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Le catene italiane del gelato valgono mezzo miliardo l’anno

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In questi tempi contaminati da drammatica incertezza, conviene leggere qualche dato positivo. Lo sono i numeri delle catene italiane di gelateria, monitorate da quattro anni da Osservatorio Sistema Gelato, che ha da poco rilasciato l'ultimo aggiornamento del "bilancio" di questo comparto.

I pdv totali sono 1585, +7,5%

I punti vendita - intesi come il totale dei pdv a gestione diretta e in franchising delle catene di diritto italiano - raggiungono quota 1585, con un +7,5% (110 unità) sull'anno precedente.Tutti insieme sviluppano un sell out di mezzo miliardo di euro all’anno, con un peso significativo sulla filiera italiana di produttori di ingredienti, vetrine e macchinari per gelato. Scrive l'Osservatorio che aumenta lievemente l’incidenza dei mercati esteri che «ora rappresenta il 25,4% del totale contro il 25,2% dell’anno precedente». Ecco come sono distribuiti, nel mondo, i pdv delle nostre catene di gelateria: Europa 32,3%, Asia 18,4%, medio Oriente 17,9%, centro-sud America 15,4%, nord America 9,2%, Africa 5,8%, Oceania 1%.

Cresce la presenza delle nostre catene di gelateria all'estero: +8,3%

La presenza di punti vendita all’estero è cresciuta dell’8,3% raggiungendo un valore aggregato di 403 unità, rispetto alle 372 unità del 2019, 323 del 2018 e 310 del 2017. Il numero di Paesi esteri dove c’è almeno una gelateria di una catena italiana passa da 56 a 62 distribuiti nei cinque continenti. Questi i Paesi "new entry" dell'ultimo anno: Israele, Giappone, Camerun, Reunion, Georgia, Bahrein e Bulgaria - mentre sono usciti Bangladesh ed Angola.

75 nuove aperture sono già pianificate

Venchi, Gioelia Cremeria, Cioccolatitaliani, Mammamia e Bacio nero sono le catene con la maggior crescita sui mercati esteri nel corso del 2019. Secondo la stima dell'Osservatorio, sarebbero 75 le aperture pianificate nel corso dei prossimi mesi tra Italia ed estero (erano 100 quelle pianificate nello stesso periodo dello scorso anno). Con la speranza che la contrazione globale dell'economia generata dall'emergenza sanitaria del nuovo coronavirus non faccia saltare anche questi piani.  

New Humans, la nuova drink list del Drink Kong di Roma

Drink Kong
Il team del Drink Kong di Roma (foto di Alberto Blasetti)

Patrick Pistolesi sfida la pandemia e presenta il suo nuovo menù dal titolo New Humans nonostante tutto. Nel suo locale, perché se un contraccolpo c’è stato finora è che l’evento magnifico che avevano immaginato fuori dalle porte del Drink Kong si è dovuto ridimensionare. Ma in fondo non è male neanche giocare in casa, se la casa è il bar che in un solo anno è giunto sulle vette della miscelazione mondiale (82° posto nella World's 50 Best Bars al primo anno).

Il nuovo menù, dicono, dalla grafica molto accattivante curata da Alessandro Gianvenuti (che potete scaricare in fondo all'articolo) è ispirato ai linguaggi ibridi dell’uomo contemporaneo. Come spiega lo stesso Pistolesi, «rimane istintivo come il precedente, ma più legato ai simboli». Ventuno cocktail tutti nuovi. E se qualcuno si è affezionato a uno di quelli vecchi? «Lo aiuteremo a trovarne un altro che gli piaccia». Insomma, non c’è più e se ne deve fare una ragione, fa capire Patrick.

Come spiegano, «New Humans segna un’evoluzione del codice espressivo di Drink Kong: il precedente progetto Reflections si basava sullo stimolo cromatico simbolico che agiva sull’immaginario degli ospiti ispirando sensazioni ed emozioni, ma ogni drink era a sé stante». Il focus di New Humans si sposta quindi sul gusto, anche se c’è sempre una gradazione di colore a separare una sezione dall’altra.

La nuova drink list del Drink Kong (foto di Alessandro Gianvenuti)

I drink della nuova carta sono quindi suddivisi in cinque categorie tutte nuove. Due in particolare quelle dirompenti, afferma Patrick. La prima è Holus, che in latino vuol dire “tutto ciò che è verde” e nella quale trovano spazio drink ispirati al mondo vegetale e che contengono ingredienti che vengono dalla natura, come la lattuga o il cavolo cinese. L’altra è NewMami, l’umami secondo Drink Kong, che rielabora cocktail come il Milk Punch e il Bloody Mary spingendo sul sesto gusto. E ancora ci sono Kudamono, che in giapponese vuol dire “tutto quello che riguarda la frutta”, dove ci si concentra sui cordiali freschi e i sapori di frutta intensi; Herbs & Herbs, dove trova spazio tutto ciò che è bitter, dunque il mondo dell’erbaceo e del balsamico, dell’officinale e dell’erboristico; infine c’è Sukoshi, letteralmente “un po’”, ovvero la categoria degli analcolici e dei fermentati a basso contenuto alcolico.

Cresce l’aspetto tecnologico e la lavorazione a monte dei cocktail di Drink Kong, che nascono non solo dietro al bancone, ma soprattutto in laboratorio. «Di sotto – spiega Pistolesi – abbiamo un’attrezzatura gigantesca, che va dal rotovapor alle centrifughe farmaceutiche e grazie a questo abbiamo potuto spingerci sempre più avanti nella ricerca e continueremo su questo solco».

New Humans

Isaac Sour, da Baladin arriva la birra per l’estate

Birra Isaac Sour 2015 Baladin 75 cl
Birra Isaac Sour 2015 Baladin 75 cl

La fabbrica delle idee di Teo Musso non conosce riposo. L'ultima proposta del birrificio Baladin di Piozzo (Cuneo) riguarda infatti la presentazione di birra Isaac Sour 2015 in edizione limitata, birra sperimentale a base di malto di orzo e di frumento, acidula, particolarmente beverina e rinfrescante.

Un particolare lotto di Isaac (nata nel 1997 come witbier o blanche, agrumata, a base di un mix di malto di orzo e malto di frumento) è stato rifermentato utilizzando batteri lattici con l'intenzione di creare una birra sour (acidula) di scuola belga.

Il risultato è una birra piacevolmente complessa, di colore giallo dorato chiaro (grado Ebc 6-8) e opalescente, con schiuma persistente a grana media. All'olfatto presenta note di frutta a pasta gialla (pesca e albicocca) con una delicata speziatura. Al palato denota un leggero ma persistente fruttato di albicocca e pesca che si integra con delicate note citrico-lattiche. Grado alcolico invariato (5%), con un grado di amaro contenuto (Ibu 8-10), disponibile nella tipica bottiglia di vetro Baladin da 75 cl con tappo ceralaccato verde.

Gasatura fine e vivace che rende Isaac Sour 2015 particolarmente beverina e rinfrescante, ideale come aperitivo e in abbinamento ad alimenti dal sapore deciso e contenuto "grasso" come carne di maiale, insalate ricche, formaggi erborinati e stagionati.
Da servire nel tipico calice da degustazione Teku Rastal, dalla forma ad anfora, nelle capacità da 33 o 42 cl, battezzato nel 2006 con le iniziali dei due ideatori (Teo Musso e Lorenzo Dabove Kuaska).

L’avanzata della birra nei bar diurni

Open Baladin
Crescono i volumi di birra forniti dai grossisti ai bar diurni, trainati da referenze premium e specialty. Decollano le lattine, bene anche i fusti

Premium e specialità trainano la crescita delle vendite di birra da parte dei grossisti, che si concentra nel canale dei bar diurni: nei primi dieci mesi del 2019, secondo l’Osservatorio Tracking Grossisti di Iri, le vendite a volume di birra sono cresciute del 3,1% a volume e del 4,8% a volume nei bar diurni, contro un modesto +0,5% a valore e un -0,5% a volume nel segmento pub e birrerie.

«I bar diurni sono di gran lunga il principale canale di vendita della birra per i grossisti - spiega Mario Carbone, responsabile dell’Osservatorio Tracking Grossisti di Iri -, totalizzando oltre il 30% del totale delle vendite nel fuori casa. Il segmento dei bar diurni negli ultimi anni ha decisamente virato verso il segmento delle birre di qualità, cresciute a scapito di quelle standard. Premium e specialty, al cui interno troviamo anche le birre artigianali, ormai rappresentano quasi il 70% dei volumi venduti nei bar diurni. E il fatto che la crescita a valore superi quella a volume conferma la tendenza ad andare verso prodotti premium. Una tendenza che premia sia i gestori sia i grossisti, visto che permette a entrambi di vendere prodotti a marginalità più elevate. Prodotti che rispondono a una crescente richiesta di qualità da parte dei clienti».

Crescono le lattine, calano le bottiglie in Pet

Non decollano, invece, le vendite di birre analcoliche e light, in calo e lontane dalla soglia dell’1% delle vendite, mentre sembra in caduta libera il mondo delle radler.
«Guardando ai packaging - continua Carbone - si assiste un incremento a due cifre delle birre in lattina, che registrano un +17,8% a volume; buone anche le performance dei fusti, +5,8%, mentre le bottiglie in Pet fanno segnare un -4,7%».

Guardando i risultati degli altri segmenti del mondo bar, passiamo dal giorno alla notte (anche metaforicamente): vendite al palo nel segmento pub&birrerie e addirittura in deciso calo nel mondo della notte (discoteche&co), che si sposta più decisamente verso gli spirit.
«Nel segmento dei pub&birrerie l’elemento più evidente è il tracollo delle vendite di bottiglie in Pet, che peraltro avevano già un peso piuttosto contenuto. Crescono le lattine (+9,6% a volume ma addirittura +50% a valore) e restano abbastanza stabili invece i fusti (-0,8% a volume ma +0,3% a valore)».

In controtendenza rispetto ai bar diurni anche l’evoluzione del mix di prodotti acquistati: «Nel segmento pub&birrerie - rivela Carbone - la crescita più significativa è quella delle birre aromatizzate, superiore al 25%, seguita da quelle standard (+5,5% a volume), mentre le specialty arretrano leggermente. Un ulteriore segno di difficoltà per una formula che forse più di altre avrebbe bisogno di un più deciso rinnovamento».

Anche il Roma Whisky Festival cede al Coronavirus: rinviato

Roma Whisky Festival

Anche il Roma Whisky Festival cede al Coronavirus. La nona edizione dell’evento dedicato alla cultura del whisky in programma il 14 e 15 marzo a Roma, presso il Salone delle Fontane all’Eur, è stata rinviata.

La decisione, trapelata nella ultime ore, ci è stata confermata dagli organizzatori del festival, che ci hanno anche annunciato che la manifestazione si terrà il 25 e 26 aprile, sempre a Roma presso il Salone delle Fontane

Il rinvio dell’evento è una conseguenza delle disposizioni in atto per contrastare l'emergenza Covid-19, che spingono a una maggiore prudenza anche nelle aree del territorio della Penisola non colpite dal contagio.

La specie Coffea Robusta è un mondo tutto da scoprire

Vaschette caffè robusta tostato

Negli ultimi tempi, la specie Coffea Canephora, detta Robusta, è oggetto di studio e di dibattito. Ha 22 cromosomi e con la Coffea eurgenoides è uno dei due progenitori dell’Arabica che ha 44 cromosomi e, descritta per la prima volta nel 1753, da allora è oggetto di studio, grazie alla sua ricchezza aromatica e alle ibridazioni effettuate negli anni per renderla più produttiva e resistente.

Presente nella maggior parte delle miscele italiane, la Robusta, originaria dell’Africa Occidentale, viene descritta nel 1895 ed è ancora un mondo da scoprire. Per lo più ad essa si accompagna la percezione di un prodotto “minore”, in cui si colgono sentori legnosi, caratteristici della specie, di terra bagnata o di gomma; gran parte della cattiva reputazione è il risultato di errori e scarsa cura in fase di coltivazione e di lavorazione; del resto, a fronte di una Il consumo di Robusta nel mondomaggiore qualità non ci sono (o sono irrisori) incentivi di prezzo. Così, il suo mercato è per lo più di prodotto economico (66%), ma la ricerca si sta muovendo. La maggiore attenzione alla selezione, alla lavorazione con tecniche come la fermentazione e tostature con curve dedicate, permette di ottenere delle tazze interessanti e complesse.

L’attualità della Canephora è anche dettata dal cambiamento climatico: il suo range di crescita si sta ampliando (vive in ambienti più caldi) mentre quello dell’Arabica si restringe; inoltre rispetto a quest’ultima la resa è molto più elevata. Le quote di caffè di alta qualità sono molto piccole, ma già parlare di Fine Robusta è un passo avanti. Per essere considerato tale (la definizione Specialty è riservata solo agli Arabica), il caffè verde deve presentare zero difetti primari e non più di cinque difetti secondari in un campione di verde da 350 gr. Sono ammessi fino a tre “bianconi” in un campione di 100 gr tostato. Il punteggio finale nell’assaggio deve essere di 80 punti o più. Se di qualità e trattata in modo mirato la Canephora esprime aromi che non sono solo il cioccolatoso tipico dei caffè del Centro America, ma anche lo speziato dal Messico; il balsamico dall’Indonesia, mentre dall’India note agrumate e di cioccolato nei lavati e di frutta matura nei naturali. E aumentano le origini di in grado di stupire.

Comparazione tra le specie Arabica e Robusta
Arabica Robusta
Data in cui è stata descritta la specie

1753

1895

Tempo dal fiore alla ciliegia (mesi)

9

 10-11

Fioritura

dopo pioggia

     irregolare

Resa chicchi verdi kg/ha

   1500-3000

   2300-4000

Temperatura ideale °C           15-24                  24-30
Piogge (quantità ottimale - mm)

    1500-2000

   2000-3000

Resistenza della pianta:
          Roya - ruggine    vulnerabile      resistente
          Koleroga    vulnerabile       tollerante
         Nematodi    vulnerabile      resistente
         Tracheomitosi      resistente       tollerante
         Coffee Berry Disease (patogeno fungino)    vulnerabile      resistente
Contenuto di caffeina  (%)

      0,8-1,4%

1,7-4,0

Forma dei chicchi

   piatto

            ovale
Tipiche caratteristiche della bevanda

acidità citrica

amarezza, corpo pieno

Fonte: International Coffee Organization

Le foto che illustrano il servizio sono di Mondicaffè, realizzate da Romedia Studio

La Perla apre le porte del suo laboratorio di cioccolato

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Come coinvolgere i clienti e raccontarsi, facendo toccare con mano (e gola) la propria realtà: anche quest'anno La Perla di Torino rinnova un appuntamento diventato una bella abitudine pre-pasquale. L'iniziativa si chiama Ho fatto l’uovo, ed è un evento "porte aperte" ideato dall'azienda che ha fatto del tartufo di cioccolato il proprio simbolo. La Perla apre il suo laboratorio il 28 e 29 marzo, per mostrare i segreti di produzione dei maestri artigiani ma anche per permettere ai partecipanti di creare con le proprie mani l’uovo pasquale di cioccolato, personalizzato in base a gusti e stile. hofattoluovo_2019_069

Cioccolato, il momento buono per imparare

Famiglie, bambini di ogni età, coppie e gruppi di amici saranno accolti nel laboratorio, per vivere un’esperienza divertente e creativa immersi nei profumi del cioccolato. Fantasia libera per tutti, e intanto si racconta una realtà produttiva in modo... molto dolce.Ognuno dei partecipanti all'evento avrà la possibilità di creare il proprio uovo di Pasqua scegliendo il gusto di cioccolato preferito, personalizzandolo con un tocco di stile e decorandolo. Cuori, stelle, pois a disposizione, e ci sarà anche modo di imparare a usare la sac à poche per abbellirlo con scritte e disegni a mano libera. hofattoluovo_2019_084 Naturalmente sarà possibile personalizzare non solo l'uovo, ma anche la sorpresa. Gli ospiti potranno portare un piccolo regalo con sé e inserirlo all’interno prima di chiudere l’uovo di cioccolato.

Le istruzioni per partecipare

Per partecipare al workshop che si svolgerà nel laboratorio dell’azienda in Lungo Dora Colletta 81 a Torino, è necessario compilare il form online sul sito de La Perla di Torino selezionando il numero di persone, il giorno e la fascia oraria. L'azienda, dal 1992, è guidata da Sergio Arzilli, affiancato dalla figlia Valentina. Oltre che sul territorio italiano, i prodotti a marchio La Perla sono presenti in diversi mercati europei come Germania, Russia, Svizzera, Finlandia, e in Usa, Canada, Medioriente, Giappone e Australia.

Coronavirus: Vinitaly rinviato a giugno

Vinitaly
Credits foto: Ennevi-Veronafiere

L’emergenza Coronavirus continua a manifestare i suoi pesanti effetti non solo sul piano sanitario, mettendo in serie difficoltà il sistema economico nazionale e colpendo con particolare intensità soprattutto, ma non solo, i settori dell’ospitalità, enogastronomia e turismo. Effetti negativi dal quale non sono al riparo neanche i maggiori eventi del settore. È fresca la notizia che anche Vinitaly, tra le principali fiere a livello mondiale dedicate al mondo del vino, ha dovuto piegarsi alla situazione di incertezza. La cinquantaquattresima edizione dell’evento, in programma dal 19 al 22 aprile a Verona, è stata infatti rinviata a giugno, con inizio domenica 14 e conclusione il mercoledì 17.

A spingere Veronafiere verso questa decisione, confermata a bargiornale.it in attesa dell’uscita del comunicato ufficiale, il clima di grande incertezza legato alla rapida evoluzione del contagio a livello internazionale, che sta creando difficoltà a tutti gli eventi fieristici in programma, non solo in Italia. A questo si aggiunge la scelta di Paesi come gli Stati Uniti che hanno aumentato i livelli di allerta nei confronti del nostro Paese, sconsigliando i viaggi in Italia a meno che non siano strettamente necessari. Una decisione che di fatto priva l’evento della presenza dei clienti provenienti da un mercato cruciale per le eccellenze vinicole italiane.

Da qui la decisione di spostare tutto di due mesi, una decisione, hanno spiegato da Veronafiere frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, incluse le principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione vignaioli indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo.

Italian cucina, la linea di zuppe in capsula di 101Caffè

zuppe Italian Cucina_101Caffè

Unisce il gusto dei piatti della tradizione italiana alla praticità dell’erogazione Italian Cucina, l’innovativa linea di zuppe solubili in capsula di 101Caffè. Una soluzione che rinnova la formula del cibo italiano di qualità e che ampia il catalogo del brand, fondato nel 2010 da Umberto Gonnella e specializzato nella vendita di caffè (in cialde, capsule, grani e macinato), provenienti dalle migliori torrefazioni artigianali della Penisola gamma, di bevande e che conta anche una linea di prodotti di pasticceria regionale in piccolo formato, Le Sfiziosità, a marchio proprio.

La nuova linea di zuppe al momento conta tre referenze, ognuna disponibile in confezione da 12 capsule (ma su richiesta possono essere fornite anche con un numero superiore di capsule), che combinano colori e sapori tipici della nostra tradizione, e realizzate con ingredienti selezionati per offrire un prodotto di grande qualità e che restituisse tutta la pienezza di gusto delle sue materie prime. Zuppa all’arrabbiata, preparata con (presente al 40%), barbabietola, spezie e naturalmente peperoncino, una zuppa vellutata, sostanziosa ma leggera, dal sapore piccante, che la rende anche una stuzzicante proposta per l’aperitivo, che celebra il gusto di un tradizionale piatto romano, le penne all'arrabbiata. Così come a un piatto tipico della cucina del Lazio si ispira la Zuppa cacio e pepe, cremosa, saporita, energetica e leggermente pepata, fatta con fiocchi di patate, formaggio fuso e cipolla. Tanto pomodoro, aglio, cipolla e spezie sono gli ingredienti della Pappa al pomodoro, che celebra l’omonima preparazione della tradizione toscana, ottima anche questa da proporre anche come stuzzichino per l’aperitivo.

Oltre che per il gusto, le proposte Italian Cucina spiccano anche per la facilità e velocità di preparazione. Questa avviene senza l'utilizzo di tegami o altre attrezzature di cucina, ma semplicemente inserendo la capsula monodose nell’erogatore Nescafè Dolce Gusto, la stessa macchina con la quale si preparano anche i caffè e le altre bevande solubili commercializzate da 101Caffè. Da ogni capsula si ottiene una zuppa cremosa che può essere proposta da sola o accompagnata da crostini di pane, come piatto pranzo, come originale appetizer, ma anche come un salutare “spezzafame” all’insegna del benessere per la pausa di metà mattina o metà pomeriggio, servendola in una ciotolina, in una scodella oppure in tazza da cappuccino o da tè.

Coronavirus: come garantire se stessi e i clienti

Courtesy Pexels - Pixabay

È una linea di equilibrio molto difficile da mantenere: evitare di cadere preda della paura, ma anche evitare comportamenti superficiali minimizzando una situazione che invece è seria. Per questo il rispetto della distanza di sicurezza di un metro tra gli avventori è un elemento chiave. Anche perché la sanzione per chi sgarra è pesante: la chiusura dell'attività.

La situazione è di quelle mai affrontate prima: richiede grande responsabilità.

Come si può comportare il gestore del bar? Vi sono due linee di azioni da seguire: una che possiamo definire “formale” e l’altra più di “marketing”.

Informazioni chiare al proprio interno

Cominciamo dalla prima, la linea “formale”:

  1. due ore di formazione/informazione con tutto il vostro personale, ben sapendo che è soprattutto chi sta dietro il bancone e il personale di sala ad avere in mano la situazione. Due ore di incontro - con il medico competente – che indica a tutti i dipendenti quali siano le indicazioni igieniche e le regole principali alle quali attenersi;
    Leggi i consigli del tecnologo alimentare su come fare.
  2. per l’accesso e il passaggio del personale non dipendente (fornitori in prevalenza) inviare alle aziende con le quali si collabora una nota con le indicazioni per tale accesso/passaggiorichiesta di utilizzare gel igienizzante prima di entrare nei locali del bar e richiesta di autocertificazione su tale personale;
  3. installazione di dispenser di gel igienizzante sia nei locali a uso del personale sia nella toilette e nelle eventuali aree di attesa/aggregazione (lounge, etc.).

Le informazioni ai clienti? In bagno

Per quanto riguarda la seconda linea di azione – quella di “marketing” – segnalo una regola di carattere generale: attenzione ai clienti fedeli. La regola di base è proprio questa: concentratevi sulla conservazione del vostro pubblico. Tutte le azioni devono essere rivolte a loro, per farli sentire informati, curati e tutelati. Queste le azioni da avviare:

  1. collocare, nelle toilette e non in sala, una sorta di “decalogo” nel quale si indicano tutte le misure che sono state adottate per “tutelare il benessere degli Ospiti”. Nello specifico, anche facendo riferimento ai tre punti in precedenza indicati:
    a. viene garantito, in tutto il bar, il livello massimo di pulizia e igiene, grazie all’utilizzo di specifici prodotti certificati per la sterilizzazione;
    b. i fornitori utilizzati accedono ai locali del bar previa apposita disinfezione;
    c. tutto il personale ha seguito uno specifica formazione, con indicazioni igieniche da adottare e attenersi con estremo rigore;
    d. tutti i controlli sul livello di igiene, personale e fornitori sono stati intensificati.
  2. inviare questo decalogo ai propri clienti in data base, indicando che “per tutelare il benessere dei nostri Ospiti, ci impegniamo per il loro benessere”;
  3. mai nominare – in alcuna comunicazione – il termine “coronavirus”.

Cucchi, l’arte pasticciera incontra l’arte dell’inclusione

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Il legame tra arte e pasticceria, a Milano, ha da sempre la sua cattedrale: la storica Pasticceria Cucchi di Corso Genova, attenta alle istanze dell'arte pasticciera come di quella visiva. Il caffè/pasticceria, aperto dal 1936, è sempre stato anche uno spazio per mostre ed esposizioni.

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Simone e Leonardo all'opera: una tela bianca diventa un quadro coloratissimo

Un duetto artistico molto speciale

Per Pasqua, quest'anno, Cucchi ha scelto di raccontare con l'arte una storia molto particolare, ospitando opere di EmotionalColor. Un duetto artistico speciale: si tratta di due fratelli di Milano, Simone, di 26 anni, e Leonardo, di 17, disabile. Leonardo presenta un ritardo psicomotorio, di cui ancora oggi non si conoscono le origini. Spiegano dalla pasticceria che «Leo ha da sempre scelto Simone come suo compagno di viaggio. E lui, per aiutarlo a esprimere le proprie emozioni ed entrare sempre più in sintonia, ha trovato una strada originale ed espressiva. Ricreando in casa una stanza di plastica e inserendo al suo interno tempere e tele, ha notato come Leo, sdraiandosi sui quadri e lanciando pennelli e palline sporcandosi, giocasse e si divertisse come non mai. In totale libertà e spensieratezza aveva trovato il modo di esprimere le sue emozioni e quasi per magia, tramite quel semplice gioco, Leo stava dando vita a quadri pieni della sua energia».

Un aiuto concreto a chi si occupa di disabilità

Il gioco si è trasformato in EmotionalColor un anno fa. Si tratta di una iniziativa che ha lo scopo di sostenere e attivare progetti di inclusione sociale, dando sostegno a chi riesce a crescere ragazzi meno fortunati ma che possono regalare emozioni uniche. Il ricavato dell'iniziativa di Simone e Leonardo servirà a coprire le spese per l'acquisto di materiali per tutte le attività svolte in strutture specializzate per persone con disabilità. Il passo successivo sarà poi quello di lasciare casa e trasformare il laboratorio "portatile" in un vero e proprio spazio dove si realizzeranno laboratori di pittura e mostre. Le tele in mostra alla Pasticceria Cucchi rappresentano una coloratissima esposizione temporanea: resteranno nella prestigiosa pasticceria di Corso Genova da oggi fino al 12 aprile.

A La San Marco il premio speciale Anima per i 100 anni di attività

Leva Luxury La San Marco

Si appresta a festeggiare il suo primo secolo di attività La San Marco di Gradisca d’Isonzo (GO) specializzata nella produzione di macchine da caffè espresso e attrezzature professionali per bar e ristoranti. La sua attività prende il via nel 1920 con la Macchina a Colonna, un modello con funzionamento a vapore con duplice alimentazione di riscaldamento, che all’estremità e sul corpo della carrozzeria presenta rifiniture che riproducono un leone di San Marco, emblema della città di Venezia.

Roberto Nocera direttore generale La San Marco con il modello V6

Nell’ambito degli Export Days, una due giorni di aggiornamenti e incontri dedicata agli operatori della filiera meccanica italiana, promossa da ANIMA Confindustria e ICE-Agenzia presso la sede di Confindustria di Milano, è stato consegnato il Premio Speciale Anima, dedicato alle eccellenze italiane attive da 100 anni a 15 aziende che nell’ultimo anno si sono particolarmente distinte per la loro attività nell’ambito dell’export. Tra queste La San Marco, per la quale ha ritirato il premio il direttore generale Roberto Nocera, che in margine all’evento ha dichiarato: «Cent’anni di storia equivalgono per La San Marco a cent’anni di attività e di instancabile passione, vissuti senza soluzione di continuità e attraversando ben due Guerre Mondiali: dal 1920 sviluppiamo macchine da caffè professionali apprezzate per l’alta affidabilità, il design e la qualità del prodotto in tazza».

Estrazione con il modello V6

Nel 2019 il brand che dà lavoro a 100 dipendenti, ha fatturato circa 20 milioni di euro, segnando un +5% rispetto all’anno precedente. Di questi, il 55% è rappresentato dalla quota export, anch’essa in aumento rispetto al 2018 (+7,3%). All’interno di uno scenario europeo di stabilità, questi dati mostrano come la meccanica italiana risponda bene, soprattutto per quanto riguarda l’export. Lo ha confermato il Sottosegretario agli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Manlio Di Stefano che, intervenuto all’inaugurazione delle due giornate di studio ha affermato: “L’export è stato, in questi anni, l’unica componente del PIL che ha mostrato un trend molto positivo. Nel 2018, abbiamo raggiunto 465 miliardi di euro di esportazioni complessive e abbiamo l’obiettivo di arrivare a 500 nel 2020”.

Da parte sua La San Marco ha registrato nello scorso anno ottime performance in Francia, Germania, Austria, Australia, Thailandia e Usa, nonché da Spagna e Libria. A trainare i risultati sono stati soprattutto i prodotti della linea 100 (+16%) e della linea Leva (+190%).

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