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Luigi Biasetto: «Abbiamo rinnovato il nostro packaging. E ideato la BBox»

Il maestro pasticcere padovano Luigi Biasetto, campione del mondo di pasticceria, già dal 2019 ha sentito l'esigenza di rinnovare il proprio packaging, per rendere protagonista la B di Biasetto e dare ulteriore funzionalità alle confezioni per la vendita on line. In tema di confezionamento (delle cui tendenze 2021 abbiamo scritto qui) abbiamo sentito la sua opinione. Su quali elementi è basata l’immagine del brand Biasetto e come viene richiamata nel packaging? Il processo di rinnovamento del nostro packaging è iniziato nel 2019, a partire dalla celebre scatola del Panettone. Negli ultimi due anni questo processo ha coinvolto tutto il packaging: colombe, focacce, ciambelle, torte, tortine, mignon, etichette, vasetti fino alle shopper. In quest’evoluzione è stato fondamentale accompagnare il cliente in modo graduale nel processo di identificazione e riconoscibilità del brand. Partendo dal logo del ’98 con il pasticcere, abbiamo via via eliminato gli elementi illustrati, fino a lasciare come grande protagonista solo la B di Biasetto. È dunque la B il filo conduttore, sintesi assoluta del nostro brand, declinata nei colori e nei materiali dei nostri arredamenti: bordeaux e oro nelle diverse tonalità. Colori e materiali preziosi che evolvono seguendo le stagioni, più caldi d’estate e più intensi d’inverno. Nell'ultimo periodo quali pack sono stati introdotti? Negli ultimi mesi ci siamo focalizzati in modo particolare sull’ideazione di scatole da spedizione più robuste, in grado di raggiungere i clienti a distanza, proteggendo il prodotto in modo impeccabile. Un lavoro strutturato con grande attenzione per la sostenibilità dei materiali con la volontà di arrivare a un impatto zero con materiali sempre più all’avanguardia. L’esempio più recente su cui stiamo lavorando è “BBox”, una scatola per l’e-commerce che permette di ospitare all’interno un assortimento di prodotti variabili a seconda della stagionalità e delle festività. Un’idea perfetta da collezionare e poi riutilizzare a casa come contenitore. Non mancano i packaging edizione limitata come quello utilizzato per torta Love di San Valentino: una scatola brevettata con chiusura a cuore. Che cosa si aspetta il cliente, più estetica o più funzionalità? Desidera sempre più la shopper, diventata ormai una bag riutilizzabile in altri contesti. La principale attenzione del cliente è ad una confezione preziosa, bella da regalare che rifletta il valore del brand con attenzione all’impatto ambientale. Quest’ultima caratteristica rappresenta una forte necessità per il 18% dei clienti.

Il miglior gusto pistacchio base acqua nasce a Milano

gelato pistacchio base acqua

Durante i giorni di Sigep Exp, l'edizione della fiera della pasticceria e della gelateria quest'anno andata in scena in versione digitale, si è tenuta anche una competizione sul gelato molto particolare. Il concorso digitale di gelateria organizzato dall'Accademia e dall'Associazione Italiana Gelatieri era incentrato su un gusto "senza". I gelatieri in concorso si sono cimentati con il gusto pistacchio base acqua, in linea con la tendenza attuale che porta i gelatieri a cercare di soddisfare le esigenze di leggerezza del consumatore.

Il podio della competizione digitale

Questo il podio, sui 9 gelatieri presenti per la competizione online.

  • 1° classificato Santo Palumbo della Cremeria Rossi di Milano con il gusto chiamato "La verità".
  • 2° classificato Guido Cortese della Gelateria U MAGU, di Pietra Ligure con il gusto "Stigliano-Bronte 0 a 0 palla al centro" (che ha anche vinto il premio speciale dalla Commissione Tecnica).
  • 3° classificato Fabio Mellace della gelateria Marron Glaces di Catanzaro Lido con il gusto "Evergreen"

Gli esperti in giuria

La giuria era composta da una commissione tecnica con Vincenzo Pennestrì , presidente Associazione Italiana Gelatieri, Eugenio Morrone, Campione del Mondo di Gelateria, e Aldo Pasquarella, coordinatore della Accademia del Gelato Alberto Pica. Con loro gli esperti del settore Claudio Pica, Segretario Generale Associazione Italiana Gelatieri, Carlo Hausmann, Direttore Generale Agro Camera e dalle food blogger Laetitia Chaillou ed Elis Rubino. I tre vincitori sono stati “incoronati” da Flavia Morelli, Group Brand Manager Food & Beverage Sigep. A giudizio degli esperti, tutti i gelati in concorso si sono distinti per la qualità delle materie prime e uno studio accurato sull'uso degli zuccheri, ridotti per venire incontro alle esigenze del benessere dei consumatori. L'Accademia, fresca di presentazione poco prima dell'inizio della fiera riminese, e l'Associazione Italiana Gelatieri hanno già annunciato ufficialmente il via al secondo concorso digitale, che il prossimo anno avrà una dimensione internazionale.  

Pulizie più facili grazie a sconti e consulenza

Uno sconto interessante, ma soprattutto la possibilità di avere un interlocutore competente con cui confrontarsi per definire le scelte migliori - in termini di macchine, attrezzature e prodotti - per la pulizia e la sanificazione del locale. Si prefigura come un doppio risparmio per i gestori il frutto dell’accordo quadro firmato tra Fipe e Afidamp, l’Associazione fornitori italiani attrezzature, macchine, prodotti e servizi per la pulizia professionale.

Afidamp
Stefania Verrienti, direttore di Afidamp

«L’accordo garantisce ai gestori uno sconto del 20% sui prezzi di listino delle aziende aderenti ad Afidamp che lo hanno sottoscritto - spiega Stefania Verrienti, direttore dell’associazione -. Uno sconto, che potrà, per scelta delle aziende produttrici o dei distributori, anche essere maggiore».

Il ventaglio dei prodotti oggetti di sconto è molto ampio: «Si va da detergenti, disinfettanti e prodotti in carta monouso fino alle macchine per la pulizia, dalle lavapavimenti ai generatori di vapore».

Ma il risparmio ancora più consistente, in prospettiva, è dato dal potersi rivolgere alla rete di distributori specializzati nel mondo della pulizia professionale cui Afidamp fa riferimento: «Il risparmio - spiega Verrienti - è dato dalla possibilità, per i gestori dei bar, di avere le informazioni giuste e una consulenza affidabile su quali possono essere le soluzioni migliori per il proprio locale, sia dal punto di vista economico sia dell’efficacia, per risparmiare».

Gli errori da evitare nelle attività di pulizia ordinaria

Proprio la consulenza, per Verrienti, è un elemento fondante dell’accordo: «I due errori più comuni che si commettono - afferma la direttrice di Afidamp - sono da un lato equiparare le pulizie di un locale a quelle domestiche, dall’altro quello di sottovalutare la capacità che hanno le macchine di facilitare e velocizzare il compito agli operatori».

Sul primo fronte, la conseguenza è quella di utilizzare gli stessi prodotti che si usano per le pulizie di casa: «Il tipo di sporco che si produce in un locale è molto più complesso - spiega Verrienti -. Ed è questo il motivo per cui è necessario l’utilizzo di prodotti professionali, abbinato a una chiara conoscenza della sequenza corretta con cui vanno fatte le pulizie. Per esempio, occorre pulire partendo dall’alto e andando verso il basso, usare un movimento rotatorio nella pulizia delle superfici e lavare in lavatrice (ad almeno 60 °C) i panni che si usano per lavare. Non usando queste ed altre semplici regole, in realtà anziché pulire stiamo spostando lo sporco». L’altro tema è l’utilizzo dei prodotti corretti nelle corrette diluizioni: «Nel caso di superfici usurate - fa un esempio Verrienti - l’utilizzo di un prodotto non idoneo può addirittura diventare fonte di problemi».

L’uso delle macchine, per la direttrice di Afidamp, potrebbe essere di grande aiuto ai gestori: «L’80% del costo delle pulizie, per chi si affida a un’azienda esterna, è dato dalla manodopera, cioè dal tempo necessario agli addetti per svolgere le operazioni di pulizia. Fondamentale quindi che chi lavora sia dotato degli strumenti adatti a ridurne i tempi di esecuzione. E questo è ancora più vero se a fare è il proprio staff o addirittura il titolare stesso, che potrebbero farle in minor tempo, con migliori risultati e - altro aspetto da non sottovalutare - minor fatica. Se fino a pochi anni fa la convenienza nell’utilizzare le macchine era limitata a chi aveva grandi superfici da pulire, negli ultimi anni sono uscite sul mercato macchine di dimensioni sempre più contenute, adatte anche a chi ha locali con una grandezza standard». Due le tipologie di macchine su cui Verrienti invita a porre un’attenzione particolare: le macchine lavasciuga e quelle per la pulizia a vapore. «Potrebbero essere degli ottimi ausili per il gestore. La macchina lavasciuga, infatti, garantisce pulizie molto più veloci con risultati decisamente più accurati rispetto al lavaggio a mano dei pavimenti. Le macchine per la pulizia a vapore, invece, sono particolarmente indicate nella pulizia dei servizi igienici».

Ma come fare nel concreto per usufruire di questo sconto? «Il singolo gestore associato a Fipe deve rivolgersi alla propria Ascom territoriale - spiega Giulia Rebecca Giuliani, responsabile dell’area legale, legislativa e tributaria di Fipe -, che sarà in grado di fornirgli l’elenco dei distributori, sia locali sia nazionali, che hanno sottoscritto l’accordo e sono attivi nel proprio territorio di riferimento. Sempre nelle Ascom è disponibile anche la “Guida pratica - Le pulizie nella ristorazione” realizzata da Afidamp, uno strumento completo e di grande utilità per aiutare a stabilire le procedure più corrette per tutte le attività di pulizia ordinaria». L’accordo quadro è valido per tutto il 2021, «ma abbiamo ipotizzato un rinnovo automatico per almeno un altro anno» conclude Giuliani.

Gli strumenti pratici

AfidampSono più d’uno gli strumenti pratici - frutto della collaborazione tra Fipe e Afidamp - messi a disposizione dei gestori per aiutarli a tenere sotto controllo le operazioni di pulizia e sanificazione del locale. I due documenti base sono il Prontuario bar, che riassume le 12 regole chiave da seguire in materia di pulizia, e le “Linee guida sanificazione per Covid-19”. Lo strumento più completo a disposizione dei gestori è la guida pratica di Afidamp “La pulizia nella ristorazione”: un utile manuale di un centinaio di pagine che guida passo passo, fin nei minimi dettagli, al corretto svolgimento delle attività ordinarie di pulizia. Dal corretto lavaggio delle mani, la base di tutto, alle operazioni di pulizia in cucina, nei servizi igienici, negli spogliatoi e in sala.

Tiramisù World Cup 2021, la competizione è online dalle 11

Tiramisù World Cup 2021
Il 21 marzo è il Tiramisù Day, la giornata che celebra uno dei dessert italiani più famosi all'estero e più rappresentativi della nostra tradizione. In diretta sui canali social della Tiramisù World Cup si può assistere alla gara culinaria tra 30 pasticceri amatoriali

Per molti è il dolce simbolo della pasticceria italiana, è persino oggetto di dispute territoriali sulla genesi della sua ricetta, di sfide da record. Diventa ispirazione di ricette anche in ambito gelateria, magari firmate da grandi maestri. O si trasforma in qualcosa di innovativo, di inedito, pur rappresentando la nostra tradizione pasticciera. Insomma, il tiramisù è tutto questo, e proprio oggi, 21 marzo, si celebra il Tiramisù Day.

Ricette e varianti in tutto il mondo

La giornata dedicata al successo di questo dolce - che nella sua forma classica è una semplice e morbida crema al mascarpone con caffè e savoiardi - lo riporta in auge come un dessert al cucchiaio simbolo per eccellenza della cucina italiana e tra i dessert più apprezzati e ricercati a livello internazionale. Il Tiramisù Day nasce da un'idea di Clara e Gigi Padovani, scrittori esperti di questo dolce che hanno ricostruito la storia della sua ricetta (con tanto di disputa sulle origini tra Veneto e Friuli Venezia Giulia) e hanno censito le varianti di ricette che vengono realizzate in giro per il mondo. Il primo evento si è svolto nel 2017 negli Stati Uniti, a New York City, e a Trieste, negli stores Eataly delle due città. I due contest culinari successivi, nel 2018 e nel 2019, si sono svolti nel parco agroalimentare Fico di Bologna. Un successo, quello del tiramisù, che è persino incrementato nel corso degli ultimi tempi: lo testimoniano i dati di export da record del mascarpone italiano, con tassi di crescita delle vendite oltre i confini nazionali pari a +6,5% nel 2019 e +15% - dato parziale - nel 2020. Un boom spinto proprio dalla sempre maggior fama del tiramisù all'estero.

Oltre 22.000 chili di tiramisù consegnati da Just Eat

Nell'anno in cui, a causa dei lockdown ripetuti, il food delivery è esploso con tassi di crescita altrettanto robusti, anche uno dei maggiori player del settore, Just Eat (parte di Just Eat Takeaway.com, leader mondiale nel mercato della consegna di cibo a domicilio) ne conferma il successo. La piattaforma ha analizzato l’andamento degli ordini di tiramisù nell’ultimo anno, registrando oltre 22.000 kg di tiramisù ordinati a domicilio. Questa la classifica dei tiramisù più ordinati: classico al primo posto, seguito sul podio dal tiramisù al pistacchio e da quello al caffè. Poi le varianti più golose come quelle alla Nutella, all'Oreo o al Pan di Stelle (ma si ordinano anche versioni alla frutta e al tè verde).

La Tiramisù World Cup in diretta online dalle 11

Intanto, proprio oggi in occasione del Tiramisù Day 2021, il dolce ritrova una competizione importante, la Tiramisù World Cup, dopo che l'edizione 2020 era stata prima spostata in autunno e poi cancellata.

Per questa edizione particolare della competizione - aperta a pasticceri amatoriali - sono stati chiamati trenta dei migliori concorrenti della kermesse. Ognuno alla propria abitazione, gli aspiranti chef si cimenteranno in una lunga diretta durante la quale affronteranno le tradizionali fasi di selezione e le fasi finali. Sulla piattaforma online Reno sarà possibile seguire tutti i momenti della gara. Questo il programma:

  • ore 11-13: due ore dedicate alle Selezioni sulla piattaforma Reno, visibili attraverso i canali social della TWC.
  • ore 14-16: due ore dedicate alla fase Finale, che avrà luogo sulla piattaforma Zoom e in diretta sui canali social della TWC. (Youtube e Facebook).

Infine, a conclusione della giornata, dalle 18.00 alle 21.00 ci sarà un collegamento di tre ore con food blogger, chef ed istituzioni (in particolare dagli Usa, Russia e Canada), che dialogheranno preparando... il tiramisù.  

Diageo World Class: in 25 in gara per la finale

Diageo World Class
La maratona della Diageo World Class verso la gloria è entrata nella sua fase clou. il vincitore assoluto verrà incoronato Bartender of the Year.

La maratona verso la gloria è entrata nella sua fase clou. Parliamo della Diageo World Class, tra le più prestigiose competizioni internazionali dedicate all’arte della mixology. Una vera maratona per via della serie di prove di altissimo livello alle quali sono sottoposti i concorrenti, che vanno ben al di là della pura arte del bartending e che ne testano le qualità su una dimensione davvero globale. Per quanto riguarda l’Italia, siamo arrivati alle semifinali, con 25 concorrenti in gara per aggiudicarsi i 10 pass per l’accesso alla finale che assegnerà il titolo di Miglior Bartender della Penisola. Un percorso che per il vincitore proseguirà con la partecipazione alla finale mondiale, in programma a Madrid, dove verrà decretato il vincitore assoluto che verrà incoronato Bartender of the Year.

Il lungo percorso della World Class nel nostro Paese ha preso il via lo scorso autunno con la fase di preselezione online, nella quale gli aspiranti concorrenti hanno dovuto presentare una ricetta originale di drink sulla base di due temi proposti: Highballin’ Cordial Challenge e Heart of Gold The Botanical Journey. Nel primo caso si chiedeva di creare un Highball con un cordiale originale homemade come complemento al Johnnie Walker Black Label, la base scelta per il drink. Nel secondo, invece, di realizzare un drink ispirandosi al viaggio di una delle botaniche del gin Tanqueray No.Ten e che valorizzasse al massimo il sapore della botanica scelta.

Apicultura, sostenibilità e grandi classici

Da questa prima prova sono stati selezionati i 50 concorrenti entrati nel vivo della competition. I bartender sono stati suddivisi in cinque team capitanati ognuno da 5 massimi esponenti della mixology italiana: Patrick Pistolesi, Tommy Colonna, Matteo di Ienno, Edoardo Nono e Giovanni Bologna. Il loro compito? Accompagnare i competitor in tutto il percorso della gara, con consigli e suggerimenti e trasmettendo loro il proprio know-how e le conoscenza delle diverse tecniche per affrontare al meglio le diverse sfide, con una particolare attenzione anche alla presentazione ed esposizione dei lavori, che in questa edizione della competizione, che si svolge online, ha assunto un peso più rilevante del solito.

Due le prove previste per questa eliminatoria, la prima incentrata sul tema dell’apicoltura e della sostenibilità, la seconda sui classici della miscelazione.

Per la prima prova i bartender hanno dovuto infatti creare un drink, a base di vodka Ketel One, ispirato dal lavoro delle api e dal concetto di alveare. Aspetti sui quali in precedenza erano stati preparati partecipando a un webinar condotto da due giovani apicultori, che hanno illustrato il lavoro dell’apicoltore, la vita delle api e la loro importanza nell’ecosistema del Pianeta.

Il drink doveva contenere 2 ingredienti “local”, e almeno uno doveva essere o miele o un altro prodotto delle api, per esempio polline, pappa reale, c’era di api, che poteva essere utilizzato in diverse modalità, non necessariamente dentro il drink, ma per esempio anche come guarnizione, dolcificante o per un’infusione.

Ora, il termine “local”, richiede un chiarimento. Ai concorrenti era stato infatti chiesto di scegliere un luogo come base per la creazione del loro drink: “l’alveare”. Che poteva essere un posto qualsiasi (l’abitazione, un’azienda agricola, il giardino di casa, ecc), ma dal luogo scelto come “alveare” doveva provenire il miele, o l’altro prodotto derivato dalle api, e il secondo ingrediente “local”. Ma non solo, perché nel raggio di 7 chilometri “dall’alveare” (distanza che le api possono coprire con il loro volo) dovevano provenire anche tutti gli altri ingredienti del cocktail. In pratica, ai concorrenti è stato chiesto di crearsi un proprio spazio di lavoro a chilometro zero.

Successivamente, sono stati sottoposti a un quiz sui grandi classici della miscelazione, tema che hanno approfondito con tre webinar tenuti da altrettanti grandi esperti della materia: Ago Perrone, Antonio Parlapiano e Alex Frezza, che ne hanno raccontato le ricette e la storia.

I semifinalisti

Attraverso queste due prove sono stati selezionati i 25 concorrenti che hanno avuto accesso alle semifinali, ora in fase di svolgimento. Ecco i nomi per ciascun team:

Team Pistolesi: Matteo Ciampicali, Manuel Di Cecco, Michele Ferruccio, Luca Granero, Andrea Pomo;

Team Colonna: Giacomo Albieri, Sossio Del Prete, Haneul Lee, Daniele Macciò, Edoardo Miotti, Erick Munguia, Daniele Salviato;

Team Di Ienno: Riccardo Cerboneschi, Federico Ercolino, Enzo Russotto, Gabriele Zambelli;

Team Nono: Alberto Corvi, Marco Dongi, Erica Rossi, Carolina Sensei, Gabriele Tammaro, Alessandro Zampieri

Team Bologna: Geanfranco Chavez, Simone Molè, Vincenzo Pagliare.

Creare un ready to drink

Per loro la strada per la finale passa attraverso tre nuove sfide. La prima è la Rtd Challenge, che ha chiesto ai bartender di creare e spedire alla giuria un ready to drink, imbottigliato in vetro o in lattina (massimo 500 ml), con tanto di etichetta sviluppata ad hoc. Base di partenza è la ricetta del cocktail presentato nella fase precedente, del quale il ready to drink deve conservare il concept e i suoi due ingredienti locali. Le uniche variazioni alla ricetta originaria permesse sono, infatti, quelle fatte per ottimizzarla alla forma ready to drink, come la sostituzione di ingredienti deperibili.

Un altro aspetto della prova consiste, poi, nella presentazione del progetto. I concorrenti avranno infatti 5 minuti di tempo per spiegare alla giuria il loro lavoro, raccontandone non solo le caratteristiche organolettiche, ma anche la strategia go to market, quindi target di consumatori al quale è rivolta la proposta, orario e modalità di consumo ed elementi di forza e debolezza.

Storytelling e invecchiamento dei distillati

La capacità di ideare e presentare una storia rappresenta invece il cuore della seconda sfida, dal nome, appunto, di Storytelling. Ma non si tratta di inventare una storia qualsiasi. Oggetto del racconto è uno dei 60 grandi classici che hanno fatto la storia della mixology: a ogni concorrente ne verrà assegnato uno (in modo casuale), che dovranno ribattezzare e immaginare uno storytelling del tutto diverso rispetto a quello originale legato al cocktail. Inoltre, dovranno anche inventare una storia originale riguardo l’ispirazione della ricetta, storia che possa anche avere effetti di upselling sul consumatore finale.

L’ultima prova, Chromo Cask, verte invece sulle loro conoscenze in merito all’invecchiamento in legno dei distillati. Più nello specifico, sull’influenza che i vari tipi di legno utilizzati per la maturazione hanno sul colore e le espressioni organolettiche finali del prodotto. Anche in questo caso il tema è stato approfondito con la guida di Franco Gasparri, tra i massimi esperti mondiali di distillati. Per dimostrare le competenze acquisite avranno 5 minuti di tempo per rispondere a una domanda, sotto forma di quiz a risposta multipla, dove dovranno individuare la corrispondenza tra colore e caratteristiche finali e e il legno e il distillato impiegato.

A valutare le loro performance la giuria composta da Manuel Cesandri, Flavio Angiolillo, Andrea Gasparri, Riccardo Brannetti e Gian Paolo Di Pierro, che, al termine delle tre prove decreterà i 10 bartender che si sfideranno nella finale italiana della World Class.

Le novità normative: scarica lo speciale

novità normative

Ridurre il costo dell'affitto. Affrontare un problema di sovraindebitamento. Sono alcuni dei grandi interrogativi cui i gestori di locali cercano risposte in questa lunga epoca di grandi limitazioni e chiusure forzate. Interrogativi di non facile soluzione.

Per aiutare i gestori a non farsi scappare nemmeno una delle (poche) possibilità che le nuove normative hanno offerto loro, Bargiornale e Ristoranti hanno raccolto in uno speciale di 20 pagine "Le novità normative", i principali articoli usciti negli ultimi mesi per supportare i gestori nelle scelte (scaricabile gratuitamente da premium.bargiornale.it previa registrazione).

Questi i temi affrontati:

  • La legge di bilancio 2021: gli incentivi per l'acquisto di veicoli commerciali, i crediti d'imposta per l'acquisto di sistemi di filtraggio dell'acqua per il consumo, per l'acquisto di beni strumentali o per gli investimenti pubblicitari, la lotteria degli scontrini e le proroghe ai bonus edilizi.
  • Le norme sugli affitti: come fare per rinegoziare il canone o sospendere il pagamento (secondo le norme vigenti). E per usufruire (o cedere) del credito d'imposta sui canoni pagati.
  • L'aliquota al 10% su asporto e delivery.
  • Il bonus chef.
  • La legge salva suicidi, pensata per aiutare chi si trova in una situazione di grave sovraindebitamento: i passi da compiere per usufruirne.
  • Lo scadenzario 2021 con tutti i pagamenti da effettuare nel corso dell'anno per non perdersi nemmeno una scadenza.
  • Il Decreto Sostegni con i contributi a fondo perduto, i bonus e tutte le altre norme in materia di pagamenti (e di rinvii dei pagamenti) utili da conoscere per chi gestisce un locale.

SCARICA GRATUITAMENTE LO SPECIALE

Roberto Rinaldini: il nostro packaging è in evoluzione, specie sul panettone

Roberto Rinaldini
Roberto Rinaldini
«La confezione deve conferire un aspetto premium al nostro prodotto», dice Rinaldini, che studia il nuovo packaging per i suoi panettoni, che vanno in tutto il mondo

Il riminese Roberto Rinaldini, maestro pasticcere Ampi e titolare di Rinaldini Pastry, ha fatto del colore fucsia e delle sue confezioni coloratissime un segno distintivo del brand, anche quando si parla di packaging (un tema che abbiamo approfondito qui). Lo abbiamo interpellato per conoscere il suo punto di vista sull'argomento, che per Roberto è quanto mai attuale. Quali sono le ultime evoluzioni in tema di packaging per il marchio Rinaldini Pastry? La più importante riguarda i lievitati natalizi: per il prossimo Natale avremo delle nuove scatole per i panettoni, in soft touch lucido e opaco. Il panettone si vende nei nostri pdv, ma anche su altri canali come Rinascente, Harrod's, altri centri commerciali negli Stati Uniti o a Hong Kong, e in enoteche e gastronomie. Finisce sullo scaffale accanto ad altri competitor: lì il packaging diventa fondamentale, deve conferire l'effetto premium al prodotto. Avrà una grafica particolare? Stiamo studiando due grafiche diverse a seconda del canale, anche perché cambia la ricetta: le shelf life sono diverse, circa 40-50 giorni per i lievitati venduti nei nostri store, 90-110 giorni per gli altri canali. Avranno scatole più piccole per far muovere il prodotto il meno possibile e per aiutare la logistica delle spedizioni: quando si gestiscono numeri importanti - come i 18.000 panettoni spediti l'ultimo Natale - il processo deve essere lineare. Il packaging, quando si diventa una azienda strutturata come noi, è un grande tema. Certificazioni, materiali sostenibili, schede tecniche precise; abbiamo un magazzino di 750 mq solo per i pack. Non solo carta e plastica... No, anzi. Presto lanceremo una linea di giardiniere salate gourmet, in vetro naturalmente. C'è poi un aspetto su cui mi sento di sensibilizzare i colleghi: il packaging è anche etichettatura, a norma di legge. Un aspetto da seguire giorno per giorno, con diciture da aggiornare e da controllare. Cosa che non tutti fanno a dovere, ma che contribuisce a renderci affidabili nel mondo complesso di oggi.

Per Coca-Cola Hbc Italia un portfolio spirits ancora più ampio

Coca-Cola Hbc Italia
Il team della Business Unit Spirits di Coca-Cola Hbc Italia

Dieci mesi di scouting, tutti in modalità digitale, hanno prodotto molti frutti. La Business Unit Spirits di Coca-Cola Hbc Italia, guidata da Maria Antonella Desiderio, si affaccia al 2021 con un portafoglio prodotti più ampio, grazie agli ingressi di rum Barceló, Tequila Corralejo, whisky The Famous Grouse, vodka Nemiroff e mezcal Perro de San Juan.

«Siamo partiti nel 2018 - afferma Desiderio - con due eccellenze italiane, Lucano e Silvio Carta, e due internazionali, la vodka super premium Snow Leopard e il whisky Cutty Sark. Grazie al lavoro intenso di questi mesi, oggi offriamo una gamma di circa 50 referenze di spirit in tutte le categorie. A queste si affianca la linea di toniche premium Royal Bliss, che in due anni è arrivata, secondo i dati Iri, al 10% di quota di mercato nel proprio segmento di riferimento, con tre milioni di bottiglie vendute l’anno. E nel 2020 abbiamo rilanciato il nostro storico brand di toniche Kinley che, nelle sue quattro varianti, è il mixer ideale per la linea».

Coca-Cola Hbc Italia
Il portafoglio di spirits di Coca-Cola Hbc Italia

Tra le novità in arrivo c’è il rum Barceló Organic, che va ad arricchire la gamma Barceló: «È un rum 100% biologico - spiega Desiderio - che nasce dai campi di canna da zucchero più antichi dell’isola dominicana, liberi da fertilizzanti da cinque anni. È invecchiato in botti di rovere nuove, con standard molto esigenti».

Altra novità per il mercato italiano è la vodka Nemiroff De Luxe: «È realizzata secondo la tradizione della ricetta originale, basata su ingredienti naturali e acqua di prima qualità. Le cinque distillazioni e gli 11 stadi di filtrazione la rendono ricca e raffinata, con un leggero sapore di fiori di tiglio».

Un simile dinamismo manifesta la fiducia dell’azienda nella ripresa del fuori casa: «All’inizio del 2020 - spiega Desiderio - l’azienda ha investito più di 1,3 milioni di euro in tutta Italia per supportare il mondo del fuori casa attraverso politiche commerciali, fiscali e di comunicazione dedicate, mirate a fornire il miglior supporto possibile a un settore strategico per l’economia nazionale. Non appena l’emergenza sarà effettivamente passata e verranno rimosse le limitazioni, sono sicura che il comparto tornerà a crescere. E chi saprà proporre un’offerta distintiva vincerà. La mixology resta un mercato dinamico e creativo, come dimostrano i tanti modi di reinventarsi che i gestori hanno messo in campo concentrando la loro offerta nel brunch e nell’aperitivo pomeridiano o lanciandosi nella vendita on line o da asporto di signature cocktail da bere a casa».

La squadra intanto si rafforza: «Abbiamo iniziato una collaborazione con Federico Tomasselli, bartender conosciuto a livello internazionale, che ci supporterà nella creazione e promozione dei signature cocktail con i nostri spirit. Metteremo in campo anche un programma intenso di masterclass sia digitali sia, speriamo, anche live. Siamo una grandissima squadra, animati da una forte passione. Il terzo posto del nostro Luigi De Michele nella categoria Brand Ambassador Spirits di Barawards 2020 è la prova che siamo entrati in modo importante nel mondo della mixology».

Le prospettive per il 2021

«Ci aspettiamo che l’offerta premium riprenderà a galoppare - prosegue Desiderio - . Le categorie per cui prevediamo una crescita sono, oltre a gin e whisky, anche mezcal e Tequila. E, in generale, quei prodotti in grado di offrire una premiumness e un’esperienza unica nell’atmosfera affascinante del bar. Anche il made in Italy sarà sicuramente più apprezzato rispetto al passato; e anche qui siamo presenti in modo importante, grazie alle 13 referenze di Lucano e alle 14 di Silvio Carta. La nostra offerta, grazie ai gin Carta, ai rum Barceló, ai whisky The Famous Grouse, ai Tequila Corralejo, ai Mezcal Perro de San Juan e alle vodke Snow Leopard e Nemiroff, saprà cavalcare al meglio i trend dei prossimi anni. Altra tendenza sarà l’offerta diversificata, dal brunch al pranzo, all’aperitivo pomeridiano; e il successo dei bar di prossimità, in passato trascurati a favore di quelli delle grandi città. Il successo del delivery immaginiamo che rimarrà anche post lockdown, ma siamo sicuri che gli italiani vorranno tornare a vivere momenti ed esperienze dal vivo, in una ritrovata normalità».

«Ai gestori italiani voglio dire che siamo dei partner affidabili, vicini ai loro bisogni, disponibili a co-creare qualcosa di unico. Ci poniamo senza la presunzione di essere esperti nel settore degli spirits, con la voglia di imparare e crescere insieme a loro. Indubbiamente siamo un interlocutore interessante per l’ampiezza del portafoglio, in grado di offrire la bevanda giusta per ogni occasione di consumo, dalla colazione al dopo cena».

Quanto al 2021, conclude Desiderio: «Continueremo a lavorare sull’ampiezza del portafoglio e investiremo di più in comunicazione sui canali digital. Saremo sempre più presenti nella community dei bartender, con un piano articolato di masterclass e con il coinvolgimento di personaggi di fama internazionale».

 

Una nuova finestra digitale sul mondo Ilsa

Ilsa attrezzature barista
Fluido, dinamico, intuitivo, il nuovo sito web dell'azienda svela all'operatore la ricchissima gamma di attrezzature e servizi per il fuoricasa e mette a disposizione tanti contenuti utili per il suo lavoro

Una gamma ricchissima e sempre aggiornata di soluzioni di alta qualità, che copre ogni esigenza delle realtà del fuoricasa, necessita di una vetrina virtuale altrettanto aggiornata, ricca e facilmente fruibile, che permetta a ogni operatore di trovare agilmente la soluzione che più fa al caso suo. È con questa idea che Ilsa, tra le più apprezzate aziende specializzate nella fornitura di attrezzature per il canale horeca e il casalingo, ha ripensato la sua presenza online.

Dalle attrezzature per la preparazione del caffè a quelle per i cocktail, dalla cucina della ristorazione professionale a quella casalinga, dalle soluzioni per l’allestimento del posto tavola a quelle del buffet: tutto l’universo Ilsa è adesso disponibile sul rinnovato sito web www.ilsa-italy.it

Un universo di contenuti

Con una nuova grafica, pagine ricche di contenuti multimediali e una navigazione semplice e fluida, Ilsa ha creato una piattaforma web progettata per soddisfare le esigenze dei clienti e di tutti i nuovi visitatori.

Per essere sempre aggiornati c’è, per esempio, il magazine Ilsa, dove saranno disponibili rubriche che forniscono ogni genere di informazione: eventi e attività dell’azienda, consigli utili sulla cura dei prodotti, istruzioni sull’utilizzo delle attrezzature, curiosità, notizie e ricette dalle quali lasciarsi ispirare.

Qualità e valori della tradizione

Il rinnovo della piattaforma è un’altra testimonianza dell’impegno costante dell’azienda nell’offrire il miglior servizio possibile ai suoi clienti. Sul sito è dunque possibile scoprire tutto ciò che Ilsa propone.

Chi infatti non conosce ancora l’azienda sulla nuova piattaforma potrà scoprirne la storia, la mission e tutti i capisaldi che l’hanno portata a essere una realtà apprezzata e riconosciuta nel settore horeca per l’affidabilità e la serietà del suo servizio, oltre che per la qualità dei prodotti, sia in Italia che all’estero.

I profili social

Ma non solo. Perché insieme al rilancio del sito, sarà a breve attiva anche sulle principali piattaforme social: sia su Facebook che Instagram troverete il profilo dell’azienda e anche la nuovissima pagina dedicata a promuovere il brand di collezioni in porcellana Le Coq Porcelaine, per il quale si sta realizzando anche un sito web dedicato.

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Specialty e monorigine protagonisti della nuova linea Agust Evo

Miscela Riserva 100

I sacchetti da 250 grammi hanno un fondo grigio chiaro su cui spiccano il logo della nuova linea di caffè, Agust Evo, quindi l’etichetta con il nome della miscela o della piantagione, la composizione, le principali note che si troveranno in tazza, informazioni sulle origini e la lavorazione per la quale il caffè è consigliato (espresso, moka o filtro). Sul retro si aggiungono informazioni sul Paese e la regione da cui proviene il caffè; per le miscele le origini che le compongono. I fianchi riportano l’immagine di un’elegante composizione di foglie di caffè stilizzate. Così si presenta l’evoluzione del caffè secondo Agust, con cui la terza generazione della famiglia Corsini, punta a mettere in tazza caffè con una precisa identità, in grado di esprimere le loro peculiarità, ma in modo equilibrato, senza “estremismi” nel gusto. Caffè in grado di accontentare tutti e di dare qualcosa in più.

Protagonisti sono specialty coffee e monorigine, che da sempre i responsabili della Torrefazione bresciana selezionano in prima persona visitando le piantagioni nei diversi Paesi produttori. A questa prima fase se ne affianca una altrettanto importante: la trasformazione in azienda che, sottolinea Daniele Corsini, responsabile della produzione, «è direi decisiva, perché è qui che apponiamo la nostra firma, che possiamo dare un’identità ai nostri caffè, così che chi li gusta possa riconoscere la nostra mano». «Evo rappresenta la nostra idea sull’evoluzione che c’è stata nel mondo del caffè negli ultimi anni - prosegue Giovanni Corsini, codirettore della torrefazione con il padre Marco -. Questa linea è il completamento di un lungo percorso iniziato anni fa e che oggi grazie a studi, ricerche, analisi organolettiche, vede il suo compimento. Un passo che non è dettato dalla volontà di cavalcare una moda: del resto sono 25 anni che trattiamo specialty coffee e già da 5 vendiamo caffè monorigine, bensì dall’esigenza di esprimere la nostra visione».

La linea. Evo si rivolge sia al mercato horeca sia al privato ed è principalmente dedicata al caffè in grani. Comprende due miscele: Riserva 100 (100% Arabica, con caffè provenienti da Colombia, Brasile, Perù, El Salvador ed Etiopia) e Riserva 87, in cui all’arabica (Colombia, Brasile, Perù, El Salvador) si aggiunge un 13% di robusta indiana; entrambe disponibili in confezioni da 250 grammi e 1 chilo. A queste si uniscono 8 caffè monorigine provenienti da diverse zone del mondo, tutti in confezione da 250 gr in grani: Brasile Samambaia, Brasile Irmãs Pereira, Colombia San Cayetano, Salvador San Luis, Etiopia Sidamo Yrgalem, Etiopia Hambella, Tanzania Ngila Estate e Indonesia Batur Estate. Tre caffè sono inoltre disponibili con macinatura per moka (Sidamo Etiopia, San Cayetano Colombia e San Luis El Salvador) e 3 in cialde (Sidamo Etiopia, San Cayetano Colombia e Samambaia Brasile). A breve uscirà anche un caffè per il caffè filtro.

Fa parte della linea anche Natura Equa, miscela di caffè provenienti da agricoltura biologica, equo-solidale e con una filiera a impazzo Zero, lanciata nel 1999, che testimonia l’attenzione di lunga data della Torrefazione alla sostenibilità.

Agust ha da poco ottenuto da parte dell’ente Tüv Nord la Certificazione Fssc 22000 - Food Safety System Certification 22000 (sistema di gestione di sicurezza alimentare): è riconosciuta dalla Global Food Safety Initiative e si basa sugli standard Iso. Attesta che l’azienda dispone di un sistema di gestione di sicurezza alimentare efficace in grado di soddisfare i requisiti di legge, i clienti del settore alimentare e i consumatori.

Iginio Massari e l’identità di marca: quando il pack è un trionfo di colori

pack Massari
Si ispirano alle forme e ai colori vivaci dei pasticcini le nuove confezioni del brand Iginio Massari Alta Pasticceria, studiate da Robilant Associati

Della forza del packaging come veicolo di un brand di pasticceria di alta qualità abbiamo diffusamente parlato qui e anche qui ma vale la pena di tornare sull'argomento, con case history esemplari. Roger Botti, direttore generale e creativo di Robilant e associati - società di brand advisory e strategic design leader del mercato italiano e riconosciuta a livello internazionale - ha curato di recente l'ideazione della nuova identità di marca di Iginio Massari, il brand "Iginio Massari Alta Pasticceria" che caratterizza la seconda vita delle pasticcerie del Maestro, con i negozi di Torino e Verona. Esperienza unica, come unico è il personaggio in questione, ma dalla quale si traggono lezioni valide per tutta l'alta pasticceria italiana. «La quale - spiega Botti - non deve dimenticare se stessa. Chiunque proponga un prodotto dolce regala ai suoi clienti un momento affettuoso: è cibo che va oltre la nutrizione, è un regalo concepito con il grande lavoro di chi sta in laboratorio, è perfezione formale, certo, ma anche colori, profumi, in una parola festa per gli occhi e il palato. Troppo spesso la pasticceria di alto livello si racconta con una immagine minimal - anche nel packaging, mentre bisognerebbe ricordarsi che è tutto il contrario. La pasticceria è massimalista per definizione, è un trionfo. Per Iginio Massari abbiamo cercato di disegnare un'immagine di pasticceria di lusso conservando l'idea della festa, del piacere, del divertimento».

Forme e colori delle confezioni ispirate alla vetrina della pasticceria

Addio scatole scure con la firma del Maestro Ampi, spazio a colori e forme «ispirati dalla stessa vetrina della pasticceria. Questo è il primo caposaldo della strategia seguita per ridisegnare il brand: usare forme e cromie dei prodotti per raccontare la marca, creare un'astrazione della vetrina». Secondo punto: distinguere la marca dalla firma dell'autore, creando tre livelli di decodifica del brand. Quello istituzionale "Iginio Massari Alta Pasticceria", quello di contesto con "Galleria Massari" a caratterizzare i negozi e, infine, la firma dell'artista - che torna, ad esempio, nei piatti quadrati e bianchi nei quali vengono servite le monoporzioni, creando l'effetto di un quadro, appunto, firmato dall'artista. «Terzo caposaldo, mantenere l'idea della "pasticceria come festa" in tutti i prodotti che escono dal negozio, inclusa le shopping bag: il cliente deve sembrare uno che esce da un party, non da un negozio di alta moda». Si potrebbe dire che la strada da seguire è la valorizzazione dell'alto artigianato e delle sue qualità, non del lusso. «Perché l'immagine del lusso minimal respinge, la pasticceria deve attrarre». Un solco che segna la differenza anche con la pasticceria francese. «Il settore deve comunicare trionfo e colori, non ricercare asciuttezza», chiude il designer.

Lexie Phillips è la nuova assistant distiller di Jack Daniel’s

Jack Daniel's Lexie Phillips
Nella distilleria di Lynchburg da sette anni, è la prima donna a occupare questo ruolo nella storia dell'iconico whiskey del Tennessee. Si occuperà della qualità della produzione e delle innovazioni

Novità in rosa per la Jack Daniel’s Distillery. La distilleria Lynchburg ha un nuovo assistant distiller, anzi una nuova assistat distiller, perché a ricoprire il ruolo è stata chiamata Lexie Phillips, prima donna ad assumere questo incarico nella storia dell’iconico Tennessee whiskey.

Con la nomina di Phillips si completa, almeno per il momento, il processo di rinnovamento dei posti di vertice chiave per la produzione del whiskey. Processo cominciato lo scorso autunno con la nomina di Chris Fletcher a master distiller (per approfondire leggi Chris Fletcher è il nuovo master distiller di Jack Daniel’s) e che ora segna un altro passaggio fondamentale.

Nata e cresciuta appena fuori Lynchburg, Phillips è laureata in scienze agrarie presso la Middle Tennessee State University. Sette anni fa il suo ingresso nella Jack Daniel’s Distillery, dove tra l’altro lavora anche il marito Josh. Ha iniziato occupandosi delle operazioni di controllo qualità e di distillazione e più di recente è stata responsabile delle operazioni della Distilleria, giocando un ruolo fondamentale anche nella creazione e nel lancio del Jack Daniel's Tennessee Rye.

Una figura insomma che ha una profonda conoscenza della storia della Distilleria e dei suoi processi, ai quali aggiunge un talento naturale per la produzione di whiskey. Un profilo perfetto per affiancare Fletcher. Nella sua nuova mansione si occuperà della qualità complessiva della produzione e delle innovazioni, ricoprendo anche il ruolo di ambassador del brand.

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