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De Vivo e Santin si espandono nel Regno Unito

Tartellette black de vivo

Per ora l'estero incide solo per il 10% sui conti della pasticceria De Vivo di Pompei - che vanta un fatturato complessivo di 3 milioni di euro. L'obiettivo, però, è di incrementare la quota. Per questo la pasticceria di Marco De Vivo ha deciso di sbarcare nel Regno Unito, anche se solo... virtualmente, con l'apertura di un e-commerce dedicato. I prodotti di De Vivo, tra i quali c'è anche il singolare babà in vasocottura, sono distribuiti anche in grandi e piccoli store, gastronomie e grandi magazzini di lusso. In Francia, per esempio, presso Le Bon Marché di Parigi e in Italia presso La Rinascente di Milano e di Roma. I lievitati venduti globalmente sono oltre 20.000 (circa 2.000 solo all’estero). La pasticceria è presente in Svizzera, Francia, Russia, Germania, Ucraina, Canada e Spagna, e il prossimo obiettivo sarà aprire sempre più canali oltreoceano e verso i Paesi Arabi.

La mano di Santin su mignon e torte

De Vivo è un marchio storico di Pompei, da tre generazioni, ma negli ulitmi tempi ha modernizzato la sua offerta anche grazie alla collaborazione con Maurizio Santin, da aprile capo pasticcere di De Vivo, che ha arricchito la pasticceria e la produzione con mignon moderne, torte e monoporzioni di grande impatto estetico. «Ho voluto lasciare inalterata la proposta tradizionale di lievitati e di dolci tipici della tradizione partenopea, dove De Vivo è già molto affermato, cercando di dare maggiore attenzione all’estetica e a una selezione di prodotti più moderni», ha spiegato Santin in una nota.

Estero vs. Italia: cambia quasi tutto

Infatti, sul mercato italiano spopolano panettoni, colombe, babà freschi, pastiere, sfogliatelle e frolle. All’estero, altra storia: i francesi prediligono i babà freschi, nel Regno Unito apprezzano la versione salata al provolone del Monaco, in Russia amano i panettoni caratterizzati da una bagna alcolica come la pandelizialimone (bagnato con liquore di limoni di Sorrento IGP), il panchocorhum (con ripieno di ganache al cioccolato fondente 61% monorigine e Rhum Jamaique bianco), il pancassata (aromatizzato con infuso agli agrumi). La sfida è sempre la solita: rinnovarsi e agganciare la modernità, senza perdere di vista la propria identità.

Le barlady si sfidano a Bologna nelle finali di Lady Amarena

Lady-Amarena Fabbri

Sarà il Teatro Comunale di Bologna il palcoscenico delle finali di Lady Amarena 2019, il cocktail contest riservato alle barlady di Fabbri 1905: quella del 15 ottobre che incoronerà la vincitrice italiana e quella del 16 nella quale verrà assegnato il titolo internazionale.

A sfidarsi nella finale italiana dieci signore della miscelazione con i loro originali drink creati, come da mission del concorso, per esaltare l’unicità del gusto di Amarena Fabbri. Ecco i loro nomi: Alessia Bellafante       di Giussano (Monza Brianza) con CoBo, Laura Schirru di Nuoro con Coley, Giulia Andreola    di Cassola (Vicenza) con Il Pacioccone, Alice Maninetti di Cosio Valtellino (Sondrio) con Elisir d’amarena, Adriana Firicano di Palermo con La Lupa, Petra Monti di Ponte Buggianese (Pistoia) con Fabbri Break, Vittoria Di Cintio di Piacenza con Trinidad, Rebecca Massari di Rimini con Lady Sunset, Francesca Armanno di Giardini Naxsos (ME) con Lady rebel e Lisa Carusi di       Pescara con Il primo incontro.

A giudicarle una giuria tutta la femminile, presieduta dalla barlady Cinzia Ferro, titolare dell’Estremadura Caffè di Verbania e bar manager del Piano 35 di Torino e prima vincitrice, nel 2015 del titolo di Lady Amarena, e composta da una giuria di gusto e da una giuria tecnica. Della prima fanno parte Rossella De Stefano, direttore di Bargiornale, Silvia Belluzzi, imprenditrice della ristorazione, Nicole Cavazzuti, giornalista specializzata nella mixology, Valentina Crucil, influencer, Sandra Ianni, esperta di cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche, e Jessie Smyth, barlady del Genever di Los Angeles (Usa). La giuria tecnica è invece composta da Fenia Athanasiadi, Lady Amarena 2017, Ilaria Bello, bar manager del Talea bistrot drink bar di Torvaianica (Roma) e Andriani Vladimirou, Lady Amarena 2018.

La vincitrice della gara nazionale accederà alla finale globale, dove ad attenderla troverà le campionesse degli altri 8 paesi in gara, più le 3 barlady selezionate dalla sessione “Resto del mondo”, a testimonianza del carattere sempre più internazionale assunto dal contest negli ultimi anni e in questa edizione in particolare. In lizza per la vittoria ci saranno dunque le Lady Amarena: Simoni Londou (Cipro) con il suo Her majesty, Bubbles (Nigeria) con Afro-Tails, Timea Tivrea (Romania) con Frutto di Fantasia, Inna Ocheretyna (Emirati Arabi Uniti) con Solo, Awon Yun (Corea del Sud) con  Cherry over Cherry (Love over Love), Aurora Rodríguez Casas (Spagna)     con Maren My!!, Anna Princena (Singapore) con Queen Amara, Liu Ting Zheng (Cina) con Ciao Bella. Mentre le tre barlady selezionate per il Resto del mondo sono le greche Penelope Agrimanake con Il Mondo e Magda Diamanti con Cherry Brulee e la tedesca Daniela Uhrig con Diamante dell’Etna.

Anche in questo caso, sarà una giuria di tutte signore, presieduta da Lucia Montanelli head bartender del The Bar at The Dorchester di Londra, suddivisa in una sessione di gusto e una tecnica, a decretare la vincitrice. Della prima fanno parte, insieme a Rossella De Stefano, Nicole Cavazzuti e Jessie Smyth, le giornaliste Isabelle Abram e Sandrae Lawrence e Antonella Tolomelli, global marketing director Fabbri 1905. Della seconda sempre le barlady Fenia Athanasiadi, Ilaria Bello e Andriani Vladimirou.

in una gara tutta al femminile, l'unica concessione ai colleghi bartender è rappresentata dal presentatore delle due gare, Bruno Vanzan, campione mondiale di flair, ma più in generale astro della mixology italiana e ambassador Fabbri 1905.

Play&Go, la caccia al tesoro di Bargiornale a Host

Play&go Bargiornale Host

Pronti per Host Milano? La fiera leader mondiale dedicata al mondo della ristorazione e dell’accoglienza, giunta alla 41esima edizione, va in scena nel quartiere fieristico di FieraMilano a Rho dal 18 al 22 ottobre 2019.

Dalle materie prime ai semilavorati, dai macchinari alle attrezzature, dagli arredi alla tavola, sono previsti 2.165 espositori (+7,7% rispetto al 2015) di cui 843 esteri da 51 Paesi, suddivisi in tre macro-aree:
- Ristorazione Professionale; Pane, Pizza, Pasta; Caffè, Tè;
- Bar, Macchine caffè, Vending;
- Gelato, Pasticceria, Arredo, Tecnologia, Tavola.

Per i visitatori, una prova di resistenza: sono ben 16 i padiglioni da visitare. Per dare un tocco ludico alla vostra presenza a Host, Bargiornale, in collaborazione con Rancilio Group e Agustoni Duplex, ha ideato Play&Go. Ecco come partecipare:

Caccia al gadget con Play&Go

  1. Procuratevi in fiera la vostra copia di Bargiornale NewsCopertina Bargiornale news
  2. Raccogliete i timbri negli stand di Agustoni Duplex e Rancilio Group indicati nella mappa pubblicata all'interno del giornale (facile, no?) PLAY&GO HOST BARGIORNALE
  3. Portate la copia di Bargiornale News con i due timbri al nostro stand
  4. Ritirate l’abbonamento gratuito per un anno a Bargiornale e la borsa con i gadget dei nostri partner.

Lo stand di Bargiornale a Host

Ci trovate al padiglione 22,  stand V16 Z15.

Fa tappa a Firenze il laboratorio sulla mixology di Schweppes

Approda a Firenze il laboratorio di Schweppes sul mondo delle toniche e la miscelazione. Dopo il debutto a Palermo, presso la scuola di barman Into the Bar, il nuovo appuntamento è per il 15 ottobre presso Colle Bereto Strozzi Caffè, con l’incontro con Giacomo Diamante, brand ambassador Schweppes.

Dedicata ai barman, la masterclass del bartender bolognese, fondatore di Enjoy, centro nevralgico per la formazione dei bartender in Veneto e in tutto il Nord Italia, dalla cui costola, tra l’altro, sono nati svariati locali, si articola in due parti. La prima sarà focalizzata sulla storia del brand Schweppes e sulla sua eredità, come la carbonatura dell’acqua, tecnica per prima utilizzata da Jacob Schweppe, il fondatore dell’azienda, dando così vita alla sua acqua tonica, la prima bevanda gassata della storia, e come questa invenzione abbia influito sullo sviluppo della miscelazione.

Schweppes_Tonica OriginalLa seconda invece si concentrerà sull’impiego delle toniche in miscelazione. A partire da blind testing e dall’analisi delle proprietà organolettiche della ricca gamma di referenze Schweppes, distribuite in Italia da Acqua Minerale San Benedetto, verranno affrontati aspetti quali gli abbinamenti con spirit e altri ingredienti. Insieme alla teoria, non mancherà la parte pratica con esempi su come impiegare al meglio le toniche sia nella rivisitazioni di classici sia in nuove creazioni e la presentazione di tre originali drink. Così come non mancherà l’analisi dei trend del settore e dell’evoluzione e delle nuove tendenze della mixology in Italia e all’estero.

Come partecipare

Il prossimo appuntamento con il laboratorio Schweppes è per il 15 ottobre presso Colle Bereto Strozzi Caffè, in Piazza degli Strozzi, 1, a Firenze, a partire dalle 14.30. La partecipazione è gratuita

 

Artista del panino 2019, da Roma altri due finalisti

artista_panino 2019

Dopo la tappa di Milano, il Contest Artista del Panino 2019 è approdato a Roma. Anche in questa seconda tappa della sfida i concorrenti si sono contesi l’onore di portare la propria ricetta alla finale di Rimini, che si terrà al prossimo Sigep, in programma a Rimini dal 18 al 22 gennaio prossimi. Agguerritissimi, gli sfidanti si sono cimentati in panini ad alto tasso di creatività e gusto, in cui un pane di qualità - i formati utilizzabili per la tappa romana erano dal Pangermogiato ai ceci al Quadrotto ai cereali, alla Schiacciatina all’olio di Vandemoortele – è stato valorizzato dai concorrenti con le loro creazioni.

Chi scrive ha avuto il piacere di assaggiare e giudicare, insieme a Barbara Rizzardini, direttrice dell'Accademia del Panino Italiano e Fabrizio Rivaroli, chef, i lavori dei concorrenti. Impresa non facile, perché l’asticella della qualità e della fantasia era davvero alta.

I professionisti in gara hanno spaziato fra gli ingredienti più golosi, dallo sgombro al baccalà, dalla porchetta di Ariccia, al guanciale di maialino, dalla stracciatella di bufala al pecorino, al ceddar, dalla cipolla caramellata alla zucca, passando per ingredienti mutuati da altre culture gastronomiche, come l’hummus di ceci piuttosto che lo yogurt greco, interessanti per il loro utilizzo in veste di salsa.

Ad affermarsi su tutti sono stati Giulia Della Motta del Beestrò di San Mauro Pascoli, e Giacomo Dini della Pasticceria fratelli Bonci di Montevarchi.

Il panino di Giulia era The Brisket, una schiacciatina all’olio farcita con brisket di manzo affumicato per 12 ore (una specialità del locale della sua famiglia), emulsione di maionese e senape, rucola e pomodorini freschi. Dal canto suo Giacomo si è aggiudicato la finale con il panino Il Tigullio - onore alla Liguria: in questo caso la schiacciatina è stata “imbottita” con pesto di basilico fresco, cecina e baccalà fritto, mix di capperi, pomodorini e olive. In programma ancora le tappe di Matera e Verona, prima di arrivare alla sfida riminese finale, che si preannuncia davvero interessante. E, come sempre, che vinca il migliore!

Nella foto, i due finalisti della tappa romana, Giulia della Motta e Giacomo Dini, insieme a Valeria Baiano, Trade Marketing Coordinator Vandemoortele Italia.

Lavazza celebra Cuba con una miscela speciale

Supportare Cuba e la sua popolazione nel rilancio della produzione di caffè, migliorando anche le condizioni di vita dei coltivatori. È l'obiettivo di Lavazza che ha deciso di celebrare e consolidare il suo legame con il Paese caraibico e i 500 anni della fondazione della città di L'Avana, nel segno del caffè, con una speciale miscela 100% cubana in edizione limitata, ¡Tierra! La Habana, presentata recentemente a Milano al Flagship Lavazza Store di piazza San Fedele (durante la presentazione milanese è stato presentato un originale Mojito preparato con la nuova miscela caraibica).

Coffeetail Mojito

Coffeetail Mojito

Ingredienti
15 ml caffè Lavazza ¡Tierra! La Habana
30 ml rum
15 g zucchero di canna
25 g lime
3-4 foglie di menta
soda
acqua gassata

Preparazione
tagliare il lime in 8 parti e poi ognuna in 4 e metterne 4 pezzi in un tumbler alto.  Aggiungere lo zucchero di canna e le foglie di menta e pestare.
Riempire il bicchiere di crushed ice e versare il rum, miscelare e aggiungere la soda.
Infine, versare sulla superficie del drink il caffè estratto con la moka

  • “Altro…”

    Il nuovo caffè cubano è disponibile macinato per moka ed estrazioni a filtro in lattina da 250 g (tre le lattine in commercio, tutte collezionabili, tra cui una realizzata graficamente da un artista locale, che riporta il Faro Castillo del Morro che si trova nella capitale cubana) e in grani, in busta da 1 kg. Lo compongono solo chicchi caracolito, che hanno la particolarità di essere di forma tondeggiante con un unico seme contenuto nelle drupe (in genere ogni frutto del caffè ne contiene due). Estratto in espresso, dà una tazza con una buona crema piuttosto chiara; al gusto la nota amara è contenuta, a favore di una lieve acidità e di aromi di cioccolato e frutta gialla. Delle cinque tonnellate prodotte della nuova miscela cubana, due sono tornate all’isola caraibica, dove la torrefazione torinese ha scelto di contribuire alle celebrazioni allestendo presso la suggestiva Casa de la Amistad, nel cuore de L'Avana, un temporary del suo Training Center, condividendo con la comunità locale la propria esperienza, svelando processi di produzione e tecniche di miscelatura e tostatura, ma anche la propria arte nella preparazione dell’espresso italiano. Il progetto comprende il coinvolgimento di tre storiche caffetterie nel centro de L’Avana – Cafè El Escorial, Cafè America e Cafè del Oriente - dove è possibile acquistare la nuova miscela. N.R.

A Genova la quarta edizione di 110 e Lode

A Genova nell'elegante cornice del Grand Hotel Savoia si terrà la quarta edizione di 110 e Lode (lunedì 4 novembre 2019), cocktail competition riservata ai barman d'albergo di strutture 5 stelle ideata da Danilo Bellucci: un bel traguardo per un'iniziativa nata quasi in sordina circa quattro anni fa (la prima edizione si tenne a Firenze nei locali storici dell'Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella) in un periodo oscuro per il barman d'albergo, figura professionale ingiustamente dimenticata dai mass media e dall'opinione pubblica che la ritenevano un retaggio storico da dimenticare o da confinare nel reparto delle memorie.

  • “Altro…”

    E invece il vulcanico Bellucci ebbe l'intuizione giusta, facendo riaccendere il riflettori di casa su professionisti che rappresentano l'essenza dell'ospitalità italiana e che, non a caso, si trovano spesso a dirigere i migliori bar d'albergo del mondo. Non solo. Sono quasi sempre loro a imporsi nelle gare internazionali promosse dai big della bar industry internazionale a dimostrazione di una preparazione non comune. Per parlare del caso più recente, si pensi a Lucia Montanelli, head bartender del The Bar at The Dorchester di Londra, che ha recentemente trionfato a Mosca all'ultima edizione di Beluga Signature. Anche per la quarta edizione di 110 e Lode, Bellucci rinnoverà la formula già sperimentata nei precedenti contest e che vedrà sfidarsi nel pomeriggio di lunedì 4 novembre 36 professionisti provenienti da tutta Italia. «Sono molto soddisfatto dell'entusiastica adesione che ha registrato il contest - spiega Bellucci - con concorrenti che lavorano sia in grandi catene internazionali, come Park Hyatt, Mandarin o Dorchester, sia in strutture indipendenti. La partecipazione è altresì variegata con la presenza di giovani, esperti e veterani del banco bar. Ci sarà anche una presenza femminile, la bravissima Sandra Haruko Civieri, primo barman del bar dell'Hotel Excelsior Venezia Lido». La sfida si terrà, sotto l'attento coordinamento di Michele Di Carlo, storico collaboratore di Bellucci, e si svolgerà due manches con batterie da 3 concorrenti e sarà intervallata da due masterclass organizzate da Noalya - Cioccolato Coltivato e da Compagnia dei Caraibi. A chiudere la giornata la cerimonia di premiazione e il tradizionale gala dinner sponsorizzato dal Gruppo Campari. Per la cronaca, lo scorso anno a imporsi fu Andrea Francardi dell'Hotel Fonteverde di San Casciano Dei Bagni (Siena) davanti a Giovanni Nolfi dell'Hotel Caruso Belmond di Ravello (Salerno) e a Flavio Scanu dell'Hotel Principi di Piemonte di Torino. C.B.

Quanto manca?

Open Colonna Milano, un all day dining per lo chef romano

Open Colonna Milano

Ha aperto ai primi di ottobre Open Colonna Milano, il nuovo ristorante milanese di Antonello Colonna, in pieno centro città (via Bassano Porrone 8). Lo chef stellato di Labico (Roma) ha riproposto, in veste riveduta e corretta per le esigenze del pubblico milanese, la formula già sperimentata a Roma all’Open Colonna, ora chiuso dopo oltre un decennio di attività (è stato uno dei primi locali inaugurati in un museo italiano, nel roof garden del Palazzo delle Esposizioni). Per Colonna non è una novità lavorare a Milano. «Non c’è dubbio - dice lo chef - che Roma sia la città più bella del mondo, ma Milano è imbattibile in fatto di raffinatezza, stile, eleganza e opportunità. La frequento già da diversi anni e, dopo la felice esperienza di Expo 2015, quando sono stato chiamato a gestire la cucina del “temporary restaurant” Priceless Milan in Piazza della Scala, ho iniziato a pensare seriamente all’opportunità di aprire stabilmente qui. Il passo successivo è stato creare la squadra ed eccoci oggi pronti per questa entusiasmante sfida».

  • “Altro…”

    Il locale è moderno, dotato di tavoli di tondi e quadrati dalla linea minimal, oltre a una grande sharing table situata di fronte alla cucina a vista; molto invitante anche la corte interna, protetta dai rumori e fruibile col clima mite. Open Colonna Milano - nato in collaborazione con lo chef Simone Dimitri (ex Restaurant Manager di Trussardi alla Scala, poi al Mandarin Oriental) ed Emanuele Sala (manager di Altavia) - è aperto dalle 9.00 a mezzanotte, dal lunedì al sabato. Un locale all day dining, che propone una cucina attuale, ispirata alla tradizione e alla romanità, ma attenta alle esigenze di una clientela variegata e internazionale qual è quella milanese.

    Piatti iconici e opzione sandwich

    La proposta della mattina parte con classici della tradizione romana, come maritozzi e bombe. Uno solo il menu a pranzo e cena, suddiviso in 8 “sezioni”: in apertura la carta suggerisce la sezione “Antonello Colonna”, dove compaiono piatti iconici dello chef come il Negativo di carbonara (27 euro) e il Petto di piccione e coscia confit (è prevista anche la degustazione in 4 portate, 80 euro). Segue la proposta Healthy (ad esempio Carciofo sott’olio, brace e schiacciata romana (20 euro) o la Panzanella di pomodoro; una selezione di portate “To Share”, da condividere tra due o più persone (dove compare ad esempio Caravaggio: abbacchio, manzo e maiale, 27 euro a persona). Seguono una sezione con 4 tipi di antipasto, altrettanti primi, secondi e una scelta di dessert e gelati. Non manca l’opzione Sandwich & more, dove spiccano L’OpenSandwich e l’OpenBurger (rispettivamente a 26 e 28 euro). E naturalmente, omaggio alla città, cotoletta e risotto alla milanese. Il team di cucina del locale è guidato dal resident chef chef Alessio Sebastiani (con esperienze nel ristorante di Identità Golose Milano), la sala è affidata a Devis Giuliano (già Restaurant Manager della Greenhouse e del Bibendum di Londra). La parte aperitivi sarà importante, con la cucina impegnata ad accompagnare con stuzzicanti appetizer i drink di Mattia Battistelli, in precedenza Head Bartender del Mag, gettonatissimo cocktail bar sul Naviglio Grande. M.B.

A Roma lo Spazio Niko Romito evolve in Bar e Cucina

Spazio Niko Romito Bar e Cucina, Roma

Il tre stelle abruzzese Niko Romito è lanciatissimo. Oltre al suo ristorante stellato, il Reale a Castel di Sangro, fanno capo a lui anche lo Spazio Niko Romito (a Milano, Roma e Rivisondoli); Alt Stazione del Gusto, format di ristorazione “da viaggio”, sempre a Castel di Sangro, oltre a curare l’offerta dei ristoranti dei Bvlgari Hotel & Resorts a Pechino, Shanghai (1 stella Michelin), Dubai e Milano. Blasonate collaborazioni e nuovi format - come Bomba a Milano, sviluppato con Autogrill - “collezionati” nel giro di pochi anni e in costante divenire. Proprio lo Spazio Niko Romito di Roma (in piazza Verdi), varato nel 2013, ha da poco riaperto dopo una breve chiusura, sotto una nuova denominazione: da Spazio Pane & Caffè ora si è evoluto in Spazio Niko Romito Bar e Cucina.

  • “Altro…”

    L’idea di fondo è proporsi al cliente con il modello più attuale di bar all’italiana: una fusione tra il classico bar, una osteria con cucina domestica (executive chef di tutto il progetto è Gaia Giordano), ma anche sala da tè con una ricca proposta di dessert nonché un locale da aperitivi, curati dal mixologist Mauro Cipollone. Un locale caratterizzato da una accoglienza informale, dove è possibile consumare in ogni ora della giornata, dall’offerta gastronomica ampia, di timbro italiano e contemporaneo, con proposte che spaziano dalla prima colazione passando per il pranzo, la merenda, la cena, il dopo cena, ma pure la rivendita e l’asporto.

    Ispirazione: la quotidianità

    «La mia più potente fonte di ispirazione - dice lo chef - è la quotidianità. Spazio Niko Romito Bar e Cucina nasce dal mio desiderio incessante di evoluzione, termine attraverso il quale amo definire il nostro lavoro. L’intuizione è stata quella di unire il modello ristorativo di Spazio a quello più informale di Pane & Caffè, in modo che il cliente possa avere maggiore libertà e un’offerta gastronomica più ampia, con tutti i prodotti che rappresentano la mia storia e la mia filosofia di cucina: il Pane, la Bomba, la cucina domestica, i piatti leggeri e gli ingredienti unici, il Pollo fritto, i vegetali e le torte». Un restyling che ha coinvolto non solo la proposta food & beverage, ma anche gli interni, che sono stati reinterpretati dall’architetto Stefano Rosini. Un refresh in linea con l’esigenza di rendere il locale meno formale, adottando tinte pastello dai toni più intimi, luci diffuse e un’atmosfera quasi domestica, ricca di pezzi di modernariato sia negli arredi che nelle ceramiche di servizio, scovati in aste e mercatini dell’antiquariato. L’effetto cocoon è assicurato. M.B. (Foto food e locale: Paolo Volonté - Ritratto: Matteo Carassale)

Appuntamento a Roma con ShowRum, il festival del rum e della cachaca

ShowRum

Si rinnova l’appuntamento nella Capitale con ShowRum, la rassegna interamente dedicata al rum e alla cachaca. La settima edizione della manifestazione, diretta da Leonardo Pinto, tra i maggiori esperti europei di rum, e promossa da Isla de Rum in collaborazione con Sdi Group, si svolgerà domenica 13 e lunedì 14 ottobre, presso il Centro Congressi dell’A.Roma - Lifestyle Hotel & Conference Center.

Come ormai da tradizione, anche quest’anno il festival, tra i maggiori al mondo dedicati ai due spirit, presenta un ricco programma di attività e un’intera giornata, la seconda, esclusivamente dedicata a un pubblico di professionisti.

Saranno circa 70 gli stand presenti nell’area espositiva, con oltre 300 etichette, tra rum tradizionali, agricole e cachaça, che si potranno conoscere e degustare guidati da master distiller, brand ambassador ed esperti. Un viaggio nel mondo dei due distillati che abbraccia anche la miscelazione, con la degustazione dei cocktail nel bar della rassegna, curato dal bar manager Paolo Sanna in collaborazione con il Singita Miracle Beach di Fregene (Roma).

ShowRum 2019La giornata di lunedì 14 ottobre sarà interamente riservata a operatori e professionisti, bartender, importatori, distributori, e focalizzata sulla formazione professionale. Un Trade Day con un ricco programma di seminari tenuti da esperti del settore che approfondiranno diversi aspetti legati ai due spirit e al loro utilizzo in miscelazione. Si comincia con l’incontro con Paolo Sanna dal titolo Non solo regole e ricette. Dalla storia all’anima del drink: conoscere per stravolgere (ore 11.30), proseguendo con Marco Graziano che presenterà Ron Agricola de Madeira (ore 12.15), Ian Burrell con Tropical and European Ageing (ore 13) e Richard Seale con A history of Barbados rum (ore 14). Gli incontri proseguono nel pomeriggio con i seminari di Alexandre Gabriel, Wood management in rum ageing (ore 15), Samuele Ambrosi, Sublime Urban CloakRoom Attitude. La miscelazione rum nel XXI secolo (ore 16) e Gianni Zottola, Tecniche e ingredienti tiki. Riproporre oggi le ricette di un tempo (ore 17).

Tra le altre iniziative dell’evento, la Stc - ShowRum Tasting Competition, blind tasting competition italiana dedicata a rum e cachaca, nella quale i due distillati vengono divisi per anni di invecchiamento, alambicchi di provenienza e tipologia di materia prima e dove una giuria di esperti premierà solo il best in class per ogni categoria.

Ad accompagnare la manifestazione la ShowRum Cocktail Week, che fino al 14 ottobre coinvolge dodici dei migliori locali di Roma (Baccano, Banana Republic, Chorus Cafè, Drink Kong, Freni e Frizioni, Julep Herbal & Vermouth Bar Hotel de la Ville Rocco Forte Hotels, La Zanzara, Makai Surf & Tiki Bar, Marco Martini Restaurant & Cocktail Bar, Meccanismo, Pimm’s Good, Tyler - Ponte Milvio) che proporranno drink a base rum. Nella giornata conclusiva dell’evento, una giuria guidata da Giorgio Fadda e Alexander Frezza proclamerà il drink ufficiale della ShowRum Cocktail Week 2019 tra i signature proposti.

Come partecipare

ShowRum si svolge a Roma, presso il Centro Congressi dell’A.Roma - Lifestyle Hotel & Conference Center, in Via Giorgio Zoega, 59.

Domenica 13 ottobre dalle 14 alle 21, con ingresso a 15 euro (10 euro in prevendita) e partecipazione gratuita ai seminari delle aziende.

Lunedì 14 ottobre, Trade Day dalle 11 alle 19, con ingresso gratuito. Il pass per i seminari è acquistabile in prevendita a 25 euro e permette di partecipare a tutti gli incontri.

Per maggiori informazioni e il programma completo del festival: www.showrum.it

Bombay Sapphire lancia la campagna Stir Creativity

Stir creativity. È questo il motto della campagna del gin Bombay Sapphire, che vuole unire l’immagine della creatività nella mixology con l’arte. Per questo, il 9 e 10 ottobre, è appena passata da Roma la tappa del Canvas Bar, temporary di Bombay Sapphire dove mettere alla prova la propria creatività. Nella cornice di Palazzo Velli, spazio espositivo in piena Trastevere, Bombay Sapphire ha portato tutta la sua creatività in blu, il colore zaffiro della bottiglia. All’ingresso, una mostra delle interpretazioni che vari artisti hanno fatto della bottiglia di gin. Poi il bancone, con la scritta al neon Stir Creativity, dove appunto si è potuto giocare con una selezione di ingredienti scelti dal brand ambassador Bombay, Marco Gheza, per comporre il proprio twist sul Gin Fizz, battezzato appunto "Stir the Fizz".

Ma la vera chicca è stata l’installazione del duo di artisti Carnovsky, creativi di fama internazionale, che in una sala hanno giocato sul tema dell'arte e della mixology creando un gioco di prospettive dal titolo “Stir perspectives”. Un paesaggio bucolico, un porto con dei velieri, un’ambientazione onirica dall’atmosfera indiana: i tre sfondi si sono alternati sulle pareti grazie a un affascinante gioco di luci ottenuto attraverso la tecnica RGB (Red, Green, Blue). Per gli artisti, quelle impresse sulle pareti erano altro che le immagini evocate dal gin Bombay: le suggestioni indiane, i botanical, il colore blu. «Bombay Sapphire è una sorta di mecenate contemporaneo – ha affermato Francesca Ratti, brand manager dell’etichetta – e “Stir Creativity” è una filosofia che richiama l’importanza di seguire il proprio istinto creativo. Con il nostro Canvas Bar vogliamo, infatti, dare spazio ad artisti noti ed emergenti portando nelle maggiori città europee una sorta di mostra collettiva fluida». E ancora, la “collettiva” continuava in un’altra sala di Palazzo Velli, dove artisti emergenti si alternavano fra performances artistiche e workshops in cui lo spettatore era coinvolto attivamente, da un’artista del marbling, ad un maestro della calligrafia, fino al corner instagrammabile delle designer Design by Gemini. A.T.

 

Abuelo Two Oaks, un nuovo rum super premium nel portafoglio OnestiGroup

Abuelo Two Oaks OnestiGroup

Una nuova chicca impreziosisce il portafoglio di rum di alta gamma di OnestiGroup. È il super premium Abuelo Two Oaks, l’ultimo nato di casa Varela Hermanos di Panama, che l’azienda di Fiorenzuola D’Arda (piacenza) ora importa e distribuisce in esclusiva in Italia.

Ottenuto da melassa, fatta fermentare per 48 ore con lieviti proprietari, e poi distillato in impianti a 4 colonne, il nuovo prodotto ha nel processo di invecchiamento la sua peculiarità. Abuelo Two Oaks è infatti invecchiato 12 anni con metodo Vintage Pallet, ovvero rimboccano le botti ogni due anni con lotti di rum prodotti nella stessa annata, con una doppia maturazione in due distinte botti di quercia americana. La maturazione inizia in botti che in precedenza avevano contenuto bourbon e si conclude in botti di quercia vergine americana extra-carbonizzate.

Un processo che dona a questo rum (alc. 40% in vol) un carattere decisamente affumicato e un gusto elegante e complesso, ben bilanciato e persistente, dal gusto intenso e legnoso con note speziate di caramello e caffè, che si apprezzano al meglio quando è servito liscio. Dal colore ambrato scuro, tali peculiarità affiorano anche al naso dove si presenta con un aroma leggermente affumicato dal quale emergono note di vaniglia e caffè.

In bottiglia da 70 cl, Abuelo Two Oaks sarà presentato ufficialmente presso il Baccano di Roma, tra i 50 migliori cocktail bar al mondo, da Cristóbal Srokowski, global brand ambassador Abuelo, che svelerà tutti i segreti del nuovo prodotto.

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