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Viaggio in Scozia nella terra del whisky con Luca Moroni

Oggi Luca Moroni, brand ambassador di Molinari, ci porta di nuovo in Scozia, questa volta alla scoperta dello spirito più identitario di questa terra, lo Scotch Whisky, il nostro viaggio virtuale partirà precisamente nelle Isole Ebridi dove si trovano le distillerie Bruichladdich, dove le particolari condizioni atmosferiche e la conformazione geologica donano ai loro distillati delle note determinanti. Luca ci guiderà alla scoperta di una distillazione progressista quasi punk del whisky, questa la filosofia di Bruichladdich che li ha portati ad esempio a produrre, nel paradiso della torba, il Classic Laddie, l’unico whisky non torbato proveniente dalla zona. Per scoprire poi Port Charlotte, un whisky invecchiato per dieci anni in botte e finito in ex botti di vino francese che gli attribuiranno un carattere unico con note di tannino, si approderà poi all’Octomore 8.1, il whisky più provocatorio di tutti, il più torbato del mondo e con un’importate gradazione alcolica, un prodotto persistente, duro, spigoloso, ma elegante che concluderà questo viaggio in terra di Scozia.

Consumi di pane in crescita, il lockdown ci porta indietro di 10 anni

pane generica

Indietro di dieci anni. È l'effetto del lockdown imposto dall'emergenza sanitaria, secondo le stime di Aibi (Associazione italiana bakery ingredients), sul consumo di pane. La quarantena avrebbe fatto riscoprire agli italiani l'arte bianca. Non soltanto fra le mura domestiche, con il boom della panificazione a casa, ma anche nelle botteghe e nei panifici.

Tornati ai livelli di consumo di 10 anni fa

Il consumo pro-capite di pane è cresciuto del 10%, stima Aibi - che rappresenta le aziende produttrici di prodotti semilavorati per panificazione, pizzerie a pasticceria. Secondo la ricerca AIBI-Cerved, l’85% del pane acquistato in Italia è fresco e artigianale: in media se ne producono 1.500.000 tonnellate l’anno, per un consumo pro-capite giornaliero di 80 grammi. «Nella "dieta del lockdown"», scrive l'associzione, «il pane, acquistato soprattutto nelle botteghe di quartiere e nei negozi di prossimità, ha incrementato la sua presenza a tavola del 10%, tornando così a livelli di consumo di un decennio fa».

«Il consumatore vuole cambiare, ma cerca sempre qualità»

«Il pane, per l’italiano, significa casa, famiglia, tradizione, ristoro», sottolinea Palmino Poli, presidente di Aibi, «e non stupisce che, in un momento delicato come quello attuale, si riscopra questo alimento, facendo giustizia anche dei molti pregiudizi e delle fake news che lo hanno colpito negli ultimi anni». Il consumatore non vuole sempre lo stesso pane, cerca variabilità e qualità, genuinità, apporto nutrizionale. Vincono quindi i prodotti con grani antichi, farine poco raffinate, macinate a pietra o integrali, con semi, fibre e a basso contenuto glicemico, farro, soia, segale e multi cereali. Ma soprattutto vince la pagnotta, che viene utilizzata per impieghi diversi, quasi un pane “multitasking”.

Oltre il pane c'è di più

Dal fornaio, però, non si compra soltanto pane. In quarantena, il consumatore consuma anche pizza, focacce, grissini, taralli e dolci prodotti dal panettiere, che insieme rappresentano il 30% del lavoro degli artigiani. In particolare, gli italiani prediligono i dolci da ricorrenza, come i grandi lievitati, brioche e biscotteria. Intanto, Aibi e Assitol hanno dato il loro contributi all’iniziativa di beneficenza promossa da Assopanificatori e dall’Associazione Fornai di Milano, che per tutto il mese di aprile hanno donato colombe, pane e dolci a medici e infermieri in prima linea contro il Covid-19.  

In difficoltà con l’affitto? Scarica il modulo Fipe per chiedere la sospensione

sospensione affitto Fipe
Foto di Madun Digital da Pixabay

La chiusura forzata delle attività, che si protrae ormai da quasi due mesi, ha messo in uno stato di profonda sofferenza economica gli operatori del fuoricasa. Uno stato di sofferenza che per molti gestori significa anche l’impossibilità di pagare il canone d’affitto dei locali. Difficoltà che rischiano di mettere in crisi i rapporti tra il proprietario dell’immobile e l’esercente che lo ha visto, con in più per quest’ultimo l’incubo di dover pagare anche delle penali o alla risoluzione del contratto. Per tutelare gli esercenti e favorire un corretto rapporto con i locatori Fipe ha messo a punto un modello di comunicazione (trovate il link per scaricarlo in fondo alla news) che il legale rappresentante del pubblico esercizio deve sottoscrivere e inviare al proprietario dell’immobile concesso in affitto per lo svolgimento dell’attività, con il quale chiedere la sospensione temporanea del versamento del canone di locazione, fin quando non sarà possibile riprendere il lavoro, e la rinegoziazione delle condizioni contrattuali per riequilibrarle equamente. Una possibilità giustificata dal fatto che le inadempienze sono dovute all’attuale grave crisi e quindi a cause oggettivamente indipendenti da responsabilità specifiche dell’esercente.

La comunicazione, corredata da tutti i principali riferimenti normativi e che può essere integrata di tutti gli strumenti di negoziazione presenti negli specifici contratti sottoscritti, è stata ideata, anche nella forma, come un primo tentativo per gestire amichevolmente il rapporto tra le due parti, nella convinzione che sia obiettivo e interesse di entrambe non risolvere il contratto, ma arrivare a una nuova negoziazione che, appunto, tenga conto delle grandi difficoltà che le realtà del fuoricasa stanno vivendo.

Attenzione, però. Come la stessa circolare della Fipe che fornisce il modello di comunicazione sottolinea, «l’invio della lettera non autorizza la sospensione automatica del pagamento dei canoni ma ha l’obiettivo di promuovere una proficua trattativa tra le parti per ottenere la temporanea sospensione e ristabilire l’equilibrio negoziale alterato dalla grave emergenza epidemiologica in atto».

Scarica qui il modello di comunicazione per chiedere la sospensione e la rinegoziazione del contratto di affitto

Asporto, la mappa delle ordinanze regionali

Asporto, la mappa delle ordinanze regionali che hanno disciplinato la materia o recependo tout court il dettato del Dpcm o fissando dei limiti/vincoli ben precisi

Vi proponiamo, aggiornata a oggi 4 maggio, l'elenco delle ordinanze regionali che disciplinano, come previsto dal Dpcm del 26 aprile scorso, la possibilità della ristorazione con asporto. Per approfondire la materia, in certi punti alquanto controversa e dibattuta, vi invitiamo a leggere un approfondimento pubblicato di recente dove, con l'aiuto di esperto, cercavamo di fare luce su alcuni passaggi delle ordinanze oggetto di diversi quesiti da parte dei nostri lettori e un focus sull'asporto riguardo in particolare pasticcerie e gelaterie pubblicato su Dolcegiornale.it.

Ordinanza Regione Toscana n. 50 del 3 maggio 2020

Ordinanza Regione Abruzzo n 46 del 23 aprile 2020

Ordinanza Regione Veneto n. 42 del 24 aprile 2020

Ordinanza Regione Liguria n. 22 del 26 aprile 2020

Decreto Regione Marche n.126 del 26 aprile 2020

Decreto Regione Emilia Romagna n. 69 del 26 aprile 2020

Ordinanza Regione Friuli Venezia Giulia n. 11 PC del 26 aprile 2020

Ordinanza Regione Valle d'Aosta n. 183 del 27 aprile 2020

Ordinanza presidente Regione Puglia n. 214 del 28 aprile 2020

Ordinanza Regione Lazio n. Z00038 del 2 maggio 2020

Ordinanza Provincia Autonoma di Trento del 2 maggio

Ordinanza Regione Lombardia n. 539 del 3 maggio 2020

Ordinanza Regione Campania n. 43 del 3 maggio 2020

Ordinanza Regione Sardegna n. 20 del 2 maggio 2020

Ordinanza Regione Basilicata n. 20 del 29 aprile 2030

Ordinanza Regione Molise n. 25/26/27 del 2 maggio 2020

Ordinanza Regione Sicilia n. 19 del 1 maggio 2020

Ordinanza Regione Piemonte n. 50 del 2 maggio 2020

Ordinanza Provincia Autonoma di Bolzano n. 24 del 2 maggio 2020

Ordinanza Regione Calabria n. 39 del 3 maggio 2020

Ordinanza Regione Umbria n. 22 del 30 aprile 2020

La latte art e il corretto uso delle lattiere con Chiara Bergonzi

Torniamo sulle basi della latte art con Chiara Bergonzi, trainer Sca  e co-fondatrice del progetto Lot Zero, dedicato agli specialty coffee. Viene posta particolare attenzione alle lattiere e alla corretta gestione del latte. L'invito è a lasciare da parte i bricchi da litro, che spesso vedono riscaldare il latte più volte, per adottare lattiere più piccole da utilizzare in base alla richiesta del momento, assicurando sempre un prodotto di alta qualità, il minore spreco, ma soprattutto un deciso passo in avanti sul fronte dell'igiene.

Due anni di Drink Team, oltre 200 ricette: scaricale gratis

Drink Team
Alcuni dei cocktail realizzati per Bargiornale dai membri dei Drink Team 2018 e 2019

Un patrimonio prezioso di creatività a cui accedere per ripensare e aggiornare i vostri menu. Abbiamo radunato per voi 218 ricette, pubblicate negli ultimi due anni sui numeri di Bargiornale. Sono le ricette che hanno preparato per tutti voi lettori i 12+12 membri del Drink Team 2018 e del Drink Team 2019.
Ricette che mettono insieme due anni di sperimentazioni attorno a due grandi temi: le ricette di nove grandi pionieri della miscelazione (il Drink Team 2018), ispirate a leggende del calibro di Jerry Thomas, Harry Johnson e compagnia shakerante, e i twist su nove dei drink più venduti nei bar di tutto il mondo (li abbiamo ribattezzati Top of the Pops): Negroni, Daiquiri, Gin Tonic, Spritz e compagnia altovendente.

Promossi alla prova-cliente

Troverete tanti home made, alcune soluzioni ardite, tecniche sperimentali ma anche drink semplici da replicare. Soprattutto troverete cocktail che, in massima parte, sono già stati serviti e apprezzati da centinaia di clienti in tutta Italia. Tutti raccolti in un pdf che potrete scaricare gratuitamente (previa registrazione) e stampare per studiare quali ritenete più interessanti.

Registrandoti nell’area Premium di Bargiornale potrai scaricare gratuitamente questo e altri "Speciali" dalla sezione "Contenuti Extra".

Scarica lo speciale

L'App Bargiornale Cocktail Pro a quota 2.700

Se poi volete anche vedere come vengono (nel senso di guardare le fotografie dei cocktail del Drink Team, mai pubblicate su Bargiornale: trovate alcuni esempi nella foto di apertura), non vi resta che scaricare (gratis anche in questo caso) l'App Bargiornale Cocktail Pro, dove troverete ricette e foto.
Non solo di questi 218 drink, ma di altri 2.500 cocktail: tutti i grandi classici, le ricette Iba e le più interessanti varianti proposte dai migliori bartender italiani e da grandi nomi internazionali.
Uno sterminato menu in continua evoluzione, alimentato da Bargiornale ma anche da tutti i bartender che vogliono contribuire ad arricchire questo gigantesco database di cocktail mandando le proprie ricette. Che verranno pubblicate previa verifica da parte dei nostri esperti.

Chiarimenti sul take away: cosa devono fare gelaterie e pasticcerie

Da oggi anche pasticcerie e gelaterie possono riprendere parzialmente l'attività, non per la somministrazione ma per il take away, ottima stampella per i ricavi che si aggiunge ai servizi di consegna a domicilio. È la novità dell'ultima settimana, introdotta dal Dpcm 26 aprile 2020. È bene chiarire alcuni punti importanti. Molti operatori si chiedono cosa davvero sia possibile fare e quali adempimenti siano necessari per organizzare a norma di legge questa "nuova operatività" del loro locale. Chi può farlo? Quali sono gli obblighi? Quale prodotto può essere oggetto di take away? Abbiamo chiesto consiglio a Arcangelo Roncacci, segretario di Confartigianato-alimentazione. L'associazione di categoria ha diffuso una circolare che fissa i punti chiave sull'organizzazione del take away e sulle misure da rispettare all'interno dei locali. Ecco alcune semplici, ma importanti chiarimenti.

Posso fare take away?

Oltre ad essere riconfermata la possibilità di effettuare le consegne a domicilio, dal 4 maggio viene espressamente consentita la vendita con asporto a tutte le attività di ristorazione rientranti nel codice ATECO 56 (gelaterie, pasticcerie, bar pizzerie, ristoranti, rosticcerie, friggitorie...). Si tratta di tutti gli esercizi che prevedono una produzione finalizzata alla vendita al consumatore come attività principale.

Quali precauzioni deve adottare?

La gelateria o pasticceria che apre per l'asporto deve adottare le stesse misure precauzionali previste per le attività di commercio al dettaglio. Sono contenute nell'allegato 5 del decreto, consultabile qui e riassunte in questi punti dalla Confartigianato:

  • Distanziamento interpersonale di almeno un metro sia nei locali sia per chi attende all'esterno, con adeguata informazione alla clientela.
  • Utilizzo di mascherine nei locali da parte del personale e della clientela, soprattutto dove è difficile garantire il distanziamento interpersonale
  • Accessibilità a sistemi o prodotti per la disinfezione delle mani in prossimità della cassa
  • Igienizzazione dei locali almeno due volte al giorno con adeguata aerazione e cambio d'aria
  • Accesso ai locali una persona alla volta con presenza massima di due operatori (fino a 40 mq di ampiezza; diversa regolazione in base agli spazi nei locali più grandi).

Cosa posso vendere?

Il decreto vieta la possibilità di consumare i prodotti sul posto o nelle immediate vicinanze dei locali di vendita (anche la semplice sosta è impedita, ovviamente per evitare assembramenti). Nelle gelaterie, quindi, non sarà consentita la vendita di coni gelato, perché si tratta di un prodotto che va consumato subito o quasi subito. Sarà possibile vendere le vaschette o eventualmente delle coppette "confezionate", chiuse e da consumare a casa.

La prenotazione è obbligatoria?

Quello della prenotazione è un punto delicato. Vendendo solo su ordinazione e concordando col cliente l'orario di ritiro si ottimizza la gestione degli spazi e dell'afflusso nel negozio, minimizzando la coda e permettendo minor contatto sociale. Il decreto non indica la prenotazione come obbligatoria, ma nelle ordinanze di alcune regioni (Liguria, Veneto, Lazio, FVG, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Marche), emanate prima, prevedono esplicitamente che la vendita per l'asporto si può effettuare solo dietro prenotazione telefonica o online. «È l'indicazione che stiamo dando ai nostri associati», spiega Roncacci, «anche perché facilita il lavoro dell'esercente e garantisce maggior sicurezza a tutti».

Torniamo alle consegne: serve una nuova scia?

Un appunto in più sull'altra opportunità per far lavorare la gelateria o la pasticceria, ossia le consegne a domicilio. Fra i dubbi degli artigiani c'è anche questo: se ci si organizza in proprio per le consegne, è necessario presentare una nuova SCIA - Segnalazione certificata di inizio attività? Confartigianato ha raccolto il parere del Ministero della Salute, ed è affermativo: se tale attività non era già risultante nella SCIA, questa andrebbe aggiornata. Attenzione, però: su questo tema il riferimento sono le Asl, e la tendenza sul territorio, stando a quanto riferisce la stessa Confartigianato, è di prevedere un semplice aggiornamento del Piano di autocontrollo aziendale, o una comunicazione della ditta che si impegna ad operare in osservanza a quanto stabilito dalla vigente normativa, senza l’obbligo della notifica tramite SCIA. Il consiglio, quindi, è di chiedere come fare alla Asl territorialmente competente.  

Tempo di riapertura, da Sca Italy dirette online e consigli pratici

Sca Italy online

Per Sca Italy, questo è il momento per riscoprire i suoi principi fondamentali e aiutare in modo tangibile la sua community a ripartire con slancio e positività. Dal 4 maggio l’Associazione dà il via ad una serie di iniziative online dedicate a tutti i professionisti del caffè e della ristorazione che riaprono i battenti dopo due mesi di chiusura, confrontandosi con uno scenario profondamente rivoluzionato dalla pandemia. Si comincia con un nuovo format di dirette social e webinar, “SCA Italy On Air”, pensato per rispondere in maniera immediata ed esaustiva alle domande dei baristi, trattando argomenti strettamente legati alle attività dell’associazione, quali il mondo delle gare e le attività di formazione. Il focus Sca Italy on Airprincipale, tuttavia, sarà riservato ai temi caldi legati alla riapertura, grazie al contributo di trainer ed esperti del settore ad approfondire le questioni più tecniche riguardanti la sanificazione, la gestione delle attrezzature, le nuove regole per la manipolazione degli alimenti e la gestione degli spazi. L’appuntamento su instagram.com/sca_italy ogni giorno alle ore 11,00 ad eccezione delle giornate di venerdì  8 e 15 maggio in cui, alla stessa ora, si svolgono webinar (sulla piattaforma Zoom) per affrontare in maniera approfondita temi più complessi interagendo con i relatori.

lunedì 4 maggio, ore 11.00 - Vademecum del barista - Andrea Antonelli - instagram.com/sca_italy

martedì 5 maggio, ore 11.00 - Come far ripartire le nostre attrezzature - Marzia Viotti - instagram.com/sca_italy

mercoledì 6 maggio, ore 11.00 - Acqua per la riapertura - Fabio Verona - instagram.com/sca_italy

giovedì 7 maggio, ore 11.00 - Come si dovrà comportare il barista? - Andrea Lattuada - instagram.com/sca_italy

Obiettivo riapertura con Sca Italyvenerdì 8 maggio, ore 11.00 - Come riaprire: poche facili regole da seguire approfondite dai professionisti - SCA Italy Education - webinar

lunedì 11 maggio, ore 11.00 - Chartiamo - Davide Spinelli - instagram.com/sca_italy

martedì 12 maggio, ore 11.00 - Una vita nel caffè - Luigi Lupi - instagram.com/sca_italy

mercoledì 13 maggio, ore 11.00 - Il mondo gare post COVID-19 - Luca Ventriglia - instagram.com/sca_italy

giovedì 14 maggio, ore 11.00 - Il mondo dello specialty coffee in Italia - Maurizio Valli - Instagram.com/sca_italy

venerdì 15 maggio, ore 11.00 - La velocità della curva di tostatura in base alle esigenze del torrefattore - Andrea Onelli e Paolo Scimone - webinar

La seconda iniziativa nasce invece dal proficuo confronto fra i trainer che hanno realizzato a più mani, un vademecum di consigli pratici (che sarà pubblicato nei prossimi giorni) per aiutare baristi ed esercenti con i punti più critici della riapertura delle caffetterie e, in particolare: acqua - attrezzature - igiene e pulizia - il ruolo del barista. Con queste attività, frutto del lavoro e del contributo di tanti, Sca Italy rilancia il senso di appartenenza della community, che si sostiene a vicenda al fine di salvaguardare l’intera filiera di qualità sulla quale si fonda il movimento specialty.

«È in questa filosofia, solidale e sostenibile, in questa continua ricerca dell’eccellenza che possiamo trovare le risposte alle domande di oggi - affermano i suoi responsabili -. Lo Specialty Coffee, in tutte le sue declinazioni e preparazioni, rappresenta per gli esercizi commerciali l’opportunità per riscoprire e servire una bevanda che, prima dell’emergenza sanitaria, era data per scontata, un’abitudine da consumare distrattamente, al prezzo fisso stabilito dal mercato. Oggi che tutti noi ne sentiamo fortemente la mancanza e che le nuove regole richiedono sempre più professionalità e competenze, niente è più scontato. Ci troviamo di fronte all’opportunità di far sì che lo Specialty non sia più un prodotto di nicchia riservato agli addetti ai lavori, ma che venga compreso e scelto da sempre più persone che non esiteranno a concedersi qualcosa di più, preferendo un caffè magari più costoso, ma che risponderà a parametri di estrema qualità e salubrità, come testimoniano numerose ricerche scientifiche» L’esortazione è a rimanere coesi e connessi e adoperarsi insieme affinché questa piccola rivoluzione abbia inizio.

La tostatura chiara del caffè raccontata da Roberto Breno

In questo tutorial realizzato per Bargiornale, Roberto Breno roaster di Bugan Coffee Lab a Bergamo spiega le caratteristiche dei caffè con tostatura chiara, che viene applicata soprattutto ai caffè specialty (e più in generale alle monorigini) sia per estrazioni in espresso sia a filtro. Emerge la realtà comune a numerose microroastery di una modulazione della "cottura" su misura per ogni caffè e la possibilità di potere attingere a più profili di aroma e gusto.

Il pane artigianale piace ai millennial

lavorazione pane
Male baker baking fresh bread in the bakehouse
I giovani consumatori premiano ingredienti sani e format evoluti

Con i panifici sempre aperti, il pane è stato un grande protagonista anche in questo periodo di lockdown. Il perchè lo spiegano le più recenti indagini di mercato, con focus su alcuni aspetti chiave. Ovvero: la bakery cafè come format di riferimento, i pani regionali protagonisti dell’offerta e il ricambio generazionale. È il menu per il futuro presentato da Cerved con la ricerca “Il pane che ci piace mangiare” a Sigep 2020. Un prodotto in evo­luzione, in linea con i nuovi trend che pilotano le scelte di acquisto e consumo. Parte tutto dall’attenzione al benessere e a un’alimentazione sana, alla ricerca di prodotti che derivino da materie prime poco raffinate e che non contengano additivi chimici. Al pane artigianale i consumatori italiani associano la riscoperta del sapore e del profumo di un pane fresco, ma capace di durare più a lungo; una maggior attenzione alla qualità anche a fronte di un prezzo più elevato; l’apprezzamento dei pani a lunga lievitazione, più digeribili e con una lievitazione meno spinta; l’apprezzamento verso l’offerta personalizzata e caratterizzante del singolo artigiano. Piacciono le nuove proposte e le pagnotte medio-grandi dal sapore deciso e “preciso”.

Clienti giovani, esigenti, informati

«L’età media di chi compra il pane cala e aumenta la componente maschile - spiega Maria Maltese, analista di Cerved esperta del settore panificazione -: i nuovi clienti sono giovani coppie molto informate ed esigenti e ragazzi che comprano il pane per il piacere di imbandire la tavola con gli amici. I millennial si avvicinano a format più evoluti di panetteria e ai bakery-bistrot». Il punto vendita torna a essere luogo di incontro, per il vicinato e la clientela di passaggio. Crescono, specie fra le nuove aperture, i punti vendita con somministrazione: l’offerta bakery resta trainante ma viene arricchita con quella della caffetteria e del bar food per soddisfare i diversi momenti di consumo. Ovviamente nel totale rispetto delle nuove normative di distanziamento.

Innovare nell'offerta

Innovare, per il panettiere, significa agire sia sul prodotto che sul ripensamento dell’offerta. Il passaggio generazionale diventa determinante: «L’apporto dei giovani nella valorizzazione e riscoperta dell’arte della panificazione - spiega Maltese - è centrale e rappresenta la vera novità, impensabile fino a cinque anni fa. A fare la differenza sono soprattutto quelli che, non sempre figli di fornai, panificano “per scelta” e hanno un’altra idea di pane, più al passo con i tempi sia come prodotto, sia come modalità di vendita e comunicazione».

I numeri del mercato

75 g     consumo procapite al giorno di pane 85%    i consumi di pane fresco artigianale sul totale 35%    la quota di mercato dei pani fatti con ingredienti selezionati Fonte: Cerved-Aibi  

L’intervista a Maria Maltese, ricercatrice Cerved

Qual è l’aspetto più importante su cui lavorare per incontrare i gusti dei consumatori legati ai nuovi trend di consumo? «La focalizzazione sulla produzione di pane buono, assecondando ciò che il consumatore cerca, vale a dire: semplice, realizzato con materie prime di qualità, preferibilmente poco raffinate, seguendo un iter produttivo che valorizzi sia la scelta degli ingredienti, sia l’apporto creativo, l’artigianalità. Con un prodotto in grado di caratterizzare la propria offerta e differenziarla rispetto alla grande distribuzione e ai prodotti industriali». L’offerta di bakery con somministrazione è l’unica sostenibile nel tempo? Il negozio con sola vendita di pane ha un futuro o no? «Il bakery-bistrot rappresenta un format evoluto, in grado di intercettare una clientela più ampia rispetto al classico panettiere, invitando all’ingresso sia chi vuole comprare del pane, sia chi vuole fare un break. Rispetto a una rivendita pura, come pure al bar, riscuote successo perché è un laboratorio dove tutto viene fatto sul posto, con un’offerta che copre i diversi momenti di consumo. Il laboratorio che produce e vende senza somministrazione resiste se punta su una produzione di qualità, si aggiorna e si rinnova. E se diversifica, offrendo dal salato al dolce take away». Non esiste un pane italiano, ma tanti differenti pani, tante tipicità territoriali. Giusto puntare su questo?  «La tipicità territoriale rimanda alle tradizioni, al recupero di un pane autentico che racconta la storia del territorio dove nasce. Nel breve e medio termine i panettieri, soprattutto quelli d’avanguardia, punteranno sul recupero di pani con una forte identità regionale, lavorando sulle filiere delle farine di qualità e sulle tecniche».  

Con Jessica Sartiani un caffè “pulito” sotto tutti i punti di vista

Jessica Sartiani, formatrice e head barista presso Melaleuca bakery+bistrot a Firenze, offre un utile ripasso delle pratiche corrette per estrarre un buon espresso in caffetteria. Una visione globale che prende il via dalla necessità di conoscere bene le macchine, sapere eseguire la corretta manutenzione quotidiana e periodica e applicare i passaggi che garantiscono ripetibilità e costanza qualitativa. I passaggi sono numerosi e sembrano allungare i tempi? Un po' di esercizio renderà tutto automatico, scorrevole, ma soprattutto "pulito" in quanto a fluidità del lavoro, assenza di contaminazioni nella bevanda e pulizia di ogni parte sia interna sia esterna nonché della postazione di lavoro. Oggi più che mai apprezzate dal cliente.

Oscar Quagliarini va a letto con gli spiriti

Oscar Quagliarini, oltre ad essere una rockstar del mondo bar è una persona autentica, genuina, ma pronta anche a mettersi in discussione quando serve. In questa video-intervista ci racconta gli alti e bassi della sua carriera tra Milano, Parigi e il West Africa; le sue notti da re e quelle meno felici, i suoi studi, i suoi eccessi, i drink che ha fatto e quelli che deve ancora fare. Tutto questo mentre nel suo studio sta lavorando al manoscritto “A letto con gli spiriti”, un romanzo che suona come il bestseller Kitchen Confidential di Anthony Bourdain, dove metterò a nudo tutta l’essenza di Oscar. La sua filosofia del less is more, la critica costruttiva a chi cerca facili scorciatoie per diventare un bartender, i consigli per ripartire dopo l’incubo virus, i messaggi ai più giovani, le sue essenze per cocktail. Un’intervista fiume che vi traghetterà tra inferno e paradiso della vita da bar. ​

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