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Due secoli di Vecchia Romagna celebrati con i drink firmati da Alexander Frezza

I due secoli di Vecchia Romagna
I due secoli di Vecchia Romagna
Il Brandy italiano ha festeggiato i 200 anni di vita e lo ha fatto dandoci 5 buoni motivi per cui è una bottiglia imprescindibile per la bottigliera di un locale. 4 sono firmati Alex Frezza

È concettualmente difficile pensare che tuttora esista qualcosa di più antico dell’Unità d’Italia. Un tempo così lontano che forse il nostro stesso cognome, e quindi la nostra discendenza, nemmeno era. Ancora più complicato pensare che qualcosa dell’epoca continui, non solo ad esistere, ma che sia rimasto in gran parte invariato e che ci accompagni ancora alla nostra quotidianità. Ebbene, Vecchia Romagna può vantarsi di tutto questo. Il brandy dall’iconica bottiglia triangolare, infatti, quest’anno festeggia i due secoli di vita. Ben oltre l’Unità d'Italia. Una storia che nasce Oltralpe, con il francese Jean Buton che, armato del ricettario di famiglia si mette in viaggio verso l’Italia per aprire la sua distilleria. Fino a fermarsi nei pressi di Bologna, dove trova nella dolcezza del paesaggio e nell’uvaggio di Trebbiano la terra perfetta per iniziare la sua avventura. Avventura che è arrivata fino a noi. «Come è arrivato quel ricettario da cui tutto è partito e che ancora oggi guida il processo produttivo del distillato», rivendica con orgoglio Antonio Zattoni, direttore dell’analisi sensoriale del Gruppo Montenegro. «Le uniche modifiche apportate al ricettario originale di Jean Buton – prosegue Zattoni - sono limitate alle tecniche di produzione e alle norme di sicurezza che nel tempo, ovviamente, sono cambiate». Un processo di produzione che è ben rappresentato dalla stessa, iconica, forma della bottiglia. Le fasi di creazione del brandy infatti sono tre, proprio come i lati della bottiglia che ne racchiude il risultato finale. Questo perché Vecchia Romagna rivendica con forza l’unicità della sua ricetta, ma anche del suo metodo di lavorazione. Si parte infatti con una distillazione per metà continua e per l’altra metà discontinua, alla francese con alambicco charantais. Segue poi la fase di blending ed infine il marriage, in cui si trova il giusto equilibrio organilettico che darà il via all’imbottigliamento e alla vendita. Tradizione e storia che però non vogliono diventare elemento ingombrante. E, proprio in questo senso, Vecchia Romagna ha voluto festeggiare i 2 secoli di vita attraverso il lancio di una nuova Drink Strategy. Il marchio di casa Montenegro lo ha fatto con un incontro che si è tenuto al Donkey - Speak of Kong di Bologna in occasione della cocktail week del capoluogo emiliano, andata in scena dal 19 al 25 ottobre. Occasione con cui sono state presentate anche le due varianti al Vecchia Romagna classico. Etichetta Nera, con una doppio invecchiamento prima in barrique e poi in botte di rovere. E il Tre Botti, con un blend di tre prodotti invecchiati, appunto, in tre botti differenti. Barrique di rovere francese, grandi botti in rovere di Slavonia e tonneaux che hanno ospitato un vino rosso veronese (il nome non ci è stato svelato).

Megamix

Vecchia Romagna infatti non vuole abbandonare né le mensole più polverose dei bar di provincia, dove risiede la vera Italia, quella del culto del dopo pasto, del distillato come momento di pausa e piacere senza tempo. Né il piacere di chi apprezza il brandy alla mescita.  Ma, accanto a tutto questo, c’è la voglia di avvicinarsi al mondo della miscelazione, ricordando a tutti come il brandy sia, per sua stessa natura, parte integrante della storia dei cocktail. E lo ha fatto - a nostro giudizio - nel migliore dei modi. Affidando cioè ad Alexander Frezza, uno dei migliori rappresentanti della miscelazione italiana, la creazione di cocktails Vecchia Romagna dedicati. Frezza, bar manager de L'Antiquario di Napoli, è riuscito a ideare oltre 20 drink, per poi selezionare i 4 definitivi. Dimostrazione di quanto il brandy sia un prodotto duttile e che ha fatto la storia della miscelazione per tutta la prima metà del Novecento, ma che noi spesso dimentichiamo.

I fantastici 4

Quattro cocktail quindi, che sono in grado di soddisfare qualunque palato e coprire la stagionalità dei gusti. Come il Black Collins, prodotto con Vecchia Romagna Etichetta Nera: un long drink estivo e rinfrescante, creato con metodo build e di facile replicabilità. O il Vecchia Romagna Coffee. Reinterpretazione dell’Espresso Martini, uno dei modern classic più in voga del momento, e che siamo sicuri conquisterà presto il mercato italiano. Qui l’abilità di Frezza è stata dimostrare come Vecchia Romagna sia adatto anche a una miscelazione più sofisticata, con risultato una bevuta più “elegante”. Esattamente come il Three Point, omaggio ai prodotti della distilleria e che usa come base il Vecchia Romagna Tre Botti. Dicevamo sopra che per arrivare a queste creazioni Frezza è partito da una lista di oltre 20 idee, che spaziavano dal Tiki alla rivisitazione dei grandi classici a esperimenti completamente nuovi.

Un paziente lavoro di ricerca

Un lavoro complicato, che ha dovuto tener presente moltissimi fattori, come ci ha detto lo stesso Alexander Frezza: «Perché il successo di un cocktail è la risultante di molteplici fattori. Non solo la qualità del miscelato, ma anche l’appeal del nome che viene dato, il momento in cui viene presentato, il marketing che viene cucito attorno. Ci sono cocktail che non sono stati scelti per vari motivi, ma hanno delle enormi potenzialità e so già, per certo, di voler presentare tra qualche mese, anno o forse anche prima». Un connubio, quello tra cocktail e Vecchia Romagna, che tutte le carte in regola per proseguire e arrivare in qualunque bar. Insomma, Vecchia Romagna ha compiuto 2 secoli di vita. E ha festeggiato regalandoci 5 buoni motivi per cui va considerata una bottiglia fondamentale per qualunque bar. 4 sono i cocktails di Alex Frezza, che ne dimostrano le qualità in miscelazione. Il quinto invece è semplicemente il brandy in sè. Che grazie al suo processo creativo rimane ancora oggi uno dei grandi brandy italiani. Perfetto da bere anche in mescita. E se finora  la bottiglia triangolare l'avete sempre associata solo alla clientela più agée dei bar, non è perché è un sapore oramai antico. E solo perché quei signori sanno il fatto loro su come si beve.

Black Collins
Black Collins

BLACK COLLINS

di Alexander Frezza

Ingredienti

60 ml Vecchia Romagna Etichetta Nera

20 ml nettare d'agave

30 ml succo di limone

Preparazione

Metodo build. Completare con ginger ale. Servire nel tumbler con fetta di limone e ciuffo di menta.

Bologna Sour
Bologna Sour

BOLOGNA SOUR

di Alexander Frezza

Ingredienti

60 ml Vecchia Romagna Tre Botti, 30 ml succo di limone  , 20 ml nettare d’agave, 30 ml vino rosso

Preparazione

Metodo shake & fine strain. Servire in tumbler basso. Completare con vino rosso.

 

Vecchia Romagna Coffee
Vecchia Romagna Coffeee

VECCHIA ROMAGNA COFFEE

di Alexander Frezza

Ingredienti

50 ml Vecchia Romagna Etichetta Nera, 25 ml Amaro Montenegro, 20 ml orzata, 1 espresso

Preparazione

Metodo shake. Servire in coppa. Guarnire con scorzetta di limone o chicchi di caffè.

 

Three Point
Three Point

THREE POINT

di Alexander Frezza

Ingredienti

60 ml Vecchia Romagna Tre Botti, 15 ml Rosso Antico, 15 ml Coca Buton, 1 dash Angostura aromatic bitters, 1 dash Orange bitters

Preparazione

Metodo stir. Servire in coppa e guarnire con peel di limone o ciliegia.

Servizi igienici: come eliminare gli sprechi

Servizi igienici
Tanti i possibili interventi (a basso costo) che permettono di ridurre drasticamente i consumi di acqua ed elettricità

Rubinetti lasciati aperti, luce dimenticata accesa, scarico malfunzionante: sono scene che si ripetono di frequente nei servizi igienici di un bar e che ne fanno uno degli ambienti a più alto spreco nell’economia complessiva di un locale. Ma sono diversi gli interventi di ottimizzazione realizzabili per eliminare lo sperpero di acqua e abbattere i consumi di energia: con un investimento spesso contenuto, permettono un drastico abbattimento dei costi di gestione. A raccontarceli è Moreno Gennaro di Viesse Consulting, project manager di Restaurant 2.0, studio che  riassume tutti gli interventi migliorativi da effettuare per eliminare sprechi e tagliare costi nelle aree principali dell’attività di somministrazione.  

Ridurre i consumi di acqua 

«Nell’ambito dei servizi igienici la principale fonte di sprechi sono i consumi di acqua - spiega Gennaro -. Un primo intervento è adottare rubinetti con fotocellula, che erogano l’acqua solo quando si avvicinano le mani, associato a un aeratore, un piccolo impianto interno che aggiunge e miscela aria all’acqua, riducendo il consumo».

Con circa 300 euro ci si garantisce fino al 70% di risparmio di acqua. In alternativa, con una spesa di 15-20 euro si può dotare il rubinetto esistente di sensore a fotocellula integrato con aeratore. In entrambi i casi il risparmio economico è consistente e può arrivare, prendendo come riferimento un bar di medie dimensioni con circa 120 clienti giornalieri, anche a 1.500 euro all’anno sulla bolletta. Non meno efficace è l’installazione di sistemi di erogazione differenziata per il wc. Grazie al doppio pulsante, tali sistemi erogano 6 o 3 litri di acqua,  contro i 9 litri scaricati a ogni utilizzo da una cisterna tradizionale ( che arrivano a 12 o 17 in quelle più vecchie). Gli erogatori a due pulsanti costano circa 100 euro l’uno e fanno risparmiare fino a oltre il 60% d’acqua rispetto a quelli tradizionali.

«Per non limitare gli effetti di questi interventi è utile fare un’analisi della qualità dell’acqua approvvigionata: serve per capire il valore dei solidi trasportati e il livello di durezza - precisa Gennaro -. I risultati permettono ai tecnici di valutare se è il caso di installare dei sistemi che riducano il trasporto di particelle solide, il cui costo si aggira sui 200 euro. Oppure, o insieme, un sistema di addolcimento: la spesa va dai 2500 ai 5000 euro, ma si recupera velocemente anche grazie ai risparmi sull’uso di detergenti e anticalcari per le lavastoviglie e per la manutenzione delle attrezzature del locale».

Un’altra azione preliminare consigliata è il check dell’impianto di distribuzione dell’acqua (costo: 500 euro), per conoscerne lo stato di salute ed eventualmente, se troppo vecchio e ammalorato, procedere con il suo rinnovo: un’operazione da qualche migliaio di euro che però evita i costi, ben più elevati, legati ai danni generati da una perdita e dalla rottura di un tubo.

Un’altra potenziale ottimizzazione consiste nel sostituire gli erogatori di carta monouso per l‘asciugatura delle mani con asciugatori elettrici a lama d’aria, sistemi ad azione molto rapida e ad alta efficienza. Secondo le stime degli esperti di Viesse Consulting, ipotizzando l’utilizzo dell’asciugatore da 120 utenti per 30 secondi di media a sessione e un prezzo medio dell’elettricità di circa 0,27 euro per kWh, il costo di gestione di una macchina da 1000 W è di circa 0,30 euro al giorno, per un costo annuale di circa 110 euro. Di contro, la spesa per l’approvvigionamento di asciugamani monouso per la stessa tipologia di bar va dai 200 ai 300 euro. «Il vantaggio è evidente, anche considerando il costo della macchina, che si aggira sui mille euro. Ma c’è un però importante - precisa Gennaro -. Gli asciugatori a lama d’aria sono anche dotati di lampada Uv, che elimina germi e batteri; ma il loro getto d’aria, quando arriva sulle superfici bagnate della mani, produce delle goccioline, gli aerosol, che si diffondono nell’ambiente e possono diventare dei vettori per alcuni microbi, tra cui anche il Covid-19. Pertanto, in questo particolare momento la sostituzione non è opportuna».

Ridurre i consumi elettrici

Diversi anche gli interventi che permettono di tagliare i consumi elettrici. Il primo è sostituire le lampadine tradizionali con quelle a led che, a parità di prestazioni, riducono del 70% i consumi elettrici. Alla lampada a led, se non ne è già dotata, si possono associare un sensore di movimento, che ne attiva l’accensione solo quanto rileva la presenza di persone nell’ambiente, e un sensore crepuscolare, che la fa accendere solo quando nell’ambiente non c’è luce naturale sufficiente, regolando anche la quantità di luce da emettere. La spesa è molto contenuta: circa 30 euro per il sensore di movimento e dai 5 ai 60 euro per il sensore crepuscolare. Il risultato? Un ulteriore risparmio di energia del 25%.
Sempre con un investimento contenuto, entro i 100 euro, si può sostituire l’eventuale boiler per la produzione di acqua calda sanitaria, che ha un funzionamento continuo e quindi un consumo continuo di elettricità, con un bollitore istantaneo ad alta efficienza. «Di dimensioni ridotte e facili da installare, questi sistemi non hanno accumulo di acqua calda, ma la producono al momento e solo per il tempo che serve, generando un risparmio in bolletta fino a 300 euro all’anno - spiega Gennaro -. Il loro acquisto gode delle detrazioni fiscali del 55% e, se inserito in un intervento di riqualificazione energetica più ampio che comporta un miglioramento di classe energetica del locale, può godere anche del nuovo Ecobonus del 110%».

Louis’mixed drinks, with hints for the care & serving of wines, Louis Jaques Muckensturm, 1906

Louis' mixed drinks

Boston capitale del Massachusetts, città più popolata della regione del “New England” ma soprattutto città di adozione di Louis Muckensturm. Di origine Alsaziana, Louis Jacques si trasferisce negli Stati Uniti d’America nel 1891, attraversando l’oceano Atlantico a bordo della nave “la Bourgogne”, partita dal porto di Havre in Normandia, Francia. Proprio a Boston inizierà la sua carriera come cameriere al Hotel Marliave, cosi come si racconta di Muckensturm; fino a quando riuscirà a raccogliere i fondi per aprire la propria attività. Sarà esattamente durante la gestione del “Louis’ Café”, situato al numero 15 della Fayette Street, che Muckensturm vivrà il periodo più importante della sua carriera. Periodo in cui sarà riconosciuto come uno dei migliori ristoratori d’America nei primi anni del ventesimo secolo. Parte del successo sembrerebbe sia dovuto ad una gestione in collaborazione con la famiglia. Infatti il fratello Paul era lo chef, mentre altri membri della famiglia erano impiegati all’interno del locale.

Il “Louis’ Cafe” in quegli anni era ben noto sia per la sua cucina sia per la sua cantina ma anche per i suoi drinks, tanto che numerosi quotidiani locali pubblicarono notizie di frequentazioni di personaggi ben noti nel mondo della musica, della letteratura e dell’arte in generale. Era, secondo i giornali, non un qualsiasi punto d’incontro o un café, ma tra i migliori ristoranti per gli amanti del mangiare bene e classificato come ristorante Francese nonostante Louis Muckensturm era nato in Alsazia; allora facente parte delle Germania, proprio perché Louis Muckensturm, così come la propria famiglia, continuarono a mantenere la propria identità culturale, usando inoltre il Francese come loro lingua madre.

Nel 1906, il nostro ristoratore, pubblicherà due dei sui tre manuali; tra cui uno dedicato esclusivamente al mondo del “Beverage”: “Louis’ Mixed Drinks”, testo che dà spazio a contenuti dedicati a tematiche legate al vino per poi passare alle bevande miscelate. Il testo rappresenta una pieta miliare nel trattare uno dei grandi classici della miscelazione, il cocktail Martini. Infatti il manuale di Louis Muckensturm sarà il primo libro in lingua inglese ad utilizzare il termine “Dry” per un Martini Cocktail da ingredienti esclusivamente secchi. Il 30 settembre del 1918 il quotidiano “Boston Globe” annuncerà la notizia della sepoltura di Jacques Louis Muckensturm al cimitero di Holyhood; morto all’età di 42 anni dopo 4 giorni di epidemia influenzale. Il “Louis’ Cafè” continuò sotto le direttive della vedova Helen Welch ma purtroppo dopo alcuni anni il locale chiuse, ad oggi ancora sconosciute le cause.

Buona lettura dal Bibliotecario.

Titolo: Louis' mixed drinks, with hints for the care & serving of wines

Autore: Louis Jaques Muckensturm

Pubblicazione: 1906

Luogo: Boston

Numero di pagine: 93

Lingua: Inglese

Peso: 16 Mb

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Il tartufo bianco d’Alba entra in miscelazione

Maxim Schulte tartufo bianco d'Alba
Il prezioso ingrediente mira a ritagliarsi uno spazio sul bancone dei bartender. Le ricette di Guglielmo Miriello e Maxim Schulte

C’è un nuovo ingrediente che vuole ritagliarsi un suo spazio sul bancone dei bartender. È il tartufo bianco d’Alba, rinomata eccellenza piemontese, che dopo aver conquistato gli chef di tutto il mondo ora punta ad ammaliare anche gli artisti della mixology.

Foto di Giorgio Perottino – Getty Images

L’idea è dell’Ente Fiera Nazionale del Tartufo Bianco d’Alba e Giulio Cocchi che mirano a diffondere la cultura del prezioso Tuber magnatum Pico, questo il nome scientifico del tartufo bianco, e il suo impiego in ambiti al di fuori del suo tradizionale campo di utilizzo. Un progetto che, in particolare, mira a sposare il sapore del tartufo bianco con i gusti dei grandi vini aromatizzati piemontesi, a partire dal Vermouth di Torino, attraverso ricette di cocktail ufficialmente riconosciute da Ente Fiera e Cocchi.

Guglielmo Miriello tartufo d'AlbaUn progetto che ha dato già i suoi primi frutti con le originali creazioni di due astri della miscelazione internazionale, chiamati a cimentarsi in questa sperimentazione: Guglielmo Miriello (nella foto a fianco), bar manager del Ceresio 7 di Milano, e Maxim Schulte (nella foto in apertura), ex head bartender dell’American Bar del Savoy di Londra, attualmente alla guida del cocktail bar del Kol Restaurant, nel quartiere di Marylebone della City.

Per quanto riguarda Miriello, la sua creazione Italian Gentleman è preparata con whisky Dalmore 12 y old aromatizzato, con la tecnica del fat wash, con lardo piemontese, cognac Hennessy XO, Americano Cocchi, bitter al cioccolato homemade, che viene presentato in una elegante bottiglia e affumicato con legno di ciliegio, per poi essere completato, una volta versato nel bicchiere, con una guarnizione di tartufo lamellato. Un cocktail complesso dal profilo armonico e morbido, grazie alla dolcezza data dai due distillati invecchiati, che vanno a bilanciare quelle leggermente amaricanti dei fiori di genzianella dell’Americano Cocchi e della corteccia di china del Barolo Chinato, intrecciandosi sapientemente con l’intenso aroma del tartufo.

Volutamente minimalista è, invece, Alba – Torino, il drink ideato da Schulte. La sua ricetta è composta infatti da Storico Vermouth di Torino Cocchi infuso con lamelle di tartufo bianco d’Alba, Barolo Chinato Cocchi e London dry gin, completato da una decorazione sempre di lamelle di tartufo bianco. Una formula facilmente replicabile che, a dispetto della sua semplicità, regala un cocktail dai profumi e dai sapori ricchi, avvolgenti e inebrianti.

Sperimentare: l'invito ai bartender

Due creazioni di altissimo livello che mostrano la versatilità del tartufo bianco e dei vini aromatizzati piemontesi di Cocchi, anche nell’abbinamento con ingredienti non canonici, e che forniscono spunti interessanti a tutti i bartender che vogliono cimentarsi nella prova. L’invito di Cocchi e dell’Ente Fiera ai mixologist è infatti di sperimentare, dando spazio alla propria creatività, ricette con questa preziosa materia prima, inviandola, completa di foto in alta risoluzione o di filmato a news@cocchi.com e info@fieradeltartufo.org. Le migliori proposte verranno pubblicate sui social dell’azienda di Cocconato (Asti) e della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

Le ricette

Italian Gentleman di Guglielmo Miriello

Italian Gentleman guglielmo miriello

Ingredienti:

15 ml whisky Dalmore 12 y old aromatizzato con lardo piemontese, 15 ml Hennessy XO, 25 ml Americano Cocchi, 10 ml Barolo Chinato Cocchi, 3 ml bitter al cioccolato, 4 grammi di lamelle di tartufo bianco d’Alba.

Preparazione:

scaldare dolcemente 30 gr di lardo piemontese a 60° C. Versare 300 ml di whisky all’interno di un recipiente ermetico e aggiungere il grasso disciolto del lardo, agitare e riporre in abbattitore a -20° C. Attendere che la parte grassa si congeli e poi filtrare il whisky utilizzando un passino a maglia stretta, facendo attenzione a rimuovere tutte le impurità, e riporre in una bottiglia. Versare tutti gli ingredienti in un mixing-glass, aggiungere ghiaccio e miscelare per circa 15 secondi. Versare il contenuto in una bottiglia di servizio da 150 ml e affumicare con legno di ciliegio. Versare il contenuto in un bicchiere e decorare.

Decorazione:

4 grammi circa di tartufo bianco d’Alba lamellato on the rocks.

Bicchiere:

tumbler basso

Alba – Torino di Maxim Schulte

Alba - Torino Maxim Schulte 2

Ingredienti:

50 ml Storico Vermouth di Torino Cocchi infuso con lamelle di tartufo bianco d’Alba per 32 ore, 20 ml Barolo Chinato Cocchi, 10 ml London dry gin

Preparazione:

stir

Decorazione:

lamelle di tartufo bianco d’Alba

Bicchiere:

tumbler basso

Da Molino Spadoni la nuova Schiacciata all’olio cotta e pretagliata frozen

Schiacciata all'olio cotta e pretagliata Molino Spadoni
Versatile, fragrante e pratica, la nuova Schiacciata (170 g), fatta con biga e pasta madre, è pronta da farcire in 4 minuti

Mettere a disposizione dell’operatore bar un panificato surgelato veloce e facile da preparare, ma con tutta la croccantezza e il gusto di un prodotto appena sfornato. È con questo obiettivo che nasce la Schiacciata all’olio cotta e pretagliata, ultima novità di Molino Spadoni, un prodotto che abbina alta qualità ed elevata praticità.

La qualità è garantita dall’accorta selezione delle materie prime, dal controllo dell’intera filiera e dai processi di lavorazione che mettono insieme innovazione e tradizione. La Schiacciata all’olio cotta e pretagliata è infatti realizzata con il 100% di biga e pasta madre. La prima è un preimpasto formato da farina di tipo “0”, macinata nel molino aziendale, acqua e una piccola quantità di lievito di birra, che viene lasciato lievitare a temperatura controllata per 24 ore in un impianto di ultima generazione. Un procedimento che dona al prodotto un’alveolatura importante e irregolare e una mollica strutturata con un cuore morbido. La pasta madre è il lievito naturale di Molino Spadoni, un impasto idratato di farina di grano tenero e acqua, sottoposto a una contaminazione spontanea da parte dei microrganismi presenti nell’ambiente, che viene rinnovato ogni giorno. Ai due ingredienti fondamentali si aggiunge la lunga lievitazione, che oltre a donare alla Schiacciata il suo gusto caratteristico e un intenso profumo, la rendono più leggera, fragrante e digeribile. Ogni singolo pezzo è poi steso a mano, come da tradizione, e condito un superficie con olio extravergine di oliva (3,5%), per una texture più croccante e piacevole e un gusto più deciso e peculiare, e subito cotto e surgelato, così da mantenerne intatte le proprietà organolettiche e nutrizionali e garantirne la conservazione senza utilizzo di conservanti.

Gustosa, fragrante e profumata, la Schiacciata all’olio è molto versatile e può essere farcita con i più diversi ingredienti, per creare sfiziose proposte, dalle più semplici alle gourmet, per la pausa pranzo, per un break salato, e stuzzicanti appetizer, lasciando totale libertà all’estro del barista e permettendogli di andare incontro ai gusti più diversi della clientela. Il tutto in più, in modo molto facile e veloce.

Altro punto di forza del prodotto è infatti la sua praticità. In formato rettangolare (13 x 18 cm) e con un peso di 170 g, la Schiacciata è surgelata già cotta, per cui è subito pronta all’uso dopo un veloce rinvenimento in un classico fornetto bar, 4 minuti a 220°C, o su piastra, in questo caso bastano 3 minuti a livello di potenza medio/alto, ed è anche pretagliata, aspetto che abbatte ulteriormente i tempi di preparazione.

Comoda da stoccare, è fornita in confezioni da 20 pezzi, ogni pezzo confezionato singolarmente, in modo da evitare sprechi e aiutare l’operatore a tenere sotto controllo il food cost.

L’impegno di Costadoro per miscele eticamente corrette

Costadoro
Costadoro RespecTo

Nel primo report di CSR - Corporate Social Responsibility (Responsabilità Sociale d’Impresa) da poco pubblicato, Costadoro sottolinea la propria capacità di coniugare il business con l’attenzione all’ambiente e al sociale.

«Siamo soddisfatti di questo primo risultato e del cammino intrapreso, perché siamo consapevoli che oggi un’azienda per essere riconosciuta come eccellente ha il dovere di essere anche socialmente utile - afferma Giulio Trombetta, amministratore delegato -. Questo ci motiva a portare avanti con determinazione i nostri progetti e le attività, per crescere e dare un contributo positivo a tutti i livelli».

Giulio Trombetta, ad Costadoro

Da sempre Costadoro è consapevole del proprio ruolo e della responsabilità nei confronti di clienti, dipendenti, collaboratori e fornitori, nonché della tutela ambientale; per questo ha scelto di intraprendere un percorso di CSR con iniziative che coinvolgono non solo il prodotto caffè, ma anche la realtà che lo circonda. Tutta la produzione è realizzata secondo sistemi di gestione della qualità che rispettano standard volontari nazionali e internazionali e il prodotto segue principi condivisi che coinvolgono tutti gli attori della filiera: la sostenibilità del prodotto per impatto sociale, ambientale e prezzo, la tracciabilità delle risorse e delle materie prime lungo l’intero processo produttivo e la collaborazione etica con i produttori. Un approccio solidale ed ecosostenibile che trova la sua sintesi nel Progetto Costadoro RespecTo, da cui nasce la miscela omonima. Le attività svolte e i risultati conseguiti sono riassunti nel report disponibile su costadoro.it

Il valore di una tazza

In una tazzina di Costadoro RespecTo si concentra una lunga catena di valori che comprende tutta la filiera. Le certificazioni Bio e Fairtrade garantiscono il rispetto del ciclo stagionale della produzione e i diritti di chi coltiva e lavora il prodotto secondo i principi del commercio equo.

Art of Italicus aperitivo challenge 2020 in viaggio a Parigi, Londra e Stoccolma

Riparte da tra grandi realtà del Nord Europa il grande tour virtuale e globale di Italicus fra i locali nel mondo: in ogni città, grandi barman interpretano l'aperitivo. E noi vi racconteremo tutto con le loro storie, i loro bar e le loro ricette

Italicus Rosolio di Bergamotto, simbolo dell’aperitivo italiano per eccellenza, lancia Art of Italicus Aperitivo Challenge Glo-cal Editionun’edizione diversa del contest nato per celebrare il cocktail come forma d’arte liquida. In una situazione anomala come quella attuale, il focus dell’edizione 2020 diventa necessariamente quello di promuovere i bartender e la loro creatività nel saper coniugare il gusto tipicamente mediterraneo del rosolio ai sapori tipici del proprio territorio o città di origine, coinvolgendo e connettendo la comunità di Italicus nel mondo. Italicus sta dando vita a un grande tour virtuale e globale fra locali nel mondo, includendo fino a otto cocktail bar di dieci città tra Europa e Stati Uniti: Londra, Parigi, Milano, Roma, Stoccolma, Atene, Barcellona, New York City, Las Vegas e Miami.

Nel vivo dell’Art of Italicus 2020 Glo-cal Edition

Nelle 10 città coinvolte, ogni bartender è stato selezionato dal brand ambassador di ITALICUS per creare un aperitivo ispirato alle tradizioni, allo stile e ai sapori enogastronomici tipici della realtà regionale di appartenenza.

Dopo avere valutato gusto, creatività, originalità dei cocktail di ciascun bartender, Italicus nominerà i Best Italicus Bar Artists di ogni città. Saranno gli stessi bartender a raccontare il concetto a cui si sono ispirati per creare i loro cocktail d’arte.

I protagonisti di questa edizione Glo-cal dell’Art of Italicus verranno presentati sui canali digitali italiani e internazionali, con l’obiettivo di promuovere il settore a livello globale, connettendo le identità locali.

Bargiornale, dopo il primo appuntamento con i grandi protagonisti di Roma e Milano, vi presenterà 22 talentuosi bartender (e il loro drink con Italicus) in un tour tra Londra, Parigi e Stoccolma. Vi racconteremo le loro storie, entreremo nei loro locali, vi presenteremo i loro aperitivi, le ricette, l’ispirazione che li ha guidati.

Il profilo di ogni bartender, il locale di appartenenza e i loro cocktail verranno inseriti inoltre anche in una rubrica digitale dell’Art of Italicus Glo-cal creata in collaborazione con Difford’s Guide, un'autorità globale sulla cultura del bere. Si tratta di una piattaforma che consumatori e professionisti del settore potranno visitare virtualmente e i bartender condividere e promuovere sui loro canali.

Illustrazioni realizzate dall’artista Mo Coppoletta nel 2018 in occasione del secondo anniversario di Italicus.

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Londra

Giovanni Spezziga

Coral Room at Bloomsbury Hotel

Giovanni Spezziga inizia la sua carriera nell'ospitalità di alto livello 20 anni fa, con lo Yacht Club Costa Smeralda, in Sardegna. Una volta a Londra, supervisionerà il lancio dello Scarfes Bar del Rosewood Hotel per poi prendere il timone di comando dei due bar del Bloomsbury: Dalloway Terrace e Coral Room, aperto nel novembre 2017. Giovanni, nella sua carriera da consulente, ha collaborato con numerose aperture e progetti creativi, sia nel Regno Unito che in altri paesi. Sviluppando nuovi concetti di bar che si contraddistinguono per qualità, design e servizio dinamico.

Giorgio Bargiani e Agostino Perrone

The Connaught Bar

Giorgio Bargiani (a sinistra nella foto) è da sei anni alla corte di re Ago Perrone al Connaught Bar di Londra. Giorgio, prima di ricoprire l'attuale ruolo di head of mixology nel pluripremiato bar del Connaught Hotel, mostra tutta la sua passione sin da giovanissimo, nel bar-ristorante della zia a Pisa. Mossi i primi passi nei club toscani, il fascino dei grandi hotel londinesi lo chiama presto a una grande scommessa Oltremanica. L'8 Agosto del 2014, mentre lavora allo Splendido di Portofino, riceve una chiamata dal Connaught: il mese successivo inizia come bar back, e in pochi anni diviene il braccio destro di Ago Perrone.

Catalin Ciont

Social24 at City Social

Quasi un decennio di esperienze trascorso tra il Park Plaza Westminster, il Capital Hotel e l'Aqua Shard, lavorando a fianco di chef stellati come Nathan Outlaw e Monica Galetti hanno plasmato il profilo e l'esperienza di Catalin Ciont, che dal Novembre 2019 ricopre il ruolo di Bar Manager del Social24, cocktail bar del City Social Hotel. Uno stile innovativo ed elegante, con una drink list che si ispira alle bellezze dalla capitale inglese, che si scorgono dal ventiquattresimo piano del Tower42, dove ha sede il bar con ristorante stellato di Jason Atherton.

Gianluca Capilungo

Aqua Spirits - Aqua Nueva Aqua Kyoto

Gianluca è originario di Lecce, dove fin da bambino ha attinto da quella che diverrà la sua vocazione: l'ospitalità. La madre cuoca con la quale cucinava ed il bar dello zio saranno il terreno dal quale si muoverà in cerca di esperienze nuove a Londra. Iniziando a lavorare per Soho House si sposterà per ricoprire il ruolo di bar manager dell'Aqua Group. È a capo di un team ampio di persone che lavorano in diversi locali. Tra questi l'iconico Aqua Spirits, che con il suo spettacolare attico a terrazza si affaccia sulla West End.

Musa Ozgul

108 Brasserie

Ozgul inizia la sua carriera nel 2010 come commis del Quo Vadis di Soho, arrivando al ruolo di bar manager nel 2014. Due anni dopo si unisce al team del Chess Club per poi prendere il ruolo di Assistant General Manager al Trade, nel 2018. Da quando è a capo di 108 Brasserie, la location nel cuore di Marylebone è diventato un punto di riferimento per gli ottimi drink all-day accompagnati dalla selezione di piccoli piatti dello chef Russell Ford.

Floriano Cubeddu

Cecconi's at The Ned

Originario de La Maddalena, Floriano Cubeddu è il Bar Manager del Cecconi's, rinomato bar nella City aperto nel 1978 da Enzo Cecconi, il più giovane general manager dell'Hotel Cipriani di Venezia.
Floriano cresce nell'ospitalità assieme ai suoi instancabili genitori, nella cornice mozzafiato dell'isola da cui proviene. A Londra comincia la sua nuova vita, dalla Soho House al Bar Américain. Quando The Ned, albergo della catena Soho House, gli darà l'opportunità di entrare a far parte del nuovo progetto, inizia l'avventura che lo porterà ad esserne oggi il manager.

Alessandro Geraci e Gaspare di Carlo

Pasta della Nonna

Alessandro e Gaspare sono due siciliani che iniziano il proprio percorso vicino a Palermo, per poi insieme intraprendere l'avventura londinese, nel 2013. L'entusiasmo e la personalità esplosiva li porteranno presto a gestire i bar dei due grattacieli più famosi d'Europa: lo Shard e lo Sky Garden. Dopo 7 anni di lavoro fianco a fianco, si mettono in proprio: prima fornendo consulenze e poi, nel 2020, aprendo il loro primo bar a Marylebone, cui nome è tutto un programma: il Pasta della Nonna

Michele Giarusso

Tavolino

L'ascesa professionale di Michele inizia nel 2005 in Italia quando entra a far parte del team del resort di lusso Forte Village in Sardegna. Nel 2010, dopo diversi anni di lavoro in bar e ristoranti, si trasferisce a Londra per rafforzare le sue conoscenze nel settore dell'ospitalità. Ha lavorato in locali di ogni genere, per eventi privati e aziendali, fino a trovare il suo posto all'interno di Tavolino, bar con cucina di recente apertura, dove ricopre la carica di general manager.

Italicus High Tea Cocktail

Ingredienti:
Italicus 40ml
Fino Sherry 15 ml
2 spoon di Marmellata Britannica di Lamponi
3 dash di bitter orange
Vino frizzante britannico 125 ml

Bicchiere: coupette

Metodo: shake and strain

Ispirazione

Cocktail che trae ispirazione dal rituale inglese dell'Afternoon Tea, l'appuntamento pomeridiano che dagli anni Quaranta la Duchessa di Bedford ha elevato a tradizione. La combinazione del drink, leggero e beverino, fatta da Italicus, marmellata e bitter all'arancia richiama il classico serving pomeridiano a base di scones, torte e sandwich.

The Shape of Silence

Ingredienti:
Italicus 25 ml
Belvedere Vodka 25 ml
Fallen Pony Empirical 5 ml
Sciroppo di Cipresso 10 ml
Vino di Rabarbaro Abavas 40 ml

Bicchiere: champagne flute

Metodo: stir and strain

Garnish: foglia di butterfly sorrell

Ispirazione

Il cocktail racchiude quella sensazione unica che si prova entrando nel bar del Connaught. 12 anni fa, all'entrata dell'albergo, fu installata l'opera d'arte “Silenzio”, dell'artista giapponese Tadao Ando. È da questa che trae ispirazione il drink, dai gentili toni floreali e calorosi, espressione del viaggio di sapori e aromi che caratterizzano l'iconico bar di Mayfair.

Eterno Amore

Ingredienti:
Italicus 35 ml
Gin infuso alla lavanda 25 ml
succo di pompelmo chiarificato 25 ml

Bicchiere: coupette

Metodo: stir and strain

Garnish: cubo di ghiaccio con marchio Social e Lavanda

Ispirazione

Dei primi mesi nel Regno Unito, Catalin ricorda un campo di lavanda nell'Hertfordshire, che ritorna come fonte di ispirazione per il drink 10 anni dopo: aprendo per la prima volta la bottiglia di Italicus, il profumo intenso di bergamotto lo ha riportato a quel ricordo del passato. L'Eterno Amore è il prodotto di eleganza, sofisticatezza e un tocco di attitudine.

Olè

Ingredienti:
Italicus 30 ml
Canaïma Gin 15 ml
nettare d'agave 10 ml
succo di pompelmo 25 ml
birra lager 50 ml

Bicchiere: vino bianco

Metodo: shake and strain/top up

Garnish: peel di limone

Ispirazione

Olè è una perfetta combinazione dei sapori preferiti dagli inglesi: l'immancabile birra lager si sposa con le note citriche di bergamotto e floreali di genziana e camomilla, avvolte dalla dolcezza del nettare d'agave.

Italicus Spritz

Ingredienti:
60 ml Italicus
100 ml Tonica ai fiori sambuco
50 ml Prosecco

Bicchiere: wine glass

Metodo: build

Garnish: olive italiane

Ispirazione

L'ispirazione nasce da un ingrediente tipico, quasi sacro, a Marylebone: il fiore di sambuco. Enrico VIII aveva qui la sua tenuta di caccia, nella quale all'inizio del 18° secolo veniva prodotto in abbondanza il cordiale di Sambuco. Si dice che le signore, mentre gli uomini andavano a caccia, ne facessero un grande uso, mescolandolo col vino.

Sanguinello

Ingredienti:
Italicus 50 ml
Orange Bitter 5 ml
Spremuta di Arancia 50 ml
succo di limone 10 ml
albume di un uovo

Bicchiere: highball piccolo di cristallo

Metodo: dry shake / shake and strain

Garnish: lavanda

Ispirazione

L'olfatto è il senso che più ci riaccende la memoria. La visita ad un campo di lavanda ha riportato indietro suggestioni delle belle estati sarde. L'ispirazione di profumi e memoria ha fatto da scintilla per la creazione di questo cocktail dal profilo italiano e mediterraneo, contaminato dalla lavanda inglese.

Apple of My Eye

Ingredienti:
Italicus 40ml
Vermouth ambrato 20 ml
Succo di Mela Bramley e Sedano Rapa 20 ml
Citrus Saffron Kombucha 20 ml

Bicchiere: coupette

Metodo: throwing

Ispirazione

Londra cambia le vite dei due autori del drink, e la cultura e le tradizioni inglesi si mescolano sempre più con la loro italianità. È così che l'aperitivo all'italiana incontra i sapori locali, in un cocktail che celebre i due incredibili Paesi.

Sgroppino Rosato

Ingredienti:
Italicus 50 ml
Vino Chapel Down Rose 30 ml
1 cucchiaio di sorbetto al limone

Ispirazione

Lo Sgròpin veneziano è, nel tempo, diventata una tela su cui disegnare diverse versioni di quella che in origine era un classico sorbetto. In questo caso, la struttura italiana di Italicus incontra il sorbetto di limoni della campagna inglese ed il vino del Sud del Kent.

Parigi

Angelo Forte

No Entry

Originario di Formia, si sposta a Roma per studiare e - come spesso accade - il lavoro “di mantenimento” diventa una passione e una carriera da coltivare. Dopo alcune esperienze, romane e sarde, si trasferisce nella capitale francese, dove oggi ricopre il ruolo di bar manager nello speakeasy No Entry e di head bartender del Pink Mama. Per lui il bar è un palcoscenico sul quale ogni giorno inscenare uno show. Il suo motto è “Stay hungry, stay rock”.

Mattéo Peneau

Le Purdey

Bartender franco-indiano che fa del suo melting pot culturale un punto di partenza per il suo lavoro dietro il banco. Partito a 17 anni con uno zaino, ha girato il mondo per cinque anni alla scoperta di culture, modi di vivere e tradizioni, che ora ha ridistillato all'interno del menù di Le Purdey, un cocktail bar dietro i Jardin du Luxembourg, dove domina la buona musica. Dalle atmosfere ovattate del jazz alla musica elettronica.

Thomas Aurélien

Jacque's Bar at The Hoxton

Thomas inizia la sua carriera al celebre bistrot Fouquet sugli Champs-Elysées. In cerca di nuove sfide accetta una posizione al Peninsula Hotel nell'isola di Saint Barth, dove plasma la sua personalità di barman e conosce un servizio di alto livello. Oggi ricopre il ruolo di head bartender del Jacque's Bar dell'Hotel Hoxton, un salotto accogliente e caldo in cui intrattiene i suoi ospiti con drink creativi ed un servizio raffinato.

Thierry Malikian

Le Calbar

Thierry è uno dei soci fondatori di Le Calbar, il primo bar al mondo in cui si viene serviti in camicia, cravatta e...mutande. Questo è lo stile del bar e dei suoi bartender: classico ed informale. Aperto nel 2012, sembra che il particolare outfit dello staff, abbia riscosso sufficiente successo per una seconda apertura a Ginevra, nel Settembre 2019. La provocazione del vestiario riflette il concetto chiave del bar: “sii te stesso e goditi l'esperienza”.

Denis Lacroix

Deux Point Zèro

Denis inizia a fare il barman nel 2018 da autodidatta, unendo la passione che ha per la cucina, il cibo ed uno stile di vita sano, che riporta nel suo modo di fare da bere: pochi ingredienti, molto spesso di origine vegetale; di eccellente qualità e stagionali. Al Deux point Zero riesce ad unire tutte le sue passioni, creando esperienze interattive come blind tasting e giochi di abbinamenti arditi.

Hervé Luu

La Poudrière

Hervé si definisce un bartender “classico”, anche se a vederlo oggi, con cappellino in testa dietro il banco de La Poudrière, non si direbbe. Prima di approdare in questo angolo di musica, rappresentazioni artistiche e miscele nel centro di Parigi, ha avuto una carriera eclettica: dall'hotel di lusso al tipico bistrot, passando per tanti lavori stagionali in ogni dove. Oggi è la musica a guidare i suoi moti creativi nella composizione di un cocktail.

Una estate fa

Ingredienti:
Italicus 45 ml
Partisian citrus shrub 30 ml
elisir di china 10 ml
vermouth rosso 10 ml
succo di Limone 5 ml
5 dash di Laphroaig 10 Y

Metodo: shake and strain

Bicchiere: tumbler

Garnish: spuma di pompelmo salato

Ispirazione

Nostalgia di un'estate che sta terminando: tra le note citriche di Italicus e degli agrumi, il finale amaro della china e quell'inconfondibile sapore di sale tipico di un pomeriggio di fine estate.

Jardin d'ètè

Ingredienti:
Italicus 40 ml
Generous Gin 40 ml
sciroppo di zafferano 15 ml
acqua di rose iraniana 10 ml
1 goccia di Bissap
Top di tonica al pepe rosa

Metodo: build

Bicchiere: tumbler

Garnish: petali di rosa

Ispirazione

Un viaggio all'interno di differenti sapori, dal gin francese a base di gelsomino e sambuco, passando per l'acqua di rose iraniana ed il bergamotto italiano di Italicus. Riflette le differenti vibrazioni che caratterizzano il Purdey Bar.

Jacque's Secret Garden

Ingredienti:
Italicus 40 ml
Romeos Gin 30 ml
succo verde (rucola, cetriolo, acerola) 40 ml
Verjus 20 ml

Bicchiere: fancy

Metodo: build

Garnish: radicchio e aneto

Ispirazione

L'ispirazione nasce dai temi più cari al Jacque's Bar: uno stile di vita sano e di classe. Gli ingredienti sono stagionali e ricercati per esprimere al meglio il territorio francese, che si unisce perfettamente alle fresche e limpide note del bergamotto di Italicus.

Le Doux

Ingredienti:
Italicus 30 ml
Gin 20 ml
succo di pompelmo 20 ml
succo di mirtillo 10 ml
pepe di Timut
Siero di latte chiarificato 10 ml

Ispirazione

Le Doux è un drink dedicato alla gremita clientela femminile del bar. Un twist sul celebre Cosmopolitan, reso ancora più complesso da una chiarificazione a base di siero di latte.

Madeleine à l'Italicus

Ingredienti:
Italicus 45 ml
Sciroppo di Madeleine 20 ml
succo di ananas 80 ml
3 dash Orange Bitters

Metodo: shake and strain

Bicchiere: tumbler

Garnish: polvere di madeleine e lime

Ispirazione

La Madeleine è il dolcetto francese per eccellenza. Dal passato aristocratico e dal presente legato alle produzioni domestiche di mamme e nonne. Il drink porta a ricordi d'infanzia e combina il delicato bouquet di Italicus con la freschezza tropicale dell'ananas.

Parisian Bitterness

Ingredienti:
Italicus 40 ml
Vermouth dry 20 ml
Gin al coriandolo 20 ml
Acqua di genziana 15 ml

Metodo: stir and strain

Bicchiere: coupette

Garnish: zest di arancia e amarena

Ispirazione

Cocktail secco da aperitivo, per preparare il palato ad un pasto glorioso. Genziana e bergamotto, amaro e dolce accento citrico, viaggiano insieme in una mistura semplice negli ingredienti e soprattutto semplice da “ri-ordinare”.

Stoccolma

Patrik Karlsson

Supper

La sua carriera inizia come chef, ma è appunto solo l'inizio perché Patrik presto sarà affascinato dalla sala, dal servizio e dal beverage. Tre elementi che porteranno dritto dritto al bancone. Dopo aver lavorato in diversi bar e ristoranti in Sthlm, Göteborg, Åre e Visby, prende parte al team di Supper, locale dai sapori sudamericani nel centro di Stoccolma. Sviluppando una miscelazione in cui il background da cuoco si fa riconoscere.

Robin Escobar

Tak

Giovane ed ambizioso barman dalle origini latine, nato e cresciuto a Stoccolma. Avendo il concetto di “fusione culturale” nel sangue, dopo essere stato coinvolto in alcuni progetti di bar in città, decide di unirsi al team di Tak, ristorante-istituzione che fa dell'incontro tra la cultura scandinava e quella giapponese il proprio vanto e campo di ricerca.

Maria Hallhagen

Häktet

Originaria della costa occidentale della Svezia, la giovane bartender si sposta nella capitale in cerca di crescita professionale e, in pochi anni, riesce a farsi riconoscere per la tenacia e la voglia di imparare. Entra a far parte del team di Häktet, ambizioso ristorante costruito all'interno di una ex prigione del diciottesimo secolo, che cela tra le sue mura il Vänster, uno speakeasy innovativo e in continua evoluzione.

Hanna Oscarsson

Cadierbaren at Grand Hotel

Hanna è una giovane bartender che fa suonare gli shaker allo storico Cadierbaren at Grand Hotel. Nel 2018 vince il prestigioso premio Stelle, che ricerca le eccellenze femminili nel mondo della gastronomia e dell'ospitalità svedese. All'interno del bar aperto dallo chef francese Régis Cadier, Hanna sviluppa uno stile di bar in cui poter bere sia grandi classici, che creazioni moderne a base di preparazioni complesse.

Aron Kobsson

Corner Club

Estroverso ed amichevole, Aron Kobsson è il braccio ed il cuore pulsante del Corner Club. Situato nel centro della Capitale, è il cocktail bar che vorresti avere sotto casa nel tuo quartiere. Tranquillo, con un occhio diligente verso la qualità e la stagionalità, con snack golosi e piatti gustosi.

Hampus Thunholm

Bern's Asiatiska

Hampus, poco più che trentenne, è una della personalità più eminenti del bartending svedese. Dopo 3 anni come bar manager al Ling Long bar dello Story Hotel, si trasferisce all'attuale Bern's Asiatiska, punto di riferimento per la cucina asiatica in città: in cui cibo giapponese, coreano e vietnamita si fondono con drink ispirati al lontano Oriente. Da segnalare che Hampus, dopo che per anni ha ricevuto solo una sfilza di nomination, finalmente ha portato a casa il premio di “Best Bartender in Sweden” agli ultimi Bartender's Choice Awards.

Oscar Drigoris

A Bar Called Gemma

Oscar è il braccio destro di Johan Evers, il vincitore globale di “Art Of Italicus” nel 2018. In qualità di giovane Skywalker, è suo il compito di spingere i confini creativi di questa recente apertura in Stoccolma. Ma...chi è Gemma? È l'acronimo dei cinque principi cardine del bar: Generosità, Emozione, Consapevolezza (Mindfulness), Multilateralità, Artigianato.

Jack Reilly

Hobo

Jack Reilly è un giovane inglese che, trasferitosi a Stoccolma, la ha arricchita non solo del suo forte sense of humour, ma anche della sua esperienza da barman. Come bar manager di HOBO hotel, ha costruito un solido team che, in poco tempo, ha dato nuova linfa alla scena beverage del quartiere di Brunkebergstorg. Lo stile del bar riflette quello del suo manager: moderno ma classico, locale ma globale.

Chilean Swizzle Wizzle

Ingredienti:
Italicus 30 ml
Pisco 40 ml
Liquore alla pesca 15 ml
Succo di lime 25 ml
Sciroppo di zucchero 20 ml
Top di soda

Bicchiere: highball

Metodo: shake and strain

Ispirazione

Ispirato al Queens Park Swizzle, il cocktail paga tributo all'anima Sud Americana del locale e alla gremita comunità che popola il quartiere limitrofo. L'italicus si fonde con il liquore alla pesca ed il Pisco cileno, uno spruzzo di lime e, chiudendo gli occhi, sembra di essere in un altro mondo.

The Ideal Perspective

Ingredienti:
Italicus 40 ml
Cocchi Americano infuso al caffè 20 ml
Cordiale al Pepe Bianco Penja 10 ml
Succo di lime chiarificato 10 ml

Ispirazione

Il drink si ispira ad una serie di illustrazioni del 15° secolo, raffiguranti “la città ideale”, attraverso il concetto architettonico della prospettiva. La prospettiva non descrive un mondo già esistente, ma il punto di vista che l'osservatore ha di quel mondo, delle sue forme e dei suoi angoli. Quella che Robin ha di Stoccolma è l'immagine di una “città ideale”, laddove il bar è il suo “angolo ideale”.

Funkmates’ Punch

Ingredienti:
Italicus 50 ml
Rhum Agricolo Overproof infuso al caffè 10 ml
Banana Rock Candy 30 ml
succo di lime 20 ml
1 dash Angostura bitters
cubi di ghiaccio al tè verde Jasmin

Bicchiere: tumbler

Metodo: shake and strain

Ispirazione

Rivisitazione che parte dal lontano del mondo punch e ne se segue la ratio, aggiungendo però un tocco funky dato dal rhum a pieno grado. Il tè smorza il tenore alcolico e consente all’ospite di decidere se lasciar sciogliere nel drink le sue note erbacee.

La Briosa

Ingredienti:
Italicus 40 ml
Soda di mele lattofermentate e prugne

Bicchiere: highball

Metodo: build

Ispirazione

Avendo lavorato con colleghi italiani in passato, il drink è un tributo al contrasto tra i calmi svedesi e i rumorosi italici. Mescolando tecniche differenti, precise e tumultuose, all'interno di uno stesso cocktail.

Tutto Balotto

Ingredienti:
Italicus Infuso all'oliva 50ml
Succo di pompelmo 30ml
Succo di lime 20ml
sciroppo di zucchero 20 ml
Top di birra pilsner

Bicchiere: collins

Metodo: shake /top up

Ispirazione

Sei indeciso se bere una birra, qualcosa di più alcolico o magari mangiare? Goditi un po' di tutto! Una solida base di Italicus e di agrumi, unita alle bollicine maltate della pils, è proprio quello che stavi cercando.

Marco Polo

Ingredienti:
Italicus 60ml
Succo di Anguria 60 ml
Sciroppo di Zucchero 15 ml
1 spoon di soluzione di acido citrico
1 pinch di Habanero in polvere

Bicchiere: collins

Metodo: blender

Ispirazione

Marco Polo nasce dalla ricerca di un drink che viaggiasse a braccetto con i sapori e le vibrazioni del Bern's. Non è solo il cibo ad esser piccante, ma anche il mood delle persone, soprattutto nei weekend. Un frozen fresco, anche da usare come sharing drink, è quello che ci vuole per rinfrescare i bollenti animi.

Pristine

Ingredienti:
Italicus 30 ml
Vino bianco fortificato e speziato con Ibisco e Mela 50ml
Lamponi fermentati in vino frizzante sgasato 20 ml
Prosecco 80 ml

Metodo: build

Bicchiere: calice da vino

Garnish: polvere di Ibisco disidratata

Ispirazione

Italicus è il cuore del cocktail, intorno al quale il vino - espresso in differenti forme e creazioni - ne è il corpo. Prinistine unisce a sé alcuni grandi temi del bar: il basso tenore alcolico e la sostenibilità, riutilizzando il vino e gli altri ingredienti al fine di buttare via il meno possibile.

Romulus and Remus

Ingredienti:
Italicus 40 ml
Chinotto 20 ml
Suze 5 ml
Succo di Limone 30 ml
Estratto di Zenzero 10 ml
Honey Water 10 ml
gocce di Acido di Champagne
gocce di Arancia Rossa Carbonata
gocce di Soluzione Salina

Metodo: Shake and Strain

Bicchiere: tumbler

Ispirazione

Di ritorno da Roma Bar Show, Jack Reilly mette a punto la lista di signature di Hobo; “Romulus and Remus”, con la sua combo chinotto/bergamotto è un tributo all'Italia e al suo modo di bere e di far da bere.

Italcanditi acquisisce il 100% di Comprital

Italcanditi generica

Si tratta della quarta acquisizione da quando nel capitale di Italcanditi è entrato Investindustrial. Continua a crescere l'azienda che produce semilavorati per l’industria dolciaria e lattiero casearia, che ha appena fatto suo il 100% di Comprital, gruppo leader italiano nella produzione di ingredienti e semilavorati per la gelateria e pasticceria artigianale.

Focus sul gelato artigianale

In precedenza Italcanditi aveva acquisito un ramo di azienda per i preparati a base frutta per lo yogurt, Prodotti Rubicone (prodotti per gelateria, frozen yogurt e gelato soft) e Ortofrutticola del Mugello (operante nella produzione e commercializzazione dei marron glacè). Insomma, la strada tracciata è quella della trasformazione in una realtà solida e completa nel settore degli ingredienti alimentari, con focus sul gelato artigianale. Strategia, come detto, avviata dopo l'entrata nel capitale di Italcanditi di Investindustrial, nel 2019.

Comprital: 35 linee di ingredienti per gelato

Il gruppo Comprital, di fresca acquisizione, è stato fondato a Settala (Milano) nel 1985, e lì vanta un sito produttivo di 10.000 mq. Ad esso si aggiunge il sito di Stainslawow in Polonia. L'azienda produce un’ampia gamma di prodotti composta da oltre 35 linee di basi gelato, paste, creme, variegati, glasse, coperture e granelle, integratori e frozen yogurt che vengono esportati in oltre 70 paesi. Nel 2019 Comprital ha registrato un fatturato pari a oltre 27 milioni di euro. semicanditi Italcanditi

«Il gelato artigianale resta un mercato interessante»

Ha commentato così, in una nota, Maurizio Goffi, Ceo di Italcanditi: «Il percorso avviato con Investindustrial oggi compie una nuova tappa fondamentale. L’acquisizione di Comprital Group oltre a permettere il proseguo della diversificazione delle attività di Italcanditi attraverso una crescita per linee esterne, ci permette di consolidare ulteriormente la nostra leadership in uno dei mercati più interessanti per dimensione, crescita e creazione di valore aggiunto».

Rancilio Classe 20, la nuova frontiera dell’estrazione dell’espresso

Classe 20 Rancilio

Rancilio amplia l’offerta dei prodotti medio-alto di gamma con il lancio di Classe 20, la nuova macchina per caffè espresso professionale. Disponibile da luglio, la nuova macchina si presenta sul mercato in due versioni: Classe 20 ABS e Classe 20 SB.

Classe 20 ASB, con tecnologia Advanced Steady Brew, è la versione multi-boiler. I gruppi indipendenti, dotati di micro-boiler e di un elemento riscaldante, sono la massima garanzia per stabilizzare la termica del gruppo e controllare con precisione la temperatura dell’acqua per ogni erogazione. Con Classe 20 ASB, il barista può regolare temperature diverse per ogni gruppo, anche durante il servizio, in modo semplice e veloce tramite l’interfaccia touchscreen.

Classe 20 SB, la versione single boiler, è invece la prima macchina per caffè equipaggiata con Steady Brew, la tecnologia che rivoluziona il circuito idraulico Rancilio e segna il superamento della termosifonica tradizionale. Brevettata da Rancilio Lab, la tecnologia Steady Brew garantisce un’eccellente stabilità termica (±2°C con protocollo Wbc – testato da Rancilio Group Extraction Lab) nell’intervallo tra 88 °C e 98 °C e offre la massima ripetibilità in fase di erogazione. Il sistema Steady Brew assicura così performance di alto livello, tra le più elevate tra le macchine per caffè single boiler, e un’elevata capacità reattiva, in grado di garantire la stabilità termica sia in condizioni di bassa intensità di produzione sia durante i picchi di lavoro.

Entrambi i modelli sono dotati di interfaccia touchscreen da 4.3”, progettata per aiutare il barista nel lavoro quotidiano. Con pochi swipe è possibile navigare nei vari menu di gestione, regolare le dosi caffè e acqua, attivare i cicli di lavaggio e, con la funzione Service, testare il funzionamento delle singole componenti per una diagnostica veloce. Nella versione ASB, grazie ai display posizionati sui gruppi, il barista può visualizzare anche la temperatura impostata e la durata dell’ultima erogazione.

Le luci estetiche RGB sui pannelli laterali, sui gruppi e sopra la pulsantiera, sono tutte personalizzabili con intensità e colori diversi. Le luci a LED bianche, installate sotto i gruppi, offrono poi al barista un controllo visivo ottimale su tutta l’area di lavoro.

Scopri Rancilio Classe 20

Artista del Panino 2020, via al voto (ma solo fino al 15 dicembre)

Si è conclusa la prima fase del concorso Artista del Panino 2020. Negli scorsi giorni, davanti a una funzionario della Camera di Commercio di Milano, la nostra giuria ha selezionato i 20 semifinalisti le cui ricette verranno messe on line dal 15 novembre prossimo per poter essere votate da chiunque voglia esprimere la propria preferenza.

Ricordiamo che il regolamento stabilisce alcuni paletti ai votanti. Eccoli. Chi desidera votare deve essere maggiorenne e risiedere in Italia. Si potrà votare dal 15 novembre al 15 dicembre 2020 e per votare ci si dovrà registrare al sito www.artistadelpanino.it, completare l’apposito form on line con i dati personali richiesti (nome, cognome e indirizzo e-mail). Una volta avvenuta la registrazione l’utente riceverà una mail con un link necessario a verificare l’indirizzo di posta elettronica. A questo punto “l’elettore” potrà votare la propria ricetta preferita.

E alla fine ecco i 20 semifinalisti dell'Artista del panino 2020, tra cui verranno selezionati 8 professionisti che accederanno alla finale che si svolgerà “in presenza” entro il prossimo 30 giugno

 

---> Vota qui la tua ricetta preferita <---

 

I semifinalisti

Antonio Angione del Trapetum Bisceglie (Bt) con il suo panino Lamburger

Eric Aracri del Spulboy Pub, San Donà di Piave (Ve) con il suo Zen-burgher

Thomas Bellè della Birreria Trapper di Cerea (Vr) con A Tutto Gas

Emiliano Ballini del bar paninoteca Pane e Maiale di Roma con la ricetta Mago Merluzzo

Antonio Carbone dell’Opificio51 di Oria (Br) con il panino Mare incontra la terra

Federico De Colle del Marangon di Sutrio (Ud) con il panino Game

Tommaso Della Motta del graDella di Rimini, con il panino Dal Km Zero al Km Vero (Omaggio all'Italia)

Vincenzo Dell’Olio del Trapetum di Bisceglie (Bt) con il Mozzafiato

Damiano Galiano del Symposium Cafè di Statte (Ta) e il suo Tutta nata storia

Marco Gregori del Food'n Rock di Firenze con il Bologna-Pechino via Erevan

Francesco Lepenne del Kilgore Pub di Bernalda (Mt) con il Kilgore Beer Burger

Pietro Li Muli del Falstaff di Palermo con il panino Anche il gambero prende il tè

Francesco Liotino della Baita street food house di Polignano a mare (Ba), con il panino Assembra Gusti

Simone Lombardi del Wooden di Fabriano (An) con il panino Marchigianello

Raffaele Petrone dell'insolito Pub di Fragalà Ornella (Na) con la ricetta Winnie

Valentino Ranuio del Gusto Tondo di Cadorago (Co) con la Focaccia Ligure Ribelle

Pierdomenico Renda del Bakery di Lamezia Terme (Cz) con il panino Ho voglia di tè

Emanuele Sgrignuoli del ristopub la Lanterna di Vasto (Ch) con il panino L'amore Ritonna

Carlo Sutto del The Bocs Food&Drink di San Michele al Tagliamento (Ve) con il panino A pranzo dal nonno

Elisa Varvarito del Caffè polo universitario Novoli di Firenze con la ricetta Stop Down

 

---> Vota qui la tua ricetta preferita <---

 

 

Il panettone di Tortora e Lissoni per Molino Pasini

limited edition Pasini 2020 latta
La latta del panettone Limited Edizion 2020 di Molino Pasini, firmata da Piero Lissoni - foto di Danilo Scarpati

La latta natalizia da collezione di Molino Pasini è un'idea nata lo scorso anno, e oggi torna per il Natale 2020 con una doppia firma d'eccezione.

LImited edition Pasini 2020 Lissoni
Piero Lissoni, architetto e designer, posa con il panettone di Andrea Tortora - foto di Danilo Scarpati
Il panettone all'interno è del talentuoso pasticcere Andrea Tortora, con canditi fondenti e uvette polpose, burro di latteria, vaniglia Bourbon e agrumi del Sud, realizzato con la farina Riposata Grande Cuvée, la farina che riposa quattro settimane aggiuntive oltre alle abituali, per arrivare al perfetto momento di maturazione. La latta che lo contiene è ideata da Piero Lissoni, architetto, designer e art director, riconosciuto tra i maestri del design contemporaneo. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Good Design Award, il Red Dot Award e il Compasso d'Oro ADI. Per questo panettone speciale ha creato un disegno a mano che illustra le architetture iconiche della città di Milano, esaltando la sua linearità e raccontando il grande impatto visivo dei suoi luoghi più caratteristici. Una città che, al centro della bufera e tra le più colpite dalla pandemia da coronavirus (e dalle sue conseguenze) ha ancor più bisogno di essere celebrata e sostenuta.
Tortora Panettone
Il panettone di Andrea Tortora, realizzato con la farina Molino Pasini - foto di Daniel Töchterle

Una collezione che coniuga arte figurativa e arte pasticciera

La latta è la seconda della collezione natalizia Pasini. Iniziata con Nathalie Du Pasquier nel 2019, proseguirà nei prossimi anni, con nuovi artisti e nuove latte. Intanto, questi panettoni saranno in vendita dal 1° al 20 dicembre al prezzo di 50 euro più spese di spedizione, sull’e-shop di Molino Pasini. «In quest’anno così particolare», spiega l'azienda mmantovana, «il Molino ha deciso di donare il ricavato della vendita della limited edition all’Ospedale Sacco di Milano, per la gestione dell’emergenza in atto.

«Silenzioso, ma capace di arrivare in tutto il mondo»

«Il panettone è come Milano, ha la sua stessa signorilità. Un dolce che definirei quasi silenzioso, ma che di silenzio in silenzio è arrivato ovunque in giro per il mondo, proprio come Milano», spiega Lissoni. Mentre Gianluca Pasini, amministratore di Molino Pasini, sottolinea: «Sono molto fiero che Piero Lissoni abbia voluto donarci la sua arte per decorare la seconda latta d’autore. Sono felice che questo progetto prosegua e spero possa diventare nel tempo una lunga collezione in cui l’arte contemporanea sposi l’arte della farina. Un matrimonio che da sempre promuoviamo e che corrisponde alla mia particolare attenzione al collezionismo e alle espressioni visive».  

Locali più sicuri con le soluzioni Tork per l’igiene delle mani

dispenser Tork Reflex

Sappiamo tutti che lavarsi frequentemente le mani è uno degli interventi più efficaci e meno costosi per proteggere personale e clienti in tempi di pandemia. Una prassi fondamentale da rispettare, soprattutto laddove si preparano e si servono alimenti (cibi e bevande).

In particolare, il personale deve lavarsi le mani dopo:

  • aver usato i servizi igienici;
  • essere entrato e uscito dalla cucina e dalle aree di preparazione;
  • aver portato fuori la spazzatura;
  • aver maneggiato detergenti;
  • aver mangiato, bevuto, fumato o masticato chewing gum o tabacco;
  • aver mangiato carne cruda, pollame, pesce;
  • aver toccato parti del proprio corpo o gli indumenti indossati;
  • aver starnutito o usato un fazzoletto di carta;
  • aver maneggiato denaro;
  • prima e dopo essersi infilati e tolti i guanti

Altrettanto importante è verificare che le postazioni di lavaggio delle mani siano sempre rifornite di sapone e asciugamani di carta.

Per facilitare questa prassi Tork, il marchio globale di prodotti per la pulizia professionale della multinazionale svedese Essity, propone ai gestori dei locali una vasta gamma di dispenser di sapone e asciugamani che rendono l’operazione facile e veloce.

Igiene, design e zero sprechi in ogni soluzione

In collaborazione con la sua rete di distributori partner, Tork ha infatti ha messo a punto speciali offerte e promozioni, molto competitive, che permettono di allestire gli ambienti in modo sicuro ed efficiente, in particolare quelli più critici sotto il profilo dell’igiene, come l’area deputata alla preparazione degli alimenti.

Tork Reflex dispenserTra le tante soluzioni proposte vi sono i dispenser Tork Reflex, progettati per abbinare massima igiene, design e zero sprechi. Rinnovati di recente, erogano carta per asciugatura Tork Reflex Plus per assorbire liquidi e asciugare le mani. Dotati di beccuccio rotante centrale, che permette di accedere comodamente alla carta da qualsiasi angolazione, e a erogazione singola, questi dispenser garantiscono una riduzione del consumo di carta del 37% rispetto alle soluzioni tradizionali. Inoltre, la protezione della ricarica all’interno del dispenser e la dispensazione singola eliminano il rischio di contaminazioni crociate, in quanto l’operatore tocca esclusivamente il foglio di carta che dovrà utilizzare.

Scopri e scarica il kit Sicuri al lavoro di Tork con gli strumenti e le più avanzate prassi igieniche per garantire la massima sicurezza di personale e clienti

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