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Coronavirus: entra in vigore la regola del droplet per i locali delle aree gialle

Foto da Pixabay

La seconda settimana di emergenza da Coronavirus si è aperta con importanti novità. Novità contenute nel Dpcm 1 marzo 2020 firmato dal Presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte il primo marzo (che trovate in fondo alla news e che potete scaricare) e che contiene ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Disposizioni entrate in vigore il 2 marzo e fino al prossimo 8 marzo.

Il provvedimento contiene nuove misure che interessano i pubblici esercizi per le aree della cosiddetta “zona gialla”, ovvero le porzioni del territorio più colpite dalle infezioni: le regioni Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e le province di Pesaro e Urbino e Savona che non fanno parte della zona rossa, ovvero le aree focolaio del contagio (i comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini in Lombardia, e il Comune di Vò in Veneto). Nei territori della zona gialla il provvedimento consente lo svolgimento delle attività dei pubblici esercizi, ma introducendo la regola del “droplet” (“gocciolina” in inglese), ovvero della distanza minima da rispettare per impedire che le “goccioline di saliva” arrivino ad altre persone starnutendo, tossendo o semplicemente parlando e quindi diffondano il contagio.

L’articolo 2 al punto h del Dpcm dice infatti esplicitamente che, nelle quattro regioni e nelle due province citate, è consentito «lo svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub, a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare tra loro la distanza tra loro di almeno un metro».

Sempre in questi territori, e sempre l’art 2, prevede, inoltre, la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario e degli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi, ma aperti al pubblico, come per esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose.

Per quel che riguarda la zona rossa, il provvedimento nell’art. 1 conferma le misure urgenti di contenimento già previste, tra le quali figura anche la chiusura di tutte le attività commerciali, con l’esclusione di quelle di pubblica utilità, dei servizi pubblici essenziali e degli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità, secondo le modalità e i limiti indicati con provvedimento del prefetto territorialmente competente.

Infine, vengono introdotte anche disposizioni che si applicano all’intero territorio nazionale, tra le quali figurano misure di prevenzione igienico sanitarie (per esempio le ben note raccomandazioni di lavarsi le mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, ecc.) e misure di informazione. Tra queste ultime è previsto che i sindaci e le associazioni di categoria promuovano la diffusione delle informazioni sulle misure igienico sanitarie presso gli esercizi commerciali.

Punto quest’ultimo che cede già attiva la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) che ha divulgato della cartellonistica finalizzata a comunicare agli avventori dei locali un messaggio di responsabilità riguardo alle misure di prevenzione e sicurezza adottate dalle imprese di pubblico esercizio in coerenza alle linee dettate dall’autorità sanitaria e di rassicurazione nei confronti dei turisti stranieri (anche questa da scaricare al link che trovate qui sotto).

Con l'entrata in vigore di questo decreto, cessa la vigenza di tutti quelli precedenti, adottati in attuazione del decreto-legge 3 febbraio 2020, n. 6.

Dpcm 1 marzo 2020

Cartellonistica Fipe

Bitter is better. Tutti pazzi per l’amaricante

L’amaro è dei cinque gusti fondamentali probabilmente il più controverso, quello che l’essere umano impara ad apprezzare per ultimo, dopo che le papille gustative sono state “addomesticate” adeguatamente. Piano piano nella nostra crescita iniziamo a togliere lo zucchero dal caffè, a prediligere il cioccolato con alte percentuali di cacao e le birre più luppolate. L’amaro è ad oggi il gusto più affascinante, perché è una pagina scritta solo in parte, un viaggio in cui c’è ancora molto da esplorare.

La nuova vita dell'amaro

Complice da un lato la crescente richiesta di aperitivi come Negroni o Americano da parte di un pubblico legato alla tradizione ma sempre più curioso. Complice anche una nuova età dell’oro della liquoristica italiana che viene sempre più apprezzata all’estero, fatto sta che stiamo assistendo a una espansione senza precedenti del mercato dei bitter, con numerose case liquoristiche italiane nuove o di lunga tradizione che propongono la propria pozione magica.  Il nostro amore per l’amaro ha radici lontane, che camminano di pari passo con la nascita dell’Italia stessa; una giovane Nazione che nei suoi primi anni di nascita, in un misto tra intraprendenza e spericolatezza, ha fatto uscire i bitter e i vermouth dalle piccole botteghe in cui erano nati e li ha portati in tutto il mondo.

Il progenitore? Lo Scottum

È proprio in tempi recentissimi che siamo riusciti a risalire a una delle prime ricette di  bitter, nato intorno al 1850, che è stato l’apripista per un boom di consumi e per la nascita dell’amaromania. In “Gli Italiani a Tavola”, manuale gastronomico per bon vivant scritto da Felice Cùnsolo nel 1959, si parla di una bottiglieria in Piazza della Rosa (l’odierna piazza Pio XI a Milano) in cui un ignoto autore comincia a produrre un bitter chiamato Scottum. “È un complesso miscuglio amaro che sa molto di anice, e lo si vende solo in questo esercizio. La sua particolarità, oltre che nel gusto, sta però nella modalità di consumo. Lo si può bere in piedi, a differenza delle altre bibite che vengono consumate rigorosamente al tavolo. La gente si accostava al banco, sorbiva la bibita, pagava e senza altre cerimonie lasciava il locale”. Lo Scottum merita un posto importante non solo nella storia dell’aperitivo, ma anche in quella del costume. È con l’introduzione dell’uso di bere questa bibita in piedi che si segna l’inizio della fine del caffè inteso come luogo di passatempo, e si apre l’era del bar. Il fatto che lo si potesse bere in un’unica bottega fece non solo la fortuna del suo inventore, ma spinse altri caffè e spacci a creare dei composti amari.

Dal vermouth ai bitter

Il vermouth di Torino rimase l’incontrastato re degli aperitivi fino all’inizio del secolo XIX, epoca in cui gli amari vennero a contendergli il primato. È in questo periodo che l’aperitivo assume un valore figurativo nella cultura italiana, un momento di leggerezza dopo lavoro al quale non si vuole rinunciare, e si partecipa a questo piacere condiviso dal gusto dolceamaro. Si beve soprattutto il Milano-Torino, quel cocktail che celebrava l’incontro tra i vermouth piemontesi e i bitter milanesi, tra cui i fernet, il felsina, il rabarbaro e il bitter all’uso di Olanda (sono gli olandesi i primi a produrre liquori amari), che con il suo colore acceso inizia a incontrare il favore degli habitué dell’aperitivo. Un tempo le differenze tra amari, bitter e vermouth erano più fumose e c’era più contaminazione tra gli stili. Ci sono voluti diversi disciplinari per arrivare ad attribuire ad ogni prodotto una fisionomia propria. Accomunati dall’utilizzo di estratti amari con funzioni aperitive o digestive, la prima distinzione è tra prodotti a base di vino oppure a base di alcol.

Bitter: a base di alcol

Il bitter ricade in questa seconda categoria, che a sua volta ha distinzioni ben precise tra bitter aperitivi, amari digestivi, fernet, chine e bitters molto concentrati, da usare in gocce (come l’Angostura o gli orange bitters). In breve tempo succederà che quei liquori amari dalle tonalità più seducenti, che spaziano dall’acceso rosso scarlatto al carminio passando per varie sfumature d’arancione, diverranno quelli prediletti per l’aperitivo, e saranno i cosiddetti bitter. Avranno una gradazione più contenuta e una tendenza alle note agrumate.

Per il dopocena invece ci si dedicherà alla beva dei liquori amari più scuri e densi, con note erbacee più rimarcate e una gradazione spesso più elevata. Quella propensione al bitter presente nel nostro dna gastronomico da tempo si è poi tradotta in quelli che sono i cocktail italiani che si sono fatti strada lungo la storia: Americano, MiTo, Negroni, Garibaldi, Spritz.

Le 39 ricette raccolte da Martini

Da queste miscele senza tempo inizia il racconto dell’ultima pubblicazione di casa Martini: “The Bartender’s Guide to Making Bitter Choices”. Un percorso che tratta la storia del bitter (il primo prodotto dall’azienda di Pessione risale al 1872) fino alla interpretazione che alcuni tra i più noti barman italiani ne hanno oggi. Trentanove ricette raccolte da Torino a Palermo raccontano la “scelta amara” di ognuno dei protagonisti del libro, suddividendola in due sezioni. La prima è composta dagli Inspired by Classics, cocktail con ingredienti semplici, che non richiedono preparazioni o tecniche particolari se non l’impiego della propria capacità di miscelare unita alla solida conoscenza dei classici. Seguono i Bespoke Flavors, che sono il risultato di interpretazioni creative, anche con tecniche culinarie, che i barman hanno dato al Martini Bitter Riserva Speciale. Il libro rappresenta uno strumento in più per continuare a essere promotori di quel particolare amore per il “bitter” che sempre più sta dando soddisfazione nel mondo ai professionisti, ai clienti e alle aziende storiche e nuove.

Finger food in stile urbano per la nuova colazione firmata Salomon Food World

Salomon Food World_Mini Tortilla Egg & Cheese_Rezept_Mini Wrap

La crescente espansione delle città sta cambiando gli spazi e lo stile di vita delle persone, portando con sé inedite sfide e opportunità per il mondo del fuori casa. Vivere in maniera nuova implica infatti un’evoluzione anche in ambito gastronomico. Non a caso, grazie alla sua capacità di cogliere le nuove tendenze, lo specialista del food service Salomon FoodWorld ha messo a punto una nuova gamma di proposte all’insegna dei concetti di urban kitchen e urban community.

A fronte di un mutato stile di vita – mobile, digitale, globale e connesso – la variegata attrattiva delle tante tradizioni culinarie locali richiamerà in futuro tanto interesse quanto i cosiddetti snack around the clock, snack pensati per appagare a ogni ora la moderna fame di socializzazione dei clienti dei locali e offrire un’esperienza culinaria da condividere, tra mondo reale in tavola e realtà virtuale sul telefono. In questa direzione vanno le novità di Salomon FoodWorld, concepite anche per permettere agli operatori di sfruttare il potenziale del cibo come mezzo di comunicazione e di promozione del locale. Ecco che il nuovo gusto urbano si rivela allora in un innovativo finger food, declinabile in infinite forme secondo le più disparate esigenze di gusto e perfetto come spuntino da condividere, con una particolare attenzione al concetto di urban breakfast.

La colazione fuori casa è infatti in pieno boom nel nuovo contesto urbano. Il moderno stile di vita e gli attuali ritmi di lavoro, però hanno spezzato le abitudini giornaliere, scardinando per esempio i pasti a orario fisso. Così da colazione e cena nasce ciò che in inglese si definisce “brinner”, ovvero la fusione linguistica che esprime al meglio la fusione temporale e gastronomica tra breakfast e dinner: un concetto di colazione flessibile, personalizzata, casual e internazionale. E per realizzarla Salomon FoodWorld ha puntato su un’offerta di snack fuori dall’ordinario con tutto il sapore e il fascino dei piatti fatti in casa, reinterpretando per esempio il classico uovo mattutino in maniera assolutamente originale.

Come con la Mini Tortilla Egg & Cheese, farcita e arrotolata a mano, che cela al suo interno un succulento uovo strapazzato, pomodori essiccati al sole, freschi tocchetti di peperone e formaggio, per un pratico spuntino da gustare caldo o freddo.

Altra novità è la Mini Wrap Salmon & Egg che unisce due classici della colazione, come uovo strapazzato e salmone, con gli spinaci in un involtino mini per dimensioni ma maxi per gusto. Una delizia per occhi e palato!

Ma il nuovo concetto di colazione urbana offre innumerevoli idee e soluzioni per qualsiasi esigenza, che si tratti del servizio al tavolo, di asporto o buffet. Come i nuovi Homestyle Chik’n Fingers Buttermilk, dove l’apprezzato Chik’n Finger incontra il gusto di tendenza del latticello e una croccante impanatura all’insegna del fatto in casa, abbinabili alla ricca gamma di prodotti già esistente per creare infinite combinazioni dal gusto sempre vincente.
Per ulteriori dettagli sul concept di gusto urbano di Salomon FoodWorld e su tutte le novità le altre novità consultare il sito www.salomon-foodworld.de

In caso di domande, inviare una mail all’indirizzo info@salomon-foodworld.com

 

Con Harris e Carlton Frigomeccanica rinnova l’arredo bar ispirandosi all’Art Déco

Frigomeccanica arredo Harris

Anticipare le nuove tendenze per fornire soluzioni che permettano di realizzare un arredamento bar di classe ed esclusivo, abbinando, al tempo stesso, funzionalità e design di alto livello qualitativo. È con questa mission che il gruppo Frigomeccanica da oltre 40 anni progetta, produce e realizza arredamenti bar, vetrine per gelateria, pasticceria, alimentari, gastronomia, e arredi per panetteria e pubblici esercizi in genere. Soluzioni di alta qualità, frutto di una continua ricerca estetica e tecnologica e interamente made in Italy, che hanno fatto del gruppo, che ha la sua sede a Mosciano S.Angelo, in provincia di Teramo, e opera attraverso i marchi Frigomeccanica, Stiltek e Officine 900, una delle maggiori e più apprezzate realtà del settore. Gamma di soluzioni che ora si arricchisce delle due nuove linee di arredo bar: Harris e Carlton.

Eleganti e raffinate, le due nuove linee dal punto di vista del design segnano un netto stacco rispetto alle attuali proposte del marcato, proponendosi come l’avanguardia di una nuova tendenza indirizzata al recupero di forme più classiche. Un classico, però rivisitato in chiave contemporanea e chiaramente ispirato allo stile dell’Art Déco, dove la funzionalità fa tutt’uno con la ricercatezza estetica per un risultato finale di grande impatto.

L'eleganza senza tempo del nuovo arredo Harris

I nuovi banconi Harris e Carlton, infatti, abbandonano le linee semplici ed essenziali dello stile minimal e industriale tuttora in voga per assumere forme più morbide e sinuose e una maggiore ricchezza decorativa, grazie anche all’utilizzo di materiali pregiati e all’accuratezza delle finiture, richiamandosi così all’eleganza degli arredi degli anni Trenta e Quaranta, quando i locali erano decorati e accoglienti.

Per quanto riguarda la serie Harris, caratterizzata da linee più pulite, la solida struttura in metallo del bancone, arricchito da bancalina (sospesa o a “L”) è completata dalle finiture esterne in legno, marmo, ottone, vetri fumé, che donano un’idea di eleganza senza tempo.

L'arredo Carlton con le sue linee più morbide e sinuose

La svolta stilistica è ancora più marcata nella serie Carlton, con i suoi angoli caratterizzati da linee curve, che non si vedevano da molto tempo, i profili in alluminio anodizzato oro, il pannello frontale rosa cipria, anche questo un ritorno ai colori del passato, così come le altre versioni disponibili, per esempio nei colori petrolio, verde smeraldo, e il pannello in legno con scanalature che creano un effetto visivo più carico.

I piani di entrambi i banconi sono realizzati in materiali facilmente pulibili: il piano mescita può essere fornito in marmo sintetico o in corian e lo stesso per quanto riguarda il piano di lavoro, che nella versione standard altrimenti è in acciaio inox.

Oltre ai banconi, le nuove serie, realizzabili anche su misura, comprendono tutti gli altri elementi di arredo, quali retrobanco e alzate, disponibili in molteplici soluzioni. Le alzate per esempio possono essere realizzate con le soluzioni Alukuadro, una struttura proprietaria in tubolari di alluminio che consente di personalizzare e razionalizzare qualsiasi ambiente.

Flessibili, ergonomiche, modulari, le nuove serie, come tutte le linee di arredo dell’azienda, possono essere integrate con la vasta gamma di vetrine refrigerate, calde, neutre, per pasticceria, gelato e food, dell’ampio catalogo Frigomeccanica.

Grazie a una rete di rivenditori capillarmente distribuita su tutto il territorio nazionale, il Gruppo assicura al gestore una ricca gamma di servizi, che vanno dalla progettazione al montaggio all’assistenza postvendita.

Una bacheca a tutta parete per la boutique del cioccolato

apre_3_beantobar

La prima boutique del giovane marchio di cioccolato kuwaitiano Bean To Bar, a Salmiya in Kuwait City, debutta nel segno del design. Lo Studio Toggle ha sfruttato al massimo i 33 mq a disposizione con una sola vetrina su Arian Square, realizzando uno spazio armonico impostato su moduli replicabili. apre_beantobar Da qui nasce la volta a nido d’ape che occupa tutto l’asse longitudinale del negozio creando un’atmosfera luminosa e ariosa, ma allo stesso tempo flessibile e ampiamente utilizzabile per l’esposizione e stoccaggio delle confezioni da asporto. Una soluzione di grande impatto visivo che riveste pareti e soffitto con un unico involucro, ampliando la percezione dell’interno. Le dimensioni delle celle della volta fanno riferimento al modulo delle scatole di cioccolatini che, nella versione multipla, diventano una bacheca analogica. Qui vengono visualizzati messaggi o informazioni grazie alla combinazione di celle vuote o modificando i colori del modulo base. In questo modo il negozio cambia facilmente ambientazione in base alle diverse esigenze. Il tunnel realizzato con modellazione 3D per ottimizzarne lo sviluppo digitale è un sistema di stampi waffle con molti vantaggi: rapida costruzione; minimo spreco di materiale e struttura in acciaio autoportante di estrema precisione.  

Walter Gosso è il nuovo advocacy manager di Rinaldi 1957

Walter Gosso Rinaldi 1957

Novità in casa Rinaldi 1957. L’azienda bolognese, tra le maggiori realtà italiane attive nell’importazione e distribuzione di spirit, ha un nuovo advocacy manager: è Walter Gosso, figura di primissimo rilievo del panorama bartending e, più in generale, della bar industry tricolore.

Classe 1972, originario di Carmagnola (Torino), Gosso vanta una lunga e prestigiosa carriera nel settore. Carriera che prende il via quando, ancora ragazzino, comincia a lavorare nel bar di proprietà di un suo cugino. Frequenta l’Istituto alberghiero Giolitti di Mondovì e, conclusi gli studi, comincia a lavorare in diversi bar di Torino e della Liguria.

Nel 1998 comincia a girare il mondo, una peregrinazione che dura ben 12 anni, toccando, fra le varie tappe, la Spagna, Miami, Messico, Argentina e Brasile. Un’esperienza fondamentale che gli consente sia di imparare le lingue sia le diverse sfaccettature della professione, confrontandosi con una realtà bar e della miscelazione molto differente da quella italiana.

Walter Gosso Barawards 2019
Walter Gosso premiato con il Barawards 2019 come Brand Ambassador dell'anno

Dopo il ritorno in Italia, inizia a partecipare con grande successo a una serie di competizioni. Nel 2014 vince la Bacardì Legacy Italy e la Cherry Heering Competition Italy e l’anno successivo si impone prima nella finale italiana e poi in quella mondiale della Martini Grand Prix. Trionfi ai quali si sommano risultati di grande prestigio, come la partecipazione alla finale mondiale della Diageo World Class, della Gin Mare Mediterranean Inspiration e del Diplomatico World Tounement, tutti conseguiti nel 2014. Nello stesso annuo un altro passaggio cruciale: l’apertura del Mad Dog, speakeasy che si impone immediatamente come punto di riferimento per la cultura del bere di qualità a Torino e più in generale nel panorama italiano.

Nel 2016 accetta la posizione di ambassador per il Global Travel Retail Cruise del gruppo Bacardì e due anni più tardi passa in Compagnia dei Caraibi come advocacy manager e ambassador.

Ruolo che gli merita nel 2019 un altro prestigioso riconoscimento, il Barawards come Brand Ambassador dell’anno per la categoria spirit di Bargiornale. Ruolo che ora Gosso ha assunto in Rinaldi 1957.

Gusto e benessere nella nuova linea Gnocchi 100% vegetali di Zini

Gnocchi 100% vegetali Zini

Nasce all’insegna della perfetta combinazione di gusto e benessere la nuova gamma Gnocchi 100% vegetali, cotti e surgelati, lanciata dallo storico pastificio milanese Zini Prodotti Alimentari.

Una nuova proposta, declinata in quattro varianti, Gnocchi di Cavolfiore, Gnocchi di Cavolfiore e Spinaci, Gnocchi di Barbabietola, Gnocchi di Spinaci, pensata per rendere più ricca e gustosa la pausa pranzo al bar, andando incontro al tempo stesso alle esigenze di un’alimentazione equilibrata e sana da parte dei consumatori.

Tutte le referenze, come da tradizione dell’azienda, sono infatti preparate con materie prime accuratamente selezionate ed esclusivamente di origine naturale e senza alcun impiego di conservanti, coloranti e additivi: farina di grano duro interamente di produzione italiana e un’elevata concentrazione di verdure, che per alcune varianti supera il 70%. A questo si aggiunge un processo di lavorazione con un esclusivo processo di cottura in continuo cui segue la surgelazione pezzo per pezzo (Iqf), entrambi eseguiti non appena gli gnocchi vengono fatti in modo da preservarne a lungo il gusto e la naturalità.

Ricchi di vitamine, antiossidanti e sali minerali, proprio grazie all'alto contenuto di verdure, e caratterizzati dalla consistenza gradevolmente morbida e mai gommosa, gli Gnocchi 100% vegetali  sono anche veloci e pratici da preparare. Disponibili in formato da un chilogrammo, in pack 100% riciclabile, richiedono solo 2 minuti di cottura in pentola, o in padella o un passaggio in forno per 6 minuti e sono subito pronti da servire.

Molto versatili, possono essere proposti sia come tradizionale primo piatto sia come creativo contorno, sia semplicemente condendoli con dell’olio extravergine di oliva sia arricchendoli, dando sfogo alla propria creatività, con qualche originale condimento. Come, ad esempio la ricetta proposta da Tomas Morazzini, executive chef Zini, che suggerisce di condire gli Gnocchi di Cavolfiore e Spinaci con broccolo romano, pomodori datterini e gamberi rossi appena scottati, un filo di extravergine, un pizzico di sale e qualche fogliolina di origano fresco.

#keepmilanoalive: il popolo della notte unito per il rilancio di Milano

#keepmilanoalive Angelo Corbetta - Harp Pub Guinness
Angelo Corbetta dell'Harp Pub Guinness di Milano (Foto: Shane Eaton)

L'emergenza Coronavirus ha generato negli ultimi giorni una grande agitazione a Milano e in Lombardia. Sebbene il pericolo non vada trascurato, le esagerazioni e la disinformazione alla quale hanno contribuito anche alcuni media hanno creato un clima di panico diffuso, che ha svuotato i locali milanesi e non solo.

Di fronte a tale situazione, gli operatori del settore non sono però rimasti con le mani in mano e negli ultimi giorni si sono moltiplicate le iniziative per il rilancio della nightlife milanese. Tra le ultime, quella nata la scorsa notte su impulso di un piccolo (per ora!) gruppo formato da imprenditori, bartender, influencer e giornalisti (Luca Garofalo di Roba da Alcolisti, Stefano Nincevich, responsabile iniziative speciali di Bargiornale, Mario Farulla, Shane Eaton di questamiamilano, Anastasia Artamonova, Chiara Degl'Innocenti e Penelope Vaglini di Coqtail Milano, Paolo Vercellis di Drinkurway, Jacopo Saporito di Gin.tonic.italy) riunitosi all’Iter Milano per mettere a punto nuove idee a supporto della bar industry cittadina.

Da questa riunione è nato l’hashtag #keepmilanoalive che accomuna in tre parole tutto il popolo della notte, i bartender, i gestori dei locali e i drinkstagrammer. Un’iniziativa che vuole portare chiunque desideri contribuire in modo costruttivo a lanciare un messaggio positivo e a farlo al motto di #keepmilanoalive. Il movimento è in continua crescita, con nuovi blogger, giornalisti e baristi che si uniscono per condividere il messaggio positivo e aiutare Milano a tornare tra le capitali mondiali della vita notturna.

CONDIVIDETE #keepmilanoalive

Ecco l’elenco, in costante aggiornamento, di chi ha aderito

Blogger: questamiamilano, coqtailmilano, nastialavista, robadalcolisti, drinkurway, gin.tonic.italy, sound21, lulu2288, sarpidrinks, stefanonincevichcocktailsafari, laurencaramico, federica2206, aline_borghese, obp992, nicolecavazzuti, drink.con.me, cla_belr, luidemic, onlywaymi,  ivancitolee, gertiiiiinaaa, gianlu_ischia, nicolatisiot, federicacorlazzoli

Bar: 1930, Bar Castello (Abbiategrasso), Belé, Camparino, Carico, Casa Mia, Ceresio 7, Cube Food and Drink (Vigevano), Da Giacomo, Daniel, Drinc, Drinc Different, Enjoy, Giacomo Bistrot, Giacomo Arengario, Gramm Café, Harp Pub Guinness, Iter, Mag Café, Millemisture, Milord, Moscow Mule, Nick's and Co, Nottingham Forest, Pinch, Pravda Vodka Bar, Rita's Tiki Room, Surfer's Garden, Suzy Martini Bar, The Doping Club, The Spirit
 

Il macinacaffè 4.0 dei 100 anni di Eureka è Prometheus

Tratto del nuovo macinacaffè Prometheus
Lo staff Eureka
Lo staff Eureka

Si accinge a festeggiare 100 anni di attività Eureka, fondata nel 1920  a Sesto Fiorentino (Fi) dall’imprenditore toscano Aurelio Conti e oggi un nome dell’avanguardia dei macinacaffè nel mondo con 60 dipendenti all’attivo e un fatturato di 25 milioni nel 2018. Per sottolineare un anniversario tanto importante gli ingegneri dell’ufficio Ricerca & Sviluppo dell’azienda hanno studiato, disegnato e progettato un macinacaffè esclusivamente made in Italy che rappresenta la nuova generazione per i bar e per la ristorazione. «È stato ideato per facilitare il lavoro del barista, minimizzare lo spreco e aumentare la qualità di ogni estrazione. Un macchinario 4.0, silenzioso e intelligente, ma soprattutto dalle enormi possibilità di utilizzo» - afferma Andrea Ballocci, product manager di Eureka.

Anteprima del macinacaffè Prometheus

Osserviamolo da vicino. La forma del nuovo macinacaffè on demand è compatta e squadrata, con tramoggia da 1,2 kg e macine piane da 85 mm in Diamond Inside con regolazione micrometrica continua a comando digitale. Due le innovazioni in attesa di brevetto: il riconoscimento automatico del portafiltro e la regolazione elettronica del posizionamento delle macine, selezionabile sia dal display sia dal pomello. Il display multidose ha 3 dosi programmabili e la camera di macinatura inclinata garantisce una ritenzione molto bassa. La connessione digitale tramite app dedicata permette al torrefattore e all’utente di verificare le prestazioni della macchina in tempo reale. Un aspetto al quale Eureka da tempo pone molta attenzione e che il mercato apprezza è il contenimento della rumorosità, che nel nuovo macinacaffè on demand è ridotta di 20 decibel rispetto ai modelli tradizionali; al contempo si punta sulla grande velocità di erogazione al fine di rispettare la temperatura del caffè, grazie anche a un sistema di raffreddamento forzato.

HernanDiaz
Hernan Diaz

Una volta messo a punto, si è trattato di dare un nome al “macinacaffè del centenario”, un compito affidato al contest internazionale Choose Mi Name che ha coinvolto numerosissimi professionisti di  tutto il mondo. Il vincitore è Hernan Diaz, nato a Porto Rico e residente in Florida (Usa) dove vive e lavora come fotografo, che gli ha dato nome Prometeo: nella mitologia greca è un titano amico dell’umanità e del progresso, che ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini. «Ho pensato che l’offerta di un così grande dono all’umanità sia un’immagine perfetta per questo nuovo macinacaffè e per i benefici che porterà nella vita dei professionisti del settore» ha affermato il vincitore.

Prometheus sarà sul mercato dal mese di luglio.

Ricola: una web serie con Giovanni Storti per raccontare il mondo delle piante

Ricola web serie

È il mondo delle piante con le sue storie straordinarie il protagonista del nuovo progetto di branded content di Ricola. Una scelta che rende omaggio a un mondo dal quale provengono le materie prime alla base delle caramelle prodotte dall’azienda, realizzate a partire da una miscela di 13 erbe alla quale vengono aggiunti nuovi ingredienti, sempre rigorosamente di origine naturale, che danno vita ai diversi gusti che compongono la gamma, arrivata a 13 referenze e disponibili per il canale bar nel formato astuccio da 50 g.

La nuova campagna, dal titolo Giovanni e lo straordinario mondo delle piante, si sviluppa in 5 puntate, che saranno pubblicate sulla pagina Facebook di Ricola Italia, il canale Youtube Ricola e sul sito https://www.ricola.com/it-it/scoprire/il-mondo-delle-piante, nelle quali vengono svelate alcune sorprendenti proprietà delle piante. A raccontarli due appassionati della materia: un uomo che le capisce bene, il professor Stefano Mancuso, docente presso la facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (Linv) e membro fondatore dell’International society for plant signaling & behavior, e “uno che le capisce male”, Giovanni Storti, il noto attore del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.

Dal loro incontro prendono infatti vita 5 storie scientifiche che, narrate in chiave ironica, dimostrano che le piante sono intelligenti, dormono, vedono, ricordano e che riconoscono persino “i parenti”.

Nella prima pillola, Giovanni e la pianta guardona, on line da lunedì 2 marzo, si spiega come le piante, nonostante non abbiano occhi, ci vedano. Il loro corpo, e in particolare le foglie, è ricoperto di fotorecettori che permettono loro di percepire la luce, ma sembra che abbiano anche la capacità di percepire le forme. La Boquilla Trifoliata ne è l’esempio: le foglie di questa pianta rampicante che vive in Cile prendono hanno la capacità di assumere le sembianze delle foglie dell’albero sul quale si arrampica. Un chiaro indizio della capacità di vedere, in quanto per imitare qualcosa occorre conoscerlo bene.

La seconda puntata, Giovanni e il pregiudizio da sdradicare, on line dal 9 marzo, sfata il falso mito della pericolosità della presenza di piante in camera da letto. Se è infatti vero che durante la notte le piante cessano la produzione di ossigeno e avviino quella di anidride carbonica, è anche vero che questa è di quantità davvero esigua, e di gran lunga inferiore rispetto a quella rilasciata dal corpo umano.

Nel terzo episodio, Giovanni e il cactus di Rubik, on line 16 marzo, si mostra invece, attraverso l’esempio del pomodoro, come le pianto siano anche intelligenti, intendendo per intelligenza la capacità di risolvere problemi. Dal 23 marzo sarà invece on line Giovanni e il pino che non dimentica, dove attraverso l’esempio della Mimosa Pudica si mostra come le piante ricordino quasi tutto quello che è accaduto loro e quindi, che sono dotate di memoria. Giovanni e la pianta dall’aria familiare, on line il 30 marzo, è l’episodio che chiude la serie. Il tema è la capacità delle piante di riconoscere i parenti, sviluppato attraverso l’esempio delle radici di piante con la stessa madre e con madre diversa, che dimostra come queste riescano a percepire chi sta vicino a loro e comportarsi di conseguenza.

Il lancio della nuova campagna Ricola è anticipato da un trailer, già on line, che potete vedere qui di seguito

 

Csc in Guatemala con Amka a sostegno dei piccoli produttori di caffè

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Da sempre riferimento per il caffè di qualità, il Guatemala è anche uno dei Paesi al mondo che presenta uno dei più forti livelli di diseguaglianza fra la sua popolazione. Una condizione alla base di un alto triste primato, quello di detenere il più alto tasso di denutrizione cronica infantile dell’America Latina. Per questo Csc - Caffè Speciali Certificati, che da sempre destina parte del suo bilancio ad aiuti alle comunità agricole dei Paesi produttori, ha avviato una collaborazione con l’associazione Amka Onlus, che porta avanti progetti di sostegno alla popolazione nella regione del Petén, nella parte settentrionale del Guatemala.

Frutto di questa collaborazione è il progetto triennale Creciendo Unidos, che ha come obiettivo la messa a punto di un processo di sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione delle comunità, la formazione tecnica in ambito agricolo e l’emancipazione della figura femminile. Progetto che ha concluso il suo primo anno con un bilancio molto positivo.

Le oltre 3.000 persone coinvolte hanno infatti già visto un netto miglioramento delle proprie condizioni di vita e di salute, grazie a un più facile accesso al cibo, all’incremento del reddito agricolo e all’arricchimento della dieta alimentare. Oltre 5.000 piante da frutto e forestali, sulle 15.000 coltivate nel vivaio di Nuevo Horizonte, sono state distribuite a nove comunità e sempre a Nuevo Horizonte e a Salvador Fajardo, sono state realizzate piantagioni di cacao con 9.000 piante ed è stata avviata l’attività commerciale e la progettazione di un punto vendita.

AMKA_CSC_Guatemala_ciliegie caffèInoltre, grazie al sostegno di Csc si è potuto compiere un ulteriore passo avanti e incontrare nuove comunità nella regione Huista, famosa nel mondo per la qualità dei suoi prodotti, ma estremamente povera per l’assenza di mezzi e opportunità in grado di valorizzare questa risorsa e lo sforzo dei suoi piccoli produttori. Anche qui Amka vuole avviare un processo di sviluppo delle conoscenze e delle competenze dei contadini in materia di agricoltura sostenibile, privilegiando i processi naturali che consentono di preservare l'ambiente e di avere un riscontro positivo nella qualità del caffè prodotto. Caffè da valorizzare e vendere a un prezzo equo, garantendo dignità e giusto guadagno a chi lo coltiva.

I locali milanesi fanno fronte comune all’emergenza Coronavirus

Coronavirus locali milanesi

«Egregio Signor Sindaco, Le chiediamo di rappresentarci in questa emergenza che in pochi giorni ha catapultato l'intero settore del commercio, dei bar, degli spettacoli e degli eventi culturali in un baratro, facendo tremare un sistema economico complesso e delicato». Con queste parole si apre l’appello al sindaco di Milano, Beppe Sala, lanciato dal mondo dei gestori dei locali, associazioni culturali e librerie della città, colpiti dalle restrizioni contenute nell’ordinanza del 23 febbraio della Regione Lombardia. Un appello nato in particolare su una delle misure comprese dall’ordinanza per contrastare la diffusione del contagio, ovvero la chiusura su tutto il territorio regionale di bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico dalle ore 18.00 alle ore 6.00 fino al primo marzo, ora revocato, ma che per i suoi contenuti resta valido anche per le future decisioni che saranno prese per gestire l’emergenza. Un’iniziativa partita da Santeria 31, in coordinamento con altri locali, e che ha immediatamente raccolto, e continua a raccogliere, l’adesione di numerose altre realtà cittadine.

«Abbiamo voluto segnalare che l’emergenza Coronavirus non ha solo un carattere sanitario, ma anche socio-economico che rischia di avere gravissime ripercussioni sulla tenuta e la sopravvivenza di diverse realtà – spiega a bagiornale.it Andrea Pontiroli, titolare della Santeria -. Un problema che non riguarda una singola categoria di attività, quella dei pubblici esercizi, gli organizzatori di eventi o le associazioni culturali, ma che coinvolge anche tutta la lunghissima filiera legata a questi mondi, dai fornitori food & beverage alle agenzie di sicurezza, dalle agenzie creative ai driver a tutto l’indotto del turismo, come mostra anche l’elenco dei firmatari. Quindi abbiamo deciso di rivolgerci al sindaco di Milano, la figura che può rappresentare tutti gli operatori cittadini di questi settori davanti alle istituzioni statali».

Un appello insomma che parte da un intero tessuto socio-economico che di fronte all’emergenza e alle misure adottate per gestirla è stato lasciato solo. «Non contestiamo le misure che possono essere adottate per evitare la diffusione del contagio, delle quali si occupano persone che sicuramente hanno più competenze di noi in campo sanitario, ma chiediamo di affrontare il problema in un’ottica più ampia, guardando a tutti gli aspetti che certe decisioni comportano. Decretare la chiusura delle attività anche per una sola settimana significa di fatto paralizzare un’intera filiera che, mentre è impossibilitata a operare, deve fare comunque fronte a spese importanti, come il pagamento del personale, mutui e affitti, adempimenti fiscali. In tale condizioni, vista anche l’incertezza della situazione, molte realtà rischiano di non farcela – spiega Pontiroli -. Ecco perché chiediamo di accompagnare simili provvedimenti, se dovessero essere nuovamente necessari, con misure che prevedano, per esempio, ammortizzatori sociali e l’azzeramento degli adempimenti fiscali nell’immediato. È in gioco il futuro di un settore che ha molto contribuito a rendere Milano un’eccellenza a livello mondiale».

Ecco il testo completo dell’appello

Egregio Signor Sindaco,

Le chiediamo di rappresentarci in questa emergenza che in pochi giorni ha catapultato l’intero settore del commercio, dei bar, degli spettacoli e degli eventi culturali in un baratro, facendo tremare un sistema economico complesso e delicato. Non contestiamo le decisioni prese dalla Regione, non abbiamo le competenze per farlo, anche se non comprendiamo alcune esenzioni attuate, ma quello che chiediamo in maniera accorata è di considerare insieme all’urgenza sanitaria anche l’emergenza economica e sociale.

Il nostro settore, che ha contribuito a portare Milano a risplendere nel mondo, è messo in ginocchio dal divieto di operare, dalla paura insita nei nostri cittadini e dall’incertezza assoluta in cui siamo obbligati ad operare. La mancanza di liquidità non concede tempo ulteriore alle imprese. Le economie collegate agli eventi e alla somministrazione interessano diversi settori che costituiscono il tessuto cittadino, non hanno una rappresentanza unica ed è per questo che chiediamo a Lei di portare avanti un’istanza urgente con la massima solerzia.

Chiediamo di far presente al governo di attivare immediatamente ammortizzatori sociali e provvedimenti per azzerare gli adempimenti fiscali nell’immediato onde evitare un disastro in termini di fallimenti, posti di lavoro e riduzione del PIL cittadino oltre che regionale. Le chiediamo di far presente a Regione Lombardia e al Ministro della Salute l’importanza di stabilire regole chiare e ponderate per tutti gli operatori senza discriminazioni in un settore articolato come il nostro. Ci appelliamo a Lei, sig. Sindaco perché sappiamo quanto tenga alla sua/nostra città e perché crediamo possa rappresentarci tutti come cittadini, imprenditori e lavoratori senza interessi singoli di categoria alcuna.

Altre iniziative

Intanto, i locali milanesi si organizzano per mettere a punto nuove iniziative e servizi per fronteggiare la situazione. È il caso, per esempio, del Carico, risto cocktail bar, che ha implementato la sua offerta con un servizio di delivery per i drink. «Una scelta fatta anche tenendo conto di tutte le incertezze legate alla situazione – spiega Dom Carella, co-titolare del locale, tra i firmatari dell’appello -. Perché, pur senza il divieto di chiusura, il panico che si è creato porta la gente a non uscire di casa e a non frequentare i locali». Un problema questo che rischia di protrarsi nel tempo. «Siamo in stretto contatto con altri esercenti di cocktail bar di Milano per cercare di mettere in atto iniziative per superare anche questo problema – spiega -. Insieme stiamo studiando progetti ed eventi congiunti da mettere in campo per arrivare con messaggi forti ai consumatori e tranquillizzarli per superare questa eccessiva fobia che si è generata. L’obiettivo è, superata l’immediata emergenza, rafforzare la mixology experience, che gioca un ruolo di primissimo piano nell’immagine di città moderna e all’avanguardia che Milano si è conquistata nel mondo. Possiamo farlo lavorando tutti insieme e restando uniti, altrimenti è una bella fetta di città che rischia».

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