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Ricerca Allegra, il mercato delle caffetterie UK indietro di sette anni

Drive thru Costa Coffee Edwalton Street
I numeri di Allegra Project Café 2021
I numeri di Allegra Project Café 2021

Innovazione, disciplina e leadeship, con operatori che si adattano alle sfide commerciali in corso con soluzioni intelligenti guidate dalla tecnologia e da nuovi format di locali: queste sono gli elementi su cui puntare per la ripresa del mercato delle caffetterie nel Regno Unito, suggeriti da Jeffrey Young, fondatore e Ceo di Allegra Group. Il Project Café UK 2021 evidenzia che il settore ha subìto pesantemente le conseguenze del covid (più del mercato Usa, di cui abbiamo pubblicato i dati lo scorso mese), a causa del susseguirsi di restrizioni, chiusure temporanee, asporto, obbligo dei clienti di rimanere a casa. Frattanto, mentre una forte riduzione del pendolarismo quotidiano ha decimato il traffico negli hub di viaggio e nei centri cittadini, molti punti vendita di quartiere hanno beneficiato di un aumento del lavoro grazie al maggiore afflusso della clientela stanziale.

Flat white di Greggs
Flat white di Greggs

Questa dinamica ha causato il primo calo in vent’anni dei coffee shop a Londra, che ora ha 2.330 caffetterie a marchio, con un -1,9% rispetto al 2019; nonostante ciò la Capitale somma ancora più di un quarto dei locali del Regno Unito, che ne conta 9159, con una diminuzione netta di 182 punti vendita nel 2020. A livello di fatturato, un segmento da 3 miliardi di sterline ha subìto un calo delle vendite di quasi il 40% negli ultimi 12 mesi. Nonostante ciò, il Project Café UK 2021 evidenzia che le tre più grandi catene di caffè del Regno Unito, Costa Coffee, Greggs e Starubcks hanno aggiunto 56, 28 e 30 nuovi locali e oggi ne contano rispettivamente 2681, 2078 e 1025. Frattanto Caffè Nero ha chiuso 16 negozi, passati a 648.

Starbucks
Starbucks

Le caffetterie. Mentre l’85% dei consumatori intervistati dal World Coffee Portal riferisce di visitare in genere i bar almeno una volta la settimana, solo il 56% ha mantenuto questa frequenza durante la pandemia. I leader di mercato hanno risposto a ciò introducendo bevande calde e servizi di delivery con il 26% dei consumatori britannici che indica che utilizzerebbe regolarmente questo servizio se il servizio fosse più rapido. Anche il drive-thru è stato frequentato: il cliente ha dato la precedenza a comodità e sicurezza sull’esperienza in negozio (Costa Coffee e Starbucks hanno la maggiore offerta di questo servizio, rispettivamente con 200 e 109 siti).

Normalità. Si stima che ci vorranno almeno tre anni perché il mercato delle caffetterie a marchio nel Regno Unito torni i livelli pre-pandemici. Le previsioni sia sull’arco temporale sia sul ritmo della ripresa sono incerte e per il 2022 viene indicata una modesta crescita dell’1,2%, mentre per un pareggio bisogna aspettare il 2024.

Maurizio Pasca confermato alla guida del Silb-Fipe

Maurizio Pasca, rieletto alla guida di Silb-Fipe
Maurizio Pasca, rieletto alla guida di Silb-Fipe
Nell'anno del lockdown totale per discoteche e locali da ballo, il presidente della categoria Maurizio Pasca, punta a un rilancio guidato da giovani imprenditori e imprenditrici del settore

«È stato un anno difficilissimo, vissuto pericolosamente, con un lockdown totale per il nostro settore, un anno terribile per tutti, per la salute delle persone, per l’economia delle aziende. Abbiamo vissuto e subito, la distinzione tra attività economiche essenziali e non essenziali, senza considerare che in un Paese normale, tutte le attività economiche sono essenziali se producono ricchezza, occupazione e servizi. Abbiamo vissuto molta incertezza e tantissima confusione, talvolta in un imbarazzante corto circuito politico, scaricato nel concreto, sulla pelle delle imprese. Con il nuovo Governo siamo certi che le nostre istanze e i nostri diritti saranno presi in considerazione e questo ci farà trovare pronti quando il nostro settore potrà finalmente ripartire. Consapevoli delle difficoltà da affrontare, affrontiamo il nuovo mandato con rinnovata energia e incrollabile fiducia nel futuro». Queste sono le parole di Maurizio Pasca, all'indomani delle elezioni quinquennali del Silb-Fipe, Associazione italiana imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo.

Il Consiglio Direttivo 2021/2026 sarà composto per il 50% da cariche assegnate dal mandato precedente riconfermando con la  loro esperienza il forte contributo fornito fino ad ora e per il restante 50% da cariche assegnate a giovani imprenditori e imprenditrici del settore.

«Prosegue così - conclude Maurizio Pasca, al terzo mandato come presidente - il percorso già intrapreso sulla progettazione e la comunicazione in un'ottica di cambiamento, innovazione, freschezza di idee e propositi da perseguire insieme, per un pronto, preparato e coeso rilancio a 360° del comparto».

Riparte il corso di formazione per aspiranti bartender di Diageo

Diageo formazione Learning for Life
40 ragazzi di Torino e Milano dal 17 marzo prenderanno parte a Learning for Life, il programma gratuito di formazione di Diageo rivolto ai giovani disoccupati

Sono pronti a prendere posto dietro i banchi, o meglio i banconi i giovani aspiranti bartender che partecipano alla nuova edizione di Learning for Life. Il nuovo ciclo di lezioni del progetto sociale di formazione di Diageo prenderà infatti il via 17 marzo, e inizierà, gratuitamente, all’arte della miscelazione 40 giovani disoccupati provenienti da situazioni di svantaggio.

Un progetto globale avviato dal colosso del beverage nel 2010 per offrire un contributo alla riduzione della disoccupazione giovanile e rivolto in particolare a quei ragazzi che hanno meno possibilità di accedere al mondo del lavoro. Attivato in 35 paesi in tutto il mondo, Learning for Life dal 2019 viene portato avanti anche in Italia, dove ha già formato quasi 100 bartender, in collaborazione con Immaginazione e Lavoro, agenzia formativa accreditata presso la Regione Lombardia e Piemonte.

Agenzia che ha selezionato i partecipanti, provenienti da Milano e Torino, alla nuova edizione, che prevede oltre 70 ore in calendario articolate in 6 settimane di corso. Durante il corso, i ragazzi avranno modo di apprendere i segreti della miscelazione, la storia dei cocktail, studieranno i prodotti, impareranno a praticare il servizio responsabile degli alcolici e, infine, saranno formati su come presentare meglio loro stessi e la loro nuova professionalità attraverso un counseling personalizzato. Le lezioni si svolgeranno per il 70% in forma virtuale, attraverso le piattaforme di web meeting, e per il 30% in presenza, presso le sedi di Milano e Torino dell’agenzia.

Al termine del percorso, sulla base della frequenza, dei voti ottenuti nelle esercitazioni in aula e della proattività dimostrata verranno selezionati i 10 migliori candidati tra Torino e Milano che avranno accesso a uno stage retribuito.

A guidarli in questo percorso saranno i volontari di Diageo Italia affiancati dai docenti di Immaginazione e Lavoro. Ma non mancheranno le testimonianze di bartender di alcuni locali Milano e Torino, così come, altra novità di quest’anno, verranno coinvolti anche i bartender della Diageo Bar Academy, così da creare un’integrazione più diretta con il mondo del lavoro.

Sempre per ampliare le prospettive di lavoro per i ragazzi, il programma di Learning for Life è stato uniformato in tutti i Paesi dell’area sud Europa (oltra all’Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Francia), in modo da dare al training una dimensione di maggiore internazionalità e riconosciuta anche oltre i confini nazionali.

Sanificare l’aria in un locale: come funziona il generatore di ozono

Onozono Tre Spade
Una attrezzatura pensata per i pubblici esercizi, di facile utilizzo e che richiede poca manutenzione. I consigli per fare scelte ragionate

Tra i metodi che hanno mostrato di neutralizzare il virus SARS-CoV-2, responsabile del Covid 19, l’ozono, il gas la cui molecola è composta da tre atomi di ossigeno (O3), si è aggiunto solo di recente alla lista. Mentre infatti fin dai primi giorni dell’epidemia è stata subito dimostrata l’azione di sapone, alcol e i raggi ultravioletti UV-B e UV-C, l’efficacia dell’ozono era stata desunta per estensione da studi condotti su altri coronavirus, ma non ancora su quello che sta causando l’attuale pandemia. Il dubbio, se c’era, è stato fugato a fine agosto da una ricerca dell’Università di Fujita, ateneo giapponese dedicato allo studio di temi legati alla salute, e ha dimostrato che anche concentrazioni molto basse del gas, da 0,05 a 0,1 parti per milione (ppm) è sufficiente a disattivare il virus. Una notizia importante, perché dosi di questo tipo sono innocue per l’uomo. In precedenza un altro studio, questa volta del prestigioso Georgia Institute of Technology, aveva invece dimostrato l’efficacia dell’ozono nel eliminare il virus dalle superfici e da oggetti come camici, occhiali protettivi e altri dispositivi di protezione personale.

L'ozono inattiva i virus

La molecola dell’ozono è altamente instabile e ha la tendenza a cedere uno dei suoi atomi di ossigeno per tornare alla configurazione di gas più stabile (O2), cioè l’ossigeno vero e proprio, principale componente dell’aria che respiriamo. Per questo motivo l’ozono è un potente ossidante ed è proprio attraverso questa sua azione che si rivela efficace nell’inattivare i virus, cioè nel bloccare la capacità di questi microrganismi di invadere le cellule e di replicarsi. Proprio per la sua instabilità l’ozono non può però essere confezionato e venduto come avviene per altri gas, come l’azoto o l’anidride carbonica, ma deve essere prodotto sul posto attraverso generatori che utilizzano un sistema molto semplice: sottopongono infatti l’ossigeno presente nell’aria a una scarica elettrica, replicando un fenomeno che avviene anche in natura durante i temporali. L’odore fresco e pulito che pervade l’aria dopo le piogge estive è dovuto infatti proprio alla presenza di ozono. In alte concentrazioni, però, il gas è nocivo per la salute dell’uomo, per cui i generatori in vendita sono accompagnati anche da istruzioni che vanno scrupolosamente seguite e che prescrivono di non rimanere in un ambiente quando il dispositivo, dotato di timer e programmabile, entra in funzione. Esistono molti apparecchi di questo tipo in commercio, perlopiù utilizzati dalle aziende che effettuano le sanificazioni o noleggiabili. In questa pagina illustriamo un nuovo prodotto, Onozono, realizzato dall’azienda italiana TreSpade, pensato invece per essere direttamente acquistato dai gestori di locali pubblici.

Caratteristiche da tenere d'occhio

MANEGGEVOLEZZA Il generatore di ozono deve essere facile da spostare tra i vari ambienti da sanificare. Onozono è dotato di una maniglia e pesa 3,9 kg. VOLUMI Per tutti i generatori si indica un volume massimo per cui la sanificazione risulta efficace. Per Onozono è di 160 m3, come in un locale di 40 m2 con soffitti di 4 m. CONSUMI Questi dispositivi non costituiscono un problema per quanto riguarda i consumi elettrici. Il prodotto di TreSpade funziona con solo 90 watt. TEMPI In base ai volumi dei locali e alla concentrazione di ozono che si vuole ottenere variano i tempi di esercizio. Nel caso di Onozono, per esempio, da 5 a 60 minuti. DIMENSIONI Molti generatori di ozono sono voluminosi. Se si ha un locale piccolo meglio optare però per un oggetto poco ingombrante. Le misure di Onozono sono 36x27x28,5 cm. PROGRAMMI Il funzionamento di Onozono è automatico, affidato a un programma che regola in modo automatico l’ora di inizio e di fine del trattamento.

Quattro consigli importanti

  1. Il generatore di ozono va utilizzato quando non è presente nessuno nel locale, quindi preferibilmente alla fine della giornata lavorativa. L’impiego di un dispositivo temporizzato consente di programmarne l’impiego di notte, quando il locale è chiuso, per consentire a fine ciclo che l’ambiente possa essere nuovamente frequentato, cosa che avviene pochi minuti dopo l’uso.
  2. La comunicazione di questi tempi è estremamente importante, quindi è opportuno segnalare agli ospiti il fatto che nel vostro locale utilizzate regolarmente un sanificatore ad ozono. I modi per farlo possono essere molti, da un’indicazione sul menu all’uso di cartelli o vetrofanie. La confezione di Onozono, per esempio, contiene un adesivo da applicare in vetrina.
  3. Il generatore di ozono è costituito da una ventola che aspira l’aria dall’ambiente per esporla poi a una corrente elettrica che produce istantaneamente l’ozono. Per un funzionamento ideale della macchina è quindi opportuno collocarla nel centro del locale da sanificare, lontano da pareti o superfici che possano in qualche modo limitare l’afflusso di aria.
  4. I generatori di ozono richiedono una minima manutenzione, che consiste soprattutto nel rimuovere depositi di polvere dalle griglie di entrata e di uscita dell’aria, con un piccolo aspirapolvere o con un pennello. Se il dispositivo viene usato in ambienti con umidità dell’aria molto alta, sopra il 55/60% potrebbe crearsi condensa all’interno della macchina, da asciugare con un panno o con un phon.

Avvertenze per l’uso

Sull’uso dei generatori di ozono per la sanificazione degli ambienti è intervenuta la Anid, Associazione nazionale delle imprese di disinfestazione, che ha realizzato un documento con alcune linee guida, scaricabile dal sito. L’associazione si rivolge alle aziende che effettuano l’igienizzazione per conto terzi, ma contiene suggerimenti utili anche per chi acquista una macchina di questo tipo e la utilizza direttamente. Un primo punto da chiarire è che tutti i dispositivi in commercio non sono stati testati, per ovvie ragioni, direttamente sul SARS-CoV-2, e quindi anche quando vengono indicati come efficaci contro il virus non lo fanno sulla scorta di test specifici, ma per la nota azione del gas sui virus. In generale, comunque, l’ozono agisce anche contro batteri, microrganismi e altri virus ed è quindi estremamente utile in un’azienda della somministrazione o della ristorazione. Dal momento che l’ozono può essere nocivo se respirato ad alte concentrazioni, Anid raccomanda inoltre di verificare la concentrazione del gas attraverso sensori o misuratori. Strumenti di questo tipo sono facilmente reperibili sul mercato con prezzi estremamente vari, dalle poche decine alle svariate centinaia di euro. Va detto che un’eccessiva presenza di ozono in un ambiente si percepisce comunque subito al naso, per l’odore vagamente simile all’aglio, segnale inequivocabile che l’ambiente non va frequentato. Per questo motivo, a chi ha problemi di olfatto si sconsiglia in generale l’uso di questi macchinari.

Il vetro da 46 cl. Il nuovo formato di Fonte Regina Staro

acqua minerale Fonte Regina Staro
Dedicata al canale fuoricasa, il nuovo pack si richiama alle bottiglie del passato, sottolinenado la storicità della fonte delle Piccole Dolimiti dalla quale nasce quest'acqua minerale

Fonte Margherita rifà il look a uno dei suoi cinque brand di acque minerali. Interessata dall’operazione è Fonte Regina Staro, ora disponibile nel nuovo formato in vetro da 46 cl dedicato al fuoricasa. Il nuovo pack richiama le bottiglie del passato, rivisitandone la forma con linee più eleganti e in chiave contemporanea.
A impreziosirla una etichetta storica di inizio Novecento, anche questa rivista in chiave moderna e realizzata in carta interamente riciclata nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale. Sull’etichetta campeggia la sede della fonte, in località Molino vecchio, a Valli del Pasubio (Vicenza) dalla quale dagli inizi del secolo scorso viene attinta quest’acqua minerale, e da allora rimasta intatta a testimonianza della cura che l’azienda veneta dedica alla salvaguardia del territorio e della sua storia.
Il nuovo pack nasce infatti dal volontà di esaltare le peculiarità di quest’acqua effervescente naturale che nasce nelle Piccole Dolomiti, da una roccia vulcanica ad oltre mille metri sotto il livello stradale. Un’acqua che fin dalla sua scoperta, nel 1904 a opera di un gruppo di ricercatori e farmacisti, è stata riconosciuta per le sue qualità organolettiche e per le sue proprietà, grazie alla presenza di tanti sali minerali, quali calcio e ferro, facilmente assimilabili dal nostro organismo. Tanto che per diversi anni è stata dedicata esclusivamente al canale farmaceutico. Successivamente, Fonte Regina Staro è stata portata anche nel canale fuoricasa, canale nel quale ora si punta a rafforzarne la presenza con il nuovo formato a questo dedicato.

Patisserie 918: «Da Genova strizziamo l’occhio a Parigi»

Avviare un'impresa ai tempi del covid? Lo fanno due giovani rientrati in Liguria dopo esperienze in Francia

 

Categoria: belle storie che nascono nel clima peggiore possibile, e fanno tornare a pensare positivo. I protagonisti sono Giulia Vassallo e Nicolò Quatrida, 29enne lei, 32enne lui, e hanno appena aperto a Genova una pasticceria. A rendere particolare la vicenda è che l’apertura arriva in piena pandemia, con la città in zona arancione, e sull’onda di una operazione “rientro di talenti” dall’estero. In barba ai tentennamenti, alle legittime paure nell’avviare una iniziativa imprenditoriale proprio in questo periodo malato. Giulia e Nicolò hanno chiamato la loro pasticceria Patisserie 918, perché 918 sono i chilometri che la separano da Parigi, loro ultimo approdo lavorativo prima di questa avventura. Nella capitale francese lei lavorava al prestigioso 5 stelle Hotel Lutetia, lui in una boulangerie tradizionale nel quartiere Marais, Au Petit Versaille du Marais. Quando la pandemia ha investito anche la Francia è nata la voglia di rientrare in Italia, dopo tante esperienze lontano dalla natìa Genova. Di riavvicinarsi agli affetti, certamente, ma anche di costruire finalmente qualcosa insieme. L’idea di aprire un’attività in proprio è sempre stata lì, latente.

In produzione, un imprinting in stile francese

Ora è realtà in vico San Matteo, a un passo dalla piazza omonima, nella Genova medievale. Il locale è sviluppato su due piani: al piano strada (circa 70 mq) la pasticceria con bar e caffetteria, con 12 posti a sedere; sotto, un laboratorio di circa 60 mq. «Volevamo mantenere un legame con la “nostra” Parigi, che è stata la prima meta di lavoro in comune. Non solo nel nome, ma anche nell’offerta - spiega a Dolcegiornale Giulia - quindi abbiamo un assortimento di mignon classici all’italiana, che integreremo presto con la linea di cioccolato, pralineria e tavolette. Però c’è anche una linea di dolci 100% francesi: croissant, pain au chocolat, macarons. Abbiamo reinterpretato prodotti di pasticceria “all’italiana” in toni più francesi, ad esempio creando una tartelletta al tiramisù, con la mousse al mascarpone che fa da “cappello” e finitura». I primi riscontri sono stati buoni (l’apertura, naturalmente senza inaugurazione in pompa magna, è stata alla fine dello scorso gennaio). «Ma ci toccherà aspettare la fine della pandemia per dimostrare davvero le potenzialità della nostra pasticceria». Quel che è certo è che la scommessa non è delle più semplici: avviando una attività in questo periodo non si può contare su molto altro se non sulle proprie forze; forse solo un piccolo vantaggio nell’approcciare il mercato immobiliare, visti i prezzi più contenuti a causa della pandemia. Ora, dopo aver scelto di percorrere con coraggio quei 918 chilometri, c’è ancora da correre per far fruttare l’iniziativa.

Giulia Vassallo: «I progetti futuri, creare una location cosmopolita»

Quali sono state le vostre esperienze professionali principali, prima di questa avventura? Ho lavorato in Alto Adige, nelle cucine del St. Hubertus con il pastry chef Andrea Tortora, per quasi 3 anni (a Tortora avevamo dedicato un approfondito articolo qui). È stato proprio lui a darmi i primi contatti per trovare opportunità di lavoro a Parigi. Nicolò, invece, era imbarcato sulle navi da crociera, come chef de partie per il Gruppo Costa. Dunque, esperienze molto diverse. Sì: io in ambito pasticceria in strutture ricettive importanti, lui con esperienza sui grandi numeri e sul ritmo. Parigi, in seguito, ci ha riuniti e ci ha dato tanto in termini di esperienza e formazione sul campo. Che impostazione volete dare alla vostra Patisserie 918? Vorremmo che diventasse un posto dall’aria internazionale, dove i clienti possono assaporare dolci di qualità e sentirsi liberi di fermarsi a lavorare. Anche di apprezzare un modo di porsi da grande città, diciamo internazionale. La caraffa di acqua offerta, portata al tavolo, sembra un dettaglio ma piace moltissimo. Vorremmo al più presto allestire una sala da tè, un po’ “alla francese”, per valorizzare la merenda con un assortimento di infusi di qualità e piccola pasticceria e biscotteria. Vi siete attrezzati per le consegne? Ci stiamo adoperando, abbiamo contattato una piattaforma locale che si occupa proprio di consegne in ambito pasticceria. È fondamentale che sia garantita l’integrità del prodotto.

Sirene Americano Rosso, l’aperitivo al naturale

Elisa Carta, creatrice di Sirene Americano Rosso
Elisa Carta, creatrice di Sirene Americano Rosso

 

 

Sirene Americano Rosso è un liquore aperitivo, ispirato alla tradizione veneta degli aperitivi, creato dalla sommelier Elisa Carta. La base è il vino (75% come i vermouth) o, per meglio dire, una selezione di vini del Lago di Garda. A questa struttura si aggiungono elementi botanici macerati singolarmente. Il prodotto è naturale al 100%.

Elisa Carta annuncia fiera di non aver preso alcuna scorciatoia o accettato alcun compromesso per Sirene Americano Rosso (17% vol.). Nel bouquet si distinguono principalmente la genziana (che dà il kick amaricato), fiori d'arancio, carlina (simile al cardo) e coriandolo.

Consigli di servizio? Il prodotto è di grande pregio. Molto raro. Non avrebbe bisogno di nient’altro se non di sé stesso e di qualche cubetto di ghiaccio. Liquoroso, non stucchevole, vanta un ottimo bilanciamento tra note morbide, fruttate, floreali e amaricanti. C’è la vita, la vite, l’uva e il vino. C’è tutto un ventaglio di profumi nostrani ed esotici - vaniglia, pepe rosa, coriandolo e rosa - che lo rendono abile e affabile per confezionare misture di tutto riguardo. La casa lo suggerisce in accompagnamento ai vostri gin o mezcal preferiti o in sostituzione ai vermouth. Nell’Americano, per esempio, è una bomba ad orologeria. Non fate in tempo a sentire il ticchettio e subito arriva l’esplosione aromatica. Il prodotto è distribuito da Ghilardi Selezioni. *

La linea di Liquori delle Sirene

Una gamma di prodotti naturali e artigianali. Creatrice di questa produzione è la sommelier Elisa Carta, che ha recuperato una tradizione di famiglia. Era la nonna a realizzare in modo casalingo il “Vin Amaricà”, ovvero il vino con sentori amari. Oltre al nuovo Sirene Americano Rosso la gamma comprende il prodotto di debutto Sirene Bitter Artigianale, Canto Amaro e una selezione, molto originale, di 6 aromatic bitters: dalla China Calissaia al gustoso Bloody Mermaid.

 

Sca all’edizione digitale di Sigep con webinar e workshop

Sca a Sigep Exp

Ha preso il via questa mattina Sigep Exp – The Digital Experience, la piattaforma digitale su cui si svolge l’edizione virtuale del 42° Salone internazionale di gelateria, pasticceria, panificazione artigianali e caffè.

Dal 15 al 17 marzo Sca è presente come ogni anno all’interno della tre giorni con webinar e workshop. Sono quattro gli appuntamenti suddivisi tra le due “sale” virtuali: tre all’interno della Sigep Lab e uno all’interno della Vision Plaza.

Andrea Villa
Andrea Villa

Per cominciare si inizia lunedì 15 marzo con L’aperitivo con il caffè dalle 17,00 alle 17,30 all’interno di Sigep Lab. Un workshop in cui il campione Italiano 2020 di Coffee in Good Spirits Andrea Villa spiega come ottenere bevande piacevoli e insolite miscelando il caffè, che d protagonista indiscusso della colazione del mattino e del dopo pranzo, trova sempre più spazio nella fascia serale grazie alle tecniche di Coffee Mixology, diventando l’ingrediente principale di cocktail e proposte alcoliche originali.

Carmen Clemente (sopra) e Manuela Fensore
Carmen Clemente (sopra) e Manuela Fensore

Si prosegue martedì 16 marzo, dalle 12,00 alle 12,30 con un Lab per conoscere meglio la latte art e le tecniche di versaggio e decorazione, indispensabili per trasformare un caffè o un cappuccino in un piccolo capolavoro in grado di stupire e coinvolgere la clientela. Protagoniste di questo appuntamento sono Carmen Clemente, campionessa italiana di Latte Art 2020 e Manuela Fensore, campionessa mondiale Latte Art 2019.

Davide Spinelli
Davide Spinelli

Mercoledì 17 marzo dalle 11,00 alle 11,30, Davide Spinelli, formatore Sca e vice campione nazionale 2020 per la categoria Coffee in Good Spirits, spiega le tecniche di estrazione fondamentali del pour over, dell’infusione e della percolazione, spesso abbinate agli specialty coffee destinate che stanno prendendo sempre più piede nei coffee shop che vogliono posizionarsi su una proposta di caffetteria innovativa e di qualità. Tutti i Lab sono curati e presentati da Fabio Sipione, events coordinator di Sca Italy.

In conclusione, sempre mercoledì 17 marzo, dalle 14,30 alle 15,00, attraverso la Vision Plaza, gli esperti di settore di Sca Italy guardano al futuro del business analizzando il cambiamento nel mercato del caffè e dello specialty coffee nel webinar Nuovi trend, sfide e opportunità nel settore dello specialty coffee. Inoltre, attraverso case studies ed esperienze dirette offrono una panoramica sulle nuove tendenze di consumo, sugli eventi, i programmi didattici e le strategie di vendita vincenti. L’anno appena trascorso, infatti, ha avuto un impatto straordinario sul modo di vivere e relazionarsi e ha stravolto anche le consuetudini più radicate. I relatori: Fabio Sipione, Alberto Polojac, coordinatore nazionale SCA Italy, Stefania Zecchi, coordinatrice membership SCA Italy, e Andrea Matarangolo, coordinatore education SCA Italy.

Per partecipare e iscriversi a tutti gli eventi in programma basta registrarsi alla piattaforma Sigep Exp – The Digital Experience al seguente link: https://www.sigep.it/visita/organizza/reserved-area.

Dolcemascolo, pasticcere artigiano dai grandi numeri

matteo_dolcemascolo
Matteo Dolcemascolo in laboratorio
A Frosinone Matteo Dolcemascolo è un pasticcere rampante. E il suo panettone raddoppia le vendite in tempi di pandemia

Trent’anni. Quelli che Matteo Dolcemascolo ha compiuto nel 2020 e quelli della pasticceria che porta il suo cognome da tre generazioni. Eppure, nonostante questo ingombrante fardello, Matteo Dolcemascolo è riuscito a rinnovare marchio e prodotto, diventando in pochi mesi Pasticcere Emergente 2021 secondo il Gambero Rosso e mettendo a segno una storia di successo che passa attraverso l’e-commerce e il lievito madre, in tempi di pandemia. Ma andiamo con ordine. Siamo in quel di Frosinone, centro nevralgico della Ciociaria che è sì provincia, ma in costante fermento, grazie alle numerose aziende che vi gravitano attorno. Qui, dopo qualche esperienza romana, trent’anni fa la famiglia di Matteo ha aperto la pasticceria, che negli anni si afferma come punto di riferimento per le colazioni, le paste della domenica e per i dolci delle feste. Nel frattempo i due fratelli Dolcemascolo, Matteo e Simone, crescono annusando fin dalla più tenera infanzia le delizie della pasticceria, ma prendono due strade diverse, che finiranno comunque per ricongiungersi nell’azienda di famiglia. Se Simone è l’anima manageriale dell’impresa, essendosi laureato in economia, Matteo ha la stoffa del pasticcere e, lungi dal crogiolarsi nella bottega di famiglia, inizia la sua gavetta a Roma dai fratelli Roscioli, famosi soprattutto per la loro panetteria. Una sorta di boulangerie alla romana che sforna pani, pizze, ma anche panettoni e maritozzi fra i più buoni della città; qui Matteo apprende i primi rudimenti della lievitazione naturale. Dopo un passaggio in Cast Alimenti, dove ha modo di conoscere i big della pasticceria italiana, Matteo sbarca nel laboratorio di Lucca Cantarin (titolare della pasticceria Marisa, ad Arsego Pd, di cui abbiamo parlato anche qui), che lo assume per due anni e che lo fa appassionare ancora di più ai grandi lievitati e alla pasticceria moderna. È il 2014 l’anno zero della nuova generazione, con l’ingresso in azienda di Matteo e Simone e la contestuale ristrutturazione generale, che parte dal punto vendita e si sposta sul format: offerta per tutte le fasce orarie, banco della pasticceria sia dolce che salata sempre rifornito, attenzione alle materie prime e alla rivalutazione del territorio e al meglio che può offrire.

Puntare su prodotti a filiera corta

Nella vastissima campagna ciociara si segnalano infatti eccellenze come i latticini di bufala di Amaseno, il pecorino di Picinisco (da cui proviene anche la ricotta di pecora utilizzata nei cannoli), il peperone di Montecorvo, i diversi cultivar di olio extravergine d’oliva, i frutti di bosco di Arpino. Anche la farina che va nei lievitati è del mulino ciociaro Iaquone: «Grazie alla vicinanza e alla loro professionalità, con loro abbiamo una capacità di problem solving rapidissima, fondamentale per mantenere lo standard di prodotto», dice Simone. Non mancano, naturalmente, le concessioni ai prodotti fuori territorio, quando le eccellenze sono altrove: il burro francese, le nocciole piemontesi, il pistacchio di Bronte, solo per fare qualche esempio. Anche per quanto riguarda i fondamentali canditi del panettone, c’è un mix di prodotto: in parte si utilizzano le scorte che si riescono a produrre nei periodi più tranquilli, in parte si fa rifornimento da Agrimontana. Il panettone, appunto: è questo il prodotto che ha fatto uscire il nome di Matteo Dolcemascolo dalla provincia, trainando il successo della pasticceria di Frosinone. Sempre il Gambero Rosso, nel 2019, ha eletto il panettone milanese di Matteo come il migliore dell’anno; da lì i riconoscimenti si moltiplicano, perché non c’è competizione a cui partecipi Dolcemascolo in cui non arrivi in ottima posizione. Anche quest’anno non è stato da meno, nonostante l’aumento della produzione, che in un anno è quasi raddoppiata, passando dai 10mila pezzi del 2019 ai 18mila del 2020. Complice, almeno parzialmente, il lockdown, che se per molti è stato un problema, da Dolcemascolo è stato colto come un’opportunità: quella di concentrarsi sull’ampliamento del laboratorio e sul restyling del sito e dello shop online. «Dietro ai grandi lievitati - spiega Simone - c’è oltre un anno di lavoro. E in particolare quest’anno tutto è stato orientato alla tecnologia, sul rinnovamento del packaging, sull’ampliamento della rete commerciale che si è estesa a Roma, Latina e Napoli. Il tutto mantenendo sempre il controllo della produzione nelle mani di mio fratello Matteo. Il giorno del premio come pasticcere emergente era lì che girava i panettoni».

L’intervista a Matteo Dolcemascolo

Matteo, aumentano i numeri ma resta l’artigianalità. Ci teniamo che sia così, per tenere sempre tutta la produzione sotto controllo. Se si può migliorare con le macchine il processo produttivo bene, ma comunque con questo limite, l’artigianalità. Quest’anno abbiamo preso un nuovo forno, una nuova impastatrice Sottoriva, il prossimo vogliamo concentrarci sugli aspetti della logistica, ma niente di più che intervenire sull’efficienza. Questo spiega anche il numero basso di referenze di panettoni. Sono tradizionalista. Se fosse per me farei solo il classico milanese, ma per venire incontro alla clientela abbiamo introdotto anche quello con le gocce di cioccolato Valrhona e il pandoro. Tuttavia, il fatto che siano prodotti davvero artigianali comporta anche che la shelf life breve, addirittura per quello al cioccolato e il pandoro consigliamo venti giorni al massimo. Lavoriamo senza concederci giacenza. Entro tre giorni di vita il panettone deve essere sullo scaffale o in consegna. Come deve essere il panettone perfetto? Un prodotto ad alta digeribilità, la farcitura dei canditi e dell’uvetta non deve essere eccessiva, diamo piuttosto spazio alla vaniglia e al sapore dell’arancia, cercando di creare un prodotto che invogli a un’altra fetta. Per noi è fondamentale lo sviluppo nello stampo, perché il nostro è un panettone esteso in altezza. Se i panettoni sono bassi non li mettiamo in vendita, perché un panettone basso tende a seccare prima. Il rapporto qualità-prezzo è imbattibile: 30 € un panettone pluripremiato. Una scelta di campo anche questa. Volevamo proporci sul mercato con un prezzo competitivo, nonostante l’alta qualità delle materie prime. Questo è uno dei motivi per cui la distribuzione comunque non è andata oltre Napoli.

Van e due ruote a motore per il business delle consegne delivery

Consegna a domicilio o delivery

Diesel o elettrico? standard o attrezzato? La scelta del mezzo meccanico per le consegne a domicilio o delivery deve essere ben ragionata in base al business, sfruttando bonus e sconti.

Il cerchio si sta chiudendo. Era la fine di febbraio 2020 quando quotidiani e notiziari iniziarono a riportare la notizia del primo malato italiano di Covid-19. Oggi, dopo un anno di incredibili difficoltà per tutti gli italiani, e per i gestori di bar in particolare, sappiamo che quel caso non fu il primo, ma che già a novembre del 2019, e forse anche prima, il Coronavirus girava per la Penisola. È ancora presto, però, per fare bilanci sul reale impatto di questa calamità. Ma una cosa è certa: chi riuscirà a salvare il proprio locale, soprattutto se dotato di una piccola cucina, lo farà anche grazie al delivery.

Anzi, molti addetti ai lavori prevedono che questa modalità di vendita e di consegna sarà destinata a entrare sempre di più negli usi e costumi degli italiani e che finirà per diventare strutturale. Una notevole fetta della popolazione ha preso confidenza in questi mesi con le comodità dell’e-commerce e con ogni probabilità continuerà a farne ampio ricorso anche in futuro.
Lo possiamo evincere dai movimenti delle grandi piattaforme online, come Deliveroo, Glovo, Just Eat, UberEat, per citarne alcune, che stanno cercando di definire nuovi accordi e nuove modalità di interlocuzione con catene della ristorazione veloce per rafforzare la loro posizione di mercato. Ma anche dal fatto che stanno nascendo, soprattutto nelle località di provincia, organizzazioni per il delivery “di prossimità” che replicano, in piccolo, quelle di grandi dimensioni attive su tutto il territorio nazionale.
È anche emerso un nuovo fenomeno, cioè quello del tentativo dei gestori di svincolarsi dal rapporto con queste organizzazioni, che chiedono commissioni sempre più elevate, senz’altro superiori al 20% e in alcuni casi, come ci giunge da più di una segnalazione, giunte fino al 50% dell’ordine. I vantaggi di organizzare in proprio un servizio di delivery sono molteplici. Maggior controllo della qualità del servizio e dell’igiene, possibilità di “brandizzare” la consegna, impiego di personale conosciuto, fidato e che può essere formato in modo molto più puntuale. Com’è naturale esistono anche alcuni contro da considerare, come i costi di gestione. Argomento non secondario è la scelta dei mezzi. C’è chi utilizza, lo abbiamo visto con i nostri occhi, vetture private, servendosi di contenitori specifici per il trasporto degli alimenti, coibentati per mantenere la temperatura o perfino termici, caldi e freddi. Si tratta di una soluzione di emergenza, ovviamente, che sarebbe meglio evitare ricorrendo a un veicolo commerciale.

Le normative igieniche, come quelle per esempio diramate dall’Asl Torino 4 per le consegne di cibo a domicilio, indicano che “gli alimenti confezionati e pronti per la consegna devono essere trasportati o con mezzi refrigerati idonei al trasporto alimenti o in contenitori coibentati idonei ad uso alimentare” e che “trasporto e consegna possono essere effettuati anche dai dipendenti e dai collaboratori occasionali”. L’utilizzo di veicoli commerciali consente inoltre detrazioni Iva e deducibilità di costi.

Qual è il mezzo migliore da scegliere? Molto dipende, ovviamente, dai volumi e dall’estensione della zona servita. Gli scooter sono più agili, ma consentono di trasportare uno, al massimo due ordini per volta. Sono più adatti a un impiego che presuppone l’utilizzo di più rider e l’accavallarsi di un elevato numero di ordini da consegnare in luoghi lontani tra loro. Un veicolo commerciale furgonato può, invece, essere usato sia per le consegne, sia per gli approvvigionamenti, dal momento che garantisce una maggiore capacità di carico. In queste pagine vi offriamo una selezione di mezzi a due e quattro ruote con proposte di diverse motorizzazioni (benzina, diesel, elettrico) e allestimenti (ad esempio, con cassone refrigerato per il trasporto di alimenti) o versioni (da circuito urbano o per percorsi accidentati) che possono costituire una soluzione per diverse tipologie di locali e di business.

Un allestitore specializzato per il mondo food, VS Veicoli Speciali di San Mauro (Torino), ha ragionato sul tema delivery e optato per l’allestimento di veicoli furgonati, come l’Ape Piaggio, in motorizzazione diesel ma anche elettrica. «I vantaggi di una soluzione di questo tipo - spiegano in azienda - consistono nella possibilità di contrassegnare il mezzo con il proprio marchio, portando in giro il brand per la città, e, in particolare, se si sceglie la soluzione elettrica, la possibilità di muoversi liberamente nei centri storici e nelle aree a traffico limitato senza vincoli di orari e senza dover pagare le soste». In sintesi, la scelta più semplice è quella di un vano “neutro”, nel quale riporre contenitori speciali per il trasporto di alimenti secondo le norme Haccp. Ma è possibile optare per vani di trasporto realizzati ad hoc igienizzabili, refrigerati o riscaldati. Opzione prevista da tutte le case automobilistiche che possono effettuare l’allestimento richiesto direttamente in stabilimento o commissionadolo a terzi.

NOSTRA SELEZIONE DI VEICOLI PER IL DELIVERY

1 APPY DI VS VEICOLI SPECIALI
LE COSE INTERESSANTI È un food truck realizzato da VS Veicoli Speciali sulla scocca di un’Ape Piaggio in varie versioni, sia per creare una postazione mobile di street food, sia per le consegne a domicilio, ma anche per realizzare una cucina mobile.
DA SAPERE I vari allestimenti possono essere personalizzati così come le decorazioni esterne. La versione per le consegne è personalizzabile come mezzo refrigerato o riscaldato. Con motorizzazione diesel o elettrica per l’accesso a centri cittadini a traffico limitato.
Dati tecnici
Dimensioni l 1.480 mm, h 1.990 m, p 3.200 mm
Potenza 4 kW per la versione elettrica
Autonomia 50 km versione elettrica
Versioni frigo, congelatore, caldo (+65/+85 °C).

2 CITROËN Ë-BERLINGO VAN
LE COSE INTERESSANTI La versione tutta elettrica di questo classico van di casa Citroën garantisce, secondo il costruttore, un’autonomia di 275 km. La app MyCitroën consente di controllare a distanza il caricamento della batteria, mentre Free2Move indica la mappa delle stazioni di ricarica.
DA SAPERE L’uscita sul mercato dell’ë-Berlingo Van è prevista nella seconda metà del 2021. Le motorizzazioni tradizionali disponibili ora in concessionaria comprendono 4 versioni diesel e 3 a benzina. Possibilità di allestimenti particolari su richiesta.
Dati tecnici
Versioni M e XL
Dimensioni l 4.403/4.753 mm; h 1.796 mm; largh. 1.921 mm
Autonomia 275 km
Batteria 50 kWh a ioni di litio
Ricarica tre le modalità, domestica, fast e super-fast.

3 DELIVERENT DI ASKOLL
LE COSE INTERESSANTI Non si tratta di un mezzo, ma di una formula, ideata dal produttore di scooter elettrici Askoll, pensata per chi vuole attivare il delivery senza acquistare o noleggiare i mezzi. È una piattaforma che prevede diverse forme di utilizzo: turno pranzo o cena, daily, weekend, settimanale o mensile a tariffe molto interessanti.
DA SAPERE Già attivata in diverse città, come Milano, Roma, Genova, Torino, Firenze, Salerno, Siracusa, Palermo e Bergamo, la formula mette a disposizione dei locali scooter elettrici attrezzati per il delivery, a tariffe che vanno dai 9 euro per il turno pranzo a 230 euro per l’intero mese.
Dati tecnici
Modello Askoll es Pro 45
Potenza 2,2 kW
Autonomia fino a 71 km
Velocità 45 km/h
Costo stimato ricarica 0,50 euro.

4 NISSAN E-NV200
LE COSE INTERESSANTI L’E-NV200 è un furgone con grande capacità di carico, fino a 4,2 metri cubi, al 100% elettrico, con un’autonomia fino a 300 km e possibilità di ricarica rapida in 60 minuti fino all’80% della batteria (in foto il van con una configurazione creata per un produttore di gelati scozzese).
DA SAPERE Le ricariche possono essere effettuate in una stazione appositamente attrezzata o anche nei concessionari Nissan. Il prezzo di listino è di 31.955 euro, ma fino al 31 marzo sono in corso promozioni per l’acquisto a 23.200 euro o leasing da 269 euro/mese.
Dati tecnici
Dimensioni l 4.560 mm, h 1.858 mm, largh. 1.755 mm
Batteria 40 kWh
Autonomia 200/300 km
Ricariche 60 min dal 20% all’80% in modalità super-fast; da 3 a 6 ore per 100 km con wall-box; 9 ore per 100 km con presa domestica.

5 FORD TRANSIT CONNECT
LE COSE INTERESSANTI Lo scorso ottobre il costruttore Ford ha annunciato una serie di aggiornamenti di questo suo van di successo, con un volume ampliato, nuovi motori diesel più ecologici, oltre a nuovi accessori come sedili riscaldati e tergicristalli automatici.
DA SAPERE Tra le novità della nuova motorizzazione diesel Ford Eco Blue da 1,5 l, anche la possibilità di utilizzare l’HVO, olio vegetale idrotrattato, un biodiesel di ultima generazione, prodotto da scarti vegetali non usati per l’alimentazione e trattato con idrogeno. Ford ha anche iniziato la produzione di motori ibridi, usati al momento per il più grande Ford Transit Custom.
Dati tecnici
Dimensioni l 4.400 mm; h 1.830 mm; largh. 1.830 mm
Consumi 4,1 l/100 km
Emissioni 109 g CO2/km
Capacità di carico fino a 982 kg.

6 FIAT PROFESSIONAL FIORINO
LE COSE INTERESSANTI Il più agile tra i van di casa Fiat Professional, disponibile in tre configurazioni (Cargo, Combi e Panorama) e in tre allestimenti. Due motorizzazioni Diesel Multijet, da 1.248 cm3 e 80 o 95 cv. Capacità di carico fino a 610 kg.
DA SAPERE Sia per l’acquisto del Fiorino che degli altri mezzi della gamma, Fiat Professional ha attivato a gennaio promozioni interessanti in caso di rottamazione, con prezzi a partire da 7.900 € + Iva. Da verificare se saranno confermate anche nei mesi successivi.
Dati tecnici
Dimensioni l 3.860 mm; h 1.720 mm; largh. 1.710 mm
Consumi 4,3/4,6 l/100 km
Motori 2 motorizzazioni Diesel Multijet, da 1.248 cm3 e da 80 o 95 cv
Emissioni 115/122 g CO2/km
Volume di carico fino a 2,8 m3.

7 OPEL COMBO CARGO
LE COSE INTERESSANTI Un van Opel di piccole dimensioni, robusto e versatile, realizzato su piattaforma PSA e interessante anche per il prezzo, a partire da 9.916 euro. Tre i motori turbo-diesel, da 1.560 cc e 75 oppure 99 cv o da 1.499 cc e 130 cv.
DA SAPERE Un van compatto con tre posti anteriori, per conducente e due passeggeri, e grande capacità di carico, porte laterali scorrevoli e separazione sicura della parte cargo con quella passeggeri realizzata in paratia lamierata. Il sedile passeggero può essere ripiegato per creare ulteriore volume di carico.
Dati tecnici
Dimensioni l 4.400 mm (4.700 mm nella versione XL), h 1.840 mm, largh. 1.790 mm
Portata 592 kg (850 kg versione XL)
Consumi da 4,1 a 4,9 l/100 km
Emissioni da 109 a 123 g CO2/km secondo le versioni.

8 GOVOLT DELIVERY
LE COSE INTERESSANTI È un servizio di delivery che utilizza scooter elettrici della società di sharing GoVolt, mettendo a disposizione dell’esercente del personale formato. I mezzi sono monitorati da una control room, consentendo di seguire in tempo reale lo stato delle consegne.
DA SAPERE Per aderire ci si registra su una piattaforma online. Tra i servizi offerti anche rider dedicati, accessori per il trasporto food in sicurezza, con contenitori, casco, guanti e mascherina, possibilità di usare anche veicoli a 4 ruote o di customizzare i mezzi con il proprio brand, gestione delle transazioni con carta di credito o contanti.
Dati tecnici
Modello utilizzato scooter elettrico Niu
Autonomia 50 km
Batteria estraibile e sostituibile con altra carica
Motore 60 V
Connettività presa usb e supporto per cellulare.

9 TOYOTA PROACE CITY
LE COSE INTERESSANTI Questo veicolo è il primo del costruttore giapponese Toyota nel segmento dei van compatti, e prevede una versione pannellata per le consegne con due lunghezze diverse. Quattro le motorizzazioni, di cui una a benzina e tre diesel.
DA SAPERE Tra le caratteristiche principali di questo mezzo spiccano la grande capacità di carico e le soluzioni per l’accesso al carico, con porte posteriori asimmetriche. La visione posteriore è agevolata da due telecamere e uno schermo da 5”.
Dati tecnici
Dimensioni lunghezza 4.403 mm per la versione Short, 4.753 mm per la versione Long; larghezza 1.848 mm per entrambe le versioni
Volumi di carico 3,3 o 3,9 m3 secondo la versione
Motori benzina da 1.199 cc, diesel da 1.499 cc
Emissioni da 108 a 124 g di CO2/km.

10 VOLKSWAGEN CADDY CARGO
LE COSE INTERESSANTI Il Caddy, uno dei veicoli commerciali leggeri di maggior successo di casa Volkswagen, è stato totalmente riprogettato su un nuovo pianale modulare usato anche per la Golf 8. La versione Cargo è pensata per le consegne urbane ed è dotata di nuove funzioni di assistenza alla guida.
DA SAPERE La casa tedesca ha predisposto un’interessante promozione basata su un leasing finanziario in 47 canoni da 190 € e anticipo di 2.000 euro. I nuovi motori turbodiesel a 4 cilindri adottano una nuova tecnologia per l’abbattimento delle emissioni inquinanti.
Dati tecnici
Dimensioni l 4.500 mm (4.853 mm versione Maxi), h 1819 mm, largh. 2100 mm
Volumi di carico 3,1 o 3,7 m3 secondo la versione
Motori 3 nuovi motori diesel TDI, 2,0 cc, da 75, 102 e 122 cv. Previsto motore a metano da 1,5 cc.

11 CAKE ÖSA
LE COSE INTERESSANTI Cake è un produttore svedese di motocicli elettrici e Ösa è il mezzo da trasporto per il delivery, destinata a essere equipaggiata con un contenitore speciale, sviluppato dall’azienda Dometic, che mantiene la temperatura del cibo alimentandosi direttamente dalla batteria del mezzo.
DA SAPERE La versione 2020 di Cake è esaurita, quella del 2021 va prenotata sul sito del produttore, al costo di 9.500 euro. Il contenitore speciale Dometic sarà disponibile da settembre 2021: ha scomparti per caldo e freddo e ionizzatore per mantenere pulita l’aria.
Dati tecnici
Peso 72 kg + 17 kg per la batteria
Velocità 90 km/h
Autonomia circa 84 km
Consegna stimata in 8-10 settimane: chi prima ordina prima viene servito.

12 RENAULT KANGOO VAN
LE COSE INTERESSANTI Presentata lo scorso novembre, la nuova versione del piccolo van Renault verrà messa in commercio nel corso del 2021. Numerose le innovazioni e non solo estetiche. Previsti in particolare motori diesel, benzina e anche elettrico 100%, lo stesso adottato per il modello passeggeri Zoe.
DA SAPERE Il nuovo design del Kangoo Van, versione furgonata, presenta il sistema di accesso laterale Easy Side Access con porta scorrevole e apertura di 1.416 mm per facilitare lo scarico della merce dal lato, e non dal portellone posteriore, facilitando così le consegne in ambito urbano.
Dati tecnici
Volume di carico da 3,3 a 3,9 m3 nella versione standard, da 4,2 a 4,9 m3 nella versione più lunga
Motori elettrico da 135 CV con batteria a ioni di litio da 50/60 kWh e termico diesel e benzina, anche con cambio automatico.

13 PEUGEOT NEW PARTNER
LE COSE INTERESSANTI Disponibile in due versioni, Standard e Long, il Peugeot Nuovo Partner ha vani di carico variabili, secondo le versioni, da 3,3 a 4,4 metri cubi. La configurazione Asphalt è pensata per l’impiego su strada, mentre la Grip è rialzata per chi si muove spesso in zone non asfaltate.
DA SAPERE Sono possibili varie configurazioni, anche per trasporto food o con cassone refrigerato, che vengono realizzate ad hoc da carrozzieri convenzionati con Peugeot. Il sedile ospita tre persone e l’interno è configurato come un ufficio mobile, con ripiani per l’uso del pc e sistema di navigazione.
Dati tecnici
Dimensioni l 4.400 mm (4.750 mm nella versione Long), h 1.840 mm, largh. 1.840 mm
Portata da 650 kg
Motori Pure Tech, previste due versioni a benzina e tre versioni diesel.

 

Decreto Pasqua: nuova serrata per i locali

Decreto Pasqua
Foto di Q K da Pixabay
In vigore dal 15 marzo al 6 aprile, il nuovo provvedimento di fatto chiude i locali in tutta la Penisola, con la sola esclusione di quelli che si trovano in regioni fascia bianca, nella quale rientra la sola Sardegna

Varate le nuove misure del governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Sono contenute nel decreto legge 30 del 13 marzo 2021, il decreto Pasqua (in fondo all’articolo il testo da scaricare), pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore a partire dal 15 marzo fino al termine delle festività pasquali. Il provvedimento introduce fino al 6 aprile misure di maggiore intensità rispetto a quelle già in vigore con il Dpcm del 2 marzo 2021.

Il decreto, infatti, “elimina” la fascia gialla dal 15 marzo al 6 aprile, estendendo anche alle regioni che rientrano in questa fascia le restrizioni previste per le regioni in fascia arancione. Inoltre nelle del 3, 4 e 5 aprile, ovvero da Pasqua fino al giorno successivo a Pasquetta, scatta il lockdown su tutto il territorio nazionale. Dalla stretta restano escluse le regioni che si trovano in fascia bianca, quelle dove il rischio di contagio è estremamente basso, che continueranno a godere di un regime di limitazioni minimo. Fascia nella quale per ora rientra la sola Sardegna.

La nuova stretta si traduce di fatto in una nuova serrata per i locali, che in tutta la Penisola, tranne che in Sardegna, potranno lavorare solo con i servizi di asporto, ma non tutti, e di delivery.

Altra novità introdotta riguarda il passaggio automatico in zona rossa per le regioni nelle quali si verifica una incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti.

Resta confermato, poi, il coprifuoco dalle ore 22 alle ore 5 del giorno successivo e, ovviamente, il limite agli spostamenti tra regioni, permessi solo da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, così come è permesso il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Nelle regioni in fascia rossa sono anche vietati gli spostamenti tra comuni, mentre in quelle in fascia arancione solo consentiti verso centri con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri, ma non verso i capoluoghi di provincia.

Eliminata la fascia gialla

Andando nel dettaglio, il decreto Pasqua prevede:

  • dal 15 marzo al 2 aprile e il 6 aprile anche nelle regioni in fascia gialla si applicano le misure previste per la zona arancione. È possibile recarsi in altre abitazioni private abitate solo una volta al giorno (tra le ore 5 e le 22.00), restando all’interno dello stesso comune, ma solo due persone, che potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.
  • dal 3 al 5 aprile si applicano all’intero territorio nazionale, tranne che alle regioni in fascia bianca, le misure per la zona rossa. In questi giorni, tuttavia, sarà possibile fare visita a parenti e amici solo una volta al giorno, sempre tra le ore 5 e le 22, restando però all’interno della stessa Regione.

Locali sempre chiusi

Per tutto il periodo coperto dal decreto, quindi, restano pertanto sospese le attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, delle regioni che non rientrano in fascia bianca (Sardegna). Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali, negli aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Consentite inoltre le mense e il catering continuativo su base contrattuale.

Durante questo arco temporale i locali potranno lavorare esclusivamente con i servizi di asporto (cibi e bevande, compresi alcolici e superalcolici) fino alle ore 22, ma non le attività con codice Ateco 56.3, ovvero i bar e gli esercizi simili senza cucina, per il quale il limite orario è fissato alle 18, fermo restando il divieto per i clienti di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale, e di consegna a domicilio, in quest’ultimo caso senza limiti di orario.

Decreto Pasqua dl 30 del 13 marzo 2021

Ladies and coffee, il cocktail contest Aibm per le signore del bar

Ladies and coffee contest Aibm
Un contest in modalità virtuale che sfida le professioniste del bar a creare originali ricette di cocktail a base di caffe. Le iscrizioni si chiudono il 15 aprile

È dedicato alla professioniste del bancone Ladies and coffee, il nuovo concorso lanciato da Aibm Project (Associazione italiana bartender & mixologist). Concorso ideato da Angelo Desimoni per dare sfoggio alla creatività femminile, attraverso la creazione di originali ricette di drink a base caffè. Le iscrizioni si chiudono il 15 aprile.

La sfida, che si svolgerà in modalità virtuale, è aperta, a tutte le signore del mondo bar, barlady, operatrici di caffetteria, ma anche che lavorino in una torrefazione, caffetteria o pasticceria: l’importante è che abbiano dimestichezza con il caffè e con e con i cocktail e che siano dotate da una buona dose di creatività.

Il cocktail può essere di qualsiasi tipologia (before lunch, pre dinner, after dinner, un long drink o un pestato), caldo o freddo e per quanto riguardo la sua composizione viene lasciata massima libertà nella scelta degli ingredienti. Unici limiti sono l’utilizzo obbligatorio di almeno 2 cl di caffè, estratto con qualsiasi tecnica, e che gli ingredienti non superino il numero di 7 (gocce comprese).

Ladies and coffee si svolge in tre fasi, tutte online. Nella prima verrà valutata la correttezza e l’originalità della ricetta proposta. Nella seconda, le ricette che hanno passato la selezione verranno valutate in base al grado di fantasia, estetica e presentazione.

Le concorrenti che superano la seconda fase dovranno inviare un breve video della ricetta, nel quale indossando la divisa, mostrano la preparazione del drink, con un commento vocale delle sensazioni visive, gustative e olfattive della loro creazione. In palio per le prime sei classificate ricchi premi, che comprendono attrezzature dal lavoro e forniture di pregiati caffè e altri prodotti per la miscelazione.

Come partecipare

Per partecipare a Ladies and coffee le concorrenti hanno tempo fino al 15 aprile per compilare il modulo di iscrizione, con tutti i propri dati e foto in divisa, disponibile in allegato al regolamento da scaricare sulla pagina del concorso, e la propria ricetta all’indirizzo di posta elettronica concorsiaibm@gmail.com (alla quale si può scrivere anche per ulteriori info).

La ricetta inviata deve essere completa di ingredienti, loro quantità, descrizione tecnica di preparazione e della decorazione, e corredata da una foto del drink e da una descrizioni che spieghi come è nato e il suo nome. Insieme al modulo occorre inviare anche la ricevuta della quota di iscrizione al concorso, pari a 20 euro, e che comprende anche la tessera Aibm Project per tutto il 2021.

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