emissioni C02 dal 2015;
  • il 100% di energia rinnovabile raggiunto già dallo scorso anno.
    Oggi Carlsberg Italia produce e commercializza oltre 1,4 milioni di eottolitri di birra con i marchio Carlsberg, Tuborg, Birrificio Angelo Poretti, Kronenbourg 1664, Grimbergen, Feldschlösschen e Brooklyn Brewery.

Iscrizioni aperte per i corsi di Altascuola Coffee Training di Milani

Caffè Milani corsi

Riprende a settembre il ricco programma di formazione sul mondo del caffè dedicato ai baristi di Altascuola Coffee Training di Caffè Milani. Programma di formazione che per il secondo semestre dell’anno si presenta con una novità: il corso Analisi organolettica e degustazione del caffè, che si terrà il 19 novembre. Un corso di degustazione, che avrà come protagoniste le miscele e, in particolare, le monorigini della linea Puro di Caffè Milani, estratti con diverse attrezzature (macchina espresso, moka, V60, French Press ecc), e che si propone di migliorare la sensibilità organolettica del barista, fornendogli gli strumenti oggettivi di analisi di un caffè, con l’obiettivo di affinarne la capacità di cogliere le caratteristiche delle diverse specialità attraverso l’olfatto e il mix di sensazioni gustative, retrolfattive e tattili nel cavo orale. Docente del corso, altra novità, sarà Andrea Pinturi, grande esperto dell’espresso e delle estrazioni a filtro, da pochi mesi entrato nello staff della torrefazione come coffee ambassador Milani e trainer dell’Altascuola.

Il nuovo corso si aggiunge alla già ricca offerta formativa che per la seconda parte dell’anno prevede una fitta serie di appuntamenti. Si parte il 17 settembre con il corso per la Patente di Assaggiatore di Caffè dell’Iiac (Istituto internazionale assaggiatori caffè). Tenuto da un docente dell’istituto e riservato a massimo 14 partecipanti, il corso (8 ore) è strutturato in una parte teorica e una pratica che permetteranno di imparare come si valuta la bevanda.

Il 24 settembre si terrà invece il corso Espresso Italiano Specialist (8 ore) curato dall’Inei (Istituto nazionale espresso italiano), dedicato ai baristi che puntano a raggiungere la qualità totale nella preparazione dell’espresso e del cappuccino. Durante la lezione verranno affrontati i temi della valutazione della qualità sensoriale della miscela, della gestione ottimale della macchina da caffè e del macinadosatore con una parte pratica che comprende anche l’analisi sensoriale di un espresso e un cappuccino.

Il 3 ottobre è invece la volta del corso di primo livello di Latte art (8 ore). Riservato agli operatori che hanno superato il corso Principi di Latte Art o con una forte esperienza nella preparazione di espressi e cappuccini, è finalizzato a perfezionare la tecnica di decorazione del cappuccino e l’uso delle attrezzature per la montatura del latte.

Gli appuntamenti proseguono il 12 novembre con corso Espresso e Cappuccino da Altascuola (8 ore) che introduce al mondo della caffetteria. Caratterizzato da una forte impostazione operativa, spazia si diversi temi, quali la scelta, utilizzo e gestione degli strumenti di lavoro, la preparazione a regola d’arte di espresso e cappuccino tradizionali, l’individuazione e la soluzione ai possibili difetti delle due preparazioni.

I corsi si svolgono presso la sede dell’Altascuola Coffee Training, a Lipomo (Como). Per iscriversi (e per ulteriori info) occorre compilare l’apposita richiesta sul sito di Caffè Milani http://www.caffemilani.it/mondo-milani/altascuola/

Dall’inizio dell’anno, inoltre, Caffè Milani collabora con la Confcommercio di Como, con la quale ha messo a punto alcuni corsi sull’espresso ed altre preparazioni a base caffè, per fornire solide basi a chi vuole affrontare con successo il mondo della caffetteria e contribuire alla crescita professionale di chi già vi opera. In questo caso i prossimi appuntamenti in programma, anche questi tutti presso l’Altascuola, sono il 18 settembre con il corso su espresso e cappuccino (4 ore), il 8 ottobre con il corso base di Latte Art (4 ore) e il 16 ottobre con il corso di secondo livello di Latte Art (4 ore). Per le iscrizioni e info https://www.confcommerciocomo.it/corsi-di-formazione-2/.

Ecco il gelato con le proteine “animal free”

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Foto: courtesy Perfect Day

C'è una bella differenza tra un gelato senza latte e derivati animali come lo intendiamo comunemente (un sorbetto alla frutta, o un gelato fatto con latte di soia o di mandorla) e il gelato "animal free" che è andato sold out in pochi giorni sul sito di una startup della Silicon Valley. Perché quel gelato non usa proteine alternative a quelle del latte: ne usa di identiche. Solo che non hanno origine da una mucca.

Nessun animale è stato sfruttato per creare questo gelato

Ripartiamo con ordine. Ryan Pandya e Perumal Gandhi ci lavorano dal 2014, la loro azienda si chiama Perfect Day. Il loro obiettivo è ricreare prodotti lattiero-caseari (soprattutto formaggi, da pochi giorni anche gelato) senza "coinvolgere" derivati animali. Senza latte, ma usando caseina e siero di latte identici a quelli che provengono da una mucca. Solo che questi arrivano da un laboratorio, dove si inserisce il DNA del latte tradizionale in una microflora batterica che, attraverso la fermentazione, trasforma zucchero di origine vegetale in proteine identiche nutrizionalmente a quelle del latte vaccino. Perfect Day ha sviluppato tre gusti di questo gelato molto speciale: cioccolato al latte, vaniglia e caramello salato e il vaniglia e mora che vedete nella foto di apertura.

Più sostenibili, meno aggressivi con madre natura

Con questo sistema yogurt, formaggi e, appunto, gelato, vengono prodotti - sostengono a Perfect Day - in modo sostenibile, utilizzando meno acqua, energia e suolo, e con meno emissioni di gas serra. Significa anche che sono prodotti senza crudeltà verso gli animali o allevamenti industriali. Niente lattosio, niente colesterolo.

Il futuro dei prodotti lattiero-caseari è già oggi

Non è poi così strano pensare che si possano usare dei microorganismi per produrre cibo. Dopo tutto lo facciamo già ampiamente con pane e birra (e per molti medicinali). E Perfect Day non è nemmeno l'unica start up che sta studiando prodotti lattiero caseari come questi. Del resto ve lo avevamo detto: questo è il prossimo fronte su cui l'innovazione si farà strada nel prossimo futuro.

Metti una sera a cena con il ron del Nicaragua

Il mixologist Edoardo Nono presenta il menù Ron Flor de Caña Mixtronomy
Il mixologist Edoardo Nono presenta il menù Ron Flor de Caña Mixtronomy

Proporre una cena abbinando portate della cucina tiki con cocktail a base di rum? Partita dall'azienda Velier di Genova, l'idea ha preso vita presso il Rita's Tiki Room di Milano, il nuovo locale aperto dall'esperto mixologist Edoardo Nono. Come protagonista della serata è stato scelta la gamma Ron Flor de Caña, un rum del Nicaragua con oltre 125 anni di storia. Una storia partita proprio da Genova, viste le origini (all'ombra della Lanterna) del fondatore della distilleria centroamericana, Alfredo Pellas Canessa. Una scelta motivata da vari elementi che rendono unici e di qualità i distillati Ron Flor de Caña, tra i pochi a poter vantare una catena di produzione tutta interna, dalla coltivazione della canna da zucchero alla distillazione, dall'invecchiamento alla commercializzazione, importati e distribuiti in Italia da Velier.

Fondata nel 1890 a Chichigalpa, a 120 chilometri (nella foresta) a nord della capitale Managua, non lontana dall'autostrada Panamericana, l'azienda Pellas si occupa inizialmente di piantagioni di canna da zucchero, viste le ottimali condizioni pedoclimatiche del luogo, dal clima più asciutto e temperato. Nel 1937 gli eredi Pellas  fondano la Compañia Licorera de Nicaragua utilizzando la melassa aziendale (che vanta un alto livello di saccarosio) per la distillazione e la vendita di premium rum. Attualmente l'azienda possiede circa 150mila barili in varie bodegas (magazzini), uno stock di distillati tra i più importanti al mondo, il cui Ron Flor de Caña viene distribuito in oltre 80 Paesi del mondo in oltre 1 milione di casse.

Gli spiriti del vulcano
La distilleria si trova a pochi chilometri di distanza da San Cristòbal, alle falde del vulcano più attivo del Nicaragua (1.745 m), nella zona occidentale del Paese, non lontano dall'Oceano Pacifico. La vicinanza non intacca le piantagioni di canna da zucchero (il vento soffia nella direzione opposta i gas vulcanici), anzi fa sì che il terreno sia periodicamente fertilizzato dalle ceneri vulcaniche, mentre le temperature medie più alte (a partire da 28 °C) favoriscono il naturale invecchiamento, senza zuccheri e additivi, del distillato in piccole botti da 135 litri di rovere bianco che hanno contenuto Bourbon come il Jim Beam. Inoltre Flor de Caña è stato uno dei primi distillati a essere certificato Fair Trade Certified per il commercio equo e solidale, riesce a utilizzare per la distillazione solo energia 100% da fonti rinnovabili e contribuisce alla riforestazione dell'ecosistema pluviale.

Incontro con la mixtronomy
Fusione dei termini mixology e gastronomy, la mixtronomy rappresenta la contaminazione tra innovative tecniche di cucina con quelle della mixology, apprese e utilizzate dai migliori bartender (estrazioni, sottovuoto, cucina molecolare, sferificazione eccetera).
Da sempre attento al foodparing dei suoi mitici cocktail, Edoardo Nono ha voluto lanciarsi in questa insolita sfida insieme con i soci Gianluca Chiaruttini e Chiara Buzzi, ai suoi bartender come Nicolò Caramiello, e allo chef Eugenio Roncoroni. Nel locale "tropicale" scenografato da Matteo Oioli, sulla Ripa di Porta Ticinese ai bordi del Naviglio Pavese, Edoardo Nono ha potuto sfoggiare tutta la sua vena tiki, nata e cresciuta a bordo della navi da crociera e negli holiday resort del Mar dei Caraibi e dell'Oceano Pacifico. Così è nato l'apposito menù "Ron Flor de Caña Mixtronomy" con quattro cocktail e relativi foodpairing, di cui due per l'aperitivo di benvenuto, uno per antipasto e per piatto centrale), più un abbinamento tra uno spettacolare (per morbidezza) ron invecchiato 25 yo con un dessert gelato.

Due aperitivi di benvenuto
Flor & Ginger
Ingredienti
4,5 cl Ron Flor de Caña Gran Reserva 7 yo
top Fever-Tree Ginger Ale
Preparazione: tecnica build on the rocks, guarnire con scorza di arancia.
Foodpairing: Patatas Nana, olive verdi, verdure marinate croccanti, wonton, nachos con avocado.

San Cristobal Smoked - Daiquiri twist
Ingredienti
5 cl Ron Flor de Caña Gran Reserva 7 yo
1,5 cl home made Pimento Dram
3 cl succo lime
1,5 cl miele
Preparazione: tecnica shake & strain, noce moscata grattugiata on top.
Foodpairing: Patatas Nana, olive verdi, verdure marinate croccanti, wonton, nachos con avocado.

Antipasto
Negroni twist by Edoardo Nono
Lagos y Volcanes
Ingredienti
3 cl Ron Flor de Caña Gran Reserva 7 yo
2 cl home made Falernum
2 cl Bitter
2 cl Vermouth
fette zenzero fresco
Preparazione: tecnica build in the rocks.
Foodpairing: spring roll assortiti di carne e vegetariani, alette di pollo piccanti e croccanti, dim sun al vapore.

 

Portata principale
Old Fashioned with Flor 12 yo
Ingredienti
6 cl Ron Flor de Caña 12 yo
1 zolletta di zucchero
splash Fever-Tree Soda
3 gocce di Angostura Aromatic Bitters
Preparazione: tecnica stir & strain, zest di scorza d’arancia.
Foodpairing: bocconcini di maialino alla latina con riso saltato e lemongrass, coconut curry noodles con verdure.

Dessert
Ron Flor de Caña 25 yo
Foodpairing: sorbetto al lime, crumble al cioccolato & frutta secca.

Nella foto, alcuni dei partecipanti alla cena Rita's Tiki Room: Joaquim Baldovinos (Flor de Caña team), Davide Arguello (Flor de Caña team), Chiara Buzzi (direttore Rita’s Tiki Room), Raul Zeledon (Global Brand Ambassador Flor de Caña), Chiara Barbieri (Communication Manager Velier), Debora Tarozzo (Brand Ambassador Flor de Caña), Edoardo Nono (titolare Rita’s Tiki Room), Deborah Marengo (Brand Manager Flor de Caña).

Gli spiriti sul banco
Per la serata sono stati impiegati 3 tipi di Ron Flor de Caña: Gran Reserva 7 yo, 12 yo e 25 yo, tutti con titolo 40° alc.
Ron Flor de Caña Gran Reserva 7 yo è ron super premium di 7 anni, corposo di colore mogano. Ha profumi di noci di cocco tostate, vaniglia e fichi, gusto rotondo con note di miele e cioccolato fondente, con un finale lungo e morbido. Da gustare con acqua frizzante o bibite.
Ron Flor de Caña Centenario 12 yo è un ron ultra-premium di 12 anni, corposo, dal colore rosso ambrato. Ha aromi di frutti rossi, miele e noci tostate e un gusto rotondo con note di legno, vaniglia e mele cotte, con un finale morbido ed equilibrato. Da gustare liscio, on the rocks o con una spruzzata di acqua frizzante in coppa ballon. Proposto nell'elegante bottiglia bassa Centenario.
Ron Flor de Caña Centenario 25 yo è un ron ultra-premium di 25 anni, distillato 5 volte, corposo e dal colore ambrato scuro. Ha un aroma intenso con note di vaniglia, legno e cacao nero, con un gusto di note fruttate, di mandorla e di noci, con un finale pieno e lungo. Da bere liscio o con ghiaccio in ballon. Proposto nell'elegante bottiglia bassa Centenario.
Da non dimenticare infine un altro grande prodotto, invece, che non ha fatto parte della serata come Ron Flor de Caña Extra Seco 4 yo, ron di 4 anni di colore trasparente, che si caratterizza per la purezza del distillato e la leggerezza. Al naso prevalgono aromi di mandorle dolci e vaniglia, mentre in bocca si fanno notare note di cioccolato bianco e di arancia. Perfetto per essere miscelato in tutti i cocktail classici, ma non solo.

Cantine Ferrari per la terza volta Sparkling Wine Producer of the Year

Cantine Ferrari

Nuovo trionfo per Cantine Ferrari. La casa trentina si è aggiudicata il titolo di Sparkling Wine Producer of the Year nell'edizione 2019 del The Champagne & Sparkling Wine World Championships, la più prestigiosa competizione internazionale dedicata al mondo delle bollicine.

Un successo che conferma ancora l’assoluta qualità dei Trentodoc Ferrari con ben 15 medaglie d’oro conquistate, record per questa competizione, e con il titolo più prestigioso, quello appunto di Produttore dell’anno, assegnato all’azienda che così ha primeggiato sulla Maison de Champagne Louis Roederer, classificatasi al secondo posto. Titolo che assume rilievo ancora maggiore considerando che la casa trentina si era imposta al vertice dei produttori mondiali anche nelle edizioni 2017 e 2015 della competition. In precedenza erano arrivati i titoli di World Champion Sparkling Wine Outside Champagne, assegnato nel 2014 al Ferrari Perlé 2007 e quello di Blanc de Blancs World Champion andato al Ferrari Brut nel 2016.

Ma questa edizione rappresenta un successo più in generale per il mondo delle bollicine italiane che, per la prima volta, ha superato per numero di medaglie, ben 71 ori e 92 argenti, la Francia, con le denominazioni Trendodoc e Franciacorta che hanno raccolto, rispettivamente, 27 e 26 medaglie d’oro.

Tornando alle cantine Ferrari, ecco le eccellenze della casa premiate con l’oro dalla giuria, composta da Tom Stevenson, ideatore della competizione e vera autorità internazionale nel settore, e dai non meno esperti Tony Jiordan ed Essi Avelan: Ferrari 2013 Perlé Rosé, Ferrari 2012 Perlé Rosé, Ferrari NV Maximum Rosé, Ferrari 2009 Riserva Lunelli, Ferrari 2007 Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, Ferrari 2004 Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, Ferrari 2010 Perlé Nero, Ferrari 1995 Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, Ferrari 2012 Perlé (2 ori), Ferrari 2009 Perlé Bianco (2 ori), Ferrari NV Maximum (2 ori) e Ferrari NV Brut. A questi ai aggiunge la medaglia d’argento andata a Ferrari 2013 Perlé.

La cerimonia di premiazione per l’assegnazione delle medaglie e del titolo di Sparkling Wine Producer of the Year è in programma il prossimo 4 novembre a Londra, dove saranno svelati anche i prodotti vincitori del titolo best in category, che potrebbero rendere il bottino di Ferrari ancora più ricco.

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