Il maestro pasticcere padovano Luigi Biasetto, campione del mondo di pasticceria, già dal 2019 ha sentito l'esigenza di rinnovare il proprio packaging, per rendere protagonista la B di Biasetto e dare ulteriore funzionalità alle confezioni per la vendita on line. In tema di confezionamento (delle cui tendenze 2021 abbiamo scritto qui) abbiamo sentito la sua opinione. Su quali elementi è basata l’immagine del brand Biasetto e come viene richiamata nel packaging? Il processo di rinnovamento del nostro packaging è iniziato nel 2019, a partire dalla celebre scatola del Panettone. Negli ultimi due anni questo processo ha coinvolto tutto il packaging: colombe, focacce, ciambelle, torte, tortine, mignon, etichette, vasetti fino alle shopper. In quest’evoluzione è stato fondamentale accompagnare il cliente in modo graduale nel processo di identificazione e riconoscibilità del brand. Partendo dal logo del ’98 con il pasticcere, abbiamo via via eliminato gli elementi illustrati, fino a lasciare come grande protagonista solo la B di Biasetto. È dunque la B il filo conduttore, sintesi assoluta del nostro brand, declinata nei colori e nei materiali dei nostri arredamenti: bordeaux e oro nelle diverse tonalità. Colori e materiali preziosi che evolvono seguendo le stagioni, più caldi d’estate e più intensi d’inverno. Nell'ultimo periodo quali pack sono stati introdotti? Negli ultimi mesi ci siamo focalizzati in modo particolare sull’ideazione di scatole da spedizione più robuste, in grado di raggiungere i clienti a distanza, proteggendo il prodotto in modo impeccabile. Un lavoro strutturato con grande attenzione per la sostenibilità dei materiali con la volontà di arrivare a un impatto zero con materiali sempre più all’avanguardia. L’esempio più recente su cui stiamo lavorando è “BBox”, una scatola per l’e-commerce che permette di ospitare all’interno un assortimento di prodotti variabili a seconda della stagionalità e delle festività. Un’idea perfetta da collezionare e poi riutilizzare a casa come contenitore. Non mancano i packaging edizione limitata come quello utilizzato per torta Love di San Valentino: una scatola brevettata con chiusura a cuore. Che cosa si aspetta il cliente, più estetica o più funzionalità? Desidera sempre più la shopper, diventata ormai una bag riutilizzabile in altri contesti. La principale attenzione del cliente è ad una confezione preziosa, bella da regalare che rifletta il valore del brand con attenzione all’impatto ambientale. Quest’ultima caratteristica rappresenta una forte necessità per il 18% dei clienti.
Luigi Biasetto: «Abbiamo rinnovato il nostro packaging. E ideato la BBox»
Il miglior gusto pistacchio base acqua nasce a Milano
Durante i giorni di Sigep Exp, l'edizione della fiera della pasticceria e della gelateria quest'anno andata in scena in versione digitale, si è tenuta anche una competizione sul gelato molto particolare. Il concorso digitale di gelateria organizzato dall'Accademia e dall'Associazione Italiana Gelatieri era incentrato su un gusto "senza". I gelatieri in concorso si sono cimentati con il gusto pistacchio base acqua, in linea con la tendenza attuale che porta i gelatieri a cercare di soddisfare le esigenze di leggerezza del consumatore.
Il podio della competizione digitale
Questo il podio, sui 9 gelatieri presenti per la competizione online.
- 1° classificato Santo Palumbo della Cremeria Rossi di Milano con il gusto chiamato "La verità".
- 2° classificato Guido Cortese della Gelateria U MAGU, di Pietra Ligure con il gusto "Stigliano-Bronte 0 a 0 palla al centro" (che ha anche vinto il premio speciale dalla Commissione Tecnica).
- 3° classificato Fabio Mellace della gelateria Marron Glaces di Catanzaro Lido con il gusto "Evergreen"
Gli esperti in giuria
La giuria era composta da una commissione tecnica con Vincenzo Pennestrì , presidente Associazione Italiana Gelatieri, Eugenio Morrone, Campione del Mondo di Gelateria, e Aldo Pasquarella, coordinatore della Accademia del Gelato Alberto Pica. Con loro gli esperti del settore Claudio Pica, Segretario Generale Associazione Italiana Gelatieri, Carlo Hausmann, Direttore Generale Agro Camera e dalle food blogger Laetitia Chaillou ed Elis Rubino. I tre vincitori sono stati “incoronati” da Flavia Morelli, Group Brand Manager Food & Beverage Sigep. A giudizio degli esperti, tutti i gelati in concorso si sono distinti per la qualità delle materie prime e uno studio accurato sull'uso degli zuccheri, ridotti per venire incontro alle esigenze del benessere dei consumatori. L'Accademia, fresca di presentazione poco prima dell'inizio della fiera riminese, e l'Associazione Italiana Gelatieri hanno già annunciato ufficialmente il via al secondo concorso digitale, che il prossimo anno avrà una dimensione internazionale.
Pulizie più facili grazie a sconti e consulenza
Uno sconto interessante, ma soprattutto la possibilità di avere un interlocutore competente con cui confrontarsi per definire le scelte migliori - in termini di macchine, attrezzature e prodotti - per la pulizia e la sanificazione del locale. Si prefigura come un doppio risparmio per i gestori il frutto dell’accordo quadro firmato tra Fipe e Afidamp, l’Associazione fornitori italiani attrezzature, macchine, prodotti e servizi per la pulizia professionale.

«L’accordo garantisce ai gestori uno sconto del 20% sui prezzi di listino delle aziende aderenti ad Afidamp che lo hanno sottoscritto - spiega Stefania Verrienti, direttore dell’associazione -. Uno sconto, che potrà, per scelta delle aziende produttrici o dei distributori, anche essere maggiore».
Il ventaglio dei prodotti oggetti di sconto è molto ampio: «Si va da detergenti, disinfettanti e prodotti in carta monouso fino alle macchine per la pulizia, dalle lavapavimenti ai generatori di vapore».
Ma il risparmio ancora più consistente, in prospettiva, è dato dal potersi rivolgere alla rete di distributori specializzati nel mondo della pulizia professionale cui Afidamp fa riferimento: «Il risparmio - spiega Verrienti - è dato dalla possibilità, per i gestori dei bar, di avere le informazioni giuste e una consulenza affidabile su quali possono essere le soluzioni migliori per il proprio locale, sia dal punto di vista economico sia dell’efficacia, per risparmiare».
Gli errori da evitare nelle attività di pulizia ordinaria
Proprio la consulenza, per Verrienti, è un elemento fondante dell’accordo: «I due errori più comuni che si commettono - afferma la direttrice di Afidamp - sono da un lato equiparare le pulizie di un locale a quelle domestiche, dall’altro quello di sottovalutare la capacità che hanno le macchine di facilitare e velocizzare il compito agli operatori».
Sul primo fronte, la conseguenza è quella di utilizzare gli stessi prodotti che si usano per le pulizie di casa: «Il tipo di sporco che si produce in un locale è molto più complesso - spiega Verrienti -. Ed è questo il motivo per cui è necessario l’utilizzo di prodotti professionali, abbinato a una chiara conoscenza della sequenza corretta con cui vanno fatte le pulizie. Per esempio, occorre pulire partendo dall’alto e andando verso il basso, usare un movimento rotatorio nella pulizia delle superfici e lavare in lavatrice (ad almeno 60 °C) i panni che si usano per lavare. Non usando queste ed altre semplici regole, in realtà anziché pulire stiamo spostando lo sporco». L’altro tema è l’utilizzo dei prodotti corretti nelle corrette diluizioni: «Nel caso di superfici usurate - fa un esempio Verrienti - l’utilizzo di un prodotto non idoneo può addirittura diventare fonte di problemi».
L’uso delle macchine, per la direttrice di Afidamp, potrebbe essere di grande aiuto ai gestori: «L’80% del costo delle pulizie, per chi si affida a un’azienda esterna, è dato dalla manodopera, cioè dal tempo necessario agli addetti per svolgere le operazioni di pulizia. Fondamentale quindi che chi lavora sia dotato degli strumenti adatti a ridurne i tempi di esecuzione. E questo è ancora più vero se a fare è il proprio staff o addirittura il titolare stesso, che potrebbero farle in minor tempo, con migliori risultati e - altro aspetto da non sottovalutare - minor fatica. Se fino a pochi anni fa la convenienza nell’utilizzare le macchine era limitata a chi aveva grandi superfici da pulire, negli ultimi anni sono uscite sul mercato macchine di dimensioni sempre più contenute, adatte anche a chi ha locali con una grandezza standard». Due le tipologie di macchine su cui Verrienti invita a porre un’attenzione particolare: le macchine lavasciuga e quelle per la pulizia a vapore. «Potrebbero essere degli ottimi ausili per il gestore. La macchina lavasciuga, infatti, garantisce pulizie molto più veloci con risultati decisamente più accurati rispetto al lavaggio a mano dei pavimenti. Le macchine per la pulizia a vapore, invece, sono particolarmente indicate nella pulizia dei servizi igienici».
Ma come fare nel concreto per usufruire di questo sconto? «Il singolo gestore associato a Fipe deve rivolgersi alla propria Ascom territoriale - spiega Giulia Rebecca Giuliani, responsabile dell’area legale, legislativa e tributaria di Fipe -, che sarà in grado di fornirgli l’elenco dei distributori, sia locali sia nazionali, che hanno sottoscritto l’accordo e sono attivi nel proprio territorio di riferimento. Sempre nelle Ascom è disponibile anche la “Guida pratica - Le pulizie nella ristorazione” realizzata da Afidamp, uno strumento completo e di grande utilità per aiutare a stabilire le procedure più corrette per tutte le attività di pulizia ordinaria». L’accordo quadro è valido per tutto il 2021, «ma abbiamo ipotizzato un rinnovo automatico per almeno un altro anno» conclude Giuliani.
Gli strumenti pratici
Sono più d’uno gli strumenti pratici - frutto della collaborazione tra Fipe e Afidamp - messi a disposizione dei gestori per aiutarli a tenere sotto controllo le operazioni di pulizia e sanificazione del locale. I due documenti base sono il Prontuario bar, che riassume le 12 regole chiave da seguire in materia di pulizia, e le “Linee guida sanificazione per Covid-19”. Lo strumento più completo a disposizione dei gestori è la guida pratica di Afidamp “La pulizia nella ristorazione”: un utile manuale di un centinaio di pagine che guida passo passo, fin nei minimi dettagli, al corretto svolgimento delle attività ordinarie di pulizia. Dal corretto lavaggio delle mani, la base di tutto, alle operazioni di pulizia in cucina, nei servizi igienici, negli spogliatoi e in sala.
Tiramisù World Cup 2021, la competizione è online dalle 11
Per molti è il dolce simbolo della pasticceria italiana, è persino oggetto di dispute territoriali sulla genesi della sua ricetta, di sfide da record. Diventa ispirazione di ricette anche in ambito gelateria, magari firmate da grandi maestri. O si trasforma in qualcosa di innovativo, di inedito, pur rappresentando la nostra tradizione pasticciera. Insomma, il tiramisù è tutto questo, e proprio oggi, 21 marzo, si celebra il Tiramisù Day.
Ricette e varianti in tutto il mondo
La giornata dedicata al successo di questo dolce - che nella sua forma classica è una semplice e morbida crema al mascarpone con caffè e savoiardi - lo riporta in auge come un dessert al cucchiaio simbolo per eccellenza della cucina italiana e tra i dessert più apprezzati e ricercati a livello internazionale. Il Tiramisù Day nasce da un'idea di Clara e Gigi Padovani, scrittori esperti di questo dolce che hanno ricostruito la storia della sua ricetta (con tanto di disputa sulle origini tra Veneto e Friuli Venezia Giulia) e hanno censito le varianti di ricette che vengono realizzate in giro per il mondo. Il primo evento si è svolto nel 2017 negli Stati Uniti, a New York City, e a Trieste, negli stores Eataly delle due città. I due contest culinari successivi, nel 2018 e nel 2019, si sono svolti nel parco agroalimentare Fico di Bologna. Un successo, quello del tiramisù, che è persino incrementato nel corso degli ultimi tempi: lo testimoniano i dati di export da record del mascarpone italiano, con tassi di crescita delle vendite oltre i confini nazionali pari a +6,5% nel 2019 e +15% - dato parziale - nel 2020. Un boom spinto proprio dalla sempre maggior fama del tiramisù all'estero.
Oltre 22.000 chili di tiramisù consegnati da Just Eat
Nell'anno in cui, a causa dei lockdown ripetuti, il food delivery è esploso con tassi di crescita altrettanto robusti, anche uno dei maggiori player del settore, Just Eat (parte di Just Eat Takeaway.com, leader mondiale nel mercato della consegna di cibo a domicilio) ne conferma il successo. La piattaforma ha analizzato l’andamento degli ordini di tiramisù nell’ultimo anno, registrando oltre 22.000 kg di tiramisù ordinati a domicilio. Questa la classifica dei tiramisù più ordinati: classico al primo posto, seguito sul podio dal tiramisù al pistacchio e da quello al caffè. Poi le varianti più golose come quelle alla Nutella, all'Oreo o al Pan di Stelle (ma si ordinano anche versioni alla frutta e al tè verde).
La Tiramisù World Cup in diretta online dalle 11
Intanto, proprio oggi in occasione del Tiramisù Day 2021, il dolce ritrova una competizione importante, la Tiramisù World Cup, dopo che l'edizione 2020 era stata prima spostata in autunno e poi cancellata.
- ore 11-13: due ore dedicate alle Selezioni sulla piattaforma Reno, visibili attraverso i canali social della TWC.
- ore 14-16: due ore dedicate alla fase Finale, che avrà luogo sulla piattaforma Zoom e in diretta sui canali social della TWC. (Youtube e Facebook).
Infine, a conclusione della giornata, dalle 18.00 alle 21.00 ci sarà un collegamento di tre ore con food blogger, chef ed istituzioni (in particolare dagli Usa, Russia e Canada), che dialogheranno preparando... il tiramisù.
Le novità normative: scarica lo speciale
Ridurre il costo dell'affitto. Affrontare un problema di sovraindebitamento. Sono alcuni dei grandi interrogativi cui i gestori di locali cercano risposte in questa lunga epoca di grandi limitazioni e chiusure forzate. Interrogativi di non facile soluzione.
Per aiutare i gestori a non farsi scappare nemmeno una delle (poche) possibilità che le nuove normative hanno offerto loro, Bargiornale e Ristoranti hanno raccolto in uno speciale di 20 pagine "Le novità normative", i principali articoli usciti negli ultimi mesi per supportare i gestori nelle scelte (scaricabile gratuitamente da premium.bargiornale.it previa registrazione).
Questi i temi affrontati:
- La legge di bilancio 2021: gli incentivi per l'acquisto di veicoli commerciali, i crediti d'imposta per l'acquisto di sistemi di filtraggio dell'acqua per il consumo, per l'acquisto di beni strumentali o per gli investimenti pubblicitari, la lotteria degli scontrini e le proroghe ai bonus edilizi.
- Le norme sugli affitti: come fare per rinegoziare il canone o sospendere il pagamento (secondo le norme vigenti). E per usufruire (o cedere) del credito d'imposta sui canoni pagati.
- L'aliquota al 10% su asporto e delivery.
- Il bonus chef.
- La legge salva suicidi, pensata per aiutare chi si trova in una situazione di grave sovraindebitamento: i passi da compiere per usufruirne.
- Lo scadenzario 2021 con tutti i pagamenti da effettuare nel corso dell'anno per non perdersi nemmeno una scadenza.
- Il Decreto Sostegni con i contributi a fondo perduto, i bonus e tutte le altre norme in materia di pagamenti (e di rinvii dei pagamenti) utili da conoscere per chi gestisce un locale.
SCARICA GRATUITAMENTE LO SPECIALE
Roberto Rinaldini: il nostro packaging è in evoluzione, specie sul panettone
Il riminese Roberto Rinaldini, maestro pasticcere Ampi e titolare di Rinaldini Pastry, ha fatto del colore fucsia e delle sue confezioni coloratissime un segno distintivo del brand, anche quando si parla di packaging (un tema che abbiamo approfondito qui). Lo abbiamo interpellato per conoscere il suo punto di vista sull'argomento, che per Roberto è quanto mai attuale. Quali sono le ultime evoluzioni in tema di packaging per il marchio Rinaldini Pastry? La più importante riguarda i lievitati natalizi: per il prossimo Natale avremo delle nuove scatole per i panettoni, in soft touch lucido e opaco. Il panettone si vende nei nostri pdv, ma anche su altri canali come Rinascente, Harrod's, altri centri commerciali negli Stati Uniti o a Hong Kong, e in enoteche e gastronomie. Finisce sullo scaffale accanto ad altri competitor: lì il packaging diventa fondamentale, deve conferire l'effetto premium al prodotto. Avrà una grafica particolare? Stiamo studiando due grafiche diverse a seconda del canale, anche perché cambia la ricetta: le shelf life sono diverse, circa 40-50 giorni per i lievitati venduti nei nostri store, 90-110 giorni per gli altri canali. Avranno scatole più piccole per far muovere il prodotto il meno possibile e per aiutare la logistica delle spedizioni: quando si gestiscono numeri importanti - come i 18.000 panettoni spediti l'ultimo Natale - il processo deve essere lineare. Il packaging, quando si diventa una azienda strutturata come noi, è un grande tema. Certificazioni, materiali sostenibili, schede tecniche precise; abbiamo un magazzino di 750 mq solo per i pack. Non solo carta e plastica... No, anzi. Presto lanceremo una linea di giardiniere salate gourmet, in vetro naturalmente. C'è poi un aspetto su cui mi sento di sensibilizzare i colleghi: il packaging è anche etichettatura, a norma di legge. Un aspetto da seguire giorno per giorno, con diciture da aggiornare e da controllare. Cosa che non tutti fanno a dovere, ma che contribuisce a renderci affidabili nel mondo complesso di oggi.
Una nuova finestra digitale sul mondo Ilsa
Una gamma ricchissima e sempre aggiornata di soluzioni di alta qualità, che copre ogni esigenza delle realtà del fuoricasa, necessita di una vetrina virtuale altrettanto aggiornata, ricca e facilmente fruibile, che permetta a ogni operatore di trovare agilmente la soluzione che più fa al caso suo. È con questa idea che Ilsa, tra le più apprezzate aziende specializzate nella fornitura di attrezzature per il canale horeca e il casalingo, ha ripensato la sua presenza online.
Dalle attrezzature per la preparazione del caffè a quelle per i cocktail, dalla cucina della ristorazione professionale a quella casalinga, dalle soluzioni per l’allestimento del posto tavola a quelle del buffet: tutto l’universo Ilsa è adesso disponibile sul rinnovato sito web www.ilsa-italy.it
Un universo di contenuti
Con una nuova grafica, pagine ricche di contenuti multimediali e una navigazione semplice e fluida, Ilsa ha creato una piattaforma web progettata per soddisfare le esigenze dei clienti e di tutti i nuovi visitatori.
Per essere sempre aggiornati c’è, per esempio, il magazine Ilsa, dove saranno disponibili rubriche che forniscono ogni genere di informazione: eventi e attività dell’azienda, consigli utili sulla cura dei prodotti, istruzioni sull’utilizzo delle attrezzature, curiosità, notizie e ricette dalle quali lasciarsi ispirare.
Qualità e valori della tradizione
Il rinnovo della piattaforma è un’altra testimonianza dell’impegno costante dell’azienda nell’offrire il miglior servizio possibile ai suoi clienti. Sul sito è dunque possibile scoprire tutto ciò che Ilsa propone.
Chi infatti non conosce ancora l’azienda sulla nuova piattaforma potrà scoprirne la storia, la mission e tutti i capisaldi che l’hanno portata a essere una realtà apprezzata e riconosciuta nel settore horeca per l’affidabilità e la serietà del suo servizio, oltre che per la qualità dei prodotti, sia in Italia che all’estero.
I profili social
Ma non solo. Perché insieme al rilancio del sito, sarà a breve attiva anche sulle principali piattaforme social: sia su Facebook che Instagram troverete il profilo dell’azienda e anche la nuovissima pagina dedicata a promuovere il brand di collezioni in porcellana Le Coq Porcelaine, per il quale si sta realizzando anche un sito web dedicato.
Seguite Ilsa su:
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Ilsa Srl
C.so Pastrengo 46, 10093 Collegno (To)
Tel. +39 011 4031702
Fax +39 011 4035546
info@ilsa-italy.it
Specialty e monorigine protagonisti della nuova linea Agust Evo
I sacchetti da 250 grammi hanno un fondo grigio chiaro su cui spiccano il logo della nuova linea di caffè, Agust Evo, quindi l’etichetta con il nome della miscela o della piantagione, la composizione, le principali note che si troveranno in tazza, informazioni sulle origini e la lavorazione per la quale il caffè è consigliato (espresso, moka o filtro). Sul retro si aggiungono informazioni sul Paese e la regione da cui proviene il caffè; per le miscele le origini che le compongono. I fianchi riportano l’immagine di un’elegante composizione di foglie di caffè stilizzate. Così si presenta l’evoluzione del caffè secondo Agust, con cui la terza generazione della famiglia Corsini, punta a mettere in tazza caffè con una precisa identità, in grado di esprimere le loro peculiarità, ma in modo equilibrato, senza “estremismi” nel gusto. Caffè in grado di accontentare tutti e di dare qualcosa in più.
Protagonisti sono specialty coffee e monorigine, che da sempre i responsabili della Torrefazione bresciana selezionano in prima persona visitando le piantagioni nei diversi Paesi produttori. A questa prima fase se ne affianca una altrettanto importante: la trasformazione in azienda che, sottolinea Daniele Corsini, responsabile della produzione, «è direi decisiva, perché è qui che apponiamo la nostra firma, che possiamo dare un’identità ai nostri caffè, così che chi li gusta possa riconoscere la nostra mano». «Evo rappresenta la nostra idea sull’evoluzione che c’è stata nel mondo del caffè negli ultimi anni - prosegue Giovanni Corsini, codirettore della torrefazione con il padre Marco -. Questa linea è il completamento di un lungo percorso iniziato anni fa e che oggi grazie a studi, ricerche, analisi organolettiche, vede il suo compimento. Un passo che non è dettato dalla volontà di cavalcare una moda: del resto sono 25 anni che trattiamo specialty coffee e già da 5 vendiamo caffè monorigine, bensì dall’esigenza di esprimere la nostra visione».
La linea. Evo si rivolge sia al mercato horeca sia al privato ed è principalmente dedicata al caffè in grani. Comprende due miscele: Riserva 100 (100% Arabica, con caffè provenienti da Colombia, Brasile, Perù, El Salvador ed Etiopia) e Riserva 87, in cui all’arabica (Colombia, Brasile, Perù, El Salvador) si aggiunge un 13% di robusta indiana; entrambe disponibili in confezioni da 250 grammi e 1 chilo. A queste si uniscono 8 caffè monorigine provenienti da diverse zone del mondo, tutti in confezione da 250 gr in grani: Brasile Samambaia, Brasile Irmãs Pereira, Colombia San Cayetano, Salvador San Luis, Etiopia Sidamo Yrgalem, Etiopia Hambella, Tanzania Ngila Estate e Indonesia Batur Estate. Tre caffè sono inoltre disponibili con macinatura per moka (Sidamo Etiopia, San Cayetano Colombia e San Luis El Salvador) e 3 in cialde (Sidamo Etiopia, San Cayetano Colombia e Samambaia Brasile). A breve uscirà anche un caffè per il caffè filtro.
Fa parte della linea anche Natura Equa, miscela di caffè provenienti da agricoltura biologica, equo-solidale e con una filiera a impazzo Zero, lanciata nel 1999, che testimonia l’attenzione di lunga data della Torrefazione alla sostenibilità.
Agust ha da poco ottenuto da parte dell’ente Tüv Nord la Certificazione Fssc 22000 - Food Safety System Certification 22000 (sistema di gestione di sicurezza alimentare): è riconosciuta dalla Global Food Safety Initiative e si basa sugli standard Iso. Attesta che l’azienda dispone di un sistema di gestione di sicurezza alimentare efficace in grado di soddisfare i requisiti di legge, i clienti del settore alimentare e i consumatori.
Iginio Massari e l’identità di marca: quando il pack è un trionfo di colori
Della forza del packaging come veicolo di un brand di pasticceria di alta qualità abbiamo diffusamente parlato qui e anche qui ma vale la pena di tornare sull'argomento, con case history esemplari. Roger Botti, direttore generale e creativo di Robilant e associati - società di brand advisory e strategic design leader del mercato italiano e riconosciuta a livello internazionale - ha curato di recente l'ideazione della nuova identità di marca di Iginio Massari, il brand "Iginio Massari Alta Pasticceria" che caratterizza la seconda vita delle pasticcerie del Maestro, con i negozi di Torino e Verona. Esperienza unica, come unico è il personaggio in questione, ma dalla quale si traggono lezioni valide per tutta l'alta pasticceria italiana. «La quale - spiega Botti - non deve dimenticare se stessa. Chiunque proponga un prodotto dolce regala ai suoi clienti un momento affettuoso: è cibo che va oltre la nutrizione, è un regalo concepito con il grande lavoro di chi sta in laboratorio, è perfezione formale, certo, ma anche colori, profumi, in una parola festa per gli occhi e il palato. Troppo spesso la pasticceria di alto livello si racconta con una immagine minimal - anche nel packaging, mentre bisognerebbe ricordarsi che è tutto il contrario. La pasticceria è massimalista per definizione, è un trionfo. Per Iginio Massari abbiamo cercato di disegnare un'immagine di pasticceria di lusso conservando l'idea della festa, del piacere, del divertimento».
Forme e colori delle confezioni ispirate alla vetrina della pasticceria
Addio scatole scure con la firma del Maestro Ampi, spazio a colori e forme «ispirati dalla stessa vetrina della pasticceria. Questo è il primo caposaldo della strategia seguita per ridisegnare il brand: usare forme e cromie dei prodotti per raccontare la marca, creare un'astrazione della vetrina». Secondo punto: distinguere la marca dalla firma dell'autore, creando tre livelli di decodifica del brand. Quello istituzionale "Iginio Massari Alta Pasticceria", quello di contesto con "Galleria Massari" a caratterizzare i negozi e, infine, la firma dell'artista - che torna, ad esempio, nei piatti quadrati e bianchi nei quali vengono servite le monoporzioni, creando l'effetto di un quadro, appunto, firmato dall'artista. «Terzo caposaldo, mantenere l'idea della "pasticceria come festa" in tutti i prodotti che escono dal negozio, inclusa le shopping bag: il cliente deve sembrare uno che esce da un party, non da un negozio di alta moda». Si potrebbe dire che la strada da seguire è la valorizzazione dell'alto artigianato e delle sue qualità, non del lusso. «Perché l'immagine del lusso minimal respinge, la pasticceria deve attrarre». Un solco che segna la differenza anche con la pasticceria francese. «Il settore deve comunicare trionfo e colori, non ricercare asciuttezza», chiude il designer.












