Home Blog Pagina 427

Macine Manufactured in Fiorenzato, innovazione e alte prestazioni

Macine Manufactured in Fiorenzato

Preso lo stabilimento di Santa Maria di Sala (VE) da pochi mesi ha preso il via la produzione delle nuove macine Manufactured in Fiorenzato. L’Azienda ha infatti ampliato e ammodernato lo stabilimento dando via alla produzione di questa componente fondamentale, il cui disegno esclusivo è studiato per diminuire i fines (che possono accentuare l’amaro in tazza) e aumentare il picco dei bolders, che invece accentuano l’aromaticità. La lavorazione avviane tramite una sola fase (in genere la produzione è suddivisa in 3 parti realizzate con 3 macchina diverse): questo evita eventuali difformità di prodotto, assicurando che i pezzi siano tra loro identici.

Le nuove macine Manufactured in FiorenzatoUn’altra novità è che le nuove macine sono realizzate in acciaio M340 che non è adattato, ma viene testato alla fonte per uso alimentare, per venire incontro alle particolari richieste di certificazioni dei diversi Paesi importatori. Questo materiale con una buona tenacità, resistenza all’usura e alla corrosione, permette inoltre di ottenere in fase di lavorazione una buona lucidità, che conferisce maggiore scorrevolezza, quindi maggiore velocità di macinatura. Il rivestimento in titanio (disponibile su richiesta) permette ai nuovi componenti di avere una vita utile fino a 4 volte superiore rispetto alle macine non rivestite.

Linea Pro con camera di macinatura estraibileFiorenzato ha inoltre da poco lanciato il nuovo sito internet www.fiorenzato.pro.com dedicato alle caratteristiche tecniche, funzionali e di design della linea Pro, la nuova gamma di macinacaffè che sarà disponibile da gennaio 2021. Una sua importante peculiarità è l’introduzione di una camera estraibile a sgancio rapido, di facile utilizzo, che semplifica le operazioni di pulizia e di manutenzione del macinacaffè. Consente di effettuare facilmente la pulizia periodica, di sostituire le macine e rimuovere eventuali oggetti che possono portare al blocco del motore, semplicemente sganciando due leve situate ai lati dell’apparecchiatura, che permettono l’estrazione completa della camera di macinatura, senza modificare la regolazione della granulometria.

Bio Table, la nuova linea di stoviglie green monouso di Imi

gamma Bio Table
Sotto il nuovo brand Bio Table nasce una nuova gamma completa di stoviglie monouso, biobased, biodegradabili e compostabili per il mondo dei locali

Aiutare i locali a rendere la loro attività più sostenibile. È con questo obiettivo che Imi, tra le maggiori realtà italiane nella produzione di stoviglie monouso, ha dato vita a Bio Table, un nuovo brand creato all’insegna della sostenibilità. Sotto il nuovo marchio è nata infatti l’omonima linea di stoviglie monouso per utilizzo alimentare 100% biobased, biodegradabile e compostabile.

Una linea che anticipa la direttiva europea che prevede l’eliminazione della plastica monouso nel prossimo anno, ma che soddisfa anche le attese dei consumatori e dei gestori dei locali sempre più sensibili alle tematiche ambientali, con una proposta di prodotti usa e getta green completa, pensata per rispondere a ogni necessità del servizio.

La nuova gamma Bio Table è infatti composta da: piatti fondi e piani extra rigidi, piatti dessert e piatti pizza, bicchieri (con capacità da 80 e 200 cc), coltelli, forchette, cucchiai e cucchiaini.

Tutti i prodotti sono realizzati utilizzando materie prime biobased da colture sostenibili, come la bagassa, ovvero il residuo della macinazione e spremitura della canna da zucchero che non può essere usata per la produzione di canna da zucchero, e gli stocchi di mais non destinati al consumo alimentare, e una volta smaltiti nell’organico si trasformano in humus, un fertilizzante perfetto per il terreno. Inoltre, tutte le prime impiegate sono state scelte in funzione del loro ciclo di vita (Life cycle assesment), ovvero considerando l’intero impatto ambientale del prodotto, dall’estrazione delle materie prime al suo smaltimento o recupero quando diventato rifiuto, a testimonianza dell’impegno dell’azienda sia nel limitare la sua impronta ecologica sia a operare nel rispetto delle risorse naturali utilizzate.

Ecologica, la gamma BioTable è, ovviamente, anche atossica, in quanto tutte le referenze, sebbene biodegradabili, non interagiscono con il cibo, bloccando qualsiasi genere di contaminazione.

Infine, i prodotti sono conformi alla norma EN 13432, che ha fissato le caratteristiche che i materiali devono possedere per essere definiti biodegradabili o compostabili, e certificati Ok Compost dal Tuv Austria a livello europeo. Così come è autenticata la filiera, con l’intero percorso produttivo tracciato attraverso standard Brc certificato da Sgs, tra le maggiori realtà mondiali nel settore dei servizi di ispezione, verifica, analisi e certificazione, che consentono di ricostruire l’intera storia del prodotto, dalla materia prima fino allo scaffale sul quale viene venduta la singola confezione.

Oro e argento per i prodotti Bespoke Distillery alla Spirits Selection

Bespoke Distillery Aqva di Gin Vermut Sospseso
Oro per la linea di fragranze distillate Aqva di Gin e argento per Vermut Sospeso, distribuiti da OnestiGroup, allo Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles 2020

Grandi soddisfazioni arrivano dal Belgio per Bespoke Distillery, giovane realtà italiana fondata da Vincenzo Russo, rampollo di una famiglia con una lunga tradizione nella distillazione, e dal bartender Flavio Esposito. La linea di distillati Aqva di Gin e il Vermut Sospeso, sono stati insigniti, rispettivamente, della medaglia d’oro nella categoria Gin e della medaglia d’argento nella categoria Vermouth /Vini fortificati all’edizione 2020 di Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles, tra i più importanti concorsi internazionali che premia il meglio della produzione mondiale nel campo degli alcolici.

Prestigiosi riconoscimenti per i due innovativi prodotti, distribuiti in esclusiva in Italia da OnestiGroup, che hanno primeggiato in una competizione che quest’anno ha visto in gara oltre 1.400 spirit provenienti da 54 Paesi, tutti passati al vaglio di un panel di 60 giudici, composto da master blender, buyer, formatori, giornalisti e scrittori di settore, che li hanno esaminati con una degustazione alla cieca. Valutazione alla quale segue una serie di controlli a posteriori sulle referenze premiate, per garantire che quanto assaggiato dai giudici sia davvero il contenuto delle bottiglie messe sul mercato.

Per quanto riguarda Aqva di gin, da sottolineare che la medaglia d’oro è stata assegnata all’intera linea di fragranze distillate, composta dalle tre referenze: Agrumata, fresca e morbida con le sue note agrumate di bergamotto, mandarino e foglie di limone, Floreale, secca con note balsamiche dai sentori floreali di lavanda, boccioli di rosa e gelsomino, e Speziata, intensa e rotonda con i suoi sentori speziati di galanga, fava tonka e pepe rosa. Pensate per offrire ai bartender una soluzione per personalizzare in modo veloce e semplice le proprie creazioni, ma anche i grandi classici della mixology, e ispirate al mondo dei profumi, tutte le referenze sono prodotte con una doppia distillazione discontinua e hanno un contenuto alcolico del 40% in vol.

Non meno importante è l’argento assegnato dai giudici all'altro prodotto firmato Bespoke Distillery, il Vermut Sospeso (alc 18% in vol), prodotto che è una celebrazione del made in Italy, in quanto unisce in sé due grandi tradizioni della Penisola, quella del vermouth e quella del caffè. Si tratta infatti di un vermouth, che ha tra le sue principali botaniche artemisia, arancio dolce, chiretta, rabarbaro, legno di sandalo, quassio e vaniglia, al quale dopo un periodo di riposo viene aggiunto il caffè, estratto e distillato più volte in alambicchi di rame con chicchi sospesi. Il risultato finale è un prodotto, al tempo stesso, classico e contemporaneo, che si caratterizza per l’inedito profumo di caffè crudo, unito a note di agrumi e vaniglia, e al palato per i sentori di frutta secca e agrumi, con un equilibrio dolce amaro dal finale avvolgente di caffè. Un vermouth da servire liscio o con ghiaccio come aperitivo o da utilizzare come ingrediente nella miscelazione, anche per donare una nota di caffè ai classici.

Scrocchiarella entra nel menu del Chiosco Sweet Bakery and Café di Milano

Scrocchiarella_Italmill
La linea di basi per pizza di Italmill, è stata protagonista di due giorni di degustazione presso il locale che sorge nel nuovo distretto dello shopping milanese, che l’ha inserita tra le sue proposte salate di punta

Gustosa, leggera, altamente digeribile. Sono alcune virtù di Scrocchiarella, la base per pizza in pala alla romana a marchio Italmill. Virtù che hanno potuto apprezzare i clienti del Chiosco Sweet Bakery and Café, locale che sorge all’interno del CityLife Shopping District di Milano. Qui, prima che le attività dei locali fossero bloccate dai provvedimenti governativi anti-Covid, si è tenuta una due giorni di degustazione che ha permesso di far conoscere il prodotto nelle sue varie versioni alla clientela del distretto milanese dello shopping e del locale. Evento che ha anche sancito l’ingresso della Scrocchierella nel menu del Chiosco.

Chiosco Sweet Bakery and Café
Il Chiosco Sweet Bakery and Café

Scrocchiarella è infatti una linea di basi per pizza disponibile in varie versioni, dalla Classica, a base di farina di grano tenero alla Rustica, fatta con un mix di farine di cereali (orzo, avena, grano tenero) e arricchita con semi aromatici, quali lino e sesamo, dall’Integrale, a base di farina integrale di grano tenero macinata a pietra alla Riso Venere, con un contenuto del 20% di farina di Riso Venere, e formati: tonda, con diametro 48 e 25 cm e rettangolare, da 55 x 25 e 40 x 30 cm.

Tra i punti di forza della linea l’alta qualità degli ingredienti. Tutte le referenze sono infatti preparate con le farine prodotte della stessa azienda di Cologne (Brescia) e ottenute da grani selezionati, così come di produzione interna è anche il lievito madre. Completano l’impasto altre materie prime premium, quali l’olio extravergine di oliva Top (Tracciabilità origine prodotto) fornito da Coppini arte olearia e uno speciale sale iodato che mantiene inalterato il suo contenuto di iodio anche in cottura.

Italmill ScrocchiarellaUna combinazione di ingredienti che, unita a una lavorazione a mano, garantiscono un prodotto finale dalle alte proprietà organolettiche, leggero e facile da digerire, da farcire al momento seguendo i gusti della clientela o l’estro dell’operatore bar, e perfetto per la pausa pranzo, da proporre come snack o per realizzare sfiziosi stuzzichini per l’aperitivo. Potendo contare, inoltre, sulla facilità di abbinamento di Scrocchiarella, che si accompagna bene a calici di bollicine, drink, ma anche a fresche centrifughe di frutta e verdura, proprio come accaduto nel corso della degustazione al Chiosco.

Ma un alto punto di forza della linea è la sua grande praticità. Precotte e surgelate (shelf life 13 conservata a -18 °C), le basi Scrocchiarella sono state infatti create per velocizzare i tempi di preparazione, senza dover ricorrere all’utilizzo di attrezzature particolari. Basta estrarre la base dal congelatore, farcire a piacimento, anche tagliandola e inserendo i condimenti all’interno, e ultimare la cottura in un classico fornetto ventilato (con camera di cottura 60 x 40 cm) per pochi minuti, per avere il prodotto pronto da servire.

Due ori per Cantarin con il cioccolato al sale di Maldon e i Velati svelati

L'edizione tutta digitale di Merano Wine Festival, che si è chiusa oggi, ha premiato anche due prodotti di pasticceria firmati dal Maestro Ampi Lucca Cantarin. Si tratta del biscotto cioccolato e sale maldon e dei Velati svelati, particolarissima tavoletta di cioccolato.

Un friabile al cioccolato "salato" e una tavoletta dal profumo intenso

Cantarin si è aggiudicato il Gold Award con questi due prodotti. Il primo è un biscotto friabile che unisce il cioccolato fondente e il cacao, al sapore spiccato e vivace del sale di Maldon, apprezzato per la capacità di esaltare molte creazioni i cucina. Sapori e gusti che si incrociano, liberando tutta la forza del cioccolato. ll secondo è un dolce di cioccolato finissimo con gru di fave di cacao in superficie, con profumo e sapore intensi e avvolgenti.

Premiati anche il Pan Matilde e altri prodotti iconici

Cantarin, con la produzione della sua Pasticceria Marisa a Arsego (Padova), è stato anche premiato con l'Award Rosso ​con altri prodotti iconici della sua pasticceria: il ​Pan Matilde​, il ​Panettone Classico​ e ​Marasca Ventidue​, nati dall’amore e dalla passione per la famiglia e la tradizione. ​Pan Matilde​ è un lievitato in bauletto dedicato alla piccola di famiglia, Matilde, realizzato con cioccolato e albicocche candite, ricoperte da una croccante velatura alle mandorle e cioccolato. Il ​Panettone Classico,​ invece, rispetta la ricetta originale: uvetta, canditi d’arancio e vaniglia del Madagascar. Semplicità è la parola d'ordine. ​Marasca Ventidue​, infine, è un friabile di pasta frolla ripieno di confettura extra di ciliegie marasche e pinoli, un dolce dal caratteristico sapore asprigno.

Cantarin pasticceria Marisa
Il maestro Lucca Cantarin nel suo laboratorio (foto Matiba)

Dal carretto dei gelati alla pasticceria moderna

Quella di Cantarin è una pasticceria molto legata alle tradizioni e alla famiglia: fondata nel 1911 da nonno Mario, che iniziò come ambulante di gelato per strade e manifestazioni, è diventata una gelateria vera e propria nel 1982, per iniziativa della figlia Marisa. Nel 2002 la gelateria si è trasformata in pasticceria con l’integrazione del reparto seguito da Lucca Cantarin in produzione.  

Decreto ristori e ristori bis: gli indennizzi e le misure per i locali

Tutti gli indennizzi e le misure previsti dal Decreto ristori e rafforzati con il Decreto ristori bis per i locali colpiti dalle restrizioni anti-Covid

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Dpcm 24 ottobre, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva anticipato che le nuove misure restrittive sarebbero state accompagnate dai ristori, ovvero una serie di indennizzi per le realtà più colpite dalla stretta sulle attività, a partire dal mondo del fuoricasa, ancora una volta chiamato a sostenere i maggiori sacrifici. A contenere gli indennizzi sono il Decreto ristori, ovvero il Decreto legge n.137 del 28 ottobre 2020, approvato lo scorso 27 ottobre, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale edizione straordinaria n. 269 del 28 ottobre e in vigore dal 29 ottobre, e il Decreto ristori bis, decreto legge 149 del 2020, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 279 del 9 novembre ed entrato in vigore lo stesso giorno.

Il primo decreto mette in campo circa 5,4 miliardi di euro, tra contributi a fondo perduto e altri misure per sostenere le attività penalizzate dalle nuove restrizioni anti-Covid, misure rafforzate dal secondo provvedimento. Vediamo quelle che interessano direttamente i locali.

Contributi a fondo perduto

Tra le principali misure previste dal Decreto ristori i contributi a fondo perduto, per un totale di 2,4 miliardi di euro, per le attività soggette alle restrizioni o alle chiusure imposte dal Dpcm del 24 ottobre. Il contributo viene concesso alle attività che avevano una partita Iva attiva alla data del 25 ottobre 2020, se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 è stato inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi.

Per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto previsto dal Decreto rilancio dello scorso maggio, e che non lo abbiano restituito, l’indennizzo viene corrisposto direttamente dall’Agenzia delle entrate con accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo. L’impegno del governo è di effettuare il bonifico entro il 15 novembre.

Chi invece non aveva richiesto il contributo del Decreto rilancio deve presentare la richiesta esclusivamente mediante la procedura web e il modello approvati con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate lo scorso 10 giugno 2020, ma lo riceveranno solo se la loro partita Iva risulta cessata alla data di presentazione dell’istanza. In questo caso le risorse dovrebbero arrivare entro metà dicembre.

L’ammontare del contributo viene calcolato con le stesse modalità previste sempre dal Decreto rilancio, quindi in percentuale rispetto alla differenza riscontrata, moltiplicato per una quota che varia dal 100 al 400% a seconda della tipologia di attività, ovvero:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi nel 2019 non superiori a 400.000 euro;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi sopra i 400.000 euro e fino a un milione di euro;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro. Novità del Decreto ristori è quindi il riconoscimento del contributo anche per le attività con ricavi o compensi superiori ai 5 milioni di euro, contributo che in questo caso sarà pari al 10%

Per quanto riguarda i locali, la quota moltiplicatrice stabilita nelle tabelle in calce al provvedimento è pari al 150% per i bar e gli esercizi simili senza cucina, pasticcerie, gelaterie, del 200% per i ristoranti, del 400% per le discoteche e del 150% per gli alberghi.

In ogni caso, l’importo del contributo non può essere superiore a euro 150.000 euro per ogni singola realtà.

Esonero dai versamenti previdenziali

Sempre per i datori di lavoro, con l’eccezione del settore agricolo, che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza sanitaria è previsto l’esonero dai versamenti dei contributi previdenziali, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021. L’esonero è determinato in base alla perdita di fatturato ed è pari al:

  • 50% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • 100% dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

Proroga della cassa integrazione

Il Decreto ristori stanzia poi 1,6 miliardi di euro per ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario, da usufruire tra il 16 novembre 2010 e il 31 gennaio 2021, per le imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche.

I datori di lavoro che presentano domanda per la cassa integrazione devono versare un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre del 2019 e pari al:

  • 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, per le realtà che hanno registrato una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • 18% per le realtà che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato;
  • il contributo addizionale non è dovuto per le realtà che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%, per quelle che hanno avviato l’attività dopo il primo gennaio 2019 e per quelle colpite dalle misure restrittive del Dpcm del 24 ottobre.

Credito di imposta per i canoni di locazione e Imu

Il Decreto ristori riconosce un credito di imposta pari al 60% del canone di locazione per i mesi di ottobre, novembre e dicembre per tutti gli immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività per le imprese che abbiano riscontrato una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019 e per le realtà che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019. Il credito potrà essere anche girato al proprietario del locale e quindi scontato dal canone d’affitto.

Inoltre, per tutte le realtà colpite dal Dpcm 24 ottobre 2020 viene cancellata la seconda rata Imu in scadenza il prossimo 16 dicembre.

I nuovi indennizzi del Decreto ristori bis

Gli indennizzi previsti dal Decreto ristori sono stati rafforzati dal Decreto ristori bis, che introduce ulteriori misure a sostegno dei settori più direttamente interessati dalle restrizioni.

A cominciare dal contributo a fondo perduto, la cui platea di beneficiari viene ampliata a nuove categorie di attività (l'elenco è nell'Allegato 1 del decreto), tra le quali anche la ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto.

Il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto ristori viene, inoltre, incrementato di un ulteriore 50% per alcune attività che si trovano nelle regioni classificate in fascia rossa o arancione. Misura che interessa direttamente i bar e gli esercizi simili senza cucina, pasticcerie e gelaterie anche ambulanti e gli alberghi che si trovano in queste regioni, per i quali la quota moltiplicatrice per il calcolo del ristoro sale dunque al 200%. Resta al 200% per i ristoranti e al 400% per le discoteche.

Proroga versamenti

Il Decreto ristori bis proroga poi al 30 aprile 2021 il termine per il versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'Irap dovuto per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) che rientrano tra le attività individuate  nell’Allegato 1 e nell’Allegato 2 dello stesso decreto, quindi anche i locali, che hanno domicilio fiscale o sede operativa nelle aree classificate in fascia rossa.  rosse), e per gli esercenti attività di gestione di ristoranti che operano invece nei territori classificati in fascia arancione. La proroga si applica indipendentemente dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, ma non vengono riconosciuto il rimborso di quanto già versato.

Sospensione dei versamenti

Per tutte le attività sospese dal Dpcm 3 novembre e per le attività dei servizi di ristorazione che rientrano nelle aree in fascia arancione o rossa e per le attività alberghiere che si trovano in aree in fascia rossa è prevista la sospensione dei versamenti, i cui termini scadono nel mese di novembre 2020, relativi alle ritenute alla fonte e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, e i versamenti Iva. I versamenti sospesi verranno saldati, senza applicare sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata sempre entro il 16 marzo del prossimo anno.

Sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali

Vengono inoltre sospesi anche i versamenti contributivi dovuti nel mese di novembre per i datori di lavoro le cui attività rientrano nell'Allegato 1 del decreto, quindi anche bar, gelaterie, pasticcerie, ristoranti, discoteche. Così come sono sospesi i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti nel mese di novembre per i datori di lavoro che hanno unità produttive od operative nelle aree in fascia rossa che rientrano nei settori elencati nell'Allegato 2.

La sospensione però non riguarda i premi per l’assicurazione obbligatoria Inail. 

Anche in questo caso i versamenti sospesi dovranno essere effettuati, sempre senza sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Il mancato pagamento di 2 rate, anche non consecutive, determina la decadenza della rateazione.

Cassa integrazione Covid

Il decreto ristori bis proroga inoltre al prossimo 15 novembre i termini di decadenza per l’invio delle domande per la Cassa integrazione Covid e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e il 30 settembre 2020. In più, viene previsto il riconoscimento dei trattamenti di integrazione salariale anche in favore dei lavoratori in forza al 9 novembre, ovvero quando è entrato in vigore lo stesso decreto. In questo modo la Cig Covid viene estesa anche agli assunti dopo il 13 luglio scorso.

Fipe: bene la velocità, ma risorse insufficienti

I provvedimenti del governo sono stati promossi a metà dalla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi, che ha apprezzato in particolare la velocità con la quale i primi indennizzi sono stati accreditati, ma che considera le risorse stanziate insufficienti a supportare il mondo dei locali, chiamato a sopportare pesanti sacrifici.

«La catastrofe che ha colpito il nostro settore avrebbe purtroppo bisogno di cifre diverse – si legge in una nota della Federazione -. Basti pensare che le risorse stanziate ad oggi solo per i ristori per i mesi di lockdown e il mese di novembre, dal Decreto Rilancio e dai Decreti Ristori e Ristori bis messi insieme, esclusi gli interventi sugli ammortizzatori sociali, arrivano a poco più di 1,6 miliardi di euro. Una cifra importante, ma che non riesce a coprire i costi sostenuti dalle aziende nel periodo in questione (affitti, utenze, tfr, servizi, ecc.) che da soli si attestano a 2,4 miliardi».

Un bilancio che si prospetta ancora peggiore senza nuovi interventi governativi. «Ricordiamo che solo per effetto delle ultime restrizioni che vedranno la chiusura forzata dei pubblici esercizi per il prossimo mese nelle regioni rosse e arancioni (il 38% del totale nazionale) andranno in fumo ancora tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro – conclude la nota -. Confidiamo nella prossima legge di bilancio per scelte ancor più coraggiose per salvare quante più imprese e posti di lavoro possibili!».

Decreto ristori

Decreto ristori bis

Le nuove farine di Mulino Padano sono ottenute dalla macinazione progressiva

Mulino-Padano_Granaio-Italiano_Mediterranee_orizzontale

Si amplia ancora il portfolio di referenze destinate ai professionisti di Mulino Padano, azienda molitoria di Salara (Rovigo). Presentata una nuova linea speciale denominata Le Mediterranee, che arricchisce la gamma Granaio Italiano. L'obiettivo resta dare una risposta ai consumatori che sono sensibili ai temi del salutismo e della "naturalità" degli alimenti. Dunque, farine integrali, farine macinate a pietra, farine per pasta fresca e anche farine da soli grani nazionali al 100%.

Tre referenze per lievitazioni brevi, medie e lunghe

Il mulino sceglie, per le farine della linea Le Mediterranee, solo semole rimacinate, ottenute dalla macinazione di grano duro selezionato e soggetto a rigidi controlli qualitativi. Il grano duro, sottoposto ad accurata pulizia, viene macinato in modo progressivo, garantendo i giusti tempi di riposo, così da ottenere semole non alterate termicamente. Queste farine sono studiate per un uso in panificazione (e anche in pizzeria). Tre le referenze.

  • Una semola rimacinata per brevi lievitazioni, di color paglierino e caratterizzata da buone doti di assorbimento, si presta alle lavorazioni di impasti diretti.
  • Una semola rimacinata per medie lievitazioni: la caratteristica principale è un profilo proteico bilanciato, che le conferisce ottime doti di assorbimento e tenuta in lievitazione.
  • Una semola rimacinata per lunghe lievitazioni: dal colore dorato, con ottime qualità in assorbimento, tenuta in lievitazione e sviluppo in cottura.

Per tutte e tre le referenze, il formato è il sacco in carta da 25 kg.

«Elevato livello di sicurezza alimentare»

«Ai nostri clienti professionisti offriamo la possibilità di scegliere tra tre tipologie di semole rimacinate: questo significa permettere loro di lavorare con varie tecniche, così da ottenere prodotti distintivi, spiega Marco Cavallari di Mulino Padano. «Lanciando sul mercato la linea speciale Le Mediterranee ci confermiamo consulenti di farina: partendo dalla conoscenza delle tecniche produttive dei nostri clienti, selezioniamo i grani più adeguati a ottenere le referenze più idonee alle loro lavorazioni. Ai professionisti della panificazione e delle pizzeria: a loro vogliamo offrire un prodotto caratterizzato da un elevatissimo livello di sicurezza alimentare, grazie all’adozione delle tecnologie più avanzate e al controllo di ogni passaggio della filiera».  

Naturale e sostenibile la nuova linea Selected Luxury Cups Bio di Pompadour

Pompadour Selected Luxury Cups Bio
Nove referenze tutte rigorosamente biologiche per la nuova linea di infusi, tè e tisane in filtro piramidale di Pompadour dedicata al locali

Si amplia l’assortimento per i locali di Pompadour. La novità è la linea Selected Luxury Cups, una gamma di 9 referenze, tra infusi, tè e tisane, tutte rigorosamente biologiche, in filtri piramidali. Una linea realizzata dall’azienda di Bolzano, specialista del settore degli infusi, all’insegna dell’alta qualità e della sostenibilità e pensata per arricchire l’offerta della colazione e per le pause di metà mattina o del pomeriggio con proposte in linea con le nuove tendenze di consumo, sia per quanto riguarda la crescente domanda di prodotti 100% naturali sia sotto il profilo del gusto. Un’alta qualità che per alcune referenze è ulteriormente certificata dal marchio Rfa, la certificazione per le pratiche sostenibili adottate lungo tutta la filiera, e Fairtrade, la certificazione per il commercio equo e solidale.

La gamma di bevande Pompadour comprende i tè English Breakfast Fbop Bio Rfa Fairtrade, una pregiata miscela di tè neri, tipica della tradizione inglese, dal gusto piacevolmente intenso e aromatico e dal colore ramato, perfetta per iniziare al meglio la giornata; Superior Earl Grey Fbop Bio Rfa, un classico tè nero, dal gusto leggero, floreale e fruttato, fatto con una miscela di pregiate foglie di tè raccolte a mano, arricchita dalle note agrumate del bergamotto e dalla delicatezza del fiordaliso; Highland Green Tea Bio Rfa, un raffinato tè verde in foglia color giallo miele, proveniente dalla Cina.

A queste si aggiungono gli infusi alla frutta, tutti naturalmente privi di teina: Frutti di Bosco Bio, una deliziosa miscela di frutta arricchita dal gusto fresco delle more, delle fragole e dei lamponi, naturalmente priva di teina, ideale in qualsiasi momento della giornata; Zenzero Limone Bio, un infuso dal gusto intenso, ideale anche dopo il pasto, grazie alle proprietà digestive dello zenzero; Sinfonia di Frutta Bio, altra deliziosa miscela di frutta arricchita dal gusto fresco delle fragole e delle arance, perfetta da servire in qualsiasi momento della giornata.

Completano la linea Selected Luxury Cups le tisane Erbe Alpine Bio, una miscela di erbe alpine ricca di gusto, con mela, menta crespa, foglie di mora, finocchio, rosa canina, melissa, salvia e fiordaliso, ideale da proporre per una pausa di relax in qualsiasi momento della giornata; Tisana del Buongiorno Bio, indicata invece in particolare per la mattina, per iniziare la giornata con energia e buonumore, grazie al mix di erbe dalle proprietà rivitalizzanti e rigeneranti che la compongono; Menta Piperita, un infuso di menta a foglia larga, naturalmente rinfrescante e rilassante, per via dell’alto contenuto di oli essenziali.

Naturale, con un ricco assortimento di gusti, la nuova linea lanciata da Pompadour si caratterizza anche per l’attenzione alla sostenibilità. Ogni miscela è confezionata singolarmente in bustina in carta 100% riciclabile termosaldata, per garantire il massimo del gusto e un’igiene ottimale, all’interno di un pack monoreferenza dallo stile moderno, ricercato ed elegante, che contiene 20 pezzi. Inoltre, tutti i filtri sono realizzati in materiale biodegradabile ed ecocompatibile.

Il “processo del lunedì” ai World’s 50 Best Bars

Il Connaught Bar trionfa ai The World's 50 Best Bars
Il Connaught Bar trionfa ai The World's 50 Best Bars
Il trionfo del Connaught Bar di Londra, i buoni risultati degli italiani e l'intervista a Mark Sansom, la voce dei The World's 50 Best Bars

L’avrete intuito. Oggi è lunedì. E nel Paese del calcio, al termine delle partite, segue inesorabilmente il processo del lunedì. Così, dopo aver seguito la bella cerimonia virtuale della scorsa settimana, abbiamo deciso di rivolgere alcune domande a Mark Sansom, content editor, insomma “la voce” dei The World’s 50 Best Bars. Per chi non lo sapesse The World’s 50 Best Bars è il premio internazionale di William Reed Business Media, lo stesso gruppo titolare dei The World’s 50 Best Restaurants e altri premi. Nel 2017, William Reed Business Media è subentrato a Drinks International, parte di Agile Media, nell'organizzazione dei premi e delle votazioni, con Drinks International che ha assunto il ruolo di trade media partner.

Le domande che abbiamo rivolto a Mark Sansom sono in parte indirizzate da noi e in parte hanno come mittenti i nostri lettori. Cosa deve fare un bar, oltre ai buoni drink ed essere ospitale, per mettersi in luce? Quali sono le competenze e quali le conoscenze che deve avere per emergere? Chi fa la selezione e come? Quali sono i criteri di giudizio? Perché i membri dell'Academy devono essere anonimi? Ed è poi vero che sono così anonimi? Non sarebbe più corretto rendere pubblici i nomi in modo da giocare tutti alla pari?

Prima delle risposte però passiamo alla moviola di quanto è accaduto recentemente. Iniziamo col dire che dopo tanti anni di grandi piazzamenti nella lista d’oro, il bar del Connaught Hotel di Londra è giunto finalmente ai vertici della classifica mondiale dei The World’s 50 Best Bars. Un meritato e agognato trionfo che parla italiano. Al vertice del Connaught Bar, c’è il Direttore della Mixology Ago Perrone, il suo braccio destro Giorgio Bargiani e la bar manager Maura Milia. E poi ancora Andrea, Paolo e tutta una squadra di talenti. Al secondo posto de The World’s 50 Best troviamo un altro “locale italiano”, anche se questa volta con sede a New York City. Parliamo del Dante, locale che ha fatto dell’aperitivo italiano la sua bandiera. Ma non finisce qui. Sono tanti, tantissimi i successi con passaporto italiano. Undicesimo il Maybe Sammy di Sydney guidato da un altro trio delle meraviglie: Stefano Catino, Andrea Gualdi e Martin Hudak, nato a Prešov, in Slovacchia, diventato noto nel settore ai tempi dell’American Bar di Londra, e poi volato per altri grandi successi in Australia. Al 19° posto troviamo lo speakeasy Paradiso di Barcellona condotto da Giacomo Giannotti, classe 1989 di Marina di Carrara, cresciuto nella Gelateria Paradiso, oggi guidata dall’altro talento di Casa Giannotti: Daniele. Sono due i bar italiani, con sede in Italia, nei primi 50: il secret bar capitanato dalla coppia Benjamin Cavagna e Marco Russo 1930 (25°) e il Drink Kong che scala una marea di posizioni in soli due anni dall’apertura. L’anno scorso new entry nei 100 all’82° posto, quest’anno l’urlo di Kong raggiunge il 45° piano. Merito anche qui di un super team guidato dal signor Patrick “Kong” Pistolesi. Un altro pezzo importante d’Italia “abroad” lo troviamo al Galaxy Bar di Dubai. Nel locale premiato con il Campari One To Watch Award lavora uno staff quasi interamente campano. A cominciare dal general manager Danilo Pozone, Christian Carrieri e due barman cresciuti nell'aversano, Mauro Cortese e Francesco d'Arienzo.Le belle notizie per il Made in Italy non finiscono qui. Perché ci sono altre due realtà che guadagnano posizioni importanti. Parliamo di Freni e Frizioni di Roma, la dimostrazione che anche uno street può eccellere in qualità, che raggiunge l’87° posto e il 90° del milanese Officina. Non pervenuti, dopo anni di grandi successi, il Nottingham Forest di Dario Comini (86° nel 2019) a Milano e il Jerry Thomas Speakeasy di Roma (50° nel 2019), ci riferiamo a un locale che ha fatto da detonatore, e non solo in Italia, al fenomeno speakasy. E non sappiamo se sia stato per l’abbandono di Mario Farulla, grande barman, ma anche eccellente tessitore di reti e relazioni, ma sparisce dai 100 migliori anche il Baccano di Roma, oggi guidato da Alessio Giovannesi, barman e gentiluomo. In generale oltre all’esclusione del Nottingham e del Jerry, non per essere campanilista ma realista, c’erano anche altri locali italiani con le carte in regola per essere inclusi nella lista dei migliori. Ma di loro nessuna traccia. Per questo motivo le prime domande le abbiamo rivolte a Giampiero Francesca, il chairman italiano del premio: «Quest’anno - dice Francesca - c’è stata una riduzione complessiva dei votanti italiani, dovuta a una diversa ripartizione dei votanti sul globo. L’input è stato di mantenere un rapporto preciso fra votanti bartender e non bartender. In totale i votanti italiani sono stati una quindicina (50% uomini, 50% donne come da regolamento)».

 

 

Mark Sansom, Content Editor of Worlds' 50 Best Bars
Mark Sansom, Content Editor of Worlds' 50 Best Bars

La chiacchierata con Sansom inizia proprio dalla prima grande novità che riguarda la selezione dei locali. «The World’s 50 Best Bars - esordisce Sansom - si è adeguato per riflettere la natura in evoluzione della scena mondiale del cocktail. Quest'anno abbiamo apportato una serie di modifiche alla nostra Academy. La struttura si compone ora di 20 regioni geografiche, guidate da 20 presidenti. Abbiamo introdotto anche un equilibrio di genere: 50% uomini, 50% donne in linea con quanto già facciamo con The World’s 50 Best Restaurants. L'Academy di 540 votanti, recentemente ampliata, è composta da esperti del settore anonimi, selezionati per la loro esperienza e conoscenza dei bar internazionali».

Certamente sono grandi esperti, ma lei dice anche che gli stessi siano anche anonimi? È possibile che alcuni locali conoscano o siano amici dei membri dell'Academy? «Temo di non essere in grado di commentare l’eventuale amicizia tra i bar e i 540 membri dell'Accademia. I membri dell’Accademia sono persone selezionate per la loro visione esperta della scena internazionale dei bar. Abbiamo previsto una rotazione annuale minima del 25% del panel per mantenere una certa freschezza nell’Academy».
Oltre a fare un lavoro eccellente, che tipo di conoscenze deve avere un bar per entrare a far parte della lista dei 50 Best? Deve conoscere media, super bartender, blogger, social media influencer?
«Un bar, in termini di conoscenza/e, dovrebbe concentrarsi sul rimanere fedele alla propria identità, servendo alla grande bevande e offrendo un servizio adeguato allo stile di bar che ha creato».
Visto che questo premio, oltre alla bravura, premia anche l'attitudine ad avere buone relazioni con la bar industry perché non favorite tutti i bar pubblicando, come si faceva fino a qualche anno fa, la lista completa dei membri dell'Academy? «È importante che tutti i membri dell'Accademia rimangano anonimi per ricevere lo stesso servizio che riceverebbero se fossero degli ospiti comuni. Questa scelta dell’anonimato è allineata con le modalità di voto e in continuità con The World’s 50 Best Restaurants. Il processo di voto è indipendente è giudicato da Deloitte, azienda leader nel mondo di servizi di consulenza e revisione».
Leggo nel regolamento che ogni elettore esprime sette voti, in base alle loro migliori esperienze al bar dei 15 mesi precedenti. A causa della pandemia, il periodo sotto osservazione quest'anno andava da gennaio 2019 a marzo 2020. Per il 2021, con mezzo mondo dei bar chiuso a chiave, come potrete assicurare una copertura globale? Immagino che, a prescindere dalla latitudine in cui si trovano, i votanti avranno certo qualche difficoltà a visitare i bar.
«Il periodo di osservazione e votazione è stato di 15 mesi. Di solito sono 18 mesi, quindi non molto diversi. Abbiamo anticipato il periodo a marzo di quest'anno per dare parità di condizioni, poiché questo è il momento in cui la maggior parte del mondo è stata bloccata. «Per il 2021 stiamo esaminando una serie di opzioni, ma non sono ancora in grado di rivelare nulla. Tutto dipende dall’evolversi della pandemia. Sarà importante per noi riesaminare continuamente la situazione in tutti i Paesi del mondo prima annunciare una decisione». E arriviamo alla domanda che interessa di più a tutti.
Come può un bar entrare a far parte di questa lista? Ha qualche suggerimento? «Un bar nella nostra lista può avere qualsiasi forma. Basta dare un’occhiata alla varietà di stili dei locali premiati quest’anno. Il vincitore dello scorso anno, in questa edizione secondo, è il Dante di New York. Un posto per un aperitivo casual. Mentre il Connaught Bar, trionfatore in questa edizione è un bar d’hotel formale e di grande stile. Un bar dovrebbe focalizzarsi sulla propria identità, comunicare chiaramente i suoi princìpi, offrire un un grande servizio e un drinks programme non solo delizioso, ma coerente coi suoi tempi».

 

 

 

La classifica dei The World’s 50 Best Bars 2020

1 Connaught Bar London UK

2 Dante New York USA

3 The Clumsies Athens Greece

4 Atlas Singapore Singapore

5 Tayēr + Elementary London UK

6 Kwānt London UK

7 Florería Atlántico Buenos Aires Argentina

8 Coa Hong Kong China

9 Jigger & Pony Singapore Singapore

10 The SG Club Tokyo Japan

11 Maybe Sammy Sydney Australia

12 Attaboy New York USA

13 Nomad Bar New York USA

14 Manhattan Singapore Singapore

15 The Old Man Hong Kong China

16 Katana Kitten New York USA

17 Licorería Limantour Mexico City Mexico

18 Native Singapore Singapore

19 Paradiso Barcelona Spain

20 American Bar London UK

21 Carnaval Lima Peru

22 Salmón Gurú Madrid Spain

23 Zuma Dubai UAE

24 Little Red Door Paris France

25 1930 Milan Italy

26 Two Schmucks Barcelona Spain

27 El Copitas St Petersburg Russia

28 Cantina OK! Sydney Australia

29 Lyaness London UK

30 Himkok Oslo Norway

31 Baba au Rum Athens Greece

32 Panda & Sons Edinburgh UK

33 Swift London UK

34 Three Sheets London UK

35 The Bamboo Bar Bangkok Thailand

36 Tjoget Stockholm Sweden

37 Buck & Breck Berlin Germany

38 Employees Only New York USA

39 Bulletin Place Sydney Australia

40 Bar Benfiddich Tokyo Japan

41 Artesian London UK

42 Sober Company Shanghai China

43 Indulge Experimental Bistro Taipei Taiwan

44 Bar Trigona Kuala Lumpur Malaysia

45 Drink Kong Rome Italy

46 Room by Le Kief Taipei Taiwan

47 Alquimico Cartagena Colombia

48 High Five Tokyo Japan

49 Charles H Seoul Korea

50 Presidente Buenos Aires Argentina

 

Premi speciali

Connaught Bar, London - The Best Bar in Europe

Ashtin Berry - Industry Icon

Alquìmico, Cartagena, Sustainable Bar Award

Tayēr + Elementary, London, Highest New Entry Award

Coa, Hong Kong  Highest Climber Award

High Five, Tokyo, Legend of The List

Kwānt, London, Best New Opening Award

Dante, New York, The Best Bar in North America

Atlas, Singapore, The Best Bar in Asia

Maybe Sammy, Sydney, is The Best Bar in Australasia

Zuma, Dubai, The Best Bar in the Middle East and Africa

Florerìa Atlantico, Buenos Aires, The Best Bar in South America

Stupiteci ancora! Nonostante tutto

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di novembre 2020 a firma del direttore Rossella De Stefano, dedicato al coraggio degli imprenditori del fuori casa

Senso civico, responsabilità, sacrificio. E poi ancora fiducia, buon senso, rigore, professionalità. È tutto ciò che è stato chiesto al nostro settore dall’inizio della pandemia. E il fuori casa ha risposto. Puntuale. Avete profuso ogni genere di sforzo per adeguare i locali alle norme di sicurezza richieste, avete investito in soluzioni digitali per poter lavorare meglio sull’asporto e in formazione del personale per comprendere le logiche di una nuova quotidianità. Ineccepibili. Oggi vi viene chiesto di sospendere (di nuovo) la vostra attività per senso di responsabilità e per contribuire a ridurre l’impennata dei contagi, intrappolati - insieme a palestre, cinema, teatri, fiere, eventi e spettacoli - in una bulimia di provvedimenti alla ricerca di un capro espiatorio.

Bargiornale, novembre 2020
La copertina del numero di novembre 2020 di Bargiornale

Non siamo untori e rivendichiamo il diritto a lavorare” è stata l’unanime levata di scudi da parte delle associazioni di categoria, dei titolari di partita Iva, dei lavoratori e delle loro famiglie. Perché la chiusura anticipata di bar e ristoranti rischia di essere il colpo di grazia per un settore che conta 1,3 milioni di lavoratori e crea un valore aggiunto di oltre 90 miliardi di euro l’anno. “Quello che manca al Decreto che bisognerà rispettare fino al 24 novembre - commenta in una nota il presidente di Apci, Roberto Carcangiu - è la mancanza di prospettiva per un intero mondo che fa da motore del nostro Paese, al quale si sta chiedendo di indebitarsi senza concedere una visione di ripresa”.

Servono, dunque, aiuti concreti e immediati. Ma alle misure ristorative seguite da lockdown a intermittenza preferiamo una riforma di ampio respiro che sappia (ri)dare fiducia alle imprese per gli anni a venire. A voi è chiesto, ancora una volta, di avere coraggio. Il coraggio di resistere. Il coraggio di reinventarvi per continuare a stupirci. 

Canoni immobili a dispetto della crisi

Chairs and tables stacked in a closed pub
Dopo il lockdown il peso degli affitti sul conto economico di un'attività è triplicato. Lo rivela uno studio della Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Una situazione insostenibile che obbliga molti gestori a rinegoziare i contratti o a sospendere temporaneamente i pagamenti

Torniamo a parlare di canoni, perché di questi tempi, l’affitto rappresenta un costo fisso che diventa, man mano che la situazione pandemica tende ad aggravarsi, sempre meno sostenibile (l'articolo è stato redatto prima dell'entrata in vigore del Decreto Legge Ristori, D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, e dell'ultimo Dpcm del 3 novembre in vigore dal 6 novembre). Girando tra le vie dei centri storici di grandi e piccole città, è sempre più frequente vedere molti esercizi con le serrande abbassate. In quelle aree la crisi ha, infatti, colpito più duro e l’effetto combinato dello smart working, dell’e-commerce e del calo dei turisti, soprattutto stranieri, ha determinato una vera e propria desertificazione delle attività e coloro che hanno resistito registrano una significativa e costante contrazione del business con variazioni negative, in alcune aree del Paese, del 70-80%. Attività che, nonostante l’emergenza, si sono trovate comunque a fare i conti con canoni rimasti invariati per tutto il periodo del lockdown. Con l’emanazione dei vari decreti emergenziali (dal Cura Italia risalente allo scorso marzo fino al più recente Dl Agosto 104/2020) qualcosa è stato fatto per  alleviarne l’onere riconoscendo agli esercenti un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno (per le imprese del settore turismo fino a luglio). Non molto, per la verità. Un credito, tra l’altro, non spettante alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro. In quest’ultimo periodo, in coincidenza della conversione in legge del Dl Agosto (Legge 13 ottobre 2020 n. 126), le organizzazioni imprenditoriali di settore puntavano a ben altro e a ottenere non solo un rinnovo del cosiddetto bonus affitto, ma anche alla concessione di sgravi fiscali al locatario nel caso di riduzione del canone e all’improcedibilità degli sfratti per morosità in caso di pagamento dei canoni scaduti. Richieste che, però, sono rimaste sul tavolo delle commissioni parlamentari. Restano, dunque, aperti, anche i temi urgenti della rinegoziazione dei canoni di locazione e del blocco delle ordinanze di rilascio degli immobili o di convalida di sfratto in caso di morosità derivante dalle difficoltà economiche affrontate dalle imprese a causa delle restrizioni da Covid-19.

L'affitto arriva ad incidere per circa il 30% sul giro d'affari

Che il “fronte affitti” sia diventato caldo lo ha evidenziato più volte Fipe-Confcommercio negli incontri con le forze governative e anche in un webinar dedicato. Tra i numeri presentati nel corso del seminario, quello più preoccupante riguarda proprio il costo dell’affitto che, secondo le valutazioni della federazione, assorbirebbe il 30% circa del giro d’affari dei locali. «Un’incidenza non più sostenibile - ha puntualizzato Luciano Sbraga, direttore del Centro Studi Fipe - e che non consente alle imprese di sopravvivere». Teniamo conto che oltre il 60% delle imprese che operano nel mondo della somministrazione sono titolari di un contratto di affitto, percentuale molto più elevata di settori come il commercio (43,9%) o l’alberghiero (39,5%). Solo 9 mesi fa, sostiene sempre la Fipe, prima della tempesta scatenata dal virus, la voce “affitto” incideva mediamente per poco più del 10% sui bilanci di un pubblico esercizio.

Le pronunce a favore dei gestori

Le cause, come sappiamo, sono sotto gli occhi di tutti: il settore è, infatti, destinato a chiudere l’anno con una flessione del volume d’affari di 24,1 miliardi, il 27% in meno rispetto al 2019. Per contro, i canoni non solo sono rimasti quelli del “tempo ordinario”, ma anche proposte per una soluzione in  bonis  delle vertenze tra proprietario e locatore non hanno sortito grandi effetti (a tale scopo le associazioni hanno messo a disposizione degli associati appositi moduli per richiedere ai proprietari la rinegozione del contratto o la sospensione del pagamento del canone). Per contro, si è generato un contenzioso non indifferente a fronte di molti casi di gestori che hanno optato per l’auto riduzione dei canoni. Un contenzioso che, in alcuni casi, ha segnato qualche punto a favore dei gestori: lo scorso 27 agosto, infatti, il Tribunale di Roma, in merito a una causa tra locatario e proprietario, ha emesso un provvedimento cautelare  che impone a quest’ultimo di ridurre il canone d’affitto del 40% per i mesi di marzo e aprile, in pieno lockdown, e del 20% per i mesi successivi, fino a marzo 2021. Una pronuncia motivata sulla base della sopravvenuta impossibilità del ristoratore di svolgere appieno la propria attività. E, segnala Fipe, una pronuncia simile è stata presa dal Tribunale di Venezia. Buone notizie, ma gocce nell’oceano. 

Il delivery arriva a colazione soprattutto la domenica

Colazione Deliveroo

In momenti come l’attuale il pacchetto cappuccino e brioches (magari unito a una bevanda come una spremuta d’arancia) è ideale per un colazione o una pausa di metà mattina da take away. Dopo il gelato che si è affacciato al delivery durante il lockdown e ha fatto registrare delle performance molto importanti, come pure la pasticceria, ora è la fascia della colazione a mostrare un interessante incremento delle ordinazioni. Questo avviene soprattutto nel fine settimana, quando più che una semplice colazione, è protagonista il brunch, con portate dolci e salate. Infatti, Deliveroo segnala quale cibo più ordinato l’avocado toast, seguito dal frappuccino (l’accordo tra Starbucks e il portale del food delivery risale allo scorso luglio e in questi ultimi mesi ha dato buoni risultati); il trend prosegue comunque lungo tutta la settimana e nell’ultimo anno questa fascia ha fatto registrare un +70% degli ordini sulla piattaforma dell’online food delivery.

Capofila per il delivery della colazione è MilanoCapofila su questo specifico segmento di consumo è Milano. È infatti nel capoluogo lombardo che si registra il maggior numero di ordini per colazione. Al secondo posto c’è Cagliari e sull’ultimo gradino del podio Firenze. Chiudono la Top 5 Roma e Torino. Il giorno preferito per concedersi un risveglio con il primo pasto consegnato a domicilio è la domenica. In un giorno festivo, con più tempo a disposizione, gli italiani sembrano regalarsi una coccola attraverso la App, ma senza dimenticare la linea e il cibo salutare. È importante calibrare bene l’offerta e il team dell’App offre questo servizio attraverso un supporto di esperti agli operatori del settore  al fine di articolarla in modo corretto e di renderla redditizia per l’esercizio, rispondendo alle principali esigenze del mercato; i consulenti a disposizione sono sempre informati e offrono informazioni sui principali trend, al fine di adeguarsi e soddisfarli con rapidità, dando maggiore visibilità all’esercizio e ampliando il suo raggio d’azione, permettendogli di raggiungere una nuova clientela e trovare nuove occasioni.

css.php