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Caldopro di Vortice, la soluzione per creare il giusto comfort nel locale

Vortice Caldopro

Con l’inoltrarsi dell’autunno, e poi in vista dell’arrivo dell’inverno, si pone l’esigenza di creare le giuste condizioni di comfort nel locale e, quindi, di soluzioni pratiche che permettano di riscaldare l’ambiente in modo rapido ed efficiente. A questa domanda risponde la gamma di termoventilatori elettrici professionali Caldopro di Vortice.

Gamma, studiata per gli ambienti dove è necessaria un’alta potenza riscaldante (fino a 5 kW) articolata in tre modelli, identici per dimensioni (30,5 cm di larghezza x 34 cm di altezza x 25 cm di profondità, ma differenti per potenza (da 3 a 5 kW) e per tensione di alimentazione (monofase e trifase): 3000 M, da 3 kW di potenza e con tensione di alimentazione monofase, 3000 T, con potenza sempre da 3 kW e tensione trifase, e 5000 M, da 5 kW di potenza e alimentazione monofase.

Tutti e tre i modelli sono costituiti da una struttura cilindrica in acciaio, che li rende molto robusti e resistenti, chiusa alle estremità da una griglia di aspirazione e mandata, sempre in acciaio a righe verticali, motoventilatore con ventola in alluminio a 5 pale direttamente calettata sull’albero motore e resistenza tubolare.

Caldopro VorticeSulla sommità di ogni apparecchio è poi posizionata un’ergonomica maniglia che ne facilita il trasporto e lo spostamento, grazie anche al peso contenuto di soli 5,4 kg, e il pannello comandi, che ne rende facile e immediato l’utilizzo. Il pannello è infatti composto da un interruttore/selettore rotativo per l’accensione del Caldopro, che permette anche di scegliere la potenza da erogare, spento, metà potenza, potenza intera, o di impostare il funzionamento in modalità solo ventilazione, che esclude la resistenza elettrica e fa funzionare la macchina come un normale ventilatore. Sempre sul pannello si trova anche il timer meccanico, per lo spegnimento ritardato del termoventilatore (massimo 180 minuti), e un termostato ambiente del tipo a bulbo, a garantire una maggior accuratezza di lettura della temperatura all’interno dell’ambiente.

Portatili e posizionabili sia a terra, grazie ai piedi d’appoggio in lamiera verniciata e piegata, sia facilmente e velocemente installabili a parete, i modelli della gamma Caldopro, oltre che per la sala, sono perfetti anche per riscaldare laboratori e, per i locali che ne sono dotati, cucine, in quanto progettati anche per resistere all’acqua e all’umidità.

Nardini cambia il look dei suoi storici liquori

Amaro e Virtù di Rabarbaro Nardini

Prosegue l’opera di restyling dei pack dei prodotti Nardini. Dopo il rinnovo del look di Acqua di Cedro e degli aperitivi Bitter Nardini e Mezzoemezzo, è ora la volta di altri due iconici della tradizione della casa, Amaro e Virtù di Rabarbaro, che vengono ora proposti in una nuova veste caratterizzata da un’immagine tutta all’insegna della contemporaneità, ma senza tradire l’eredità della distilleria più antica d’Italia.

Agrumato, profumato e intenso, caratterizzato da un delicato equilibrio di sapori, tra i quali spiccano sentori di liquirizia, note di radice di genziana, menta piperita e arancio, Amaro Nardini (alc 29% in vol) è ora custodito in una nuova bottiglia, formato 70 cl, dall’allure elegante e pregiata, dalle forme morbide che vanno allargandosi verso l’alto. A impreziosirla il nuovo tappo in legno con inciso il logo della distilleria e un’etichetta, anche questa rinnovata, dai dettagli preziosi, con l’immancabile raffigurazione del Ponte di Bassano del Grappa (Vicenza) in lamina ramata, forte richiamo all’origine e al legame con il territorio che contraddistingue la casa. Alle porte del Ponte Vecchio di Bassano sorge infatti l’Osteria del Ponte, oggi Grapperia Nardini, acquistata da Bortolo Nardini nel 1779 e dove la storia di Nardini ha preso il via. Un look elegante e dalle linee contemporanee che sottolinea l’eleganza dell’Amaro, che può essere servito freddo o con ghiaccio, come classico dopo pasto, o utilizzato come ingrediente per la miscelazione, premiato con la medaglia d’oro nella categoria Bitter e Digestif all’edizione 2019 dell’International Wine & Spirit Competition, la competizione internazionale che valuta e classifica i migliori vini e spirit del mondo.

Importanti novità anche per Rabarbaro Nardini, a partire già dal nome, ora rinnovato in Virtù di Rabarbaro (alc. 19% in vol). La bottiglia, da 70 cl, si caratterizza per la forma distintiva e ricercata, sigillata da un prezioso tappo in legno scuro con inciso il logo della distilleria. Rinnovata anche l’etichetta che riporta un’illustrazione storica di Casa Nardini rivisitata in chiave moderna e impreziosita da dettagli in lamina oro. Etichetta nella quale, sotto il nome del prodotto viene riportata la dicitura “Aperitivo”, un’indicazione di consumo che mantiene vivo il legame del prodotto con il suo passato, rievocando i primi anni del Novecento, quando Virtù di Rabarbaro veniva servito in Grapperia al Ponte come aperitivo, con l’aggiunta di una parte di seltz. Servizio per il quale il prodotto, a base di rabarbaro cinese, con la sua nota vegetale, piacevole e intensa e retrogusto amarotico, si presta a meraviglia anche per l’aperitivo contemporaneo, aggiungendo, oltre al seltz, anche una scorzetta di limone. Ma non solo, perché Virtù di Rabarbaro è anche un perfetto ingrediente per la miscelazione, in particolare per la realizzazione di originali twist sui classici, mentre servito liscio è un ottimo dopo pasto.

La 44° edizione di Hotel al via all’insegna della sicurezza e della sostenibilità

Ripartire in sicurezza, ma ripartire. È questo il messaggio di Fiera Bolzano confermando le date di Hotel 2020, che si terrà dal 19 al 22 ottobre. La manifestazione specializzata per hôtellerie e ristorazione accetta la sfida, mantenendo come priorità la sicurezza dei suoi espositori e visitatori

La 44ᵃ edizione di Hotel è pronta a tornare nei padiglioni di Bolzano Fiera dal 19 al 22 ottobre con un’edizione cucita su misura per affrontare la “nuova normalità”, all’insegna della massima sicurezza per espositori e visitatori. Tra novità e conferme Hotel è pronta ad accogliere i suoi visitatori e a garantire loro un’esperienza in totale sicurezza. Il protocollo è infatti ben definito e in linea con i più elevati standard: la biglietteria verrà gestita solo online e su prenotazione per evitare assembramenti alle casse, all’ingresso le termocamere rileveranno automaticamente la temperatura corporea di ogni visitatore e l’area guardaroba utilizzerà coperture protettive per gli abiti monouso. Il personale addetto alle pulizie è stato inoltre incrementato del 50% per garantire l’igienizzazione costante dei bagni e la sanificazione quotidiana di tutti i padiglioni. Infine, ogni 25 minuti, verrà effettuato un ricambio completo dell’aria interna.

Hotel Connects Stage

La grande novità dell’edizione 2020 sarà la presenza di una grande palco tra le corsie, l’Hotel Connects Stage, con un programma di ben 25 eventi che - grazie al fondamentale contributo di tutti i partner - ruoterà attorno a tre tematiche-chiave: la stagione invernale, l’innovazione e la sostenibilità. Tra i 120 speaker, la Fondazione Architettura Alto Adige che racconterà del rapporto sinergico tra albergatori e architetti e l’Agenzia CasaClima, il cui intervento si concentrerà sui sigilli di sostenibilità CasaClima, che permettono di contribuire attivamente alla tutela del nostro pianeta anche in vacanza. Il neo-nato gruppo di lavoro nazionale “Turismo Destinazione Futuro”, composto da quotati professionisti del settore ricettivo ed enogastronomico, presenterà inoltre un convegno dedicato al prodotto turistico montagna, tra sostenibilità, innovazione e stagionalità – con la partecipazione tra i relatori di Valeria Ghezzi, Presidente di Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) e partner Dolomiti Supersky. I momenti più importanti del programma del palco saranno fruibili anche in streaming, per consentire a chi non riuscirà ad essere fisicamente presente di recuperarne i contenuti.

Parola chiave: sostenibilità

Centrale anche quest’anno sarà la sostenibilità, con in particolare una giornata - mercoledì 21 ottobre – interamente dedicata alla tematica. Quest’ultima, anche alla luce della recente pandemia, non è mai stata così attuale - con un aumento significativo dell’interesse verso il km0 e i circuiti regionali – ed è sempre più sentita anche a livello locale. Dopo il successo dell’edizione dello scorso anno, torna quindi il Sustainability Award – premio organizzato in collaborazione con Eurac Research, riservato a prodotti e progetti esposti in fiera che si distinguono per la loro vocazione sostenibile. Un’importante occasione di visibilità per le aziende, che potranno iscriversi in sei categorie distinte: food, beverage, wellness, decorazioni, arredamento, azienda più sostenibile. Una giuria di alto livello valuterà i progetti consegnati e li premierà, con un pacchetto di comunicazione del valore di 2.000 euro.

Granarolo lancia la linea Expert per i professionisti

Granarolo si rafforza nel mercato professionale, lanciando una nuova linea di prodotti per i professionisti sia della cucina che della pasticceria. Si punta su ingredienti che abbiano le caratteristiche tecniche specifiche utili in ogni momento in laboratorio e che siano, allo stesso tempo, in grado di assicurare alte performance senza rinunciare alla qualità. La nuova gamma si chiama Granarolo Expert e vanta anche l'approvazione dell’Accademia maestri pasticceri italiani. Questi i prodotti della linea Expert.

Il burro plattato Granarolo Expert

Burro in panetto e burro plattato

Due i burri, il burro plattato da panna da centrifuga (in formato da 2kg) e il burro in panetto da panna da centrifuga (in formato da 1kg). Spiega una nota dell'azienda: «Sono studiati per soddisfare le esigenze per le diverse applicazioni in pasticceria e ottenuti direttamente dal latte ed esclusivamente da panna da centrifuga, attraverso un processo produttivo che permette alla panna di mantenere le sue proprietà, dando al burro un sapore equilibrato e caratteristiche che ne migliorano le prestazioni in cucina». I burri della gamma Expert promettono elevata plasticità e facilità di lavorazione e laminazione. Il burro plattato è ideale per croissant e pasta sfoglia, presenta una struttura regolare tutto l’anno e si presenta pronto per la laminazione. Il burro in panetto è ideale per ogni applicazione di pasticceria e cucina, con un sapore di burro ricco.

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La panna 38% di Granarolo Expert

Le panne: UHT al 38% e 35% di grassi

Le due panne della gamma Expert sono la panna UHT 38% di grassi in formato da 1 lt e la panna UHT 35% di grassi, sempre in formato da 1 lt. Materia prima 100% italiana, sono sviluppate «per garantire elevate performance in ogni preparazione». La panna al 35% di grassi è studiata per l'incorporazione per creme e farciture, ma è anche versatile per tutte le altre lavorazioni. La panna al 38% di grassi è caratterizzata da elevate performance in montatura, ideale per decorazioni, semifreddi, pasticceria mignon e mousse più strutturate.

Distribuzione: c'è il canale B2B MyZero4

Le nuove referenze Granarolo per i professionisti sono disponibili - su tutto il territorio nazionale - sul sito MyZero4. Si tratta della piattaforma digitale B2B di Granarolo nata con l’obiettivo di affiancare la rete vendita tradizionale. A disposizione c'è l’intero catalogo di prodotti del portafoglio Granarolo, più di 1.500 referenze.  

Diemme Academy riapre con tanti corsi e due masterclass

Il caffè protagonista alla Demme Academy

Riaprono lunedì 20 ottobre le porte della Diemme Academy, il centro di formazione di Diemme per gli operatori del mondo del bar, della pasticceria e della ristorazione; un’apertura che avviene nel pieno rispetto delle norme che permettono di garantire un’accoglienza sicura a docenti e partecipanti. Le cinque aule didattiche e il capiente auditorium sono pronti per accogliere l’articolato programma formativo che metterà all’opera le numerose attrezzature all’avanguardia per la preparazione di espressi e filtrati, ma anche macchine tostatrici per apprendere il processo di selezione e cottura dei chicchi, una dark room a luce rossa per un’analisi sensoriale senza “disturbi” visivi e un sistema multimediale di maxi-schermi per mettere a fuoco l’esecuzione pratica.

La moderna struttura con le sale corsi
La moderna struttura con cinque sale corsi

I corsi non si rivolgono solo ai partner della Torrefazione padovana, ma a chiunque desideri sviluppare le competenze per gestire un locale e proporre prodotti di alto livello, intraprendere un percorso di lavoro nell’horeca o acquisire nuove tecniche e strumenti per distinguersi grazie a intraprendenza e professionalità. Accanto ai corsi tenuti dai formatori professionisti dell’Academy sono previsti eventi esclusivi, con nomi di primo piano della pasticceria e della latte art.

Leonardo Di Carlo
Leonardo Di Carlo

Chi vuole specializzarsi nell’ambito della caffetteria può spaziare dai corsi base e avanzato per baristi, con focus sulle estrazioni alternative le bevande a base di latte, ai moduli del programma Sca e Lags - Latte Art Grading System. Non mancano corsi su piatti di ristorazione veloce, le preparazioni di pasticceria, la realizzazione di drink e cocktail.

Sono due le masterclass in programma

  • il 29 ottobre con il Maestro Leonardo Di Carlo, pasticcere di fama internazionale, primo classificato al Campionato mondiale di pasticceria a Rimini nel 2004 parla de La vetrina del Natale, attraverso uno show cooking ricco di spunti e consigli per innovare con stile l’offerta in occasione delle Feste;
  • Chiara Bergonzi
    Chiara Bergonzi

    il 30 ottobre con Chiara Bergonzi, docente autorizzata Sca e vice campionessa mondiale di Latte Art nel 2014, è protagonista La latte art, con un workshop pratico e intensivo per realizzare eccellenti cappuccini e bevande calde accompagnati da decori belli e piacevoli, da lanciare sui social prima di gustarne la bontà.

Tutti i corsi e gli eventi sono a numero chiuso e ridotto. Per consultare i programmi dettagliati e per iscriversi seguire il link: www.diemmeattitude.com/academy.

Al via la Bologna Cocktail Week

Torna in città, per il quarto anno consecutivo, la Bologna Cocktail week. Dal 19 al 25 Ottobre il capoluogo emiliano ospiterà la sette giorni con protagonista il mondo della miscelazione. Un evento oramai diventato must per la “città Rossa”, con l’edizione 2020 che ne è la prova definitiva. Molti infatti sono stati gli eventi, o le fiere, annullati a causa della drammatica situazione che stiamo vivendo. Ma gli organizzatori della settimana dedicata ai cocktails hanno voluto provarci lo stesso, riuscendo, e lanciando così un messaggio forte di positività e di attaccamento verso la città che li ospita.

C’era un senso di responsabilità nei confronti dei locali e degli sponsor ma anche verso la città di Bologna, che negli anni ha dimostrato un interesse e una partecipazione sempre maggiore nei confronti della Cocktail Week. E con l‘affetto di molti clienti e usufruitori che hanno risposto alla voglia di confermarsi nonostante le difficoltà di questa edizione. E anche se in piccolo si è voluto confermare un evento. L’evento, per rispondere alle esigenze richieste per affrontare la questione Covid, ha rivisto alcuni dei format che negli scorsi anni hanno avuto più successo. Come le masterclass e le competizioni: quest’anno saranno in streaming, tutte in collaborazione con l’Accademia del Bar di Alessandro Romoli. A queste però si aggiungeranno anche eventi in presenza, tutti previa iscrizione online e sempre all’Accademia del Bar, che è in grado di garantire tutte le misure di sicurezza relative alla questione pandemica. Spicca fra tutti la novità “Baristi per caso”, lezioni pratiche di miscelazione per amatori e curiosi. Un modo per avvicinare gli appassionati, che non lavorano nel settore, al mestiere del barman e per far scoprire loro tutto il mondo che c’è dietro ad un bicchiere pieno. Che non è solo versare ingredienti ma anche, e soprattutto, tanto studio. L’avvicinamento tra clienti e operatori del settore non sarà una parentesi 2020, ma vuole diventare uno dei temi centrali della Bologna Cocktail Week del futuro. Questo assieme ad una sempre maggiore digitalizzazione dell’evento.

Un’edizione quindi pensata per gettare le basi di quella che sarà la Bologna Cocktail Week del futuro. Perché dopo quattro si può dire che la scommessa è vinta. Bologna infatti si è avvicinata al mondo della miscelazione e ha vissuto una florida crescita del mondo dei coctails. E la cocktail week in questo senso ha contribuito a tutto ciò, riuscendo a coinvolgere le attività cittadine nella promozione di quello che è un mondo che a Bologna è arrivato tardi. Con la soddisfazione di essere diventato un evento di riferimento in Italia e non. E’ stato messo “il pallino sulla mappa” e oggi Bologna cocktail week è ora tra le cocktail week europee”. Appuntamento per l’opening al Temakinho il 19 ottobre, che darà il via alla settimana, con conclusione il 25. Info e prenotazioni sul sito.

Spritz Zero, il nuovo aperitivo analcolico di Fonte Margherita

Spritz Zero Fonte Margherita bottiglia

È una versione a zero alcol del più popolare aperitivo italiano la novità di Fonte Margherita per il mondo bar. Il Gruppo vicentino ha infatti ampliato la sua gamma di bevande con Spritz Zero, versione ready to drink e analcolica di un’icona del territorio veneto, lo Spritz.

Il nuovo aperitivo nasce per sostenere la ripartenza del fuoricasa promuovendo una socialità in chiave salutistica, come previsto dalla stessa mission del Gruppo. Da qui la scelta di lanciare un prodotto, ottimo per il momento di consumo per eccellenza dedicato alla socialità, quello appunto dell’aperitivo, con una bevanda dal consolidato appeal, ma rinnovata nel gusto e nella percezione e del tutto priva di alcol.

Spritz Zero Fonte Margherita bottigliaE da qui anche la scelta di puntare su ingredienti di alta qualità. Il nuovo Spritz Zero è infatti realizzato con pochi e sani ingredienti, tutti naturali. La sua ricetta prevede infatti l’utilizzo di acqua oligominerale delle Piccole Dolomiti, acqua, più nello specifico, attinta dalla sorgente Camonda, dalla quale sgorga pura e con un basso contenuto di sodio (0,027 g/l). All’acqua vengono poi aggiunti solo zuccheri della frutta, più salutari, gli aromi naturali e l’anidride carbonica.

Fornito in bottiglia di vetro da 27,5 cl, dall’elegante design frutto della collaborazione con alcuni professionisti della moda e dell’arte, con una altrettanto elegante etichetta disegnata dalla designer Francesca Chiani, Spritz Zero è già pronto da servire: basta versarlo nel bicchiere da Spritz, con qualche cubetto di ghiaccio, e guarnire con una fetta di arancia.

 

Chris Fletcher è il nuovo master distiller di Jack Daniel’s

Chris Fletcher master distiller Jack Daniel’s_1

C’è una grande novità in casa Jack Daniel’s. Il brand di whiskey del Tennessee ha scelto Chris Fletcher come suo nuovo master distiller. 39 anni, laureato in Chimica, Fletcher succede a Jeff Arnett, master distiller di Jack Daniel’s negli ultimi 12 anni e dimessosi le scorse settimane, con il quale ha lavorato fianco a fianco negli ultimi 6 anni in qualità di assistant master distiller.

Nato e cresciuto a Lynchburg, la stessa cittadina del Tennessee dove sorge la storica distilleria Jack Daniel’s, è uno che ha la produzione di whiskey nel sangue. È infatti nipote del quinto master distiller del brand, Frank Bobo, che ha operato dal 1966 al 1989, anno del suo pensionamento. Negli ultimi 17 anni ha avuto modo di imparare e affinare la sua arte, lavorare con tanti produttori di whiskey di talento, tra i quali, appunto, anche Arnett.

L’inizio del suo lavoro alla Jack Daniel's Distillery risale al 2001, quando lavorava come guida turistica part-time mentre frequentava il college. Dopo la laurea in chimica, nel 2003, presso la Tennessee Technological University, ha iniziato a lavorare nella divisione Ricerca & Sviluppo della Brown-Forman, tra i maggiori gruppi americani nel settore degli spirit e del vino, per poi vivere diverse esperienze nell’industria del bourbon. Sei anni fa il ritorno in Jack Daniel’s dove è stato nominato assistant master distiller, dove è stato coinvolto in tutte le principali innovazioni, prodotti e processi di produzione della Distilleria. Nel 2017 è stato anche in Italia, prendendo parte alla tappa finale della prima edizione di Tennessee Campus, il programma di formazione dedicate a barman e bartender firmate Jack Daniel’s.

Ora per lui si apre una nuova avventura, che lo vedrà responsabile della qualità complessiva dell’iconico Tennessee whiskey, del quale sarà anche brand ambassador nel mondo, e supervisore del nuovo programma Distillers in Training della Distilleria, che ha come obiettivo reclutare, insegnare e fare da mentore alla prossima generazione di produttori di whiskey.

Come nasce il gelato barricato di Ciacco

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Dal gelato barricato, dove la miscela è maturata in botti, a quello al fieno. Le creazioni insolite dello gelatiere-scienziato Stefano Guizzetti

Una fucina di idee e di sperimentazioni il laboratorio di Ciacco, la gelateria di Stefano Guizzetti (due gelateria a Parma e un pdv a Milano). Il gelatiere-scienziato, noto per l'estro creativo, porta avanti in tema di gelato alcune idee davvero particolari. Come il gelato barricato, quello alla cera d'api e quello alla brace.

Il gelatiere di Ciacco, Stefano Guizzetti

Una settimana a 65°, prima di mantecare

Partiamo dal primo, il gelato barricato. Ci spiega Stefano che «l'idea è lasciare al palato la percezione tannica e lignea simile a quella di un assaggio di un distillato o un vino invecchiato. Aromi di vaniglia, di rhum, di affumicato». Perfetto, ma come si conferisce questo sentore di "invecchiamento" a un gelato? Ho recuperato pezzi di barrique pronte per essere utilizzate, li ho messi a contatto con le mie preparazioni sotto vuoto a 65 gradi per una settimana, simulando una sorta di invecchiamento in barrique. Ovviamente, il gelato non può stare mesi o anni a invecchiare, così ho usato il calore per "estrarre" tutti i profumi. È un passaggio intermedio prima della mantecazione, e il risultato è sorprendente».

«L'obiettivo è innescare un ricordo olfattivo»

Tutta la creatività recente di Guizzetti ruota attorno al tema delle percezioni olfattive che innescano un ricordo. Ne è un esempio il sorbetto alla farina Primitiva o quello al fieno di erba medica. «Con il gelato al fieno», spiega ancora il gelatiere, «volevo raccontare le colline parmensi, mio territorio di adozione lavorativa. Il fieno di erba medica a livello gustativo scatena il ricordo, chi lo assaggia si ritrova nei campi con l'erba appena sfalciata. Lo ottengo con una infusione di erba medica, che raccogliamo e facciamo essiccare in laboratorio. Viene infusa nella panna e nel latte in frigorifero per 24 ore. Il freddo preserva il bouquet di profumi di erba e di fiori. Come dolcificante uso del miele di erba medica».

Un percorso sensoriale

Il percorso sensoriale e gustativo continua con i gusti come il gelato alla cera d’api: una crema al mascarpone a cui viene aggiunta l’infusione della cera d’api, in modo da rilasciare tutti gli aromi di un vero e proprio alveare. Per non parlare del gelato alla brace. «Ricorda la grigliata di Ferragosto, la convivialità delle giornate tra amici». In questo caso il segreto è un olio fatto affumicare con delle braci di legno e poi usato per creare un gelato dalla nota affumicata di barbecue.  

I rhum agricole Bologne la nuova esclusiva di Ghilardi Selezioni

rhum agricole Bologne Les Confidentiels Hors D’Age

C’è una nuova esclusiva per Ghilardi Selezioni. È Rhum Bologne, storico brand di rhum agricole della Guadalupa, entrato nel catalogo dell’azienda di Bergamo con 10 referenze, dal rhum bianco agli invecchiati alle serie limitate.

La storia della distilleria Bologne inizia nel XVII secolo, quando la famiglia di origini francesi Soufrière installò sulle pendici di un vulcano dell’isola, che poi ha preso il nome di Soufrière, uno zuccherificio con annessa piantagione di canna da zucchero. La distilleria vera e propria, tra l’altro la prima della Guadalupa, fu però fondata qualche tempo più tardi, nel 1887, quando i proprietari, compreso che l’attività dello zuccherificio non era più redditizia, decisero di intraprendere una nuova avventura. La svolta definitiva, però, risale al 1932, quando Bologne venne acquistata da Louis Sargenton-Callard, che portò l’azienda a specializzarsi nella produzione di rhum agricoli di alta qualità.

Gestita attualmente dalla tredicesima generazione della famiglia Callard, la distilleria dispone di ben 150 ettari di proprietà, prevalentemente su terreno vulcanico, che garantisce alla materia prima un ricco ventaglio di aromi, marchio di fabbrica del rhum Bologne. Terreni dove vengono coltivate solo due varietà di canna, quella rossa e quella nera, quest’ultima originaria delle Barbados e quasi in disuso nell’isola per le sue rese estremamente contenute, ma sulla quale l’azienda ha deciso di puntare per l’elevato potenziale qualitativo ed aromatico.

I rhum Bologne vengono prodotti utilizzando solo puro succo di canna, poi distillato in un alambicco a colonna creola, che permette di conservare nel prodotto finale tutte le sfumature aromatiche della canna, mentre l’invecchiamento avviene in botti di rovere francese. E proprio sui rhum agricole invecchiati, la distilleria sta investendo in modo deciso: da poco è stata inaugurata una nuova cantina, che ospita oltre 2000 fusti di rovere da 300 litri, mentre da qualche anno il ruolo di maître de chai è stato affidato all’enologo Frédéric David, con il compito specifico di curare le cuvée prestige dei vieux rhum.

10 espressioni di rhum agricole

Molto ricca è pertanto la gamma di rhum agricole Bologne, ognuno con il suo differente carattere, entrata a far parte del catalogo di Ghilardi Selezioni.

Gamma che comprende i rhum non invecchiati Rhum Blend 50° (alc 50% in vol), aromatico e intenso, con le sue note di frutta tropicale, ananas, litchi, agrumi, canna da zucchero e una leggera nota iodata, deciso e persistente in bocca e che il formato da 100 cl rende perfetto come agricole da linea.

rhum agricole Bologne 55Rhum Blend 55° (alc 55% in vol), potente e ricco con una grande complessità aromatica, con i suoi sentori intensi di litchi, limone verde, canna fresca, mela, fiori, spezie e pepe bianco, potente e complesso al palato e ideale per la preparazioni di un Ti Punch o di un Daiquiri.

Black Cane (alc 50% in vol), ottenuto da canna da zucchero nera e prodotto in edizione limitata, che si caratterizza per la grande complessità aromatica, con note di canna da zucchero, mango e maracuja che evolvono verso fiori bianchi.

La Coulisse (alc 60% in vol), un rhum bianco da servire liscio, prodotto da un singolo cru in quantità limitata e pensato per gli appassionati degli agricole, nel quale la forte struttura alcolica è ben bilanciata dall‘intensità dei sapori e degli aromi, tra i quali spiccano quelli di canna da zucchero, iris e narciso.

Gli invecchiati

rhum agricole Bologne Cask MaturedA questi si aggiungono gli invecchiati Cask Matured (alc 42% in vol), che riposa in botti di rovere francese fra i 18 e i 24 mesi e poi per altri 6 mesi in botti ex-cognac, e caratterizzato da una grande armonia di profumi, che vanno dalla torta alle amarene al limone candito, completato da un tocco di cannella, e che si presenta al palato rotondo e potente, con sentori di vaniglia fresca e rovere, che lo rendono ottimo sia da servire liscio sia per la miscelazione.

rhum agricole Bologne Dark SailDark Sail V.O. (alc 41% in vol), che invecchia dai 3 ai 6 anni in rovere francese e americano, processo che gli regala un grande bouquet aromatico che evoca note di vaniglia fresca, scorza di limone, noce moscata, mirtillo e arancia amara, da servire liscio o con ghiaccio.

Così come da servire liscio o con ghiaccio è Grande Reserve (alc 42% in vol), che nasce dall’assemblaggio di rhum invecchiati di 4,5,6 e 8 anni in botti ex-cognac. Al naso è intenso con una nota vanigliata e delicatamente affumicata, che evolve verso la cannella e il cacao, per lasciare poi spazio ad aromi di canna da zucchero, spezie dolci e frutta candita, il tutto accompagnato dalla classica nota iodata dei rhum Bologne, mentre al palato è ricco e pieno, con note di frutta secca, fico caramellato, prugna, cioccolato nero e caramella mou.

Concludono la rassegna delle novità altri tre rhum invecchiati di gran pregio, da gustare sempre lisci: Vsop, Xo e Les Confidentiels Hors D’Age.

rhum agricole Bologne VsopIl primo, (alc 42% in vol), raffinato e complesso, invecchia da 4 a 8 anni. Morbido e intenso al palato, ma ben equilibrato, si presenta al naso con sentori di frutta caramellata che evolvono verso agrumi, canna da zucchero, cacao, rovere tostato, per finire sul classico gusto iodato.

Xo (alc 42% in vol) nasce invece dal blend di rhum invecchiati 6,7,8 e 10 anni. Complesso e avvolgente al palato, con un lungo finale, spicca per la sua eleganza, con le note inziali di arancia candita e miele che lasciano emergere note di arancia rossa, canna da zucchero, cannella, caramella mou e legno tostato, per poi aprirsi a note di zenzero, zafferano, albicocca e fiori d‘arancio.

rhum agricole Bologne les confidentielles hors dageConfidentiels Hors D’Age (alc 52,9% in vol) prodotto in edizione molto limitata, è un rhum distillato nel 2010 e lasciato riposare in botti di rovere francese ex-cognac per 10 anni. Un distillato potente e profondo al palato, con una concentrazione di sapori che esplode in un mix di spezie, zenzero candito, anice stellato e caffè, mentre al naso si presenta con intense note di frutta candita, datteri, spezie, cannella e vaniglia.

L’analisi dei nuovi trend sociali di consumo a Shopping Map 2020

Shopping Map 2020

Ridefinizione degli spazi, distanziamento sociale, trasformazione digitale delle relazioni personali, il ricorso maggiore agli acquisti in e-commerce, il forte impulso alle vendite attraverso i servizi di delivery e asporto, sono tutti aspetti che hanno contribuito a trasformare l’esperienza degli acquisti e dei consumi e delle loro stesse modalità in questa lunga fase di emergenza sanitaria. Una situazione inedita che non può essere compresa con i paradigmi del passato, né da un punto di vista sociologico né da uno marketing o business. Una situazione che, inoltre, anche alla fine dell’emergenza troverà nuovi linguaggi e abitudini, aspettative e desideri. In tale scenario segnato dal Covid 19, allora, qual è la nuova mappa del design dell’esperienza che sta emergendo? E come si traducono esperienzialità, coinvolgimento, memorabilità, valore, aspetti fondamentali di questa stessa esperienza, nella nuova quotidianità? A queste domande si darà risposta nel convegno Shopping Map 2020, in programma giovedì 29 ottobre alle 18.00 in diretta streaming.

REGISTRATI PER GUARDARE LA REGISTRAZIONE DEL CONVEGNO

Organizzato da Marketing & Trade (M&T), laboratorio milanese di idee strategiche e di soluzioni operative per retailer, brand e start up, e dal Master in Design strategico del Politecnico di Milano, l’evento si propone di disegnare un quadro aggiornato della nuova shopping experience. Un momento di confronto tra trend sociali, strategie aziendali, progettazione dell’esperienza, per offrire agli operatori del settore, dai gestori dei locali al mondo del food retail, dalle aziende produttrici ai progettisti, gli strumenti per “leggere” la realtà che ci circonda.

Una realtà, sospesa tra attesa e incertezza, in trasformazione nei sui elementi più profondi. Anche il mondo delle emozioni e della ricerca di gratificazione è infatti in grande mutamento. Basti pensare al ritorno a un ambito domestico che si arricchisce di aspettative da fuoricasa, la nostalgia ma anche la gioia della scoperta di una nuova centralità del minimo e del presente, il sogno e la carica di aspettative di un ritorno a una normalità che si desidera e si disegna diversa dal passato. Insomma, una nuova grande sfida per chi si occupa di design dell’esperienza.

A disegnare la nuova mappa dell’esperienza contribuirà il parterre di esperti di alto profilo che prenderà parte all’evento, moderato da Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale: Daniela Ostidich, sociologa dei consumi e ceo di M&T, Cabirio Cautela, direttore del Master in Strategic Design del Politecnico di Milano, Francesco Zurlo, preside vicario della Scuola di Design del Politecnico di Milano, Luca Baffigo Filangeri, ceo di Eataly, Francesco Cecere, direttore marketing e comunicazione di Coop Italia, e Fabrizia Calda, direttrice marketing di Combo.

Nel corso dell’evento, le analisi e il confronto tra gli esperti verterà in particolare su cinque grandi temi: l’emergenza sanitaria come motore dell’innovazione nel settore retail e food service; la memorabilità dell’esperienza di acquisto per un cliente sempre più centrale; il sistema di senso di tempo e dello spazio; la nuova dimensione di comfort e relazionalità; i nuovi modelli di business per il successo degli operatori del settore.

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Chiusura alle 24 e stop alle feste: le novità del Dpcm 13 ottobre

È stato firmato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte il Dpcm 13 ottobre 2020, che contiene le nuove misure messe in campo dal governo per contrastare la crescita dei contagi da Covid 19. Misure, in vigore per 30giorni a partire dal 14 ottobre, che ancora una volta impongono sacrifici al mondo dei locali. Il nuovo provvedimento (che potete scaricare in fondo all’articolo), pubblicato in Gazzetta ufficiale (n 253, 13 ottobre 2020), anticipa infatti l’orario di chiusura dei pubblici esercizi e contiene una forte stretta sulle feste, che ora sono vietate sia al chiuso sia all’aperto.

Andando più nel dettaglio, il Dpcm all’art 1, comma 6 ee, stabilisce che le attività di ristorazione, includendo in questa categoria bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, «sono consentite sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e sino alle ore 21.00 in assenza di consumo al tavolo». Quindi locali aperti fino a mezzanotte, ma dopo le 21 esclusivamente per il consumo al tavolo, quindi non in piedi davanti o all’interno del locale stesso, misura con la quale si vogliono evitare assembramenti.

Tali attività, esplicita poi il provvedimento, sono permesse a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità del loro svolgimento «con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10». Dunque a disciplinare l’attività dei locali restano come riferimento i protocolli e le linee guida anti contagio previste per le attività economiche, produttive e ricreative, aggiornate lo scorso 8 ottobre dalla Conferenza delle Regioni (che trovate negli allegati al Dpcm che potete scaricare in fondo all'articolo), ma che non presentano novità rispetto all'ultima versione del 6 agosto (clicca qui per approfondire).

Lo stesso articolo conferma poi la possibilità per i locali di lavorare con l’asporto e il delivery. Resta infatti consentita la ristorazione con consegna a domicilio, «nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto», e l’asporto, ma «con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21 e fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro».

Così come restano consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, e aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande negli ospedali e negli aeroporti, ma sempre con l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Stretta sulle feste

Una decisa stretta arriva invece per cerimonie e feste. Il Dpcm 30 ottobre, al comma 6 n, sempre dell’art 1, conferma la sospensione delle attività di sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto e al chiuso, ma aggiungendo anche il divieto di tenere feste, sia che queste si svolgano in luoghi al chiuso sia all’aperto. Inoltre, si specifica che le «feste conseguenti alle cerimonie civili e religiose sono consentite con la partecipazione di massimo 30 persone, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti». Stretta che si estende anche alle abitazioni private per le quali è «comunque fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi in numero non superiore a sei».

Mascherine obbligatorie

Il provvedimento conferma poi l’obbligo, già previso dal Decreto legge n. 125/2020 dello scorso 7 ottobre, di avere sempre con sé la mascherina che va sempre indossata nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, è garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi (clicca qui per approfondire). Da tale obbligo restano esclusi chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l'uso della mascherina. Viene inoltre «fortemente raccomandato» l'utilizzo dei dispositivi «anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi».

Fipe: nuovi sacrifici per un settore già duramente colpito

La scelta del governo di imporre un nuovo sacrificio al mondo del fuoricasa non è piaciuta a Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi. «Le misure contenute nel nuovo Dpcm approvato dal Consiglio dei ministri rappresentano un colpo mortale per un settore già in gravissima crisi che vede il rischio chiusura per 50.000 imprese e la perdita del lavoro per 350.000 lavoratori - ha commentato il presidente della Federazione, Lino Stoppani -. Questo, numeri alla mano, il risultato se si proseguirà sulla strada delle chiusure anticipate, invece di incrementare i controlli per punire chi non rispetta le regole. Che ha poi sottolineato che bar, ristoranti, stabilimenti balneari, imprese di banqueting e catering siano state le realtà più colpite dalla crisi e anche quelle meno supportate. «Tra i nostri imprenditori c’è ancora chi deve pagare i debiti accumulati durante il lockdown di marzo e chi deve ammortizzare gli investimenti fatti per mettere il proprio locale in regola secondo il protocollo siglato a maggio – prosegue Stoppani in una nota –. È impensabile che si possa far fronte a una nuova riduzione dell’attività, mentre nessuno sta muovendo un dito per ridurre le spese cui i gestori dei pubblici esercizi sono tutt’ora costretti. Dagli affitti, al fisco».

Dpcm 13 ottobre 2020

Allegati Linee guida Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative

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