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Sanpellegrino rafforza l’impegno nella sostenibilità

Sanpellegrino
Il gruppo ha ottenuto la certificazione Aws per l'uso sostenibile dell'acqua per il sito di Ruspino e ha fissato nuovi target per diventare sempre più green

Sanpellegrino consegue un altro importante target nel cammino finalizzato a rendere le sue attività sempre più sostenibili (leggi La sostenibilità al centro delle strategie di crescita di Sanpellegrino). Il Gruppo, tra i principali operatori italiani nel settore delle acque minerali e dei soft drink, ha ottenuto la certificazione Aws (Alliance for Water Stewardship), per lo stabilimento di Ruspino dove viene imbottigliata l’acqua minerale S.Pellegrino. Si tratta di un grande risultato, in quanto la certificazione Aws rappresenta il primo standard mondiale per l’utilizzo responsabile e sostenibile dell’acqua da parte di imprese e comunità.

Il raggiungimento della certificazione premia l’attenzione che da sempre il sito bergamasco ha rivolto alla gestione attenta della preziosa risorsa e che solo nell’ultimo anno ha permesso di risparmiare oltre 133 milioni di litri di acqua nei processi produttivi. Un riconoscimento che, più in generale, premia gli sforzi del Gruppo verso un futuro, ma anche un presente più green e la centralità assunta dalle tematiche ambientali nelle sue strategie di crescita, tanto da aver creato un’apposita divisione dedicata a questi aspetti (leggi Sanpellegrino nomina Fabiana Marchini Head of sustainability).

Risultati e nuovi target

Impegno che si concretizza in progetti orientati alla riduzione, al riutilizzo e al riciclo dell'acqua impiegata in tutte le attività produttive. E che stanno portando notevoli risultati: basta pensare che negli ultimi 3 anni il Gruppo ha risparmiato 234 milioni di litri di acqua, riducendo anche il consumo medio per litro di acqua imbottigliato, pari oggi a 1,60 litri, contro gli 1,70 litri registrati nel 2018.

In tale contesto, la certificazione del sito di Ruspino non rappresenta un unicum, in quanto il Gruppo ha in programma di certificare tutti i suoi stabilimenti. È stato infatti già avviato l’iter per quello di Acqua Panna a Scarperia (Firenze), con la certificazione attesa nel corso di quest’anno, mentre nel 2022 sarà la volta del sito produttivo di Levissima a Cepina Valdisotto, in Valtellina, e l’anno successivo di quello di San Giorgio in Bosco (Padova), dove vengono imbottigliate le Bibite Sanpellegrino e gli aperitivi analcolici.

Un laboratorio a “cielo aperto” sulla biodiversità

Insieme alla tutela della risorsa il Gruppo ha messo in campi anche progetti per preservare la biodiversità nelle aree dove opera. Per esempio, lo scorso anno, la tenuta toscana medicea dove sgorga e viene imbottigliata Acqua Panna, un’are nella quale è vietata ogni attività, è stata trasformata in un laboratorio a “cielo aperto” sulla biodiversità, dove ricercatori universitari ed esperti si recano per monitorare e censire il territorio protetto. Un progetto realizzato dall’azienda con il supporto di Federparchi (Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali), intende raccogliere dati di ricerca, da condividere con la comunità scientifica nazionale e internazionale, a favore della sostenibilità ambientale e della lotta ai cambiamenti climatici.

Aromi specialty nel Gin del Baffo di Fabio Dotti

Fabio Dotti e il Gin del Baffo

Dopo avere presentato lo scorso ottobre Il Ricettario della Caffetteria Italiana, Fabio Dotti, barista, trainer e brand ambassador di Caffè Agust propone un nuovo prodotto esclusivo: il Gin del Baffo, che unisce gin e specialty coffee in una bevanda spiritosa molto particolare. «Ho realizzato la ricetta unendo tre componenti botaniche: bacche di ginepro, angelica e coriandolo - spiega Dotti -; a questa base alcolica ho deciso di aggiungere il caffè, uno specialty coffee della linea Agust Evo, un Etiopia Yrgalem lavato: tostato e macinato è stato unito ai prodotti in infusione. La professionalità di chi opera nella Distilleria Novelli di Brescia mi ha permesso di ottenere questo distillato particolarissimo in cui le personalità del gin e del caffè si uniscono al meglio, armonizzando le note di ginepro (leggermente smorzata), angelica e coriandolo del primo a quelle di pompelmo, miele e liquirizia del secondo. Ne è nato quello che io definisco un gin contemporaneo, in cui si riconosce il caffè, che risulta particolare e piacevole».

Il prodotto si rivolge ai locali e al cliente finale, disponibile in bottiglia da 500 ml, o in formato mignon per chi vuole testare questo gin particolare; c’è infine la Ginbox, un kit per preparare a casa un gin tonic, con una bottiglia di Gin del Baffo, due di acqua tonica, bar spoon, jigger, decorazione e sottobicchiere.

Per cominciare Dotti propone tre ricette di facile realizzazione

  • Baffo Tonic, composto da 5 cl Gin del Baffo, 15 cl di acqua tonica. In un ballon con ghiaccio si versano gli ingredienti, infine si decora con scorza di pompelmo e bacche di ginepro.
  • Ginmule del Baffo, dedicato a chi ama i sapori freschi e dissetanti, composto 5 cl di Gin del Baffo, 8 cl di Ginger Beer, 1 cl succo di lime. In un tazza di rame si mettono tanto ghiaccio, quindi gli ingredienti e si decora con una fetta e/o scorza di lime.
  • Negroni del Baffo, per chi ama i sapori intensi, composto da 3 cl Bitter Campari, 3 cl vermouth rosso, 3 cl Gin del Baffo. In un bicchiere old fashioned con cubetti di ghiaccio cristallino si versano gli ingredienti; decorare con scorza di pompelmo.

Come mail la scelta di un gin aromatizzato al caffè? chiediamo. «Sono un suo appassionato e durante il lockdown ho avuto modo di provare questa combinazione che mi ha convinto della sua bontà e dell’opportunità di proporla come gusto nuovo e contemporaneo - risponde Fabio Dotti -. Ho impiegato quasi un anno a mettere a punto la ricetta e le procedure e quando l’ho fatto assaggiare i feedback che ho ricevuto sono stati molto positivi. Molti mi dicevano che non si sarebbero mai aspettati di gustare il caffè sotto questa luce nuova. Spesso si aspettavano qualcosa di molto amaro e intenso, abituati alla tradizione dell’espresso, ma con uno specialty con la giusta tostatura, il risultato è decisamente diverso. Proporre questo gin è anche una buona occasione per dare qualche pillola del vasto mondo del caffè. Il mio gin, infine, sarà sempre una limited edition: è composto di prodotti naturali che ogni anno possono cambiare; dunque, ci sarà modo di gustare periodicamente sapori nuovi. Da parte mia assicurerò sempre la selezione dei migliori ingredienti».

Il Gin del Baffo è in vendita online e nei locali.

Opera Baladin, la birra gastronomica artigianale incontra l’aceto di malto

Opera Baladin con calice Teku

Far diventare la birra artigianale un protagonista della gastronomia italiana. Questa la mission che Teo Musso si è dato fin dal 1996, anno di fondazione del Birrificio Baladin di Piozzo, sulle colline del Cuneense. E si può certo affermare che il suo progetto si è rivelato vincente, tanto da aver dato il via in Italia al movimento delle birre artigianali, crude e non pastorizzate, con proposte sorprendenti che hanno rivoluzionato il modo di intendere la birra a tutti i livelli.
L'ultima proposta è Opera Baladin, birra gastronomica studiata da Teo Musso del Birrificio Baladin insieme con Andrea Bezzecchi, titolare di Acetaia San Giacomo di Novellara (Reggio Emilia). L'obiettivo è trasformare una birra di base in una bevanda diversa che per legge può solo prendere il nome di "aceto di malto". Presentata online con un apposito webinar, la nuova birra artigianale è rivolta al mondo della ristorazione e si distingue per le insolite e originali note acetiche.

 

La birra di base (non luppolata) viene unita all'aceto di birra a due giorni circa dal termine della fermentazione alla temperatura di 25 °C, potendo sfruttare la Co2 prodotta per saturare il tino di fermentazione e inibire la crescita degli acetobatteri presenti nell'aceto. A differenza delle altre birre Baladin, Opera non subisce il processo di seconda fermentazione al fine di evitare un eccessivo sviluppo della componente acetica. Al termine della fermentazione in barili esposti semplicemente all'aria ricca di acetobatteri dell'acetaia, la birra viene travasata in un tino di maturazione per tre settimane alla temperatura di 0 °C per una naturale chiarificazione ed eliminazione delle fecce.

Presentata dal responsabile marketing Fabio Mozzone, la prima degustazione pubblica di Open Baladin (sinfonia di note diverse) è stata affidata al biersommelier Simonmattia Riva: birra di 8,5% alc, color mogano (Ibu 10-12), amaro deciso (30-34 Ebc), con particolari note acetate e vanigliate (di botte), gasatura minima, schiuma compatta, da servire in calice Teku a 12-14 °C dalla bottiglia da 75 cl.

Abbinamenti possibili? La risposta principale è venuta da un altro partecipante al webinar, lo chef Gennaro Esposito del ristorante Torre del Saracino di Vico Equense (Napoli). Grazie alla sua acidità che produce una salivazione più decisa, oltre che favorire la digestione, gli abbinamenti più consigliati sono stati quelli con piatti dai sapori decisi. Primi piatti come spaghetti ai frutti di mare e minestroni di legumi; secondi piatti come carni alla brace, cotechino di maiale, bolliti con mostarda (che richiama la frutta rossa acidificata), selvaggina, peperonate, formaggio parmigiano "grasso"; dessert come dolci al cioccolato, spongata (dolce speziato con frutta secca e canditi).

Classificazione? Opera Baladin può ricordare altre birre acide come come la rossa belga Rodenbach Grand Cru (6% alc), ma anche l'ambrata Negroni Style (8% alc) di Collerosso. Ma non può essere classificata se non, per il momento, nella categoria internazionale "Experimental Beer" (nuove frontiere) della World Beer Cup. Per finire, una birra unica, extra strong, anomala, difficile da avvicinare se non a piccoli sorsi, ma tutta da studiare e provare, capace di diventare un prossimo standard internazionale.

 

Russell’s Reserve, la riserva di famiglia dei master distiller di Wild Turkey

Alla scoperta di Russell's Reserve, small batch crafted Bourbon che prende il nome dei master distiller di Wild Turkey. Tutti i suoi segreti svelati da Aldo Bruno Russo, brand ambassador di Wild Turkey in Italia

La community italiana di Wild Turkey, brand di proprietà di Campari Group, si è recentemente riunita virtualmente per una masterclasss digitale dedicata a uno dei gioielli del portafoglio del noto straight Bourbon whiskey proveniente dal Kentucky: parliamo di Russell's Reserve, uno small batch crafted Bourbon che porta orgogliosamente il nome dei master distiller di Wild Turkey, i mitici Jimmy (padre) ed Eddie Russell (figlio). Realizzato con un blend dei migliori Wild Turkey della distilleria di Lawrenceburg invecchiati minimo 10 anni, porta con sé la tradizione tramandata di generazione in generazione dalla famiglia Russell. Un distillato che non dovrebbe mancare nel bottigliere di un locale che vuole offrire un'esperienza di degustazione di alto livello ai propri clienti. Pensiamo, ad esempio, a un Bourbon flight con altri prodotti della famiglia Wild Turkey, partendo dal notissimo 101 per arrivare al Longbranch (creato in collaborazione con Matthew McConaughey, il direttore creativo della distilleria) o al Wild Turkey Rare Breed overproof. Parliamo, dunque, di un Bourbon fedele ai dettami della filiera di casa che utilizza solo cereali non OGM e acqua del limitrofo e purissimo Kentucky River.  Ma, come ha spiegato durante la masterclass Aldo Bruno Russo, brand ambassador di Wild Turkey in Italia, gli elementi che distinguono la Russell's Reserve sono diversi. «In primis, l'heritage tramandato da padre in figlio non solo nel rispetto della tradizione, ma anche nella volontà di innovare. E poi la selezione "fatta a mano" personalmente da Jimmy ed Eddie Russell delle botti dei migliori Wild Turkey Bourbon invecchiati minimo 10 anni che devono andare a costituire la palette aromatica del blend. Una selezione che viene fatto degustando a pieno grado il liquido contenuto nelle botti. Si tratta di un'operazione non per tutti, ma che richiede un palato allenato e una lunghissima esperienza come quella dei Russell. E qui arriviamo al terzo distinguo che è quello dello small batch: dopo una prima selezione, vengono, infatti, scelte solo le botti che hanno una gamma aromatica in grado di donare le migliori note gustative e il giusto bilanciamento alla riserva».

Una bottiglia con una storia da raccontare

Tutta la storia della Russell's Reserve è riassunta, come in un manifesto, da una bottiglia unica (45° vol, 70 cl) ricca di informazioni utili anche per il bartender. Dal logo della pianta di quercia americana che compare sul collo della bottiglia che vuole rappresentare l'albero genealogico dei Russell e l’esperienza di padre e figlio, che vantano complessivamente un curriculum in distilleria di quasi un secolo, agli autografi in calce dei due master distiller, ennesima conferma che siamo di fronte a un distillato frutto di una ricerca e di un coinvolgimento anche a livello personale dei Russell. «È un prodotto nato per una degustazione in purezza e che si può servire anche "on the rocks" - ha concluso Aldo Bruno Russo, coadiuvato durante tutta la masterclass da Arturo Carile, Group Brand Manager Premium Brands di Campari - e che da solo può appagare il palato dell'intenditore di Bourbon più esigente. Detto questo, Russell's Reserve può essere anche miscelato. Ad esempio, in un Boulevardier, un classico americano nato durante il Proibizionismo. Si tratta di un twist del Manhattan che prevede Bourbon, vermouth rosso italiano e Campari. E, in questo caso, Russell's Reserve, a differenza di altri whiskey, riesce a riportare il Bourbon al ruolo di protagonista assoluto del drink grazie al suo ingresso morbido in bocca e alla una marcata nota speziata. Ne risulta un cocktail dalla grande profondità di gusto. Da servire in un bicchiere old fashioned su un grosso cubo di ghiaccio».

Rinaldi 1957 distribuisce Rupes, il premiato amaro calabrese

Amaro Rupes
Vincitore di due medaglie d'oro in due prestigiosi concorsi internazionali, questo amaro, frutto di una ricetta di inizio Ottocento, è anche ottimo per la miscelazione. Vedi la ricetta di Ilaria Bello

Arriva dalla Calabria Amaro Rupes, la nuova chicca che arricchisce il portafoglio di amari distribuiti in esclusiva da Rinaldi 1957. Un amaro che affonda le sue origini nei primi anni dell’Ottocento, quando Vincenzo Errigo, il capostipide della famiglia Errigo proprietaria di Tuttodistribuzione che lo produce, affinò un’antica ricetta tramandatagli dalla madre e cominciò a produrlo clandestinamente a Roccella Ionica (Reggio Calabria). Ricetta tramandata e custodita segretamente di generazione in generazione dalla famiglia e che prevede l’utilizzo di 30 erbe officinali e aromatiche, raccolte a mano nell’area della locride, tra le quali spiccano l’alloro, il finocchietto selvatico e la liquirizia calabrese.

Gli ingredienti vengono lavorati con la tradizionale metodologia a freddo, con l’infusione delle botaniche in una soluzione idroalcolica, per almeno venti giorni, in grandi tini d’acciaio. Un processo che permette di estrarre le proprietà organolettiche delle erbe i loro principi attivi che stimolano la digestione. Successivamente si procede con la riduzione alcolica dell’infuso, portandola a 28% in vol, attraverso l’aggiunta di acqua e zucchero.

Da questo processo l’amaro riceve il suo colore ambrato, il bouquet dalle note erbacee, dove dominano il finocchietto selvatico e la liquirizia, e il gusto fresco, grazie alle note dell’alloro, persistente e con una buona carica amara dovuta alle erbe e alla bassa presenza di zucchero, e dal finale lungo grazie alla liquirizia che è un esaltatore naturale di gusto.

Proprietà organolettiche apprezzate dai giudici di due delle più prestigiose competition internazionali dedicate agli spirit, il World Liqueur Awards e l’American Awards, che hanno conferito ad Amaro Rupes la madaglia d’oro 2020 nella categoria Amari Digestivi.

Ottimo digestivo, quindi da servire come classico dopopasto, liscio o con ghiaccio, questo amaro può essere anche un intrigante ingrediente per la miscelazione. Un esempio, è la Primavera del Conte, originale interpretazione del Negroni firmata da Ilaria Bello, barmanager del Talea di Torvaianica (Roma), dove le note bitter di Amaro Rupes si uniscono a Ramsbury gin, vermouth Oscar 697 Extra Dry e spremuta di pompelmo rosa, per una versione più fresca del grande classico dell’aperitivo italiano.

Una curiosità riguarda il nome di questo amaro. Rupes, deriva dalla rupe nelle vicinanze di Roccella, alla cui ombra Vincenzo, piccolo commerciante del posto, per arrotondare, preparava clandestinamente l’amaro. Ma non fu sua l’idea di battezzare così il liquore. Durante una delle sue missioni segrete, si imbatté infatti in un gruppo di giovani intellettuali della zona, che a pochi passi dalla sua distilleria si riunivano anche loro in segreto: erano dei patrioti precursori dei carbonari ai quali cominciò a vendere il liquore, che questi chiamarono “Rupes”.

La Primavera del Conte di Ilaria Bello

La Primavera del Conte_Rupes Ilaria Bello

Ingredienti:

2 cl Amaro Rupes, 3,5 cl Ramsbury Gin, 2,5 cl Oscar 697 Extra Dry, 3 cl spremuta di pompelmo rosa

Preparazione:

build

Decorazione:

fetta di pompelmo rosa

Bicchiere:

tumbler basso

Gelato Day 2021, spazio alla creatività dei gelatieri

01 Gelato Day_Mantecado

Si celebra questa settimana la Giornata Europea del Gelato Artigianale, che in tutta Europa è il 24 marzo di ogni anno. Nel 2020 la manifestazione ha naturalmente dovuto adeguarsi alle restrizioni, con un ritardo accumulato per causa di forza maggiore. Il gusto dell'anno è stato scelto dalla Spagna. Dopo il variegato alla fragola selezionato dall'Olanda nel 2020, è il turno del Mantecado, una crema antica alla vaniglia variegata con salsa di arance e decorata con scaglie di cioccolato fondente.

Gelato Day_Mantecado

Il sapere artigiano trova spazio in una iniziativa europea

La giornata speciale dedicata al gelato artigianale, da un’idea di Longarone Fiere e Artglace estesa a tutto il Continente, è nata per promuovere in Europa il sapere artigiano e sostenere le produzioni di qualità. Idea ben sintetizzata nel gusto dell'anno, che rappresenta la tradizione gastronomica di un Paese - la Spagna appunto - crocevia di culture e sapori. Dalla vaniglia, che deve il suo nome ai conquistadores, al cioccolato, che approdò nel Vecchio Continente proprio dai porti spagnoli, fino alle arance, di cui la Spagna è primo produttore europeo con ben 3,4 milioni di tonnellate raccolte nel 2019. Dolce e amaro, cremoso e croccante, il Mantecado ha stuzzicato la creatività degli artigiani del gelato che il 24 marzo propongono ai loro clienti un’interpretazione inedita del Gusto dell’Anno.

Il video contest per i gelatieri di tutta Europa

Artglace ha anche organizzato un video contest che darà ai gelatieri europei la possibilità di guadagnarsi un posto per partecipare alle celebrazioni della decima Giornata Europea del Gelato Artigianale al Parlamento Europeo nel 2022. Ogni gelatiere dovrà realizzare un breve video di 90 secondi in cui mostra la preparazione del Mantecado, seguendo la ricetta ufficiale. I video potranno essere inviati fino al 30 giugno e saranno giudicati da una giuria di esperti che valuterà originalità della presentazione, qualità del video, illustrazione del processo produttivo del gusto, estetica e decorazione della vaschetta (il regolamento completo sul sito www.gelato-day.com). I video in gara saranno anche pubblicati sui social e gli altri canali online del Gelato Day.  

L’evoluzione della pasticceria: scopri il nostro talk

pasticceria
Il talk di Dolcegiornale sull'evoluzione della pasticceria con Luigi Biasetto, Sal De Riso, Vincenzo Tiri, Marco Pedron e Carlo Meo. Registrati gratuitamente su premium.bargiornale.it per rivederlo

Il cioccolato di ICAM nelle mani dei Maestri del Lievito Madre

sacchetti agostoni

Ingredienti di qualità nella preparazione e nella produzione di lievitati da ricorrenza come colombe e panettoni. Promozione e salvaguardia di materie prime di qualità per difendere l’eccellenza dei prodotti italiani nel mondo. Sono obiettivi comuni a ICAM Cioccolato, azienda italiana produttrice di cioccolato e semilavorati del cacao, e dell’Accademia dei Maestri e del Lievito Madre del Panettone Italiano, nata lo scorso anno con l’obiettivo di promuovere e tutelare l’utilizzo del lievito madre nella realizzazione del panettone.

I progetti da realizzare nei prossimi mesi: competizioni su colombe e panettoni

L'utilizzo del cioccolato ICAM sarà parte della sinergia tra l'azienda e l'Accademia, anche nell'ambito degli eventi organizzati dai Maestri, che sono in via di definizione. Tra questi la Notte dei Maestri del Lievito Madre (a Parma), prevista a luglio 2021, e il Panettone World Championship, a HostMilano, previsto a ottobre. Risulta ancora in definizione anche la Colomba d'Oro, prima edizione di una competizione che mira a celebrare le produzioni di eccellenza del lievitato pasquale.

I prodotti top per i professionisti

Tra i prodotti "protagonisti" di questa partnership tra artigiani e azienda ci sono quelli della linea ICAM Linea Professionale ha in gamma il cioccolato di copertura Fondente Morbida. Per le glassature di colombe e panettoni, con il 4% di burro anidro, riesce a trasferire morbidezza e plasticità senza risultare eccessivamente amaro. Altro brand di ICAM è Agostoni, che offre la possibilità di ottenere prodotti dal sapore unico e ricercato attraverso cioccolati Monorigine, Grand Cru e Biologici di alta qualità.  

Nutella Biscuits nel pack a tubo per il fuoricasa

Nutella Biscuits
Il goloso biscotto di pastra frolla ripieno di Nutella è ora disponibile in un pack a tubo pensato per la vendita nel fuoricasa e per il consumo on the go

È disponibile in un nuovo formato pensato per il fuoricasa Nutella Biscuits, il gustoso biscotto di frolla croccante ripieno di Nutella. Il nuovo pack, da 168 g, è un tubo rigido, pratico e richiudibile, appositamente sviluppato da Ferrero per favorire il consumo del goloso biscotto fuoricasa e on the go.

Il pack custodisce 12 biscotti: 12 scrigni di pasta frolla, dalla friabilità tipica del frollino, preparati con ingredienti selezionati, quali farina di frumento e zucchero di canna per l’impasto, che racchiudono il ripieno di Nutella, che rappresenta il 40% del prodotto. Un matrimonio di gusto che rende Nutella Biscuits irresistibile e che ne spiega il successo fin dal lancio, a fine 2019, con oltre un miliardo di biscotti venduti a oggi.

Biscotti che vengono prodotti nello stabilimento più a Sud del Gruppo Ferrero, quello di Balvano, piccolo centro della provincia di Potenza, in Basilicata. Un sito dotato della più innovativa e complessa linea produttiva del Gruppo, di recente incrementata ulteriormente per raddoppiarne la capacità produttiva.

Il nuovo formato a tubo si unisce al precedente, il sacchetto da 304 g che contiene 22 biscotti, dedicato invece ai neozi alimentari e alla grande distribuzione.

Denis Dianin: «Confezioni total white e in vetro per attirare il cliente»

Denis Dianin
Ci sono confezioni capaci di esaltare il brand e l'esperienza di acquisto. Il vetro ad esempio non ha nulla da nascondere e mostra la genuinità del contenuto. Parola di Denis Dianin

Denis Dianin, pasticcere titolare di D&G Patisserie a Selvazzano Dentro (Pd), maestro pasticcere Ampi, ha da sempre portato avanti l'idea della valorizzazione del prodotto, passa anche attraverso prodotti di pasticceria realizzati in vasocottura, che fanno parte della sua linea InVero. Lo abbiamo interpellato per avere la sua opinione sul tema del packaging (di cui abbiamo parlato anche qui) nella sua produzione. Su quali elementi è basata l’immagine di D&G patisserie? D come “design”, E di “essenza” ed “evoluzione”, G di “glamour”, che non rappresenta qualcosa alla moda, ma qualcosa di elegante ed affascinante. Nel brand è racchiusa una particolare filosofia. L’acronimo che lo compone rappresenta un modo di vedere il food a 360°. All’interno della nostra pasticceria si sperimenta e si crea, da questa voglia di innovazione è nato il brand INVERO, per il quale la vasocottura trova la sua massima espressione. Quanto conta il packaging nell'attrarre il cliente? In D&G Patisserie cerchiamo di attrarre e sedurre anche attraverso il packaging. Nonostante i lievitati e i babà non abbiano bisogno di presentazioni, sono stati racchiusi all’interno di una confezione total white appositamente progettata per esaltarne l’esperienza d’acquisto. Seguendo i principi di uno scrigno, la confezione vuole allo stesso tempo proteggere la delicatezza del vetro e contemporaneamente creare attesa e mistero attorno al prodotto. L’apertura del packaging nelle varie fasi segue il principio di "tirare" elementi siliconici; la scatola è chiusa tramite un elastico che ripropone l’apertura in silicone del vaso sottovuoto. Il tema della sostenibilità ambientale è molto forte: usate materiali o soluzioni che vanno in questa direzione? La nostra sostenibilità ambientale si basa su diversi fattori, uno dei quali è la scelta del vaso in vetro, materiale ecosostenibile e riutilizzabile, dettata dalla consapevolezza di proporre un prodotto che non ha niente da nascondere. Attraverso la sua trasparenza viene mostrata tutta la genuinità del contenuto, oltre ad essere il materiale più adatto alla protezione da cariche batteriche e shock termici.

Mumac, il museo d’impresa diventa hub per le vaccinazioni

L'accettazione all'ingresso del Mumac
Gli operatori nell'ampia sala congressi di Mumac
Gli operatori all'opera nell'ampia sala congressi di Mumac

Il Mumac, museo d’impresa di Gruppo Cimbali a Binasco, alle porte di Milano, in questi giorni è chiuso al pubblico, come tutti gli altri musei. Se non può esserlo per i visitatori, le sue porte rimangono comunque aperte per gli operatori sanitari che qui possono operare e le persone che verranno vaccinate al suo interno. Il bilancio del primo giorno di attività è di 270 over 80 vaccinati; nei prossimi mesi continuerà ad essere una delle sedi per la Asst di Melegnano e della Martesana per la campagna vaccinale, diventando hub di riferimento per le vaccinazioni di massa.

Angelo Cordone, direttore generale della Asst ha ringraziato l’Azienda «per averci garantito la disponibilità in tempi così brevi di un luogo unico, affascinante, che racchiude non solo un secolo di storia aziendale, ma diventa oggi un modello vincente per fare ripartire il territorio». Ogni giorno sarà un tassello, un passo avanti per raggiungere rapidamente quell’ampia immunizzazione da tutti auspicata, che permetterà di vivere con maggiore serenità.

I vaccini sono in corso
I vaccini sono in corso

Già lo scorso marzo Gruppo Cimbali, oltre a una copertura assicurativa sanitaria aggiuntiva per i dipendenti aveva deciso di elargire 10 ventilatori polmonari del valore complessivo di circa 200mila euro. Il suo presidente, Maurizio Cimbali sottolinea che «in un momento così difficile per il nostro Paese è per noi un piacere, ancor prima che un dovere, sostenere il territorio mettendo a disposizione della comunità gli spazi del nostro museo. Abbiamo così voluto dare un piccolo ma importante contributo alla campagna vaccinale per aiutare in tal modo la ripartenza». Perché è da qui, come testimonia da qualche giorno l’Inghilterra, che ha provveduto a immunizzare un’ampia fascia di popolazione e in questi giorni registra pochissimi contagi, che riprende la speranza di una vita normale, alla quale si deve accompagnare una fiducia prudente.

Anche dal sindaco di Binasco, Riccardo Benvegnù, giunge un ringraziamento all’azienda e alla Famiglia che la guida «cui va tutta la mia riconoscenza: hanno dato testimonianza concreta di cosa significhi essere impresa sul territorio. Essere comunità è avere la consapevolezza che da un momento drammatico di difficoltà si può uscire solo lavorando tutti insieme, fianco a fianco, con un unico interesse: il bene comune».

Luigi Biasetto: «Abbiamo rinnovato il nostro packaging. E ideato la BBox»

Il maestro pasticcere padovano Luigi Biasetto, campione del mondo di pasticceria, già dal 2019 ha sentito l'esigenza di rinnovare il proprio packaging, per rendere protagonista la B di Biasetto e dare ulteriore funzionalità alle confezioni per la vendita on line. In tema di confezionamento (delle cui tendenze 2021 abbiamo scritto qui) abbiamo sentito la sua opinione. Su quali elementi è basata l’immagine del brand Biasetto e come viene richiamata nel packaging? Il processo di rinnovamento del nostro packaging è iniziato nel 2019, a partire dalla celebre scatola del Panettone. Negli ultimi due anni questo processo ha coinvolto tutto il packaging: colombe, focacce, ciambelle, torte, tortine, mignon, etichette, vasetti fino alle shopper. In quest’evoluzione è stato fondamentale accompagnare il cliente in modo graduale nel processo di identificazione e riconoscibilità del brand. Partendo dal logo del ’98 con il pasticcere, abbiamo via via eliminato gli elementi illustrati, fino a lasciare come grande protagonista solo la B di Biasetto. È dunque la B il filo conduttore, sintesi assoluta del nostro brand, declinata nei colori e nei materiali dei nostri arredamenti: bordeaux e oro nelle diverse tonalità. Colori e materiali preziosi che evolvono seguendo le stagioni, più caldi d’estate e più intensi d’inverno. Nell'ultimo periodo quali pack sono stati introdotti? Negli ultimi mesi ci siamo focalizzati in modo particolare sull’ideazione di scatole da spedizione più robuste, in grado di raggiungere i clienti a distanza, proteggendo il prodotto in modo impeccabile. Un lavoro strutturato con grande attenzione per la sostenibilità dei materiali con la volontà di arrivare a un impatto zero con materiali sempre più all’avanguardia. L’esempio più recente su cui stiamo lavorando è “BBox”, una scatola per l’e-commerce che permette di ospitare all’interno un assortimento di prodotti variabili a seconda della stagionalità e delle festività. Un’idea perfetta da collezionare e poi riutilizzare a casa come contenitore. Non mancano i packaging edizione limitata come quello utilizzato per torta Love di San Valentino: una scatola brevettata con chiusura a cuore. Che cosa si aspetta il cliente, più estetica o più funzionalità? Desidera sempre più la shopper, diventata ormai una bag riutilizzabile in altri contesti. La principale attenzione del cliente è ad una confezione preziosa, bella da regalare che rifletta il valore del brand con attenzione all’impatto ambientale. Quest’ultima caratteristica rappresenta una forte necessità per il 18% dei clienti.

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