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Due anni di Drink Team: oltre 200 ricette per voi

In cerca di nuove ispirazioni? Abbiamo radunato per voi le 218 ricette preparate dai membri dei Drink Team 2018 e 2019 pubblicate su Bargiornale.
Sono il frutto di due anni di sperimentazioni su due grandi temi: i grandi pionieri della miscelazione (il Drink Team 2018) e i drink più venduti nei bar di tutto il mondo (li abbiamo chiamati Top of the Pops). Sono raccolti in un pdf che potete scaricare gratuitamente (previa registrazione). Se 218 ricette non vi bastano, o se volete vederle anche in foto, scaricate gratuitamente l'App Bargiornale Cocktail Pro. Oltre a questi cocktail, ne troverete altri 2.500. A.M.

Drink Team

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Audrey Saunders e i suoi Modern Classic cocktails

Audrey Saunders e i suoi suggerimenti per creare dei modern classic coctails. Così come ha fatto lei con due drink entrati nella storia.
  • GIN-GIN MULE

    Ingredienti
    ¾ di oz (22,5 ml) di succo di lime fresco,
    1 oncia (30 ml) di simple syrup, rapporto zucchero/acqua 1:1
    (non utilizzare gomma arabica!),
    2 rametti di menta (1 da pressare e 1 per guarnire),
    1 oz (30 ml) di ginger beer artigianale (vedere la ricetta sopra),
    1 oz e ¾ (52,5 ml) di un gin classico come Tanqueray

    Preparazione
    Versare in un mixer il succo di lime,
    lo sciroppo semplice e la menta.
    Pestare bene.
    Aggiungere gin, ginger beer e ghiaccio.
    Shakerare bene e filtrare
    in un bicchiere highball da 10 oz.
    Guarnire con rametto di menta,
    fettina di lime e zenzero candito.
    Servire con eco-cannucce lunghe.

    “Il segreto sta nella ginger beer artigianale,
    perché quella comprata in negozio
    ha un profilo più pungente
    e in alcuni casi più stucchevole e insipido.
    Ma se non avete alternative
    alla ginger beer in commercio,
    allora occorre ridurre lo sciroppo semplice
    nel drink fino a ½ oncia”.

Audrey Saunders è una vera star del bartending internazionale. Titolare del Pegu Club di New York, ha iniziato la sua carriera al fianco di Dale DeGroff, il re dei cocktail di New York, con il quale ha lavorato sia per il Rainbow Room, sia per il Black Bird. Innumerevoli le sue apparizioni nei giornali e in tv. L'abbiamo incontrata per farci svelare i segreti di due modern classic cocktails che portano la sua firma: il Gin-Gin Mule e l’Old Cuban. Quella che segue è la nostra intervista esclusiva. S.E.

English version
  • OLD CUBAN

    Ingredienti
    1 e ¾ oz di Bacardì 8 Rum,
    ¾ oz succo di lime,
    1 oz di sciroppo semplice (1-1 zucchero/acqua),
    1-2 spruzzi di Angostura Bitters,
    6 foglie di menta,
    2 oz Champagne.

    Non usare il Prosecco nell'Old Cuban
    perché è troppo floreale
    e prevale sugli altri sapori.

    Preparazione
    Pressare gli ingredienti,
    shakerare e filtrare
    in un’ampia coppa Marie Antoinette.
    Completare con Champagne
    e guarnire con rametto di menta
    e fetta di lime.

  • “Altro…”

    Quando ti sei resa conto che i tuoi cocktail erano dei classici?

    Sinceramente non saprei dirlo. A un certo punto, dopo che il revival dei cocktail ha preso piede negli Stati Uniti, alcune pubblicazioni hanno cominciato a parlare di "Modern Classics" e ho visto i miei cocktail su quelle liste.

    Qual è il modo migliore per servire i tuoi cocktail?

    Il Gin-Gin Mule va servito in un highball, mentre l’Old Cuban in un grande coppa da champagne o in una coppa per Martini.

    C’è qualche curiosità che la gente non sa dei tuoi drink?

    No. Cerco sempre di fornire quante più informazioni possibili sui miei drink ogni volta che qualcuno me le chiede. Voglio che le persone assaporino il sapore dei miei drink esattamente come faccio io quando li preparo, e fornire quante più informazioni possibili è l'unico modo per raggiungere questo obiettivo.

    Che consiglio daresti a un bartender che vuole reinterpretare le tue ricette?

    Che sia il mio drink o un altro classico, LESS IS MORE. Molti dei drink che assaggio attualmente sono pesanti, troppo elaborati e affaticano il palato. Ai miei bartender ogni volta che creano un drink domando sempre se è DELIZIOSO. L'aspetto più importante di un drink è che sia delizioso. È così delizioso da invogliare l’ospite a ordinarne con piacere un altro? Questo è il mio test. La maggior parte dei drink oggi ha un numero eccessivo di ingredienti, e per questo motivo mancano di raffinatezza e di una "nota di grazia". Evitate di preparare un drink con assenzio + 3 diversi amari + distillati invecchiati in botte + finish affumicato! Io non lo ordinerei perché già gli ingredienti da soli sono pesanti, eccessivi ed esagerati. Quando il drink è finito, dovreste rivedere gli ingredienti e chiedervi se effettivamente è necessario metterli tutti. Fate una selezione e cercate di eliminarne almeno uno o due. Un altro punto da considerare quando si reinterpreta una ricetta è quello di cambiare il nome. Ve ne prego. Sia che si tratti di una mia ricetta sia di qualcun altro. Se si reinterpreta un drink e si cambiano gli ingredienti, non è più la bevanda originale e il nome andrebbe cambiato in qualcosa di completamente diverso. È giusto ricordare che il drink è stato ispirato da XYZ e riconoscere il suo merito, ma non usate lo stesso nome, perché semplicemente non lo è.

    Come è nato il Gin-Gin Mule e qual è la ricetta?

    Ho creato il Gin-Gin Mule nel 2000, al Beacon Restaurant. Era una miscela di Mojito e Moscow Mule. I Mojito erano una novità a NY nel 1999, quando Dale DeGroff mi ha insegnato a farli al Blackbird (dove ho lavorato con lui). Dopo la chiusura del Blackbird, nel 2000 mi sono trasferito al Beacon Restaurant (anch'esso di proprietà della stessa società titolare del Blackbird), dove sono diventata Head Bartender. Dopo che Dale me lo ha insegnato il Mojito, è diventato uno dei miei drink preferiti. Era la prima volta che sperimentavo un'erba in un drink e mi sono innamorata del sapore fresco della menta. Avevo appena iniziato a immergermi nello studio del gin proprio in quel periodo. Così ho deciso di sostituire il rum con il gin. Secondo me era buono, ma volevo aggiungere un ingrediente per esaltare il gin. Al ristorante Beacon, avevo accesso completo a tutti gli ingredienti. Sempre al Beacon ho creato la ricetta di entrambe le ginger beer artigianali (insieme a uno dei cuochi). Al Beacon ho creato anche il Jamaican Firefly (Dark & Stormy con succo di lime) che era già nel menù del locale. Quindi, all'epoca, dietro il bancone avevo già la ginger beer. Ho dato un'occhiata a tutti gli ingredienti che avevo dietro il banco e ho pensato che il piccante della ginger beer sarebbe stato un ottimo complemento per il gin. Ne ho preparato una con il gin e poi l'ho provata. Mi è piaciuta un sacco. Ho messo a punto le proporzioni di tutti gli ingredienti fino ad arrivare alla seguente ricetta.

    La Ginger Beer di Audrey Saunders - 1 gallone (3,78 l)

    1 libbra (450 grammi) di radice di zenzero, tritata finemente

    1 gallone (3,75 litri) di acqua filtrata

    4 once (120 ml) di zucchero di canna chiaro

    2 once (60 ml) di succo di lime fresco

    Aggiungere acqua in una pentola e portare a bollore. Sminuzzare la radice di zenzero in pezzi più piccoli e metterla in un robot da cucina. Aggiungere una tazza di acqua bollente per semplificare la lavorazione. Lavorare fino a creare quasi un impasto. Dopo aver tritato lo zenzero, rimetterlo nell'acqua bollente. Spegnere la fiamma. Mescolare bene e coprire per 1 ora. Filtrare il composto attraverso un colino a maglie fitte o una garza, e aggiungere succo di lime e zucchero di canna chiaro. Far raffreddare. Trasferire in bottiglie e conservare in frigorifero.

    IMPORTANTE: quando si filtra lo zenzero con il colino, prendere un cucchiaio o un mestolo e pigiare con decisione sullo zenzero per estrarne il sapore. La parte più forte dell'essenza di zenzero è ancora nascosta lì dentro e deve essere estratta manualmente. L'aspetto sarà torbido, ma questo è naturale.

    Come è nato l’Old Cuban e qual è la ricetta?

    Come ho detto a proposito del Gin-Gin Mule, adoro i Mojito. Volevo creare una versione del Mojito che fosse gradita sia Capodanno sia in una giornata calda. L'Old Cuban per me è un Mojito in un miniabito nero da cocktail. Frizzante, limpido, rinfrescante, ma allo stesso tempo elegante e festoso, complesso e profondo. In un Mojito classico si usa la club soda. La club soda è una buona soluzione per un rum bianco, e nel complesso tutto è ben bilanciato e leggero nel profilo generale del drink. Ma a Capodanno (o in qualsiasi altra occasione di festa) non bevo club soda, ma voglio bere Champagne. Se a un Mojito preparato con rum bianco si aggiunge lo Champagne, la leggerezza del rum bianco è dominata dallo champagne, giusto? Ma se sostituiamo il rum bianco con il rum añejo, la cosa comincia ad avere più senso. I due ingredienti si completano a vicenda, sono più equilibrati e in sintonia tra loro. Il bitter di Angostura aggiunge più profondità e complessità e lega insieme tutti gli altri ingredienti. Per lo stesso motivo nei miei Mojito uso sempre l'Angostura, che serve a ridurre il gusto di zucchero al palato e per questo motivo ha un sapore un po' più pulito.

È sempre pieno il pub digitale inventato da 4 creatori di gin

I creatori del premium gin Duck Dive creano un pub virtuale dove i clienti possono chattare e socializzare. Un'iniziativa anche a sfondo benefico

Se il cliente non può andare al locale, allora il locale va dal cliente. È con questa idea che ha preso vita Duck Dive Pub, il pub digitale firmato da Duck Dive Gin, nuovo London dry premium made in Italy. Un’iniziativa che Giuseppe Langella, Marco Biasibetti, Federico Mella e Daniele Scaglia, i creatori di Duck Dive Gin, hanno messo in piedi per tenere vivo anche in questa fase di emergenza sanitaria la dimensione di socialità così fondamentale nel legame tra un locale e i suoi clienti: da un lato non negando ai consumatori la possibilità di ritrovarsi “virtualmente” nei loro locali del cuore, dall’altro offrendo al gestore la possibilità di mantenersi in contatto con i clienti attraverso una diversa modalità di interazione che va oltre la più tradizionale comunicazione attraverso i social del locale stesso.

Gli artefici del Duck Dive Pub sono anche i creatori del Duck Dive, London Dry Gin caratterizzato da una botanica insolita: il Lemon Myrtle.

  • “Altro…”

    Una volta entrati nel pub, tramite il link dedicato, l’avventore può infatti scegliere di sedersi al tavolo libero Duck Dive, aperto 24 ore su 24, dove incontrare e chiacchierare tramite video chat con gli altri utenti on line, proprio come se si trovasse al bancone di un normale bar. Oppure, prenotare (con tanto di scelta di orario), sempre gratuitamente, un tavolo, ovvero uno spazio privato, che può personalizzare dandogli un nome e corredandolo di foto, al quale può invitare fino a 50 amici e video chattare con loro. Una possibilità quest’ultima che permette, in tempi nei quali sono vietati gli spostamenti e i raggruppamenti di persone, ai consumatori di riunirsi in comitiva e ai gestori di continuare a fidelizzare i clienti anche da casa, creando tavoli dedicati agli affezionati, in attesa di rivederli di persona nel locale. Immediato il successo riscontrato dall’iniziativa, con oltre 100 tavoli occupati con una media di 10 ospiti ciascuno. Un’iniziativa che, in più, non ha trascurato l’aspetto solidale: uscendo dal pub virtuale gli utenti possono infatti lasciare una donazione che viene devoluta alle strutture ospedaliere impegnate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

    Spirito surf e botaniche italiane

    Un progetto originale perfettamente in linea con lo spirito di Duck Dive Gin. Questo infatti è frutto di un’idea venuta ai quattro soci quando, al ritorno da una vacanza a Fuerteventura, hanno deciso creare un nuovo distillato che riflettesse quei momenti di serena convivialità, la loro passione per il surf e l’Australia, terra d’elezione per chi ama cavalcare l’onda. E proprio dall’Australia proviene l’ingrediente caratterizzante di questo gin, il lemon myrtle, un arbusto spontaneo che cresce nella regione del Queensland, le cui foglie essiccate vanno ad unirsi ad altre poche e selezionate botaniche: bacche di ginepro, semi di coriandolo, scorze di arancia essiccata, radice di angelica e iris, tutte di provenienza italiana. Realizzato secondo il disciplinare del London dry, presso la distilleria Eugin di Meda (MB), alla quale i fondatori si sono affidati per la produzione, si presenta al naso con una intensa, ma non aggressiva, nota citrica  fresca data proprio dal lemon myrtle. Al palato emergono i sentori resinosi del ginepro, che ben si armonizzano con la freschezza avvertita al naso, accompagnati dalla nota aromatica, legnosa e minerale dell’angelica, per chiudere con un finale morbido e rotondo, grazie alle delicate note dell’arancia. Ottimo anche da degustare liscio o miscelato con una tonica mediterranea per un Duck Tonic, il nuovo gin, in bottiglia da 70 cl (43° vol.) è perfetto per la creazione di nuovi cocktail, come quelli realizzati dai bartender Mattia Venegoni, Fabio Moroni e Lorenzo Borgianni. G.S.

Primo Aperitivo, l’essenza italiana in 500 ml

Debutta Primo Aperitivo, linea di cocktail classici italiani messi a punto da un team di bartender esperti guidati da Federico Leone. Tre le specialità: Negroni, Sbagliato e Americano

Negroni, Sbagliato, Americano: i "magnifici tre" della miscelazione classica che, partendo, dall’Italia hanno conquistato tutto il mondo, finiscono in bottiglia. Sono i nuovi "ready to serve" Primo Aperitivo, nati dall’idea di un gruppo di bartender esperti accomunati dalla felice esperienza di VII Hills Italian London Dry Gin. In primis c’è Federico Leone, brand ambassador di VII Hills e volto anche di Primo Aperitivo. È lui quello che, come dice, “si muove sul territorio”, mentre gli altri sono gli expat londinesi Danilo Tersigni, Filippo Previero e Andrea Fofi. E ancora ci sono Casoni, che si è occupata della distillazione, e Pallini della distribuzione.

0
500
ml

Formato

0
26
% vol.

Gradazione alc. Negroni

0
5
bicchieri

Numero dosi

  • “Altro…”

    Per ora sul mercato c’è solo Primo Aperitivo Negroni, dal momento che il lancio è stato rimandato a causa del lockdown, ma gli altri due prodotti sono comunque in rampa di lancio e da considerarsi “coming soon”. Diverse le caratteristiche in comune: per prima cosa, la radice italiana dei drink selezionati è voluta, poi tutte le ricette hanno, spiega Leone, «una parte di diluizione a livello di sodatura che porta la gradazione sui 26 gradi». Si tratta di bottiglie da 500ml. «ll service giusto - avvisa Leone - è versare l'aperitivo in un bicchiere con ghiaccio, mescolare, fettina d’arancia. In questo modo, il drink è già tarato per 5 dosi, ma se si preferisce utilizzare la coppetta il numero delle dosi sale a 10». Per chi ama i gusti più forti, naturalmente, niente impedisce di assaporare Primo Aperitivo in purezza.

    L'experience di un aperitivo completo

    Spiazzati dal lockdown, i quattro di Primo Aperitivo dovranno attendere almeno fino al prossimo giugno per vedere le loro bottiglie negli ambienti ideali per cui le hanno pensate, come bar ed enoteche privi di bartender. Come detto, per adesso c’è Primo Aperitivo Negroni, che si ordina dal sito omonimo o si acquista dalle principali enoteche che fanno consegne in tutta Italia. L’idea, in attesa della riapertura, è di stringere accordi con realtà che aggiungano un food pairing per offrire l’esperienza dell’aperitivo “completo”. A.T.

Prosegue la gara di solidarietà delle aziende del mondo del caffè

Ospedale Sacco, Milano

In questi giorni si susseguono alcune buone notizie che evidenziano l’impegno di piccole e grandi aziende che danno il proprio contributo finalizzato al contrasto del contagio da Coronavirus. Le ultime pervenute alla redazione sono di due realtà del settore delle macchine espresso.

Dalla Corte, donazione Ospedale Sacco di MilanoL’Italia si sta impegnando a fondo nell’opera di contenimento del virus, ma il numero dei pazienti ospedalizzati è alto e in continuo aumento, seguito da mediti, infermieri e collaboratori sanitari che con i pazienti lottano con tutte le loro forze per superare la difficile situazione. Per questo, il Team Dalla Corte ha deciso di dare il proprio contributo e ringraziare questi eroi donando parte del fatturato dei mesi di aprile, maggio e giugno all’ospedale Luigi Sacco di Milano, uno dei più importanti riferimenti per questa emergenza globale. E lancia a tutti un appello: «ognuno di noi fa la propria parte, ma solo affrontando questa situazione insieme, possiamo davvero sconfiggerla: aiuta Dalla Corte nella sua battaglia durante i prossimi tre mesi, insieme tutto è possibile #MakeItBetterTogether».

Nuova Simonelli con la Struttura Sanitaria di Camerino

Anche Simonelli Group si sta mobilitando per sostenere il sistema sanitario messo alla prova dall’emergenza e ha disposto una donazione che permetterà l’acquisto di un particolare sistema di intubazione necessario all’Unità Operativa di Rianimazione della Struttura Sanitaria di Camerino, il primo ospedale con un’unità dedicata al Covid nella provincia di Macerata. Il Gruppo ha inoltre un forte legame con l’Università di Camerino, con cui ha avviato importanti progetti di ricerca che hanno portato alla messa a punto di tecnologie innovative per l’estrazione del caffè. Lo stretto legame con il territorio si manifesta anche con il continuo investimento sulle risorse umane che rappresentano il più prezioso patrimonio dell’azienda e con le quali esiste un rapporto improntato a collaborazione e correttezza. In questo momento di estrema emergenza sanitaria, Simonelli Group ha adottato sul luogo di lavoro procedure di cautela particolarmente stringenti ed ha stipulato a favore di tutto il personale una speciale polizza assicurativa denominata “Polizza Covid19”, quale supporto concreto al singolo dipendente in caso di coinvolgimento nel contagio.

Puntarelle saltate, la stuzzicante novità di Robo

Puntarelle saltate Robo

Stuzzicare la curiosità e il palato dei consumatori con menu aggiornati e nuove proposte sarà fondamentale per tornare a correre, alla riapertura delle attività. Un aiuto in questo senso arriva da Robo, lo storico brand dedicato al canale fuoricasa del gruppo D’Amico, che ha ampliato la gamma dei suoi prodotti con una gustosa novità: le Puntarelle saltate.
Le Puntarelle saltate sono state pensate per aiutare gli operatori bar ad ampliare l’offerta della pausa pranzo con una proposta naturale e ricca di gusto, che attinge direttamente alla tradizione della cucina laziale e dell’Italia centrale più in generale.
La nuova referenza, pronta all'uso, è preparata con pochi e semplici ingredienti, tutti naturali: puntarelle di cicoria di origine italiana, lavorate a mano e cotte in olio di girasole e in olio extra vergine di oliva, alle quali viene aggiunto un pizzico di pepe e aglio per un tocco di sapore in più.

Dal pranzo all'aperitivo

Prive di coloranti e additivi, le Puntarelle, disponibili in formato da 780 g, si distinguono per il loro colore verde intenso e brillante, per il sapore leggermente amaro, la consistenza omogenea. Versatili, sono una soluzione perfetta per arricchire il menu per la pausa pranzo, per esempio per dar vita a piatti unici accompagnando carni, pesce, formaggi o altre verdure, in questi ultimi due case per soddisfare anche i clienti che seguono una dieta, rispettivamente, vegetariana o vegana. O ancora, come topping per una pizza o per farcire focacce e torte salate, proposte queste che possono facilmente trasformarsi anche in stuzzicanti appetizer per il momento dell’aperitivo.

Gianni Zottola racconta Donn Beach, pioniere della miscelazione Tiki

Giovanni Zottola ci parla oggi di Donn Beach, aka Don the Beachcomber, il primo bartender che, andando oltre la ricerca tecnica, porterà in America, grazie ai suoi drink, la prova tangibile dell’esistenza di un mondo lontano, esotico e da sogno. Questo concetto influenzerà poi l’America e da lì tutto il mondo, il Tiki andrà oltre la sola miscelazione invadendo la sfera dell’arte dalla pittura alla musica passando per la scultura. Donn Beach non sarà promotore della sola cultura Tiki ma d tutto ciò che erano allora i Caraibi e soprattutto porterà al mondo la conoscenza del rum e di alcuni prodotti allora sconosciuti come il falernum e il pimento.

Appe Padova lancia la vetrina web per i locali del padovano che fanno delivery

Appe delivery gustareacasa.it

Una vetrina web gratuita dedicata ai locali di Padova e della sua provincia che garantiscono la consegna a domicilio. Si chiama gustareacasa.it ed è la soluzione studiata da Appe, l’Associazione provinciale pubblici esercizi di Padova, per dare visibilità alle realtà, quali bar, locali notturni, gelaterie, pasticcerie, ristoranti e pizzerie, che effettuano il sevizio di delivery di prodotti alimentari.

Il problema è la scarsa visibilità

Con l‘entrata in vigore del Dpcm dello scorso 11 marzo, infatti, l’unica attività consentita ai pubblici esercizi è la consegna a domicilio del cliente, che può essere svolta affidandosi a un servizio di terzi, quindi a una piattaforma di delivery, o con personale e mezzi propri.

Una possibilità che rappresenta una boccata d’ossigeno per molti locali, che però si scontrano con una grave criticità: la difficoltà a far conoscere al pubblico di potenziali utenti che il locale garantisce questo servizio. Le realtà che si avvalgono per la consegna di una determinata piattaforma, infatti, appaiono esclusivamente nell’app o nel sito di quel fornitore, mentre sono del tutto invisibili per tutte le altre app. In questo caso neanche i motori di ricerca sono di aiuto, in quanto, per esempio, sul potente Google, la scheda aziendale presente non prevede l’informazione relativa al delivery. Ancora peggio per i locali che hanno deciso di organizzarsi in proprio, che risultano ancora più difficilmente trovabili.

Una vetrina gratuita e georeferenziata

A superare questa criticità arriva dunque gustareincasa.it, il sito voluto e ideato da Appe, che riporta tutti i locali di Padova e provincia attivi con questo servizio sia che questo venga svolto con personale proprio o tramite servizi di terzi e sia che il servizio venga offerto gratis sia a pagamento. Facile da utilizzare e gratuito sia per gli esercenti sia per gli utenti, il sito permette i consumatori di individuare facilmente il locale che fa al caso suo, in quanto questi sono riportati sia sulla base della specifica attività sia collocati in una mappa facilmente navigabile e georeferenziata che permette di individuare la realtà più vicina a casa.

Come aderire

Molto semplice è anche la modalità di adesione per gli esercenti: basta accedere al sito dell’iniziativa e cliccare sull’apposito link con il modulo da compilare con i dati del locale (nome, indirizzo, tipologia di esercizio, sito internet, specificando se la consegna è gratuita o a pagamento) direttamente online.

Allenare corpo e mente contro la routine da isolamento

I consigli di due super esperti proveniente da nostro mondo su come affrontare e vincere la routine da quarantena

In queste settimane di forzato isolamento a casa sono molte le attività alle quali poter dedicarsi: in primis, quelle dedicate alla formazione privata e professionale, a questo proposito vi proponiamo nelle pagine che seguono le video lezioni di riconosciuti esperti di materie attinenti il fuori casa e la Guida Covid-19 del Gruppo Tecniche Nuove a cura del noto virologo Fabrizio Pregliasco; ma non meno importanti sono le attività destinate alla cura del nostro benessere psicofisico. Ecco, dunque, alcuni piccoli consigli per questo periodo di riposo obbligato di due esperti provenienti dal nostro settore che si battono da tempo per una hospitality più sana e consapevole. Kristine Bocchino è una delle ambassador di Healthy Hospo, associazione che opera su scala globale per fornire supporto, consigli e corsi volti alla cura mentale e fisica degli addetti ai lavori dell'ospitalità. Gegam Kazaris è, invece, un barman e trainer di origini armene, ma in pianta stabile ad Alicante in Spagna da alcuni anni. Le numerose attività che svolge con Kazari's Project hanno l'obiettivo non solo di far conoscere ai bartender un approccio più salutista nella creazione dei drink, ma anche di insegnare ai professionisti un rapporto con se stessi più introspettivo e spirituale, avvalendosi delle arti marziali e della meditazione come strumento di benessere psicofisico. J.B.

I consigli in esclusiva per i lettori di WeBar

  • Kristine Bocchino

    KRISTINE BOCCHINO,
    ambassador di Healthy Hospo


    1. Fate un piano giornaliero:

    dare una struttura alla giornata aiuta a darsi uno scopo. Nel piano includere un'esercizio quotidiano a livello fisico e l'apprendimento di qualcosa di nuovo.

    2. Limitate l'esposizione costante alle notizie angoscianti:
    è giusto informarsi ma troppe informazioni possono generare ansia.

    3. Non lasciatevi andare alla “routine da quarantena” e alla vita in pigiama o tuta.
    Anche semplicemente radersi, pettinarsi e qualche volta vestirsi per l'ora di cena aiuta a vincere la malinconia.

  • Gegam Kazaris

    GEGAM KAZARIS,
    fondatore di Kazaris Project

    1. Svegliatevi sempre a una stessa ora ma alzatevi dal letto lentamente.
    Dedicatevi i primi dieci minuti della giornata a uno stretching generale.
    Basta un tappetino in terra.

    2. La respirazione è una funzione fondamentale ed è il concetto alla base della meditazione.
    Sedetevi su una sedia con schienale, tenete la testa dritta, congiungete le mani alla bocca dello stomaco e prendete un bel respiro profondo con il naso, aprendo il diaframma. Inspirate ed espirate a lungo, almeno 10 minuti al giorno.

    3. Limitate l'apporto di proteine animali, a vantaggio della verdura.
    Bevete acqua frequentemente durante la giornata (soprattutto fuori dai pasti).

Appe Padova lancia la vetrina web per i locali del padovano che fanno delivery

Appe delivery

Una vetrina web gratuita dedicata ai locali di Padova e della sua provincia che garantiscono la consegna a domicilio. Si chiama gustareincasa.it ed è la soluzione studiata da Appe, l’Associazione provinciale pubblici esercizi di Padova, per dare visibilità alle realtà, quali gelaterie, pasticcerie, bar, locali notturni, ristoranti e pizzerie, che effettuano il sevizio di delivery di prodotti alimentari.

Il problema è la scarsa visibilità

Con l‘entrata in vigore del Dpcm dello scorso 11 marzo, infatti, l’unica attività consentita ai pubblici esercizi è la consegna a domicilio del cliente, che può essere svolta affidandosi a un servizio di terzi, quindi a una piattaforma di delivery, o con personale e mezzi propri. Una possibilità che rappresenta una boccata d’ossigeno per molti locali, che però si scontrano con una grave criticità: la difficoltà a far conoscere al pubblico di potenziali utenti che il locale garantisce questo servizio. Le realtà che si avvalgono per la consegna di una determinata piattaforma, infatti, appaiono esclusivamente nell’app o nel sito di quel fornitore, mentre sono del tutto invisibili per tutte le altre app. In questo caso neanche i motori di ricerca sono di aiuto, in quanto, per esempio, sul potente Google, la scheda aziendale presente non prevede l’informazione relativa al delivery. Ancora peggio per i locali che hanno deciso di organizzarsi in proprio, che risultano ancora più difficilmente trovabili.

Una vetrina gratuita e georeferenziata

A superare questa criticità arriva dunque gustareincasa.it, il sito voluto e ideato da Appe, che riporta tutti i locali di Padova e provincia attivi con questo servizio sia che questo venga svolto con personale proprio o tramite servizi di terzi e sia che il servizio venga offerto gratis sia a pagamento. Facile da utilizzare e gratuito sia per gli esercenti sia per gli utenti, il sito permette i consumatori di individuare facilmente il locale che fa al caso suo, in quanto questi sono riportati sia sulla base della specifica attività sia collocati in una mappa facilmente navigabile e georeferenziata che permette di individuare la realtà più vicina a casa.

Come aderire

Molto semplice è anche la modalità di adesione per gli esercenti: basta accedere al sito dell’iniziativa e cliccare sull’apposito link con il modulo da compilare con i dati del locale (nome, indirizzo, tipologia di esercizio, sito internet, specificando se la consegna è gratuita o a pagamento) direttamente online.

Dolcegiornale on line gratis fino al 31 maggio

Dolcegiornale

In un periodo di blocco delle attività, continuare a informarsi e restare aggiornati è fondamentale per ripartire, una volta finita l’emergenza sanitaria, più forti di prima. E Tecniche Nuove, la nostra casa editrice, non vuole fare mancare il suo contributo. Il Gruppo editoriale ha infatti aderito all’iniziativa Solidarietà digitale, promossa dal ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano, fornendo gratuitamente l’accesso all’informazione professionale di qualità sul mondo del fuoricasa e non solo. Per cui ha messo a disposizione di tutti, gratuitamente fino al 31 maggio, l’accesso a Dolcegiornale, in versione digitale, a partire dal numero di marzo/aprile della rivista. L'iniziativa è estesa anche a Bargiornale e a Ristoranti, le altre nostre riviste dedicate al fuoricasa. Per fruire del servizio basta cliccare sul link della nostra campagna #semprepresenti, che raccoglie tutte le iniziative solidali messe in campo da Tecniche Nuove, selezionare la rivista dall’elenco a comparsa e registrarsi compilando l’apposito form di richiesta. Al termine della procedura, velocissima, riceverete via mail il codice e le istruzioni che vi permetteranno di accedere alla versione digitale di Dolcegiornale da pc o app. Buona lettura!

Nuove donazioni dalle aziende del caffè a ospedali ed enti

Murales ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo
Murales ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo
Maurizio Cimbali, presidente di Gruppo Cimbali
Maurizio Cimbali, presidente di Gruppo Cimbali

Mentre avanza l'emergenza si moltiplicano le donazioni e i sostegni concreti di privati e aziende nei confronti di ospedali e organizzazioni. Gruppo Cimbali dona 10 ventilatori polmonari pari a un valore complessivo di circa 200mila euro, per dare sostegno al Servizio sanitario nazionale, contribuendo a rafforzare le dotazioni dei reparti di terapia intensiva. Inoltre il  Gruppo che dal primo insorgere dell’emergenza ha messo in atto tutte le misure necessarie a tutelare la sicurezza di dipendenti e collaboratori, ha attivato una copertura assicurativa straordinaria che, in caso di infezione da Covid-19, garantirà un aiuto sia economico sia di assistenza post-ricovero. È duplice il pensiero di Maurizio Cimbali, presidente, che prima osserva che «come azienda italiana fortemente radicata nel territorio lombardo, sentiamo la necessità, il dovere e l’impegno morale di sostenere il sistema sanitario e ospedaliero, che sta gestendo con un lavoro encomiabile questa emergenza», e al contempo «come azienda famigliare riteniamo prioritaria la salute e sicurezza dei nostri collaboratori che anche in questi difficili momenti dimostrano grande passione e attaccamento al proprio lavoro».

Successo dell'azione di solidarietà promossa da Evoca Group
Successo dell'azione di solidarietà promossa da Evoca Group

Da parte sua, Evoca Group ha annunciato il prolungamento del fermo delle attività produttive e sottolineato il grande successo dell’azione di solidarietà promossa in accordo con le rappresentazioni sindacali per la raccolta di fondi presso i propri dipendenti a favore dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il considerevole importo raccolto è stato più che raddoppiato dall’azienda per arrivare a una somma totale di 100mila euro, espressione di solidarietà e vicinanza al territorio e alle persone che stanno vivendo in prima linea l’emergenza sanitaria.

Locandina dell'iniziativa Morettino a casa tua
Locandina dell'iniziativa Morettino a casa tua

Infine, Caffè Morettino di Palermo ha messo a disposizione caffè per i reparti più interessati dal problema del Coronavirus dell’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, dell’Ospedale Civico Di Cristina Benfratelli e del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo per supportare con un piccolo gesto la quotidianità di chi svolge in condizioni molto difficili  il proprio lavoro. Sta inoltre collaborando ad azioni di supporto sociale ed economico come le campagne di crowdfunding organizzate dalla Business Community Palermo Mediterranea 2030. L’associazione no profit in questi giorni ha avviato campagne di raccolta fondi per dare il proprio contributo alla gestione dell’emergenza. Nell’ambito di queste campagne di solidarietà, Morettino destinerà una parte del ricavato dall’iniziativa Morettino a casa tua nuovamente agli ospedali di Palermo più coinvolti dall’emergenza e alle realtà aziendali siciliane che stanno attivando la produzione di mascherine e presidi sanitari da distribuire gratuitamente agli operatori del territorio.

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