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Loison, le novità per il Natale 2020

prodotti Loison

Ogni anno l’azienda Loison di Costabissara (Vi), produttrice di panettoni, pandori, biscotti, veneziane e molto altro, con attenzione artigianale e ingredienti di prima qualità - rinnova la sua proposta con delle novità. Quest’anno, ad esempio, Dario Loison e la moglie Sonia Pilla (che con Sonia Design si occupa dell’immagine, del design e del pack dei prodotti) hanno lanciato una linea dedicata ai bambini e ai giochi di una volta. Sonia, aiutata da amici e conoscenti, si è messa alla ricerca nei solai di giochi d’epoca originali dei primi anni del Novecento: dalle bambole in porcellana agli aeroplanini in legno, dalle macchinine a pedali ai cavallucci a dondolo, dalle trottole ai carillon. Non solo. andando alla ricerca di vecchie stoffe di una volta sono stati realizzati da sarte esperte gli abitini di un tempo come gilet o i pantaloncini alla zuava o gli abitini alla marinara, che sono poi stati indossati dai bambini per uno speciale servizio fotografico, ripreso sulle confezioni dei panettoni e del pandoro. Altra novità 2020 è la collezione Cappelliere (con formati da 2 a 10 kg, a produzione limitata), ispirate alle custodie di modisteria del ‘900, curate fin nei dettagli, come la delicata carta velina che avvolge il panettone e gli dà un aspetto ancora più prezioso.

cappelliere loison 2020
Cappelliere loison 2020
La gamma di referenze e di formati dedicati al Natale firmati Loison è vasta: si spazia dal panettone classico a quello al cioccolato, da quello al vino Passito a quello al cioccolato monorigine e crema al caramello salato, dal Classico Milano a quello al limone o al mandarino tardivo di Ciaculli o ai fichi di Calabria, solo per citare alcuni degli ingredienti selezionati per la produzione. Una produzione “raccontata” in un nuovo catalogo – una vera e propria monografia sul mondo Loison – che ne mette in luce i valori produttivi e qualitativi.

Birra AB-InBev apre la nuova sede europea a Milano

Tra Arnaud Hanset e Benoit Broncart l'assessore Roberta Cocco taglia il nastro inaugurale

Protagonista del settore con oltre 500 marchi di tutto il mondo tra cui Bud, Stella Artois, Corona Extra, Leffe e Beck's, Ab-InBev (Anheuser-Busch InBev) ha recentemente trasferito la propria sede italiana ed europea da quella "storica" Interbrew (Gallarate, Varese) a Milano, nei pressi di piazza Gae Aulenti.

Con un tasso italiano di crescita annuo composito (Cagr) in volumi del +5,6% negli ultimi tre anni, la multinazionale belgo-americana sta raccogliendo, in particolare i successi di vendita di marchi come Leffe, Stella Artois, Corona Extra e l'italiana Birra del Borgo, grazie a campagne di comunicazione ben centrate e di effetto come The Life Artois, Corona Protect Paradise e Chef Alessandro Borghese per Birra Leffe, oltre che con l'iniziativa solidale Salva il Tuo Bar con AB-InBev. Oltre che sede della filiale italiana Ab-InBev, gli uffici di piazza Gae Aulenti ospiterannno la prestigiosa e nuova Business Unit Central Europe a cui fanno riferimento una ventina di Paesi.

Alla presenza dell'assessore Roberta Cocco del Comune di Milano, il presidente di Business Unit Central Europe, Benoit Bronckart, ha così commentato: «Abbiamo una grande ambizione italiana e internazionale per gli anni a venire, e questi uffici saranno la casa di un grande sogno, diventare i numeri uno nella creazione di valore per i nostri consumatori e clienti  attraverso il nostro portafoglio di birre premium. E' importante continuare a investire in Italia e in Europa, dando un segnale forte in un periodo così complesso per questo Paese e per il mondo intero».

Benoit Bronckart, ad AB InBev Italia
Benoit Bronckart presidente Business Unit Central Europe

«Il mercato italiano - ha aggiunto Arnaud Hanset, Country Director Italia - è diventato centrale nelle strategie del Gruppo che vuole costruire un futuro migliore e sostenibile. Grazie all'interior design progettato da Coima Image, la nostra nuova e grande sede di Milano (via Fratelli Castiglioni, 8 ndr) ospiterà 240 dipendenti ricchi di talento e ambiziosi, di oltre 13 nazionalità diverse e con una età media di 33 anni. I nostri uffici sono stati realizzati in coerenza con l'approccio sostenibile che caratterizza il nostro Gruppo. Sono stati certificati Leed Gold in fase di progettazione e costruzione, con obiettivi ambiziosi in termini di performance energetiche e ambientali come climatizzazione, riscaldamento, produzione di acqua calda, illuminazione, riduzione del consumo di acqua potabile e non, come nella scelta dei materiali di costruzione in base all'impatto ambientale. Tutto in coerenza con il progetto internazionale Smart Drinking and Sustainability del nostro Gruppo».

Arnaud Hanset, Country Manager Italia AB-InBev

 

 

Doppio Malto, 1.000 mq dedicati a birre e cucina premium

Il grande impianto spina di Doppio Malto a Milano

Un nuovo posto per la felicità di tutti i birrofili. Arrivato alla soglia dei venti locali, la catena Doppio Malto ha inaugurato il suo più grande spazio italiano di mescita di birra, con cucina annessa, a Milano in viale Liguria 47. Fondato nel 2004 a Lurago d'Erba (Co) dal mastro birraio Alessandro Campanini, il birrificio Doppio Malto è stato rilevato nel 2016 dalla società Foodbrand che ha impresso un grosso sviluppo al progetto birrario, tanto che oggi con 16 milioni di euro contribuisce al 20% del fatturato del gruppo.

  • Altro…

    «Forti della produzione di 14 tipologie in fusti e bottiglie, più 4 stagionali, riconosciute da oltre 100 premi internazionali - precisa l'ad Foodbrand, Giovanni Porcu - abbiamo avviato un intenso programma di sviluppo, puntando sull'apertura di locali con l'insegna Doppio Malto con mescita esclusiva e cucina anessa di pesce e carne, puntando al target premium con il miglior rapporto prezzo-qualità. Particolare cura inoltre abbiamo dato a spazi relax e ludici sia per grandi sia per bambini».
    A settembre 2020 è partita l'apertura all'estero di un locale Doppio Malto all'interno del centro commerciale Steel di Saint-Etienne (Francia) nellla regione del sud-est Rodano-Alpi, mentre per l'anno prossimo è previsto il taglio del nastro in una "tana birraria" come Glasgow (Scozia).
    Allo "storico" birrificio di Lurago d'Erba (600mila litri), si sta affiancando a fine 2020 un secondo stabilimento a Iglesias (Sardegna) capace di incrementare la produzione del 400% (per oltre 5 milioni di litri). Oltre alle più moderne tecnologie, lo stabilimento sardo ha puntato sul massimo contenimento dei consumi di energia e acqua, con un investimento di 6 milioni di euro e lavoro per una trentina di dipendenti. Attualmente sono i 19 i brew restaurant attivi: Asti, Bologna, Cagliari, Casnate (Co), Curno (Bg), Dormelletto Ticino (No), Erba (Co), Fiume Veneto (Pn), Marcon (Ve), Olbia (Ot), Reggio Emilia, Roma Trevi, Locate Trulzi (Scalo Milano), Settimo Torinese (To), Verona, Vigevano (Pv), Trieste, Saint-Etienne (Francia), Milano.

    Le 14 principali tipologie Doppio Malto
    Pils (4,8%), Summer (Session Ipa, 4,3%), Stone (English Ale, 6,5%), Rust (English Ale, 5,5%), Old Jack (Chocolate Stout, 6,3%), Leila (lager, 4,8%), Bitter (Extra Special Bitter, 5%), Zingi (Ginger Ale, 7%), Mahogany (Ipa, 6%), Senzascuse (Gluten Free, 4,5%), Brass (Weiss, 5%), Crash (Triple Honey Ipa, 7,5%), Cocoa (American Ipa, 7%), Imperial (Black Imperial Ipa, 9%).
    Le specialità sono disponibili in fusti Polykeg da 30 litri per la spina e in bottiglie 33 cl. Disponibili bocce da 2 litri per l'asporto.

    Il locale di viale Liguria
    Ricavato in un ex-capannone industriale di oltre mille mq nelle vicinanze del Naviglio Pavese, il locale milanese si compone di un ampio cortile d'accesso con rastrelliere per biciclette, su cui si affaccia lo scenografico mini-impianto di produzione a vista. Al piano rialzato si apre la grande cucina a vista, la zona tavoli e il grande banco bar a impianto centrale con una spettacolare bottigliera pensile, l'impianto delle 14 spine di birra e il settore cocktail curato dal bartender campione del mondo Bruno Vanzan. La cucina è specializzata nella preparazione di taglieri per aperitivo, pizze al tegamino (36 h di lievitazione), burger, carni (bovina, suina, pollo, galletto) e verdure alla brace di carbone vegetale, insalate, dessert.
    Al piano inferiore è stata sistemata la zona relax e ludica completa di tavoli da ping-pong, biliardo, scacchi giganti, calciobalilla e freccette. Non manca un altro banco bar con una zona tavoli per degustazioni e seminari come "Birra comanda colori", beer tour tra aromi, luppoli e malto. L'inagurazione è stata tenuta dall'ad Foodbrand Giovanni Porcu insieme con il mastro birraio Luca Vinelli. R.G.

     

Vivo Generation, la nuova cuvée di Mionetto dedicata all’aperitivo

Mionetto Vivi Generation

Guarda in particolare a un pubblico giovane Vivo Generation, la nuova cuvée della linea Vivo Collection di Mionetto. Il nuovo spumante, dedicato in esclusiva al mondo dei locali come tutte le referenze Vivo Collection, è un extra dry ottenuto dalla vinificazione di un blend di uve bianche, alla quale segue la spumantizzazione con metodo Charmat.

Eclettico e vivace, si ispira allo stile brioso della linea Vivo e porta con sé tutta la personalità delle bollicine della collezione, espressioni dell'abilità degli enologi della cantina di Valdobbiadene (Treviso) nel realizzare cuvée di grande apprezzamento e adatti a un bere leggero e conviviale. Più nello specifico, la nuova creazione di Mionetto si caratterizza per il sapore piacevolmente floreale e fruttato, e il suo bouquet fragrante che ricorda note di mandorle e pane appena sfornato. Tra gli aromi spiccano quelli di mela golden, acacia e miele, combinati a note di pera, albicocca e pesca. Caratteristiche che rendono Vivo Generation (alc 11% in vol) amabile e quindi molto indicato per conquistare i giovani, oltre che a farlo apprezzare da ogni palato.

Il suo carattere brioso si riflette poi nella bottiglia (formato da 750 ml) dalla forma snellita e con scritta blu cobalto brillante dal forte impatto.

Perfetto per il l’aperitivo “all day”, è da servire freddo a una temperatura di 6-8 °C e si abbina alla perfezione a diversi appetizer, come tramezzini, club sandwich e fish burger, anche questi molto amati dal pubblico giovane, ma anche a salumi e carni bianche. La sua versatilità ne fa anche un ottimo compagno per i bartender, soprattutto per la preparazione di long drink.

L’ultimo nato rende più ricca la linea Vivo Collection, che già contava le referenze Vivo Blu, Vivo Rosé, Vivo Dolce, Cuvée Oro, Cuvée Blanc e Cuvée Noir.

Aspettando Baritalia: manda la tua ricetta per la tappa di Firenze

Baritalia

Baritalia riparte, ma dalla primavera del 2021. "Ora non possiamo, Torniamo subito" è il cartello che abbiamo idealmente appeso alla manifestazione. Vi aspettano nuove energie, idee originali, contenuti innovativi.

La prima tappa si svolgerà in primavera (la data è in fase di definizione) in una location d’eccezione: il Locale Firenze di via delle Seggiole, in pieno centro cittadino, a un quarto d’ora a piedi dalla stazione di Santa Maria Novella.

Momento culminante di ciascun appuntamento sarà Baritalia Lab, un confronto/sfida tra i bartender selezionati dalla nostra giuria tecnica tra le candidature pervenute in redazione. Quest’anno i candidati (sono previste esibizioni di tre bartender alla volta) dovranno creare un cocktail originale o una rivisitazione di un cocktail classico che valorizzi il prodotto sponsor. A giudicare le performance ci saranno come sempre  i coach delle aziende partner, affiancati da alcuni grandi barman della città/regione, che avranno la facoltà di scegliere un candidato per tappa per il final show a Milano.

Invia la tua ricetta originale 

Il tema di quest’anno è il cocktail più venduto di sempre: il “Fai tu!”. Un invito a creare un drink capace di conquistare i tuoi clienti, un cocktail con la tua firma, la tua impronta.

Per creare la tua ricetta devi  scegliere uno tra i seguenti prodotti sponsor: Amaro Nonino Quintessentia, Campari, Cointreau, Organics, Tequila Corralejo e Tequila Ocho.
Ricordati che per la tua ricetta non potrai utilizzare brand diversi da quelli presenti nel paniere, salvo il caso in cui nel paniere non ci sia lo spirit che vuoi utilizzare (per esempio: se nel paniere c’è un gin e la tua ricetta prevede un gin dovrai utilizzare quello specifico brand. Se la tua ricetta prevede un mezcal e nel paniere non è presente nessun mezcal, potrai scegliere liberamente la marca preferita).

Per completare la candidatura basta iscriverti su premium.bargiornale.it e compilare il form di iscrizione.
A primavera selezioneremo i 60 bartender che saranno protagonisti della prima tappa di Baritalia.

Compatta e funzionale la nuova WBar di Wega

WBar di Wega

Un design razionale si unisce a un utilizzo pratico e intuitivo nella macchina espresso WBar di Wega. Si caratterizza per il design compatto e originale con linee tondeggianti, pensato rivedendo le forme delle tradizionali macchine per caffè, rispetto alle quali il nuovo modello riduce gli ingombri ed esalta i due gruppi centrali con i sistemi di controllo. Le dimensioni ridotte permettono di collocarla sul bancone senza che il barista perda il contatto visivo con il cliente.

La consolle comandiDisponibile a 2 o 3 gruppi, è realizzata in acciaio e rifinita nei colori nero/bianco o nero/titanio (optional nero/corten), su cui spicca il colore arancio anodizzato dei gruppi cilindrici che ospitano la consolle comandi, sviluppata verticalmente. È retroilluminata e offre la possibilità di impostare fino a quattro dosi; la combinazione di due tasti dà accesso al ciclo di lavaggio automatico. Inoltre, tra i gruppi si trova uno spot led che illumina il piano di lavoro. La leva vapore permette di lavorare in modo fluido e veloce con due modalità di erogazione del vapore: a flusso continuo o comandato, un ulteriore optional è l’autosteamer. Il pratico alzatazze permette di gestire in pochi secondi l’altezza della piattaforma di appoggio, passando con un semplice gesto da una modalità rialzata alla standard.

Gruppo e lancia vaporeLa facilità d’uso è garantita anche da quattro pulsanti di servizio - due di emergenza, uno scaldatazze e un altro per l’erogazione di acqua calda per il tè - che si trovano sul frontale, accanto alle leve vapore. Una macchina efficiente e pratica che offre un’esperienza smart, rendendo ancora più snelli i gesti del barista, mantenendo intatti i canoni di qualità dell’espresso italiano, offrendo un aiuto nel suo lavoro di ogni giorno: un viaggio quotidiano nel gusto.

WBar misura 74,5 x 60 x 63,4(h) cm nella versione a due gruppi e 96,5 x 60 x 63,4(h) in quella a tre gruppi; la caldaia è rispettivamente di 12 e 17 litri.

Panettone, i vincitori del Campionato Fipgc

Seconda edizione per il Campionato Mondiale del Panettone, evento organizzato dalla Federazione internazionale pasticceria gelateria cioccolateria (Fipgc). La competizione è arrivata certamente in un momento particolare, e gli organizzatori sperano di «dare un segno di speranza e fiducia per il futuro di una categoria che ha sempre sostenuto la produttività, l’economia e la formazione nel nostro Paese».

«Alto livello dei partecipanti»

«È stato un evento sofferto, naturalmente non sono potuti venire molti concorrenti dall'estero», ci racconta Roberto Lestani, presidente della Federazione. «Siamo comunque contenti per l'alto livello di preparazione dimostrato dai concorrenti». La giuria, composta dal presidente Fipgc Roberto Lestani e da Matteo Cutolo, Claudia Mosca, Enrico Casarano, Maurizio Santilli, ha eletto il miglior panettone di ognuna delle tre categorie, "classico", "innovativo" e "decorato". Ecco i nomi.

Vincitori ex aequo nella categoria PANETTONE CLASSICO:

Francesco Luni (Pasticceria Estense di Padova) e Ruggiero Carli (dell'Emporio Borsari di Badia Polesine, Rovigo) «Abbiamo valutato aspetti come profumo, taglio, colore, alveolatura: il lievito naturale, quando è perfettamente lavorato, si mostra con una forma riconoscibile quando si taglia un panettone. Convincente anche la crosta molto sottile», spiega il presidente della giuria.

Vincitori ex aequo nella categoria PANETTONE INNOVATIVO:

Pasquale Pesce (Pasticceria Pesce di Avella, Avellino) e Luca Borgioli (Pasticceria I Frari delle Logge, Prato) «Due panettoni molto particolari: uno ha colpito per la lavorazione e il sapiente uso degli ingredienti e una lievitazione molto particolare, l'altro aveva all'interno un babà bicolore al gianduia», spiega Lestani a Dolcegiornale.

Vincitrice nella categoria PANETTONE DECORATO:

Maria Principessa (cake designer e aerografista di Poggio Moiano, Rieti) «Un panettone completamente aerografato, con lavorazioni di zucchero che hanno dimostrato una padronanza assoluta delle tecniche di modellaggio da parte di Maria», già sul podio dei campionati di cake design Fipgc due anni fa.

«I campionati italiani di pasticceria e quello sul tiramisù, previsti a marzo scorso alla fiera di Massa e Carrara, sono rimandati. Restano nei nostri progetti, in prospettiva delle competizioni internazionali previste per Host il prossimo anno», spiega Lestani. «Purtroppo con la pandemia dobbiamo attendere, appena sarà possibile ci attiveremo».  

Croissant bio e donuts: le novità di Vandemoortele per la colazione

Vandemoortele novità colazione

Diventa sempre più ricca l’offerta di Vandemoortele per il mondo bar. La multinazionale belga, tra le principali realtà della frozen bakery, ha ampliato la sua proposta con nuovi prodotti a marchio Banquet d’Or e My Originals dedicati in particolare al momento della colazione, in linea con le più attuali tendenze di consumo.

Per quanto riguarda Banquet d’Or, il cui catalogo è ricco di linee di pasticceria per ogni momento della giornata, con diverse tipologie di impasti e formati, la prima novità è rappresentata dalle due nuove referenze della linea Purezza, una gamma di prodotti dolci per la colazione biologici: il Croissant vuoto Bio da 65 g e il goloso, ma genuino, Fagottino al Cioccolato Bio da 75 g. Due proposte classiche che il brand di Vandemoortele ha creato coniugano gusto e benessere, dando vita a prodotti semplici, ma di alta qualità, realizzati con ingredienti da agricoltura biologica certificata, coltivati senza uso di pesticidi e Ogm con una tracciabilità completa: farina di frumento, acqua, burro, zucchero e uova. 100% naturali, surgelati crudi (shelf life di 9 mesi conservati a -18 °C), sono anche facili e veloci da preparare: basta infatti metterli in forno preriscaldato a 170 °C per 20 minuti, senza prima scongelare, e sono pronti da servire.

Altra novità, sempre a marchio Banquet d’Or, sono i gioielli della linea Le Sublime, una gamma di croissant al burro pensati per i palati più golosi. Si tratta infatti di croissant ispirati alla viennoserie francese, ma combinata con la tradizione italiana della colazione. Dove la prima si esprime nella maggior quantità di burro presente nell’impasto e la seconda nelle farciture con i gusti tipici della nostra tradizione. Fragranti e profumati, proposti nel formato da 90 g, i croissant Le Sublime sono infatti disponibili con farcitura di albicocca, crema nocciola, lampone e crema. Surgelati crudi (shelf life di 9 mesi a -18 °C), anche n questo caso la preparazione è molto pratica e richiede solo un passaggio, senza bisogno di scongelare, in forno preriscaldato per 20 minuti a 170 °C.

Ma gustose novità sono arrivate anche da My Original, altro brand di Vandemoortele. Novità che in questo caso guardano alla tradizione degli Stati Uniti e vanno ad arricchire la gamma dei Donuts farciti. A base di una pasta fritta e surgelata, le tre nuove referenze di Donuts (da 70 g, con shelf life di 9 mesi conservati a -18 °C) sono: Triplo cioccolato, ripieno con un’abbondante farcitura al cioccolato e ricoperto con una glassa al cioccolato fondente e scaglie di cioccolato fondente, cioccolato al latte e cioccolato bianco, Smoothie al mango, farcito con mango e frutto della passione e decorato da una glassa di mango e granella, e Smoothie al mirtillo, con ripieno di mirtilli e ricoperto con glassa ai mirtilli e granella. Versatili, sono adatti a ogni momento di consumo, dalla colazione alla pausa di metà mattina o pomeriggio, e sono pronti da servire dopo un semplice scongelamento a temperatura ambiente per 90-120 minuti.

I dati della tua attività? Proteggili dagli attacchi informatici

sicurezza informatica

La trasformazione digitale non è più una teoria: molti bar, ristoranti e alberghi italiani negli ultimi mesi hanno di fatto compiuto il salto qualitativo che mancava da tempo, adottando o ampliando le soluzioni digitali, spesso gestite con un tablet o con uno smartphone anche da casa: dal controllo del registratore di cassa e degli acquisti (o degli ambienti stessi, tramite telecamere) alle App per gestire le prenotazioni, dai programmi per il delivery alle applicazioni per i pagamenti digitali.

L’attività? Ce l’ho in tasca

È facile, immediato, quasi istintivo, comprendere i grandi vantaggi - per chi gestisce un’attività e per i suoi più stretti collaboratori - di poter svolgere le proprie mansioni da smartphone, tablet e laptop anche in orari inconsueti e senza essere fisicamente presenti nel proprio locale o nel proprio hotel.
Quello che tuttavia spesso si sottovaluta è l’aspetto legato alla cybersecurity.

Se l’attività oggi si può portare con sé ovunque, dentro i propri device, va protetta ovunque essa sia. Il controllo è fondamentale: soprattutto perché non va dimenticato che se l’azienda è ovunque, lo sono anche i cybercriminali.
Una fonte autorevole come il Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) nel proprio rapporto 2020 ha lanciato un serio campanello di allarme: nel triennio 2017-2019 gli attacchi informatici gravi sono infatti aumentati del 48%, e la crescita ha avuto un ulteriore accelerazione nell’ultimo semestre del 2019.

Conoscere i potenziali pericoli

L’elemento chiave della sicurezza informatica è senza dubbio la consapevolezza. Solo con un adeguato livello di comprensione di quali siano i rischi potenziali sarà possibile rispondere con decisione ed efficacia, preservando la propria attività e la sua integrità.

La gestione dei device è uno dei tasselli base della cybersecurity. Oggi il fenomeno BYOD (bring your own device) è assurto a norma in moltissime aziende, e questo comporta il rischio concreto di un altro fenomeno, che va di pari passo: lo shadow IT, in altre parole l’utilizzo in ambiente aziendale di hardware o software non autorizzati e all’insaputa del titolare o del responsabile dell’IT.

Per di più, entrare a far parte di una rete aziendale con dispositivi non protetti espone alla potenziale perdita di controllo anche su informazioni personali: dati di identificazione, combinati con altri dati personali, possono provocare un furto d'identità.

La mappa dei device e dei programmi da proteggere

Proteggere tutti i cosiddetti endpoint, cioè i device da cui si accede ai dati aziendali, diventa quindi essenziale. Quello che deve essere chiaro è che il concetto di endpoint nel tempo si è molto ampliato.

Un tempo avremmo parlato solo di computer e server. Oggi gli elementi da considerare sono anche altri. Laptop, smartphone, tablet, ma anche un POS: tutti questi sono esempi di endpoint, e per difenderli è necessario dotarsi di una valida soluzione di endpoint protection.

La gestione delle email è un ulteriore, e noto, punto debole della sicurezza informatica. È indispensabile prestare sempre attenzione alle email, anche se sembrano provenire da una persona conosciuta o da un’azienda affidabile.

Al pari del BYOD, è impensabile lasciare che sia la sola attenzione di ogni singolo utente a fare da baluardo contro i criminali informatici: la tecnologia va sfruttata appieno ed esistono soluzioni molto efficaci. 

Un’altra tecnologia molto diffusa nelle aziende di ogni dimensione è il cloud. Proteggere le email cloud-based, insieme ad altri servizi condivisione di file e di collaborazione nel cloud è indispensabile per garantire la cybersecurity. Altrettanto importante mettere in sicurezza le applicazioni cloud, dato che sono numerose le soluzioni SaaS (Software as a service) presenti in azienda, come ad esempio Microsoft Office 365.

Controllare tutto, mettere in sicurezza tutti

Il controllo a tutto campo delle potenziali vulnerabilità è l’elemento chiave che governa tutto quanto finora esposto: una soluzione software in grado di verificare anche potenziali lacune nell’infrastruttura di rete e, fattore fondamentale, il rispetto delle normative vigenti, GDPR (privacy) in primis: il meccanismo sanzionatorio per chi ne violasse le severe regole è fra i più onerosi in assoluto, e nessuna organizzazione può pensare di ignorarne i dettami.

Sono quindi molti i tasselli di cui si compone il puzzle della sicurezza informatica, e nessuno pensi di potersi considerare una specie di porto franco nei confronti dei criminali informatici.

Non esistono settori meno a rischio e neppure ha alcuna rilevanza la dimensione della propria realtà aziendale. L’unica scelta sensata è muoversi subito, mettere in sicurezza la propria attività scegliendo un partner solido e di comprovata affidabilità: è in gioco la sicurezza aziendale.

Stock rinnova il look della gamma Limoncè

Limoncè nuovo look

Stock rinnova l’immagine di Limoncè, la sua marca di spirit premium a base di limone. Studiata in collaborazione con FutureBrand, network globale di brand strategy e design, la nuova brand identity si caratterizza per i dettagli eleganti, i colori contemporanei e armonici, gli elementi emozionali che, combinai tra loro, danno alla gamma una dimensione fresca e solare, sottolineandone il posizionamento premium. Elemento peculiare dell’etichetta è il nuovo claim “cuore italiano”, che strizza l’occhio alla materia prima dei prodotti, al centro del logo, sia all’italianità dei prodotti stessi, realizzati esclusivamente con pregiati limoni di Sicilia, senza conservanti e aromi artificiali.

Il restyling, che non ha toccato il design della bottiglia, dalle iconiche linee contemporanee, rinforza così alcuni elementi chiave del brand diventati ancora più importanti in questo momento complicato per il mondo del fuoricasa, quali appunto l’italianità, l’amore per la tradizione e la capacità di creare una convivialità gioiosa, solare e positiva.

Nuova immagine stessa ricetta

Interessata dall’operazione l’intera linea Limoncè, composta da prodotti tra loro complementari che offrono diverse occasioni di consumo nel dopo pasto, le cui ricette restano invariate.

Limoncè tradizionaleLimoncé tradizionale (alc 25% in vol), il classico limoncello disponibile nel formato da 0,5 e 1 l, perfetto fine pasto come digestivo, ma ingrediente interessante anche per la miscelazione.

Crema di Limoncé (alc 25% in vol), dove il gusto dei i limoni siciliani si fonde con una crema di latte avvolgente e dalla delicata consistenza, da servire liscia e fredda oppure da utilizzare per guarnire frutta e gelati.

Amaro Limoncé, in bottiglia da 0,5 l, che coniuga la tradizione dell’amaro alle erbe, è preparato con ben 30 erbe e radici aromatiche, tra le quali genziana, ginepro, dittamo, angelica, china calissaia, cerea, timo e coriandolo, con la rinfrescante dolcezza delle scorze dei limoni di Sicilia. Un matrimonio di sapori che ne fa un ottimo digestivo da servire liscio, a temperatura ambiente o ben freddo.

Videoritratto di un magnifico alfiere dell’ospitalità

Aibes omaggia con un video Danilo Bellucci, uomo di comunicazione e creatore di concorsi e di iniziative sempre a fianco dei professionisti del bar. L'ultima in ordine di tempo, Order of Merit, è stata rinviata al marzo 2021

Danilo Bellucci è, quello che si dice, un personaggio. Un comunicatore nato che si può dire, senza ombra di retorica, ha contribuito a fare la storia della cultura della miscelazione nel nostro Paese. Basterebbe solo citare i nomi dei concorsi e delle iniziative che l'hanno visto nel doppio ruolo di artefice e protagonista come Lady Drink, Challenge on Ice, 110 e Lode e, l'ultimo nata, l'Order of Merit, onorificenza ispirata dall'omonimo riconoscimento assegnato dalla Corona Inglese per meriti speciali nel campo scientifico, artistico, letterario, militare e culturale. Bellucci ha inventato una proprio versione del riconoscimento britannico per rendere omaggio ai barman e ai professionisti che si sono distinti in Italia e all'estero per professionalità, eleganza, classe e stile (nel bottone a fianco tutti i nomi degli insigniti di quest'anno). Per non parlare delle altre sue mille attività di pr, come racconta il suo braccio destro Michele di Carlo nell'introduzione al libretto che accompagna l'edizione 2020 di Order of Merit, a fianco di big del settore come Biscaldi (Birra Corona), Campari, Bindi, Molinari, Fabbri 1905, Psenner, Bormioli Rocco, Rinaldi 1957, Birra Peroni, Toschi, Barbero e altri. «Ha contribuito in modo determinante - ricorda Di Carlo - alla conoscenza e alla diffusione dei brand di settore per cui ha lavorato, diventando per un ventennio presidente soci sostenitori Aibes, di cui è anche socio onorario, così come lo è di altre importanti associazioni come Ada, Fipa e Silb». E proprio Aibes, lo scorso 11 e 12 ottobre a Padova in occasione del 71esimo congresso nazionale, ha voluto rendere omaggio alla sua cinquantennale carriera di paladino dell'ospitalità con un video che ne racconta per immagini le principali "gesta". A proposito di ospitalità, l'edizione 2020 di Order of Merit, che doveva tenersi nel mese di novembre con la nomina di 22 nuovi "cavalieri", è stata solo rimandata al marzo 2021. Vi terremo aggiornati e, per il momento, buona visione! C.B.

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Order of Merit

  • Gli insigniti 2020

    Andrea Bianco (Movilarvida Eventi, Ascona)
    Ursula Chioma (Casina Valadier, Roma)
    Francesco Cione (Replay – The Stage Octavius, Milano)
    Dario Comini (Nottingham Forest, Milano)
    Luca Cordiglieri (Two Spoons, Londra)
    Marco Cremonesi (Corriere della Sera, Milano)
    Massimo D’Addezio (Chorus Cafè, Roma)
    Antonio Di Franco (Hotel de la Poste, Cortina d’Ampezzo)
    Bernardo Ferro (Le Massif, Courmayeur)
    Francesco Gentile (Funi 1898, Montecatini Terme)
    Simone Giorgi (Park Hyatt, Milano)
    Francesco Iadonisi (Spaghetti Gastro Pub, Lugano)
    Francesco Lafranconi (Mr. Coco, Las Vegas)
    Mauro Mahjuob (Negroni Americanbar, Monaco)
    Peppino Manzi (Cluny Americanbar, Milano Marittima)
    Toni Micelotta (Hotel Excelsior, Venezia)
    Tonino Palazzi (Castelbrando Hotel Spa, Cison di Valmarino)
    Raimondo Palomba (Bohemia Suites&Spa, Las Palmas)
    Mimmo Pugliese (Cadran Solaire, Courmayeur)
    Giorgio Rocchino (Yacht Club del Monaco, Montecarlo)
    Paolo Ruggiero (Grand Hotel Quisisana, Capri)
    Bruno Vanzan (Campione del Mondo, Roma)

    Menzione speciale:
    Gianluca Brizzolesi, Gionata Repetti,
    Fabio Marinoni e Enrico Rovella

Lavorare sulle navi: Costa cerca 25 pasticceri

pasticcere

Ci sono anche 25 pasticceri tra le figure ricercate da Costa Crociere, per lavorare nelle cucine delle navi da crociera. Saranno selezionati con un evento di recruiting online. Giusto evidenziarlo, visto che ogni posto di lavoro disponibile rappresenta una buona notizia della quale si ha certamente bisogno in questo periodo di crisi pesante per tutto il settore della ristorazione.

Rotte italiane ed europee

Costa Crociere scommette sul futuro e procede (dopo le ricerche fatte ad aprile e a luglio) nell’attività di selezione per preparare lo staff che i prossimi mesi sarà inserito a bordo delle navi, per lavorare sulle rotte italiane ed europee (per le rotte internazionali tocca attendere, per il momento). Il nuovo recruiting day sarà, come detto, totalmente digitale ed è previsto per il 4 Novembre.

Due step per passare il taglio

Prima di arrivare a fare il colloquio con i recruiter di Costa, i candidati dovranno superare una selezione con lo staff LavoroTurismo, che si occupa della preselezione: valutazione del CV, video-colloquio e test di lingua. I profili considerati idonei, il giorno dell’evento svolgeranno un ulteriore video-colloquio con i recruiter di Costa. Le informazioni e gli annunci per candidarsi sono reperibili a questo link. Le opportunità di inserimento riguardano 25 professionisti della pasticceria (pasticceri capo partita), ma anche altre figure (90 in totale): animatori adulti e bambini/ragazzi, fotografi, insegnanti di ballo, hospitality operator e tour expert.  

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