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110 nuovi cocktail per festeggiare i 110 anni di Martini Bianco

Un’icona dell’aperitivo italiano festeggia oggi i suoi 110 anni di vita. L’icona in questione è Martini Bianco: risale infatti al 26 ottobre 1910 il primo documento rinvenuto nello sterminato Archivio Storico Martini che parla di questa specialità della casa torinese. 110 anni che il prodotto ha vissuto, e continua a vivere, da protagonista dell’aperitivo e della mixology. Non a caso, per celebrare degnamente l’anniversario, il brand torinese ha messo insieme una task force di 110 bartender da tutto il mondo, tra i quali tanti italiani, che ha creato appositamente 110 originali ricette di cocktail, una per ogni candelina.

Ricette che, a partire dai prossimi giorni, saranno pubblicate online sui canali Instagram e Facebock del brand e su quelli degli stessi bartender, e pensate per offrire agli operatori bar nuovi spunti per arricchire la loro drink list. E delle quali vi sveliamo le prime tre in “uscita”, tutte made in Italy: Bianco Essence di Mattia Pastori di Nonsolococktails, dove Martini Bianco è miscelato con London dry gin, acqua tonica e Martini Fiero, 110 rides di Alessio Miraglia de Le Biciclette di Milano, dove invece si unisce a St-Germain, vodka Grey Goose La Vanille, completato da un top di acqua tonica, e Mina di Vanessa Vialardi del D.one di Torino, dove invece si combina con Martini Riserva Speciale Bitter, succo fresco di pompelmo rosso e cedrata.

Gli altri bartender italiani coinvolti nel progetto sono: Simone Marino del Talent Cafè Loung Bar, Giuliana Giancano del Pout Pourri Vintage Cafè, Elettra Rizzotti dell’Inside-Km5, tutti e tre locali di Torino, Cristiano Mazzanti del Good food&drink e Raffaella Velardi del Banco 26 di Latina, Nicolas Liberati del Cheers2 di sempre di Latina e Alberto Polizzi di Milano.

Un successo che attraversa il tempo 

Tornando al festeggiato, la sua ricetta arriva qualche decennio dopo il Martini Rosso, creato nel 1863 da Luigi Rossi, come variante del fratello maggiore, pensata probabilmente per un pubblico femminile. Proprio agli inizi del Novecento in tutta Europa le donne cominciavano infatti a partecipare in maniera più attiva alla vita pubblica e a frequentare i caffè e i club, storici luoghi di socializzazione, e il nuovo prodotto con il suo carattere complesso ed equilibrato e con quel suo gusto dolce e quella caratteristica nota di vaniglia era perfetto per conquistare anche il loro palato.

Caratteristiche che Martini Bianco non ha perso nel tempo, continuando a essere prodotto con la medesima formula di allora. Nel tempo è cambiato però il suo look, come mostrano i vari esemplari custoditi ed esposti presso Casa Martini, la brand home del marchio situata a Pessione di Chieri (Torino) nella sede dello storico stabilimento produttivo Martini & Rossi, e che testimoniano l’evoluzione dell’immagine del prodotto e il grande successo riscontrato in tutta la sua storia.

La prima etichetta di Martini Bianco era all’insegna della semplicità. Riportava quattro scudi reali, quello dei Savoia (1868), del Portogallo (1872), della Spagna (1897) e della Romania (1909), simboli importanti che rappresentavano all’epoca i massimi livelli di apprezzamento del prodotto. Una primitiva lunetta garantiva la purezza del colore specificando: "bianchissimo". Dopo la Seconda Guerra Mondiale, in un’epoca di grandi cambiamenti, l’etichetta originaria viene abbandonata per adottarne una nuova, una variante di quella che arricchiva la bottiglia di Martini Rosso, declinata nel colore dominante blu che ancora oggi caratterizza il pack del Bianco.

Non meno interessanti le campagne pubblicitarie, che consentono di tracciare un racconto per immagini di questo aperitivo e delle varie epoche attraversate nella sua lunga storia. A cominciare dal poster della Dama Bianca, disegnato nel 1920 da Marcello Dudovich, un’opera perfetta nella sua sontuosa semplicità, per proseguire con gli spot degli anni Ottanta, che raccolgono l’estetica di un’epoca caratterizzata dalla “fitness mania”. Negli anni Novanta è invece una giovanissima Charlize Theron la protagonista della seducente campagna in bianco e nero ispirata alla Dolce Vita, mentre in tempi recenti la seduzione assume caratteri maschili, con il fascino di George Clooney scelto da Martini per rappresentare tutta l’eleganza del suo Bianco.

Le ricette di Martini Bianco

Bianco Essence di Mattia Pastori

Bianco Essence_Pastori Martini Bianco

Ingredienti:

40 ml Martini Bianco, 20 ml London dry gin, 90 ml tonic water, 10 ml Martini Fiero, un pizzico di sale

Preparazione:

build

Decorazione:

zest di arancia

Bicchiere:

highball

110 rides di Alessio Miraglia

110 rides_Miraglia Martini Bianco

Ingredienti:

50 ml Martini Bianco, 15 ml St-Germain, 15 ml Grey Goose La Vanille, top di acqua tonica

Preparazione:

build

Decorazione:

fetta di lime

Bicchiere:

highball

Mina di Vanessa Vialardi

Mina_Vialardi Martini Bianco

Ingredienti:

40 ml Martini Bianco, 15 ml Martini Riserva Speciale Bitter, 50 ml succo fresco di pompelmo rosso, 80 ml cedrata

Preparazione:

build

Decorazione:

scoza di pompelmo

Bicchiere:

collins

 

Sentori di vaniglia e profumi intensi nelle proposte Nonino per il Natale 2020

nonino

Note di vaniglia e profumi perfetti per accompagnare una proposta dolce, oppure un pezzo di storia delle distillerie Nonino per un aperitivo prezioso e anche vegan friendly. Insomma, idee per creare confezioni natalizie di alto livello, accompagnando le creazioni di pasticceria dolce e salata, con le proposte Nonino per il Natale 2020.

Grappa Vendemmia Riserva 700 ml_2020
La Grappa Nonino Vendemmia Riserva 18 Mesi

Da abbinare a cioccolato e pasticceria secca

Derivata da un invecchiamento naturale in barriques e piccole botti, la Grappa Nonino Vendemmia Riserva 18 Mesi, barricata, è un blend di grappe invecchiate oltre 18 mesi in barriques di quercia Limousin, Nevers e in piccole botti ex-Sherry. Elegante e persistente, con sentori di vaniglia, pasticceria e cioccolato. Gradazione alcolica 41%, da servire e degustare a temperatura ambiente, in bicchiere ampio tipo balloon. Questa grappa particolare è disponibile in bottiglia da 700 ml con elegante astuccio decorato, a un prezzo di vendita consigliato al pubblico di 24 €. L'abbinamento ideale è con cioccolato amaro, dolci e biscotti secchi o a base di cioccolata.

L Aperitivo BotanicalDrink composizione
L'Aperitivo Nonino Botanical Drink

Da un'antica ricetta di famiglia

Rivisitato in chiave contemporanea nel 2018, L'Aperitivo Nonino Botanical Drink vanta radici profonde. L'antica ricetta di famiglia è diventata un infuso 100% vegetale di botaniche, erbe, fiori, frutta, bacche e radici nobilitato da acquavite d'uva ÙE Monovitigno Fragolino. Fiori, radici e frutti sono selezionati per provenienza e caratteristiche organolettiche, essiccati a bassa temperatura per mantenere inalterata l’intensità naturale di profumi, sapori e colori e conferire il caratteristico "giallo sole". La filtrazione leggera preserva la freschezza agrumata e la dolcezza delle botaniche. L'Aperitivo Botanical Drink ha una gradazione alcolica 21%, la bottiglia è da 700 ml e il prezzo di vendita consigliato al pubblico è di 20 €. È fresco, fruttato, con note agrumate e sentori di frutti di bosco, leggermente amaricante. Si può bere freddo a circa 6/7° o on the rocks con qualche goccia di succo di limone.  

Restrizioni, Massari: «Pasticceria meno colpita, ma il sistema soffre»

massari team 1
Con un comunicato diffuso a poche ore dall'ufficializzazione delle nuove restrizioni per ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie, Iginio Massari, il Maestro dei maestri della pasticceria italiana interviene sul tema. Sottolineando che, anche in presenza di un colpo durissimo, il settore della pasticceria potrebbe essere meno penalizzato dall'imposizione della chiusura alle 18. Tuttavia, il danno all'intero settore resta immane, e la speranza è di non perdere il periodo delle vendite pre-natalizie.

«Volano per l'economia del Paese»

«Con questo ultimo provvedimento la pasticceria pare meno colpita, ma non dobbiamo scordare che abbiamo completamente perduto il tempo della Pasqua che, insieme al Natale, incidono per una percentuale molto elevata del fatturato annuale». Il problema, però, rimane per i colleghi della ristorazione che è un settore già particolarmente attenzionato all’igiene rispetto ad altri settori commerciali meno penalizzati. Non possiamo scordare, poi, che la ristorazione fa da volano a una filiera essenziale per la nostra economia e per l’intero sistema Paese», conclude il Maestro.

A mobilitarsi per far sentire la propria voce è tutta la famiglia: «Sono comunque critica. Dal mio punto di vista», aggiunge la figlia del Maestro Debora Massari e maestro Ampi, «il rispetto così attento e scrupoloso delle regole fondamentali di distanziamento, di igiene ed il mancato assembramento avrebbero, a parer mio, giustificato il mantenimento pieno degli orari di apertura e di accesso dei clienti. La ristorazione è stata, io credo, l’ambito commerciale e imprenditoriale maggiormente penalizzato e, a differenza di altri settori, non incide e non impatta sul trasporto pubblico ma esclusivamente su quello privato». Dice Nicola Massari, altro figlio del Maestro e anch'egli impegnato nell'impresa di famiglia: «Attendo con fiducia, ma con timore, gli interventi economici di sostegno che sono stati oggi annunciati. Confido che non siano risibili quanto i precedenti. Da ultimo spero che i provvedimenti odierni consentano di vivere, con slancio e libertà, il tempo del prossimo Natale: ne ha necessità il tessuto imprenditoriale, i collaboratori, le famiglie e la società tutta».

Fipe: «Ristorazione e contagio, dov'è la connessione?»

Intanto si moltiplicano le voci contrarie a questi provvedimenti, per molti "ciechi" e non supportati da evidenze. La presidenza Fipe-Confcommercio ha espresso perplessità e contrarietà alla chiusura dei pubblici esercizi alle ore 18:00. «Per la ristorazione è impedita l’attività del servizio principale della giornata, mentre per i bar si tratta di un’ulteriore forte contrazione dell’operatività», si legge in una nota. «La contrarietà si aggiunge alla consapevolezza che non esiste connessione tra la frequentazione dei Pubblici Esercizi e la diffusione dei contagi, come dimostrato da fonti scientifiche, che attribuiscono piuttosto ad altri fattori -mobilità, sistema scolastico e mondo del lavoro - le principali fonti di contagio».

«In piazza il 28 ottobre»

La Federazione, il 28 ottobre, sarà presente in 21 piazze d’Italia, «per ribadire i veri valori del settore - economici, sociali, culturali ed antropologici - messi in seria discussione dagli effetti della pandemia da Covid-19, che sta mettendo a repentaglio la tenuta economica del settore, l’occupazione (a rischio oltre 350mila posti di lavoro) e il futuro di oltre 50.000 imprese».  

Roastelier by Nescafé, il richiamo del caffè appena tostato

Roastelier by Nescafé
Roastelier al Base, Milano
Roastelier al Base, Milano

Dal 22 ottobre al Base Milano di via Bergognone 34, nell’ampio bar-bistrot interno c’è un nuovo aroma nell’aria e una nuova apparecchiatura accanto al banco bar: Roastelier by Nescafé, che qui è stato presentato ufficialmente a una platea ridotta di operatori, al fine di non creare assembramenti. Cuore del sistema è la tostatrice a letto fluido di piccole dimensioni (cm 28,5 x 40 x 60,5 di altezza), che permette di seguire ogni fase della tostatura; difficilmente passa inosservata e diffonde un piacevole aroma di caffè. Soprattutto è facile sa usare: è sufficiente avvicinare al lettore ottico il sacchetto con il caffè che si vuole tostare e sul pannello di controllo compaiono le caratteristiche dell’origine prescelta, quindi la richiesta di scegliere tra una tostatura per espresso o per filtro. Se si sceglie la prima ci si trova davanti a tre opzioni che permettono di impostare altrettanti profili, in grado di mettere in risalto dolcezza e acidità o amarezza o ricercare un bilanciamento tra gli aromi; le opzioni sono due per la seconda.

Il prime roast pronto per essere posto nella tostatrice
Il prime roast pronto per essere posto nella tostatrice

L’unicità di questo sistema è che nel sacchetto non c’è caffè verde, ma un Prime Roast, ovvero un caffè che ha avuto un primo passaggio di tostatura fino a raggiungere un color cannella (è la fase in cui si sviluppa la maggior parte dello spettro aromatico). Al barista non rimane che effettuare l’ultima parte della tostatura scegliendo tra i programmi preimpostati, che conducono ogni fase in modo del tutto automatico, ma soprattutto a vista, permettendo di cogliere il movimento continuo dei chicchi che cambiano colore e concluso il ciclo  vengono raffreddati. In tutto l’operazione dura circa 10 minuti, dopo di che il caffè (che il particolare ciclo produttivo garantisce di qualità costante) si può insacchettare (anche macinato) in purezza o dopo averlo miscelato creando una o più miscele della casa, chiudendo con la saldatrice e personalizzando con il logo del locale, il nome della miscela e molto altro.

Il barista imposta il grado di tostatura desiderato
Il barista imposta il grado di tostatura desiderato

La vista della macchina all’opera e l’aroma che si sprigiona nel locale attirano l’attenzione e fanno scattare l’interesse del consumatore, danno al locale un motivo in più di attrazione e al barista una nuova immagine (Roastelier per l’appunto), ovvero di chi sa lavorare e raccontare il caffè che offre sia al banco sia da asporto. Soddisfatto della nuova esperienza e dell’assaggio, il cliente, infatti, vorrà acquistare del caffè da consumare a casa anche con una ricetta fatta su misura per lui. Tramite una piccola piccola stampante collegata a uno smartphone, si può facilmente personalizzare l’etichetta, riportando le caratteristiche del contenuto, ma anche scrivendo una dedica per parenti e amici, o personalizzarle per locali che vogliano acquistare questi caffè e caratterizzarli con il proprio logo.

Il caffè appena tostato e raffreddato
Il caffè appena tostato e raffreddato

Le origini a disposizione sono Brasile, Colombia ed Etiopia; il sacchetto di Prime Roast è da 500 grammi (la shelf life è di 10 mesi), da tostare in cicli da 250 grammi l’uno. I vantaggi sono di avere un prodotto pulito e selezionato, di cui concludere la “cottura” (durante il processo il calo di peso è ridotto rispetto all’utilizzo del verde), senza scarti, in tempi brevi e in modo del tutto automatico. Roastalier è stata pensata per supportare a 360 gradi la trasformazione del locale, con differenti soluzioni per il collocamento e le attrezzature complementari nonché un corso di formazione di più giorni che spazia dalle abilità del barista, al funzionamento della macchina, dalle caratteristiche delle singole origini a come argomentare la vendita e offrire una coffee experience che soddisfa e dà più valore al prodotto in tazza, permettendo quel ritocco del prezzo di vendita da tempo auspicato.

Fabiano Bucci rifinisce il suo drink
Fabiano Bucci rifinisce il suo drink

Concludiamo con un drink curioso e inedito presentato da Fabiano Bucci, advisory bartender presso Nestlé. Ingredienti: 30 ml gin, 30 ml vermouth, 30 ml Campari, 18 gr caffè, funghi porcini secchi, pistilli di zafferano, pepe. Preparazione: si estrae il caffè con il siphon, ponendo nell’ampolla inferiore il gin e lo zafferano; sopra uno strato di funghi porcini e il macinato. Ottenuto l’estratto si realizza un classico Negroni con i gin aromatizzato; aromatizzare con pepe e rifinire con arancia disidratata, un pezzetto di fungo e pistilli di zafferano. Un drink dal piacevole sapore autunnale.

Ristorazione e Coronavirus, l’opportunità del delivery

Consegna a domicilio o delivery
Ristorazione e coronavirus: 2 italiani su 3 vanno meno al ristorante. Per 4 su 10 aumenterà, una volta superata la pandemia, il food delivery. Da un sondaggio nazionale condotto da IZI in collaborazione con Comini & Partners

Il Dpcm dello scorso 24 ottobre, al centro di forti critiche e polemiche da parte della categoria dei pubblici esercizi, ha fatto fortunatamente salva la possibilità di effettuare la ristorazione a domicilio senza limiti di orario (l'asporto è consentito fino alle 24). Una bombola di ossigeno in vista di un temuto lockdown e di un mutamento significativo delle abitudini degli italiani con due italiani su tre (64%) che dichiarano, oggi, di andare meno al ristorante rispetto al periodo precedente alla diffusione del Coronavirus. E con un solo un 4% dichiara che la sua frequentazione presso i ristoranti è aumentata. È quanto emerge da un sondaggio condotto da IZI in collaborazione con Comin & Partners.

  • “Altro…”

    L’indagine da un lato conferma le difficoltà del settore e dall’altro rivela le potenzialità del canale del delivery. Lo studio analizza, infatti, anche com’è variata la propensione degli italiani al food delivery e rileva che, a seguito del Coronavirus, per il 38% è aumentata mentre per il 39% è rimasta come prima. Se per circa tre italiani su quattro (73%), con il passare dell’emergenza il ricorso alla consegna di cibo a domicilio rimarrà invariato, per quasi il 20% del campione intervistato aumenterà. Numeri, questi ultimi, che indicano come la modalità del delivery sia destinata tendenzialmente a rafforzarsi e ad aumentare progressivamente il suo peso a livello economico, imponendo al settore della ristorazione un ripensamento complessivo sulle nuove priorità di business. Un ripensamento, più che mai urgente, proprio alla luce dell'evoluzione delle nuove restrizioni imposte dal recente Dpcm e da un possibile ritorno a una situazione emergenziale che obblighi di fatto i ristoratori a "convertirsi" al delivery. Il sondaggio è stato effettuato sui residenti in Italia e il campione ha incluso 1.052 persone, intervistate in modalità Cati-Cawi e stratificate con ponderazione vincolata per sesso, classi d’età, regione di residenza. Le Interviste sono state realizzate tra il 16 e il 21 settembre 2020. C.B.

Arriva il Succo di Pomodoro Valfrutta Bio

Succo di Pomodoro Valfrutta Bio

Gustoso, energizzante e 100% naturale e italiano. È il Succo di Pomodoro Valfrutta Bio 100% italiano, la nuova referenza che amplia la gamma di bevande biologiche a marchio Valfrutta per il bar.

Il nuovo prodotto è preparato esclusivamente pomodori coltivati con agricoltura biologica certificata in Emilia-Romagna dai produttori delle cooperative socie di Valfrutta, ma non da concentrato, senza impiego di conservanti, additivi, ogm e coloranti, e si caratterizza per il basso contenuto calorico e una piccola presenza di sale. Una bevanda gustosa, ma anche attenta al benessere dei consumatori, in quanto ricca di antiossidanti e di sali minerali, alla quale non difetta neanche la versatilità. Il Succo di Pomodoro Valfrutta Bio è infatti ottimo se consumato da solo, magari con l’aggiunta di un pizzico di sale e limone, ma si presta bene anche alla miscelazione, per la preparazione di raffinati cocktail a partire da un super classico come il Bloody Mary.

Il nuovo succo arricchisce la gamma di bevande biologiche per il fuoricasa del marchio di Conserve Italia, che conta altre otto referenze: Pera Italiana, Pesca Italiana, Albicocca Italiana, Mirtilli Selvatici, Melograno, Ananas 100%, Arancia Italiana, Arancia Carota Limone frutta e carote italiane. Tutte disponibili in bottiglia da 200 ml di vetro trasparente, che rende visibile il loro contenuto. Un pack dal design moderno studiato per valorizzare l’alta qualità dei prodotti, grazie anche al marchio Valfrutta in rilievo sul collo della bottiglia che ne esalta lo stile semplice ed elegante. Un pack, soprattutto, progettato per rispondere alle esigenze pratiche dell’operatore bar. L’altezza della bottiglia è idonea per la collocazione all’interno dei cassetti frigo dei locali, così da garantire praticità e comodità di utilizzo rendendo più razionali gli spazi, mentre il tappo twist-off, semplice da aprire, è richiudibile all’occorrenza in modo da non disperdere e sprecare il contenuto.

Locali chiusi alle 18: le nuove restrizioni del Dpcm 24 ottobre

Dpcm 24 ottobre 2020

La rapida crescita dei contagi da Covid-19 ha indotto il governo a mettere a punto nuove misure valide per tutto il territorio italiano per contrastare la pandemia. Sono contenute nel Dpcm 24 ottobre 2020, emanato la scorsa notte, e in vigore dal 26 ottobre fino al prossimo 24 novembre, e prevedono un nuovo giro di vite sulle attività dei locali.

Giro di vite che si concretizza, innanzitutto, in una riduzione degli orari di apertura. All’art 1 punto ee, il provvedimento infatti stabilisce che «le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 fino alle 18». La nuova disposizione vale tutti i giorni della settimana, compresi festivi e prefestivi, ma non si applica gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, che restano dunque aperti anche dopo le 18, e che hanno comunque l’obbligo di assicurare il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Così come un’eccezione è prevista per la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive, che possono proseguire la loro attività, ma limitatamente ai propri clienti, che siano alloggiati nelle stesse strutture.

Altra novità riguarda il numero delle persone che possono prendere posto al tavolo nei locali, ora portato a un massimo di 4 «salvo che siano tutti conviventi». Dopo le ore 18, inoltre, viene vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto e fino alle 24 sono permesse anche le vendite con asporto, sia di cibi sia di bevande (anche alcolici e superalcolici), con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale.

Stop alle feste, sale bingo e sale da ballo

Nuova stretta sulle feste, con le limitazioni già presenti che ora si estendono anche banchetti e ricevimenti dopo matrimoni, comunioni e battesimi (finora consentiti fino a un massimo di 30 persone): «Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all'aperto ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose», si legge nel Dpcm 24 ottobre.

Confermata la sospensione delle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, adesso estesa anche a sale gioco, sale bingo, sale scommesse, che vengono chiuse dal 26 ottobre.

Annunciati, ma solo annunciati, indennizzi per le attività

Misure fortemente penalizzanti per il mondo del fuoricasa, che sta pagando uno dei prezzi più alti, dal punto di vista economico e occupazionale alla pandemia. A tale riguardo, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa nella quale ha illustrato le misure del Dpcm 24 ottobre, ha affermato che il governo ha già previsto una serie di indennizzi per le attività economiche colpite dalle nuove restrizioni.

In particolare, ma lo ribadiamo, al momento si tratta solo di annunci, in quanto gli indennizzi non sono ancora stati messi a punto né emanati, intenzione del governo sarebbe di attivare nuovi contributi a fondo perduto, un nuovo credito d’imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre e cancellare la seconda rata Imu dovuta entro il 16 dicembre. A questo, si aggiungerebbe una conferma della cassa integrazione, una nuova indennità mensile una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo, e misure di sostegno a favore della filiera agroalimentare.

Dpcm 24 ottobre 2020

Dehors a tutto comfort con la nuova lampada a infrarossi di Vortice

lampada a infrarossi Thermologika Soleil System

Creare un ambiente confortevole in modo rapido ed efficiente sia in luoghi chiusi sia in quelli aperti. Con questo obiettivo Vortice ha messo a punto Thermologika Soleil System, una nuova lampada a infrarossi, protetta da brevetto, particolarmente indicata per i locali.

Cuore del sistema la lampada a raggi infrarossi, con potenza regolabile fino a 1.500 W, in funzione delle esigenze, che si caratterizza per l’elevata resa termica, la velocità di accensione, con oltre il 90% del picco massimo raggiunto in meno di 1 secondo, e una vita utile molto lunga, che raggiunge le 5000 ore. Una tecnologia che permette di sfruttare al meglio, soprattutto con i primi freddi e in inverno, gli spazi dehors, in quanto le lampade a infrarossi sono tra le soluzioni più efficaci ed efficienti per rendere accoglienti gli ambienti esterni in quanto, riscaldando per irraggiamento, agiscono direttamente sui corpi in modo da non disperdere inutilmente il calore.

Thermologika Soleil System lampada infrarossi Vortice
La nuova lampada a infrarossi Thermologika Soleil System di Vortice

Dalle dimensioni compatte (45,3 cm di lunghezza x 13,8 cm di altezza x 9,3 cm di profondità), Thermologika Soleil System ha una struttura robusta e resistente, con un elevato livello di protezione dai getti d’acqua, costituita da un involucro in alluminio estruso anodizzato e da una griglia è in lamiera di acciaio inox elettrolucidata, soluzione quest’ultima che la rende immune dalle tipiche variazioni cromatiche indotte dai cicli di riscaldamento e raffreddamento. È inoltre dotata di parabola riflettente in alluminio ad alta riflessione (fino al 95%), che ne incrementa l’efficienza, mentre le 5 scanalature orizzontali presenti sul retro permettono di adattare l’inclinazione della lampada, orientando la radiazione termica nella direzione utile a massimizzare il comfort.

Massima liberà di installazione

Leggera, solo 2,3 kg di peso, la nuova lampada si caratterizza anche per l’estrema libertà di installazione. È infatti installabile in posizione orizzontale o verticale, a parete o a soffitto, da sola o in coppia in posizione affiancata o sovrapposta, mantenendo un unico punto di alimentazione. Ma non solo, perché una serie di kit accessori ne moltiplica ulteriormente le possibilità di montaggio. Per quanto riguarda l’installazione a soffitto, per esempio, Thermologika Soleil System può essere anche montata in orizzontale sospesa con cavi di acciaio regolabili, grazie all’apposito kit che permette di installare fino a 3 lampade, inclinabili secondo le necessità, mentre a parete si può montare anche in orizzontale su un supporto di 80 cm di lunghezza fissato al muro tramite una piastra.

Thermologika Soleil System lampada a infrarossi Vortice esternoNessun problema anche in assenza di pareti o soffitti adeguati all’installazione e per gli spazi esterni. Per tali situazioni Vortice ha creato Palologiko (altra tecnologia brevettata), un supporto che sostiene fino a 3 lampade a infrarossi, tutte alimentate da un unico accesso alla rete elettrica, garantendo così un calore esteso. Il supporto, a forma di palo, ha un’altezza di 2,5 m, con un diametro alla base di 65 cm, e un peso di 22 kg, e può essere completato da un tavolino con foro centrale e da un poggiapiedi alla base che la rendono perfetta per i dehors.

Ma con Thermologika Soleil System si possono addirittura creare dei gazebo.  A renderlo possibile i Gazebologiko System, strutture modulari a pianta quadrangolare o triangolare in lega leggera (profilati di alluminio estruso, bloccati da giunti di elevata robustezza) pensati per alloggiare una o più lampade e altri elementi che ne garantiscono il comfort. I gazebo si possono chiudere in alto con un telo con scarico dell’acqua piovana e ogni palo può essere dotato di tavolino e poggiapiedi. Infine, per sfruttare la soluzione anche nel periodo estivo, si può aggiungere un sistema di nebulizzazione che rinfresca l’ambiente.

Quattro cose da fare subito per affrontare la nuova situazione

Affrontare la nuova situazione
Foto di Engin Akyurt per Pixabay

L'aspetto più complicato, per i gestori alle prese con questa nuova ondata di Covid-19 e di conseguenti nuove restrizioni, si chiama incertezza. Regole che cambiano velocemente, nuove paure che si affacciano («Reggeremo a un nuovo possibile lockdown?»), fiducia nel futuro e nella propria capacità di gestire la situazione che comincia a mostrare crepe.

«Viviamo una situazione di conflitto di valori - spiega il coach motivazionale Maurizio Papa -, in cui siamo combattuti tra la necessità di lavorare e la paura di lavorare. Una situazione simile a quella che accade quando c'è in corso una guerra. E se il primo lockdown ci ha colti del tutto impreparati, ora da una parte pensiamo di poter prevedere come reagiremo a questa nuova crisi, ma dall'altra intervengono fattori nuovi: abbiamo sulle spalle i danni economici del lockdown e nella testa meno certezze sul fatto che "tanto a noi non ci tocca". Soprattutto man mano che scopriamo e incontriamo persone che conosciamo che sono state colpite dal Covid-19. Il rischio è che tutto questo ci blocchi».

Come uscire da questa situazione? Papa suggerisce un punto di partenza e quattro passi da compiere. Non per far sì che la crisi scompaia (bisogna fare i conti con la realtà) ma per affrontarla nel modo migliore possibile.

«Il punto di partenza è distinguere cosa è nel nostro controllo da cosa non lo è. E concentrarmi solo sul primo aspetto. Tenendo presente che, relativamente a ciò che dipende da noi, alla domanda "cosa posso fare" la risposta "niente" non è ammessa».

1. Conoscere la situazione

La prima cosa da fare è spostare la propria attenzione dalle emozioni ai fatti: «Un imprenditore, in questi momenti più che mai, deve concentrarsi sull'avere sotto controllo la propria situazione economica e finanziaria. Che significa: sapere qual è la soglia minima che gli permette di "reggere" e per quanto tempo. Nel concreto, consiglio di farsi un foglio Excel su cui segnare giornalmente il numero di clienti, gli incassi e il cash flow (il flusso di cassa, ovvero la differenza tra incassi e uscite monetarie). Di calcolare qual è il livello minimo di incassi che mi permette di reggere e mettermi una "spia" che mi indichi quando mi sto avvicinando al pericolo. Faccio un esempio: se con meno di 300 euro al giorno di incassi il mio business va in crisi, quando - con incassi in discesa - arrivo a 400 dovrebbe suonare un allarme che mi dice: "devo fare qualcosa"».

2. Agire coinvolgendo il team

Se l'allarme mi dice "devo fare qualcosa", la questione diventa cosa: «Occorre chiedersi: cosa posso inventarmi? È un esercizio fondamentale - afferma Papa -, che va fatto coinvolgendo tutti i membri del team. Occorre per prima cosa metterli al corrente della situazione, presente e futura: le persone hanno paura di parlare di futuro, quando è negativo. Ma è una cosa necessaria, perché solo così possono responsabilizzarsi. Occorre far sì che ogni membro del team possa far sentire la propria voce, possa buttare fuori le proprie paure per poi passare alla parte propositiva: cosa possiamo fare? Non bisogna aspettarsi che vengano necessariamente fuori idee intelligenti. L'obiettivo primario è far mettere in gioco le persone e creare uno spirito di squadra».

3. Dare sicurezza ai clienti

La responsabilità e il rispetto delle regole sono più che mai due elementi fondamentali. «Sono il punto di partenza imprescindibile - spiega Papa -. Ma è altrettanto importante dare sicurezza al cliente, mettendo in mostra le procedure e gli accorgimenti che avete adottato e facendoli notare. Bisogna rendere visibile il fatto che ci si sta occupando della sicurezza dei propri clienti e del proprio personale».

4. Andare in cerca di confronti e ispirazioni

Un altro effetto collaterale di questa situazione, per l'imprenditore, è sentirsi solo. «Per questo diventa fondamentale il confronto costruttivo tra pari, tra colleghi imprenditori. Non per dire cosa non va, o per sfogarsi. Ma per confrontarsi sulle rispettive situazioni e sulle soluzioni che ognuno sta adottando. Oggi più che mai è fondamentale uscire dal gruppo, dal flusso dei chiacchericci sterili, per seguire i consigli e le indicazioni delle persone, dei professionisti e dei colleghi che possano ispirarci e darci gli stimoli, le energie e la carica necessaria per affrontare questo momento difficile».

Marendry inaugura la linea liquoristica Premiata Distilleria G. Fabbri

Marendry Fabbri 1905 nuovo pack
Bitter Marendry Fabbri 1905

Premiata Distilleria G. Fabbri. È questa l’etichetta che contraddistingue la nuova linea liquoristica per la mixology di Fabbri 1905. Linea che fa il suo debutto con Marendry in un nuovo pack, una bottiglia di vetro a forma di shaker continentale nel formato da 1 l.

Un pack che recupera la confezione originaria di Marendry, con la quale questa specialità di casa Fabbri fece il suo esordio sul mercato negli anni Cinquanta. Una forma iconica che consegnò il prodotto non solo alla storia degli spirit, ma anche del design, con le sue linee che si staccavano nettamente dal resto della altre bottiglie dalle forma classiche.

E proprio il pack a forma di shaker sarà la veste anche delle altre referenze della collezione: un omaggio alla creatività dei professionisti del bancone, simboleggiata, appunto, dal loro prezioso compagno di lavoro. Una scelta che risponde anche alla volontà dell’azienda di rendere i nuovi prodotti immediatamente riconoscibili e contraddistinti da un’impronta unica e che comunicasse la vicinanza di Fabbri 1905 fin dalle origini al mondo bar. A quest’ultimo obiettivo risponde anche la scelta dell’etichetta, Premiata Distilleria G. Fabbri, dicitura che ancora campeggia sul fronte del quartier generale Fabbri a Bologna e che è il nome con il quale l’azienda nacque nel 1905.

Altro filo rosso della nuova linea di liquori le inconfondibili note di Amarena, unite a una gradazione alcolica moderata, contenuta entro il 21% in volume, e un’attenta selezione degli ingredienti. Una nuova gamma di prodotti, insomma, che va incontro a tutte le nuove tendenze nel mondo del bere miscelato: naturalità, ingredienti preziosi, tasso alcolico contenuto e versatilità.

Tutti aspetti che si trovano perfettamente espressi in Marendry, non a caso la referenza che inaugura la serie. Una specialità a gradazione alcolica moderata (alc 21% in vol) dove le tipiche note amaricanti del bitter si fondono con il sapore rotondo e avvolgente di Amarena Fabbri, il tutto arricchito di note agrumate. Un prodotto realizzato con materie prime di qualità e con l’utilizzo di soli aromi e coloranti naturali, ideale per donare nuove sfumature ai cocktail classici e per fornire nuovi stimoli creativi ai bartender.

 

 

Art of Italicus aperitivo challenge 2020 sostiene i barman e i loro bar

The Art of Italicus - Aperitivo Challenge 2020
The Art of Italicus - Aperitivo Challenge 2020
In un anno così particolare, Italicus Rosolio di bergamotto dà il via ad un insolito Art of Italicus Aperitivo Challenge che diventa Glo-cal Edition. L’obiettivo principale quest’anno è supportare le eccellenze del mondo bar. I “locali dell’aperitivo” di 10 città nel mondo saranno coinvolti in un bar-tour virtuale con i migliori cocktail a base di rosolio di bergamotto e tipicità enogastronomiche del territorio

Italicus Rosolio di Bergamotto, simbolo dell’aperitivo italiano per eccellenza, lancia Art of Italicus Aperitivo Challenge Glo-cal Edition, un’edizione diversa del contest nato per celebrare il cocktail come forma d’arte liquida. In una situazione anomala come quella attuale, il focus dell’edizione 2020 diventa necessariamente quello di promuovere i bartender e la loro creatività nel saper coniugare il gusto tipicamente mediterraneo del rosolio ai sapori tipici del proprio territorio o città di origine, coinvolgendo e connettendo la comunità di Italicus nel mondo. Italicus darà vita a un grande tour virtuale e globale fra locali nel mondo, includendo fino a otto cocktail bar di dieci città tra Europa e Stati Uniti: Londra, Parigi, Milano, Roma, Stoccolma, Atene, Barcellona, New York City, Las Vegas e Miami.

Nel vivo dell’Art OF Italicus 2020 Glo-cal Edition

Nelle 10 città coinvolte, ogni bartender è stato selezionato dal brand ambassador di ITALICUS per creare un aperitivo ispirato alle tradizioni, allo stile e ai sapori enogastronomici tipici della realtà regionale di appartenenza.

Dopo avere valutato gusto, creatività, originalità dei cocktail di ciascun bartender, Italicus nominerà i Best Italicus Bar Artists di ogni città. Saranno gli stessi bartender a raccontare il concetto a cui si sono ispirati per creare i loro cocktail d’arte.

I protagonisti di questa edizione Glo-cal dell’Art of Italicus verranno presentati sui canali digitali italiani e internazionali, con l’obiettivo di promuovere il settore a livello globale, connettendo le identità locali.

Bargiornale (www.bargiornale.it), a cominciare da Roma e Milano, vi presenterà i protagonisti di questo straordinario tour. Vi racconteremo le loro storie, entreremo nei loro locali, vi presenteremo i loro aperitivi, le ricette, l’ispirazione che li ha guidati.

Il profilo di ogni bartender, il locale di appartenenza e i loro cocktail verranno inseriti inoltre anche in una rubrica digitale dell’Art of Italicus Glo-cal creata in collaborazione con Difford’s Guide, un'autorità globale sulla cultura del bere. Si tratta di una piattaforma che consumatori e professionisti del settore potranno visitare virtualmente e i bartender condividere e promuovere sui loro canali.

Foto Bruno D'Amata

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Roma

Patrick Pistolesi

Drink Kong

Metà della sua vita dietro un bancone, Patrick Pistolesi, 42 anni, è fondatore e bar manager del Drink Kong di Roma. Non nasconde di aver iniziato a miscelare per divertimento, ma ha presto abbandonato l’aspetto ludico, diventando uno dei più seri professionisti della Capitale. Già ambassador di Schweppes e Jameson, ha aperto il Drink Kong a fine 2018 e l’anno dopo era già all’82° posto della 50 Best Bars. Atmosfere da Blade Runner, neon e Atari per giocare, Drink Kong è soprattutto miscelazione supermoderna con tanto lavoro in laboratorio per creare i semilavorati che vanno a comporre i drink della nuova carta New Humans.

Mario Farulla

Chapter

Dopo anni da globetrotter e tante fortunate esperienze soprattutto nei grandi hotel del mondo (il Four Season di Dubai per esempio), Mario Farulla è tornato da qualche anno nella sua Roma. Prima sosta da Baccano, che da bar manager ha portato fino al 70° posto della 50 Best Bars, da qualche mese il cambio di rotta con il ritorno in un bar d’hotel. Ecco il Chapter, bellissimo boutique e art hotel in centro storico, che fa da sfondo alle creazioni di Mario. Focus su Martini e Whisky&Soda (con servizio al tavolo mediante un trolley in valigia), drink list che è un riassunto delle sue esperienze di vita e di lavoro.

Simone Scapigliati

Madeleine

Classe 1990, ha iniziato a miscelare per gioco nel 2013, ma ha presto scoperto che quello sarebbe stato il suo destino. Dopo esperienze al Vicious Club e al Blackmarket 101, da un anno Scapigliati è head bartender del Madeleine, locale ispirato alle brasserie parigine in quel di Prati, aperto dalla mattina a tarda notte. E se la pasticceria e appunto le madeleine sono il focus della cucina, che pure spazia nel salato, il bancone va di pari passo offrendo un “supporto liquido” alle creazioni degli chef.

Francesco Cimaglia

Bootleg

A soli 26 anni, Francesco Cimaglia ha già molta esperienza dietro al bancone, buona parte della quale acquisita all’estero, fra Londra dove ha lavorato per tre anni in un gin bar da oltre 500 etichette e Parigi, dove è stato alla corte di Oscar Quagliarini. Tornato nella sua città, a Roma, Francesco si è subito dedicato al progetto del Bootleg, che ha aperto nel 2015. Con la sua atmosfera retrò con rimandi al Proibizionismo (ma senza essere speakeasy), questo street bar ha rivoluzionato la miscelazione del periferico quartiere Montesacro, con ingredienti di qualità, signature drink e menù stagionali.

Riccardo Rossi

Freni e Frizioni

Freni e Frizioni nasce nel 2005 come street bar negli spazi di un’ex officina meccanica, da cui prende il nome. L’intenzione iniziale era dispensare aperitivi e cicchetti, come la tradizione del nord Italia impone, ma nel tempo e grazie alla continua specializzazione dei soci che lo animano, questo locale si è evoluto, posizionandosi in città come uno dei posti da non perdere per gli amanti della miscelazione. Arrivato prima come bartender, dopo una serie di esperienze all’estero, Riccardo Rossi è diventato socio e bar manager e ha portato come valore aggiunto i suoi studi dedicati al Pisco.

Marco Felici

Coffee Pot

Head bartender del Coffee Pot, Marco Felici ha 37 anni ed è dietro al bancone da quasi metà della sua vita. Al Coffee Pot è atterrato dopo diverse esperienze soprattutto nel mondo della notte e delle discoteche. Qui ha trovato il posto giusto per mixare l’equilibrio fra food&drink, le sue due grandi passioni. Al Coffee Pot si fa una cucina fusion che mescola Giappone e Messico, un matrimonio solo apparentemente impossibile, ma che qui diventa più che possibile. I drink fanno da spalla alla cucina, dando quel quid in più a questo locale di Trastevere.

Mattia Ria

Blind Pig

Dalla porta di entrata modello Downing Street si capisce che si sta per fare un viaggio. Eppure i piedi dei due fondatori del Blind Pig, Mattia Ria ed Egidio Fidanza, sono ben piantati. Roma, quartiere san Giovanni, a due passi dal Pigneto dove si sono conosciuti professionalmente. Ma la scelta è chiara: discostarsi dalle logiche da “movida” e collocarsi in un quartiere più da lavoratori e famiglie. Qui si mangia e si beve bene, con piatti golosi che servono soprattutto ad accompagnare la bevuta, sempre curata e variegata, grazie alle quasi 500 etichette in bottigliera.

Chiara Marinelli

Oro Whisky Bar

Protagonista di questo nuovo progetto che sta rivoluzionando il panorama della miscelazione capitolina, Chiara Marinelli è sempre stata appassionata di whisky, fin dai suoi primi passi come barlady. Ha fatto parte del team del Roma Whisky Festival come brand ambassador, coordinatore e docente della Roma Whisky Academy, quindi animatrice del Whisky&Co, vero rifugio per appassionati. Tutta questa esperienza si riversa dietro al bancone di Oro, aperto da poche settimane per collocarsi nel panorama romano come tempio del whisky. Oltre 500 referenze solo di whisky e un dolce accompagnamento con le monoporzioni di Casa Manfredi, una pasticceria a pochi passi da Oro.

Aceticus

Ingredienti:
Italicus 40ml
Americano Cocchi infuso 24h con camomilla romana 25ml
Kong Cordiale 50ml (fatto con gli scarti degli agrumi)
Aceto bianco da Frascati superiore 10ml

Bicchiere: Old Fashioned/Ice Block

Metodo: Stir&strain

Ispirazione

Un sorso di estate romana. Un drink fresco, in cui il tocco di romanità è dato dalla camomilla romana che viene infusa con il vermut e un goccio di aceto bianco di Frascati. La sfida è esaltare le caratteristiche del bergamotto con questo contrasto fra il gusto agrumato e l’umami.

Litorale

Ingredienti:
Italicus 30ml
Caprino cheese Rum 35ml
Salamoia di olive Itrana 5ml
sugar syrup (2:1) 5ml
Succo di limone 30ml

Bicchiere: "Bello" Tumbler

Method: Shake&Strain

Garnish: "Green Pop corn" (Alloro, rosmarino, timo, finocchietto e cavolo verde)

Ispirazione

Il drink è ispirato ai profumi e sapori del litorale laziale (l’alloro, il rosmarino, il finocchietto...), dove il giovanissimo Farulla trascorreva le sue estati adolescenziali. I falò in spiaggia, i pranzi in famiglia, le prime scorribande fra amici, gli aperitivi al tramonto: tutti ricordi che si ritrovano nel bicchiere.

Convivium

Ingredienti:
40 ml Italicus rosolio di bergamotto
15 ml Rose liquor
40 ml meringa all’italiana
10 ml succo di limone
Top Franciacorta Saten
Garnish: Crusta-caster con menta romana
Sorbetto al limone

Bicchiere: Vintage Coupette

Metodo: Shake&Strain

Garnish: crusta zucchero e mentuccia romana

Ispirazione

Un twist del tipico dopocena chiamato Sgroppino che già dal nome, Convivium, evoca la convivialità, omaggio all’ospitalità italica. Il rosolio di bergamotto si accompagna al liquore di rose e alla meringa all’italiana (un prestito dalla pasticceria di Madeleine), e in chiusura un tocco di freschezza dato dalla mentuccia romana che riporta alle origini capitoline del bartender.

Next Stop ITALYcus

Ingredienti:
Italicus 45ml
Grappa Bianca Trentina 10ml
Succo di limoni di Amalfi 25ml
Zucchero semolato, 4 cucchiaini
Soluzione salina, 2 cucchiaini
2 dash di orange bitter
bianco d'uovo 25ml

Bicchiere: Collins con chunk di ghiaccio cristallino

Metodo: Reverse Dry Shake

Ispirazione

Un piccolo giro d'Italia in un drink: oltre all’Italicus, fra gli ingredienti si trovano il limone di Amalfi, la grappa trentina, l’arancia siciliana dell’orange bitter, il sale di Trapani della soluzione salina. Per sottolineare il concetto di viaggio, come sottobicchiere c’è un biglietto del bus romano.

Grape Time

Ingredienti:
Italicus 45ml
Pompelmo rosa
Cordiale all’uva home made 45ml
Pisco Acholado 15ml
Gazzosa 100ml

Bicchiere: Collins, Chunk Ghiaccio

Metodo: carbonato in lattina

Ispirazione

Il drink riflette gli studi di Rossi sul Pisco peruviano, usato in piccole quantità per dare una spinta al cocktail. In questo caso non è presente il Pisco, ma un cordiale all’uva preparato con succo d’uva e aceto di mele. La scelta della gazzosa è un ricordo di gioventù, quando gli anziani usavano miscelare birra e vino con questa bevanda.

Cacio&Mary

Ingredienti:
Italicus 40ml
Grappa barricata 12 mesi 20ml
Succo di limone 30ml
4dash tintura di peperoncino calabrese
sale
pepe
succo di pomodoro fresco 90ml

Bicchiere: Collins

Metodo: Throwing

Garnish: aria di Pecorino romano dop

Ispirazione

Il drink è dedicato al piatto preferito del barman, la romanissima cacio e pepe twistata in un Bloody Mary, in cui l’Italicus costituisce la parte alcolica principale, dando il suo contributo agrumato, che contrasta con la presenza importante delle spezie, peperoncino calabrese e pepe, oltre a una chiusura con il pecorino romano sotto forma di aria.

Terra

Ingredienti:
Italicus 50ml
Cordiale all'uva fragola 20ml
Succo acidificato di barbabietola 15ml
Top Limori Tonic Water

Bicchiere: Tumbler

Metodo: Build

Garnish: Foglia di salvia fritta

Ispirazione

Il cocktail è un tributo al Made in Italy e all’Italia in generale, con i suoi odori e colori, il sole che la bacia e il suo variegato territorio. Semplici ingredienti che rappresentano la ricchezza della terra del nostro paese, dove crescono prodotti come l’uva fragola, la barbabietola e il bergamotto.

Marca de ORO

Ingredienti:
Italicus 40ml
Capovilla Albicocca 15ml
East India Sherry 12 anni
1dash coffee Bitter
1dash coconuts bitter

Bicchiere: Old Fashioned

Metodo: Absinth dripper

Ispirazione

Il tempo è la parola chiave che guida la costruzione di questa ricetta. Il meglio del meglio della produzione liquoristica italiana è utilizzato per realizzare questo drink, con l’intenzione di sorprendere il palato, grazie al felice matrimonio fra bergamotto e albicocca, con l’East India Sherry a dare il tocco finale con il suo gusto profondo e deciso.

Milano

Angelica Baldan

Cà-ri-co

Ventidue anni, padovana, bartender di Cà-ri-co. Figlia di ristoratori, i suoi ricordi dietro a un banco risalgono a quando aveva 8 anni e si dilettava con i primi caffè shakerati. Arrivata a Milano per affinare le sue conoscenze ha lavorato prima al The Doping Club dell’hotel The Yard. Oggi è nella squadra di Cà-ri-co che sta per Casual Risto Cocktail e rappresenta una delle più interessanti novità del panorama italiano. Questo boutique bar si distingue per la ricerca maniacale di materie prime fresche, stagionali, di qualità. Altro fiore all’occhiello del locale guidato dal mixologist Dom Carella (in cucina chef Leonardo D’Ingeo) è il tipo di lavorazione delle materie prime che fa di tutto per evitare gli sprechi. Zero Waste, 100 per cento Taste.

Lucian Bucur

The Chinese Box

Bucur è il creativo del gruppo. L’alchimista dal cuore di whisky del The Chinese Box. Un bar che quando aprì, vent’anni fa in Corso Garibaldi, in realtà più che un locale sembrava un corridoio. Prima incontravi Michele Hu, poi Luca Hu. E sopra le loro teste c’era un soppalco per i clienti. Da subito questo dynamic duo ha puntato su una formula efficace: drink facili, preparati a razzo, sempre con prodotti di qualità e a un prezzo adatto anche alle tasche di un universitario. Un successo di piazza. Tanto che nel 2015 quel simpatico rospo si è trasformato in un principe. Il Chinese Box da cinque anni si presenta in una veste elegantissima. Al suo interno troneggia un lungo bancone. Un locale sue due piani che ospita anche un bistrot dove mangiare a pranzo e con una gineteca da record.

France Rainteau

Officina

La storia del bere miscelato è legata a doppio filo con il mondo dei motori. Si pensi ai vari Sidecar, Bentley, Mi-To. Nel 1936 Elvezio Grassi, in pieno boom dell’industria automobilistica italiana aveva dedicato un’intera sezione del suo caposaldo “Mille Misture”, ai vari Bugatti Cocktail o Rolls Royce Cocktail. Questo legame con gli Anni Ruggenti, a Milano, ha preso la forma di un’Officina del cocktail e non solo. All’interno di un antico cortile è stato creato un tempio per buongustai di misture e buoni bocconi. Un “quisibeve” e un “quisimangia” come avrebbe detto Marinetti. Il tutto avvolto in una cornice in perfetto equilibrio tra atmosfere rétro e design industriale. Il luogo dove provare le creazioni di France Rainteau, bartender francese già al Candelaria di Parigi, più volte nella lista dei migliori locali al mondo.

Cesar Araujo

BOB Milano

Classe 1987, scuola Diego Ferrari, dopo un’esperienza nelle migliori realtà milanesi tra cui l’Idèal Cocktail bar e il The Botanical Club di Milano. Cesar prosegue con il suo stile di miscelazione esotico, cosmopolita, ma fortemente legato all’old school della miscelazione. Lavora al BOB Milano, cocktail bar in zona Isola, nato nel 2018 con una grande idea in testa: coniugare una drink list di qualità, composta da signature e classiconi, molto whisky e tanto bourbon con abbinamenti food di influenza asiatica. Tra le proposte i Bao (panini cotti al vapore) in diverse vesti, classici e rivisitati. Bao che non patiscono di solitudine, ma convivono con snack come ravioli al vapore artigianali e piccoli piatti con influenze asiatiche.

Kevin Faccio

Barba

Scuola alberghiera, qualche momento turbolento, poi due prof lo fanno innamorare del settore. Vince una borsa di studio. Parte per Nîmes in Francia, segue la grande esperienza di una stagione al tre stelle Michelin Dal Pescatore Santini di Canneto sull'Oglio. Dopo queste esperienze si muove verso la metropoli nel tentativo di arricchire il suo bagaglio di conoscenze nella mixology. Ora lavoro da Barba, in zona Porta Venezia, in un cocktail bar dall’anima glocal sia per il quartiere dove si trova sia per il servizio offerto. Un luogo dove bar e ristorante si fondono in un tutt’uno. Dietro a questo progetto Flavio Angiolillo e Marco Russo, due imprenditori di locali di successo milanesi come Mag, 1930, Iter e Backdoor43.

Antonio Rosato

Mandarin Bar&Bistrot

Antonio Rosato creatore del drink The Beauty of Milano e vincitore italiano della Patrón Perfectionists nel 2018 è il talentuoso bartender del Mandarin Bar & Bistro, locale dall’eleganza sublime con motivi optical alle pareti, decorazioni geometriche e tanto gusto anche nella corte interna dall’eleganza classica. Il bar si trova nel cuore del Mandarin Oriental all’interno di un palazzo lussuoso del XVIII a pochi passi da La Scala. Rosato fa parte della squadra guidata da Andrea Panella, 27 anni, uno dei bar manager più giovani d’Italia cresciuto al Bamboo Bar dell’Armani Hotel sotto la guida esperta di Mattia Pastori, ex bar manager e oggi affermato imprenditore nel settore.

Andrea Ibba

TIBI - Bistrot Provençal

Un locale di cuore e di quartiere a Brera. Il suo must-have (to drink) è l’ampia selezione di Gin Tonic insieme alla ricca selezione di aperitivi della tradizione italiana. Andrea Ibba giovane bartender ha portato qui l’esperienza maturata nei 5 stelle lusso milanesi che mixa con le sue creazioni inedite. TIBI - Bistrot Provençal è un “bar sincero” grazie alla gestione famigliare, alle luci soffuse come in piccolo bar di charme francese, al senso spiccato dell’ospitalità di Ibba e di tutto lo staff.

Giuseppe Tulumello

Columbus

Classe 1976. Sin da bambino amava mischiare qualsiasi cosa. Che fosse potabile o no. Dopo l’alberghiero si trasferisce a Milano conosce Stefano Lascati, all’epoca gestore di un Irish Pub a San Donato Milanese. Complice la comune passione per il bere miscelato nel 1996 trasformano il pub in un cocktail bar. Nel 2001 insieme a Lascati, apre il Doimo un locale di 300 metri quadrati all’interno di un ex cinema con 10 metri di banco. Lì conoscono Guglielmo Miriello che con loro, nel 2005, apre il Columbus, un locale che miscela gli anni Cinquanta americani in un vero e proprio diner con atmosfere da cocktail bar newyorkese di alto livello.

De Merenda Italica

Ingredienti
40 ml Italicus
20 ml Bitter
50 ml Acqua di Pomodoro Condita

Ispirazione

Un drink orientato al concetto di condivisione che guida tutto il "Cà-ri-co pensiero". Un aperitivo fatto per fare merenda, servito in un cestino da picnic. Da consumare ovunque. Al tavolo del locale, su un prato, sul sofà di casa. La magia consegnata a domicilio.

Almondino

Ingredienti
40 ml Italicus
30 ml Jack Daniel’s Chinese Box Barrel Select
1,5 ml Sciroppo di mandorla e cardamomo
30 ml succo di limone
3 dash bitters al caffè verde

Ispirazione

Almondino è un drink poliedrico. Da aperitivo, cena, dopocena. Per prepararlo prendi due perle del Mediterraneo come il cedro (tra gli ingredienti di Italicus) e la mandorla siciliana. Infine, shakera i loro profumi, aromi e sapori in un inedito Whisky Sour.

Juliette

Ingredienti
45 ml Italicus
10 ml bitter
15 ml soluzione di agrumi verdi (infusione di tè al limone o con acido malico e citrico e un goccio di golden syrup)
Top di soda

Ispirazione

Per Italicus ho creato un drink che parla italiano.
Utilizzo Campari, bitter della nostra città, per dare un tocco amaricante. La soluzione acida serve per dare sia dolcezza sia freschezza. La parte sodata esalta questo lungo e fresco aperitivo.

Ritzy

Ingredienti
40 ml Italicus
20 ml London Dry Gin
20 ml Cordial Lemongrass
2 Drops di Curaçao Blue
Top Cuvé 36 Mesi Alta Langa Pas Dosé Gancia

Ispirazione

Ritzy è una rivisitazione del classico French 75, uno sparkling portato alla luce dal grande corrispondente di guerra Edward Alexander Powell (Washington Herald, 1915) ispirato al terribile pezzo di artiglieria francese da 75 mm. Il grande tocco in più lo dà Italicus e la palla di cannone il pregiato Metodo Classico Italiano.

Summer Memories

Ingredienti
30 ml lime
30 ml sherbet al limone
40 ml Italicus
2 dash Angostura bitters
Top acqua tonica

Ispirazione

Il drink nasce per celebrare la freschezza e il gusto degli agrumi. Limoni, cedro, bergamotto sono tra gli ingredienti che esprimono al meglio l’arte italiana di fare cocktail.

The Beauty of Milano

Ingredienti
40 ml Italicus
30 ml Giass London Dry Gin
3 dash pepper and saffron bitters

Ispirazione

Il drink rappresenta la celebrazione del classico Martini Cocktail. Una versione dall’eleganza milanese preparata con gin Giass (ghiaccio in milanese) che accompagna in modo superbo la freschezza e le fragranze di Italicus Rosolio di Bergamotto. Il cocktail, che può essere servito sia al bar sia direttamente nelle camere, ha come ulteriore ingrediente “milanese” lo zafferano, quello del famoso risotto.

Mami Cocktails

Ingredienti
60 ml Italicus
30 ml Gin Rosa Aperitivo
20 ml TOM Gin

Ispirazione

Al Gin Rosa shakerato, classico della tradizione meneghina, si aggiunge la grande freschezza (e bellezza) di Italicus. Altro ingrediente milanese nella ricetta è TOM Gin (Taste of Milano) che con la sua nota di pompelmo rosa crea un drink davvero interessante.

Dirty Negroni

Ingredienti
40 ml ITALICUS
30 ml vermouth Mulassano Dry
30 ml Muma gin
5 ml salamoia d’olive

Ispirazione

Un mash-up tra il classico Dirty Martini e un classico rivisitato (Negroni Bianco). Ne nasce un inaspettato e gustoso aperitivo con quel tocco in più di profumo d’oliva.

I Rum Diplomático sposano il caffè. Ecco tre gustose ricette

Rum Diplomático inv coffee mixology

Una delle tendenze più interessanti degli ultimi anni nel campo della miscelazione è la vera e propria fioritura della coffee mixology, ovvero la creazione di cocktail che hanno come ingrediente il caffè. Un matrimonio particolarmente riuscito è con Rum Diplomático, i cui rum, importati e distribuiti in esclusiva in Italia da Compagnia dei Caraibi, si prestano a meraviglia a questa associazione di gusto. Sono state messe a punto una serie di ricette di originali drink tutti giocati sulla combinazione rum-caffè, per fornire ai mixologist nuovi spunti e proposte con le quali arricchire le loro drink list e deliziare i palati dei clienti.

Del resto, l’abbinamento tra rum e caffè è per certi versi naturale, avendo i due prodotti molto in comune. A partire dall’origine, in quanto alcuni dei migliori chicchi provengono dall'America Latina, proprio come alcune delle più pregiate varietà di canna da zucchero. Entrambi, poi, sono prodotti delicati di alta gamma che richiedono una forte artigianalità e, cosa interessante, condividono sapori e aromi simili. Sfumature e note di vaniglia, spezie e mandorle, tabacco, quercia e caramello si possono trovare sia nel rum sia nel caffè.

Sebbene l’accoppiata sia naturale, va però costruita, come per ogni abbinamento, con criterio, se si vogliono ottenere risultati al top: la chiave è portare un contrasto sufficiente a massimizzare lo spettro sensoriale mantenendo un delicato equilibrio, così da valorizzare al meglio proprietà e gusto dei due ingredienti. Un criterio tenuto ben presente nella realizzazione delle ricette con i tre pregiati rum della gamma Tradition: Diplomático Reserva Exclusiva, Diplomático Mantuano e Diplomático Planas.

Diplomático Reserva Exclusiva, affinato in botti di rovere per un massimo di dodici anni, nello specifico, si combina bene con quei caffè amari intensi che tendono ad avere un corpo forte. Diplomático Mantuano, invecchiato fino a 8 anni in botti di quercia americana ex-bourbon ed ex-malt whisky, si sposa meglio, invece, con caffè speziati, affumicati e alla nocciola, che bilanciano bene i propri aromi. Mentre Diplomático Planas, rum bianco invecchiato fino a 6 anni, si abbina perfettamente con i caffè più sottili e puliti, con sapori fruttati e morbidi che ricordano i frutti di bosco, l'ibisco o anche le ciliegie e l'uva.

Il frutto della sperimentazione sono alcune gustose ricette come Diplomático Old Fashioned, nella quale Diplomático Reserva Exclusiva si unisce a un caffè espresso, sciroppo alla vaniglia e bitters al cacao, Mantuano Coffee Negroni, nel quale la base di Diplomático Mantuano si miscela un caffè cold brew, Vermouth Carlo Alberto Red e Bitter Rouge, e Planas Coconut Coffee, dove invece Diplomático Planas si sposa con caffè freddo e una crema o un cordiale al cocco.

Le ricette di Rum Diplomático

Diplomático Old Fashioned

Ron Diplomático

Ingredienti: 50 ml Diplomático Reserva Exclusiva, 5 ml sciroppo alla vaniglia, 20 ml espresso, 3 drop bitters al cacao

Preparazione:  mescolare tutti gli ingredienti per 20 secondi in un mixing glass con ghiaccio e poi versare nel  bicchiere con un cubo di ghiaccio

Decorazione: arancia e polvere di cacao

Bicchiere: old fashioned

Mantuano Coffee Negroni 

Ron Diplomático

Ingredienti: 25 ml Diplomático Mantuano, 25 ml Vermouth Carlo Alberto Red, 12,5 ml caffè cold brew, 12,5 ml Bitter Rouge

Preparazione: mescolate tutti gli ingredienti in un mixing glass con ghiaccio e versare in un bicchiere ghiacciato.

Decorazione: scorza d’arancia.

Bicchiere: old fashioned

Planas Coconut Coffee 

Ron Diplomático

Ingredienti: 35 ml Diplomático Planas, 65 ml caffè freddo, 10 ml crema al cocco / cordiale al cocco

Preparazione: build

Decorazione: cocco essiccato raspato

Bicchiere: tumbler alto

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